Italia, Anno 2016: ecco la lira digitale

di Giovanni Zibordi

Fu nell’anno 2016 che la maggioranza della gente si accorse di cosa è veramente la moneta e per mesi, dopo che la “scoperta” ebbe riempito le pagine dei giornali, i canali televisivi, i siti internet e le discussioni nei bar divenne un solo ritornello: “Ma come avevamo fatto a non accorgercene prima?”

Il cambiamento arrivò con il collasso finale dell’eurozona nel 2015, un evento che era stato previsto da un numero crescente di esperti ormai da anni ma che nonostante tutto colse molti alla sprovvista. Una delle sorprese fu che il crac si verificò non in Grecia o Spagna, ma in Italia, cioè in quello che era una volta il settimo paese industriale al mondo e che era stato lentamente strangolato nella camicia di forza dell’austerità. Il paese in cui il caos politico era degenerato con diverse regioni che chiedevano la secessione, un governo paralizzato da anni e manifestazioni sempre più violente. Alla fine la capitolazione arrivò l’11 settembre del 2015, con la dichiarazione del nuovo governo che le pensioni sarebbero state pagate nella “nuova valuta nazionale italiana” e anche incrementate del 10% (per compensare i tagli dei governi Monti I, Monti II e Monti III) e che le tasse sarebbero state pagabili solo in Lire. Il nuovo governo dichiarò anche una Vacanza Fiscale di un anno, in cui l’IVA e l’Irpef vennero dimezzate, durante la “Transizione Nazionale” alla nuova valuta, per rilanciare immediatamente l’economia ormai in stato comatoso, dopo otto anni di depressione e austerità.

 

Le fosche previsioni circa l’iperinflazione non si avverarono. Invece la gente, essendo ora finalmente pagata (in lire), tornò a lavorare andando a raccogliere l’immondizia che si era accumulata in molte città e i cocci e i rottami delle devastazioni delle dimostrazioni degli ultimi mesi, rimettendo così in sesto anche tutte le altre infrastrutture degradate negli anni dell’austerità e della grande depressione causata dei governi Monti-Troika, durante i quali le maggiori imprese avevano ridotti gli investimenti, anche quelli di semplice manutenzione

La cosa però che sorprese tutti fu la decisione del Ministero delle Finanze su come effettuare la transizione di moneta: perchè ricominciare a stampare di nuovo tutte le banconote in Lire? I cellulari erano da anni in grado di ricevere addebiti e accrediti, e di fare pagamenti. Perchè non emettere una “Carta Digitale in Lire” (CDL) che poteva essere caricata di Lire a un Bancomat e poi usata per pagare qualunque negozio o ufficio tramite cellulare ?

Non appena il governo ebbe emesso il Decreto per la Transizione (alla Lira) i lavoratori addetti alla ricostruzione (assunti per rimuovere la spazzatura accumulatasi e i danni delle dimostrazioni) iniziarono a ricevere i loro stipendi, inserendo le loro carte digitali in Lire nei bancomat, dove le Lire apparivano grazie al fatto che al ministero delle Finanze digitivano i numeri necessari nei loro computer collegati. Non appena le “Carta Digitale in Lire” ebbero raggiunto tutta la popolazione, i negozi tornarono a riempirsi e persino i teatri principali a Roma e Milano, che avevano cancellato buona parte della stagione 2016, riaprirono. Anche lo scontro politico, che era diventato sempre più acuto, si calmò. Ci si rendeva conto che l’Italia non era senza soldi: era solo rimasta senza euro!

L’altro effetto, però, fu che l’assenza di banconote e il fatto che tutto il denaro era digitale cambiava la percezione del denaro, che non era più una cosa fisica, cioè associato a una certa quantità data, con un numero finito di banconote nelle casseforti, nascoste da qualche parte. E il modo in cui si era passati alla Lira aveva d’improvviso chiarito a tutti da dove arrivava il denaro: da un computer presso il Ministero delle Finanze che aveva istantaneamente accreditato milioni di bancomat di miliardi di nuove Lire. Non erano soldi che il governo aveva prima incassato con i bonifici e con gli assegni versati all’Agenzia delle Entrate. Erano numeri digitati in uno schermo di computer al Ministero, collegato in modo elettronico tramite i bancomat alle nuove “Carte Digitali in Lire” (CDL) che tutti i cittadini ora avevano. Il modo in cui il governo creava queste lire digitali era simile a quello in cui l’Enel o Hera immettevano elettricità nella rete elettrica nazionale per far girare gli impianti elettrici, l’illuminazione, le TV e tutto il resto.

Riguardo alle banche, quando ora erogavano un mutuo o un prestito per l’acquisto di un auto, si vedeva apparire nel proprio cellulare l’ammontare in lire a destra, ad esempio 100mila lire, ma anche a sinistra: “meno 100mila lire”. La somma tra il debito venutosi a creare e il saldo netto in lire era zero, indicando che la banca non aveva creato vero denaro. I questo modo diventava chiaro che solo quando il governo spendeva accreditando di un ammontare le “Carte Digitali in Lire” (CDL) si creavano lire. Cioè, in pratica, solo quando il governo spendeva per qualche cosa aumentava la moneta in circolazione. Questo era diventato tanto più chiaro in quanto, per risollevarsi dalla Depressione creata da cinque anni di Austerità dei governi Monti, nell’anno della transizione alla Lira erano stati sospesi metà dei pagamenti dell’Irpef e metà dell’IVA, per cui il governo aveva incassato solo metà delle tasse che strappavano Monti e Befera. E nonostante questo però, il governo era stato in grado di accreditare a tutti un ammontare di nuove lire superiori a quello degli euro che sostituivano.

