Brave Mario – Il nuovo medioevo istituzionale

Vi sono due forze in campo. La prima è quella di poche persone che contano molto e perciò “possono” anche molto. Sono le élite europeiste. Si incontrano e decidono al di fuori delle istituzioni democratiche, in consessi privati. La maggior parte di loro non sono stati eletti da nessuno, se non dai loro conti in banca, e anche quelli eletti non hanno comunque nessun mandato costituzionale a dibattere quelle che saranno le future leggi al di fuori delle sedi preposte, ovvero i parlamenti nazionali. Costoro hanno deciso che debbono a tutti i costi nascere gli Stati Uniti d’Europa, e che nessuno potrà frapporsi tra il loro proposito e la realizzazione di ciò che ritengono una missione. Neppure i popoli, che sono i proprietari legittimi delle terre che compongono il vecchio continente.

 

Fra loro c’è chi lo fa perché ne trarrebbe benefici economici, come per esempio le imprese americane che dall’integrazione europea conseguirebbero un vantaggio materiale (parole di Monti). E’ il caso della commissione Trilaterale, il cui responsabile europeo (fino a pochi mesi fa lo stesso Monti) è devotamente dedicato (committed) all’unificazione politica europea. Altri, invece, sono preoccupati dal peso crescente delle economie che compongono il terzo polo politico mondiale: il continente asiatico, dall’India alla Cina, cui potrebbe aggiungersi in corsa la Russia, senza dimenticare il sudamerica con il Brasile ma anche la spinta islamica. Questa corrente di pensiero ritiene che solo un’Europa Unita, alleata con gli Stati Uniti d’America, possa fronteggiare l’aggressione commerciale (e all’occorrenza anche militare) del resto del mondo. Curioso come in queste fila si annoverino molti neoliberisti, i quali notoriamente sostengono che lo Stato sia cattivo e debba ingerirsi il meno possibile delle faccende che riguardano soldi e mercati, salvo poi ingerirsi loro degli stati fino ad arrivare al punto di scioglierli. Infine, tra le componenti della prima forza in campo vi è certamente anche la schiera dei signori del mondo, le cui fortune vengono incrementate al ritmo di 4 o 5 miliardi di dollari l’anno (parliamo di redditi personali), come ad esempio i gestori americani di certi Hedge Fund (in piena crisi, i redditi dei primi 25 gestori di «hedge» al mondo sono saliti del 68% nel 2007 sul 2006 a un totale di 20,7 miliardi.), che vedono come un intralcio ai loro affari la frammentazione politica e culturale dell’attuale assetto geopolitico del mondo. Queste élite si incontrano alle riunioni del gruppo Bilderberg, nei consigli della Commissione Trilaterale, nei think-tank nazionali e sovranazionali, dall’Aspen Institute a Bruegel e via discorrendo, nei quali spesso si intrecciano gli stessi nomi e tra i quali si annoverano politici interessati più al potere che a dare rappresentanza ai cittadini del mondo che li hanno eletti.

La seconda forza, numericamente travolgente ma priva di mezzi economici, di strumenti per organizzarsi, di competenze, di visione complessiva e di conoscenze adeguate, sono i popoli, l’oggetto passivo della manipolazione dei primi. I popoli vivono nel continuo affaccendamento che deriva loro dalla necessità di procurarsi il quotidiano sostentamento, attività frenetica e spossante che non consente loro di acquisire consapevolezza su ciò che si muove al di sopra delle loro teste. Anche se virtualmente vi sono risorse per tutti gli abitanti della Terra, la strategia politica e le leggi del mercato fanno sì che esse vengano distribuite solo in cambio di quantità continue di sacrifici costanti, che nessun benessere illusorio o disponibilità reale potrà rendere meno impellenti o diminuire in intensità (è il caso delle arance prodotto in eccesso che, anziché venire distribuite a chi ne ha bisogno, vengono portate al macero). Un livello di istruzione basso e sopratutto uno strumento di propaganda di massa ipnotico rendono possibile il contenimento della consapevolezza rispetto ai diritti acquisiti nel passato, poiché condizione necessaria alla loro rivendicazione efficace è l’avere maturato quella coscienza civica e nutrito quella dignità personale necessarie a generare la definizione di un obiettivo e ad alimentare l’impeto per raggiungerlo. Non fu casuale la scelta di eliminare l’educazione civica dai programmi scolastici, inutile e fastidioso strumento di rivendicazione identitaria: nessuno combatte una battaglia per la libertà se non sa neppure che esiste qualcosa, là fuori. Quel qualcosa là fuori si chiama sovranità, che non sta ad indicare l’ottusa difesa di principi obsoleti dal forte sapore individualistico, ma il grado di autonomia e indipendenza conquistate nel sangue che realizzano il primo comandamento naturale: l’autodeterminazione, cioè il diritto acquisito alla nascita a decidere per se stessi.

