Quello che facciamo è incostituzionale.

Antonio Polito, ieri sera a L’Ultima Parola, diceva sostanzialmente: si può battere moneta, va bene la sovranità, ma poi non ti danno i soldi… Ed è esattamente quello che è successo, come testimoniano le parole del senatore Garavaglia, che ieri sera sono riuscito a far ritrasmettere dalla Rai. Il tema è cioè quello del ricatto economico-finanziario, ma sembra ormai sfuggire a tutti cos’è che tiene unito un popolo, ovvero qual è l’essenza di uno Stato.

 

Uno Stato è un ordinamento giuridico. Ovvero: si compone di norme superiori che ne legittimano altre, che danno forza di legge ad altre ancora e così via. L’insieme di norme di più alto livello è la Costituzione italiana. E’ quella, essenzialmente, che rende tutti noi, insieme, uno Stato: lo Stato italiano. Se non si capisce questo – e togliendo l’educazione civica dalle scuole mi rendo conto sia diventato difficile da capire – allora diventa possibile legittimare qualsiasi cosa.

La Costituzione prevede le condizioni in base alle quali sciogliere un Governo, poi prevede un eventuale giro di consultazioni del Presidente della Repubblica per verificare la fattibilità di un nuovo esecutivo, poi prevede l’incarico, la scelta dei ministri, poi il giuramento, poi la fiducia dei due rami del Parlamento e così via. Se non si segue questa procedura, è un colpo di Stato. E’ alto tradimento. Non sono paroloni: violare la Costituzione, in qualsiasi modo o forma, oltreche essere ovviamente “incostituzionale”, in caso di particolare gravità rappresenta un vero e proprio attentato allo Stato, che come abbiamo visto è tutto e solo ciò che ha valore nel nostro ordinamento.

La Costituzione dice anche che il popolo è sovrano, non i mercati. Oggi abbiamo tuttavia sdoganato ogni forma di paradosso. Bersani, su richiesta di una giornalista che lo interrogava circa la candidatura del PD alle prossime elezioni, qualche mese fa rispose che era tranquillo, perché i mercati conoscevano bene il suo partito: avevano già governato in passato. Non rispose “sono tranquillo perché gli elettori ci conoscono”, ma “perché ci conoscono i mercati”, che sono composti perlopiù da soggetti privati stranieri. Forse sarebbe dunque il caso allora di cambiare la Costituzione, modificando l’articolo 1 in maniera da stabilire che “la sovranità appartiene ai mercati”. Anche perché sta diventando ormai una sorta di costituzione materiale.

E’ comprensibile che uno Stato indebitato, senza sovranità monetaria e che dipende dunque dai “mercati” per garantire servizi e welfare ai propri cittadini, non possa eludere completamente la questione, ma la domanda che bisognerebbe farsi é: fino a che punto è lecito spingere in avanti la linea del ricatto? Esiste un punto preciso, una sorta di Linea del Piave, che non si può superare senza cadere nel ridicolo e arrendersi ad una invasione in piena regola?

Per capire di cosa sto parlando, ieri sera ho mostrato uno spezzone del senatore Garavaglia, che spiega cosa successe negli ultimi giorni del Governo Berlusconi. Rappresentanti della BCE e della Commissione Europea comunicarono a senatori e deputati che era già stato deciso un Governo Monti, e che se non l’avessero sostenuto avrebbero fatto in modo che nessuno più acquistasse le nuove emissioni dei titoli di Stato per i successivi due mesi, causando così il fallimento del nostro Stato.

Non solo un ricatto, e della peggior specie, ma anche la prova che la Costituzione era stata violata, perché prima ancora della decisione delle Camere di sciogliere il Governo, prima ancora del giro di consultazioni del Presidente della Repubblica, prima ancora dell’attribuzione di un mandato, della scelta dei ministri e dell’incarico, qualcuno (loro, che non sono italiani) aveva già deciso che ci sarebbe stato un Governo Monti. Non solo: avevano anche esautorato il Parlamento, togliendogli l’unica strumento residuo di controllo, ovvero l’esercizio del voto di fiducia, mediante il ricatto. L’esautorazione del Parlamento equivale all’esautorazione del popolo dalla sua funzione di sovranità. Equivale, cioè, alla distruzione delle fondamenta dello Stato.