Il governo lanciò un piano di infrastrutture per 60 miliardi (di euro equivalenti) dalla fibra ottica, ai parcheggi, alla rete ferroviaria, alle autostrade, alla pulizia delle coste, ai rigassificatori. La combinazione della spesa per infrastrutture e la riduzione massiccia delle tasse fece scendere la disoccupazione dal 22% al 5% e fece esplodere il PIL, che passò dal -3% anno, cui ci si era abitati sotto i governi Monti-Troika, a un +8%, superando India, Cina, Brasile e ritornando ad un ritmo di crescita che l’Italia aveva conosciuto per l’ultima volta nel 1965 (e di cui avevano memoria ormai solo gli anziani, a cui nessuno credeva, quando lo raccontavano). Avendo imposto una moratoria di un anno su metà della tassazione, tutti gli italiani, volenti o nolenti, erano stati costretti a notare che il governo non aveva avuto per questo il minimo problema a finanziare le spese (come ci si era sempre sentiti predicare falsamente per generazioni: “se non si fa la finanziaria, se non si aumentano l’Iva e la benzina, non ci saranno i soldi per i lampioni, per le volanti di polizia e per il riscaldamento degli ospizi!”). Passato l’anno di moratoria, in cui le tasse erano state ridotte da 700 a 400 miliardi, in euro equivalenti, dovendo ripristinarne una parte per evitare un’eccessiva inflazione, si aprì un nuovo dibattito sulle tasse. Ora era chiaro a tutti che il governo non aveva bisogno di raccogliere prima le tasse, per poi avere dei soldi da spendere: era diventato evidente invece che il governo, spendendo prima, metteva in circolazione la moneta grazie alla quale, successivamente, i residenti potevano pagare le tasse. Era insomma ora chiaro che le tasse sono solo un modo per ridurre la quantità di moneta  in circolazione (immessa nell’economia dal governo, quando spende), in modo che una volta ottenuta la piena occupazione delle risorse poi non si generi inflazione.

Va da sè, a questo punto, che non aveva quindi alcun senso per lo Stato indebitarsi nuovamente, vendendo a residenti o investitori esteri BTP che gli costavano un 4-5% l’anno, e nel corso di 20 anni facevano raddoppiare il suo debito iniziale. Lo stato era libero dalla schiavitù del “debito pubblico”, quello strano debito che come si diceva “è dovuto a noi stessi”, cioè che lo Stato deve ai cittadini per poter spendere a loro favore e che poi, per essere ripagato, lo costringe a tassarli sempre di più, in un circolo vizioso in cui l’unica cosa certa è l’accumulo all’infinito di interessi su interessi. In questo modo, invece, ora lo stato italiano poteva risparmiare quasi 80 miliardi l’anno (di euro equivalenti), riducendo quindi anche le tasse, ovviamente, dello stesso ammontare

Dato che si voleva che l’economia producesse reddito e occupazione, adesso era più chiaro che non aveva molto senso tassare la produzione annuale di reddito con imposte come l’irap, irpef e sul valore aggiunto (iva). Era piuttosto logico tassare invece alcuni consumi finali di lusso o nocivi per l’ambiente e la proprietà terriera ed immobiliare, il cui valore non rifletteva alcun input di lavoro, ma solo un dato geologico. Cioè: il valore del patrimonio immobiliare e terriero, oltre ad essere stato gonfiato negli anni precedenti alla crisi dal credito bancario, dipendeva in generale dalla bellezza naturale dei luoghi e dalla posizione (distanza dal mare…), e poi dal contesto economico produttivo creato dal lavoro dell’ingegno applicato. Una tassazione della rendita immobiliare riduceva le differenze sociali dovute all’accumulo per eredità e alla fortuna (o connivenza) nella distribuzione delle aree fabbricabili e, inoltre, riducendo la convenienza dell’investimento immobiliare come speculazione sull’incremento di valore, toglieva l’incentivo delle banche a finanziarlo e faceva scendere i prezzi della case, con beneficio per le nuove generazioni.

Tutta questa rivoluzione in Italia, generata dalla transizione alla nuova Lira digitale, ovviamente creava molta discussione all’estero, mettendo in difficoltà economisti ed esperti che dovevano spiegare ora il nuovo “miracolo economico” italiano, sostenuto da una serie di ampi deficit pubblici e drastiche riduzioni di tasse che costituivano la ricetta esattamente contraria a quella praticata dai famigerati governi Monti, che avevano avuto il plauso entusiasta della “comunità finanziaria” di Londra, New York e Francoforte. I fondi,le  banche e gli investitori esteri, per un decennio avevano tenuto in ostaggio l’Eurozona attraverso una “crisi del debito pubblico” artificiale, in cui spingevano sempre più su il costo del debito greco, portoghese, irlandese, spagnolo e italiano, rifiutando di concedere ristrutturazione del debito quando le nazioni non riuscivano a pagare, impoendo quindi governi come quello Rajoy in Spagna, quello Papademos in Grecia e quello Monti in Italia, che spremevano la popolazione e chiedevano di svendere i beni pubblici.

Di fronte alla nuova Lira i “padroni dei bonds” andarono al Ministero delle Finanze a Roma minacciando che non avrebbero più comprato bonds italiani e che questo avrebbe provocato un crac del debito italiano sui mercati globali. Ma al Ministero a Roma risposero: “Quali bonds ? quali BTP ? Noi non vendiamo più bonds, perchè mai lo stato italiano deve indebitarsi con voi?” Allora i padroni dei bonds dissero: “Ma noi vogliamo comprare i vostri bonds! Abbiamo bisogno di mettere in qualche investimento finanziario sicuro i nostri miliardi. Vogliamo un investimento che paghi ogni anno sempre un interesse garantito dallo stato. Noi abbiamo bisogno che voi emettiate ora, adesso, subito dei bonds in Lire !”. E il nuovo Governo italiano, il primo degno di tal nome, rispose: “Se volete investire dei soldi in Italia aprite un’attività, un business, una fabbrica, una centrale, un servizio di qualche genere, un villaggio turistico. Comporta forse qualche rischio, rispetto ai  bonds, ma può rendere, ora che le tasse sono più basse, e soprattutto fa girare l’economia. Ma non potete venire in Italia a pretendere di comprare BTP. Qui in Italia ne abbiamo avuto abbastanza di tenere al sicuro il vostro denaro, e di pagarvi, per di più, per il servizio che vi stavamo offrendo!”.

