Perché l’Italia non scende in piazza? Rispondi anche tu

Perché l’Italia, che pure sta vivendo stagioni di pesanti tagli e l’inflizione di un’austerity calata dall’alto, per di più aggravata dallo scempio di una classe politica corrotta, non vive una stagione di forte protesta di piazza come quelle che si registrano in Grecia e in Spagna? Eppure, se le cose continuano in questa maniera, i prossimi saremo noi: c’è bisogno per forza di toccare il fondo, prima di accendere la luce della consapevolezza? Non si potrebbe, almeno per una volta, regire per tempo, avendo chiaro l’orizzonte degli eventi e cercando di prevenirlo in maniera lungimirante? Venerdì sera ho tentato di rispondere a questa domanda (vedi video). Di certo, se ci fosse qualcuno con in tasca la formula magica, qualcuno avrebbe già scatenato l’inferno. Tuttavia, qualcosa si può certamente dire.


Non siamo ancora alla frutta

Per le dinamiche di consapevolezza civica che caratterizzano le masse, finché l’acqua non arriva alla gola, non si riesce a superare una certa massa critica di “indignados“. In Italia l’acqua alla gola, per la maggior parte dei cittadini, non è ancora arrivata. Siamo un paese con una ricchezza privata in costante diminuzione ma pur sempre di un certo livello, ottenuta mediante l’attitudine al risparmio dei nostri genitori e dei nostri nonni, forti di un welfare ancora sostenibile e di una filosofia non ancora corrotta dal concetto di “prestito personale”. Non a caso, agli inizi degli anni ’90 è partita una campagna metodica e pervasiva di incentivo all’indebitamento, con la spedizione gratuita e quasi mai richiesta di milioni di credit card revolving, quelle che ti mettevano a disposizione un plafond predeterminato, pronto per essere speso, a tassi di interesse che spesso, in seguito, la magistratura avrebbe definito da usura. Ne arrivavano tante, più di una a testa. Il risultato è stata la rovina economica per milioni di famiglie. Le passività finanziarie del settore privato italiano, dal 2002 al 2010, come dimostrano questi dati di Banca d’Italia rielaborati da Manageritalia, sono crescitute dal 39,9% del Pil al 59,2%.

E indovinate un po’? Meglio di noi faceva addirittura la Grecia, con un dato medio del 27% del Pil, finito in soli otto anni al 65,8%.

Ciononostante, si vede bene come l’indebitamente familiare, nel nostro Paese, sia ancora di molto inferiore a quello del resto d’Europa, ad eccezione dell’Austria, del Lussemburgo e del Belgio. Questo significa che finché abbiamo da smangiucchiare i conti in banca e le pensioni di mamma e papà, abbiamo tutto sommato ancora la pancia troppo piena per provare quel senso di frustrazione e di rabbia che è la benzina che in altri paesi motiva le piazze.

