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L’informazione capovolta

In meno di due settimane abbiamo deciso insieme di fare un’intervista, l’abbiamo finanziata e realizzata. Ora è patrimonio collettivo, un totem in rappresentanza della conoscenza condivisa, un passo avanti verso il capovolgimento dell’informazione per come l’abbiamo sempre subita. Non più qualche ora di sintesi arbitraria, non più pochi minuti a testa per parlarsi addosso e giocare a chi fa la voce più grossa, ma il pubblico che decide chi vuole ascoltare, quando, per quanto tempo e che cosa vuole sapere.

Chi finanzia un’intervista realizzata in crowd-funding ne diventa l’editore: un piccolo, microscopico polo televisivo dalle potenzialità infinite, che realizza contenuti neppure lontanamente immaginabili per una televisione qualsiasi, ostaggio dello share e degli inserzionisti pubblicitari. Più interviste possono essere successivamente ricombinate insieme, a formare mini-documentari e inestimabili raccolte di pensiero puro. Oppure si può finanziare un confronto, un salotto innovativo, un libero pensatoio dove le menti migliori si scambiano argomentazioni davanti a un bicchiere di whisky, senza la necessità di prevalere o di rubarsi la scena, sospinti dall’ansia di essere interrotti e non riuscire a terminare una unità di pensiero, come accade correntemente nelle arene televisive.

Il cambiamento parte così, dal basso, e piano piano si allarga a macchia d’olio. Con il diffondersi delle tecnologie di rete, presto il mondo dell’informazione ne potrebbe venire definitivamente sconvolto. Voi siete i pionieri. Così, vi chiedo oggi quale sia il prossimo nome da intervistare. Rispondete al sondaggio che segue, inizialmente in forma di testo libero. Nei prossimi giorni, dopo che le vostre segnalazioni saranno pervenute, pubblicherò un nuovo sondaggio con le vostre proposte, che saranno sottoposte a votazione collettiva.. Quando il sondaggio si sarà concluso, verificherò la fattibilità della realizzazione. Poi stabilirò un budget e, se vi sembrerà appropriato, raccoglieremo la somma necessaria.

Si può finanziare qualunque idea. Non poniamo limiti alla nostra immaginazione, perché solo il coraggio di osare è in grado di mettere in campo l’energia sufficiente a trasformare la realtà. Tutto il resto è per i pavidi. O per i mediocri.

 P.S. = Ho visto che qualcuno ha risposto: “Un euro-convinto da contrapporre agli euro-scettici.“. E’ necessario fornire un nome, altrimenti è come non avere proposto nessuno.

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79 risposte a L’informazione capovolta

  • 1
    L0cutus

    Beppe Grillo vogliamo conoscere bene il M5S ed il suo rappresentante nonchè (sembra) detentore del simbolo ecc… visto che dovremo votarli a breve…

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    • 1.1
      framma

      concordo, mi piacerebbe sapere come vuole affrontare le nazionali…come saranno scelti i parlamentari e come verrà discusso un programma nazionale…insomma mi piacerebbbe sapere se nascerà una nuova piattaforma piu orizzontale e inattacabile. Anche la politica estera ed economica, ma conoscendo il meccanismo, le scelte devono ancora essere discusse su internet. Insomma quando si continua la rivoluzione? 

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    • 1.2
      Stupido Onesto

      Come ho già votato io proporrei un’intervista al leader che ha guidato la rivoluzione Islandese,  Hordur Torfason, che non è un politico ma bensi un artista musicista, come Grillo è un artista comico…non so se potrà essere realizzata ,ma sarebbe interessante. Per quanto riguarda “l’euroconvinto” io proporrei Romano Prodi visto che ci ha portato lui nell’euro, cosi sentiamo come argomenta….ahahahahah

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  • 2
    james62

    Visto che questo percorso e’ iniziato intorno ad un tema ben preciso, che e’ quello dell’economia in generale e dell’euro in particolare, sarebbe opportuno sviscerarlo ulteriormente, magari anche con personaggi che la pensano in maniera diametralmente opposta (soprattutto in merito all’euro), magari da mettere direttamente a confronto con Bagnai.