(adattato da “2020”, New Economic Perspectives)
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98 risposte a Italia, Anno 2016: ecco la lira digitale

  • 36
    sofiaastori

    Incredibile!! Ma chi la scrive è un ME-MMTer?

    Solo il particolare della lira digitale non lo avevo mai sentito nominare dagli economisti della MMT; a parole sembra davvero pratico ma mette un po’ d’inquietudine alcuni possibili risvolti negativi…o semplicemente è la solita diffidenza verso le novità?

  • 35
    giomacc

    Credo che la scetticità delle persone per un futuro con la moneta digitale provenga dal fatto che tutti si abbia delle entrate ingiustificate, (nero).

    L’onestà la predichiamo tutti ma credo siano pochi quelli a posto con le loro coscenze, a partire dai tanti disoccupati stagionali, ai tanti occupati con con grosse fette di tempo disponibile (doppio lavoro)

  • 34
    -€+£

    Ma stampare la £ in carta di canapa? Non costerà poi così tanto!

  • 33
    lordream

    Fighter ha scritto :
    Postludio… un giorno una tempesta solare fuse tutti i trasformatori, causò un gigantesco black out ed il denaro elettronico sparì nel nulla.

     

    il danaro sarebbe il problema minore in tal caso visto che non funzionerebbe nulla che abbia componenti elettronici 

  • 32
    lordream

    grazi75 ha scritto :
    Cambierebbe tutto invece. Digitale o cartaceo, la grande differenza e’ che quando tu usi la carta di credito ti indebiti. La banca crea denaro attraverso l’accensione di un debito. Nel caso descritto nella bella storia, lo Stato crea denaro spendendolo in cirocolazione, quindi senza la creazione di debito.

     

    mi riferivo al fatto che non gli piacerebbe tutto quanto in digitale, sono concorde con te con quanto hai scritto ma l’utilizzo che se ne farebbe è gia oggi attuale, nfc e carte di credito sono già a tutti gli effetti moneta digitale

  • 31
    est

    Moneta digitale??? a quando la marchiatura come le bestie??? la privacy?? benvenuto nwo tra la popolazione ignorante!

  • 30

    In quanto autore del pezzo innanzitutto ringrazio Messora oltre che per l’ospitalità per averlo editato migliorandolo nello stile, poi aggiungo solo che forse il fatto di avere messo nel titolo “moneta digitale” può essere un attimo fuorviante in quanto l’idea della nuova lira digitale solo un modo per far visualizzare il fatto che la moneta la crea il deficit dello stato, ma non era il centro del ragionamento. Personalmente sono anche contrario ad una moneta solo digitale perche riduce la libertà del cittadino e aumenta il potere dello stato, proprio perchè appunto nel sistema in vigore dagli anni ’70 la moneta di fatto la emette il governo quanto spende e di fatto la controlla lui. Nel pezzo originale, che ho adattato parecchio, c’era un enfasi sulla moneta digitale come qualcosa di positivo che a mio avviso non è per niente necessaria perchè il discorso fili, ma nell’economia di questa favola futuristica mi è sembrato utile lasciarla per far capire come la Moneta non sia oggi un qualcosa di fisico, che sta nelle casseforti e che trasportano i portavalori e di cui esiste una quantità limitata. Il punto di questo racconto era mostrare innanzitutto la vera natura della moneta, che appunto viene generata quasi tutta come accrediti digitali da parte del governo quando spende e poi da qui l’assurdità criminale dell’austerità giustificata dal mito dello stato “che non ha soldi” e li deve prelevare con l’austerità. Il discorso insomma della lira digitale è solo un aiuto a far comprendere la natura vera della moneta nell’economia attuale con un esempio, ma non è affatto essenziale. Non ho  ritenuto di appesantire il racconto, che mi sembrava filasse abbastanza, con una precisazione del genere, ma anche se può sembrare forse naive in realtà è un tentativo di sintezzare i nostri problemi economici e la soluzione ovvia che i grandi media e la professione economica continuano ad oscurare

  • 29
    Mauri_X

    vedere la firma del Dott. Zibordi su Byoblu mi riempie di gioia !

    grazie Claudio e grazie Giovanni

  • 28
    adriseb

    fantastico!!! principi di economia elementari negati dai quei banditi al governo italiano e della bce. Speriamo solo che quel governo nel 2016 ci sia davvero e sia un governo targato movimento 5 stelle! 

  • 27
    Morpheo

    Scordatevi tutto questo, quando il cittadino sta bene apparte consumare e acquistare fa anche figli, pensate a quante nascite si potranno avere e quante morti si possono evitare se ognuno di noi puo’ sottoporsi a cure piu’ specialistiche. Uscire dall’ euro a noi è vietato se solo ci pensiamo ci bombardano, ma non perche facciamo fallire loro ma perche con una nostra economia in Lire facciamo fallire i loro Mercati. Saluti

  • 26
    Rumegusc

    e vissero tutti felici, contenti e c*****nati.

    Come favola non regge neanche col mio nipotino di tre anni e mezzo , me l’ha schifata appena cominciato a raccontargliela.

    Vista come teoria economica …. ecco è ben calzata come forma letteraria, ciò che è stato scritto, visto che presenta, la teoria, dei buchi grossi come voragini colmabili solo con la magia delle favole.

    Questa MMT è pericolosa, intorpidisce con queste favole di manna che cade dal cielo che fiocca a natale con canti di angeli sorridenti.

    Forse è poco chiaro, se non ci sbrighiamo a mettere delle poderose pezze, toccherà fare la rivoluzione armata…. capito? 

