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Tu cosa sceglieresti?

Olivier Blanchard, capoeconomista del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato che Spagna e Italia “devono avere aiuto“: non è una questione di se, ma di quando. Il motivo è semplice: i capitali esteri stanno defluendo dai nostri titoli di stato. All’inizio dell’euro rappresentavano circa il 30% del nostro portafoglio, nel 2006 erano saliti al 50% e ora secondo il Tesoro sarebbero al 37%. Ma secondo gli specialisti, le grosse banche cui diamo licenza per trattare in via esclusiva le nostre emissioni, in questa fase i sottoscrittori esteri non supererebbero il 10%. In questa situazione diventa problematico trovare i 50 miliardi necessari, da qui alla fine dell’anno, per rimpiazzare gli investimenti che, su un totale di 210 miliardi di rifinanziamenti, gli stranieri non offrono più. E se gettiamo lo sguardo oltre la siepe del 2012, su 630 miliardi da rifinanziare, la fuga di capitali esteri da tamponare ammonterebbe a ben 100 miliardi.

 

Ora, come pensate di trovare questi 150 miliardi? Dopo l’insediamento di Monti, le tanto famigerate manovre lacrime e sangue si consumavano in un bacino circoscritto da 20-30 miliardi al massimo. E guardate quali conseguenze hanno generato. Dunque non restano che tre ipotesi sul campo.

  1. sottoporsi ad una serie di tagli draconiani alla spesa pubblica, al welfare e al diritto del lavoro tali che dopo la loro realizzazione ci si riferirà alle misure di drastica severità non più richiamando l’immagine di Dracone, rigido legislatore ateniese, ma le leggendarie cesoie di “Mario mani di forbice”, autore dei famigerati “tagli montiani”. E anche così, come sappiamo dalla Grecia, potremmo non sfuggire alla necessità di svendere un paese ormai esanime al Fondo Monetario Internazionale.
  2. accettare fin da subito gli aiuti di Olivier Blanchard e di Christine Lagarde, tenendo ben presente che quando il Fondo Monetario Internazionale si muove, lo fa per spartirsi un bottino di guerra. Vedere nel merito l’elenco delle cosiddette “privatizzazioni” (o espropri che dir si voglia) richieste proprio dal FMI ad Atene nel famoso memorandum.
  3. uscire immediatamente (ora) dall’euro; battere moneta sovrana; accettare una svalutazione che secondo molti economisti di chiara fama non sarebbe superiore al 20 – 25%, con un riflesso sull’inflazione storicamente sperimentato di uno 0,6%; ossigenare il mercato del lavoro rilanciando infrastrutture con il supporto di una politica monetaria finalmente autonoma; ritornare competitivi e riprendere l’esportazione a ritmi vertiginosi.

Se voi non faceste parte di una ristretta oligarchia mondiale che deve tutelare i suoi interessi a discapito delle unità produttive e di manovalanza, perseguendo progetti decisi in ambiti privati e mai discussi pubblicamente, quale scelta fareste?

 

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151 risposte a Tu cosa sceglieresti?

  • 1
    Carlo1968

    Risposta scontata: TRE. Tutta la vita. Moneta sovrana e popolo libero

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    • 1.1
      lukeskywalker

      In parte la 1, in parte la 3. 

      Van tagliate le spese dello Stato privatizzando alcuni settori (che in mano allo Stato non hanno guadagnato di efficacia, né tantomeno di convenienza, vedesi i trasporti pubblici o la sanità di primo soccorso in primis), ma al contempo abbassando la pressione fiscale lasciando respiro ai lavoratori e agli imprenditori. Sposare l’idea del “tutto privato” o “tutto pubblico” è dannoso ed è come una guerra di religione, bisogna avere l’onestà intellettuale per comprendere e provare strade diverse e cicliche: si privatizza, si ristatalizza, si privatizza… basti vedere agli Stati del Nord dal forte apparato statale (ma direi efficiente) che piano piano stanno privatizzando (e come mai anche se è tutto sommato efficiente?). 

      Iniziare a concepire nuove monete che abbiano come standard l’oro e l’argento permettendo alle banche, locali e non, di batterle liberamente. La moneta è un mezzo delle persone di “scambiare”, pertanto sta al singolo individuo scegliersela, senza demandare a qualcun’altro l’onere di gestire (visto che tanto, l’han sempre fatto male).

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    • 1.2
      roberto p.

      Caro mio

      non è privatizzando che si ottiene efficienza, ma facendo gestire i vari settori da persone competenti e  non dalla politica clientelare

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    • 1.3
      lukeskywalker

      E chi lo stabilisce chi sia o no competente? Tu? Io? Noi?

      Quindi, per ogni settore possibile dell’apparato pubblico, sapresti indicarmi una persona in grado di avere una determinata carica?

      Facciamo finta che tu sia in grado. Ma tutti gli altri? Ricordo che abbiamo avuto il coraggio di portare alla presidenza del consiglio gente come Prodi, D’Alema e Berlusconi (siamo buoni e parliamo solo degli ultimi 20 anni)

      Oppure, eleggiamo dei rappresentanti che a loro volta si prendono l’onere di incaricare individui per ogni ruolo? Ah no, è come stiamo facendo ora. Abbiamo proprio fatto bene a fidarci per tutti questi anni, continuiamo così.

      La paura per la parola “privatizzazione” è dovuta al fatto che son riusciti a spaventarci di fronte al fatto che non possiamo avere il controllo su tutto. Quella parola lì strana così criptica, significa semplicemente che come mi compro il televisore dove voglio e della marca che voglio, decido anche con quale azienda di mezzi di trasporto andare a scuola.

      Non mi sembra che ci si preoccupi così tanto che chi mi vende il televisore non è lo Stato. Tabù dello statalismo.

      Vogliamo stare tranquilli nei confronti dei cattivoni che vogliono guadagnare soldi portandoci efficientemente e, tramite ricerca e sviluppo, trovare soluzioni migliori per darci un servizio (ovviamente se si lascia fare il tutto in concorrenza, mica quelle prese in giro di privatizzazioni in tema di energia e telefonia)? Decentralizziamo i poteri, almeno se si deve prendere a calci nel culo qualcuno ce l’abbiamo vicino casa, non a centinaia di km.

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    • 1.4
      Milko

      Luke ma stai parlando di sanità, istruzione, trasporti pubblici, acqua, servizi essenziali mica televisori.

      Ma te li immagini questi in mano ad un Tronchetti?

      Parli di privatizzazione di primo soccorso, proprio ieri, non ricordo dove, ho visto l’intervista di una ragazza americana che si è vista recapitare il conto per le cure di un incidente stradale perché non aveva preventivamente firmato il permesso del trasporto in ambulanza.

      Ora non è che per non far guidare un bus ad un alcolizzato lo do’ in mano ad uno nemmeno patentato.

      Prova a guardare questo http://www.byoblu.com/post/2012/06/18/CATASTROIKA-La-privatizzazioni-che-ci-attendono.aspx 

      potrebbe farti pensare.

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    • 1.5
      claudio765

      Luke , prima c’era solo la televisione

      adesso sempre piu’ persone sono informate,

      sempre poche ma ogni giorno una in piu’

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    • 1.6
      lukeskywalker

      Non ci capiamo proprio.

      Privatizzare, innanzitutto, non significa che lo Stato debba per forza tirarsene fuori. Semplicemente deve ridimensionarsi. E mi riferisco sempre alla Svizzera e altri paesi che, con una pressione fiscale non superiore al 30%, han trovato un ottimo equilibrio fra servizio pubblico e concessione anche ai privati (ah, infatti il loro sistema di fiscalità è proprio federale).

      Inoltre, non si parla nemmeno mai di scelte del singolo anche in termini di tasse: non voglio usufruire di un determinato servizio pubblico? Fate in modo che non ne paghi le tasse. Lo Stato non deve obbligarti a fare niente solo perché sei nato nei suoi confini. Ma forse sto andando troppo oltre e ragionare in sti termini per i più è ancora troppo difficile.

      Insomma, lo Stato non può essere un ente monopolistico e nemmeno quello più diffuso. Soprattutto nella situazione attuale dove la spesa pubblica è maggiore delle entrate. Ed evasione o no, è assurdo poter pensare di mantenere una pressione fiscale tale.

