ABBIAMO MENO DI 24 ORE

Ve lo ricordate il diritto di rettifica? Quella norma allucinante contenuta nel Ddl Intercettazioni che estendeva alla rete una serie di obblighi che avevano un senso se pensati nel 1948 per la carta stampata? Avevamo lavorato molto, io e voi, su questo blog, per scongiurarla. E ci eravamo riusciti, riuscendo a a far passare il nostro emendamento in Commissione Giustizia. Ecco l’ultimo l’annuncio che ne avevo dato. Poi il Ddl Intercettazioni si era arenato. Ma non si sono dati per vinti: il diritto di rettifica applicato al web 2.0 è stato ripresentato, grazie al caso Sallusti, ed è più feroce e inconcepibile di prima. E il Senato l’ha già approvato.

Abbiamo meno di 24 ore di tempo. E’ la vendetta dei partiti contro il web che gli ha rotto il giochino. Per spiegarvi perché, faccio anch’io copia-incolla delle parole di Guido Scorza, una nostra vecchia conoscenza, riprese anche dal blog di Alessandro Gilioli che aggiunge carinamente gli indirizzi email dei responsabili.

Ma prima vi dico una cosa. Non solo io non rimuoverò un singolo bit da questo blog, ma annuncio anche la formazione di un’associazione che tutelerà tutti i blogger, compreso me stesso, dall’avanzata di questo medioevo di barbari dell’informazione.

LA VENDETTA DEI PARTITI SULLA RETE

Dal blog di Gilioli via il blog di Scorza sul Fatto.

«Tutte le “testate giornalistiche diffuse per via telematica” – definizione tanto ambigua da abbracciare l’intero universo dell’informazione online o nessuno dei prodotti editoriali telematici – saranno obbligate a procedere alla pubblicazione delle rettifiche ricevute da chi assuma di essere stato ingiustamente offeso o che i fatti narrati sul suo conto non siano veritieri.

In caso di mancata pubblicazione della rettifica entro quarantotto ore, si incapperà in una sanzione pecuniaria elevata fino a 25 mila euro ma, prima di allora, si correrà il rischio di essere ripetutamente trascinati in Tribunale ingolfando la giustizia e facendo lievitare i costi per difendere il proprio diritto a fare libera informazione.

 

Proprio mentre la Cassazione prova a mettere un punto all’annosa questione dell’applicabilità della vecchia legge sulla stampa all’informazione online, escludendola, il Senato, la riapre stabilendo esattamente il contrario: la legge scritta per stampati e manifesti murari si applica anche ad Internet.

Ce ne sarebbe abbastanza per definire anacronistica e liberticida la disposizione appena approvata dalla Commissione Giustizia del Senato ma non basta.

La portata censorea di questa norma è nulla rispetto a quella di un’altra disposizione contenuta nello stesso provvedimento appena licenziato dal Senato: l’art. 3, infatti, stabilisce che “fermo restando il diritto di ottenere la rettifica o l’aggiornamento delle informazioni contenute nell’articolo ritenuto lesivo dei propri diritti, l’interessato può chiedere ai siti internet e ai motori di ricerca l’eliminazione dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione della presente legge”.

E’ una delle disposizioni di legge più ambigue ed insidiose contro la Rete che abbia sin qui visto la luce perché è scritta male e può significare tutto o niente.

Una previsione inutile se la si leggesse nel senso che chiunque può chiedere ciò che vuole a chi vuole, senza, tuttavia, che il destinatario della richiesta sia tenuto ad accoglierla.

Una previsione liberticida se, invece – come appare verosimile – finirà con l’essere interpretata, specie da blogger e non addetti alle cose del diritto, nel senso che, a fronte della richiesta, sussiste un obbligo di rimozione.

In questo caso, infatti, assisteremo ad una progressiva cancellazione dell’informazione libera e scomoda online, giacché, pur di sottrarsi alle conseguenze della violazione della norma o, almeno, non trovarsi trascinati in tribunale, blogger, gestori di forum di discussione, piccoli editori e motori di ricerca, finiranno con l’assecondare ogni richiesta di rimozione.

Sarebbe la fine della Rete che conosciamo e la definitiva prevaricazione della voce del più forte sul più debole.

Esattamente il contrario di ciò di cui avremmo un disperato bisogno in un Paese come il nostro che vive, da anni, il problema della mancanza di informazione libera: una norma che punisca chiunque provi a censurare, imbavagliare o mettere a tacere un blogger o chiunque faccia informazione.

 

Domani il testo approda all’assemblea di Palazzo Madama per la discussione ed il voto definitivo: ci sono meno di 24 ore per salvare quell’informazione online che, ovunque nel mondo, sta dando prova di rappresentare la più efficace alleata di ogni società democratica contro i soprusi e le angherie di ogni regime palese od occulto».

Ringraziamo quindi tutta la Commissione, in particolare il senatore Filippo Berselli (PdL: berselli_f – chiocciola – posta.senato.it oppure on.filippo.berselli – chiocciola – studioberselli.com) e la senatrice Silvia Della Monica (Pd: dellamonica_s – chiocciola – posta.senato.it).

Sono ovviamente indirizzi mail pubblici, presenti nelle pagine ufficiali sul sito del Senato.

 

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56 risposte a ABBIAMO MENO DI 24 ORE

  • 25

    grassie! :)

  • 24
    Clausius

    Dal Blog di Anonymous:   CI RISIAMO: Guardacaso anche qui troviamo i nomi dei nostri amati Mario Monti e Mario Draghi; quest’ultimo dal 2002 al 2005 è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs. Monti invece, dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del “Goldman Sachs Global Market Institute”. Cioè dall’anno in cui si stava progettando la crisi economica mondiale. Queste informazioni, purtroppo, la stampa italiana le ha ignorate. E qui c’è da dire: si, anche i media sono controllati da loro stessi, ma la rete no, la rete è libera! LA RETE E’ NOSTRA.

    Un intervento di Anonymous sarebbe utile?

    Anche perchè mandare eMail a chi non le legge mi pare inutile.

     

     

     

  • 23
    Euroleso

    Il bello è che vanno dicendo in giro che il M5S non può governare perché è composto da persone giovani ed inesperienti.

    Loro invece, se il Titanic sbagliasse rotta, sarebbero capaci di usare i rimorchiatori per spingergli l’iceberg addosso.

  • 22
    proid

    byoblu ha scritto :
    Ma ci si può spingere anche oltre, consentendo all’interessato uno spazio per la rettifica automatica, magari moderato dietro presentazione delle generalità, con un idoneo meccanismo.

