Triturati vivi a milioni

50 milioni di pulcini maschi di galline ovaiole triturati vivi ogni anno in Italia

Ogni anno, in Italia, 50 milioni di galline ovaiole producono 13 miliardi di uova. Poco meno di 300 a testa. Nel 2010 il fatturato delle uova è stato di 1 miliardo e mezzo. Produrre un uovo costa 0,07 EUR e ne rende, se destinato al consumo diretto, 0,10. Per 9 euro all’anno, una gallina fa una tale vita di merda che in confronto l’inferno è una gita fuori porta.

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Costretta in una gabbia dalle dimensioni inferiori a un foglio di carta. Le zampe seviziate dal reticolo metallico sul fondo. Il becco amputato, pieno di innervazioni, che provoca dolore ogni giorno fino alla morte precoce. Nessuno spazio per muoversi. Condannata a stare perennemente al buio o esposta ad una costante luce artificiale. Condizioni igieniche: escrementizie.

Se proprio dovete nascere gallina ovaiola, almeno cercate di nascere maschio. Avrete la vita più facile. Siccome non producete uova e non crescete abbastanza velocemente da rappresentare un valore aggiunto per gli scaffali dei supermercati, la vita grama del vegetale in gabbia vi verrà risparmiata. Non che veniate liberati, questo no… Verrete semplicemente uccisi alla nascita. Per la precisione, triturati vivi da una macchina che farà di voi farina di carne buona per i mangimi. Almeno morirete in fretta. Se assumiamo che per ogni due uova che si schiudono, uno contenga un maschio e l’altro una femmina, ogni anno in Italia ci sono altri 50 milioni di pulcini che aprono gli occhi al mondo poco prima di essere spremuti da un torchio di acciaio. Ottocentomila milioni di tonnellate potenziali di carne viva sottoposta a crudeltà pura.

Per evitare questo orrore non vedo soluzioni alternative rispetto al cessare di alimentare questa catena degna di un episodio di “Saw, l’enigmista“. Ma se proprio non potete fare a meno di mangiare le vostre 220 uova pro-capite all’anno, quando andate al supermercato assicuratevi almeno di comprare solo quelle che recano il codice identificativo degli allevamenti all’aperto. Il primo numero deve essere 0 (uovo da agricoltura biologica) o 1 (uovo da allevamento all’aperto). Fatelo tutti e vedrete che la produzione si adeguerà. E a voi non costerebbe poi molto: produrre un uovo all’aperto, anziché in gabbie convenzionali, costa solo 2,6 centesimi di euro in più. Undici centesimi alla settimana per consumatore. Cinque euro all’anno per salvare 50 milioni di galline da una vita atroce. O forse il vostro cinismo preferisce bersi l’ennesima birra in pace?

La direttiva europea 1999/74/CE sulla protezione delle galline ovaiole stabilisce che il loro allevamento in gabbie non modificate venga vietato a partire dal 1° gennaio 2012. Non stabilisce il divieto di utilizzo delle gabbie, ma impone una serie di vincoli alle loro dimensioni, al sistema di circolazione dell’acqua corrente, alle pavimentazioni e ad altri dettagli che sono ampiamente insufficienti, ma che rappresentano comunque un miglioramento delle condizioni di vita degli animali. Ad oggi, 9 gennaio, l’Inghilterra si sta già adeguando. I 4.970 allevamenti italiani, invece, come è consuetudine stanno a guardare.

Guarda “INFERNO ANIMALE“,il video sottotitolato dal blog

INFERNO ANIMALE

Dati e documenti:


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54 risposte a Triturati vivi a milioni

  • 6

    Ciao Claudio, purtroppo questa è solo una delle tante realtà sconosciute ai più.

    Quando ho scoperto cosa c’è dietro un semplice uovo, un bicchiere di latte, un vasetto di miele o un capo in lana (senza parlare ovviamente di abiti in pelle) ho semplicemente smesso di farne uso diventando vegano.

    Da quando ho fatto questa scelta posso assicurarti che vivo meglio sia dal punto di visita della coscienza sia da quello della salute….. oltre a sapere di non partecipare al massacro ed alla tortura di esseri viventi ho anche avuto l’enorme soddisfazione di sentire il medico (all’oscuro della mia scelta vegana) farmi i complimenti per l’eccellente stato di salute… prima non era mai successo! 

    Purtroppo troppe persone ignorano (o, molto spesso, fingono di ignorare) cosa facciamo noi “esseri superiori” agli animali….. e purtroppo queste stesse persone molte volte sono le stesse che si dichiarano “amanti degli animali”… solo che gli animali che ritengono degni del loro amore sono i cani ed i gatti 

    Sarebbe un discorso lunghissimo impossibile da fare in questo contesto…. se vorrai approfondire l’argomento sarò più che felice di fornirti tutto il mio supporto!

    Concludo il post invitando te e tutti i lettori di questo blog che vogliano guardare un po’ più a fondo a dare un’occhiata a questo video… è un po’ lungo ed è in inglese ma sono problemi superabili… basta trovare un po’ di tempo ed attivare i sottotitoli (pulsantino “cc” sotto il video)… è qualcosa di eccezionale!

    Sono convinto non basterà questo video per far diventare tutti vegani ma potrà servire a smuovere un po’ le coscienze e a far aprire gli occhi a qualcuno.

    Grazie

  • 5
    sofiaastori

    Grazie; Claudio, per aver messo in evidenza uno degli orrori ignorati e/o tollerati in nome del nostro “benessere”.

    C’è chi afferma che sia il destino più crudele tra tutti gli allevamenti animali. Ho già visto due video in passato, a malavoglia, e non so se riuscirò a vedere quelli che tu proponi.