Manca un’opposizione

L’ultima volta che la rete, qualche anno fa, mobilitò centinaia di migliaia di persone, il clima politico era incandescente. I partiti si combattevano aspramente e i giornali, di conseguenza, facevano montare l’odio e la rabbia, dividendo la società in “comunisti” e “berluschini“. C’era una forte bipolarizzazione politico/mediatica e si respirava quasi un’aria da guerra civile. In questo contesto nacque il Popolo Viola, focalizzato contro Silvio Berlusconi. La narrazione del tempo voleva che fosse una sollevazione spontanea della rete, e sicuramente la gran parte di chi vi aderì era stato mobilitato proprio in rete, ma ad un occhio attento c’erano elementi poco chiari. Innanzittutto c’era un fondatore e un coordinamento centrale (incline alla censura dei pareri scomodi e a un conseguente dirigismo poco compatibile con il modello dell’aggregazione spontanea e decostruita), il quale era addirittura anonimo: si faceva chiamare San Precario. Ovvio che sorgessero legittimi dubbi e sospetti su chi si celasse realmente dietro a quella identità. Poi fecero seguito i primi comunicati video. Chi si occupa di fare comunicazione multimediali in rete, in maniera realmente indipendente e con mezzi propri, sa bene quale sia il livello tecnologico di un paese che è tra gli ultimi per il tasso di penetrazione della rete e per la diffusione della banda larga, e conosce bene i limiti delle competenze multimediali, sia dal punto di vista della loro elaborazione che del costo delle atrezzature e dei set. I video del Popolo Viola erano perfetti, dallo studio della comunicazione ad ogni dettaglio tecnico. Non poteva non esserci dietro una società agguerrita e costosa. E se i soldi, con un po’ di campagna fatta bene (ma anche questa è difficile da organizzare in un paese dove le competenze in questo settore sono in mano a pochi) si potevano trovare, di certo lo studio del “branding” e del “marketing” era qualcosa che l’armata brancaleone di volenterosi quanto litgiosi “azionisti della rete” avrebbero difficilmente saputo mettere in piedi. Le cose divennero più chiare quando si iniziò a vedere chi saldava i conti delle manifestazioni di piazza, anche con assegni da decine se non centinaia di migliaia di euro. E c’era anche chi faceva interventi televisivi e scriveva libri, con il cappello del Popolo Viola, ma lavorava negli uffici di quei partiti che finanziavano la manifestazione. Un vero e proprio insulto nei confronti del pubblico e soprattutto della stragrande maggioranza di persone che credevano davvero ad una aggregazione spontanea e interamente “social” del movimento.

Oggi, al contrario, viviamo un clima di pacificazione politica e di conseguenza sociale. I partiti formano un’unica grande coalizione, all’insegna del “fate presto” e del senso di “responsabilità”. Lo stesso fanno i giornali, in nome di una sorta di religione rivelata che ha come divinità assoluta un solo uomo, l’unico in grado di prendere il comando in quest’Italia alla deriva: Mario Monti. Manca dunque tutta la spinta mediatica alla sollevazione, ma soprattutto manca quell’elemento logistico che da sempre fornisce una sponda ai movimenti sociali: manca un’opposizione.

Questo è anche il risultato di uno studio comparato, work in progress, “La politica sotterranea“, condotto da Donatella Della Porta alla testa di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Nonostante vi siano numerosi focolai di protesta, in Italia ciascun gruppo protesta per sé: nessuno unifica le proteste, non c’è un collettore. “Quando c’era il governo di centro-destra, tutta una serie di organizzazioni vicine al PD andava in piazza, offriva le risorse logistiche, ora frena”, dice la Della Porta. E ne conclude che manca un’opposizione di sinistra. (La Repubblica di venerdì scorso, pagina 17)

L’anomalia italiana

C’è poi una terza considerazione, una peculiarità tipica del nostro paese che non trova riscontro negli altri che ora scendono in piazza. La rete italiana ha visto la formazione di un grande centro di aggregazione del dissenso che lo ricanalizza dandogli una legittima aspirazione democratica: il “Movimento Cinque Stelle”. In questo senso, Beppe Grillo ha ragione quando dice che “se non ci fossero loro, ci sarebbe Alba Dorata”. Il Movimento Cinque Stelle è fatto da cittadini che non sono d’accordo con il cosiddetto “sistema” – e sono tanti, a giudicare dalle percentuali dei sondaggi – ma che tuttavia si mettono in gioco, costruiscono liste e programmi e attendono diligentemente di partecipare alla competizione democratica, per sostituire la classe dirigente senza forconi, ma con le matite copiative delle cabine elettorali. Questo dovrebbe essere visto come un carattere distintivo del nostro scenario politico-sociale, un merito da ascrivere ad un movimento che evita stagioni dal sapore più acre e violento. Questo elemento calmierante avrà tuttavia effetto fintantoché sopravviverà l’illusione di poter entrare nel “sistema” dalla porta principale, legittimati dal voto. Qualora questo non dovesse avvenire, o se le forze politiche dovessero accordarsi per una legge elettorale che di fatto mette fuori dai giochi le formazioni minori, allora si libererebbe una forza incredibile, fino ad’ora canalizzata in un percorso delimitato dall’alveo costituzionale.

