Dieci, cento, un milione di Schettino

Franco Schettino Gregorio De Falco Costa Crociere Concordia

Torni a bordo, cazzo!”, il richiamo netto, perentorio, autorevole e indignato di Gregorio De Falco al capitano Schettino, è diventato in poche ore un trending topic , un tormentone che sta travolgendo la rete e i media mainstream. Non c’è canale televisivo, non c’è trasmissione radiofonica, non c’è conversazione privata dove la telefonata tra l’integerrimo, efficiente, ligio al dovere, orgoglioso, tenace e operativo ufficiale della capitaneria di porto di Livorno e il suo esatto opposto, ovvero il suo alter ego cialtronesco, inefficiente, approssimativo, indolente, menefreghista, disonorevole comandante del Concordia non venga trasmessa e ritrasmessa, continuamente, al punto che potremmo recitarla a memoria.

Al di là di come le cose siano andate nei fatti (sarà la magistratura a stabilirlo), l’Italia si è schierata immediatamente. Di pancia, con alcune prevedibili eccezioni. Qualcuno rispolvera la definizione di qualunquismo, sempre in voga e buona per tutte le stagioni. Qualcun altro, in una riedizione non troppo originale del Vangelo (“chi è senza peccato scagli la prima pietra“) prova a infilarsi nelle sabbie mobili di chi vuole a tutti i costi ricordarci che in questo gioco di stereotipi no, non siamo tutti De Falco, ma che in molti di noi si annida un potenziale Schettino. E dunque, in quella telefonata, forse saremmo stati dalla parte di quello sulla scialuppa.

Quello che forse non è stato compreso è che gli italiani non ce la fanno più. Veniamo da una storia recente dove abbiamo avuto dieci, cento, un milione di Schettino! Erano Schettino gli Scilipoti, i Berlusconi che non andavano al funerale di un militare perché sfiniti dal Bunga Bunga la notte precedente, tutti i Cosentino che nonostante accuse gravi e circostanziate, certificate dalla Giunta per le Autorizzazioni, non si sono mai voluti dimettere. Erano Schettino i contorcimenti alla Ghedini sull’utilizzatore finale, i Di Girolamo tenuti per le palle dalla ‘ndrangheta, quelli che Mangano era un eroe, i Bossi che sbadigliavano alla Camera durante un discorso cruciale del presidente del Consiglio, tutti i trota e le Minetti della seconda Repubblica, i tg dei minzolini che buttavano a mare le notizie, gli alti ufficiali della tv spazzatura, la P3, la P4, quelli che ridevano alle 3:32 nella notte del terremoto aquilano, i Piscicelli che pagavano i soggiorni nei resort più esclusivi a Malinconico, i proprietari del Salaria Village che offrivano massaggi brasiliani a Bertolaso, le cricche, i primari del Santa Rita a Milano che si erano dimenticati di Ippocrate, gli Speciale che usavano gli aerei della Guardia di Finanza per farsi portare il pesce fresco, i Penati del sistema sommerso di Sesto che non si dimettono e vengono promossi commissari per indagare sull’inabissamento del San Raffaele, i Fini della casa di Montecarlo che promettono di dimettersi se si viene a sapere quello che tutti già sanno, i D’Alema degli attici in pieno centro di Roma a 100 mila lire al mese, i Mastella che usavano gli aerei di Stato per andare al gran premio di Monza e i Calderoli che li avrebbero usati per affari di famiglia, i negozianti di Cortina che non ti fanno lo scontrino, gli Agostino Saccà che dimenticano di “comandare” la televisione pubblica e fanno l'”inchino” al capo del Governo, ma anche tutti quelli che saltano la fila, che ti dicono “100 con fattura, 80 senza”, e tutti quelli che rispondono “va bene 80”, e gli esempi potrebbero allungarsi fino ad occupare centinaia, migliaia di pagine di un blog come questo.

