Perché l’Italia non scende in piazza? Rispondi anche tu

Perché l’Italia, che pure sta vivendo stagioni di pesanti tagli e l’inflizione di un’austerity calata dall’alto, per di più aggravata dallo scempio di una classe politica corrotta, non vive una stagione di forte protesta di piazza come quelle che si registrano in Grecia e in Spagna? Eppure, se le cose continuano in questa maniera, i prossimi saremo noi: c’è bisogno per forza di toccare il fondo, prima di accendere la luce della consapevolezza? Non si potrebbe, almeno per una volta, regire per tempo, avendo chiaro l’orizzonte degli eventi e cercando di prevenirlo in maniera lungimirante? Venerdì sera ho tentato di rispondere a questa domanda (vedi video). Di certo, se ci fosse qualcuno con in tasca la formula magica, qualcuno avrebbe già scatenato l’inferno. Tuttavia, qualcosa si può certamente dire.

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Non siamo ancora alla frutta

Per le dinamiche di consapevolezza civica che caratterizzano le masse, finché l’acqua non arriva alla gola, non si riesce a superare una certa massa critica di “indignados“. In Italia l’acqua alla gola, per la maggior parte dei cittadini, non è ancora arrivata. Siamo un paese con una ricchezza privata in costante diminuzione ma pur sempre di un certo livello, ottenuta mediante l’attitudine al risparmio dei nostri genitori e dei nostri nonni, forti di un welfare ancora sostenibile e di una filosofia non ancora corrotta dal concetto di “prestito personale”. Non a caso, agli inizi degli anni ’90 è partita una campagna metodica e pervasiva di incentivo all’indebitamento, con la spedizione gratuita e quasi mai richiesta di milioni di credit card revolving, quelle che ti mettevano a disposizione un plafond predeterminato, pronto per essere speso, a tassi di interesse che spesso, in seguito, la magistratura avrebbe definito da usura. Ne arrivavano tante, più di una a testa. Il risultato è stata la rovina economica per milioni di famiglie. Le passività finanziarie del settore privato italiano, dal 2002 al 2010, come dimostrano questi dati di Banca d’Italia rielaborati da Manageritalia, sono crescitute dal 39,9% del Pil al 59,2%.

E indovinate un po’? Meglio di noi faceva addirittura la Grecia, con un dato medio del 27% del Pil, finito in soli otto anni al 65,8%.

Ciononostante, si vede bene come l’indebitamente familiare, nel nostro Paese, sia ancora di molto inferiore a quello del resto d’Europa, ad eccezione dell’Austria, del Lussemburgo e del Belgio. Questo significa che finché abbiamo da smangiucchiare i conti in banca e le pensioni di mamma e papà, abbiamo tutto sommato ancora la pancia troppo piena per provare quel senso di frustrazione e di rabbia che è la benzina che in altri paesi motiva le piazze.

Manca un’opposizione

L’ultima volta che la rete, qualche anno fa, mobilitò centinaia di migliaia di persone, il clima politico era incandescente. I partiti si combattevano aspramente e i giornali, di conseguenza, facevano montare l’odio e la rabbia, dividendo la società in “comunisti” e “berluschini“. C’era una forte bipolarizzazione politico/mediatica e si respirava quasi un’aria da guerra civile. In questo contesto nacque il Popolo Viola, focalizzato contro Silvio Berlusconi. La narrazione del tempo voleva che fosse una sollevazione spontanea della rete, e sicuramente la gran parte di chi vi aderì era stato mobilitato proprio in rete, ma ad un occhio attento c’erano elementi poco chiari. Innanzittutto c’era un fondatore e un coordinamento centrale (incline alla censura dei pareri scomodi e a un conseguente dirigismo poco compatibile con il modello dell’aggregazione spontanea e decostruita), il quale era addirittura anonimo: si faceva chiamare San Precario. Ovvio che sorgessero legittimi dubbi e sospetti su chi si celasse realmente dietro a quella identità. Poi fecero seguito i primi comunicati video. Chi si occupa di fare comunicazione multimediali in rete, in maniera realmente indipendente e con mezzi propri, sa bene quale sia il livello tecnologico di un paese che è tra gli ultimi per il tasso di penetrazione della rete e per la diffusione della banda larga, e conosce bene i limiti delle competenze multimediali, sia dal punto di vista della loro elaborazione che del costo delle atrezzature e dei set. I video del Popolo Viola erano perfetti, dallo studio della comunicazione ad ogni dettaglio tecnico. Non poteva non esserci dietro una società agguerrita e costosa. E se i soldi, con un po’ di campagna fatta bene (ma anche questa è difficile da organizzare in un paese dove le competenze in questo settore sono in mano a pochi) si potevano trovare, di certo lo studio del “branding” e del “marketing” era qualcosa che l’armata brancaleone di volenterosi quanto litgiosi “azionisti della rete” avrebbero difficilmente saputo mettere in piedi. Le cose divennero più chiare quando si iniziò a vedere chi saldava i conti delle manifestazioni di piazza, anche con assegni da decine se non centinaia di migliaia di euro. E c’era anche chi faceva interventi televisivi e scriveva libri, con il cappello del Popolo Viola, ma lavorava negli uffici di quei partiti che finanziavano la manifestazione. Un vero e proprio insulto nei confronti del pubblico e soprattutto della stragrande maggioranza di persone che credevano davvero ad una aggregazione spontanea e interamente “social” del movimento.

Oggi, al contrario, viviamo un clima di pacificazione politica e di conseguenza sociale. I partiti formano un’unica grande coalizione, all’insegna del “fate presto” e del senso di “responsabilità”. Lo stesso fanno i giornali, in nome di una sorta di religione rivelata che ha come divinità assoluta un solo uomo, l’unico in grado di prendere il comando in quest’Italia alla deriva: Mario Monti. Manca dunque tutta la spinta mediatica alla sollevazione, ma soprattutto manca quell’elemento logistico che da sempre fornisce una sponda ai movimenti sociali: manca un’opposizione.

