Il Movimento Cinque Stelle e la “base”

E’ cominciata la campagna elettorale. Il Movimento Cinque Stelle è radiografato. I media si gettano sull’osso, per spolparlo alla prima occasione utile. I titoli sono monocordi: “Movimento Cinque Stelle: la base è divisa”. Tutto previsto. Tutto prevedibile.

 

Innanzitutto una considerazione di metodo, che vale nell'”ideale”, cioè rispetto al disegno cui il Movimento Cinque Stelle dovrebbe tendere, nel suo cammino verso la purezza, ostacolato dalle asperità di una realtà che fatica a farsi rimodellare, e dunque scontornatelo dall’attualità (che merita sempre un’analisi equilibrata, e sarò lieto di leggerla nel sondaggio in fondo al post o tra i commenti, ma che va sempre interpretata alla luce di un ragionamento di più ampia portata). “Base“: che termine assolutamente inefficace! Il concetto di “base” si applica a un partito. Il Movimento Cinque Stelle non ha una base, perché non ha un vertice. Sto parlando del Movimento, non di Beppe Grillo, il cui ruolo è quello tratteggiato più sotto. Idealmente, il Movimento Cinque Stelle coincide con la base, che si esprime per bocca dei suoi portavoce. Al di là dei casi specifici (sui quali non mi sto esprimendo, anche perché qualcuno comunica che ci siano state delle votazioni di cui vorrei comprendere rappresentanza ed esiti, anche raffrontati con i risultati delle parlamentarie), se i portavoce non fanno i portavoce, ovvero se non esprimono le posizioni e lo spirito complessivo del Movimento, allora sono organismi staccati, diventano individui separati, prendono una traiettoria diversa che li porta a rappresentare solo se stessi, portando ad evidenti problemi di incompatibilità. L’impostazione con la quale i giornalisti affrontano le vicende interne al Movimento ha un peccato originale: non ne comprendono la visione. Come parlare di cani usando una terminologia adatta ai gatti.

Idealmente, gli “attivisti del Movimento Cinque Stelle” dovrebbero prendere le loro decisioni utilizzando una piattaforma condivisa, unitaria e diffusa, per esempio Liquid Feedback, che permette di gestire semplicemente e in maniera innovativa le complessità della democrazia diretta. Chi non esprime quanto emerge dalla piattaforma perda la possibilità di utilizzare il simbolo del Movimento, gestito da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che lo hanno ispirato e realizzato, che hanno un ruolo di garanzia rispetto all’applicazione di questi principi. Il Movimento funziona se non è fatto di protagonismi, che lo renderebbero simile in tutto e per tutto ai vecchi partiti, ma al contrario da individui che sanno “umilmente” rendersi anonimi e lasciarsi guidare dalle decisioni che il collettivo assume. Un po’ come certe filosofie orientali predicano l’annichilimento del sé per diventare tutt’uno con l’universo. Il dissenso non è punito, come viene dato ad intendere: le discussioni interne ci sono e sono accese. Viceversa, vengono giudicate estranee alla filosofia del Movimento le derive centrifughe, che mirano a portare il dissenso sul palcoscenico dei media per spettacolarizzarlo, o che hanno lo scopo manifesto di creare organismi intermedi direttivi, fenomeni che contraddicono lo spirito e la visione che sono sottesi al Movimento Cinque Stelle.

Attualmente Liquid Feedback viene utilizzato solo a livello locale. Per esempio, per decidere il programma delle prossime regionali in Lombardia, gli attivisti lo stanno utilizzando. Il programma nazionale, invece, è stato deciso nel 2009, quando non c’era ancora la possibilità di affidarsi a piattaforme digitali che ancora non esistevano.  C’è da presumere, o da augurarsi, che venga rilasciato un meccanismo analogo anche per la gestione futura della rappresentanza parlamentare. Diversamente, sarebbe difficile dare piena attuazione a questa concezione della democrazia diretta, che conta pochissimi altri esempi in tutto il mondo, e dunque è da considerarsi una promettente sperimentazione, da far crescere e in cui riporre speranza, più che mettere all’angolo con la pretesa di avere già esaurito tutto il percorso di maturazione e di crescita. Molti dimenticano infatti che stiamo parlando di un movimento politico nato solo tre anni fa, portato avanti senza soldi, con i soli contributi degli attivisti, senza chiedere un centesimo ai cittadini né di rimborsi né per le votazioni online, gestito a livello tecnico da pochissimi ragazzi che fanno i salti mortali per governare la complessità che ne deriva. E che ciononostante sono sempre riusciti, anche affannosamente, a rilasciare sul campo strumenti utili a rispondere alle crescenti esigenze di un movimento che raccoglie i consensi di un quinto dell’elettorato italiano. Un lavoro decisamente improbo, con un livello di difficoltà superiore a quella che si può immaginare, perché oltre al lavoro meramente tecnico c’è tutta la necessità di calcolare gli imprevisti, le critiche, le aggressioni, le strumentalizzazioni. Comprensibile, ogni tanto, qualche sfogo. Ma un bambino di tre anni – il Movimento nel suo complesso – andrebbe accompagnato nel suo percorso di crescita, non buttato via insieme all’acqua sporca.

