Al Festival della Letteratura vietato riprendere
A Mantova, dal 5 al 9 settembre, si tiene il Festival della Letteratura. Ci sono vari relatori e convegni che si preannunciano interessanti, tra cui “CRISI ECONOMICA E DEMOCRAZIA“, di Loretta Napoleoni, e “USCIRE DALL’EURO: UNA SOLUZIONE POSSIBILE?“, confronto Oxford Style tra Tito Boeri e Pietro Garibaldi da una parte, e Loretta Napoleoni e Claudio Borghi dall’altra. Per assistere agli incontri bisogna prenotarsi, perché le conferenze non sono ad accesso libero. I posti, tuttavia, sono estremamente limitati e, soprattutto, sono esauriti da tempo. Un peccato, perché questi sono temi salienti per i nostri tempi, direi anzi esiziali per quasi sessanta milioni di persone: un’occasione di confronto così importante non dovrebbe limitarsi a raggiungere un così esiguo numero di persone come quelle che possono essere presenti fisicamente in un teatro o sotto a una tenda. Per fortuna siamo nel 2012 e c’è la rete. O no?
Inutile dire che ho subito scritto all’organizzazione, chiedendo di poter riprendere entrambi gli incontri. Senza risposta alcuna. Così, tramite un’amica comune, riesco ad arrivare all’archivio e all’ufficio stampa del Festival, i quali – mi si dice – sono gli unici a poter autorizzare le riprese. Ma anche così non ottengo nessuna risposta. Nel frattempo parlo con i due relatori (che i frequentatori di questo blog conoscono bene), i quali si dimostrano entusiasti della mia proposta: le potenzialità offerte dall’affiancare al pubblico del Festival quello potenzialmente infinito della rete, a costo zero, certamente a loro non sfuggono. Borghi si spinge persino a suggerire via Twitter l’opportunità di concedermi l’autorizzazione, menzionando il profilo cinguettante del Festival. In molti re-tweettano. Inoltre entrambi, gentilmente e per quel che possono, si fanno tramiti con l’organizzazione delle mie richieste: posizionare una videocamera e microfonare i relatori. Il silenzio..
Fino a un’oretta fa. Mi chiamano dal Festival della Letteratura. Una voce di donna che si qualifica. Io rispondo con entusiasmo. Ma poi capisco l’andazzo. Mi chiede come mai le siano arrivate richieste da più parti. Le spiego l’iter. Allora mi dice che loro già riprendono, pochi minuti per ogni dibattito, e che non capisce l’esigenza di voler filmare tutto. Le spiego che serve alla diffusione della conoscenza. Mi dice che loro comunque effettuano un’archiviazione dei contenuti. Le dico che va bene, ma che un video ha un altro potenziale rispetto a una trascrizione più o meno puntuale in cartaceo. Allora mi dice che poi, in ogni caso, avrebbe bisogno dell’autorizzazione dei relatori. La rassicuro, spiegandole che per quanto riguarda il primo evento ho la liberatoria – eventualmente anche scritta – del relatore unico, e che per quanto riguarda il secondo ho già due liberatorie su quattro (ma poi perché mai in un dibattito pubblico ci vorrebbe una liberatoria?) e le altre potremmo provare a chiederle (chi mai si sognerebbe di negarle?). Allora mi dice che loro hanno sempre autorizzato una ripresa di un massimo di tre minuti, e che funziona così anche per le televisioni. Resto un po’ basito: a cosa servono tre minuti su almeno 45-60? E poi come faccio a sapere in anticipo quali sono i tre minuti più interessanti per i quali valga la pena sprecare l’accensione della videocamera? E comunque hanno bisogno della liberatoria. Ripeto che la liberatoria c’è. Anzi: i relatori sono entusiasti. Allora dice che non si può fare, perché loro comunque autorizzano solo tre minuti. Trasecolo e dico che una posizione simile si giustifica solo con un progetto di sfruttamento economico dell’eventuale girato (che non c’è), altrimenti è incomprensibile, tanto più per un festival culturale. Di fronte al suo muro, concludo aggiungendo: “se è così, non posso che adeguarmi, ma mi consenta di manifestare il mio disappunto: siamo nel 2012 e la conoscenza, specialmente in occasione di eventi così importanti, dovrebbe essere liberamente fruibile da tutti. Altrimenti cosa lo fanno a fare, un festival? Non fanno neppure una diretta streaming. Che senso ha?”. Allora ripete che non capisce, letteralmente non capisce di cosa mi lamento, perché è sempre stato così. Penso, tra me e me: se è sempre stato così, significa che non può cambiare? Aggiunge di nuovo che è così anche per le televisioni. Se è così anche per le televisioni allora siamo a posto… Di fronte all’ostinazione un po’ indispettita della mia interlocutrice, che sembrava si domandasse da quale pianeta io venissi e perché la importunassi con questa cosa della conoscenza condivisa, dico: “va bene, sono in completo disaccordo ma ubi maior minor cessat. Sappia però che renderò noto a chi mi segue gli inesplicabili motivi per i quali né loro né centinaia di migliaia di altre persone potranno ascoltare interventi di fondamentale importanza per la comprensione dei nostri tempi e per il destino della nostra democrazia”. Non sembrandomi che l’argomento potesse avere la benché minima forza persuasiva ai fini di indurla a un ripensamento, saluto il più cordialmente possibile e riattacco.
