Karl Marx aveva ragione.


« Il sistema creditizio che ha come centro le pretese banche nazionali e i potenti prestatori di denaro, e gli usurai che pullulano attorno ad essi, rappresenta un accentramento enorme e assicura a questa classe di parassiti una forza favolosa, tale non solo da decimare periodicamente i capitalisti industriali, ma anche da intervenire nel modo più pericoloso nella produzione effettiva – e questa banda non sa nulla della produzione e non ha nulla a che fare con essa (…) banditi ai quali si uniscono i finanzieri e gli speculatori. » (Karl Marx, Il capitale)

di Paolo Becchi

Cerchiamo di spiegare con una semplice metafora quello che sta succedendo in questo periodo di crisi ormai persistente. Quando si è mangiato troppo e si è fatto indigestione, magari anche a causa di qualche cibo tossico, la cosa migliore è vomitare, liberarsi del peso che si ha sullo stomaco e rimettersi in salute. Prima o poi ci cascheremo di nuovo, l’uomo sembra proprio avere la memoria della mosca – ma intanto per un po’ ci sentiremo di nuovo meglio. E invece no, quello che oggi sta avvenendo è che ci teniamo ancora tutto sullo stomaco, ingurgitando dosi crescenti di Gaviscon nella speranza che non si brucino le budella.

Fuor di metafora: si è cercato di contenere l’esplosione della “bolla” finanziaria iniettando dosi sempre più massicce di liquidità nel settore bancario e ci si appresta a fare altrettanto se sarà il caso. Molte banche italiane sono sull’orlo del fallimento: già in grosse difficoltà economiche a causa della svalutazione degli asset in portafoglio (immobili valutati a valori maggiori di quelli reali presi a garanzia su mutui concessi troppo facilmente, finanziamenti alle imprese degli amici degli amici diventate poi insolventi, e poi tutti i derivati in portafoglio -, prodotti dell’ingegneria finanziaria che valgono a volte nemmeno un decimo del loro valore d’acquisto. Ebbene, nonostante ciò sono state altresì costrette dalla BCE ad acquistare titoli di stato in asta primaria, con la conseguenza che ogni volta che il valore dei nostri titoli di stato diminuisce (l’altalena dello spread) diminuisce anche il reale valore della banca.

E’ ben noto che, per sua costituzione, la BCE non può quando uno Stato emette dei titoli e questi non vengono assorbiti dal mercato, sostituirsi ad esso, comprando tutto quello che in commercio potremmo definire “l’invenduto” durante l’asta di emissione. A questo punto, la BCE con le mani legate dal suo statuto ha trovato il modo, – solo un fiorentino (Mario Draghi n.d.r) poteva essere così sottile – di prestare quasi mille miliardi di EUR alle banche (si chiama LTRO). Questo denaro è stato concesso con l’invito ad essere usato non per finanziare l’economia reale, bensì per sostituirsi alla BCE ed andare a comprare quello che per semplicità ho definito “l’invenduto”, al fine di non fare crollare il prezzo dei titoli in emissione. In questo modo però la crisi non è affatto risolta. Stiamo soltanto comprando tempo. La liquidità pompata sul mercato, con la speranza di far ripartire il sistema, in realtà al momento non fa che aumentare lo stock del debito. Perché le banche in un primo momento hanno usato il denaro ricevuto per fare finanza (questo spiega il rialzo del mercato azionario dal 2009 al 2010) e poi, come prima spiegato, hanno usato le successive iniezioni di liquidità della BCE per acquistare quote di debito pubblico. Così però la crisi si avvita su stessa. È sempre lo stesso debito che gira da una parte, dalle banche agli Stati, dagli Stati alle banche, è sempre capitale fittizio in movimento privo di valorizzazione reale.