    Posso solo aggiungere che si può cambiare; la felicità che si ottiene sapendo di fare la cosa giusta non ha prezzo.  Da quando ho aperto un Gas, ho il modo di acquistare uova di galline che vivono in libertà. Non escludo, con il tempo, di diventare vegana. Piano, piano, mica tutta d’un colpo è molto più facile, quasi spontaneo. La vecchiaia porta saggezza e una dieta così mi regalerebbe salute e serenità.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    à

    • 5.1
      sofiaastori

      scusate: la “à” è della miciona che adora la tastiera…

    • 5.2
      Sabri

      Grazie per questo importante intervento, sono tanti che credono che le uova crescono al supermercato e che il trattamento riservato alle galline ovaiole e ai pulcini maschi sia normale. Vorrei fare presente che il trattamento che riserviamo agli animali è il tirocinio di ciò che poi si fa sulla pelle degli umani… lo sterminio degli ebrei ne è un esempio lampante, dove il nazista che organizzò le deportazioni, prese l’idea dai treni che portavano gli animali al macello… il principio è stato ed è uguale.

      Cosa fare per cambiare le cose? non siamo più complici di questo orrore e non pensate che gli allevamenti bio e all’aperto siano meglio, spesso sono all’aperto ma talmente in tanti da vivere uno sull’altro. quindi un’avvicinamento ad una dieta vegetariana e vegana è di quanto meglio si puô fare, non solo per gli animali, ma anche per l’ambiente, la nostra salute e chi muore di fame nel 3° mondo. se posso permettervi vi giro un link interessante e completo che spero vi porti a riflettere e con metodo, cominciare un vero cambiamento. Il vero cambiamento inizia nei nostri piatti, non serve piangere, indignarsi e dispiacersi. serve prendere coscienza e fare i passi per migliorarsi. È stato calcolato che se la popolazione mondiale dimezzasse il consumo di proteine animali, metterebbe in pratica il protocollo di Kyoto a costo zero e senza scomodare i politici bla bla.

      buona lettura e pace a tutti!

      http://www.saicosamangi.info

  • 4
    Leo M.

    Ottima informazione_ Io la lessi su una rivista specializzata qualche anno fa, e da allora controllo sempre il codice delle uova, anche aprendo la confezione e poi richiudendola_ Benché il mio consumo di uova annuo sia ben lontano da codeste medie – a esagerare, fra me e la mia compagna, ne mangeremo 8 al mese_

    Anch’io sono convinto che dovremmo di nuovo dare l’esclusiva a produttori locali, tipo i ‘contadini di zona’, come si faceva un tempo_ Ma a questo proposito ricordo che per il contadino, nella SUA CULTURA, qualsiasi animale non è mai stato altro che uno strumento, incluso il cane a volte, che se non era più in grado di assolvere le sue funzioni poteva anche essere soppresso perché non diventasse un costo_ Erano altri tempi, lo so, e ora dovremmo, TUTTI, essere capaci di uscire non rientrare mai più in certe mentalità troglodite_ Speriamo – almeno questo, per il futuro_

    Vorrei fare presente per finire che comunque sia, QUALUNQUE dolcino ci mangiamo nella nostra vita è fatto con le uova – e quelle uova lì, quelle acquistate dall’industria dolciaria, sono sicuramente quelle a prezzi minori, quindi quelle che provengono da allevamenti meno controllati e più crudeli_ Cha facciamo allora? Boicottiamo in massa anche tutta la pasticceria esistente sul suolo nazionale? Dal cornetto o biscottini quotidiani fino a ogni dolce natalizio?

    Grazie_

  • 3
    Giuseppe M.

    Che orrore! Claudio aggiungerei anche di preferire le uova dell’allevatore di zona, le vendono anche nelle grandi città nei mercati agricoli o rionali.

  • 2
    alenik

    Claudio ti ringrazio per la sensibilità che stai dimostrando verso gli animali, un blog che si occupa sostanzialmente di politica e fatti annessi, mi fa molto piacere che scenda anche in questo campo così poco trattato e trascurato.. un grazie di cuore

  • 1
    dgsquare

    …veramente le galline allevate all’aperto sono altrettanto maltrattate e sfruttate. Lo stesso per le mucche. Free range e` un eufemismo che nasconde una realta` poco diversa da quella che descrivi. Non sono le gallinelle libere di razzolare nella fattoria di Nonna Papera….

    Vedi qui per un po` di informazione: http://www.upc-online.org/freerange.html e anche altri siti di animalisti, come PETA.

    La soluzione migliore e` smettere di mangiare le uova e i prodotti animali in genere.

    E` piu` facile di quanto sembri e l’industria si adeguera`…. lo fanno sempre.

    Grazie per questo post, e` un inizio nella giusta direzione.

    Per un mare di ricette vegan, senza uova ne` prodotti animali, consiglio questo sito:

    http://www.veganblog.it/

    • 1.1
      dgsquare

      Altro link con foto specifica delle gallinelle che razzolano in campi aperti…

      http://en.wikipedia.org/wiki/Free-range_eggs

    • 1.2
      carletto

      hai ragione, free range e’ spesso una denominazione usata per catturare i consumatori piu’ sensibili, ma non significa che gli animali vivano in condizioni decenti(no luce naturale, acqua ecc…), mentre per gli “organic” il processo e’ monitorato, passo dopo passo rispetto agli standards previsti, da enti esterni come il soil organic association attraverso controlli severi e quindi piu’ affidabile..

  • 0
    Yula Moccia

    Mia madre ti ringrazia e dice che non comprerà mai più uova di fabbrica (ergo mai più uova).

    Io non so se devo mandarti a cagare perché a quanto pare non mangerò più torte. 

    Vabbé cmq la zappa sulle palle me la sono data da sola: glielo fatto vedere io a mia madre. Me tapina, o meglio, me gallina.