La conoscenza a circuito chiuso non ha più nessun senso nell’era di internet. Dimostra solo l’attitudine alla circolazione elitaria dell’informazioni e un’assurda concezione della cultura come di una proprietà sulla quale applicare un diritto anziché un bene collettivo da redistribuire. Mi fa tristezza un paese nel quale, ancora nel 2012, non si comprende l’importanza di usare tecnologie ormai consolidate (per di più avvalendosi di contributi gratuiti), guardando alla rete come a un luogo nella migliore delle ipotesi superfluo e meno importante della “televisione”, se non addirittura ostile.
Poi mi è caduto l’occhio sull’elenco degli sponsor del festival. Nel banner a rotazione sulla destra , oltre al Gruppo Marcegaglia e all’immancabile Eni, campeggia un lunga lista di banche e fondazioni bancarie, che evidentemente hanno contribuito in maniera significativa se hanno il privilegio di alternarsi sulla home page, a differenza dei numerosissimi altri sostenitori relegati nell’apposita sezione. Si va dalla Fondazione Cariplo alla Fondazione Cariverona, da Monte dei Paschi di Siena alla Fondazione Banca Agricola Mantovana, dalla Banca Popolare di Mantova a Cariparma Credit Agricole e così via. Non voglio certo pensare che questo abbia avuto un qualsiasi peso significativo nella valutazione della mia domanda. Certo è che la crisi affonda le sue radici proprio nel sistema bancario, potrebbero quindi almeno dimostrarsene consapevoli e contribuire a dare finalmente impulso all’era della modernizzazione, partendo anche e soprattutto da qui: ovvero dal non negare il permesso a un blogger di riprendere eventi culturali che, una volta finanziati, dovrebbero diventare patrimonio collettivo ed essere diffusi in ogni luogo e con ogni mezzo.
69 risposte a Al Festival della Letteratura vietato riprendere
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feed commenti

..NON HO PAROLE
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SONO VERAMENTE ODIOSI !
PROVO AD IMMAGINARMI COME SAREI MENTALMENTE SE NON CI FOSSE LA RETE, PRATICAMENTE UN’AUTOMA.
GARZIE CLAUDIO,HAI TUTTA LA NOSTRA AMMIRAZIONE
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Bisognerebbe boicottare simili manifestazioni non aderendovi….ma tanto chi se ne frega la loro paura di divulgare pare sempre più confermare che c’è qualcosa da NON divulgare!!! Lo dice una uno dal NON sapere nel giro di pochi click, in un paio di mesi, si è fatto un’idea della situaz reale che è ipotizzabile solo nelle trame dei film o di un buon libro.
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Informate gli Anonymous, vedrete che troveranno il sistema….
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Non capisco una cosa: perchè, dopo anni di giornalismo, giochi a fare l’ingenuo fingendo di non capire come funzionano le cose nel paese di Pulcinella? Credo, non avertene a male, che prima della oscena telefonata ti era già caduto l’occhio sugli sponsor e quindi già immaginavi la risposta degli organizzatori.
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Grazie Claudio per il tuo impegno nel voler divulgare a tutti le problematiche di questi tempi….
In quanto al Festival, e’ troppo poco dire che si dovrebbero vergognare, dovrebbero essere boicottate simili iniziative….
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Due sono le cose: o la donna con cui hai parlato e’ una perfetta imbecille o qualcuno sopra di lei le ha detto di ostacolarti in ogni modo; personalmente credo piu’ alla seconda :-) Volendo trovare il buono in tutto questo e’ che forse avevano paura di cio’ che avresti potuto scrivere sul blog a seguito delle riprese
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Una voce di donna che si qualifica. Chi era ?
