Che noia sto Renzi!

di Valerio Valentini

È un peccato che lui li declami con il ritmo petulante del bambino della quarta elementare che ripete il 5 maggio davanti alla maestra, perché i discorsi di Matteo Renzi sono scritti davvero bene. Dunque probabilmente non sono farina del suo sacco. Ben strutturati e con quel tanto di cultura pop che non fa mai male, pomposi ma mai oltre l’eccesso, alternano analisi che pretendono di essere lucide su problemi reali a lunghi sermoni che planano a volo d’uccello su questioni che sembrano onestamente un po’ troppo complesse per essere affrontate da uno come Renzi. Peccato, inoltre, che siano discorsi scritti per un politico che aspira a governare l’Italia. In bocca a un impiegato in un bar suonerebbero meglio. È evidente, che sono discorsi pensati per far presa sull’uditorio, ricorrendo a immagini forse scontate ma sicuramente efficaci, che si reggono su slogan piuttosto farlocchi e pseudo-valori che, trattati come li tratta Renzi, diventano soltanto fuffa.

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Sin dall’esordio: “Buongiorno a tutti. Grazie a tutti voi e soprattutto a chi oggi prova un’emozione, perché io credo fortemente che la politica regali delle emozioni”. Vabbè, uno dice, magari è soltanto un incipit un po’ retorico, ma ora la smette. E infatti: “È sempre un’emozione quando parte un viaggio, è un’emozione particolare quella di sapere da dove si parte ma non sapere dove si arriva. È un’emozione particolare quella di chi si rende conto che camminando assieme scopri qual è il lusso vero: non l’auto blu o lo stipendio, ma la qualità delle relazioni umane che riesci a suscitare e a intraprendere con gli altri”. Primi sbadigli in sala. E siamo solo al primo minuto. Renzi insiste, imperterrito: “È una fortuna viaggiare insieme, nel senso metaforico, verso un orizzonte che provi a… a allargare il respiro”. Ma sì, dai, un po’ lunghetto come incipit, ma adesso vedrai che affronta le questioni serie, ricorrendo a dati e statistiche.

Ma purtroppo è ancora presto, e infatti Renzi ricorre al greco: “Una volta un compagno di strada mi ha detto che le cose migliori si fanno solo quando c’è il kairòs e la philìa: cioè quando c’è il momento opportuno e l’amicizia profonda. Che è un’amicizia che avverto in questo momento, l’avverto profondamente negli occhi di alcuni di voi”. Va bene, Renzi, siamo tutti amici tuoi, ma adesso perché non ci dici come vorresti risolvere i problemi della famiglia media italiana. Invece l’unica famiglia importante, per il sindaco di Firenze, è la sua: “Si tratta di un’amicizia che ho avvertito ieri, quando dopo aver messo a letto i miei bambini mi sono messo a scrivere quest’intervento e ogni quaranta o cinquanta secondi mi arrivava un messaggino”. Una sorta di buon padre di famiglia, democristiano ma hi-tech. E poi un sms ogni 40 secondi? Ipotizzando che abbia impiegato due ore a scrivere il discorso – se davvero l’ha scritto lui – significa che il cellulare del bravo scrivano fiorentino ha squillato almeno 180 volte. Una tortura, coi bambini nella camera a fianco che rimproveravano il padre: “Metti il silenzioso e lasciaci dormire. Domani ricomincia la scuola!”.

Qualcuno pensa di aver sbagliato orario: magari di politica ne parla l’ora dopo. Ma per Renzi, adesso, è arrivato il momento di ricorrere ad un altro di quei valori che lui trasforma in aria fritta: la “leggerezza” descritta da Calvino nelle Lezioni americane. La quale però in bocca a Calvino un senso, forse un po’ vago, ce l’aveva; detta da Renzi fa onestamente ridere. “Ci sono cose più importanti della politica. Ed è la vita e i sentimenti che la vita ti mette di fronte, ed è la leggerezza con la quale uno può affrontare la politica”. Gli spettatori, un po’ preoccupati, si rimproverano di non aver studiato abbastanza per comprendere quello che Renzi sta dicendo. Non sanno, ingenui, che il fatto vero è proprio che lui non sta dicendo niente.

