Uscire dall’Europa si può! Ecco come…

di Paolo Becchi

Uscire dall’Europa è impossibile? È forse uno “slogan falsità”, come cantava Lucio Battisti? Poiché, sul punto, vi è una certa confusione, forse è bene riassumere brevemente le procedure di “exit” definite dal Trattato di Lisbona.

 

Il diritto di “recedere” dagli obblighi assunti nel corso del processo di integrazione europea è sempre stato considerato, almeno implicitamente, compatibile con la natura volontaria dell’adesione, da parte degli Stati membri, alla Comunità. Ciò che garantisce la “tenuta” del sistema europeo, del resto, sono decisioni di natura politica, prima ancora che giuridica: nulla può impedire che, con un atto di forza, uno Stato, rivendicando la propria piena sovranità, decida di “stracciare” un trattato.

Vorrei però concentrarmi soltanto sui profili “giuridici” relativi all’ “uscita” dall’Unione. L’art. 50 del Trattato di Lisbona ha introdotto una particolare procedura “liberatoria”. Al primo paragrafo viene riconosciuto che «ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione». Lo Stato, tuttavia, ha l’onere di notificare tale intenzione al Consiglio Europeo. Alla luce degli orientamenti formulati da quest’ultimo, «l’Unione negozia e conclude con tale Stato un accordo volto a definire le modalità del recesso, tenendo conto del quadro delle future relazioni con l’Unione». L’accordo è, infine, concluso a nome dell’Unione dal Consiglio, «che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo».

Secondo l’art. 50, pertanto, uno Stato che intenda uscire dall’Unione dovrebbe negoziare un accordo con quest’ultima attraverso una procedura che, per giungere ad un esito positivo, richiede non soltanto il consenso del Consiglio Europeo, ma anche l’approvazione del Parlamento Europeo. Vale la pena, però, notare che il paragrafo 3 prevede che «I trattati cessano di essere applicabili allo Stato interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica di cui al paragrafo 2, salvo che il Consiglio europeo, d’intesa con lo Stato membro interessato, decida all’unanimità di prorogare tale termine». Il recesso non richiede, pertanto, la conclusione dell’accordo previsto dai primi due paragrafi dell’art. 50: nel caso di fallimento dei negoziati, infatti, i trattati cessano comunque di avere efficacia per lo Stato membro che intenda “uscire” dall’Europa, con il solo limite temporale di due anni dalla notifica dell’intenzione di recedere.

L’accordo bilaterale, pertanto, non esclude la possibilità di un recesso unilaterale, ma, al contrario, la presuppone. Si tende, solitamente, a leggere soltanto la prima parte dell’articolo 50 quando, in realtà, i negoziati non sono che il tentativo di evitare un’uscita unilaterale a cui l’Unione riconosce comunque di non potersi opporre, se non ritardandola per un biennio.

Dalla fossa dei leoni, uscire dunque si può.

 

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43 risposte a Uscire dall’Europa si può! Ecco come…

  • 25
    alberto
  • 24
    alberto
  • 23
    alberto

    si potrebbe stampare moneta ma non per pagare il debito ma per ripagare allo stesso costo gli euro che all’epoca gli italiani hanno comprato con le lire ,con il procedimento inverso (io porto 1 euro alla banca e la banca mi da 1936 lire ) poi con tutti gli euro che la banca d’italia racimolerebbe ,e non sarebbero pochi , la banca d’italia (cioe’ lo stato) pagherebbe il debito estero in euro e ne avrebbe a sufficienza per azzerarlo ! risparmieremmo a dir poco 80 miliardi di euro di interessi passivi all’anno!mentre il debito interno con le famiglie italiane sarebbe ripagato con le monete stampate ,esattamente come fa’ l’america e il giappone ,ci sarebbero con gli intyeressi risparmiati un bel po’ di quattrini per ripagare il debito nei confronti delle imprese e ne avanzerebbe per far ripartire l’economia !