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privacy
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Ti capisco benissimo.
Cmq non sarebbe niente male fare nomi di questi che si posizionano contro la libera informazione, cosicche’ ci penserebbero su prima di simile posizioni pubbliche blindate.
Cmq Grazie Tante CLAUDIO
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la prima cosa che ho fatto è stato scrivere una mail di protesta a tutti
a:segreteria@festivaletteratura.it,benedetta@festivaletteratura.it,alessandro@festivaletteratura.it,
sara@festivaletteratura.it,marella@festivaletteratura.it,gioia@festivaletteratura.it,
andrea@festivaletteratura.it,arianna@festivaletteratura.it,ton@festivaletteratura.it,proposte@festivaletteratura.it,stampa@mavico.it
archivio@festivaletteratura.it
se lo facciamo in tanti forse qualcosa faranno
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Per chi vule esprimere il proprio disappunto consiglierei di contattare il servizio stampa. Estratto da qui: http://www.festivaletteratura.it/accredito.php
RADIO TELEVISIONI SITI INTERNET
Il pass dà diritto alle riprese audio-video di soli tre minuti di ogni evento. Per esigenze diverse è ncessario prendere accordi specifici con l’ufficio stampa.
UFFICIO STAMPA
Mara Vitali Comunicazione
Corso Indipendenza, 1
20129 Milano
tel. + 39.02.70108230
fax. +39.02.70005403
stampa@mavico.it
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peccato che accordi diversi non te ne facciano prendere.
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Claudio, ma non si possono avere le copie degli archivi che loro fanno dei contenuti dei dibattiti?
Oppure non possiamo chiedere a Borghi un commento al dibattito?
Se non possiamo essere presenti almeno rendere noto il più possibile.
Roberto
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Quoto pienamente!
Mi accodo, sperando che succeda qualcosa.
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ho trovato le mail di molti sponsor
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Ciao Claudio
Ti seguo da un annetto e ti devo solo ringraziare per il lavoro impressionante che svolgi e senza il quale, ammetto. sarei miope ripetto alla situazione generale (miope, non cieco). Scrivo per la prima volta e lo faccio per chiederti scusa, da buon Virgiliano (sono di Mantova) per come la signorina ti ha trattato e ha trattato tutti quelli che ti seguono. Tale ottusità avrebbe potuto trovare manifestazione in qualunque persona dello stivale, ma aimè la patria di Virgilio è una roccaforte di tale ottusità.
Conosco i miei polli
Sandro
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Campisi ha scritto :
” Non capisco una cosa: perchè, dopo anni di giornalismo, giochi a fare l’ingenuo fingendo di non capire come funzionano le cose nel paese di Pulcinella? Credo, non avertene a male, che prima della oscena telefonata ti era già caduto l’occhio sugli sponsor e quindi già immaginavi la risposta degli organizzatori. “
Io penso che abbia fatto tutto ciò, per rendere partecipi anche coloro i quali vivono nel loro limbo d’ingenuità, così da far capire, il più semplicemente possibile, come funziona il sistema!!!!!! E, se è così come io dico, ha fatto la cosa migliore, non siamo in rete per dare prova della nostra eccellente cultura, attraverso discorsi colmi di terminologie degne di un bravo professor universitario, bensì per cercar di far capire le cose al maggior numero possibile di persone, quindi…….
Piuttosto mi chiedo: potremo mai riuscire a cambiare qualcosa, senza l’uso della violenza, prima che sia troppo tardi???????? Maahhhh……
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Caro Giampi
La mia non era una critica contro l’operato di Claudio il quale, credo meriti tutto il nostro apprezzamento. Mi limitavo a sottolineare la sua apparente contrarietà e il suo stupore nel momento in cui trova ostacoli apparentemente illogici. Tutto quì.
Non credo che Claudio sia un ingenuo, sa come gira il mondo.
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E dire che Mantova era stata una capitale della cultura a livello europeo in grado di competere con le maggiori corti sovrane ed imperiali de’Europa nei secoli del Tardo Medioevo e del Rinascimento, adesso è rimasta una bella città dal punto di vista storico architettonico ma penosa come gestione culturale e tecnologica nella copertura mediatica e sociale delle loro iniziative, e non mi riferisco solo al Festival della Letteratura
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….ma …Mantova esiste davvero??…. o e’ una leggenda??….come Cremona……
…qualcuno ha mai sentito dire che succeda qualcosa da quelle parti?…mai visto un mantovano in vita mia…ne un cremonese……. qualcuno ha una foto di questi esseri??…..