Per chi conosce la storia, queste sono ingerenze e imposizioni che i vinti subiscono dai vincitori. Chi dice che la Costituzione è stata rispettata, commette volontariamente un atto di falsificazione storica e di manipolazione mediatica.

Anche tutte queste cessioni di sovranità sono eminentemente incostituzionali, perché è vero che la Costituzione – che è del 1948 ed è quindi antecedente ad ogni forma di organizzazione europea, che risale solo al 1951 – “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni” [Arti.11], ma la condizione fondamentale è “in condizioni di parità con gli altri Stati“. Altrimenti si chiama svendita. Quale parità può esserci tra gli sforzi necessari ad un paese come il nostro, con un rapporto debito/Pil del 120%, per raggiungere un rapporto del 60% (come vuole il Fiscal Compact), e gli sforzi della Germania, per esempio, che ha un rapporto debito/Pil dell’80%, o l’Olanda, che è già al 66%, o addirittura la Finlandia, che è abbondantemente sotto al 50% e quindi non deve fare niente? Che parità è quella che costringe un paese a pesanti inflizioni economiche, a tagli, alla disoccupazione, e un altro paese a godersene i frutti (ricordatevi che abbiamo appena speso 10 miliardi che andranno probabilmente a finanziare proprio Finlandia, Olanda e Germania)?

Ma soprattutto, di quale parità stiamo parlando se ratifichiamo un trattato come il MES, che ci impone da subito 125 miliardi di esborsi e poi consente all’infinito di infliggerci nuovi debiti, al di fuori del controllo parlamentare, mentre lo stesso trattato, ratificato dalla Germania, non consente indebitamenti illimitati ma obbliga il Parlamento alla discussione e all’approvazione esplicita di ogni futuro esborso?

Se non c’è parità, allora una cessione di sovranità è incostituzionale. Ma sembra che a noi, di questa benedetta Costituzione, ormai non importi più nulla.

 

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69 risposte a Quello che facciamo è incostituzionale.

  • 40

    byoblu ha scritto :
    Credo di essere riuscito ad invitare Bagnai per il 12 ottobre. State sintonizzati! :)

    G r a n d e  C l a u d i o !! sempre sintonizzata 

  • 39
    YANKA

    CIAO CLAUDIO….RIESCI A CHIEDERE AL SENATORE GARAVAGLIA DI FARE NOME E COGNOME DEGLI ISPETTORI BCE DI CUI PARLA?

    NON CREDO SIANO COPERTI DA SEGRETO E SE ANCHE LO FOSSERO, POICHE’ SONO DEI CRIMINALI, BISOGNA DENUNCIARLI.

    E’ STATO UN GRANDE AD ESPORSI MA ADESSO DEVE ANDARE OLTRE E NON FARE L’OMERTOSO PERCHE’ RISCHIA CHE LE SUE AFFERMAZIONI NON SIANO CREDIBILI.

    YANKA

    P.S. COMPLIMENTI ANCHE A TE PER I DEMONI CHE STAI PORTANDO SOTTO I RIFLETTORI

  • 38
    Lalla

    finalmente l’ho trovato Claudio è un post del settembre 2008 di beppe Grillo ma su google non riuscivo a trovarlo ho usato ALTAVISTA americano, ma alla fine eccolo quà:

     

    Un blogger mi ha segnalato una modifica del Codice Penale che abolisce il reato di colpo di Stato. E’ successo due anni fa, con il penultimo governo dello psiconano. Ma nessuno se ne è accorto. Lo ammetto, neppure io. Giornali e televisioni ripieni di giornalisti e direttori piduisti neanche. Si sono voltati dall’altra parte di fronte allo stravolgimento dell’articolo 283.
    Dal 2006 partiti, massonerie coperte e organizzazioni criminali possono fare un colpo di Stato senza conseguenze. Purchè non usino ‘atti violenti’. Lo possono fare con la corruzione, con l’informazione deviata, con i criminali in Parlamento sottratti alla scelta elettorale per l’abolizione della preferenza.
    Questi, sia i PDL che i PDmenoelle, si sono cautelati per il futuro. Metti che le cose cambino. Che in Italia si affermi la democrazia. E che qualcuno chieda conto a questi impuniti delle loro azioni, anche del colpetto di Stato che hanno già fatto. In quel caso si appelleranno al nuovo Codice Penale, il Codice P2, in nome della giustizia.