Indebitandosi sempre di più gli Stati non possono fare altro che scaricare gran parte del deficit sulla fiscalità generale. Questo spiega le politiche di austerity ed il fiscal compact ne che ne è una conseguenza. Gli Stati hanno tentato di salvare il sistema mediante la creazione di credito, ma questo processo non ha fatto altro che aumentare l’indebitamento e prolungare l’agonia. È come dare dosi crescenti di eroina ad un drogato e la speculazione, ovviamente, ha buon gioco ad attaccare come un virus gli organismi più deboli. Ci si ostina a non volersi rendere conto di una cosa fondamentale: l’euro è stato imposto ad economie con livelli di produttività e situazioni finanziarie molto diverse. Tra Italia e Germania, ad esempio, l’introduzione dell’euro ha fatto registrare un differenziale del 30-40% sia in termini di costo unitario del lavoro, sia in termini di produzione industriale. Inoltre l’euro è stato costruito in vitro come un organismo privo di sistema immunitario. Non c’è quindi da sorprendersi se la speculazione oggi si scagli proprio sui paesi deboli che hanno aderito alla moneta unica. Se piccolo e grosso devono correre alla stessa velocità con lo stesso peso sulle spalle, il grosso, va più forte.

È possibile uscire da questa spirale? Difficile dirlo, ma affidare ai banchieri il governo dell’economia, come stiamo facendo, significa darsi la zappa sui piedi. Questi “banditi” – come li apostrofa Karl Marx nel terzo libro del Capitale – “nulla sanno della produzione e nulla hanno a che fare con essa”. Finora si sono limitati a salvare le banche con la scusa che erano ,,too big to fail” e lo hanno fatto trasformando debito privato in debito pubblico, insomma socializzando le perdite e coinvolgendo gli Stati nel salvataggio del sistema creditizio. In questo modo però hanno portato al collasso gli Stati e sono loro ora a rischiare il default. Non bisogna essere marxisti per accettare questa analisi. Marx però era convinto che la rivoluzione proletaria avrebbe posto fine al modo di produzione capitalistico e alla sua forma assoluta raggiunta con il capitale fittizio. Su questo si era sbagliato. La crisi ,,catastrofica” del capitalismo non c’è stata e il marxismo è fallito. Ma questo non ha fatto venir meno l’analisi scientifica di Marx, dalla quale possiamo ricavare la previsione preziosissima che si esce da una crisi solo con un nuovo ciclo del capitale industriale, una nuova rivoluzione industriale che sia in grado di rivitalizzare il capitalismo. Pur con la consapevolezza che la crisi è comunque connaturata al sistema, non ci resta – ahimè – che sperare che anche questa sua previsione si avveri.

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26 risposte a Karl Marx aveva ragione.

  • 19
    bignosedaddy

    cavoli, ma quello nella foto è per caso oscar giannino nascosto dietro ad un barbone tutt’uno coi capelli?

    non mi dite che si è fatto un riportone direttamente dal pizzetto…

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  • 18
    Diamond

    Ho letto sin qui parole, pensieri e teorie, senza che il problema in se venga identificato, messo in quarantena e distrutto.Avete mai pensato a quanto dannatamente male faccia la finanza?Oggi le agenzie di stampa hanno Pubblicato la notizia dei 4 miliardi in più che serviranno al governo Greco per “bonificarsi”;Domani alla riapertura dei mercati so che ci Sarà un investitore istituzionale che prenderà delle posizioni short e se tutto va bene sarà contento di pranzare con caviale e champagne; quel pranzo sarà detratto a chi avrà ricevuto allo stesso tempo una perdita in conto capitale.Sul campo dei mercati finanziari nulla si crea, cresce denaro su denaro altrui.Se domani le borse mondiali crolleranno tornerà il pallino rosso della crisi tra le radio e i giornali, ma la mia azienda oleodinamica, produrrà sempre lo stesso numero di valvole mettendo assieme metalli e creando valore.I mercati sono danno e beffa; questi servono al sistema erogando risorse? siamo il paese che maggiormente risparmia in Europa, domani saró ben contento di preferire un prestito obbligazionario alla mia azienda che un pugno di azioni speculative.

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  • 17
    Rigel

    La soluzione al sistema é tanto semplice quanto ovvia e chissà perché nessuno la dice, forse é per non infrangere il sogno di molti di diventare a loro volta ricchi?

    La soluzione di cui parlo, é di porre a tempo indeterminato per qualsiasi essere umano, imponendolo a livello mondiale il LIMITE MASSIMO DI RICCHEZZA.

    Col suddetto limite, non si avrebbero più scalatori sociali, società oligarchiche come quelle bancarie il cui unico fine é l’accumolo di denaro, speculatori a cui basta un prestito fittizio, i quali senza moneta reale diventano ricchi affossando Nazioni che possiedono beni e denaro.

