Un Suicidio di portata gigantesca

Molti vengono a L’Ultima Parola e credono di trovarsi nei soliti talk show dove il Partito Unico dell’Euro compie le sue scorribande incontrollate. Poi si rendono conto che la musica è diversa, che piroettano nell’aere compiendo pericolose acrobazie senza rete, che c’è un pubblico inspiegabilmente libero di dire tutto quello che gli passa per la testa, e iniziano ad attendere spasmodicamente la fine della puntata. Io lo so. Li sento agitarsi, fremere, guardare l’orologio a pochi centimetri da me, quando le telecamere non li inquadrano.

 

Li capisco. E’ difficile andare in televisione a sostenere che abbandonando l’euro si avrebbe una svalutazione del 50%, e che pagheremmo l’energia a livelli esorbitanti, quando davanti non hai i soliti economisti compiacenti ma un Alberto Bagnai o un Bruno Amoroso che ti citano studi puntuali che destituiscono di ogni fondamenta le tue affermazioni. E’ difficile sostenere che Beppe Grillo vuole uscire dall’euro quando hai di fianco qualcuno che ti spiega che stai dicendo sciocchezze, perché Grillo ha detto che su questioni così importanti vuole un referendum, e lo vuole perché un referendum, finalmente, sarebbe l’unico modo per costringere i media a parlarne, e dunque i cittadini ad essere informati. E’ difficile giustificare la posizione oltranzista sull’euro usando come chiavistello il fatto che la Grecia, in fondo, ha deciso di non tornare alla Dracma – e ci sarà un motivo, no!? -, quando hai davanti un conduttore non allineato che ti ricorda che la Grecia è un paese che non decide più niente fin dai tempi del referendum negato dall’Europa a Papandreou. Dopo un po’ inizi ad accusare la trasmissione di faziosità. Inizi a vedere complotti dappertutto. Ma come: non erano gli altri i complottisti? O forse, a parti invertite, quando non giochiamo in casa, piuttosto che affrontare l’evidenza degli argomenti e dei contenuti diventiamo esattamente come accusiamo gli altri di essere?

Noi non stiamo lottando per uscire dall’euro. Siamo ad una fase ancora precedente. Stiamo lottando per avere un dibattito che negli altri paesi è ordinaria amministrazione, ma che nel paese dei servi, dei lacché e delle masse che ubbidiscono dormienti al primo dittatore sorridente è una chimera, una utopia lontana. Stiamo lottando perché almeno se ne parli. Poi, si decida pure quello che si vuole, a patto che si decida, nel senso più autentico del termine, un’azione che ha come presupposto essere informati.

 

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59 risposte a Un Suicidio di portata gigantesca

  • 1
    sofiaastori

    Ma quanto scrivi bene. Complimenti. Ancora.

  • 0

    Ho guardato il programma curioso di vedere i risultati del sondaggio?

    A quando il post?

     

    Saluti

    Marco

  • -1
    Paolo - Livorno

    Grande Claudio, grazie ancora per il tuo preziosissimo contributo.

  • -2
    gabaeli

    Credo come tanti che sarebbe opportuno dare più spazio all’informazione sulle cause della crisi, sulle responsabilità dei politici, sulle conseguenze derivanti dalla perdità di sovranità e via di seguito: cioè a quelle informazioni censurate dalle TV dei Floris, dei Lerner, dei Santoro “et similia” . Dovrebbe essere una trasmissione alternativa, nuova, senza momenti di stanca causati dai troppi interventi del pubblico, senza satira (ne abbiamo fin troppa) e dando più spazio alle voci alternative al potere che ci sta dissanguando! Un grazie a Paragone e a Messora, gabaeli

  • -3
    louisio

    Ti ha citato Il Giornale in un suo articolo http://www.ilgiornale.it/news/grillo-casaleggio-klout-852324.html

    • -3.1
      R.Grassi

      E’ un articolo orribile e hanno una concezione delle persone che mi fa schifo. Io sono un lettore: leggo il blog di Claudio, ogni tanto quello di Grillo e spessissimo quello di Bagnai. Quest’ultimo non è tenero con i Grillini (che lui, ironicamente, chiama ortotteri) e anch’io ho delle riserve sul movimento. Riserve giustificate non dal fatto che casalaggio è la Spectre, ma da una mia analisi politica e tecnica. A questi qua non va giù che una persona normale come me, possa raccogliere informazioni, valutarle, e caso mai decide di votare (o di non votare, come probabilmente farò).

      Aveva ragione Luttazzi: hanno un’idea spaventosa degli Italiani. C’è un solo modo per batterli: dobbiamo STUDIARE, non basta informarsi.

      Mi fanno schifo, sono esattamente come li descrive Bill Hicks in un suo meraviglioso spettacolo

      http://www.youtube.com/watch?v=uZub-7ulikc

    • -3.2

      Sì, e sai dove prendono la notizia? Adesso lo dico in un post.

  • -4
    Rodolfo P.

    A quando una serata sul Signoraggio????

    • -4.1
      lukeskywalker

      Pensa anche ad altre cose.

      A questo fenomeno http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=900:shadow-banking&catid=14:macroeconomia&Itemid=175

      E ad altri tipi di “ricchezze” come i derivati. In realtà non è che “non ci sia abbastanza per ripagare”, ma “non fanno riferimenti a valori reali, ma a debiti”.

      Leggiti anche questo http://vonmises.it/2012/07/12/ripudiare-il-debito-pubblico/

    • -4.2
      lukeskywalker

      Ho letto il tuo link e, da inesperto in materia, ho qualche dubbio che vorrei sottoporti visto che mi sembri più preparato di me.

      Sappi che anche io avevo i tuoi stessi dubbi, e vedevo in tante cose come la moneta statale la soluzione a molti problemi dell’economia.

      Come fa uno stato a restituire la moneta emessa + gli interessi, dal momento che gli interessi di fatto non vengono emessi dalla Banca Centrale pubblica o privata che sia?

      Calcola che quando una Banca Centrale stampa, quello che fa è comprare obbligazioni emesse dallo Stato (quindi i debiti che vuole farsi) e stampare moneta in base a quante ne sono state acquistate. Esempio: voglio costruire la TAV, 7 miliardi. Bene (cioè, male), emetto titoli di stato per 7 miliardi e la banca me li “compra” prestandomi i soldi che stampa. Per i privati, stampa in base alla domanda delle banche commerciali, che a loro volta li prestano ad altre banche finché arrivano alle persone comuni che hanno chiesto prestiti. Tra un passaggio da una banca all’altra, intervengono i cosiddetti moltiplicatori numerici (principio della riserva frazionaria) che aumentano l’offerta di moneta iniziale anche più di 50 volte. Pertanto, da un ipotetico stampaggio della BCE di 1000 euro, si può arrivare anche a creare tramite meccanismi dei prestiti 50000 euro. 

      Ho semplificato molto durante la spiegazione.

      Gli interessi son pagati con le tasse dei cittadini, o con il guadagno netto dovuto al buon investimento che si è fatto con quei soldi, da paesi stranieri ecc. . Ma calcola che ad esempio in europa i redditi da signoraggio son restituiti alle banche centrali dei paesi aderenti, che a loro volta li riutilizzano per comprare obbligazioni di stato. E’ come se fosse un pagamento di IVA: la paghi, poi ti viene restituita. Le altre banche sovrane gli interessi li restituiscono direttamente agli Stati.

      Esistono stati che non hanno debito pubblico?

      No, ma ve ne sono molti che si avvicinano allo 0%, dai paradisi fiscali i cui servizi sono privati, alle dittature africane che di servizi non ne hanno, a paesi che hanno trovato un equilibrio fra spesa pubblica e introiti fiscali.

      Visto che la moneta non ha più un valore intriseco, che svantaggio ci sarebbe se la stampassero direttamente gli stati, evitando quindi di indebitarsi?

      Non ha un valore intrinseco fisico come era l’oro in passato, ma lo ha virtuale, ovvero il debito dello Stato. Se la stampassero direttamente gli Stati, il meccanismo sarebbe lo stesso (così stampava la Banca d’Italia). Il “non indebitarsi” non esiste, perché costruire/pagare qualcuno/comprare qualcosa costa, no?

      Ti ringrazio ancora e spero che tu mi possa aiutare a capire meglio.

      Non sono un economista e da persona della strada sto cercando di districarmi tra le varie teorie che si trovano in rete.

      Figurati. Ti ripeto, anche io avevo gli stessi dubbi. Calcola che le teorie economiche rispondono a pensieri economici differenti. Le analisi che ti ho detto ora sono la “situazione attuale”, ma le soluzioni per risolverle non sono facili da individuare e dipendono molto dalla scuola di pensiero economica.

      Gli economisti mainstream attuali sono per la maggior parte “neoclassici”, ma moltissimi sono piuttosto degli “eclettici” che prendono un po’ da varie scuole, ma comunque simili a quelle neoclassiche. Comunque puoi vedere quante ce ne sono (e l’articolo non è completo) qui http://en.wikipedia.org/wiki/Schools_of_economics

      Io molte risposte le ho avute con la Scuola Austriaca. Guardati un articolo recente http://vonmises.it/2012/10/29/creazione-di-moneta-e-responsabilita/

    • -4.3
      lukeskywalker

      Non è così semplice il discorso monetario.

      Anche perché, con l’esempio che fai, non consideri il denaro già circolante al momento della stampa, né tantomeno la quantità digitale e quella fisica, né il fatto che ci siano più banche, i tassi d’interesse cambiano, le stampe di moneta pure e le transazioni finanziarie idem…

      Spero quei siti ti aiutino a renderti un po’ più chiaro il meccanismo complicato (troppo) della moneta attuale.

    • -4.4
      Mr. Age

      Ti ringrazio per la risposta.

      Ho letto il tuo link e, da inesperto in materia, ho qualche dubbio che vorrei sottoporti visto che mi sembri più preparato di me.

      Come fa uno stato a restituire la moneta emessa + gli interessi, dal momento che gli interessi di fatto non vengono emessi dalla Banca Centrale pubblica o privata che sia?

      Esistono stati che non hanno debito pubblico?

      Visto che la moneta non ha più un valore intriseco, che svantaggio ci sarebbe se la stampassero direttamente gli stati, evitando quindi di indebitarsi?

      Ti ringrazio ancora e spero che tu mi possa aiutare a capire meglio.

      Non sono un economista e da persona della strada sto cercando di districarmi tra le varie teorie che si trovano in rete.

    • -4.5
      lukeskywalker

      No aspetta, fermo.

      La Banca Centrale, quando stampa moneta per il Governo, non chiede interessi sulla moneta, ma incasserà gli interessi sulle obbligazioni, che poi redistribuirà.

      Stampa con interesse e riserva frazionaria ai privati (quindi il primo passo è la Banca Commerciale, per poi continuare in tutto il sistema). Pertanto, i soli del circuito privato, tramite tassazione, pagheranno gli interessi delle obbligazioni alla Banca Centrale.

      Quindi prendi il caso europeo: la BCE trattiene l’8%, il 92% lo redistribuisce alle bance centrali delgi stati in base alla quota di adesione, che a loro volta lo ridanno ai governi.

      I soldi che trattiene la BCE verranno reinvestiti in altre obbligazioni o finanziamenti europei (ma per tutte valgono anche i costi operativi che non sono pochi). Ma, tutto è ripagato con i soldi della tassazione (tanto i soldi son stampati con i moltiplicatori, pertanto ce ne saranno sempre).

    • -4.6
      Mr. Age

      Ti ringrazio infinitamente per le risposte e per i link che mi studierò con attenzione.

      Da una prima lettura mi sembri confermare che l’attuale sistema monetario truffa gli stati e i privati prestandogli una moneta di cui non è p 

      roprietario e chiedendogli interessi che non potranno essere mai pagati.

       

      Appena avro letto con più attenzione approfitterò nuovamente della tua pazienza per chiederti altre delucidazioni.

       

       

    • -4.7
      Mr. Age

      Probabilmente devo studiare ancora perché non riesco a capire chi emette i soldi per pagare gli interessi sul debito (pubblico o privato che sia).

       

      Se immaginiamo un sistema chiuso (come in realtà è il mondo) in cui chi emette moneta è sempre il sistema bancario che crea denaro (stampa + riserva frazionaria etc..= 50000€) a debito (capitale + interessi= 50000+10%) come viene generato il denaro per pagare gli interessi sul debito pubblico e privato (5000€)? Matematicamente non torna (probabilmente manca qualcosa), perché questo sistema funzioni ci deve essere qualcuno che crea questo denaro mancante senza chiedere interessi.

       Mi spiego meglio:

      Il sistema bancario farà credito di 50000€ al 10% di interessi al sistema mondo (Stati + privati) che si indebiterà per 50000€+10%=55000€, a questo punto la somma dei crediti e dei debiti darà risultato =0 (come dicevi te).

      Ma il denaro (circolante + virtuale) continuerà ad essere =50000€

      Per i restanti 5000€ non ci sarà denaro sufficiente.

      Nell’attuale sistema l’unico che ha il potere di generare questo denaro è il sistema bancario che però lo può emettere soltanto a debito (chiedendo altri interessi) e innescando il circolo vizioso di cui parlavi.

      Le tasse possono spostare i debiti dagli stati ai privati ma ne gli stati ne i privati possono creare il denaro mancante.

       

      Cos’è che manca a questa equazione perché possa tornare?

      Le tasse non generano nuovo denaro.

      Il sistema bancario non lo può generare perché dovrebbe chiedere altri interessi.

       

      Il problema è che non trovo in rete una spiegazione che sia logicamente e matematicamente corretta.

       

      AIUTO!!

    • -4.8
      Mr. Age

      Inanzi tutto desidero ringraziarti perchè grazie alle tue obbiezioni sto approfondendo  e mi sto chiarendo le idee sul funzionamento della creazione e della emissione della moneta.

      Mi sto convinciendo che effettivamente il problema del signoraggio, inteso come differenza tra valore reale e costi di stampa, è un problema marginale.

      Il vero problema infatti non sta nella creazione della moneta ma piuttosto nella sua emissione che avviene sempre effettuata dal sistema bancario-finanziario a mezzo di prestiti, obbligazioni etc. (quindi sempre attraverso il capitale emesso + interessi).

      Il denaro già circolante, il denaro fisico o virtuale, indipendentemente da come è stato creato (stampa reale o virtuale moltiplicatori etc.),  eè stato comunque emesso da una banca (banca centrale, banca commerciale etc.) che lo ha prestato con un tasso di interessse.

      Di fatto tutto il capitale monetario del mondo, reale o virtuale che sia, è sempre inferiore alla somma di tutti i debiti pubblici o privati verso il sistema bancario che ha emesso il capitale ma non gli interessi. 

      Di fatto stiamo continuamente rifinanziando il debito iniziale ma non potremmo mai ripagarlo neanche con tutta la moneta del mondo.

      Questo conferma il fatto che praticamente non esistono paesi senza debito.

      Sto studiando i dati scaricati in excell dalla banca mondiale e dal fondo monetario che mi sembrano confermare quello che sto dicendo.

      I debiti di tutti i paesi che usano questo sitema di emissione stanno crescendo in modo esponenziale.

    • -4.9
      lukeskywalker

      No, è diverso, attenzione.

      E’ una moneta non sostenibile che dà grandi vantaggi nel breve termine, ma nel lungo termine si rivela fatale. “Soldi facili e prestiti facili = più cattivi investimenti e soldi persi futuri”, che in futuro diventerà “meno soldi e meno prestiti = meno investimenti e ricchezze future”. Anche qui è semplificato, non voglio confonderti le idee.

      Calcola che il motto dell’economia attuale è riconducibile ad una frase di Keynes “Nel lungo periodo saremo tutti morti”, che riassume i principi attuali di stimolo nel breve termine, tanto poi nel futuro si vedrà, senza pensare alle generazioni a venire; il consumismo, considerando i risparmi cattivi per l’economia, senza pensare che essi sono un investimento nel futuro; l’investimento senza sé e senza ma, vedendo il fattore positivo anche nella ricostruzione post-guerra, senza pensare che si utilizzano risorse per qualcosa che c’era già, che quindi son costate due volte.

