76 chiocciole in cerca di email

Le Lumache di Byoblu - Una Lumaca In Fuga - Claudio Messora Byoblu.com

Mi sono trovato in casa una cesta di chiocciole. Di quelle da mangiare, che si vendono al supermercato. Era uno scatolino di plastica. Ho letto le istruzioni. C’era scritto che gli animaletti erano in letargo. Che erano stati tenuti a digiuno per venti giorni per farli spurgare. Che bisognava buttarli in una pentola di acqua bollente. Io sono strano, lo confesso. Quando mi dicono di buttare una cosa viva in una pentola di acqua bollente mi prende una cosa dentro. Di quelle che ormai non usano più. Soffro di ansia da tortura. Mi succede anche con le aragoste.

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Ho messo quei gusci inermi in un lavandino, bagnandoli con un po’ di acqua a temperatura ambiente e… sorpresa! Hanno cacciato fuori le antennine e hanno iniziato a muoversi, vispe come trottole. E dopo settimane di frigorifero! Così ho preso una cesta, di quelle da bucato. L’ho ricoperta di lattuga. Ho predisposto qualche terrazzino di alluminio e, dopo avere reidratato le simpatiche bestiole, le ho traslocate dall’angusta scatoletta di plastica ad un monolocale più servizi. Un orto versione compatta.

Quando metti un esercito di lumache, della specie Helix Adspersa Maxima, su un tappeto di lattuga, l’effetto è magico. Dopo averle deposte, dovete stare in rigoroso silenzio perché le vostre orecchie si abituino ai sussurri. Poi dovete avvicinarvi al loro micro-mondo. Solo allora sentirete qualcosa… un indistinguibile rumore sommesso. Si farà sempre più circostanziato, finchè non sarete in grado di distinguere chiaramente una miriade di foglioline scoppiettare come tante palline di materiale da imballaggio: sono centinaia di minuscole file di dentini che triturano la lattuga. L’effetto è del tipo “tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi“.

Le lumache di Byoblu - Claudio Messora Byoblu.com

Il problema è che, dopo tanta prosperità, il loro apparato digerente fa il suo dovere. L’indomani non vi sarà più traccia alcuna delle foglie di lattuga, ma in compenso avrete una quantità considerevole di sterco di lumaca da smaltire. Così mi tocca prenderle, una ad una, una volta al giorno, sciacquarle sotto l’acqua corrente (così bevono), ripristinare l’habitat e riposizionarle nel loro piccolo universo alla Truman Show. Stasera le ho contate: sono 76! Settantasei molluschi gasteropodi che imbrattano di bava tutto quello che toccano, che mangiano come un ministero e che si lamentano se non gli rifai la camera.

Ora, va bene l’ansia da tortura, però non posso dedicare un’ora della mia vita, tutti i giorni, a cambiare il pannolino a 76 chiocciole. Neppure se mio figlio ne è entusiasta. Il problema è che abito a Milano. Tra poco ci saranno i giorni della merla, che tradotto significa “i giorni più freddi dell’anno”, con temperature che di notte scendono abbondantemente sotto zero. Inoltre non sono sicuro che se le porto al parco, oltre a mettere a dura prova il loro sistema letargico, abbiano poi qualcosa da mangiare di adatto ad una chiocciola par loro. Nè metterei la mano sul fuoco sul fatto che le piante e i fiori del parco sotto casa ringrazino. Consegnarle ad un allevamento di chiocciole è da escludersi: non salvi un astice dalla morte in pentola per poi abbandonarlo nell’acquario del primo ristorante che trovi.

Le chiocciole di Byoblu Lumache Claudio Messora Byoblu.com

Insomma: siete decine, talvolta centinaia di migliaia di persone a leggere questo blog. Ci sarà pure, tra di voi, un esperto di Helix Adspersa Maxima che sappia consigliarmi qualcosa di diverso dal mangiarmele. Il che – mettetelo bene in testa – non avverrà mai. E poi mai!

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70 risposte a 76 chiocciole in cerca di email

  • 10
    Vanni

    Aggiungo,che il problema è proprio la cosidetta industria alimentare che fornisce prodotti come fosse elettronica di consumo,infatti questo è il terzo o il quarto post in questo sito sull’ argomento.Non solo il post sull’ aragosta,ma anche quello sui polli di qualche giorno fa che se non erro aveva pure un predecessore.

    Ovvero,indipendentemente dalla sensibilità verso le lumache(vendute vive per essere più fresche) o verso le aragoste o le anguille tenute negli acquari delle pescherie(ovviamente vive per essere più fresche),il vero problema è per noi “consumatori” che non abbiamo percezione di quello che mangiamo.

    L’ utente deve vedere i prodotti su un bancone,i tagli della carne,pensare alle associazioni dei sapori ed eventualmente valutare le offerte(tipo 3×2),ma non deve vedere mai il mattatoio o l’ animale vivo prima della macallazione.

     

    Una delle cose peggiori che ho avuto modo di osservare è nei giorni successivi alla pasqua(le feste di solito equivalgono a delle carneficine di animali) l’ offerta per l’ agnello spaccato(letteralmente spaccato in due metà simmetriche dalla spina dorsale) in offerta a metà prezzo,ma ovviamente ce ne sono molte altre.

     

    Essere vegetariani(ed io lo sono stato)non è una soluzione,ed inoltre,anche le verdure prodotte intensivamente sono malsane:giorni fa ho madato un articolo a cado-in-piedi in cui scrivevo che un pomodoro ciliegino sta crescendo nel mio giardino,all’ aperto,a zero gradi centigradi,quanto dovrebbe essere già seccato ad ottobre.La riflessione non è solo sulle lumache,ma su tutto quello che mangiamo, su come ci alimentiamo.

    Vanni.

     

     

  • 9

    Cosa sanno le lumache che noi non sappiamo ?

    Di Pier Luigi Ighina :

    http://fortunadrago.xoom.it/main/?page_id=1838

  • 8
    ilministro

    A tutti quelli che fanno l’apologia dei vegetali… mai sentito parlare di “esseri senzienti”? Non tutti gli esseri viventi sono anche senzienti; Per esempio non lo sono le piante, i funghi, i licheni. Un essere inizia ad essere senziente quando vi si può riconoscere un sistema nervoso centrale, seppur rudimentale. Quindi paragonare, chessò, una melanzana ad una lumaca dal punto di vista della sensibilità mi sembra quantomeno forzato.

    Il rispetto e la sensibilità di @byoblu – mi permetto di interpretare – penso si rivolga agli esseri “senzienti”. O mi sbaglio?

    La materia è molto ampia e complessa. In effetti sento parlare spesso di questi argomenti e vi sono sempre opinioni contrastanti, quando non contrasti. Personalmente ho trovato un buon equilibrio tra la mia sensibilità verso gli animali e la necessità di alimentarci nel libro di Desmond Morris (che certo non è il primo venuto) “Noi e gli animali”, dove si parla del cosiddetto “contratto animale” (http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-morris_desmond/sku-40897/noi_e_gli_animali_.htm).

    É molto interessante, a mio avviso, e lo consiglio a tutti.

    • 8.1
      ilministro

      Certamente io parlavo di scienza, non di credenze religiose. Con tutto il rispetto per le religioni orientali, credere che l’acqua possa “sentire” la sofferenza, mi sembra da parte loro un po’ ridicolo. Cmq, è di certo molto interessante.