Fino al minuto 10 è tutto uno sproloquiare di “sentimenti” e “emozioni”. Poi, però, la svolta: no, tranquilli, non si tratta di welfare o disoccupazione. È il momento dell’immancabile metafora calcistica: “Se giochiamo all’attacco, il centrosinistra può addirittura rischiare di vincere e di stupire”. Ma ecco che piano piano entra nel vivo delle questioni più serie. E infatti si dà all’amarcord: “Quanti di noi hanno cominciato a far politica perché vedevano una classe dirigente pronta a scannarsi su tutto ma incapace di dare risposte alle grandi questioni nazionali e internazionali”. E qui sembra che Renzi si stia guardando allo specchio. Poi tornano di nuovo i figli: “Il mondo è cambiato notevolmente: se dico ai miei figli che vent’anni fa le Germanie erano due e la Jugoslavia una sola mi crederebbero ubriaco”. E tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

Dopo un quarto d’ora di nulla, il primo attacco alla gerontocrazia italiana: “Noi siamo gli unici a poterci presentare alle elezioni senza dover portare una giustificazione. Perché in questi 25 anni, mentre loro causavano lo sfacelo di questo Paese, noi eravamo ancora all’asilo”. Poi il buon Renzi dà un’occhiata alle prime file della platea, vede qualche sbadiglio e reagisce con un colpo di reni: “Ma non è il tempo del rimpianto o della nostalgia, è il tempo della costruzione”. Ecco, ed è da qui che la situazione si fa critica. Perché Renzi continua a dondolarsi tra abbozzi di riforma, già ampliamente messi in atto dai quei maledetti grillini che lui tanto detesta (“Trasparenza assoluta della pubblica amministrazione”, “bilanci on-line”…) e riferimenti ad un immaginario collettivo che però viene privato di alcun senso nei suoi discorsi. Renzi pesca a piene mani, ad esempio, dai testi dei cantautori, ma banalizzando tremendamente i loro versi, e facendone quasi stereotipi. E allora, ricordando La leva calcistica della classe ’68 di de Gregori, annuncia, con l’ennesimo riferimento al calcio, che preferirà rischiare di sbagliare il calcio di rigore piuttosto che rimanere in panchina per la paura di tirarlo. E poi recupera l’anafora utilizzata da Gaber in Qualcuno era comunista e la trasforma in “essere democratici significa…” infilando, una dietro l’altra, una serie di banalità atroci.

Renzi continua a intraprendere discorsi anche complessi e meritevoli di essere affrontati, ma ci entra fintanto che può rimanere sul vago; quando ci sarebbe da sviscerare il problema nelle sue parti più complesse, fa dietro front, si sbraccia, e cerca l’applauso. Emblematica la storia che racconta di Teresa, una ragazza di Otranto che lui dice di aver conosciuto in uno dei suo viaggi per l’Italia di quest’estate (ma Renzi, a proposito, non è anche sindaco di Firenze a tempo perso?). Ebbene, Teresa è un’avvocatessa che smette di esercitare la professione per accudire i suoi due bimbi, e poi però cerca di diventare insegnante. A parte che viene da chiedersi che gente frequenta Renzi, ma è il modo in cui il giovane rampante della nostra politica affronta la questione che lascia piuttosto basiti. “Teresa va a fare il suo test e vede che i test sono tutti sbagliati, perché chi ha fatto le domande le ha fatte tutte sbagliate”. Il che è davvero successo, purtroppo; ma raccontata così, la faccenda sembra una storiella da comare pettegola. Da uno che si candida a governare il Paese ti aspetti un minimo di professionalità e di precisione in più.

E, soprattutto, ti aspetti che offra una proposta politica valida e credibile. Ma per ora non chiediamogli troppo, al giovane Renzi. Lui ha già il merito, appunto, di essere “gggiòvane”, in quanto tale si è convinto di essere ipso facto rivoluzionario. Come il direttore d’orchestra de Le vacanze intelligenti, quello del concerto di musica contemporanea. Durante il quale Sordi e la Longhi, in preda ai colpi di sonno, continuavano a domandarsi sgomenti: “Quand’è che comincia?“. Chi era presente a Verona, al primo discorso di Matteo Renzi, giura che le reazioni del pubblico sono state le stesse.

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24 risposte a Che noia sto Renzi!

  • 15
    bierto

    Bello!!!

  • 14

    A Godot: Se non ti dispiace lo integro a quel video,ok?

  • 13

    Renzi è il vecchio che si è fatta la plastica. Propone termovalorizzatori, modello lavorativo cinese e privatizzazioni a gogò.

  • 12
    Marcos

    Renzi Invece che: ADESSO! Io ti chiedo….:E PRIMA????
    Quando appoggiavi e sposavi completamente la linea marchionne a discapito degli operai o volevi a tutti i costi i negozi aperti il primo maggio?