Questo è anche il risultato di uno studio comparato, work in progress, “La politica sotterranea“, condotto da Donatella Della Porta alla testa di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Nonostante vi siano numerosi focolai di protesta, in Italia ciascun gruppo protesta per sé: nessuno unifica le proteste, non c’è un collettore. “Quando c’era il governo di centro-destra, tutta una serie di organizzazioni vicine al PD andava in piazza, offriva le risorse logistiche, ora frena”, dice la Della Porta. E ne conclude che manca un’opposizione di sinistra. (La Repubblica di venerdì scorso, pagina 17)

L’anomalia italiana

C’è poi una terza considerazione, una peculiarità tipica del nostro paese che non trova riscontro negli altri che ora scendono in piazza. La rete italiana ha visto la formazione di un grande centro di aggregazione del dissenso che lo ricanalizza dandogli una legittima aspirazione democratica: il “Movimento Cinque Stelle”. In questo senso, Beppe Grillo ha ragione quando dice che “se non ci fossero loro, ci sarebbe Alba Dorata”. Il Movimento Cinque Stelle è fatto da cittadini che non sono d’accordo con il cosiddetto “sistema” – e sono tanti, a giudicare dalle percentuali dei sondaggi – ma che tuttavia si mettono in gioco, costruiscono liste e programmi e attendono diligentemente di partecipare alla competizione democratica, per sostituire la classe dirigente senza forconi, ma con le matite copiative delle cabine elettorali. Questo dovrebbe essere visto come un carattere distintivo del nostro scenario politico-sociale, un merito da ascrivere ad un movimento che evita stagioni dal sapore più acre e violento. Questo elemento calmierante avrà tuttavia effetto fintantoché sopravviverà l’illusione di poter entrare nel “sistema” dalla porta principale, legittimati dal voto. Qualora questo non dovesse avvenire, o se le forze politiche dovessero accordarsi per una legge elettorale che di fatto mette fuori dai giochi le formazioni minori, allora si libererebbe una forza incredibile, fino ad’ora canalizzata in un percorso delimitato dall’alveo costituzionale.

Rispondi all’indagine qui sotto, per confermare alcune di queste ipotesi o per aggiungere la tua. Pubblicherò i risultati online.


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104 risposte a Perché l’Italia non scende in piazza? Rispondi anche tu

  • 49
    gabriella

    Piazze d’Europa invase dalla gente: trova la differenza:

    http://altrarealta.blogspot.it/2012/10/trova-le-differenze-piazze-deuropa.html

    Ecco come siamo

  • 48
    luke007

    La gente non scende in piazza perchè non ne può più ed e convinta da 30-40 che nessuno vuole o fa qualcosa di concreto per cambiare veramente le cose ….per quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia ….perchè non ne può più di governi fatti da delinquenti che in qualsiasi parte tu gli metta fanno sempre danni…MA SOPRATUTTO PER CHI COME ME DEVE PENSARE A PORTARE A CASA LA PAGNOTTA PERCHE PRECARIO E CON LA FAMIGLIA A CARICO , ED A OGNI SCADENZA DEL CONTRATTO O PERIODO DI CALO DI LAVORO PENSA A COSA FARE SE DOVESSE RIMANERE A CASA , SONO IN TANTI COSTRETTI A QUESTO RICATTO

    sono 3 anni che sono precario ( minimo se tutto andasse bene ne ho per altri 4 anni) ho 45 anni , quindi troppo vecchio , ma sopratutto troppo specializzato

    • 48.1
      Teothe3rd

      Caro Luke007, mi dispiace davvero molto leggere le tue parole e sapere che per te sia davvero un brutto periodo; posso solo darti il mio totale appoggio morale.

      Si parlava in precedenza del fatto che non ci sia crisi, ed ecco un esempio lampante di come le cose vadano realmente nel mondo del lavoro; come si fa a dire a queste persone che la crisi non esiste!? mi pare quasi un insulto.

       

      saluti

  • 47
    Teothe3rd

    Gente,

    spiegatemi come si fa ancora adesso a pensare di poter risolvere i nostri problemi con interventi pacifici o proteste di piazza!!! Eppure la storia, non solo quella italiana, ci dovrebbe aver insegnato qualcosa.

    Io sono dell’idea che bisogna fare tabula rasa, una sorta di ground zero, a tutti i livelli: politica, sanità,servizi, scuola etc etc. Inutile continuare a piangersi addosso, bisogna intervenire in maniera drastica e decisa, spodestare quelle persone che hanno retto finora le redini di una Repubblica cosiddetta “democratica”. Dobbiamo riprenderci la sovranità che ci appartiene.

    Perdonate la mia rigidità di pensiero ma sono ormai sempre più convinto che sia necessario un vero intervento da parte di noi cittadini, una sorta di colpo di Stato, attuato con la “scure”, poichè dobbiamo assolutamente riprenderci i nostri diritti “costituzionali”, ma soprattutto dobbiamo ritrovare noi stessi, il nostro presente ed il nostro futuro.

    Meditate gente, meditate….

    • 47.1

      Vada per il colpo di Stato. Ma perché prima non ci facciamo un piatto di rigatoni con la pajata? I colpi di Stato fatti a stomaco vuoto solitamente falliscono.

    • 47.2
      Teothe3rd

      AH AH AH davvero forte, però ci sta! ma fatti a casa perchè fuori costa troppo e sono in bolletta!

  • 46

    come diceva qualche giorno fa un mio amico giapponese, parliamo degli italiani come se fossimo stranieri. A leggere i commenti (non tutti ma quasi), c’è da dargli ragione

  • 45
    giorgio anderson

    Dai Claudio,organizziamola davvero questa protesta, facciamola davvero questa rivoluzione invece di cercare di tirare a campare(o a morire) alla meno peggio. Abbiamo paura di qualche manganellata?? Io in vari sport mi sono spesso fratturato delle ossa, non e questo certamente il peggio che puo succedere ad un uomo,se di uomini vogliamo parlare. Tutti uniti, e basta incominciare per scoprire che lo siamo, e non parlo solo del blog ma anche di quelli ceh di questo blog non ne conoscono neanche l esistenza, ce la facciamo! E se pure non ce la facessimo(cosa impossibile perche questa e veramente una guerra per la vita di milioni di noi, pensa che forza che abbiamo!!) meglio morti che strozzati e schiavizzati dalle banche e dalla troika.

  • 44

    personalmente cio’ che mi ha fatto perdere l’entusiasmo di  combattere una battaglia  “civile” sono state 2 cose:

    1 la giustizia, nel senso che anche se si ottenevano vittorie (a fatica) in alcune sedi (tar ad esempio) poi si scopre che l’ultima parola (consiglio di stato) è sempre a favore del potere (pochi uomini giusti nei punti giusti).

