Certificati di Credito Fiscale, la riforma “morbida” del Sistema Monetario Europeo

MARCOCATTANEO-blog

di Marco Cattaneo

Mi chiamo Marco Cattaneo e da quasi trent’anni mi occupo di finanza aziendale e investimenti, soprattutto in piccole e medie imprese (il mio blog: bastaconleurocrisi.blogspot.it). Voglio illustrarvi il mio progetto su come risolvere il grave deterioramento della nostra economia. Si può fare, e rapidamente. La chiave è agire sulla tassazione del lavoro, utilizzando un nuovo strumento monetario.

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Premessa: la crisi non nasce dal debito pubblico. Nel 2011 era il 120% del PIL come nel 1995. USA, Francia, Germania, Inghilterra sono saliti in media dal 60% al 90%. Abbiamo dunque accorciato le distanze, non le abbiamo allungate. Il debito nel 1995 non era un grande guaio: perché lo è diventato adesso? E perché sono andate in crisi anche Spagna e Irlanda, dove il debito era basso ?

Nell’estate del 2011 lo spread è salito e si è detto: il debito è costoso, quindi va ridotto. Invece il fenomeno è un altro. Dall’introduzione dell’euro, i costi di produzione e i prezzi, nei disciplinati paesi nordeuropei, sono cresciuti meno di quelli del sud. Il delta medio è stato poco più di un punto all’anno, ma il cumulo ha prodotto una differenza del 20% circa. In passato le monete del nord si rivalutavano. Con l’euro si sono invece prodotti sbilanci commerciali, e quindi accumuli di crediti del nord verso il sud. I creditori hanno cominciato a temere per i loro crediti e il timore riduce le quotazioni. Un BTP con un valore di rimborso di 100 cala a 80. Se la quotazione cala, il costo sale. Fraintendendo le origini della crisi, Monti ha agito su debito pubblico e spesa, quindi con tagli e tasse. Lo spread è sceso, ma solo per gli interventi della BCE. Ma nel frattempo l’austerità ha compresso il PIL, che nel 2012 è caduto del 2,5% e nel 2013 calerà ancora. E non c’è inversione in vista.

Il problema è la rigidità dell’euro: “I cambi flessibili erano l’ammortizzatore che compensava gli squilibri, il riduttore – direbbe un ingegnere meccanico – che trasmetteva il movimento senza sfridi tra ingranaggi che ruotano a velocità diverse“. Invece di svalutare il cambio, con la moneta unica i paesi in difficoltà devono svalutare i salari. Strada dolorosa, iniqua, antisociale. E destinata a fallire: il PIL cala, il gettito dovuto alle maggiori tasse viene eroso dal calo di base imponibile, il credito si blocca, le imprese non hanno soldi per investire e diventare più efficienti. Anzi spesso delocalizzano o chiudono.

Oltre a svalutare la moneta o svalutare i salari, però, una terza strada per riequilibrare i costi tra nord e sud è possibile: abbassare le tasse sul lavoro. In Italia i costi di lavoro annui sono quasi 1.000 miliardi. I lavoratori ne percepiscono circa 500, il resto sono tasse e contributi. Immaginiamo di ridurre del 10% il costo lordo per l’azienda (100 miliardi) e di aumentare del 10% il netto per il dipendente (50 miliardi): immaginiamo un’operazione da 150 miliardi  in tutto. Come finanziare questi 150 miliardi ?

Qui entra in gioco il nuovo strumento: i Certificati di Credito Fiscale. Aziende e dipendenti continuano a versare gli stessi importi di prima, per tasse e contributi, ma ricevono nello stesso tempo questi Certificati. Immagina che il tuo netto sia 30.000 € all’anno, mentre al lordo di tasse e contributi al tuo datore di lavoro ne costi 60.000. Tu continui a percepire 30.000 €. In aggiunta, lo Stato ti assegna un Certificato per 3.000 € d’importo. L’azienda continua a pagare 60.000 €, ma lo Stato italiano gli assegna un Certificato per 6.000 €.

 I Certificati sono utilizzabili per qualunque pagamento dovuto allo Stato, a partire da due anni dopo l’emissione. Se nel 2013 ti arrivano Certificati per 3.000 euro, nel 2015 potrai usarli per pagare tasse, imposte, ticket sanitari… perfino multe! In pratica è un forte sgravio fiscale sul lavoro, con effetti differiti. Inoltre, lo sgravio assume le vesti di un titolo. Se non ho bisogno dei soldi subito, mi tengo i Certificati. Se no li vendo: hanno un valore certo, realizzabile a due anni, quindi sarà possibile comprarli e venderli come un titolo di Stato, con uno sconto basato sugli interessi di mercato.