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  • Pingback: Euro, lasciate ogni speranza o voi che entrate! | Byoblu.com

  • 22
    bokkie

    Tecnicamente si può, ma penso che lo Stato che decida di uscire avrebbe successivamente vita difficile (adesempio, restringendo o bloccando le esportazioni verso l’Europa, impedendo l’accesso a prestiti ecc.) e verrebbe isolato. A mio avviso siamo entrati in un meccanismo infernale dal quale se ne esce morti stecchiti. Solo una guerra può riazzerare le posizioni, ma anche questa è un opzione che è nelle mani degli stessi che hanno creato questo casino.

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  • 21
    Milko

    Vorrei chiedere al professore come mai non trova il regolamento un po’ troppo fumoso e rigido, al limite della vessatorietà.

    Due anni sono un’enormità considerando le misure eccezionali da intraprendere per non turbare gli equilibri interni e di mercato.

    Come dire: puoi uscire ma le regole le dettiamo noi!

     

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  • 20
    Lelekiss

    Qui ce bisogno di una presa di possesso 
    del nostro paese “Europa” non bisogna 
    Uscirne ma bisogna cacciare i suoi esurpatori…

    La Germania Fuori dal Nostro Paese!

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  • 19
    mio

    sicuramente i modelli economici teorici non possono prevedere variabili derivanti dai profondi mutamenti dettati dalla globalizzazione e dalla cd. finanza virtuale che sfruttando la tecnologia informatica e la deregolamentazione iniziata da clinton e terminata da bush junior consente un mega video-game dove danaro virtuale si sposta alla velocità della luce consentendo ad una ristretta elite di lucrare condizionando i cd. mercati. Detto questo, i problemi non sono di facile soluzione poichè si tratta di “governare” processi transnazionali. Ma l’uscita dalla moneta unica appare comunque un doveroso atto di partenza. Il problema è raggiungere alle prox elezioni  una maggioranza democratica che abbia tale visione ecomomica! come si fa??? sembra che la rete non basti visti i commenti al post

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  • 18
    Carlo1968

    Quanti ignoranti “informati”. E’ incredibile come il pensiero comune si sia così allineato. Non so se mi fanno più rabbia o più tenerezza quelli che dicono che “se usciamo dall’euro chi paga il nostro debito” o quelli che dicono che l’uscita dall’euro è una cosa da leghisti e berlusconiani. Che tristezza. Quanta povertà di pensiero e di idee, quanta cultura da TG2 e sole 24 ore “fate presto”.

    Avete mai provato a ricomporre i pezzi in un modo diverso da come vi hanno insegnato a ricomporli all’università? A quelli che hanno studiato economia: vi siete resi conto che alcuni postulati sui quali si basano tutte le teorie che avete studiato possono essere sbagliati?

    Ma soprattutto: come potete voler vivere in un mondo dove una elite di pochi potenti non eletti gestisce tutta la vostra vita e le vostre scelte?

    Mah…. MENO MALE CHE C’E’ CLAUDIO MESSORA e BYOBLU altrimenti con l’informazione da Faranight 451 che abbiamo oggi… avremmo veramente perso tutte le speranze

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  • 17
    mcerta

    1 ) uscire dall’euro

    2) togliere tutte (TUTTE) le tasse

    3) stampare tutti i soldi che ci servono come fanno Usa Inghilterra Giappone ed altri paesi

    4) istituire il rendito di cittadinanza

    5) instituire la “scala mobile” contro l’inflazione

    6) varie ed eventuali per agiustare il tiro

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  • 16
    gabriele gre

    Se esci dall’euro sei debitore di te stesso: creditore. Un paese civile sarebbe capace di organizzarsi il sistema. Se rimani nell’euro sei debitore dei mercati che diranno loro come devi organizzare il sistema a loro piacimento (darti più debito). Se la proprietà del denaro rimane privata, quale privato vorrà mai distribuire la propria ricchezza/potere col popolo. Dopo che si è spesi 50 – 60 per appropriarsi della moneta di un popolo (gladio, stragi, mafia, P2, Vaticano fiscale, privatizzazione zecca) mi pare giusto che ne vogliano godere.

    E’ chiaro che l’inflazione se indicizzata distrugge i capitali dei mercati e paradisi fiscali. Ed è chiaro che se si lascia un politico 30-40 sulla stessa sedia se lo togli muore. E’ chiaro che vederebbe l’anima pur di restare attaccato.

