Siamo greci e non ce lo dicono

di Valerio Valentini

C’è una legge molto elementare che vige in medicina: accertato l’avvenuto decesso, è inutile somministrare al paziente altre cure.

Parto dalla medicina perché quella del malato e della cura è una metafora fin troppo abusata dai tecnici del governo: loro i curatori (fallimentari) e l’Italia il malato terminale. Però provo a proporne una lettura diversa: il malato in questione, quello che loro pretendono di rianimare, non è affatto lo Stato Italiano, quanto piuttosto il modello di sviluppo fondato sul capitalismo bancario. È quello il paziente che hanno intenzione di far resuscitare. Resuscitare, non “guarire”, perché trattandosi di cadavere non è possibile usare altro termine.

 

Le bozze della famigerata “spending-review“, ideata da super-tecnici nominati da normo-tecnici, prevedono il blocco degli stipendi fino al 2014 sulla base di quelli ricevuti nel 2011; la riduzione delle assunzioni del 20% tra il 2012 e il 2014, che salirà al 50% nel 2015 e al 100% dal 2016 (tanto per favorire l’auspicato ricambio generazionale, vero ministro Fornero?); il taglio del 10% dei dipendenti e del 20% dei dirigenti; le ferie obbligate nelle settimane stabilite dal governo (senza tra l’altro la possibilità di vedersi pagati i giorni di ferie non goduti); e, tra le tante genialate, il taglio dei fondi per sanità e università. Senza contare le altre misure già prese dal governo nei mesi precedenti, tipo l’abbattimento dei diritti dei lavoratori o lo scherzetto agli esodati (a proposito, caro ministro Fornero, aspettiamo tutti, con viva e vibrante curiosità, i dati non “parziali” e non “fuorvianti”). La “spending review” doveva insomma tagliare le spese inutili, invece taglierà posti di lavoro, ferie, scuole e ospedali. Siamo come la Grecia, ma non lo sappiamo neppure.

Si dice: questo è un governo tecnico, che deve realizzare delle riforme impopolari che nessun governo politico avrebbe né il coraggio né l’interesse di fare. Ma la questione non va posta in questi termini. I procedimenti del governo Monti non sono sbagliati perché impopolari, sono sbagliati perché inutili. Anzi peggio: sono proprio dannosi. Perché rispondono ad una logica suicida, che permette a questo sistema di continuare ad operare anche da morto. Ed è un sistema che “produce deficit“: cioè ha bisogno che gli vengano fornite più energie di quelle che poi riesce a restituire. Un esempio? I governi europei si indebitano con la BCE per convincerla ad emettere nuovo denaro e a concedere prestiti agevolati all’1% alle banche dei vari Paesi. Poi chiedono a quelle stesse banche di comprare i propri titoli di Stato per non essere sommersi dal debito. E se le banche non li comprano? La soluzione è presto trovata: costituire una sorta di cassa comune europea – il tanto famigerato Scudo Anti-Spread – affinché la BCE compri i buoni del tesoro di quegli Stati che sono sotto il mirino della speculazione finanziaria. Solo che, per costituire quella cassa comune, gli Stati sono costretti a versare altri soldi: dunque, ancora una volta, ci indebitiamo per tenere sotto controllo il nostro debito. Roba da esaurimento nervoso.

Nel frattempo, oggi ci tolgono i diritti sindacali, domani ci abbassano gli stipendi, dopodomani aumentano le accise sulla benzina. E noi accettiamo tutto con l’illusione che fare questi sacrifici, in fondo, ci convenga. E invece ci sveniamo per versare il nostro sangue in un colabrodo, senza chiederci quand’è che basta: quando decideremo che avremo rinunciato ad un pezzo abbastanza grande della nostra felicità e della nostra libertà da non volerne cedere oltre? Qualcuno ci ha spiegato le regole del gioco? Continuiamo ad accettare questa austerità a tempo indeterminato, senza tuttavia comprendere né domandare circa l’obiettivo che intendiamo perseguire coi nostri sacrifici.