    E’ una follia che ci sia gente incapace di contare beni che vanno di molto oltre l’umana considerazione, quando al mondo poi, c’è gente come il bambino in India il cui video sta facendo clamore su You Tube (http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Kvh1I0Kevhk) che per mangiare ha come unico rimedio, bere il latte di una cagna che lo lascia fare, cagna probabilmente più umana di qualsiasi uomo ricco senza pietà.

     

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  • 16
    Albaro

    Non conoscevo Marx ma grazie a Paolo Becchi oggi posso apprezzarne il pensiero, le poche righe dell’evidenziato sono sufficienti a denunciare gli agenti cancerogeni che stanno uccidendo l’Italia , sono sicuro che ieri Marx ha fatto tutto il possibile per combattere il male ma è il domani che mi preoccupa e Marx non c’è , quindi ben venga un suo estimatore con le conoscenze di un Paolo Becchi che possa aiutarci a combattere la purulenza, se sapessi che in un prossimo futuro al parlamento fossero presenti Paolo Becchi, Monia Benini, Lidia Undiemi, Paola Musu ….. avrei meno paura del domani , purtroppo il grande Confucio “oggi è il domani che ieri ti faceva paura ed è passato” per noi non vale , va bene per i cinesi che hanno il pil al 30% , noi invece abbiamo Monti (toccatina) quindi non possiamo perdere tempo a disquisire sul grande Marx, chiediamo invece aiuto a chi ha le idee più chiare l’antidoto da preparare per difenderci dalle serpi che hanno invaso ogni  stanza dei palazzi che ospitano i politici it.. itt .. non riesco a scriverlo , potrei se non fossi italiano.

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  • 15

    Che la previsione di Marx sulla rivoluzione proletaria fosse scorretta è un dato storico. 

    Che però oggi bisognerebbe attendere con un atteggiamento fideistico una nuova ripresa del capitalismo globale attraverso un nuovo ciclo, una nuova rivoluzione industriale, mi pare problematico per molti motivi.

    Non è possibile qui argomentare compiutamente la cosa, basti solo dire che attualmente una rivoluzione tecnologica o la sostituzione di una vecchia fonte energetica base con una nuova estremamente efficiente e a basso costo, NON è all’orizzonte nè è pensabile. 

    Ma c’è un modo meno complicato per il capitalismo di riavviare un nuovo ciclo. Un modo che è stato già usato con successo in passato e che ha permesso il boom economico straordinario degli anni 50: la GUERRA.

    Ad oggi, visti gli sviluppo tecnologici, la popolazione mondiale, lo stato delle risorse energetiche e del pianeta, lo stato dell’economia reale, la situazione paradossale della finanza e del funzionamento del circuito monetario, è impossibile ipotizzare una nuova forma di accumulazione (base del processo capitalista complessivo) sulla base del rinnovamento di uno di questi fattori. L’unico metodo efficace è la distruzione di vite umane (consumatori), di infrastrutture (economia reale), capitali. Il capitale svalorizzato di oggi si potrebbe rivalorizzare solo attraverso una guerra.

    E’ questo quello che ci dobbiamo aspettare se le popolazioni che subiranno (e già subiscono queste dinamiche) non alzeranno la testa ed in qualche modo realizzassero (da presupposti e con sensibilità diverse) la “predizione” errata del caro Marx: una rivoluzione popolare di stampo socialista.

    L’alternativa, così come diceva sempre Marx, è la barbarie.

     

    Francesco.

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    • 15.1
      vellerio

      salve Francesco,

      si ormai sappiamo benissimo come sfruttarono l’umiltà e “l’ignoranza” della gente di quell’epoca, e i  governi hanno pensato bene d’investire attraverso atti disumani per la ripresa economica e ricordiamoci che purtroppo non esistono più gli uomini di quell’epoca, se proviamo ad immaginare in un posto come l’Italia una crisi bellica a chi attacca basterebbe staccare la luce del contatore e nel momento in cui non arriverà l’acqua dal rubinetto la seconda settimana la gente di città userà il cannibalismo per sfamarsi… sappiamo anche che rinvigorire l’economia è impossibile sotto forma di accumulazione capitalistica, io forse sono troppo fantasioso utopico ma immagino me, semplice operaio, in italia abbimo qualche punto dal quale possiamo ri-partire:

      1 abbiamo circa 4 immobili per cittadino e la la stramaggioranza dei cittadini pagano mutui e affitti ( io monolocale 370euro)

      2 ovviamente non dovrei pagare nulla per una cosa che già mi appartiene neanche i raggi del sole che riscaldano il mio tetto e lacqua che uso.