Così, in questo tiro alla fune, accade che i popoli tengano un capo della corda in mano ma non la tirino davvero. Piuttosto, oppongono una naturale resistenza inerziale al suo spostamento. La fune resiste perché loro pesano, tutto qui. Per la squadra dei club elitari, tirare brutalmente contro una tale massa immobile non sortirebbe alcun effetto, perché il topolino non può spostare la montagna. E del resto se l’elefante si accorgesse che qualcuno lo tira, potrebbe dare un improvviso strattone e liberarsi dei parassiti, come fanno i cavalli con le mosche quando le frustano con la coda (anche se poi ritornano). La soluzione, per gli europeisti, consiste nel fare allentare provvisoriamente la presa alle mandrie di buoi. Li si distrae, li si impaurisce, magari sfruttando profittevoli fenomeni congiunturali, e nella baraonda che viene a determinarsi (immaginate una manciata di sassolini lasciati cadere su una colonna ordinata di formiche), si afferra la corda incustodita e la si tira di nascosto. Solo qualche centimetro, che tanto nessuno ci farà caso. Ad ogni diversivo (ogni sassata) la fune si sposta un po’ di più in direzione dell’altra sponda del fiume, sul quale la corda è tesa, e quando i popoli recuperano l’attenzione necessaria a riprenderla in mano, si trovano in una posizione diversa, più avanzata rispetto a quella che occupavano prima. Si trovano cioè con i piedi via via sempre più nell’acqua, finchè non finiranno direttamente al centro del guado. L’ultimo strattone può essere quello definitivo: si recupera la corda e tanti saluti.

Diceva  esattamente questo, Mario Monti, in una lezione tenuta all’Università Internazionale degli Studi Sociali Luiss Guido Carli risalente al febbraio 2011: “Nei momenti di crisi più acuta, progressi più sensibili. Rientro dell’emergenza della crisi: affievolimento della volontà di cooperare. Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico ma anche il senso di appartenenza dei cittadini alla collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata. Abbiamo bisogno delle crisi, come il G20, come gli altri consessi internazionali, per fare passi avanti. Ma quando una crisi sparisce, rimane un sedimento, perché si sono messe in opera istituzioni, leggi eccetera, per cui non è pienamente reversibile“.

E’ opinione comune tra tutti i commentatori economici che la crisi europea poteva essere risolta all’inizio, intervenendo a sostegno della Grecia con costi marginali rispetto a quelli attuali, ma non sarebbe servito a creare le condizioni necessarie affinchè i popoli fossero pronti a “cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario”, ovvero allo scioglimento delle sovranità in favore della creazione di un super Stato più facilmente governabile e controllabile. Il fiscal compact; il pareggio di bilancio; i vari trattati che restringono sempre di più gli ambiti di incidenza delle politiche nazionali sull’autogoverno, come il MES, dal quale una volta ratificato nessun governo, neppure quelli successivi, potranno recedere; la creazione di una superforza di sicurezza internazionale la cui giurisdizione sovrasta quella di ogni altra forza dell’ordine, e cui i singoli stati non possono opporsi, come l’Eurogendfor; la sottrazione del potere di battere moneta producendo occupazione in favore di una banca centrale che non ha mandato a mantenere stabile l’occupazione, né a garantire i prestiti ma solo a contenere l’inflazione, sottraendo ricchezza che potrebbe più efficamente circolare e ossigenare le economie; la creazione di una autorità bancaria europea dopo la crisi indotta dall’EBA sulle banche italiane, greche e spagnole, che ha portato le economie del sud europa a non avere liquidità per competere sui mercati; la vendita di massicce quantità di titoli di stato, come ha fatto  Deutsche Bank (uno dei cosiddetti specialisti del debito che hanno la nostra autorizzazione per trattare ingenti quantità di emissioni del nostro Tesoro) con i BTP aprendo la stagione della dittatura degli spread, con la conseguente esplosione dei tassi di interesse che i paesi sono costretti a pagare per rifinanziare il loro debito e il consequenziale simultaneo rovesciamento del governo greco e di quello italiano, sostituito dai colonnelli delle élite europeiste;  la minaccia di una nuova stagione di conflitti armati paventata da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, e poi ripresa costantemente dai commentatori di certi quotidiani, con sempre maggiore insistenza; il conferimento totale e incondizionato da parte del Parlamento italiano a Mario Monti per il rafforzamento del processo di integrazione politica europea, con l’approvazione unanime di mozioni europeiste approvate nell’assordante silenzio non solo del dibattito pubblico, ma perfino delle cronache politiche della stampa e delle televisioni; il continuo e periodico riaccentuarsi della crisi quando è necessario compiere ulteriori passi avanti, seguito dalle dichiarazioni sempre più insistenti circa l’improcrastinabile nececssità di integrarsi politicamente in maniera più stringente e definitiva; i referendum sull’Europa negati, o persi ma fatti ripetere: tutto concorre a svelare un quadro di inesorabilità che dipingono un processo di svuotamento progressivo dei parlamenti nazionali, ridotti al ruolo di amministrazioni locali, e di conferimenti continui di sovranità verso un centro di potere unico, dove l’assenza della partecipazione dei cittadini, dovuta all’estraneità e alla lontananza percepita e all’assenza di un reale ed efficace meccanismo di rappresentanza, consente di controllare e conseguire al meglio le strategie delle élite, allontanando nel contempo sempre di più il dibattito politico sulle questioni che contano dall’interesse dei popoli, in ossequio a quanto stabilito dallo studio “Crisis of Democracy”, pubblicato 40 anni fa dalla Commissione Trilaterale (l’organizzazione di cui Monti è stato ai vertici per lunghi anni), il quale sosteneva che le uniche democrazie possibili sono quelle dove la maggior parte della popolazione si disinteressa delle questioni politiche, restando letteralmente in apnea. Una strategia che passa anche per la fotografia scattata oggi da Ernesto Galli Della Loggia, nel suo editoriale sul Corriere della Sera:

« L’assenza di figure di capi politici è tra i sintomi più evidenti dell’affievolimento-crisi della sfera politica europea come effetto della perdita di sovranità da parte degli Stati. Quando, infatti, una parte sempre maggiore delle cose che più contano, e che prima erano nelle mani della politica e perciò degli elettori, vengono invece a essere determinate ora dalla globalizzazione o dai mercati finanziari, ovvero decise dalle burocrazie «unioniste» di Bruxelles, o comunque sottoposte al placet di istanze collettive («vertici» vari, G8, G20 o quello che siano) — e sempre più o meno supinamente accettate dai governi — allora è inevitabile che la politica nazionale perda insieme al senso di sé anche ogni capacità di affermarsi per ciò che da sempre essa è: vale a dire l’ambito elettivo del comando pubblico e di coloro che lo esercitano. E dove c’è ben poco da decidere, è difficile che vi sia qualcuno realmente capace di comandare. »

Dove non vi è capacità di comando, regnano sottomissione e servitù. Resta da definire se il piano di creazione degli Stati Uniti d’Europa, complice il totale disinteresse dei popoli europei, riuscirà a compiersi appieno, oppure se rigurgiti di dignità e di affermazione delle identità nazionali, come potrebbe avvenire in Grecia e come sembrano fare capolino in Francia, in Olanda, in Irlanda, talvolta in Spagna, ma non ancora in Italia, sapranno rivendicare il diritto di autodeterminazione e porranno finalmente la questione in un ambito di discussione pubblica, dove le élite europeiste avrebbero dovuto porla fin dall’inizio anzichè limitarla ai loro consessi extra-parlamentari per tentare poi di conseguirla alle spalle dei popoli.

Finchè il meccanismo di rappresentanza democratica si troverà in questo limbo, nel quale la politica nazionale non conta più nulla e quella sovranazionale è fuori dal controllo popolare (basti pensare che il potere legislativo è in mano a un organo, la Commissione Europea, composta da un delegato per stato membro, sottratto ad un esplicito mandato elettorale, al quale per di più è richiesta la massima indipendenza dal governo nazionale che lo ha indicato), vivremo una stagione di sudditanza effettiva nella quale sarà possibile ogni forma di alienazione dei diritti e delle proprietà comuni, una sorta di medioevo istituzionale involutivo e pericoloso, dal quale potrà rinascere, forse, un nuovo risorgimento, oppure una stagione di infinito ed eterno dolore.

Nel dubbio, un energico strattone alla corda io lo darei.

 

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39 risposte a Brave Mario – Il nuovo medioevo istituzionale

  • 11

    Per quel che riguarda il signoraggio bancario io mi affido molto alle teorie di Auriti (il creatore del SIMEC, cercate in rete le video interviste del compianto professore Abruzzese) che spiegava semplicemente che i popoli non saranno veramente liberi finchè la moneta non sarà di PROPRIETA’ DEL PORTATORE, e non pagabile a vista come era la vecchia Lira o adesso l’€. Consiglio tutti vivamente di approfondire con le videolezioni che il  professore che ci avvertiva del pericolo ha lasciato a futura memoria http://www.youtube.com/watch?v=ItH9vbxUbPc&list=UUXFxuqJjJYfxIskUIF2bATQ&index=5&feature=plcp

    La MMT secondo molti non sarebbe la vera soluzione ai nostri problemi, perchè la stampa della moneta non sarebbe ancora esclusivamente nelle mani del popolo. A riguardo vi consiglio la lettura di questo post dell’economista Salvatore Tamburro, primo Italiano a presentare la tesi di laurea sul signoraggio bancario. http://salvatoretamburro.blogspot.it/2011/12/considerazioni-sulla-mmt-modern-money.html

  • 10

    Io potrei non essere completamente d’accordo col GRILLO pensiero,

    Io potrei non essere completamente d’accordo col BARNARD pensiero,

    Io potrei non essere completamente d’accordo col MESSORA pensiero,

    Io potrei non essere completamente d’accordo col MUSU pensiero,

     

    PERO’ E’ arrivato il momento di fermare chi sta cercando di toglierci la liberta ed il supporto vitale.