       

    • -4.10
      lukeskywalker

      Ah, chiarisco: quando dico “stampa con interesse ai privati”, non dico che vengono applicati interessi sulla moneta, ma semplicemente gli interessi da prestito effettuati dalle Banche.

    • -4.11
      lukeskywalker

      Aggiungo, la visione in senso Austriaco della moneta è questo http://vonmises.it/2012/03/30/973/ pertanto senza banche centrali nazionali o sovra-nazionali e senza monete-debito.

       

    • -4.12
      Mr. Age

      Forse non mi sono spiegato bene.

      Quello che volevo dire è che se tutte le monete circolanti e virtuali sono emesse da banche centrali, banche commerciali etc. sottoforma di prestito con interessi chi è che emette la moneta per coprire gli interessi?

      A tale riguardo ti allego alcuni link che mi hanno appena inviato che probabilmente già conoscerai.

      http://www.lastampa.it/2012/11/04/blogs/underblog/cancellare-il-debito-si-puo-secondo-due-economisti-del-fmi-zYElS6h9gWsP4SnupB7ogM/pagina.html

      http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/9623863/IMFs-epic-plan-to-conjure-away-debt-and-dethrone-bankers.html

      http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12202.pdf

      Non sono riuscito ancora a leggerlo nel dettaglio perchè non conosco così bene l’inglese ma mi sembra uno studio molto interessante!

    • -4.13
      lukeskywalker

      Hai detto che la BCE stampa 1000 euro in cambio di obbligazioni del valore di 1000 euro + interessi, che attraverso il meccanismo (discutibile) dellla riserva frazionaria vengono moltiplicati fino a diventare 50000 e al loro volta vengono prestati ai privati sempre con interessi.

      Così sembrerebbe che oltre a moltiplicare la moneta si moltiplichino anche gli interessi, rendendo impossibile pagare il debiti degli Stati e dei privati.

      Qualche altro chiarimento qui lo trovi

      http://vonmises.it/2012/08/07/john-tamny-e-il-problema-con-la-riserva-frazionaria/

      Comunque, nel settore privato dell’economia reale la somma totale dei debiti+quella dei crediti è = 0 (compensazione). I debiti vengono ripagati con i soldi del settore privato tramite tassazione. E soprattutto, il signoraggio E’, in chiave di moneta debito, un guadagno per lo Stato che può spendere sempre di più. Wikipedia spiega abbastanza bene seppur in maniera complicata. 

      Per quello il signoraggio è un “falso problema” ed è solo una delle peculiarità di un sistema monetario instabile ed iniquo.

      Riguardo al link precedente non intendevo dire che sia possibile annullare il debito ma piuttosto mi sembrava interessante che due economisti dell’FMI parlino di certi argomenti. 

      Neanche poi così tanto, anzi fa destare qualche preoccupazione sulle loro idee economiche. Un po’ come quando l’ex presidente della Federal Reserve affermava “non preoccupatevi del debito degli USA, tanto possiamo stampare tutta la moneta che vogliamo”.

    • -4.14
      Mr. Age

      Concordo pienamente!

      Noto con rammarico che sia in trasmissione sia nelle varie discussioni si gira sempre intorno all’argomento ma non si affronta mai approfonditamente.

      Sembra che si tratti di un tabu!

      Mi piacerebbe veramente capire se e come il signoraggio inciderebbe sull’economia dei paesi e invito Messora ad aiutarci a chiarire questi dubbi.

       

       

    • -4.15
      lukeskywalker

      Potete trovare qualche chiarimento qui

      http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=374:il-falso-problema-del-signoraggio&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=177

      Non se ne parla per tanti motivi, ma soprattutto perché le teorie economiche affrontate e sposate dagli economisti presi in considerazione su Byoblu sono ortodossi, cioè mainstream.

    • -4.16
      lukeskywalker

      E’ un circolo vizioso come ti ho spiegato prima. La moneta emessa è utilizzata per acquistare debito che a sua volta è la garanzia di pagamento della stessa. Col fatto che intervengono i moltiplicatori nei prestiti, le somme iniziali aumentano e quindi gli interessi si pagano con quelli. E’ una caratteristica delle monete debito, che costantemente aumentano.

      Cancellare il debito non è un discorso possibile, ogni tanto escono con ste idee non si sa per quale ragione (principalmente è dovuto alla moda della mmt). Sappi che l’inglese è fondamentale per venire a conoscenza bene di ste cose.

      Vedi qui http://www.zerohedge.com/news/2012-10-18/guest-post-should-central-banks-cancel-government-debt

      L’unico modo per cancellare i debiti è non farli e ripagarli.

       

    • -4.17
      Mr. Age

      Hai detto:

      Ma, tutto è ripagato con i soldi della tassazione (tanto i soldi son stampati con i moltiplicatori, pertanto ce ne saranno sempre).

      In pratica stai dicendo che per creare i famosi 5000€ dell’esempio precendente basterà che le banche commerciali li creino attraverso i moltiplicatori.

      é vero ma tutte le volte che i soldi moltiplicati da una banca escono dalla stessa sono caricati di nuovi “interessi da prestito verso” i privati.

      Applicando per esempio un tasso del 10% alla fine del periodo l’indebitamento salirà ancora di 500€ portando il debito da 5000€ a 5500€

      Quindi i debiti complessivi del sistema Mondo (capitale +interessi) sono sempre maggiori del denaro circolante (Capitale) e per ripagare gli interessi il mondo deve farsi finanziare dalle banche che non regalano il denaro ma lo fanno pagare con interessi di cui non esiste ancora un controvalore monetario e che a sua volta dovra essere rifinanziato all’ infinito creando il famoso circolo vizioso.

       

    • -4.18
      Mr. Age

      Scusa se ti assillo ma sono un pò duro!

      Riparto da capo.

      Hai detto che la BCE stampa 1000 euro in cambio di obbligazioni del valore di 1000 euro + interessi, che attraverso il meccanismo (discutibile) dellla riserva frazionaria vengono moltiplicati fino a diventare 50000 e al loro volta vengono prestati ai privati sempre con interessi.

      Così sembrerebbe che oltre a moltiplicare la moneta si moltiplichino anche gli interessi, rendendo impossibile pagare il debiti degli Stati e dei privati.

      evidentemente mi manca qualche passaggio!

       

      Riguardo al link precedente non intendevo dire che sia possibile annullare il debito ma piuttosto mi sembrava interessante che due economisti dell’FMI parlino di certi argomenti. 

  • -5
    Paolo 2.0

    Ieri sera mi sono preso un antiemetico e ho deciso di seguire ben due trasmissioni televisive (le due in cui c’era Bagnai), una su Telenova e subito dopo l’Ultima Parola. Copione identico: parte la consueta, prevedibile gragnuola di c**zate di politicanti allineati e coperti (uno vale l’altro), controargomento e analisi sull’euro e i suoi disastri, strabuzzamento di occhi dei politicanti, starnazzamenti scandalizzati, vaneggiamenti catastrofisti e panico, raffica di luoghi comuni e frasi fatte. Dall’altra parte, cifre e studi scientifici. Non c’è partita, ma nella bolgia le armate collaborazioniste, con sommo sprezzo del ridicolo, continuano imperterrite la loro caciara scomposta. Dite a Bagnai che non c’è bisogno che si scomodi, con questa gente basta anche uno come me.

  • -6
    sweetwater

    Sinceramente? Senza stare a rimestare una vecchia minestra, ero prevenuto, nei confronti di Paragone, invece, durante la prima ora, sembrava la BBC, con le feroci incursioni, degli inviati, nella politica e nell’economia. Altro che Gabanelli! Poi, aperte le tende, sull’Euro, è apparsa la solita muffa. Tabacci (che non credevo così, intellettualmente, disonesto!), Albertini (vabbé, di che parliamo?), il pubblico, che hanno spadroneggiato ed interrotto a piacimento, a favore dell’Euro. Il “povero” Bagnai, invece, l’unica volta che ha potuto esprimersi contro il pensiero unico, è stato segato da Paragone. Poi, fine della trasmissione, ed ennesimo risultato positivo per gli squadroni dell’Euro. Sarà sempre come se il Casalecchio giochi in nove contro il Barcellona, avendo l’arbitro contro. Ogni maledetto giornalista, esclusi i presenti, possiede una serie di inconfessabili motivi, per non parlar male dell’Euro, in testa, quelli RAI che non potrebbero continuare a far studiare i figli alla Bocconi, se non in Svizzera (a spese nostre)! Quasi ogni maledetto economista aspira a diventare un fattorino dei poteri forti. Persino un gran bel giornale come Il Fatto Quotidiano, al quale, la bonanima di Padoa Schioppa raccomandò di far bene sull’economia, è un sushi sull’argomento. Su Napolitano, ha l’universo contro, ma, “gallina beccami!”, se ricordo un solo dubbio da parte di una qualche loro star di punta, sull’argomento Euro. Perché? Perché nessuno ti rivolgerebbe più la parola, così, niente più articoli, e addio giornale!                                                                   

  • -7
    Lalla

    ieri sera ho visto la trasmissione in diretta, si vedeva chiaramente che avevano paura perchè nessuno gli dava la sponda per i discorsi fatti.

    Per innciso poi l’Argentina il suo debito l’ha ripagato con18 mesi di anticipo, per le info Sergio di Cori Modigliani

  • -8
    Grigio

    Ringrazio Angelo Trischitta per l’impegno profuso nel suo post.

    Quand’è che si comincia a studiare seriamente il modo  per acquisirci internamente il nostro debito pubblico, anche in maniera forzosa?

    Forse in molti hanno convenienza a mantenere  il ricatto dello spread.

    Infine un immmenso ringraziamento a Claudio per il coraggio dimostrato nel gestire questo utilissimo blog

  • -9
    Morpheus68

    Ho iniziato a seguire la trasmissione dopo aver intuito proprio ció che sostieni. Mi sembra di di poter riconoscere una certa libertá, un’opportunitá che fino ad oggi in TV non l’avevo ancora vista.

    Claudio, ti stimo per per ció che stai facendo e per come lo stai proponendo. Non avevo trovato persone capaci di esporre il pensiero, o meglio, di dare quest’interpretazione degli argomenti e degli intenti di Grillo. La vedo esattamente come te e probabilmente ho l’arroganza di supporre che mi avvicino alla comprensione di quello che Grillo propone.

    Purtroppo, partendo dal presupposto sopra descritto, mi rendo conto che questi interventi di politici o economisti ammuffiti, sono obsoleti e incapaci di comprendere la loro obsolescenza, se lo avessero capito non direbbero delle cialtronerie a questo livello.

    Anche se sono un pó allergico, ritengo una risorsa inestimabile il Prof. Stefano Zamagni, dove le sue lezioni e spiegazioni storico culturali, mi soddisfano molto, inoltre é uno fuori dal coro con il coraggio di impartire lezioni non indifferenti. Vedi la conferenza che linko, in cui critica fortemente i professori della Cattolica di Milano in cui come degli idioti si bevono tutti gli stafalcioni di …..

    http://www.youtube.com/watch?v=1LX3LaDqEfE

     

    A proposito Claudio, mi spiace che le tue CORAGGIOSE OSPITI, che stimo e sostengo, possano esprimere solo per cosí poco tempo le loro argomentazioni, ma comprendo che le tematiche e le argomentazioni sono esplosive e che quindi debbono essere maneggiate da artificieri, purtroppo a mio avviso sono la realtá e che il pubblico deve comprendere e per poterlo fare non é in grado di farlo tutto in un boccone, ma credo che questo sia in perfetta linea con gli intenti anche di Grillo con la medesima consapevolezza.

    Concludo con, una stretta di mano e una pacca sulla spalla con lo sguardo di chi esprime senza parole, CONTO SU DI TE E TU CONTA SU DI ME!

  • -10
    Safonte

    Buonpomeriggio,

    se non sbaglio, ieri sera, a proposito di Euro, non si è parlato del piano B. Questo probabilmente l’avete già visto: http://www.youtube.com/watch?v=QrMOMOaCf_o

    Sarà possibile avere qualche ulteriore approfondimento?

  • -11
    Ronnie

    Ma scusate tutti! italiani, greci, spagnoli, cingalesi, burundiani……….. e tutti quelli che vogliono capirla:

    Entrata euro in Europa 2002-2012 = DISASTRO!!!

    BCE e a abolizione della sovranità monetaria (in poche parole le Banche Centrali degli Stati non possono più stampare moneta), in nome dell’Europa unita = DISASTRO!!!!

    Paghiamo una tangente all’Europa (diciamo così) per l’obbrobrio del signoraggio (che esiste, non è una balla), di 90 MILIARDI di euro all’anno che finiscono nelle banche della grande “Europa unita” = Disastro del Disastro

    e stiamo ancora a parlare, discutere di cosa bisogna fare? Stiamo ancora a discutere di comunismo e fascismo, di Mussolini e Stalin, di pinco e pallino, di cristianesimo contro islam etc

    mah!? Quello che è successo e continua ad accadere è sotto gli occhi di tutti ormai. I popoli lo hanno capito. Quindi….

    • -11.1
      lalla

      http://ariachetira.blogspot.it/2012/10/perche-la-storia-e-stata-accuratamente.html

       

      Marinella Andrizzi Sinibaldi

      Prima motivazione: perché la storia è da sempre un libro scritto dai vincitori. E questa non è certo una novità. Basta vedere le panzane riportate ancora oggi circa l’unità d’Italia e il cosiddetto “risorgimento” e i suoi eroi da farsa. Più criminali che eroi.
      Non certo da ultimo, per non far comprendere al mondo che i concetti economici liberisti (che non sono certo una novità degli ultimi secoli), sono fallimentari nel modo più categorico.
      Non che il comunismo non sia egualmente fallimentare, poiché coniato come opposto al capitalismo e, soprattutto, costruito su realtà eccessivamente inglesi….

      Una realtà storica, quella inglese, incentrata, con particolare riguardo agli ultimi tre secoli, sullo sviluppo sistematico dello sfruttamento delle masse, sul parassitismo sociale, la predazione economica e finanziaria.  Sviluppo elitario, sostenuto da una politica già ampiamente corrotta e di parte, esportato in tutte le salse e per ogni dove, con la denominazione di Liberismo, come se, anziché un crimine, fosse un pregio con chiaro riferimento alla “libertà”. Dove, l’unica libertà davvero concessa, è quella di morire di fame da sottomessi e non certo da uomini liberi.
      Per carità, accusando gli inglesi, non intendo sottrarre l’Italia alle sue responsabilità, poiché tutto quello che è stato attuato dai vari banchieri inglesi, compreso il concetto truffa dell’inestinguibile debito pubblico al posto della sovranità monetaria, compreso anche il liberismo economico, altro non sono se non la medesima melma di cui era fatto l’Impero Romano, in cui Giulio Cesare, ucciso per ordine dei cambiavalute (i banchieri dell’epoca) fu la prima vittima in assoluto del debito pubblico………

  • -12
    capitan fracassa

    Vi ricordate quando c’era Ciampi e il nano era l’unico che aveva dei dubbi sull’euro, e tutti a dargli addosso? by

  • -13
    m1

    claudio ho cominciato a seguirti un anno fa,circa all’epoca in cui berlusconi veniva deposto e nei tuoi post parlavi di trilaterale e gruppi di potere e ti consideravo un po’ complottista (purtroppo per noi mi sa che avevi ragione..). ma finalmente la stampa italiana mi ha aperto gli occhi! io non t seguo da un anno perchè dai un servizio di informazione seria e libera ma perchè chissà con quali mezzi hai corrotto e pilotato la mia visione della realtà! certo che non perdono mai l’occasione buona per starsene zitti e fare bella figura… va bè più fanno così e più profonda è la tomba che si scavano da soli! grazie per il lavoro che svolgi!