    2 il rappresentante che incarnava le battaglie (il riferimento per media, riunioni, ecc) dopo aver ottenuto visibilita e consenso poi cambiava comportamento, veniva comprato, passava dall’altra parte e nel caso di un eletto era ancor piu’ grave e dannoso.

    una cosa che mi farebbe ritornare l’entusiasmo sarebbe la certezza di avere uno strumento di controllo sul MIO rappresentante, in ogni momento. fatalita’ è di oggi la notizia delle primarie del pd fatte solo da chi ha una particolare tessera.

    ecco, io immagino che ogni eletto (ma puo’ valere anche per un solo partito, ad esempio lM5S che lo adotta autonomamente) abbia appiccicata la lista di chi lo ha votato e che queste persone e solo queste abbiano il potere di indicare come votare e che, non soddisfatte, possano anche farlo sostituire con un’altra persona della lista (vietato cambiare partito o gruppo naturalmente). cio’ implica che il voto non sia piu’ segreto, il massimo della responsabilita’.

     

    saluti

     

     

  • 43
    ciro.dimatteo

    Perchè?

    Chiedo scusa in anticipo perchè non riuscirò ad essere breve; anzi su un argomento di questo tipo ci sarebbe da scrivere un libro.

    Tanto per cominciare, dinanzi al peggiore attaccho che la ns. repubblica abbia mai dovuto fronteggiare (MES, FISCAL C. e relative cessioni di sovranità) quasi nessuno ne parla, in molti ignorano totalmente…

    Basta leggere i commenti all’intervento di Claudio sul blog di Grillo…gente che cade dalle nuvole…

    Ogni volta che ho letto di gente che proponeva, come prima cosa da fare per un eventuale governo M5S una commissione d’inchiesta per il debito o similari, ho ribadito che la primissima cosa è capire come far fronte alle minacce alla libertà e alla sovranità italiane. La risposta tipo è che io sarei pro-casta…fate voi…

    I problemi importanti sono sempre capire quale sia il modulo ideale per il milan, chi vince xfactor, chi si tromba il palestrato di turno del gf o avere l’ultimo modello di smartphone (alla faccia di chi è costretto a mangiare alla caritas), o il nuovissimo tablet, ma l’importante è non leggere; non sia mai che si consuma la vista e magari anche qualche sinapsi. Meglio spararsi una riprogrammazione neurale giornaliera con un bel tg di menzogne e f***ulo ai complottisti.

    E che dire dei tanti che sostengono che al sud c’è la mafia e sono i primi ad usufruire di raccomandazioni, del nero, e magari abitano in comune come il mio, dove il tecnico che approva i progetti per l’edilizia coincide con chi li presenta per costruire? Comune del NORD! Ma si, tanto il conflitto d’interesse in Italia non fa più neppure notizia…

    A mio avviso, uno dei problemi più grandi di questo paese è la CORRUZIONE MORALE. E’ diffusissimo il pensare di essere più furbi di chiunque altro, o quanto meno troppo per dover rispettare le regole, dalle “banalità” al macroscopico. C’è una coda, la sorpasso (tutti idioti a stare in coda). La sigaretta? Via fuori dal finestrino, che idioti quelli che usano il portacenere. Divieto di fumare? E via i MEDICI che fumano in bagno di nascosto… Un concorso? Ma chi me lo fa fare di competere onestamente, tanto rubano tutti. E allora via la spintarella…

    Ad esempio, ogni volta che sento giustificare le ruberie dei politici con quell’odiosa frase “tanto lo farebbe chiunque al loro posto” mi vien voglia di fare le valigie e lasciare questo stato.

    Con una mentalità di questo tipo si capisce che:

    1) i politici ben rappresentano i propri elettori (triste, anzi deprimente)

    2) sostiuendo gli attuali 1000, in blocco, con altri 1000 cosa cambierebbe?

    E che dire del precariato e del mercato dello sfrutt…ehm volevo dire del lavoro.

    Basta studiare per capire come siano stati ottenuti i diritti, non certo con le chiacchere, non certo con metodi pacifici, certamente NON con le battaglie del singolo o con scioperi di 4 ore, frammentati.

    Mai sentito parlare di biennio rosso? I diritti sono stati conquistati con il sangue…

    Nessun datore di lavoro concederà (o manterrà) diritti se ne ha la possibilità, almeno che non si parli di persone con un’integrità morale ormai più unica che rara. Se ne conoscete, chiamate il wwf, sono in via d’estinzione.

    Ma finché ci sarà chi accetta lo stage senza rimborso, il lavoro sottopagato (quando è pagato) pensando solo a sé stessi, al bisogno impellente di oggi, che tanto AGLI ALTRIi ci si penserà, al momento li frego, bisogna ricordare un concetto fondamentale, espresso da una canzone di Tozzi: GLI ALTRI SIAMO NOI!

    I bisogni continuerò ad averli anche domani e quando il ripiego (termine più adatto di lavoro) non lo troverò più ANCHE grazie alle mie scelte del passato, forse prenderò coscenza di appartenere a quegli altri che “ho fregato”…

    Forse finalmente ci si renderà conto che i bisogni li condividiamo e la finiremo di dividerci, facendo il gioco dei pochi potenti (DIVIDE ET IMPERA). Nord/sud, italiano/straniero, bianco/nero, p.iva/stipendiato, precario/t.determinato ecc…

    Quindi, tornando alla piazza; ci si va CONTRO CHI/COSA? Contro i politici, contro i “tecnici”? Contro i disonesti? Contro chi non protesta? Contro chi rovina il mercato del lavoro? Contro i mafiosi? Contro chi non rispetta le regole?

    Guardandosi allo specchio, prima di uscire di casa, in quanti avranno il coraggio di aprire la porta?

    Se prima non cambia l’atteggiamento del singolo, non ha senso…

  • 42
    tinonesse1177

    Perchè la risposta è semplice quanto complicato è dentro di noi ma è sbagliata. Escludiamo il fatto comico cosa rimane in questa paese: gente male informata bigotta chiusa nei loro ragionamenti egocentrici quindi egoisti. Un popolo non fa rivoluzione finchè non si trova senza cibo prima di arrivare a questa chiede favori al politico di turno vende il voto si fa corrompere ecc. Insomma NON TUTTI gli Italiani sono così solo la maggioranza.

  • 41
    rucri70

    I cittadini non credono più a nulla e a nessuno…noi cittadini siamo totalmente svuotati dentro….gli italiani portano con sè a livello genetico un degrado profondo da renderli “mobilitabili” solo se tocchi il superfluo….il calcio e iphone….comunque abbiamo bisogno di una guida che ci sproni….che ci dica, alzati dalla poltrona e seguimi…..