    Dobbiamo uscire dalle VECCHIE logiche di appartenenza alla DESTRA o SINISTRA, a questo o quel partito, dobbiamo assumere la consapevolezza della tragica situazione e che quello che è stato fatto finora da chi ci governa (non solo Monti, non solo Berlusca, ecc.) non E’ il nostro interesse ma quello di una lobby massonica/finanziaria

    Se riusciremo in questo, allora sì avremo la possibilità di cambiare qualcosa, ma presentarci come al solito divisi da “credi” diversi non farà altro che incrementrare la forza della lobby .

     

    • 10.1
      Nico da Andria

      Per quanto mi riguarda il problema è che, per quanto mi sforzi, la mia giornata dura 24h ed in essa ci sono priorità importanti (es. sopravvivenza) e non sono onniscente…purtroppo di qualcuno devo fidarmi, anche se non ciecamente, quantomeno sulla base di ragionamenti, della logica e dell’istinto…

      Aspiro ad un’unione di “forze buone” nella misura in cui esse possano costituire un blocco pensante che si contrappone all’enorme potere che ci sovrasta…

    • 10.2
      Paolo 2.0

      Io me ne frego (come diceva er pelatone) del Grillo pensiero.

      Io me ne frego del Barnard pensiero.

      ecc…

      E me ne frego della sinistra e della destra (pur essendo io idealmente de sinistra).

      Non capisco chi sogna una sorta di dream team Messora Barnard Grillo Musu e chi sa chi altro. Non capisco chi chiede loro di “unire le forze”. E’ una cosa ridicola. Io stimo Claudio ma Byoblu non è una religione. E questo vale anche per gli altri. Ad esempio io non sono in grado di dire se la MMT è davvero quello che dice di essere, sto cercando di informarmi, di approfondire, sono grato a Barnard perché mi ha offerto una prospettiva completamente diversa a cui non sarei mai arrivato da solo (sul debito pubblico, sull’importanza della sovranità monetaria ecc), ma non sopporto che mi insulti perché non ho ancora imbracciato il fucile per sostenere la MMT. Su alcune cose ho raggiunto maggiore consapevolezza grazie ad altri blog tipo goofynomics che spara contro Barnard a palle incatenate. Non me ne frega niente se queste persone non si sopportano, io cerco di formarmi un’opinione per conto mio e il dream team lo lascio all’NBA.

  • 9
    Paolo 2.0

    mmm… ho paura che Syriza gnaffa’… sperem.

     

  • 8
    Istevene A

    Ricordo un’esposizione puntuale di tutte le questioni riguardanti L’Euro la sovranità monetaria e in genere tutta la follia di un Europa decisa e imposta dall’alto l’ha fatta Solange Manfredi con i video sul trattato di Lisbona:

     

    http://www.youtube.com/watch?v=cIA9sQrvgrw

     

    Claudio sarebbe interessante organizzare un incontro pubblico con persone come te, l’avv. Paola Musu, Solange Manfredi e chiunque altro porta avanti opera di informazione e attività concrete (vedi Paola Musu). Questa truffa deve finire. Se un Europa ci deve essere che sia ad immagine somigianza e CONVENINZA delle persone e non delle Lobby. Siamo in guerra e non l’abbiamo dichiarata noi.

  • 7
    Guest

    Però non l’avrei dipinto con la maschera del guerriero contro il regno, dato che qui siamo all’opposto esatto!

    L’unica direzione è nella vera democrazia applicata, ciò che sino ad oggi è stato centellinato per interessi personali di chi doveva condurre l’Italia “con la diligenza del buon padre di famiglia” e invece lo fa con la Porsche comprata con i soldi della gente…

    E’ appena uscito il film comico “Il Dittatore” di Sasha Baron Cohen (quello di Borat). Le parole che riporta alla fine sono molto esplicative… ricorda a tutti come si compone una dittatura, e a quel che mi risulta SI È IN DITTATURA!!!

    Chi pertanto dice che i movimenti sono sempre nati prima di una dittatura, si sbaglia grossolanamente, e il M5S è la prova, in quanto ha evitato uno sfascio non indifferente con potenzialità di rivolte…pure di questo ci sono prove. La dittatura era già funzionante prima che il M5S nascesse, ed è sorto proprio per contapposizione!!!

     

     

     

    • 7.1

      Però non l’avrei dipinto con la maschera del guerriero contro il regno, dato che qui siamo all’opposto esatto!

      Il parallelo era: "medioevo istituzionale" vs "medioevo storico", non certo fra due ruoli che hanno sapori inversamente proporzionali. E poi, proprio l’ibrido geneticamente modificato sta ad indicare l’anti-eroe, il rovesciamento di un valore nel suo opposto. :)

  • 6
    yoyo_su_byoblu

    Nico da Andria ha scritto :
    Io simpatizzo per M5S ma guardo con sospetto Sassoon e Casaleggio, per Grillo mi tengo le mie riserve, vorrei capire se è troppo astuto o ingenuamente trascinato da altrui furbizie…Quanto al Signoraggio, purtroppo, quella presentata in rete è una “storia” completamente sbagliata…occorre capire innanzitutto la differenza tra moneta sovrana e moneta non sovrana e poi, magari, arrivare alla questione Bankitalia S.p.A…..Nel succitato saggio questi equivoci sono spiegati bene..