Rispondi all’indagine qui sotto, per confermare alcune di queste ipotesi o per aggiungere la tua. Pubblicherò i risultati online.


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104 risposte a Perché l’Italia non scende in piazza? Rispondi anche tu

  • 80
    rucri70

    I cittadini non credono più a nulla e a nessuno…noi cittadini siamo totalmente svuotati dentro….gli italiani portano con sè a livello genetico un degrado profondo da renderli “mobilitabili” solo se tocchi il superfluo….il calcio e iphone….comunque abbiamo bisogno di una guida che ci sproni….che ci dica, alzati dalla poltrona e seguimi…..

  • 79
    Mauri_X

    x Roberto P.

    penso anch’io che questa povrebbe essere la strada ..

    ma tre giorni sono pochi, va fatta una azione ad oltranza .. tipo : hanno voluto i centri commerciali aperti anche di Domenica ?  se li devono trovare desolatamente vuoti in tutti i week end, per mesi e mesi  !!

    Poi, dobbiamo essere realisti, l’impresa è ardua, la massa di pecore è stata convinta che quelli sono gli ovili e li si rifugia … 

    bisognerebbe che qualcuno di carismatico riuscisse a far passare il messaggio che è cosa da “sfigati” , old style, .. che è molto più “trendy” e moderno passare i fine settimana alla ricerca di “vecchi” negozietti nei centri storici o nei paesi, che fa molto “vintage” e “figo” .. ( le masse di pecore sono state programmate per essere sensibili a questi input .. )

  • 78
    malsano

    Alla faccia di chi sostiene che manifestare non dia “fastidio”.

    Intanto in Spagna si stanno cautelando cercando di limitare la “libertà di movimento”:

    http://ccaa.elpais.com/ccaa/2012/10/02/madrid/1349172692_804454.html

  • 77
    mrcanoa

    Questo video spiega il perché: http://www.youtube.com/watch?v=DRkmb8jcCDk

  • 76
    Mauri_X

    ps : Claudio, permettimi di darti del tu, ormai da tempo il tuo è il primo sito che corro ad leggere quando apro un browser, ti ringrazio di cuore per tutto quello che stai facendo !!

    Leggendo i tuoi post mi si riordina giorno per giorno  un mosaico del quale riuscivo ad intravvedere solo pochi, sparsi tasselli: ed il quadro che ne esce è “allucinante” , reale e concreto ma ancora difficile da accettare come tale, forse proprio questa realtà “incredibile”  rende molti ancora increduli, confusi.

    Non ti nascondo l’ansia/speranza che nutro ogni volta che stò per aprire la tua home :  la voglia di trovare nel blog o nei commenti  l’idea che servirà a dare il “la” al nuovo rinascimento è incontenibile !

    Non ti nascondo però che nutro anche un timore, che cerco di scacciare ma che si fa palpabile ogni qualvolta ( sempre )  te ne esci con degli argomenti che vanno a colpire diritto nelle parti sensibili il mostruoso Moloch che ti sta davanti …

    dobbiamo trovare un modo per fargli sentire, magari urlando, che non sei solo

    ai troppi “fatalisti” che commentano vorrei dire : prendiamo l’esempio da Claudio, chi ha intravvisto il baratro oltre la nebbia ha l’obbligo morale di avvisare piu’ gente possibile, “gridando” con tutto il fiato che ha in gola

  • 75
    MaxP.

    Intanto oggi Squinzi ha dichiarato che firmerebbe per avere la ripresa nel 2015 ma naturalmente un rappresentante del governo ha riferito che la ripresa arriverà già nel 2013.