    • 8.2

      Alcune religioni orientali, ivi incluse l’Induismo, il Buddismo, il Sikhismo ed il Giainismo, riconoscono anche esseri non umani come esseri senzienti. Nel Giainismo e nell’Induismo questo è collegato strettaemnte con il concetto di ahimsa, non violenza verso altri esseri. Nel Giainismo tutta la materia è composta di entità senzienti, in cinque livelli.L’acqua, per esempio, è un’entità senziente, al primo livello, dato che si considera che possieda un solo senso, il tatto. L’uomo è considerato un essere senziente del quinto livello. Secondo il Buddismo, sono possibili entità senzienti formate di pura coscienza. Nel Buddismo Mahayana, che include lo Zen ed il Buddismo Tibetano, il concetto è riferito al bodhisattva, un’illuminato dedicato alla liberazione altrui. Gli “esseri senzienti”, nel Buddhismo Mahāyāna sono salvati dal voto dei bodhisattva.

  • 7

    byoblu ha scritto :
    Quindi una dimostrazione di? Pietà? Esatto! 500 euro al blogger là in fondo! Tu mi hai chiesto se era pietoso il tuo ragionamento (cosa che tra l’altro non ricordo di avere scritto) non il mio atteggiamento verso le lumache, che evidentemente lo è. L’unica risposta che ho trovato riteneva preferibile il consumo di una mela in quanto essa sarebbe comunque marcita e l’albero sarebbe comunque rimasto in piedi. Hai letto evidentemente solo i commenti a questo post. Te ne ho indicati molti altri. Ma per una lattuga tagliata al colletto come quella in foto? Se proprio lo vuoi sapere, mi da fastidio anche uccidere un ragno. Preferisco, ove possibile, buttarlo fuori dalla finestra, possibilmente vivo. Allo stesso modo, mi da un leggero fastidio anche cogliere un fiore o strappare le foglie. Se posso evitarlo, evito, e insegno ai miei bambini a fare altrettanto. Quando ritengo di non poterlo evitare, invece non ho difficoltà a farlo. Esiste comunque una scala, che va dal regno animale a quello vegetale fino a quello minerale, e non ho nessuna intenzione di rinunciare alla mia esigenza di mangiare (e mangiare bene) per tutelare ogni e qualsiasi cosa possibile. Tra il nutrirsi consapevolmente e il creare mostruosità come gli allevamenti intensivi, tuttavia, c’è una bella differenza, e in questa differenza si gioca esattamente la civiltà. O percorrendo un’altra via logica partendo dal tuo ragionamento, se noi mangiassimo una pecora che ha già messo al mondo 15 agnelli, sarebbe meno deprecabile (dato che il “potenziale creativo” della creatura in questione si è esaurito). Un agnello appena partorito non è come una mela appena caduta. La mela non è uguale all’albero, l’agnello invece è uguale alla pecora. Ne è una clonazione. Comunque il problema è semplicemente che vuoi sofisticare le argomentazioni tendendole all’estremo per cercare di dimostrare che qualsiasi altro ragionamento è inutile. Seguendo fino in fondo i tuoi estremismi, potremmo arrivare addirittura a pensare che siccome ogni vita è destinata in fondo a morire, allora non vale la pena vivere o comunque è meglio incrociare le braccia. Tanto si deve morire. Anzi: la stessa vita sulla Terra è inutile, perché fra 700 milioni di anni il Sole diverrà una gigante rossa e la vita sulla Terra evaporerà. Dunque perché affannarti tanto a cucinare le tue chicciole?

    Mi dispiace ma la risposta non è stata data, il thema decidendum è stato evaso ancora.
    Ovvero qual è il discrimine fra la lattuga e la lumachina. Tutto qui. Non girarci intorno.
    Peraltro se siamo partigiani della rete (come tu stesso hai scritto), ricordati che “la vita del partigiano è fatta di estremi”, come soleva dire il Professore partigiano a Beppe Fenoglio.

    • 7.1

      Ti abbandono alle tue estremizzazioni allora. Non siamo costretti a non capirci all’infinito. E io, personalmente, ho tante cose da fare. Buona serata.

  • 6
    Vanni

    Salve,io mi sono trovato e tuttora mi trovo in una situazione simile.Tempo fa cercai di salvare degli scampi vivi,ma anche una tartaruga marina ed altri animali(fra cui i miei gatti che mi rifiuto categoricamente di far castrare!).

    L’ esperto di chiocciole puoi esserlo tu se fai una ricerca su google(almeno io in mancanza di altro mi sono sempre arrangiato così,in alcuni casi ho chiesto pareri a venditori di animali o veterinari,ma dubito che esista un professionista esperto di chiocciole,quindi,chiedi a google).

    Per il resto non puoi e non devi tenerle,non è giusto per te perchè ti costerebbe troppo, e nemmeno per loro perchè una vita nell’ allevamento non sarebbe una soluzione ne qualcosa di naturale.Ti suggerisco di cercare un posto di campagna con dei prati abbastanza estesi,magari di liberarle dopo averle fatte ingrassare qualche giorno(così avranno più possibilità di inserirsi), disperdendole,ovvero distanziandole l’ una dall’ altra,lontano dai terreni agricoli dove verrebbero uccise dai veleni.Sceglierei un giorno di pioggia,anche di pioggia forte,visto che di solito,con l’ umidità si muovono meglio e più rapidamente.

     

    Poi dovranno cavarsela da sole mangiando piante ma anche venendo mangiate a loro volta da altri animali(tipo i rospi).

     

    Se fossi a Milano di darei una mano personalmente,ma abito a Firenze.

     

    Questo post dovrebbe diventare la base per un sacco di altre discussioni,perchè nella nostra società,noi facciamo una vita maledettamente simile a quella di quelle lumache,inoltre,essere sensibili è considerato quasi un disturbo psicologico.

     

    Vanni.

  • 5
    Claudio Mezzetti

    Ciao..ho letto delle lumache…cosa ne dici di approffittare di una domenica libera e portarle nei pressi di un torrente o fiume? Se sei di Milano immagino che ce ne siano…inoltre io farei una piccola buca nel terreno e gliele adegerei dentro..così nn dovrebbero sentire troppo il freddo.Magari la buca la colmi con un poco di segatura.

    Buona serata

  • 4
    Silver Silvan

    Lumache alternative. Ma non troppo. Rispetto ad altri “usi”, più che altro.

    http://www.youtube.com/watch?v=3zW-WyPtmoY&feature=related

  • 3
    Maremmano

    Ciao Bio , sai che sei riuscito a farmi tenerezza ?! Mi hai tirato su di morale dopo avr visto il mio caro Milan perdere il derby. Comunque non disperare, con il tempo le lumache potrebbero riprodursi ed alla fine buttarti fuori di casa !! Non sai cosa ti perdi a non mangiarle…..prova solo a pensare che siamo animali anche noi,onnivori,e non si può andare contro natura!! Se dovevamo nascere erbivori avremmo avuto tre stomaci,sai che palle la digestione e soprattutto ruminare! Non ti preoccupare ma ricorda….usa uno stecchino da denti per mangiarle !! Con affetto, Antonio

    • 3.1
      gabriella

      Essendo vegetariana, e animalista,  da molti anni,  sai quante volte ho sentito commenti come questo? Le aragoste bollite vive? Eh, ma son tanto buone! (e chissenefrega se soffrono!)

      Col passare degli anni ho avuto conferma di una cosa che, se si approfondisse l’argomento alimentazione, si scoprirebbe qualcosa che si sa già: noi non siamo fatti per mangiare animali! E addirittura meno proteine mangiamo meglio è per la salute! Questo lo si può leggere chiaramente nel libro "The China study", basato su anni di ricerche a vastissimo raggio.

