Come fu che Renzi perse

di Bruno Poggi
La settimana scorsa, scrivendo un articolo sulle primarie PD proprio per questo blog, affermavo: “Bersani è in testa e vincerà le elezioni. Non so proprio dove Renzi possa prendere dei voti (ricordo che non ci si può iscrivere a votare dopo il primo turno): Vendola, al di là delle dichiarazioni di prammatica per alzare un po’ il prezzo, sa benissimo che i suoi elettori o voteranno Bersani o si asterranno”.


E’ andata proprio così e gli elettori si sono mostrati divisi in 4 categorie:

  1. coloro che la volta precedente hanno votato Bersani ed hanno confermato il voto;
  2. coloro che la volta precedente hanno votato Renzi ed hanno confermato il voto;
  3. coloro che al primo turno hanno votato per un candidato diverso da Bersani e Renzi e al ballottaggio hanno votato per Bersani;
  4. coloro che al primo turno hanno votato per un candidato diverso da Bersani e Renzi e al ballottaggio si sono astenuti.

Manca una quinta categoria: quelli che al primo turno non hanno votato Renzi e al ballottaggio hanno scelto lui. E qui è la radice della sconfitta del Sindaco di Firenze. La Tab.1 lo mostra in maniera inequivocabile:

Tab.1 – Comparazione tra il 1° turno e il ballottaggio dei risultati delle primarie PD

Candidato

Voti 1° turno

Voti Ballottaggio

Diff

 P.Bersani

1.395.096

1.727.131

+ 332.035

M.Renzi

1.104.958

1.117.589

+ 12.631

N.Vendola

485.689

0

L.Puppato

80.628

B.Tabacci

43.840

Totale

3.110.211

2.844.720

– 265.491

 

I 610.157 voti dei sostenitori di Vendola, Puppato e Tabacci  sono andati per oltre la metà a Bersani (il 54,4%) mentre il 43,5 si è astenuto: solo il 2,1% di costoro ha scelto Renzi e la percentuale è forse inficiata dai pochissimi nuovi elettori ammessi al ballottaggio. Tuttavia Bersani, anche se non avesse avuto l’apporto di una parte degli elettori di Vendola e dei candidati minori, avrebbe vinto ugualmente le primarie. Solo, lo avrebbe fatto con una percentuale inferiore: 55,8% a 44,2%. La questione di fondo è che queste primarie sono state pensate per favorire la partecipazione dei militanti più che quella dei semplici cittadini. E di questo Renzi e il suo staff si sono resi conto solo dopo i risultati del primo turno; hanno capito cioè che le regole pensate per queste primarie erano state escogitate per fare vincere l’uomo dell’apparato: Pierluigi Bersani.

La prima “fregatura” per Renzi è stato il ballottaggio: in questo modo Bersani si garantiva una possibilità di vittoria anche se non fosse stato in testa al primo turno, perché aveva comunque un serbatoio di voti a cui attingere. Certo, sarebbe stato più difficile, ma la possibilità era in ogni caso concreta. Renzi quest’opzione non l’ha potuta giocare. Ma la scelta veramente discriminante, che infatti è stato il leit motiv di questa settimana, è il tipo di elezioni primarie scelte: quelle cosiddette semi-aperte. E qui ritengo che sia bene fare chiarezza e spiegare come funzionano le primarie. Anche perché in futuro, se mai si ripeteranno per qualunque schieramento, gli elettori hanno il diritto di sapere chi vi sono differenti sistemi e di conoscerne le differenze. Negli USA, patria indiscussa di questo sistema di voto, vi sono 4 tipi di elezioni primarie: i caucus, le primarie chiuse, quelle semi-aperte e quelle aperte.

I caucus (che  a mio avviso sarebbero un ottimo sistema da utilizzare in Rete) sono delle assemblee di elettori (il termine è di derivazione indiana e significa “incontro tra capi tribù”). Il sistema di voto è veramente spettacolare: i votanti si recano in una sala grande, precedentemente individuata, e si dividono in vari gruppi ai vari angoli della sala secondo le intenzioni di voto (è ammesso anche il gruppo degli indecisi); dopodichè, un rappresentante per ogni gruppo espone le ragioni che l’hanno spinto ad appoggiare lo specifico candidato e invita coloro che sono negli altri gruppi a spostarsi fisicamente nel suo. Gli indecisi tendenzialmente abbandonano il proprio gruppo e si aggiungono ai supporters del candidato prescelto. Per essere certi che la scelta sia stata meditata, si propongono varie rotazioni negli interventi. Dopo che tutti hanno avuto la possibilità di argomentare le proprie ragioni, replicando precisamente a quelle degli altri, si dichiara la fine degli interventi e si consente un ultimo posizionamento nei vari gruppi. Compiuto il posizionamento finale vi è il conteggio di tutti i partecipanti e si calcola la “viability”, cioè il numero corrispondente al 15% del totale dei partecipanti. Tutti i gruppi con un numero di aderenti inferiore alla “viability”, cioè il numero corrispondente al 15% del totale dei partecipanti, sono invitati al “realign”, al riallineamento, cioè a sciogliersi e a confluire in gruppi che hanno superato la “viability”; per chi non voglia “riallinearsi”, è possibile abbandonare la sala e tornare a casa. Si procede infine alla conta e si certificano i risultati.