  • -14
    lukeskywalker

    Certo che nel dibattito di ieri Bagnai la spocchia l’ha avuta costantemente, per non parlare dei commenti poco gradevoli nei confronti di Albertini su Twitter (che Keynes l’ha letto veramente, a differenza di chi lo critica).

    Visto che siamo in tema di euro, e si è parlato in trasmissione anche degli interessi risparmiati grazie ad esso, consiglio la lettura di quest’articolo ai sostenitori senza se e senza ma di Bagnai e Borghi.

    http://oraliberale.wordpress.com/2012/11/03/quanto-abbiamo-risparmiato-in-interessi-con-leuro/

    • -14.1
      lukeskywalker

      Verissimo l’efficienza è un problema ma dalla definizione di efficienza ” L’azienda è efficiente quando utilizza in maniera economica le risorse a propria disposizione” fissate le risorse a disposizione si massimizza il livello del servizio. Addirittura le risorse a disposizione sono inferiori 11.000 €/Abit Ita a quelle dei paesi considerati modello per livelli di spesa ed efficienza 12.000 €/Abit Ge  15.400 €/Abit  Fr. Quindi pensare ad una ulteriore riduzione non appare logico a meno che non si vogliano, pur raggiungendo la stessa efficienza tedesca o francese, servizi pubblici meno dignitosi di quelli francesi o tedeschi.

      Il concetto di efficienza in condizione di monopolio e in condizione di concorrenza sono differenti, sono regole standard dell’economia. Inoltre i dati non rendono totalmente l’idea. 

      Inoltre, il debito pubblico per persona sia in Francia che in Germania sono inferiori, e in % al PIL incredibilmente di meno, e poteri d’acquisto differenti. Avere una spesa per i servizi analoga alla loro non sarebbe proporzionale allo stato dell’economia reale italiano.

      Riorganizzare il servizio pubblico nella direzione dell’efficienza è sensato ma a meno di diventare ancora più efficienti di francia e germania avremo comunque livelli di servizio inferiori ai loro visto il nostro inferiore livello di spesa.

      Infatti la privatizzazione di alcuni settori alla volta è la soluzione. Finché lo Stato mantiene monopolio sui servizi, è sensato affermare che con l’abbassamento della spesa cali il servizio. Non quando lo Stato è fuori dai giochi o agisce in concorrenza con altre aziende. Non che siano per forza così efficienti Francia e Germania, i tassi di corruzione federale esempio di quest’ultima sono persino superiori in alcuni Lander delle regioni più virtuose italiane (Lombardia e Veneto).

      Hai ragione ma come affermavo in precedenza la crescita di quella parte di spesa pubblica che attiene agli interessi pagati sul nostro debito è stata ed è l’anomalia. In particolare il tasso medio con cui remuneriamo il debito che è ed è quasi sempre stato superiore a quello tedesco o francese. Ecco perchè i governi di ogni colore compensavano l’aumento di spesa per interessi con sempre più tasse che riducendo la competitività dei prodotti italiani generavano meno IRPEG e così ancora negli anni successivi fino a toccare il fondo appena gli attacchi speculativi si sono materializzati.

      Sì, ma la spesa sugli interessi del debito è alta e lo è stata a causa della non proporzionalità della spesa pubblica con il PIL. Non per altro è strettamente correlato alla solvibilità. Un andamento del genere è per forza di cose, ma logicamente direi, interpretato in maniera negativa da parte dei mercati finanziari che non sono disposti a investire sul debito, è tutt’altro che anomalo. D’accordo sul fatto che l’abbia fatto scriteriatamente ogni governo.

      Quando affermo “Più vendite” mi riferisco ad un riequilibrio di rispetto ai paesi di riferimento come Francia e Germania e altri paesi forti dalle quali compriamo troppo e alle quali vendiamo poco.

      Quando capirà l’Italia di dover puntare più sui servizi, in particolare il turismo, e su agroalimentare sarà un bene. La globalizzazione serve proprio a questo, ognuno può permettersi in base a contesti economici e sociali diversi specializzazioni differenti. Inoltre ci va maggiore considerazione sempre più federale e territoriale dell’economia, che permettano di avere una visione molto più specifica sulla realtà italiana.

      Capisco, le tue osservazioni in esempio ma non prendertela, credo che in questo blog si stia tentando di spiegare qualcosa di cui si è con sincerità convinti portando a testimonianza ogni conoscenza che si ha a disposizione. Con la stessa sincerità intellettuale tocca anche a noi addurre tutte le argomentazioni obiettive che siamo in grado di esprimere per un sincero confronto con le persone che desiderano fare altrettanto. Con chi usa la “spocchia” :-) come la definivi tu, sarà libero di non condividere ma sarà comunque stato utile ascoltarlo.

      Che vi sia buona fede e sincerità da parte di Claudio non lo metto in dubbio. Un po’ meno sugli economisti che segue, e quelli con cui questi ultimi dibattono direttamente. Perché a me viene un po’ da ridere quando si propongono soluzioni senza sé e senza ma, mascherandosi dietro le proprie presunte grandi esperienze lavorative, senza conoscere più di un pensiero economico.

      Approfondire per esempio i temi che ti elencavo nel primo post per lo scenario “uscita Euro” sarebbe stato interessante ma capisco chi sententendosi orientato verso quella soluzione prova disagio a cercare quelle risposte. Non importa, si è sollevato dei dubbi e la rete è una grande piazza che ascolta forse qualcuno proverà a ragionarci e a pensare a delle risposte. Pe quanto riguarda i commenti irriguardosi purtroppo la rete non è immune ma dopo aver spiegato con onestà il proprio punto vista credo sia sufficiente lasciare all’altro la riflessione …qualunque essa sia.

      Guarda, riguardo l’Euro io non ho un’idea in merito e non è facile. Ma è talmente un discorso complesso che, per il discorso di prima, mi fa ridere vedere quegli economisti schierarsi senza problemi a favore di una soluzione piuttosto che un’altra.

      Esempio, avrai intuito forse anche da altri post che sono “vicino” alla Scuola Austriaca, e all’interno della stessa vi è un dibattito riguardo il futuro dell’Euro, trovi qualcosa qui http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=825:contro-leuro&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=177

      A differenza dell’autore son più vicino alle idee di De Soto (trovi molto su google). Prova a cercare “scuola austriaca” sul blog di Bagnai. Qualche poveretto gli ha chiesto pareri ed in poco tempo è passato da un “non conosco il pensiero, sono un ortodosso (?!? e quindi?) scusa” a “levati dai c*****ni dici c**zate”. E trovo assurdo che a personaggi del genere venga data credibilità.

      Visto che il livello di risorse assegnate dalla spesa pubblica per abitante è inferiore a quella dei paesi modello se qualche settore assorbisse più risorse di quante ne necessita saranno presenti altri settori che ne avranno bisogno per poter erogare un servizio dignitoso.

      afafsfsa

      Forse non ho compreso, ma io non parlo di nuova moneta

      L’hai fatto implicitamente. Istituti di credito e casse di risparmio hanno problemi di liquidità e non riescono a piazzare sul mercato tutti i collaterali, in particolare immobili (situazione Spagnola in particolare). Inoltre le ricapitalizzazioni effettuate con gli LTRO e le altre operazioni della BCE hanno spinto le banche a comprare obbligazioni in quanto più “convenienti” rispetto gli investimenti ai privati. Aggiungiamo che il troppo credito passato nell’economia reale ha spinto le stesse banche a “ritirarlo”, quindi nel caso di nuovi prestiti c’è bisogno anche di nuovo denaro, motivo per cui si torna alla questione della liquidità che è già eccessiva, è stata pompata a forza dalla BCE ma allo stesso tempo va contenuta.

      Trattandosi di detrazioni che favoriscono tutte le aziende dello stesso settore non si viola la concorrenza.

      Avvantaggi anche chi fa utilizzi “tradizionali” di elargizione dei servizi, senza che possa usufruire di detrazioni simili chi ad esempio lavora su web ed esternalizza all’estero alcune funzioni.

      E appunto, le aziende più piccole che non possono investire molto in ristrutturazioni energetiche saranno ancora più svantaggiate rispetto alle grandi. E’ più semplice ed equo abbassare le tasse ugualmente a tutti, senza incentivi.

    • -14.2
      Angelo Trischitta

      “…

      Inoltre, non dimentichiamoci che acquistare debito significa aver legittimato la spesa pubblica,..”


      La spesa pubblica è necessario ridurla comunque visti gli sprechi di consulenze, acquisti di beni e servizi che se acquistati da cittadini o imprese private costano meno che non se acquistati dallo Stato(Regione, Provincia,Comune, Enti pubblici in genere),… ma ogni anno dei titoli detenuti da investitori internazionali sono in scadenza ed è la loro minaccia di non riacquistarli

                       http://www.youtube.com/watch?v=15T8gydDrBY

      che fa salire il tasso d’interesse al 5/6% rendendo necessaria altra tassazione o peggio; ecco perchè le famiglie devono diventare prestatori di ultima istanza per chiudere questa vulnerabilità.


      “…

      I bond in possesso ai cittadini sono pagati una miseria (dall’1% al 1,5%, alcuni anni e quelli più brevi pagati anche meno dell’1%). Cittadini che chinano il capo di fronte ai pianificatori dell’economia vogliamo chiamarli sovrani, o con il loro vero nome di sudditi?”


      Non saremo sudditi ma solo investitori perchè acquisteremo al tasso del 3%. Aumentare la quota di titoli di stato detenuta dai residenti invitando le famiglie a comprare riduce drasticamente la vulnerabilità agli attacchi finanziari del debito.

      A testimonianza che la strategia di ridurre il debito estero risanerebbe la debolezza finanziaria desidero citarti lo studio dei Prof. Manasse e Roubini.

       http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2005/wp0542.pdf

      Esso indica nell’eccesso di debito estero(maggiore di 49,7% del PIL )

      http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_external_debt

      il fattore essenziale di crisi finanziaria dei debiti sovrani; esattamente la situazione che purtroppo è possibile osservare in tutti i debiti pubblici degli stati in crisi.

      Nell’articolo dei Prof. Alesina e Giavazzi pubblicato sul quotidiano Corriere della Sera intitolato “Il paracadute di Francoforte” è scritto:

      “…I nostri spread sono tanto elevati perché gli investitori internazionali che acquistano titoli pubblici italiani sono preoccupati. Pensano che il nostro modello sociale non sia più sostenibile perché richiede una pressione fiscale che è diventata incompatibile con la crescita. Se questo è il dubbio, qualche acquisto da parte della Bce non basta a risolverlo. Una via d’uscita vi sarebbe: riacquistare tutto il debito. In teoria l’Italia potrebbe farlo perché ha ricchezza privata in abbondanza,..

      Una stima del recupero di risorse finanziarie che potenzialmente sarebbe possibile ottenere non è difficile, basti partire dal dato che in Italia il 40% del debito è detenuto da non residenti con il tasso di interesse di circa il 5% in Giappone invece con il 5% del possesso dei titoli detenuto da giapponesi il tasso di interesse è del 1%.

      E’ ragionevole quindi pensare che se aumentare il possesso del 35% ci farebbe raggiungere un rendimento titoli circa del 1%, basterebbe un aumento di possesso del 17,5%, per abbassare di 2 punti il tasso di interesse passando così dal 5% a tassi del 3%.

      Possedendo l’Italia un risparmio privato bancario/postale considerevolmente superiore al 17,5% di 2000 Mld di Euro, cioè 350 Mld, sarebbe interessante in tempo di crisi proporre ai cittadini un investimento che renda il 3% con l’ulteriore vantaggio che lo stato non sarà più costretto dagli attacchi speculativi a prendere misure impositive d’emergenza su cittadini e imprese come successo a partire da 2009.

      Il risparmio di spesa pubblica per interessi arriverebbe fino a 2 punti in meno su 5 ( 2/5 =  40% ) per tutte le nuove sottoscrizioni semplicemente proponendo agli italiani non ulteriori tassazioni ma investimenti.

      Si ottiene anche che

      1.      le famiglie ricevono un interesse molto più alto su somme che in alternativa sarebbero tenute tendenzialmente in conti correnti bancari o postali a tassi di interesse molto inferiori(< 1%)

      2.      le famiglie, essendo più propense a detenere il titolo fino alla sua naturale scadenza, ridurranno permanentemente il volume delle vendite quindi il tasso di interesse(spread) e di conseguenza si avrà un considerevole risparmio di spesa pubblica.

      3.      gli interessi sui titoli di stato saranno utilizzati tendenzialmente nello stesso territorio e insieme all’imposta sui redditi da capitale aumenteranno il PIL.

      4.      La semplice campagna di sensibilizzazione per l’acquisto dei titoli pubblici avrebbe una influenza positiva sullo spread perché testimonierebbe ai mercati che una volontà nazionale a reagire agli attacchi finanziari internazionali è ben presente.

       

      “… Inoltre, esistono esplosioni ed implosioni: le prime son quelle considerate dai mercati maggiormente in quanto colpiscono globalmente, le seconde (quella che accadrebbe al Giappone) son considerate proporzionalmente al debito in mano a stranieri, ma ciò non significa che non si tratti di un’esplosione…”

      Credo che l’esempio Giappone sia virtuoso per le scelte finanziarie riadattate alla specificità europea come spiegavo sopra; le scelte economico monetarie svalutative come tu bene affermavi possiedono il limite di non essere curative della causa ma solo rimedi temporanei che penalizzano le aziende che non esportano a vantaggio di quelle esportatrici.

      “…Tornando al discorso Italiano, hai sottolineato la parte fondamentale: la tassazione, a cui aggiungerei la burocratizzazione, e non per altro la Borsa di Milano è passata dal 9° al 20° posto per capitalizzazione.”

      Si la ridotta capitalizzazione è il sintomo della malattia. Alta tassazione protratta negli anni genera poca liquidità disponibile per investimenti quindi ridotta attrattiva per investitori esteri quindi ridotta capitalizzazione per ogni azienda quotata in borsa. 

      La gran parte delle risorse recuperate dalla riduzione di spesa pubblica e dalla riduzione dello spread è necessario innanzitutto investirle in riduzione di tassazione per rendere competitive le imprese italiane e rilanciare i consumi. Con lo spread ridotto dalle famiglie italiane lo stock del debito sarà meno pericoloso e l’aumento di pil conseguente all’aumento di fatturato delle imprese farà il resto per poter raggiungere il famoso 60% del PIL.


      “…Uno dei tanti segnali che dimostra come, a differenza di quello che vogliono farci credere riguardo gli attacchi “dall’esterno”, il problema sia interno”


      Purtroppo l’attacco realmente arriva dall’esterno

      http://www.youtube.com/watch?v=15T8gydDrBY


      ma dici bene tu usufruisce di una debolezza economica strutturale Italiana. 

      Scusami per la lunghezza del post ma erano necessari dei dati per chiarire.

    • -14.3
      Angelo Trischitta

      Credo che il vero problema sia proprio lo spiegare in modo semplice.

      I vantaggi avuti con l’ingresso nell’euro zona quali sono stati?

      Affermare “interessi risparmiati” non rende l’idea. Soprattutto non chiarisce al cittadino quali sono state le sue opportunità concrete forse sarebbe meglio dire che meno interessi pagati significa meno tasse pagate.

      Allo stesso modo non si dettaglia quali svantaggi ha ricevuto e riceve ancora un paese le cui imprese sui loro profitti pagano il 68,7% di tasse, la più alta d’Europa, con 24,4 punti in più di tassazione rispetto alla media europea e cambi valutari fissati senza possibilità di svalutazione.

      Osservo un grafico http://it.wikipedia.org/wiki/File:Italian_current_account_balance.jpg da dove si evince che

      1. dal 1980 al 1986 nonostante l’Italia fosse soggetta a cambi fissi (era nello SME dal 1979) il saldo delle partite correnti da negativo ne riceveva un impulso diventando positivo.
      2. Successivamente l’Italia esce dallo SME e a partire da quando vi rientra 1996 ritornando ai cambi fissi il saldo delle partite correnti inizia a scendere senza ad oggi mai più fermarsi

      La pressione fiscale media nei 6 anni successivi al primo ingresso dell’Italia a cambi fissi era del 34% (37% per la Germania) quella relativa ai 6 anni successivi al secondo ingresso era di 42%(36% per la germania) continuando poi ad aumentare fino ad oggi. 