Punto importante: i Certificati non sono debito. Lo Stato non li rimborserà, ma li accetterà per qualsiasi pagamento: è moneta, non debito. Rispetto al contante tradizionale, però, l’utilizzo è differito di due anni. Il differimento serve perché al momento dell’utilizzo i Certificati ridurranno gli euro incassati dallo Stato. Non è un problema se nel frattempo l’economia è cresciuta e i maggiori introiti compensano quindi l’utilizzo dei Certificati. Finanzio quindi un calo delle imposte emettendo una “simil-moneta” utilizzabile nei confronti dello Stato italiano (non in tutta l’area euro). Se fosse la BCE a stampare euro, ci sarebbe inflazione in Germania, dove la domanda non è depressa.

La UE non ce lo contesta? No: l’Italia non rimborserà i Certificati in cash: s’impegna solo ad accettarli in pagamento. E’ sui debiti da pagare cash che abbiamo vincoli con la UE, legati alle garanzie che sono state fornite. Con i Certificati non stiamo chiedendo nulla a nessuno, ci stiamo attrezzando per portare la nostra economia a regime.

I Certificati produrranno una forte ripresa: grossa riduzione dei costi aziendali, quindi più competitività, e insieme molto più potere d’acquisto per i singoli. Questo rovescia gli effetti dell’austerità e avvia subito una crescita di domanda sia interna che estera. 150 miliardi sono quasi il 10% del PIL, pari all’“output gap”, la differenza tra PIL effettivo e potenziale – quello che avremmo in condizioni normali. Il “buco” si è formato prima per effetto della crisi 2009, non è stato recuperato e si è aggravato nel 2012 a causa dell’austerità. Questo è il recupero ottenibile in un paio di anni. L’intervento sul cuneo fiscale svolge funzioni simili a un riallineamento valutario. In un sistema di cambi flessibili i paesi più competitivi rivalutano. Questo riequilibra i costi di lavoro per unità di prodotto. Qui otteniamo un effetto analogo per un’altra via.

Perché preferisco questa via rispetto all’uscita dall’euro, che pure ritengo attuabile? Gli impatti negativi di cui si vocifera – crollo dell’economia, megainflazione – sono fantasie. Gruppi di interesse forti, però, remano contro. Il rischio è proseguire con i “cerotti”, facendo il minimo per evitare crolli, default, ma senza risolvere le cause, con il Sud Europa che resta depresso, con alta disoccupazione e malessere sociale.

Quaii sono questi gruppi d’interesse, e perché dovrebbero accettare viceversa un sistima di certificati di credito fiscali? In realtà la soluzione Certificati è molto più accettabile, per loro, rispetto alla rottura dell’euro. Il primo dei tre gruppi sono gli organismi europei: UE e BCE. Non dico che il progetto li entusiasmerà, perché ricrea autonomie nazionali mentre loro spingono per la centralizzazione: il “più Europa”. Tuttavia, è innegabile che sia molto meglio un euro riformato che la fine dell’euro ! Poi vengono i creditori internazionali, il secondo gruppo di interesse. Per loro, tutto ciò che riduce il rischio di default dei singoli stati, o di fuoriuscite che implichino un rimborso in moneta svalutata, evidentemente è positivo. Il terzo gruppo sono gli industriali tedeschi, del nord Europa. L’euro che si spezza li lascia con una moneta (che sia Euro Nord, Euro Residuo o Nuovo Marco)  fortemente rivalutata, con conseguente perdita di competitività verso il resto del mondo. La riforma “morbida” dei Certificati di Credito Fiscali invece no. Certo, avranno più concorrenza dal sud, ma i surplus commerciali nord-sud sono in calo, quindi anche lo status quo non è più così interessante.

Tra l’altro la riduzione degli squilibri commerciali non indica che i problemi si stiano risolvendo (come qualcuno sostiene). Il Sud è in depressione e l’import è crollato. Gli scambi devono equilibrarsi a fronte di un buon livello di attività, non perché il PIL dei paesi deficitari affonda. Il progetto Certificati rende il sud competitivo e insieme aumenta il potere d’acquisto interno. L’Italia esporterà di più e comprerà anche di più, anche dalla Germania. Ci sarà un equilibrio, ma a livelli di attività ben più alti. Dico “sud”, non solo Italia, perché i Certificati sono utilizzabili in tutti i paesi in deficit di competitività rispetto al “centro”, cioè rispetto alla Germania. I paesi chiave sono l’Italia, la Spagna e anche la Francia, che è in una situazione intermedia e dovrebbe quindi attivarli in proporzioni meno accentuate.

Con i Certificati di Credito Fiscale avremo così reso il sistema sostenibile ed efficiente, usando una leva di intervento, di flessibilità, per armonizzare le varie economie. Italia e Sud Europa usciranno dalla depressione e verrà meno il grande fattore di instabilità che oggi preoccupa il mondo, non solo l’Europa. Il progetto Certificati, la riforma del sistema monetario, risolve la depressione dell’economia.