      Poi mi fai gli esempi della società americana che è marcia fino al midollo… evitiamo di parlarne degli Stati Uniti. E, riguardo il documentario sulla Grecia, come al solito, si demonizza la parola privatizzazione, perché lì si parla di corruzione e clientelismo dei soliti che fanno favori ai soliti e, anziché pensare che il problema sia loro, lo si attribuisce alla privatizzazione (poi i dati si interpretano un po’ come si vogliono).

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    • 1.7

      Inoltre, non si parla nemmeno mai di scelte del singolo anche in termini di tasse: non voglio usufruire di un determinato servizio pubblico? Fate in modo che non ne paghi le tasse.

      E certo: non voglio “usufruire” della sanità pubblica? Non pago le tasse. Così milioni di poveri non possono più essere curati e muoiono come cani agli angoli delle strade (con tutto il rispetto per i cani). Perché è chiaro che il ricco nell’ospedale pubblico già non ci va: spende decine di migliaia di euro per le cliniche private già adesso. Se gliene dai facoltà, smette subito di pagare per la sanità pubblica e tanti saluti al welfare. Lo Stato sociale a puttane.

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    • 1.8
      Milko

      Luke, il docufilm non è sulla privatizzazione in Grecia, che è ancora in corso, ma sui paesi dove si possono tirare le somme di quanto sia successo, tipo ex urss.

      Guardalo tutto quando hai tempo.

      Sono un liberista, quindi ti capisco benissimo, ma ormai ex in queste condizioni.

      La nostra è un’utopia, nè più nè meno del comunismo.

      Citi la Svizzera, non che sia immune alla crisi, sapendo quali fossero le sue entrate primarie. Ma allora perchè non l’Irlanda? Sarebbe il tuo paese ideale, ma allora cosa non ha funzionato lì?

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    • 1.9
      lukeskywalker

      @byoblu: lo Stato sociale può funzionare in modi differenti, ed è lungi da me smantellarlo del tutto, ma sicuramente va riformato. Non esiste solo il paradigma pago-le-tasse->servizio pubblico. Vi sono anche altre soluzioni. Ripeto: consideriamo e studiamo le idee e, sia da un punto di vista etico/morale che logistico/pratico, facciamo delle valutazioni. E poi, perché il ricco va nella clinica privata? Non perché se lo può permettere, ma perché offrono un servizio migliore. Il fatto che se lo possa permettere è un mezzo per usufruire del suo desiderio. Non è che lo fa perché è cattivo e odia i poveri. Quindi cosa c’è che non va nel servizio pubblico? Non è efficiente, e torniamo al discorso della gestione della cosa pubblica in maniera più territoriale e legata alla realtà in cui vive il cittadino, una realtà maggiormente controllabile che, anche grazie all’informatizzazione, potrebbe divenire più efficiente. Un’altra idea, se una circoscrizione votasse che i finanziamenti al settore sanità vadano abbassati, magari in favore di un’abbassamento della pressione fiscale o un maggiore investimento, che ne so, nell’acqua perché magari quella zona ha poche falde acquifere, dev’essere lasciato fare. Poi magari è difficile da applicare, ma vogliamo farci spaventare dalle difficoltà?

      Inoltre, qualcuno ha mai parlato di possibilità di gestire la pensione a modo proprio? Perché io non ho la possibilità di non pagare contributi INPS e crearmi da solo un fondo pensione? Creiamo un sistema in cui chi non è in grado potrà comunque rivolgersi presso l’istituto previdenziale di Stato, oppure uno privato, oppure si tiene i soldi in banca per investirli o sotto il materasso. Ma, soprattutto, non si ha la possibilità di richiedere i contributi versati indietro, vedesi il problema degli esodati che, dopo 35 anni di contributi versati di cui lo Stato ha usufruito, devono per forza di cose attendere l’anno della pensione. Perché? Di chi sono quei soldi in realtà?

      Esempio, da considerare (ma da non prendere come la soluzione definitiva ai problemi del mondo) è il reddito di cittadinanza. Chi è stato uno dei promotori maggiori? Un “libertario”, Hayek (proprio lui), visto con diffidenza dall’ambiente socialista. Questo sistema funziona nei paesi in cui il tasso di disoccupazione è basso, mentre in caso contrario le tasse versate sarebbero troppo alte per poter concedere a tutti i meno abbienti un supporto economico (per non parlare dell’aumento della soglia di base legata a domanda e offerta. Esempio: 4 persone hanno 5 euro, una 10 euro e una 0, e vogliono comprare un oggetto X. Il prezzo, secondo domanda e offerta, sarà un compromesso fra tutti i fattori. Se però, introducessimo questo reddito, tutti avrebbero più potere d’acquisto, quindi il prezzo dell’oggetto X, per forza di cose, salirà. E’ una base dell’economia la domanda e l’offerta).

      Ma si parla mai di queste cose? Mai, e soprattutto in questi casi andrebbero contattati ingegneri logistici, informatici, economisti perché le idee son belle, ma poi si devono creare infrastrutture e sistemi in grado di renderli funzionali. Non basta pensare che si danno dei soldi a qualcuno, poi come si faccia o no sono affari suoi. Qualcuno è mai venuto a spiegarci che, ad esempio, un determinato iter burocratico, o una determinata gestione del danaro, ha dei costi folli rispetto un altro? No ma va, continuiamo a discorrere di idee vecchie e pensiamo sempre di risolvere le cose in quell’ottica lì, cioè quella che se ci sono tanti soldi in una cassaforte qualcosa di buono ne deve uscire per forza.

      @Milko: ex Urss… quindi paesi che per decenni hanno vissuto nel centralismo e nella burocratizzazione. Direi che possa bastare.

      E poi no, non sono mica un liberista. Chi l’ha mai detto?

      E l’Irlanda il mio paese ideale? Cioè un paese dove i bad investments e l’interventismo l’han fatta da padrone? Un paese che ha aderito all’Euro? E dove la speculazione edilizia li ha portati a quel punto?

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  • 2

    Direi la 3°. Ma per farla completa, bisogna uscire anche dalla UE. Se poi vogliamo fare i Signori, anche dalla N.A.T.O. Comunque, Io opto x la 3°

     

    p.s. Al contrario, oggi Grillo propone un bel sondaggio basato su “la fiera delle ovvietà”.

    Claudio, non è che per caso hai la possibilità di sentire Grillo, e chiedergli se ha un’opinione sul MES? Stranamente non ne parla mai.

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    • 2.1

      Cosa diresti di uscire anche dalla Chiesa Cattolica?

      Per quanto riguarda le manovre economiche “rivoluzionarie” di cui parli, pensi sarebbero attuabili con la classe politica che ci ritroviamo sul groppone?

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    • 2.2
      Rivoluzione

      Stranamente non ne parla mai? Finalmente la gente inizia a notarlo!

      E’ ovvio che Casaleggio sia collusa con le Banche, Grillo è sempre pronto a sputtanare tutti, ma NON TOCCA MAI L’ARGOMENTO DEL SIGNORAGGIO BANCARIO!!!

      Claudio, per piacere se hai tempo rispondi alla sua domanda.

      Poi per piacere rispondi alla mia: perchè su ZTE ZTE compaiono solo i tuoi articoli che NON parlano del MES ecc?? Eppure sono i più discussi, quindi per ovvi motivi sono anche i più condivisi e votati su TZE TZE. Eppure nulla.

      Sono sicuro che TZE TZE sia una delle tue più grandi fonti d’utenza …non mi dire che non te lo sei mai chiesto…

      (TZE TZE è un’aggregatore di news di Casaleggio Associati, azienda cofondatrice del M5S e casa editrice di Beppe Grillo)

       

      un saluto a tutti i byobluani

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    • 2.3

      Ma, più che uscire noi, dovrebbero uscire loro. Possibilmente dalla galassia!

      Chiaramente con questa classe politica (e non solo) non si può andare che verso la catastrofe completa.

