Dove ci infilano le banane

 

articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com

La sora Pina va al mercato. Vuole comprare quattro banane per cena, una per ognuno dei componenti della sua famiglia: lei, suo marito e i suoi due figli. Arrivata alla cassa, scopre che il prezzo di quelle quattro banane è “otto banane“. Strabuzza gli occhi, scuote la testa. Deve aver capito male. Invece è tutto vero: quattro banane, alla sora Pina, costano otto banane. Ma non deve per forza pagare subito: può metterle tranquillamente sul suo conto, ovvero contrarre un debito. Per l’intanto, lei e la sua famiglia possono iniziare a mangiarsi le banane. L’importante è che si ricordino di restituirne otto al mercato.

“Il fatto è – le spiega il cassiere, con aria zelante – che il nostro mercato ha comprato quelle quattro banane da un grossista europeo, il quale a sua volta gliele ha concesse a debito, con l’interesse del 50%. Dunque noi, in quanto mercato nazionale al dettaglio, per prendere quattro banane dal grossista europeo dobbiamo garantirgliene sei. Quindi ci indebitiamo di due banane. E’ per questo che dobbiamo alzare i prezzi. Di quelle otto banane che lei ci darà per estinguere il suo debito, sei dovremo restituirle al grossista. Due ce le teniamo noi. Così anche il nostro mercato ci guadagna qualcosa.”

La sora Pina, con le banane ancora in mano, ci riflette un po’ e poi protesta: “Quindi il debito che voi contraete col grossista europeo ricade interamente sulle spalle del cittadino. In fondo, voi non fate altro che alzare i prezzi delle banane: i rincari sono esclusivamente a carico nostro!”.
“Esatto, ha capito alla perfezione”, osserva il cassiere, compiaciuto.
“Così non vale, però!” – mormora la sora Pina, in un rigurgito di dignità. Ma poi, ripensando a suo marito che ogni sera torna a casa distrutto dal lavoro e ai suoi figli che sono sempre affamati, sebbene riluttante si arrende e compra le quattro banane. Al loro prezzo di mercato. Il grossista europeo si mette in tasca due banane. Il mercato al dettaglio si mette in tasca due banane. La sua famiglia, invece, sarà in deficit di quattro banane. Avrà sempre meno banane in bocca e sempre più banane altrove.

Ora al posto del grossista europeo mettiamo la BCE, cioè Banca Centrale Europea. Poi, al posto del mercato al dettaglio, mettiamo le banche nazionali. Infine, al posto della sora Pina mettiamo noi stessi, i cittadini italiani. Adesso proviamo a rileggere la storia, tenendo presente che la BCE non vende banane, ma crea denaro.

A fine dicembre la BCE ha messo in circolo 489 miliardi di euro. O meglio, li ha consegnati a 523 istituti bancari, con un prestito a tre anni ad un tasso di interesse estremamente vantaggioso: l’1%. Di questa quantità di denaro immensa, le banche italiane hanno ricevuto 116 miliardi (23% del totale), offrendo come garanzia 40 miliardi di titoli di stato. E dove andranno a prendere questi soldi? Ovviamente dalla sora Pina, cioè da noi che dovremo pagare quel denaro ad un tasso di interesse molto più alto dell’1%. Su di noi, cittadini dello Stato italiano, si rifaranno le banche nazionali per saldare i loro debiti nei confronti della BCE e per ottenere dei profitti. Profitti che magari serviranno per garantire una liquidazione d’oro ai super-manager o per gettarsi a capofitto in affari di portata faraonica, come il finanziamento delle Grandi Opere, dalla TAV all’EXPO.

Ma c’è dell’altro. Fra i 14 istituti italiani che hanno usufruito di questo gigantesco prestito agevolato, figura per esempio Unicredit, la più grande banca italiana. Che però, in effetti, non ha alcun interesse nel garantire ricchezza e benessere ai cittadini italiani, ma ha come unico scopo quello di fare utili e soddisfare gli azionisti. Questo perché anche se Unicredit è una banca italiana (in quanto ha sede legale a Roma) essa resta a tutti gli effetti una banca privata, gestita e partecipata da privati: tra i suoi principali azionisti annovera banche e istituti privati italiani (Mediobanca, Cariverona, Carimonte Holding e Cassa di risparmio di Torino) ma anche stranieri (Aabar Luxembourg sarl, con sede ad Abu Dhabi, Banca Centrale di Libia – sic!-, Lia, un fondo sovrano di Tripoli fondato nel 2006 per gestire i proventi del fatturato legato al petrolio, e Allianz, azienda di servizi finanziari con sede a Monaco). Situazioni più o meno analoghe si possono ritrovare presso le altre principali banche italiane che hanno usufruito del prestito agevolato della BCE, come Intesa San Paolo e Monte dei Paschi di Siena.

