Dov’è la Corte Costituzionale? Perché tace?

Ernesto Galli Della Loggia è l’unico sul Corriere Della Sera, dall’inizio della crisi, a farsi qualche domanda e a chiamare le cose (quasi) con il loro nome. A lui, dunque, onore al merito, anche se la sua voce è flebile.

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LA MONETA DEI PIU’ FORTI

di Ernesto Galli Della Loggia

L’Italia è di fronte a una scelta decisiva: continuare a sopportare lo spread assai alto che sappiamo (e che domani potrebbe essere ancora più alto), ovvero chiedere l’intervento del fondo salva Stati. La conseguenza nel primo caso sarebbe un declino economico certo. Ma ancora più grave sarebbe la conseguenza nel secondo caso, e cioè — in forza delle condizioni che accompagneranno l’aiuto della Bce, volute dalla Germania e da altri Paesi forti dell’eurozona — un vero e proprio commissariamento del governo italiano attuale e di quelli successivi. Che dunque sarebbero obbligati per anni ad attenersi a una serie di direttive dettate dall’esterno. Insomma, una radicale perdita di sovranità da parte della Repubblica.

È la conferma di un dato drammatico che la crisi dell’euro sta sempre più mettendo in luce: vale a dire che a distanza di circa sessant’anni dalla sua origine, e al di là di ogni apparenza formale, nell’ambito dell’Unione Europea non esiste alcun organo realmente sopranazionale, neppure la Banca centrale europea. Non esiste cioè alcun organo che in materie rilevanti possa — ispirandosi a un interesse collettivo o comunque a suo insindacabile giudizio ritenuto tale — decidere indipendentemente dalla volontà dei governi dei singoli Stati. Per esempio, stabilendo di distribuire con una certa equanimità fra tutti i membri i costi e i benefici delle sue decisioni. In queste condizioni l’euro è solo formalmente una moneta «europea», adottata su base paritaria e concordata: come i suoi padri s’illudevano che fosse. In realtà, essendo una moneta «unica» che alle spalle non ha però alcuna unità (nessuna unità vera, cioè politico-statale: la sola che conta per le classi politiche chiamate a rispondere a degli elettorati nazionali), esso è destinato inevitabilmente, alle prime difficoltà, a divenire qualcos’altro. E cioè il semplice paravento dietro il quale si manifestano, insopprimibili, i tradizionali contrasti e rivalità tra gli Stati. Peggio: l’euro diviene un’arma insidiosissima nelle mani dei Paesi economicamente più forti contro quelli più deboli. Infatti, nei tempi di tempesta la coesistenza da un lato di autonome individualità statali, e dall’altro della moneta unica, rischia di sortire il virtuale effetto, prendendo a motivo i vincoli «unitari» che questa comporta, di spezzare il nerbo degli Stati di serie B. Trasformandoli di fatto in autentici Stati vassalli. L’autonomia del «politico» si prende in tal modo la più beffarda vendetta a spese dell’immaginario primato dell’economia sul quale tutta la costruzione europea è stata edificata.

Ma ciò detto, va aggiunto subito dopo che quanto sta accadendo pone all’Italia, mi pare, tra le tante, anche una delicatissima questione di costituzionalità (e a mio giudizio sarebbe stato bene che non si fosse posta oggi per la prima volta: sennonché la nostra Corte Costituzionale, per ragioni che ignoro, non ha mai ritenuto di dovere imboccare quella via di rigida salvaguardia della sovranità nazionale nei confronti della costruzione europea che invece ha imboccato a suo tempo la Corte Costituzionale tedesca; dalle cui decisioni, così, anche noi finiamo oggi grottescamente per dipendere). Nella nostra Carta, infatti, esiste un articolo 11 secondo il quale l’Italia può consentire alle limitazioni di sovranità ma «in condizioni di parità con gli altri Stati», ed evidentemente solo a queste condizioni.

Non sembra allora inappropriata la domanda: quali mai «condizioni di parità» sarebbero garantite nell’eventuale cessione di sovranità alla quale ci vedessimo costretti in base alla richiesta di aiuto alla Banca centrale europea? Qui si tratta evidentemente di condizioni decise di volta in volta per diretto impulso dei governi, con contenuti ogni volta mutevoli. E dunque mi chiedo: che certezza può mai esservi che il trattamento oggi riservato all’Italia lo sarebbe domani, mettiamo, anche alla Germania? Cioè che siano effettivamente rispettate le «condizioni di parità» volute dalla Costituzione? Senza contare — altra considerazione all’apparenza non irrilevante — che sempre la nostra Costituzione stabilisce nel medesimo articolo che le limitazioni di sovranità di cui si sta dicendo possono essere fatte solo se «necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni». E allora ecco una nuova domanda: di quale «giustizia» è questione negli obblighi che dovremmo eventualmente prendere per salvarci dallo spread? La giustizia del «guai ai vinti» o quale?

 

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7 risposte a Dov’è la Corte Costituzionale? Perché tace?

  • 5
    gandalf

    finchè noi, il popolo non ci renderemo conto che siamo in guerra allora saremo destinati a soccombere.

     

  • 4
    tseba953

    La sovranità monetaria l’abbiamo persa grazie al trio ciampi amato e prodi, quella nazionale l’abbiamo persa sempre grazie ai sinistrati… il domani non può essere più scuro della notte. Credo che la cosa ideale, se proprio non si vuole cambiare, sia rivedere TUTTI i trattati e ogni stato sovrano si stampi i suoi euro. In alternativa alla seconda ipotesi, si renda la banca d’Italia allo Stato e si utilizzi la quota di signoraggio appartenente all’Italia, per le cose che servono agli italiani e alle aziende italiane. Ovviamente questo è solo il primo passo per una serie di riforme strutturali a iniziare dalla COSTITUZIONE.