    • 0.1

      Col latte di riso, per esempio, ci fai tutti i dolci che vuoi. E siccome sono anche molto più leggeri, puoi anche mangiarne molti di più.

  • -1
    luis

    Il fatto che molti studiosi come Umberto Veronesi sostengano che le proteine animali siano inutili per il nostro metabolismo, che noi non dovremmo essere carnivori perchè il nostro organismo non è completamente attrezzato per assimilare la carne e che addirittura questa provoca malattie, farebbe pensare che la barbarie perpetrata nei confronti degli animali di allevamento, oltre che crudele e atroce, è anche e soprattutto inutile.

    Vale le pena fare qualche approfondimento:

    http://www.youtube.com/watch?v=BPfXeC2LcNo

    Lo so, Veronesi è lo stesso che disse una volta che da un inceneritore esce una quantità zero di emissione, ma in questo video forse dice cose sensate.

    Poi c’è un documentario che circola su youtube:

    http://www.youtube.com/watch?v=04BMkWPi2UQ

    Proviamo a vederci chiaro.

     

    • -1.1
      Alerighini

      mi dispiace io dissento in pieno , le proteine animali servono eccome, visto che tutti i legami sono formati, per veronesi ti puoi lavare i denti con una barra di uranio impoverito, lasciamolo dove stà…

      (infatti nella storia l’uomo sviluppa la propria intelligenza , quando smette di essere raccoglitore e comincia a mangiare carne , perchè gli da la possibilità di avere una scorta grossa di energia e quindi non essere sempre alla ricerca di cibo)

      io sono stato vegetariano per 20 anni,( e non per scelta ), al solo pensiero di mettere in bocca un pezzo di carne rimettevo,mi dava fastidio il pensiero di poter aver ucciso qualcuno.

      poi ho riflettuto e mi sono informato e ho visto (facendola breve) che hai due scelte o mangi il coniglio o mangi la carota, se mangi il coniglio il coniglio muore, se mangi la carota il coniglio non mangia e muore.

      ogni cosa che facciamo con il nostro tipo di pianeta e di intelligenza distruggiamo, e quindi è giusto limitare la distruzione che non si fà vietando ma MEDIANDO, a me sembrava che fosse quello il messaggio del video…

      comunque ora mangio un po di carne e sto molto ma molto meglio,

    • -1.2
      luis

      In effetti sembra anche a me un pò esagerato che le proteine animali debbano essere totalmente evitate. Non è detto che ciò che afferma il documentario sia completamente vero, ma è un punto di inizio per cercare di capire come stanno veramente le cose. Sto facendo altre ricerche per verificare se le argomentazioni dei vegani siano fondate o se siano l’ennesima propaganda disinformativa. C’è da dire che anche gli alimenti, siano essi di origine animale o vegetale, hanno i loro pro e contro, cioè non esiste un alimento completamente sicuro e salutare, questo apporta dei benefici nutritivi, ma ha anche in se fattori antinutrizionali, il più delle volte eliminabili con la cottura altre volte no. Io non ho ancora le idee chiare, non basta un video a dare tutte le risposte, continuiamo a cercare. Sarebbe più semplice smettere di mangiare carne, e dunque evitare la sofferenza degli animali, se si provasse definitivamente che è inutile e dannosa al nostro organismo, ma alla fine verrà fuori che tutto dipende dalla nostra etica e cioè che dobbiamo smettere di mangiarla, rinunciando ai suoi benefici nutritivi, perchè è sbagliato far soffrire delle creature viventi e non tanto perché fa male.

      P.S. buon appetito. 

  • -2

    Giusto per completezza …

  • -3
    Seth

    Ma sta boiata dei pulcini tritati vivi da dove arriva???? Non escludo che ci siano posti dove lo fanno, per carità, ma sicuramente NON sono in Italia! Una volta nati i pulcini vengono sessati e le femmine vengono mandate alle industrie ovaiole, mentre i maschi all’ingrasso.

    • -3.1

      …per poi essere sgozzati dopo una vita di schiavitù.

      Era meglio morire da piccoli, con le piume del c**o a batuffoli.

      Non cercare scuse: quello che facciamo agli animali è ingiustificabile. L’unica cosa sensata da fare è smettere.

      I (veri) carnivori esistono per mantenere un equilibrio, lo stesso che noi stiamo invece distruggendo.

      Solo gli esseri c.d. “umani” riducono in schiavitù gli altri esseri.

      Tu hai il libero arbitrio, non sei costretto a nutrirti di crudeltà.

      Vuoi davvero basare la tua vita sulla schiavitù di altri esseri?

  • -4

    Se ci pensi bene è la vita di noi esseri umani: sfruttati e macinati fin dalla nascita.

    Non per essere cinico ma non mi va di commentare il tuo servizio sulle galline ovaiole. Penso ai tanti esseri umani che pur non essendo capaci di far uova vengono sfruttati e torturati fin da piccoli e muoiono nel silenzio più assordante.

    Sia ben chiaro che condivido il tuo invito a comprare le uova di galline allevate all’aperto. Vorrei che lo stesso consumatore non comprasse merce prodotta con il lavoro di bambini sfruttati e massacrati anche più delle galline di cui parli.

    Un saluto affettuoso.

    Gaetano

     

  • -5

     

    Complimenti per l’articolo “triturati vivi a milioni”, assieme ai commenti di alcuni tuoi lettori è stata l’ultima goccia (di sangue) che mi ha reso vegano.
    Soprattutto ho realizzato che i (veri) carnivori esistono per mantenere un equilibrio, lo stesso equilibrio naturale che dovremmo mantenere noi. E che invece distruggiamo sistematicamente. Soprattutto non volevo più vivere di morte. Non voglio nutrirmi mai più di crudeltà. Grazie.

     

    Complimenti per l’articolo, assieme ai commenti di alcuni lettori è stata l’ultima goccia (di sangue) che mi ha reso vegano.