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    • 2.1

      Oscar Giannino? E perché no Paolo Barnard?

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    • 2.2
      james62

      Un’intervista a Barnard da solo non credo sia molto interessante, perche’ credo che basti farsi un giro sul suo sito per sapere tutto quello che pensa, riassumibile in poche parole: complotto, moneta sovrana, MMT.

       

      Sarebbe interessante, invece, mettere a confronto Barnard con qualcuno che la pensi in maniera diversa, come ad esempio lo stesso Bagnai; oppure Domenico Desimone, uno che ha sicuramente ha qualche idea alternativa: non so quanto valide, ma sicuramente alternative.

       

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    • 2.3
      Luft

      ..Bagnai vs Barnard:
      - propone le stesse soluzioni delle MMT senza aver l’onestà intellettuale di chiamare le cose con il loro nome.
      - non spiega mai esattamente da dove si origina il debito (quello privato, da lui indentificato come la causa di tutto, è una conseguenza delle politiche fiscali-economiche dei governi – i bilanci settoriali non sono un’opinione)
      - critica la MMT senza conoscerla veramente, attaccandosi alle modalità espressive di barnard (crticabili o meno riguardano la sua persona non la MMT come teoria)
      Sarei proprio curioso di vedere un’intervista doppia tra loro due.

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  • 3

    Uno potrebbe essere Riccardo Bellofiore.

    Comunque, a mio modesto parere, bisognerebbe anche trovare una risposta alla domanda che fa Alberto Bagnai nell’intervista al minuto 1:56:48.

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  • 4
    NeroLucente

    A me non dispiacerebbe una lunga intervista con Maurizio Pallante

    E’ una persona che ha un pò di idee per affrontare la crisi secondo logiche diverse da quelle convenzionali.

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  • 5
    Rodolfo P.

    Vorrei che fosse intervistato Giulio Tremonti e sarebbe incredibile un dibattito fra Tremonti e Paolo Barnard! :-)))

     

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    • 5.1
      Milko

      Potrebbe esserci dialogo, ma se cerchi la rissa a me risulta che Barnard ce l’ha soprattutto con chi ci ha affibbiato i vari amato, ciampi, prodi, padoa schioppa,…

      E mica gli do’ torto.

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    • 5.2
      NeroLucente

      Non sono del tutto contrario, ma hanno stra-parlato in ogni dove, gli mancavano solo i giochi a quiz e poi hanno coperto tutto il palinsesto.

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    • 5.3
      Morris Vincent

      Un confronto diretto tra Barnard e Tremonti farebbe sicuramente discutere molto e attirerebbe l’attenzione di molti. Barnard tra l’altro può mettersi in contatto facilmente con Tremonti, e secondo me quest’intervista oltre ad essere la più interessante del decennio è anche fattibile!

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  • 6
    edimattioli

    questa è la proposta che ho inviato:

    Stefano Montanari & Beppe Grillo

    per fare chiarezza sulla questione del “microscopio” che dal 22 gennaio 2010 è stato sottratto ai dott. Montanari e Gatti per finire a prendere polvere all’Università di Urbino e dal giugno 2011 è a oziare all’ARPA di Pesaro

    Sarebbe l’ora di sapere da Beppe quali furono i motivi per cui il microscopio fu sottratto e quali ricerche e scoperte ha contribuito a produrre in questi due anni e mezzo!!!

    Edi Mattioli

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  • 7
    monument

    Come già scritto nel box sopra, direi Licio Gelli, se è esistita una qualsivoglia cospirazione contro l’Italia lo sà solo lui o quasi…..sicuramente potrà togliere tante curiosità sulla nascita dell’euro e magari anche il vero scopo per cui è stato concepito.

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  • 8
    ciao

    Mi complimento con tutti per i nomi proposti…davvero…

     

    Licio Gelli…sarebbe allucinante, significherebbe esporsi un pò troppo? Non si scherza.