  • 40

     

    Una possibile lettura della mancanza di proteste di massa in Italia potrebbe risiedere nel dato del reddito pro-capite, che per il nostro paese ammonta a 26.000 euro, mentre in Spagna è di 23.100, in Grecia 19.000 e in Portogallo 16.000 (in Germania è 31.700 e in Norvegia addirittura 70.500 euro). D’altra parte ciò non spiega perché in Ungheria non scoppino rivolte, pur essendo di soli 10.100 euro il reddito pro-capite, o perché non si rivoltino i turchi, il cui reddito medio è di soli 7.500 euro l’anno.
    Un’altra verosimile spiegazione vuole il popolo italiano poco incline alle rivolte, tant’è che non vi è mai stata una rivoluzione nella nostra storia. Abituato a secolari dominazioni straniere, l’italiano avrebbe sviluppato una istintiva capacità d’adattamento che, spaziando dal servilismo all’opportunismo, gli ha consentito di sopravvivere anche nei periodi più bui della sua storia. A tale istinto andrebbero iscritte pure la naturale diffidenza per le istituzioni e l’inveterata tendenza all’evasione fiscale.
    Figli di questi ultimi caratteri italici, sono il pessimismo e la sfiducia nel cambiamento sociale per effetto del proprio impegno. In un circolo vizioso che si autoalimenta, ritenendo il cambiamento impossibile, inutile diviene ogni azione ad esso rivolta. La situazione dunque non muta mai e ciò conferma la sfiducia innata degli italiani, che si accompagna con il fondato sospetto che qualora cambiasse, probabilmente sarebbe in peggio.
    Ed ecco che, differentemente da altri paesi, i periodi politici da noi durano ventenni. Gli uomini di potere, per quanto corrotti e disprezzati, ci danno la garanzia, fintanto che rimangono al loro posto, che altri peggiori gli si avvicendino, tanto “così fan tutti”, e in fin dei conti al loro posto anche noi ci comporteremmo allo stesso modo, se non peggio. Non è forse vero che alla lunga ogni popolo ha i governanti che merita?
    Un’altra nostra peculiarità è quella di aspettare il mutamento per effetto di un intervento esterno, come nell’ultima guerra mondiale, quando accogliemmo gli alleati come liberatori, dopo averli combattuti per anni ed aver subito i loro bombardamenti spietati, o nel progetto dell’euro e dell’Europa unita, che tante sofferenze sta infliggendo ai paesi della periferia e alle fasce più deboli della popolazione. I nostri governanti attuali lo sanno e ci spronano al sacrificio con il mantra dell’Europa che ce lo chiede.
    Concludendo, scenderà mai in strada il popolo italiano con i forconi? Probabilmente si, il giorno dopo il crollo dell’euro e dell’Unione Europea, giusto in tempo per infierire e poter dire: io sono sempre stato contro.

     

    Una possibile lettura della mancanza di proteste di massa in Italia potrebbe risiedere nel dato del reddito pro-capite, che per il nostro paese ammonta a 26.000 euro, mentre in Spagna è di 23.100, in Grecia 19.000 e in Portogallo 16.000 (in Germania è 31.700 e in Norvegia addirittura 70.500 euro). D’altra parte ciò non spiega perché in Ungheria non scoppino rivolte, pur essendo di soli 10.100 euro il reddito pro-capite, o perché non si rivoltino i turchi, il cui reddito medio è di soli 7.500 euro l’anno.

    Un’altra verosimile spiegazione vuole il popolo italiano poco incline alle rivolte, tant’è che non vi è mai stata una rivoluzione nella nostra storia. Abituato a secolari dominazioni straniere, l’italiano avrebbe sviluppato una istintiva capacità d’adattamento che, spaziando dal servilismo all’opportunismo, gli ha consentito di sopravvivere anche nei periodi più bui della sua storia. A tale istinto andrebbero iscritte pure la naturale diffidenza per le istituzioni e l’inveterata tendenza all’evasione fiscale.

    Figli di questi ultimi caratteri italici, sono il pessimismo e la sfiducia nel cambiamento sociale per effetto del proprio impegno. In un circolo vizioso che si autoalimenta, ritenendo il cambiamento impossibile, inutile diviene ogni azione ad esso rivolta. La situazione dunque non muta mai e ciò conferma la sfiducia innata degli italiani, che si accompagna con il fondato sospetto che qualora cambiasse, probabilmente sarebbe in peggio.

    Ed ecco che, differentemente da altri paesi, i periodi politici da noi durano ventenni. Gli uomini di potere, per quanto corrotti e disprezzati, ci danno la garanzia, fintanto che rimangono al loro posto, che altri peggiori gli si avvicendino, tanto “così fan tutti”, e in fin dei conti al loro posto anche noi ci comporteremmo allo stesso modo, se non peggio. Non è forse vero che alla lunga ogni popolo ha i governanti che merita?

    Un’altra nostra peculiarità è quella di aspettare il mutamento per effetto di un intervento esterno, come nell’ultima guerra mondiale, quando accogliemmo gli alleati come liberatori, dopo averli combattuti per anni ed aver subito i loro bombardamenti spietati, o nel progetto dell’euro e dell’Europa unita, che tante sofferenze sta infliggendo ai paesi della periferia e alle fasce più deboli della popolazione. I nostri governanti attuali lo sanno e ci spronano al sacrificio con il mantra dell’Europa che ce lo chiede.

    Concludendo, scenderà mai in strada il popolo italiano con i forconi? Probabilmente si, il giorno dopo il crollo dell’euro e dell’Unione Europea, giusto in tempo per infierire e poter dire: io sono sempre stato contro.

  • 39
  • 38
    Mauri_X

    x Roberto P.

    penso anch’io che questa povrebbe essere la strada ..

    ma tre giorni sono pochi, va fatta una azione ad oltranza .. tipo : hanno voluto i centri commerciali aperti anche di Domenica ?  se li devono trovare desolatamente vuoti in tutti i week end, per mesi e mesi  !!

    Poi, dobbiamo essere realisti, l’impresa è ardua, la massa di pecore è stata convinta che quelli sono gli ovili e li si rifugia … 

    bisognerebbe che qualcuno di carismatico riuscisse a far passare il messaggio che è cosa da “sfigati” , old style, .. che è molto più “trendy” e moderno passare i fine settimana alla ricerca di “vecchi” negozietti nei centri storici o nei paesi, che fa molto “vintage” e “figo” .. ( le masse di pecore sono state programmate per essere sensibili a questi input .. )

  • 37
    roby67

    Scusa claudio, spero di non essere OT, pero’ volevo portare l’accento proprio sul grafico rappresentato: e’ il manifesto perfetto della spiegazione della crisi in atto!

