Pari sono

 
Mentre l’italietta delle sottili analisi linguistiche è impegnata a valutare se rimuovere la pagliuzza dall’occhio di Michel Martone, e mentre si sprecano grandi energie investigative per scoprire tutti i segreti del suo cv, le travi oscillano paurosamente sulle nostre teste. Non siate superficiali e non scambiatemi per un anti-europeista. Io sono solo uno dei tanti cittadini presi in giro dalla leggenda delle grandi democrazie liberali. Sono solo uno stanco di ascoltare favole e in ognuna delle tante sere ormai piovose mi metto intorno al fuoco della rete per raccontarvi un’altra storia: quella delle oligarchie che lasciano il popolo ad azzuffarsi sull’opportunità o meno di avere il pane anche la domenica, ma sulle cose da grandi decidono loro. In silenzio.

Intendiamoci: può anche starvi bene così. Può essere che la responsabilità di decidere quello che un giorno i libri di storia scriveranno, se dopo di noi resterà ancora una storia, sia un peso eccessivo che non volete sopportare. Può essere che la tentazione di lasciare ad altri il compito di scegliere al vostro posto, con tutto il peso e la fatica che questo comporta, sia tutto sommato irresistibile. Può anche darsi che in fondo sia legittimo decidere che non siamo tartarughe e che non possiamo reggere il peso del mondo sulle nostre spalle. Ma allora lo dobbiamo dire forte e chiaro. Basta non prendersi in giro. Una democrazia come quella in cui viviamo è forse un passo avanti rispetto alle forme di governo nelle quali è negato perfino il diritto di parola, ma volendo grattare via un po’ di vernice dalla carrozzeria potremmo anche domandarci a cosa serve avere il diritto di parlare se a fargli da contraltare poi non esiste anche un diritto ad ascoltarle, queste parole. Perché di parole siamo sommersi, comprese le mie, ma quelle che possono essere ascoltate lo decidono i giornali, le radio e soprattutto le televisioni. E sono sempre le stesse.

Ma potremmo anche domandarci quante differenze reali ci siano fra il periodo delle aristocrazie nobiliari e quello delle élite affaristico-intellettuali che decidono di cambiare un governo in due giorni e non solo hanno il potere di farlo, ma anche quello di convincere il contadino che lo hanno fatto per il suo bene. Credete forse che al tempo dei faraoni si vivesse in un’era fatta di soprusi quotidiani, dove la vita valeva sempre e comunque meno di zero? Sbagliate: nell’antico Egitto gli schiavi che lavoravano alle piramidi avevano garanzie, protezioni e diritti che rivendicavano in maniera organizzata. Forse non avevano molte altre scelte rispetto al loro ruolo sociale se non costruire piramidi, è vero. Ma perché, scusate: oggi un operaio della Fiat, al quale Marchionne sta togliendo perfino il diritto di contrattare condizioni di lavoro meno sfavorevoli, cosa può fare se non andare in fabbrica e sperare di non perdere il lavoro? E andate a dirlo a tutti i giovani e gli anziani morti sotto le presse, nelle cisterne, negli incendi, in quelle che chiamano morti bianche e che ogni anno presentano un conto da guerra civile: chiedetelo a loro quali alternative avevano rispetto all’accettazione supina di condizioni di sicurezza precarie. Oltre il 90% dei cittadini di una “grande democrazia liberale”, compresi quelli che vivono nel “grande sogno americano” dove chiunque può diventare milionario, non hanno alcuna chance di abbandonare la loro classe sociale: nasci operaio e ci muori; nasci contadino e ci muori, con una precisione da orologio svizzero. Puoi anche provare a fare l’avvocato, se vuoi, ma le probabilità di farlo con un certo grado di successo anziché soccombere di fronte agli studi professionali di tutti i Martone d’Italia, continuando a fare lo schiavo in un settore diverso, sono estremamente basse.

Credete che la guerra in Iraq e in Afghanistan l’abbiano decisa forse i cittadini americani? Pensate forse che abbiano esplicitamente votato, per andare ad esportare la democrazia in tutto il mondo? O pensate invece che possano essere stati indotti ad accettare l’inevitabilità di una sceltra politicamente trasversale, indipendente dal risultato elettorale e quindi fuori da ogni garanzia di controllo democratico? Allo stesso modo, chi di voi crede realmente di avere mai votato per la costruzione degli Stati Uniti d’Europa, a fronte di un dibattito pubblico approfondito che ne illustra vantaggi e svantaggi, mettendo in grado un popolo di scegliere se cedere o meno la propria sovranità nazionale?