    Soprattutto ho realizzato che i (veri) carnivori esistono per mantenere un equilibrio, lo stesso equilibrio naturale che dovremmo mantenere noi.

    E che invece distruggiamo sistematicamente.

    Troppo occupati come siamo a bruciare le nostra preziosissima neo corteccia cerebrale in qualche paranoia o per finire Angry Birds col massimo punteggio.

    Nel libero arbitrio ci credo, o perlomeno nel fatto che abbiamo ampi margini di scelta.

    E io non volevo più vivere di morte.

    Non voglio nutrirmi mai più di crudeltà.

    Grazie

  • -6

    Ottimo post Claudio!

    È inconcepibile come la vita non venga più nemmeno considerata, anzi, viene considerata meno di un qualsiasi oggetto banale.

    Sull’argomento uova – per chi volesse approfondire – suggerisco un paio di articoli molto interessanti: il primo sul sito consumovirtuoso.it è “Uova biologiche: perché comprarle e come riconoscerle” e l’altro, sul sito lifegate.it è “Diossina. Carne e uova, come regolarsi“.

  • -7
    gcampisi

    Di cose brutte ne accadono tante mio caro Claudio. Ma vi sono delle priorità alle quali dar più peso. Non posso in alcun modo, giusto per dilettarmi a trattar qualcosa, difendere le mie posizioni assumendo come scusante l’assunto che di tutto bisogna discutere: sia di massimi sistemi oppure di lombrichi dati in pasto al pesce destinato a sfamarmi. Appunto di lombrico: spiegami qual è il motivo, se ne esiste qualcuno, che mi da questo diritto di allamare il povero vermetto  ancora vivo. Perchè nel mio cammino non tengo in nessuna considerazione la possibilità che ad ogni mio misero passo possa distrattamente pestar formica? E dimmi ti pare umano spendere denaro per l’acquisto di quegli infernali meccanismi atti a far morire con grande sofferenza indifese zanzare a cui nessuno pensa mai?

    Ecco di questo voglio invitare te, cos’ sensibile alle sofferenze dei tanti indifesi esseri, trattar più avanti codeste istanze. Grazie ancora e vai avanti così che sei forte. 

  • -8
    franzraz

    Secondo me l’industria e l’alimentare sono due cose che dovrebbero essere ben separate e distinte!! Evviva le uova delle galline allevate a terra da mia madre, che se un giorno non le fanno mangio un’altra cosa!!

  • -9

    Ciao a tutti,

    ciò che scrive ByoBlu è corretto, ma fino a un certo punto.

    Il cero punto è questo: non è possibile continuare a consumare uova senza aver contribuito ad uccidere i pulcini maschi!

    Chi proprio non può fare a meno delle uova dovrebbe innanzitutto informarsi su quello che quet’alimento provoca all’organzimo umano: 

    “Molte persone hanno scelto di non utilizzare più le uova, proprio perché circa il 70% delle loro calorie proviene dai grassi, la gran parte dei quali sono saturi. L’uovo contiene inoltre molto colesterolo, circa 200 milligrammi per un uovo di medie dimensioni.

    Dal momento poi che il guscio dell’uovo è fragile e poroso, e che le condizioni in cui vengono solitamente tenute le galline ovaiole sono di estremo sovraffollamento, l’uovo è l’ospite ideale per la Salmonella, quel batterio che è il maggior responsabile di contaminazione microbica dei cibi.”

    (FONTE: http://www.vegfacile.info/latte.html)

    Ma a parte l’aspetto salutistico, pensiamo a quello etico. Consumare uova prodotte da galline allevate all’aperto o in maniera biologica (che comunque non le risparmiano da un vita di affollamento e di prigionia), NON impedisce assolutamente al “sistema” di aver ucciso triturando vivi (ma anche gassando e asfissiando) i milioni di pulcini giornalieri di cui parla il nostro ByoBlu.

    E ragazzi, guardate che stiamo parando di un massacro, uno sterminio, una crudeltà al di là di ogni immaginazione. Infatti questa è la realtà.

    Quindi per concludere, l’unica maniera per non oliare più questo ingranaggio della morte che è l’allevamento intensivo (qualsiasi tipo di allevamento) è diventare vegani.

    E’ più facile di quello che si pensi ed è molto più salutare per noi, per l’ambiente ma sopratutto per gli animali.

    Io non ho avuto problemi a diventarlo e trovo assurdo che indegnarsi per la sorte di questi volatili non ci faccia indegnare anche per il destino riservato alle vacche e ai loro vitelli per la produzione di latte, per non parlare poi di quella della carne, delle pellicce, della cosmesi, ecc…

    Visitate questi siti per info sugli argomenti o perlomeno per rendervi consapevoli di ciò che vi sta intorno, di quello che è in realtà il nostro mondo, di come lo abbiamo affossato e di come, grazie a Dio, possiamo risollevare:

    http://www.vegfacile.info/latte.html

    http://www.vegpyramid.info/

    http://murdermeatend.blogspot.com/

     

    Ciao

    MME

     

  • -10
    Noel

    E’ sicuramente positivo che di queste cose non ne parlino solo i vegani (come me) e gli animalisti. Quindi non si può criticare Claudio per l’articolo che ha scritto, al massimo lo si può spronare a fare ancora meglio

     

    E’ vero ciò che è stato scritto in un commento precedente: le uova non sono solo quelle comprate ma ci sono anche in tutti i prodotti da forno, brioches, biscotti, torte, pasta SICURAMENTE le industrie produttrici di questi prodotti non pensano se le uova che ci mettono dentro vengono da galline allevate a terra o meno.

