Alberto Bagnai contro tutti

Qui sopra, l’ottimo intervento di Alberto Bagnai, ieri sera a L’Ultima Parola (ogni venerdì su Rai Due alle 23.30 circa).

Aiutami a continuare a fare informazione libera

 

E, per chi se la fosse persa, qui sotto la splendida intervista di oltre due ore e mezza realizzata da me, a Roma, e pagata da voi, in crowd-funding, nello scorso luglio:

Alberto Bagnai Economia Economics

Qui, trovate l’intervista originale e anche la trascrizione testuale, per chi non vuole guardare il video.

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73 risposte a Alberto Bagnai contro tutti

  • 17
    Paolo 2.0

    Era tanto che non seguivo un dibattito in tv. Mi ero quasi dimenticato di come sono questi dibattiti. Ma perché devono sempre urlare tutti? Insopportabile. Comunque spero che almeno sia servito a mettere qualche dubbio a qualcuno.

  • 16

    Ciao Claudio,

    lo so che lo hai già detto che vogliono fare gli Stati Uniti d’Europa, ma quello che ti sfugge è il motivo.

    L’unione Europea non è il fine, ma solo il mezzo!

    Quindi il problema non è fare gli Stati Uniti d’Europa (a cui io sono favorevole se fosse fatta nei modi opportuni), ma cosa ne vogliono fare di questa unione! 

    Il motivo vero, non ve lo possono spiegare semplicemente perché allo stato attuale dovrebbero dire cose che farebbero preoccupare molto la gente.

    Il motivo per cui non sono esplicito e perché neanche io voglio fare preoccupare troppo la gente.

    Saluti

     

    byoblu ha scritto :
    Caro Innovazione, veramente io lo dico da parecchio che il vero punto è che vogliono fare gli Stati Uniti d’Europa . Cerca sul blog…

    • 16.1

      mi fa piacere che tu sappia esattamente cosa mi sfugge. E in ogni caso, alla tua età dovresti avere imparato che scrivere messaggi del tipo “io so cose che voi non sapete ma non ve le dico perché non siete pronti” è una cosa da ragazzini delle medie.

      Scrivile, scrivile pure, non preoccuparti di noi. Tanto, al limite passi come paranoico complottista: stai tranquillo che non rischi di scatenare nessuna guerra civile, nessun bank run, nessuna corsa al bunker antiatomico nel giardino di casa…. Insomma, fratello, tranquillo che non ti si fila nessuno. :)

      Ricordati anche di documentare per bene chi te l’ha detto, se Obama nell’orecchio, o magari la Merkel e così via… 

  • 15
    malsano

    Quello che scrivi è falso. 

    gianniguelfi ha scritto :

    Bisognerebbe capire però come i famigerati mercati avrebbero fatto a speculare contro un paese che può stampare moneta eludendo i tentativi speculativi senza tanti complimenti. Ma è quanto accadde proprio all’ Italia e alla sua liretta nei primi anni 90. L’ attacco di Soros e altri speculatori ci costrinse a svalutare la moneta di quasi il 20% e ad uscire dal serpente monetario. E se l’ inflazione non andò alle stelle fu solo perché Amato salassò il Paese con una finanziaria di ben 93mila mld. Un conto però è attaccare un Paese solo e con una moneta debole, altro 17 Paesi uniti con una Banca centrale finalmente libera di stampare moneta grazie all’ unione politica

    Nel ’92 la Lira prestò il fianco alla speculazione, in quel caso Soros, proprio perché nello SME ed agganciata al marco.

    Perciò il fatto storico che citi dimostra esattamente che una moneta fluttuante può difenrdersi con il cambio.

    Inflazione. Quindi le misure per tenerla sotto controllo ci sono?!

    Ti faccio una domanda che potresti girare ai tuoi guru.

    E’ meglio avere una inflazione al 10% con moneta sovrana o una al 4% ma il doppio rispetto a quella di un Paese che usa la tua stessa moneta?

    Se leggessi Bagnai anche senza condividerlo ma senza pregiudizi queste cose le sapresti.

    • 15.1
      malsano

      Appunto. Proprio il rischio di svalutazione evira gli speculatori, quindi una moneta agganciata ad un altra è indifesa. L’utilizzo invece di una moneta straniera (come l’euro) ti espone ad altri rischi che è inutile elencare.

      Il ciclo di Frenkel, che da Bagnai ho imparato, ci aiuta a comprendere cosa è successo e, soprattutto, cosa ci attende.

      Sull’inflazione hai un concetto preistorico, già Phillips ed altri dopo di lui hanno dimostrato che dipende fortemente dal tasso di disoccupazione.

      Da Wikipedia:

      “La società può permettersi un saggio di inflazione meno elevato o addirittura nullo, purché sia disposta a pagarne il prezzo in termini di disoccupazione “. (Robert Solow)

      E lo sanno bene i tedeschi che hanno detenuto il record di disoccupazione nell’EZ dal 2000 al 2007. Pensi sia stato un caso? Ti è chiara la funzionalità?

      Che ‘sti garzoni di bottega (cit. goofy) finiscano il loro mestiere, che si riprendano quanto gli spetta, paghiamo questi danni di guerra, a condizione che si tolgano dai c*****ni con tutti i loro tirapiedi nostrani.

    • 15.2

      Malsano, quando lo Sme non esisteva ancora e la lira fluttuava liberamente, a furia di svalutazioni ricorrenti il cambio col dollaro passò dalle 627 lire del 1974 alle 1240 del 1991 (con un massimo di 2200 fatto registrare il 19 luglio del 1985). In questi dieci anni di vita l’ euro si è invece apprezzato sul dollaro. Nel gennaio 2002 per comprare un dollaro occorreva 1.13 euro, oggi bastano 78 centesimi. Se permetti mi tengo l’ euro. E la crisi che stiamo vivendo non è perché abbiamo la moneta unica, ma per l’ alto indebitamento di alcuni paesi e banche europee. Fonte dei dati http://www.oanda.com/lang/it/currency/historical-rates

      Sull’ inflazione certo che una forte disoccupazione la mantiene bassa, ma questa è una delle conseguenze di una stretta monetaria. Prima lo Stato stringe i cordoni della borsa, poi si abbassa l’ inflazione e aumenta la disoccupazione

    • 15.3
      NeroLucente

      Sperando vivamente che Guelfi abbia ragione, sebbene io sia convinto dell’esatto contrario.

      Ci resta solo da aspettare, i tempi sono maturi e sarà quasi impossibile trovare uno che riesca a traghettarci fuori dall’euro in tempo, perchè temo che sebbene possa succedere un miracolo elettorale, gli eventi a quel punto saranno maturi. Quando l’euro crollerà mi aspetto mille giustificazioni, mille motivi, tutto fuorchè ammettere che l’euro è stato un bellissimo mezzo per arricchire alcuni Paesi… Si arriverà perfino a sostenere che la causa del crollo sia dovuta alla vittoria di un partito no euro.

       

    • 15.4
      gianniguelfi

      Malsano, l’ unica valuta che potrebbe permettersi di fluttuare liberamente senza temere di soccombere di fronte ad attacchi speculativi, è il marco tedesco. Tutte le altre non durerebbero più di due settimane, poi sarebbero costrette a svalutare. E poi un conto è far parte di un sistema di cambi più o meno fissi mantenendo però la sovranità sulla moneta, com’ era ai tempi dello SME, altro è avere come circolante una moneta unica. Il fatto che nonostante questi attacchi speculativi in un anno l’ euro sia rimasto sostanzialmente stabile rispetto a dollaro, sterlina e yen, non ti dice niente?

      Esistono solo due modi per combattere l’ inflazione, alzare il tasso di sconto rendendo più caro il denaro e drenare circolante dal mercato attraverso un aumento delle tasse.

      Alla tua domanda rispondo che per l’ Italia è meglio la seconda opzione

  • 14
    maxks

    Quando parla Bangai zittisce tutti; un po come fa il “nostro” Claudio.