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Hanno perso un’ottima occasione non solo per far circolare la cultura ma anche per farsi conoscere.
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Salve a tutti,
non è “etico” ma forse bisognerebbe andare con una telecamera nascosta nel cappello e trasmettere in streaming…..
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Al di là del fatto che è assurdo che un cittadino, oggi, nel 2012, debba nascondersi, e non per registrare un concerto, ma una discussione pubblica su questioni che afferiscono ad istanze democratiche… ma al di là di questo, dicevo, non si può neache andare semplicemente a sentire, perché ci sono pochi posti (sono teatri o tende) e sono tutti logicamente esauriti da poco dopo essere stati messi a disposizione. Quindi non ti farebbero neppure entrare!
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..inoltre non esistono neanche delle registrazioni audio scaricabli, tipo podcast,,,una cosa davvero assurda ed antidiluviana…
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purtroppo fatto dal festivaletteratura di Mantova non mi sorprende…un paio di anni fa ricordo che come blog letterario avevamo chiesto l’accredito per coprire gli interventi ma se non eri giornalista (possibilmente di un giornale di carta) proprio non ti calcolavano nemmeno.
lo spazio al web e ai blogger era quasi inesistente. Abbiamo ottenuto accrediti perchè parte anche della seconda categoria ma era cmq assurdo. Poi per carità, caso per caso abbiamo anche riscontrato molta disponibilità, ma diciamo che l’organizzazione "ufficiale" dovrebbe un attimo guardarsi intorno e rendersi conto che siamo nel 2012. Capisco che il problema sia anche lo spazio..ma nel caso da te descritto tutto questo non ha semplicemente senso.
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sono a Mantova ma non posso andare perche posti esauriti. Sulla rete non passa. E allora?
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Guarda, ho lavorato per almeno 12 anni a festivaleetteratura e conosco molto bene gli organizzatori e credo di poterti assicurare che non è un problema di sponsor, è semplicemente faciloneria e in molti casi (e branche del festival) incompetenza. Semplicemente non hanno mai pensato a queste cose e chi è responsabile di quei settori li gestisce come se fossero di popria poroprietà e appena qualcuno arriva con una nuova idea sbatte contro il muro del menefreghismo e dell’incomprensione (per essere diplomatici)..non hai idea di quante volte ho dovuto combattere contro assurdità come questa, seppur lavorando all’interno del festival stesso..
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Beh devo dire, un vero peccato!
Che senso ha una “pubblica” manifestazione se poi di pubblico c’è poco o niente?
Dovrebbe essere obbligatorio che qualsiasi manifestazione definita “pubblica” fornisca, al termine, una registrazione completa dell’evento per la consultazione, che sò, dei non deambulanti ad esempio? O di tutti coloro che sono, per qualsivoglia motivo, impossibilitati a partecipare fisicamente?
Io potrei benissimo essere molto interessato alla manifestazione ma essere al contempo impossibilitato a presenziare fisicamente…che faccio? Non ho il diritto di vedermela ed ascoltarmela quando meglio mi aggrada?
Personalmente e visti anche i costi irrisori (per loro), lo trovo un comportamento più vicino all’ostracismo che alla ragionevolezza.
Comunque grazie dell’impegno al blogger che leggo da molto e che nel tempo continuo a valutare sempre molto meglio.
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Personalmente e visti anche i costi irrisori (per loro), lo trovo un comportamento più vicino all’ostracismo che alla ragionevolezza.
Non costi “irrisori”, amico mio: “costi nulli”, perché sarei andato a mie spese. O l’avremmo finanziata tutti in crowd-funding (al solo costo della benzina e dell’autostrada, si intende).
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3 minuti a testa? Blogger, mettetevi d’accordo, filmate 3 minuti a testa, montate il tutto e diffondete :D
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Secondo me se le cose stanno così relatori come Claudio Borghi ma anche tutti gli altri se sono veramente interessati ad informare la gente dovrebbero semplicemente boicottare l’evento tanto a che serve parlare al nulla?
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Chissà, sarà un’impressione, eppure se si leggono l’articolo e i commenti, sostituendo “Festival di Mantova” con la parola “G20″, o “G8″, i discorsi che si leggono diventano d’improvviso decifrabili, plausibili, normali…
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