     

    Claudio, anche se compri uova di allevamento a terra (che è meglio delle batterie ma non è il paradiso per le galline, anzi), i pulcini maschi una brutta fine la fanno lo stesso perchè il produttore di uova comunque sia non sa cosa farsene. Magari non vengono sempre triturati vivi, ma vengono lo stesso subito ammazzati in quanto scarto.

     

    Un’ultima considerazione: queste azioni, il cercare di migliorare gli allevamenti di qualsiasi tipo sono solo dei piccoli palliativi. E’ come se nel periodo della schiavitù ci si fosse interessati di dare un metro quadro in più di spazio per la stanza degli schiavi e di allungargli di un metro la catena. La schiavitù resta comunque schiavitù. Ma il mare è fatto di gocce e magari è solo l’inizio di ulteriori passi in avanti. Fanno ridere coloro che dicono che ci sono cose più importanti a cui pensare. Mi fa piacere sapere che esistono i detentori della verità e della scala di priorità da affrontare, siete degli illuminati.

    Caro Claudio, ti consiglio la visione di questo fantastico discorso ad una classe di ragazzi americani. Dura un’ora, ma ne vale veramente la pena. Appena hai tempo, per favore, guardalo. Tutto.

    http://www.youtube.com/watch?v=8DQoJTwEN0Q

    un saluto

     

  • -11
    kocc66

    Mi dispiace per galline e pulcini, ma i bambini fatti fisicamente a pezzetti con l’aborto sono meno degni di loro? Chissà perchè per questi non trovo mai nessun post… mah..

  • -12
    Gianz

    Grazie grazie grazie grazie, 50 milioni di volte grazie.

    “Dobbiamo trascendere gli imperativi del mercato e la dissolutezza del consumo e reagire al male occulto che sta trasformando la natura e la vita in risorse economiche.” J.Rifkin

    Il passo successivo è una dieta sana, non violenta e lontana dalle logiche dell’industria alimentare, ovvero a km.0.

  • -13
    Giov57

    “Se assumiamo che per ogni due uova che si schiudono, uno contenga un maschio e l’altro una femmina….” ….. Scusate ma qualcosa non mi torna. Se il rapporto è in media 1 a 1 e cioè un maschio per una femmina, da quel nastro trasportatore non è la metà ad essere eliminata. Penso che quei pulcini vengano tolti per altre ragioni che non sia il sesso. Attenzione a tutto ciò che si vede e si racconta. 

  • -14
    peccatoche

    Peccato poi che oltre le uova ke vi acquistate ci sono quelle nelle paste all’uovo, nelle creme usate per infarcire dolci o in brick, quelle più o meno liofilizzate usate dalla moderna pasticceria, quelle usate per le merendine, e via dicendo.Siate seri, o diventate vegani (non vegetariani vegani) o basta con le pippe mentali su come si produce cosa per 60 milioni di italiani voraci di proteine animali come le cavallette del grano.Nutrirsi di proteine di origine animale significa violentare animali. Latte e latticini compresi.Chiaro, semplice, cristallino.Il resto è buono per lavarsi la coscienza come i due euro donati per chi muore di fame… Quella vera…Ipocriti.

    • -14.1
      MarioV
    • -14.2
      Aigor

      Vedi, Peccatoche, ho sempre ritenuto che la virtù sta nel mezzo, come suggeriva quel tale qualche anno fa…

      Se bere un litro di latte significa violentare un animale, come la metti con le medicine che ti propinano e che sono frutto di esperimenti in vivo sugli animali?

      E come la metti con ciò che indossi, che spesso viene prodotto in paesi dove l’industria tessile sfrutta materie prime derivate da animali?

      Cosa fai, come i Testimoni di Geova? Rifiuti le cure? Oppure giri nudo per non rischiare?

      Come vedi i discorsi di “principio” non sono sempre praticabili…

      Potrei anche dirti che esiste una ampia letteratura che dimostra che le piante provano emozioni assimilabili ai sentimenti umani, rivelando quindi una sorta di “intelligenza” che, fino a prova contraria, dovrebbe meritare più rispetto, ma allora che fai, applichi alle piante lo stesso ragionamente che fai per gli animali e muori di fame?

      Mi sembra più praticabile consumare ciò che si è costretti a consumare consapevoli che il nostro beneficio corrisponde al sacrificio di qualcun altro.

      E anon abusarne.

      Quindi scendi dal piedistallo, per favore.

  • -15
    andrea_vik

    Sconvolgente c**zo! E io che da piccolo pensavo che le galline (ne aveva una quindicina) di mio zio, che stavano nel loro gallinaio, che mio zio puliva quotidianamente e che comunque erano libere di razzolare all’aperto fino al pomeriggio erano trattate male! Ho letto post in cui si dice che gli orrori dell’industria alimentare, in questo caso, si conoscono e che è come scoprire l’acqua calda. Non è affatto vero! Io quest’abominio dei pulcini maschi triturati non la sapevo, vuoi perchè non mi è mai venuto in mente di fare una ricerca, vuoi per pigrizia, ma non sapevo. Mi chiedo dove è capace di spingesi l’essere umano per i soldi? Per un pugno di schifosi soldi in più (perchè guadagnerebbero a sufficenza anche allevando gli animali in condizioni decenti) c’è qualcosa che non sono capaci fare? Io sono anni che compro solo uova di gallina allevate all’aperto. Mi chiedevo, Claudio, cosa ne pensi, visto che siamo in tema di industria alimentare, di “rivoluzione verde”? si insomma dell’impegno della fondazione Rockefeller, insieme a Syngenta, Monsanto (tutti quelli del OGM) a manipolare geneticamente i ceereali per controllare la produzione della “materia prima” per eccellenza?

     

    Cari saluti.

    • -15.1
      andrea_vik

      così tanto per dirne una che si guardano bene dal farci sapere! E che invece dovremmo sapere perchè i cereali genetivamente modificati finiscono sulle nostre tavole! Oh non c’è spazio è vero! priorità ai servizi sui saldi di stagione e sul calciatore che lascia una e tromba un’ altra.