Per dare l’idea di quale sia l’attenzione che queste banche, definite “italiane”, riservano al benessere della loro popolazione di riferimento, è utile ricordare come l’ex amministratore delegato di Unicredit, Profumo, due anni fa avesse pianificato di licenziare circa 4700 dipendenti per riequilibrare i conti, salvo poi concedersi una buonuscita di 40 milioni di euro il giorno delle sue dimissioni, il 21 settembre del 2010, dopo esser stato messo con le spalle al muro dal Cda per una presunta operazione segreta con la quale avrebbe voluto mettere la banca nelle mani di finanziatori libici.

Ecco allora che in questo momento, dove tutti vedono nelle privatizzazioni la panacea della crisi economica, si potrebbe andare controcorrente e pensare ad una statalizzazione delle banche. Almeno di quelle centrali, come la Banca d’Italia. Che si chiama “d’Italia”, ma che in realtà è partecipata per il 94,33% da banche e assicurazioni private. Perché non stabilire che Bankitalia debba essere detenuta interamente da istituzioni pubbliche, come il Ministero del Tesoro, e che a lei (e solo a lei) debbano essere concessi i prestiti agevolati della BCE? In un sistema che abbia una sua logica sono le banche centrali, dei singoli Stati o delle federazioni di Stati come è l’Unione Europea, ad emettere moneta. E sono gli istituti privati a pagarci sopra gli interessi più alti. In Europa, invece, funziona al contrario: si regalano i soldi ai privati, dai quali poi i cittadini vanno a chiedere l’elemosina, finendo per caricarsi di tassi d’interesse spropositati. Il risultato è che la sora Pina e la sua famiglia, fagocitati dai debiti, perdono la casa e muoiono di fame.

Massacrare la povera gente, tagliando su pensioni e stato sociale, non servirà a voltare pagina. Regalerà soltanto qualche boccata d’ossigeno alle banche e ai grandi gruppi finanziari. Le banane devono tornare al popolo.

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27 risposte a Dove ci infilano le banane

  • 20
    spartako

    gabriella ha scritto :
    " La prova di quello che dici è nel fatto che questo infernale meccanismo era stato già previsto e descritto nei dettagli MOLTI ANNI FA da quelli definiti "complottisti", o in documenti definiti un falso come i Protocolli dei Savi di Sion. "

  • 19

    Che dite potrebbe servire a qualcosa? leggete quì…

    Che dite potrebbe servire a qualcosa? leggete quì…
    http://bit-ter.net/blog/?p=119

  • 18

    Mi auguro che si capira’ che non si DEVE EMETTERE DEBITO(titoli di stato) per comprare dei pezzi di carta A PREZZO DI USURA(SIGNORAGGIO).i soldi ce li dobbiamo stampare noi a costo ZERO!come credete che si sia formato il debito pubblico??

  • 17
    batteriologico

    Niente da ridire sull’articolo, pratico e alla portata di tutti come di consueto….Sul fatto dell’estremo potere della finanza privata ha fatto una parziale ammissione anche Mario Monti nell’intervista ben costruita su Rai tre da Fazio questo è il link

     

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0433dfb2-7e1a-4101-8654-3c168d524fa4.html

     

    Mario Monti parla di un eccesso di genoflessione della politica verso i poteri finanziari ed un estremo ricorso al sistema bancario privato, al contrario di come succedeva in passato con il ricorso verso il pubblico….. Questa affermazione mi rincuora un pò da una parte…dall’altra conferma la fallaceità del sistema….

    Io la interpreto cosi…che ne dite?

    • 17.1
      andrea_vik

      Ho visto il video che hai linkato ed in effetti è vero, Monti parla proprio di un eccessiva genoflessione della politica italiana alla finanza, indicandola come una cosa negativa. E qui il nostro Monti ci piace! Ma poco prima dice che la finanza americana è stata troppo riverita dal potere politico e che non sono state prese misure astrngenti adeguate. E anche questo è vero. Ma allora mi chiedo: non era lui stesso a beneficiare di questa eccessiva “libertà” data alla finanza, visto che lavorava (o lavora) per quelli che la finanza americana la gestiscono? [vedi Rockefeller (trilateral commition) etc. etc.]. 

  • 16
    fedu

    Quando finirà tutto questo?

    Abbiamo appurato l’instabilità del sistema, la corruzione delle istituzioni, incompetenza degli adepti, l’evasione dei ricchi, l’impossibilità di sopravvivenza dei poveri, la precarietà dei giovani, il potere delle banche, la fine della cultura, il deterioramento dello stato, la riduzione del wellfare, l’inasprimento delle manifestazioni…..