    Guarda secondo me barnard sul signoraggio non ha capito proprio tutto. Nel suo sito ho letto una sua risposta al gruppo primit. Li tratta come se non avessero capito che il signoraggio cattivo è quello con moneta non sovrana. Non c’è niente di difficile da comprendere in questo concetto. E’ la base del signoraggio e non sò come abbia fatto a fare un errore così grossolano. E’ semplicemente ovvio.

    Per chi non l’ha capito bene penso sia inutile scrivere qua e là, si crea più confusione che altro. Aspetto con ansia un post serio sull’argomento.

  • 5
    alb82

    Angelo Trischitta ha scritto :
    Non tieni inoltre conto dei benefici della svalutazione, che a fronte di un modesto aumento dell’inflazione (tutto da dimostrare) produrrebbe un riequilibrio della bilancia commerciale, che poi è una delle cause principali dei nostri guai.

    La bilancia commerciale la sistemi con la svalutazione impoverendo gli operai (modello Cina) oppure con livelli qualitativi superiori alla concorrenza (modello Germania).

    Io preferirei andare in direzione della Germania.

    E anche il Giappone non è un gran bel modello dato che è in recessione da parecchi anni e si sta tenendo a galla con la stampa di moneta.

  • 4
    next

    alb82 ha scritto :
    Nella visione delle cose del tedesco, ci sono invece degli stati malgovernati che con la scusa dell’Europa unita, vogliono che siano i tedeschi a pagare i loro debiti. Loro sono stati più bravi, sono stati meglio governati, e ora gli elettori tedeschi stanno difendendo la loro sovranità.

    Non è così. Non sono stati più bravi affatto. L’euro, svantaggiando noi, li ha aiutati non poco.

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10450

     

    • 4.1
      alb82

      Se la Germania ha guadagnato sui mercati europei devi chiederlo agli italiani che preferiscono comprare una Wolkswagen rispetto ad una Fiat. Evidentemente son stati più bravi.

      Concorrenza, meritocrazia, cose che qua in Italia facciamo fatica a comprendere.

  • 3
    Brus

    Magari si facessero gli stati uniti d europa, basta nazioni, confini, nazionalismi.Pensare che stare chiusi nella propria regione o nazione sia la soluzione a tutti i mali e una st****ta, un idea di quei politici che vogliono governare il loro piccolo territorio.Il problema non e nei singoli stati che tutelano una nazionalita che non esiste, quando un essere umano nasce e semplicemente un essere umano, altro che italiano o francese.Il problema e nelle politiche di chi governa, chi governa per tutelare interessi.Vogliamo un europa che sia un unico territorio governato nell interesse comune.Se chi governa non fa l interesse comune, non saranno certo i singoli stati i nazionalismi o regionalismi a dare benessere.I nazionalismi e regionalismi hanno solo provocato disastri, guerre.Cerchiamo di usare la testa, e non il ridicolo ed inesistente nazionalismo.

    • 3.1
      alb82

      Nella visione delle cose del tedesco, ci sono invece degli stati malgovernati che con la scusa dell’Europa unita, vogliono che siano i tedeschi a pagare i loro debiti. Loro sono stati più bravi, sono stati meglio governati, e ora gli elettori tedeschi stanno difendendo la loro sovranità.

    • 3.2
      Paolo 2.0

      brus, dovresti andarlo a dire ai tedeschi… quelli da quando c’è l’euro ci stanno massacrando, altro che Europa unita. L’equivoco, secondo me, è pensare che l’Europa unita si realizzi attraverso la moneta unica. Vorrei anch’io vivere in un mondo in cui siamo tutti fratelli, ma purtroppo l’euro non è la via per la fratellanza universale, è lo strumento di dominazione delle elite finanziarie sulle classi proletarie e lavoratrici.

      PS: i greci hanno scelto di continuare a farsi massacrare, la suggestione degli Stati Uniti d’Europa colpisce ancora. Adesso probabilmente daranno loro qualche carota in premio per aver votato secondo i gusti della troika, ma durerà?

    • 3.3
      Paolo 2.0

      brus, dovresti andarlo a dire ai tedeschi… quelli da quando c’è l’euro ci stanno massacrando, altro che Europa unita. L’equivoco, secondo me, è pensare che l’Europa unita si realizzi attraverso la moneta unica. Vorrei anch’io vivere in un mondo in cui siamo tutti fratelli, ma purtroppo l’euro non è la via per la fratellanza universale, è lo strumento di dominazione delle elite finanziarie sulle classi proletarie e lavoratrici.

      PS: i greci hanno scelto di continuare a farsi massacrare, la suggestione degli Stati Uniti d’Europa colpisce ancora. Adesso probabilmente daranno loro qualche carota in premio per aver votato secondo i gusti della troika, ma durerà?