      E in più al di fuori del parlamento non vedo niente di che. Chiaramente per fare pulizia e ricostruire ci vuole tempo. Però, alcune cose, le basilari direi,  possono esser fatte in un tempo più che ragionevole. Bisogna solo decidere cosa e come. Il M5S come idea non è male, però non mi piace il loro atteggiamento di totale adorazione nei confronti di Grillo. 

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  • 3
    Brüt Usèl

    Non ci penso neanche un attimo. La 3. L’unica possibilità di salvezza.

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  • 4

    Uscita dall’euro e ritorno alla moneta sovrana. Forse ci sarebbe un po’ da riorganizzare le cose all’inizio, ma dopo un periodo di smarrimento dei più, la ripresa dell’economia e dei posti di lavoro metterebbe un tal ottimismo agli Italiani da sbaragliare qualsiasi previsione. Anche perché credo che uno dei problemi attuali (da non sottovalutare), oltre che la crisi reale vissuta ogni giorno, sia la mancanza di prospettive, il nulla del futuro. Se non puoi fare nemmeno un sogno, un progetto… perché combattere e cercare di resistere alla crisi? Nessuno fa vedere una luce in fondo al tunnel: né istituzioni, né tecnici, né politici.

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    • 4.1
      Pagina

      Dalla proprietà di linguaggio si notano conoscenze economiche di eccellenza…

      certo… mancano dall’analisi alcuni punti… ma sono certo riuscirà a recuperare documentandosi sul prossimo numero di Topolino.

      Mi raccomando faccia attenzione a come farà Paperone a recuperare la sua famosa moneta numero uno (detta anche moneta sovrana)

      Saluti

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  • 5

    Ho letto il libro “Quando la Moneta Muore” e mi vengono i brividi quando leggo la parola “svalutazione”. L’uscita dall’euro è un suicidio. La lira diventerebbe carta straccia. In poco tempo la svalutazione monetaria arriverebbe al punto che per un euro dovremmo sborsare 100 mila lire. Sarebbe un martirio per chi ha la paga fissa. Tuttaltro discorso se fallisce l’euro.

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    • 5.1

      Tutti gli economisti di spessore che ho sentito nel corso delle ultime interviste al blog (che evidentemente non hai guardato né letto) sostengono esattamente il contrario. E, mi perdonerai, tendo a fidarmi più di loro che di te. Dunque questi scenari apocalittici, forse, vengon bene per le colonne del Corsera. Qui sono fuori luogo.

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    • 5.2
      lukeskywalker

      Gli economisti della stessa mentalità di quelli che ci han portato costantemente in crisi economiche globali.

      Tipo quelli che si fanno scudo col premio Nobel, che affermano che l’inflazione “non è un furto perlomeno in senso legale”… http://www.youtube.com/watch?v=bQcRPJMyVKw&feature=youtube_gdata_player

      http://it.wikipedia.org/wiki/Inflazione#La_visione_della_Scuola_Austriaca

      Inflazione è una conseguenza della manipolazione della moneta.

      Il fatto è che Bagnai e gli altri, non spiegano che, se uscisse l’Italia insieme ad altri paesi, non saremmo gli unici a svalutare e il giochino dell’aumentare la competitività durerebbe poco, oppure la zona Euro reagirebbe con altre politiche di contrasto, e altri ancora con politiche più protezioniste. E sopratutto, non spiega perché, anche con la moneta svalutata, una PMI dovrebbe rimanere in italia con una pressione fiscale che va dal 45% al 65%…

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    • 5.3

      Tu dici che "gli economisti con quella mentalità" ci han portato sempre verso crisi profonde.
      Perché, invece, "quegli altri economisti con quell’altra mentalità" dove ci hanno portato, adesso?

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    • 5.4
      lukeskywalker

      Da nessuna parte, perché purtroppo si son sempre fatte le cose in un modo soltanto. Il che è indubbio, non ho mai visto un paese che riconosca più di una moneta (e infatti in contrasto di ciò nascono le monete complementari, alcune funzionali e altre no, ma sono tentativi di “reazione”).

      Il fatto è che paradossale accusare istituzioni ed élites di qualcosa, e poi approvare “perché lo dice qualcuno” sistemi che prevedono l’utilizzo e la partecipazione degli stessi.

      Per essere più papale, non possiamo lamentarci delle porcherie dello Stato (e te Claudio spesso e volentieri le mostri al pubblico) e poi chiedere addirittura la sovranità monetaria, cioè pensare che qualcuno lì al Tesoro decida al meglio per noi cosa sia giusto e cosa no. 

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    • 5.5
      pragmatico64

      UN EURO = 100.000 LIRE  QUESTA MI SEMBRA FANTASCIENZA .  TUTTI GLI ECONOMISTI INDIPENDENTI DI CUI HO POTUTO SEGUIRE INTERVISTE DICONO IL CONTRARIO. 

      PER QUANTO RIGUARDA GLI ECONOMISTI CON PENSIERO ALTERNATIVO A DIRE IL VERO NON CI HANNO MAI PORTATO DA NESSUNA PARTE POICHE SEMPRE EPURATI DAL SISTEMA E MAI PARTECIPI DI POTERE DECISIONALE.

       

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    • 5.6

      non capisco quale altra via ci sarebbe. Certo che possiamo: eleggiamo gli uomini giusti e poi ci ristampiamo la nostra moneta. Basta mandare a casa i vecchi trafficoni di sempre.

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    • 5.7

      Ho ascoltato le interviste, ma mi fido di più di cose avvenute realmente. Negli anni ’20 la svalutazione della moneta ha ridotto in povertà il ceto medio e basso di Germania e Austria. In quel periodo si sono arricchiti solo i grandi industriali. L’uscita dall’euro e il ritorno alla Lira non risolve il vero problema: gli speculatori. Il motivo? Non spariranno e saremo sempre “dipendenti” dai loro soldi. Non mi dire che risolvi il problema stampando moneta. Soluzioni? Al momento la prima cosa da fare è prendere a calci nel sedere l’attuale classe politica(compresi i “tecnici targati Cartagine”). Il resto si vedrà in seguito.

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    • 5.8
      Pietro M

      Sarebbe un suicidio dici, perchè in questo preciso momento cosa succede secondo te??

      Ti sei dato uno sguardo intorno in Italia, parlo del nord ovviamente, molte zone del sud sono ormai nelle stesse condizioni dell’Africa.

      Ma vedo che per persone che la pensano come te (dagli occhi bendati?) ahime’ tantissime, non è ancora abbastanza, no, voi non volete vedere il morto, voi state proprio aspettando il fetore della putrefazione del cadavare Italia. I tempi non sono ancora maturi per la putrefazione, ma non ti preoccupare il 2013 stà arrivando, anche se sono convinto che vi mancherà il naso per sentire il fetore.

      Che cosa diavolo deve succedere per aprire gli occhi alla gente sul DISASTRO EURO!! Persino i professorini se ne sono accorti (vedi Bagnai) anche se tutto quello che fanno è blogghettare con i loro fan! Una tristezza infinita, e come se un pompiere mentre c’è un incendio si mettesse a dare lezioncine sul contenuto degli estintori e sulla pressione dell’acqua dell’idrante che in teoria potrebbe spegnere l’incendio…c..o!! Dirigi l’acqua sul fuoco e spegni il maledetto incendio pompiere dei miei stivali.

      Noi altri poveracci siamo stretti tra la cecità dei professoroni, dei bendati e tra i professorini cosmopoliti con la voglia di dare lezioncine di alta finanza alla piccola clack di loro ammiratori. Non so dei due chi sia peggiore!

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    • 5.9
      lukeskywalker

      Son d’accordo, la prima cosa è mandarli a casa.

      Ma l’uomo giusto a cui si potrebbe pensare, non è per forza l’uomo in grado di gestire 60 milioni di persone (che, a loro volta, son correlate col resto del mondo). Non per questioni per forza legate all’ambiente marcio e corrotto, ma per un motivo pratico, cioé che è veramente difficile gestire un apparato di queste dimensioni.

      Il discorso che va intrapreso non è solo prettamente economico, ma anche filosofico. Vanno abbattuti certi tabù e certe idee dal principio, come ad esempio il concetto di “sovrano”.

