Italiano, adesso parli ancora? Il reale costo della vita in Germania

 

CostiRealiGermania-blog

 

In questo video, si comparano i costi dei prodotti di un supermercato in Germania con quelli di un supermecato italiano. I risultati sarebbero sorprendenti. A voi raffronti, verifiche, conferme o smentite.

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92 risposte a Italiano, adesso parli ancora? Il reale costo della vita in Germania

  • 46
    HOWGIO'

    alex78 ha scritto :
    Ciao, HOWGIO’ poco piu sopra ho riportato dei link interessanti che ti possono dimostrare come la tesi dei vari bagnai e tringali sia quanto meno “parziale”. a) Il differenziale di inflazione tra italia e germania è spiegato in misura principale non dai costi di produzione (leggi: salari), ma dai margini della distribuzione e dei servizi (sotrattutto nel settore bancario, assicurativo, energetico), con pesanti ricadute sulle competitività delle nostre imprese. b) Piu in generale, politiche industriali errate che non hanno portato l’italia ha muoversi verso l’alto in termini di “valore aggiunto” dei beni prodotti, è alla base della perdita di competitività del paese. Mettere su un grafico una linea di inflazione ed una linea con l’andamento dei salari reali negli ultimi 10 anni, converrai con me, è una analisi alquanto sempliciotta. I due punti sopra riportati sono la spiegazione che alla perdita di competitività del sistema italia danno sia “liberisti” come giavazzi e leonardi, sia keynesiani come il Levy Institute ed il professor Luengo. Ed alla base di tale conclusioni ci sono numeri ed analisi serie, non due righe su un chart.Fammi sapere cosa ne pensi.

     

    Caro Alex78

    Riconfermo quello che ermeticamente ho scritto,ovvero che il Prof.Bagnai Alberto ha spiegato benissssimo il metodo di governo imposto con l’EURO…e se lei volesse ma senza imposizione eh…dal Prof.Bagnai Alberto potrebbe acquisire dettagliate e congrue conoscenze in merito a questa ,ripeto,triste faccenda.

    Altro che due righe su di una chat……

    • 46.1
      Piero74

      Ciao Alex, anch’io sono un lettore ed estimatore del lavoro del Prof. Bagnai però, essendo ignorante in economa, leggo un po’ di tutto per formare un giudizio più “neutro”” possibile. Ho letto i post che hai linkato e li trovo condivisibili così come i tuoi commenti; non credo molto al fatto che tu abbia posto all’attenzione del Prof. le tue obiezioni. Di solito risponde anche ai troll più fastidiosi e supponenti, figuriamoci se non lo farebbe con chi argomenta in modo educato e circostanziato. Mah…

      Comunque grazie degli spunti 

      Piero

    • 46.2
      alex78

      Caro HOWGIO’,

      grazie per la risposta. Il sito del professor Bagnai lo conosco. Su questa ed altre questioni ho pure provato a chiedere direttamente spiegazioni, ma non ne ho mai ottenute. In particolare, pure la spiegazione secondo la quale il debito italiano è tutta colpa del divorzio (argomentata con uno striminzito grafico di spesa primaria vs spesa per interessi) data su quel sito fa veramente ridere. Cosi come fa ridere quel post in cui cerca di convincere i lettori che lui e Roubini la pensano nello stesso modo, quando è ben chiaro cosa pensa Roubini sulle cause die mali italiani e se la germania sia un modello da imitare o un cinico distruttore di popoli (http://www.economonitor.com/nouriel/2011/11/08/from-the-archives-jan-28-06-italy%E2%80%99s-tremonti%E2%80%99s-temper-tantrums-on-emu-in-davos%E2%80%A6a-sad-embarrassing-episode-for-italy%E2%80%A6/). Cosi come fa ridere il fatto di voler mettere in testa alla gente che l’italia ha accumulato un ingente quantitativo di debito estero per finanziare beni provenienti dagli altri membri dell’ue a causa della loro maggiore competitività dovuta al dumping salariale. Primo, non è vero che l’italia ha accumulato ingenti quantità di debito estero (lo dice pure Bagnai nel 2010, prima della sua svolta nazionalpopolare con il blog, che l’italia non è un PIGS che ha accumulato debito estero importando mercedes e bmw: “http://ideas.repec.org/p/lui/lleewp/1088.html” ); secondo, il deterioramento del trade balance è dovuto principalmente al quintuplicarsi del prezzo del petrolio e al fatto che l’italia è rimasta troppo schiacciata sulla produzione di beni a basso valore aggiunto e quindi esposta alla competizione dei PAesi Emergenti (lo dicono tutti, dal Levy Institute nel paper sopra citato, all’UE nel report “In depth Review for Italy” del maggio 2012..e lo dicono perchè è scritto nei numeri: vai a controllare il trade balance dell’italia ex energy bill and energy bill included dal 2000 al 2010, ad esempio); terzo, la perdita di competitivita rispetto ai paesi del nord europa c’è stata, ma è spiegata soprattutto dai motivi elencati nel mio commento precedente (anche qui: lo dicono tutti gli economisti liberal e keynesiani). Insomma, mi fermo qui, ma ci sono mille altri esempi di analisi « parziali » riportate in quel sito. « Parziali » per essere buono. Li hai letti i paper che ho allegato prima? Se hai tempo, ti prego di leggerli, e capirai che non si puo ridurre tutti ai tedeschi brutti e cattivi che hanno fatto dumping salariale. Lo so che questa è la spiegazione che ci vorremmo sentir dire, ma purtroppo è semplicistica, se non proprio errata.

      Come detto, ci sono professori in tutto il mondo (sia “liberisti” sia “keynesiani sia “austriaci”) che hanno condotto analisi molto dettagliate su questi argomenti, e sono giunti alle conclusioni che riportavo sopra.

    • 46.3
      alex78

      Ma guarda che nessuno mette in discussion il cosidetto ciclo di Frenkel (ahime, Rogoff e Roubini scivono paper e libri su questo tema da circa trent’anni: overleverage-boom-external financing-bust-deleverage..ma a Pescara lo chiamano ciclo di Frenkel, quindi mi adeguo. Ti consiglio l’ormai famoso “This time is different” di Rogoff, in cui spiega come i cicli di debito caratterizzano la nostra esistenza da circa 7 secoli).

      In fondo l’equivoco sta proprio qui: nessuno mette in dubbio che la causa dei mali di Paesi come Spagna/Irlanda/Portogallo risieda nell’accumulo di debito PRIVATO finanziato prevalentemente con capitali ESTERI. Tutti lo dicono, ed è CORRETTISSIMO. Il problema è che alcuni prendono questa spiegazione e la applicano al caso italiano, sbagliando, in quanto l’italia si trova in una situazione completamente diversa in termini di debito estero (neppure paragonabile per size e trend a quello dei pigs..lo dice pure bagnai nel 2010), in termini di ricchezza del settore privato (le famiglie italiane sono enormi creditori, non debitori, hanno un patrimonio di 9trillion!), in termini di ripartizione del debito totale tra pubblico (alto e finanziato in misura crescente esternamente) e privato (basso, soprattutto se considerato al netto della ricchezza delle famiglie, purtroppo in larga misura accumulata in asset improduttivi a causa di una evasione da record che ha creato il vero problema: elevato debito pubblico finanziato esternamente e bassa crescita).