Io credo, e mi auguro, che le intemperanze o le ingenuità di cui attualmente soffre il Movimento Cinque Stelle vadano affrontate nel quadro di una maturazione lenta e progressiva, ma al momento giusto e con lo spirito giusto, che è sempre quello costruttivo, senza il quale tante formazioni politiche in fasce, tutte di stampo tradizionale, si sono arenate, frammentate e autodistrutte fino a raccogliere percentuali di consenso pari a quelle dell’elemento denominato “stronzio” sulle etichette delle acque minerali. Le elezioni sono alle porte. Non si può chiedere a un giovane atleta, che sta impegnando tutte le sue fibre muscolari nel gigantesco sforzo di superare i detentori del titolo, di fermarsi in corsa per discutere delle politiche di miglioramento della pista e della gara. Quello si fa dopo la doccia, negli spogliatoi. E in questo momento, il Movimento Cinque Stelle è in una corsa frenetica, sfibrante, a perdifiato per concretizzare gli obiettivi miracolosi che, senza la proprietà di nessun giornale e di nessuna rete televisiva, si è dato pochissimo tempo fa. Il mondo intero lo sta osservando: se riesce ad ottenere un buon risultato, c’è da scommettere che i suoi principi saranno presi, riadattati e riproposti anche da altri, magari auspicatamente anche migliorati. E’ una scommessa molto più grande rispetto a decidere se fino ad oggi tutto sia filato via liscio, perfetto, senza sbavature o meno. L’importante è chiedersi, a un passo dalla meta, se davvero il Movimento vuole raggiungerla, o se invece ne ha paura al punto da cercare ogni modo per fermarsi pochi istanti prima, consegnando il futuro a un passato cui non avremmo più voluto assistere.

A mio modo di vedere, tutto il resto si può fare dopo. A partire dall’attuazione definitiva di una piattaforma di decisione comune, che integri tutte le realtà sul territorio italiano e che estenda la sua influenza anche sulle modalità di attribuzione e revoca del marchio cinque stelle. Roma non fu fatta in un giorno, anche se alla sua ricostruzione manca davvero poco. Ma sentire parlare di polemiche e degenerare nell’esegesi dei conflitti, anziché discutere come sempre è stato fatto di contenuti e di proposte, credo che sia l’ultima delle cose cui il cittadino voglia assistere, quando apre il blog di Grillo per capire se vale davvero la pena votare questo Movimento Cinque Stelle o no.

Intanto, al di là della mia opinione, sulla questione della “base divisa” che rimbalza sui media vorrei invitarvi a partecipare un sondaggio, che come al solito è rappresentativo dei lettori del blog, e non del Movimento Cinque Stelle. Ma la vostra opinione è importante, sempre e comunque. Pubblicherò i risultati nei prossimi giorni.

Rispondi alle poche, semplici domande qui sotto. Se non le vedi, clicca su questo link.

 

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104 risposte a Il Movimento Cinque Stelle e la “base”

  • 55
    manolo

    Dal post di Claudio traspare disagio. Esprime chiaramente la sua giusta paura quando parla del bimbo gettato con l’acqua sporca, e c’è da credergli. Il tempo perso non lascia scampo. Questo però dovrebbe far riflettere tutte e tutti. Ognuno può elucubrare sui “torbidi” disegni di Casaleggio, ma ad oggi si tratta di congetture. Quello che non capisco è cosa impedisce a quella parte sinceramente “liquida” del MoVimento (e Claudio mi pare appartenga a questa nobile “risma”) di garantire il percorso futuro oltre le promesse? Perché non chiedere la sottoscrizione di un documento pubblico che impegni Casaleggio a mollare tutto alla “non base” appena passate le elezioni? E perché non scegliere il tempo che manca da ora ad allora per sperimentare _realmente_ e mettere a frutto le esperienze dei “Pirat Parties” del nord Europa in fatto di democrazia diretta? Gli strumenti ci sono. La volontà? Dalla distanza, ma con rispetto.

  • 54
    franco_rosso

    mi riferisco all’utente che dice che malgrado gli espulsi in emilia romagna abbiano ricevuto il consenso degli iscritti sono stati espulsi egualmente.

    faccio questo commento a valle da quanto scritto dal signor messora perche ritengo la sua analisi centrata su dati di fatto oggettivi, e non provengono da posizioni prevenute e/o interessate come la stragrande maggioranza dei media in questo momento stanno facendo.

    intento questi iscritti e queste assemblee da chi sono state fatte, chi le ha verificate?

    presumo che si tratti delle solite assemblee spontanee di movimento convocate via rete con metodo volontaristico. giusto? almeno cosi fin’ora sono andate le cose.

    e cosi si vorrebbe continuare. il movimento e dei cittadini, comandiamo tutti e chi si alza primo al mattino impartisce gli ordini di giornata.

    siamo fermi alla catena attivisti-meetup.organizer e figure più o meno legittimamente incaricate di eseguire particolari compiti.

    in una simile babele, gente senza scrupoli, facilmente si infiltra, carrieristi spregiudicati, pensano di approfittarne come vogliono. e per mettere le cose al loro posto, il povero beppe e disposto a fare da parafulmine per tenere la baracca in piedi.

    salsi,favia,pirini e co, prima che da beppe sono stati espulsi dal movimento, lui è arrivato buon ultimo a mettere il sigillo.

    non abbiamo ancora il liquidfeedback che vorremmo, se non piccole implmentazioni assolutamente insufficienti.

    le parlamentarie gestite dal nazionale io le considero un autentico miracolo.

    server e software sufficientemente potenti da gestire migliaia di accessi, discussioni e votazioni sono per tutti noi di la da venire. ma stiamo lavorando.