  • 13
    Emilio L.
    DIALOGO IMMAGINARIO CON IL PROF. ALBERTO BAGNAI
    (A PROPOSITO DELLA MANIPOLAZIONE DELLE IDEE)

    Gentile Professore,
    ho iniziato a frequentare con interesse il suo blog per comprendere ragioni e prospettive della proposta di abbandono dall’euro, che sta alimentando tanta parte del dibattito a sinistra.
    A tale fine, ho letto con attenzione il suo paper e ne ho tratto spunto per alcune considerazioni che mi piacerebbe poter condividere con Lei e con i Lettori del blog, nell’auspicio che possano essere di stimolo per ulteriori approfondimenti e confronti di opinione.
    Ho inviato tali mie considerazioni nella mattina di domenica 23, in risposta al suo post “Liquidità o compensazione: quale Bretton Woods?”. Ma non avendo finora visto la pubblicazione, ne ho desunto che sicuramente si doveva essere verificato un problema tecnico e mi sono permesso di inviarLe la presente per riproporre nuovamente quanto sopra.
    Nel rigraziare per l’attenzione e lo spazio che vorrà riservarmi, desidero esprimerLe apprezzamento per lo sforzo di ricerca e divulgazione di nuove linee di pensiero, nonchè il mio augurio per l’esercizio equilibrato della sua responsabilità di accompagnare crescita culturale e apertura mentale dei giovani studenti che le sono affidati.
    Un cordiale saluto.

    RISPOSTA
    Guardi, nel mio blog mi sono dato la regola di non pubblicare commenti a puntate, come lei saprebbe se avesse letto le istruzioni. Trovo molto significative le sue considerazioni e le pubblicherò in un post, in tempi direttamente proporzionali all’insistenza dei suoi solleciti (cosa altresì chiarita nelle istruzioni).
    Cordialmente.

    REPLICA
    La ringrazio, non era mia intenzione forzarle la mano.
    Cordiali saluti.

    RISPOSTA
    Non si preoccupi, è che sono molto preso dal libro del quale lei ha praticamente scritto la recensione. Mi interesserà molto vedere su quali dati e competenze la appoggia, ma prima occorre che la pubblichi, è inutile che ne parliamo in privato.
    A presto.

    REPLICA
    Buonasera,
    spero stia bene.
    Ieri verso le 14.00 ho inviato un contributo sul post “Catalano alla riscossa”. In sintesi: la tesi da lei sostenuta nel post è che l’esplosione del debito pubblico negli anni Ottanta sia stata causata dalla crescita dei tassi di interesse, conseguente la svolta in senso restrittivo delle politiche monetarie a livello internazionale, piuttosto che dai disavanzi pubblici (eccesso di spesa rispetto alle entrate fiscali o viceversa).
    La mia osservazione era circa questa
    • tra 1980 e 1992 il debito pubblico italiano è esploso dal 58 al 116% del PIL (+60 p.p.);
    • nello stesso periodo il debito pubblico delle altre grandi economie industriali con cui siamo usi confrontarci (ger, fra, uk, us, jpn) è cresciuto molto meno;
    • come si spiega questa divergenza, considerato che il tasso di interesse reale sul debito pubblico italiano, sebbene in forte crescita rispetto ai valori negativi degli anni Settanta, si manteneva comunque inferiore a quello degli altri paesi?
    • Hanno forse sbagliato gli altri paesi … ?
    Salvo che non sia dipeso da un problema tecnico (nel qual caso la prego di non considerare quanto segue) riterrei che la sua decisione di non dare visibilità al mio punto di vista possa essere interpretata in uno dei modi seguenti:
    1.sta valutando la risposta più opportuna, in quanto non ne ha una immediatamente pronta;
    2.non ha intenzione di rispondere, in quanto la risposta potrebbe instillare nella sua piccola corte la sensazione che la realtà è sempre più complessa dell’interpreta zione data secondo schemi ideologici predefiniti (sia ortodossi che eterodossi).
    Se invece ritiene che la mia osservazione sia basata sull’errore e vuole evitarmi il pubblico ludibrio, beh! la ringrazio, ma ho le spalle grosse e in fondo “sbagliando si impara”.
    Per concludere, so bene che si tratta di casa sua e che lei può farci entrare chi vuole … ma non conoscendola di persona desideravo solo comprendere di che pasta è fatto veramente. Capire se lei, che dimostra così tanta passione e capacità nel denunciare il pensiero unico, i condizionamenti del potere, etc. etc. … nel suo piccolo usa poi le stesse odiose strategie per creare e difendere il piedistallo su cui si è issato.
    Un cordiale saluto.

    RISPOSTA
    Bravo.

    • 13.1
      gabriellab

      Questo sarà un dialogo veramente immaginario, perchè mi sembra strano che Bagnai non abbia voluto pubblicare il suo commento, eppure ne ha pubblicato altri molto più inutili di quello suo.

       Non credo poi che abbia così tanta paura di controbattere le sue tesi, visto che basterebbe approfondire la lettura dei post passati per risolvere la questione che propone.

      Le ricordo infine che, da quanto ho capito frequentando il blog, la “corte” di Bagnai come lei la chiama forse con un pò di invidia mista a senso di inferiorità, cerca di informarsi e di studiare il più possibile sull’argomento di cui conosce abbastanza la complessità.

  • 12
    Marys

    Bagnai è stato semplicemente GRANDE !!!!! Grande economista e grande uomo !!! Ha zittito Boccia con una semplice domanda “Io insegno economia e tu cosa insegni ???”

    Solo grazie al coraggio e all’onestà dei giornalisti e economisti che noi italiani stiamo comprendendo in che direzione ci stanno portando i politici.

    Dovreste invitare più spesso il prof. Bagnai !!!!!! Fortunati i suoi studenti !!!!!

    • 12.1

      Forse diceva troppe stupidaggini per essere asoltato. Perché sai, per essere ascoltati con attenzione e in silenzio, talvolta bisogna anche essere autorevoli, e l’autorevolezza non te la dà un pezzo di carta, ma te le conferiscono le cose che dici e come le dici.

    • 12.2

      Francesco Boccia insegna economia aziendale. Lo ha detto in risposta a Bagnai, ma è stato coperto dalla voce di altri presenti in studio

  • 11

    Bagnai è stato semplicemente perfetto, zittito quel Boccia che fa parte del partito piu ipocrita d’Europa.Sarà (Boccia) d’accordo con il premio dato all’Unione Europea…

    Ai norvegesi che hanno dato il premio Nobel gli chiedo: l’avete premiata, ma perchè voi non ci entrate nell’Unione Europea? Se non volevate dare il premio ad una persona fisica perchè non l’avete dato alla Cina? Per la promozione della stabilità mondiale,visto che continua a comprare debito degli Usa e dell’Unione Europea?

    L’Unione Europea è un fallimento,è stata progettata per distruggere le identità culturali e il patrimonio dei paesi e dei popoli e quando Prodi fa l’esempio dell’Ungheria ,sbaglia di grosso perchè con Viktor Orban vogliono uscire e prendendo i due paesi piu potenti di questa unione cioè Germania e Francia, la stragrande maggioranza della gente vorrebbe uscire da questa dittatura.In un recente sondaggio fatto in Francia, il 67% degli intervistati pensa che l’UE non ha portato nulla di buono mentre il 64% è contrario al Trattato di Maastricht.
    E’ un governo di non eletti,dove il presidente non ha nessun ruolo,nessuna funzione,nessuna influenza.Le loro politiche hanno aggravato le conseguenze della crisi finanziaria e ha portato a disordini sociali che non abbiamo visto per una generazione.L’Ue oggi è il principale motivo di disunione e di crescenti tensioni tra le nazioni europee,l’organizzazione di una competizione violenta tra le nazioni,ignorando totalmente il senso della democrazia.
    Oggi le guerre sono fatte in altri modi in Europa:campagna mediatica di propaganda,disinformazione,manipolazione psicologica e sopratutto privatizzazioni, guerra tra poveri per un posto di lavoro, tagli tagli e tagli per le fasce piu deboli della popolazione.

    • 11.1

      E non ti salta in mente che se quello della UE è un governo di non eletti, è proprio perché manca l’ unione politica? Il giorno che la UE sarà unita politicamente avrà un governo eletto dai cittadini.

      Quanto a Viktor Orban se vuole uscire dall’ Europa, faccia pure, Nessuno lo trattiene. Almeno smetta però di chiedere prestiti alla UE. Invece lui un giorno sputa sull’ Europa e il giorno dopo va a Brussel, cappello in mano, a chiedere soldi. Il solito puzzone. Come Cameron. Tutti uguali questi destri.

    • 11.2

      Cosa accomuna tedeschi ed italiani? I castelli di Federico II di Svevia in Puglia, ad esempio. O il “Viaggio in Italia” di Goethe. Senza la musica  di Vivaldi Bach non sarebbe probabilmente diventato quel famoso compositore che conosciamo, e viceversa. Persino il nome guelfi deriva dal tedesco Welfen, i partigiani del papa in terra alemanna (i fans dell’ Imperatore invece erano i Waiblingen, italianizzati in ghibellini).