      Sul tema della competitività, ripeto, basta leggere tutti i paper che ho allegato per capirne le ragioni. Oppure basterebbe usare il buon senso e la calcolatrice, per vedere come il differenziale in termini di evoulzione dei salari NON puo spiegare, nel caso dell’italia, quel divario in termini di competitività. Tra l’altro il calcolo che il prof fa sulla real devaluation dei salari in germania è sbagliato: applciando la metodologia corretta (la trovi in « An essay on great depression » di Ben Bernanke, ad esempio), ci si rende conto che la svalutazione reale dei salari in germania è stata prossima allo zero, non negativa del 6% su 5 o 6 anni (che, ripeto, spiegherebbe comunque solo in piccola parte le ragioni della perdita di competitività del sistema Italia, che risiede invece in quei fattori su cui insistono i professori di economía liberal e keynesiani “exPescara”…vai a vedere i differenziali in termini di valore aggiunto delle produzioni rispetto alla germania, di bolletta energética, di costi dei servizi alle imprese, di diversa pressione fiscale, etc etc…ti accorgerai che in confronto la presunta devaluation dei salari tedeschi ha un impatto ridicolo).

    • 46.4
      HOWGIO'

      Eh NO,caro Alex78…ancora non so per quanto…le conclusioni sono tue.

      La mia conclusione,in parte,la conosci.

      Questa SStoria è stata spiegata molto bene dal Prof.Bagnai Alberto(anche)dettagliando il CICLO DI FRENKEL ROBERTO e RAPETTI MARTIN(2009).

      Buona Fortuna!

    • 46.5
      alex78

      Grazie Piero per la risposta. Giusto per evitare incomprensioni: io non sostengo che tutto quello che scrive Bagnai sia sbagliato, anzi..la spiegazione che lui fa delle storture insite in un modello di moneta única come quello dell’euro e dei pericoli che porta con se è pienamente condivisibile, ed è una delle poche cose su cui tutti gli economisti sono d’accordo.

      Il problema, a mio umile parere, è quando si concentra sulla specifica situazione italiana. La sua analisi dei problema di competitività e di debito pubblico, a mio modo di vedere, si fa troppo “parziale” e mi permetto di dire “partigiana”.

      a)      Perchè continua a sostenere che la perdita di competitività italiana sia da ricondurre esclusivamente alle politiche salariali tedesche, quando buona parte di economisti liberal e keynesiani sostengono che altri fattori han giocato un ruolo molto piu importante? Perchè non cita mai questi studi (e questi fattori), anche solo eventualmente per dimostrare la loro minore rilevanza rispetto alla sua spiegazione del problema)?

      b)      Perche continua a sostenere che l’accumulo di debito pubblico in Italia sia esclusivamente dovuto al divorzio, quando l’analisi dei déficit primari dell’italia degli ultimi 40 anni, dei suoi tassi reali prima e dopo la cura Volcker degli anni 80, ed il loro confronto con quanto successo negli altri paesi, dimostra chiaramente che l’accumulo di debito eccessivo è principalmente dovuto agli errori di “timing” e di qualità della política fiscale, e non all’andamento dei tassi reali (negativi prima di Volcker, positivi dopo, come in qualsiasi altro Paese avanzato)?

      Mi posso sbagliare, ma quel blog mi sembra piu orientato a portare avanti una tesi política, piuttosto che una oggettiva analisi económica dei fatti. Cosi come mi sembra scorretto il modo con cui tratta certi “colleghi”. Essendo professore di economía, probabilmente sa benissimo che, se 13 mesi fa, Monti non avesse fatto quello che ha fatto e l’Eurozona si fosse disaggregata in modo disordinato, il mondo sarebbe ritornato al 2008, con uno stop di qualsiasi flusso finanziario e commerciale e potenziali default di banche in giro per il mondo che ci avrebbe fatto cadere nuovamente in una pesantissima recessione (oltre che distruggere parte sostanziale del l’enorme wealth delle famiglie italiane), altro che IMU. Mi piacerebbe lui ammettesse l’importanza  del lavoro fatto da Monti il quale, pur nell’insieme delle riforme promesse e non fatte, ci ha consentito di evitare il “break up disordinato”, di guadagnare tempo e pianificare piu serenamente una revisione dell’unione monetaria o anche (come Bagnai auspica) una uscita “ordinata” dall’euro.  Tutte le battutine su “’a rata del mutuo” e “l’inflazione al 400%” sono, appunto, solo battutine, che non affrontano il nodo del problema del 2011: il break up disordinato avrebbe avuto per l’economia mondiale un impatto potenzialmente maggiore rispetto al crollo Lehman, e l’averlo evitato è stato fondamentale per tutti noi.

      Grazie ancora per la risposta.

    • 46.6
      alex78

      scusa, l’ultima cosa poi mi taccio..pure questa idea che emerge da quel blog secondo la quale l’unione monetaria con i PIGS (dove la I sta per Irlanda, come giustamente sostiene Bagnai) è stata voluta dai tedeschi brutti e cattivi per assicurarsi “mercati di sbocco” in cui vendere i loro prodotti competitivi a causa del cambio rigido fa veramente ridere..Grecia, Irlanda e Portogallo rappresentano insieme poco meno dell1% (sigh) degli export tedeschi…arriviamo a poco meno del 5% se aggiungiamo la Spagna..cioè la germania si sarebbe messa in questo casino per questo? proprio tonti sti tedeschi..:-) Magari questa è meglio che non la ripeta fuori da Pescara e dal suo blog, senno gli ritirano il patentino di professore:-)….

  • 45
    Claudio.farna

    Disinformation…. La fine dell articolo diceva confronti verifiche smentite etc…A parte che il principio io lo pubblico…poi vediamo le smentite , rettifiche etc… non è’ il massimo visto l ‘ eco mediatico erroneo che potrebbe venirne fuori…( lo dico più che benevolmente, Claudio mi conosce. Sa quanto lo stimi e lo segua). Ma credo che la lettura e approfondimento di questa fonte possa essere argomento di un articolo che confuta il video di quel “biiiiip”…. “Real wages in Germany. Numerous years of decline. Weekly report 28/2009, German Institute for Economic Research”.

    • 45.1
      Genoveffa

      Ti sfugge che il video era già stato visto quasi un milione di volte, su molti profili e canali. Ripubblicarlo qui non serve a diffonderlo, ma a dargli la possibilità finalmente di essere confutato, grazie alle competenze che si trovano su questo blog.

  • 44
    samizdat

    È tutto vero. Amici miei di Vienna, ferrovieri che viaggiano gratis in treno, vanno alcune volte all´anno a fare gli acquisti in Germania (oltre 300 km lontano), perchè tutto costa molto meno. D´altra parte, altri amici di Roma vengono  a Vienna e dicono che qui tutto costa meno. Quindi…..

  • 43
    Clausius

    alex78 ha scritto :
    scusa, l’ultima cosa poi mi taccio..pure questa idea che emerge da quel blog secondo la quale l’unione monetaria con i PIGS (dove la I sta per Irlanda, come giustamente sostiene Bagnai) è stata voluta dai tedeschi brutti e cattivi per assicurarsi “mercati di sbocco” in cui vendere i loro prodotti competitivi a causa del cambio rigido fa veramente ridere..Grecia, Irlanda e Portogallo rappresentano insieme poco meno dell1% (sigh) degli export tedeschi…arriviamo a poco meno del 5% se aggiungiamo la Spagna..cioè la germania si sarebbe messa in questo casino per questo? proprio tonti sti tedeschi..:-) Magari questa è meglio che non la ripeta fuori da Pescara e dal suo blog, senno gli ritirano il patentino di professore:-)….

    Alex..tu puoi ridere quanto vuoi ma dovresti anche essere in grado di spiegare come mai il governo tedesco ha accettato Italia e Grecia nell’euro pur non avendone i requisiti economici.

    E,lasciamelo dire,la tua analisi è a dir poco sconclusionata.I germanici ci sanno fare solo che hanno interpretato (come non lo hanno fatto altri) l’unione europea come una zona mercantilista.Molto più larga di quella accenni tu.Non mi sembra fossero questi gli intenti europeisti! Ah già! Chissenefrega dei trattati!