    senza questo strumento stentiamo a fare la rete di comunicazione con nodi responsabili per un tempo determinato che scongiuri che qualsiasi favia si possa organizzare, da consigliere regionale, delle camarille a lui favorevoli.

    e stentiamo anche a far ruotare quel minimo di funzioni necessarie, sempre a tempo strettamente determinato, che ci consantano che le nostre iniziative non rischino continuamente il fallimento.

    il problema è particolarmente sentito qui, in regione sicilia, dove, con quindici deputati, e con tutto quello che abbiamo detto ai cittadini si sta sviluppando un’attesa veramente rilevante che mettera alla frusta il movimento su tanti versanti e in primis su strumenti che ci mettano in grado di prendere e gestire le decisioni necessarie. e una sfida non indifferente. abbiamo pure i firma day

    che per fortuna finiranno presto …e bene.

    chiudo dicendo

    di favia, man mano che vanno finendo i due mandati ne vedremo tanti e io spero che sia il movimento a cacciarli via e che non siano loro a imposessarsi del movimento. franco rosso

     

     

  • 53
    olo4all

    perdonatemi la “superficialità” ma sono un attivista cinque stelle lombardo e ho poco tempo per leggere i commenti (pero’ ho letto l’articolo e ho la pelle d’oca):

     

    voglio aggiungere una cosa (e’ la bozza di qualcosa che sto preparando per presentare il movimento nel mio comune):

     

    Perché esiste il movimento cinque stelle?

    perché un po’ alla volta certe visioni delle cose hanno preso piede tra i cittadini.
    Perché i cittadini si sono resi conto che le cose che si possono migliorare sono tante.
    Perchè si sono resi conto che queste cose adesso si devono migliorare.
    Se no implodiamo.
    Ma le cose si devono cambiare dentro e fuori dalle istituzioni. Dobbiamo cambiare noi.

    Dobbiamo prendere coscienza di una cosa: non sono le delibere di chi è al governo della città che cambiano lo stile di vita dei cittadini, se non cambiamo le logiche di gestione, se non inseriamo delle
    strategie nella gestione degli oneri dei comuni (ad esempio la strategia rifiuti 0). Dobbiamo prendere a modello le realtà in Lombardia, in Italia, in europa e nel mondo di città grandi e piccole che ce l’hanno fatta.

    Se in toscana c’e’ un comune di 40000 abitanti che ricicla il 95% dei rifiuti io voglio saperlo. E voglio sapere come hanno fatto. E voglio farlo anche io.

    Se in Belgio c’e’ una città, una città di mezzo milione di abitanti che ha centinaia di chilometri di piste ciclabili che la collegano al suo interno e coi comuni limitrofi io lo voglio sapere.
    E voglio rifarlo.

    Se in brasile c’e’ una metropoli di oltre un milione di abitanti che fa il bilancio partecipato io voglio saperlo. Voglio capire cos’e’ e se posso farlo anche io

    Perché non è ammissibile che chi è al timone di un comune usi la logica del “al timone adesso i siamo noi e noi sappiamo cosa dobbiamo fare e come. Perché non c’é progresso in questo. Perché al timone non
    ci siete per soddisfare il vostro ego ma i bisogni dei cittadini.

    Un consiglio comunale non dovrebbe passare ore a discutere delle modalità di creazione di un giardinetto o di un marciapiede perché un assessore possa rendere conto ai suoi elettori del rispetto delle promesse fatte
    in campagna elettorale. Dovrebbe esserci un’applicazione per fare queste cose.

    Così ho il tempo di lavorare sulle strategie.

  • 52
    Clausius

    La base,le ascisse,le coordinate….

    Italiani con le pezze al c**o !!  E’ ora di ribellarsi e l’unica possibilità è attivarsi per cambiare.

    Di Favia non me frega na fava,della Salsi me la possono proporre in tutte le salse e mangio pasta al burro e grana.

    Ma ve li immaginate 5 anni ancora con questa classe politica?

    Se il M5S  fa degli errori si può porre rimedio.Coll’altri manco puuu cacchio!

    Oggi si sente dappertutto “I MODERATI”. Anch’io sono moderato e li modererò a calci nel sedere.

    E spero lo facciano in molti.

    Ok…Grillo non è Bagnai ne Tringale ne il Prof. Becchi ne un unto dal signore.Io lo ricordo nei primi anni 80 alla RAI.E’ come un animale…non può esser altro che se stesso e questo me lo rende simpatico.

    Ci ha dato,un po’ inconsapevolmente anche per lui,un’opportunità.Io la colgo.

    Te credo che s’inc**zi!! Vorrei vedere voi al suo posto!

    La Carboneria di oggi viaggia in rete e il Re è nudo. Se facciamo come i protagonisti della favola non c’è speranza.

    I tempi sono troppo stretti per filosofeggiare e come dice Claudio…dopo si affronteranno tutti quegli aggiustamenti,quegli adattamenti che verranno sicuramente fuori.Chi ha dei dubbi non si perda d’animo.Con la politica di oggi la certezza sarà un futuro davvero nero.

    Senza contare che potrebbe capitare di dover rivotare.La possibilità è reale grazie alla porcata Calderoli.

