Avremo le palle a mandorla

Mario Monti è tornato da Shanghai, dove al Boao Forum for Asia aveva detto “Sono qui per chiedervi di rilassarvi un po’ circa la crisi dell’Eurozona che è alle spalle anche grazie al più solido sentiero imboccato dall’Italia“. Per tutta risposta, lo spread è schizzato alle stelle, giusto in tempo per l’asta dei Bot e dei Btp che hanno riconosciuto tassi di interesse elevatissimi. Che pagheremo noi, ovviamente, mica Monti, il quale ha talmente convinto i cinesi che sentite cosa dice Andy Xie, economista del Fondo Monetario Internazionale e di Morgan Stanley: «I vostri privilegi? Eccessivi! La Cina non investa in Italia».

 

Il quale Xie viene a vendere la sua ricetta di cinesizzazione nientemeno che sul Corriere della Sera, il più fedele supporter di Mario Monti. In sintesi: o la piantate di difendere il vostro tempo libero e imparate dalla Cina a lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte, abbandonando diritti e fisime da civiltà progredite, oppure da noi non vedrete il becco di un quattrino.

Ecco il suo pezzo.

I vostri privilegi? Eccessivi! La Cina non investa in Italia

La crisi del debito in Europa si protrarrà probabilmente per diversi anni a venire. Le possibili soluzioni richiedono un significativo ridimensionamento del tenore di vita per molti Paesi dell’Europa meridionale e radicali riforme del suo mercato del lavoro. Entrambi questi obiettivi hanno come presupposto il consenso e la collaborazione di cittadini, al momento assenti. L’aiuto esterno, attraverso salvataggi o investimenti, non farà che prolungare la crisi, dal momento che fornisce ai politici gli strumenti per mantenere lo status quo.

La Cina non deve cadere in questa trappola, specialmente nel caso dell’Italia. La crisi del debito nella zona euro riguarda fondamentalmente l’Italia, non la Grecia. L’attuale premier, che pure sta facendo un buon lavoro, difficilmente riuscirà a cambiare la società italiana, poiché non è stato eletto. Gli investimenti esteri in Italia rischiano di essere una forma di beneficenza. I lavoratori locali metterebbero probabilmente sul lastrico gli ignari investitori stranieri. L’economia italiana è organizzata in modo tale da massimizzare i salari e minimizzare l’attività lavorativa. Gli investimenti funzionano solo nel caso degli enti locali con agganci politici. Il diritto di proprietà, una volta passato in mani straniere, rischia di perdere sostanza.

La zona euro non abbandonerà il suo modello economico da un giorno all’altro. La crisi del debito si manifesterà attraverso un’espansione monetaria per mantenere i tassi d’interesse reali negativi. Probabilmente gli investimenti esteri nei titoli di Stato della zona-euro registreranno perdite a causa del deprezzamento della moneta unica.
Gli aiuti all’Italia potrebbero favorire gli scambi commerciali cinesi. Ma i benefici indiretti sono troppo ridotti. Inoltre, l’aiuto esterno serve solo a posticipare il giorno della resa dei conti. A prescindere dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Monti, la Cina non dovrebbe investire in Italia.

Partecipando a una conferenza in una città dell’Italia del Nord, le difficoltà dell’economia del Paese appaiono evidenti. È affascinante osservare come un dipendente di una società di traghetti riesca a rallentare sistematicamente la vendita di biglietti a una lunga fila di turisti in attesa che guardano sbigottiti le imbarcazioni semivuote che partono lasciandoli a terra. Nelle stazioni ferroviarie e nei treni ad alta velocità i lavoratori in esubero sono la normalità. I problemi del settore pubblico in Italia sono simili a quelli sperimentati dalla Cina con le aziende a proprietà statale negli anni Novanta, ma molto più gravi. In Italia il settore privato funziona meglio di quello pubblico, ma non più di tanto. Numerose attività appaiono soggette a restrizioni da parte del governo e dei sindacati. La risposta all’offerta è praticamente inesistente. L’economia italiana privilegia il tempo libero più di quanto avvenga in molti altri Paesi, come dimostra il settore del commercio al dettaglio. L’orientamento al mercato, in ogni caso, è decisamente più scarso di quanto dicano il governo e i sindacati.

L’economia italiana è in stagnazione da circa dieci anni. E le leggi che vanno contro il mercato costituiscono un grave problema. Con una deregolamentazione tale da rendere possibile una rapida risposta all’offerta, l’economia italiana potrebbe conoscere una crescita vivace e pluriennale. L’economia potrebbe crescere del 20-30% rispetto alle sue dimensioni attuali. Il debito pubblico italiano oggi è pari al 120% del Pil. Un incremento dell’efficienza permetterebbe di ripagarlo interamente in meno di dieci anni. L’inefficienza autoinflitta è sicuramente il più importante fattore all’origine della crisi italiana. È per questo che l’aiuto esterno non rappresenta in alcun modo la soluzione. Quest’ultimo serve solo a dare a economie in difficoltà gli strumenti per evitare di affrontare i propri problemi.