  • -16
    Alerighini

    io sono stato vegetariano una vita, e sicuramente non per scelta, ma di sicuro non capisco i vegetariani, specialmente quelli che proprio non mangiano proteine animali…che rasentano per me il massimo della idiozia umana

    non sto a fare i casi in cui è strettamente necessaria la carne ce ne sarebbero troppi, ma fra tutti mi viene in mente:

    1-chi di voi ha lo stomaco ruminante? no perchè senza le sostanze assorbite sono minime

    2-perchè un pollo non deve morire , mentre un albero per far posto alla vostra insalatina si? ma avete idea solo idea di quanto cibo dovremmo produrre per sopperire alla energia prodotta dalle sostanze animali?

    la mia idea rimane questa , come unico sistema tale da permettere all’uomo di mangiare e all’animale di vivere bene:

    -il pollo, io lo proteggo dai predatori gli do da mangiare e lo lascio libero, in cambio le uova sono mie e quando è vecchio gli tiro il collo

    -la mucca, io la proteggo dai predatori, gli do da mangiare e la lascio libera ( minimo di stalla l’inverno) , il latte è mio, e ogni tanto a seconda, qualcheduna salta

    -la pecora, capre ecc idem

     

    • -16.1

      L’idiota sei tu.

      Non capisci nulla né di fisiologia (l’uomo è fisiologicamente vegetariano, il nostro cibo naturale è la frutta… Veronesi dice un sacco di st****te sul nucleare, ma su questo che è il suo settore [oncologia] ha ragione, non a caso è vegano) né di economia (se fossimo tutti vegetariani ci sarebbe abbastanza da mangiare per tutti, è matematicamente dimostrato, informati).

      Infine il discorso che fai è identico a quello che facevano gli Americani ai tempi della tratta degli schiavi di colore: noi li proteggiamo, gli diamo da mangiare e in cambio loro lavorano per noi.

      Se il tuo modello lo trovi accettabile, vai a fare lo schiavo.

  • -17
    gcampisi

    quello che non capisco è il fatto che qualsiasi argomento  tratti son tutti lì pronti a Salam aleik arti.

    Ho l’impressione che noi utenti della rete aspettiamo qualcuno che ci apra gli occhi su qualsiasi cosa come se vivessimo in un altro pianeta e non conoscessimo quali sono i processi di produzione. Non è riservato solo alle galline  questo tipo di trattamento. Basta documentarsi un poco per accorgersi della mustruosità che  sta dietro alla produzione alimentare. 

    Anche noi “pirletti” umani siamo un pò come le gallinelle ovaiole: sfruttati e usati per interessi superiori. Ma basta un Caludio qualsiasi che accenni qualcosa sulla condizione dei pirletti perfetti umanoidi imbecilli, per farci aprire gli occhietti e dire: “ohibò. Non sapevo che il mondo fosse così cattivo”. Bravo Claudio. Continua così: Siamo tutti con te. Amen

    Scusa Claudio non ce l’ho con te ma con me.

    • -17.1

      non devi farti così del male. Si chiama focalizzare l’attenzione, o mantenere la coscienza vigile. Un conto è cercare di fare qualcosa nel proprio piccolo, con le proprie forse, un conto è responsabilizzarsi per tutto quello che accade. E di cose brutte ne accadono tante, troppe, specialmente nell’era della globalizzazione. Non si può star dietro a tutto e forse non è neppure filosoficamente giusto assumere su di sè tutti i mali del mondo. Una volta, quando ogni tribù viveva nella sua caverna, non si sapeva molto, se non niente, delle tribù lontane e delle loro sfighe. Se un terremoto ne decimava una, tu che vivevi a 100km non eri tenuto né a saperlo né quindi a batterti il petto in segno di lutto profondo. Tanto sarebbe arrivato anche per te, prima o poi, il momento di soffrire e morire. Oggi, questo momento è sempre. Basta accendere un telegiornale e vieni immediatamente a sapere che un pulmann di bambini in una sperduta località all’altro capo del pianeta è precipitato in una scarpata a causa delle gomme difettose fabbricate in un paese del terzo mondo sfruttando altri bambini. E tu non hai fatto niente! C’è sempre, ogni giorno, un buon motivo per sentirsi in colpa.

      La chiave è: restare sereni, cercando di fare quello che è possibile fare, ma senza darsi la colpa di ogni cosa che succede. Per questo, un post così è utile: ti ricorda che puoi fare qualcosa di concreto e utile, serve a destare la tua attenzione. Ma non deve sentire a farti sentire in colpa, perché se dovessimo sentirci in colpa per tutto ciò che avviene nel mondo, tantovale ucciderci subito.

      Inoltre, non bisogna “scegliere” tra fare qualcosa per le galline o per i bambini sfruttati. E’ un “AND”, non un “OR”. Puoi fare tutte e due: non compri i palloni prodotti sfruttando la manodopera infantile mentre non mangi uova, o mentre le compri solo con codice zero oppure uno. Si può parlare di tutte e due le cose senza entrare in contraddizione.

    • -17.2

      E se invece iniziassimo realmente a sentirci un pochino in colpa? Giustamente perchè i media con le informazioni esistono?

      Però non sei nel torto, una presa di coscenza implica una marea di “mea culpa”.

      Dire “poveri polli” in questo post ha il senso che deve avere, purtroppo.

  • -18
    3li4

    Io che vivo all’estero come faccio con la numerazione? Ho provato a guardare, ma non credo sia la stessa… Nel frattempo le evito completamente (e sono ancora vivo e in salute).