    • 3.4
      Paolo 2.0

      brus, dovresti andarlo a dire ai tedeschi… quelli da quando c’è l’euro ci stanno massacrando, altro che Europa unita. L’equivoco, secondo me, è pensare che l’Europa unita si realizzi attraverso la moneta unica. Vorrei anch’io vivere in un mondo in cui siamo tutti fratelli, ma purtroppo l’euro non è la via per la fratellanza universale, è lo strumento di dominazione delle elite finanziarie sulle classi proletarie e lavoratrici.

      PS: i greci hanno scelto di continuare a farsi massacrare, la suggestione degli Stati Uniti d’Europa colpisce ancora. Adesso probabilmente daranno loro qualche carota in premio per aver votato secondo i gusti della troika, ma durerà?

  • 2
    luminosa

    Sono dìaccordo con quanto scritto da Nico. Non si tratta di dream team ma di unire quelle perssone che si sforzano di spiegare e diffondere quello che sta accadendo in Europa e le decisioni infami che vengono prese all’insaputa degli europei. Solo se correttamente informati i cittadini potranno riuscire a decidere in piena autonomia. Cerchiamo di unire le forze per fermare queste atrocità.

  • 1
    Shank

    Grazie Claudio!!!

  • 0
    Nico da Andria

    Claudio, anche se Paolo Barnard è un pò scontroso e schivo (a volte forse intrattabile), guardingo verso chi come te va in TV, cerca di andare oltre, sei una persona sensibile e comprensiva, cerca di contattarlo e dagli il tuo sostegno mediatico, specie sull’egregio lavoro che sta facendo con MMT Italia.

    Ne “Il più grande crimine” Barnard spiega bene quello che le élite neoliberali, neoclassiche e neomercantili stanno facendo all’Italia.

    Potremmo promuovere un Referendum per recedere da tutti i trattati sovranazionali nonchè uscire dall’Euro.

    Tu, Paolo e Beppe (Grillo), in fondo, andate nella stessa direzione, quella del Popolo italiano.

    Ti segnalo questa iniziativa, cui ho aderito anche io: http://www.facebook.com/index.php?lh=355a7da296ee45d79f2352d4254f0503&eu=7RLMdn6el3E70br870n1wg#!/PaolaMusu

    • 0.1

      non so dove tu abbia ricavato l’impressione che io non sia già andato oltre sin dall’inizio. Barnard è libero di fare quello che vuole. Gli ho già chiesto se voleva essere intervistato. Sta a lui rendersi disponibile. Io, più che portarlo all’Ultima Parola, non saprei che altro fare.

    • 0.2

      non preoccuparti: uso te per rispondere a tutti. In ogni caso, lui lo sa: come chiunque altro, questo blog è anche a sua disposizione, nell’interesse di tutti e del dibattito pubblico.

    • 0.3
      Nico da Andria

      Perdonami, era solo una mia impressione, non potevo sapere il “retroscena”….

      Chiedo venia ;)

    • 0.4
      Nico da Andria

      Perdonami, era solo una mia impressione, non potevo sapere il “retroscena”….

      Chiedo venia ;)

    • 0.5
      Nico da Andria

      Perdonami, era solo una mia impressione, non potevo sapere il “retroscena”….

      Chiedo venia ;)

  • -1
    Angelo Trischitta

    Il problema Italiano è realmente Euro si Euro no? Europeisti contro i non Europeisti?

    Dividi et impera dicevano i Latini.

    Andiamo nel dettaglio e capiremo che senza altre iniziative in ambedue i casi la parte più povera del paese Italia non è chiaro come sopravviverà. Un esempio: Ipotizziamo una nuova moneta con svalutazione del 60%, cosa accadrebbe l’indomani mattina? Mediamente quanto costeranno in più i beni e servizi consumati quotidianamente da ogni cittadino? Tra quelli prodotti all’estero e quelli prodotti in italia ma con fattori di produzione necessariamente importati come carburante gas per riscaldamento elettricità … è sensato parlare di almeno il 40% di aumento delle spese mensili? Se la risposta fosse si bisognerebbe capire come il giorno dopo il passaggio alla nuova moneta arriverebbero a fine mese i 2,4 Milioni di pensionati che oggi magicamente sopravvivono con 500 Euro al mese. Passo ai lavoratori e pensionati che vivono con un mensile tra i 500 e 1000 Euro al mese prendendo una persona del caso migliore 1000 Euro. Pagando un affitto(Mutuo), trasporti, bollette, cibo … stringendo arriva a spendere oggi 800 Euro al mese ma con il 40% in più di spese (320 Euro in più) il giorno dopo del passaggio alla nuova moneta non raggiungerà il fine mese perchè gli servirebbero un equivalente di 1120 €. 

    Quindi prima pensiamo a cosa faremmo anche d’avanti a questi drammi.