     

    Sarebbe bello acoltare Il sig. Casaleggio…Questa è diabolica lo so…

     

    Cmq come nome ho proposto paolo barnard…Mi piacerebbe sentirlo parlare un bel pò, e finalmente con un audio decente come fin ora Claudio ha sempre montato le sue interviste!!!

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  • 9
    ciao

    monument ha scritto :
    Come già scritto nel box sopra, direi Licio Gelli, se è esistita una qualsivoglia cospirazione contro l’Italia lo sà solo lui o quasi…..sicuramente potrà togliere tante curiosità sulla nascita dell’euro e magari anche il vero scopo per cui è stato concepito.

     

    Andreotti no???

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  • 10
    ymrterza

    Esperti interessanti da intervistare potrebbero essere: Eugenio Benetazzo(economista e operatore di borsa), Paolo Barnard (giornalista esperto di economia), Giulio Tremonti (ex ministro e membro del Bildelberg), Paola Musu (avvocato che ha querelato Napolitano, Monti ed altri politici per attentato alla sovranità dello Stato)

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  • 11
    ciao

    Nomi ce ne sono tanti…

     

    Vorrei solo che gli intervistati (Giustamente lasciati andare a ruota libera) si ricordassero di non affondare in un linguaggio o esempi, comprensibili solo da professionisti della materia!

     

    Vogliamo capire tutto…non abbiamo il tempo di andare ad approfondire argomento per argomento…sarebbe impossibile!

     

    Grazie Claudio

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  • 12
    luck29

    Mi piacerebbe che intervistassi Roberto Frenkel, l’economista che ha contribuito a tirare fuori l’Argentina dalla crisi. Complimenti per la bellissima intervista all’economista Alberto Bagnai, sopratutto la seconda parte è stata fantastica, e rivelatrice di verità impensabili.

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    • 12.1
      Paolo 2.0

      finalmente una proposta originale e un’ottima idea! Qua è tutto un fiorire di Paolo Barnard e Beppe Grillo, sai che novità… 

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  • 13
    ska pnt

    beppe grillo che spieghi le questioni : Montanari ,Casaleggio e del perchè ha smesso di parlare del signoraggio bancario 

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  • 14
    valerio02

    Ho votato per Serge Latouche. Mi piacerebbe anche Maurizio Pallante, Loretta Napoleoni o Maurizio Landini. Altri: Domenico Finiguerra, Mario Agostinelli, Guido Viale, Aldo Giannuli, Luciano Giovannetti, Alberto Costanzo, Domenico De Simone, Debora Billi. Poi il massimo sarebbe Noam Chomsky

     