     

    Hai ragione, potevano optare per questa soluzione.
    Nasce poi il problema di verificare l’identità del danneggiato che chiede di inserire la rettifica per poi rischiare di dar voce a qualcuno che fa furto di identità… ma anche per questo si può trovare una soluzione.
    Le leggi le fanno persona che non vivono in mezzo alla gente e che non sono abituati a confrontarsi con le persone qualunque (i loro elettori).
    Fanno le leggi di nascosto e le propongono senza interpellare le categorie interessate… addirittura le fanno sbirciare ai capi di stato degli altri stati prima di condividerle con il loro paese!

    Hai ragione, potevano optare per questa soluzione.
    Nasce poi il problema di verificare l’identità del danneggiato che chiede di inserire la rettifica per poi rischiare di dar voce a qualcuno che fa furto di identità… ma anche per questo si può trovare una soluzione.
    Le leggi le fanno persona che non vivono in mezzo alla gente e che non sono abituati a confrontarsi con le persone qualunque (i loro elettori).
    Fanno le leggi di nascosto e le propongono senza interpellare le categorie interessate… addirittura le fanno sbirciare ai capi di stato degli altri stati prima di condividerle con il loro paese!

  • 21
    junior-q

    ma secondo te Claudio questo tipo di interpretazione potrebbe comprendere anche blog privati ?

     

    cioe’ mi spiego meglio, se un blogger trasforma il suo spazio in una sorta di salotto privato dove per accedere bisogna essere registrati ….

     

    probabilmente decade la possiblità di catalogare lo spazio web come “pubblico” o “di massa” ..

    oppure è troppo carbonaresco …

  • 20

    Ah, dimenticavo una cosa. A proposito di libertà di informazione, che ne pensi delle affermazioni di Beppe Grillo di ieri il quale festeggiava per la chiusura imminente di 70 testate giornalistiche?

    • 20.1

      festeggiare, per quanto ti possa apparire riprovevole, è una reazione legittima. Diverso è se avesse (governando) emanato un decreto per chiudere le testate giornalistiche. Al di là delle motivazioni condivisibili o meno, è cosa del tutto diversa da quello che stiamo commentando, e invito a non confondere i due piani per non inquinare il dibattito.

    • 20.2

        Ho scritto sul blog di Grillo, che gongolare per la chiusura di 70 testate giornalistiche riduce gli spazi di una libertà d’informazione quanto mai necessaria in un momento di negazione dell’informazione. Le tante testate che ora si vorrebbero cancellare sono voci fuori dal coro e la loro chiusura favorisce la concentrazione dei grossi gruppi editoriali nelle mani di consorterie affaristiche e finanziarie che diventerebbero trasmettitori di notizie per indirizzare il Paese nella direzione che ritengono opportuna per loro. Se fossi in Grillo mi rammaricherei per la chiusura di organi d’informazione costretti a chiudere per ragioni economiche. Semmai mi mobiliterei contro questa iniqua decisione in quanto ciò che ignora Grillo è che la libertà d’informazione passa attraverso quelle testate locali che ancora oggi riescono a veicolare notizie non di regime.

  • 19
    mas
  • 18
    Euroleso

    Visto che ho ancora qualche ora per scrivere …

    Dichiarazione aperta a PD, PDL, UDC e a tutti gli altri politici schizofrenici ed incompetenti.

    60 voti di fiducia a Monti senza un emendamento; l’approvazione del Fiscal Compact; il Fondo salva Stati. 265 Miliardi di tasse all’anno così composti:

    60 miliardi il DPEF (dispositivo programmazione economica e finanziaria)

    45 miliardi il Fiscal Compact

    60 miliardi il Fondo salva Stati

    100 miliardi di interessi sul debito

    E se vi dico che siete imbecilli, e forse anche criminali vi sto diffamando?

    E’ così che si governa una nazione?

    Quello che mi fa più specie è che vorreste anche il voto!!!

    Ma andate a morire ammazzati.

  • 17
    MaxP.

    Il giorno dopo l’uscita ufficiale del ex padrone d’Italia, chissà perchè chissa percome arriva una nuova nel mondo dell’informazione…….

    Ora si vorrebbe controllare la “LIBERA ESPRESSIONE” che badate bene non vuol dire libertà di calunniare, ma libertà di poter dire tutto quello che è lecido riguardo un singolo argomento e a riguardo di chi è implicato nel bene e nel male in quella faccenda, sopratutto quello che gli altri non dicono.

    Però vista la situazione attuale, estrema incertezza nei risultati politici (e lunedi ne vedremo delle belle in Sicilia) c’è chi non vorrebbe poter dare tutta questa libertà ai vari cittadini informati di condizionare gli altri cittadini indecisi, specie ora che mancano 6 mesi alle elezioni.

    Presto molti giornali più o meno liberi chiuderanno e non perchè gli verrà imposto di chiudere, ma solo perchè i finanziamenti che prenderanno sono insufficienti per la loro sopravvivenza.

    Insomma niente Berlusconi, diminuzione delle testate giornalistiche, norme più rigide per l’informazione on-line, tutto ciò per me significa solo una cosa, cercare di conservare il maggior potere possibile da parte di chi ora, in questo momento, comanda e detiene il potere politico e teme con l’andazzo del periodo di perdere ulteriore spazio.

  • 16

    Dobbiamo essere tutti pronti ad unirci e a difendere, insieme, il diritto ad informare e ad essere informati, dando vita alle forme associative e di mutua tutela che si renderanno necessarie.

  • 15

    Mi stavo chiedendo, non si potrebbe organizzare un movimento di persone che, in caso di uscita di questa legge, si sentiranno moralmente toccate da ogni intervento fatto su carta, TV o internet dai partiti che hanno votato questa legge?

    Finche abbiamo voce, dovremo far capire a questi signori che useremo la loro stessa legge per non dare loro più alcuno spazio per vomitare le loro sciocchezze ed, al tempo stesso, troveremo una soluzione tecnica per continuare ad informare i nostri concittadini.

    Guido

     

     

     

  • 14
    gabriella

    Lanciamo una raccolta firme contro il provvediemnto con AAVAZ!!!

  • 13

    Prima li mandiamo a casa (questi partiti) è meglio è!

    La prima batosta l’avranno questa domenica in Sicilia!

    Avanti 3a Repubblica!