No, non l’avete scelto. Lo sapete bene. Siete talmente poco “informati” che credete perfino che “informarsi” non valga la pena, che la costruzione di organismi indipendenti da tutto e da tutti come il MES, così come la nascita di un apparato militare unico o della Forza di Gendarmeria Europea o l’introduzione di una sostanziale licenza di uccidere durante le sommosse, contenuta nel Trattato di Lisbona votato segretamente a Ferragosto 2008, siano temi poco interessanti, quisquilie, o viceversa temi troppo complessi, da demandare a chi ne sa di più.

Ecco: nel momento esatto in cui pensate di non capirne abbastanza per rivendicare il vostro diritto ad essere informati, nel momento preciso in cui nella vostra testa prende forma il fatidico pensiero: “Ma sì, se lo dicono loro, in fin dei conti, sarà una cosa buona. Lasciamoli fare, che ne sanno di più…“. Ecco, in quel momento lì la vostra grande democrazia liberale e una qualsiasi altra organizzazione sociale dall’antico Egitto fino all’ottocento, più o meno, pari sono.

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19 risposte a Pari sono

  • 7

    Bigalfry ha scritto :
    Tornare indietro, volendo, si può, ma considerando il grado di integrazione delle economia europee, la separazione deprimerebbe la nostra economia per molto tempo. C’è gente che ne sa più di me, ma per quanto ho potuto capire il processo di integrazione europea è stato fatto PROPRIO IN MODO DA ESSERE IRREVERSIBILE!!Lo si è fatto per evitare la nascita di nuovi conflitti in Europa e almeno da questo punto di vista ha funzionato!

    si può o non si può?

     

    • 7.1
      Bigalfry

      Per quel che ho capito dipende dal grado di integrazione economica.

      Noi, per esempio, campiamo di fondi europei, abbiamo la BCE che ci compra il debito(salvandoci dal crac), molte aziende in mano ad gruppi industriali di altri paesi(perchè non facciamo gruppo noi italiani!) e molte aziende che lavorano in tutta l’Europa. Noi vendiamo e compriamo molti prodotti grazie al mercato unico. Uscendo dall’ Europa dovremmo rinunciare al mercato unico con gravi conseguenze economiche in un periodo normale. In questa crisi, invece, è follia pura perchè il nostro debito rimarrebbe in euro, mentre la ritornata “lira” verrebbe subito svalutata.  Rischieremmo inflazione al galoppo e default. Quest’ultimo per noi sarebbe temibile, perchè il 70% del nostro debito è in mano alle NOSTRE banche e a privati cittadini italiani. In pratica si porterebbero al fallimento immediato le banche(le conseguenze le vediamo già in altri paesi) e le nostre aziende. Inoltre le industrie superstiti perderebbero il loro mercato, Un disastro, insomma. Senza considerare che uscendo dall’Ue provocheremmo un dissesto economico di portata globale.

      In teoria si può uscire. Basta sapere le conseguenze. E, comunque, non ora  e con questo debito mostruoso.

      P.S.: la Groenlandia l’ha fatto. Uscì dall’euro qualche anno fa(pur facendo parte della Danimarca) con un referendum, ma non c’era la crisi e poi, parliamoci chiaro, gli abitanti della Groenlandia sono la metà di quelli della mia piccola città!

  • 6
    BB

    “Bisogna che tutto cambi perché tutto resti uguale” G. Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo”.

    Appunto. Così è stato: nessuna differenza

  • 5

    No, non siamo pari… uno schiavo consapevole di essere schiavo cerca di migliorare la sua situazione e quindi combatte per la sua liberta’. Uno schiavo che VOTA per i suoi padroni e’ e restera’ sempre schiavo, perche’ ha smesso di combattere, anzi, ha delegato ALTRI a combattere per se’. Altri che invece usano quel potere per schiavizzare il mondo.

    Nei secoli e’ cambiata solo una cosa: la capacita’ del potere di riprodursi, di nascondersi e di controllare.

    In barba a tutti i principi democratici… vera presa per il c**o!!!!

     

     

  • 4
    Andrea taxi

    Lo 0,1 % degli italiani che ha capito, deve agire di più. Partecipiamo al Summit dell’MMT.