    Caro Beppe,
    il 13 marzo 2006 sono stati modificati vari articoli del Codice Penale riguardanti gli attentati allo Stato. Di sicuro il paese sentiva un gran bisogno di queste modifiche. La più interessante è la quella dell’articolo 283 del Codice Penale. Così recitava:
    ‘Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.’ E’ stato modificato in: ‘Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni‘.”
    Con atti violenti, non attraverso il partito di cui è padrone o corrompendo parlamentari attraverso le loro amanti. Preparati al Golpe, ma non temere se non ci saranno ‘atti violenti’, sarà perfettamente ‘legale’. Per pura coincidenza ricordo che l’articolo 283 è quello che fece processare la P2.”

    http://www.beppegrillo.it/colpetto_di_stato/index.html

     

  • 37
    evald

    byoblu ha scritto :
    cioè prima dici che non c’è alternativa a Monti, e poi che l’unica alternativa è votare M5S? Sono confuso…

    No, intendo per adesso non c’è via d’uscita che Monti. Ma nel futuro buttare giù i dinosauri!

  • 36
    gianniguelfi

    Claudio ha scritto:

    “La Costituzione prevede le condizioni in base alle quali sciogliere un Governo, poi prevede un eventuale giro di consultazioni del Presidente della Repubblica per verificare la fattibilità di un nuovo esecutivo, poi prevede l’incarico, la scelta dei ministri, poi il giuramento, poi la fiducia dei due rami del Parlamento e così via. Se non si segue questa procedura, è un colpo di Stato. E’ alto tradimento.”

    La costituzione tratta del venir meno di una maggioranza, non dello scioglimento di un governo. Ma nel nostro caso la maggioranza non è affatto venuta meno, anzi si è allargata a partiti che prima erano all’ opposizione. Se Berlusconi fosse caduto su di un voto di fiducia, quello si che sarebbe stato il segno del venir meno di una maggioranza e il ricorso ad elezioni sarebbe stato inevitabile. Ma non è andata cosi, Berlusconi si è dimesso. E tutti i passaggi che tu richiami, l’ incarico, la scelta dei ministri, il giuramento, il voto di fiducia, sono avvenuti regolarmente.

    “Bersani, su richiesta di una giornalista che lo interrogava circa la candidatura del PD alle prossime elezioni, qualche mese fa rispose che era tranquillo, perché i mercati conoscevano bene il suo partito: avevano già governato in passato. Non rispose “sono tranquillo perché gli elettori ci conoscono”, ma “perché ci conoscono i mercati”, che sono composti perlopiù da soggetti privati stranieri.”

    Sono certo che la domanda verteva su un possibile timore dei mercati sul fatto che un partito excomunista andasse al potere. Per qeusto Bersani dice “ci conoscono, siamo già stati al governo”.

    “E’ comprensibile che uno Stato indebitato, senza sovranità monetaria e che dipende dunque dai “mercati” per garantire servizi e welfare ai propri cittadini, non possa eludere completamente la questione, ma la domanda che bisognerebbe farsi é: fino a che punto è lecito spingere in avanti la linea del ricatto? Esiste un punto preciso, una sorta di Linea del Piave, che non si può superare senza cadere nel ridicolo e arrendersi ad una invasione in piena regola?”

    Ma anche se uscissimo dall’ euro e dalla UE, riprendendoci la sovranità sulla moneta, avremmo sempre bisogno dei mercati, degli investitori stranieri per vendere i nostri titoli di Stato (al momento il 40% del totale è in mano straniera) che a quel punto saranno denominati in lire. Ma chi se li comprerà sapendo che magari, a scadenza, siccome il Paese è andato in malora non rivedrà più i propri soldi o ne rivedrà la metà? E’ ciò che accadde a quegli italiani che acquistarono i tango bond argentini, quella storia dovrebbe insegnarci qualcosa.