      Lo dico perchè, col passare degli anni dicevo,  vedo i carnivori invecchiare, appesantirsi e sformarsi,  abbonarsi a medici e farmaci e sviluppare tutta una serie di patologie considerate "normali" per via dell’età. A me chiedono: ma tu come fai? (rioguardo all’aspetto più giovane, alla linea, all’energia  e all’assenza di malattie) io glielo dico ma di solito concludono che non rinuncieranno alla gratificazione del cibo, costi quel che costi.

      Concludo che invece il gusto cambia, specie se passi al veganesimo, come sto facendo io: certe cose che prima mi piacevano ora mi sembrano sgradevoli.

    • 3.2

      Nella mia natura non c’è scritto che devo mangiare lumache. Prova ne è che non ho nessun desiderio (né bisogno fisiologico, dato che sono ben pasciuto) di mangiarle.

    • 3.3

      il leone mangia la gazzella dopo averla cacciata. Ne mangia una, e la gazzella fino a quel giorno è nata e vissuta libera.
      Noi mangiamo animali cui infliggiamo indicibili e continue sofferenze dal giorno in cui nascono a quello in cui li macelliamo, costringendoli a non vedere mai il sole e a restare confinati in gabbie dove non possono neanche muoversi, e ne sterminiamo molti di più di quelli che ci servono.

      Se non vedi nessuna differenza è affar tuo.

    • 3.4
      Maremmano

      Se è per quello anche io non sento nessuna esigenza di mangiare in un ristorante cinese o giapponese e preferisco le pappardelle al cinghiale,questione di gusti ! credo solo che non soffro nessun estremismo che ci voglia far apparire come esseri superiori a chissà quale altra razza animale nei nostri bisogni e nei nostri desideri. Come un leone che mangia la “tenera” ed “indifesa” gazzella , non mi sento un criminale a mangiare un piatto di lumache; sopporto meno quelli che dicono “che schifo” con presunti valori morali e poi fanno ricchi i MC DONALDS ed i loro “prelibati” cibi . Ma che vuoi….si chiama globalizzazione ! I nostri nonni difficilmente potevano scegliere il cibo che solo la loro terra offriva, anche con gli animali che allevavano.Che la carne in assoluto vada mangiata con moderazione lo so tranquillamente anche io,ma ogni tanto non faccio peccato…

  • 2
    GrGnet

    Che le piante non abbiano coscienza di esistere, non provino dolore e non abbiano volontà mi sembrano più convinzioni di fede che verità assolute.Facciamocene una ragione, pur concordando sulla necessità di eliminare o ridurre le sofferenze degli animali, abolendo pure gli allevamenti intensivi così come sono attualmente strutturati, ma l’uomo é per sua natura onnivoro, da sempre.E che dire poi degli altri animali che si cibano di altri animali ?Dovremmo rieducare anche loro ad uno stile di vita vegetariano ?

    • 2.1
      AlbertoBjörn

      Volontà di fede? Ma come, un esempio più scientifico di così non potevo dartelo :D
      Il problema è proprio questo: che stai vedendo l’idea del “vegetarianesimo” come una sorta di religione, con dogmi annessi. Nessuno ti obbliga a non uccidere un animale, nè a cibarti della tua carne. Dici bene tu, quando affermi che l’uomo è un animale onnivoro. Ma a differenza di altre specie, l’uomo può costruirsi una propria morale (lo facciamo tutti, chi più, chi meno) ed ha coscienza che uccidere un altro essere vivente, farlo soffrire, è di per sé sbagliato. Un leone, una tigre, un cane, un gatto: loro questo non lo pensano: vivono di solo istinto e conservazione della loro specie.
      Quanti esseri umani invece, messi di fronte ad un maiale, o ad una mucca, non avrebbero il coraggio di torcergli un pelo? Eppure mangiano la loro carne: fanno fare il lavoro sporco ad un macellaio: a loro basta il prodotto, e lo mangiano senza pensare che quell’animale ha sofferto, che quell’animale era ben cosciente della sua morte imminente, arrivata da un giorno all’altro.
      Un vegetale non lo è. Un vegetale non soffre, e non te lo dico per atto di fede, ma perché è scientificamente così. Quando un vegetale ha fatto il suo corso, quanto ha completato la sua esistenza, lo si coglie, e non c’è niente di sbagliato nel mangiarlo.

    • 2.2

      Io (se ti riferivi a me) non sto parlando di sofferenza. Rispondevo solo sulla questione del mangiare la carota, che anche volendo filosofeggiare, mi sembra una “non questione”.

    • 2.3

      Anche le piante sono vita da rispettare, è vero. Ricordiamoci però che gli animali che mangiamo mangiano quelle piante, per cui fare il discorso sulla sofferenza vegetale a confronto di quella animale non ha senso:
      1. se non si è un grado di comprendere quella animale è inutile che sforzarsi per capire quella di una carota
      2. per produrre un chilo di carne ci vogliono diversi chili di vegetali ( per un chilo di carne di vitello all’incirca 12-15 chili) … quindi non nutrendosi di animali si salvano molte più piante…considerando poi che circa l80% dei campi coltivati danno da mangiare agli animali degli allevamenti…uno spreco di vite e di spazio allucinante!
      Se proprio proprio si vogliono salvare le piante e quindi lasciarle vive si possono mangiare solo i frutti derivanti da esse.
      L’essere onnivori vuol dire POTER mangiare tutto, NON DOVER mangiare tutto…l’onnivorismo non dovrebbe prescindere l’etica e la coscienza del singolo individuo. Ormai sappiamo tutti che si può non mangiare carne…addirittura si può mangiare solo frutta e stare benissimo ed evitarsi tante malattie! Per cui, non nascondiamoci dietro alla frase “anche le piante soffrono” perchè non ha alcun senso!
      Io è da quasi 3 anni che non mi nutro di animali e derivati e da 3 mesi ho intrapreso un’alimentazione crudista…mi sento sempre meglio…dentro e fuori!

    • 2.4

      come scritto sopra: mangiare una mela significa privare la pianta di un frutto destinato a cadere, che ricrescerà. Non significa uccidere, estirpandola, una pianta nella sua interezza. Questa mi sembra una differenza sostanziale rispetto a scannare un agnello.

  • 1
    BluOltremare

    byoblu ha scritto :
    E io che pensavo che la lana provenisse anche solo dalla tosatura delle pecore.

     

    Tutta la lana proviene da allevamenti economicamente vantaggiosi per l’allevatore.

    Se l’allevatore non sacrificherà regolarmente la quasi totalità dei cuccioli maschi, l’allevamento diverrà insostenibile, antieconomico e non ci saranno nè latte, nè lana.

     

     

  • 0
    Claudio Rosso

    Ehila!

    Claudio voglio farti una domanda? sei vegetariano vero?penso proprio di si, perchè dalla commozione che provi nell’accudire tenere chiocciole mi pare evidente che non mangeresti neache un pollo o un po’ di carne di vitello! 

     

    La domanda nasce quando uno scrive un post cosi’ dopo essersi fatto una fiorentina..

    Ciao!