  • 3

    Verissimo, Claudio, mi permetto però di fare una precisazione. Non solo gli “schiavi” che costruivano le piramidi avevano diritti; il punto è che non erano affatto “schiavi”. Erano operai specializzati, ingegneri, scultori, pittori, che venivano da tutto l’egitto e facevano LA FILA per prendere un posto nel lavoro meglio pagato dell’antichità. Le notizie secondo cui le pirmaidi fossero state costruite da 40.000 schiavi ci giungono dagli storici greci (che sappiamo non essere obiettivi), e migliaia di anni dopo la realizzazione. Si trattava di un eccezionale sistema di “appalto pubblico” tramite il quale i faraoni redistribuivano le ricchezze ottenute con le guerre e dai raccolti alla popolazione, aumentando la velocità di circolazione dei beni e la ricchezza complessiva del paese. Anzi, siccome veniva costruito una vera e propria città industriale nei pressi dei siti di costruzione delle piramidi, e l’intera famiglia degli operai si stabiliva assieme a loro, la ricchezza distribuita ai circa 5000 operai impattava direttamente 20000 persone, che avrebbero speso a pioggia gli introiti sull’indotto (artigiani, contadini, commercianti).

    Le tracce di cure mediche avanzatissime, i segni sulle dentature, i residui di cibo e la struttura delle abitazioni costruite attorno alle piramidi testimoniano un tenore di vita che in Europa si sarebbe rivisto solo nella Roma repubblicana, e poi solo dopo la seconda metà dell’ottocento.

    Isomma, in 5000 anni non ci siamo mossi molto. Periodi di lunghissimo imbarbarimento hanno distrutto i picchi di civiltà raggiunti di volta in volta dagli Assiri, dagli Egiziani, dagli Etruschi, e dai Romani. Non diverse sono state le sorti dell’estremo oriente, in cui la Cina e le regioni limitrofe hanno una storia simile.

    Penso che siamo sull’orlo di uno di questi cicli, con un vantaggio rispetto al passato: mentre i picchi di civiltà erano “locali”, e quidni fragili, adesso siamo di fronte ad una diffusione globale delle informazioni, cosa che può consentire una maggiore stabilità dei progressi raggiunti. Da qui ci sono solo due strade: il ritorno alla barbarie o l’elevazione verso un’età dorata senza precedenti. 

    Quello che i governi mondiali stanno cercando di fare è invece mantenere lo status quo. La costruzione non-democratica dell’europa, il rincitrullimento della popolazione americana attraverso oculate politiche di distruzione dell’istruzione pubblica, la svolta capiltaista della Cina sono tutte manovre tese a cercare di massimizzare il picco di benessere riducendo al contempo il picco di civiltà — e mantenendo gli equilibri di potere che si sono venuti a creare nel 900.

    La storia ci insegna che contro chi cerca di cristallizzare la situazione lavora sempre una forza entropica e disgregatrice incontrollabile. In altre parole, questi signori credono di lavorare per la stabilità, ma così facendo ci portano al massacro.

     

  • 2
    rg3

    Noi italiani siamo come la nazionale di calcio, diamo il meglio solo quando siamo in netta difficoltà. Io ho ancora fiducia nei nostri connazionali perchè, quando veramente conta, sono capaci di tirar fuori il meglio (vedi i 28 milioni che hanno votato i referendum sull’acqua, etc.).

    Ora, la mia proposta per delegittimare non solo i partiti politici ma anche e soprattutto l’élite oligarchica che li controlla è una sola: non andare più a votare !

    Il voto è inutile tanto l’élite controlla entrambi gli schieramenti.

    La definirei una soft revolution, un’azione totalmente non violenta capace però di far capire a quella gente che li abbiamo sgamati.

    • 2.1
      Bigalfry

      Sarebbe un forte gesto simbolico, ma dal punto di vista pratico sarebbe un disastro: ci consegneremmo per 5 anni in mano a gente votata da  una piccolissima minoranza. Quello sì, che sarebbe un governo MOLTO democratico.

      Forse i media ne parlerebbero per mesi, ma, intanto, lo stato della nostra democrazia peggiorerebbe ancor di più.

       

    • 2.2
      rg3

      La democrazia è morta nel 1913 quando Woodrow ha firmato il Federal Reserve Act.

      Monti dice: vi affamo solo per dare un futuro migliore ai vostri figli.

      Tu, caro Big, dici (in un commento qui sotto): viva l’Europa, anche con poca democrazia, almeno così non ci saranno guerre.

      Sobriamente, vi pregherei di smetterla di usare la solita, vecchia e ormai stucchevole tattica di spaventare per governare.

    • 2.3
      Bigalfry

      E io in un commento poco più sotto spiego proprio che l’Europa deve diventare PIU’ DEMOCRATICA. Non accetterei mai una dittatura italiana(e in certi momenti con Berlusconi mi sembrava di esserci), figuriamoci europea!!!