    Quando finirà tutto questo?

    Non serve un genio per capire che il sistema è instabile. Che il capitalismo e le “regole del mercato” non reggono più. Serve qualcosa di diverso.

    Qualcosa che permetta elimini l’evasione, che impedisca pagamenti in nero, che metta al centro persone qualificate, che dia lavoro alla gente…. che ci faccia ricordare che siamo Italiani e, ormai da 10 anni, anche Europei.

  • 15
    Claudio Maffei

    Molto pittoresco ed appropriato il paragone del debito con le banane.

    Mi permetto una breve divagazione, visto che in qualche modo è citato l’ortolano.

    Nessun intento polemico, ma un’occasione per evidenziare ciò che solo con ironia viene ricordato.

    Mi riferisco all’abitudine di segnare la spesa, il “passerò a pagare”, concesso ai consumatori, soprattutto dagli alimentaristi del piccolo commercio, cosa inpensabile nella grande distribuzione.

    Più che banane, è stata data la possibilità di far fronte alle difficoltà a molte famiglie, che faticavano a tirare a fine mese.

    E non di rado è successo che ci si dimanticasse di saldare il debito. Ed alcuni commercianti, hanno dimenticato volutamente di non domandare il dovuto.

    Dico questo perchè per decenni si è assistito alla demonizzazione mediatica del piccolo commercio al dettaglio, i “soliti” fubi che aumentano i prezzi ecc… per favorire la grande distribuzione.

    Tanto furbi che molti han chiuso le serrande.

    Con il perdurare della crisi, segnare in bottega, è tornato di moda, ma solo quando sono finiti i soldi. Quando invece si hanno, si torna a riempire il carrello al supermercato.

    Questo per dire che ci sono debiti e debiti, debitori e debitori, creditori e creditori…

  • 14
    roberto p.
    roberto p.

    Qualcuno ha detto che l’economia è quella scienza che serve a far risparmiare sul necessario per spendere nel superfluo.

    Che c’è di razionale nel fare la spesa nei negozi che propongono offerte, e risparmiare al massimo due o tre euro,  e poi spendere decine di euro per un vestito che metteremo, si e no, una o due volte nella vita ?

    E’ la stessa irrazionalità che ci fa rimanere in religioso silenzio davanti ad un notaio, mentre ci sentiamo di discutere davanti ad un panettiere o un fruttivendolo.

    E questa non è una prerogativa dei nostri tempi, dove il denaro è fondamentale, ma accadeva, con le dovute proporzioni, anche ai tempi di Gesù Cristo (ricordate “date a Cesare quel che è di Cesare” ? ) o in epoca medievale.

    Tutto questo i “padroni” della terra lo sanno, e soltanto uscendo da questa assurdità potremmo venirne a capo.

    Per quanto riguarda i polli, che dire …

    soltanto che ti ammiro profondamente (a Claudio) quando levi la voce in favore dei più deboli, uomini o animali che siano.

     

     

    • 14.1
      gabriella

      Quella di cui parli  è una caratteristica umana conosciuta (e sfruttata) da sempre: gli inglesi dicono “penny wise, pound foolish”.

  • 13

    Rothschild diceva: “Non mi importa quale sia il colore politico del Governo di un paese se ho la possibilità di battere moneta in quel paese”.
    Paterson diceva: «La banca trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla”.
    Sempre Rothschild a questo proposito affermava:
    “Saranno in pochi a capirlo, quelli che lo capiscono saranno intenti a trarne profitto. Il grosso pubblico forse non vedrà mai che è contro il suo interesse”.

    La creazione di denaro dal nulla è il funzionamento del sistema bancario moderno. Le banche fondano il proprio potere su questo meccanismo di creazione del denaro, che genera debito e, attraverso il debito, genera asservimento di Stati, imprese e cittadini.
    Il meccanismo è tale percui, più l’economia cresce, più aumenta il debito e più aumenta l’asservimento della gente.
    E’ una sorta di Moloch che esige la vita dei propri figli. Allora l‘emissione del denaro è lo strumento del potere

  • 12
    magnafagioli

    Invece delle banane che sono di importazione una bella fagiolata, di quelli secchi non in scatola, e via via …E manca sempre la soluzione di come sanare il terzo debito pubblico in valore assoluto del mondo, il nostro, ammontante a 1900 MILARDI DI EURI che abbiamo sperperato allegramente per vent’anni inventando opere inutili fatte da lavoratori altrettanto inutili che però spendevano soldi buoni senza generare infrastrutture ne ricchezze di alcun genere.Se avevamo il debito al 80% del pil invece che al 120% eravamo come la germania.Ve siete magnati tutto, pure l’ossi del porco… E mo fate la fame…Di par mio auspico il default del bel paese. Milioni di statali a casa finalmente. Contratti azzerati senza tante ciance. Pensionati parassita senza il becco di un quattrino. Facciamo per il 2017 ma forse sono troppo ottimista.