    Abbiamo una sola possibilità di sovvertire pacificamente questo stato di cose con il voto e solo ora , non ci saranno altre possibilità in futuro con una condizione economica come l’attuale : siamo sulla soglia del baratro, barcollanti ma ancora in piedi, poi ci sarà una caduta con una curva esponenziale.

    Quindi azione 1 = voto

    Siccome non è detto che comunque che vada tutto liscio, anzi prima del 2013 fin troppi bastoni tra le ruote metteranno, l’azione da compiere ora è organizzarsi velocemente con le monete complementari per evitare che il sistema produttivo crolli, meglio se con moneta a demurrage.

     

    • 26.1
      Mjollnir

      Il problema è che lo stato paga il settore pubblico e vuole le tasse in Euro cosi come il settore bancario. Poiche gli interessi sul debito aumenteranno molto ogni anno cosi come le tasse ho l’impressione che l’apporto delle monete complementari per compensare la carenza di denaro sarebbe minimo.

      Cio vuol dire che piu complementare si usa, meno si pagano le tasse piu lo stato ci tassa per rispettare i vincoli di bilancio e quinidi non cambierebbe niente.

      Mi sembra che il ragionamento torni.

      Certo se si trovasse qualche comune (o regione..vd Sicilia) accondiscendente che pagasse le proprie spese e a cui pagare le tasse con la moneta complementare allora forse sarebbe un diverso.

       

       

       

  • 25
    marco_abeti

    Bel racconto, ma impossibile. I politici non accetteranno mai di ricevere le mazzette in moneta digitale

  • 24
    MaxP.

    E’ troppo bello e facile per essere attuabile!!!

    Siamo seri, questa idea non si attuerrà mai democraticamente, ci sono troppi interessi in gioco delle lobby, quelli non rinunceranno mai al potere e ricchezza di cui già dispongono, e che difenderanno fino all’ultimo “uomo” piuttosto che concederlo gratis ai comuni cittadini…..

    Temo purtroppo che solo dopo un ennesima guerra mondiale, chi sopravviverà potrà sperare in un sistema politico-monetario virtuoso atto a premiare tutti indistintamente piuttosto che pochissimi e ben individuati.

    Però chi vivrà vedrà e speriamo bene!

  • 23

    Aggiungo  che il testo è lo stesso apparso su DonChisciotte e sul mio sito ovviamente

    http://cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=2966&reply_id=123500283#123500283

    ed è solo una sintesi colorta di discussoni più dettagliate con tabelle, numeri, grafici, dati ed esempi storici che trovate qui http://cobraf.com/forum/PostsByKeyword.php?keywordid=129

    Si basa sulle idee di autori non solo come Warren Mosler e Jim Gailbraith, ma anche Steve Keen a Sidney e Richard Weiner in UK Southampton University, Anatole Kaletsky sul Times, Richard Koo a Tokio, ecc… cioè non è solo “MMT” o “Barnard”

    Obiezione 

    “…a da questa meravigliosa immagine non vien chiarito un particolare credo non indifferente, ovvero, le materie prime che importiamo dall’estero come e quanto le pagheremo? Credo sia molto semplice dire “usciamo dall’ euro” piuttosto che farlo veramente…”

     risposta:

    se l’economia va bene, se cresce il reddito, il PIL, l’occupazione e il consumi in un paese la sua valuta poi dopo un periodo iniziale di svalutazione finisce per rafforzarsi, io faccio il trader di cambi da 12 anni e garantisco che funziona così…

  • 22

     

    L’idea della moneta virtuale applicata all’attuale sistema economico equivale a schiavitù. Ma se è lo Stato ad avere il controllo della moneta (e non le banche private) allora è un altro discorso, e sono d’accordo con l’articolo. In tal modo per lo Stato la moneta virtuale significherebbe controllo immediato sui finanziamenti ‘a fondo perduto’ (che non significa prestito, ma regalo!): nonostante lo Stato inventi dal nulla soldi da dare GRATUITAMENTE alle piccole e medie imprese sull’orlo del fallimento, diventa facile assicurarsi che chi ha ricevuto il denaro lo spenda UNICAMENTE per salvare l’azienda (e metta quindi i presupposti per creare occupazione e far sì che la moneta falsa acquisti reale valore). Sarebbe infatti impossibile sperperare il regalo in altre cose, perché la valuta elettronica permetterebbe che le spese vengano subito registrate nel computer del Ministero della Finanza!

    Secondo me però, anche in questo tipo di economia, il denaro in banconote non dovrebbe scomparire. Le banche private dovrebbero cambiare la loro funzione ed essere opportunamente statalizzate: se oggi stampano moneta per indebitare le nazioni, in questo futuro (in cui non hanno più la sovranità monetaria) il loro lavoro dovrebbe invece consistere nel far sì che ad ogni nuovo ammontare elettronico di denaro emesso gratuitamente per ordine dello Stato ci sia sempre un corrispettivo in forma cartacea. Le banche dovrebbero anche, grazie alle informazioni fornite dallo Stato, aggiornare mensilmente in documenti stampati la variazione della distribuzione di reddito dei propri clienti. Tutto ciò per evitare che eventuali hacker delle altre nazioni (gelose della nostra ricchezza derivata dalla piena occupazione) possano mandare in tilt il sistema cancellando con un click i soldi virtuali del nostro cellulare, o sabotando i computer del Ministero della Finanza stesso. In questo caso semplicemente andiamo in banca e preleviamo il corrispettivo in banconote dei nostri soldi virtuali (che fino ad allora era stato infatti periodicamente aggiornato in registri). La circolazione monetaria ridiventa cartacea, almeno fino a che non si risolvono i problemi tecnici con i computer -ma l’emissione della moneta resta comunque solo allo Stato, nel frattempo-.