Se proprio i sacrifici vanno fatti, che almeno servano a costruire un nuovo modello di vita, radicalmente diverso, con fondamenta nuova e una grammatica completamente modificata. Soluzioni facili non ce ne sono, né bacchette magiche. Ma, Perdio!, è arrivato il momento di discutere delle soluzioni che vogliamo adottare. Si può costruire un’economia più sana, su scala più ridotta? Si può ridurre lo sfruttamento delle risorse, evitando di smangiucchiarsi la Terra un morso dopo l’altro? Si può riscrivere una carta costituzionale attraverso la partecipazione di milioni di persone? Si può evitare di affidare la gestione dei nostri diritti a istituzioni assenti e lontane migliaia di chilometri, misurate in anni-luce e in anni-welfare?

Non che tutto questo sia fattibile nell’immediato, certo. Ma forse converrebbe farsi domande del genere, ogni volta che qualcuno si prende un’altra libbra dalla nostra carne, anziché starnazzare impanicati come un branco di anatre che si fingono minacciose, per poi tornare all’ordinario indulgere al nostro confortevole nulla quotidiano.

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48 risposte a Siamo greci e non ce lo dicono

  • 39
    Oscarrafffone

    Siamo giunti ai saldi di fine stagione, ormai precotti, conditi dalla propaganda, ci stanno portanto al mercato degli schiavi, incatenati con catene virtuali ma vere e peggiori, perchè invisibili ma potentissime, non possiamo liberarci.

    Andiamo tutti al mercato per essere acquistati dai nuovi padroni,  ai quali non possiamo opporci perchè la legge non lo consente, possono disporre a loro piacimento del nostro corpo, delle nostre famiglie, nulla lo vieterà.

    Queste sono le nostre future leggi e riforme, il popolo Italiano è mercificato, tutti schiavi moderni.

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  • 38
    Fabry_M

    Siamo solo un branco di pecore, le quali non hanno il coraggio di agire.

    Sono convinto che quando sarà ora, il popolo italiano non si tirerà indietro come non si sono tirati indietro i nostri nonni con la resistenza.

    Siamo tutti bravi dietro ad un monitor, ma al momento di agire per davvero, chi ha il fegato di farsi avanti? (non me la menate, non sono anarchico-insurrezionalista)

    Il fatto è che qua vi illudete che potrete cambiare qualcosa, finchè non molleremo il nostro uccello e agguanteremo il nostro fucile verremo tutti trombati, con la scusa che siamo una grande famiglia… mentre in realtà il marito tradito imbraccia il fucile e spara. (non sono estremo, basta vedere quante donne vengono uccise oggi giorno da mariti cornuti).

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  • 37
    maxks

    bell’articolo davvero!

    dovrebbe apparire su tutte le prima pagine delle testate giornalistiche….anche su quella di topolino!

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  • 36
    Met

    NeroLucente ha scritto :
    Non credo proprio sia una questione di ipnosi e di conseguenza non credo nemmeno al risveglio. E colpevolizzare quelli che vivono la loro vita superficialmente o comunque lontani dall’approfondire temi fondamentali per la società, come la politica, non serve a molto. E’ uno stato di cose di cui bisogna tener conto, ma per me è come un padre che ha a che fare con un figlio scapestrato, le cui tendenze autodistruttive, lussiriose e ludiche, sono difficilmente reprimibili ed è più facile renderlo ancor più ribelle che cambiare le sue abitudini.  

     

    Le tendenze lussuriose, ludiche e quant’altro sono lo strumento di una voluta assuefazione da parte dei media principali. La maggior parte dei programmi di intrattenimento è pura spazzatura. Appiattisce le menti e null’altro. Guarda poi le testate giornalistiche, mistificano continuamente l’informazione generando delle finte convinzioni condizionando le scelte anche politiche. in Grecia per esempio..nonostante li stiano completamente massacrando è stata messa in piedi una propaganda perfettamente pianificata, hanno piazzato una bella faccia giovane e pulita come rappresentante di facciata pro euro  e hanno terrorizzato una buona parte della popolazione su un’ eventuale uscita, ottenendo in prima battuta il risultato sperato. In italia..giusto Ferruccio De Bortoli e la Gruber sono del bildeberg..casualità? Io credo davvero che l’influenza mediatica crei proprio una sorta di ipnosi che si riconduce ad un fine prestabilito, poi come in tutte le situazioni cè qualche scheggia “impazzita” che va fuori dagli schemi, ma che non da risultati degni di nota, proprio perchè sono schegge. ci vorrebbe Claudio Messora come direttore dei vari tg e già sarebbe un passo avanti ! :)

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