  • -19
    Alerighini

    io sono stato vegetariano una vita, e sicuramente non per scelta, ma di sicuro non capisco i vegetariani, specialmente quelli che proprio non mangiano proteine animali…che rasentano per me il massimo della idiozia umana

    non sto a fare i casi in cui è strettamente necessaria la carne ce ne sarebbero troppi, ma fra tutti mi viene in mente:

    1-chi di voi ha lo stomaco ruminante? no perchè senza le sostanze assorbite sono minime

    2-perchè un pollo non deve morire , mentre un albero per far posto alla vostra insalatina si? ma avete idea solo idea di quanto cibo dovremmo produrre per sopperire alla energia prodotta dalle sostanze animali?

    la mia idea rimane questa , come unico sistema tale da permettere all’uomo di mangiare e all’animale di vivere bene:

    -il pollo, io lo proteggo dai predatori gli do da mangiare e lo lascio libero, in cambio le uova sono mie e quando è vecchio gli tiro il collo

    -la mucca, io la proteggo dai predatori, gli do da mangiare e la lascio libera ( minimo di stalla l’inverno) , il latte è mio, e ogni tanto a seconda, qualcheduna salta

    -la pecora, capre ecc idem

     

  • -20
    RIcaz

    Mangio per lo piú organiciologico… secondo il problema é cmq che bisogna smettere di comprare il cibo nei supermercati, che contano su 1) grande distribuzione 2) riduzione del prezzo. QUindi dovunque possano, premono per il risparmio, e vogliono cibo in abbondanza, standardizzato, fregandosene delle condizioni di produzione.

    A mio parere, si deve cambiare l’abitudine alimentare:

    1) meno prodotti di origine animale, in particolare, che hanno un costo ambientale piú alto

    2) quello che si compra, bisogna cercare di comprarlo dal produttore (ovviamente, non da chi fa allevamento o agricoltura industriale del tipo descritto da Claudio)

    3) quello che si compra VA PAGATO BENE… il cibo deve tornare ad essere una voce di spesa notevole del bilancio familiare. So che puó sembrare una p****nata, detta in un periodo di crisi come questo (poi, scusate ma io abito in UK dove i prezzi sono piú bassi che in italia, per tutto, anche il biologico…). Anche quando si paga direttamente al produttore, bisogna pagarlo non meno di quanto si paga al supermercato. Il produttore, quando produce bene, rispettando la terra e gli animali, va remunerato come merita. Quando si paga poco un prodotto, ci sono costi nascosti in salute, rispetto dell’ambiente e sostenibilitá.

    Suggerirei di dare un occhio a certi Report della Gabbanelli di qualche anno fa… datevi un’occhiata ai titoli, ci sono varie puntate che riguardano temi.. anche il recente Spazzatour rende un po’ l’idea.

    Bye

  • -21
    MarioV

    Sono contento che se ne parli, questo video l’ho visto la prima volta circa 2 anni fa, mi spiace solo che si parli nello specifico solo delle torture subite al pollame destinato all’alimentazione umana e non delle altre torture agli altri animali come ad esempio le mucche da latte e da carne, di come vengono ottenute certe pelli che indossiamo quotidianamente, delle torture sui maiali… insomma, su tutto il resto. mi viene da pensare guardando questo bel articolo che hai scritto a cosa potrebbe pensare (scusa la ripetizione) un individuo che si accinge a preparare la cena:
    “oggi faccio qualcosa di diverso dalle solite uova in camicia, mi mangio una bella bistecca ed ho la coscienza pulita”
    lo so, la mia è solo una provocazione, e mi rendo perfettamente conto che non dovrei star li a criticare una delle poche brave persone che almeno ne parla scrive, ma onestamente non ci riesco; è più forte di me.
    sono diventato felicemente vegano (che è diverso dal essere vegetariano) da più di 2 anni. un giorno l’umanità guarderà indietro a quello che ora stiamo facendo agli animali e ci giudicherà come noi abbiamo giudicato i nazisti contro gli ebrei.
    ti lascio un po’ di link se tante volte avessi voglia di approfondire:
    pellicce: http://www.oltrelaspecie.org/pellicce-scuoiativivi.htm 
    latte: http://laverabestia.org/play.php?vid=3760#
    se vuoi approfondire meglio ti comunico che si terrà il veganfest anche quest’anno li troverai alternative interessanti al vivere e alimentarsi in maniera eticamente corretta: http://www.promiseland.it/2012/01/08/veganfest-2012-siglato-accordo/
    un saluto.
    Mario

    • -21.1

      Certo, se poi ti guardi il video postato in fondo e ti leggi gli altri link in fondo all’articolo (i famosi “LEGGI ANCHE” che richiamano altri articoli su questo stesso blog) ti rendi conto che il tuo avventore ha tutti gli strumenti e i richiami per informarsi anche sulla carne delle mucche, sulle aragoste etc etc.

  • -22
    andrea85

    le uova che si trovano al supermercato con la scritta allevate a terra secondo  me è una piccola balla perche:

    -dovrebbero costare molto di più in quanto nel processo di lavorazione c’è bisogno di più manodopera

    -igienicamente parlando secondo me non sono il massimo perchè la gallina stà 6 mesi circa sempre nella sua stessa m**da perchè non c’è la possibilità di portarla via(nelle gabbie invece c’è un nastro che la porta via almeno 2 volte al giorno),poi il problema degli alti volatili  e animali che trasmettono malattie.

    se l’azienda è seria le galline in gabbia vengono trattate decentemente:

    -hanno acqua e cibo a volontà

    -sono vacinate e ogni giorno passano a togliere le galline morte

    -non ci sono volatili o altri animali che trasmettono malattie

    parlo per esperienza personale e non voglio difendere assolutamente gli allevamenti in batteria però se ci fossero solo galline a terra non so sè la produzione di uova basterebbe per il fabbisogno visto che l’uovo è molto usato in cucina

     

     

     

    • -22.1
      nello1

      Esperienza personale? Chi altro è stato in gabbia si faccia avanti a raccontrare la sua!