      3 abbiamo tutti in possesso tecnologia all’avanguardia ormai un cellulare con 20euro lo compri e si può comunicare con Tokio in una frazione di secondo, mi sorprende come si può ancora muovere l’essere umano con un motore a scoppio (petrolio) inventato 120anni addietro (al mese più o meno io ne spendo 200euro di petrolio)  ovviamente sul petrolio possiamo aprire una dozzina di parentesi.

      4 ovviamente le assicurazioni dell’auto mettono il dito sulla piaga

      5 lo stato in cui sono nato affronta per colpa di accordi vari, spese impressionanti militarmente di guerre fasulle dove potremmo aprire centinaia di parentesi al riguardo

      6-7-8-9-10… politica/mafia….

      in tutto questo io semplice operaio risparmierei una decina di mila euro all’anno che in qualche modo permetteranno un circolo economico ma la cosa scomoda ovviamente che il ciclo avverrà tra noi umili cittadini e non di certo con banchieri e strozzini vari.

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  • 14
    Robertone

    Adesso facciamo un esempio:

    un medico dice al paziente:

    “lei è malato , ormai ogni cura è inutile e morirà”

    il paziente chiede:

    “ma QUANDO morirò, domani , tra un mese o tra un anno?”

    il medico a questo punto può solo dire che non sa esattamante quando , può solo fare delle ipotesi, e per quanto sia preparato e intelligente, può anche sbagliare..

     

    L’italia è gravemente malata, come stato intendo , un deito pubblico che non potrà essere pagato si accumula sempre di più, e anchje il capitalismo in generale mica sta tanto bene (per non parlare degli USA).

    Quando? tutti possiamo fare solodelle ipotesi, come il dottore.

     

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  • 13
    alfa

    Qualunque giudizio si voglia dare dell’intervento di Paolo Becchi e

    delle cause della crisi contemporanea,credo sia importante ripor-

    tare al centro della riflessione la figura di Karl Marx.Certo,i temi

    che un’operazione simile richiama sono complessi,difficili da rac-

    chiudere nello spazio di un blog.Tuttavia è altamente improbabile

    che si esca da questa situazione con una soluzione definitiva,pa-

    lingenetica.La storia ha mostrato di essere refrattaria alle dottri-

    ne che ne segnano il corso.Spesso le nobili aspirazioni alla libera-

    zione si sono tramutate in incubi d’oppressione.Al fondo dell’evo-

    luzione storica agisce un’eterogenesi dei fini.Ma anche di fronte

    ai problemi che ci pone il nostro tempo è necessaqrio prendere 

    posizione.Siamo chiamati a rispondere realisticamente in termini

    di governo degli eventi.Occorre definire i punti essenziali di una 

    politica economica possibile e alternativa all’egemonia del mone-

    tarismo.Questo,soprattutto,allo scopo di difendere ,già nell’imme-

    diato,gli interessi delle classi sociali più disagiate.Mancano,però,

    la capacità e la volontà politiche serie ed efficaci per farlo,lon-

    tano da superficialità e fanatismo.

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  • 12
    The Red

    “La crisi „catastrofica“ del capitalismo non c’è stata e il marxismo è fallito. Ma questo non ha fatto venir meno l’analisi scientifica di Marx, dalla quale possiamo ricavare la previsione preziosissima che si esce da una crisi solo con un nuovo ciclo del capitale industriale, una nuova rivoluzione industriale che sia in grado di rivitalizzare il capitalismo. Pur con la consapevolezza che la crisi è comunque connaturata al sistema, non ci resta – ahimè – che sperare che anche questa sua previsione si avveri”.

    Mi meraviglio del sig. Messora, che fa pubblicare simili cavolate ad un pseudo marxista da strapazzo, che non nè ha azzeccata una dall’inizio alla fine. Ma è il finale che fa veramente vomitare. La crisi „catastrofica“ del capitalismo non c’è stata?, cioè, viviamo una crisi sistemica globale e planetaria del modo di produzione capitalistico, e sto tizio tal sig. Becchi, afferma che non c’è crisi catastrofica? e questo trascurando le crisi cicliche di questo sistema, come quella del 1929.