Ecco perché “Torni a bordo, cazzo!” è la frase che ha colpito e affondato l’immaginario pubblico. Avremmo voluto dire decine di volte “Si dimetta, cazzo!”, “Un po’ di contegno, presidente, cazzo!”, “Si vergoni, cazzo!”, “Dia le notizie così come sono, cazzo!”, “Faccia un regolare concorso, cazzo!”, “Faccia il lavoro per cui è pagato, cazzo!”, “Rispetti il suo ruolo, cazzo!”,”Lei è un Onorevole, se lo ricordi, cazzo!”. Quel richiamo secco, forte, carico di dignità e di orgoglio che De Falco fa al comandante Schettino è liberatorio, è catartico. E’ l’urlo di rabbia che ci ribolle nelle vene ogni volta che vediamo uomini tradire se stessi e le loro responsabilità. Ma è anche l’urlo, il rimprovero, il richiamo severo, categorico, l’imperativo morale cui vorremmo che qualcuno ci richiamasse ogni volta che perdiamo noi stessi e non abbiamo più il coraggio né la forza di guardarci allo specchio. Ogni volta che stiamo su quella maledetta scialuppa invece di stare sulla nave.

De Falco stava solo facendo il suo lavoro, a differenza di tanti altri, ma inconsapevolmente ha lanciato il grido di battaglia che tutti, finalmente, aspettavamo da anni di sentire: “Torniamo a crederci, Italiani, cazzo!”.

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71 risposte a Dieci, cento, un milione di Schettino

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  • 41
    blastlikecrazy

    Claudio, vedo che dopo questo post non hai piu postato niente su questa faccenda. Me ne rallegro, non perche’ la morte di tutta quella gente non sia importante, ma perche’ secondo me’ faresti anche tu’ il gioco accuratamente studiato di deviazione dell’attenzione.

    Il fatto Schettino e’ a livello “fantozziano” incredibile per essere vero. Chi metterebbe al comando delle piu’ bella nave della Costa un individuo che si comporta cosi’?. Gran parte dell’istruzione di ufficiali destinati al comando e’ impostata sull’emergenza.

    I GPS con mappe incorporate ti fanno vedere al centimetro dove ti trovi. Supponendo che non ti accorgi della traccia gps, dopo l’urto guardandolo capisci istantaneamente che cosa hai fatto. Io non conosco queste navi , ma presumo che abbiano degli avvisatori che informano il ponte di comando di eventuale acqua imbarcata e se anche non ci fossero non ci si mette molto a controllare.

    La lentezza nel lanciare l’SOS, l’abbandono della nave e il seguente rifiuto di ritornarci, quasi incredibile da parte di un comandante che poi non era neache cosi’ spaventato. Ho sentito che ha lasciato la nave con il suo computer e con altri oggetti personali. Non ha senso anche perche,’ se non eri intrappolato sotto, il pericolo era relativo. La nave non stava affondando in alto mare, ma era appoggiata sul fondale a pochi metri dagli scogli.

    Tutto questo per dire che il fatto e’ molto strano. Forse era sotto l’effetto di cocaina e ha perso il controllo di se stesso? Questa e’ una possibilita’ plausibile.

    L’altra possibilita’ e’ quella che l’incidente sia stato creato apposta per deviare l’interesse da tutto quello che sta’ succedendo ora nel mondo politico. L’italia e sotto golpe. Come premier abbiamo, come anche tu hai giustamente constatato, un uomo che e’ nel gruppo direttivo della Trilaterale e anche di quello Bildenberg. L’italia sta’ affrontando il momento piu’ difficile e oscuro dal dopoguerra. Insomma Schettino e la sua bravata capitano proprio a pennello.

    Se giri i canali della televisione, in parecchi si sta’ parlando di questo fatto. Sempre da quasi una settimana. Nei salotti televisivi si raccontano storie strappalacrime di eroismo e di vilta’. E del resto?????? PAUSA o molto poco.

    Non ti fa’ pensare??

    Lo so’ sono un eretico…… certe cose non si devono nenche pensare. Era cosi’ anche per le torri gemelle e poi…………. 

    Bravo Claudio il post su Monti del 19 gennaio e’ perfetto. E’ forse di questo di cui vogliono evitare che si parli o a qualche cosa di molto peggio?  Forse presto lo scopriremo

  • 40
    S_22

    yt ha scritto :
    innocente

     

    Quella dell’ <<inchino>> è una manovra NON permessa. E’ tuttavia una prassi, una consuetudine. Io non so che ruolo abbia avuto De Falco in questa manovra, ma il fatto è che, stando così le cose e trattandosi di una pratica non permessa dal codice della navigazione, la responsabilità è solo del Comandante, che è tenuto ad assumersi tutti i rischi del caso.