    Toto Squinzi il PIL 2012 -3% 2013 -1% 2014 0% 2015 +1%

    Anche la corte dei conti BOCCIA il governo e la manovra Monti troppe tasse non producono crescita e di incentivi sulla crescita neppure l’ombra.

    Chissà chi ha ragione, le TV intanto questa notizia se l’hanno data lo hanno fatto sotto tono, andiamo avanti così con la coda sempre più tra le gambe.

  • 74
    MaxP.

    Intanto oggi Squinzi ha dichiarato che firmerebbe per avere la ripresa nel 2015 ma naturalmente un rappresentante del governo ha riferito che la ripresa arriverà già nel 2013.

    Toto Squinzi il PIL 2012 -3% 2013 -1% 2014 0% 2015 +1%

    Anche la corte dei conti BOCCIA il governo e la manovra Monti troppe tasse non producono crescita e di incentivi sulla crescita neppure l’ombra.

    Chissà chi ha ragione, le TV intanto questa notizia se l’hanno data lo hanno fatto sotto tono, andiamo avanti così con la coda sempre più tra le gambe.

  • 73
    felix

    Ieri sera a Piazza Pulita hanno fatto vedere un servizio sulla Spagna che, anche se sintetico, è dimostrazione di quanto distanti siamo ancora dalla vera crisi perché fino a quando un quarto della popolazione di un paese(25 percento) non sarà senza lavoro , perché fino a quando casa che si è comprata con tanti sacrifici non verrà valutata 1/3 di quello che la avete pagata, perché fino a quando i dip pubblici non verranno licenziati ed i servizi tagliati, le pensioni abbassate (anche le minime) NON si potrà dire che siamo messi come la Spagna/Grecia/Portogallo. Quindi sino ad allora è inutile manifestare?? Penso sia meglio pensarci su parecchi…… aspettare in disparte che il bicchiere sia colmo o accontentarsi di avere l’acqua alla gola per capire che la strada intrapresa è quella sbagliata…..???

  • 72
    NeroLucente

    Perchè le piazze sono vuote?

    Difficile capire fino in fondo le vere ragioni, ma non c’è da meravigliarsi, noi siamo il Paese che ha continuato a votare PDL dopo anni di Governo e di leggi ignobili, ed ancora oggi il PDL, che non dovrebbe ricevere più mezzo voto, risulta essere un partito da 15% ed oltre.

    Noi siamo un paese che continua a credere nei politici e nei partiti, o almeno a votarli, dopo anni di scandali giganti che dopo tangentopoli non sono mai finiti.

    E come può un Paese come il nostro pensare di essere unito contro i potenti? Come può un Paese spaccato a fare il tifo per i partiti chi a destra chi a sinsistra pensare al bene comune? La vera rivoluzione dovrebbe essere la sparizione di tutti i patitti attuali, ma è evidente che gli italiani non sono capaci di cambiare e chissà quanto male dovremmo stare prima di vedere una reazione di massa.

