Il leader assente

di Paolo Becchi

Il Pdl non sembra saper reagire alla netta sconfitta alle elezioni amministrative. La classe dirigente di quello che per vent’anni è stato il primo partito in Italia si è limitata a rinserrare le proprie fila e ad evocare la parola d’ordine delle assunzioni di “responsabilità”. Ma cosa significa assumersi la responsabilità politica dopo un voto che ha raso al suolo, considerandolo addirittura inesistente, il partito di Berlusconi?

La risposta è una sola, e l’ha data Maurizio Belpietro nel suo editoriale di pochi giorni fa: “Dimettetevi tutti“. L’unica responsabilità autentica, in una situazione come quella attuale, dovrebbe infatti portare il Pdl ad operare una rivoluzione al suo interno. È venuto il momento delle espulsioni, delle purghe, delle epurazioni. L’unico gesto, sino adesso, è venuto da Bondi, il quale ha presentato, in tono dimesso ma onestamente, le proprie dimissioni. Accade, tuttavia, quel che non ci si dovrebbe aspettare: Berlusconi, il leader che dovrebbe assumersi ora come non mai il compito di rivoluzionare il proprio partito, le rifiuta, e dichiara di non voler parlare della “crisi del partito” e di escludere la sua candidatura alle prossime (se mai vi saranno) elezioni.

Sono parole dure e pesanti, proprie non di uno sconfitto, a cui va reso l’onore delle armi, ma di un Capo che confessa di non essere più in grado – né moralmente né fisicamente – di sostenere il peso e le decisioni radicali che richiederebbe la sua leadership. Agli elettori che evocano il ritorno allo “spirito del ’94” risponde un leader assente, che delega ad Alfano un compito impossibile, perché non si tratta di ricompattare, rinserrare, riformare il partito, ma di rivoluzionarlo. E la rivoluzione la conducono i capi, non i gregari. La rivoluzione la fanno le idee ed una dottrina: nel 1994 c’era, quando Baget Bozzo teorizzò il “liberalismo popolare“, quando si inaugurò quella che è stata chiamata la pur troppo breve “stagione dei professori” (basti ricordare i nomi di Lucio Colletti e Marcello Pera).

Oggi tutto questo è svanito, forse perduto per sempre. Sono passati vent’anni, e la classe dirigente del Partito è invecchiata, insieme al suo leader. Ed è per questo motivo che la rivoluzione non ci sarà. Come scriveva il grande storico Marc Bloch, tutte le rivoluzioni, per quanto esecrabili ci appaiano, hanno “una virtù inscindibile dallo slancio che le caratterizza: spingono avanti i veri giovani“. I veri giovani sono quelli che continuano a scrivermi chiedendo una cosa sola: recupero della propria sovranità nazionale e monetaria, prima che l’euro ci affondi come ha fatto già con la Grecia.

 

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10 risposte a Il leader assente

  • 6
    robycat

    Cari Signori chi di voi e’ ha conoscenza dei protocolli di Sion?

    Come e’ stato scritto all’inizio del 900 tutto ma propio tutto si sta verificando !!!

    Chi ancora non li conosce vi invito ad una lettura per avere conferma.

    Sono sicuro che un brivvido vi attraversera’ la pelle,altro che bufala!!!1

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  • 5
    Rebel

    …non trovo particolarmente interessante capire cosa stiano facendo questi mentecatti…

    Prof.Becchi, come fa a leggersi gli editoriali di Belpietro? Ha sistemato tutti i suoi c**zi giudiziari il padre che faceva scortare a scuola i suoi figli da mr.Mangano. Si è ingroppato una nazione, costruendo il consenso sul tritolo. Tutti i seggi in sicilia… E’ un uomo completo, ha fatto tutto. Hanno votato in parlamento che la p****nella Ruby era la figlia di Mubarak. Eversione pura. Solo con un processo popolare la coscienza collettiva potrebbe trovare un barlume …Queste sue riflessioni appaiono come quei quartieri verdi, costruiti sopra le discariche di rifiuti tossici, come a Crotone,  prof.Becchi! 

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  • 4
    gianluca fox

    se i veri giovani per essere tali devono limitarsi a scriverti chiedendo la sovranita’ nazionale e monetaria, e non mettersi in gioco in prima persona, SIAMO MESSI IN MODO PREOCCUPANTE anche per quanto riguarda lo spessore morale, caro Claudio. PERCHE’ non parli anche dei movimenti, dei giovani che lottano, e che rischiano? Di cosa stiamo parlNdo di Grazia? Ancora del pdl e di quel madioso di Berlusconi? con tutta la mia stima per il tuo lavoro

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    • 4.1
      Rosa Maria Ferrari

      Lo stimi ma non ti sei accorto neppure che l’articolo è di Paolo Becchi, non di Claudio Messora. E’ scritto in grande in cima al post.

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    • 4.2
      Lopa58

      Hei, Gianluca , sveglia!!! Ti dichiari FOX, ma della volpe hai mangiato la coda! Leggi l’ autore del post, prima di parlare!

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  • 3
    TANAIONAT

    Dobbiamo smetterla con questa storia del leader,il solo e unico leader è il popolo,e fine del discorso.

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  • 2

    Dici bene: “se mai vi saranno delle elezioni”. Non ci saranno, per lo meno non delle elezioni democratiche come noi le intendiamo. Come per altro non ci sono mai state in questa seconda repubblica.

    In questo video esprimo i miei pensieri: http://www.youtube.com/watch?v=TY90gjDW4Pc

    Grazie

    Paolo Caglio, MDR

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  • 1
    roby67

    Berlusconi e’ finito.

    Chi vive, come lui, di sondaggi sa’ benissimo che i suoi elettori sono schifati dal suo comportamento, prova ne e’ infatti l’altissimo numero di indecisi o di astenuti alle votazioni.

    Questo e’ il limite dei partiti-azienda che si identificano solo ed esclusivamente con il proprio leader: caduto lui caduti tutti. Non c’e’ il ricambio di classe dirigente anche perche’ il “capo” ama circondarsi di uomini a lui fidati che non lo possono abbandonare mai, neppure quando la barca affonda.

    Stesso identico discorso per il nostro caro senatùr, finito lui la lega (lombarda) non esistera’ piu’, al massimo si salvera’ la liga veneta (vedi Tosi) e solo se si presentera’ Zaia.

    Largo, quindi, ai giovani e soprattutto puliti. Ultimamente sento molte persone che sostengono la tesi che siano meglio degli emeriti sconosciuti ma onesti e con “buon senso” piuttosto che quelli lì.

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    • 1.1
      Cincinmorto

      Emeriti sconosciuti ?

      E all ‘inizio cos’erano  secondo te i vari Bossi , Calderoli , ecc ?

      Il problema non sono i singoli , conosciuti o no, ma il sistema , che accetta a certi livelli solo chi  poi si comporta in un certo modo , per poi usarlo , ricattarlo , distruggerlo,  per rimpiazzarlo con altri  più appetibili .

      Non puoi rimanere pulito e fare carriera .

       

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    • 1.2
      roby67

      Per cincin Ecco il punto: carriera politica?!?!?No,grazie. Dopo due legislature a casa al proprio lavoro, please.Altrimenti ti senti intoccabile e potente e allora non cambiera’ mai nulla ed avrai ragione tu.

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