  • 39
    Ronnie

    byoblu ha scritto :
    L’accusa che stai lanciando a De Falco è grave. Le ipotesi che formuli gettano di sicuro una nuova luce. De Falco quindi avrebbe addirittura “autorizzato” l’inchino, e poi avrebbe usato quel tono per crearsi un alibi? Se la capitaneria di porto ha autorizzato quella manovra, questo dovrebbe essere registrato tra le conversazioni della cabina di comando nella scatola nera. Quindi presto sapremo.

     

    Non bisogna PENSARE A VOCE ALTA, tuttavia, ve lo vedete un boeing che atterra su un piccolo aereoporto senza il prmesso della torre di controllo, perchè “facciamo il salutino di tradizione”. Siamo italiani, c**zo!!! E come si fa a mettere la mano sul fuoco. Certo se uno poi è pazzo come si presume questo Schettino…allora lo saranno stati tutti anche i suoi collaboratori sulla plancia di comando e tutti i responsabili della sala macchine etc.

    Davvero preoccupante.

  • 38
    Ronnie

    Il fatto è che io sia come lui o no, questo Schettino e tutto il fattaccio sono una vergogna per l’Italia (certo che non si era mai vista una cosa del genere nel popolo di santi, martiri e navigatori). Un ulteriore vergogna. O forse è solo una conferma. Ma tanto siamo già sp****nati a manetta.

    Il fatto è scandaloso certo, ma come noterà qualcuno io non trovo grande differenza fra lui e i “colpodistatisti” MarioAntonio, che stangano pensioni, malati, scuole, disoccupati, i più deboli, lavoratori allo stremo delle forze dopo quasi quarantanni di lavoro. Nella vigliaccheria credo che le differenzae contino poco. Quando uno è un vigliacco, lo è. STOP!! Tutte le scuse se le possono ficcare in quel posto.

     

    PS. E’ comunque tutta gente da 20-30 mila euro al mese, che si chiamino Schettino o MarioAntonio.

  • 37
    Ghibli

    Il dramma è che in Italia ci DEVE essere proprio la tragedia perchè organismi competenti si mettano in moto…Quasi che questi organismi siano creati apposta per gestire la TRAGEDIA…DOVE ERANO PRIMA, NON E’ DATO SAPERLO…In un paese normale SI SAREBBE DIFFIDATA LA COSTA CROCIERE a passare così rasente al Giglio…Ci doveva pensare LA CAPITANERIA DI PORTO a farlo, oppure gli stessi abitanti dell’ isola. Noi dobbiamo arrivare alla catastrofe, forse per vedere l’ effetto che fa, come diceva Jannacci…Oppure per un comune senso “interpretativo” delle norme e regole: VALGONO PER TUTTI MA NON PER ME ORA…Qui è palese un fatto: se tutti gli organismi di vigilanza avessero fatto la loro parte, questa disgrazia non sarebbe successa!

    • 37.1

      Se è per quello, siamo messi male, visto che il Gip gli ha concesso i domiciliari..

      Sembra che se la combini grossa, ma veramente grossa, questo Paese te la perdona…

  • 36

    Credo si sia spostata parecchio, in poco meno di tre ore non la si vede praticamente più, nell’orizzonte:

    22:35-18/01 http://imagebin.org/194360
    01:19-19/01 http://imagebin.org/194362

    Webcam sul porto.

    http://www.giglionews.it/2010022440922/webcam/isola-del-giglio/webcam-giglio-porto.html

    • 36.1

      Mi sa che ho preso un granchio, per fortuna.

      Ora si vede nuovamente una sagoma, e a prima vista non sembra essersi mossa, definizione webcam permettendo..

      Scusate.

  • 35
    alghul

    mi ha quasi commosso il tuo “torniamo a crederici, italiani, c**zo!”…

    ma forse sarebbe più giusto “torniamo a essere una società civile, c**zo!”…. o no?

«12

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