Una problema che incontro spesso in Europa è il nesso tra condizioni di lavoro e diritti umani. Il messaggio implicito è che la Cina fa concorrenza sleale negando ai suoi lavoratori i diritti umani fondamentali. Credo fermamente nei diritti umani e nella necessità di condizioni di lavoro dignitose. Ma dov’è che finiscono le condizioni di lavoro eque e cominciano le forze di mercato? Limitare il potere di azione di altri individui sembra il principio cardine dell’attuale modello di giustizia europeo. Il fatto che gli europei non possono limitare le ore di lavoro in altri Paesi è fonte per gli stessi di frustrazione. Lamentarsi delle condizioni di lavoro in Cina, per esempio, è diventato il modo più comune per giustificare le difficoltà economiche del Vecchio Continente. Le politiche europee che limitano le ore di lavoro equiparano gli esseri umani a specie a rischio come i panda. A ben vedere, molti europei sembrano comportarsi come questi animali, dal momento che considerano i privilegi alla stregua di diritti. La sindrome del panda è la causa di fondo della crisi del debito in Europa. Se questa forma mentis non verrà superata, la crisi della zona euro non accennerà a scomparire.

Andy Xie – Economista

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37 risposte a Avremo le palle a mandorla

  • 29
    Ronnie

    Certo che gli italiani sono proprio italiani.

    Il fatto è che questi (i cinesi) sono in giro per l’Europa con 50 miliardi di dollari, cash, da investire. Hanno investito i Portogallo, in Grecia etc (in grosse aziende strategiche), ma noi ci saltano, tanto che Monti ha dovuto andare ad implorarli.

    Ma voi credete che sia l’art. 18 o le altre st****te sui diritti e lo stile di vita occidentale e bla bla che fanno paura ai cinesi? O siano il 50% e passa di tasse; la burocrazia elefantiaca; gli sprechi di soldi buttati dalla finestra; la mafia con pizzi, tangenti; i partiti mangiasoldi; il costo dell’energia; Equitalia gabelliera che neppure ai tempi di Napoleone per fare le guerre etc che pesano sulla vita di una azienda?

    Poi si può parlare del resto. Ma come si fa a venire ad investire in Italia?

    Mancano i presupposti, le basi…Il resto sono solo chiacchere.

    E intanto sprofondiamo senza renderci conto, come cantava 30 anni fa vasco Rossi che ” Non siamo mica gli americani”.

  • 28

    Ma quante c**zate che racconta sto mandarino.

    Dove starebbero i salari massimizzati se li abbiamo tra i più bassi d’Europa?

    Nella sua analisi il mandarino (economista?!?) dimentica e non considera i veri grandi mali dell’Italia, che ogni secondo mangiano milionate di euro: tasso di criminalità tra i più alti del mondo, seguito da uno dei più alti tassi di corruzione. Una volta ridimensionati questi due giganteschi parametri negativi, avremmo risolto gran parte dei nostri problemi.

    Concordo, invece, sul “significativo ridimensionamento del tenore di vita” di noi europei; ma non per una questione di concorrenza con la Cina, bensì per insostenibilità del modello di consumo totalmente sballato (in buona parte dovuto alla massiccia immissione di prodotti/inutility spazzatura provenienti, guarda un po, proprio dalla Cina).

    Tralascio di commentare sui diritti umani, visto che stiamo distanti anni luce, nonostante si abbiano in comune migliaia di anni di storia umana.

  • 27
    Robyz

    quindi se c’è  la crisi è colpa dei troppi “privilegi” dati ai lavoratori?? è inutile confrontarsi con il parere di un economista perchè avendo seguito un indottrinamento specifico è convinto che bisogna ottimizzare per massimizzare il profitto a discapito persino delle persone…questa mentalità deve cambiare in ottimizzare per massimizzare il benessere…la tecnologia ci ha permesso di automatizzare e migliorare qualsiasi tipologia di lavoro, è sotto gli occhi di tutti infatti che le macchine stanno facendo il nostro lavoro, il problema è che nella nostra società questo viene interpretato come un male perchè genera disoccupazione…se invece si diminuissero gli orari di lavoro aumentando il numero dei turno tutti avrebbero la possibilità di contribuire allo sviluppo del porprio paese, se si condividessero risorse e conoscenza il progresso farebbe balzi impressionanti in pochissimo tempo…ammettiamolo il nostro sistema economico è fallimentare e governato da pochi, mentre in una società aperta chiunque avrebbe la possibilità di migliorare la propria esistenza e quindi quella dell’intero pianeta…non mi dite che sto fantasticando è solo questioni di applicarsi tutti con un comune obbiettivo…se state leggendo questo blog già significa che siete usciti dagli schemi di questa società…ora serve agire!

  • 26
    blulight

    Non so se piangere o vomitare in faccia a questo qui…

    che non ha mai lavorato in fabbrica in vita sua. Guardi prima i suoi privilegi e poi dica agli altri di rinunciare. La vita di tutti è fatta per essere vissuta bene e degnamente. Quello che questo “economista”  ci propone è invece la schiavitù. 

    Sono sempre più inc**zato  nel trovare sempre di più dei dementi che pontificano sulle vite degli altri con mancanza di totale umanità. Chiamiamoli pure con il loro vero nome e non economisti: MOSTRI   senza anima.