    Portogallo da circa il 78 a quasi 105% (+35% e superato il 100)

    Italia da circa 40 a quasi 60% (+50%)

    Irlanda da circa 56 a  124. (+ 125% e non hanno avuto i nani e le ballerine come da noi, chissa’ se li avessero avuti…)

    Grecia da 27 a  65 (+140%:fallita)

    Spagna da 59 a 91 ( + 54%  e vicina a 100:banche in fallimento)

    insomma, i PIIGS hanno in comune un grande abalzo dell’indebitamento privato in poco tempo rispetto alla situazione iniziale.

    adesso a chi tocchera’?

    facile! alla Francia: da 45 a 65 (+46%) non e’ un caso che cominciano i problemi anche lì.

    belgio + 34%

    olanda +39%

    danimarca +36% con l’olanda sono economie legate alla germania

    appunto,ecco chi vince: la germania!

    l’unica in attivo da 72 a 61 un bel MENO 15%

    ricapitoliamo:

    con solo un 60% stiamo ancora troppo bene, infatti monti vede la luce in fondo al tunnel.

  • 36

    Io non riesco a scegliere univocamente tra le ragioni citate o darne solo una alternativa.

    Mi piace la soluzione di Rodolfo P.

    Il M5S mi convince sempre di piu’ ma non mi e’ chiara la visione che ha sui rapporti con l’Europa e la permanenza (agonia) nell’euro.

    Sono d’accordo con Barnard che i Politici sono piccoli ladri di polli, li baterebbe metterli in galera a vita anziche’ chiamarli in tv per giustificarsi.

    Poi pero’ penso che se in una milionata di persone ci mettessimo davanti al Parlamento e non ci muovessimo finche’ non sono usciti tutti ( cosi’ scopriremmo anche che facce hanno i piu’) sarebbe la soluzione storica. Lo svuotamento del Parlamento per acclamazione.

  • 35
    Lalla

    http://www.beppegrillo.it/2008/09/colpetto_di_stato.html

    ora provate a cercare:
    “beppe grillo colpetto di stato”
    su google

     

     

    poi su altavista

  • 34
    ted

    Perché non si ha la reale percezione della realtà. Perché l’informazione é volutamente fuorviante.

  • 33
    Shank

    Rodolfo P. ha scritto :
    Altro che scendere in piazza, dovremmo tapparci per tre giorni e non uscire! Dovremmo paralizzare l’Italia! I negozi vuoti… nessuno per le strade… non possono neanche manganellarci! Pensate che prova di forza la nostra! Bloccare l’Italia in questo modo è molto più efficace di ogno piazza piena! Provate a organizzare una cosa del genere!

     

    Come metodo di protesta non sarebbe neanche male in una società un tantino meno egoista di quella italiana, peccato che si risolverebbe col commerciante di paese che si sente più furbo degli altri e tiene aperto solo lui per fare il mega incasso e guadagnare facile col c**o degli altri. Il problema di fondo é che la cattiveria la combatti, ma l’ignoranza é proprio una brutta bestia.

  • 32
    malsano

    Probabilmente le ragioni politiche ed etnologiche postate da molti sono fondate, ma ritengo che i numeri della disperazione contino qualcosa. Non è un caso che i Paesi dove il dissenso si fa sentire in piazza siano in cima alla classifica del tasso di disoccupazione.

    Ho seguito un pezzo in diretta su El Pais della manifestazione di Madrid, più dei manganelli mi ha colpito sentire tanta gente in una capitale europea urlare “El pueblo unido jamàs serà vencido”.

  • 31
    Campisi

    La nostra rivoluzione pretendiamo di farla seduti davanti al pc impegnati a gareggiare a chi scrive la frase più intelligente. Il computer dovrebbe essere uno strumento capace di farci ragionare, indignare, farci organizzare e in una situazione politica come quella attuale, farci agire. Invece è diventato un sofisticato giocattolino che ci da l’illusione di avere qualche secondo di celebrità. Tra dieci anni ci ritroveremo ancora quì con qualche capello bianco, qualche chilo di troppo e molti, moltissimi problemi in più.

     

  • 30
    OVERLORD

    …la verità,per certi versi,è che si è stati cresciuti nell’ottica di un individualismo radicale che non conosce empatia o inclinazione verso dei valori più equi! Non rappresenta certo una colpa,sebbene costituisca un serio motivo su cui riflettere molto attentamente! Considerando il terzo punto dell’analisi,il reale perchè l’italiano non scende in piazza per la difesa dei suoi diritti – quello di esistere è intrinseco a tutti gli altri – ,non credo che sia dovuto ad una spiccata sensibilità culturale verso le forme di protesta democratiche…che si canalizza in uno sfogo sterile sulla rete nell’attesa che la parola gli venga finalmente restituita…questo è ancora ovvio che avverrà,solo bisogna vedere in quali circostanze!E,a giudicare dalle attente manovre a completo vantaggio dei poteri non più occulti operate da questo ” governo ” da tragicommedia,credo che l’opera di sterilizzazione completa del supremo giudice – noi popolino – possa ritenersi compiuta!Non si scende in piazza,semplicemente perchè non si ha una piazza nella quale scendere e soprattutto non si ha un perchè radicato e radicale si debba,occorre,è necessario scendervi!

    Quali sono le alternative allo status quo? I partiti politici,e la politica in generale hanno smarrito la loro stella polare da 30 anni! L’informazione è alla portata di tutti,i fatti sono lampanti agli occhi di tutti…il mito platonico della caverna è uscito dalla grotta per farsi realtà oggettiva e qual’è stata ed è la nostra risposta?Che cosa abbiamo espresso con la nostra sensibilità verso la ” democrazia “?

    No,le ragioni oggettive per la piazza mancano,perchè in noi sono assenti,estirpate con il disserbante subliminale dell’egoismo!

  • 29
    malsano

    Alla faccia di chi sostiene che manifestare non dia “fastidio”.

    Intanto in Spagna si stanno cautelando cercando di limitare la “libertà di movimento”:

    http://ccaa.elpais.com/ccaa/2012/10/02/madrid/1349172692_804454.html

  • 28
    mrcanoa

    Questo video spiega il perché: http://www.youtube.com/watch?v=DRkmb8jcCDk

  • 27
    Mauri_X

    ps : Claudio, permettimi di darti del tu, ormai da tempo il tuo è il primo sito che corro ad leggere quando apro un browser, ti ringrazio di cuore per tutto quello che stai facendo !!

    Leggendo i tuoi post mi si riordina giorno per giorno  un mosaico del quale riuscivo ad intravvedere solo pochi, sparsi tasselli: ed il quadro che ne esce è “allucinante” , reale e concreto ma ancora difficile da accettare come tale, forse proprio questa realtà “incredibile”  rende molti ancora increduli, confusi.