      Risulta quindi evidente che l’opportunità di espandersi in nuovi mercati far crescere export occupazione e salari che i cambi valutari fissi hanno offerto soffrono del problema che solo per quelle aziende che ricevono più bassa pressione fiscale sono un vantaggio.

      Infatti esse posso proporre prodotti a prezzi concorrenziali viceversa come accaduto in italia saranno le aziende straniere a vendere diventando terra di conquista aumento della disoccupazione bassi salari bassa crescita di PIL Deficit.

      Se a questo si aggiunge la crisi finanziaria del debito a causa degli attacchi speculativi che ha causato un aumento di spesa pubblica per interessi e quindi ancora più tasse risulta chiara la miscela esplosiva.

      A questo punto pare logico innanzitutto fermare gli speculatori internazionali comprando noi italiani i btp che loro non rinnovano e con la riduzione di spread che ne scaturisce ridurre la tassazione sulle imprese e cittadini.

      Il Giappone è l’esempio principe. Con il 5% dei suoi titoli in mano agli investitori internazionali remunera all’1%(non al 5% come l’Italia) e il 95% degli interessi sui titoli rimane in Giappone producendo pil e imposte sui redditi da capitale.

      Uscire dall’euro è una possibilità ma si continua a non entrare nel dettaglio delle conseguenze per i cittadini e pensionati. Per esempio cosa accade passando alla nuova moneta

      • a chi ha sottoscritto mutui a tasso variabile in euro?
      • alle aziende che hanno acceso prestiti con banche dei paesi euro?
      • ripudiare il debito definendolo immorale impoverisce anche il sistema? bancario italiano che detiene partecipazioni in istituti di credito dell’area euro?
      • ai 2,4 mil di pensionati con 500 euro al mese se aumenta gas elettricità ..
      • alle famiglie a cui la crisi ha tolto almeno un reddito?

      Desidero molto che si approfondiscano questi temi ma nonostante segua anche gli economisti proposti sento solo parlare di inevitabilità di qualche sofferenza sociale senza dettagliare chi soffrirà e quanto.

      Desidero aggiungere che se dall’euro uscisse sotanto l’italia la svalutazione competitiva sarebbe un vantaggio verso i paesi che vi rimangono ma se solo l’uscita della grecia è stato considerato un pericolo per la fine dell’eurozona immagginiamo se ne uscisse l’italia. A quel punto non ci sarebbero più paesi euro veso i quali poter esercitare il vantaggio competitivo per avere il quale avremmo sacrificato ciò che ad oggi nessuno euroscettico ha il coraggio di dettagliare.

      Cordialmente

    • -14.4
      Angelo Trischitta

      Un dato che chiarisce come il livello di spesa pubblica per il funzionamento dei servizi del sistema paese sia di tutto rispetto confrontato con Francia e Germania è la spesa pubblica primaria(tolti gli interessi sul debito, quella necessaria al funzionamento di un sistema paese) per abitante. E’ naturale che più abitanti ha un paese maggiore tende ad essere la spesa primaria quindi dividendola per il numero di abitanti si può effettuare un confronto omogeneo, circa 12.000 € per la Ger 11.000 € per Ita 15.400 € per la Fr. Il problema non è quindi il livello di spesa, che non deve essere ridotto, ma la corruzione e gli sprechi.

      Il problema della spesa pubblica esiste in realtà, dato che oltre al problema legato alla corruzione e agli sprechi vi è quello dell’efficienza.

      Verissimo l’efficienza è un problema ma dalla definizione di efficienza ” L’azienda è efficiente quando utilizza in maniera economica le risorse a propria disposizione” fissate le risorse a disposizione si massimizza il livello del servizio. Addirittura le risorse a disposizione sono inferiori 11.000 €/Abit Ita a quelle dei paesi considerati modello per livelli di spesa ed efficienza 12.000 €/Abit Ge  15.400 €/Abit  Fr. Quindi pensare ad una ulteriore riduzione non appare logico a meno che non si vogliano, pur raggiungendo la stessa efficienza tedesca o francese, servizi pubblici meno dignitosi di quelli francesi o tedeschi.

      Efficienza
      L’azienda è efficiente quando utilizza in maniera 
      economica le risorse a propria disposizione

      Piano piano, i servizi privati stanno raggiungendo un gran livello di efficienza a basso costo, pertanto potrebbero già tranquillamente ottemperare ai servizi delle ASL, che non sono più in grado di dare l’assistenza adeguata, per non parlare dell’ormai obsoleta figura del “medico di base” che non è in grado di stare dietro a tutte le richieste. Io taglierei molto ma molto di più, ma già così sarebbe un buon inizio.”

      Riorganizzare il servizio pubblico nella direzione dell’efficienza è sensato ma a meno di diventare ancora più efficienti di francia e germania avremo comunque livelli di servizio inferiori ai loro visto il nostro inferiore livello di spesa.

       

      La spesa dagli anni 70 non ha smesso di aumentare indipendentemente dal PIL http://www.chicago-blog.it/wp-content/uploads/2011/12/111223-Coco-02.jpg

      Hai ragione ma come affermavo in precedenza la crescita di quella parte di spesa pubblica che attiene agli interessi pagati sul nostro debito è stata ed è l’anomalia. In particolare il tasso medio con cui remuneriamo il debito che è ed è quasi sempre stato superiore a quello tedesco o francese. Ecco perchè i governi di ogni colore compensavano l’aumento di spesa per interessi con sempre più tasse che riducendo la competitività dei prodotti italiani generavano meno IRPEG e così ancora negli anni successivi fino a toccare il fondo appena gli attacchi speculativi si sono materializzati.

       

      Hai ragione sono opportunità di investimento che altri stanno vedendo. Più che meno spesa più vendite per le nostre aziende questo è l’obiettivo primo che uno stato ha il dovere di porsi e la riduzione di quel Total Tax Rate 68,7% più alto d’Europa credo sia un obbligo morale oltre che per le imprese anche per i lavoratori. 

      “Più vendite” non può esistere per tutti. Per quanto sia l’obiettivo che ognuno deve prefiggersi per migliorare ed essere competitivi sul mercato, sappiamo che non è sostenibile e realizzabile la “crescita infinita” delle aziende. Qualcuna sopravvive, qualcun’altra no, altre hanno gran successo.

      Quando affermo “Più vendite” mi riferisco ad un riequilibrio di rispetto ai paesi di riferimento come Francia e Germania e altri paesi forti dalle quali compriamo troppo e alle quali vendiamo poco.

       

      Si sono d’accordo sulla spontaneità ma se non se ne parla come possono le persone essere a conoscenza di questa possibilità e valutarla. Tutti i commentatori trattano esclusivamente aumenti di tassazione e taglio ulteriore di spesa pubblica o uscita dall’Euro senza troppo approfondire anche chi toccherà principalmente e quanto peserà questo secondo scenario.

      Qui son totalmente d’accordo. Il dibattito economico fino ad ora è stato sterile e si affrontano sempre i soliti argomenti senza mai avere l’idea di soluzioni pratiche con fogli e conti alla mano. Solo discorsi in generale senza entrare nel merito, ma non tanto perché sia sbagliato, ma perché dovrebbero avere una competenza tale da poterselo permettere. Motivo per cui, esempio, sono infastidito dal modo in cui questo blog si pone come “diffusore di idee” quando in realtà di idee vedo le solite mai approfondite. Tantovale che appunto vado a leggermi direttamente i premi Nobel o gli economisti più famosi. Il livello basso soprattutto su Twitter si vede.

      Capisco, le tue osservazioni in esempio ma non prendertela, credo che in questo blog si stia tentando di spiegare qualcosa di cui si è con sincerità convinti portando a testimonianza ogni conoscenza che si ha a disposizione. Con la stessa sincerità intellettuale tocca anche a noi addurre tutte le argomentazioni obiettive che siamo in grado di esprimere per un sincero confronto con le persone che desiderano fare altrettanto. Con chi usa la “spocchia” :-) come la definivi tu, sarà libero di non condividere ma sarà comunque stato utile ascoltarlo.

      Approfondire per esempio i temi che ti elencavo nel primo post per lo scenario “uscita Euro” sarebbe stato interessante ma capisco chi sententendosi orientato verso quella soluzione prova disagio a cercare quelle risposte. Non importa, si è sollevato dei dubbi e la rete è una grande piazza che ascolta forse qualcuno proverà a ragionarci e a pensare a delle risposte. Pe quanto riguarda i commenti irriguardosi purtroppo la rete non è immune ma dopo aver spiegato con onestà il proprio punto vista credo sia sufficiente lasciare all’altro la riflessione …qualunque essa sia.

       

       

      Per la riduzione di spesa possiamo credo convenire che esiste già un talmente basso livello di servizi e di spesa procapite che se si taglia ancora si rischia il tracollo.

      Bisogna vedere i settori.

      Visto che il livello di risorse assegnate dalla spesa pubblica per abitante è inferiore a quella dei paesi modello se qualche settore assorbisse più risorse di quante ne necessita saranno presenti altri settori che ne avranno bisogno per poter erogare un servizio dignitoso.

       

      Se già c’è bisogno di comprare titoli e le tasse vanno diminuite, come facciamo a pagare pure servizi statali? Non se ne esce, e non dico debba essere così per sempre, ma non c’è una scappatoia. 

      IL risparmio di spesa pubblica per interessi che si ottiene con il ridotto tasso di interesse generato con l’acquisto di Titoli ad opera delle famiglie italiane deve essere investito in riduzione di imposta e questo innescherà il ciclo virtuoso dell’aumento di competitività con le imprese estere aumento del PIL etc..

      Ho scritto investimento non aiuti di stato ad un settore inquanto riguarderà tutti i settori compresi i cittadini.

       


      Il risparmio privato delle famiglie supera i 1000 Mld stima della Banca d’Italia quindi eventualmente si tratterebbe di investire solo al massimo 1/3 dei proprio deposito. Ho parlato di investimento esattamente come lo farebbe l’investitore straniero. Aggiungo che alla quota mancante al raggiungimento del valore di 350 Mld anche parte dei beni dello stato come caserme e strutture in disuso dovrebbero contribuire; per non parlare delle riduzioni dei finanziamenti ai gruppi parlamentari regionali… La riduzione dei livelli dei nostri conti correnti sta avvenendo e continuerà ad avvenire a causa degli aumenti di tassazione per ripagare gli interessi sul debito e fiscal compact; tra nuove imposte e Imu, Addizionali Irpef, Tarsu, Imposta di soggiorno costerà, mediamente, ai contribuenti 1.427 euro per quest’anno. Le banche per prestare i soldi alle imprese che riterranno solide chiederanno prestiti alla BCE o altre banche come è prassi fare nel sistema bancario di ogni parte del mondo. La riduzione di tassazione usando i risparmi di spesa per interessi aiuterà le imprese ad essere più competitive nel panorama internazionale contribuendo all’aumento del PIL.

      D’accordo su tutto il principio esposto, ma per i motivi di sopra non basta abbassare la tassazione in proporzione ai risparmi di spesa per interessi.

      E la “moneta nuova”, toglie potere a “quella vecchia”, pertanto una continua immissione di liquidità toglie ancora più potere d’acquisto a quella già in circolazione. E’ necessario che gli investimenti provengano da risparmi reali dei privati proprio per evitare che già quel poco che si ha valga col tempo sempre di meno.

      Forse non ho compreso, ma io non parlo di nuova moneta

       

       

      Lo stato investe sulle imprese con la riduzione di tassazione rendendole attraenti anche agli investitori stranieri quindi l’azienda ha diversificato le fonti di finanziamento. Lo stato investe oltre che sulle imprese anche sul cittadino perchè la riduzione di tassazione, anche se più contenuta, avverrà per esempio attraverso le deduzioni fiscali sull’esempio del 55% sulle ristrutturazioni per il risparmio energetico.

      Chiaro. Cambierei però “investe sulle” con “fa risparmiare le”.

      Si le fa risparmiare ma questo ritornerà PIL e si spera occupazione allo stato ecco perchè per lo stato lo reputo un investimento.

       

       

      Sugli incentivi statali non sono d’accordo, son dell’idea che ogni sorta di aiuto statale sia una forma di discriminazione nei confronti di aziende che non possono beneficiarne (o perché non hanno capitali da investire in ristrutturazioni, esempio), pertanto cambiando l’equilibro microeconomico in favore di alcune aziende.

      Trattandosi di detrazioni che favoriscono tutte le aziende dello stesso settore non si viola la concorrenza.


       

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    • -14.5
      lukeskywalker

      Per capire se esiste un eccesso partiamo quindi chiedendoci ” Qual’è il livello di spesa primaria che è giusto che un paese abbia?” Visto che un paese che non spreca per eccellenza in Europa esiste ha un senso considerare come riferimento La Germania con il suo livello di spesa stanziata di 12.000 €/Abit. Se quindi questo è il livello di stanziamento da non spendaccione l’Italia con 11.000 €/Abit è naturalmente tutto meno in eccesso di spesa.

      E’ un calcolo ultra approssimativo che non rende l’idea reale di quanto di quella spesa sia realmente speso per il cittadino, quanto sprecato e quanto efficiente. Come hai già detto, oltre alla quantità contra soprattutto la qualità. Vedi sotto.

      Concordo con la privatizzazione dei servizi ma solo se contempla la liberalizzazione. Purtroppo tutte le volte che è accaduto questo in Italia nasconoo singoli privati vedi FS o solo degli oligopoli che non si fanno concorrenza. La spesa per interessi è l’oggetto da ridurre.

      Assolutamente pro-liberalizzazioni. Torniamo al punto sopra, che spendere anche meno della Germania in quell’ottica lì è un altro paio di maniche. D’accordo.

      Visto che gli istituti di credito risultano riluttanti a finanziare l’economia reale non hanno bisogno di troppa liquidità nei nostri C/C 

      Beh ma sono riluttanti perché riescono a guadagnare meglio in altri settori. In alcuni campi lo Stato non permette concorrenza, in altri regolamenta troppo, in altri ancora non investe quando invece dovrebbe investire e magari attrarre finanziatori (ma rimango dell’idea che lo Stato non se ne debba proprio occupare, lo riprendo in fondo).

      E comunque volevo intendere “la liquidità è viziata, e quella dei risparmi privati andrebbe preservata e non tutta indirizzata in spesa per le obbligazioni/salassata dalle tasse/etc.”, ma siamo d’accordo.

      L’esempio delle ristrutturazioni era tratto dalla realtà per sottolineare la logica da seguire in ogni settore economico e che realizzi concorrenza tra consumatore e fornitore di beni/sevizi nell’ottica del chiedere fattura affinchè tutti paghino le tasse che devono.

      Nella situazione attuale, l’evasione è legittima difesa. Con la tassazione attuale, se non ci fosse l’evasione mi piacerebbe rivedere Robin Hood. :)

      Comunque, tralasciando tutto il discorso, ho poco fa ascoltato un audio di (probabilmente la conosci) Mariana Mazzucato, che è di scuola Schumpeteriana. E concordo con lei sul discorso della spesa “sbagliata” soprattutto in Italia che non attrae, come nel resto d’Europa, gli stessi venture capitalists che ci sono negli States che, per opportunismo, si buttano nella mischia quando il Governo ha fatto il primo passo importante nel settore. Le implicazioni morali e la visione d’insieme non la condivido: il fatto che le aziende non facciano grandi investimenti da sole è vero in parte, dato che in realtà non accade non perché le aziende per natura non lo vogliano fare, ma perché sanno che il Governo prima o poi lo farà e aspettano il momento propizio per buttarsi. Quindi nel frattempo è naturale che si occupino esempio di buyback o altre operazioni finanziare fini a sé stesse. Nè tantomeno condivido la visione dell’economia come una scienza naturale, quando la reputo una scienza umana ecc ecc.