    • 2.4

      bravo. E così, mentre capiscono di essere stati sgamati, continuano a governare loro.

    • 2.5

      bravo. E così, mentre capiscono di essere stati sgamati, continuano a governare loro.

    • 2.6

      bravo. E così, mentre capiscono di essere stati sgamati, continuano a governare loro.

    • 2.7
      rg3

      Ma no, non sono così naif!

      1. si creerebbe un totale vuoto di potere (mi piacerebbe sapere se nella costituzione esiste una norma capace di affrontare tale situazione);

      2. I media, tradizionalmente asserviti, verrebbero indotti a sviscerare in modo obiettivo l’inedito avvenimento.

  • 1
    Bigalfry

    Sul concetto generale c’ è poco da discutere: hai pienamente ragione!

    Quello degli ordini professionali, invece, è un problema tutto italiano. Secondo me andrebbero aboliti perchè gli svantaggi superano i vantaggi.

    Sull’Europa( l’ho già scritto in un altro commento) perchè non proponi un referendum su qualche norma allegata alla costruzione dell’Europa(te lo dico da europeista). Sarebbe un modo per aggirare il divieto sui referendum sui trattati internazionali. Sarebbe un segnale forte. 

    Per il resto vorrei ricordare un fatto: adesso noi abbiamo un governo di tecnocrati semplicemente perchè avevamo eletto un totale incapace(lo si era visto all’opera già altre due volte)!!

    Per quanto riguarda l’informazione, mi sembra che internet stia ormai sorpassando i media tradizionali nel diffondere le notizie. E poi lei in TV ci è andato a parlare.-

    Il vero problema sono i tg di Rai e Mediaset.

    P.S.: che cosa ne pensa dell norma contenuta nel decreto che vuole potenziare la banda larga in tutta la penisola?

  • 0

    ….ma lo devi mandare aff***ulo quell’incapace di presentatore raccomandato dalla destra…c**zo taglia corto quando ancora devi finire il discorso…comunque byo non puoi essere a favore di un europa unita… è evidente che non ci sono i presupposti per diventare come gli Usa, poi con questa gentaglia in politica, con questo squilibrio sociale, con queste differenze geopolitiche e sociali ….ma quale europa? …la moneta europea ha fallito….non c’è altra soluzione che tornare indietro… perchè non lo  vuoi ammettere? perchè non prendi una posizione chiara?

    • 0.1
      Bigalfry

      Tornare indietro, volendo, si può, ma considerando il grado di integrazione delle economia europee, la separazione deprimerebbe la nostra economia per molto tempo. C’è gente che ne sa più di me, ma per quanto ho potuto capire il processo di integrazione europea è stato fatto PROPRIO IN MODO DA ESSERE IRREVERSIBILE!!
      Lo si è fatto per evitare la nascita di nuovi conflitti in Europa e almeno da questo punto di vista ha funzionato!

  • -1
    batteriologico

    Questa situazione è estremamente complessa e riguarda tanti fattori in campo. Io personalmente sono d’accordo sul fatto che la politica in genere abbia fallito, a prescindere da destra o sinistra, la prima ed in particolare la seconda repubblica dopo il 90.

    Purtroppo il parlamento è diventato un circo ed un luogo di elite nel quale vengono salvaguardati diritti molto ambiti che credo invoglino molto soprattutto coloro che della politica non fanno una passione, una sfida ambiziosa, ma semplicemente una convenienza. personalmente sono uno di sinistra moderata deluso da questa che non si ritrova negli ideali di destra. il centro come dice paolo barnard è una via di mezzo fra due errori. Quindi mi rammarico di non essere rappresentato da nessuna istituzione politica attuale (parlo di quelle “conosciute”, che hanno i numeri).

    Parto dal presupposto che, trovandomi io in questa situazione, statisticamente ce ne saranno sicuramente altri come me in italia, a quello che leggo su internet direi MOLTI…..

    Per questo mi sono fortemente arrabbiato, per parlare educatamente, quando, sentendo il discorso delle forse politiche in parlamento di appoggio alla manovra Monti, ho sentito dire dal rappresentante della UDC (non ricordo il nome), “Lei -riferito a super mario-, ha il consenso della stragrande maggioranza degli italiani” parlando del piano europeo.