  • 3
    alfa

    Non vi è nessuna giustizia nell’Europa che è venuta maturando

    in questi ultimi anni.Come può costruirsi in modo equilibrato 

    un’area economica e monetaria composta da paesi che invece

    di cooperare,solidarizzare,perseguire il bene comune,sono in

    concorrenza fra di essi sul piano commerciale,sul mercato dei

    titoli di Stato e divergono nelle politiche fiscali e creditizie?

    L’Europa è malata e necessiterebbe di una svolta politica radi-

    cale nella direzione di un autentico federalismo democratico.

    Occorrerebbe una diversa politica economica che ponesse al

    suo centro la questione sociale.Senza giustizia sociale non

    c’è sviluppo perchè la domanda di beni e servizi cala.Le poli-

    tiche deflazionistiche di austerità non  consentiranno mai

    di uscire dalla crisi.Le politiche di crescita sono diventate un

    elemento determinante per una prospettiva che contrasti le

    misure che colpiscono le classi medio-basse.Purtroppo,la

    controrivoluzione monetarista,che data da più di trent’anni,

    non ha conosciuto ancora un’opposizione valida.Il giogo

    dell’Euro ha favorito principalmente la Germania che – come

    ha affermato tempo fa il professor Acocella – le ha permesso

    di inglobare la sua parte orientale e completare ristruttura-

    zioni e dar vita a innovazioni.

    Nel nostro Paese si dovrebbe riflettere attentamente e

    realisticamente su questi temi.Ma come farlo nel vuoto

    politico totale e in presenza di un’informazione conformista

    e servile?

  • 2
    Carlino

    Eh, no, troppo cpomodo dire che abbiamo perso per colpa di altri… e gli italiani che caXX0 hanno fatto per impedire il disastro? NIENTE!!! Si sono fatti fotterte brutalmente da partiti e sindacati ed ora gli stessi tornano alla carica per settembre con nuovi scioperi…tanto loro mangiano anche se fanno un tubo, mentre la gente deve stare a guardare chi è a tavola…

     

    La Corte Costituzionale anche a me sembra che vada molto piano, talmente piano da far decidere ad altri (gli interessati) che tipo di cambiamento sia da fare… quindi è più che palese che gli uni si accordino con gli altri e chi nega l’evidenza è un evidente venduto!

     

    Facciano i passi che ritengono opportuni, ma per prima cosa dovranno sottoporli al popolo sovrano, o saranno tanti piselli loro! L’art 1 NON VA TOCCATO PER ALCUN MOTIVO, altrimenti cade la democrazia, pure se al momento è solo una parvenza!

  • 1
    blusimon

    Salve a tutti,

    inizion col dire che non c’è da stupirsi se nel culmine di una fase degenere come quella che stiamo vivendo e che mai l’umanità ha vissuto, essendo appunto degenere, ovvero scientificamente e globalmente pianificata per nuocere e nemmeno bellica, ove almeno vi sono contrapposizioni evidenti, uno o più organi istituzionali si astengano misteriosamente dal fare il loro dannatissimo dovere.

    Hanno cominciato i politici e quelli li eleggiamo…in qualche modo, figurarsi quelli che si “auto eleggono ” per definizione. Ciò che invece mi lascia davvero di stucco è come sia possibile che nonostante la mole di autorevoli autonomi, come avvocati, notai, economisti e giornalisti, per non parlare di ex delle varie categorie, che non vivrebbero abbastanza neppure per essere eventualmente soggetti a rappresaglie da parte dei poteri forti non vengano fuori con quella verità che tutti stanno masticando con mala voglia, riordinando le idee e dichiarando una buona volta che SIAMO SOGGETTI AD UN PRECISO DISEGNO MASSONICO, VOLTO ALL’ASSOGGETAMENTO DEI POPOLI E NON ALLA LORO FELICITà, LIBERTà, DIGNITA’ E SVILUPPO. INSOMMA: IL MALE E’ AL POTERE?

    Forse perchè non ci sarebbero, una volta sollevato in calderone, prove schiaccianti per sostenere tali asserzioni in sede legale o forse perchè nessuno vuole trovarsi una pallottola nella schiena o sparire in un banale incidente stradale come successo a Rino Gaetano, ma allora una guerra vera, con tanto di pallottole e bombe, chi la combatterebbe oggi?

    Se non siamo un popolo ma solo un’accozzaglia di sfigati, che ci possiamo aspettare dalle istituzioni che ci rappresentano?

    Se si cominciasse a parlare chiaro, almeno sollevando un dubbio sulla non casualità degli eventi e sollevandone molti altri sulla loro scientifica pianificazione forse lo spirito comune, quello che contraddistingue un popolo da una lista di gente, verrebbe fuori.

  • 0
    Homo Liber

    Aiutiamo la Corte Costituzionale Tedesca a liberare i popoli Europei dal MES e dal Fiscal Compact !!!

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1419055/debito/parte-iniziativa-per-sollecitare-corte-tedesca-a-fermare-fondo-esm.aspx

  • -1
    stefanobc

    Sembra che l’Esimio Autore non sappia come funziona la Corte Costituzionale… essa non può attivarsi da sola. Deve essere interpellata da qualcuno nell’ambito di un procedimento in corso davanti a un qualunque giudice.

    Certo, il controllo di costituzionalità preventivo sarebbe affidato al Presidente della Repubblica al momento della promulgazione delle leggi… OPS! Abbiamo un golpista al Quirinale, dimenticavo …

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