      Ciò non toglie che, nel breve termine, ed ora, conviene agire con la spesa in quella chiave lì, ovvero concentrandosi molto di più in innovazione e facendo scatenare la “distruzione creatrice”, sicuramente molto di più delle attuali inutili e stupide manovre del Governo Monti. A tutto questo, aggiungerei i soliti punti che ho esposto finora.

    • -14.6
      lukeskywalker

      Intendevi aumento di spesa vero

      Nell’innovazione sì. In generale no però. Anche perché esternalizzare servizi e concederlo a privati in concorrenza porta risparmio alle casse statali, dato che si abbassano i costi e aumenta la qualità. Ma qua è anche molto un discorso anche teorico e morale.

      A prescindere dai finali convincimenti sono stato ben felice di aver scambiato le mie opinioni con le tue. Rimane la sensazione che sia stato costruttivo approfondire spero sia stato lo stesso anche per te.

      Sicuramente. :)

      Grazie.

    • -14.7
      Angelo Trischitta

      Verissimo l’efficienza è un problema ma dalla definizione di efficienza ” L’azienda è efficiente quando utilizza in maniera economica le risorse a propria disposizione” fissate le risorse a disposizione si massimizza il livello del servizio. Addirittura le risorse a disposizione sono inferiori 11.000 €/Abit Ita a quelle dei paesi considerati modello per livelli di spesa ed efficienza 12.000 €/Abit Ge  15.400 €/Abit  Fr. Quindi pensare ad una ulteriore riduzione non appare logico a meno che non si vogliano, pur raggiungendo la stessa efficienza tedesca o francese, servizi pubblici meno dignitosi di quelli francesi o tedeschi.

      Il concetto di efficienza in condizione di monopolio e in condizione di concorrenza sono differenti, sono regole standard dell’economia.

      Bene, proverò a riassumere.

      Al concetto “In Italia è presente un eccesso di spesa pubblica” si è risposto che “è vero ma è in eccesso solo la parte di spesa relativa agli interessi per il debito ” a cui si è risposto ” gli interessi sul debito sono si in eccesso ma anche la spesa primaria”.

      Pe r capire se esiste un eccesso partiamo quindi chiedendoci ” Qual’è il livello di spesa primaria che è giusto che un paese abbia?” Visto che un paese che non spreca per eccellenza in Europa esiste ha un senso considerare come riferimento La Germania con il suo livello di spesa stanziata di 12.000 €/Abit. Se quindi questo è il livello di stanziamento da non spendaccione l’Italia con 11.000 €/Abit è naturalmente tutto meno in eccesso di spesa.

      Credo poi si possa concordare sul fatto che questa somma non era spesa in maniera efficiente(qualunque sia la definizione di efficienza scelta)

       

      Inoltre i dati non rendono totalmente l’idea. Inoltre, il debito pubblico per persona sia in Francia che in Germania sono inferiori, e in % al PIL incredibilmente di meno, e poteri d’acquisto differenti. Avere una spesa per i servizi analoga alla loro non sarebbe proporzionale allo stato dell’economia reale italiano.

      Si, capisco il problema, ti riferisci alla possibilità di spesa. Come ho provato a spiegare, più che di ridurre ulteriormente la già bassa spesa primaria( con tutti i riflessi sulla diminuzione di PIL) bisogna pensare ad aumentare le entrate(riduzione di tassazione come volano) e ridurre la spesa per interessi acquistando noi italiani i nostri titoli.

      Infatti la privatizzazione di alcuni settori alla volta è la soluzione. Finché lo Stato mantiene monopolio sui servizi, è sensato affermare che con l’abbassamento della spesa cali il servizio. Non quando lo Stato è fuori dai giochi o agisce in concorrenza con altre aziende.

      Concordo con la privatizzazione dei servizi ma solo se contempla la liberalizzazione. Purtroppo tutte le volte che è accaduto questo in Italia nasconoo singoli privati vedi FS o solo degli oligopoli che non si fanno concorrenza.

      Non che siano per forza così efficienti Francia e Germania, i tassi di corruzione federale esempio di quest’ultima sono persino superiori in alcuni Lander delle regioni più virtuose italiane (Lombardia e Veneto).

      Certamente, ma in questo momento rappresentano i paesi di riferimento.

      Hai ragione ma come affermavo in precedenza la crescita di quella parte di spesa pubblica che attiene agli interessi pagati sul nostro debito è stata ed è l’anomalia. In particolare il tasso medio con cui remuneriamo il debito che è ed è quasi sempre stato superiore a quello tedesco o francese. Ecco perchè i governi di ogni colore compensavano l’aumento di spesa per interessi con sempre più tasse che riducendo la competitività dei prodotti italiani generavano meno IRPEG e così ancora negli anni successivi fino a toccare il fondo appena gli attacchi speculativi si sono materializzati.

      Sì, ma la spesa sugli interessi del debito è alta e lo è stata a causa della non proporzionalità della spesa pubblica con il PIL. Non per altro è strettamente correlato alla solvibilità. Un andamento del genere è per forza di cose, ma logicamente direi, interpretato in maniera negativa da parte dei mercati finanziari che non sono disposti a investire sul debito, è tutt’altro che anomalo. D’accordo sul fatto che l’abbia fatto scriteriatamente ogni governo.

      La spesa per interessi è l’oggetto da ridurre. Basta pensare che le entrate dello stato meno la spesa primaria ha prodotto un avanzo nel 2011 che sarà ancora maggiore nel 2012. Rimane la spesa per interessi che continua a gonfiarsi anche per il 2012.

      Quando affermo “Più vendite” mi riferisco ad un riequilibrio di rispetto ai paesi di riferimento come Francia e Germania e altri paesi forti dalle quali compriamo troppo e alle quali vendiamo poco.

      Quando capirà l’Italia di dover puntare più sui servizi, in particolare il turismo, e su agroalimentare sarà un bene. La globalizzazione serve proprio a questo, ognuno può permettersi in base a contesti economici e sociali diversi specializzazioni differenti. Inoltre ci va maggiore considerazione sempre più federale e territoriale dell’economia, che permettano di avere una visione molto più specifica sulla realtà italiana

      “Più vendite” si intende sia di beni che di servizi.

      … E trovo assurdo che a personaggi del genere venga data credibilità.

      Internet è un grande strumento per trovare informazioni, chi desidera comprendere sa che deve ascoltare tutti ma non deve dimenticare di ascoltare se stesso.

       

      Istituti di credito e casse di risparmio hanno problemi di liquidità e non riescono a piazzare sul mercato tutti i collaterali, in particolare immobili (situazione Spagnola in particolare). Inoltre le ricapitalizzazioni effettuate con gli LTRO e le altre operazioni della BCE hanno spinto le banche a comprare obbligazioni in quanto più “convenienti” rispetto gli investimenti ai privati. Aggiungiamo che il troppo credito passato nell’economia reale ha spinto le stesse banche a “ritirarlo”, quindi nel caso di nuovi prestiti c’è bisogno anche di nuovo denaro, motivo per cui si torna alla questione della liquidità che è già eccessiva, è stata pompata a forza dalla BCE ma allo stesso tempo va contenuta.

      Visto che gli istituti di credito risultano riluttanti a finanziare l’economia reale non hanno bisogno di troppa liquidità nei nostri C/C 

      Trattandosi di detrazioni che favoriscono tutte le aziende dello stesso settore non si viola la concorrenza.

      Avvantaggi anche chi fa utilizzi “tradizionali” di elargizione dei servizi, senza che possa usufruire di detrazioni simili chi ad esempio lavora su web ed esternalizza all’estero alcune funzioni. E appunto, le aziende più piccole che non possono investire molto in ristrutturazioni energetiche saranno ancora più svantaggiate rispetto alle grandi. E’ più semplice ed equo abbassare le tasse ugualmente a tutti, senza incentivi. 

      L’esempio delle ristrutturazioni era tratto dalla realtà per sottolineare la logica da seguire in ogni settore economico e che realizzi concorrenza tra consumatore e fornitore di beni/sevizi nell’ottica del chiedere fattura affinchè tutti paghino le tasse che devono.

    • -14.8
      lukeskywalker

      Come scrivevo, preferisco dire che andrebbero ridotti gli sprechi della spesa pubblica. Purtroppo la condanna della spesa pubblica è un luogo comune che ha condotto a tagli dei livelli di servizio spaventosi. Basta pensare che per fare una risonanza magnetica devi attendere 6 mesi o alla riforma sulle pensioni che ha aumentato il numero di anni trascorsi a lavoro quando uno studio della stessa Commissione Europea “PROGRESS AND KEY CHALLENGES IN THE DELIVERY OF ADEQUATE AND SUSTAINABLE PENSIONS IN EUROPE (AJOINT REPORT ON PENSIONS)” dichiarava che in Italia ci sarà una crescita della spesa previdenziale sul PIL considerevolmente più lenta di quella attesa nel resto dell’UE. Un dato che chiarisce come il livello di spesa pubblica per il funzionamento dei servizi del sistema paese sia di tutto rispetto confrontato con Francia e Germania è la spesa pubblica primaria(tolti gli interessi sul debito, quella necessaria al funzionamento di un sistema paese) per abitante. E’ naturale che più abitanti ha un paese maggiore tende ad essere la spesa primaria quindi dividendola per il numero di abitanti si può effettuare un confronto omogeneo, circa 12.000 € per la Ger 11.000 € per Ita 15.400 € per la Fr. Il problema non è quindi il livello di spesa, che non deve essere ridotto, ma la corruzione e gli sprechi.

      Il problema della spesa pubblica esiste in realtà, dato che oltre al problema legato alla corruzione e agli sprechi vi è quello dell’efficienza. Io qua a Torino, esempio, ho più convenienza ad andare presso istituti privati a farmi fare risonanze che a pagare il ticket, o mi viene a costare poco di più ma i tempi sono nell’ordine della settimana e non dei mesi. Senza contare che le assicurazioni sanitarie hanno abbassato molto i costi (guarda esempio Allianz) negli anni e permettono già, a cifre più o meno pari a quelle versate da ciascun individuo con le tasse, di curarsi in tutto il mondo. Pertanto, già che ci sono, potrei recarmi negli istituti privati migliori (concetto della concorrenza). Ma in gran parte d’Italia l’offerta privata già è ottima, nel resto d’Europa ancora di più.

      Piano piano, i servizi privati stanno raggiungendo un gran livello di efficienza a basso costo, pertanto potrebbero già tranquillamente ottemperare ai servizi delle ASL, che non sono più in grado di dare l’assistenza adeguata, per non parlare dell’ormai obsoleta figura del “medico di base” che non è in grado di stare dietro a tutte le richieste. Io taglierei molto ma molto di più, ma già così sarebbe un buon inizio.

      La spesa dagli anni 70 non ha smesso di aumentare indipendentemente dal PIL http://www.chicago-blog.it/wp-content/uploads/2011/12/111223-Coco-02.jpg

      Le migliori spese previdenziali le fanno i paesi Scandinavi, ma è dovuto alla loro bassa popolazione e densità sul territorio, oltre alle materie prime in mano allo Stato. Nel caso della Germania, è fortemente federalista e quindi le risorse sono gestite nel “piccolo” (relativamente).

      Hai ragione sono opportunità di investimento che altri stanno vedendo. Più che meno spesa più vendite per le nostre aziende questo è l’obiettivo primo che uno stato ha il dovere di porsi e la riduzione di quel Total Tax Rate 68,7% più alto d’Europa credo sia un obbligo morale oltre che per le imprese anche per i lavoratori. 

      “Più vendite” non può esistere per tutti. Per quanto sia l’obiettivo che ognuno deve prefiggersi per migliorare ed essere competitivi sul mercato, sappiamo che non è sostenibile e realizzabile la “crescita infinita” delle aziende. Qualcuna sopravvive, qualcun’altra no, altre hanno gran successo.

      Si sono d’accordo sulla spontaneità ma se non se ne parla come possono le persone essere a conoscenza di questa possibilità e valutarla. Tutti i commentatori trattano esclusivamente aumenti di tassazione e taglio ulteriore di spesa pubblica o uscita dall’Euro senza troppo approfondire anche chi toccherà e quanto peserà questo secondo scenario.

      Qui son totalmente d’accordo. Il dibattito economico fino ad ora è stato sterile e si affrontano sempre i soliti argomenti senza mai avere l’idea di soluzioni pratiche con fogli e conti alla mano. Solo discorsi in generale senza entrare nel merito, ma non tanto perché sia sbagliato, ma perché dovrebbero avere una competenza tale da poterselo permettere. Motivo per cui, esempio, sono infastidito dal modo in cui questo blog si pone come “diffusore di idee” quando in realtà di idee vedo le solite mai approfondite. Tantovale che appunto vado a leggermi direttamente i premi Nobel o gli economisti più famosi. Il livello basso soprattutto su Twitter si vede.

      Per la riduzione di spesa possiamo credo convenire che esiste già un talmente basso livello di servizi e di spesa procapite che se si taglia ancora si rischia il tracollo.

      Bisogna vedere i settori. Come ho detto prima per la sanità, quella “di base” è obsoleta, come lo sono i trasporti pubblici (inefficienza allo stato puro, ma i privati son già meglio) e le telecomunicazioni (guarda l’agenda digitale a che punto è. Con il monopolio di Telecom stiamo vietando a Fastweb, Google e altre grandi aziende a costruire infrastrutture da avanguardia tecnologica). Per non parlare dell’Esercito. Se già c’è bisogno di comprare titoli e le tasse vanno diminuite, come facciamo a pagare pure servizi statali? Non se ne esce, e non dico debba essere così per sempre, ma non c’è una scappatoia. 

      Certamente il debito va restituito ma in tempi sostenibili. Raggiungere il 60% del debito in 20 anni può apparire accettabile ma significa aumentare la spesa pubblica di ancora 45Mld ogni anno e a quel punto di certo le persone penserebbero all’opzione “uscita dall’euro”.

      Tempi sostenibili sicuramente, l’apparato burocratico europeo infatti, oltre a non essere stato chiaro sin da subito sulle “regole di buona condotta” (ma d’altronde sono i primi a non averne), non è in grado di capire la situazione attuale. 

      Il risparmio privato delle famiglie supera i 1000 Mld stima della Banca d’Italia quindi eventualmente si tratterebbe di investire solo al massimo 1/3 dei proprio deposito. Ho parlato di investimento esattamente come lo farebbe l’investitore straniero. Aggiungo che alla quota mancante al raggiungimento del valore di 350 Mld anche parte dei beni dello stato come caserme e strutture in disuso dovrebbero contribuire; per non parlare delle riduzioni dei finanziamenti ai gruppi parlamentari regionali… La riduzione dei livelli dei nostri conti correnti sta avvenendo e continuerà ad avvenire a causa degli aumenti di tassazione per ripagare gli interessi sul debito e fiscal compact; tra nuove imposte e Imu, Addizionali Irpef, Tarsu, Imposta di soggiorno costerà, mediamente, ai contribuenti 1.427 euro per quest’anno. Le banche per prestare i soldi alle imprese che riterranno solide chiederanno prestiti alla BCE o altre banche come è prassi fare nel sistema bancario di ogni parte del mondo. La riduzione di tassazione usando i risparmi di spesa per interessi aiuterà le imprese ad essere più competitive nel panorama internazionale contribuendo all’aumento del PIL.

      D’accordo su tutto il principio esposto, ma per i motivi di sopra non basta abbassare la tassazione in proporzione ai risparmi di spesa per interessi. E la “moneta nuova”, toglie potere a “quella vecchia”, pertanto una continua immissione di liquidità toglie ancora più potere d’acquisto a quella già in circolazione. E’ necessario che gli investimenti provengano da risparmi reali dei privati proprio per evitare che già quel poco che si ha valga col tempo sempre di meno.

