Conferenza stampa di Mario Monti a Bruxelles, subito dopo il Consiglio Europeo. Una giornalista della televisione danese fa una domanda un po' troppo schietta: "Ho una domanda sull'economia. Voi leader europei parlate di ottimismo, di posti di lavoro e di crescita. Ma non è
una presa in giro, visto la vita vissuta, la vita reale dei paesi europei di oggi?".
Alle parole "presa in giro" il sobrio e compassato tecnico italiano abbandona la consueta impenetrabile maschera di cera e per alcuni centesimi di secondo si lascia sfuggire un'espressione stupefatta e un po' allarmata. Poi rientra il pilota automatico, una sorta di super-io freudiano governato da un team di neuroni tecnici con il compito di far rientrare quell'espressione di emergenza e a riabbassare lo spread tra una mimica facciale incontrollata (tipicamente italiana) e una più consona impassibilità mittel-europea.
I neuroni per il rapporto con la stampa fanno sapere che il ritorno a un regolare governo naturale delle emozioni seguirà la fine della legislatura.