    Rimanere nell’euro senza pensare a soluzioni che fermino l’emorragia dello spread alternative all’aumento della pressione fiscale o alla riduzione della spesa pubblica solo comprando meno meno beni e servizi per i cittadini o riducendo organici. Ricordo soltanto un dato Francia 80,8 Italia 58,4 Germania 55,4 impiegati pubblici ogni 1000 abitanti; tra i paesi più importanti d’Europa veniamo subito dopo la Germania. Aggiungo che gli stipendi nel publlico impiego sono inferiori a quelli della media europea. Il problema è abbattere gli eccessi di consulenze gli stipendi dei super manager pubblici e la trasparenza negli appalti per l’acquisto di beni e servizi in poche parole riqualificare la spesa. Aggiungerei che il problema dei problemi è il tasso di interesse a cui il denaro viene prestato all’Italia non il dover ridurre il Debito pubblico. Basti pensare che il Giappone vive in tranquillità pur possedendo 220% di debito/PIL l’Italia 120% ma al Giappone sono le famiglie Giapponesi a prestare, l’Italia chi sa perchè preferisce indebitarsi con le Banche che richiedono i tassi che conosciamo tutti con conseguenze connesse per imprese e cittadini.

    Colgo l’occasione per porre una domanda che spero possa essere approfondita da Claudio in un post dedicato al tema. Il Giappone e le famiglie Giapponesi che detengono il loro debito nazionale possono essere il modello da seguire per far uscire dalla crisi finanziaria l ‘Italia e gli altri paesi europei?

    Mi scuso per la lunghezza ma senza esporre dati è difficile condurre ragionamenti costruttivi.

    • -1.1

       Ipotizziamo una nuova moneta con svalutazione del 60%, 

      Angelo, gli economisti intervistati da questo blog, per esempio Claudio Borghi, sostengono che una svalutazione del 20/25 % sarebbe la più probabile. Per i dettagli su cosa potrebbe succedere, ti invito a guardare la (lunga) intervista al suddetto: 
      COME SI ESCE DALL’EURO? 

    • -1.2
      Paolo 2.0

      Caro Angelo, nella prima parte ipotizzi una svalutazione del 60%, che mi pare un po’ esagerata. Diciamo che su questo aspetto è stato fatto parecchio terrorismo dagli organi di informazione. E’ plausibile che la svalutazione della lira si attesterebbe attorno al 20-25%, ovvero il differenziale di inflazione accumulato con il paese di riferimento (Germania) dal momento in cui è stato fissato il cambio con l’euro nel 1999 (se non ricordo male). Inoltre, la correlazione svalutazione-inflazione è piuttosto debole (10%), ragion per cui l’inflazione attesa potrebbe essere dell’ordine di 2-3% in più rispetto all’attuale, nulla di drammatico. E’ vero che importiamo petrolio e gas e altre materie prime (che non esauriscono il paniere comunque), ma non credo che il prezzo al consumo di queste sia determinato esclusivamente dal prezzo di importazione. Esiste ad esempio una forte componente fiscale che potrebbe essere ridotta per mitigare un eventuale aumento dei prezzi. A titolo di esempio, ti ricordo che in occasione dell’uscita dell’Italia dallo SME nel 1992, con una svalutazione del 15-20% (vado a memoria) l’inflazione addirittura diminuì e la bilancia energetica migliorò leggermente.

      Non tieni inoltre conto dei benefici della svalutazione, che a fronte di un modesto aumento dell’inflazione (tutto da dimostrare) produrrebbe un riequilibrio della bilancia commerciale, che poi è una delle cause principali dei nostri guai.

      L’uscita dall’euro è percepita come una catastrofe, ma se ci pensi fino a 10 anni fa stavamo bene anche con la lira (certamente meglio di adesso) e pertanto ritengo che sia più che altro un fatto psicologico.

      Per onestà cito il sito Goofynomics di Alberto Bagnai come fonte di alcune delle info citate sopra, quindi puoi eventualmente andare a controllare se vuoi.

      Quanto alla seconda parte: hai ragione, sulla spesa pubblica dei PIGS circolano parecchie sciocchezze. La Germania ha poco da fare la maestrina su questo. Il debito pubblico nell’area Euro equivale a indebitarsi con una moneta straniera, dato che nessuno dei paesi dell’eurozona può ordinare alla BC di stampare nuovi euri per pagare i titoli in scadenza né di determinare il tasso di interesse. Il Giappone può farlo, il che lo rende immune dal ricatto dei mercati finanziari. Credo che la differenza principale sia questa, più che la titolarità del debito. Ma forse anche il fatto che siano i cittadini giapponesi a possedere il debito pubblico giapponese ha la sua importanza, non saprei. Da noi con l’euro comunque non cambierebbe nulla dato che, appunto, per l’Italia l’euro equivale a una valuta straniera.

  • -2
    giovanna marino

    Shock Economy: il capitalismo del disastro


    Tutto secondo previsto. Lo schema fuziona perfettamente.

     

    Bisogna richiedere subito un nuovo governo e parlamento nelle forme previste.

     

     

     

  • -3
    tequilattila

    @ Nico da Andria.. dato che i risultati dei nostri referendum vengono presi in considerazione come i cavoli a merenda, possiamo proporre anche il ballo di San Vito davanti a Montecitorio! Sortirebbe un effetto migliore, secondo me!