    W il Fiscal Kombat.:)

    • 43.1
      alex78

      Bene, vedo che ci muoviamo piano piano verso qualche punto di accordo…:-)

      Sull’entrata di Italia e Grecia..beh, ovviamente mi allontano da una spiegazione economica ed oggettiva, anche perchè non esiste..entriamo nel campo delle opinioni personali. Per quanto riguarda l’Italia, a mio modo di vedere entrambi i Paesi pensavano di fare un buon affare.

      a)L’Italia, da un lato, ha intravisto la possibilità di avviare un serio processo di riforma del tessuto industriale italiano potendo contare su due enormi vantaggi: tassi reali negativi che gli avrebbero consentito un piu agevole rientro dal debito pubblico finito fuori controllo e investimenti per innovare l’apparato produttivo, e un tasso di cambio favorevole che avrebbe dato il tempo necessario per colmare il gap di competitività rispetto a Germania&Co (Altra leggenda metropolitana vuole che il cambio sia stato fissato in modo sfavorevole per l’italia: Falso, è stato fissato con un REER molto favorevole, a tal punto che il rafforzamento del REER italiano degli ultimi 10 anni puo essere visto come una semplice normalizzazione da un livello troppo debole. Daniel Gros e mille altri hanno scritto sull’argomento). Come siano andate le cose, lo sappiamo: nonostante i tassi reali negativi, il rientro dall’elevato debito pubblico attraverso robusti avanzi primari nelle fasi positive di crescita economica (come keynes suggerisce) sono state fatte solo dai governi Prodi..al contrario duranti gli anni di berlusconi i disavanzi primari generati sono stati troppo timidi (fino ad arrivare a 0% nel 2005!) e non hanno consentito un piu deciso rientro del debito (Il Belgio, che aveva il nostro stesso problema, si è invece comportato come keynes avrebbe suggerito), ridotto solo di una decina di punti quandi c’erano le condizioni in termini di congiuntura economica e tasso di risparmio delle famiglie per aggredirlo in modo piu robusto. Sul fronte competitività, lo sappiamo, le politiche industriale ed energetiche sagge sono ancora li che aspettano di essere implementate, il tempo passa e la nostra situazione peggiora sempre piu. In sintesi: dall’UE abbiamo ottenuto tassi reali negativi e cambio favorevole, cioè un bel bonus per risolvere i problemi di debito e competitività. Ma abbiamo perso l’occasione. (per favore non mi citare “er dividendo dell’euro di bagnai”..i tassi sarebbero scesi comunque, è vero, ma il vero dividendo è stata la comrpessione sui tassi tedeschi..questa si è da attribuire all’euro, ed è questo il vero dividendo. Tra l’altro anche qui il BAgnai fa un po confusione: dice che negli anni 90 i tassi sarebbero scesi comunque perchè la Fed li ha tenuti bassi, ma negli anni 80 dice che i tassi erano alti per colpa del divorzio, e non perchè la Fed li teneva incredibilmente alti…La spiegazione Fed la usa solo quando gli fa comodo:-)

      b) La germania, dal canto suo,  ha pensato fosse una buona idea “barattare” tassi reali e di cambio competitivi per l’italia, in cambio della necessità di dover continuare a riformare e mantenere ultracompetititivo il loro tessuto industriale (come hanno fatto) e della speranza di evitare svalutazioni competitive che, alla lunga, come sostiene pure Bagnai, non portano all’incremento di benessere dei paesi coinvolti, nell’ipotesi (come avveniva in italia) in cui la svalutazione competitiva non venisse utilizzata come semplice stumento “ciclico” per guadagnare temporaneamente competitività, ma come strumento strutturale per colmare le lacune del proprio settore industriale. In questo modo, come sappiamo bene noi italiani, non si accumulava ricchezza, che ci veniva sistematicamente “espropriata” attraverso l’inevaitabile ricorso alla Financial Repression.

      c) Sulla Grecia, c’è poco da dire: un paese piccolo che non sarebbe mai dovuto entrare nell’UE a causa dei suoi ritardi troppo marcati in termini di competitivita. Il suo ingresso immagino sia stato dettato esclusivamente da “smanie di grandezza” dei politici dell’epoca, convinti che la Grecia, rappresentando solo il 2% del pil della eurozona, non avrebbe comunque mai potuto rappresentare un problema per la stabilità dell’area. Evidentemente non avevano capito quanto interrelati i mercati finanziari possono essere..:-) Pensare che la grecia sia stata ammessa per motivi imperialistici/complottistici (cio poter avere un “mercato di sbocco” da aggredire) fa davvero ridere: come detto, un paese economicamente insignificante per i big3 dell’unione (italia, Francia, Germania).

    • 43.2
      Clausius

      Daccordo sulla mancanza di politiche energetiche e industriali.Daltronde le decisioni politiche italiane sono state disastrose anche in altri settori.

      Ma non hai risposto alla mia domanda:-Perchè hanno fatto entrare Italia e Grecia nell’euro considerati i nostri debiti pubblici ?.

       

       

    • 43.3
      alex78

      Guarda che non è la mia analisi. E’ l’analisi di Roubini, Levy Institute, Daniel Gros, Luengo, e molti altri economisti di qualsiasi “orientamento” sui motivi per cui il current account italiano è passato da +2% a -1% in 10 anni, vale a dire politiche energetiche e industriali sbagliate. Detto per inciso, il sistema industriale italiano non è un sistema da terzo mondo, e trovo anche antipatico che l’italia venga sempre messa nel gruppo di Paese come Spagna e Portogallo, che hanno un ritardo enorme da questo punto di vista. La magnitude del deterioramento del CAD (come già detto, non lontanamente paragonabile a quella degli altri PIGS), tra l’altro, ci suggerische che con neppure enormi sforzi, l’italia potrebbe tranquillamente recuperare la competitività perduta, SENZA CHE QUESTO SIGNIFICHI TAGLIARE SALARI. Le solite cose, insomma: politiche energetiche sensate, liberalizzazioni nei settori dei servizi per abbassare i costi delle imprese, lotta agli evasori che accumulano ricchezza in asset improduttivi (leggi: case) per poter abbassare le tasse sulle imrpese. E’ da 30 anni che lo dobbiamo fare e non lo stiamo facendo. E’ ora didarsi una mossa, anziche stare a frignare sui presunti dumping salariali di 0.5% per 5 anni della germania…sigh…ma hai una idea dell’impatto che pottebbero avere per le imrpese italiane le riforme sopra citate?!?! altro che 0.5% per 5 anni…

  • 42
    Albert_one

    Il complotto delle banche cattive non è un elemento necessario, basta considerare come la politica dei bonus stratosferici alla dirigenza su guadagni a breve termine e la deregulation di stampo liberista abbia contribuito allo sviluppo delle bolle.

    Permetterai che abbia più di qualche dubbio sul fatto che  quando GS ha consigliato le operazioni di swap sui derivati per coprire i buchi di Grecia ed Italia sapesse di rifilare qualche bidone. Anche qui, lasciamo da parte i complotti, ma resto convinto che la palese vicinanza, per non dire intimità, tra la finanza speculativa ed i governi, anche locali,  contribuisca in maniera decisiva al predominio della prima sui secondi.