      Certamente, le banche vanno salvaguardate ma preferisco finanziare le aziende riducendo direttamente quella tassazione esorbitante del 68,7% piuttosto che fargli prestare soldi dalle banche a cui dovranno poi restituire anche gli interessi.  Quel finanziamento statale (riduzione d’imposta)sarebbe strutturale costante negli anni e abbasserebbe i costi dei prodotti italiani all’estero; un prestito della banca rischia la richiesta del rientro del debito e i tempi inopportuni.

      No aspetta. Non ho detto che salvaguarderei le banche. Anzi, per me non esiste il concetto di “banca troppo grande per fallire”, al costo anche di avere una nuova Lehman Brothers. Salvaguarderei i risparmi e la possibilità delle banche di poterli investire, come hai detto precedentemente, in progetti solidi. In concomitanza con la diminuzione di tassazione, ovvio, dato che quest’ultima è fondamentale.

      Lo stato investe sulle imprese con la riduzione di tassazione rendendole attraenti anche agli investitori stranieri quindi l’azienda ha diversificato le fonti di finanziamento. Lo stato investe oltre che sulle imprese anche sul cittadino perchè la riduzione di tassazione, anche se più contenuta, avverrà per esempio attraverso le deduzioni fiscali sull’esempio del 55% sulle ristrutturazioni per il risparmio energetico.

      Chiaro. Cambierei però “investe sulle” con “fa risparmiare le”. Sugli incentivi statali non sono d’accordo, son dell’idea che ogni sorta di aiuto statale sia una forma di discriminazione nei confronti di aziende che non possono beneficiarne (o perché non hanno capitali da investire in ristrutturazioni, esempio), pertanto cambiando l’equilibro microeconomico in favore di alcune aziende.

      PS Siamo due pericolosi chiacchieroni :-)

      Ma guarda, non mi sento pericoloso. Mi sento vivo, più che altro :) . Oltre a essere costruttivo il dibattito è anche piacevole, a differenza di chi invece preferisce farlo su Twitter con gli insulti (sì, ce l’ho particolarmente con Borghi, Bagnai, Boldrin… c**zo tutti con la B).

       

    • -14.9
      lukeskywalker

      Fa piacere parlare così. Con civiltà e ponendosi le domande giuste. Le risposte, poi, non è detto che ci siano ed entrano in ballo le questioni anche morali.

      Per quanto riguarda il discorso del Giappone, non lo prenderei come esempio virtuoso. Storicamente il Giappone è stato un paese protezionista, che è ricorso a currency war (che molti preferiscono chiamarla svalutazione competitiva, ma che non rende l’idea di cosa sia realmente) penalizzando le aziende il cui target era il mercato interno. Infatti in tempi di crisi le magagne vengono subito a galla, ed ora la bassa competitività di esse si sta sentendo. Inoltre, non dimentichiamoci che acquistare debito significa aver legittimato la spesa pubblica, ed in Giappone è stato possibile principalmente per motivi culturali più che di strategia economica. I bond in possesso ai cittadini sono pagati una miseria (dall’1% al 1,5%, alcuni anni e quelli più brevi pagati anche meno dell’1%). Cittadini che chinano il capo di fronte ai pianificatori dell’economia vogliamo chiamarli sovrani, o con il loro vero nome di sudditi?

      Inoltre, esistono esplosioni ed implosioni: le prime son quelle considerate dai mercati maggiormente in quanto colpiscono globalmente, le seconde (quella che accadrebbe al Giappone) son considerate proporzionalmente al debito in mano a stranieri, ma ciò non significa che non si tratti di un’esplosione.

      Tornando al discorso Italiano, hai sottolineato la parte fondamentale: la tassazione, a cui aggiungerei la burocratizzazione, e non per altro la Borsa di Milano è passata dal 9° al 20° posto per capitalizzazione. Uno dei tanti segnali che dimostra come, a differenza di quello che vogliono farci credere riguardo gli attacchi “dall’esterno”, il problema sia interno.

    • -14.10
      lukeskywalker

      Come scrivevo, preferisco dire che andrebbero ridotti gli sprechi della spesa pubblica. Purtroppo la condanna della spesa pubblica è un luogo comune che ha condotto a tagli dei livelli di servizio spaventosi. Basta pensare che per fare una risonanza magnetica devi attendere 6 mesi o alla riforma sulle pensioni che ha aumentato il numero di anni trascorsi a lavoro quando uno studio della stessa Commissione Europea “PROGRESS AND KEY CHALLENGES IN THE DELIVERY OF ADEQUATE AND SUSTAINABLE PENSIONS IN EUROPE (AJOINT REPORT ON PENSIONS)” dichiarava che in Italia ci sarà una crescita della spesa previdenziale sul PIL considerevolmente più lenta di quella attesa nel resto dell’UE. Un dato che chiarisce come il livello di spesa pubblica per il funzionamento dei servizi del sistema paese sia di tutto rispetto confrontato con Francia e Germania è la spesa pubblica primaria(tolti gli interessi sul debito, quella necessaria al funzionamento di un sistema paese) per abitante. E’ naturale che più abitanti ha un paese maggiore tende ad essere la spesa primaria quindi dividendola per il numero di abitanti si può effettuare un confronto omogeneo, circa 12.000 € per la Ger 11.000 € per Ita 15.400 € per la Fr. Il problema non è quindi il livello di spesa, che non deve essere ridotto, ma la corruzione e gli sprechi.

      Il problema della spesa pubblica esiste in realtà, dato che oltre al problema legato alla corruzione e agli sprechi vi è quello dell’efficienza. Io qua a Torino, esempio, ho più convenienza ad andare presso istituti privati a farmi fare risonanze che a pagare il ticket, o mi viene a costare poco di più ma i tempi sono nell’ordine della settimana e non dei mesi. Senza contare che le assicurazioni sanitarie hanno abbassato molto i costi (guarda esempio Allianz) negli anni e permettono già, a cifre più o meno pari a quelle versate da ciascun individuo con le tasse, di curarsi in tutto il mondo. Pertanto, già che ci sono, potrei recarmi negli istituti privati migliori (concetto della concorrenza). Ma in gran parte d’Italia l’offerta privata già è ottima, nel resto d’Europa ancora di più.

      Piano piano, i servizi privati stanno raggiungendo un gran livello di efficienza a basso costo, pertanto potrebbero già tranquillamente ottemperare ai servizi delle ASL, che non sono più in grado di dare l’assistenza adeguata, per non parlare dell’ormai obsoleta figura del “medico di base” che non è in grado di stare dietro a tutte le richieste. Io taglierei molto ma molto di più, ma già così sarebbe un buon inizio.

      La spesa dagli anni 70 non ha smesso di aumentare indipendentemente dal PIL http://www.chicago-blog.it/wp-content/uploads/2011/12/111223-Coco-02.jpg

      Le migliori spese previdenziali le fanno i paesi Scandinavi, ma è dovuto alla loro bassa popolazione e densità sul territorio, oltre alle materie prime in mano allo Stato. Nel caso della Germania, è fortemente federalista e quindi le risorse sono gestite nel “piccolo” (relativamente).

      Hai ragione sono opportunità di investimento che altri stanno vedendo. Più che meno spesa più vendite per le nostre aziende questo è l’obiettivo primo che uno stato ha il dovere di porsi e la riduzione di quel Total Tax Rate 68,7% più alto d’Europa credo sia un obbligo morale oltre che per le imprese anche per i lavoratori. 

      “Più vendite” non può esistere per tutti. Per quanto sia l’obiettivo che ognuno deve prefiggersi per migliorare ed essere competitivi sul mercato, sappiamo che non è sostenibile e realizzabile la “crescita infinita” delle aziende. Qualcuna sopravvive, qualcun’altra no, altre hanno gran successo.

      Si sono d’accordo sulla spontaneità ma se non se ne parla come possono le persone essere a conoscenza di questa possibilità e valutarla. Tutti i commentatori trattano esclusivamente aumenti di tassazione e taglio ulteriore di spesa pubblica o uscita dall’Euro senza troppo approfondire anche chi toccherà e quanto peserà questo secondo scenario.

      Qui son totalmente d’accordo. Il dibattito economico fino ad ora è stato sterile e si affrontano sempre i soliti argomenti senza mai avere l’idea di soluzioni pratiche con fogli e conti alla mano. Solo discorsi in generale senza entrare nel merito, ma non tanto perché sia sbagliato, ma perché dovrebbero avere una competenza tale da poterselo permettere. Motivo per cui, esempio, sono infastidito dal modo in cui questo blog si pone come “diffusore di idee” quando in realtà di idee vedo le solite mai approfondite. Tantovale che appunto vado a leggermi direttamente i premi Nobel o gli economisti più famosi. Il livello basso soprattutto su Twitter si vede.

      Per la riduzione di spesa possiamo credo convenire che esiste già un talmente basso livello di servizi e di spesa procapite che se si taglia ancora si rischia il tracollo.

      Bisogna vedere i settori. Come ho detto prima per la sanità, quella “di base” è obsoleta, come lo sono i trasporti pubblici (inefficienza allo stato puro, ma i privati son già meglio) e le telecomunicazioni (guarda l’agenda digitale a che punto è. Con il monopolio di Telecom stiamo vietando a Fastweb, Google e altre grandi aziende a costruire infrastrutture da avanguardia tecnologica). Per non parlare dell’Esercito. Se già c’è bisogno di comprare titoli e le tasse vanno diminuite, come facciamo a pagare pure servizi statali? Non se ne esce, e non dico debba essere così per sempre, ma non c’è una scappatoia. 

      Certamente il debito va restituito ma in tempi sostenibili. Raggiungere il 60% del debito in 20 anni può apparire accettabile ma significa aumentare la spesa pubblica di ancora 45Mld ogni anno e a quel punto di certo le persone penserebbero all’opzione “uscita dall’euro”.

      Tempi sostenibili sicuramente, l’apparato burocratico europeo infatti, oltre a non essere stato chiaro sin da subito sulle “regole di buona condotta” (ma d’altronde sono i primi a non averne), non è in grado di capire la situazione attuale. 

      Il risparmio privato delle famiglie supera i 1000 Mld stima della Banca d’Italia quindi eventualmente si tratterebbe di investire solo al massimo 1/3 dei proprio deposito. Ho parlato di investimento esattamente come lo farebbe l’investitore straniero. Aggiungo che alla quota mancante al raggiungimento del valore di 350 Mld anche parte dei beni dello stato come caserme e strutture in disuso dovrebbero contribuire; per non parlare delle riduzioni dei finanziamenti ai gruppi parlamentari regionali… La riduzione dei livelli dei nostri conti correnti sta avvenendo e continuerà ad avvenire a causa degli aumenti di tassazione per ripagare gli interessi sul debito e fiscal compact; tra nuove imposte e Imu, Addizionali Irpef, Tarsu, Imposta di soggiorno costerà, mediamente, ai contribuenti 1.427 euro per quest’anno. Le banche per prestare i soldi alle imprese che riterranno solide chiederanno prestiti alla BCE o altre banche come è prassi fare nel sistema bancario di ogni parte del mondo. La riduzione di tassazione usando i risparmi di spesa per interessi aiuterà le imprese ad essere più competitive nel panorama internazionale contribuendo all’aumento del PIL.

      D’accordo su tutto il principio esposto, ma per i motivi di sopra non basta abbassare la tassazione in proporzione ai risparmi di spesa per interessi. E la “moneta nuova”, toglie potere a “quella vecchia”, pertanto una continua immissione di liquidità toglie ancora più potere d’acquisto a quella già in circolazione. E’ necessario che gli investimenti provengano da risparmi reali dei privati proprio per evitare che già quel poco che si ha valga col tempo sempre di meno.

      Certamente, le banche vanno salvaguardate ma preferisco finanziare le aziende riducendo direttamente quella tassazione esorbitante del 68,7% piuttosto che fargli prestare soldi dalle banche a cui dovranno poi restituire anche gli interessi.  Quel finanziamento statale (riduzione d’imposta)sarebbe strutturale costante negli anni e abbasserebbe i costi dei prodotti italiani all’estero; un prestito della banca rischia la richiesta del rientro del debito e i tempi inopportuni.

      No aspetta. Non ho detto che salvaguarderei le banche. Anzi, per me non esiste il concetto di “banca troppo grande per fallire”, al costo anche di avere una nuova Lehman Brothers. Salvaguarderei i risparmi e la possibilità delle banche di poterli investire, come hai detto precedentemente, in progetti solidi. In concomitanza con la diminuzione di tassazione, ovvio, dato che quest’ultima è fondamentale.

      Lo stato investe sulle imprese con la riduzione di tassazione rendendole attraenti anche agli investitori stranieri quindi l’azienda ha diversificato le fonti di finanziamento. Lo stato investe oltre che sulle imprese anche sul cittadino perchè la riduzione di tassazione, anche se più contenuta, avverrà per esempio attraverso le deduzioni fiscali sull’esempio del 55% sulle ristrutturazioni per il risparmio energetico.

      Chiaro. Cambierei però “investe sulle” con “fa risparmiare le”. Sugli incentivi statali non sono d’accordo, son dell’idea che ogni sorta di aiuto statale sia una forma di discriminazione nei confronti di aziende che non possono beneficiarne (o perché non hanno capitali da investire in ristrutturazioni, esempio), pertanto cambiando l’equilibro microeconomico in favore di alcune aziende.

      PS Siamo due pericolosi chiacchieroni :-)

      Ma guarda, non mi sento pericoloso. Mi sento vivo, più che altro :) . Oltre a essere costruttivo il dibattito è anche piacevole, a differenza di chi invece preferisce farlo su Twitter con gli insulti (sì, ce l’ho particolarmente con Borghi, Bagnai, Boldrin… c**zo tutti con la B).

    • -14.11
      lukeskywalker

      Nessun problema per la risposta lunga.

      La spesa pubblica è necessario ridurla comunque visti gli sprechi di consulenze, acquisti di beni e servizi che se acquistati da cittadini o imprese private costano meno che non se acquistati dallo Stato(Regione, Provincia,Comune, Enti pubblici in genere),… ma ogni anno dei titoli detenuti da investitori internazionali sono in scadenza ed è la loro minaccia di non riacquistarli, che fa salire il tasso d’interesse al 5/6% rendendo necessaria altra tassazione o peggio; ecco perchè le famiglie devono diventare prestatori di ultima istanza per chiudere questa vulnerabilità.

      Siamo d’accordo. Ma l’acquisto di debito da parte dei cittadini deve venire dopo una riduzione coatta della spesa. Sulla questione di Garamaglia ho qualche dubbio, mi sembra una storia un po’ campata in aria, dato che fino a quel momento attraverso la Commissione Bilancio è passata ogni sorta di porcata, e pertanto la storia riguardante una minaccia in prima persona da parte degli ispettori funge bene da specchio per le allodole. 

      Ciò non toglie che nemmeno io condivida l’operato di Monti e di tutto l’apparato europeo.

      Non saremo sudditi ma solo investitori perchè acquisteremo al tasso del 3%. Aumentare la quota di titoli di stato detenuta dai residenti invitando le famiglie a comprare riduce drasticamente la vulnerabilità agli attacchi finanziari del debito.

      A testimonianza che la strategia di ridurre il debito estero risanerebbe la debolezza finanziaria desidero citarti lo studio dei Prof. Manasse e Roubini.