     

     

  • 51
    m.recupero

    Ho sempre seguito il M5S dalla sua nascita, fino alle vicende di Favia e Salsi; da quel momento qualcosa si è rotto. Affettivamente non c’è uno strumento di democrazia, i fatti sono questi. Non c’è una piattaforma di collaborazione, ne di votazione alle proposte. Anch’io da programmatore potrei dirti che “tirare su” una piattaforma di questa ci vuole mezza giornata! E poi la cosa più importante non ci sono terze parti per la verifica. Pensateci bene non c’è nessuno che ha valutato effettivamente il numero dei voti dei probabili parlamentari. Quanti utenti hanno votato? Non solo, io vorrei che l’espulsione di un attivista al movimento sia concordato con tutti e non solo da Grillo/Casaleggio. 

    Claudio come tutti noi credo che ha una speranza, la mia è nel M5S per uscire da questa tirannia germano-europea!

    Lex ha scritto :
    Per quanto riguarda i soldi, non farmi ridere… .. è fascismo.

  • 50
    dega180

    GranchiF ha scritto :
    E allora? Guarda.. l’unico partito (o movimento) che no ha mai buttato fuori nessuno è il PdL e l’UdC, credo. Non sò se vuoi prenderli ad esempio…

    Il PdL ha buttato fuori Fini.

  • 49
    Marco volante

    Condivido le tue riflessioni in questo post. La scadenza delle elezioni si avvicina veloce. Ormai non c’e’ tempo di stare a risolvere tutte le sbavature e le imperfezioni del motore del movimento adesso.

    Credo che Salsi-Favia non si rendevano conto che venivano intervistati sempre di piu’ dai media avvicinandosi alle elezioni per recar danno al movimento, non perche’ sono bravi. Io credo che loro stavano creando un danno al movimento, non a Grillo e a Casaleggio. Questo e’ il risultato netto. Sono stati eletti non per rappresentare il movimento nei media e in tv. Sono stati eletti per dare un certo servizio alla comunita’. Detto questo, sono sicuramente entrambi bravissimi nel loro lavoro, come conferma il supporto locale di cui godono.

    Credo che se qualcuno non sia in accordo col le idee proposte dal movimento, ne puo’ uscire e/o non votarlo. Semplice. Se qualcuno non e’ in accordo con Grillo ma concorda con le linee guida del movimento non vedo il problema. Non capisco davvero perche’ qualcuno possa sentirsi tradito o essere arrabbiato, come si legge in alcuni commenti. Grillo non e’ il candidato premier. Non detta la linea politica del movimento in regione Sicilia o in Piemonte, o a Milano. L’ambizione personale invece puo’ essere davvero cattiva consigliera.

    Chi legge questo mio commento, e per qualche ragione si sente “tradito” da Grillo e M5S, vada a vedersi il curriculum dei vincitori delle parlamentarie. Avessero votato anche solo in 10, e’ davvero una ventata di aria pulita, sicuramente un passo avanti enorme rispetto allo status quo. A presto, e grazie per il servizio di informazione nel blog.

  • 48
    cogitante75

    Demis ha scritto :
    TUTTE st****tE E COME ENTRARE NEL MOVIMENTO ANIMALISTA PER POI DIRE CHE è GIUSTA LA VENDITA DELLE PELLICCE PERCHE CREA LAVORO E SE LORO TI DICONO HAI SBAGLIATO MOVIMENTO TU DICI NEL SUO INTERNO E NO QUI NON C’è DEMOCRAZIA IO PRETENDO DI RESTARE E DI PORTARE AVANTI LE MIE IDEE… COME MINIMO TI SPELLANO VIVO E POI CI FANNO UN GIUBBINO!

     

    bravo,condivido al 100%!

  • 47
    giorgio anderson

    Favia e Salsi, ma chi diavolo siete?? ma pensate che stareste li senza quel UOMO che da 20 anni si sbatte su tutte le piazze di Italia per cercare di costruire qualcosa che con tanta leggerezza voi, signori NESSUNO, state cercando di sbriciolare in polemiche sciocche e pretestuose! Ma puo mai essere che vi giunga nuovo il divieto e la avversione verso i media tradizionali??? quando il fare contro informazione e’ uno dei cardini del movimento?? Certo! non si puo andare in tv, o lo accetti o te ne vai, se non vi sta bene andate a fare politica con berlusca(re delle tv) casini e bersani ma levatevi dai c*****ni! Vergognatevi! il fuoco amico e’ la prerogativa dei vigliacchi, siete niente e vi fate comprare per niente. Grillo vi ha sbattuto FUORI  a ragione, io avrei aggiunto sacrosanti calci nel c..o!

  • 46
    Robbyguest

    Non e’ possibile che chi dissente da un MoVimento continui a definirsi parte dello stesso.. le proposte di cambiamento si fanno sul portale nazionale.. se raggiungono il maggior consenso, verranno prese in considerazione per il miglioramento del MoVimento stesso. Tutti quelli che approfittano della loro visibilita’ ottenuta nei talk show per forzare il sistema democratico previsto, con minacce esplicite e implicite di diffamazione del MoVimento mezzo stampa e tv (dei partiti), sono una minaccia per il lavoro di tutti gli attivisti d’Italia che si spendono gratuitamente da anni per il bene comune. Per questo meritano di essere accompagnati alla porta! se giochi a calcio e non ti sta bene che la porta sia rettangolare, non rompi il cavolo alla figc per farle cambiare forma, altrimenti vai in tv a far casino, lasci perdere il calcio.  