  • -4
    Uno che si sta rompendo

    Mi piace come scrivi e come ti documenti,Ma penso che dovresti essere più sintetico. Buon lavoro

    • -4.1

      Mi piace come commenti e come consigli, ma penso che dovresti concederti un po’ di tempo in più per approfondire con calma, magari gustandoti una frase dopo l’altra mentre sorseggi una tazza di te e rifletti. A noi “ci” piace così. :)

  • -5
    Patrizia B.

    Il problema non e`solo la sovranita`monetaria, il vero problema delle economia occidentali e`una moneta FIAT la cui stampa per l`appunto e`lasciata ad una banca privata.

    Questi possono determinare la quantita`di denaro in circolazione, i tassi di interesse, perche`trattasi di moneta esclusivamente virtuale, cioe`non legata a NULLA.

    Questo consente a chi detiene il potere di “stamparla”di “spostare”la ricchezza da chi la produce a chi ne trae vantaggio.

    Mentre la parte finanziaria dell`economia era un 4% e`improvvisamente diventata il 40%, mentre i guadagni e la ricchezza dovrebbero essere nelle mani di chi la produce, si ha il perverso meccanismo per cui chi produce ha una parte marginalissima (e sempre inferiore) del prodotto.

    Se non vien rigettato questo sistema non ci sara`alcuna soluzione, e lo scopo finale sara`produrre schiavi al servizio di parassiti.

    Il primo passo dovrebbe essere l` uscita dall`Europa ad ogni costo.

     

  • -6
    giorgio anderson

    A tuttti coloro che criticano Grillo, reo di non portare avanti la battaglia sul signoraggio, dico… FINITELA! Grillo e’ un ex comico che si batte prima di tutto contro la classe politica che ha permesso svendendo a pezzi e a piu riprese la sovranita popolare, il disastro al quale stiamo andando incontro. Prima Grillo come contropotere, prima distruggere il sistema dei mafio-partiti poi mettiamoci pure a spaccare il capello, o altro, con le sottigliezze sulle varie teorie antisignoraggio, ma innanzitutto priviamoci di questi stronzi-traditori che ci governano! Se vi sta tanto a cuore una questione purtroppo “complicata” per essere recepita dalle masse, portate avanti autonomamente e con gli strumenti della democrazia diretta che soltanto il M5S promuove, queste battaglie, come vi invita Grillo e non solo lui a fare, metteteci la faccia in prima persona e rischiate qualcosina, anche perchele vostre legittime obiezioni fanno comunque capo alla logica del delegare ad altri,in questo caso a Grillo la denuncia e la lotta al signoraggio,penso che le rivoluzioni siano fatte di movimenti ma anche di uomini dignitosi e liberi che rischiano in proprio e si battono per cambiare aspetti tecnici e fondamentali del sistema, invece di criticare e basta, per favore, fatelo!

  • -7
    pascoli

    barnard e messora sono sicuramente contro questo sistema, grillo è solo il più astuto e subdolo dei gatekeeper, non a caso la casaleggio sbavava nel suo sito primigenio per prometeo e tutta la simbologia rockfelleriana, ed è da sempre fautrice del transumanesimo. Sul signoraggio poi non credo proprio che potrete trovare sponda nel M5S

     Nico da Andria ha scritto :
    " la politica naz"

    • -7.1
      Nico da Andria

      Io simpatizzo per M5S ma guardo con sospetto Sassoon e Casaleggio, per Grillo mi tengo le mie riserve, vorrei capire se è troppo astuto o ingenuamente trascinato da altrui furbizie…

      Quanto al Signoraggio, purtroppo, quella presentata in rete è una “storia” completamente sbagliata…occorre capire innanzitutto la differenza tra moneta sovrana e moneta non sovrana e poi, magari, arrivare alla questione Bankitalia S.p.A…..

      Nel succitato saggio questi equivoci sono spiegati bene..

    • -7.2
      Paolo 2.0

      io questa storia del signoraggio non l’ho mai capita bene…

      Per quanto riguarda chi votare, alle elezioni manca ancora un po’, quindi stiamo a vedere. In ogni caso, tieni conto che mica voti Grillo o Casaleggio, voti il candidato del M5S. Se ti piace lo voti, se no voti Berlusca e siamo a posto. Star qui a fare dietrologie paranoiche su Casaleggio, sinceramente… oh, poi magari mi sbaglio eh? Magari Grillo è Darth Fener e Casaleggio il Signore dei Sith che si prepara a sferrare il colpo di grazia contro la Repubblica, chissà, tutto può essere…

    • -7.3
      gabriella

      Meno male che c’è gente come Paolo che si fa guidare dal buon senso e non dalle elucubrazioni paranoiche di personaggi fuori di testa – non faccio nomi – o da quelli furbissimi che si battono per affossare un movimento che è l’UNICA alternativa al marciume in cui siamo immersi!

      Attenzione alla paranoia, è una brutta malattia ed è contagiosa!

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