      Esso indica nell’eccesso di debito estero(maggiore di 49,7% del PIL )

      Il fatto è che gli attacchi speculativi vengono tutti visti come fossero tutti degli attentati. In realtà sono anch’essi opportunità d’investimento. Sono un segnale economico che, come abbiamo detto, stimolano gli Stati a fare meno spesa poiché li mette in situazione di crisi, ma che è risolvibile ovviamente. Quindi torniamo al discorso di prima, dove necessariamente va abbassata la spesa, e poi si può ragionare riguardo un investimento del debito dall’interno (ma ciò deve avvenire spontaneamente).
      “..Pensano che il nostro modello sociale non sia più sostenibile perché richiede una pressione fiscale che è diventata incompatibile con la crescita. Se questo è il dubbio, qualche acquisto da parte della Bce non basta a risolverlo. Una via d’uscita vi sarebbe: riacquistare tutto il debito. In teoria l’Italia potrebbe farlo perché ha ricchezza privata in abbondanza,..
      Non è sostenibile infatti. E non lascio in eredità alle generazioni a venire cumuli e cumuli di debito. E’ una scelta che, oltre a non condividere moralmente, non è proficua in quanto non genera ricchezza. Rispondo più avanti meglio.
      E’ ragionevole quindi pensare che se aumentare il possesso del 35% ci farebbe raggiungere un rendimento titoli circa del 1%, basterebbe un aumento di possesso del 17,5%, per abbassare di 2 punti il tasso di interesse passando così dal 5% a tassi del 3%.
      Possedendo l’Italia un risparmio privato bancario/postale considerevolmente superiore al 17,5% di 2000 Mld di Euro, cioè 350 Mld, sarebbe interessante in tempo di crisi proporre ai cittadini un investimento che renda il 3% con l’ulteriore vantaggio che lo stato non sarà più costretto dagli attacchi speculativi a prendere misure impositive d’emergenza su cittadini e imprese come successo a partire da 2009.
      4) La semplice campagna di sensibilizzazione per l’acquisto dei titoli pubblici avrebbe una influenza positiva sullo spread perché testimonierebbe ai mercati che una volontà nazionale a reagire agli attacchi finanziari internazionali è ben presente.
      Ok, tenere i soldi fermi in banca frutta meno al depositante di investire in bond. Dal momento che 350 miliardi di risparmi privati vengono investiti in buoni del tesoro, come la mettiamo con i prestiti alle imprese e ai privati? Le banche avrebbero ancora meno liquidità (colpa anche un po’ loro, tutte piene di immobili come collaterali che non sono più in grado di piazzare sul mercato, e tralasciamo investimenti in chiave politica diventati sprechi), e ci sarebbero ancora meno opportunità di investimento in aziende nuove, in innovazione e quant’altro. Senza contare che le famiglie dovrebbero rinunciare ai propri risparmi per un periodo prolungato di tempo, senza avere la possiblità di averne a disposizione in caso di emergenze o altro.
      A livello matematico, tutto ciò che riguarda l’acquisto di debito ha nettamente senso, d’altronde non è un’opinione, ma si toglie necessariamente denaro da altre parti dove sono ancora più necessari, visto che il debito si può abbassare mentre le ricchezze hanno bisogno di tempo e di investimenti per poter sorgere, e non avviene dall’oggi al domani, pertanto prima si inizia meglio è.
      Pertanto ragionerei come ogni ottimo investitore: gli investimenti vanno diversificati, occupandosi sia di Bond che di investimenti nel privato.
      La gran parte delle risorse recuperate dalla riduzione di spesa pubblica e dalla riduzione dello spread è necessario innanzitutto investirle in riduzione di tassazione per rendere competitive le imprese italiane e rilanciare i consumi. Con lo spread ridotto dalle famiglie italiane lo stock del debito sarà meno pericoloso e l’aumento di pil conseguente all’aumento di fatturato delle imprese farà il resto per poter raggiungere il famoso 60% del PIL.
      Giusto, però dato che temete tanto le speculazioni straniere, dovreste avere diffidenza anche verso le capitalizzazioni che vengono dall’estero. Quindi torno al punto di prima sulla diversificazione degli investimenti.
    • -14.12
      Angelo Trischitta

      La spesa pubblica è necessario ridurla comunque visti gli sprechi di consulenze, acquisti di beni e servizi che se acquistati da cittadini o imprese private costano meno che non se acquistati dallo Stato(Regione, Provincia,Comune, Enti pubblici in genere),… ma ogni anno dei titoli detenuti da investitori internazionali sono in scadenza ed è la loro minaccia di non riacquistarli, che fa salire il tasso d’interesse al 5/6% rendendo necessaria altra tassazione o peggio; ecco perchè le famiglie devono diventare prestatori di ultima istanza per chiudere questa vulnerabilità.

      Siamo d’accordo. Ma l’acquisto di debito da parte dei cittadini deve venire dopo una riduzione coatta della spesa.

      Come scrivevo, preferisco dire che andrebbero ridotti gli sprechi della spesa pubblica. Purtroppo la condanna della spesa pubblica è un luogo comune che ha condotto a tagli dei livelli di servizio spaventosi. Basta pensare che per fare una risonanza magnetica devi attendere 6 mesi o alla riforma sulle pensioni che ha aumentato il numero di anni trascorsi a lavoro quando uno studio della stessa Commissione Europea “PROGRESS AND KEY CHALLENGES IN THE DELIVERY OF ADEQUATE AND SUSTAINABLE PENSIONS IN EUROPE (AJOINT REPORT ON PENSIONS)” dichiarava che in Italia ci sarà una crescita della spesa previdenziale sul PIL considerevolmente più lenta di quella attesa nel resto dell’UE. Un dato che chiarisce come il livello di spesa pubblica per il funzionamento dei servizi del sistema paese sia di tutto rispetto confrontato con Francia e Germania è la spesa pubblica primaria(tolti gli interessi sul debito, quella necessaria al funzionamento di un sistema paese) per abitante. E’ naturale che più abitanti ha un paese maggiore tende ad essere la spesa primaria quindi dividendola per il numero di abitanti si può effettuare un confronto omogeneo, circa 12.000 € per la Ger 11.000 € per Ita 15.400 € per la Fr. Il problema non è quindi il livello di spesa, che non deve essere ridotto, ma la corruzione e gli sprechi.

       

      Sulla questione di Garamaglia ho qualche dubbio, mi sembra una storia un po’ campata in aria, dato che fino a quel momento attraverso la Commissione Bilancio è passata ogni sorta di porcata, e pertanto la storia riguardante una minaccia in prima persona da parte degli ispettori funge bene da specchio per le allodole.

      Si, è difficile affermare quanto di verità ci sia in quella dichiarazione ma di certo qualcuno che alla scadenza non riacquistava i titoli se non al tasso del 5/6/7% c’era ed è proprio il tasso il problema italiano non il livello del debito. Se si osserva il tasso medio pagato sul debito circa 3% Ge  3% Fr e supera il 4% Ita. Quel punto in più di tasso pagato dall’Italia produce una spesa annua aggiuntiva di 1% dei 2000 Mld di debito cioè una spesa aggiuntiva di 20 Mld ecco perchè è così importante acquistare noi i nostri titoli e riportare il tasso al livello accettabile per competere ad armi pari con Fr e Ge. Risponderò tra poco alla tua osservazione sulla riduzione di liquidità delle banche nello scenario di acquisto titoli da parte delle famiglie.    

      Non saremo sudditi ma solo investitori perchè acquisteremo al tasso del 3%. Aumentare la quota di titoli di stato detenuta dai residenti invitando le famiglie a comprare riduce drasticamente la vulnerabilità agli attacchi finanziari del debito.

      A testimonianza che la strategia di ridurre il debito estero risanerebbe la debolezza finanziaria desidero citarti lo studio dei Prof. Manasse e Roubini.

      Esso indica nell’eccesso di debito estero(maggiore di 49,7% del PIL )

      Il fatto è che gli attacchi speculativi vengono tutti visti come fossero tutti degli attentati. In realtà sono anch’essi opportunità d’investimento. Sono un segnale economico che, come abbiamo detto, stimolano gli Stati a fare meno spesa poiché li mette in situazione di crisi, ma che è risolvibile ovviamente.

      Hai ragione sono opportunità di investimento che altri stanno vedendo. Più che meno spesa più vendite per le nostre aziende questo è l’obiettivo primo che uno stato ha il dovere di porsi e la riduzione di quel Total Tax Rate 68,7% più alto d’Europa credo sia un obbligo morale oltre che per le imprese anche per i lavoratori. 

      Quindi torniamo al discorso di prima, dove necessariamente va abbassata la spesa, e poi si può ragionare riguardo un investimento del debito dall’interno (ma ciò deve avvenire spontaneamente).

      Si sono d’accordo sulla spontaneità ma se non se ne parla come possono le persone essere a conoscenza di questa possibilità e valutarla. Tutti i commentatori trattano esclusivamente aumenti di tassazione e taglio ulteriore di spesa pubblica o uscita dall’Euro senza troppo approfondire anche chi toccherà e quanto peserà questo secondo scenario. Per la riduzione di spesa possiamo credo convenire che esiste già un talmente basso livello di servizi e di spesa procapite che se si taglia ancora si rischia il tracollo.

      “..Pensano che il nostro modello sociale non sia più sostenibile perché richiede una pressione fiscale che è diventata incompatibile con la crescita. Se questo è il dubbio, qualche acquisto da parte della Bce non basta a risolverlo. Una via d’uscita vi sarebbe: riacquistare tutto il debito. In teoria l’Italia potrebbe farlo perché ha ricchezza privata in abbondanza,..

      Non è sostenibile infatti. E non lascio in eredità alle generazioni a venire cumuli e cumuli di debito. E’ una scelta che, oltre a non condividere moralmente, non è proficua in quanto non genera ricchezza. Rispondo più avanti meglio.

      Certamente il debito va restituito ma in tempi sostenibili. Raggiungere il 60% del debito in 20 anni può apparire accettabile ma significa aumentare la spesa pubblica di ancora 45Mld ogni anno e a quel punto di certo le persone penserebbero all’opzione “uscita dall’euro”.

      E’ ragionevole quindi pensare che se aumentare il possesso del 35% ci farebbe raggiungere un rendimento titoli circa del 1%, basterebbe un aumento di possesso del 17,5%, per abbassare di 2 punti il tasso di interesse passando così dal 5% a tassi del 3%.
      Possedendo l’Italia un risparmio privato bancario/postale considerevolmente superiore al 17,5% di 2000 Mld di Euro, cioè 350 Mld, sarebbe interessante in tempo di crisi proporre ai cittadini un investimento che renda il 3% con l’ulteriore vantaggio che lo stato non sarà più costretto dagli attacchi speculativi a prendere misure impositive d’emergenza su cittadini e imprese come successo a partire da 2009.
      4) La semplice campagna di sensibilizzazione per l’acquisto dei titoli pubblici avrebbe una influenza positiva sullo spread perché testimonierebbe ai mercati che una volontà nazionale a reagire agli attacchi finanziari internazionali è ben presente.

      Ok, tenere i soldi fermi in banca frutta meno al depositante di investire in bond. Dal momento che 350 miliardi di risparmi privati vengono investiti in buoni del tesoro, come la mettiamo con i prestiti alle imprese e ai privati? Le banche avrebbero ancora meno liquidità (colpa anche un po’ loro, tutte piene di immobili come collaterali che non sono più in grado di piazzare sul mercato, e tralasciamo investimenti in chiave politica diventati sprechi), e ci sarebbero ancora meno opportunità di investimento in aziende nuove, in innovazione e quant’altro. Senza contare che le famiglie dovrebbero rinunciare ai propri risparmi per un periodo prolungato di tempo, senza avere la possiblità di averne a disposizione in caso di emergenze o altro.

      Il risparmio privato delle famiglie supera i 1000 Mld stima della Banca d’Italia quindi eventualmente si tratterebbe di investire solo al massimo 1/3 dei proprio deposito. Ho parlato di investimento esattamente come lo farebbe l’investitore straniero. Aggiungo che alla quota mancante al raggiungimento del valore di 350 Mld anche parte dei beni dello stato come caserme e strutture in disuso dovrebbero contribuire; per non parlare delle riduzioni dei finanziamenti ai gruppi parlamentari regionali… La riduzione dei livelli dei nostri conti correnti sta avvenendo e continuerà ad avvenire a causa degli aumenti di tassazione per ripagare gli interessi sul debito e fiscal compact; tra nuove imposte e Imu, Addizionali Irpef, Tarsu, Imposta di soggiorno costerà, mediamente, ai contribuenti 1.427 euro per quest’anno. Le banche per prestare i soldi alle imprese che riterranno solide chiederanno prestiti alla BCE o altre banche come è prassi fare nel sistema bancario di ogni parte del mondo. La riduzione di tassazione usando i risparmi di spesa per interessi aiuterà le imprese ad essere più competitive nel panorama internazionale contribuendo all’aumento del PIL.

      A livello matematico, tutto ciò che riguarda l’acquisto di debito ha nettamente senso, d’altronde non è un’opinione, ma si toglie necessariamente denaro da altre parti dove sono ancora più necessari, visto che il debito si può abbassare mentre le ricchezze hanno bisogno di tempo e di investimenti per poter sorgere, e non avviene dall’oggi al domani, pertanto prima si inizia meglio è. Pertanto ragionerei come ogni ottimo investitore: gli investimenti vanno diversificati, occupandosi sia di Bond che di investimenti nel privato.
      Certamente, le banche vanno salvaguardate ma preferisco finanziare le aziende riducendo direttamente quella tassazione esorbitante del 68,7% piuttosto che fargli prestare soldi dalle banche a cui dovranno poi restituire anche gli interessi.  Quel finanziamento statale (riduzione d’imposta)sarebbe strutturale costante negli anni e abbasserebbe i costi dei prodotti italiani all’estero; un prestito della banca rischia la richiesta del rientro del debito e i tempi inopportuni.
      La gran parte delle risorse recuperate dalla riduzione di spesa pubblica e dalla riduzione dello spread è necessario innanzitutto investirle in riduzione di tassazione per rendere competitive le imprese italiane e rilanciare i consumi. Con lo spread ridotto dalle famiglie italiane lo stock del debito sarà meno pericoloso e l’aumento di pil conseguente all’aumento di fatturato delle imprese farà il resto per poter raggiungere il famoso 60% del PIL.

      Giusto, però dato che temete tanto le speculazioni straniere, dovreste avere diffidenza anche verso le capitalizzazioni che vengono dall’estero. Quindi torno al punto di prima sulla diversificazione degli investimenti.

      Lo stato investe sulle imprese con la riduzione di tassazione rendendole attraenti anche agli investitori stranieri quindi l’azienda ha diversificato le fonti di finanziamento. Lo stato investe oltre che sulle imprese anche sul cittadino perchè la riduzione di tassazione, anche se più contenuta, avverrà per esempio attraverso le deduzioni fiscali sull’esempio del 55% sulle ristrutturazioni per il risparmio energetico.

       

      PS Siamo due pericolosi chiacchieroni :-)

    • -14.13
      Angelo Trischitta

      Per capire se esiste un eccesso partiamo quindi chiedendoci ” Qual’è il livello di spesa primaria che è giusto che un paese abbia?” Visto che un paese che non spreca per eccellenza in Europa esiste ha un senso considerare come riferimento La Germania con il suo livello di spesa stanziata di 12.000 €/Abit. Se quindi questo è il livello di stanziamento da non spendaccione l’Italia con 11.000 €/Abit è naturalmente tutto meno in eccesso di spesa.

      E’ un calcolo ultra approssimativo che non rende l’idea reale di quanto di quella spesa sia realmente speso per il cittadino, quanto sprecato e quanto efficiente. Come hai già detto, oltre alla quantità contra soprattutto la qualità

      Certamente, ma se il livello di servizio necessario al funzionamento di un paese la Germania per raggiungerlo ha bisogno di 12.000 €/Abit non comprendo perchè noi dovremmo raggiungerlo con 11.000€/Abit.

      Il problema del livello Italiano di efficienza esiste ed è da affrontare ma le risorse recuperate non possono essere sottratte agli 11.000 al contrario devono essere usate per alzare ulteriormente il livello di servizio e tendere al livello di servizio necessario .

      E comunque, se anche raggiungessimo il livello di efficienza tedesco, non avremmo il suo livello di servizio visto che partiremmo da 11.000 e non 12.000 €/Abit.

      E comunque volevo intendere “la liquidità è viziata, e quella dei risparmi privati andrebbe preservata e non tutta indirizzata in spesa per le obbligazioni/salassata dalle tasse/etc.”, ma siamo d’accordo.

      Daccordo, infatti in precedenza avevo indicato il tetto ad 1/3 della disponibilità liquide.