  • 45

    2 considerazioni legate rispetto al voto e al rappresentante:

    ritengo indispensabile che siano PALESI (cioe’ non anonime e segrete) e PUBBLICHE tutte le scelte, votazioni, preferenze sia nei singoli temi, sondaggi che nella scelta delle persone.

    cio’ per un motivo sia di controllo da parte del votante (e questo si attua NON con un certificato o una mail di conferma ma con la pubblicazione dell’intero risultato di tutti i votanti con chi ha votato cosa) sia di consapevolezza del rappresentante di sapere chi lo ha effettivamente votato (aprendo cosi’ anche scenari di controllo o indicazione della base , per base intresa SOLO gli effettivi votanti).

    l’informatica nelle votazioni a patto della Verificabilita’ e Pubblicazione. La trasparenza come garanzia (elettore) e responsabilita’ (rappresentante)

     

    non ricordo se l’ho gia segnalato… nel 2008 c’e’ stato un esperimento concreto nel meetup: http://doppiademocrazia.blogspot.it/2008/04/tipologia-organizer-non-solo-grilli.html

     

    ps: se qualcuno ha contatti con casaleggio mi piacerebbe poter farci 4 chiacchere per discutere e suggerire alcuni sistemi sia di votazione sia di tracciabilita’ delle persone (mappa del potere)

  • 44
    manfdar

    credo che la politica sia presa come un punto di arrivo dalle persone egoiste e per lo sono sia la salsi che favia non parlo proprio di tavolazzi che è il massimo delle teste quadre che vedendo finire le aspettative di impiego si debbano assicurare la carriera. vogliamo scommettere che le prossime elezioni si candidano con il pd. e io scommetto che tutta la manfrina sia orchestrata dallo stesso pd. ci metterei la mano sul fuoco

  • 43
    Antonio 20

    alla base di tutto però ci sono dei criteri e delle regole che se non rispettate oppure sono errati favoriscono in entrambi i casi il classico “buco nell’acqua”.

  • 42

    Solo attraverso un partito/moVimento/associazione davvero democratico già al suo interno, in cui cioè ad ogni iscritto sia attribuito PARI potere informativo, propositivo e decisionale, possiamo aspirare di poter portare VERA Democrazia all’interno delle Istituzioni con legittimità.
    Questi sono i PATTI delineati nel Non-Statuto, questa è la terra promessa 3 anni fà ed è il motivo  fondamentale per cui io e migliaia di altri attiVisti aderimmo al progetto e che sul campo, attraverso impegno costante e sudore gli abbiamo dato SOSTANZA (altro che logo/simbolo/marchio).
    Il problema della piattaforma decisionale con sistema di e-voting certificato che consenta tale processo decisionale non è di natura tecnica, ci sono centinaia di ingegneri e tecnici informatici nel M5S che avrebbero potuto crearla ed implementarla in poco tempo e a costo ZERO.
    Quindi la domanda è: cui prodest tale situazione…?

  • 41
    Rivoluzione

    Video stranamente molto corto e scarno. Con tutti i talk show a cui hanno partecipato questi 2, e anche Tavolazzi, non si trovavano degli spezzoni migliori? BHA…

  • 40
    giuseppe bertor

    I vari Favia; Salsi, Tavolazzi si sono iscritti al movimento dimenticando di leggere il “Non Statuto”.

  • 39
    attilio

    secondo me per andare contro il sistema sarebbe meglio sostenere la lista Siamo Italia di Paola Musu , anche se i suoi comizi non saranno divertenti come quelli di Grillo. Pensaci Mezzora, questo potrebbe davvero essere il modo giusto per salvarci dal baratro.

  • 38
    Maddalena

    Quanti sono gli iscritti al M5S?

  • 37
    Gabriele

    Sono solo dei bimbi mediocri nella sostanza!

    Sono offesi di non poter più farsi votare sotto Grillo!?

    Hanno avuto il loro incarico con successo, adesso è tempo di tornare a casa finito l’incarico. Sono gli ideali a dover andare avanti non i lider. La politica NON E’ UN MESTIERE!

    Ci sono Milioni di cittadini in gamba come loro!

    Fanno di tutto per attaccarsi alla ultima goccia di fama.

    Il Movimenento è l’ultima speranza. Dopo, la catastrofe. Non ci servono GLI EROI PER SALVARCI DA GRILLO! CI SERVONO LE IDEE PER SALVARCI DALLE LOBBI!

  • 36
    angi1968

    Ci vediamo in Parlamento. O fuori o dentro. Sarà un piacere.

    Angela

     

  • 35
    attilio

    appoggiamo Paola Musu e il suo movimento Siamo Italia. Li non credo che ci sia il fanatismo che invece c’è nel M5S .

    • 35.1

      Fanatismo? Io sono un’attivista del MoVimento 5 Stelle , e di fanatismo non nè ho e non ne abbiamo , solo una cosa abbiamoa cuore , ripulire questo paese del vecchio modo di fare politica, perchè (come ho detto sopra) il politico deve fare gli interessi del cittadino non delle lobby e delle banche, e lo facciamo con passione e sacrificio, prova ada entrarein gruppo del m5S della tua città e guarda che passione ci mettiamo, poi giudica non prima…

    • 35.2

      Fanatismo? Io sono un’attivista del MoVimento 5 Stelle , e di fanatismo non nè ho e non ne abbiamo , solo una cosa abbiamoa cuore , ripulire questo paese del vecchio modo di fare politica, perchè (come ho detto sopra) il politico deve fare gli interessi del cittadino non delle lobby e delle banche, e lo facciamo con passione e sacrificio, prova ada entrarein gruppo del m5S della tua città e guarda che passione ci mettiamo, poi giudica non prima…

  • 34

    1. Al contrario di quel che è scritto nell’articolo, il Movimento è fatto di protagonismi, uno, Beppe Grillo (o chi per lui pensa): è lui che decide, è lui che ha l’ultima parola, è lui che sceglie i tempi, è lui che definisce gl’indirizzi. Che poi tutto questo faccia breccia negli animi di tanti italiani inc**zati ed attivisti dimezzati (intendendo come tali persone capaci di chiudere più di un occhio pur di “tenere in piedi” il loro sogno telecomandato) è un altro paio di maniche che personalmente suscita in me profonda pena per il grado di sottomissione/timore reverenziale/incapacità e non volontà di dire quel che si pensa ma quel che conviene.