    Il fatto che tutte le forze maggiori politiche, compresa l’IDV a questo punto, tranne la lega, abbiano appoggiato la via europea, non significa che la maggioranza degli Italiani siano d’accordo. per il semplice motivo che IO NON SONO RAPPRESENTATO DA NESSUNO IN QUESTO MOMENTO STORICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Questo lo dico con un estremo rammarico e disorientamento. dai commenti precedenti si dice che li abbiamo eletti noi. E’ verissimo ma i programmi non sono stati oggettivamente rispettati e quindi il consenso ed il voto vengono a mancare. In questo momento però ho trovato improvvisamente un nuovo politico, definito tecnico puro, del quale ignoravo l’esistenza fino al giorno prima e non ho votato. ho visto in TV, sui giornali, ovunque, facce sconosciute facenti parte delle elite finanziarie ed economiche. Ho visto berlusconi scappare frettolosamente con un sorriso amaro dopo che aveva detto chiaramente di non voler abdicare. Ho visto una politica improvvisamente unita e sottomessa da personaggi inquietantemente pacate ed equilibrate. forse abituati alle barzellette di berlusca fa strano. Ho visto una serie impressionante di riforme e manovre varate in tempo zero, delle quali ho dovuto fare i salti mortali per cercare informazioni vere e non deviate. Ho visto rivolte popalari generalizzate impressionanti. ho visto l’1% della popolazione fare delle grandi scorpacciate con il 50% della ricchezza mondiale nel piatto, mentre milioni di famiglie oneste stentano ad arrivare a fine mese con il mutuo (pizzo legalizzato) da pagare, l’incremento delle tasse e 2 figli da sfamare.

    Insomma sto vedendo tante cose che non mi convincono.

    Sono di quelli che pensa che la colpa della situazione non sia solo dei politici, è troppo facile dare la colpa agli altri, penso invece che tutti abbiamo la nostra parte di colpa che può essere il  non aver fatto uno scontrino per esempio, ma anche e soprattutto, il non esserci informati ed acculturati per permettere di rimanere sovrani della nostra democrazia e quindi della dignità. La colpa grande è del popolo ignorante,io in primis, un pò per la riduzione della qualità dell’insegnamento, un pò per mancanza di voglia. perchè le informazioni non sono solo sul TG delle 20 della mediaset o della rai, ma anche su altri canali o su riviste o su internet. Gli italiani DEVONO NECESSARIAMENTE formare una cultura che permetta di sviluppare uno spirito critico oggettivo slegato dai mezzi di comunicazione di massa. Dio o chi per lui ci ha donato la struttura più complessa dell’universo detto CERVELLO. impariamo a ragionare ognuno con la propria testa.

    Il blog di Claudio è una grande fonte di informazione per esempio che comunque risente delle sue opinioni personali…e’ normale direi….la persona che legge deve prendere il contenuto oggettivo e farsi una SUA IDEA, NON QUELLA DI CLAUDIO MESSORA….anche se condivido molte cose con lui.

    Il vero cambiamento sta nella consapevolezza di un giudizio critico personale, il vero cambiamento sta in ognuno di noi preso singolarmente e solo dopo nello spirito delle masse

    PRIMA DI DARE LA COLPA AGLI ALTRI CERCHIAMO DI CAPIRE LE NOSTRE

     

    Finisco col dire che mario Monti è sicuramente la miglior persona per ristabilire un equilibrio in questo sistema economico. io personalmente non credo nel sistema economico attuale a cui si vuole a tutti i costi vietare la eutanasia…NON CREDO NEL SIGNORAGGIO BANCARIO PRIVATO, NON CREDO NELLA ECONOMIA BASATA SUL CONSUMISMO, NON CREDO AI SISTEMI SOVRANAZIONALI PROPOSTI. Non credo in tutto quello che si propone di portare uno sviluppo cieco che non tiene conto della sostenibilità ambientale.

    Dove non c’è ambiente per costruire non ci può essere sviluppo…quando avremo distrutto tutta la terra dove andremo? Sulla luna? i problemi grossi sono quelli alla base.

     

    scusate ma sono stato logorroico e noioso

     

    grazie

     

  • -2
    simona

    E’ in un certo senso emozionante vedere questo intervento su una rete italiana, in mezzo a politici (politici? servette ignoranti e isteriche come la Ravetto) e sentire chiaramente dire “la gente deve sapere quello che questa gente sta facendo di nascosto”.

    E il plauso della gente in piazza è uguale a quello che viene da questo blog.

    Il commento più bello alle “ciance” della Ravetto è stata la tua alzata di spalle come a dire “si certo, quando dirai qualcosa di sensato ne potremo parlare, per ora devo rivolgermi a chi la verità la vuole sapere”.

    Ignoriamo questa gente meschina, ipocrita e asservita che non ci rappresenta, non diamole modo di dire falsità, bombardiamoli con la nostra informazione.

    Una scrollata di spalle ci salverà…

     

     

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