      Vista la tassazione sui redditi da capitale molto inferiore a quella di chi riceve lo stesso reddito nel settore economico non mi sentirei di parlare di salasso.

       

      Nella situazione attuale, l’evasione è legittima difesa. Con la tassazione attuale, se non ci fosse l’evasione mi piacerebbe rivedere Robin Hood. :)

      Si, l’eccesso di tassazione è un dato di fatto e ridurre quel 68,7% di Total Tax Rate Italiano è stato l’obiettivo di tutta la nostra chiacchierata ma se tra gli strumenti per realizzarlo introduciamo l’evasione quel numero sarà destinato ad aumentare purtroppo.

      Comunque, tralasciando tutto il discorso, ho poco fa ascoltato un audio di (probabilmente la conosci) Mariana Mazzucato, che è di scuola Schumpeteriana. E concordo con lei sul discorso della spesa “sbagliata” soprattutto in Italia che non attrae, come nel resto d’Europa, gli stessi venture capitalists che ci sono negli States che, per opportunismo, si buttano nella mischia quando il Governo ha fatto il primo passo importante nel settore. ..

      Certamente, quando una spesa statale è sbagliata sono danni e quindi è necessario un criterio. Esistono settori dove la costruzione di infrastrutture necessarie per uno sviluppo economico i privati non hanno la forza per realizzarla. Vedi oggi i servizi della rete Internet che si appoggiano tendenzialmente su quel doppino che solo una spesa statale ha potuto realizzare. Come anche i gestori di servizi di rete elettrica che si appoggiano su strutture realizzate da spesa pubblica come le stesse condotte acquedotti …. Purtroppo come per le liberalizzaziioni fatte in italia manca la concorrenza tra i gestori di servizio quindi prezzi più alti e qualità scadente.

      Ciò non toglie che, nel breve termine, ed ora, conviene agire con la spesa in quella chiave lì, ovvero concentrandosi molto di più in innovazione e facendo scatenare la “distruzione creatrice”, …

      Intendevi aumento di spesa vero per esempio nell’agenda digitale …sparita come quella rossa di Borsellino. 

      A prescindere dai finali convincimenti sono stato ben felice di aver scambiato le mie opinioni con le tue. Rimane la sensazione che sia stato costruttivo approfondire spero sia stato lo stesso anche per te.

       

  • -15
    BorisPasternak

    Se continua cosi’ spero non faranno chiudere la trasmissione di Paragone….tutti coloro che sono pro-euro e favorevoli all’europa (come quella attuale) non trovano certo terreno fertile con lui e parte dei suoi ospiti…. non mi meraviglierei se incominciassero a fargli problemi….o incominciassero ad uscire con qualche articolo su i suoi collaboratori.

     

     

  • -16
    MaxP.

    La puntata di ieri ha dimostrato ancora una volta che purtroppo quando si parla di euro non si può discutere nel merito, subentrano i soliti politicanti che dicono: “guai a noi senza euro, ci svaluterremmo del 50%, le materie prime ci costerebbero troppo, ecc.” e oltre a ciò il nulla.

    Poi Bagnai ricorda la differenza tra i paesi che hanno ancora la sovranità monetaria a differenza di noi e li, i soliti politicanti finiscono gli argomenti e “offesi” si limitano a ripetere sempre lo stesso mantra, non si può uscire dall’ euro.

    Però la cosa che mi stà più a cuore rilevare a mio umile avviso sulla trasmissione, sono i tempi sbagliati, offrite troppi spunti ed argomenti, per poi non avere il tempo di trattare adeguatamente

    I tempi di intervento che utilizzate e date agli ospiti sono tipici dei reality o trasmissioni frivole tipo De filippi, ma sono assolutamente non sufficienti quando si parla di economia, politica e sopratutto finanza dove serve per forza approfondire i temi trattati, e dare ai vari interventi la possibilità e i tempi giusti per spiegarsi adeguatamente, altrimenti non si capisce niente e risulta più convincente solo chi alza di più la voce.

    Insomma trattate troppi argomenti, con tanti, troppi interventi anche esterni, troppe interviste, troppi punti di vista, è vero favorisce la pluralità delle opinioni ma questo và a scapito della chiarezza.

    Troppa carne al fuoco in troppo poco tempo di trasmissione che alla fine si “brucia”.

    Anche tu Claudio tanta fatica per portare Paola Musu a parlare in TV e spiegare la sua coraggiosissima iniziativa e poi gli viene dato 4 minuti scarsi all’una di notte per spiegare una cosa che minimo ci vorrebbero 20 minuti!

    Vorrei proprio vedere chi riuscirebbe a spiegare adeguatamente un singolo argomento a queste condizioni ad un pubblico generico non individuato, è semplicemente impossibile!

    Secondo mè se si vuole fare una trasmissione diversa dalle altre dovete decidere se voler fare informazione o voler fare solamente intrattenimento, è vero gli argomenti come li trattate voi in Italia non li tratta nessuno, ma bisognerebbe, a mio avviso, capire che la gente a casa, che per la prima volta si affaccia al vostro programma (che ricordiamo va in onda, generalmente, ad un orario quasi assurdo) si aspetta di capire qualcosa di più dalla situazione di crisi (depressione) attuale, e troppi argomenti con diverse vedute e contrapposizioni non aiutano certo la comprensione e alla fine il risultato che si raggiunge non è informare ma è solamente intrattenere cioè fare uno show, di cui non abbiamo bisogno(di quelli ce ne sono già a sufficenza).

    Speriamo che a Paola e tutti quegli ospiti informati che vorranno intervenire ancora in trasmissione vengano dati altre opportunità con i tempi adeguati, perchè così anche quelli come non li conoscono, possano capire il valore e sopratutto l’importanza a livello sociale delle varie iniziative.

    Che ne pensi Claudio, stò sbagliando?.

     

    • -16.1
      artipecam

      Sottoscrivo parola per parola. E vedere Paragone (che Dio l’abbia in gloria comunque per quello che fà) dire alla Musu, che la tv non è la rete, e dirlo piegando verso terra le ginocchia come dire “ma che due palle” , dopo che era invitata speciale e fatta parlare a notte fonda, mi ha lascito veramente l’amaro in bocca. L’avesse lasciata parlare ancora qualche minuto, magari sarebbe andata sull’art. 11 della Cost.

       

      Troppe min***ate dal pubblico!

       

      Troppi servizi!

      Troppi ospiti!

  • -17
    Mjollnir

    Bella trasmissione e finalmente si toccano argomenti veramente “scottanti”:  la famosa spiegazione di Grillo sulla proprietà della moneta  e la denuncia dell’avvocatessa Muso sulla sovranità costituzionale ormai perduta.  Purtroppo questi argomenti sono solo appena accennati e sono proposti come eretici in trasmissione. Forse i tempi sono maturi per cominciare a spiegare al grande pubblico della TV i principi base dell’economia e del monetarismo peraltro non troppo difficili da comprendere e a lungo taciuti. All’inizio sarebbe ideale, a mio avviso, spiegare i principi base per via monotematica e senza un contradditorio, che più delle volte genera confusione nel processo di comprensione.  Solo in seguito si potrebbero aprire dibattiti specifici sull’argomento con contraddittorio, con i quali ognuno possa formare la propria idea. Capisco che l’approccio sopra descritto possa creare  non pochi problemi al Sig. Paragone che pur deve rispondere a qualcuno, ma al tempo stesso esprimendo questi concetti in forma di pillole si rischia di generare confusione nel grande pubblico e di dare solo un “contentino” agli smanettoni della rete che questi argomenti già li conoscono bene.

  • -18
    NeroLucente

    Sono tra quelli che da ignorante temeva l’uscita dall’euro, finchè ho approfondito meglio le questioni economiche ed ho capito che i timori e le preoccupazioni di lasciare l’euro non sono cosi preoccupanti, almeno non quanto rimanere con l’euro.

    Ma temo molto due rischi che si correrebbero nell’affrontare il referendum:

    1) Rischio disinformazione, il mezzo mediatico di più larga diffusione, la TV, è ancora pregno di convinzioni pro euro, ciò comporta una maggior capacità persuasiva a favore dei si euro, già consolidata nell’informazione quotidiana.

    2) Una vittoria del no euro, comporterebbe un possibile panico sui conti correnti, che potrebbe generare un ritiro di massa di moneta, tale da generare ripercussioni gravi sul circuito bancario e sulla nostra economia.

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I Mini Blu

In India schedature biometriche di massa ed eliminazione del cash oltre le 500 rupie.

india schedatura di massa e via i contanti La demonetizzazione dell'India Lo scorso 8 novembre il nuovo primo ministro indiano Narendra Modi dichiarava fuori corso le banconote da 500 e 1000 Rupie, responsabili di circa l'85% del cash in circolazione in India. Sarebbe come se in Europa venissero eliminate in poche ore le banconote da...--> LEGGI TUTTO

La violazione della legge sulla propaganda elettorale. Registrate e denunciate.

Registra e denuncia violazione della legge sulla propaganda elettorale Ancora adesso, mentre scrivo, a votazioni in corso, se aprite i social network vi potete imbattere facilmente nella propaganda a favore del Sì al Referendum Costituzionale. La campagna per il Sì in rete è stata invasiva e ai limiti dell'illegalità. Cosa dice la...--> LEGGI TUTTO

Grazie Giorgio Napolitano!? Chapeau!? Si sono bevuti il cervello!?

M5S Grazie Giorgio Stiamo parlando di Giorgio Napolitano? Quello che nel 2011 ha spianato la strada alla troika del governo Monti? Quello che ha firmato qualunque cosa? Quello che nel 2013, quando c'erano le consultazioni per formare un nuovo governo, ha chiamato al Quirinale Pdl e Pd ignorando il...--> LEGGI TUTTO

Notizie dal web

Il terribile errore: “È il momento più pericoloso per l’umanità: le élite imparino ad essere umili”. Stephen Hawking

stephen hawkings attente elite di Stephen Hawking, fisico teorico e scrittore Essendo un fisico teorico che vive a Cambridge, ho vissuto la mia vita in una bolla di eccezionale privilegio. Cambridge è una città insolita, tutta incentrata su una delle grandi università del pianeta. All'interno di questa...--> LEGGI TUTTO

La lettera di una mamma lavoratrice che fa venire il magone

Mamme lavoratrici: la triste realtà che si cela dietro alla famiglia del Mulino BiancoPubblico questa lettera (inviata a Beppe Severgnini sul Corriere della Sera), che fa venire il magone non solo a chi l'ha scritta ma anche a me che l'ho letta, e nella quale credo si riconoscano tante, troppe mamme lavoratrici, perché sia motivo di riflessione sul modo in cui si è...--> LEGGI TUTTO

La lobby dello zucchero uccide – i nuovi documenti tenuti nascosti

la lobby dello zucchero uccideNEW YORK: Decine di scienziati, negli Anni 60, furono pagati dall'industria americana dello zucchero per sminuire il collegamento tra consumo di zucchero e problemi cardiaci e spostare così l'attenzione sui grassi saturi. A rivelarlo sono una serie di nuovi documenti scoperti recentemente da un ricercatore della University of California di...--> LEGGI TUTTO

CURIOSITA’

Dai siti web agli oggetti web: la rete delle idee che sta per arrivare.

Libro digitale su una panchina internet delle cose Che lo crediate o no, c'è stato un tempo in cui per costruire un sito web di successo bastava conoscere un po' di html. Era la fine degli anni '90 ed è stato così anche per una buona parte degli anni 2000. Affittavi un po' di spazio...--> LEGGI TUTTO

Come funziona l’Italia: noi siamo quelli con il fiore in mano

Come funziona l'ItaliaCome funziona l'Italia Ecco come funziona la nostra società. Questa è l'Italia. E, ...caso mai cercaste il pallino "voi siete qui", in questo disegno noi siamo quelli con il fiore in mano....--> LEGGI TUTTO

I nanorobot a controllo mentale che vi osserveranno.

I NANOROBOT A CONTROLLO MENTALE CHE VI OSSERVERANNOPer la prima volta, una creatura vivente è stata controllata dall'uomo utilizzando esclusivamente il pensiero, grazie a nanorobot che hanno rilasciato all'interno di alcuni scarafaggi dosi programmate di farmaci, in risposta all'attività cerebrale di chi ha condotto l'esperimento. Una tecnica che - sostengono già alcuni - potrebbe essere molto utile per il trattamento...--> LEGGI TUTTO

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Volete sapere perché siamo 73° per libertà di stampa? Eccovi serviti!

Libertà di stampa - in Italia siamo semi-liberi di Godot_74 L'Italia nel 2015 è scesa al 73° posto nella classifica sulla "libertà di stampa". Viene definita anche "semi-libera". Più che parlare di libertà di stampa, però, forse sarebbe il caso di concentrare l'attenzione sulla sua completezza, indipendenza ed obiettività. (altro…)...--> LEGGI TUTTO

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Video dal web

Rosi Bindi: sono i Cinque Stelle a volere il vitalizio!

Rosi Bindi Rosi Bindi: sono i Cinque Stelle che vogliono il vitalizio!...GUARDA

Roberto Fico (M5S): basta con gli uomini soli al comando!

Roberto FicoRoberto Fico, deputato M5S a capo della Commissione di Vigilanza Rai, risponde sulla questione della legge elettorale e sulle voci di una sua candidatura alla guida di un possibile Governo a 5 Stelle. ...GUARDA

Renzi si è dimesso: il video dell’annuncio in diretta dal Quirinale

renzi-dimissioni-quirinale Matteo Renzi ha dato le dimissioni. Aperta la crisi di Governo. L'annuncio in diretta dal Quirinale, dopo il colloquio con Sergio Mattarella. Da domani alle 18 partono le consultazioni. Il calendario sarà reso disponibile dall'ufficio stampa del Quirinale....GUARDA

Referendum: vinta una battaglia, ma la guerra continua – Diego Fusaro

fusaro-vinta-la-battaglia-ma-non-la-guerra "L'élite mondialista tornerà presto o tardi ad attaccare la Costituzione e lo Stato sovrano nazionale. Il suo obiettivo è quello della distruzione degli stati sovrani nazionali, che dopo il 1989 sono i soli ancora a resistono come luoghi del primato della politica sull'economia. La battaglia è...GUARDA

Attenzione: ecco come vogliono ribaltare l’esito del referendum

come-ti-ribalto-il-referendumATTENZIONE: ieri sera ho fatto questo video. E stamattina... zac: La Stampa conferma tutto: Padoan vuole chiedere aiuti all'ESM. Sapete cosa significa? Significa RIBALTARE IL NO AL REFERENDUM e prendersi in casa la Troika. QUESTO NON DEVE ACCADERE. Non c'è nessun Governo legittimo attualmente nel Paese, e qualunque decreto legge...GUARDA

La vittoria dell’informazione e i pericoli del dopo Renzi

claudio messora Il No al referendum costituzionale è la vittoria dell'informazione contro chi pensava che per convincere gli italiani a votare basta una comunicazione semplificata, comprensibile a un bambino delle scuole medie. La sconfitta di Renzi passa anche per una ipersemplificazione della Comunicazione che non ha convinto e...GUARDA

Barbareschi ai giovani: “Siete superficiali! Avete votato no per ribellarvi al paterno!”

Barbareschi ai giovani: "Siete superficiali! Avete votato no per ribellarvi al paterno!" Luca Barbareschi traccia un quadro deprimente dei giovani che hanno votato no al referendum: sarebbero disinformati, superficiali, privi di strumenti, e con un grosso problema con il paterno, che li induce a ribellarsi contro qualsiasi cosa senza mai entrare nel merito....GUARDA

Barbareschi: siamo ascoltati e spiati da tutti i telefonini.

barbareschi-siamo-tutti-spiati-icona-play Luca Barbareschi, il popolare showman ora direttore del Teatro Eliseo a Roma, ha un'idea ben precisa sulla società della comunicazione digitale. A RaiNews24, il giorno dopo del voto al referendum, dice: "Siamo in democrazia... Capisco che ormai siamo ascoltati e spiati...GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>