    • 0.1

      La domanda la faccio io a te: bisogna essere per forza vegetariani, per essere mossi a compassione di 76 animaletti antennuti e non avere voglia di buttarli vivi nell’acqua bollente? Bisogna essere vegetariani per chiedere condizioni di vita più umane rispetto a quelle esistenti negli allevamenti intensivi?
      Supponendo che io mangi carne, questo significa che devo bollire vivo qualsiasi cosa si trovi? Questo significa che posso ammazzare un gatto per strada, magari dopo avergli strappato gli occhi, e cucinarmelo? Posso, eventualmente, essere onnivoro senza per questo esimermi dal protestare per le condizioni con cui vengono trattati gli animali e per le inutili sofferenze cui sono sottoposti?

    • 0.2

      Le estremizzazioni van bene nell’algebra booleana, dove vige la legge degli zeri oppure degli uni. Qui, nel mondo reale, le strategie devono essere diversificate ed esistono tutte le tonalità di grigio, ed ognuna di esse ha un colore più scuro della precedente, con una gradazione di “notte” più elevata.
      Per farti un esempio tanto caro alla tua “logica”, ti dico che sulla vita di tre anni di una mucca, la differenza tra una che vive in un allevamento intensivo e una che vive in un allevamento all’aria aperta, magari sulle montagne svizzere (e ce ne sono tante di mucche così, le vedi anche da solo, quando passi in macchina) è che la prima vive 36 mesi di m**da, la seconda vive 36 mesi tranquilla e in pace.
      Nella logica che tiene in considerazione solo il momento della morte, entrambe hanno un evento traumatico alla fine, ma poiché la morte fa parte della vita, e poiché la vita non dura tanto quanto l’istante della morte che ne è una parte infinitesimale, io personalmente preferirei essere una mucca che vive all’aria aperta sulle montagne.

      Ora, il discorso di dire “siccome ammazzi una mucca sei tale e quale in entrambi i casi” non regge nel mondo reale, perché tende ad un obiettivo al momento irraggiungibile: che tutti diventino vegetariani. Una cosa che, per quanto qualcuno la possa ritenere auspicabile, anche ammesso che possa verificarsi richiederebbe decine e decine di anni, se non centinaia. Ora, con il tuo discorso estremista, tu in realtà sei peggio di me, perché condanni le mucche ai famosi 36 mesi di m**da, in quanto non lavori perlomeno a che, nel frattempo, tutte le mucche abbiano almeno 36 mesi di vita naturale, prima del fatidico momento dell’uccisione.

      L’estremismo, come quello religioso, impedisce di trovare soluzioni concrete. Del resto, tutte le guerre si vincono una battaglia alla volta. Se un generale dicesse: “Ah, no… o mi fate vincere subito la guerra, oppure questa singola battaglia non la comincio neppure”, sta pur sicuro che la guerra la vincerebbero sempre e costantemente gli altri. Anzi, non ci sarebbe neppure guerra: ci si consegnerebbe mani e piedi agli “altri”.

    • 0.3
      Claudio Rosso

      .. che differenza fa un animale (esempio un polletto) che nel primo caso viene allevato in modo brutale e disumano e poi ammazzato, e nel secondo invece viene trattato con piu’ grazia, con piu’ cura… e poi ammazzato?  a parte le piu’ fondamentali norme igieniche che devono essere sempre perseguite nell’allevamento, in ambedue i casi la finalità del pennuto è la stessa, ma forse cambiando “il percorso” la gente si sente piu’ buona e in pace con se stessa…

      Le chiocciole fan pena, piccoline, spaesate, pronte ad uno scopo tiranno e crudele, invece il vitello allevato per il macello forse no, e allora…..

      Il cane è un animale da compagnia, nessuno si sognerebbe di mangiarne le carni perchè sarebbe scandaloso, oltraggioso, ma il volpino invece è della famiglia degli “sconosciuti e antipatici”, percio’ atto a far pellicce.

  • -1
    Navras

    Quand’ero piccolo mi ricordo che aiutavo molto spesso una piccola famiglia di agricoltori (vivo in Sicilia); questi conoscevano TUTTI i modi per usare a proprio vantaggio animali come lumache o coccinelle e altre cose, facevano dei pomodori di una bontà commovente e non usavano una goccia di porcate chimiche, ma semplicemente liberavano nel campo determinati animali/insetti. Probabilmente se le porti da qualche contadino se le prenderà tutte oppure ti dirà cosa farci.

  • -2
    GrGnet

    A me sembra, con tutto il rispetto, che la tua equivalenza sia poco pertinente.Il mondo vegetale non é inerte, é vita pure quella.

    • -2.1

      Tra il mangiare una mela e il mangiare un agnello c’è una bella differenza: nel primo caso è come tagliare le unghie al gatto, non si distrugge un essere vivente ma un suo frutto che ricresce. Nel secondo caso uccidi definitivamente, annienti una creatura nel suo complesso, procurando sofferenza. Allora? Non ce la vedi ancora, la differenza?

      Secondariamente, per esempio si pensi agli allevamenti intensivi, c’è una bella differenza tra il far crescere appositamente animali in una gabbia dove non possono muoversi per poi ucciderli (spesso trattandoli con ulteriore crudeltà, vedasi parecchi video), rispetto a mangiarsi una carota. Se insisti con il paragone della carota stai solo cercando di trovare una scusa per lavarti la coscienza, e questo non è bello né nobile.

    • -2.2
      Papiriki

      “Chi mette a dimora una pianta, crede nella vita, crede religiosamente nella natura, nella pace e nell’armonia, fa una scommessa positiva sul domani. Chi prende invece una creatura con l’intento pianificato di massacrarla, parte già col piede sbagliato. Chi inserisce disinvoltamente nella propria dieta cibi crudeli ed ammalanti, ipnotizzato dalla farabutta pubblicità dei media e delle televisioni, si rivela pessimo conduttore della sua macchina umana-fruttariana, rovina irrimediabilmente la propria armonia esistenziale ed anche la propria salute.  Anche le piante sentono e anche le piante soffrono. Bisognerà dunque trattarle bene, bagnarle, assisterle, darle la giusta quantità di sole, tagliarne le foglie senza compromettere le radici. Al compimento del loro ciclo vitale, saranno come i frutti, destinati al consumo umano senza drammi e senza atroci sofferenze”

      tratto da http://valdovaccaro.blogspot.com/2011/04/il-magico-legame-col-mondo-vegetale.html

    • -2.3
      Papiriki

      “Chi mette a dimora una pianta, crede nella vita, crede religiosamente nella natura, nella pace e nell’armonia, fa una scommessa positiva sul domani. Chi prende invece una creatura con l’intento pianificato di massacrarla, parte già col piede sbagliato. Chi inserisce disinvoltamente nella propria dieta cibi crudeli ed ammalanti, ipnotizzato dalla farabutta pubblicità dei media e delle televisioni, si rivela pessimo conduttore della sua macchina umana-fruttariana, rovina irrimediabilmente la propria armonia esistenziale ed anche la propria salute.  Anche le piante sentono e anche le piante soffrono. Bisognerà dunque trattarle bene, bagnarle, assisterle, darle la giusta quantità di sole, tagliarne le foglie senza compromettere le radici. Al compimento del loro ciclo vitale, saranno come i frutti, destinati al consumo umano senza drammi e senza atroci sofferenze”

      tratto da http://valdovaccaro.blogspot.com/2011/04/il-magico-legame-col-mondo-vegetale.html