  • 11
    Lucianoc

    E’ spaventoso!!!

    Nonostante si conoscano, oramai, questi sistemi criminali contro

    la stragrande maggioranza degli esseri umani, continiuamo a

    subire tutto.

    L’informazione, complice e asservita al sistema mafioso legalizzato,

    fa finta di niente.

    Chi ci ripagherà per tutte le sofferenze che questi abbietti individui

    ci stanno infliggendo?

  • 10

    Complimenti per la solita chiarezza ed ironia che rende semplici ed evidenti argomenti che non lo sarebbero.

    Forse però c’è un’imprecisione, quando dici che abbiamo offerto come garanzia 40 miliardi e che ‘quindi’ dovremo restituire 157 miliardi. Credo che le cose non stiano esattamente così (anche se in un certo senso anche peggio). Quei 40 miliardi sono a garanzia e dunque dovrebbero rimanere fermi (ma vorrei sapere in che forma sono stati dati, non saranno le nostre riserve auree? Cioè l’unifa cosa concreta in mezzo a tutti questi valori virtuali e potenzialmente azzerabili da un momento all’altro). I 117 miliardi prestati dalla BCA alle banche all’1% verranno restituiti dalle stesse banche all’1%. Il punto è che quelle stesse banche potranno investire quel denaro ad esempio (un esempio a caso evidentemente) in titoli di Stato italiani da cui prenderanno il 7% con un guadagno netto del 6% senza fare niente e senza metterci nulla di loro. Dunque in questo torna perfettamente il tuo esempio delle banane, perché poi quel 7% lo dobbiamo restituire noi italiani (almeno noi che le paghiamo), mentre le banche si intascano quel 6% netto senza rischiare nulla, perché quando rischiano loro, poi arriva lo Stato, cioè noi, a risolvergli i problemi.

    In questo post:
    http://blog-condiviso.blogspot.com/2012/01/liberiamoci-dalla-dittatura-dei-mercati.html
    avevo proposto una soluzione, che può apparire a prima vista poco digesta, ma che se ci riflette un’attimo è l’unico modo per evitare di ingrassare con le nostre tasse speculatori e banche (nella maggior parte dei casi sono la stessa cosa) ed anche, soprattutto, per non dover più sottostare alle direttive dei mercati.

     

     

     

     

  • 9
    BorisPasternak

    Dimenticavo…complimenti per il fotomontaggio della banana Claudio…èveramente ben fatto….e solo l’immagine rende l’idea…

  • 8
    TANAIONAT

    Le banane torneranno al popolo solamente se verrà informato capillarmente di queste mega-truffe.Questa è un altro ottimo argomento PER SANTORO che vuole fare informazione? Allora si svegli e si dia da fare…..

  • 7
    maurizio65

    Buongiorno Claudio, le propongo una bella lettera che ho rubato su di un sito internet sritta dal sig. Michele:

    Sacrifici inutili (ovvero il Debito che non pagheremo mai)

    Non è necessario, bensì deleterio, subire supinamente le opprimenti misure fiscali perpetrate dagli attuali sedicenti soloni dell’economia, quelli che si sono insediati tirannicamente al governo.

    Basta un minimo di conoscenza di base della matematica finanziaria e un pizzico di spirito critico per dimostrare quanto siano inutili i sacrifici che ci stanno imponendo questi dispensatori di tasse e di privazioni.

    Avvalendosi di un foglio Excel programmato con le semplici regole del piano d’ammortamento di un mutuo “alla francese”, ogni cittadino di buona volontà può constatare da solo che non riusciremo mai a pagare il Grande Debito Pubblico (GDP) che i politici di tutte le risme hanno accumulato negli anni sulle nostre spalle.

    Se poniamo il GDP da ammortizzare pari a 2.000 miliardi di euro (2.000.000.000.000, ovvero 2*10^12, cioè 4*10^15 Lire!) e un tasso d’interesse del 7% (tasso estremamente ottimistico e molto agevolato, quello che ora viene applicato ai BTP decennali) possiamo toglierci lo sfizio di vedere quale potrebbe essere la “rata annua” che dovremmo sborsare per ammortizzarlo, ipotizzando alcuni periodi di tempo tra i più plausibili.

    Qui di seguito vi anticipo i risultati ottenuti dopo aver posto la durata del “mutuo” in “numero di generazioni future”, dove per “generazione” viene inteso convenzionalmente un intervallo di 25 anni.

    Per risparmiare carta, inchiostro e… mal di testa l’unità di calcolo è stata posta in “miliardi di euro”.