    Dico tutto questo perché lo Stato, se non avesse una copertura in banconote (e già non ce l’ha in oro…), potrebbe donare troppi soldi in maniera troppo veloce, causando un aumento dei consumi talmente grande da comportare l’esaurimento delle risorse del nostro suolo nazionale in termini di pochi anni. Però perlomeno questo è l’unico sistema in cui si può dare i soldi alle persone che ne hanno veramente bisogno, senza che esse risultino indebitate con tasse insormonatabili o (con tanto di interessi) nei confronti di banche private. In più la spesa pubblica sarebbe un attivo gratuito non solo per le piccole e medie imprese, ma anche per la ricerca scientifica e per progetti mirati a renderci indipendenti dal petrolio.

     

    L’unico problema di questo sistema economico è che, per applicarlo, i nostri politici dovrebbero avere le palle di andare dai banchieri e dire: “Basta con bonds e BTP, rivendichiamo il diritto di crearci da soli il denaro che ci serve quando stiamo in crisi, senza dovercelo procurare indebitandoci con voi. Perciò levatevi dai c*******, investite in altri settori perché vogliamo statalizzare le vostre banche!”. È un po’ difficile che accada se non parte dal popolo una vera e propria rivoluzione.

     

  • 21
    angel0

    Denunciati al Tribunale Internazionale di Den Haag per Crimini contro l’umanità.

     

    http://www.mentereale.com/articoli/denunciati-al-tribunale-internazionale-di-den-haag-per-crimini-contro-l-umanita

  • 20
    lordream

    liliana ha scritto :
    Come si può vedere solamente ciò che più ci fa comodo? Signori una moneta elettronica equivale ad essere in balìa della fornitura elettrica, delle compagnie telefoniche, di server malfuzionanti, per non parlare che basta un click su un bottone rosso per non aver più accesso a nessun credito magari solo perchè sul col nostro prezioso cellulare ad un amico abbiamo detto: guarda che cielo c’è oggi! Ma ci vogliamo svegliare una volta per tutte? liliana.

     

    no, la fornitura elettrica è l’ultimo dei problemi, i server posseggono generatori, sono ridondanti, significa che se uno cade altri 100 server lo sostituiscono, le compagnie telefoniche non c’entrano proprio nulla perchè puoi usare perfino un internet cafè o la connessione della biblioteca per accedere a tale servizio che in ogni caso deve essere statalizzato, il bottone rosso per far sparire i dati? neanche nei films degli anni 80 ho mai visto simili cose, tornando a bomba, una cosa è che può non piacere e fin qui sono d’accordo con te, ma raccontare c**zate per giustificare il fatto che non piaccia non è una bella cosa

  • 19
    alb82

    L’Argentina è pronta a fallire nuovamente.

    L’Argentina ha fatto default, l’Argentina si è presa la sua sovranità nazionale stampandosi la sua moneta, è cresciuta alla grande grazie ai debiti ridotti e alla stampa allegra e ora…

    A me sembra un esempio chiaro di come andrebbe a finire l’Italia per i fatti suoi con la Lira.

    http://www.rischiocalcolato.it/2012/11/siete-pronti-al-ri-fallimento-dellargentina-lo-strano-caso-del-cambio-usdpesos-robe-da-pazzi.html

    http://www.rischiocalcolato.it/2012/11/le-gioie-della-moneta-sovrana-godetevi-il-vero-cambio-fra-e-pesos-argentino.html

    http://phastidio.net/2012/11/15/argentina-a-tutta-velocita-verso-un-muro-di-cemento-armato/

    • 19.1
      Mr. age

      Grazie Lalla ora mi è chiaro il motivo di questo nuovo attacco da parte delle solite agenzie di rating verso l’argentina.

      Scusate ma oggi mi sento un pò argentino!

      Forza Cristina!

    • 19.2
      lalla

      Ecco ciò che sta accadendo in Argentina in questi giorni.

       

       

      di Sergio Di Cori Modigliani

       

       

      Due o tre cosette sull’Argentina e sui media italiani.

       

      Da qualche giorno circola in rete (e sulla stampa mainstream) una enorme eccitazione sull’Argentina e sul suo immediato destino economico. Andrà in default di nuovo? E’ vero che sta per saltare il sistema? Tutta questa improvvisa fibrillazione è relativa a un debito del governo argentino che si riferisce a eventi avvenuti nel 2003 dovuti alla denuncia di un fondo d’investimenti che non ha riconosciuto le modalità di restituzione argentine.

      Ma perché in Italia se la prendono tanto per un debito (minimo, davvero minimo, di cifra irrilevante) acceso da un lontano paese sudamericano, circa dieci anni fa? Una nazione che non fa parte dell’euro, i cui problemi non possono avere nessun impatto né tecnico né economico con la nostra situazione? A questo bisogna aggiungere l’enorme diffusione in Italia, sia sulla stampa ufficiale di regime che sui siti on line, delle notizie sulle manifestazioni popolari contro il governo in carica, descrivendo l’Argentina come un paese che sta di nuovo sull’orlo del collasso economico..

      Chi segue questo blog ricorderà il post nel quale raccontavo una storia, che allora avevo definito “la guerra tra le due Cristine”, annunciando lo scontro di fine novembre che avrebbe raggiunto la sua punta massima a metà dicembre, visto che il Fondo Monetario Internazionale aveva dato al paese sudamericano la scadenza del 17 dicembre come ultima data per mettersi in linea con i parametri richiesti dai creditori istituzionali.

      E, negli ultimi giorni, così, all’improvviso, dovunque si è parlato dell’Argentina e diverse persone si sono rivolte a me chiedendo la mia opinione.

      Da cui il motivo di questo post.

      “False flag”.

      E’ un termine inglese che letteralmente vuol dire “falsa bandiera”, ma che nell’usuale linguaggio della comunicazione sta a indicare, piuttosto, quella che io chiamo “arma di distrazione di massa”.

      Tutto questa eccitazione sui problemi economici dell’Argentina sono, per l’appunto, a mio parere, una “falsa bandiera”.