      Quanto ai francesi, dirò una sola cosa delle molte che ci accomunano: la lingua

    • 11.3

      Sono arciconvinto che se oggi nei 17 Paesi della UE si tenesse un referendum popolare sull’ unione politica, la stragrande maggioranza voterebbe no. Ma non sempre essere in maggioranza vuol dire avere ragione. Duemila anni fa una maggioranza assolse Barabba e condannò Gesù. E non avevano certo ragione. Il popolo è volubile, cambia spesso idea, oggi la vuole cotta e domani cruda. Compito di una classe poltica, se è illuminata, è anche indicargli la via giusta da seguire (niente ironie, please).

      Avrà modo il popolo, un domani che l’ Unione politica sarà cosa fatta, di dire la sua alle elezioni politiche: se vorrà una Ue a guida cdx o csx o magari, perché no, grillina

    • 11.4
      Thor

      Vorrei sapere che cosa accomuna un Italiano con un Tedesco o un Francese tanto da dovere fare un’unione.

      Non si è pensato che prima di fare un’unione monetaria, con le nefaste conseguenze che ha portato, si dovesse fare un’unione politica e culturale e anche dare pari opportunità a tutti i membri nei rispettivi territori?

      Almeno una parvenza di democrazia questa unione ce la doveva avere.

      Anche io purtroppo credo che, al contrario di quello che sostiene Bagnai, questa unione si farà.

    • 11.5
      Thor

      Stai sostanzialmente dicendo che l’unione Europe è un’opportunità solo per un élite di persone che parla le lingue e ha un elevato livello culturale. Credo che avere in comune un po’ di cultura (e forse anche la religione) non costituisca una ragione sufficiente per formare un’unione si stati. La domanda che ti devi porre è se il cittadino comune si possa trasferire senza problemi in ogni stato dell’unione come farebbe traferendosi da una regione all’altra d’Italia (lingua, titolo di studio, curriculm vitae, pensione ecc). Per questi motivi credo che l’ipotesi dell’unione politica Europea non si possa al momento prendere in alcuna considerazione.

    • 11.6

      Tesoro, Guelfetto mio adorato, a te per caso (ma per caso, eh?) non è mai saltato in mente che sono i popoli che devono manifestare la loro intenzione di unirsi, e non pochi oligarchi a decidere che i popoli devono unirsi? Mai sentito parlare di democrazia, questa sconosciuta? 

  • 10
    gabriellab

    Gli Stati Uniti d’Europa…

    Io inorridisco al pensiero che potremmo avere un esercito europeo da mandare nei paesi africani o o mediorientali a fare la guerra… o pardon a “esportare la democrazia” come fanno gli Stati Uniti.

    Spero che la fine dell’euro arrivi al più presto e seppellisca per sempre questi sogni assurdi

    • 10.1
      zapper

      APPLAUSI per Claudio!!!

      credo che deliri di quel tipo si possano spiegare con questo:

      http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stoccolma

      e purtroppo i contagiati sono moltissimi.

    • 10.2

      Come vorrei che fosse possibile uscire dall’ euro per sei mesi, solo per fare una prova, giusto il tempo di vedere cosa succederebbe tornando alla lira. Tempo due settimane sareste tutti qua a pregare, in ginocchio, la restituzione dell’ euro. Negando ovviamente di esser mai stati tra quelli che chiedevano di uscire dalla moneta unica.

    • 10.3
      gianniguelfi

      Claudio è da quando fu firmato il trattato di Maastricht che sapevamo che il traguardo finale era l’ unione politica dell’ Europa. Mi piacerebbe sapere come la pensavi allora, se già allora eri contrario. Penso di no. E allora cosa ti ha fatto cambiare idea, la crisi di questi anni? Ma quella non è mica colpa della moneta unica, bensi degli investitori che ci speculano sopra. E chi ci assicura che tornati alla lira ci lasceranno in pace? L’ attacco di Soros contro la lira e la sterlina nei primi anni 90, che ci costrinse a svalutare e uscire dallo Sme, dovrebbe averci insegnato qualcosa.

      Ma un conto è affondare un Paese isolato altro 17 Paesi uniti e con una moneta unica. E l’ unione politica, con la necessaria cessione di parte della sovranità di ciascun Stato, serve a renderli ancora più stabili e forti. Perché l’ unione politica porterà con sé non solo una banca centrale libera di stampare moneta e fare da compratore di ultima istanza, come la FED americana, ma un vero governo in grado di parlare con una voce sola. Certo ricorderai la famosa, e triste per noi europei, frase di Kissinger “Ma chi devo chiamare se voglio parlare con l’ Europa?” ebbene, con l’ unità politica questo non accadrà più.

      E poi perché questa paura di diventare cittadini di un Paese infinatamente più grande e forte, che ci privino della nostra cultura come sento dire a proposito degli extracomunitari? Solo chi di cultura ne ha poca o punta deve temere di esserne privato. Ma non mi sembra il caso di noi italiani.

    • 10.4

      Gianni Guelfi: pure Nostradamus adesso sei… Nostradamus e profeta di sventura: porti più sfiga tu di uno specchio rotto. Oltre a non conoscere la storia, perché mai dovresti volere così male a un popolo che vuole continuare ad autodeterminarsi? A chi la vogliamo cedere, questa sovranità? Perché limitarsi all’Europa? Cediamola a tutto il mondo. Anzi no: cediamo la sovranità terrestre a Marte. E soprattutto, lasciamolo decidere a due o tre persone, perché mai chiedere a gente come me e come te, che non capiamo niente e siamo inferiori, per razza, per natali o per istruzione?

      La sovranità non è un titolo di borsa: non si contratta come il prezzo del petrolio al mercato. Ci sono secoli di filosofia del diritto, di rivoluzioni e di sogni alle spalle. Poi un giorno si sveglia un Gianni Guelfi qualsiasi, e senza chiedere niente a nessuno dice: sapete che c’é? Lasciamo che 4 o 5 superilluminati decidano che farne, in piena autonomia, di tutto questo immenso retaggio di battaglie, lotte, diritti che i nostri padri e nonni hanno combattuto e costruito nei secoli. A noi che ci frega, tanto la parabola sul tetto ce l’abbiamo.

      Fai una cosa: tu comincia a cedere casa tua all’Europa: fai uno staterello nello Stato italiano, tipo Vaticano, politicamente e giuridicamente appartenente a Bruxelles… O a Berlino, che loro sono tanto bravi con il debito. Poi fra sei mesi torni qui a dirci come va, e se vuoi stare, stai. Io non ti trattengo. 

  • 9

    video godibilissimo. un po’ lungo, ma appoggio pienamente la scelta di averlo trasmesso integrale.

    ottimo lavoro, complimentoni! gli altri giornalisti dovrebbero prender eesempio

  • 8
    MaxP.

    Ottima puntata quella di ieri sera, una trasmissione di vera informazione e non di scontro tra diverse parti.

    Ottima anche la presentazione di Paragone che dimostra di voler far suonare anche una campana diversa da quella dei suoi colleghi presentatori omologati all’informazione dettata e imposta dall’alto dei poteri mediatici delle lobby.

    Ho notato che durante l’assemblea di MPS  il vostro era l’unico giornalista che poneva domande serie a riguardo dell’operato del consiglio di amministrazione nel decidere nell’interesse della banca direttamente a Profumo che come ormai si viene la nausea notare rispondeva con fastidio e supponenza.

    Bagnai ha dato un ottimo contributo e si vede la differenza quando parlano i politicanti e quando parla un ecnomista all’altezza.

    Mi piacerebbe assistere una volta ad una puntata con invitati insieme ci siano: Bagnai, Barnard, Galloni e dall’altra parte Boldrin, Giannino , e magari il sottosegretario Fiorito.

    Una bella lotta tra persone dello stesso mondo

  • 7
    Marys

    @gianniguelfi 

    Bagnai insegna politica economica all’università di Pescara ….ma anche se avesse insegnato economia aziendale non sarebbe cambiato molto !!!! Essere un bravo docente (e il prof. Bagnai lo è ) anche se di economia aziendale implica una conoscenza profonda dell’economia politica e della politica economica

  • 6
    gabriellab

    Volevo ringraziare Messora per il contributo che porta alla libera informazione,

    Ho avuto la fortuna di conoscere il blog di Bagnai grazie alla tua lunga intervista in rete.

    la puntata di ieri è stata molto interessante, spero di riverdelo altre volte su “l’ultima parola”

    l’unico programma per il quale vele ancora la pena di possedere un televisore

    Saluti e buon lavoro

     

  • 5
    fred472

    Ciao Claudio scusa se mi prendo la licenza di chiamarti per nome e darti del tu, ma ti leggo da un pò ed è per me come parlare ad un amico.