     

    Ciao

  • 41
    MrPagniu

    Credo che il discordo sia inoltre conducibile a ciò che viene chiamato cambio vero. Quando entrò in vigore l’euro, tutti eravamo informati del cambio della ns valute nazionali nei confronti della valuta unica. Ma poi ogni paese ha avuto negli anni una inflazione diversa che ha fatto si che questo cambio, dopo 10 anni, si sia decisamente falsato. Ho letto che, facendo riferimento alla Germania, l’Italia ha accumulato in 10 anni un differenziale del 22%, la Grecia addirittura del 29%! Vuol dire che, a paritá di prezzi, un tedesco ha un potere di acquisto del 22% superiore al nostro, perchè a lui l’euro oggi costa meno che a noi. L’euro è uno ed uno solo, ma c’è chi lo paga di più (ovvero deve lavorare più tempo per guadagnarlo) e chi lo paga di meno, come i Tedeschi. Se a questo aggiungiamo che alcuni prodotti alimentari sullo scaffale del supermercato tedesco costano persino meno, o che la benzina tedesca costa meno, ci rendiamo conto che qui in Italia qualcuno ci ha sempre delle grandi palle sulla inflazione bassa, così i nostri stipendi non crescevano, mentre crescevano quelli tedeschi: nel paniere italiano cosa ci mettevano?

  • 40
    Albert_one

    @Alex 78

    Ho dato un occhiata ai due link keynesiani che proponi, e quello che ho trovato è una critica all’atteggiamento che cerca nella riduzione dei salari reali un modo per uscire dalla crisi. Posizioni quindi nettamente keynesiane, che vedono il pericolo del connesso calo della domanda aggregata, ma anche molto vicine a Brancaccio, quando denuncia il ridursi della quotra salari nel periodo ed il corrispondente incremento della quota profitto. Ho capito quello che intendi: se abbassare gli stipendi ora non farà recuperare significativamente competitività, perchè avrebbe dovuto favorire in passato la Germania? Beh, una risposta potrebbe essere nel timing: la depressione del mercato interno fatta da loro allora  ha sortito effetti diversi (raffreddare l’inflazione per guadagnare competitività di prezzo) da quelli che si otterrrebbero ora da noi in piena crisi.   

    In definitiva nell’essenza dei ragionamenti dei documenti linkati e di Bagnai non trovo contraddizioni, semplicemente quest’ultimo esplicita con forza che la moneta unica è stato un ingrediente fondamentale per indirizzare in un certo modo la distribuzione della ricchezza, ma tutti mettono in guardia dal considerare solo politiche dal lato dell’offerta.

    Credo che nessuno metta in dubbio che creare condizioni più favorevoli alla produzione o ridurre corruzione ecc. siano interventi benefici, ma intanto abbiamo visto solo provvedimenti che spostano ulteriori risorse verso il mondo della finanza, tipo limitazione del contante, riduzione dello stato sociale, aiuti alle banche private ecc.

    Per tornare alla frattura in seno alla UE, equità vorrebbe che gli aumenti di produttività fossero condivisi con i lavoratori, se invece gli stipendi calano del 5 o 6 o quanto vuoi percento mentre la produttività aumenta del 10% è chiaro che devi valutare entrambi i versanti per dar conto degli squilibri. 

    Ciao

     

    • 40.1
      alex78

      Grazie Albert_One per la risposta.

      Il differenziale di competitività tra i diversi Paesi dell’eurozona puo essere spiegata da due fattori: differenziale di inflazione in un contesto di cambi rigidi, e diverso valore aggiunto dei beni prodotti.

      a) Bagnai, correggimi se sbaglio, sostiene che tutta il divario in termini di competitività puo’ essere spiegato dal primo fattore, ovvero il differenziale di inflazione, e in particolare da una suo componente, il costo del lavoro.

      b) I paper che ho riportato, oltre a ricordarci che i guadagni di competitività fatti solo a botte di tagli salariali hanno le gambe corte, ci dicono che il divario in termini di inflazione ovviamente è un fattore cruciale, ma bisogna analizzare tutte le sue componenti. Infatti, la fetta grossa del differenziale di inflazione che si è venuto a creare in italia è spiegato soprattutto dai costi superiori derivanti da mancate politche energetiche sagge e di liberalizzazione nei settori dei servizi (distribuzione e bancari in primis), che hanno mantenuto posizioni di rendita (leggi: margini di profitto troppo alti) che sono andate a gravare in modo decisivo sui costi delle imprese e sulla loro competitività.

      c) Il paper del Levy, inoltre, sottolinea l’importanza cruciale anche del secondo fattore per spiegare il differenziale di competitività (che Bagnai ignora..anzi, spesso si lascia andare a battuttine sulla, a suo modo di vedere, inestente, superiorità del tessuto industriale tedesco che, come detto sopra, secondo lui e’ un mero sistema mercantilista basato sullo sfruttamento della manodopera), ovvero la “complessità” dei beni prodotti. “We believe that this is where the real problem of the peripheral countries lies.Their lack of competitiveness vis-à-vis Germany is not due to the fact that they are expensive (their wage rates are substantially lower), or that labor productivity has not increased. The problem is that they are stuck at middle levels of technology and they arecaught in a trap. Reducing wages would not solve the problem

      Quindi:

      a) a me pare che le cause indicate in questi report del differenziale di competitività siano diverse da quelle che riporta bagnai: non i salari bassi in germania, bensi sbagliate politiche che hanno mantenuto margini di profitti troppo alti in settori chiave per i costi delle imprese e basso valore aggiunto delle produzione. La soluzione che propongono, pertanto, è diversa: non alzare gli stipendi ai tedeschi (che sono già i piu alti, e competono in una lega diversa in termini di prodotti) o abbassarli agli italiani, ma rompere le posizioni di rendita (abbatendo cioè i margini di profitto) in settori chiave per le imprese italiane ancora troppo chiusi alla concorrenza e muoversi verso l’alto nella scala di complessità dei beni prodotti

      b) La germania, a differenza di bagnai, non viene additata come l’origine di tutti i nostri mali, bensi come modello da seguire: “This strategy should becombined with significant efforts to upgrade. Greece, Ireland, Italy, Portugal, and Spain should look upward and try to move in the direction of Germany, and not in that ofChina. The real problem is one of lack of nonprice competitiveness vis-à-vis Germany.”

      Purtroppo, a differenza tua, non posseggo il dono della sintesi, spero di non averti annoiato troppo. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi. Grazie ancora per la davvero interessante risposta

       

    • 40.2
      Clausius

      Grazie,il tuo commento lo trovo molto pertinente.Non ho nulla da aggiungere e anzi,mi complimento per la tua capacità di sintesi. ;-)

  • 39
    Albert_one

    Clausius ha scritto :
    Grazie,il tuo commento lo trovo molto pertinente.Non ho nulla da aggiungere e anzi,mi complimento per la tua capacità di sintesi. ;-)

     

    Io sì, rileggendo ho trovato diversi erori di batittura

    Ciao e grazie

  • 38
    Clausius

    alex78 ha scritto :
    La grecia era un paese económicamente arretrato prima dell’entrata nell’euro, lo sarebbe rimasto se non fosse entrata nell’euro(questo dove sta scritto…sull’Olimpo?)

    ma le vedete le quotazioni in borsa di tutte le principali banche mondiali? Avete visto il loro valore nel 2007? Avete visto il loro prezzo oggi? Le banche hanno fatto errori tremendi, investimenti sbagliati(sarà per caso che ti riferisci al MPS?E in un mercato libero sarebbero fallite…o no?)

    “Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore”. Queste sono le frasi che mi aiutano a capire per quale motivo un paese con le enormi potenzialità come l’italia si stia tristemente buttando via. (un bel pezzo di economia è già stato buttato via e se non si cambia rotta la barca si incaglierà,nonostante le belle parole).

    Ti invito a rileggerti.   Ti sei già dato le risposte da solo.Un colpo al cerchio e una alla botte.Non è che i copia/incolla ti confondono?

    E quì chiudo perchè non veniamo a capo di nulla…Siamo improduttivi.