    2. Il Movimento formalmente, legalmente e finanziariamente appartiene a Grillo e Casaleggio: è cresciuto in questi mesi, è cresciuta l’attività di contorno, sono cresciuti i visitatori, sicuramente sbarcherà in massa in Parlamento. Mi chiedo e chiedo a voi attivisti M5S (non sarai iscritto, ma sei a tutti gli effetti un attivista pure tu, caro Claudio) quant’è compatibile questa forma giuridico/legale con l’interesse pubblico. Mi spiego meglio: vedo che sul blog di Beppe Grillo c’è tutto un contorno di banner pubblicitari, gadget in vendita e ultimamente una reclame a tutta pagina di Amazon (non proprio bruscolini); a quanto ammontano le cifre di queste sponsorizzazioni? E dove finiscono poi quei soldi? La mia è ignoranza, non ho conoscenza dei destini di questi denari e chiedo lumi a chi abbia voglia di rispondermi. Certo è che dal mio punto di vista la commistione tra presunta funziona pubblica del blog/movimento e profitti privati non è degna di fiducia (il passato non insegna nulla?) da parte mia.

    3. I cosiddetti “dissidenti” sono persone che nonostante abbiano più o meno apertamente denunciato alcune lacune oggi, non meritano alcuna stima da parte mia sotto quest’aspetto: erano tutti al corrente sin dall’inizio delle “regole” (assolutamente non democratiche, visto che i veti e tant’altro spettano ad UNO e non ad un organo eletto/assemblea) e dei personaggi che queste regole le dettano e le attuano, sono stati al gioco, hanno accettato silenti metodi e ipocrisia di un racconto demagogicamente spacciato per democratico. Cosa vogliono oggi? E’ tardi, sono saliti sul carro sbagliato e avrebbero dovuto pensare prima alla strada che stavano scegliendo oppure mettere in evidenza prima ciò che tardivamente strillano oggi.
    Quello che m’infastidisce è il non chiamare le cose con il proprio nome, lo stare al gioco nel propagandare come democratico qualcosa che non lo è sin da principio, lo non reputo onesto intellettualmente e sostanzialmente da parte di chi si propone di rivoluzionare -democraticamente- la politica nostrana. A me sta benissimo che esista, si presenti, venga pure eletto il M5S, ma non tollero che già dagl’inizi si parta sul piede dell’inganno e della demagogia che ne abbiamo avuta già abbastanza.

    4. Liquid Feedback? Piattaforme digitali? Democrazia Diretta?!?
    Perché nell’articolo si dice che la gestione DEMOCRATICA DIRETTA conta pochissimi esempi in tutto il mondo? Sappiamo (entrambi) che in Italia da molto tempo esistono realtà POLITICHE che nascono sul solco della vera Democrazia Diretta, che gestiscono decisioni, programmi, candidature e linee politiche con i metodi della Democrazia Diretta, che nell’applicarla quasi pedantemente l’hanno sempre più affinata negli strumenti e nelle metodologie, che la propongono come forma organizzativa/decisionale per le pubbliche amministrazioni, in cui militano teorici e studiosi -non improvvisati dell’ultima ora- di questa forma di partecipazione dei cittadini. Il M5S non ha alcuna primogenitura in Italia su questo versante ed anzi è lontanissima da questi concetti, se vogliamo parlare seriamente di Democrazia Diretta e non buttarla lì per propaganda o augurio per il futuro (prova ne è il rifiuto da parte del Partito Pirata, ideatore del meccanismo del Liquid Feedback, di collaborare programmaticamente ed elettoralmente con il partito di Beppe Grillo: “non ci sono le condizioni per applicare la democrazia come la intendiamo noi”).

    Apprezzo e moltissimo l’immane, puntuale e sotto certi aspetti rivoluzionario lavoro d’informazione di Claudio Messora, di cui mi nutro ogni giorno, ma sul M5S mi permetto di criticarne la scelta di difenderlo a spada tratta, di mettere a disposizione dello stesso la sua penna e il suo sempre crescente seguito. Punti di vista. 

  • 33
    giubbe

    A mio avviso l’errore più grande di Grillo non è la mancanza di democrazia, ma il rispetto della propria parola e delle proprie promesse.

    Si era detto che “uno vale uno”, si era detto che il programma sarebbe stato scritto con l’auito di tutti e votato da tutti i cittadini, si era detto che gli eletti al parlamento li avrebbero deciso i cittadini, bastava iscriversi. Si era anche detto che chiunque poteva candidarsi.

    L’ultimo passaggio è stato disatteso, ma è stato anche ben spiegato (il famoso totò u curtu…), è il resto che è totalmente sbagliato.