    Volevo ringraziarti e se puoi ringrazia anche il Sig. Paragone perchè fare informazione in questo modo , cioè fuori dal  cerchio magico , è da persone vere e oneste che mettono in discussione tutto e tutti  aprendo la conoscenza alla massa, la quale si stà svegliando da un letargo che dura da troppo tempo.

    Grazie anche al prof. Bagnai  per il suo modo di  interloquire  e per la capacità di far capire concetti tecnici anche a ruote di scorta come me.

    Grazie ancora.

  • 4
    Istevene A

    La cosa curiosa è che questa religione dell’Euro è sentita stranamente sopratutto da questi fantocci di partito che oramai parlano di cose di cui non hanno nessuna cognizione, ma avendo la faccia come il c**o sai com’è..

    Paradossalmente gli economisti seri, magari anche di sitema, come Paolo Savona sostengono tesi non lontane da quelle di Bagnai, che tra l’altro ci da una notizia: L’Italia aveva giò un piano “B” per l’uscita dall’Euro..

    http://www.youtube.com/watch?v=QrMOMOaCf_o

  • 3
    BorisPasternak

    Ringrazio anche io Claudio…che mi ha permesso di conoscere il professor Bagnai con la sua recente intervista….Il professor Bagnai oltre ad essere un ottimo economista  è una persona con una capacità espositiva ed una chiarezza disarmante per i suoi interlocutori.

    Claudio una cosa : cerca di convincere qualcuno in Rai per far spostare la trasmissione di Paragone ad un’orario decente….e non alle 2330 di Venerdi’….magari al posto di Ballaro’ che in 5 anni non ha mai invitato personaggi diversi dai soliti Di pietro, Bindi, Bersani, La russa, Lupi etcc.etcc..leggermente controllata dal partito (per dirla alla Bagnai) dell’euro.

  • 2
    NeroLucente

    Data l’omologazione dell’informazione, il lavoro di Claudio assume ancor più valore.

    La potenza di queste informazioni è tale che la facciata di cartone a cui solitamente assistiamo si sgretola con estrema facilità. Purtroppo non siamo ancora sufficentemente informatizzati o meglio connessi ad internet. La TV è e rimane il mezzo dalla diffusione maggiore e quindi gli interventi che Claudio riesce a fare sono aria pulita in un ambiente saturo di menzogne.

    Speriamo che da qui alle elezioni sempre più gente possa avvicinarsi a questo blog e approfondire i temi che la TV tende a trascurare o ad evitare.

    Gli italiani hanno poco tempo per svegliarsi e cambiare le cose. Le prossime elezioni saranno la svolta decisiva è ora di azzerare i partiti e i politici che ci governano da una vita.

     

  • 1

    Ciao Claudio, ti seguo da un po’ di tempo e premetto che, hai tutto il mio appoggio per la libera informazione che cerchi di fare e per i retroscena che cercate di scoprire.

    Stimo molto anche il Dott. Alberto Bagnai, che ho conosciuto in video tramite l’intervista che gli hai fatto.

    Stimo pure Grillo per il suo Movimento 5 stelle e per tutto quello che cerca di fare, anche se ha bisogno dell’aiuto anche teorico di tutti noi tramite la rete.

    Claudio, grazie a questo video che hai pubblicato, mi sono andato a vedere la puntata di: “L’ultima parola” del 12/10/2012 da cui hai estratto il video e sfortunatamente debbo dirvi che i motivi per cui è nata la crisi internazionale, quest’ultima non sono quelli che sono stati menzionati nella trasmissione.

    Grillo dice che: lo spreed non c’entra perché il problema sono i Francesi e i Tedeschi che vogliono recuperare i loro soldi investiti in BOT; dice questo ma si sbaglia! Questo è solo un motivo secondario, se no non si spiegherebbe perché la crisi abbia colpito anche altri Stati come l’Irlanda e il Portogallo!!

    Si sbaglia anche Bagnai, anche se lo fa in buona fede.

    Il problema dell’analisi che fa il dott. Bagnai è che, lui essendo economista, guarda il problema solo da un punto di vista economico. E’ vero tutto quello che racconta sul fatto delle monete dei vari Stati forti agganciati agli Stati deboli, però non riesce a intravedere che il contesto storico è cambiato e la storia non si ripete sempre allo stesso modo se il contesto è diverso. Il contesto gli sfugge a Bagnai per il semplice motivo che lui analizza solo le problematiche economiche e finanziarie, cosa che questa volta centrano solo in parte.

    La verità questa volta è diversa! Perché se fosse un problema solo economico, la BCE così come ha creato dal nulla migliaia di miliardi di euro; lo potrebbe rifare dando ai Paesi forti soldi con una qualsiasi scusa, tipo: scambio i BOT di qualsiasi Stato con quelli della BCE o altro…

    Non lo fanno, perché questa volta il problema non è solo prettamente economico e/o finanziario.

    Volete un esempio?

    Secondo voi gli USA hanno fatto la guerra all’Iraq, all’Afganistan, alla Libia e la vorrebbero fare alla Siria e all’Iran, per motivi economici?

    Anche gli USA se hanno bisogno stampano soldi come niente e la dimostrazione è che l’hanno già fatto.

    Solo parte del motivo vero ve l’ho sto facendo intravedere, anche se c’è molto, ma molto di più.

    Vi dico subito come andrà a finire (salvo improbabili imprevisti).

    1. Gli Stati Uniti d’Europa si faranno! Sia che il popola sia favorevole oppure no! (questo non sarebbe di per se un male);
    2. Si creeranno tanti organismi internazionali (MES, …) che non dipenderanno da nessuno Stato;
    3. Si metteranno nuove tasse internazionali (vedi carbon tax);
    4. Il tenore di vita di quasi tutta la popolazione Europea e poi mondiale scenderà velocemente e considerevolmente;
    5. Il peggio preferisco evitarvelo…

    Voi potreste dirmi che se tutto questo fosse vero (e so che a una prima lettura non ci crederete) queste persone che stanno escogitando tutto sono dei folli?!

    Invece io vi dico di no! Sono solo dei disperati!!

    Il problema è molto più grande di quanto abbiate mai immaginato!

    Saluti

    • 1.1
      Superciock

      La volonta di creare gli USE è il motivo che ha portato all’unione monetaria, ciò non toglie che l’aggancio di quelle deboli a quelle forti ha creato di fatto la crisi. Come sempre è accaduto e la storia può documentarlo. Non quella dei sette re di roma o dei sumeri che tutti ricordiamo dai tempi della scuola… Ed è una  crisi economica non di coscienza, per questo il professor Bagnai parla in termini economici e non tira in ballo filosofi e pensatori.

    • 1.2
      NeroLucente

      Nessuno dovrebbe aver paura degli Stati uniti d’Europa.

      Di per se l’idea di un unione non dovrebbe essere considerata un male, nel nostro caso il problema è la perdita di democrazia con il passaggio dei poteri da Governi regolarmente eletti a individui emanazione di società private e poteri finanziari.

      Il nodo è tutto nella cessione dei Governi del potere decisionale che è evidentemente passato in mano della finanza. Un processo che tanti economisti sembra ignorino, forse perchè si è perpetrato anche grazie alla loro visione di liberismo a qualsiasi costo.

      E allora piuttosto che ammettere il madornale errore, cercano le cause altrove. Gli errori più grandi sono stati fatti quando le cosiddette banche d’affari hanno potuto giocare sul terreno della finanza tradizionale, speculando, com’è normale che un affarista faccia, ma in un ambito che dovrebbe essere ben protetto da regole, regole che i ‘cari’ economisti ortodossi hanno pensato fossero ingombranti, un intrlcio al libero mercato. Ed ora arriva il conto, conto che i governi più forti vogliono far pagare a noi, paesi periferici.

       

       

    • 1.3
      break

      E lo vogliono fare a qualunque costo perche’ i Boccia europei devono regalare un sogno ai loro figli.

      Che importanza ha se per farlo si affamano i greci..