      Io sono per le democrazie partecipative, per la decentralizzazione e l’autonomia territoriale in forma federalista (per carità quella in salsa leghista, vade retro). E per carità l’Europa unita, aggiungerei. La cooperazione può sussistere anche senza certe forme di regolamentazioni (burocratizzazioni e centralizzazioni). Volere la “sovranità nazionale” non è altro che una forma soft di nazionalismo. Anche perché, non è lo Stato stesso nella sua forma attuale una forma di Europa? Cos’ha di così diverso dall’Europa una nazione? Nulla, sono analoghe. C’è sempre uno stronzo che decide per me dove investire con i soldi stampati dalle banche centrali (che sia BCE o Banca d’Italia è la stessa minestra).

      @pragmatico: dipende a che economisti alternativi ti riferisci. La maggior parte son tutti Keynesiani (anche se chiamarli tali potrebbe far rivoltare nella tomba Keynes, che era un sostenitore di politiche interventiste occasionali con in background uno Stato snello)

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    • 5.10

      se ti fidi delle cose realmente avvenute, allora (come ricorda Bagnai) all’introduzione dell’euro svalutammo di un 30%, con ripercussioni sull’inflazione di uno 0.6%. Dati storici, non fantasie.

      Stessa cosa, come ricorda oltre a Bagnai anche Borghi, quando svalutammo pesantemente all’inizio degli anni ’90. Dunque non citare solo cose di un secolo fa o comunque dati da film horror, a cavallo tra due guerre mondiali.
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    • 5.11
      lukeskywalker

      Sì ma non basta dirlo, ci vanno dei dati a supporto con relativa interpretazione di ciascuno. Krugman ad esempio quando parla dell’Estonia interpreta i dati tutto a suo modo considerandolo come un paese reietto che applica l’austerity (senza pensare che hanno avuto un boom economico pazzesco per 20 anni e che stanno reggendo bene alla crisi). I dati non sono oggettivi, vanno interpretati (come avviene con la storiografia).

      Inoltre, la svalutazione può funzionare solo se alla base c’è competitività. E attualmente davanti a noi ci sono potenze, piccole e grandi, che ci fanno un baffo. Abbiamo le risorse ma non le sappiamo sfruttare, perché appunto abbiamo un debito colossale (checché ne dicano i soliti che affermano “ma guardate il Giappone! e gli Stati Uniti!”), che con la svalutazione schizzerebbe alle stelle, e una pressione fiscale legata all’inefficienza dell’apparato pubblico imbarazzanti.

      Inoltre, non si tengono conto di tante di quelle variabili che non vengono neanche prese in considerazione… e si parla solo di domanda aggregata e PIL.

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    • 5.12

      LukeSkyWalker, non stavo rispondendo a te. In ogni caso, non è che a dirlo è il pescivendolo all’angolo, ma due economisti docenti di due grosse università italiane e molto rispettati. Non basta dirlo neppure a te, anche perché (con rispetto parlando) la tua “anonimità” fa sì che tu debba giocoforza motivare pesantemente (questa volta sì, con dati, grafici, schemi a supporto) le tue posizioni divergenti.

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    • 5.13
      lukeskywalker

      Beh che c’entra volevo comunque rispondere anche se non ero il destinatario.

      E no, non è che perchè io sia un “anonimo” non sia legittimato a ribattere. Altrimenti è come affermare che sia giusto andare a Scuola/Università, ascoltare cosa ti dice il Prof., andartene a casa senza porre delle domande anche scomode (ingenue o no) e studiare a memoria per il compitino del giorno dopo.

      Non è un titolo a legittimare una persona ad affermare qualcosa e poi sta agli altri confutarla, della serie “io sono io e voi non siete un cazzo“. Anzi è proprio il contrario, il fatto che uno possegga un titolo riprova la professionalità, visto che chi è meno pratico necessita di risposte, di mettersi in gioco con gli altri sforzandosi ad essere limpidi e, rullo di tamburi, confutabili. 

      Chi ha una buona nomina e dei riconoscimenti, spesso e volentieri per volontà personale e circostanze esterne, può diventare un influencer, che lo voglia o no. Pertanto agiscono poi dei meccanismi di fiducia e di stima che devono responsabilizzare la persona, tanto da fargli porre la domanda “sto facendo la cosa giusta?”. Conoscenza collettiva. 

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    • 5.14

      forse non hai capito: io ti ho citato nomi e opinioni di chi ci ha messo la faccia e ha citato studi, libri, dati, numeri e date.
      Qui possono parlare tutti, professori e non, è l’essenza della rete, ma se critichi dovresti fare la stessa cosa: metterci la faccia, magari venire qui che ti faccio un video, citare studi, libri, dati, numeri e date.
      Altrimenti potresti essere anche Christine Lagarde sotto pseudonimo, o comunque sostenere le fesserie più cialtronesche e farle passare come verità che hanno la stessa dignità di essere contrapposte a chi, invece, ci mette la faccia e, appunto, studi, libri, dati, numeri e date.

      Non è che un commento qualsiasi valga tanto quanto una carriera, un blog pieno di informazioni, lezioni, interviste, citazioni etc etc. E se ha questa pretesa, ben venga, ma accetti la sfida e si confronti sullo stesso piano.

      Non credo di dire cose così scandalose.

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    • 5.15
      lukeskywalker

      Quello che sto dicendo io son cose che non sono frutto di miei studi, ma degli studi di qualcun’altro. Perché, quello che intendevo, è proprio che i dati, di per sé, non vogliono dire nulla, ma tutto dipende dalla intepretazione che ne dà lo studioso, e le conclusioni son strettamente legate alle implicazioni morali di ciascuno, ma allo stesso tempo la causa.

      E partendo da quest’ultimo punto, se io ho una visione in cui “il mercato è brutto”, intepreterò i fatti in funzione della mia idea di base, perché un economista non è un matematico che si rifà a un modello fisso (seppur sconosciuto) come le leggi di natura, ma è uno studioso di una scienza (o chiamala come vuoi) umana, quindi mutevole. In tutti gli ambiti di studio ci sono delle idee predominanti che a volte sfociano in dogmi. Nel caso della fisica, ad esempio, basti ricordare la diatriba tra Einstein e Bohr riguardo la quantistica e la relatività (battaglia vinta da Bohr), nonostante Einstein sia stato uno dei più grandi geni della scienza, non credette all’indeterminazione come principio della fisica quantistica.

      Tornando In Topic, in economia è la stessa cosa (e basti cercare quante scuole di pensiero economico siano esistite ed esistono), e non esiste mica solo il dibattito Euro VS Moneta Nazionale di tipo fiat. Ora, esempio, esiste l’Istituto Bruno Leoni che è composto da studiosi (che a loro volta si rifanno ad altri e a premi Nobel come Hayek) che negano entrambe le realtà. Ma questo per dirne uno, ed è il ruolo di un influencer come sei anche te (e direi forse più di Bagnai su certi aspetti) mostrare alle persone che non c’è solo una via di pensiero.

      Con questo cosa voglio dire? Che io faccio le domande (in questo caso torno a parlare di Bagnai e economisti simili), ma le risposte e le confutazioni non vanno fatte solo con me, ma con tutta la schiera di persone del settore. E non è che perché questi son meno famosi di altri che meritano meno attenzione, altrimenti torniamo al punto di partenza in cui alcuni sono meglio di altri/sanno cosa sia meglio per gli altri, e quindi sia bello lasciare che ci siano pochi che gestiscano tanti etc. etc… Perchè quando mi sento dire di aumentare la spesa pubblica, ad esempio, lo si fa sempre in maniera generica?

      Torniamo alle implicazioni morali. Ora, cosa vogliamo credere? Che ci debba sempre essere un potere forte centrale che debba giostrare le cose al meglio? La risposta porterà ad altre risposte per forza di cose. Quindi, in caso di risposta affermativa, vedrò sempre la svalutazione della monetaria in ottica positiva, o addirittura l’Euro. Non è solo, quindi, “ho i dati, guarda qua cosa dicono!”, ma semmai “ho dei dati che provano come possa essere possibile, IMHO” e “secondo me invece leggi questo dati in maniera diversa ed avrai una considerazione differente, fidati IMHO”

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    • 5.16

      ma che tutto sia relativo è implicito. Stiamo parlando un po’ del sesso degli angeli. La situazione è questa: c’è una plenaria di economisti, opinionisti, dibattimentologhi di professioni che occupano giornali, radio e televisioni urlando alla catastrofe se si esce dall’euro. Questo blog ha lo scopo di mostrarti quegli altri, che non vanno in televisione, e che magari sono i più. Il contraddittorio è implicito: leggi un qualsiasi giornale e poi guardati una qualsiasi intervista lunga del blog. Hai già il tuo contraddittorio.