    Non ti nascondo l’ansia/speranza che nutro ogni volta che stò per aprire la tua home :  la voglia di trovare nel blog o nei commenti  l’idea che servirà a dare il “la” al nuovo rinascimento è incontenibile !

    Non ti nascondo però che nutro anche un timore, che cerco di scacciare ma che si fa palpabile ogni qualvolta ( sempre )  te ne esci con degli argomenti che vanno a colpire diritto nelle parti sensibili il mostruoso Moloch che ti sta davanti …

    dobbiamo trovare un modo per fargli sentire, magari urlando, che non sei solo

    ai troppi “fatalisti” che commentano vorrei dire : prendiamo l’esempio da Claudio, chi ha intravvisto il baratro oltre la nebbia ha l’obbligo morale di avvisare piu’ gente possibile, “gridando” con tutto il fiato che ha in gola

  • 26
    ciao

    Signori miei…si parla di crisi eppure:

     

    -Vedo smartphone da 500/700 euro nelle tasche del 30/50% delle persone che incontro.

    -Vedo tablet negli zaini o borselli di almeno un 10/20% delle persone che incontro.

    -Vedo scarpe da € 150 nel 90% delle persone che incontro

    -Vedo vestiti di marca indossati dal 90% delle persone che incontro

    -Vedo i ristoranti pieni (io guardo le vetrine perchè di entrare non me lo posso permettere)

    -Vedo tutti quelli che conosco che possono permettersi SKY/MEDIASET per vedersi la partita…

    ECC ECC

    Perchè gli italiani dovrebbero fare la rivoluzione? Ormai in una famiglia si lavora in 2 quidi almeno 1200 a testa a fine mese si incassa…quindi in una famiglia media al mense entrano circa 2500/3000 euro e passa!!!

    QUI LA CRISI NON ESISTE SIGNORI MIEI…Forse quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi!

     

    • 26.1
      Teothe3rd

      Sappiamo tutti ( credo ) quanto sia dedito al seguire la moda del momento la media del popolo italiano; piuttosto che rinunciare alla scarpina firmata, all’ultimo smartphone o quantaltro, molte persone mangiano pane e cipolla! Personalmente comunque ritengo che suddetto atteggiamento non sia da considerarsi motivo per affermare che la crisi non esiste. Purtroppo, in determinati momenti storici, il ceto medio-basso è quello che ne risente maggiormente; per esempio il sottoscritto, che vive da solo ed in affitto, arriva a fine mese a fatica; non riesco a risparmiare un euro! Quindi per me la crisi c’è eccome!!! Arriveremo presto ad un punto di rottura, dal quale poi scaturiranno le dovute reazione popolari che cambieranno la vita del nostro beneamato paese.  Io ci credo! 

       

      saluti 

    • 26.2
      suxmelos

      scusa per curiosita’ ma dove vivi? Io sono sardo e quello che vedo e le percentuali che dai tu sono completamente differenti.

  • 25
    felix

    Parlo di me e non di quelli in fila perl’HiPh5 ma vi dico che sono disocc da giugno di quest’anno e di trovare lavoro per ora non se ne parla, vivo a Bologna nella grande e laburiosa EmiliaRomagna, la cara Imps mi versa poco meno di 1000 euro al mese come indennità per la bellezza di 8 mesi dopo di che ??? Il mio nucleo familiare è sicuramente organizzato in maniera da non necessitare di grosse cifre di denaro in quanto non abbiamo figli, mia moglie lavora in banca, un’auto, uno scooter ed il mutuo basso (laovorare in banca porta i suoi benefici), ah dimenticavo due cani unica spesa aggiuntiva visto l’alto costo del veterinario ed avendo messo negli anni passati due lire da parte posso confermare che l’acqua alla gola non l’abbiamo assolutamente. Detto ciò il mi sento in dovere di dimostrare pacificamente che questo stato di cose deve finire, non tanto per me ma per chi deve fare i conti con 1000/1500 € al mesa tra moglie e marito e 1/2 figli. Capisco comunque che finchè i risparmi che abbiamo accantonato noi o i nostri genitori ci permetteranno di far finta di niente e di fidarci della politica aspettando le prox elezioni, se ci saranno, è inutile si parli di manifestazioni ma una cosa vorrei dire e cioè che prevenire è meglio che curare anche perchè finiti i risparmi non so quando si riuscirà a rimetteli da parte…e se mai lomsi potrà fare….Prima delle elezioni o dell’ennesimo governo tecnico sarebbe meglio far sapere a queste persone che NON siamo intenzionati a continuare così!!

  • 24
    MaxP.

    Intanto oggi Squinzi ha dichiarato che firmerebbe per avere la ripresa nel 2015 ma naturalmente un rappresentante del governo ha riferito che la ripresa arriverà già nel 2013.

    Toto Squinzi il PIL 2012 -3% 2013 -1% 2014 0% 2015 +1%

    Anche la corte dei conti BOCCIA il governo e la manovra Monti troppe tasse non producono crescita e di incentivi sulla crescita neppure l’ombra.

    Chissà chi ha ragione, le TV intanto questa notizia se l’hanno data lo hanno fatto sotto tono, andiamo avanti così con la coda sempre più tra le gambe.

  • 23
    MaxP.

    Intanto oggi Squinzi ha dichiarato che firmerebbe per avere la ripresa nel 2015 ma naturalmente un rappresentante del governo ha riferito che la ripresa arriverà già nel 2013.

    Toto Squinzi il PIL 2012 -3% 2013 -1% 2014 0% 2015 +1%

    Anche la corte dei conti BOCCIA il governo e la manovra Monti troppe tasse non producono crescita e di incentivi sulla crescita neppure l’ombra.

    Chissà chi ha ragione, le TV intanto questa notizia se l’hanno data lo hanno fatto sotto tono, andiamo avanti così con la coda sempre più tra le gambe.

  • 22
    MaxP.

    Intanto oggi Squinzi ha dichiarato che firmerebbe per avere la ripresa nel 2015 ma naturalmente un rappresentante del governo ha riferito che la ripresa arriverà già nel 2013.

    Toto Squinzi il PIL 2012 -3% 2013 -1% 2014 0% 2015 +1%

    Anche la corte dei conti BOCCIA il governo e la manovra Monti troppe tasse non producono crescita e di incentivi sulla crescita neppure l’ombra.

    Chissà chi ha ragione, le TV intanto questa notizia se l’hanno data lo hanno fatto sotto tono, andiamo avanti così con la coda sempre più tra le gambe.