  • 25
    Brighello

    Onestamente della crescita economica tanto decantata da tutti non me ne frega una beata cippa…. anche perchè con modelli come quello cinese o quello proposto dai nostri dittatorelli io non avrò nulla.

     

    Se penso a un futuro che mi piacerebbe preferirei fare passi indietro su alcuni surplus come la macchina e spese inutili per oggetti che non userò mai, ma non lascerò mai in mano al padrone il mio tempo libero e i miei diritti fondamentali.

     

    Il modello cinese e quello del massone Monti sono un passo indietro verso una civiltà dell’era industriale: peccato che quest’ultima è dispendiosa e stia volgendo al termine un pochino ovunque. Fare un passo avanti e capire che la crescita eterna non esiste è così difficile? 

     

     

  • 24
    Nicola Mosti

    Ma dove ha studiato economia questo? Ha forse preso la laurea per corrispondenza tramite RadioElettra?

    Sarcasmo a parte, questo impresentabile figuro insiste sulle politiche neoliberiste e sulla deregulation, che rappresentano semmai la scintilla ed il motore della crisi (non sono io a dirlo, bensì i premi nobel per l’economia P. Krugman e J. Stiglitz).

    Quanto al respiro democratico, scambiare Diritti per privilegi, asserire che in Italia si “massimizzano i salari” (ma quando mai!) mentre si “minimizzza l’attività lavorativa”, affermare che “l’economia italiana privilegia il tempo libero” (sarebbe meglio), infine paragonare i lavoratori ai “Panda in estinzione”, non costituisce soltanto un’ atto di crudeltà gratuita, ma rappresenta pure un corollario di corbellerie della peggior specie e come tale può essere partorito soltanto da una mente a dir poco meschina.

    Certo, il discorso di Andy Xie acquista senso in una logica di asta al ribasso, ovvero se paragoniamo i diritti dei cittadini europei (ahimé in rapida smobilitazione) alla QoL media cinese…

    Vorrei infine chiudere il mio intervento con un paio di domande altrettanto meschine.

    Quanto guadagna ‘sto Xie c/o IMF & Morgan Stanley per dispensare tali perle di saggezza? E soprattutto, si è mai chiesto chi, all’inizio della filiera, paga il suo conto del barbiere?

  • 23
    mason buster

    sto cinesino piccolino che ha studiato economia presso le scuole massoniche non fa altro che riportare il Classico pensiero da MASSONE economista striscante ai piedi di una Morgan Stanley…cosa cambia se fa interessi di Cina o Morgan Stanley… è il pensiero che tutti i massoni Neoliberisti parassiti  dell’umanità continuano ad inculcare alle future generazioni di ‘elettori’ e politici… ma chi ancora accetta confronti tra Italia e Cina? tra Europa e Cina? chiedilo ai Cinesi cosa se ne fanno del loro debito pubblico! lo usano come grattino per grattarsi la schiena perchè hanno moneta sovrana … e allora cosa viene sto MM ( Massone a Mandorla) a fare confronti economici con paesi che non hanno moneta sovrana…certo se un popolo come il greco e l’italiano, il portoghese e lo spagnolo fosse coscente e padrone della propria moneta potrebbe mantenere uno stato sociale che valorizzi l’uomo e non lo schiavizzi come in Cina o nei paesi a sistema anglosassone basato solo cu competitività su tutti i settori creando tanti bastastardi pronti a colpire a sangue freddo i loro simili per scavalcarli nel posto di lavoro e nella società costantemente nella precarietà di poter essere licenziati in qualsiasi momento senza nessun preavviso..sono gli operai che mantengono in piedi i mercati, gli operai possono decidere che si può lavorare 4 ore al giorno e finanziare con soldi pubblici (la moneta dovrebbe essere una convenzione tra chi produce beni di tutti i tipi e decide di scambiarli con uno che fa lo stesso, in realtà non è così perchè la monenta è sempre stata controllata nel suo valore da Monarchie e Oligarchie che producono parassiti pensanti come sto Massone a Mandorla), la vera ricerca per migliorare le condizioni di vita senza creare impatti ambientali…hahah i Cinesi come gli Americani Inglesi Tedeschi,Francesi si spartiscono le risorse del pianeta succhiandone tutta la linfa e si stanno segando il ramo su cui si trovano..perchè la gente comincia a capire la fregatura del debito pubblico, e il significato di convenzione monetaria.. Il Cinese in soldoni sta caziando Monti perchè non ha l’autorità fascista che che hanno i Cinesi che impongono stato sociale con la forza ai loro sudditi…tenendoli al minimo dei diritti umani e civili, a queste regole i ‘grandi investitori’ parassiti dell’umanità non se la sentono di piantarsi in uno stato che potrebbe prenderli a calci in c**o da un momento all’altro….Monti ti devi impegnare di più con MOdifiche costitusionalli per annullare ogni dirirtto del lavoratore…allora spalancherai le porte ai tuo amici della Trilateral e Bildeberg… Peccato che presto sarai spazzato via come la peggiore feccia dalle nuove generazioni e pure il ind control che esercitate comncia a non funzionare molto…. 

  • 22

    C’è una ricetta semplice per uscire dalla crisi del debito. Non dalla crisi in generale, che è molto più complessa e riguarda anche le risorse, ma almeno da quella del debito.