  • 37
    HOWGIO'

    Clausius ha scritto :
    Concordo con le tue valutazioni e,dato che non ci son state risposte “professionali” (cioè da economisti e studenti in economia)ho fatto un giretto quì: http://goofynomics.blogspot.it/ Ho inserito nel campo di ricerca interno due query: costo lavoro Germania e prezzi più bassi germania. Il materiale da leggere è tanto ma ne vale la pena e sono soprattutto i grafici,come quelli sull’inflazione eurozona nell’era della moneta unica,che in un sol colpo spiegano,insieme a quelli relativi alla svalutazione interna operata in Germania da 2003 in poi,i motivi che molto empiricamente sembrano vedersi nel filmato.

    Esatto! Il Prof.Bagnai Alberto ha spiegato benissimo questa triste storia…nella quale, evidentemente, qualcosa ha interferito squallidamente con le leggi di mercato.

    VEDI :

    -I PAESI DEL NORD,DROGANO CON IL CREDITO FACILE LA CRESCITA DEI PAESI DEL SUD SPINGENDO INEVITABILMENTE L’INFLAZIONE IN QUESTI ULTIMI.

    -LA GERMANIA ATTIVA UNA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO CHE MIRA ALLA “PRECARIZZAZIONE” ED ALLA “SOTTOCCUPAZIONE”DI MILIONI DI TEDESCHI CON UN CROLLO  DEI SALARI REALI PRO CAPITE.

     

     

     

     

     

     

     

    • 37.1
      alex78

      Ciao, HOWGIO’

      poco piu sopra ho riportato dei link interessanti che ti possono dimostrare come la tesi dei vari bagnai e tringali sia quanto meno “parziale”.

      a) Il differenziale di inflazione tra italia e germania è spiegato in misura principale non dai costi di produzione (leggi: salari), ma dai margini della distribuzione e dei servizi (sotrattutto nel settore bancario, assicurativo, energetico), con pesanti ricadute sulle competitività delle nostre imprese.

      b) Piu in generale, politiche industriali errate che non hanno portato l’italia ha muoversi verso l’alto in termini di “valore aggiunto” dei beni prodotti, è alla base della perdita di competitività del paese.

      Mettere su un grafico una linea di inflazione ed una linea con l’andamento dei salari reali negli ultimi 10 anni, converrai con me, è una analisi alquanto sempliciotta. I due punti sopra riportati sono la spiegazione che alla perdita di competitività del sistema italia danno sia “liberisti” come giavazzi e leonardi, sia keynesiani come il Levy Institute ed il professor Luengo. Ed alla base di tale conclusioni ci sono numeri ed analisi serie, non due righe su un chart.Fammi sapere cosa ne pensi.

  • 36
    Ross_1

    Latte per bambini Humana:

    Germania 7,29 Euro

    Italia 25,00 =LADRONI

    • 36.1
      HOWGIO'

      PER ALEX78

      Ti ribadisco,ti ripeto…che il Prof.Bagnai Alberto ha spiegato MOLTO BENE il dogma dell’EURO e le sue conseguenze per il popolo europeo(bello e brutto).

       

      Prendo le distanze da uno sconosciuto che si permette di insinuare il ritiro del “patentino di professore” al Prof.Bagnai Alberto.

       

      Per quanto riguarda il Prof.Monti non condivido assolutamente quanto affermi.Non mi dispiace…

      http://www.gamerlandia.net/2013/01/14/fmi-il-pentimento-dellavvoltoio/

       

       

       

       

  • 35
    avatar

    oltre alle sozzerie, che sono state perpetuate negli ultimi venti anni, nei confronti dei lavoratori dipendenti perchè nessuno affronta l’argomento della conversione dalla lira all’euro che in germania è stata fatta regolarmente per dli stipendi e i prezzi dei prodotti al consumo, mentre in italia questi ultimi sono radoppiati dalla sera alla mattina(1000 lire 1 euro) dmezzando di fatto gli stipendi convertiti regolarmente all’euro?

    • 35.1
      Clausius

      Altra domanda da fare : visto che entravamo nell’euro al cambio di 1,900 e rotti perchè non c’è stato un referendum popolare su questa decisione?

  • 34
    Emilio L.

    Ci sono due paesi: A e B.

    Per ogni 100 persone tra i 15 e 64 anni, il paese A offre meno di 56 posti di lavoro, mentre il paese B ne offre più di 72 (+16/100).

    Ma attenzione: dei posti di lavoro aggiuntivi che il paese B è in grado di offrire, ca. 2/3 sono part-time, con una media di 18-20 ore di lavoro a settimana.

    Il salario di questi impieghi part-time è piuttosto basso, nell’ordine dei 450 €, ma viene integrato da un reddito minimo di cittadinanza. Principalmente si tratta di posizioni poco qualificate nell’ambito dei servizi (es. distribuzione commerciale, ristorazione, assistenza, pulizie etc.). Non è molto, ma per una parte di quei lavoratori va bene così, perché si tratta di studenti o di donne che dividono il loro impegno tra lavoro e famiglia. Per gli altri lavoratori che aspirerebbero ad un’occupazione a tempo pieno (forse non la maggioranza), va comunque meglio che nel paese A dove mancano sia il lavoro che le forme di sostegno al reddito.

    Passando a considerare i lavoratori a tempo pieno, il paese B offre oggi salari superiori in media del 30% rispetto a quelli del paese A, con un costo della vita analogo, oltre ad una legislazione del lavoro non meno tutelante di quella del paese A.

    Negli ultimi anni i salari del paese B sono cresciuti poco o niente in termini reali, ma l’occupazione ha tenuto ed anzi è aumentata. Nel paese A i salari reali sono invece cresciuti un po’ di più anche se adesso stanno flettendo, a causa della recessione e dell’aumento della disoccupazione.

    Secondo voi i lavoratori che vivono nel paese B sarebbero disposti a fare cambio con quelli del paese A ?

    Un cordiale saluto.
    Emilio L.

  • 33
    Clausius

    HOWGIO’ ha scritto :
    PER ALEX78 Ti ribadisco,ti ripeto…che il Prof.Bagnai Alberto ha spiegato MOLTO BENE il dogma dell’EURO e le sue conseguenze per il popolo europeo(bello e brutto).   Prendo le distanze da uno sconosciuto che si permette di insinuare il ritiro del “patentino di professore” al Prof.Bagnai Alberto.   Per quanto riguarda il Prof.Monti non condivido assolutamente quanto affermi.Non mi dispiace… http://www.gamerlandia.net/2013/01/14/fmi-il-pentimento-dellavvoltoio/        

    Perfettamente daccordo con te.

    Inviterei alex a rileggersi il memorandum fatto alla Grecia dalla Troika quì sul blog.

    Vale più di tante parole sprecate http://www.byoblu.com/post/2012/07/12/IL-CAVALLO-DI-TROIKA.aspx 

    E poi leggerei anche questo  http://www.byoblu.com/post/2012/05/13/LItalia-come-la-Grecia-trucco-i-conti-per-entrare-nelleuro.aspx

    Su questo blog hai materiale sufficiente da leggere non tanto per convincerti che le tue tesi sono strampalate (o male interpretate)ma sulle conseguenze che decisioni politiche sbagliate hanno causato ai cosiddetti PIIGS.E cito una frase di Bagnai che spesso ha ripetuto…”Se c’è un corrotto ci sarà anche un corruttore”!.

    I conti Greci furono certificati da Goldman Sachs e del gruppo  faceva parte il tanto decantato Draghi.Sono azioni criminali che andrebbero punite col carcere,altro che disquisizioni accademiche.