    Ecco gli esiti del calcolo:

    1 generazione (25 anni ) – Rata annua: 172 mld. (Esborso totale: 4.290 mld)
    2 generazioni (50 anni) – Rata annua: 145 mld. (Esborso totale: 7.246 mld)
    6 generazioni (150 anni) – Rata annua: 140 mld. (Esborso totale: 21.000 mld)

    Questi risultati sconcertanti ci fanno capire subito che né noi, né i nostri pronipoti, non riusciremo mai ad estinguere un debito pubblico di queste dimensioni. Le rate annue sono molto, ma molto al di sopra di quanto è umanamente possibile sopportare, anche ipotizzando la piena occupazione, la presenza in fabbrica fino ai 70 anni suonati con giornate da 10 ore lavorative.
    Dunque noi, intesi come Nazione italica, non saremo solo dei semplici “debitori a vita”, ma dei debitori “eterni”!

    Anche l’uomo della strada, quello che non insegna macro-economia nelle famose università americane, ma possiede quella dote sempre più rara ch’è il buon senso, sa che, se proprio dobbiamo fare dei sacrifici, almeno finalizziamoli alla ricostruzione di un’economia più sana e più vicina all’uomo piuttosto che ai banchieri, tramite l’immediata dichiarazione di “default”.
    Per chi in questo sciagurato paese conservasse ancora un minimo di dignità, il ripudio del debito significherebbe dover subire una delle più disdicevoli umiliazioni, ben sapendo che la nostra affidabilità internazionale, per quel poco che ancora rimane, sarà compromessa per un lungo periodo di tempo.

    Però una trentina d’anni di deliberata autarchia, accompagnata da una profonda revisione del nostro modo di vivere, servirebbe non solo da lezione per noi “cicale” che da sempre abbiamo eletto dei governanti abominevoli, ma anche come liberazione dalla schiavitù del debito della nostra futura progenie.

    E forse un giorno potremo nuovamente guardarci allo specchio senza provare il ripugnante disgusto tipico di chi deliberatamente si è rassegnato alla più totale servitù.

  • 6
    Claudio Rosso

    Il verbo inizia a diffondersi! prima o poi succedera’ una rivoluzione, la gente è stufa!!

    Ma sti maledetti al potere non lo sanno che ormai la gente ha la possibilità di aggiornarsi e di recepire le notizie cosi come sono nella realtà invece di sorbire sempre la solita informazione falsa e corrotta dalle lobby!!!

    Ormai tutti sanno come stanno le cose, che le banche e le lobby governano, che c’è corruzione ed evasione fino al midollo, cosa dobbiamo fare ora che siamo finiti coi ciapet in fondo alla vasca e abbiamo scavato fino a farci male?!?

    Ciao by Cla

  • 5
    maurizio65

    Buongiorno Claudio , le propongo questo articolo che ho rubato su di un sito internet ,scritto dal sig. Michele:

    Sacrifici inutili (ovvero il Debito che non pagheremo mai)

    Non è necessario, bensì deleterio, subire supinamente le opprimenti misure fiscali perpetrate dagli attuali sedicenti soloni dell’economia, quelli che si sono insediati tirannicamente al governo.

    Basta un minimo di conoscenza di base della matematica finanziaria e un pizzico di spirito critico per dimostrare quanto siano inutili i sacrifici che ci stanno imponendo questi dispensatori di tasse e di privazioni.

    Avvalendosi di un foglio Excel programmato con le semplici regole del piano d’ammortamento di un mutuo “alla francese”, ogni cittadino di buona volontà può constatare da solo che non riusciremo mai a pagare il Grande Debito Pubblico (GDP) che i politici di tutte le risme hanno accumulato negli anni sulle nostre spalle.

    Se poniamo il GDP da ammortizzare pari a 2.000 miliardi di euro (2.000.000.000.000, ovvero 2*10^12, cioè 4*10^15 Lire!) e un tasso d’interesse del 7% (tasso estremamente ottimistico e molto agevolato, quello che ora viene applicato ai BTP decennali) possiamo toglierci lo sfizio di vedere quale potrebbe essere la “rata annua” che dovremmo sborsare per ammortizzarlo, ipotizzando alcuni periodi di tempo tra i più plausibili.

    Qui di seguito vi anticipo i risultati ottenuti dopo aver posto la durata del “mutuo” in “numero di generazioni future”, dove per “generazione” viene inteso convenzionalmente un intervallo di 25 anni.

    Per risparmiare carta, inchiostro e… mal di testa l’unità di calcolo è stata posta in “miliardi di euro”.