    Questo vuole salvare il sistema, basta leggersi il finale che ho evidenziato tra virgolette, ed in particolare: “che si esce da una crisi solo con un nuovo ciclo del capitale industriale, una nuova rivoluzione industriale che sia in grado di rivitalizzare il capitalismo“.

    Marx, non ha mai fatto analisi come questo tizio Becchi presenta, come non ha mai tirato conclusioni che sempre il tizio Becchi afferma.

    Conclusione: attenzione a questi finti marxisti, arruolati dalla borghesia per disinnescare il barbuto di Treviri, e che hanno la sola funzione di impedire la realizzazione dell’unica via d’uscita che l’uomo e il mondo ha davanti…il COMUNISMO.

    P.S.

    Per chi voglia farsi un’idea seria dell’analisi marxista, segnalo:

    http://wwwdata.unibg.it/dati/persone/46/3907.pdf

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    • 12.1

      Sono d’accoro con lei sul fatto che la crisi ci sia stata, eccome! Per il resto, questo è un blog aperto dove si discute. Se lei non è d’accordo con il prof. Becchi, può scriverlo anche senza offenderlo.

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    • 12.2
      The Red

      @ Sig. Messora, mi rendo perfettamente conto di essere duro nei giudizi, e badi, che non li do con semplicità, ma solo quando sono arcisicuro di quello che penso in base a studi/osservazioni fatte e che faccio tutt’ora.

      E’ la differenza che passa tra la doxa e l’episteme.

      Vedere, leggere sul suo blog, l’ennesimo “ideologo” borghese Becchi, che ha la chiara funzione di DISINNESCARE la portata rivoluzionaria del barbuto di Treviri, mi ha fatto un tantino trasalire lo ammetto.

      Comunque colgo l’occasione di segnalarle, che la crisi, “NON è DELLA FINANZA, MA DEL CAPITALE”. E’ proprio perchè il processo di accumulazione capitalistico si è inceppato (crisi di sovrapproduzione e di sottoconsumo), che abbiamo l’iperfinanziarizzazione del sistema.

      “NON SONO I BANCHIERI CHE HANNO SPINTO L’ECONOMIA MONDIALE SULL’ORLO DEL PIU’ GRANDE DISASTRO DEGLI ULTIMI DECENNI”, anche se la speculazione finanziaria, in effetti, ha accentuato la crisi ovviamente.

      La stessa spiegazione della crisi del 1857-58, la diede la commissione che fu incaricata dalla Camera dei Comuni inglese nel suo rapporto finale. A questo rapporto Marx (che soggiornava forzatamente in Inghilterra, dopo essere stato espulso da Prussia, Belgio, e Francia) ribattè: “la speculazione di regola si presenta nei periodi in cui la sovrapproduzione è in pieno corso. Essa offre alla sovrapproduzione momentanei canali di sbocco, e proprio per questo accelera lo scoppio della crisi e ne aumenta la virulenza. La crisi stessa scoppia dapprima nel campo della speculazione e solo successivamente passa a quello della produzione. Non la sovrapproduzione, ma la sovraspeculazione, che a sua volta è solo un sintomo della sovrapproduzione, appare perciò agli occhi dell’osservatore superficiale come causa della crisi. Il successivo dissesto della produzione non appare come conseguenza necessaria della sua stessa precedente esuberanza, ma come semplice contraccolpo del crollo della speculazione”.

      Cordiali saluti da Luigi

      P.S.

      Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa, del documento in pdf che ho linkato. Ancora saluti.

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    • 12.3
      roybatty99

      Luigi, io ho inteso l’articolo non come una critica a Marx ma come una critica alle agenzie di credito e ai loro dirigenti.Che poi un comunista del tuo calibro si senta minacciato ci puo’ stare ma mi sembra che ciò ti faccia uscire un po’ dal seminato.Più seguo le vicende di questa crisi e più mi convinco che sia sbagliato approcciarla dalla parte della propria appartenenza politica.