    Ma nessuno si chiede come si è fatto a passare da stipendi di 200 lire a 1 milione e mezzo senza far la fame o diventare ricchi o andare a far la spesa con la carriola di soldi?

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  • 15
    Malcom

    Inizialmente anche io credevo fosse meglio uscire dall’euro, ma approfondendo dettagliatamente la situazione attuale, ci si accorge che quello che manca all’europa è una “struttura omogenea” con debito comune, politiche comuni, una Vera banca centrale che stampi euro e compri debiti degli stati all’1% (o meno) di interessi. In sintesi creare una europa unita e gestirla come se fosse un unico stato con la propria moneta sovrana. Questa è la strada che la Politica deve intraprendere….purtroppo però l’attuale classe politica si è fermata sulla strada dell’austerità e questo stà portando solo all’impoverimento della popolazione con tutte le conseguenze che ne deriveranno. LA MIA CONCLUSIONE FINALE E’ CHE IL VERO PROBLEMA NON E’ DELL’EURO, MA E’ DELLA POLITICA CHE LO GESTISCE MALAMENTE, NON GUARDANDO ANCORA UNA VOLTA AL BENESSERE DELLE POPOLAZIONI, MA SOLO ALL’INTERESSE DEI SOLITI POCHI NOTI A TUTTI. SE NON SRADICHIAMO QUESTA CASTA CHE ADESSO SI STA’ PURE EUROPEIZZANDO, NON RISOLVEREMO MAI I NOSTRI PROBLEMI! 

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    • 15.1
      Milko

      Facciamo così: noi intanto si esce. Tu hai il nostro mandato per andare a convincere Germania, Olanda, Finlandia, Austria, Belgio, ecc. della bontà della tua idea.

      Porta tu la voce di Vendola, Bersani, Berlusconi e Casini.

      Quando tornerai con il trattato firmato saremo pronti ad aderire.

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  • 14
    ciaca

    La vera Unione Europea si potrebbe realizzare davvero cominciando a stracciare tutti i Trattati che la fondano. Come diceva lo statista Mandarino: “Amo cosi tanto la Germania che preferisco ne esistano due”.

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  • 13
    monument

    È un discorso vecchio! Bisogna pensare solo ad una cosa: non importa se in tasca ho sterline, euro, dollari o lire da spendere, l’importante è come si spendono. Chiunque si rende conto che se avessimo avuto governanti capaci e soprattutto onesti, saremmo andati avanti bene sia con la lira che con l’euro. Per contro se andiamo fuori dall’euro con questa classe di pagliacci, allora gli scenari apocalittici hanno ampie prospettive di concretizzarsi. Quindi dentro o fuori per me è lo stesso, ma in ogni caso con un vero cambio nello stato Italiano.

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    • 13.1
      mio

      ma non è assolutamente lo stesso avere in tasa la stessa monete. è evidente che l’euro ci sta strangolando in quanto moneta “forte” di + stati con ecomomie disomogenee. provate a guardarvi intorno dagli spilli ai pannelli solari è tutto made in cina. C’è un fiume di euro che corre verso la cina e una volta arrivat li si decuplica in quanto il cambio e circa di 1 a 10. interi distretti industriali ex nostre perle sono in loro mani (vgs prato e/o san giuseppe vesuviano) sarebbe la stessa cosa con la lira??? non credo che la LIRA reggerebbe un cambio talmente favorevole come quello dell’euro e scoragerebbe il fiume di rimesse verso l’estero che attualmente, in buona sostanza, drenano ricchezza del ns paese. Non è assolutamente un discorso autarchico. Si tratta di attuare dei correttivi necessari agli squilibri prodotti dall’assurdità di questa moneta unica.   

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    • 13.2
      Milko

      Mio, guarda che il primo paese importatore per l’Italia è la Germania. Sono i tedeschi che sono messi davvero male con la Cina (ed i BRICS in generale).