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  • 15
    Met

    Antonio “Toni” Negri classe 1933 politico e filosofo italiano

    “L’impero si sta materializzando proprio sotto i nostri occhi. Nel corso degli ultimi decenni, con la fine dei regimi coloniali e, ancora più rapidamente, in seguito al crollo dell’Unione Sovietica e delle barriere da essa opposte al mercato mondiale capitalistico, abbiamo assistito a un’irresistibile e irreversibile globalizzazione degli scambi economici e culturali. Assieme al mercato mondiale e ai circuiti globali della produzione sono emersi un nuovo ordine globale, una nuova logica e una nuova struttura di potere: in breve, una nuova forma di sovranità. Di fatto, l’Impero è il nuovo soggetto politico che regola gli scambi mondiali, il potere sovrano che governa il mondo. Molti sostengono che la globalizzazione della produzione e degli scambi capitalistici comporta una maggiore autonomia delle relazioni economiche rispetto ai controlli politici e, quindi, che la sovranità politica sia in declino. Alcuni salutano questa nuova era come una liberazione dell’economia capitalistica dalle restrizioni e dai vincoli imposti dalle forze politiche; altri, invece, la deplorano poiché essa chiude i canali istituzionali attraverso i quali i lavoratori e i cittadini potevano influenzare o contestare la logica fredda del profitto capitalistico. È indubbiamente vero che, con l’avanzare della globalizzazione, la sovranità degli stati-nazione, benché ancora effettiva, ha subito un progressivo declino. I fattori primari della produzione e dello scambio – il denaro, la tecnologia, il lavoro e le merci – attraversano con crescente facilità i confini nazionali; lo stato-nazione ha cioè sempre meno potere per regolare questi flussi e per imporre la sua autorità sull’economia. Anche i più potenti tra gli stati-nazione non possono più essere considerati come le supreme autorità sovrane non solo all’esterno, ma neppure all’interno dei propri confini. Tuttavia, il declino della sovranità dello stato-nazione non significa che la sovranità, in quanto tale, sia in declino. Nel corso di queste trasformazioni, i controlli politici, le funzioni statuali e i meccanismi della regolazione hanno continuato a governare gli ambiti della produzione e degli scambi economici e sociali. La tesi di fondo che sosteniamo in questo libro è che la sovranità ha assunto una forma nuova, composta da una serie di organismi nazionali e sovranazionali uniti da un’unica logica di potere. Questa nuova forma di sovranità globale è ciò che chiamiamo Impero. Il declino della sovranità dello stato-nazione e la sua crescente incapacità di regolare gli scambi economici e culturali è infatti uno dei primi sintomi che segnalano l’avvento dell’Impero. La sovranità dello stato-nazione era la pietra angolare su cui, per tutto il corso dell’epoca moderna, le potenze europee avevano costruito i loro imperialismi. Ciò che intendiamo con «Impero», tuttavia, non ha nulla a che vedere con l’«imperialismo». I confini definiti dal moderno sistema degli stati-nazione sono stati fondamentali per il colonialismo europeo e per la sua espansione economica: le frontiere territoriali della nazione delimitavano il centro di ogni singola potenza, dal quale veniva esercitato il potere sui territori esterni attraverso un sistema di canali e di barriere che, alternativamente, facilitavano e bloccavano i flussi della produzione e della circolazione. L’imperialismo costituiva una vera e propria proiezione della sovranità degli stati-nazione europei al di là dei loro confini. Alla fine, quasi tutti i territori del globo furono spartiti e lottizzati e la carta del mondo fu codificata con i colori europei: rosso per il territorio britannico; blu per quello francese; verde per il portoghese e così via. In qualunque luogo la sovranità moderna mettesse radici, veniva edificato un Leviathan che dominava la società e imponeva confini territoriali gerarchici per proteggere la purezza della sua identità da tutto ciò che era estraneo. L’Impero emerge al crepuscolo della sovranità europea. Al contrario dell’imperialismo, l’impero non stabilisce alcun centro di potere e non poggia su confini e barriere fisse. Si tratta di un apparato di potere decentrato e deterritorializzante che progressivamente incorpora l’intero spazio mondiale all’interno delle sue frontiere aperte e in continua espansione. L’Impero amministra delle identità ibride, delle gerarchie flessibili e degli scambi plurali modulando reti di comando. I singoli colori nazionali della carta imperialista del mondo sono stati mescolati in un arcobaleno globale e imperiale. La trasfonnazione della moderna geografia imperialista del mondo e l’affermazione del mercato mondiale segnalano il passaggio all’interno del sistema capitalistico di produzione. Ma, soprattutto, le divisioni spaziali tra i tre «Mondi» (il Primo, il Secondo e il Terzo) si sono confuse, di modo che troviamo di continuo il Primo Mondo nel Terzo, il Terzo nel Primo e il Secondo quasi da nessuna parte. Il capitale sembra trovarsi di fronte