    • -2.4
      Papiriki

      “Chi mette a dimora una pianta, crede nella vita, crede religiosamente nella natura, nella pace e nell’armonia, fa una scommessa positiva sul domani. Chi prende invece una creatura con l’intento pianificato di massacrarla, parte già col piede sbagliato. Chi inserisce disinvoltamente nella propria dieta cibi crudeli ed ammalanti, ipnotizzato dalla farabutta pubblicità dei media e delle televisioni, si rivela pessimo conduttore della sua macchina umana-fruttariana, rovina irrimediabilmente la propria armonia esistenziale ed anche la propria salute.  Anche le piante sentono e anche le piante soffrono. Bisognerà dunque trattarle bene, bagnarle, assisterle, darle la giusta quantità di sole, tagliarne le foglie senza compromettere le radici. Al compimento del loro ciclo vitale, saranno come i frutti, destinati al consumo umano senza drammi e senza atroci sofferenze”

      tratto da http://valdovaccaro.blogspot.com/2011/04/il-magico-legame-col-mondo-vegetale.html

    • -2.5
      Alberto Björn

      Vero, anche quella è vita, ma avendo la possibilità di scegliere (visto che non possiamo vivere senza mangiare qualcosa di naturale) preferisco i vegetali, per il seguente motivo: le piante (o chi per loro) non possiedono un sistema nervoso centrale (=non provano dolore), nè periferico (=non sono consce della loro stessa esistenza, nè possiedono volontà). Una bella differenza che uccidere un animale, non credi?

  • -3
    AlexRedHeat

    io sn marchigiano, abito in aperta campagna e studio a milano. se vuoi posso liberarle quando torno nel mio paese: se qualcuno poi mi desse qualche consiglio su come sopravvivono all inverno mi sarebbe anche + utile.

  • -4
    BluOltremare

    Bene Byoblu,

    non era mia intenzione stimolare una caccia al tesoro e se il mio primo commento ti è parso infelice, chiedo venia.

    Passo alla dimostrazione (bada bene), del perchè gli agnellini scannati possano essere difesi solo da chi è rigorosamente vegano.

     

    La dimostrazione non è basata su miei punti di vista, ma su dati oggettivi della realtà, che io mi limito a raccogliere e ordinare; un’operazione, dunque, alla portata di tutti e di immediata comprensione.

    Occorre riflettere, innanzitutto, su cosa sia un allevamento di bestiame e su quali siano i suoi presupposti fondamentali per poterlo portare avanti.

    Tali presupposti sono gli stessi, fin dalla notte dei tempi e da essi non si può prescindere, pena il fallimento dell’allevamento e la rovina dell’allevatore.

    Ogni allevamento, sia esso bovino, ovino, suino etc.. si basa su una necessità dalla quale l’allevatore non può prescindere; non importa se l’allevamento sia intensivo o a carattere artigianale, biologico o meno.

    Tale necessità è semplice ed evidente: il sacrificio della quasi totalità dei cuccioli maschi.

    Perchè è necessario sacrificare quasi tutti i cuccioli maschi per poter portare avanti un allevamento?

    E’ necessario sacrificare quasi tutti i cuccioli maschi, poichè nessun allevatore può permettersi di far diventare montoni tutti gli agnelli che nascono, tori tutti i vitellini e così via.

    Il cucciolo maschio una volta cresciuto, dal punto di vista di qualunque allevatore è un animale improduttivo, che richiede grandi quantità di cibo senza dare nulla in cambio se non il suo letame, bene utile senz’altro, ma prodotto a sufficienza anche dalle femmine adulte.

    L’unica vera utilità rappresentata dai maschi adulti è data dal seme, necessario per ingravidare le femmine, ma per quello bastano pochi esemplari selezionati che si dimostreranno più che sufficiewnti per la bisogna.

    Dunque, scannare agnellini, è innanzituto una necessità imprescindibile poichè nessun allevatore può permettersi di mantenere mandrie di montoni improduttivi, senza avere in cambio tutto ciò che invece offrono le femmine: latte, lana e agnellini.

    Ogni allevamento è basato sullo sfruttamento degli animali e tale sfruttamento, che deve essere economicamente vantaggioso, passa necessariamente per il sacrificio dei cuccioli maschi i quali, una volta uccisi per necessità, non vengono certo buttati via ma vengono consumati.

    Dunque, non si uccidono gli agnellini per cibarsi della loro carne, non è quella la ragione principale; gli agnellini vengono uccisi poichè la logica che sta dietro qualunque allevamento lo richiede.

    Appare evidente che coloro i quali deprecano l’uccisione degli agnellini, ma, nello stesso tempo indossano capi in lana e si cibano di formaggio di pecora, non abbiamo approfondito la questione: fra chi mangia gli agnellini e chi mangia solo il formaggio di pecora non c’è nessuna differenza poichè tutti i due, con quei consumi, hanno accettato la logica che sta dietro l’allevamento.

    La conclusione è che solo i vegani, i quali non indossano capi in lana o in pelle, non consumano latte e derivati e non mangiano carne, siano i soli ad aver rifiutato la logica di sfruttamento che c’è dietro ogni allevamento e quindi lecitamente portati a difendere gli agnellini.

    Chi vuole consumare latte e derivati e vuole indossare capi in lana o in pelle, ha implicitamente accettato il sacrificio della quasi totalità dei cuccioli maschi degli allevamenti.

     

     

  • -5
    Paolo 2.0

    Campagne marchigiane, oliveti liguri… chioccioline vengo anch’io!

     

  • -6
    Vanni

    Infine vorrei segnalare che il problema è grave soprattutto per chi vive in città,ovvero per chi non è in grado di provvedere autonomamente all’ alimentazione,e quindi deve dipendere da qualcun’ altro,ed alla base di questo ci sono delle precise forme di condizionamento(di massa).

     

    A volte ho provato a fare dei periodi di digiuno(di 24h o +),posso assicurare che l’ effetto non è quello di patire la fame,bensì quello di ripulirmi.

     

    Vanni.

  • -7
    ALICE

    ciao

    sono incantata da questo bellissimo racconto:hai risolto ?dove hai messo le piccine?

     

    Laura

  • -8
    claudiacolt

     Come ti capisco . E che mi dici delle pannocchie, vengono lasciate vive a muoversi per moltissimo tempo  in esposizione e pensare che la legge vieta questo, ma tutti se ne infischiano. E poi ci chiamano  esseri”umani”!

  • -9
    valeria

    Claudio, la mia stima nei tuoi confronti è cresciuta ulteriormente, la tua sensibilità è un valore aggiunto raro di questi tempi…e lo stai trasmettendo a tuo figlio, che sarà sempre orgoglioso di suo padre!

    I commenti che ho letto dicono che i tuoi lettori sono, quasi tutti, sensibili ed è questo che fa del tuo blog uno strumento di informazione, di cultura ma anche di umanità. Bravo.

    Ho visto le diverse soluzioni e sono tutte molto positive per le tue chiocciole, per quanto riguarda gli allevamenti ce ne sono anche di non alimentari e sono quelli che utilizzano la bava per la cosmetica e la farmacia (io stessa ho usato uno sciroppo di bava per la tosse!), dai un’occhiata a laviadelcuore.eu, tanto per avere un’idea!

    Un grande abbraccio e tanta solidarietà per le fortunate sopravvissute chiocciole!

     

  • -10
    Miller

    Claudio Messora … sei una persona eccezionale, si vede anche da queste cose.