  • 12

    Caro Claudio,

    non capisco perché tanto clamore. L’italiano è una lingua che non si presta a molte interpretazioni. “Testate giornalistiche diffuse per via telematica” non sono i blog. Dicesi testata giornalista online, quel sito web registrato in tribunale, nel quale è previsto un direttore responsabile e un editore. I blog non sono testate giornalistiche. Quindi non c’è alcun obbligo di rettifica.
    Invece trovo la legge più che sensata per le testate giornalistiche online in quanto la legge attuale non chiarisce le procedure di rettifica sul web, rifacendosi in modo fumoso alle norme previste per il cartaceo. L’obbligo di rettifica già c’è e c’è sempre stato. La richiesta di cancellazione non è affatto un obbligo ma una richiesta a cui una testata può dire di no, e sarà valutata in sede giudiziaria. Non vedo proprio dove sta questo scandalo

    • 12.1

      Paolo, apprezzo lo scambio (e non so nulla delle manifestazioni in corso né di chi le promuova). Mi limito a citare quanto risulta dalla prima versione del testo che circola in rete (non essendo, mi pare, ancora stato ufficializzato):

       

      1. Fermo restando il diritto di ottenere la rettifica o l’aggiornamento delle informazioni contenute nell’articolo ritenuto lesivo dei propri diritti, l’interessato può chiedere ai siti internet e ai motori di ricerca l’eliminazione dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione della presente legge.
              2. L’interessato, in caso di rifiuto o di omessa cancellazione dei dati, ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo n. 70 del 2003 può chiedere al giudice di ordinare ai siti internet e ai motori di ricerca la rimozione delle immagini e dei dati ovvero inibirne l’ulteriore diffusione.
              3. In caso di morte dell’interessato, le facoltà ed i diritti di cui al comma 2 possono essere esercitati dagli eredi o dal convivente.
              4. In caso di inottemperanza all’ordine impartito ai sensi del comma 2, il giudice può applicare nei confronti dei soggetti responsabili la multa da 5.000 a 100.000 euro e disporre la rimozione del contenuto illecito o del dato personale trattato illecitamente.
              5. Nell’applicare le sanzioni di cui al comma 4 il Giudice tiene conto della gravità della violazione e del grado di lesione del diritto alla riservatezza.
              6. Se il fatto commesso da una persona esercente una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione, ferme restando le sanzioni amministrative applicabili, il fatto costituisce illecito disciplinare. Di tale violazione il giudice informa l’ordine professionale di appartenenza per i conseguenti provvedimenti disciplinari».

       

       A parte il fatto che dal primo comma si potrebbe anche intendere (e sai che la legge va ad interpretazioni, per questo deve essere scritta bene) che anche i siti internet generici sono soggetti al diritto di rettifica, ti invito a riflettere sulleconseguenze di questa legge.

       A meno che tu non voglia una blogosfera decimata, credo ti renderai conto che la differenza tra un blog e una testata è nella struttura, nella periodicità, nella redazione e nelle tutele.

       Un blogger che non ottemperi alla “richiesta” da parte di un legale, va incontro ad una causa, con aggravio di spese. La stragrande maggioranza dei blog (compreso questo che è tra i più letti) vive di aria, ovvero campa senza uno stipendio. Come credi che reagirè, questa maggioranza, di fronte alla richiesta di uno studio legale di rimozione, con la minaccia di adire per vie legali e il conseguente sicuro esborso delle spese iniziali processuali, e quello di una possibile condanna a una sanzione tra i 5mila e i 100mila euro? Ovvio: il 99% rimuoverà. Subito. E, peggio ancora, si guarderà bene dal riprendere le notizie pubblicate e commentarle. Molti si guarderanno bene anche solo dall’aprire un blog, perché un blog può restare inattivo anche per settimane. E se in quel periodo di inattività arriva una richiesta di rettifica di un legale (anche se il suo rappresentato ha torto marcio)? Metti che un blogger sia all’ospedale, o che abbia problemi di connettività, o qualsiasi altro motivo per il quale non legge la posta elettronica (e poi, con quale mezzo dovrebbe essere recapitata la comunicazione)? Tu te la sentiresti di assumerti il rischio di tenere un blog a queste condizioni?

       Il risultato è una compressione della blogosfera. Ovvero l’esatto contrario del principio ispiratore che guida sia l’Unione Europea sia gran parte del mondo cosiddetto civilizzato.

      Questo cosa significa: che allora la blogosfera deve essere immune dalle rettifiche di ogni tipo? No: innanzitutto già è possibile fare causa a chi scrive su un blog e un giudice può porre il blog stesso sottosequestro. E’ possibile utilizzando le leggi ordinarie senza bisogno di nessun incentivo per gli studi legali a farsi giustizia da sè.

      Secondariamente, si possono adottare strumenti più idonei nell’era del web 2.0. Per esempio, laddove si cita una fonte, imporre l’obbligo di link e una esplicitazione della fonte stessa, il che si traduce (una volta che la fonte dovesse essere una testata online e questa dovesse rettificare) in una rettifica automatica del post. Ma ci si può spingere anche oltre, consentendo all’interessato uno spazio per la rettifica automatica, magari moderato dietro presentazione delle generalità, con un idoneo meccanismo.

      Ma ci sono anche mille altre soluzioni che sarebbero più serie se solo chi legifera avesse coscienza del mezzo e competenza.

      Da ultimo, mi chiederei: è proprio necessario fornire un tale strumento di intimidazione aggiuntiva? Cosa fanno gli altri paesi? E’ così che ci si misura con l’informazione?

      La mia risposta è: le informazioni non si rimuovono. Mai (e del resto, in rete è impossibile, dal che si desume il grado di competenza dei legislatori). Semmai si integrano con informazioni complementari. 

       

       

    • 12.2

      Invito a riflettere sulle conseguenze del pezzo che riporto: “fermo restando il diritto di ottenere la rettifica o l’aggiornamento delle informazioni contenute nell’articolo ritenuto lesivo dei propri diritti, l’interessato può chiedere ai siti internet e ai motori di ricerca l’eliminazione dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione della presente legge

      Avete idea di che macello si genera? Esempio: una testata locale calabrese pubblica una notizia X sul signor Y, magari uno ndranghedista. Il blog Z la ripubblica, oppure la usa in un paragrafo di sue considerazioni. Y richiede la rettifica alla testata calabrese, e poi parte, avvocato alla mano, con la richesta di rimozione a Z e a tutti i blog che hanno ripubblicato sia X che Z, o che vi hanno fatto riferimento. La maggior parte dei blogger, indipendentemente dal fatto che Y sia innocente o meno, per non incorrere nella sanzione (non avendo spalle larghe) rimuovono all’istante. Tra l’altro, questo obbliga tutti, compresi i blogger, ad essere reperibili all’istante per ottemperare agli ordini dell’avvocato di Y. Ma i blogger non hanno una redazione. Magari è estate, sei al mare e un avvocato ti chiede una rettifica di un pezzo di mesi prima. Partono le cause e le sanzioni.

      Uno sfracello. E una tegola sulla testa dei siti di informazione online che si guarderebbero bene dallo stesso esistere, e poi dal pubblicare o ripubblicare o commetare notizie apparse sulle testate. 

      A qualcuno forse potrebbe sembrare un bene, ma non è così che funziona l’informazione online altrove. Questo è puro medioevo digitale. 