    Che democrazia è mai quella decide di chiudere le porte ai votanti iscritti dopo una certa data indicandolo 30 giorni dopo tale data? Immagina se il sindaco della tua città decidesse di mettere in una strada il divieto di sosta facendolo retroattivo di 30 giorni. Pensi che tale sindaco sia eloggiato dai suoi cittadini? Se fossero m5s evidentemente si.

    Quindi il “uno vale uno” ha subito un duro colpo, ci sono almeno due tipi cittadini: gli iscritti prima del 30/9 che valgono uno (forse) e tutti gli altri iscritti che valgono zero.

    Il m5s non ha una struttura piramidale, ma è palesemente falso. C’è Casaleggio e forse Grillo che decidono, poi ci sono quelli che dicono sempre si, poi ci sono tutti gli altri.

    E questo si è maggiornamente palesato con l’intervento di Grillo: se non la pensi come lui sei fuori! Ti sembra che valga il “uno vale uno”? Semmai è più vero quello che dice Bono su La stampa: gli iscritti non valgono nulla!

    Infine le parlamentarie: non sappiamo quanti sono gli iscritti al 30/09, al 30/10 (giorno in cui si chiude retroattivamente il voto), al 30/11. Non sappiamo quanti voti hanno preso gli eletti, nè in quanti hanno votato. Come è stata garantita la validità dei voti?

    Con questi presupposti come facciamo ad essere sicuri che le promesse siano mantenute? Tra l’altro il portale per votare il programma lo stiamo ancora aspettando.

    Come facciamo a sapere se i parlamentari seguono la loro coscienza o solo il desiderio di Casaleggio? Con una legge elettriale seria o con le parlamentarie fatte seriamente il problema non si porrebbe, ma qui si rischia di passare dal singolo uomo Berlusconi, al singolo uomo Caseleggio!

     

     

     

  • 32
    Maddalena

    Ho partecipato al sondaggio, non sono d’accordo con l’espulsione da parte di Grillo di Favia e Salsi ma non ho motivato il mio disaccordo semplicemente perché il non essere d’accordo mi sembra un ragionamento  talmente tanto evidente da essere autoevidente. Nessuna motivazione, nemmeno ragionamenti di pura evidenza logica, riuscirà mai a convincere i pro-Grillo senza se e senza ma.

    Ho deciso di votare M5S, turandomi il naso. Il motivo è semplice: è l’unico voto anti-Monti. Qualsiasi altro voto sarebbe o a favore di Monti oppure destinato all’irrilevanza.

    Mi turerò il naso, perché in realtà il voto non andrà, come vorrei, al M5S bensì a Grillo-Casaleggio e al loro delirio di onnipotenza.

  • 31
    roby67

    Credo che Salsi-Favia non si rendevano conto che venivano intervistati sempre di piu’ dai media avvicinandosi alle elezioni per recar danno al movimento, non perche’ sono bravi. Io credo che loro stavano creando un danno al movimento, non a Grillo e a Casaleggio. Questo e’ il risultato netto. Sono stati eletti non per rappresentare il movimento nei media e in tv. Sono stati eletti per dare un certo servizio alla comunita’.

    oggi  all’Arena di Giletti su mammarai,la Salsi e’ stata invitata ed ha fatto una figura che definire ridicola e’ poco!

    l’hanno zittita in un secondo (dato che conosceva benissimo l’idea di grillo di non partecipare ai talk), e’ stata supportata solo dalla sua “amica” del PD ed e’ uscita con la coda in mezzo alle gambe quando le hanno rimproverato che alla partecipazione a Ballaro’ sembrava un esponente del PD e Renzi un “grillino”.

    che vada con Bersani, dove e’ ben accetta…

  • 30

    GranchiF ha scritto :
    Sinceramente, io, tutto questo movimento scomposto non lo vedo.anzi, mi sembra che Grillo tiri ben diritto, a torto o a ragione (per me a ragione!).

    Grillo ha offerto il fianco a critiche molto semplici e non ha costruito ma demolito (ha fatto quello che contestava ai due espulsi).

    Non ho detto che non abbia ragione nel serrare i ranghi, dico che ha sbagliato nelle modalità che non sono consone a far crescere il movimento. Fino a prova contraria, negli ultimi incontri pubbici dei due rappresentanti ex 5 stelle il loro operato è stato approvato da una larga maggioranza degli attivisti. Ribadisco essere garanti non significa essere dittatori. 

    Il concetto che bisogna serrare i ranghi  non lo ottieni facendo esplodere conflitti.

    Non mi piace anche il piangersi addosso ( mi hanno anticipato le elezioni di 15 gg quei brutti cattivi? Ma cosa sei un bambino di 5 anni? e perchè sei stato a dromire tutta l’estate tronfio del tuo successo? Scusami tanto ma per dirla come la dice lui si direbbe addosso se fosse obbiettivo, caro grillo sei stato deficiente a credere che  ti avrebbero srotolato il tappeto  rosso per farti entrare nel parlamento… meno fuffa  e più fatti concreti. 

  • 29
    moro

    Credo che essere un “delegato” del M5S sia veramente difficile. Essere solo un strumento che porta idee, proposte, che ovviamente valgono “uno”, e, in caso il M5S decida diversamente, adeguarsi alle scelte prese, non deve essere facile.