    “Perché prima ancora della decisione delle Camere di sciogliere il Governo, prima ancora del giro di consultazioni del Presidente della Repubblica, prima ancora dell’attribuzione di un mandato, della scelta dei ministri e dell’incarico, qualcuno (loro, che non sono italiani) aveva già deciso che ci sarebbe stato un Governo Monti. Non solo: avevano anche esautorato il Parlamento, togliendogli l’unica strumento residuo di controllo, ovvero l’esercizio del voto di fiducia,”

    Come ho scritto sopra le camere sfiduciano un governo, non lo sciolgono. Ma qui non c’ è stato alcun voto di sfiducia, bensi un semplice cambio di esecutivo. Entrato poi nella pienezza dei poteri dopo un regolare voto di fiducia. Se al parlamento quel cambio non stava bene, se non voleva piegarsi a quello che secondo te fu un ricatto, poteva sempre negare la fiducia a Monti.

    “La condizione fondamentale è “in condizioni di parità con gli altri Stati“. Altrimenti si chiama svendita. Quale parità può esserci tra gli sforzi necessari ad un paese come il nostro, con un rapporto debito/Pil del 120%, per raggiungere un rapporto del 60% (come vuole il Fiscal Compact), e gli sforzi della Germania, per esempio, che ha un rapporto debito/Pil dell’80%, o l’Olanda, che è già al 66%, o addirittura la Finlandia, che è abbondantemente sotto al 50% e quindi non deve fare niente?”

    La parità sta nella soglia del 60%, uguale per tutti. Alcuni Paesi l’ hanno già raggiunta o vi sono più vicini di noi, quindi dovranno fare meno sacrifici? Beati loro. E’ dal 1992 che conosciamo quel parametro di Maastricht che impone un debito non superiore al 60%. Se in ventanni non siamo stati capaci di rispettarlo, la colpa è solo nostra non della BCE o della Troika.

    “Ma soprattutto, di quale parità stiamo parlando se ratifichiamo un trattato come il MES, che ci impone da subito 125 miliardi di esborsi e poi consente all’infinito di infliggerci nuovi debiti, al di fuori del controllo parlamentare, mentre lo stesso trattato, ratificato dalla Germania”

    Subito abbiamo sborsato circa 5 mld. Altri 5 li sborseremo nel 2013 e gli ultimi 4 nel 2014, raggiungendo cosi il totale di 14 miliardi, la nostra quota parte degli 80 di capitale versato dall’ insieme degli Stati (sui 700 che fanno la dotazione del MES). I 125 di cui parli tu, sono la nostra parte dei restanti 620 mld. che costituiscono il capitale di scorta, che verrà eventualmente utilizzato “a chiamata”. Cosa che può anche non avvenire mai. Qui è spiegato molto bene http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE86I02920120719?pageNumber=1&virtualBrandChannel=0

    Cordialità

    • 36.1
      gianniguelfi

      1) Ma Berlusconi aveva accettato le raccomandazioni della BCE contenute nella famosa lettera. E se avesse avuto una maggioranza più salda non si sarebbe certo dimesso. Quale sarebbe stata la reazione di Bersani se le misure introdotte da Monti (ad esempio la riforma delle pensioni) l’ avesse fatte Berlusconi? Risposta facile: avrebbe portato 3 milioni di italiani in piazza. Perché se il medico che ti prescrive l’ amara medicina non è credibile, il paziente la rifiuterà. E Berlusconi non era credibile, Monti si.

      2) Non ricordo che quando eravamo fuori dall’ euro, seppellissimo gli altri Paesi. Anzi.

      3) Il 60% era uno dei tre parametri. Gli atri due erano inflazione e deficit. Bisognava rispettarne due su tre per entrare a far parte dell’ euro. E sugli ultimi due noi eravamo in regola. I paesi che elenchi non sono andati in crisi per il debito pubblico ma per quello privato. Delle banche. Anche Obama e Bush prima di lui hanno versato miliardi di denaro pubblico attraverso la banca centrale, per salvare le banche americane. Purtroppo l’ Europa non è politicamente unita e quindi la BCE, non potendo stampare moneta, non può finanziare direttamente le banche o i paesi in crisi. Da qui la necessità di creare un fondo speciale. il MES, per supplire alla bisogna.

      4) L’ euro non cadrà, ci puoi giurare. Anche le chiappe di quelli come te, ai quali l’ euro non piace, verranno salvate. Anche se non lo meriteresti.

    • 36.2
      malsano

      Da far invidia ad un geco quanto ad arrampicarsi sui vetri. Hai mai pensato di proporti per l’Eurotower? Visto che ti piace tanto là di lavoro ce n’è a iosa per un’impresa di pulizia.