      E’ il risultato di questa bulimìa ossessiva, fortemente voluta dagli oligarchi bocconiani, nell’imporre alla gente l’obbligo di parlare continuamente e costantemente di economia e di monete e di teorie, cercando di sottrarre il dibattito (riuscendoci in pieno) alla Politica, al confronto/scontro tra due interpretazioni del mondo, del mercato, dell’economia e della società che sono opposte e antagoniste.

      In Argentina è accaduto qualcosa negli ultimi giorni. Sì, è vero.

      Ma non ha nulla a che vedere con ciò di cui tutti parlano.

      Sì, laggiù, qualcosa è accaduto. E anche di molto grosso. E sta accadendo proprio in queste ore. Ma non riguarda quel debituccio, non riguarda i soldi nudi e crudi, non riguarda provvedimenti di ragioneria economica e di contabilità fiscale.

      Riguarda l’economia, questo sì. Ma viene dal mondo della Politica intesa nella sua forma più pura e migliore. E sta avendo un impatto poderoso non soltanto in tutto il Sudamerica, ma anche e soprattutto in Usa dove, non appena è arrivata la notizia, i repubblicani si sono subito scontrati con Obama e hanno interrotto la trattativa sulle manovre economiche rimandando il prossimo incontro di qualche giorno. Ma di tutto ciò, in Italia neppure una parola, neppure un rigo, neppure un accenno, che io sappia.

      Non è certo casuale.

      Di che si tratta, quindi?

      Si tratta dell’approvazione di una Legge dello stato che il senato della repubblica argentina ha votato in maggioranza (voto trasversale) in data 28 novembre 2012 con 43 voti a favore e 19 contrari, diventando “immediatamente operativa con applicazione retroattiva al 1 settembre”. Hanno tecnicamente 30 giorni per renderla applicabile. E la Legge parla molto chiaro: definisce “illegale e immorale” qualunque forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perché sottrae a tutte le banche, a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale, la propria autonomia sul mercato. Dal 30 novembre del 2012, il parlamento e il governo argentino si riappropriano della propria economia che individua “legalmente” nella finanza “il braccio operativo dell’economia di cui deve essere subalterna” e impone alla finanza di essere sottoposta al totale controllo dello stato centrale in ogni sua attività.

      Così titolava La Naciòn, il più importante quotidiano argentino (moderato conservatore) nel dare la notizia che in Italia non mi pare sia stata né diffusa né diramata.

      LA CAMARA DE SENADORES CONVIRTIO EN LEY LA REFORMA DE LA REGULACION DEL MERCADO DE CAPITALES

      Estado con más poder para proteger el ahorro

       

      http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/12/ecco-cio-che-sta-accadendo-in-argentina.html

  • 18
    la cosa mi puzza

    che boccaloni… studiate un pò di economia monetaria. Quello che volete fare si chiama monetizzazione del debito pubblico e finanziamento diretto delle tasse tramite emissione di moneta dalla banca centrale. E’ vero: ci permetterebbe di abbassare le tasse ed eliminare il debito pubblico d’un colpo, ma scatenando certamente quella iperinflazione che nel post si dice “non avverrà”. Sicuri sicuri?

     

    Invece di avere tasse e pagamento di interessi sul debito pubblico, avremo inflazione al 15 – 20 – 30% annua, poi vorrei vedere con quanta leggerezza gli imprenditori fanno investimenti- cioè sostengono OGGI dei costi – dovendo affrontare l’incertezza che i ricavi di quelli investimenti abbiano un potere d’acquisto che nel frattempo a distanza di un anno , è calato del 15 o del 20 o del 30% ( perchè, se si sapesse ESATTAMENTE l’inflazione drisultante è un altro conto, ma nessuna politica monetaria di monetizzazione è prevedibile nei suoi effetti come pensate voi).

     

    Sveglia, studiate un pò di economia monetaria (possibilmente non quella di Mosler, secondo cui per creare ricchezza basta emettere titoli di debito pubblico) e siate meno boccaloni.

     

     

  • 17
    PAULOGAS

    GRAN BEL POST .TUTTAVIA HO ANCORA QUALCHE diffidenza verso la moneta elettronica forse per paura che la usino i poteri forti per controllarci. comunque se e’ lo STATO a GARANTIRE IL CORRETTO USO della MONETA SONO D’ACCORDO !!!!!

    la gente si sta svegliando ma non so se bastera’ per cacciare quest’accozzaglia e amalgama  politico-media-finanziaria.

    io mi rendo conto adesso della loro completa assuefazione al BILDERBERG E COMMISSIONE TRILATERALE !!!!!! HANNO RATIFICATO DI TUTTO E DI PIU’ DELEGITTIMANDO UN PARLAMENTO E UNA REPUBBLICA CHE INVECE DOVEVANO DIFENDERE !!!!!!!!  LE ALTE CARICHE ISTITUZIONALI INVECE CHE DIFENDERE LA NAZIONE L’HANNO VENDUTA A QUESTI POTERI !!!!!!!!!

    Trovo che il capo dello stato attuale sia uno dei peggiori presidenti della storia,ha nominato un uomo delle lobby finanziarie capo del governo ,non ha indetto libere elezioni . per me e’ un traditore della patria e l’avvocato paola musu ha fatto bene a fare la denuncia !!!!!!!!! 