      Questo potrebbe farci capire perché ci tengono tanto a “cinesizzare” economie più deboli che prendono marchi in prestito…

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    • 13.3
      mio

      ma siamo sicuri di questi numeri? ma se dove ti giri ti giri e tutto cinese! E non parlo solo dell’abbigliamento, si parte dagli spilli e si arriva ai pannelli solari! sicuramente importiamo tanto dalla germania ma la mia impressione he dalla cina importiamo molto di +. Poi sai questi numeri li danno sempre a loro piacimento. Per esempio, ti sembra che i numeri che danno sull’inflazione sono giusti???? 

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  • 12
    mio

    uscire al + presto dall’euro e convertire i depositi bancari superiori a 50 mila euro detenuti dai residenti in debito pubblico aquistando con la liquidità il debito pubblico estero in scadenza. rinegoziare i trattati europei in piena libertà e non piu’ shiavi della speculazione essendo il nostro debito pubblico in mano agli stessi italiani. penso ke le risorse ci siano magari pagando in bot la quota del 70 per cento di tutte le pensioni superiori ad euro 15000 nonchè le retribuzioni pubbliche superiori ad 200 mila euro. chiaramente detti titoli potranno essere rinegoziati ma solo ad investitori privati e residenti nel territorio dello stato. Non si parlerebbe + di spreed e forse le ns aziende potrebbere iniziare a produrre

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  • 11
    Diamante

    esattamente come dice pino, credo che l Iralia vada liberata prima dalle classe dirigentepolitica che la ha portata alla rovina e poi si discute d alto. Con questi al potere e la sovranità monetaria serve a poco, se stampassimo il doppio della moneta loro ruberebbero il triplo !!!  

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  • 10

    Attualmente, non esiste nessuna forza politica che sia in grado di prendere questa decisione. E le attuali forze politiche sono €uropeiste.  

    Forse se saltasse il banco del casinò €uropa potrebbero svilupparsi dei meccanismi che portino al collasso dell’UE. Ma sinceramente la vedo dura. 

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  • 9

    Scusate tutti,e scusami Claudio se approfitto dello spazio per ricordare che è inutile uscire dall’Europa,è inutile riconquistare la sovranità nazionale,ed è inutile anche massacrare il patrimonio immobiliare statale se….

    Se prima non ci togliamo di torno (lasciando perdere come) in blocco tutta la casta,e i grandi corruttori sostituendoli con il loro esatto contrario a gestire il cambiamento,cambiamento in cui sarà prioritaria anche una rieducazione di quella massa che solitamente chiamiamo italioti.

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    • 9.1
      NeroLucente

      Ma in realtà non è fondamentale liberarsi prima della corruzione, perchè il passo più difficile sarà trovare un Governo capace di decidere l’uscita dall’Euro e un parlamento che lo sostenga con una maggioranza netta.

      Puoi trovare anche dei politici onesti convinti che sia meglio rimanere con l’euro.

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  • 8
    giugno

    A mio modestissimo parere l’Italia dovrebbe sganciarsi da questo perverso sistema di unione europea concepito solo per permettere ai poteri economici di parassitare sui popoli (ex sovrani) che vengono depredati, saccheggiati e trascinati ad una povertà che sta paurosamente dilagando.

    In questi giorni sono venuto a conoscenza di un sistema di cultura e di educazione “alimentare” “sorretta e finanziata” dalle grandi potenze industriali che sono direttamente e indirettamente interessate (farmacologiche, chimiche, mediche, allevamenti e produttori di alimenti industriale) con lo scopo mantenere i consumatori completamente all’oscuro  sui rischi delle malattie più terribili che sono la prima causa di morte della nostra “civiltà moderna”.

    Sto acquisendo informazioni su un numero impressionante di ricerche scientifiche dagli esiti sconcertanti ed incredibili che sono alla base del disastro mondiale che stiamo vivendo in quanto implica ogni aspetto della vita di ogni essere umano: politico, economico, inquinamento ambientale, aumento delle malattie degenerative e mortali, aumento della povertà e della fame nel mondo.

    Questo libro, da cui traggo queste informazioni, può “SALVARE LA VITA” di molte persone, in ogni famiglia dovrebbe essere letto e consultato, “almeno” per il bene dei propri figli e dei propri cari, perchè ci pone diffronte alle “conseguenze” talvota mortali derivanti dalle nostre “inculcate” e malsane abitudini alimentari.