      Preso da un blog:

      <Che ci crediate o no, il 27 % della popolazione greca è a livelli di vera povertà (sotto la soglia di indigenza). Per cercare di venire incontro a queste persone, il Governo permette ai supermercati di vendere cibo scaduto ad un prezzo scontato del 66%.

      La Grecia dà l’ok alla vendita di cibi scaduti per provare a combattere la marea montante della povertà. Il ministero allo Sviluppo, secondo quanto riportano siti on line greci, ha approvato infatti una nuova legge che consentirà ai supermercati di lasciare sugli scaffali a prezzi super-scontati una serie di prodotti anche dopo la data entro cui devono essere “preferibilmente consumati”. Il cibo dovrà essere esposto separato da quello a prezzo pieno e il venditore risponderà del suo buon stato di conservazione. Il costo per il cliente dovrebbe secondo le stime essere pari a un terzo circa del normale. Non è consentito invece l’utilizzo di questa merce all’interno di ristoranti o negli alberghi.>

       

      Che importanza ha se in Spagna e Italia si creano miseria, povertà e disoccupazione?  Di fronte al Grande Sogno da lasciare ai figli di Boccia, ci dobbiamo sacrificare gioiosamente tutti e non rompere neanche tanto le scatole.

      Io conosco tanta gente che sogna di riuscire ad arrivare a fine mese, sogna di trovare un altro lavoro precario dopo che quello che avevano è terminato. Probabilmente non hanno tempo per sognare gli Stati Uniti d’Europa perché hanno il problema di cercare di fare almeno due pasti al giorno.

      Certo, i Fornero, i Monti e tutti gli eurocrati politicanti o meno, non avendo questi piccoli problemi, possono permettersi di sognare in grande, essendo sempre stati dei privilegiati.

      Non si fermano davanti a nulla. Monti dichiarò che la manovra era necessaria per essere piu’ credibili nei confronti della Germania. Un po’ come Mussolini quando diceva di aver bisogno di un pugno di morti per sedersi al tavolo dei vincitori.

      Che volete che sia…l’importante è il sogno delle nostre elite illuminate.

      Viva l’Euro e viva l’Europa Nobel per la Pace ( quella dei cimiteri?).

      Saluti

    • 1.4

      Caro Innovazione, veramente io lo dico da parecchio che il vero punto è che vogliono fare gli Stati Uniti d’Europa . Cerca sul blog…

    • 1.5
      gabriellab

      Scusa, ma non potresti spiegarcelo meglio, il vero motivo, invece di farcelo intravedere?

      A me piacciono i discorsi chiari e precisi.

      Per esempio non vedo la correlazione tra i 5 punti che elenchi con il motivo della crisi economica, e il tuo post mi crea molta confusione.

      soprattutto il primo punto “Gli Stati Uniti d’Europa si faranno! Sia che il popolo sia favorevole oppure no! (questo non sarebbe di per se un male)”

      ma per me il male è proprio questo: non c’è democrazia nell’Europa che si vuole costruire

  • 0
    NeroLucente

    gianniguelfi ha scritto :
    Come vorrei che fosse possibile uscire dall’ euro per sei mesi, solo per fare una prova, giusto il tempo di vedere cosa succederebbe tornando alla lira. Tempo due settimane sareste tutti qua a pregare, in ginocchio, la restituzione dell’ euro. Negando ovviamente di esser mai stati tra quelli che chiedevano di uscire dalla moneta unica.

     

    La convinzione che l’euro sia una chioccia protettiva, una salvezza fa a c**zotti con la realtà. Se non siamo capaci di vedere i fatti, allora possiamo temere pure l’invasione delle formiche assassine, dell’uomo nero e dei passeri kamikaze.

    A questo punto sono certo che l’affermazione dei proeuro sarebbe: “Senza l’euro sarebbe stato peggio.”

    Bisognerebbe capire però come i famigerati mercati avrebbero fatto a speculare contro un paese che può stampare moneta eludendo i tentativi speculativi senza tanti complimenti. E tanto per dare una riprova di quanto ho appena affermato, basta tornare indietro a qualche mese fa. Alla sola affermazione di Draghi di voler stampare moneta per aiutare gli Stati il cui spread era molto alto, lo spread è improvvisamente calato in maniera estrema. Ma mi pare più che ovvio anche per me che di economia ne so pochino.

    Ma se non si capisce questo, allora è ovvio che la paura della lira sola soletta in mezzo alle grandi monete sembra peggio di Freddy Krueger durante un pisolino. E qui si parte con l’inflazione e il costo delle materie prime e bla bla bla… …tutte scemenze a cui si aggrappano quelli che non hanno capito che una lira estremamente debole non fa piacere e che quindi ci sarebbe un equilibrio naturale dovuto al fatto che ancora siamo un paese capace di produrre e il cui fabbisogno di petrolio è solo l’1,5% del suo PIL.

     

    • 0.1

      Bisognerebbe capire però come i famigerati mercati avrebbero fatto a speculare contro un paese che può stampare moneta eludendo i tentativi speculativi senza tanti complimenti.

      Ma è quanto accadde proprio all’ Italia e alla sua liretta nei primi anni 90. L’ attacco di Soros e altri speculatori ci costrinse a svalutare la moneta di quasi il 20% e ad uscire dal serpente monetario. E se l’ inflazione non andò alle stelle fu solo perché Amato salassò il Paese con una finanziaria di ben 93mila mld. Un conto però è attaccare un Paese solo e con una moneta debole, altro 17 Paesi uniti con una Banca centrale finalmente libera di stampare moneta grazie all’ unione politica

    • 0.2
      NeroLucente

      Se ti fa piacere pensare che sia andata cosi, fai pure, ma non venire a farci la lezioncina se non hai studiato.

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/10/quelli-che-%E2%80%9Cnel-1992-tassi-schizzarono-alle-stelle-%E2%80%9D/348149/

       

       

    • 0.3

      E per favore semttiamola con la storia che anche con una lira fortemente svalutata, potremo campare grazie alle esportazioni perché è cosi che abbiam fatto per 50 anni. 50 anni fa non avevamo la concorrenza di Cina, Brasile e Corea del sud. dovevamo vedercela solo con gli USA e gli altri paesi europei. Oggi che probabilmente dovremmo dire addio persino alla produzione di acciaio e alluminio, stante i casi dell’ Alcoa e dell’ Ilva, mi dici come faremo a campare esportando solo scarpe e borsette? Tra l’ altro su questi articoli comincia a farsi sentire la concorrenza dell’ India

  • -1
    davlak

    davlak ha scritto :
    non concordo al 100% con quello che dice, ma, VIVADDIO, Alberto Bagnai è una persona ONESTA INTELLETTUALMENTE e si esprime per FARSI CAPIRE e non per vendere fumo.come al solito grande servizio offerto da ByobluMessora. un nome una garanzia.ciao!

     

    non so perchè mi è venuto il carattere così piccolo, scusate

  • -2
    enoquick

    gianniguelfi ha scritto :
    Bisognerebbe capire però come i famigerati mercati avrebbero fatto a speculare contro un paese che può stampare moneta eludendo i tentativi speculativi senza tanti complimenti. Ma è quanto accadde proprio all’ Italia e alla sua liretta nei primi anni 90. L’ attacco di Soros e altri speculatori ci costrinse a svalutare la moneta di quasi il 20% e ad uscire dal serpente monetario. E se l’ inflazione non andò alle stelle fu solo perché Amato salassò il Paese con una finanziaria di ben 93mila mld. Un conto però è attaccare un Paese solo e con una moneta debole, altro 17 Paesi uniti con una Banca centrale finalmente libera di stampare moneta grazie all’ unione politica

     

    La svalutazione 20% fu dovuta proprio perchè la lira era agganciata ad una moneta forte (il marco)

    Scangiandola da esso ritornò al semplicemente al suo reale valore

    Grazie allo scherzetto del cambio fisso abbiamo bruciato tutta la riserva di dollari che avevamo

    Il governo Amato non ha fatto quella famosa manovra di salasso per rendere piu competitiva la lira , ma solo per abbassare il debito pubblico (Amato era un fautore del pareggio di bilancio) forse in preparazione dell’ euro

     

     

     

  • -3
    Marys

    @ gianniguelfi

    Boccia non ha proprio dato l’impressione di essere un buon docente proprio perché un bravo docente deve saper argomentare le proprie ragioni (cosa che ha fatto ampiamente il prof Bagnai) e non parlare di “sogno”. Cosa insegna ai suoi studente ?? Proprio per questo dicevo che essere un bravo docente di economia aziendale significa conoscere anche l’ economia politica invece io ho avuto l’impressione che la tesi argomentata da Boccia era esclusivamente ” L’Euro e l’unione europea…… a qualunque costo !!”