    Io sono fedele alla repubblica italiana e alla sua costituzione . il parlamento italiano e’ per me sovrano come lo e’ il popolo italiano !!!!! la costituzione italiana afferma che la sovranita’ appartiene al popolo italiano !!!!!!!!! queste alte cariche dello stato italiano hanno tradito tutte !!!!!!!!!!!! hanno venduto l’indipendenza e l’autonomia della libera repubblica italiana a poteri finanziari e organizzazioni sovranazionali come ue e bce e mes . trovo questo inammissibile !!!!!!!!!!

    chi per atto costitutivo deve difendere l’integrita’ dello stato italiano  deve intervenire !!!!!!!!!!!!  ora !!!!!!!!!!  

    noi cittadini pacificamente dobbiamo trovare una soluzione politica ma chi HA TRADITO L’ITALIA DEVE ESSERE ARRESTATO E PROCESSATO CHIUNQUE SIA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  

  • 16
    tino p

    Si ,bella favoletta basata sulla MMT , solo che la MMT come tutte le altre teorie economiche ,comprese quelle attuate in questo momento, comprendono il costo delle crisi che si verificano di tanto in tanto , ecco il problema , le crisi , la crescita continua , la MMT , o il tartassamento attuale o le altre 10 teorie , sono intrinsicamente portatrici di crisi piu o meno vaste , il denaro dopo una miriade di passaggi alla fine rappresenta solo un accumulo di qualcosa e l’unico qualcosa che serve a tutti è energia in tutte le forme , è l’unica cosa finale che serve per vivere o per fare le cose di tutti i giorni , dal cavolo alla luce per vederci di notte è sempre e solo energia e l’unica energia di tutti è la solare ( e come tale intendo dalla pioggia al fotovoltaico per esempio o alla mela che il sole fa maturare ) , quindi piu ne raccogliamo e piu ne usiamo e piu siamo ricchi . tutte le altre sono disquisizione su spostamento di capitali o spostamento di un debito verso il futuro , che poi la sitruazione attuale sia disastrosa nessuno lo può negare e nemmeno che se ne esca con pratiche ‘normali’ ma legare il denaro al ‘nulla’ non puo portare che ad una crisi futura , sempre li dietro l’angolo

     

    • 16.1

      Gli econmisti di un tempo affermavano che l’unica vera ricchezza è la terra con le risorse che offre. Il denaro è un simbolo il cui valore dipende da un atto di fede.

       

       

  • 15

    se usciamo dall’euro il giorno siamo in guerra contro gran bretagna,francia e usa…come minimo.io sono antieuro ma vi dico una cosa che voi non avete  considerato…dopo il trattato di versaille la germania si trovata sommersa dai debiti di guerra e allora naxionalizzo le banche,vi ricordate come andò a finire? i poteri monetari e l’impero inglese usarono ogni mezzo fino all’all’olocausto di danzica di cui nessun libro parla e che porto la guerra nel continente,per quale motivo oggi i signori del denaro dovrebbero permettere ad un paese come l’Italia poi,totalmente assoggettato al potere americano,di cambiare bandiera e passare dall’altra parte?

    Quello che oggi nessuno dice è che disse Sarkosy durante un riunoine del g8 è che  il primo che esce dall’euro provocherà la caduta della zona stessa e alla caduta dell’euro nessuno andrà a casa e troverà tutto come prima,lo scopo finale è la distruzione dell’europa…e una guerra su larga scala

  • 14

     

    i) l’Argentina il disastro quello vero lo ha avuto nel 2001-2002, come conseguenza dell’avere inchiodato il peso al dollaro (cioè di aver perso il controlloa della sua moneta).

    ii) dopo che si è svincolata dall’aggancio al dollaro nel 2002 PER DIECI ANNI ha avuto una crescita reale positiva del reddito, senza recessioni nonostante un inflazione molto alta e ad esempio dalla Spagna migliaia di persone sono emigrate in Argentina anche quest’anno. Quindi solo ora, nel 2012 comincia ad avere di nuovo dei guai, ma non paragonabili alla catastrofe creata dal “vincolo” del peso al dollaro lodato e raccomandato da Fondo Monetario, Banca Mondiale… 

    iii) da anni e anni l’Argentina ha inflazione sopra il 20%, per cui è ovvio che NON deve stampare moneta, è ovvio che ha esagerato a pompare moneta e anche credito e la Kirchner non è un esempio da imitare come politiche. Ma l’Argentina non esporta 450miliardi euro di beni industriali all’anno come l’Italia, se le togli le materie prime sai quanto esporta di beni industriali ? 20 miliardi ! l’Italia è una potenza industriale esportatrice (perlomeno lo era…), l’Argentina è un paese che esporta materie prime agricole e basta. Non è il paese da usare come confronto

    iii) L’Italia ha inflazione al 2% e dovuta solo al petrolio e gli aumenti di tasse indirette tipo IVA e accise, senza queste l’inflazione sarebbe zero, è in recessione da quattro anni e una produzione industriale ad esempio crollata a 77 (!) rispetto ai 100 del 2007 e hai perso un milione di posti di lavoro. Se da no grazie al ritorno alla lira i riduci le tasse di 100 miliardi, in modo che del denaro torni a circolare, non crei inflazione perchè le imprese lavorano appunto al 77% della loro capacità, i redditi sono depressi e c’è disoccupazione elevata. Il problema dell’Italia è che decine di migliaia di aziende stanno chiudendo e una volta chiuse chi le riapre, Barroso, Befera, Monti ? Bisogna impedire la distruzione della grande base industriale che l’Italia, a differenza dell’Argentina,  avrebbe ancora

    iv) L’esempio da usare (che nessuno vuole mai sentire  però..) è l’Inghilterra che dal 2009 ha stampato sterline e le ha usate per comprare l’equivalente di 500 miliardi di euro di Gilt (titoli d stato) tenendo in questo i suoi tassi di interesse sotto il 2%, grazie appunto al semplice fatto che NON HA CHIESTO SOLDI AL MERCATO FINANZARIO MA SE LI E’ STAMPATI. In Inghilterra il Tesoro al lunedì emette 10 miliardi di titoli e al martedì la Banca di Inghilterra se li compra e se ne fottono di quello che dice il mercato finanziario e della “spread”. Noi dobbiamo semplicemente fare come gli inglesi ora

    v) Ma l’inflazione inglese è salita al 20% per questo ? No, solo al 4.4% di massimo e sta scendendo di nuovo ed è sul 3.5%. Stampando l’equivalente di 500 miliardi di euro dal 2009 l’Inghilterra ha subito un crac della sua valuta ? No, se guardi la sterlina è praticamente invariata rispetto all’Euro dove si fa l’austerità. Come spiegato da Keynes e tanti altri negli anni ’30, quando hai un eccesso di debito che crea una DEPRESSIONE l’unico modo di uscirne E’ SCAMBIARE IL DEBITO CON MONETA, cioè ridurre il debito ma non coi default e la bancarotte, comprandolo con moneta emessa dallo stato

    vi) In questo modo l’Inghilterra ha potuto permettersi deficit pubblici del 9% del PIL dal 2009  e grazie e non ha dovuto fare l’austerità. E così non ha perso posti di lavoro, a differenza dell’Italia, non è in recessione continua da quattro anni,  le sue aziende non falliscono a migliaia e persino la sua borsa ha fatto un 40% in più di quella italiana. 