    • 33.1
      alex78

      A ridaje con la grecia, le banche brutte e cattive, e la Goldman Sachs che controlla il destino de noantri!! Ma non stavamo parlando di altre cose un po piu interessanti e sopprattutto basate su analisi oggettive, piuttosto che su ridicoli teoremi (típicamente italioti) di biscotti&complotti? Ad ogni buon modo:

      a)      La grecia era un paese económicamente arretrato prima dell’entrata nell’euro, lo sarebbe rimasto se non fosse entrata nell’euro e avesse implentato le stesse politiche disastrose fatte negli ultimi 10 anni, e tale ritornerà ad essere dopo l'”illusione della ricchezza” degli ultimi dieci anni. Con l’entrata nell’euro ha avuto la possibilità di iniziare un percorso virtuoso di ammodernamento del proprio apparato produttivo, grazie alla possibilità di poter contare su tassi reali negativi a cui indebitarsi. Se questi soldi fossero stati usati per investimenti in grado di generare ritorni positivi e sostenibili, la grecia avrebbe probabilmente creato ricchezza sostenibile. Al contrario, questo “cheap money” è stato dilapidato in consumi e investimenti a ritorni addirittura negativi, sia nel settore privato (real estate bubble), sia nel pubblico (carroarmati, spesa improduttiva, etc etc). Risultato: crescita esponenziale della ricchezza dal 2000 al 2007 sull’onda degli investimenti e consumi a debito, e a partire dal 2008 ritorno alla situazione di ricchezza pre bolla, a causa della redditività negativa degli investimenti fatti. Chi ha detto ai greci di comprare case soppravvalutate e pagare stipendi da favola ai manager pubblici con i soldi presi a prestito a basso costo, anzichè avviare serie politiche industriali in grado di ritornare rendimenti positivi e sostenibili nel lungo periodo? La Goldman Sachs?

      b)       Per favore basta con questi biscottoni sulle banche che hanno progettato a tavolino la crisi per guadagnaresoldisullespalledellapoveragente…dai su, è ridicolo…ma le vedete le quotazioni in borsa di tutte le principali banche mondiali? Avete visto il loro valore nel 2007? Avete visto il loro prezzo oggi? Le banche hanno fatto errori tremendi, investimenti sbagliati con leverage elevatissimo, e ora, come tutti gli attori economici, ne stanno pagando le conseguenze…valore in borsa dimezzato e utili spariti: se questo è frutto di un piano consapevole, beh, pure questi “poteri forti” sono dei bei tontoloni. Dire che le banche sono parte del problema e che si è esagerato con il leverage, va bene, ma dire che le banche ci stanno guadagnando da questa situazione, o addirittura sostenere che tutto è stato deciso a tavolino, è francamente ridicolo. Ma ridicolo forte.

      c)       “Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore”. Queste sono le frasi che mi aiutano a capire per quale motivo un paese con le enormi potenzialità come l’italia si stia tristemente buttando via.

      Comunque si stava parlando d’altro, cioè dei motivi per cui l’italia (e lo ripeto fino alla noia: un paese che non ha niente a che vedere con spagna e grecia per quanto riguarda debito privato/pubblico/estero e competitività del tessuto industriale) negli ultimi venti anni sta perdendo competitività. Se mi volete far credere che la riduzione dei salari reali in germania dal 2003 al 2007 dello 0.5% l’anno (e ripeto: tale metodología è pure approssimativa..il valore è molto vicino allo 0.0%) è la spiegazione del nostro declino (che, altro dettaglio, parte dagli anni 90), beh, purtroppo non me la bevo. La spiegazione dei differenziali di inflazione e le analisi del « valore aggiunto » del settore export che le ricerche “strampalate” di Luengo, Roubini, Levy Institute, Daniel Gros fanno, mi convincono molto di piu. Ma molto molto di piu.

      Se volete continuare a parlare di questo, a me fa piacere, davvero. Se invece si vuol parlare di complotti e poteri forti, no. Lo trovo ridicolo e noiso.

  • 32
    maxmat

    byoblu rimuovi questo video di disinformazione per favore. i prezzi sono piu’ bassi ma gli stipendi pure, a parte le eccezioni citate da questo ignorante del video.

    ”Germania, paese dei bassi stipendi: uno studio mostra che 8 milioni di lavoratori guadagnano meno di 9.15 € lorde per ora, circa 1.4 milioni guadagnano meno di 5 Euro. 800.000 dipendenti vivono con una salario mensile lordo inferiore ai 1.000 €.”

  • 31
    un_cavallo

    Lambrenedetto è attualmente in missione in Germania per controllare i prezzi di alimentari e tecnologia. Guardate questo video!

     

    http://www.youtube.com/watch?v=VXnQ4ic5TkQ

     

    forza Papa!!!!

     

     

  • 30

    Questo video offre un’ottima occasione per riflettere su alcuni luoghi comuni, spesso utilizzati dal mainstream per mascherare le reali ragioni della crisi.

    Chi fosse interessato qui trova un mio commento al filmato. 

    La Germania ha aumentato la propria competitività mantenendo bassa l’inflazione grazie al contenimento delle retribuzioni (dei giovani, dei precari, di quelli che persono il lavoro, non dei dipendenti della volkswagen). Lo dicono non solo i dati, ma anche la stessa Commissione UE e un “superconsulente” del gabinetto Merkel.

    • 30.1
      alex78

      Vedo che un video amatoriale sta mandando in crisi i “non mainstream” in giro per la penisola.

      Mi pare innanzitutto ci sia una gran confusione tra “livello” di prezzi e salari e “dinamica” degli stessi. In germania, i salari e i prezzi sono aumentati meno negli ultimi dieci anni rispetto all’italia (“dinamica”), e questo è un fatto. Cosi come è un fatto che il “livello” dei salari in germania è piu alto,e i prezzi sono piu bassi che in italia. E anche questo è un fatto. I tedeschi guadagnano di piu degli italiani, e il costo della vita è pure leggermente piu basso: questo significa che i tedeschi hanno un maggiore potere d’acquisto, cioè i tedeschi stanno meglio di noi (per i dettagli su “livelli” di prezzi e salari, e quindi potere d’acquisto, basta leggere il primissimo commento al video.

      E quindi torniamo alla domanda centrale: perchè l’economia tedesca ha acquisito maggiore competitività negli ultimi 10 anni rispetto all’italia? Due motivi principali: primo, sono riusciti a mantenere l’inflazione a livelli piu bassi, ma non solo non facendo aumentar e i salari (che sono tra l’altro i piu alti in europa), ma soprattutto comprimendo posizioni di rendita e quindi di profitto in settori chiave per le imrpese che esportano (energia, servizi, finanza), ed e’ qui che l’italia ha costruito il suo ritardo, non smantellando tali posizioni di rendita attraverso riforme nel settore energetico e serie politiche industriali. Secondo, sono riusciti a muoversi verso l’alto in termini di valore aggiunto dei beni prodotti, sottraendosi alla morsa della competizione basata puramente sul prezzo con i “cheap producer” a livello mondiale. Questa è la realtà, ceh ci piaccia o no. E sono in tanti a dirlo, mainstream or not..