    Questa comunque è la tesi di tutto il Parlamento e di Napolitano……Monti è inutile menzionarlo……lui è…l’euro e l’unione europea!!!!

  • -4
    ciao

    Finalmente in Italia, questa nuova “corrente” di gente onesta e per bene…che ha il coraggio di dire la verità!

     

    Grazie…

  • -5
    puccini

    LISTA BAGNAI

    p.s. il titolo del post con la parola “contro” me gusta poco… io direi

    “Alberto Bagnai a FAVORE  di tutti”

  • -6
    davlak

    non concordo al 100% con quello che dice, ma, VIVADDIO, Alberto Bagnai è una persona ONESTA INTELLETTUALMENTE e si esprime per FARSI CAPIRE e non per vendere fumo.

    come al solito grande servizio offerto da ByobluMessora.

    un nome una garanzia.

    ciao!

  • -7
    Innovazione

    Ciao Claudio,

    non era mia intenzione fare il saccente, ne ostentare superiorità di qualsiasi tipo.

    Semplicemente certi argomenti, di grande importanza, è opportuno introdurli un po’ alla volta per vedere come reagiscono le persone.

    Visto che qui siete vaccinati a tutto, posso dire cose che, non sono segreti di Stato, ne me li hanno comunicati di nascosto, ma semplicemente, ho fatto due conti (io come tante altre persone) e il risultato è che siamo messi male!

    Con il “siamo” non intendo dire gli Italiani, ma tutte le persone del mondo.

    Come avrai già visto dal mio sito (http://www.singolarsoft.it) mi sono occupato di problemi energetici e di Fisica nucleare.

    (Togli l’indirizzo internet se pensi che non sia corretto indicarlo).

    Il risultato è che una soluzione (ad oggi) del problema energetico NON esiste!

    Sarebbe molto lungo dilungarmi in tutte le spiegazioni, del motivo, perché qualsiasi fonte energetica a nostra disposizione (dalle rinnovabili, al petrolio, alla fissione o fusione nucleare ecc) non sono sufficienti o pronte per soddisfare le nostre esigenze energetiche e ambientali.

    Faccio solo un paio di chiarimenti.

    1)    Non sono i soldi che fanno girare il mondo, ma è l’energia! (I soldi si possono creare dal nulla, l’energia no);

    2)    Si sta avvicinando una grande crisi energetica e per questo è obbligatorio che le economie rallentino per consumare meno energia e guadagnare tempo per trovare le alternative.

    Sul secondo punto faccio degli ulteriori chiarimenti.

    Sappiamo che di fonti energetiche ce ne sono ancora per alcuni decenni e più, ma, chi conosce le problematiche energetiche, sa benissimo che gli effetti si vedranno molto ma molto tempo prima. A partire dal prezzo del petrolio che è passato dai 10$ degli anni ’90 a circa 150$ di un paio d’anni fa.

    Vi faccio una metafora:

    Se un ciclista che scende ad alta velocità da una discesa, girando una curva, vede a distanza di 100 m una frana che blocca la strada; secondo voi il ciclista aspetterà di essere arrivato all’ultimo metro prima di iniziare a frenare, oppure inizierà a frenare prima?

    Per motivi energetici (petrolio) si sono fatte guerre e altre se ne faranno. Soltanto che si sono accorti che le guerre non sono più sufficienti o adeguatamente incisive.

    Risultato finale: si cercherà di unificare quanti più stati al mondo (gli Stati Uniti d’Europa si faranno), poi dopo che ci sarà il controllo di tutte le persone (intendo dire il controllo di tutti i conti correnti bancari, cosa che c’è già); si deciderà chi dovrà usufruire delle poche risorse disponibili e chi no.

    La mia umile intenzione è quella di fare ricerca teorica e spero di trovare una soluzione. Possibilmente non la troverò, ma potrò dire ai miei figli che almeno ho provato a garantire loro un futuro di pace e benessere.

    La discussione sarebbe da approfondire, e non mancheranno eventuali altri  miei chiarimenti; ma il succo è: siamo troppi in questo mondo per le fonti energetiche che abbiamo a disposizione, quindi:

    1)      o troviamo nuove fonti che garantiscano benessere (quello che voglio fare io);

    2)      oppure 6 miliardi di persone al mondo sono in più (il mondo può soddisfare i bisogni di solo 1 miliardo di persone se non si utilizzano fonti energetiche).

    Adesso l’ho detto, tanto voi siete vaccinati e qualcosa lo sapevate già.

     

    byoblu ha scritto :
    mi fa piacere che tu sappia esattamente cosa mi sfugge. E in ogni caso, alla tua età dovresti avere imparato che scrivere messaggi del tipo “io so cose che voi non sapete ma non ve le dico perché non siete pronti” è una cosa da ragazzini delle medie. Scrivile, scrivile pure, non preoccuparti di noi. Tanto, al limite passi come paranoico complottista: stai tranquillo che non rischi di scatenare nessuna guerra civile, nessun bank run, nessuna corsa al bunker antiatomico nel giardino di casa…. Insomma, fratello, tranquillo che non ti si fila nessuno. :) Ricordati anche di documentare per bene chi te l’ha detto, se Obama nell’orecchio, o magari la Merkel e così via… 

    • -7.1
      NeroLucente

      Per dare un senso a quello che scrivi bisognerebbe avere sottomano una miriade di dati reali e non solo valutazioni fatte secondo la percezione personale o alcune informazioni.

      Il problema energetico è primario, ma la realtà è relativa all’utilizzo che oggi facciamo dell’energia. E non è del tutto vero che questo non sia un problema economico, perchè molte delle risorse oggi disponibili non sono sfruttate perchè attualmente non convenienti.Questo significa che domani con l’esaurimento dei giacimenti petroliferi si accederà ad altri giacimenti.

      Ma se ragionassimo in termini di utilizzo domestico, siamo capacissimi di coprire interamente il fabbisogno domestico con il solo fotovoltaico. Il problema sono gli impianti energivori, i’industria. Spesso si producono cose inutili, siamo circondati da oggetti ad alto impatto ambientale, ma potremmo farne a meno. La politica energetica dovrebbe avere dei tempi più rapidi, a livello nazionale bisognerebbe attuare tutte le misure che consentono di ridurre in maniera drastica tutti gli sprechi energetici. Perchè non viene fatto? Attualmente sprecare energia contribuisce al mantenimento del PIL…

      Esiste un futuro in cui potremmo tranquillamente vivere con gli agi odierni ma consumando la metà e inquinando ancora meno. E’ solo una questione di volontà politica.

  • -8
    Innovazione

    Ciao NeroLucente,
    io non faccio considerazioni in base alla percezione, ma ho un’App con 90 tabelle di dati sull’energia che la analizzano a 360 gradi.
    Il problema della convenienza economia nello sfruttare alcune risorse è (in parte) una valutazione sbagliata che ci impongono gli economisti, cioé quello di valutare tutto dal punto di vista economico.
    Adesso ti faccio vedere come, valutare le cose dal punto di vista economico porta a degli errori!
    Esempio:
    Per ipotesi abbiamo trovato negli anni ’90 un giacimento di petrolio in fondo al sottosuolo del mare; si stima che li sotto ci siano 10 milioni di barili di petrolio che al valore medio di 10$ a barile (di allora) equivalgono a 100 milioni di dollari.
    Quindi, facciamo i calcoli per sapere i costi che abbiamo (per realizzare la piattaforma sul mare per l’estrazione, i dipendenti, la distribuzione ecc) e otteniamo che i costi totali sono di 200 milioni di $.
    Allora diciamo che, malgrado ci sia del petrolio nel giacimento, non è conveniente estrarlo! (Quindi non è più la mancanza di petrolio il problema, ma la convenienza ad estrarlo; e quindi anche se di petrolio ne avessimo per 40 anni, non è detto che sia conveniente estrarlo).
    Continuiamo l’esempio: 
    Il prezzo del petrolio sale da 10$ al barile, si porta a 100$ al barile; quindi adesso il valore del petrolio presente nel giacimento è passato da 100 Milioni a 1000 milioni di $.
    Ne deduciamo che 1000 Milioni $ sarebbe il ricavo, mentre i costi erano 200 Milioni di $; adesso conviene estrarlo. E’ giusto?
    Nessuno nota dov’è l’errore?
    L’errore è che valutiamo i ricavi attuali con i costi passati supponendoli costanti.
    Qualcuno direbbe che è un errore banale, ma se il conto lo facciamo utilizzando l’energia, non abbiamo bisogno di adeguare i costi, lo sappiamo già in partenza se converrà adesso o in futuro.
    Rifacciamo l’esempio con l’energia:
    abbiamo il nostro giacimento che contiene 10 Milioni di barili di petrolio; per estrarlo dovremo consumare energia (per ottenere il metallo che assemblato, consumando altra energia, creerà la piattaforma sul mare che estrarrà il petrolio che navi che consumano petrolio lo consegnerà alle raffinerie ecc), l’energia consumata equivale a 11 Milioni di barili di petrolio.
    Adesso vi chiedo: a quale prezzo del petrolio converrà sfruttare il giacimento, se ne contiene 10 milioni di barili e noi ne dovremo consumare 11 milioni?
    Risposta banale, quel giacimento non sarà mai conveniente da sfruttare! A nessun prezzo del petrolio!!!
    Morale della favola, il petrolio c’è  e ci sarà, ma non converrà estrarlo. Si estrae solo da alcune zone dove è più conveniente. Lo stesso discorso vale per il carbone e per il gas.