    Ecco gli esiti del calcolo:

    1 generazione (25 anni ) – Rata annua: 172 mld. (Esborso totale: 4.290 mld)
    2 generazioni (50 anni) – Rata annua: 145 mld. (Esborso totale: 7.246 mld)
    6 generazioni (150 anni) – Rata annua: 140 mld. (Esborso totale: 21.000 mld)

    Questi risultati sconcertanti ci fanno capire subito che né noi, né i nostri pronipoti, non riusciremo mai ad estinguere un debito pubblico di queste dimensioni. Le rate annue sono molto, ma molto al di sopra di quanto è umanamente possibile sopportare, anche ipotizzando la piena occupazione, la presenza in fabbrica fino ai 70 anni suonati con giornate da 10 ore lavorative.
    Dunque noi, intesi come Nazione italica, non saremo solo dei semplici “debitori a vita”, ma dei debitori “eterni”!

    Anche l’uomo della strada, quello che non insegna macro-economia nelle famose università americane, ma possiede quella dote sempre più rara ch’è il buon senso, sa che, se proprio dobbiamo fare dei sacrifici, almeno finalizziamoli alla ricostruzione di un’economia più sana e più vicina all’uomo piuttosto che ai banchieri, tramite l’immediata dichiarazione di “default”.
    Per chi in questo sciagurato paese conservasse ancora un minimo di dignità, il ripudio del debito significherebbe dover subire una delle più disdicevoli umiliazioni, ben sapendo che la nostra affidabilità internazionale, per quel poco che ancora rimane, sarà compromessa per un lungo periodo di tempo.

    Però una trentina d’anni di deliberata autarchia, accompagnata da una profonda revisione del nostro modo di vivere, servirebbe non solo da lezione per noi “cicale” che da sempre abbiamo eletto dei governanti abominevoli, ma anche come liberazione dalla schiavitù del debito della nostra futura progenie.

    E forse un giorno potremo nuovamente guardarci allo specchio senza provare il ripugnante disgusto tipico di chi deliberatamente si è rassegnato alla più totale servitù.

  • 4

    le banane torneranno al popolo…..tutte nel più sacro degli orifizi….

    REVOLUTION!!!!!!!!

  • 3
    qskwatsch

    Bellissimo articolo, solo una riflessione sulla conclusione: purtroppo la statalizzazione delle banche pare presenti qualche problema. Vorrebbe dire consegnare le chiavi delle banche (e vale anche per la banca centrale) nella mani dei politici (ed in particolare nella sua soluzione, nelle mani del governo).

     

  • 2
    BorisPasternak

    Continuo a rimanere dell’idea come ho scritto in alcuni forum finanziari che questa crisi è stata creata a tavolino dai banchieri per metterlo in quel posto per l’ennesima volta al popolo bue…in tuttia la sua estensione dalla Spagna alla Grecia passando per la Francia o l’Italia, il tutto ovviamente con le dovute proporzioni….sarebbe bastato che la Bce quei soldi invece di prestarlo alle banche lo prestasse direttamente ai cittadini europei…la quantità di moneta circolante nell’arco degli anni è aumentata sempre piu’ ed invece di essere almeno in proporzione maggiore nelle tasche del popolo sono sempre meno quelli che hanno tanto e sempre piu’ quelli che hanno poco….fino a quando pero’ il popolo non decide di cambiare direzione la vedo dura che le cose cambino….

    • 2.1
      gabriella

      La prova di quello che dici è nel fatto che questo infernale meccanismo era stato già previsto e descritto nei dettagli MOLTI ANNI FA da quelli definiti “complottisti”, o in documenti definiti un falso come i Protocolli dei Savi di Sion.

  • 1
    gabriella

    Hai dimenticato di sottolineare il fatto che il denaro viene prodotto – stampato – DAL NULLA e viene PRESTATO a interesse in cambio di BENI VERI.

    E’ questa la grande e più criminale verità!

  • 0
    Giuseppe M.

    Complimenti, bell’articolo semplice e concreto!

  • -1
    Tanatx

    Salve,

    il mio primo commento su questo blog vuol essere una domanda, anzi più d’una…

    Stante quanto precede e quanti altri video straordinari sulla rappresentazione del debito pubblico e di quello mondiale, perchè, se il debito si vende, si scambia, si compra, fa batter moneta, produce altro debito e via dicendo, insomma è il Vero Prodotto finanziario e anche l’unico, allora non si usano per eliminarlo, le stesse pratiche che si usano tra creditori e debitori per gestire situazioni economiche interlacciate tra di loro? mi spiego meglio…. se l’Italia ha dei debiti con altri stati che hanno acquistato il nostro debito pubblico, avrà anche dei crediti per i debiti esteri acquistati… e quindi perchè non diminuire il debito applicando il principio di surrogazione? _________________________________________________________________