  • 21
    Erix

    Scusate L’OT ma volevo dare un altro grazie all’europa:

    Palermo, 1 ott. – (Adnkronos) – Oggi entra ufficialmente in vigore il nuovo accordo di liberalizzazione degli scambi tra l’Ue e il Marocco, “fortemente punitivo per le produzioni agricole siciliane”. A ricordarlo e’ la Confagricoltura Sicilia, che torna a puntare i riflettori sulle ripercussioni concrete dell’accordo. ”Le misure di liberalizzazione reciproche – evidenzia il presidente dell’organizzazione regionale, Francesco Natoli – ben piu’ favorevoli al Marocco che all’Europa, comporteranno un aumento delle importazioni di ortofrutta e altri prodotti mediterranei a causa della diminuzione dei dazi doganali. Si tratta di una concorrenza difficilmente fronteggiabile poiche’ basata su costi di produzione che mediamente sono pari a un decimo di quelli sostenuti sul suolo comunitario”.

  • 20
    Elly

    io sono straconvinta CHE LA GENTE È STUFA…il problema vero per cui cè dispersione .È APPUNTO CHE NON CÈ UN ORGANIZZAZIONE CHE GESTISCE LE MANIFESTAZIONI…..CÈ TROPPA DISPERSIONE…..CI SONO tanti gruppi ma è questo il problema….NE SERVE UNO SOLO…..

  • 19

    L’Italia che non scende in piazza e’ l’Italia sconfitta dalla scomparsa di qual si voglia impegno politico esistono ancora circoli politici, giovani che si impegnano in battaglie civili? Si ma sono una minoranza la scomparsa di un futuro di vita ha determinato la scomparsa della speranza, e quindi qualsiasi azione di impegno e’ ritenuta una inutile perdita di tempo, meglio un tiro di cocaina una serata in discoteca lo sballo per dimenticare. Il popolo ha bisogno di un segnale di speranza che arrivi dal potere politico e questo purtroppo e’ pura utopia

  • 18
    felix

    Ieri sera a Piazza Pulita hanno fatto vedere un servizio sulla Spagna che, anche se sintetico, è dimostrazione di quanto distanti siamo ancora dalla vera crisi perché fino a quando un quarto della popolazione di un paese(25 percento) non sarà senza lavoro , perché fino a quando casa che si è comprata con tanti sacrifici non verrà valutata 1/3 di quello che la avete pagata, perché fino a quando i dip pubblici non verranno licenziati ed i servizi tagliati, le pensioni abbassate (anche le minime) NON si potrà dire che siamo messi come la Spagna/Grecia/Portogallo. Quindi sino ad allora è inutile manifestare?? Penso sia meglio pensarci su parecchi…… aspettare in disparte che il bicchiere sia colmo o accontentarsi di avere l’acqua alla gola per capire che la strada intrapresa è quella sbagliata…..???

  • 17
    V come verità

     

    Il mio parere è che esistono due concetti fondamentali in Italia, il primo è che esiste una paura d fondo; paura di essere colpiti in prima persona. Chiedetevi perchè per tanti anni solo la sinistra popolare alzava la voce e non la destra p

    opolare. Fondamentalmente la destra era relegata in un angolo dalla violenza verbale della sinistra che si vantava e approfittava di una moralità mai esistita. Allo stesso tempo la destra soffriva la possibile accusa di fascismo, e se venivi etichettato come tale nella tua comunità era finita per te. Esiste inoltre la paura dello stato perchè le regole create nel corso degli anni sono state fatte per proteggere il delinquente comune, ma non il singolo Cittadino. Un esempio? prova a dare una bastonata al ladro in casa tua e vediamo alla fine se paga il ladro o tu che hai difeso la tua casa e famiglia. Vuoi protestare? Lo puoi fare solo se fai parte di un sindacato, da solo non vali niente e se finisci nelle spire della magistratura sei un uomo morto da un punto di vista sociale se non anche materiale.
    Il secondo motivo è che per anni la politica e i media hanno messo categoria contro categoria. Il tassista che evade, il dottore che non cura, l’affitta-appartamenti è un vile che sfratta, il macellaio ruba sul peso, l’ortolano mette le mele marce sotto il sacchetto. Ogni giorno una categoria laureata o no veniva messa in croce. Ci siamo scordati l’ultima del sor ministro? Gli operai hanno troppe vacanze! Non si giustifica il costo della politica, ma si cambia discorso mettendo in croce altre categorie. Tutto questo ha portato alla diffidenza dell’uno verso l’altro, lavoro contro lavoro. Di tutto questo siamo tutti responsabili perchè ci siamo fatti infinocchiare, pensiamoci quando al bar dirrai: accidenti quanto guadagnano bene gli orafi!!!! V

     

  • 16

    Secondo me si tratta in sostanza di tutti e tre i motivi, che incidono con percentuali diverse. Come ho votato nel sondaggio, il fatto che viviamo ancora sull’onda delle ricchezze conquistate dai nostri genitori è il motivo predominante. A cui segue le speranza di vedere se attraverso il M5S sarà possibile finalmente voltare pagina. Per ultimo metterei la mancanza di un opposizione degna di questo nome.

    Ma, ripeto, sono perfettamente d’accordo che la non-discesa in piazza degli italiani è dovuta a questi tre fattori: resta solo da stabilire la percentuale con cui ognuna interviene.

    Grazie per aver ospitato la mia (umilissima) opinione!

  • 15
    NeroLucente

    Perchè le piazze sono vuote?

    Difficile capire fino in fondo le vere ragioni, ma non c’è da meravigliarsi, noi siamo il Paese che ha continuato a votare PDL dopo anni di Governo e di leggi ignobili, ed ancora oggi il PDL, che non dovrebbe ricevere più mezzo voto, risulta essere un partito da 15% ed oltre.

    Noi siamo un paese che continua a credere nei politici e nei partiti, o almeno a votarli, dopo anni di scandali giganti che dopo tangentopoli non sono mai finiti.

    E come può un Paese come il nostro pensare di essere unito contro i potenti? Come può un Paese spaccato a fare il tifo per i partiti chi a destra chi a sinsistra pensare al bene comune? La vera rivoluzione dovrebbe essere la sparizione di tutti i patitti attuali, ma è evidente che gli italiani non sono capaci di cambiare e chissà quanto male dovremmo stare prima di vedere una reazione di massa.