      Comunque resto dell’idea che venire qui a dire “tutto è relativo” sia un po’ come la scoperta dell’acqua calda. L’approccio apprezzabile, invece, è del tipo: “al minuto xy bagnai, o borghi o undiemi o becchi o tizio o caio dicono esattamente questo e quello. In merito a quello, preciso che “non è vero/non è del tutto vero/è relativo” o “aggiungerei che”.

      Cioè non criticherei chi espone per il solo fatto che si espone perchè non detiene la verità, ma lo criticherei esponendomi a mia volta (e consapevole del fatto che io stesso non detengo la verità e dunque non ho una qualche prelazione su di essa). E, in un mare di opinioni uniformi e francamente scandalosamente ligie al potere costituto, userei queste informazioni discordanti per farmi il contraddittorio da solo. O condurlo tra i commenti, in maniera però puntuale, come ti ho illustrato.

      Questo anche per evitare inutili gimcane linguistiche che confondono chi cerca un dibattito puro sul tema.

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    • 5.17
      lukeskywalker

      Per te sarà una cosa ovvia, ma non lo è per tanti. Perché chi non è un po’ ferrato di economia, crede che come scienza sia appunto un qualcosa che si riferisca ad un modello matematico e fisso, come la fisica appunto, mentre è in realtà un prodotto dell’uomo che si può pensare anche sotto altre forme, ahimé sconosciute.

      Ah, riguardo il documentario di Bagnai l’ho visto tutto (ne ho anche consigliato la visione a qualcuno nonostante non lo condivida appieno) e ho anche risposto qua http://www.byoblu.com/post/2012/07/06/Alberto-Bagnai-ce-lo-chiede-lEuropa!.aspx#id_3e02324f-ba35-442c-bc86-da8b1a28df63 e pure sul suo blog goofynomics ho scritto direttamente. Commento approvato. Risposte? Nessuna.

      Poi il punto rimane il solito… non crediamo che Bagnai sia alternativo. Infatti, anche in funzione di ciò, son curioso di sapere quale sarà la tua prossima intervista in crowdfunding (che guarderò volentieri comunque)… E poi, opinioni ligie al potere dici… però, ora l’idea della moneta sovrana è contraria al potere attuale europeista, ma è un ritorno ad un altro potere centrale a cui si vuole ricordare con malinconia (mentre invece sarebbe da dimenticare).

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    • 5.18

      che l’economia non sia una scienza, e che lo ricordasse anche Croce, l’ho scritto giusti ieri, nel post “sessanta milioni di topi per metro quadro”. Continua però a sfuggirmi il senso del tuo dibattere.

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    • 5.19
      lukeskywalker

      Il fatto che non sia una scienza non è né un postulato né una verità da tavola dei comandamenti (e avevo risposto anche a quel tuo post). Il senso del mio dibattere? Dibattere. Sempre per usare lo stesso termine, ci sono postulati/dogmi considerati tali, quando in realtà non lo sono, e si fanno congetture sempre uguali. E ritorniamo sempre al discorso che, ragionando col binomio statalismo-centralismo chiudiamo le prospettive di ragionamento a cambiare soggetto (da UE a Italia) e a parlare di prestatori di ultima istanza e svalutazioni. 

      Concretamente: come ho detto in tutti quei post, le 3 soluzioni proposte da te sono forzate. Esiste anche il ritorno a gold standard ed abbandono di monete fiat, e addirittura a moneta libera battuta dalle banche (sempre in gold standard). Consiglierei, quindi, di fare la prossima intervista con uno sostenitore delle stesse. O ci ritroviamo la solita solfa delle monete fiat di sovranità nazionale. Ah, le scuole economiche ce ne sono anche tante altre, come ad esempio i sostenitori della “teoria dei giochi” di paternità di Von Neumann, che credono non sia mutevole (quindi differentemente da come la credo io). Ma se ne potrebbe parlare.

      Non sposiamoci ad una idea, insomma.

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    • 5.20

      se hai risposto al sondaggio che ho fatto la settimana scorsa, la tua proposta di intervista verrà messa ai voti.

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    • 5.21
      Winston Smith

      Luke tornare all’oro significherebbe consegnare il potere economico, ancora più di quanto già lo sia, alle grandi Banche Rotshild, Rockefeller e così via. L’oro continua ancora ad essere un investimento sicuro per chi ha grandi capitali, e lo possiedono i ricchi. Ora se il problema è la disparità sociale, tornando all’oro faresti una mossa troppo scontata a cui tutti i grandi plutocrati hanno già strapensato. Piuttosto direi l’argento.  Per quanto riguarda l’euro e la sovranità monetaria, tu che parli di federalismo dovresti essere contrario all’accentramento di potere che ci stanno propinando, perché è chiaro che così non si può andare avanti o si esce dall’euro o si accentra potere politico, economico e fiscale. Penso che se la seconda ipotesi dovesse avvenire diventeremmo una colonia più di quanto già siamo, e soprattutto non si possono fare gli stati uniti d’europa parliamo italiano, francese, tedesco, spagnolo, greco, portoghese, non c’è modo di comunicare con i cittadini degli altri paesi per prendere decisioni democratiche. La commissione europea, bce, fmi, quelli che hanno deciso finora, sono tutti privati che se ne sbattono altamente del welfare, guarda solo che politiche ci costringono a fare, visto che conosci Keynes dovresti rabbrividire. Sono accordissimo con te se parli di democrazia diretta, ma sappi che l’euro è stato creato proprio per distruggere la democrazia, da gente come Rockefeller che l’ha detto chiaro e tondo eh: stiamo creando enti sovrannazionali per costringere i popoli e le nazioni a decisioni di perdita di sovranità popolare che altrimenti non avrebbero mai preso, ma ce lo chiede l’europa…  E soprattutto la sovranità monetaria non l’abbiamo mai avuta, perché prima c’erano enti parastatali a togliercela. Federalismo, localizzazione, ecco bisogna dare più soldi hai comuni e meno allo stato, così il territorio viene incentivato, e soprattutto se il territorio ha più potere tende a tutelarlo, non lo inquina, non fa strade dappertutto. E’ vero bisogna andare oltre gli stati ma nel senso opposto, cerchiamo di rendere più orizzontale possibile la piramide, perché fino adesso soffriamo tutti di vertigini.

      Un abbraccio  

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    • 5.22
      lukeskywalker

      @byoblu: se la mettiamo sui voti ho come l’impressione che l’intervista verrà fatta a Barnard… nulla di nuovo.

      @Winston: E perché? Il potere delle banche di affari a cui ti riferisci con i nomi delle famiglie “storiche”, hanno avuto potere grazie alla riserva frazionaria, alla stampa di moneta post-crisi del ’29 per finanziare il settore militare nella seconda guerra mondiale. E’ un ciclo iniziato da lì, dove i governi in un circolo vizioso ha concesso credito facile alle grandi banche, e quest’ultimo si è autolegittimato a spendere e spandere per la spesa pubblica.

      Quando si parla di standard con l’oro (ma va bene come dici tu anche l’argento, ci si può ragionare e l’ho citato anche io), si parla di un controvalore che si assume come base per lo scambio commerciale. Semmai al contrario, ora è proprio la situazione in cui più queste grandi banche, centrali e d’affari, giocano con l’oro a proprio piacimento (basti pensare all’oro Venezualano custodito dalla Banca d’Inghilterra che, dopo richiesta di “rientro” da parte di Chavez, è venuto fuori che è sparito magicamente… non che io creda che la sua nazionalizzazione serva, ma comunque non era oro degli Inglesi e ne hanno fatto quel che ne volevano, in errore). Perché l’aumento di massa monetaria è rendere sempre più carta straccia il denaro.