    Non ho altro da dire,

    Buona continuazione a tutti

  • -11

    Non capisco questa falsa morale…
    Perchè le lumachine tanto carine dovrebbero ricevere le nostre attenzioni e la predisposizione di un piano di salvataggio tutto per loro?
    Cosa rende preferibile la loro sopravvivenza di queste creature ad un lauto pasto composto da 76 (dico, 76!) molluschi magari accompagnati da un contorno a base di bagnet verd???
    Quale giudizio di valore rende preferibile il sacrificio di una creatura (lattuga) nei confronti di un’altra (chiocciola)?
    Vogliamo essere davvero bbbuoni? Salviamo anche la lattuga e nutriamoci delle nostre deiezioni in pieno spirito eco-freak!
    Coerenza e consapevolezza, please.

    • -11.1

      Ho 76 chioccioline in casa con loro antennine. Ti dà così fastidio che io non le voglia buttare in una pentola di acqua bollente? Come mai? Forse perché ti spiace di non avere la stessa sensibilità, al punto da definirla, aggressivamente, una "falsa morale"?
      "Falsa morale", poi, è una contraddizione in termini e un non-sense linguistico. La morale è semplicemente la prassi delle consuetudini. Io non butto aragoste vive in una pentola di acqua bollente e non sopporto che le si lascino per settimane a digiuno, con le chele legate, in situazioni di estremo disagio, nelle vasche dei supermercati, nell’attesa di essere bollite vive. Per la stessa "consuetudine" non butto cose vive nell’acqua bollente, ivi comprese le chiocciole, e per lo stesso identico motivo per il quale non ci butterei te (anche se per farti provare cosa significa sarei molto tentato).
      Dunque come può essere "falsa" la mia morale, se non è altro che la descrizione delle mie usanze? Se sono solito fare così, ovvero se è prassi per me non buttare nell’acqua bollente cose vive, la morale si definisce da sé a partire da fatti concreti, in quanto non è che la descrizione di quanto già avvenuto molte volte, e non può essere definita "falsa" pena cadere in contraddizione o dire cose che non hanno senso.

      Troppi sofismi dici? Cioè: io dovrei sorbirmi i tuoi tentativi di arrampicarti sui vetri per giustificare la tua assenza di sensibilità e tu non puoi fare lo sforzo di capire gli errori perlomeno della tua dialettica?

      Scottatevi un dito sotto l’acqua bollente, o magari immergeteci tutto il braccio, e poi tornate qui a commentare quanto vi è piaciuto, altro che "falsa morale". Si tratta di incapacità totale di provare empatia, unita alla diseducazione sul rispetto delle altre forme di vita. Gli indiani d’America cacciavano, ma solo quando era necessario e poi, di fronte al corpo del bisonte che avevano abbattuto, si inginocchiavano e pregavano, chiedendo perdono per il sacrificio necessario.

      Noi facciamo cagare. Dentro e fuori.

      E basta con le c**zate sulle carote o sulle foglie di lattuga. Sono argomentazioni pietose tipiche di chi se ne frega della sofferenza altrui e non vuole fare niente neppure per mitigarla ove non strettamente necessaria.
       
  • -12
    GrGnet

    Scusate, ma quando realizzerete che anche le carote hanno un’anima … che farete ?

    • -12.1
      gabriella

      Mi domandavo, leggendo i post, quando sarebbe comparso il solito commento idiota (posso scrivere idiota senza essere censurata?) ed eccolo qui!

      (Comunque io di solito mi rifuto di leggere post sulle torture agli animali, perchè mi si imprimono nella mente e non me ne libero più, mi fanno l’effetto "fermnate il mondo, voglio scendere!", ma questo mi ha preso alla sprovvista…) :-) 

      Claudio, stai dando un’ottima educazione a tuo figlio…speriamo che nel mondo di domani certi orrori saranno banditi per sempre!

    • -12.2

      Così, a naso, caro San Francesco, dal tuo commento posso arguire che neppure se fossimo in una situazione idilliaca tu te ne preoccuperesti. Continuate a ragionare come se l’una cosa escludesse sempre l’altra e come se vivessimo in un mondo fatto di zeri e di uni.

      Mettiamola così: ho 76 lumache. Voglio liberarle. Nel farlo, ovviamente voglio assicurarmi di non condannarle a una morte certa, altrimenti perché liberarle. Ti sembra una cosa superflua? Forse ininfluente? Addirittura da dileggiare? Evidentemente fai parte di quella categoria di persone che si ritiene superiore solo perché è di dimensioni significativamente superiori o perché ha inventato l’automobile e addesso, a differenza del resto del regno animale, può inquinare a iosa. A quelli come te, che Dio (se esiste) mi perdoni, augurerei di vivere per esempio ai tempi in cui gli schiavi erano considerati esseri inferiori, subumani senza diritti e della cui sofferenza non era importante preoccuparsi. Ovviamente dalla parte degli schiavi.

      Sempre personalmente parlando, se il mio ragionamento sulle chiocciole ti sembra una perdita di tempo, fai parte della stessa categoria di persone a cui sembra una perdita di tempo ridurre le probabilità di un cambiamento climatico, differenziare la spazzatura etc etc. La vostra logica è: se mi dà un panino da mettere sotto i denti è buono, altrimenti non serve a niente.

      Chissà, forse sul Concordia saresti stato anche tra quelli che si azzuffava per un posto sulla scialuppa, magari a discapito dei bambini piccoli.

      Ti sembra esagerato? No, non lo è: perché la sensibilità verso tutto quello che non sei tu o ce l’hai o non ce l’hai, e tu non stai dimostrando di averne.

    • -12.3

      Va bene. Allora diciamo che su una scala da zero a cento, la tua è molto bassa. Meglio così?

    • -12.4
      San Francesco d'Assisi

      Lo ammetto, il mio secondo nome è Lumakiller.
      Fra l’altro… approposito di un modo fatto solo di zero e di uni:

      perché la sensibilità verso tutto quello che non sei tu o ce l’hai o non ce l’hai.

      Temo di essere uno povero zero!  

    • -12.5
      San Francesco d'Assisi

      Così come, nel mare escrementizio in cui navighiamo, preoccuparsi della qualità di vita delle lumachine equivale, dal punto di vista logico, al proccuparsi di avre un unghia del piede incarnita quando si ha la gamba in cancrena.

      San Claudio d’Alessandria 

    • -12.6

      Obiezione non pertinente. Equivale, dal punto di vista logico, a chi fuma due pacchetti di sigarette al giorno perché “tanto l’aria a Milano e inquinata”.

  • -13

    se hai un giardino con erbacce, potresti metterle lì, vedi che ti ripuliscono l’aiuola :D

  • -14
    Morri Vincent

    Non saprei che consiglio darti, però questo è un ottimo passo verso il diventare vegetariani!..

    I polli e tutti gli altri animali che ci mangiamo sono trattati pure peggio…

  • -15
    Shiloh

    Sono bellissime.
    Se le metti in ambiente più fresco magari costruisci loro dentro la cesta un mucchietto di pietre irregolari, come se fosse un muretto a secco, e non gli dai da mangiare, torneranno in letargo e in primavera potrai liberarle nel bosco. :)

  • -16
    Alberto Björn

    Mi ricordo che quando ero bambino, prendevo manate di lumache dalla cesta di mia nonna e le mettevo sulla terra del nostro giardino, salvandole dal pericolo. Vederlo contorcersi vive era uno spettacolo che non riuscivo a sopportare…
    Noi avevamo un giardino, quindi il problema non si poneva. Se hai un amico che ne ha uno, potresti portarle a lui (anche di nascosto… :D)

  • -17

    byoblu ha scritto :
    " E basta con le c**zate sulle carote o sulle foglie di lattuga. Sono argomentazioni pietose tipiche di chi se ne frega della sofferenza altrui e non vuole fare niente neppure per mitigarla ove non strettamente necessaria.   "

    Scusa, è pietoso il mio ragionamento? Il tuo atteggiamento verso le chiocciole come va definito? Urge ripassino etimo pietas.