a un mondo levigato, o meglio, a un mondo definito da nuovi e complessi regimi di differenziazione e omogeneizzazione, deterritorializzazione e riterritorializzazione. La costruzione degli itinerari e dei limiti di questi nuovi flussi globali è stata accompagnata da una trasformazione degli stessi processi produttivi e, cioè, da una riduzione del ruolo del lavoro industriale di fabbrica e da una crescente priorità attribuita al lavoro basato sulla comunicazione, sulla cooperazione e sull’affettività. Nella post-modernizzazione dell’economia globale, la creazione della ricchezza tende sempre più risolutamente verso ciò che definiamo produzione biopolitica – la produzione della vita sociale stessa – in cui l’elemento economico, quello politico e quello culturale si sovrappongono sistematicamente e si investono reciprocamente. Molti identificano negli Stati Uniti l’autorità suprema che domina la globalizzazione e il nuovo ordine mondiale. I loro sostenitori li esaltano come leader mondiale e unica superpotenza; gli avversari li denunciano come un oppressore imperialista. Queste opposte valutazioni si basano entrambe sulla convinzione che gli Stati Uniti abbiano assunto quel ruolo di potenza globale che le nazioni europee hanno abbandonato. Se il XIX secolo è stato il secolo britannico, il XX è stato quello americano; in altri termini, se la modernità è stata europea, la postmodernità è americana. L’accusa più grave che gli oppositori rivolgono agli Stati Uniti è che questi ultimi ripetono le stesse pratiche dei vecchi imperialisti europei; i loro sostenitori, invece, vedono negli Stati Uniti un leader assai più efficiente e magnanimo, in grado di riuscire laddove gli europei hanno fallito. La nostra ipotesi di fondo, che sia emersa una nuova forma di sovranità imperiale, contraddice entrambe queste concezioni. Né gli Stati Uniti, né alcuno stato-nazione costituiscono attualmente il centro di un progetto imperialista. L’imperialismo è finito. Nessuna nazione sarà un leader mondiale come lo furono le nazioni europee moderne. Gli Stati Uniti occupano una posizione indubbiamente privilegiata nell’Impero, ma questo privilegio non deriva dalle somiglianze quanto piuttosto dalle differenze rispetto alle vecchie potenze imperialiste europee. Queste differenze possono essere chiaramente identificate se si focalizzano i fondamenti propriamente imperiali (non imperialistici) della costituzione americana, ove per «costituzione» intendiamo, a un tempo, la costituzione formale – il documento scritto con i suoi vari emendamenti e i suoi dispositivo giuridici – e la costituzione materiale, vale a dire l’ininterrotta formazione e ridefinizione della composizione delle forze sociali. Thomas Jefferson, gli autori del Federalist e gli altri padri fondatori degli Stati Uniti si erano ispirati al modello imperiale dell’antichità: essi credevano di aver creato un nuovo Impero sull’altra sponda dell’Atlantico, un nuovo Impero con le frontiere aperte e in continua espansione, in cui il potere sarebbe stato effettivamente distribuito in reti. Questa idea imperiale è sopravvissuta maturando attraverso la storia della costituzione americana ed è riemersa oggi, su scala globale, nella sua forma pienamente realizzata. Occorre sottolineare che noi non usiamo il termine «Impero» come una metafora che implica la definizione delle somiglianze tra l’attuale ordine mondiale e gli imperi di Roma, della Cina, quelli precolombiani ecc. – ma piuttosto come un concetto che esige un approccio essenzialmente teorico. Il concetto di Impero è caratterizzato, soprattutto, dalla mancanza di confini: il potere dell’Impero non ha limiti. In primo luogo, allora, il concetto di Impero indica un regime che di fatto si estende all’intero pianeta, o che dirige l’intero mondo «civilizzato». Nessun confine territoriale limita il suo regno. In secondo luogo, il concetto di Impero non rimanda a un regime storicamente determinato che trae la propria origine da una conquista ma, piuttosto, a un ordine che, sospendendo la storia, cristalizza l’ordine attuale delle cose per l’eternità. Dal punto di vista dell’Impero questo è, a un tempo, il modo in cui le cose andranno per sempre e il modo in cui sono sempre state concepite. In altri termini, l’Impero non rappresenta il suo potere come un momento storicamente transitorio, bensì come un regime che non possiede limiti temporali e che, in tal senso, si trova al di fuori della storia o alla sua fine. In terzo luogo, il potere dell’Impero agisce su tutti i livelli dell’ordine sociale, penetrando nelle sue profondità. L’Impero non solo amministra un territorio e una popolazione, ma vuole creare il mondo reale in cui abita. Non si limita a regolare le interazioni umane, ma cerca di dominare direttamente la natura umana. L’oggetto del suo potere è la totalità della vita sociale; in tal modo, l’Impero costituisce la forma paradigmatica del biopotere. Infine, benché l’agire effettivo dell’Impero sia continuamente immerso nel sangue, il suo concetto è consacrato alla pace – una pace perpetua e universale fuori dalla storia.”

