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Il deficit europeo di democrazia deve essere affrontato. I cittadini europei devono essere convinti che hanno un interesse in gioco. Il progetto non può più essere un giocattolo esclusivo delle élite intellettuali e politiche. Per esempio, gli stati membri devono capire che è controproducente fare contorsionismi per evitare i referendum o altre forme di larga approvazione politica al progetto europeo ".
Chi l'ha detto? Un complottista? Lo ha detto Byoblu? No, un economista di spicco:
Edwin M. Truman,
senior fellow del
think tank americano più accreditato in assoluto, il
Peterson Institute for International Economics (
Iee) dove recentemente Monti si è premunito di andare a parlare, a Washington.
In
un articolo pubblicato sul portale del
think tank (nel cui board non poteva mancare David Rockefeller), aggiunge che "la cosa più importante per il progetto di integrazione europea è che i leader delle democrazie
dovrebbero essere onesti con i propri cittadini. Altrimenti viene minata alla base la fiducia e la confidenza nei leader e nel progetto europeo". Secondo Truman, che è stato anche direttore della Divisione di Finanzia Internazionale del
Federal Reserve System, nonché consigliere del tesoro di Bill Clinton, "una delle debolezze lampanti dell'unione monetaria è che si tratta di una costruzione artificiale, imperfetta, delle élite politiche europee".
Detto in parole povere: i cittadini non vengono informati (ricordate che
devono restare in apnea?), le élite decidono tutto alle nostre spalle (vedi
mozioni bipartisan sull'Europa approvate in silenzio alla Camera qualche settimana fa) e se proviamo a dire la nostra ci mandano a cuccia (vedi referendum negati in Grecia ma anche la lunga storia della farsa referendaria europea). Il viale che porta diritto al nuovo castello fortificato degli Stati Uniti d'Europa, fiancheggiato dai soldati del Re, conduce a un enorme portale di ingresso sul quale campeggia un'unica scritta: "
Venite avanti, cretini!".
Prima ancora di capire se una cosa sia giusta o sbagliata, viene la possibilità di discuterla. Sembra una ovvietà, ma a quanto pare non lo è, perché questo progetto di integrazione politica europea assomiglia sempre di più a una
dittatura e sempre meno a una
unione democratica di popoli. I quali, beninteso, sembrano così frastornati, distratti e condizionati da non rendersene minimamente conto.
Era il 1979, più di 30 anni fa, quando i
Pink Floyd facevano dire agli studenti: "Non abbiamo bisogno di nessuna educazione, non abbiamo bisogno di nessun controllo del pensiero". Ma sembra che la nostra generazione non li abbia ascoltati.