  • 13
    gios

    Di la verità, questa te l’ha scritta Casaleggio. :-)

  • 12

    Quasi tutto perfetto, la moneta deve rimanere cartacea.

  • 11
    AlessioXX

    Sinceramente mi sembra un post demagogico, soprattutto quando si fa riferimento agli investimenti esteri in presenza di una bassa tassazione. Forse l’autore di questo articolo non si ricorda che l’Irlanda è finita gambe all’aria grazie al dumping fiscale (leggi repressione salariale) e all’ importazione di capitali dall’estero. Insomma i presunti salvatori della patria, coloro che sbraitano senza cognizione di causa contro le politiche della Troika, ci propongono una ricetta che definire colonialista è poco, perchè non si rendono conto che gli investimenti esteri devono essere remunerati e che i profitti (soprattutto se non sono vincolati da clausole che prevedono il reinvestimento degli utili, il rilascio di brevetti, la partecipazione ad un fondo che serve per finanziare eventuali danni ambientali derivanti dalle loro attività, etc, etc) ritornano comunque nei luoghi di residenza degli investitori, lasciando il paese pesantemente indebitato con l’estero. Si può avere anche una crescita elevata, ma quando un’economia dipende dagli investimenti esteri, è molto più utile guardare il PNL piuttosto che il PIL. Inoltre sarebbe curioso sapere in che modo la massa monetaria immessa nel sistema riuscirebbe a garantire la ripresa, visto che non si fa nessun riferimento al controllo del movimento di capitali, i quali, a questo punto, sarebbero liberissimi di espatriare alla ricerca di remunerazioni più vantaggiose. Poi, scusate se insisto, perchè questi espertoni che ci propongono queste teorie messianiche, continuano a parlare del fatto che lo stato dovrebbe stampar moneta? Intendiamoci io sono favorevole al fatto che venga restituito allo stato il potere di incidere sul tasso di sconto ( che è comunque una cosa diversa dai soldi lanciati dall’elicottero virtuale), ma non si rischia in questo modo di omettere il fatto che la crisi debitoria ha investito il settore privato, come inevitabile conseguenza degli squilibri dell’economia reale ( bilance dei pagamenti asimmettriche, concentrazione della ricchezza, delocalizzazioni selvagge, riduzione della domanda aggregata, etc) ? Francamente mi sembra un’analisi della situazione attuale tutt’altro che alternativa. Ne è una prova il fatto che l’autore cosideri le tasse come uno strumento per raffreddare l’inflazione, facendo così propria la tesi quantitativa della moneta.

  • 10
    grazi75

    E’ una storia molto bella, davvero. Solo un piccolo particolare: bisognerebbe smetterla di parlare di crescita. Infatti, nel caso in cui la moneta venisse creata senza debito dallo Stato, uno dei motivi principali dell’ossessione con la crescita economica verrebbe (finalmente) meno. Il fatto che non si dovrebbe piu’ rimborsare un debito con interesse, che cresce in maniera esponenziale, farebbe si che finalmente potremmo uscire piu’ facilmente dal paradigma della crescita perpetua.

    Primo, per i paesi sviluppati (italia inclusa), la crescita economica non e’ desiderabile. Esiste una letteratura sconfinata sul nesso tra benessere, felicita’ e PIL. Tutte le analisi convergono nell’affermare che oltre i 15,000 dollari pro-capite, l’aumento del PIL non aumenta il benessere. Al contrario, la distribuzione del reddito conta molto di piu’. Invece che fissarci con la crescita, allora potremmo pensare a politiche redistributive.

    Secondo, la disponibilita’ di liquidita’ in un sistema economico e’ sicuramente necessaria per la crescita. Ma non e’ sufficiente. La crescita economica che abbiamo sperimentato negli ultimi 60 anni e’ il risultato della disponibilita’ di energia a basso costo (combustibili fossili). Basta considerare il lavoro di economisti quali Ayers e Warr o Reiner Kummel. L’offerta di petrolio globale e’ stagnante dal 2005, nonostante i prezzi elevati. Ergo, siamo sul picco del petrolio ed in futuro la disponibilita’ di energia a basso costo sara’ un ricordo.

    Terzo, la crescita economica esponenziale (basata principalmente sull’uso di combustibili fossili a basso costo), in un pianeta finito provoca danni irreversibili alla biosfera. Nei prossimi decenni, la nostra generazione e quella futura dovra’ affrontare situazioni difficili a causa dei cambiamenti climatici.

    Ogni crisi (come quella che stiamo vivendo oggi) e’ un’opportunita’ di cambiamento. Dovremmo riuscire a sfruttarla per iniziare a rafforzare un economia al servizio delle persone, un economia glocalizzata (che quindi richiede meno energia)

  • 9
    alvise

    Ho letto un testo quasi a questo, su Comedonchisciotte. Perchè non sia identico basta cambiare alcune frasi, ma il concetto della trama è uguale.Chi è che ha fatto copia/incolla?

  • 8
    maxks

    Mitico!

  • 7
    Mdu

    Ma da questa meravigliosa immagine non vien chiarito un particolare credo non indifferente, ovvero, le materie prime che importiamo dall’estero come e quanto le pagheremo? Credo sia molto semplice dire “usciamo dall’ euro” piuttosto che farlo veramente.

«12

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