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    • 12.4
      yoyo_su_byoblu

      “NON SONO I BANCHIERI CHE HANNO SPINTO L’ECONOMIA MONDIALE SULL’ORLO DEL PIU’ GRANDE DISASTRO DEGLI ULTIMI DECENNI”, anche se la speculazione finanziaria, in effetti, ha accentuato la crisi ovviamente.”

      E’?! Ancora?! Comunismo? Fascismo? Se ancora credi a destra, sinistra e centro siamo messi maluccio, nonostante tu dica di esserti informato e di non giudicare in modo superficiale.

      Rimandato a rileggere tutto il blog e centinaia di altri siti o documenti.

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  • 11
    Domenico Corradini

    Informò Scalfari, domenica 22 luglio 2012, dopo l’incontro di Monti con Napolitano per discutere di elezioni anticipate, che si sarebbe votato a fine ottobre, allo scopo di evitare che il governo si indebolisse a causa del fermento elettorale dei partiti e che lo spread salisse ancora. E indicò una strada inevitabile che fece rabbrividire gli europeisti all’Altiero Spinelli e i costituzionalisti che la Costituzione conoscono: la strada di un’Europa federale in cui tutti gli Stati «cedano una parte della loro sovranità». Informò Scalfari, domenica 29 luglio 2012, che su quella strada alla guida deve starci per forza di cose la Bce. Come dire: il governo delle banche e dei banchieri e la fine della politica. Ma che vogliamo farci, caro Paolo. Quelli di Repubblica hanno relegato Marx in soffitta, peggio di come in soffitta lo relegò Giolitti. E fanno opinione quelli di Repubblica. E dubito che sui testi di Marx si siano affaticati gli occhi e si siano graffiati le mani con la penna. Lasciamelo dire, caro Paolo, da antico studioso di Marx come erede della dialettica di Hegel. Da cui anche sulle banche qualcosa si potrebbe ancora imparare. Domina il cattolicume oggi, caro Paolo. Domina la continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti. E qui, caro Paolo, abbiamo molto da dire. E credo d’aver già detto molto in un altro blog, che forse tu non segui. Con antica stima e sempreverde affetto,dom

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  • 10
    clack

    Non so se il marxismo sia fallito, ma certo la situazione attuale lo sta rivitalizzando, quantomeno nella coscienza di molti. Viceversa, alla crisi catastrofica del capitalismo ci siamo di fronte. Riesce a non crollare soltanto perché i suoi emissari siedono ai posti di comando di tutti gli stati industrializzati, dirigendone le politiche in modo da dare sempre più stupefacente al tossico allo stadio terminale, in modo da tenerlo artificailmente in vita, sulle spalle di tutta la cittadinanza che è sottoposto allo scopo a salassi insostenibili.

    Quanto potrà andare avanti questa situazione se no ci si decide a mettere mano a questo sistema pe renderlo meno iniquo?

     

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  • 9
    Giampi

    Io non conosco Marx o, per meglio dire, non ho mai letto ciò che ha scritto!

    Provo sempre a ragionare con la mia testa e, tramite essa, ho dedotto ciò:

    esistono le borse, ma in realtà, cosa producono di tangibile esse??????

    Se, come mi sembra, non producono niente di tangibile, com’è possibile che chi vi opera guadagni infinitamente di più di chi le borse le fa “vivere” tangibilmente?????

    Non continuo, onde evitare di dilungarmi troppo (potrei scrivere un libro, lol :D)

    Insomma, il sistema mondiale è assolutamente errato!!!!!!

    Se prendiamo ad esempio un PC, possiamo affermare con certezza che, se il sistema operativo non è sufficientemente adatto/idoneo a soddisfare le esigenze per le quali è stato costituito, lo stesso PC ci darà solo problemi a non finire, diventando inutile…

    Sostituite al PC il genere umano e al sistema operativo il sistema capitalistico che governa il mondo……

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  • 8
    alfa

    Paolo Becchi,richiamando l’attualità di Karl Marx nell’analisi della crisi

    contemporanea,ci invita ad una riflessione su alcuni punti cruciali,sen-

    za il chiarimento dei quali non possono darsi scelte di politica econo-

    mica  capaci di contrastare la controrivoluzione monetarista che dura,

    ormai,da più di trent’anni.E’ necessario un percorso di critica dell’eco-

    nomia politica e su questo cammino ritroviamo inevitabilmente due fi-

    gure imprescindibili:Marx e Keynes.La crisi nella quale siamo coinvol-

    ti appare più complessa delle dottrine che si sforzano di coglierne  il

    segno  e, in momenti come questi, s’impone un ritorno ai classici.Par-

    liamo di argomenti sui quali si è molto scritto,ma,forse,non ancora

    sufficientemente pensato, anche in ragione della  loro grande rile-

    vanza pratica.