      a)      Prof Fernando Luengo, “Econuestra” (sulle ragioni del differenziale di inflazione): “come abbiamo appena detto, i costi del lavoro per unità di prodotto mettono insieme due variabili, sono i costi del lavoro quelli che occupano il centro del dibattito. Ci troviamo così davanti ad un nuovo processo di riduzione, una nuova confusione, ma sembrerebbe che non esistano o non siano rilevanti i costi non lavorativi; per esempio, i consumi energetici (decisivi nell’economia spagnola), quelli associati ai beni intermedi utilizzati nei processi produttivi o l’ammortizzazione degli strumenti o i beni capitali. La cosa certa, comunque, è che, nonostante l’attenzione data ai costi del lavoro, la sua rilevanza – che fluttua molto a seconda dell’azienda e del tipo di attività – è relativamente ridotta e tende ad abbassarsi nel tempo”

      b)      Prof Marco Leonardi (sempre sulle ragioni del differenziale di inflazione..lui ce lo diceva gia un po di anni fa…:-)) “Tuttavia dovremo continuare a chiederci perché in Italia i prezzi al consumo crescono 1% in più all’anno che in Germania, perché questo sarà sempre un motivo di svantaggio competitivo.La risposta è semplice nelle sue linee generali. I prezzi al consumo dipendono dai prezzi alla produzione, dai margini di profitto della distribuzione e dai prezzi dei servizi…” “…Se la differenza nei prezzi alla produzione è piccola, ne segue che la maggior crescita dei prezzi al consumo è interamente dovuta ai margini di profitto della distribuzione e ai prezzi dei servizi (banche, assicurazioni, energia etc.). Se non vogliamo perdere posizioni sui mercati internazionali e non vogliamo (o non possiamo) ridurre ulteriormente i salari reali nei settori aperti alla competizione, dobbiamo sconfiggere quelle forze che tengono alta l’inflazione nei settori della distribuzione e dei servizi”.

      c)       Levy Institute (sul superiore valore aggiunto delle produzioni in germania):” We believe that this is where the real problem of the peripheral countries lies.Their lack of competitiveness vis-à-vis Germany is not due to the fact that they are expensive (their wage rates are substantially lower), or that labor productivity has not increased. The problem is that they are stuck at middle levels of technology and they arecaught in a trap. Reducing wages would not solve the problem..”..” This strategy should becombined with significant efforts to upgrade. Greece, Ireland, Italy, Portugal, and Spain should look upward and try to move in the direction of Germany, and not in that ofChina. The real problem is one of lack of nonprice competitiveness vis-à-vis Germany

       d)      Roubini (a Davos, già nel 2006, ci rocordava che non era colpa dei tedeschi brutti e cattivi se stavamo andando incontro a grandi casini): “In conclusion, my view is that EMU can work and has worked for the Eurozone countries that have reformed and are reforming.  But, unless Italy and other Eurozone laggards change their policies to pursue serious economic reforms that restore competitiveness and growth, they will eventually be forced to exit EMU. This would be a disaster but a disaster that may become unavoidable unless policies change. And I am currently pessimistic about the chances that such changes may occur given the policy makers and policies currently in place in countries like Italy

      e)      Daniel Gros: “The key for the sustainability of EMU is that the trends over the last few years are

      stopped. Germany can now enjoy the benefits of its investment in greater competitiveness and a recovery in the housing market. For Italy the situation is more difficult: it must essentially do what Germany did over the last decade. It will probably have to accept a weakening of the housing market and it must somehow re-establish price competitiveness. This is not impossible, but it is made more difficult by the relatively closed nature of the Italian political system and its economy

      buona serata.

    • 30.2
      Emilio L.

      Concordo con la tua linea interpretativa.

      Tra le fonti di inflazione aggiungerei anche la fiscalità in senso lato (aumento delle imposte indirette / accise , aumento delle tariffe dei servizi pubblici locali anche per compensare i minori trasferimenti dello stato centrale, etc.)

      Bravo per la pazienza.

      Un cordiale saluto.

      Emilio L.

  • 29
    PER I COLLABORAZIONISTI

     albert one e alex 78, due comici inconsapevoli che ci hanno fatto scompisciare dalle risate nel loro pietoso tentativo di screditare coloro che fanno corretta informazione. addirittura viene preso come riferimento il levy institute ( pensa te come son messi male )  e spacciato per una scuola keynesiana, quando in realtà al levy institute troviamo personaggi come michele boldrin colui che arrivò ad affermare in una puntata di ultimaparola che la svezia si trova nell euro (!!) e che gli scandinavi crescono del 4,5% ( ????????????? ), quando invece come chiunque potrà verificare la crescita svedese è appena dello 0,7% . ma torniamo ai nostri due eroi e al loro armamentario, ormai scarico e senza più alcun credito, di luoghi comuni, secondo i quali il più grande fallimento del mercato della storia dell umanità ( l euro ) è attribuibile agli stipendi d oro dei manager greci, alle case sopraprezzate e naturalmente al fatto che l italia non abbia fatto le riforme come la germania, insomma come dire che le scopate di berlusca abbiano provocato il crac finanziario dei paesi del sud europa. andiamo oltre e stendiamo un velo pietoso su tali deliri secondo i quali il fatto che in grecia mancano perfino le aspirine, i farmaci salvavita negli ospedali, che negli scaffali dei supermercati vendono i prodotti scaduti per sfamare la popolazione , sia riconducibile alla spesa pubblicabruttacattivaorribile e andiamo oltre quando i due comici sostengono che la germania non si sia creata mercati di sbocco nei paesi periferici. ah no ? infatti giusto per smentire tali farneticazioni, BASTERà RICORDARE che la germania dopo aver ridotto  alla canna del gas i PIIGS, ha visto dimezzare le proprie esportazioni e di conseguena il suo PIL  più chiaro di cosi, occorre aggiungere altro? si? e aggiungiamolo allora: secondo i dati del fmi, verificabili da chiunque, l incremento di 200 miliardi di dollari del saldo complessivo, verso il mondo, è dovuto per 108 miliardi ( più della metà, amici belli ) al commercio con l eurozona. di questi 108 miliardi, 52, ripetiamolo dai 52 son dovuti al commercio con chi? ma con i PIIGS , che quindi se la matematica non è una opinione spiegano da soli il 25% dell incremento del saldo tedesco……i due sostengono che la svalutazione salariale non abbia rivestito alcuna importanza nellla maggiore competittività tedesca a discapito di tutti gli altri ah no ? strano perchè perfino i tedeschi riconoscono che la moderazione salariale sia stato l ingrediente fondamentale del successo tedesco ( berger: fate come i tedeschi nel 2003 + competitività e stipendi contenuti, corriere della sera 4 dicembre 2011 ), Del resto se una unione monetaria si dà un obiettivo di inflazione del 2% e un Paese invece si mantiene sistematicamente al di sotto di questa soglia, COME HA FATTO LA GERMANIA,  allora vuol dire senza se e senza ma che nella pratica la germania STA SVALUTANDO.   già proprio cosi la germania HA SVALUTATO IN TERMINI REALI rispetto A TUTTI I PARTNER EUROPEI, ANCORA NON è CHIARO? diciamola in un altro modo allora : se la germania ha svalutato, di converso tutti i partner europei hanno rivalutato rispetto a lei. iNSOMMA VEDETELA COME VOLETE ma la sostanza è che da una parte c’è la germania, la bionda e virtuosa germania dagli occhi azzurri, e dall altra tutti gli altri. Come dite? allora la germania è stata più brava? ahahahaha evidentemente le cose non stanno cosi: stanno che nell eurozona la correzione degli squilibri, secondo la legge della domanda e dell offerta, NON HA FUNZIONATO,perchè se avesse funzionato in germania ci sarebbe stata una crescita dei prezzi più rapida rispetto ai suoi partner! perchè? per il semplice fatto che i beni tedeschi erano più richiesti di quelli dei suoi partner!! ma cosa non ha funzionato? innanzitutto i Paesi del nord hanno iniettato credito facile nel sistema finanziario della periferia drogandone in questo modo la crescita. che significa? significa che hanno spinto al rialzo l inflazione in quest’ultima ( la periferia) E’ un complotto? vuol dire affermare che la germania è brutta e cattiva? no è una dinamica che si legge nei dati e ammessa perfino dai sacerdoti dell ortossia come zingales. Ma non finisce qui: la biona e virtuosa germania ha sostenuto una riforma del lavoro che ha determinato ( provate a negarlo ) MEDIANTE LA PRECARIZZAZIONE E LA SOTTOCCUPAZIONE, un crollo dei salari reali pro capite di circa il 6% nel periodo 2003,2009- sembra poco? SEMBRA!! perchè tale moderazione salariale ha generato ovvie ricadute, che anche uno studente di terza media capirebbe, sulla COMPETITIVITA’ DI PREZZO DEI PRODOTTI TEDESCHI.     P,S, salutatemi boldrin

  • 28
    roby67

    questo post e’ ESTREMAMENTE sbagliato!!!

    e’ come dire che in slovenia la benzina costa meno che da noi.

    e allora?! dov’e’ la notizia?!

    claudio, lo sai che ci sono differenze di prezzi anche tra le varie regioni del nord italia? figuriamoci se non ci sono differenze con l’estero…

    scusa ma questa volta hai toppato!