    (Tony Negri – Michael Hardt, Impero, Prefazione)

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  • 16
    liberochi

    potrebbe essere interessante un 

    TREMONTI vs BENETAZZO… 

    trovo che benetazzo sia molto ingamba, preparato e bravo a spiegare i fatti e i meccanismi,

    e a mio parere dovrebbe avere e trovare molta piu visibilita…

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  • 17
    liberochi

    potrebbe essere interessante un 

    TREMONTI vs BENETAZZO… 

    trovo che benetazzo sia molto ingamba, preparato e bravo a spiegare i fatti e i meccanismi,

    e a mio parere dovrebbe avere e trovare molta piu visibilita…

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  • 18
    Moosbruger

    caro Claudio, quoto il tuo appello/intervento, ma lasciami precisare una cosa* che sappiamo entrambi: il cambiamento non parte mai dal basso e non si sparge mai a macchia d’olio. quando Paolo Barnard ad un certo punto del summit di Rimini si auto citò, in occasione della considerazione sull’assenza di media mainstream ergo sulla pericolosità che l’argomento trattato rappresenta per essi visto che il summit aveva tutti i crismi per essere quantomeno citato, disse che avevamo un dinosauro in una stanza… capii perfettamente cosa voleva dire. e ritorno al cambiamento… esso non si comporta mai, nella storia, come tu hai descritto, ma questa volta lo ha fatto. perché? perché Paolo Barnard ha liberato quel dinosauro e questo ora stà terrorizzando “sotto i baffi”, dietro la maschera di calcare che indossano, tutti i veri interessati da questo ciclo storico socio-economico, un elenco sommario potrebbe essere: vero potere, rentiers, politici e tecnici, giornalisti, accademici economici ecc… tanto da rendere necessario lo scomodarsi del “nostro” criminalissimo Mario Monti che se ne usciva (corriere della sera o altro) dichiarando scomunica senza revoche alle “politiche keynesiane” e scusami se penso che il il “nostro” criminalissimo abbia i sudori freddi quando sente parlare di Barnard, o un ridicolo Giannino sempre più livido e strafottente perchè in ansia fottuta da paura di morte improvvisa del suo giocattolo, o il fatto che qualsiasi blog che voglia chiamarsi tale ha trattato l’argomento, il più delle volte in modo colpevolmente superficiale e sommario (molti no, il mondo dei blog è permeato dall’attivismo in tutte le sue forme), e un mucchio di addetti ai lavori ha avuto visibilità proprio nelle polemiche, rettifiche, consigli, difese piccate e chi più né ha più né metta proprio nei confronti di chi per primo ha dato pubblicamente del criminale a Monti e Napolitano (tu eri presente), a proposito, a quelli che si sono “indignati” (oggi va di moda indignarsi) bisognava spiegare che Paolo quella affermazione l’ha fatta davanti ad un ufficiale giudiziario, il tutto, entrambe le denunce hanno prodotto… il nulla, vuoto pneumatico nessuna difesa, nessuno ufficialmente ha battuto un ciglio, per paura della storia della farfalla che sbatte le ali in un posto e in un altro un cetriolo… immobili, come il Prodi della Guzzanti. Paolo li attacca frontalmente in modo ineccepibile e chirurgico, ben inteso non dal punto del savoir faire, ma è per questo e solo questo che si è potuto finanziare il summit, la sua indomabile “mancanza di tatto” per qualcuno, e per qualcun’altro la sua “radicalità dei diritti” unita alla sua sintesi e coerenza. Noi possiamo finanziare qualunque cosa! te lo dico per esperienza e per fede (a ramengo i detrattori di questo sentimento) e sono sicuro che la tua ultima considerazione sulla finanziabilità dell’informazione sfoci in gran parte dalla conoscenza dell’esperienza del summit di Rimini. Paolo ha già vinto perché ha sconquassato i paradigmi quantomeno comunicativi. ora sta a te, non che te lo ordini io :) ma tu ne hai tutta la possibilità e lo hai già fatto, bontà tua. con una intervista di Paolo e magari uno degli economisti che vorrà, incentrata sui temi che sviluppano ad es. Giannino, Monti, magari en passant grillo ecc e ben divulgata si potrebbe distruggergli il sorriso con una mazza sui denti o negli zebedei ai succitati criminali, davanti a tutti i non minus habens, e gli altri comunque comincerebbero a farsi domande… ora sono stanco. voto Paolo Barnard. contatta su FB Shirin del gruppo democraziaMMT . notte
    e complimenti e grazie per tutto quello che hai già fatto :)