      Sono all’incirca una decina di post che credo che la chiave sia nella decentralizzazione. E poi ti dico: io sono per il mondo unito e cooperante, ma credo che ciò avvenga meglio, per l’appunto, con la cessione di potere verso le realtà territoriali, quindi in ottica federalista tramite autodeterminazione dei popoli (quindi non che lo decide qualcuno per me). E siamo d’accordo.

      Poi, insomma, l’occasione fa l’uomo ladro, se ci sono opportunisti e sciacalli della situazione è perché, insomma, qualche sistema burocratico lo permette. Non è la natura di “privato” che porta ad essere degli stronzi di primordine, ma sono le circostanze. E, proprio per il fatto che le decisioni spettano a pochi e i poteri sono centrali si creano certe situazioni. E quindi, ripeto, come c’è il problema Bruxelles con l’UE, ci sarà di nuovo (e c’è già) il problema Roma con l’Italia.

      La sovranità monetaria ce l’abbiam avuta fino al ’98, in realtà. E ne hanno beneficiato sempre i soliti più vicini alla banca centrale, poi tanto gli errori di investimento e il caro-prezzi li pagano i cittadini.

      Più o meno andiamo a parare dalla stessa parte, solo che, come ho detto anche a Claudio, credo che ci siano altre strade da percorrere e provare a considerare, mentre invece ci si sta impuntando a percorrere la solita vecchia stradina piena di buche.

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    • 5.23
      alb82

      Anche io sono dell’idea di intervistare qualcuno a favore dell’euro che magari confuti le solite teorie complottistiche signoraggio,mmt, rockfeller, ecc…

      Io la vedo così, abbiam fatto le cicale per tanto tempo, adesso la germania per permetterci di entrare nel suo club ci punisce imponendoci i sacrifici che non abbiam fatto in passato.
      Uscire dall’euro significa isolarsi e continuare con l’andazzo italiano, quello tipico stile Sicilia messo in evidenza negli ultimi giorni.

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  • 6
    che.caspita

    la 3 assolutamente, ma siamo solo noi? gli altri dove sono? ha! già a fare le vacanze, tanto ci sono i tecnici che lavorano per noi

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  • 7
    Winston Smith

    Indubbiamente dobbiamo uscire dall’euro, e giacchè la gente in tempo di crisi cerca più spiegazioni, liberarci di BANKITALIA.spa e del signoraggio bancario!! I cittadini costituiscono il valore dei soldi, i soldi sono dei cittadini e costano 5 cent a banconota, è carta dobbiamo pagarla quanto costa stamparla, non il prezzo reale dei soldi più interessi parassiti illegittimi. Liberiamoci dalla più grande truffa che sia mai stata creata, cessiamo di essere schiavi!! Come disse Henry Ford se la gente capisse il nostro sistema bancario e monetario, non passerebbe un solo giorno senza che non scoppi la rivoluzione.

    Salvaci prolet

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  • 8
    next

    Riprendiamoci il Caravaggio, Bernini, Tiziano, Volta, Bellini, Marconi, Verdi!

    Usciamo dall’eurotrappola!

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  • 9
    alieno

    Scelgo la terza: uscita dall’Euro, immediatamente, prima che la situazione degeneri in modo irreversibile.

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  • 10
    PG

    Se potessi scegliere non vivrei in Europa, ergo in altra nazione non avrei bisogno di scegliere nessuna delle tre.

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  • 11
    sylos

    Svalutando, non si riduce certo il debito che al contrario aumenterebbe. Ne si abbassa lo spread. Al massimo potremmo avevre un po’ di crescita in piu’. Ma forse prima di arrivarci siamo gia falliti.

     

     

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    • 11.1
      Pietro M

      Svalutare non riduce il debito, giusto! Ma chi se ne frega se hai una moneta sovrana e puoi garantire tutti i pagamenti che vuoi?? La crescita conseguenza dell’iniezione di capitali nei posti giusti (piccola e media industria, grandi opere “utili” defiscalizzazione ecc) grazie ad una moneta sovrana, quella si che fa diminuire lo spread!! Non l’aumento o la diminuzione del debito.

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  • 12
    elezioni subito

    Usciamo dall’euro ma prima dobbiamo eleggere un governo responsabile dove nessuno dei politici degli ultimi 30 anni sia presente. Farei in secondo luogo pagare i dazi alle aziende, anche italiane, che producono nei paesi dove la manodopera costa poco, nel caso siano interessate a vendere dalle nostre parti. Sforbiciata alle forze armate, parlo delle armi, rientro dei prestiti dati alla FIAT dal 46 in poi, dare un reddito di cittadinanza a tutti ed infine un processo per direttissima a chi ha svenduto la sovranita del paese. Dimenticavo che le tasse, aboliamole, mentre per le entrate dello stato spingiamo sul business pubblico….. da sviluppare come idea ma sicuramente meglio di regalare al privato l’italiua e le n ostre vite.

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    • 12.1
      yurone

      Secondo me, a la mia opinione vale poco, hai centrato il problema. E’ inutile discutere se fare questo o quello, sino a che chi abbiamo delegato a decidere per noi se ne frega delle opinioni del popolo e, ancora peggio, dei danni che sta causando, rimane al suo posto.

      I: formare un movimento con un programma preciso dove, ad ogni punto, venga proposta una soluzione. Ridicolo evidenziare i problemi senza proporre una o più soluzioni

      II: selezionare persone capaci nei loro ambiti e disposte a prendersi la patata bollente, nel caso venissero chiamate a decidere i cambiamenti. Presentare il movimento, il programma e le persone alle prossime elezioni, a meno che non scoppi una rivoluzione prima

      III: mandare a casa i criminali che oggi ci governano e processare quelli precedenti, che ci hanno portato all’attuale dissesto, sequestrando preventivamente i beni accumulati dopo il conferimento degli incarichi

      IV: processare i criminali attuali, valutando cosa avrebbero potuto fare e non hanno fatto. Scoprire i veri mandanti 

       

      Probabilmente le mie proposte peccano di ingenuità, me ne rendo conto, però potrebbero essere il punto di partenza per altri, ben più preparati e competenti, per cercare di risalire la china.

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    • 12.2
      jesskarton

      alle prossime elezioni (se ce le faranno fare), movimento 5 stelle no?…

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  • 13
    Gianpy

    La TRE. SENZA ESITAZIONE.

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  • 14
    EMANUELE48

    PURTROPPO GLI INTERESSI DI ALCUNI SPORCHI INDIVIDUI, SONO STATI CONCRETIZZATI NELLA CREAZIONE DELL’EURO.LA PERDITA DI SOVRANITA’ MONETARIA PORTA INDISCUTIBILMENTE ALLA SITUAZIONE IN CUI CI TRIVIAMO E SE NON RIUSCIAMO A FUGGIRE DALL’EURO IL PIU’ PRESTO POSSIBILE, CI RITROVEREMO LO STESSO, SENZA EURO, SCHIAVI E CON LE PEZZE AL FONDOSCHIENA DEI PANTALONI. AL DI LA’ DELLE ANALISI DEI SOLONI, RIPRENDERSI IL DIRITTO DI DECIDERE DELLA PROPRIA SORTE  E SEMPRE MEGLIO CHE FAR DECIDERE AGLI ALTRI, SPECIALMENTE SE INTERESSATI A CINESIZZARE IL MONDO PER I LORO SPORCHI GUADAGNI.FUORI SUBITO DALL’EURO E DA QUESTA UE. NOI SIAMO ITALIANI, CON I NOSTRI PREGI E I NOSTRI DIFETTI; QUINDI NON POSSIAMO ESSERE INGLOBATI IN UNA EUROPA DELLE DIVERSITA’, CHE, CHE, SE NE PENSI E’ PUR VERO, CHE GLI STATI DA SOLI SONO PIU’ DEBOLI; MA UNA FEDERAZIONE DI STATI AUTONOMI, POTREBBE BASTARE.QUINDI CONCLUDENDO FUORI DALL’EURO ED UNA BANCA CENTRALE ITALIANA, DELLO STATO ITALIANO, QUINDI DEI CITTADINI E MAI PIU’ SPA.