    • 28.1
      roby67

      toppato nel senso che e’ una notizia non notizia.

      ci sono differenze tra regioni d’italia figuriamoci tra nazioni.

      e quindi? cosa si vuole dimostrare?

      scusate ma non l’ho capito. per colpa mia, ovviamente.

    • 28.2
      HOWGIO'

      Perchè toppato?

      Claudio ha esattamente dimostrato che le cose nell’Eurozona sono andate esattamente all’incontrario e dai vari grafici del Fondo Monetario Internazionale del 2012 lo si può capire bene..benisssssimo.Semplicemente,la legge della domanda e dell’offerta,non ha funzionato perchè qualcosa ha interferito con le leggi di mercato…e quel qualcosa è tanto grave per il popolo dell’Eurozona.

       

  • 27
    Cool

    Confermo tranquillamente (visto che vi vado spesso e a volte ci rimango anche per un mese per lavoro), che in Germania, ma anche in Austria, fare la spesa per mangiare costa di meno, e non solo perchè la vita costa meno, così come anche gli affitti.

    Forse la cosa non è fuori tema, ma ho notato che sia per prodotti alimentari, che elettrodomestici e altri, se per caso  rimane il modello da esposizione, o il cibo sta per scadere (come la carne), fanno sempre forti sconti.

    Perchè non succede in Italia, dove preferiscono buttare il cibo piuttosto che scontartelo tipo del 50%?

    Mi ricordo ad Innsbruck, che ogni volta che i bocconcini di vitello stavano per scadere (qualche giorno di tempo ancora rimaneva), c’era sempre un forte sconto sul prezzo al chilo, minimo del 30%.

    Ci può essere un collegamento? Non credo che in Germania e Austria sono semplicemente più intelligenti i commercianti, penso ci sia dell’altro.

    E io in Italia faccio la spesa al Lidl e all’ Eurospin, che poi sono chiaramente campana e veneta :)

    Aggiungo anche che quando prendo la cioccolata con il caramello al Lidl, ho la netta sensazione che quello in Austria sia più fresco, più fragrante.

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Dai siti web agli oggetti web: la rete delle idee che sta per arrivare.

Libro digitale su una panchina internet delle cose Che lo crediate o no, c'è stato un tempo in cui per costruire un sito web di successo bastava conoscere un po' di html. Era la fine degli anni '90 ed è stato così anche per una buona parte degli anni 2000. Affittavi un po' di spazio...--> LEGGI TUTTO

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Lettere al blog: bimbi dimenticati in auto? L’idea semplice di una nonna.

bimbi auto Lettera al blog di Stefania Gentile Sig. Claudio, seguo il suo blog su "youtube" e la ringrazio per le tante cose che si imparano. Questa mattina ho ascoltato il pezzo sulla tragedia, fortunatamente solo sfiorata, per l'ennesimo bambino lasciato in macchina dalla mamma....--> LEGGI TUTTO

Volete sapere perché siamo 73° per libertà di stampa? Eccovi serviti!

Libertà di stampa - in Italia siamo semi-liberi di Godot_74 L'Italia nel 2015 è scesa al 73° posto nella classifica sulla "libertà di stampa". Viene definita anche "semi-libera". Più che parlare di libertà di stampa, però, forse sarebbe il caso di concentrare l'attenzione sulla sua completezza, indipendenza ed obiettività. (altro…)...--> LEGGI TUTTO

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Video dal web

Ilaria Bifarini – L’Ocse dice che tra 60 anni siamo fritti

Ilaria Bifarini, nota al pubblico di Byoblu per la sua intervista di esordio "Neoliberismo e Manipolazione di massa - storia di una bocconiana redenta", approda a Coffee Break, su LA7. "Il modello a tendere degli economisti dell'OCSE da qui a 60 anni, in un report che ho visto personalmente, sarà sempre peggiore: salari sempre più passi e sempre più disuguaglianza". Ilaria Bifarini, nota al pubblico di Byoblu per la sua intervista di esordio "Neoliberismo e Manipolazione di massa - storia di una bocconiana redenta", approda a Coffee Break, su LA7. "Il modello a tendere degli economisti dell'OCSE da qui a 60 anni, in un report che ho...GUARDA

Diego Fusaro: il Sacro Romano Impero della finanza e delle banche

Innanzitutto siamo entrati in un Sacro Romano impero della finanza in cui il sistema bancario detta legge, e noi sventurate plebi europee dobbiamo fare i sacrifici: "sacrum facere". Appunto qualcosa di religioso in nome del sistema bancario, una divinità demiurgica: le sofferenze sono sempre quelle del sistema bancario...GUARDA

Primarie Pd: il confronto Sky tra Renzi, Emiliano e Orlando – Integrale

Confronto Sky Renzi Emiliano Renzi Primarie Pd Integrale - PlayIl confronto Sky tra Matteo Renzi, Michele Emiliano e Andrea Orlando per le primarie Pd - Versione Integrale. ...GUARDA

Fusaro Vs Friedman – L’immigrazione è deportazione di massa: nuovi schiavi contro vecchi schiavi.

Fusaro Vs Friedman Diego Fusaro: "La storia delle ONG che vanno a prendere i poveri migranti che rischiano di annegare è la grande narrazione edulcorante con cui si mettono in pace le coscenze. Il compito della filosofia però è pensare altrimenti e criticare l'esistente, rovesciando le mappe dominanti. Continuiamo...GUARDA

Sgarbi vs Telese: Io non me ne vado, te ne vai tu!

Sgarbi Vs TeleseVittorio Sgarbi manda a quel paese la Costamagna e Luca Telese, e all'invito a lasciare lo studio risponde al conduttore di andarsene lui. Il tema è quello della legittima difesa dagli intrusori in ambito domestico. ...GUARDA

Becchi: la prova che la Germania ha creato l’euro per metterla in quel posto a noi

BECCHI PROVE EURO GERMANIA Paolo Becchi esibisce le prove in diretta tv del fatto che la Germania sapeva che grazie all'Euro "lo avrebbe messo in culo agli italiani". Potremmo svalutare la nostra moneta, e dunque tornare ad essere competitivi, ma ecco pronta la replica: svalutando crescerà l' inflazione. Vale...GUARDA

Diego Fusaro: ma quale new economy? Si chiama lavorare per niente!

Fusaro Diego Fusaro sulla cosiddetta "new economy". Dal caso Amazon in poi, è chiaro che si tratta di un nuovo sistema di sfruttamento dei lavoratori. Il lavoro prevede che ci siano dei diritti e che il lavoratore venga considerato alla stregua di un essere umano portatore di dignità e...GUARDA

Beppe Grillo a Sanremo 1989 – Le penali se dico che i socialisti rubano

Beppe Grillo Sanremo 1989 play Beppe Grillo a San Remo 1989, comunica il suo compenso in diretta e legge le penali previste dal contratto se dice che i socialisti che rubano....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>