    • 12.3
      rg3

      Curriculum di Paolo Ribichini: lavora o ha lavorato per La Repubblica e il Sole 24 Ore.

      e ho detto tutto!

    • 12.4
      Simone Previti

      Paolo mi pare tu dica una cosa non vera, la legge afferma che la rettifica è conseguenza immediata della richiesta da parte del “diffamato”, e che conseguentemente alla richiesta dello stesso tutti le fonti d’informazione (anche i blog) che hanno riferimenti a quella notizia devono a loro volta rettificarla..

    • 12.5

      Io sono co-editore e giornalista di una testata giornalistica online. Non mi sento affatto imbavagliato e non capisco perché dovrei avere delle libertà superiori rispetto ai miei colleghi della carta stampata che già oggi hanno l’obbligo di rettifica e nessuno finora dal 1948 ha mai gridato allo scandalo

    • 12.6

      Claudio, non confondiamo il diritto di replica con la richiesta di cancellazione di articoli. In primo luogo ogni testata online già oggi deve rispettare il diritto di replica come scritto nella legge 47/48. Non importa se web, cartacea o tv. Per testata giornalistica, come scritto sulla legge 47/48 si intende qualsiasi pubblicazione registrata in tribunale. Cosa che esclude automaticamente i blog che casomai si configurerebbero come stampa clandestina (concetto oramai superato dagli usi e dalla prassi). Quindi i blog non sono interessati da questa legge. Non c’è interpretazione che possa reggere: i blog non sono giornali e già varie sentenze lo hanno appurato.

      Questo emendamento prevede 48 ore di tempo per un giornale online (quindi testata registrata) di pubblicare la rettifica. Cosa cambia rispetto a prima? Poco. Infatti, se prima questo tempo rimaneva discrezionale, cioè interpretando l’art.8 della legge 47/48 scritta quando il web non c’era. Oggi viene stabilita in 48 ore, esattamente come previsto dalla suddetta legge art. 8 comma 2 per i quotidiani cartacei. Troppo poco tempo? Ragioniamoci. Ma ovviamente qui non si sta parlando di te. Al massimo si parla di me che gestisco un piccolo giornale online. E ti dico: 48 ore non mi sembrano poche.

      Per quanto riguarda la richiesta di cancellazione, posso comprendere i tuoi dubbi. Io mi posso rifiutare di cancellare un articolo che ritengo corretto. Poi chi ha chiesto la rimozione deve, se lo desidera, querelarmi per diffazione (cosa che già oggi avviene ma non così di frequente). Perché questa possibilità prefigurata dalla legge dovrebbe incrementare il numero di cause civili? Quali strumenti in più ha chi querela rispetto ad ora? Nessuno. Ribadisco, questo emendamento mi sembra voluto solo per fare chiarezza su alcune problematiche legate alla vetustà di certe leggi

    • 12.7

      E quindi? Il fatto che scriva per Repubblica e che abbia scritto per il sito del Sole 24 Ore cosa implica? Rispondimi nel merito se sai usare una tastiera invece di preoccuparti del mio cv. Almeno io sul web ci metto la faccia e il cv. Facile nascondersi dietro l’anonimato. Rispondi nel merito invece di denigrare (in maniera alquanto maldestra) il tuo interlocutore, come i peggiori politici di questa repubblica

    • 12.8

      “Chiedere la rimozione” non significa che sussista un obbligo da parte di chi ha scritto. Significa semplicemente che una persona chiede la rimozione, io gliela concedo oppure no. Se vuole può querelarmi e sarà il giudice a stabilire chi ha ragione. Tra le altre cose l’obbligo di rettifica per le testate online già esiste. Ma non è mai stato chiaro circa le tempistiche in quanto faceva riferimento a leggi del 1948 per le pubblicazioni cartacee. Ripeto: nessun blog avrà in qualsiasi forma alcuna limitazione e non è vero che il passo da blog a testata giornalista è così breve. Perché questa legge non vuole mettere a tacere il web (in quanto, ripeto, l’obbligo di rettifica per le testate online già esiste), ma fare chiarezza sulle tempistiche. Purtroppo le manifestazioni a Roma che si stanno svolgendo oggi “contro la legge bavaglio” sono guidate da politici e personaggi che giocano a fare i rivoluzionari ma che campano al soldo dei partiti. Basterebbe spulciare nei loro cv. Siamo in campagna elettorale e a qualcuno fa comodo alzare il livello dello scontro

    • 12.9
      rg3

      Forse ti sfugge il concetto dello step by step.

      Nella fattispecie: il primo passo, oggi, si rivolge “solo” contro le testate giornalistiche online ma il prossimo, una volta aperta la strada, si concentrerà sui blog.

    • 12.10
      rg3

      Odi profanum apparitor et arceo.

    • 12.11

      ma se questo emendamento, per quanto riguarda la parte di diffida, non aggiunge niente, allora che senso ha? Una legge deve “Innovare” (è un ben preciso principio giuridico), dunque se non innova o non aggiunge nulla, è una legge inutile. 

      Detto questo, ok per la rettifica che non riguarda i blogger, ma la parte che riguarda la cancellazione riguarda tutti, da facebook ai blog ai siti di taglio e cucito, tutto ciò che è “sito web” e perfino i motori di ricerca. 

      In realtà prima si poteva richiedere la rimozione di un articolo (a me è successo, e sono attualmente in causa nonostante la pubblicazione della rettifica, perfino non dovuta in quanto il querelante è attualmente sotto processo per gli stessi fatti che io ipotizzavo, e dunque questi fatti sono stati considerati rilevanti anche da un PM), ma una legge apposita è cosa diversa: istituisce una prassi. Ora, se io pubblico qualcosa che non ti piace, tu puoi farmi mandare una lettera dal tuo avvocato. Io so che se non rimuovo rischio alla peggio 25 o 50mila euro di multa, e alla meglio in ogni caso i soldi dell’avvocato. Se non sono una testata giornalistica rimuovo, non ci sono santi. Ma questo non è un buon servizio per l’informazione. Il fatto che ci sia una legge che autorizza a richiedere la rimozione, addirittura da tutti i motori di ricerca, impone anche a loro (i motori di ricerca) la creazione e il mantenimento economico di staff dedicati, il che farà lievitare costi e attenzione ai siti indicizzati, che verrano inseriti in liste nere per evitare di dover subire condanne “a loro insaputa” e cose del genere…

      Potremmo discutere a lungo, ma non credo che dovresti valutare la cosa solo “in punta di diritto”. Io ne faccio un discorso “politico” nel vero, autentico senso del termine, ovvero di guardare ad una direzione, ad un principio, e difenderlo o cercare di costruirlo.