Le primarie chiuse sono primarie alle quali partecipano solo gli iscritti ad un partito (uno stato degli USA che le utilizza è il Maryland). Le primarie semi-aperte prevedono che l’elettore si sia precedentemente iscritto in apposite liste prima del voto (come è stato nel caso delle primarie PD). Le primarie aperte sono elezioni dove chiunque può liberamente votare (negli USA le adotta il Texas).

E’ evidente che nel caso delle primarie chiuse vi è la massimizzazione dell’opinione dei militanti, ma uno scarsissimo coinvolgimento anche solo dei simpatizzanti. Anche nel caso delle primarie semi-aperte prevale la presenza dei militanti, non fosse altro perché, come nel caso delle primarie PD, l’elettore si deve mobilitare tre volte: la prima per registrarsi, la seconda per votare al primo turno e la terza per votare al ballottaggio. Nel caso delle primarie aperte, invece, vi è il rischio concreto di “inquinamento” del voto (gli elettori di un partito avverso possono recarsi in massa a votare per influire sul risultato), ma è indubbio che chi rappresenta una novità e vuole uscire dal recinto elettorale tradizionale del suo partito è avvantaggiato da un sistema di questo tipo. Renzi ha chiesto di applicare un sistema di primarie aperte, ma lo ha fatto dopo avere accettato le regole di un sistema di primarie semi-aperte.

Aveva proprio ragione Goethe quando diceva: “Niente è più terribile dell’ignoranza in azione”.

 

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13 risposte a Come fu che Renzi perse

  • 1
    Marc

    “…nel caso delle primarie PD, l’elettore si deve mobilitare tre volte: la prima per registrarsi, la seconda per votare al primo turno e la terza per votare al ballottaggio”

    Non è esattamente così, in quanto la registrazione poteva essere fatta direttamente sul luogo durante il primo turno.

    • 1.1
      Annalisa2

      Beh… sì… (non solo) … ma creando ingorghi chilometrici, se è per questo… che avrebbero scoraggiato chiunque, se non la stretta militanza.

  • 0
    puccini

    le primarie servono solo a chi organizza le primarie… e al sistema per prendere/perdere tempo e deviare l’attenzione delle masse. questo popolo di centrosinistini rosso sbiaditi che si esaltano e vanno a votare in massa facendo code per ore, sborsando minimo due euro (la cassiera di solito domandava “quanto versa?” ).

    il 97% delle cose che abbiamo importato dall’america in italia si può definire tranquillamente, senza dubbi di essere smentiti, m**daccia e le primarie secondo me non stanno in quel restante 3%… secondo me… e io dovetelo sapervelo sono uno che sa…

  • -1

    poverello è rimasto vittima di un comblotto

    io non sono andato al primo turno perchè non avevo i 2 euri

    ma poi il 27 ho avuto un acconto sullo stipendio e mi sono presentato al 2 turno per daje er voto, però non m’hanno mica fatto votare.

    L’hanno fatto apposta, hanno fatto il primo turno proprio alla fine del mese, hanno distribuito i soldi dei rimborsi elettorali ai fans di bersy e matteino poverello se l’è presa nder c**o,

    peccato poteva esse n’occasione bona pure per tutto il favoloso bobbolo tajano

  • -2

    Secondo me, lo scopo delle primarie era quello di far avallare a più italiani possibile l’appoggio del PD al governo Monti ed, al tempo stesso, per depotenziare Vendola il quale, a questo punto, ha venduto un’occasione d’oro per accreditarsi come unica opposizione di sinistra in cambio di un tozzo di pane… È pure ammuffito.Renzi é un Prodi un po’ piú berlusconiano.Bersani é un Prodi un po’ piú in salsa di sinistra.La sostanza é importantissima ma é altrove.Il PD é il destinatario dell’unica eutanasia che il mio animo puó concepire.È queste primarie sono servite a farlo durare abbastanza da generatrici altri danni.Guido Mastrobuono . http://Www.delusidalbamboo.org

  • -3
    Antonio C.

    Buongiorno a tutti!