    1) Reset completo della classe politica attuale (questo è il punto più difficle, ma imprescindibile, senza non si va da nessuna parte);

    2) Affrancamento dai mercati: questo si ottiene riappropriandoci del debito, il debito è nostro e dobbiamo averlo noi, non banche, investitori e speculatori stranieri che tramite esso ci tengono per le palle. Per riappropriarcene dobbiamo letteralmente accolarcelo tutto noi, non è qull’impresa impossibile che può apparire a prima vista, è molto più fattibile e leggero di quello che ci aspetta trascinandoci nella maniera attuale con le batoste montiane che non avranno fine finché non ci avranno succchiato tutto trasferendolo ai suddetti soggetti (banche, investitori e speculatori, figure che nella maggior parte dei casi coincidono). I dettagli di questa riappropriazione sono un po’ lunghi e li spiego nei sottocommenti se a qualcuno interessano.

    3) Rilancio della competitività del nostro e di tutti i paesi che rispettano i diritti dei lavoratori (o che non li calpestano de tutto) tramite un bollino che dovrebbe diventare obbligaroio per tutti i prodotti.
    Il bollino certifica quale livello di diritti è riconosciuto da quell’azienda in tutta la sua filiera dalle materie prime al prodotto finito, si considera il livello più basso presente nella filiera, dunque per ottenere la categoria 1 (riconoscimento di tutti i diritti) non deve esserci alcun passaggio che non sia a quel livello.
    Le aziende che non si certificano hanno il livello minimo esistente. Gli Stati civili non dovrebbero accettare prodotti al di sotto di un livello minimo, i consumatori poi faranno il resto preferendo quelli che riconoscono tutti i diritti anche a costo di pagare qualcosa in più, ma fregandosene a seconda della coscienza di ognuno.

     

     

     

    • 22.1

      Dettagli del punto 2.

      Se dividessimo il debito pubblico attuale tra tutti ci toccherebbero 30.000 € per uno. Una bella cifra, ma sarebbe molto meno se questa divisione fosse fatta in proporzione al capitale di ognuno, considerato che il 50% del capitale è nelle mani del 10% della popolazione direi che la quesi totalità della popolazione ha poco da temere, chi ha molto pagherà molto chi ha poco pagherà poco, chi non ha nulla non pagherà nulla. Comunque non sarebbe una tassa che paghi e basta, sarebbe proprio un regolare acquisto di titoli di Stato diciamo al 2% per 10 anni. A quel punto con tutto quello che si risparmia dal pagamento degli interessi (attualmente la media dei titoli di Stato è ben maggiore del 2% e tende ad aumentare con la difficolta di vendita che si ha quando i mercati speculano). Si inizierebbe ad estinguere il debito restituendo quindi ai prestatori forzati il capitale, si inizierebbe da chi ha le quote più piccole (dunque minore disponibilità), per continuare a salire. Ma in ogni caso i benefici sarebbero immediati, perché immediatamente ci saremmo affrancati dalla schiavitù dei mercati, non avremmo bisogno di attuare misure depressive perché ce lo chiede qualcuno, faremo quelloc he è giusto fare (gli sprechi vanno comunque tagliati, il malaffare combattuto veramente, i sevizi NON vanno tagliati, ma al contrario migliorati).

      Questa misura verrebbe attuata facendo i conteggi in partenza delle quote di ognuno, ma potrebbe essere attuata gradualmente, man mano che arrivano a scadenza i titoli attuali, suppongo che a quel punto essendo garantiti in questa maniera sarebbero molto appetibili e richiestissimi, dunque non ci sarebbe difficoltà a venderli nelle modalità attuali e si potrebbe anche accettare di venderne una puccola fetta nei mercati comuni, ma solo se si vendessero a meno del 2%, altrimenti si continua con l’attribuzione proporzionale alla popolazione nazionale.

      Questa misura potrebbe essere ulteriormente alleggerita rendendo questi titoli spendibili come il denaro stesso, in fondo sono emessi dallo Stato, saranno di certo rimborsati dato che lo Stato in questa maniera non può fallire, dunque potrebbero benissimo essere spesi come il comune denaro con il vantaggio ulteriore che il loro valore aumenta invece che rimanere costante come il denaro comune.

       

       

  • 21
    GiuseppeI

    Forse non ce ne rendiamo conto, tanto siamo presi e convinti dai media dell’importanza del “mercato”, dalle sue “leggi”, dalla “mano invisibile”… ma quel che leggiamo qui è un obrobrio, è qualcosa di socialmente scorretto e criminale. Dovremmo forse fare la vita dei cinesi? perchè il mio diritto alle “vacanze” deve essere considerato un privilegio? che vita è quella fatta di solo lavoro, se non una vita come quelle che vivevano gli schiavi egizi o i neri d’Africa nel 1400?

    Tuttavia su una cosa ha ragione il cinese, e cioè quando giustamente dice di non voler investire in Italia e che la crisi del debito non si risolverà mai. D’accordissimo, se non si esce dall’euro il sud d’Europa diventerà la Cina dell’euro e quel che dice Xie si realizzerà davvero. Una volta usciti dall’euro ci vorranno dazi a non finire sui prodotti di questi schiavi moderni, perchè è impossibile competere senza parità di diritti, di stipendi e di vite.