      E il mio principio è: libertà di informazione in rete. E una normativa per le rettifiche ralizzata aprendo un tavolo tecnico e sfruttando tutte le immense possibilità offerte dalla tacnologia e dalle infrastrutture digitali del web 2.0. Non è necessario coinvolgere avvocati, giudici, nessuno… Bastano meccanismi automatici che impongono la rettifica o la precisazione in posizione consona, con opportune procedure di validazione. La gente sa farsi un’idea da sè, comparando due versioni diverse. Insomma, gli strumenti ci sono: è proprio necessario agire con la vanga e il piccone quando abbiamo il laser?

      Perché prima di intervenire sul mondo dell’agricoltura, del lavoro etc si fanno lunghi tavoli tecnici, e quando si deve intervenire sulla rete bastano due senatori che magari non sanno neppure usare Twitter a scrivere due o tre commi?

      Davvero non so farmene una ragione. 

    • 12.12

      Caro Paolo, leggi bene questa parte: “il’interessato può chiedere ai siti internet e ai motori di ricerca l’eliminazione dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione della presente legge”. Hai una vaga idea di che macello si tiri dietro e di quante implicazioni, anche per i blog come questo, comporti?

    • 12.13
      Simone Previti

      quello che non capisco è…rispetto a queste parole: “..procedere alla pubblicazione delle rettifiche ricevute da chi assuma di essere stato ingiustamente offeso o che i fatti narrati sul suo conto non siano veritieri.” , si stabilisce in sostanza il diritto di un chiunque a ritenersi offeso (a torto o a ragione) e gli viene garantito il diritto di cancellare dal web tutto ciò risulta scomodo, non mi pare una buona norma in generale, in ogni caso è chiaro l’intento di estendere poi il tutto a qualsiasi blog scriva online, magari equiparando testate giornalistiche con pubblicazioni gestite a livello di hobby..il passo non mi pare troppo impensabile, anzi la direzione sembra tracciata.

  • 11
    gibuizza

    Sono d’accordo con la richiesta di spiegazione di cosa è un blog, un forum, un giornale online, un sito di informazione, ecc. ecc. però sono d’accordo con la necessità di dare ad una parte che si considera lesa la possibilità di esprimere il suo parere. Sono disgustato dal comportamento odierno di giornali e giornalisti che, per avvalorare le loro tesi, portano dichiarazioni e commenti di una sola parte; mi sembra scorretto e sbagliato. Arrivo al limite: se un giornale riporta le dichiarazioni di un PM che ha indagato il signor X ci devono essere anche le dichiarazioni del signor X a sua discolpa, solo così la gente potrà valutare come sono andati i fatti.

  • 10
    Shank

    Scusate la mia ignoranza; ma in poche parole che cosa si può fare per contrastare questa cosa?

  • 9
    Geronimo L'Indiano

    DANNATI BASTARDI!

  • 8
    rg3

    Bisogna tener duro fino ad Aprile perchè poi, sempre che i nostri concittadini voteranno per il movimento giusto, tutte queste schifezze verranno annullate con un colpo di spugna.

    Sono troppo ottimista? Mah, spero di essere solo realista.

  • 7
    Emilio L.
    DIALOGO IMMAGINARIO CON IL PROF. ALBERTO BAGNAI
    (A PROPOSITO DELLA MANIPOLAZIONE DELLE IDEE)

    Gentile Professore,
    ho iniziato a frequentare con interesse il suo blog per comprendere ragioni e prospettive della proposta di abbandono dall’euro, che sta alimentando tanta parte del dibattito a sinistra.
    A tale fine, ho letto con attenzione il suo paper e ne ho tratto spunto per alcune considerazioni che mi piacerebbe poter condividere con Lei e con i Lettori del blog, nell’auspicio che possano essere di stimolo per ulteriori approfondimenti e confronti di opinione.
    Ho inviato tali mie considerazioni nella mattina di domenica 23, in risposta al suo post “Liquidità o compensazione: quale Bretton Woods?”. Ma non avendo finora visto la pubblicazione, ne ho desunto che sicuramente si doveva essere verificato un problema tecnico e mi sono permesso di inviarLe la presente per riproporre nuovamente quanto sopra.
    Nel rigraziare per l’attenzione e lo spazio che vorrà riservarmi, desidero esprimerLe apprezzamento per lo sforzo di ricerca e divulgazione di nuove linee di pensiero, nonchè il mio augurio per l’esercizio equilibrato della sua responsabilità di accompagnare crescita culturale e apertura mentale dei giovani studenti che le sono affidati.
    Un cordiale saluto.

    RISPOSTA
    Guardi, nel mio blog mi sono dato la regola di non pubblicare commenti a puntate, come lei saprebbe se avesse letto le istruzioni. Trovo molto significative le sue considerazioni e le pubblicherò in un post, in tempi direttamente proporzionali all’insistenza dei suoi solleciti (cosa altresì chiarita nelle istruzioni).
    Cordialmente.

    REPLICA
    La ringrazio, non era mia intenzione forzarle la mano.
    Cordiali saluti.

    RISPOSTA
    Non si preoccupi, è che sono molto preso dal libro del quale lei ha praticamente scritto la recensione. Mi interesserà molto vedere su quali dati e competenze la appoggia, ma prima occorre che la pubblichi, è inutile che ne parliamo in privato.
    A presto.

    REPLICA
    Buonasera,
    spero stia bene.
    Ieri verso le 14.00 ho inviato un contributo sul post “Catalano alla riscossa”. In sintesi: la tesi da lei sostenuta nel post è che l’esplosione del debito pubblico negli anni Ottanta sia stata causata dalla crescita dei tassi di interesse, conseguente la svolta in senso restrittivo delle politiche monetarie a livello internazionale, piuttosto che dai disavanzi pubblici (eccesso di spesa rispetto alle entrate fiscali o viceversa).
    La mia osservazione era circa questa
    • tra 1980 e 1992 il debito pubblico italiano è esploso dal 58 al 116% del PIL (+60 p.p.);
    • nello stesso periodo il debito pubblico delle altre grandi economie industriali con cui siamo usi confrontarci (ger, fra, uk, us, jpn) è cresciuto molto meno;
    • come si spiega questa divergenza, considerato che il tasso di interesse reale sul debito pubblico italiano, sebbene in forte crescita rispetto ai valori negativi degli anni Settanta, si manteneva comunque inferiore a quello degli altri paesi?
    • Hanno forse sbagliato gli altri paesi … ?
    Salvo che non sia dipeso da un problema tecnico (nel qual caso la prego di non considerare quanto segue) riterrei che la sua decisione di non dare visibilità al mio punto di vista possa essere interpretata in uno dei modi seguenti:
    1.sta valutando la risposta più opportuna, in quanto non ne ha una immediatamente pronta;
    2.non ha intenzione di rispondere, in quanto la risposta potrebbe instillare nella sua piccola corte la sensazione che la realtà è sempre più complessa dell’interpreta zione data secondo schemi ideologici predefiniti (sia ortodossi che eterodossi).
    Se invece ritiene che la mia osservazione sia basata sull’errore e vuole evitarmi il pubblico ludibrio, beh! la ringrazio, ma ho le spalle grosse e in fondo “sbagliando si impara”.
    Per concludere, so bene che si tratta di casa sua e che lei può farci entrare chi vuole … ma non conoscendola di persona desideravo solo comprendere di che pasta è fatto veramente. Capire se lei, che dimostra così tanta passione e capacità nel denunciare il pensiero unico, i condizionamenti del potere, etc. etc. … nel suo piccolo usa poi le stesse odiose strategie per creare e difendere il piedistallo su cui si è issato.
    Un cordiale saluto.