    Volevo condividere una cosa che non mi é mai risultata chiara. Con il porcellum il responsabile delle liste é il segretario, cioé Bersani (per il PD). Avesse vinto Renzi, le liste le avrebbe continuate a fare il segretario, cioé Bersani (in caso contrario sarebbe stato simpatico sentirli parlare di questo “piccolo” dettaglio). Dato che in Italia non esiste il premierato, tutte quelle simpatiche riforme proposte dai candidati (e.g. la riduzione dei parlamentari, l’eliminazione del sistema  bicamerale, le leggi anticorruzione, ecc.) devono comunque passare per il parlamento e, a monte, dalle scelte del segretario che le liste le mette insieme (cié Bersani). Allora la domanda che mi sono fatto in questi giorni é stata: ma di che parla sta gente?

    Ero e sono convinto che gli italiani andati a votare sono stati, in buona fede, derubati di 2 Euro, truffati al pari del sign. Trevi che si vendeva la fontana. Oltretutto Renzi ebbe giá a dire che, in caso disconfitta, avrebbe portato un po’ dei suoi amici in parlamento. A cosa si riferiva? Ad un Baratto con Bersani? Non ci facciamo troppo male alle primarie ma dammi un po’ di posti per i miei amici nelle liste? É di questo che si parla?

    Le uniche primarie possibili sono quelle per la scelta dei candidati da mettere nelle liste aspettando l’incenerimento del porcellum. Le scelta per il candidato premier é una buffonata lasciataci in ereditá da 20 anni di Berlusconismo e finto bipolarismo che in Italia non c’é e non c’é mai stato (ma non fatelo sapere a Veltroni che poi ci rimane male). Ci siamo riempiti il cervello con la fantomatica idea di una forma finta e corrotta di premierato che in Italia non esiste tranne che nella fantapolitica bolla del surrealismo nazionale.

    Detto questo, comunque la pensiate, auguri, di cuore, a tutti!

    A.C.

  • -4
    Neopunzia

    Non vedo dove sia la notizia.In Italia tra il giovane e il vecchio vince il secondo?? A chi ancora crede nella rivoluzione si chieda chi dei due la potrebbe portare avanti. I vecchetti con la zappa in mano?? Sia ben chiaro NON sono un’elettore del PD ma questa è l’ennesima conferma ,per chi non avesse ancora capito,di chi comanda in Italia.  Cvd

     . .e aggiungo che allo stato attuale della metastasi c’è solo una cura che porterebbe un cambiamento.La stessa che il grande Monicelli aveva lasciato intendere all’ultima intervista di Raiperunanotte.  

    E che in Italia non abbiamo mai preso perchè dolorosa. Molto dolorosa.

  • -5
    Alberto.72

    Una precisazione per il sig. Bruno Poggi:

    Renzi non ha accettato le regole, le ha subite.

    Infatti basta andare a vedere come sono andate le cose e la composizione dell’assemblea nazionale del pd .

    Ci ha provato a cambiarle prima, ma non c’è stato niente da fare visto che la modifica dello statuto è stata barattata con delle regole ad Bersanim.

    L’unica cosa che poteva fare è non partecipare.

    La differenza tra Renzi e Bersani sta poi essenzialmente nella politica economica. Leggete il programma di Renzi e quello di Bersani.

     


  • -6
    Ryuji

    diciamo anche che è stata anche una buona occasione per farsi 6 milioni di euro di “diritto al voto”… sempre se anche al ballottaggio abbiano esatto altri 2 euro…

  • -7
    omeromeo

    Trovo giusto cercare di evitare che quelli dello  schieramento avverso vengano a votare in massa per falsare il voto delle primarie. Già con questo sistema conosco molti elettori del centrodestra (ma non abbastanza per farlo vincere) che sono andati a votare Renzi  e che non voteranno per il centrosinistra. Se proprio alla destra piace Renzi e se a Renzi piace essere votato dagli elettori della destra, che si candidi per quello schieramento! 

  • -8
    Cipro

    In realtà Renzi non aveva altra scelta che accettare queste “nuove” regole di voto, perchè all’interno del partito al momento aveva una rappresentanza molto minoritaria.

  • -9
    puccini

    fracatz ha scritto :
    poverello è rimasto vittima di un comblotto io non sono andato al primo turno perchè non avevo i 2 euri ma poi il 27 ho avuto un acconto sullo stipendio e mi sono presentato al 2 turno per daje er voto, però non m’hanno mica fatto votare. L’hanno fatto apposta, hanno fatto il primo turno proprio alla fine del mese, hanno distribuito i soldi dei rimborsi elettorali ai fans di bersy e matteino poverello se l’è presa nder c**o, peccato poteva esse n’occasione bona pure per tutto il favoloso bobbolo tajano

    bravo, questi sono i meccanismi subdoli che usano per orientare gli avvenimenti… una delle analisi più lucide che ho letto su queste primarie, grazie a te ho capito anche le dichiarazioni finali di vendola “avrei voluto tanto pfffstare io al popfffsto del renzino”

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