  • -23
    donatos53

    Tutto questo per produrre delle vere bombe tossiche, e ben che vada un alimento non adatto al nostro organismo.

    Siamo davvero degli animali strani! Poniamo come priorità il denaro e non la nostra salute!

  • -24
    nicolass

    Io ho scelto di non nutrirmi di proteine animali perchè credo che gli animali non siano ad uso e consumo di noi umani; perchè credo che una alimentazione vegetariana abbia tutto il necessario per garantirmi un’esistenza sana e felice; perchè non voglio ammalarmi di cancro a causa di una dieta troppo ricca di grassi animali (si stima che una persona su tre si ammalerà di cancro nei prossimi anni); perchè gli allevamenti animali inquinano più di tutte le automobili in circolazione; perchè per produrre un Kg di carne occorre consumare tantissima acqua e suolo che potrebbero servire per sfamare  quelli che muoiono di fame; perchè mi sento meglio con me stesso a sepere che la mia alimentazione non si fonda sulla sofferenza e sullo sfruttamento di altri esseri viventi.. e scusate se è poco. In italia i vegeterariani sono già 7 milioni e l’unica speranza per la sopravvivenza del nostro pianeta è sperare che sempre più persone lo diventino.

  • -25
    peccatoche

    Alla carne ed ai derivati animali le persone adulte possono rinunciare tranquillamente senza alcuna controindicazione se non in rare eccezioni.Le medicine servono a salvare la vita… Mangiare carne e prodotti animali non salva la vita a nessuno anzi…Arterie occluse, tumori all’intestino, al colon e via dicendo. Tutta colpa delle proteine animali ingerite. Si sa… Ormai è certo.Frutta, legumi, soia, riso, frumento, ortaggi, e si vive bene lo stesso… Anzi meglio. E meglio si sta meno medicine si prendono che quindi non devono essere sperimentate. Il cerchio si chiude.Quindi poche storie. È volgare ipocrisia. O non si mangia carne o è meglio tacere. Si risparmia anche alla fin fine.Senza contare quanto inquinano gli allevamenti… Senza contare quanta terra dedicata a foraggio si sottrae alla coltivazione per vegetali ben più sostanziosi per gli essere umani condannati poi a dar la fame per dar la bistecchina a qualche ben pensante.Preoccuparsi dei pulcini o degli agnelli o di altro è solo benaltrismo. Rinunciare alla carne e alla pelletteria si può senza rinunciare a nulla di vitale. Il resto sono scuse.Ma se vi sta bene così… Contenti voi ipocriti… Ma se ve lo si dice in faccia rassegnatevi… Non meritate più rispetto di quelle bestie che massacrate per la vostra insana voglia di soddisfazione culinaria assolutamente superflua.Sono duro? Dillo agli animali che soffrono per colpa grave e manifesta di chi ancora se ne ciba.

  • -26
    carletto

    Ciao claudio, grazie per questo post.

    In Inghilterra dove vivo sono molto piu’ avanti riguardo alle condizioni degli animali da allevamento, i grandi supermercati ormai vendono molti prodotti da animali free rangee o organici o almeno offrono delle alternative. Inoltre lavorano in concomitanza con organizzazioni di volontariato come Compassion in Farming, Ethical farms ecc…in Italia siamo sempre un po piu’ lenti, sara’ mica per via dell’acume e della sensibilita’ di questi "giovanotti" che abbiamo in parlamento?

  • -27

    sono un divoratore, adoro mangiare e – mi rendo conto – a volte esagero; ho gustato tantissima carne, bovina suina ovina, pesci, molluschi. che bontà! poi… un giorno (il 5 settembre 2009, lo ricordo molto bene), sono diventato un po’ meno stupido e mi sono chiesto cosa diamine stessi aspettando a fare il minimo gesto indispensabile per rispettare questo ecosistema chiamato mondo e la vita che ci sta dentro! mi mancano e mi mancheranno tanti gusti, ma indietro non torno!

    grazie claudio, alcune cose le conoscevo, altre sono agghiacciantemente nuove anche per me che mi reputo vegetariano solo perché non mangio carne…

    fp

  • -28
    MarioV

    byoblu ha scritto :
    Certo, se poi ti guardi il video postato in fondo e ti leggi gli altri link in fondo all’articolo (i famosi “LEGGI ANCHE” che richiamano altri articoli su questo stesso blog) ti rendi conto che il tuo avventore ha tutti gli strumenti e i richiami per informarsi anche sulla carne delle mucche, sulle aragoste etc etc.

    e già!
    e meno male che ho anche visto il tuo video la quale parlavi proprio di questo:
    tanti non vanno a vedere anche i famosi “LEGGI ANCHE”
    mi merito la c**ziata, e come gia hai scoperto evidentemente non sono andato a vedere i link correlati.
    perdono

  • -29
    nello1

    In Inghilterra si è imposto l’allevamento a terra a causa di un boycottaggio dei consumatori. Semplicemente milioni di persone si sono RIFIUTATE di comprare le uova da gabbia pur spendendo qualche penny in più.

    Non è la prima volta. Negli anni settanta hanno boycottato tutti i pub che non avevano almeno una birra di produzione locale, non pastorizzata e con la seconda fermentazione in botte. E hanno ritirati i loro depositi dalla banca Barclays che investiva nella South Africa dell’apartheid, e nella vendità di armamenti di guerra, OBBLIGANDOLA a prestiti più etici.

    Sono seguite centinaia di campagne simili, molte di successo.

    Il consumatore ha molto potere, se lo si esercita.

    Ma per farlo bisopgna sentirsi parte di una società, non un insieme di individui “che non possono cambiare nulla”.

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