    RISPOSTA
    Bravo.

  • 6
    proid

    byoblu ha scritto :
    ” Avete idea di che macello si genera? Esempio: una testata locale calabrese pubblica una notizia X sul signor Y, magari uno ndranghedista. Il blog Z la ripubblica, oppure la usa in un paragrafo di sue considerazioni. Y richiede la rettifica alla testata calabrese, e poi parte, avvocato alla mano, con la richesta di rimozione a Z e a tutti i blog che hanno ripubblicato sia X che Z, o che vi hanno fatto riferimento. La maggior parte dei blogger, indipendentemente dal fatto che Y sia innocente o meno, per non incorrere nella sanzione (non avendo spalle larghe) rimuovono all’istante. Tra l’altro, questo obbliga tutti, compresi i blogger, ad essere reperibili all’istante per ottemperare agli ordini dell’avvocato di Y. Ma i blogger non hanno una redazione. Magari è estate, sei al mare e un avvocato ti chiede una rettifica di un pezzo di mesi prima. Partono le cause e le sanzioni. Uno sfracello. E una tegola sulla testa dei siti di informazione online che si guarderebbero bene dallo stesso esistere, e poi dal pubblicare o ripubblicare o commetare notizie apparse sulle testate.  A qualcuno forse potrebbe sembrare un bene, ma non è così che funziona l’informazione online altrove. Questo è puro medioevo digitale. 

     

    Non vedo quale sia la differenza dal lato del danneggiato se la diffamazione arriva da un giornale o da un blog anche se quest’ultimo si rifà all’articolo del giornale.

    In ogni modo il danneggiato viene diffamato e la diffamazione viene amplificata dalla trascrizione dell’articolo nei blog.

    Quando io diffamo a voce qualcuno e l’indomani il danneggiato mi chiede di ritrattare pubblicamente non sono meno responsabile se l’indomani me ne sono andato al mare non rendendomi reperibile. E poi non mi parlare che potresti non essere reperibile quando ti vanti della tecnologia mettendoti un tablet in mano nel tuo logo :)

    Perchè un blogger dovrebbe essere meno responsabile solo perchè la diffamazione è partita da un blog invece che da un giornale o dalla bocca stessa di pinco pallino?

    Questo concetto di pretendere che internet debba stare in un contesto diverso di fronte alla legge mi sembra ingiusto e illogico. Anzi una cosa scritta in internet fa molto più danno di una scritta in un giornale perchè una frase si moltiplica esponenzialmente in facebook al contrario di un’articoletto nel giornale che lo legge solo chi lo va a comprare.

    Se vengo diffamato ho tutto il diritto di pretendere la rettifica .. e se l’articolo è stato messo in prima pagina del giornale o del blog, LA RETIFICA DEVE ESSERE FATTA SEMPRE IN PRIMA PAGINA E IN UGUALE RISALTO CON LA REPLICA SCRITTA DEL DANNEGGIATO.

    Se la legge funzionasse rapidamente (giorni invece che decenni) e fosse economicamente fruibile anche dai meno abbienti tutto questo non avrebbe senso.

    Senso ne ha se la vediamo come pezza al c**o sulla farraginosità del sistema legale italiano.

     

    • 6.1

      quello che ti sfugge è che questa legge dà strumenti in più per rimuovere informazioni scomode. Perché quello che tu chiedi, cioè il fatto di poterti rivalere su di me se io ti diffamo, è già possibile. Esiste già. Mi fai una denuncia per diffamazione aggravata con mezzi di diffusione di massa (non è il nome esatto ma il senso è quello) e sei a posto.

      L’obiettivo di una legge come questa che stanno proponendo, invece, non si vede, se non in un’ulteriore squilibrio a svantaggio dell’informazione libera, perché ricordati che non è detto che se tu mi chiedi la rimozione significa che tu hai ragione, ma con questa legge, tutti gli avvocati del mondo tempesteranno i blogger che, se pure avessero ragione, non avendo le spalle larghe rimuoveranno. L’informazione libera, in uno Stato democratico, va tutelata (art.21) o perlomeno non disincentivata.

      Vedrei meglio una legge organica, come ho scritto più sopra, che istituisca apposite procedure automatizzate che non implicano, tra l’altro, che un blogger debba stare davanti alla casella email 24 su 24.

      E per favore, esci dal luogo comune “tablet = reperibilità”, perchè non consideri due cose: 1) non tutti i blogger hanno tablet e così via. Puoi benissimo avere 18 anni o 92 e bloggare una volta al mese, o non potertelo permettere o avere un lavoro che non ti consente di essere sempre reperibile; 2) anche se lo hai, un tablet, e il tuo blog è molto letto, potresti avere il problema contrario (come lo ho io), ovvero l’essere intasato di comunicazioni e non sapere come gestirle (non potendoti permettere una segretaria, perché si fa sempre tutto pressocché gratis). Oppure puoi essere al mare, d’estate (posso?) e in una zona che non prende”.

      Quindi un po’ meno luoghi comuni aiuterebbero a capire la dimensione del problema. In ogni caso basta scegliere da che parte stare: io sto dalla parte dell’informazione libera, come hanno fatto in Islanda con la direttiva “IMMI”. Tu fai come credi. 

  • 5
    Vulka

    Per prima cosa aderire in massa alla petizione della Musu, che già da tempo ha presentato la denuncia contro gran parte del governo, per reati che vanno dall’alto tradimento all’occultamento ed altro

    http://firmiamo.it/sostenaiamo-l–avvocato-paola-musu-

    Fate partecipare più gente che si può. Loro ora tendono a nascondere anche questa verità, ma hanno fatto male i conti in quanto hanno dichiarato in tale modo, guerra alla cittadinanza! Avranno ciò che stanno cercando…

    In secondo punto, visto che già accadde con le “leggi bavaglio” informare la UE e richiedere ancora l’aiuto di Barroso che li costrinse a ripristinare il valore democratico.