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  • 15
    elezioni subito

    Dimenticavo, La 3 ovviamente ma con la Banca D’Italia Nazionalizzata.

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  • 16
    Stefanocost

    Io sceglierei la 3………….l’unica scelta che può dare ossigeno a questo paese che sta morendo per soffocamento.

     

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  • 17
    roby67

     

    lukeskywalker ha scritto :
    Il fatto è che Bagnai e gli altri, non spiegano che, se uscisse l’Italia insieme ad altri paesi, non saremmo gli unici a svalutare e il giochino dell’aumentare la competitività durerebbe poco,

    forse ti dimentichi che vivi nella seconda potenza economica d’Europa. la “svalutazione competitiva” per noi sarebbe una manna mentre, ad esempio per la grecia, sarebbe un disastro. mi sai dire che cosa hanno i greci a parte la loro cultura e il loro mare? mentre noi, per ora ( e sottolineo per ora) abbiamo ancora un tessuto economico importante.

    oppure la zona Euro reagirebbe con altre politiche di contrasto, e altri ancora con politiche più protezioniste.

    ok, fai pure politiche protezionistiche (quali?), noi venderemo le nostre merci ad altri, il mondo e’ così grande…

    E sopratutto, non spiega perché, anche con la moneta svalutata, una PMI dovrebbe rimanere in italia con una pressione fiscale che va dal 45% al 65%…

    una pmi DEVE rimanere in italia perche’ risulta piu’ conveniente, nonostante la pressione fiscale assurda,che comunque DEVE abbassarsi se si crea un circolo virtuoso: piu’ si lavora, piu’ si assume, piu si consuma, piu’ si pagano tasse e di conseguenza ci sono margini per abbassarle, in modo tale che TUTTI le paghino. ho detto tutti, altrimenti si torna a punto e a capo.

    Ma e’ troppo bello per essere vero, quindi non ce lo permetteranno mai.

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    • 17.1
      lukeskywalker

      forse ti dimentichi che vivi nella seconda potenza economica d’Europa. la “svalutazione competitiva” per noi sarebbe una manna mentre, ad esempio per la grecia, sarebbe un disastro. mi sai dire che cosa hanno i greci a parte la loro cultura e il loro mare? mentre noi, per ora ( e sottolineo per ora) abbiamo ancora un tessuto economico importante.

      ok, fai pure politiche protezionistiche (quali?), noi venderemo le nostre merci ad altri, il mondo e’ così grande…

       

      Innanzitutto, in base a cosa dici che siamo la seconda potenza economica. Al PIL aggregato? Alle esportazioni? Alla potenza militare? Al tenore di vita? All’efficienza produttiva? Ad una media di tutti questi fattori?

      Quando si stila una classifica, si tengono conto di alcuni fattori, e, come sto già dicendo, son proprio le considerazioni di tali che danno una opinione. Perché io non me ne faccio niente di essere al 2° posto se poi vengono a mancare le funzioni di base e il tenore di vita non migliora.

      Il mondo è grande ma non è infinito. Stesso motivo per cui alcuni tedeschi (sempre per chi sostiene le monete fiat) “temono” la svalutazione della Lira, perché l’Italia è un buon cliente e trovarne altri significa riconsiderare tutto il settore industriale e riadattarlo a nuove realtà, ed è quello che succede con la crisi, cioè che i bad investments vengono a galla e mostrano le lacune. E dovrebbe far venire un deja-vù, cioè la svalutazione della Lira e le esportazioni di FIAT. Non sta venendo forse a galla il fatto che FIAT abbia rubato soldi allo Stato per investire in merda, e venderla al mercato estero e interno in maniera conveniente per poi rifinire nei debiti e nel chiudere aziende? E in termini di PIL, in passato, tutto ciò era positivo. Si pensa sempre nel breve termine.

      Svalutare e giocare con la moneta, significa dare cattivi segnali. Perché l’impressione è che mi convenga dato il rapporto di convenienza con il prezzo, ma in realtà è truccare i dati, perché la legge della domanda e dell’offerta dovrebbero bastare (fa cagare la roba che fai? non riesci a essere efficiente e bilanciare costi/liquidità/utili? cambia oppure fallirai).

      E l’Italia per quello non va, perché decenni di cattivi investimenti, in elargizione del credito a basso interesse (truccato dalle banche centrali) e facile per tutti ha portato a questo, cioé a far venire i nodi al pettine, la crisi. Perché certi settori che son sempre stati finanziati con soldi pubblici stampati (debito che pagano i cittadini, mica roba che viene dal nulla) quei soldi non li meritavano, e i vantaggi del caso, sempre in chiave di svalutazione, sono farlocchi. Perché devo avere vantaggi se, all’estero, il sistema produttivo è più efficiente e i prodotti sono migliori? (non sempre vero eh, perché qua in Italia, come dici tu stesso, abbiamo tantissime risorse, peccato che lo Stato investa sempre, guarda caso, dalle parti sbagliate). E no, non accetto confronti con la Cina, perché come ho già detto in un altro articolo basti vedere come le aziende son contente di andare in Svizzera e Austria dove la manodopera, pensa un po’, costa persino di più di qua.

      una pmi DEVE rimanere in italia perche’ risulta piu’ conveniente, nonostante la pressione fiscale assurda,che comunque DEVE abbassarsi se si crea un circolo virtuoso: piu’ si lavora, piu’ si assume, piu si consuma, piu’ si pagano tasse e di conseguenza ci sono margini per abbassarle, in modo tale che TUTTI le paghino. ho detto tutti, altrimenti si torna a punto e a capo.

       Deve? E per quale ragione? Se mi conviene andarmene, me ne vado e sono libero di farlo. Dammi un incentivo per rimanere (non con la svalutazione, ma con l’abbassamento della pressione fiscale) e sarò ben contento di non cambiare vita da un’altra parte. Poi, vedi, il problema è che si parla sempre in ottica generale “lavoro->occupazione->soldi->consumi”. La ricchezza di un paese non si stima coi consumi, ma col tenore di vita. Perché avere i soldi facili (ritorno al discorso del credito a basso interesse) mi porta a spendere male i soldi perché non ho reale concezione della ricchezza. E basti ritornare al discorso delle automobili. Ma tutte queste macchine che son state comprate coi debiti dalle persone, hanno sì alzato i consumi, ma cosa hanno portato? Ad avere debiti e non avere risparmi, che a loro volta, in mano a qualcuno, sono investimenti per altri, oculati e concessi con responsabilità. Ovvio che la responsabilità non esiste se si accetta di salvare le banche (centrali incluse), che avranno sempre il paparino che fa da prestatore di ultima istanza…


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    • 17.2
      induzione

      …credo che tu abbia voglia di discutere per il gusto di discutere…sai quanti ne trovi in giro per i blog?!

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    • 17.3
      Paolo 2.0

      Luke, usa la Forza. Sai, io credo che tu abbia ragione nel dire che molti investimenti statali sono stati improduttivi, clientelari e criminogeni. Credo anche che io ho una casa e vado avanti perché godo anche dei risparmi che i miei genitori hanno accumulato quando lo stato aumentava il debito pubblico (oooh, sacrilegio, bestemmia, scusa ho detto debito pubblico, perdonami!). Il fatto curioso è che proprio con l’euro si è evidenziato un fatto strano: anche gli investimenti privati si sono rivelati improduttivi, clientelari e criminogeni! Oibò, e io che ho sempre creduto che il privato operasse sempre nel migliore dei modi! E ora tu vuoi tutto privato perché lo stato fa schifo. Bene, mission accomplished, mi verrebbe da dire.