  • 71
    lo stoico

    Salve a tutti,è la prima volta che inserisco un commento…innanzitutto volevo complimentarmi con claudio per il duro lavoro che svolge:scrivendo anche io articoli sportivi di ben piu’ bassa lega,so bene quanto sia impegnativo svolgere un tale impegno! complimenti ancora soprattutto per gli innumerevoli spunti di riflessione che vengono continuamente offerti.Ho 22 anni e questa estate ho conseguito la laurea in ingegneria elettronica presso una prestigiosa università italiana:voglio quindi scrivere come uno di quelli che dovrebbero aver preso coscienza di quello che sta succedendo in Italia e nel mondo e che dovrebbe fare da portavoce alle proteste e al dissenso.Conosco tantissime persone,essendo anche studente fuorisede,coetanee o quasi e quando si vive il mondo giovanile si capisce perchè in italia non c’è nessuno in piazza:sono il “menefreghismo” e l’ignoranza i mali peggiori del popolo italiano e dei giovani italiani.Giovani che non sanno l’inglese anche se laureati(in qualsiasi campo) in ottime università e con voti stratosferici e che nonostante questa grave lacuna non fanno nulla per compensare questo drammatico vuoto.Il loro pensiero è semplice: a cosa mi servirà mai la lingua inglese se rimarrò a lavorare in Italia.La mentalità dei giovani è strettissima,proiettata al loro minuscolo orto,vi faccio un esempio: ho studiato un anno in cina grazie ad un progetto attivato dalla mia università…molto spesso miei coetanei chiedevano all’ormai mia ex ragazza se avessi contratto malattie strane e altre domande simil questa…da ciò potete rendervi conto di chi un giorno magari dovrà occuparsi della vostra salute o della vostra sicurezza,da persone che non sanno nulla,ma proprio nulla ,ma pretendono di giudicare altre culture e altri popoli(tra l’altro la sanità cinese è molto piu’ efficiente di quella nostra) e che pensano che nel mondo non ci siano altre persone se non loro e il loro popolo.I ventenni italiani stanno troppo bene,non hanno mai faticato per andare a scuola grazie al sudore dei genitori,ha sempre goduto di divertimenti e svaghi…andate a vedere il sabato sera o la domenica quante ragazze ci sono in giro o a fare il cosìdetto aperitivo tutto imbellettate e precise,con le loro scarpe da 200 euro e i loro abiti alla moda…io non dico che bisogna essere incatenati dentro casa perchè c’è la crisi,ma secondo voi questo genere di persone può scendere in piazza per un qualcosa di davvero importante? queste persone e chiamarle persone mi fa davvero schifo,non so capaci nemmeno di elaborare una frase con soggetto,predicato e complemento…nella loro vita esiste quella stupida scuola superiore dove non fanno nulla anche a causa di un corpo docente inefficente,ignorante e nullafacente,e le uscite con le loro amiche il finesettimane,perchè sono stanche poverine…e se proprio sono stressate si va a 40 km da casa per fare shopping perchè incredibilmente vicino casa nonostante 4 centri commeraciali non trovano nulla!Ne ho anche per i ragazzi: tra gazzetta dello sport,liquori e scommesse alla snai loro hanno proprio il cervello completamente distrutto e non funzionante.Nella loro vita ormai esiste solo il pallone la domenica e le ragazze durante la settimana.Secondo voi,può gente del genere andare in piazza? gente che chiede l’iphone ed è subito pronto,torna a casa con il piatto di pasta caldo e pronto,gente che fa il minimo indispensabile a scuola per essere promossi? Adesso qualcuno può pensare che nell’ambiente universitario,dove la cultura dovrebbe fare da padrone,questa situazione non sia presente…forse è anche peggio: conosco gente,avente diritto della borsa di studio e assegnatari,che se chiedi loro se per caso un giorno andrebbero a studiare fuori o da qualche altra parte in italia a fare corsi di aggiornamento,ti dicono che non possono permetterselo..ok nessun problema..allora perchè la settimana di vacanza al mare la fai? perchè compri oggetti inutili e costosi?perchè non pensi un attimo al tuo futuro? noi paghiamo le borse di studio per far fare a molti ragazzi le vacanze al mare…e non sto scherzando!e sto parlando di gente che ha medie elevate,ma che piuttosto di utilizzare quel danaro per un futuro viste le scarsezze economiche,li sperpera così…..Come può un popolo così andare in piazza?come possono gli italiani pensare a simil cose,se la loro vita è incentrata sull’aperitivo e il divertimento,ragazzi che non lavorano e non studiano perchè ancora non sanno cosa fare nella vita,ma che pretendono di divertirsi perchè stanchi e perchè ne hanno bisogno?! Mi scuso per l’eccessiva lunghezza dell’intervento e per eventuali errori presenti,ma spero vivamente che riusciate a capire le parole di una persone che queste cose le vede e le vive….

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