    andrea

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  • 19

    Il magistrato Paolo Ferraro su monarch, mk-ultra, sette esoteriche deviate e collusione con organi della politica, dell’economia, del clero, dell’esercito, della magistratura e dello show business. Dopo 4 anni di indagini private il magistrato ha raccolto una montagna di prove e dopo aver denunciato in questura gli è stato dato il TSO (trattamento sanitario obbligatorio). Informatevi qui http://www.paoloferrarocdd.blogspot.it/ sulla sua ed ahimè NOSTRA storia.

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  • 20

    Achtung! Achtung! Achtung!

    Klaus P. Regling è stato nominato ( da chi?) a capo del MES. Fonte Rainews24
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  • 21

    Da ex elettore Pd, dico Grillo perche’ e’ l’unico movimento che in alcuni tratti condivide quello che leggo qui o seguendo Barnard (brevi tratti)

    Purtroppo le benedette voci di Paolo Barnard o di Claudio hanno bisogno, oltre che di piu’ seguito e divulgazione possibile, di un volano piu’ grande per arrivare veramente con le idee nei palazzi, altrimenti vengono , e veniamo, strozzate dai media ignoranti che pero’ hanno acnora l’esclusiva di accesso alle case di un popolo vecchio.

    Non so se questo potrebbe essere Grillo ( non mi e’ mai stato chiaro Barnard cosa ne pensi) ma voglio capirlo meglio e capire io se puo’ essere il cavallo di troia in parlamento….oppure no.

    Ciao

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  • 22
    Sir Mancius

    Quoto

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  • 23
    Paolo Curioso

    Scordatevi interviste “con domande” a Beppe Grillo. Non è sulla scena per essere trasparente, ci sono domande alle quali non risponderà mai davvero (microscopio innanzitutto) nè si confronta con nessuno.

    Bella invece l’idea dell’intervista all’economista che ha risollevato l’Argentina.

    Ma più di tutto spero davvero in un dibattito diretto tra un euro scettico (da Barnard a bagnai) e un euro convinto (Da Scacciavillani a Giannino)…

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  • 24
    BorisPasternak

    Godot_74 ha scritto :
    Mi unisco alla richiesta.

     

    Idem mi unisco anche io alla richiesta.

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  • 25
    ciao

    Qualche rettiliano da intervistare non lo conosce nessuno?

     

     

    Ovviamente scherzo…dico però che il livello di informazione deve essere adeguato alla capacità di comprensione, ma sopratutto di accettazione del singolo individuo! Credo sia impensabile presentare in modo troppo diretto la realtà e le verità che ci vengono nascoste!

     

    Si rischia solo di essere etichettato come “complottista” che vede alieni ovunque, questo limite si è superato, quanti video su youtybe di nubiriani/rettiliani (ovviamente cazzate) non fanno altro che provocare l’effetto opposto allontanando le persone dai problemi veri..

     

    Per la persona “comune” (omai “istituzionalizzata”, troppo dipendente dal sistema)  è più facile identificare il nemico come un corrotto ladro che sperpera risorse…se invece gli viene proposto il “massone” il cui fine è quello di portare l’umanità all’adorazione collettiva “dell’architetto dell’universo” (il diavolo) e di schiavizzarla…(che poi è la verità)…

     

    Un pò per volta…più che dare le risposte dobbiamo mettere le persone nella condizione di arrivare scoprire autonomamente la verità…

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