      L’euro io non me lo merito, se lo meritano invece i disoccupati, gli esodati, i precari, gli studenti, gli statali, il corpo docente, le università (solo le pubbliche ovviamente).

      Non fosse che riguarda questi, me e i miei figli augurerei che proprio quelli come te ci restino a sguazzare per sempre.

    • 36.3
      malsano

      Da far invidia ad un geco quanto ad arrampicarsi sui vetri. Hai mai pensato di proporti per l’Eurotower? Visto che ti piace tanto là di lavoro ce n’è a iosa per un’impresa di pulizia.

      L’euro io non me lo merito, se lo meritano invece i disoccupati, gli esodati, i precari, gli studenti, gli statali, il corpo docente, le università (solo le pubbliche ovviamente).

      Non fosse che riguarda questi, me e i miei figli augurerei che proprio quelli come te ci restino a sguazzare per sempre.

    • 36.4
      malsano

      Da far invidia ad un geco quanto ad arrampicarsi sui vetri. Hai mai pensato di proporti per l’Eurotower? Visto che ti piace tanto là di lavoro ce n’è a iosa per un’impresa di pulizia.

      L’euro io non me lo merito, se lo meritano invece i disoccupati, gli esodati, i precari, gli studenti, gli statali, il corpo docente, le università (solo le pubbliche ovviamente).

      Non fosse che riguarda questi, me e i miei figli augurerei che proprio quelli come te ci restino a sguazzare per sempre.

    • 36.5
      malsano

      1. L’affermazione di Claudio si basa sulle dichiarazioni di Garavaglia. Se fossero vere l’incarico a Monti diventa una farsa. A questo punto è chiaro che B fu costretto a dimettersi proprio per evitare elezioni democratiche e per mettere in mano l’Italia ad un committed che attuasse il programma imposto dall’Europa (è costituzionale questo?), norme inapplicabili da parte di un governo senza una larga maggioranza. Sarebbe stato interessante vedere la reazione di Bersani e compagni (ops! amici) con un governo di centrodestra che attua le stesse misure dettate dai bocconi boys. Un esempio su tutti è la manifestazione indetta dopo l’approvazione degli aiuti ai terremotati dell’Abruzzo per un valore pari a 10mld (1/3 dei danni preventivati) organizzata da Pd, IDV ed opposizione tutta, invece si leva un plauso bipartizan al decreto Monti che stanzia 2,5 mld (1/20 della stima e soldi decurtati dal fondo per i rischi idrogeologici) per l’Emilia.

      2. Quello che insegna l’Argentina a chi non ha la cavezza è che è assurdo avere un cambio fisso con una valuta adottata anche da paesi in surplus commerciale e storicamente mercantilisti. Quello che dovrebbe essere chiaro è che l’Italia può essere il Sansone d’Europa e potrebbe seppellire tutti i filistei dopo un haircut.

      3. Se quel 60% è un parametro indispensabile perché ci hanno permesso di entrare? Se le regole son regole… La Germania è stata la prima a sforare per 3 anni di seguito cavandosela con un buffetto, se il rigore è rigore…

      In realtà questa è una norma insensata, l’Irlanda correva al 30% DP/PIL, il Portogallo e la Spagna al 60% ma non hanno potuto evitare la crisi, come mai? Sarà perché il problema non è questo ma qualcos’altro a cui non si vuole invece imporre un vincolo (quale ad esempio un controllo dell’indebitamento privato)?

      4. Potrebbe non avvenire mai che si utiilzzi il fondo del MES? A me piace vincere facile, scommettiamo? Intanto di certo si devono “cacciare”, come? Il punto che invece mi piacerebbe si toccasse è: che fine farà questo bottino quando l’euro salterà?

      Perché, piaccia o non piaccia, il suo destino è segnato. Hai visto mai un pinnacolo che sta su senza contrafforte?! Altro che calabrone che vola e non potrebbe!

  • 35
    Lalla

    io sapevo che il governo 2001/2005 aveva modificato la costituzione per quanto riguarda il colpo di stato “senza uso di forza” ma non riesco più a trovarlo anche Grillo ci aveva fatto un post, tu Claudio ti ricordi qualcosa?

«12

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