    Tornando al thema decidendum (sperando di non essere stato troppo aggressivo): cosa rende preferibile il salvataggio di una creatura (chiocciole) rispetto alla morte di un’altra (lattuga, o insalata equipollente)?

    • -17.1

      Scusa, è pietoso il mio ragionamento?

      Se l’ho scritto, evidentemente ritengo di sì.

      Il tuo atteggiamento verso le chiocciole come va definito?

      Una questione di sensibilità personale. La morale (per di più falsa, e perché mai?) non c’entra nulla

      Tornando al thema decidendum (sperando di non essere stato troppo aggressivo): cosa rende preferibile il salvataggio di una creatura (chiocciole) rispetto alla morte di un’altra (lattuga, o insalata equipollente)?

      Leggiti decine di altri post al riguardo, in questo e negli articoli sull’aragosta, in quello sugli allevamenti intensivi e sulle galline ovaiole (linkati in fondo all’articolo), con **tutti** i commenti, e troverai decine di argomentazioni di difesa simili alle tue, e centinaia di risposte e divagazioni sul tema. Ripetere sempre le stesse cose è una perdita di tempo.
      Cordialmente.

  • -18

    Credo che portarli al parco invece sia la miglior soluzione.
    Prova a trovare un posticino nascosto, dove sei sicuro che possono vivere in pace.

    In alternativa, visto che sei di Milano, posali al parco di Monza. E’ bello grande e mi pare un posto idoneo per loro visto che c’è pure un ruscello all’interno.

  • -19
    BluOltremare

    Byoblu, le tue riflessioni, qui nei commenti, vanno bene solo se sei rigorosamente vegano, altrimenti sono completamente da rivedere.

    La difesa dei “poveri agnellini” è lecita solo se fatta da vegani.

    • -19.1

      le riflessioni che vanno bene, ovvero le miei idee, vanno bene solo se vanno bene a me, e non c’è nessun bisogno di essere marziano, pastafariano o di nessun altro tipo di credo perché vadano bene. Puoi condividerle o meno, capirle (ne dubito) o meno, ma per quanto riguarda le “mie” riflessioni decido io cosa va bene o no. Grazie.

  • -20
    kalideva

    Anch’io ho un esercito di chiocciole che vivono (e sopravvivono riproducendosi copiosamente) sul terrazzo. in una vasca di terreno con qualche pianticella. Mi fanno anche dei danni sì, perchè mangiano tutto quel che germoglia nei vasi (tranne le foglie delle piante grasse), ma io le prendo e le riposiziono nel loro “territorio” circoscritto. E non mi sogno nemmeno di mangiarle. Mai e poi mai!!!!

  • -21
    Anas E.

    Ho letto su Wikipedia version in Arabo che il RAME fa alienare queste lumache, quindi se qualcuno vuole metterle nel suo giardino non ha che avvolgere un piccolo lamierino di RAME ” Carta di spagna” o di ottone intorno alle base della piante e i fiori che vuole preservare, da cui vuole che le lumache siano lontane e del resto ci pensano loro all’erbaccia e alle piante parassite.

     

    @ Byoblu

    Mi sono trovato in casa una cesta di chiocciole…” Evidentemente, hai a casa qualcuno che non la pensa come te…………Cerca a convincerlo così non ti trovi queste sorprese.     

     

  • -22
    vallam

    Ciao, confesso sono arrivato sul post tramite twitter e al posto di ritrovarmi davanti un articolo di informatica mi sono trovato dinnanzi ad un cesto di lumache?…

     

    Non ho resistito a leggere l’articolo, spassosissimo…

     

    Di lumache nn ne capisco nulla.. Di aprirti un bell’allevamento pare tu non sia entusisasta..

     

    L’unica cosa che posso offrirti è un rifugio, ho un oliveto in liguria, a cui riesco a dedicare poco tempo dato che lavoro a bergamo, infatti l’ho messo in vendita, ma si sa non è un gran periodo per vendere.

     

    Se ti va di fare un viaggio verso l’ignoto, te le faccio portare lì, per farle tornare alla natura, non troveranno la lattuga alla quale sono abituate, ma  nemmeno gli ormoni dentro di essa, solo erbetta fresca, il clima ligure non guasta, ed inoltre c’è un piccola rientranza in pietra dove potrebbero trovare ulteriore riparo.

    Il terreno è grande e in zona tranquilla, non penso nessuno riuscirebbe a sentire il loro nordicchiare.

    Che ne dici?

     

    Fammi sapere, se per caso fosse un sì, ti chiederei per favore se concludi la storia e mi fai un pò di pubblicità per la vendita, non si sa mai!

     

    Ehehe, l’unica cosa è che mi spiace per tuo figlio, gli tolgo il divertimento.

     

    Ciao 

  • -23
    cloc3

    provato ad addestrarle?

    ci guadagneresti un’assunzione a tempo indeterminato al circo Togni.

  • -24

    […]eccessivo buonismo == ipocrisia?[…]

    • -24.1

      A me sembra che al contrario è quando il “tuo”, di pensiero, che viene criticato, che ti rifugi in corner con la balla del pensiero unico. Non andiamo OT, per favore. Il tuo è un commento OT e, come da policy, passibile di essere cancellato.

    • -24.2

      Quì vige il pensiero unico.

      Non uscire fuori dal seminato o ridicolizzare il manovratore perchè rischi di essere escluso.

      Che bellezza!!!

  • -25
    Alerighini

    AlbertoBjörn ha scritto :
    Volontà di fede? Ma come, un esempio più scientifico di così non potevo dartelo :o

    scusami per un attimo a volte i tuoi sembrano i discorsi che faceva la chiesa del 1800, “solo l’uomo ha un anima il resto è inferiore!!”

    sai che se fai male ad una pianta, ogni volta che ti avvicini lei smette di crescere per un po di tempo? sai che l’intersezione delle radici di alcune foreste superano le intersezioni neuronali del tuo cervello, e sai che almeno 3 foreste sulla terra superano le nostre intersezioni con un numero dell’entità di n alla 10

    n= numero delle tue intersezioni ((((((((((n*2)*2)*2)*2)*2)*2)*2)*2)*2)*2)

    e visto che la scienza dimostra la nostra intelligenza come: una serie di segnali (elettrici o similari attraverso i neuroni)(elettroencefalogramma)

    a me pare più difficle dimostrare la nostra intelligenza che la loro,

    per quanto riguarda il frutto, pero e doveroso dire che si tratta di un sistema di semina , infatti le ciliege sono un esempio lampante, il nocciolo non viene digerito e passa nelle feci, insomma viene seminato e concimato allo stesso tempo!,

    in sostenza possiamo mangiarci il frutto inquanto è lo stesso albero a permetterci di farlo!

  • -26

    byoblu ha scritto :
    Scusa, è pietoso il mio ragionamento? Se l’ho scritto, evidentemente ritengo di sì. Il tuo atteggiamento verso le chiocciole come va definito? Una questione di sensibilità personale.