  • 20
    Martino

    “L’inefficienza autoinflitta è sicuramente il più importante fattore all’origine della crisi italiana. È per questo che l’aiuto esterno non rappresenta in alcun modo la soluzione.”

    Non serve di certo un economista per capirlo. è sempre quello che ho sostenuto.

    Basta guardare come è redatto un qualsiasi modulo amministrativo per la richiesta di un qualsiasi certificato. Oppure provare a capirci qualcosa in un modello 740 o Unico e magari fare anche qualche calcolo a mano per verificare la correttezza dei conti. Posso fare una moltitudine di esempi. è evidente che gli addetti alla procedimento legislativo e alla burocratizzazione di quest’ultimo è gente che pensa ancora con carta e penna e usa il computer per mimare gli obsoleti utensili di scrittura. Un esempio: la stragrande maggioranza dei modelli amministrativi è redatta in Word creando disordinate tabelle nei cui spazi è difficile a volte inserirci le informazioni richieste. Ho visto pochi modelli realizzati in pdf e compilabili su schermo.

    Ormai vivo in Inghilterra da più di 3 anni e ho capito molto più cose a riguardo del funzionamento di questo Stato piuttosto che della mia Nazione dove ho vissuto per 27 anni. Stipulare un contratto di fitto, cambiare l’indirizzo sulla propria patente di guida, comprare l’assicurazione per la propria auto, comprare un auto, accedere a servizi bancari ecc. è sorprendentemente troppo facile. Così facile che parecchie volte mi sono commosso se penso a quanto è complicato fare una qualsiasi delle cose sopraindicate nel mio Paese. Inoltre le leggi lasciano spazio a diverse interpretazioni e spesso differiscono di regione in regione, di comune in comune.

    Una standardizzazione delle leggi, degli apparati amministrativi e delle procedure burocratiche che influiscono sul vivere quotidiano di tutti i cittadini risolverebbe la maggior parte dei problemi italiani prima ancora di passare alle vere e proprie riforme.

  • 19

    sarà anche come dice l’economista cinese ma:

    – buona parte di quello che la Cina produce è destinato alle esportazioni e il massimo dei consumi avviene, per ora, in Occidente: se salta l’Italia e a cascata saltano l’Europa e il resto del’Occidente le ripercussioni per la Cina sarebbero importanti e sgradevoli. Di qui derivano delle buone ragioni per la Cina per sostenere l’Occidente;

    – proprio per far fronte al già consistente calo delle esportazioni verso l’Occidente dovuto alla crisi che nei paesi “maturi” sta mordendo più forte, la Cina si sta sforzando di aumentare le possibilità di consumo interne: per farlo deve rendere più ricca la propria popolazione ergo paghe più alte, più tempo a disposizione per “ricrearsi” dal lavoro.

  • 18
    ironwoman63

    LA COSA GRAVE E’ CHE IL SIGNORE IN QUESTIONE NON E’ UN SEMPLICE ECONOMISTA, MA UNO DEGLI ECONOMISTI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE.IL MODELLO CINESE E’ LA STRADA CHE UTILIZZERANNO A LIVELLO GLOBALE PER RENDERCI TUTTI SCHIAVI!!!ED E’ GIA’ COMINCIATA LA LORO STRATEGIA….POMIGLIANO, MIRAFIORI INSEGNANO….LO SMANTELLAMENTO DELLO STATUTO DEI LAVORATORI E’ SOLO ALL’INIZIO. E’ GIA’ IN CORSO LA LOTTA DI CLASSE DEL CAPITALE… A QUANDO , FINALMENTE L’INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI?? MEDITATE GENTE MEDITATE!!! MA FATE PRESTO , PERCHE’ IL TEMPO STRINGE!! CIAO CLAUDIO E GRAZIE PER LA TUA OPERA.UN IN BOCCA AL LUPO PER LE TUE GRANE GIUDIZIARIE, SONO CERTA CHE TUTTO SI RISOLVERA’ PER IL MEGLIO!

  • 17
    SimoneCimo

    Questo è 100% mente e 0% coscienza…

    E’ chiarissimo nel suo discorso e capisco che dal suo punto ristretto di vista tutto fila…

    Per questo mi spaventa, come tantissimi altri che conosciamo che sono così.

     

    E’ gente da cancellare.

  • 16

    su questa palla de m**da resteranno solo cinesi e rom, quest’ultimi a monito a tutti i fannulloni abusivi

  • 15
    pierluigi

    La storia dovrebbe insegnarci qualcosa. Anche Roma è diventata grande, grazie allo sfruttamento dei popoli sottomessi, utilizzandoli come schiavi. E’ stato così per secoli nel mondo occidentale, è solo alla fine di questo schiavismo che, per sopperire alla mancanza di forza lavoro a buon mercato, è nata la società industriale, dove le macchine li hanno sostituiti. La maggioranza degli uomini, che fino ad allora non avevano goduto di nessun previlegio, hanno conquistato, con la lotta, alcuni diritti fondamentali, per una vita che valesse la pena di essere vissuta. Quando nel 1990 si è dato il via alla globalizzazione, era evidente che questi diritti sarebbero stati scambiati come previlegi. Il mercato globale, dove il profitto è l’obiettivo primario, non può consentirlo! Per come la posso immaginare, per noi sarà un ritorno agli anni del dopo guerra (1945), dove saremo costretti a vivere per lavorare, come hanno fatto e fanno i cinesi e gli indiani. Solo un’Europa politicamente unita potrà contrastare l’avvento di questa bufera che spira da est, (come da sempre) altrimenti non ci sono vie d’uscita.