    Intanto sabato 27 a Roma ci sarà l’enorme manifestazione (che sarà anche in altre piazze d’Italia) e anche là portare questa voce che ricordi e dimostri a tutti come si abbia uno stato di associati a delinquere anticostituzionali che da subito devono andarsene in quanto non hanno tenuto fede al loro mandato.

    Chiariamo una cosa: un governo che delinque NON è un governo vero, ma una pagliacciata!

  • 4
    Lalla

    http://www.youtube.com/watch?v=Z4pk0jq1IMg

     

    scusa l’o.t. ma guarda questo video

  • 3

    Ciao Claudio, ciao a tutti

    ho rilanciato il tuo articolo sul mio blog http://www.delusidalbamboo.org.

    I miei contatti fanno ridere rispetto ai tuoi ma anche noi piccoli dobbiamo fare la nostra parte.

    Mi scuso di aver tagliato ed incollato dal tuo articolo ma sono in ufficio, non posso mettermi a riscrivere e non era saggio aspettare fino a questa sera.

    In questi ultimi tempi, mi sto rendendo conto come questo genere di azioni governative siano inquadrabili in un disegno mirato a favorire i titolari di “rendite” rispetto ai creatori di “valore aggiunto”.

    Un saluto a tutti

    Guido Mastrobuono 

     

  • 2
    Vulka

    La diffamazione è una cosa, ma l’occultamento della verità da parte loro indica una precisa volontà di delinquere quindi una denuncia nei loro confrotni è cosa naturale e giusta.

    Da quanto scrivo di partecipare alla denuncia GIA’ eseguita dall’avv Paola Musu? Ora si è al “te dunque” e si lanciano appelli alla fretta?

    Andate a vedere la partita che è meglio, tanto ve ne frega niente se va su la dittatura…ma i vostri figli vi malediranno per quello che lascerete loro: nulla di nulla!

  • 1

    ok

    e che possiamo fare ?

     

  • 0

    Approfitto di qualche minuto della pausa pranzo per mettere un po’ di “carne al fuoco”.

    Invito tutti ad ipotizzare che l’attuale sistema economico sia mirato a garantire le “rendite” piuttosto che ad aumentare il “prodotto”. 

    La rendita è una fonte di guadagno apparentemente generata dal nulla mentre, se si va a scavare, si scopre che essa è sempre generata da un abuso di posizione dominante.
    La dominanza può essere generata dal possesso fisico di beni, da un potere politico/amministrativo, da un potere criminale o militare, da privilegi ingiustificati ottenuti in precedenza oppure dal possesso di una enorme quantità di denaro.
    Ne ho parlato più a fondo in questo post http://www.delusidalbamboo.org/ce-la-crisi-chi-si-arricchisce .
    Quello che volevo suggerire è che, se ho ragione, è vitale per le aristocrazie dominanti “accecare” i produttori di valor aggiunto in quanto, se la maggioranza si accorge di quanto stanno facendo non troverà nessuna ragione per non eliminarli come si elimina ogni parassita.
    Per questo motivo è una loro priorità zittire blog come Byoblu che, continuamente, smascherano quanto sta accadendo.
    Un saluto a tutti
    Guido 

    La rendita è una fonte di guadagno apparentemente generata dal nulla mentre, se si va a scavare, si scopre che essa è sempre generata da un abuso di posizione dominante.
    La dominanza può essere generata dal possesso fisico di beni, da un potere politico/amministrativo, da un potere criminale o militare, da privilegi ingiustificati ottenuti in precedenza oppure dal possesso di una enorme quantità di denaro.

    Ne ho parlato più a fondo in questo post http://www.delusidalbamboo.org/ce-la-crisi-chi-si-arricchisce .

    Quello che volevo suggerire è che, se ho ragione, è vitale per le aristocrazie dominanti “accecare” i produttori di valor aggiunto in quanto, se la maggioranza si accorge di quanto stanno facendo non troverà nessuna ragione per non eliminarli come si elimina ogni parassita.
    Per questo motivo è una loro priorità zittire blog come Byoblu che, continuamente, smascherano quanto sta accadendo.

    Un saluto a tutti

    Guido 

  • -1
    Istevene A

    Anche Wikipedia pone il problema:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Oggi_il_Senato_vota_su_diffamazione_e_diritto_all%27oblio

    Gentili lettori,

    ancora una volta l’indipendenza di Wikipedia è sotto minaccia.

    In queste ore il Senato italiano sta discutendo un disegno di legge in materia di diffamazione (DDL n. 3491) che, se approvato, potrebbe imporre a ogni sito web (ivi compresa Wikipedia) la rettifica o la cancellazione dei propri contenuti dietro semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria immagine o anche della propria privacy, e prevede la condanna penale e sanzioni pecuniarie fino a 100.000 euro in caso di mancata rimozione. Simili iniziative non sono nuove, ma stavolta la loro approvazione sembra imminente.

    Wikipedia riconosce il diritto alla tutela della reputazione di ognuno e i volontari che vi contribuiscono gratuitamente già si adoperano quotidianamente per garantirla. L’approvazione di questa norma, tuttavia, obbligherebbe ad alterare i contenuti indipendentemente dalla loro veridicità. Un simile obbligo snaturerebbe i principi fondamentali di Wikipedia, costituirebbe una limitazione inaccettabile alla sua autonomia e una pesante minaccia all’attività dei suoi 15 milioni di volontari sparsi in tutto il mondo, che sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

    Wikipedia è la più grande opera collettiva della storia del genere umano: in 12 anni è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. L’edizione in lingua italiana ha quasi un milione di voci, che ricevono 16 milioni di visite ogni giorno, ma questa norma potrebbe oscurarle per sempre.

  • -2
    Carlino

    Intanto vedetebi questo che può aiutare a schiarire le idee

     

    http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2010/contributi_editoria_2010.index.html

     

    (Grazie Claudio, per la possibilità di trasmettere notizie da altri occultate)

  • -3
    vascolabile

    la dittatura si sta allargando a macchia d’oilo….bastardi!

  • -4
    Vulka

    Scusa ma se contano balle già oggi, a favore dei partiti, cosa credi si leggerà in seguito? E dobbiamo lasciare che usino i nostri soldi per stampare balle utili solo a loro per farsi belli e darsi quel”prestigio” inesistente? Capisci che è degeneramento?
    PaoloRibichini ha scritto :
    Caro Claudio, non capisco perché tanto clamore. L’italiano è una lingua che non si presta a molte interpretazioni. “Testate giornalistiche diffuse per via telematica” non sono i blog. Dicesi testata giornalista online, quel sito web registrato in tribunale, nel quale è previsto un direttore responsabile e un editore. I blog non sono testate giornalistiche. Quindi non c’è alcun obbligo di rettifica.Invece trovo la legge più che sensata per le testate giornalistiche online in quanto la legge attuale non chiarisce le procedure di rettifica sul web, rifacendosi in modo fumoso alle norme previste per il cartaceo. L’obbligo di rettifica già c’è e c’è sempre stato. La richiesta di cancellazione non è affatto un obbligo ma una richiesta a cui una testata può dire di no, e sarà valutata in sede giudiziaria. Non vedo proprio dove sta questo scandalo

  • -5
    roberto p.
    roberto p.