  • 14
    lo stoico

    Salve a tutti,è la prima volta che inserisco un commento…innanzitutto volevo complimentarmi con claudio per il duro lavoro che svolge:scrivendo anche io articoli sportivi di ben piu’ bassa lega,so bene quanto sia impegnativo svolgere un tale impegno! complimenti ancora soprattutto per gli innumerevoli spunti di riflessione che vengono continuamente offerti.Ho 22 anni e questa estate ho conseguito la laurea in ingegneria elettronica presso una prestigiosa università italiana:voglio quindi scrivere come uno di quelli che dovrebbero aver preso coscienza di quello che sta succedendo in Italia e nel mondo e che dovrebbe fare da portavoce alle proteste e al dissenso.Conosco tantissime persone,essendo anche studente fuorisede,coetanee o quasi e quando si vive il mondo giovanile si capisce perchè in italia non c’è nessuno in piazza:sono il “menefreghismo” e l’ignoranza i mali peggiori del popolo italiano e dei giovani italiani.Giovani che non sanno l’inglese anche se laureati(in qualsiasi campo) in ottime università e con voti stratosferici e che nonostante questa grave lacuna non fanno nulla per compensare questo drammatico vuoto.Il loro pensiero è semplice: a cosa mi servirà mai la lingua inglese se rimarrò a lavorare in Italia.La mentalità dei giovani è strettissima,proiettata al loro minuscolo orto,vi faccio un esempio: ho studiato un anno in cina grazie ad un progetto attivato dalla mia università…molto spesso miei coetanei chiedevano all’ormai mia ex ragazza se avessi contratto malattie strane e altre domande simil questa…da ciò potete rendervi conto di chi un giorno magari dovrà occuparsi della vostra salute o della vostra sicurezza,da persone che non sanno nulla,ma proprio nulla ,ma pretendono di giudicare altre culture e altri popoli(tra l’altro la sanità cinese è molto piu’ efficiente di quella nostra) e che pensano che nel mondo non ci siano altre persone se non loro e il loro popolo.I ventenni italiani stanno troppo bene,non hanno mai faticato per andare a scuola grazie al sudore dei genitori,ha sempre goduto di divertimenti e svaghi…andate a vedere il sabato sera o la domenica quante ragazze ci sono in giro o a fare il cosìdetto aperitivo tutto imbellettate e precise,con le loro scarpe da 200 euro e i loro abiti alla moda…io non dico che bisogna essere incatenati dentro casa perchè c’è la crisi,ma secondo voi questo genere di persone può scendere in piazza per un qualcosa di davvero importante? queste persone e chiamarle persone mi fa davvero schifo,non so capaci nemmeno di elaborare una frase con soggetto,predicato e complemento…nella loro vita esiste quella stupida scuola superiore dove non fanno nulla anche a causa di un corpo docente inefficente,ignorante e nullafacente,e le uscite con le loro amiche il finesettimane,perchè sono stanche poverine…e se proprio sono stressate si va a 40 km da casa per fare shopping perchè incredibilmente vicino casa nonostante 4 centri commeraciali non trovano nulla!Ne ho anche per i ragazzi: tra gazzetta dello sport,liquori e scommesse alla snai loro hanno proprio il cervello completamente distrutto e non funzionante.Nella loro vita ormai esiste solo il pallone la domenica e le ragazze durante la settimana.Secondo voi,può gente del genere andare in piazza? gente che chiede l’iphone ed è subito pronto,torna a casa con il piatto di pasta caldo e pronto,gente che fa il minimo indispensabile a scuola per essere promossi? Adesso qualcuno può pensare che nell’ambiente universitario,dove la cultura dovrebbe fare da padrone,questa situazione non sia presente…forse è anche peggio: conosco gente,avente diritto della borsa di studio e assegnatari,che se chiedi loro se per caso un giorno andrebbero a studiare fuori o da qualche altra parte in italia a fare corsi di aggiornamento,ti dicono che non possono permetterselo..ok nessun problema..allora perchè la settimana di vacanza al mare la fai? perchè compri oggetti inutili e costosi?perchè non pensi un attimo al tuo futuro? noi paghiamo le borse di studio per far fare a molti ragazzi le vacanze al mare…e non sto scherzando!e sto parlando di gente che ha medie elevate,ma che piuttosto di utilizzare quel danaro per un futuro viste le scarsezze economiche,li sperpera così…..Come può un popolo così andare in piazza?come possono gli italiani pensare a simil cose,se la loro vita è incentrata sull’aperitivo e il divertimento,ragazzi che non lavorano e non studiano perchè ancora non sanno cosa fare nella vita,ma che pretendono di divertirsi perchè stanchi e perchè ne hanno bisogno?! Mi scuso per l’eccessiva lunghezza dell’intervento e per eventuali errori presenti,ma spero vivamente che riusciate a capire le parole di una persone che queste cose le vede e le vive….

  • 13
    seXmelo

    L’Italia e’ scesa in piazza l’anno scorso a Roma il 15ottebre e ha fatto un putiferio e qual’e’ stato il risultato? Tutti a dire che dei teppisti( chissa’ quanti erono gli sbirri tra i teppisti) hanno incendiato e distrutto quello che gli capitava sotto mano ma quante persone credono ancora nelle manifestazioni pacifiche? Cosa si e’ mai ottenuto? Li si vuole andare a prendere a calci nel c**o pacificamente? Bah. Qualche tempo fa abbiamo passato una stagione dove c’era una manifestazione al giorno e mai niente e’ cambiato. Mettiamo pure per ipotesi che si riesca a fare piazza pulita del sistema con qualche bella manifestazione e poi… Riiniziamo tutto da capo?

  • 12
    nello1

    Spesso non abbiamo neppure il coraggio di insistere ad esporre le nostre (informate) opinioni a tavola fra amici e parenti ignoranti. Figurati fare la rivoluzione!

  • 11
    giorgio anderson

    Anche secondo me una manifestazione andrebbe a degenerare in scontri, il punto e che queste manifestazioni devono essere continue tendenti alle dimissioni immediate del governo, al congelamento del debito, allo sciopero fiscale, al referendum sull euro, nonstante gli scontri, queste manifestazioni vanno continuate e ci vogliono leader o meglio comitati che rivendichino queste posizioni. Io parlo di rivoluzione vera, senza bombe speriamo, ma questi criminali si devono trovare in un paese ingovernabile, disubbidiente e determinato a combattere. Un giorno solo gli fa il solletico a sti pezzi di m**da.

  • 10
    Anas E.

    Perchè si riesce ancora a lavorare e a guadagnare abbastanza in NERO.

    Perchè allo STATO parallelo “MAFIA” non conviene che la gente scenda in piazza, garantisce lavoro ben pagato e pure il welfare.

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Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>