    “THE CHINA STUDY”

    Un grandioso capolavoro scritto da ricercatori e studiosi di fama mondiale, Colin e Thomas Campbell (padre e figlio essi stessi studiosi e ricercatori) in questa opera hanno semplicemente raccolto i risultati di decine di ricerche effettuate a livello mondiale da famosi scienziati e qualificati centri di ricerca con il coinvolgimento di diverse tra le più prestigiose università occidentali ed orientali.

    È un libro rivoluzionario che coinvolge ogni essere umano perché tratta delle questioni “vitali ed ambientali” che riguardano “ognuno di noi” .

    Fate le vostre dovute ricerche internet su questi nomi e ne scoprirete delle belle “balle” che il “sistema” ci propone. 

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    • 8.1
      giugno

      Qualcuno potrebbe obiettare chiedendosi cosa c’entra il contenuto di questo libro con il post, con la crisi economica europea e mondiale, abbia la pazienza di leggerlo “tutto” (anche la parte che spiega l’atteggiamento dei governi e della grande finanza alla questione) e capirà la correlazione esistente sia diretta che indiretta .

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  • 7
    ADesso97

    Claudio, ormai http://www.byoblu.com è diventato un giornale, pieno di articoli di persone intelligenti e che sanno di cosa parlano. E la cosa non mi dispiace affatto!

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  • 6
    Alisernio

    Uscire dalla moneta unica non è mai stato un tabù, non ci sono mai arrivati segnali in senso opposto nè dagli stati uniti ne da altrove. Stranamente sono i nostri politici e giornalisti che paventano catastrofi. Nessuno ha mai detto che sia una passeggiata, ma è dal nostro interno che parlano del ritorno al medio evo. Un paio di settimane fa fu lo spiegel a dire che i tedeschi temono la nostra uscita, essa avrebbe ripercussioni sul loro mercato export, ma appunto, non sono problemi nostri.

    Mi sento Europeo quasi prima di Italiano, Ovvio che neanche una deportazione mi farà dimenticare di essere Toscano, ma questa delle monete non è europa unita.     A ben vedere, questa unione monetaria, fino ad  ora, ha portato gli stati a subire o a imporre decisioni che vanno contro l’integrazione.

    La nostra inetta classe dirigente ha accettato con leggerezza (o malafede) il nostro ingresso nell’euro, lasciando poi al popolo la responsabilità di questa scelta. Non saranno questi politici e giornalisti a condurci all’ autodeterminazione. E se questo passo spetta ai lettori della gazzetta dello sport, a buon diritto mi ritengo pessimista.

    Come diceva Edoardo Bennato nella canzone “In fila per tre”: infondo infondo possiamo sempre emigrare!! 

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    • 6.1
      Dlaituc

      Considerato il debito pubblico italiano negli anni novanta, cosa c’è di meglio che applicare le dovute riforme in nome dell’Europa? Se ciò potrebbe provocare incertezza nel mercarto italiano, incertezza per la vita di un’intera generazione ed un periodo di recessione prolungata, la colpa sarà dell’Europa, se invece ci sarà un rilancio dell’economia italiana, magari facendo pagare una parte del nostro debito agli altri Stati europei, allora sarà tutto merito dell’Italia che ha deciso di entrare a far parte della grande famiglia europea.

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    • 6.2
      Milko

      Dovresti andare indietro di almeno un decennio, fyi negli anni ’90 eravamo già in Europa, nel 2000 abbiamo fatto un po’ più di Europa e siccome non basta ce ne vogliono affibbiare ancora un pochino.

      “Il diavolo bussa tre volte e per farlo entrare devi rispondere per tre volte avanti. Noi siamo già a due.” (A. Bagnai.)