     

     

     

     

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  • 7
    NULLA CAMBIA

    Per la vertità il vecchio Marx aveva previsto anche una serie colossale di st****te. Non ci si deve meravigliare se ne ha azzeccata una.

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    • 7.1
      garipoli

      sinceramente nelle analisi economiche (proprie di Marx – Il Manifesto fu scritto da più mani e aveva uno scopo divulgativo e quindi per forza di cose non analitico) anche i suoi più feroci detrattori ne riconoscono la giustezza scientifica.

      Sarebbe il caso che per argomentare la sua chiosa riuscisse, se è in grado, ad entrare in dettaglio. Troppo facile liquidare con una battuta da trivio. 

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  • 6
    omero12

    le banche sono come le mucche quando si é aperta la stalla, possono andare a brucare in ogni dove, o cadere in un dirupo se non vengono controllate, regolate e seguite, nulla di questo -dopo la crisi del 2008 – é stato fatto dalla Politica, e i disastri proseguono indisturbati!!

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  • 5
    Infausto

    Le banche per me possono pure chiudere domani mattina perchè non hanno fatto altro che ingrassare il debito e le imprese non le hanno aiutate bensì salassate!

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  • 4
    placido

    egregio Professore, che Lei non sia marxista si nota, epperò ricorre a Marx perchè il liberalismo, e credo che Lei sia un liberale, è col suo latino alla fine. siamo ormai alla crisi cruciale del capitalismo, e chissà come finisce (fascismo? molto probabile). Marx aveva ragione allora, ma adesso è un’altra cosa, perchè la commistione tra grande produzione e capitale finanziario è totale. Mi permetto di consigliarLe un libro:

    “Die große Entwertung”, di Ernst Lohoff & Norbert Trenkle, Unrast Verlag D-48043 Münster.

    Le assicuro che le tesi in esso contenute sono assolutamente originali e soprattutto calzanti. cordiali saluti

    emilio

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  • 3
    vellerio

    salve,

    l’altro giorno mi è capitato un articolo interessante che riguarda una cittadina spagnola “marinaleda” un esperimento reale di socialismo ben riuscito ma purtroppo nella nostra nazione bisognerebbe realizzare prima di un ri-sanamento economico un ri-sanamento civico di una società ormai malata, non riesco a capire come potremmo mai farcela quando i nostri amati governanti ancora litigano e non riescono a buttare giù una degna e democratica legge elettorale, se penso che tra un pò si andrà a votare mi vien il mal di pancia!

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  • 2
    Brezzarossa

    Mario Draghi fiorentino? E’ romano.

    Brezzarossa il fiorentino.

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    • 2.1
      Ripley

      Fiorentino nel senso che ha insegnato alla Facoltà di Firenze per una decina d’anni forse..

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  • 1
    gino metropoli

    Marxismo fallito!?!?! A me sembra vivo e vegeto!!!

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I MINI-BLU

Il colibrì e il leone

il colibrì e il leone Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco. - “Cosa credi di fare!”, gli chiese il leone. - “Vado a spegnere l’incendio!”, rispose il piccolo volatile. -...leggi

Brunetta spamma Juncker

Renato Brunetta Jean-Claude Juncker Renato Renato... ma secondo te Juncker non le sa le cose che gli hai scritto? Secondo te ha bisogno della letterina a Babbo Natale, visto il periodo? E quali segreti da consumato economista gli avresti poi rivelato, nella tua lettera? Indiscrezioni di palazzo? Dati inaccessibili dall'esterno?...leggi

I SOLDI? DRAGHI, DALLI ALLA GENTE, NON ALLE BANCHE!

draghi soldi banche BCE Si continuano a dare i soldi alle banche. E quando tu dai i soldi a qualcuno, quello se li tiene. Ma c'è un'altra strada. La mostravo già tre anni fa, in questo post (E se invece delle banche salvassimo la gente?) e in questo video (qui...leggi

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