  • 11

    Anche io ho usato nel mio blog i termini “gggggiovane” e “Giovane Vecchio”.

    Io sinceramente non ci credo tanto in questo ruolo del ROTTAMATORE mi piacerebbe sapere se Firenze è realmente migliorata, se ha tagliato la spesa.

    Purtroppo si rischia comunque di finire come sempre in CACIARA perchè ci saranno i RENZI boys che probabilmente lo difenderanno a spada tratta.

     

  • 10
    samusam

    I discorsi di un politico candidato a governare vengono quasi sempre scritti da qualcuno esperto, e` un classico. 

    Non mi preoccupo di chi li scrive, chi li confeziona in modo da renderli efficaci, quelli sono li per fare il loro mestiere e a parte chi scriveva per Veltroni centrano le aspettative delle platee. Chi va ad ascoltare ad esempio OBAMA? non sono di certo quelli che poi voteranno i repubblicani, certo, qualche infiltrato ci sara`, ma di certo non contesta ne fischia, nei PARTY DAY democratici ci vanno i democratici e quindi i presenti si aspettano certi discorsi a volte populisti a volte utopistici. Poi, oltre ai seguaci, ci sono i giornalisti di patre e non, che scrivono articoli sui giornali sui blog, e qui cambia tutto, gli articoli li riprendono i media adattandoli a loro volta alle proprie ideologie e preferenze.

    Caro Claudio, concordo con la tua analisi, con i tuoi pensieri, ma non puoi sprecare tempo per dire che Renzi e` un NULLA sottovuoto, lo sappiamo tutti che e`un sottoprodotto nato dal connubbio tra B. e Veltroni… lui e` il Vero VELTRUSCONI e` l`anello mancante dei due “partiti” che hanno governato a loro insaputa per 20 anni. Ad insaputa perche` x i danni che hanno fatto hanno pure il coraggio di dare soluzioni.

     

     

    • 10.1

      Solo per puntualuzzare che, come scritto in cima al post, l’articolo è di Valerio Valentini, non mio.

    • 10.2
      Cangrande

      Domandate ai fiorentini che danni sta facendo questa nullità…

      Inoltre risulta che padre e nonno fossero dichiaratamente MASSONI….

      Null’altro da aggiungere………….

  • 9
    NeroLucente

    Su certe cose la destra non si batte.

    Pensare di prendere un giovane, che frequenta B. senza problemi, che propone ricette di desra, apprezzato da certi giornali e poiltici di destra, che si pone in antitesi con Bersani è geniale.

    Alla sinistra non riuscirebbe mai di piazzare uno tra le fila del PDL. Possono solo sperare in strane virate di Fini, che per un periodo si trasformò in un compagno, forse stremato dalle continue storiacce di B.

    Purtroppo grazie alla TV e alla parlantina che fa presa sull’elettore superficiale, ce lo ritroveremo in parlamento :(

  • 8
    soul_60

    Io sono fiorentina e ricordo che quando Renzi fu eletto disse che sarebbe rimasto sindaco di Firenze. Non gli ho creduto. Ed ho fatto bene!!!

  • 7
    Tdk200

    Salve, volevo segnalare credo un problema tecnico; è normale che se si preme sulla foto di questo post esce il video di sgarbi??
    Ciao A tutti 

  • 6

    Ho l’affanno, vorrei dire tutte le parolacce di questo mondo a tutti coloro che pensano: “però, questo Renzi, proviamo lui!”. Stramaledetti rinc*****niti, ma non lo avete capito che questo è un furbetto che vuole fregarvi? Ieri sera ho dovuto rispondere a un sessantenne che aveva già in mente di votarlo. Poverino, guardava in tv quel viso da bravo bambino, la camicia alla barack Obama insieme alle parole messegli in bocca da Giorgio Gori ed altri esperti in comunicazioni alle masse di deficienti. Poveri noi. MURO DEL PIANTO

  • 5

    Cosa disse Renzi ai tempi della “mandrakata” di Marchionne a Mirafiori?

    Andate a risentire le “belle parole” del Renzi a favore de ‘sto sola de Marchionne!

    Ah dimenticavo, Berlusca ha “benedetto” il buon Renzi…nient’altro???