    Diceva Howard Zinn :

    “E’ giusto disobbedire a leggi ingiuste, ed è giusto disobbedire alle sentenze che puniscono la violazione di quelle leggi.”

    Una legge viene rispettata se la si ritiene giusta, ma questa non è una legge, E’ UNA RAPPRESAGLIA.

    Oltretutto, emessa (se mai lo sarà) da un parlamento ripieno di condannati, inquisiti ed indagati.

    Basta riporre speranze in un Presidente della Repubblica “firmaiolo”.

    Disobbedienza civile a tutte le leggi palesemente ingiuste.

  • -6
    Mr. Age

    Dateci penne oppure i terroristi metteranno in mano alla mia generazione le armi”.

    Così parlava la giovane pakistana Malala Yousufzai.

    La storia ci insegna che limitare la conoscenza e l’informazione porta in unica direzione!

  • -7
    servi della Bce

    Ma uno che scrive su Repubblica la faccia non ce la può più mettere: L’ha già persa. Illuminate di europeità ogni giorno il giornale mi raccomando, raggirate i lettori mentre vengono portati al mattatoio. E pensare che quelli di Repubblica sbraitavano contro l autoritarismo di berlusconi…da non credere ! Ora tacciono sul piccolo particolare che il Parlamento e il Senato italiani sono svuotati dei loro poteri e che gente che sta all estero ci detta le manovre finanziarie. Traditori !!!

  • -8
    Tiziano Campani

    Ma l”articolo 21 della costituzione, non prevede forse la libertà di opinione,espressione,pensiero e stampa?

    • -8.1
      Neopunzia

      Come direbbe Cetto Laqualunque:   Seee  la costituzione . . . CIAO  CIAO Costituzione . . 

  • -9
    Neopunzia

    Un paio di mail io le ho mandate anche se conteranno meno di zero . .  

  • -10

    La Limitazione è enorme, la stessa legge è stata fatta in Germania ad inizio anno, i motori di ricerca non possono più attingere alle notizie se non pagandole, a questo punto la notizia non viene data, quindi la selezione verrà fatta dai motori di ricerca, come succede già oggi per i giochi d’azzardo. Quindi il problema reale è che non si vuole avere una rettifica in caso di errore o notizia falsa, ma si vuole ottenere il controllo sule notizie da dare in pasto al popolo di internet, facendogli credere che è libero e informato, proprio come già succede oggi sui social network come Facebook ed IO ne sono la prova vivente, censurato da mesi, solo perchè ho un movimento Politico che Argomenta e Divulga VERITA’ sull’EURO e UNIONE EUROPEA da anni. Quindi addio all’ultimo baluardo di libertà, hanno vinto loro e il Popolo ancora li giustifica. Ma presto vi accorgerete del Disastro combinato da questi signori in Parlamento TUTTI. Ma sarà Tardi.

  • -11
    Clausius

    byoblu ha scritto :
    quello che ti sfugge è che questa legge dà strumenti in più per rimuovere informazioni scomode. Perché quello che tu chiedi, cioè il fatto di poterti rivalere su di me se io ti diffamo, è già possibile. Esiste già. Mi fai una denuncia per diffamazione aggravata con mezzi di diffusione di massa (non è il nome esatto ma il senso è quello) e sei a posto.L’obiettivo di una legge come questa che stanno proponendo, invece, non si vede, se non in un’ulteriore squilibrio a svantaggio dell’informazione libera, perché ricordati che non è detto che se tu mi chiedi la rimozione significa che tu hai ragione, ma con questa legge, tutti gli avvocati del mondo tempesteranno i blogger che, se pure avessero ragione, non avendo le spalle larghe rimuoveranno. L’informazione libera, in uno Stato democratico, va tutelata (art.21) o perlomeno non disincentivata

    Direi che questo è il nodo principale che poi porta a tutte le conseguenze che hai descritto.

    E’ la strategia di togliere un pezzetto di libertà alla volta a sfavore dell’informazione libera.

    Quanti casi Boffo son passati sulla stampa italiana senza che accadesse nulla ? A migliaia!! E li la volontà di calunniere era palese.

    Mettere le briglie alla rete (perchè è chiaro che poi verranno presi di mira i siti più frequentati o l’origine dei passaparola che viaggiano sui social network).

    In breve trattasi di censura preventiva. Poi c’è chi fa finta di non capire.

    Ma siamo certi che poi riusciranno nell’intento? La rete non si fa imbrigliare tanto facilmente ed è possibile,se questa legge passasse,un ritorno all’anonimato peggiorando la situazione.E al posto dei volantini anarchici o carbonari ci saranno comunque luoghi di informazione accessibili e non controllabili.

    Solo dei folli possono concepire cose del genere,folli,ignoranti e in malafede.

    Tu hai tutto il nostro sostegno come tutti coloro che collaborano a questo blog.

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STATI UNITI D EUROPA Ecco chi sono gli europeisti de coccio, che ancora adesso, ancora e sempre, nonostante tutto, e anche a queste condizioni attuali, continuano a volere a tutti costi gli Stati Uniti d'Europa. Le prossime elezioni politiche si giocheranno su questa battaglia esiziale. Mi piacerebbe...GUARDA

Il Generale Pappalardo contro tutti, anche in Tv.

pappalardo Dalla Vostra Parte Rete4 Il Generale Pappalardo contro tutti a "Dalla Vostra Parte", di Maurizio Belpietro, andato in onda stasera su Rete4....GUARDA

Rimozione forzata. La libera rete chiude!

Rimozione forzata - la libera rete chiude - Play ORE 19. Live su Salvo 5.0, con Claudio Messora, Antonio Rinaldi, Tommaso Minniti e Salvo Mandarà....GUARDA

Becchi: è l’era delle piccole patrie. Me ne batto il ca@@o di quanti hanno votato al referendum catalano.

Becchi Referendum Catalogna Matrix Becchi a Matrix perde le staffe sul referendum in Catalogna. "Al di sopra di ogni Costituzione ci sono due diritti fondamentali. Il diritto di resistenza e il diritto di secedere. Non sappiamo come andrà a finire, ma la responsabilità di una guerra civile...GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>