    Quindi una dimostrazione di? Pietà? Esatto! 500 euro al blogger là in fondo!

    cosa rende preferibile il salvataggio di una creatura (chiocciole) rispetto alla morte di un’altra (lattuga, o insalata equipollente)? Leggiti decine di altri post al riguardo, in questo e negli articoli sull’aragosta, in quello sugli allevamenti intensivi e sulle galline ovaiole (linkati in fondo all’articolo), con **tutti** i commenti, e troverai decine di argomentazioni di difesa simili alle tue, e centinaia di risposte e divagazioni sul tema. Ripetere sempre le stesse cose è una perdita di tempo. Cordialmente.

    L’unica risposta che ho trovato riteneva preferibile il consumo di una mela in quanto essa sarebbe comunque marcita e l’albero sarebbe comunque rimasto in piedi. Ma per una lattuga tagliata al colletto come quella in foto?
    O percorrendo un’altra via logica partendo dal tuo ragionamento, se noi mangiassimo una pecora che ha già messo al mondo 15 agnelli, sarebbe meno deprecabile (dato che il “potenziale creativo” della creatura in questione si è esaurito).

    Mancanza di risposte. O di consapevolezza? O di coerenza?

    • -26.1

      Quindi una dimostrazione di? Pietà? Esatto! 500 euro al blogger là in fondo!

      Tu mi hai chiesto se era pietoso il tuo ragionamento (cosa che tra l’altro non ricordo di avere scritto) non il mio atteggiamento verso le lumache, che evidentemente lo è.

      L’unica risposta che ho trovato riteneva preferibile il consumo di una mela in quanto essa sarebbe comunque marcita e l’albero sarebbe comunque rimasto in piedi.

      Hai letto evidentemente solo i commenti a questo post. Te ne ho indicati molti altri.

      Ma per una lattuga tagliata al colletto come quella in foto?

      Se proprio lo vuoi sapere, mi da fastidio anche uccidere un ragno. Preferisco, ove possibile, buttarlo fuori dalla finestra, possibilmente vivo. Allo stesso modo, mi da un leggero fastidio anche cogliere un fiore o strappare le foglie. Se posso evitarlo, evito, e insegno ai miei bambini a fare altrettanto.

      Quando ritengo di non poterlo evitare, invece non ho difficoltà a farlo. Esiste comunque una scala, che va dal regno animale a quello vegetale fino a quello minerale, e non ho nessuna intenzione di rinunciare alla mia esigenza di mangiare (e mangiare bene) per tutelare ogni e qualsiasi cosa possibile.

      Tra il nutrirsi consapevolmente e il creare mostruosità come gli allevamenti intensivi, tuttavia, c’è una bella differenza, e in questa differenza si gioca esattamente la civiltà.

      O percorrendo un’altra via logica partendo dal tuo ragionamento, se noi mangiassimo una pecora che ha già messo al mondo 15 agnelli, sarebbe meno deprecabile (dato che il "potenziale creativo" della creatura in questione si è esaurito).

      Un agnello appena partorito non è come una mela appena caduta. La mela non è uguale all’albero, l’agnello invece è uguale alla pecora. Ne è una clonazione.

      Comunque il problema è semplicemente che vuoi sofisticare le argomentazioni tendendole all’estremo per cercare di dimostrare che qualsiasi altro ragionamento è inutile. Seguendo fino in fondo i tuoi estremismi, potremmo arrivare addirittura a pensare che siccome ogni vita è destinata in fondo a morire, allora non vale la pena vivere o comunque è meglio incrociare le braccia. Tanto si deve morire. Anzi: la stessa vita sulla Terra è inutile, perché fra 700 milioni di anni il Sole diverrà una gigante rossa e la vita sulla Terra evaporerà. Dunque perché affannarti tanto a cucinare le tue chicciole?

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Il Messico a meno di 40 euro al giorno!

Messico Amo il Messico. E' pieno di vibrazioni, è un paese meraviglioso, pieno di gente amichevole, con una energia speciale che vi fa riscoprire l'amore per la vita, con un'architettura spettacolare, con una storia che affonda le radici nelle profondità dei millenni e... con un cibo davvero...--> LEGGI TUTTO

Negli Uffizi dei Medici: itinerario mediceo all’interno della Galleria più famosa di Firenze.

Scoprire Firenze La Galleria degli Uffizi è il sito museale più famoso di Firenze, nonché uno dei più frequentati d’Italia: quelli che riescono a superarlo per visitatori, infatti, si contano sulle dita di una mano. Gran parte dei turisti scelgono un hotel su portali come expedia proprio per...--> LEGGI TUTTO

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Video dal web

Diego Fusaro contro il Black Friday: l’apice della mondializzazione, come Halloween.

Diego Fusaro - Black Friday no grazie Analisi lucidissima e impietosa di Diego Fusaro sul Black Friday...GUARDA

L’ex capo di Stato Maggiore in Iraq: “Bush Jr e Berlusconi erano nella stessa loggia massonica, ma salvarono Nassiriya”.

NICOLO GEBBIA - L'invasione degli Ultra Massoni - Video Il Generale in pensione dell'Arma dei Carabinieri, Nicolò Gebbia, parla della pervasività delle infiltrazioni massoniche, a tutti i livelli, e rivela che persino durante la guerra del Golfo, la città di Nassiriya venne risparmiata grazie al fatto che Silvio Berlusconi e Bush jr. appartenevano alla stessa...GUARDA

Antonio Ingroia: “Fuori dai trattati, costi quel che costi”.

INGROIA - FUORI DAI TRATTATI - 1280 Per Byoblu, da Roma, Eugenio Miccoli Oggi alla Camera dei Deputati, Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa hanno presentato “Lista Del Popolo”, un’alleanza della società civile per il ripristino della sovranità nazionale, l’attuazione della Costituzione, la rinegoziazione o lo stralcio dei trattati europei, l’abolizione del Fiscal...GUARDA

Giulietto Chiesa: “La Mossa del Cavallo”

GIULIETTO CHIESA - LA MOSSA DEL CAVALLO Per Byoblu, da Roma, Eugenio Miccoli Oggi alla Camera dei Deputati, Giulietto Chiesa ha presentato "Lista Del Popolo", un'alleanza della società civile per il ripristino della sovranità nazionale, l'attuazione della Costituzione, la rinegoziazione o lo stralcio dei trattati europei, l'abolizione del Fiscal Compact,...GUARDA

Capocciate e Generali

Pappalardo Giornalisti OstiaGiornalisti che si prendono le capocciate dai capetti di Ostia... E Generali dell'Arma che se la prendono con i giornalisti che si prendono le capocciate... ...GUARDA

“Stretta di Putin sulla rete!”, ma i media non vi dicono che…

Stretta di Putin sulla rete Tutti i media denunciano la stretta di Putin sulla rete, ma di quello che varerà lunedì la Camera non vi dicono niente... (altro…)...GUARDA

Ecco chi sono gli europeisti “de coccio”, che vogliono gli Stati Uniti d’Europa subito.

STATI UNITI D EUROPA Ecco chi sono gli europeisti de coccio, che ancora adesso, ancora e sempre, nonostante tutto, e anche a queste condizioni attuali, continuano a volere a tutti costi gli Stati Uniti d'Europa. Le prossime elezioni politiche si giocheranno su questa battaglia esiziale. Mi piacerebbe...GUARDA

Il Generale Pappalardo contro tutti, anche in Tv.

pappalardo Dalla Vostra Parte Rete4 Il Generale Pappalardo contro tutti a "Dalla Vostra Parte", di Maurizio Belpietro, andato in onda stasera su Rete4....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>