    Reg. (CE) 593/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 giugno 2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali. G.U. L 177 del 04.07.2008, pag. 6-16

    ovvero:

    io ti devo dei soldi, lui mi deve dei soldi e quindi facciamo così, parte dei soldi che ti devo te li faccio dare da lui così il mio debito nei tuoi confronti diminuisce e non devo sderenare la gente con le tasse…

    Ma chi ha il debito più alto come fa?…

     

    • -1.1
      Lampred8

      Nel capitalismo nessuno si aspetta veramente la restituzione di un qualche debito. Si compravendono debiti come si scambiano oggetti a seconda di quanto quell’oggetto abbia valore in quel momento (o di quale valore gli si attribuisce artificialmente). Il debito di uno stato ha valore se le il sistema politico permette l’esternalizzazione del debito. Se il sistema politico non permette una efficace esternalizzazione (per chi lo deve comprare) allora o si lascia perdere (difficilmente) oppure ci si mette al lavoro per renderlo appetibile al mercato (è più o meno quello che sta succedendo in Italia). Purtroppo questo sistema di compravendita si basa sul fatto irrazionale che la domanda aumenti sempre di più e che l’offerta sia in grado sempre di soddisfarla. Quando l’arruffata è finita il mercato si blocca perchè si accorge che non c’è più nulla da scambiare, ci si guarda a vicenda come dire “e ora?”. Poi intelligentemente si fa di tutto perchè si ripeta la stessa cosa. Si riapre il rubinetto della moneta che ovviamente sarà filtrato bene bene dalle posizioni più alte del potere finanziario e politico. Nel capitalismo ad ogni crisi economica corrisponde una redistribuzione della ricchezza/regolamento di conti e non un effettivo superamento della crisi. I lavoratori fanno sempre il loro, quando più quando meno… quando troppo.

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I Mini Blu

La violazione della legge sulla propaganda elettorale. Registrate e denunciate.

Registra e denuncia violazione della legge sulla propaganda elettorale Ancora adesso, mentre scrivo, a votazioni in corso, se aprite i social network vi potete imbattere facilmente nella propaganda a favore del Sì al Referendum Costituzionale. La campagna per il Sì in rete è stata invasiva e ai limiti dell'illegalità. Cosa dice la...--> LEGGI TUTTO

Grazie Giorgio Napolitano!? Chapeau!? Si sono bevuti il cervello!?

M5S Grazie Giorgio Stiamo parlando di Giorgio Napolitano? Quello che nel 2011 ha spianato la strada alla troika del governo Monti? Quello che ha firmato qualunque cosa? Quello che nel 2013, quando c'erano le consultazioni per formare un nuovo governo, ha chiamato al Quirinale Pdl e Pd ignorando il...--> LEGGI TUTTO

Ce lo chiede Beppe

Ce lo chiede Beppe Quindi, ricapitolando, il "collegio dei probiviri" di un movimento di democrazia diretta come il M5S è composto da tre nomi fatti per intero dal capo politico, senza che la "rete" possa nominarli non dico tutti, ma almeno un paio o anche uno solo. Peggio del direttorio dove...--> LEGGI TUTTO

Notizie dal web

La lettera di una mamma lavoratrice che fa venire il magone

Mamme lavoratrici: la triste realtà che si cela dietro alla famiglia del Mulino BiancoPubblico questa lettera (inviata a Beppe Severgnini sul Corriere della Sera), che fa venire il magone non solo a chi l'ha scritta ma anche a me che l'ho letta, e nella quale credo si riconoscano tante, troppe mamme lavoratrici, perché sia motivo di riflessione sul modo in cui si è...--> LEGGI TUTTO

La lobby dello zucchero uccide – i nuovi documenti tenuti nascosti

la lobby dello zucchero uccideNEW YORK: Decine di scienziati, negli Anni 60, furono pagati dall'industria americana dello zucchero per sminuire il collegamento tra consumo di zucchero e problemi cardiaci e spostare così l'attenzione sui grassi saturi. A rivelarlo sono una serie di nuovi documenti scoperti recentemente da un ricercatore della University of California di...--> LEGGI TUTTO

Caro M5S, volete allargare il direttorio? Bene, ma dovreste fare così…

votazione online democrazia direttaBarbara Lezzi, senatrice M5S, ha rilasciato un'intervista al Fatto Quotidiano sulle questioni romane. L'ipotesi, che alcuni organi di stampa dicono condivisa anche dalla Casaleggio Associati, è quella di allargare il direttorio a 30/40 persone. Una vera e propria struttura di intermediazione (di quelle che ancora oggi non sono previste dal "Non...--> LEGGI TUTTO

CURIOSITA’

Dai siti web agli oggetti web: la rete delle idee che sta per arrivare.