      Sulla svalutazione non sono d’accordo: il tasso di cambio è un parametro come gli altri, deve rispecchiare il valore della nostra economia. Fluttua, si adatta. La domanda e l’offerta, la domanda e l’offertaaa! A te piacciono la domanda e l’offerta, vero? Beh allora senti, il tasso di cambio è la legge della domanda e dell’offerta applicata alla moneta. I nostri prodotti fanno schifo e quelli tedeschi sono fichissimi? Bene, allora perché fino agli anni 90 l’Italia era un esportatore netto? E perché alla Germania facevamo tanta paura? E nonostante lo SME, per giunta! E poi scusa, ma tu sei tedesco? Perché a volte mi sembra… cioè, scusa se noi italiani siamo meno bravi di voi tedeschi, ma dobbiamo per forza autoflagellarci per questo? Dobbiamo morire di fame? Ma che cacchio volete da noi?? Non eravamo un’Unione? Non avete voluto fare una UNIONE? Per fare cosa? Per fare quello che voi bastardi ipocriti ci rimproverate, ovvero svalutazione competitiva col vostro dumping salariale? Per bastonarci con la repressione della domanda interna e le vostre schifose politiche mercantiliste? Sai che ti dico? Avete fatto bene! Però adesso piantiamola con questa ipocrisia dell’Unione e ognuno per sé! Ok? Ti va? Tanto voi siente più bravi… a noi, guarda, per recuperare competitività servirebbero investimenti (in tecnologia, in formazione) ma con che li facciamo adesso questi investimenti se siamo diventati una colonia da spolpare? Lascia stare, che noi italiani ce la caviamo da soli, magari non saremo bravi come voi ma almeno decidiamo da soli il nostro destino, senza che venga la tua Frau Adolfina Merkel col ditino alzato a dirci di che morte dobbiamo morire.

      Dai non facciamo finta di non vedere: l’euro non è stato fatto per renderci più fichi, per darci più opportunità, è stato fatto per colonizzarci, per disossare lo stato nazionale, per polverizzare ogni residua velleità di sovranità nazionale e di democrazia, per svendere le municipalizzate alle aziende straniere. Ma di che stamo a parla’?

      Io credo che la corruzione, l’evasione, i politici ladri eccetera siano un’enorme diversivo che fa leva sui nostri sensi di colpa nazionali per evitare di focalizzare la vera natura dei problemi che ci riguardano in questa fase storica. E’ come se noi fossimo su una barca che va a fondo perché un tedesco ha fatto un buco sullo scafo. Il tedesco poi viene in coperta e dice a noi italiani che siamo corrotti e mafiosi. E noi italiani ci caschiamo! Invece di prendere il tedesco, staccargli le palle e usarle per tamponare la falla, cominciamo a dirci sì, è vero, noi italiani siamo corrotti, evasori, mafiosi! Mea culpa mea culpa! Sì per carità, è vero, siamo corrotti e mafiosi, ma il buco nello scafo l’ha fatto il tedesco, porca miseria! Che c’entra la corruzione?

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    • 17.4
      roby67

      @ induzione

      A Milano si dice:  te se’ un “Bastian Cuntrari”!

      trd  Sebastiano Contrario, cioe’ chi e’ sempre contrario a quello che si dice per partito preso.

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    • 17.5
      lukeskywalker

      Sì, sicuramente dibatto anche per il gusto di dibattere, dato che non ho molta fiducia nei confronti di chi mi spara 4 massime sul problem solving celestiale e risolutivo ed avere la pace nel mondo.

      E no, non sono tedesco. Riconosco semmai che i media italiani stiano facendo una campagna di terrorismo psicologico e di caccia al nemico crucco per esternalizzare il problema, senza cercare di comprendere che, sia noi che tanti altri, abbiamo vissuto con priorità sbagliate e al di sopra delle possibilità. Quando tu mi parli di cattivi investimenti del privato, guarda caso pensi proprio alle aziende che, con il credito facile e il sussistenzialismo statale, hanno sperperato i risparmi nostri, mica dei tedeschi. Quando i soldi vengono spesi male, è perché qualcuno glieli ha dati. Perché glieli ha dati? Perché li ha avuti facilmente, forse? E da chi?

      Poi forse non mi son spiegato bene, o non avete letto per questioni di tempo i miei altri interventi sparsi qua e là. Non parlo per partito preso, né ho sposato un’idea. Non sono uno che dice d’essere liberale o dice d’essere socialista per poi issare coraggiosamente la mia bandiera in campo nemico col rullo di tamburi. Io voglio solo che si parli di altre soluzioni differenti da quelle prese fino ad oggi. Non voglio impiccare nessuno o “strappargli le palle”. Qua bisogna ragionare e non farsi prendere dagli istinti animali o dalla rabbia.

      E questo è dovuto al fatto che c’è poca conoscenza dei meccanismi che intercorrono in un sistema che non funziona. Perché quando si pretende di voler gestire qualcosa come 500 miliardi di contributi versati, bastano pochi errori per creare un debito. E questo debito, qualcuno lo paga, e attualmente lo facciamo noi, mica chi ne è responsabile. Aggiungi il fatto che non si sia mai fatto nulla per contrastare una classe politica imbarazzante come questa, e i colpevoli iniziano ad aumentare.

      Poi se volete continuare ad addossare le colpe ai tedeschi e a Goldman Sachs per tutti i mali del mondo (poi, come ho già detto, nessuno è santo e tutti ci mettono del loro), e fare le vittime di turno, beh, sicuramente avremo la coscienza a posto.

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  • 18

    non ci resta che sperare che l’Europa, questa, così com’è, salti al più presto, e magari si possa ripartire con le basi giuste. FMI? Domine, libera nos a FMI: il bacio della morte. Pur di fargli una pernacchia e non mollargli un bel niente sarei disposta a mangiare pane e cipolle. AVVOLTOI! Che il cielo vi disperda tra le nuvole e la merda.

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  • 19
    tonello55

    Prima si taglia la spesa dello stato di 300 miliardi,si diminuiscono le tasse alle imprese,si arrestano sindaci e presidenti di regione spendaccioni e gli si sequestrano tutti i beni e si licenziano i nullafacenti dalla amministrazione pubblica. Anche se usciamo dall’euro i soldi non ce li presta nessuno!!!!!! Non è la speculazione a metterci in ginocchio, ma il nostro debito che va ad accumularsi con gli altri derivati rovinando la vita dell’intero pianeta. Infine bisogna tassare i ricchi!!!!!!!!

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  • 20
    Rodolfo P.


  • Usciamo subito dall’Euro e torniamo alla Lira!!!
    Non lasciamo l’Italia in pasto a questa zoccola!!!
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  • 21
    RP69

    Tutto il mondo occidentale (Giappone compreso) dovrebbe fare parziale default sul proprio debito e contemporaneamente “scatenare” un’inflazione “controllata” a due cifre per abbattare il valore nominale del debito residuo. Più che uscire dall’Euro si dovrebbe abbracciare tutti un’unica moneta (o cambi fissi) e adottare tutti un insieme di regole unico (o perlomeno similare), in campo politico, economico e sociale. In Italia, smettendo di fare gli italiani, ne guadagneremmo non poco. Nessun paese occidentale ne risentirebbe, o ne guadagnerebbe, in termini relativi. Certo, con l’inflazione diventeremmo più poveri, ma anche meno indebitati. I creditori ne soffrirebbero un po’ (sistema bancario in primo luogo), ma questo rientrerebbe in un più generale processo di riequilibrio tra chi produce (imprese e lavoratori) e e chi beneficia di rendite, siano esse sul capitale o di posizione.

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    • 21.1
      yoyo_su_byoblu

      Mm..un’idea innovativa, insomma..una specie di..nuovo ordine mondiale.. Arrivi tardi, l’hanno gia pensato e messo in pratica..quasi..  :)

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  • 22
    next
  • 23
    che.caspita

    byoblu ha scritto :
    non capisco quale altra via ci sarebbe. Certo che possiamo: eleggiamo gli uomini giusti e poi ci ristampiamo la nostra moneta. Basta mandare a casa i vecchi trafficoni di sempre.

    bastano pochi nomi ad esempio, Alberto Bagnai, Claudio Borghi, Paolo Becchi, Paola Musu, Antonino Galloni, Lidia Undiemi, Claudio Messora, Gennaro Zezza o chi come loro, pochi ma buoni

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  • 24
    Tanita

    USCIRE DALL’EURO E DALLA NATO.


    SUBITO!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • 25
    Tanita

    USCIRE DALL’EURO E DALLA NATO.


    SUBITO!!!!!!!!!!!!!!!!!

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