  • 14
    Evald

    Caro Sig.Andy Xie!

    Ma va…. in Cina va!!!

  • 13
    roby67

    e intanto ikea investe unmiliardodieuro in Italia per fabbricare i loro mobili…

    Bisogna dire all’amico cinese che la concorrenza sleale non e’ dovuta solo alla mancanza di diritti umani, bensì allo STIPENDIO LEGGERMENTE DIVERSO tra lavoratore cinese e quello italiano per produrre la stessa cosa.

    potrei scrivere molte altre cose ma devo correre a lavorare…

  • 12
    botol

    Ma chi e’ questo deficiente ? La Cina puo’ mandarci qualcosa di meglio ! … oh beh noi gli abbiamo mandato Monti, ce la siamo cercata ;-) 

  • 11
    sognatore

    Trovo l’analisi di Andy Xie lucida e concreta. E’ la risposta fornita ad un Uomo che rappresenta l’talia senza essere stato eletto, come da Xie sottolineato.

    E’ l’Europa che elemosina aiuti dall’esterno come farebbe un tossico in crisi di astinenza che chiede qualche euro per procurarsi la prossima dose, promettendo che dopo smette.

    Xie e il mondo lo sa, non serve del metadone se non si affianca una seria terapia di guarigione, meglio farci arrivare in fondo….che non significa la fine, ma può essere l’inizio di qualcosa di nuovo….e non parlo dell’Italia ma dell’Occidente in generale.

    Ci rendiamo conto dei privilegi che abbiamo e che riteniamo diritti ?

    Raccontiamolo agli altri 6 miliardi di popolazione nel mondo che combattiamo per il diritto al lavoro quando l’80% della popolazione mondiale lotta per i bisogni di prima necessità.

    Dobbiamo disintossicarci, forse potremmo avere occhi e orecchie diverse per vedere ed ascoltare in maniera diversa.

     

     

    • 11.1
      Brighello

      Sai… credo che chi vivrà il fantomatico modello cinese(alias i giovani di oggi e i loro figli) non avrà tempo di accorgersi della differenza perchè probabilmente non avrà diritto ad una adeguata istruzione e nè avrà il tempo di rendersene conto del pasticcio in cui si trova. 

      Inoltre penso che se l’80% della popolazione non ha diritto ai generi primari penso che bisognerebbe far qualcosa per garantirli a tutti, e non far fare un passo indietro a qualcun’altro per lasciare tutto in mano a pochissimi individui(E’ quello che sta succedendo del resto….). L’equità dovrebbe essere avere diritti per tutti, e non nessun diritto per (quasi) tutti…

  • 10

    PERFETTOOOO!!!!

    non vedo l’ora di poter vivere una bella rivoluzione cinese in Italia, mi auguro che Hu Jintao concluso il mandato in Cina possa ottenere potere totalitario sull’Italia per il prossimo ventennio così risolveremo tutti i nostri annosi problemi

    che il futuro possa essere giallo

  • 9
    yoyo_su_byoblu

    Se esco e faccio 200 metri passo davanti a 2-3 laboratori cinesi (ormai sparsi un pò in tutte le città), si riconoscono dai vetri oscurati, la luce potrebbe far capire ai lavoratori clandestini o a nero la differenza tra il giorno  e la notte. Questi “esempi da seguire” credono in un unico dio, il lavoro. Ci credono un pò meno i titolari che li sfruttano a 2-3 euro di stipendio, già “europeizzati” e alla guida di potenti suv poco cinesi. Visto che siamo in italia e qua si sà, l’evasione è la regola (secondo i capi..), rifiutano ogni forma di fatturazione. Per loro è come un reato, si sentono quasi offesi nel dover pagare le tasse, in cina si sà, funziona in modo diverso. Quando hanno accumulato abbastanza soldi spediscono il malloppo in patria tramite i centri money transfer o simili, un raro esempio di crescita economica e investimenti nel paese che li ospita.

    Caro signor Andy Xie, veda di andare aff***ulo.

    • 9.1
      roby67

      yoyo hai mai visto un funerale di un cinese? eppure di cinesi vivi ce ne sono tantissimi…

  • 8
    sognatore

    Brighello ha scritto :
    Sai… credo che chi vivrà il fantomatico modello cinese(alias i giovani di oggi e i loro figli) non avrà tempo di accorgersi della differenza perchè probabilmente non avrà diritto ad una adeguata istruzione e nè avrà il tempo di rendersene conto del pasticcio in cui si trova.  Inoltre penso che se l’80% della popolazione non ha diritto ai generi primari penso che bisognerebbe far qualcosa per garantirli a tutti, e non far fare un passo indietro a qualcun’altro per lasciare tutto in mano a pochissimi individui(E’ quello che sta succedendo del resto….). L’equità dovrebbe essere avere diritti per tutti, e non nessun diritto per (quasi) tutti…

    Concordo con te, però è anche vero che finora il 20% della popolazione (occidente) utilizza l’80% delle risorse del Pianeta. E’ inevitabile che i nostri “privilegi” vengano meno a favore dei Paesi che sono stati sfruttati dalla nostra economia.