    Ci vuole una totale spersonalizzazione, una rinuncia al ruolo e al protagonismo, essere solo uno strumento. Un candidato ideale dovrebbe avere queste caratteristiche, che sono di fatto un tantino innaturali soprattutto quando si comincia a prendere dimestichezza con la macchina pubblica. Ma e’ proprio questo il momento di farsi da parte. Passare le consegne e continuare l’opera.

    Sulla vicenda degli epurati e’ difficile esprimersi, personalemente non ho sufficienti elementi. Quesllo che posso dire e’ che l’intervento della Salsi dalla Gruber non mi e’ piaciuto. A parte la faziosita’ estrema della giornalista che la manovrava a suo piacimento,  se  l’interesse della Salsi fosse stato  per il M5S, anche da epurata avrebbe dovuto continuare ad avere fiducia nelle persone e quindi votarlo. Questa sarebbe stata una degna uscita in stile M5S, ma l’ego si sa e’ duro da sopprimere.

    Gettare fango su tutto , sulla presunta incapacita’ di coloro che ne costituiscono la base,  mi pare tradisca altre intenzioni, e va contro l’idea di essere solo “strumento” esecutivo delle volonta’ della maggioranza.

    Puoi non essere d’accordo con Grillo e i suoi metodi  ma non sul concetto di partecipazione orizzontale che sembrerebbe essere  alla fondamenta di questo movimento.

    Una brutta pagina in ogni caso.

  • 28
    giuseppe bertor

    Io appoggio il Movimento dalle 350000 firme raccolte. Sicuramente abbiamo fatto tanti errori; in questi anni.Però oggi, sono convintissimo del fatto che Beppe Grillo e Claudio Messora,  sono le uniche persone che rappresentano la volontà degli italiani.

  • 27
    ortottero

    Purtroppo non vedo nessun commento riguardo alla vicenda Montanari, oramai è passata sotto silenzio. Invito a informarsi sul blog di Stefano Motanari, vedi ad es.

    http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2433-tre-frammenti-da-un-inedito.html

    http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2432-favia-salsi-tavolazzi-fuori-dai-c*****ni.html

     

     

  • 26
    dimitri

    Grazie per il tuo (vostro) lavoro!!!

  • 25
    Paolo - Livorno

    http://doppiocieco.blogspot.it/2012/12/aperta-la-caccia-al-grillo.html

    non se ne può più. Sono con Beppe al 100%. Le regole sono poche, le migliori che esistono in politica, non si era mai visto niente del genere. Anche i grattacieli più alti sono fatti di piccoli pezzi, ma sopratutto poggiano su solide fondamenta. Il progetto è di Beppe e sue sono le fondamenta su cui costruire, chi ci crede veramente e ha voglia di lavorare non si pone il problema. Se vuoi riprogettare le fondamenta, fatti un nuovo progetto per conto tuo.

  • 24
    angi1968

    mirko ha scritto :
    scusate,ma se gli italiani sono cosi’ bravi ad odorare se c’e’ o non c’e’ democrazia all’interno di un movimento,come mai si sono fatti governare per 40 anni dai partiti??? i giornalisti che adesso spulciano il c**o al m5stelle,dove sono stati tutte le volte che questo paese e’ stato annichilito dall’ingiustizia? io ho sempre piu’ schifo di essere nato in questo paese di m**da , pieno di gente di m**da fallita e senza c*****ni,che quando c’e’ la possibilita’ di liberarsi dalla partitocrazia imperante e implacabile incomincia farsi le seghine mentali! ma andate in c**o! se fossi beppe grillo andrei fuori dai c*****ni coi miei soldi, mia moglie e i miei 6 figli,altro che star qui a sentire voialtri!

     

    CARO MIRKO HAI FATTO CENTRO!!

    Io aggiungerei, che, a questo popolo la cosa che gli riesce meglio é quella di criticare in modo distruttivo, compiaciuto di vedere in TV i soliti teatrini di m…a, dove i protagonisti sono attori (politici) di basso livello. Quindi se gli togli la possibilità di vedere in TV un Favia o una Salsi che recitano la stessa parte dei politici di sempre, allora risorge , bella m…a.
    Sapete commentare il fatto che i candidati del M5S, sono inesperti, ma scusate, ma ditemi, negli ultimi 40 anni quanti sono i politici che avete votato, e che alla prima candidatura vi siano sembrati esperti? O l’ho abbiano dimostrato dopo 40 anni di servizio al popolo….??
    Angela

     

     

  • 23

    Al di là del caso citato nella domanda, già abbastanza emblematico di per sé, ritengo che la figura di Grillo sia lo stesso TROPPO influente. Condivido il modus operandi del M5S per come è stato espresso in questo articolo, ma ormai sono convinto che questa nuova forza politica per essere quello che vuole essere DEVE distaccarsi da Grillo e Casaleggio; e lo dico soprattutto dopo aver visto questo video (posto tra i commenti dell’articolo):

       http://www.youtube.com/watch?v=i2tnS1Gtj-g&feature=g-high-u.

    Questo Grillo una volta parlava di temi molto caldi, come la troppa influenza della finanza e dei mercati sulla democrazia, dell’imbroglio del signoraggio bancario, dell’emissione della moneta, di un Euro che equivale solo a debito… Ora è MOLTO ambiguo in proposito. Se il M5S non esprime posizioni nette su questi temi, se non si opporrà apertamente all’austerity imposta dall’eurozona, non cambierà nulla; e questa nuova politica purtroppo non sarà servita altro che ad incanalare il dissenso di milioni di italiani, per poi disperderlo in un marasma di confusione.

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