Libro digitale su una panchina internet delle cose Che lo crediate o no, c'è stato un tempo in cui per costruire un sito web di successo bastava conoscere un po' di html. Era la fine degli anni '90 ed è stato così anche per una buona parte degli anni 2000. Affittavi un po' di spazio...--> LEGGI TUTTO

Come funziona l’Italia: noi siamo quelli con il fiore in mano

Come funziona l'ItaliaCome funziona l'Italia Ecco come funziona la nostra società. Questa è l'Italia. E, ...caso mai cercaste il pallino "voi siete qui", in questo disegno noi siamo quelli con il fiore in mano....--> LEGGI TUTTO

I nanorobot a controllo mentale che vi osserveranno.

I NANOROBOT A CONTROLLO MENTALE CHE VI OSSERVERANNOPer la prima volta, una creatura vivente è stata controllata dall'uomo utilizzando esclusivamente il pensiero, grazie a nanorobot che hanno rilasciato all'interno di alcuni scarafaggi dosi programmate di farmaci, in risposta all'attività cerebrale di chi ha condotto l'esperimento. Una tecnica che - sostengono già alcuni - potrebbe essere molto utile per il trattamento...--> LEGGI TUTTO

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Le vostre email

Volete sapere perché siamo 73° per libertà di stampa? Eccovi serviti!

Libertà di stampa - in Italia siamo semi-liberi di Godot_74 L'Italia nel 2015 è scesa al 73° posto nella classifica sulla "libertà di stampa". Viene definita anche "semi-libera". Più che parlare di libertà di stampa, però, forse sarebbe il caso di concentrare l'attenzione sulla sua completezza, indipendenza ed obiettività. (altro…)...--> LEGGI TUTTO

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Video dal web

Brunetta canta vittoria: Renzi ora si dimetta!

Renato Brunetta Brunetta canta vittoria: Renzi ora si dimetta!...GUARDA

Galloni e Rinaldi al Quirinale: ora Mattarella stralci il Pareggio di Bilancio

Galloni Rinaldi Quirinale Nino Galloni e Antonio Rinaldi salgono al Quirinale per chiedere simbolicamente a Mattarella che ora rispetti la volontà del popolo e si adoperi per rispettare la Costituzione italiana, stralciando subito il Pareggio di Bilancio ora Mattarella stralci Pareggio di Bilancio...GUARDA

Salvini – Vittoria del popolo contro i poteri forti di tutto il mondo

Salvini referendum La prima dichiarazione dopo gli Exit Poll che danno la vittoria del No a 55%-59% è di Matteo Salvini, che parla testualmente di "una vittoria del popolo contro i poteri forti di gran parte del mondo"....GUARDA

Renzi vs Gruber: volata finale sul Referendum

Renzi Gruber Referendum Otto e 1/2 Sintesi dell'intervento di Matteo Renzi, questa sera, a Otto e Mezzo, per la volata finale sul Referendum Costituzionale....GUARDA

La Santanché furiosa sui pallisti Pd diventa una bestia

la santanche furiosa sui pallisti pd diventa una bestia Daniela Santanché si infuria a Coffee Break sul voto di Forza Italia alla Camera sulla Riforma Costituzionale, e chiede il fact checking. Guarda anche: ...GUARDA

Referendum: le COJONATE di Franceschini e Poletti sulle ragioni del Sì

Referendum: le COJONATE di Franceschini e Poletti sulle ragioni del Sì Le cojonate di Franceschini e Poletti, ministri della cultura e del lavoro, a Tribuna Politica di Semprini, nel tentativo imbarazzante di difendere le ragioni del sì al Referendum Costituzionale, fanno sembrare le forziste Laura Ravetto e Anna Maria Bernini due emerite costituzionaliste. Tante fesserie tutte insieme...GUARDA

Scontro Berlusconi Berlinguer sul Referendum: “Qualcos’altro da aggiungere?”. “Sì: sarebbe un regime!”

Berlusconi Berlinguer Referendum Scontro tra Silvio Berlusconi e Bianca Berlinguer, che non gli permette di elencare le ragioni del No al Referendum Costituzionale. - "Ha qualcos'altro da aggiungere?". - "Sì... Sarebbe un regime!"....GUARDA

Fusaro: se vince il No, arriverà un governo tecnico guidato da Mario Draghi

Fusaro: se vince il No, arriverà un governo tecnico guidato da Mario Draghi Diego Fusaro: "Se al Referendum Costituzionale vince il sì, come vogliono le élite, distruggono la Costituzione, desovranizzano lo Stato e impongono l'Unione Europea come Banca Centrale che decide per tutti. Se vince il no l'élite ha pensato anche al piano B, perché il popolo si sta...GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>