  • 4
    spartako36

    La tv fa il suo lavoro,non stupiamoci piu’ noi informati-liberi-pensatori :-)

    ciao CLAUDIO grazie

  • 3
    BatMan

    Il Sig Renzi è figlio della preistoria.Nulla di nuovo all’orizzonte ….

    ecco la carta d’identità

    http://i46.tinypic.com/25u332a.jpg

  • 2
    • 2.1
    • 2.2

      In uno dei link che segnali c’è il video in cui Renzi “straparla” (=parla in maniera rozza di cose che non conosce) contro la dott.ssa Patrizia Gentilini.

      Per capirci e far capire, ecco chi è la dott.ssa “alchimista” per il sig. Renzi (da Il Fatto):

      Sono un medico oncologo ed ematologo, ho lavorato per oltre 30 anni nel reparto di Oncologia di Forlì. Ho conosciuto da vicino negli ultimi anni della sua vita Lorenzo Tomatis ed ho capito, attraverso il suo insegnamento, che è più che mai urgente diffondere strumenti di conoscenza scientificamente validi e porre al centro del dibattito non solo la cura delle malattie, ma la loro reale prevenzione con la ricerca e l’eliminazione della cause che le producono (Prevenzione Primaria). Solo mettendo le proprie competenze al servizio della comunità, fornendo strumenti di conoscenza rigorosi ed indipendenti, responsabilizzando le persone nei confronti della propria salute e dell’ambiente in cui vivono, possiamo recuperare  e preservare la qualità di Beni indispensabili alla vita quali Aria, Acqua, Cibo e quindi, in definitiva, tutelare la Salute nostra e soprattutto quella dell’infanzia. L’insegnamento e la testimonianza professionale ed umana di Lorenzo Tomatis rappresentano un’eredità tanto preziosa quanto impegnativa: questa eredità è stata raccolta e fatta propria da tanti medici – fra cui la sottoscritta- che vogliono  proseguire nell’impegno per una Scienza ed una Medicina che siano sempre e comunque al servizio dell’Uomo e della sua dignità. Proprio per questo oggi sono presidente dell’Isde (International Society of Doctors for the Environment) di Forlì.

      Lorenzo Tomatis è stato uno dei più grandi oncologi che l’Italia abbia mai avuto ed una delle sue frasi, pronunciata molti anni fa, è ancora da scrivere nella pietra: «difficilmente le generazioni future ci perdoneranno per questo suicidio ambientale».

    • 2.3

      «Una scelta seria, responsabile, trasparente, che va incontro al volere dei cittadini, all’avanguardia, il processo più sicuro e più serio che esista al mondo».
      Matteo Renzi a Vienna, nell’inceneritore.

      http://www.youtube.com/watch?v=amrG9WrXIOo&feature=player_detailpage#t=24s

  • 1

    Il nuovo che avanza mi spaventa più di tanti vecchi che pensano solo a come rovinare ancora di + questo Paese. Mi auguro solo che tutti coloro che ora dicono di voler votare Grillo & C. non si facciano abbindolare da questo nuovo formato secondo idee vecchie. Un tempo c’era un democristiano, Aldo Moro, che stava ore a parlare alla platea ma non diceva niente. Ecco Renzi mi dà l’idea di Moro.

     

    W il m5s

    • 1.1
      Paolo1

      Paragonare Renzi a Moro è come confondere l’acqua con il vino. Una cultura mostruosa ed una esperienza vera, quella di Moro gli permetteva di essere retorico e pungente….scrivendosi dei discorsi che oggi farebbero la differenza. Renzi è un ragazzo che ha capito che navigando sulla schiuma si riesce, di questi tempi, ancora a combinare qualcosa. Un rottamatore di un partito morente, che anche lui dovrebbe essere rottamato…..Se questo è il meglio partorito dalla pseudo sinistra attuale, possiamo dire definitivamente addio ad una fetta di politica.

    • 1.2
      DB2009

      Non scherziamo! Paragonare Renzi a Moro significa fare un complimento esagerato al primo… Moro era uno statista, Renzi un “giovane vecchio” … e appunto Noioso e banale, come lo descrive alla perfezione l’articolo

    • 1.3
      DB2009

      Non scherziamo! Paragonare Renzi a Moro significa fare un complimento esagerato al primo… Moro era uno statista, Renzi un “giovane vecchio” … e appunto Noioso e banale, come lo descrive alla perfezione l’articolo

    • 1.4
      DB2009

      Non scherziamo! Paragonare Renzi a Moro significa fare un complimento esagerato al primo… Moro era uno statista, Renzi un “giovane vecchio” … e appunto Noioso e banale, come lo descrive alla perfezione l’articolo

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