    Ciao NeroLucente,

    io non faccio considerazioni in base alla percezione, ma ho un’App con 90 tabelle di dati sull’energia che la analizzano a 360 gradi.

    Il problema della convenienza economia nello sfruttare alcune risorse è (in parte) una valutazione sbagliata che ci impongono gli economisti, cioé quello di valutare tutto dal punto di vista economico.

    Adesso ti faccio vedere come, valutare le cose dal punto di vista economico porta a degli errori!

    Esempio:

    Per ipotesi abbiamo trovato negli anni ’90 un giacimento di petrolio in fondo al sottosuolo del mare; si stima che li sotto ci siano 10 milioni di barili di petrolio che al valore medio di 10$ a barile (prezzo di allora) equivalgono a 100 milioni di dollari.

    Quindi, facciamo i calcoli per sapere i costi che abbiamo (per realizzare la piattaforma sul mare per l’estrazione, i dipendenti, la distribuzione ecc) e otteniamo che i costi totali: sono di 200 milioni di $.

    Deduciamo che, malgrado ci sia del petrolio nel giacimento, non è conveniente estrarlo!

    (Quindi non è più la mancanza di petrolio il problema, ma la convenienza ad estrarlo; e quindi anche se di petrolio ne avessimo per 40 anni, non è detto che sia conveniente estrarlo).

    Continuiamo l’esempio: 

    Il prezzo del petrolio sale da 10$ al barile, si porta a 100$ al barile; quindi adesso il valore del petrolio presente nel giacimento è passato da 100 Milioni a 1000 milioni di $.

    Ne deduciamo che 1000 Milioni $ sarebbe il ricavo, mentre i costi erano 200 Milioni di $; adesso conviene estrarlo.

    E’ giusto?

    Nessuno nota dov’è l’errore?

    L’errore è che valutiamo i ricavi attuali con i costi passati, supponendoli costanti.

    Qualcuno direbbe che è un errore banale, ma non è così.

    Se il conto lo facciamo utilizzando l’energia, non abbiamo bisogno di adeguare i costi, lo sappiamo già in partenza, se converrà estrarre il petrolio adesso o in futuro.

    Rifacciamo l’esempio con l’energia:

    abbiamo il nostro giacimento che contiene 10 Milioni di barili di petrolio; per estrarlo dovremo consumare energia (per ottenere il metallo che assemblato, consumando altra energia, creerà la piattaforma sul mare che estrarrà il petrolio che navi che consumano petrolio lo consegnerà alle raffinerie ecc),

    l’energia consumata è equivale a 11 Milioni di barili di petrolio.

    Adesso vi chiedo:

    a quale prezzo del petrolio converrà sfruttare il giacimento, se ne contiene 10 milioni di barili e noi ne dovremo consumare 11 milioni?

    Risposta banale: quel giacimento non sarà mai conveniente da sfruttare!

    A nessun prezzo del petrolio!!!

    Morale della favola, il petrolio c’è  e ci sarà, ma non converrà estrarlo.

    Si estrae solo da alcune zone dove è più conveniente. Lo stesso discorso vale per il carbone e per il gas.

    Concludo dicendo che:

    potete mettere tutte le regole che volete alla finanza, potete avere moneta sovrana e svalutare quanto volete, ma se ci sarà carenza di energia, i vostri soldi dal nulla vengono e nulla valgono nei confronti dell’energia!!!

    Perché essa varrà sempre di più di tutto il denaro inventato!

    NeroLucente ha scritto :
    Per dare un senso a quello che scrivi bisognerebbe avere sottomano una miriade di dati reali e non solo valutazioni fatte secondo la percezione personale o alcune informazioni. Il problema energetico è primario, ma la realtà è relativa all’utilizzo che oggi facciamo dell’energia. E non è del tutto vero che questo non sia un problema economico, perchè molte delle risorse oggi disponibili non sono sfruttate perchè attualmente non convenienti.Questo significa che domani con l’esaurimento dei giacimenti petroliferi si accederà ad altri giacimenti. Ma se ragionassimo in termini di utilizzo domestico, siamo capacissimi di coprire interamente il fabbisogno domestico con il solo fotovoltaico. Il problema sono gli impianti energivori, i’industria. Spesso si producono cose inutili, siamo circondati da oggetti ad alto impatto ambientale, ma potremmo farne a meno. La politica energetica dovrebbe avere dei tempi più rapidi, a livello nazionale bisognerebbe attuare tutte le misure che consentono di ridurre in maniera drastica tutti gli sprechi energetici. Perchè non viene fatto? Attualmente sprecare energia contribuisce al mantenimento del PIL… Esiste un futuro in cui potremmo tranquillamente vivere con gli agi odierni ma consumando la metà e inquinando ancora meno. E’ solo una questione di volontà politica.

    • -8.1
      NeroLucente

      In parole povere: “se per estrarre 100 barili di petrolio occorono 100 barili, l’estrazione è inutile” Lo so bene.

      Ma attualmente l’economia crea delle aberrazioni, tutte dettate dalle regole del mercato e non del buonsenso. La politica dovrebbe rispondere ed intervenire tempestivamente, ragionando sul benessere reale e non su indicatori quali PIL e finanza. Le attuali regole di mercato privilegiano alucni sistemi che non sono per forza quelli più vantaggiosi, ma soltanto quelli più convenienti a breve termine.

      Abbiamo il 90% di abitazioni che spreca oltre il 50% dell’energia necessaria per tutte le funzioni domestiche. Abbiamo sovraproduzioni alimentari ottenute tramite l’utilizzo di concimi e pesticidi derivati petroliferi, che vengono mandate al macero. Abbiamo sprechi energetici enormi per la costruzione di armi, missili, bombe, aerei e carriarmati…

      Se a questo aggiungiamo che gli interessi economici spesso contrastano con l’adozione di misure capaci di contenere l’utilizzo energetico, allora è chiaro che il problema principale è politico e solo dopo tecnico.

       

  • -9

    E boccia lo abbiamo segato. Ora sarebbe carino fare un bel confronto tra Bagnai e Giannino così tagliamo qualche altra testa liberista . 
     

  • -10

    NeroLucente ha scritto :
    Abbiamo il 90% di abitazioni che spreca oltre il 50% dell’energia necessaria per tutte le funzioni domestiche. Abbiamo sovraproduzioni alimentari ottenute tramite l’utilizzo di concimi e pesticidi derivati petroliferi, che vengono mandate al macero.               

     

    Lo spreco domestico è niente se confrontato allo spreco nei trasporti.

    I motori a combustione delle nostre auto hanno un rendimento che va dal 15 al 20% (cioé l’80% è sprecato!).

    Non mi trovi d’accordo sulla produzione alimentare, in quanto produrre di più del bisogno non è equivalente ad una assicurazione.

    L’assicurazione sembra uno spreco se non succedono incidenti, ma è una manna dal cielo se succedono.

    Così produrre più generi alimentari ci permette di superare eventuali alluvioni o siccità che possono colpire alcune parti del mondo che producono generi alimentari.

    Io non dico che non si debbano cambiare le regole economico/finanziarie; non dico che i politici devono continuare a rubare e sprecare denaro pubblico;

    dico semplicemente che, se non risolviamo il problema energetico, tutto il resto sarà inutile.