    E’ difficile scendere dai gradini…..ma è inevitabile.

    • 8.1
      Brighello

      MMM, forse siamo abbastanza in linea come pensiero. E’ vero: noi occidentali consumiamo troppo e ci sono parecchie cose di cui potremmo fare a meno… e forse sarebbe anche il caso finalmente che ci sia qualche governo che indirizzi il popolo fuori dalla via del consumismo e che garantisca l’autosufficienza a basso impatto (ormai è possibile!)

      Ma istruzione, sanità, nutrizione, possibilità di muoversi e una casa sono cose che non possono essere negate a nessuno. Su queste cose non possiamo retrocedere per il semplice fatto che non sono privilegi ma diritti che dovrebbero essere inalienabili, ma vengono chiamati ormai privilegi. 

      Per il resto dubito che questi paesi asiatici andranno avanti con questi ritmi e questi modelli ancora per molto. Sono indietro con i tempi e stanno affrontanto il loro periodo consumistico-industriale. Sono anche moltissimi e, pian piano, il,popolo reclamerà diritti per via delle forti disuguaglianze che esistono (Altro che il nord e il sud italiani) … reclameranno beni di consumo. Questi fatti uniti alla certezza che prima o poi avranno una mole micidiale di pensionati da mantenere, sempre più vecchi per via dell’allungamento della vita, faranno cadere la loro macchina da guerra come sta succedendo a noi… e li saran dolori!

       

    • 8.2
      blastlikecrazy

      Ti voglio correggere: non utilizziamo l’80% delle risorse del pianeta, ma sprechiamo l’80% delle risorse del pianeta, che altrimenti sarebbero disponibili a tutti, per permettere a pochissimi degli altissimi guadagni che non significano benessere per loro, ma potere e controllo sugli altri. E poi????? Questa e’ totale follia. L’economista, dalla sua ottica, in un certo senso ha ragione quando afferma che dare soldi all’italia significa solo prolungare l’agonia. Il moribondo pero’ non e’ l’italia, ma tutto il sistema finanziario di cui anche lui fa’ parte. Un sistema che si puo’ reggere solo schiavizzando la gente e piu’ tardi non bastera’ neanche questo. E’ ora di cambiare!  Una civilta’ che sfrutta le risorse al meglio per il bene di tutti, come comunque fa’ normalmente una famiglia. Una societa’ che non crea immonnezza, una societa’ in cui la scienza e’ al servizio dell’uomo e come diceva Tesla come ultimo fine ha il benessere dell’uomo e non il profitto. Questa non e’ un’era moderna, ma un medioevo moderno dove il progresso invece di renderci la vita facile ci fa stressare e lavorare sempre di piu’. Forse questa crisi ci permettera’ finalmete di cambiare

  • 7
    fullback32

    Cin Cian Pai dice che il nostro modello è basato sulla massimizzazione dei salari. Mah io non me ne sono accorto e come me penso anche un piccolo gruppo di Italiani ……….

    Cavolo vogliono farci bere che siamo noi lavoratori a spaventare gli investitori esteri. Non la giustizia italiana, non la corruzione dilagante nel settore pubblico, non gli sprechi.

    C’è una parte di Italia che si porta sulle spalle il peso morto della pubblica amministrazione. Come si fa a competere così?

    Sistemiamo prima quello poi magari noi lavoratori possiamo anche fare qualche oretta in più con gli straordinari non tassati.

     

  • 6
    Cesco

    Volendo sorvolare sui luoghi comuni come ad esempio quello del battello vuoto o dei lavoratori in esubero che anche se posseggono un fondo di verità non possono essere innalzati a rango di esempi scientifici, bisognerebbe dire che se è vero che la produttività cinese è più alta della nostra è anche vero che il nostro stile di vita è il migliore per l’essere umano e invece di vergognarcene dovremmo esportarlo, poichè è la nostra battaaglia culturale e la nostra frontiera. Vorrei vedere se si mettessereo dei dazi seri sui loro prodotti quanto sarebbero frustrati…C’è sempre un modo per proteggerrsi dalle slealtà altrui e gli europei dovrebbero risordarsi che vivono in stati sovrani, superiores non recognoscentes. Oltretutto questo modo di pensare è figlio di una teoria del gocciolamento che per molti versi non funziona più perchè aumenta in realtà le disuguaglianze invece di ridurle. Il cinese medio che ha fatto qualche progresso economico è una pulce rispetto ai suoi superiori che godono su di lui di un potere disgustoso èper una società civile. Il tempo è una risorsa perchè permette di coltivare la cultura e riversare l’esperienza di un lavoro qualificato nella società, una cosa comune nella tanto osannata Germania. Il nostro economista non cita l’esperienza di solidarietà molto diffusa che in Italia è il volontariato, a dimostrazione dell’animo nobile e non solo retto di molti Italiani. I cinesi hanno studiato troppa economia sui libri americani, ma si dimenticano di mettere al centro l’individuo e non è un caso che proprio nel paese che cercano di imitare, gli usa, c’è un uno sempre più ampio di psicofarmaci. Sono la corruzione, la mancanza di prospettive e di coraggio, la scuola americanizzata e la vista al prossimo anno e non ai prossimi trenta che ci affossano. 