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  • 5

    il punto non è tanto ‘uscire dall’europa’ giuridicamente, ma uscire da un contesto di più stati il cui vincolo di unione dà forza e sicurezza (secondo alcuni) o vincoli che possono diventare oppressivi (secondo altri); finché si manterrà questa unione – a prescindere dal profilo giuridico – basata sull’economia (leggi: banche) e basta, il punto sarà uscire o no dall’euro: anche in questo caso abbiamo fazioni pro e contro…le voci libere, quale questo blog è, dovrebbero inondare la rete di spiegazioni genuine e senza preconcetti sui reali scenari in cui stiamo vivendo ed illustrare quelli probabili in base a determinate scelte

    un saluto a claudio, paolo ed ai lettori

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    • 5.1
      Marcoxxx

      Quello che io non capisco proprio e’ il motivo per cui quelli che ritengono l’unione di piu’ stati “oppressiva”,  non si creano il proprio stato che sia al di fuori di questa oppressione e vogliono invece trascinare anche me nel loro delirio di autosofficienza antieuropea.

       

      Ciao,

      Marco

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  • 4
    Rodolfo P.

    Cosa dobbiamo aspettare ancora? La catena al piede?

    DevilTyphoon ha scritto :
    Ma conviene davvero uscire dall’Europa? Non peggioreremmo la situazione rispetto a quella di adesso?  Grande Byoblu

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    • 4.1
      Marcoxxx

      No, non conviene affatto, se non agli ex leghisti (e anche leghisti non ex) ed ex belusconiani e anche berlusconiani non ex). E, a mio modo di vedere, chiunque proponga l’uscita dall’Europa, tanto piu’ con un atto unilaterale, merita la stessa stima che meritano leghisti (ex o meno che siano) e berlusconiani (ex o meno che siano).

      Decidi pure te se il livello di stima che meritano e’ alto o basso.

      Quello che non capisco e’ il motivo per il quale i leghisti e i berlusconiani non si coalizzino per realizzare la Padania e uscire dall’Europa (possibilmente chiederei a tali signori se cortesemente potessero lasciare fuori dalla padania le zone chebazzico io. In questo modo loro realizzerebbero il loro obiettivo e la finirebbero di frantumare gli zebedei a quelli come me, che di berlusconiani e leghisti ne ho pieni i cosiddetti e se facessero il loro stato [che immagino sia la Padania] e andassero tutti a finire li’ dentro non chiederei di meglio. Se poi loro fossero fuori dall’europa, cioe’ fossero proprio al di fuori di qualsiasi possibilita’ di contatto con me, godrei come un cinghiale maremmano. Non si capisce invece per quale motivo debbano voler trascinare nel loro delirio quelli come me).

      Ciao,

      Marco

       

      PS: che non convenga, te lo potra’ confermare chiunque e potrai anche convincertene tu stesso andandoti a leggere la storia degli stati, gli effetti dell’inflazione e studiano un po’ di concetti di base dell’ economia (non credo che ci sia bisogno affatto bisogno di diventare docenti universitari per avere conoscenze sufficienti alla comprensione degli effetti dell’uscita dall’europa)

       

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    • 4.2
      m.recupero

      Ciao, io nella mia carriera universitaria ho scelto altre strade, di economia ne capisco poco e niente. Ma a sentir parlare docenti e dottori di economia politica, dicono tutt’altro. Se ti può interessare potrei farti una carellata di nomi (alcuni sono presenti pure su post vecchi di questo blog), in ogni caso la mia opinione se interessa è quella di uscire dall’euro (ma non dall’europa). Questa potrebbe essere una strada. Il modello economico da scegliere potrebbe essere l’MMT(moder money theory).

       

      Saluti,

      Marco. 

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    • 4.3
      yoyo_su_byoblu

      Ovvia altro giro altra corsa, eccone un altro che dice di studiara economia così capiamo tutto come ha fatto lui.. Capite il giochino? Il criceto che pensa di correre ma sta sopra la ruota nella gabbia. Se tu avessi usato la testa mentre studiavi avresti forse capito le cappellate che leggevi. La realtà smentisce ogni bocconiano esistente, o insegnano anche a negare l’evidenza di un mondo in declino?

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  • 3
    Rodolfo P.