    • -10.1
      Thor

      Concordo abbastanza con quello che dici ma è cosa nota e clamorosamente venuta alla ribalta con Mattei nel secondo dopoguerra che l’approvvigionamento delle risorse energetiche costituisca un’esigenza strategica per l’Italia.

      La domanda che vorrei porti è sulla base di quali evidenze stimi  che si stia avvicinando una grande crisi energetica?

  • -11
    next

    Grande Bagnai!

    A Paragone, se potessi, suggerirei di cercare il modo, magari con l’aiuto di Claudio Messora (che secondo me sta facendo cose meravigliose raccogliendo in un unico spazio il pensiero di gente, appunto, come Bagnai, Galloni ecc) di proporre una puntata senza fronzoli musicali, interventi del pubblico, comici ecc, con Bagnai da una parte, dall’altra metteteci chi vi pare – a piacere, per parlare dell'”EUROTRAPPOLA” e del “SOGNO EUROPEO”.

    Sogno, che per gli Italiani, al contrario di quanto «alcuni» si ostinano a sostenere, si sta rivelando sempre più un INCUBO!

    PS. Secondo me, venerdì sera, Bagnai ha avuto troppo poco spazio. Troppe digressioni. Mi sarebbe piaciuto moltissimo assistere ad un confronto Bagnai-Boccia. Vedere quanto durano in un «contraddittorio serio» le argomentazioni di quest’ultimo…

     

    A cosa servirebbe un referendum: restiamo nell’euro si o no?, se prima non si spiega alla gente come stanno veramente le cose?

  • -12
    fred472

    A scusa ma …sai che l’ULTIMA PAROLA ieri sera ha incrementato ancora i suoi ascolti? Ha totalizzato 1.008.000 telespettatori.  Secondo me per l’ora è un successone. Ciao Maurizio

  • -13
    gianniguelfi
  • -14
    Riccardo Cascino

    Bagnai? teoricamente “uno dei nostri”, ma sulle questioni fondamentali mi è sembrato un pò fumoso e allora sono andato a guardare cosa ne pensava il, per me, grandissimo Paolo Barnard. giudicate voi:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=51497

    • -14.1
      Emilio Simone

      Azz… che bella idea… un po’ come chiedere a Calloni se Maradona di calcio ne capisce… eh sì… proprio ‘na bella idea… :)

  • -15
    L' antimonti

    Carissimo Claudio, Alberto Bagnai e’ prima di tutto un italiano vero, onesto e competente. Un economista che vuole bene al paese. Peccato che Paragone gli abbia riservato poco spazio. Boccia e’ una persona ambigua e disonesta, ma il tempo del bene arrivera’ presto, dobbiamo essere uniti. Il presidente che odio profondamente per essere un vigliacco traditore e un Savoia boiardo ieri per mano dei valorosi Pm di palermo ha perso la corona di monarca ed e’sceso dalla carrozza. Gli rimane il ciuccio.

    Non perde occasione per ragliare comunicati offensivi che rispecchiano la sua crassa ignoranza.

    La sovranita’ e’ unica, imprescindibile ed indivisibile. Appartiene al popolo italiano. NON’ E’ UNA S.R.L CHE PREVEDE LA CESSIONE DI QUOTE!!!!

    Che IDDIO se li prenda al piu’ presto questi soci di minoranza. La morte non si augura neanche al peggior nemico, costoro pero’, sono illusionisti, mistificatori, criminali satanici, mitomani deviati, perfidi bastardi. RICORDATI CHE LA GLOBALIZZAZIONE IL MALE DEL XXI SECOLO TRA NON MOLTO FINIRA’. DOBBIAMO ESSERE PRONTI CULTURALMENTE A RACCOGLIERE IL TESTIMONE PER IL BENE DI TUTTI.

    IL TEMPO DEL VERBO E’ SCADUTO, BISOGNA AGIRE ORA!!! ADESSO

     

     

     

    I

  • -16
    Istevene A

    Di fornte all’introduzione di Fiscal Compact, Mes, piani oramai chiari di deindustrializzazione dell?italia a favore delle Economie nord Europee, di fronte al tentivo portato avanti da tutta la classe politica italiana di svuotare di potere tutte le istituzioni deomcratiche…insomma di fronte ad un MEDIOEVO in arrivo…il politico Italiano che risponde “perche io a mio figlio voglio lasciare un sogno..”

     

    Oremus..

  • -17
    first em

    Caro BB,

    l’analisi di Bagnai è perfetta nel cogliere gli elementi della crisi dell’eurozona, sotanzialmente riconducibile alla politica neo-mercantilista adottata dalla Germania sotto la copertura di una moneta unica.

    Ma la questione europea è solo una delle partite che il capitalismo odierno sta giocando al proprio interno e contro gli altri. L’uscita dall’euro non porterà a niente, se non si riscrive un salvagente di regole per il rapporto capitale-lavoro, salvagente eroso da venticinque anni di politiche neo-liberiste, e ,a monte, se non si ridisegna, circoscrivendolo radicalmente, il perimetro della finanza.

    Il capitalismo è fondato sul debito ma il debito è da tempo fuori controllo, almeno dall’epoca delle “riforme” messe in cantiere alla fine degli anni novanta del secolo scorso. Oggi è  impossibile per chicchessa esercitare un controllo sulla creazione e sulla moltiplicazione di denaro da parte delle istituzioni finanziarie. Sul mondo aleggia un’immensa nuvola di bit che ha, sempre di più, contatti risibili con l’economia reale. Il problema dei problemi è oggi la “realizzazione” di queste somme virtuali, anche nel caso di guadagni e non solo di perdite. Da qui il clima di emergenza continuo che aleggia sui mercati e la ricerca spasmodica di capri espiatori e soluzioni tampone.

    La finanza-ombra, l’hightradingfrequence, i derivati, le dark pool, i paradisi fiscali, sono la gamma di strumenti interconnessi funzionali a quello che è stato definito giustamente il finanzcapitalismo. Se non si farà una lotta ostinata e durissima contro tutto ciò, anche la sacrosanta battaglia contro un’eurozona rigidamente germanocentrica risulterè, anche nell’eventualità di successo, solo una vittoria di Pirro.

    • -17.1
      NeroLucente

      Ed è per questo che qualcuno sostiene giustamente che si tratta di un debito immorale.

      Perchè la situazione economica di molti paesi è derivata da operazioni finanziarie, dopo che si è voluto aprire alle banche d’affari la possibilità di agire indisturbate senza alcune regole fondamentali che le relegavano in un ambito ben preciso.

      L’abbattimento di queste regole si è ottenuto a colpi di parole ben note: “liberismo, competitività…”

      Ed è cosi che la finanza ha preso il controllo della politica! Ed è vergognoso ascoltare economisti che ancora sostengono questa macelleria democratica.

  • -18
    break

    Certo certo…il guru delirante Bagnai che dice che la Germania ha applicato la moderazione salariale per perseguire una politica mercantilista…

    Peccato che questa tesi di Bagnai sia stata confermata da una recente intervista di Laszlo Andor, commisario europeo per gli affari sociali.

    Intervistato da Faz.net ha raccontato ai tedeschi la dura verità.

    FAZ: E a suo parere quale dovrebbe essere il loro livello in Germania? ( parlano di salari)

     LA: Questo dovrà essere negoziato dalle parti sociali. Sarà decisivo qualcos’altro però: i salari in Germania dovranno tornare a seguire lo sviluppo della produttività. La Germania negli ultimi 10 anni ha esercitato una enorme moderazione salariale per poter diventare piu’ competitivita – e questo ha avuto conseguenze per gli altri stati EU.

     

     Anche il meno autorevole Stefano Fassina, responsabile economia del PD, ha ammesso questa cosa in un articolo del 9 ottobre dove infatti dice:

    “….perché i paesi core (la Germania è modello), oltre a importanti riforme strutturali e investimenti innovativi, percorrevano la strada mercantilista della “svalutazione interna” (i salari medi tedeschi in termini reali perdono 7 punti percentuali dal 1999 al 2008).”

    Quindi il blogger che accusa Bagnai sulla svalutazione salariale della Germania che secondo lui non ci sarebbe stata, al massimo può aspirare ad un ruolo di Gauleiter nella nuofa crande Europa guidata dalla crande Cermania.

    Non per niente il blogger si presenta come “64enne, italiano di nascita, di formazione sud-tirolese, prossimo alla cittadinanza tedesca”

     Ora tutto si spiega.Deve far parecchio male sentirsi dire la verità, vero?

    Saluti

     

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