  • 5
    Michele Ipe

    Il sig. Andy Xie, dal suo punto di vista ha probabilmente ragione. L’europa ed in generale il mondo occidentale si stanno inesorabilmente piegando su se stessi. Quello che però non vede il sig. Xie sta a monte: è l’abominio del modello economico/finanziario che il capitalismo ha messo in atto in modo sempre più violento.

    Se è vero che in una guerra, in questo caso economica, sarà chi sacrifica più se stesso che vincerà, è anche vero che alla fine di quella guerra, gli esseri umani che rimarranno “vittoriosi” vorranno la loro fetta di benessere … e vorrei ben vedere.

    Ed allora che fine farà il modello economico del sig. Xie che vorrebbe l’uomo come suo schiavo? Dovrebbe essere esattamente il contrario, dovrebbe essere l’uomo, l’umanità a beneficiare del modello economico.

    Se non si inizia già fin d’ora a pensare ad un modello di vita in cui TUTTI stiano davvero bene allora ci dovremo arrivare pagandolo a caro prezzo sulla nostra pelle. Ed i primi a pagarla, ne sono convinto, sono gli occidentali.

    Per inciso, il meraviglioso modello di sviluppo economico cinese sta creando sfracelli ecologici, inquinamento, costruzioni sfrenate, che vanno a distruggere (non a valorizzare) pezzi di territorio e di benessere per l’intera popolazione … Cinese e mondiale. Questo non è progresso, è regresso!

    Michele dalla “sempre luminosa” Cina

  • 4
    BorisPasternak

    Certo me lo avesse detto un Olandese che abbiamo troppi privilegi…invece a parlare è un cinese….

    Certo aveva ragione mia nonna quando mi diceva…”sto mondo è alla rovescia”…e io gli dicevo “A no’ non è cosi’ è che le cose cambiano e se cambiano cambiano per migliorare….”

    aveva ragione mia nonna.

  • 3
    TANAIONAT

    Il problema degli economisti è:che sparano c**zate a tutto spiano se ne fregano se la gente muore sul lavoro o si butta dal tetto dell’azienda come succede a casa sua dove fanno l’ipad l’iphone ecc ecc,noi abbiamo bisogno di un mercato del lavoro che ci migliori la vita e che possiamo lavorare per vivere e non vivere per lavorare, è una fortuna che non sia mio figlio altrimenti gli darei cosi tanti calci in c**o che per un mese non si siederebbe da nessuna parte, giusto il tempo di andare in cina a piedi.

  • 2
    Nicola Mosti

    In effetti, uno dei problemi è che questo ignorante ha sì studiato sui testi americani, ma soprattutto – pur essendo giovane – lo ha fatto pure su quelli più obsoleti, superati dalla prova dei fatti.

    A’ Milton Friedman Pechinese… Va’ da’ via el cul’!

  • 1

    Bisogna fare una guerra di diritti contro Cina, India e gli altri Paese “schiavisti”. Non c’è scampo se non capiamo questo. Se volete solo “vivere per lavorare” allora ben venga il modello cinese.

    • 1.1

      Io infatti la farei con un bollino che certifichi il rispetto dei diritti dei lavoratori in tutto il processo di lavorazione di ogni prodotto. Questo bollino dovrebbe diventare obbligatorio e certificato da organismi al di sopra delle parti. I prodotti che non ce l’hanno automaticamente hanno il livello più basso previsto. Gli Stati civili (quelli che ora arrancano a stare ditro i cossi basti di chi non rispetta i più elementari standard) dovrebbero escludere dal loro import i prodotti ai livelli più bassi, il resto lo faranno i consumatori stessi, molti accetteranno di pagare (eventualmente) qualcosa in più per premiare chi rispetta i lavoratori e la competizione non sarà più al ribasso, ma sarà riconosciuto come valore aggiunto il rispetto dei diritti.

      Mi pare molto megli di stabilire dazi (anche se velatamente un po’ è la stessa cosa, ma mascherato) ed in più evita di premiare aziende nostrane che magari si comportano peggio di quelle cinesi.

       

    • 1.2
      batteriologico

      Non sono affatto d’accordo….o meglio….concordo a pieno che il modello cinese è una atrocità, ma fare la guerra contro la cina serve a niente se non a metterci nei casini….la Cina ai Cinesi l’Italia agli Italiani… non per egoismo ma sarà meglio pensare al nostro milione di problemi… i Cinesi la rivolta la devono fare nella loro società con le loro forze…altrimenti facciamo come gli americani che invadono le nazioni per “LIBERARE I POPOLI DAI TIRANNI”…. Laciamo perdere va

    • 1.3

      Mi sa che tu non hai capito nulla. Il “modello” cinese è arrivato anche in Italia. Il “caso” Pomigliano non ti dice nulla?

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