    E allora! Andiamocene fuori! Basta con st’Europa dove regna la truffa e la repressione nazista sui popoli e sulle nazioni! Il punto però è: CHI LO FARA’? Chi è quel politico o quel partito che inizierà a considerare tale possibilità? Sono quasi tutti corrotti… e quindi secondo me questo è il punto! Però questo dovrà avvenire prima dell’unione politica… altrimenti poi la “secessione” poi non sarà più possibile!

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  • 2
    DevilTyphoon

    Ma conviene davvero uscire dall’Europa? Non peggioreremmo la situazione rispetto a quella di adesso? 

    Grande Byoblu

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    • 2.1
      NeroLucente

      1) Rimanendo in Europa continueremmo a sottostare a tutti i vincoli e le forzature che ci vengono e ci verranno imposte. Sarà austerity ad oltranza. E i debiti non sono più dello Stato ma ricadono direttamente sui cittadini. E’ difficile avere una visione rosea da una tale impostazione.

      2) Uscendo dall’Europa potremmo avere un periodo transitorio in cui far fronte alle bufere finanziarie. Ma avendo la sovranità monetaria potremmo finalmente essere meno vulnerabili alle speculazioni e alle decisioni sovranazionali.

      In pratica è davvero difficile pensare che l’Euro ci possa portare qualcosa di buono. Mentre una moneta di proprietà dello Stato italiano può fare davvero la differenza.

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    • 2.2
      alb82

      Ma se usciamo dall’euro chi paga il nostro debito?

      Scompare nel nulla?

      O lo volete pagare tutto stampando moneta?

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    • 2.3
      ilgandi

      Lo si rinegozia…..come andare in banca. Fermo restando che ancorandoci ancora all’unione europea…rischiamo solo di fare la fine degli umani in matrix, serviamo da cibo al cervellone centrale, in questo caso le banche. Di cosa hai paura? che ci troviamo senza lavoro e fabbriche? gia fatto….che diventiamo più poveri? gia fatto…le cose negative sono gia in italia, solo che ci riempiamo la bocca della mancata promessa di un euro che alla fine ha soltanto fatto le fortune di pochi e le disgrazie di molti, noi compresi. sai che ti dico? se rientriamo con la lira, lo sai qunate aziende estere si precipitano da noi per creare lavoro? perchè saremmo sul mercato a prezzi di cambio migliori. Per questo la germania e le altre si ostinano a tirare sul discorso italia devi rimanere. La nostra capacità imprenditoriale, unita ad un cambio favorevole, metterebbe nei guai le altre economie che su questa sperequazione attuale ci campano, germania per prima. Usciamo e portiamo a casa un minimo di contegno nazionale.

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    • 2.4
      NeroLucente

      A me attualmente spaventa molto il fatto che c’è una forte possibilità che non avremo mai una classe politica capace di tirarci fuori dall’euro.

      Uno, ci vuole qualcuno che sia convinto che bisogna uscire.

      Due, questo qualcuno deve avere una vera maggioranza e la forza di contrastare gil attacchi che arriveranno da tutti i lati. Non oso immaginare quante e quali dichiarazioni si scateneranno non appena si toccherà l’argomento.

      Temo che sarà durissima riuscire a riottenere la nostra sovranità monetaria, ahinoi.

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    • 2.5
      gabriella

      C’è il Movimento 5 stelle che lo dice da tempo, o quanto meno Beppe Grillo lo ha affermato in più circostanze, avendo la valutazione sulla questione da validi economisti indipendenti. Berlusconi ha provato a 2cavalcare la tigre” ma poichè ha dietro di lui il nulla politico e la pressione del “Sistema”, ha dovuto ritrattare.

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    • 2.6
      NeroLucente

      So che il M5S ha in programma qualcosa e ha anche fatto un sondaggio in merito.

      Ma ciò non presuppone il prossimo Governo e la maggioranza parlamentare sia capace di mettere in pratica l’uscita e far fronte alle pressioni che arriverranno da tutti i lati, cittadini compresi.

      Insomma dovremmo essere cosi fortunati che il M5S diventi il primo partito, che riesca ad avere Governo e maggioranza tali da approvare senza subire ostruzionismi e giochi sporchi. Non è cosi facile, davvero ci spero, ma non sono convinto che riusciremmo a spuntarla.

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