Faccio quindi appello alle forze politiche perché questo sistema venga esaminato, discusso ed eventualmente introdotto nei programmi di governo. Non è un progetto di destra né di sinistra, non è statalista né liberale. E’ il rimedio a un meccanismo sbagliato, a un difetto di costruzione del sistema euro. L’Italia ha un grande tessuto di imprenditoria, soprattutto di piccole e medie aziende. Le possibilità di recupero, di forte ripresa, ci sono tutte. Dobbiamo solo rimuovere un blocco. Per citare Keynes, ai tempi della Grande Depressione, l’auto ha solo la batteria scarica. Se la sostituiamo, tornerà a funzionare esattamente come prima.


 Note sull’autore: Marco Cattaneo, nato a Magenta (MI) nel 1962, si è laureato a pieni voti in economia aziendale (Bocconi 1985). Tra il 1985 e il 1994, ha ricoperto cariche nell’area pianificazione, controllo, finanza aziendale e finanza straordinaria presso il Gruppo Montedison. Dal 1995 gestisce fondi e rappresenta primari investitori internazionali in operazioni di private equity. Nella sua qualità di amministratore delegato di LBO Italia (1995-2007) e di presidente di CPI Private Equity (dal 2008 in poi) ha finalizzato undici operazioni di investimento in società imprenditoriali italiane di dimensione compresa tra i 10 e i 50 milioni di euro di fatturato, supervisionandone la gestione e sovraintendendo alla loro valorizzazione nel tempo.

Il suo blog è: http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/

 

 

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49 risposte a Certificati di Credito Fiscale, la riforma “morbida” del Sistema Monetario Europeo

  • 21
    blubook

    Bel ragionamento, l’ idea è buona, ma credo che ai banchieri interessi poco.

    Il problema però è che non abbiamo altri due anni per tirare la cinghia!!!

    Nel frattempo saremo già scesi in piazza con i forconi per la presa della Bastiglia.

     

  • 20
    framado

    Sicuramente è una buona soluzione.

    Però…c’è un però. Anzi due.

    Primo però. se questa proposta serve a rattoppare i danni causati da un meccanismo sbgliato, e permetterci di mantenere in vita questo meccanismo sbagliato, perchè dovremmo farlo? Non è meglio cancellare lo sbaglio e ripartire?

    Secondo però. Anche applicando questo rimedio, rimarrebbe un danno enorme. Cioè quello di perdere per sempre ogni controllo democratico delle scelte politiche, che saranno sempre più nelle mani di “tecnici” sconosciuti, intoccabili come lo era il Re Sole, e incontrollabili.

    Sono d’accordo con Lei sulla proposta, ma non la accetto perchè mi priva di qualcosa che voglio assolutamente: la democrazia!

    Fabrizio

  • 19
    Mr. Age

    Complimenti mi sembra un idea geniale per salvare capra e cavoli!

    Sinceramente preferirei che lo stato italiano tornasse ad essere sovrano e non una colonia tedesca, ma questo sembra essere un buon compromesso per stampare moneta senza uscire dall’euro.

    Il problema è che attualmente non vedo nessuna forza politica che abbia interesse a portare avanti un progetto simile. I partiti che andranno a governare sono chiaramente collusi o ricattati dal sistema bancario che potrebbe non essere così favorevole.

  • 18
    Geronimo L'Indiano

    a livello di contabilità dello stato, ho delle entrare da un lato ed emissione di titoli di “un certo valore” dall’altro.
    quindi, sostanzialmente, se non ho mal compreso, alla fine questi certificati fungeranno da “btp”, quindi debito pubblico che per ora non posso far fluttuare verso l’alto altrimenti l’UE ci sega le gambe, per il tramite del patto di stabilità, a nuove manovre fiscali, certamente di inferiore importo, ma cmq deprimenti della domanda interna.

    altra questione: come molti prima di me hanno detto, perchè tirare a campare quando è meglio buttare giu il muro e ricominciare con una nuova moneta nazionale??

    insomma, non mi piace come soluzione.

  • 17
    Ross_1

    Il problema non è solo monetario ma anche di diritti.

    1° Se lo stipendio continua a diminuire (sempre che si abbia ancora un lavoro?) anche i valori dei certificati continuerebbero a diminuire.

    2° La sovranità dello Stato continua a sgretolarsi ogni giorno di più, quindi di conseguenza vengono tolti i diritti e il certificato non li mantiene ne li aumenta.

    Inutile andare oltre.

    La moneta unica è: UN ERRORE CATASTROFICO CHE VA SMANTELLATO AL PIU’ PRESTO. Se vogliamo ritornare ad un minimo di Democrazia o saremo per sempre SCHIAVI DELLE BANCHE E DEI POTERI FORTI.

    NON C’E’ ALTRA SOLUZIONE.

  • 16

    nei disciplinati paesi nordeuropei

    Disciplinati? Ma chi? Ma lascia perdere…

    Fraintendendo le origini della crisi, Monti ha agito su debito pubblico e spesa

    Monti non ha frainteso niente: ha fatto lo sporco lavoro per cui è stato chiamato.

    Lo spread è sceso, ma solo per gli interventi della BCE

    Su questo c’è chi la pensa diversamente, ed è uno del mestiere:

    http://www.gustavopiga.it/2013/perche-lo-spread-e-sceso-e-quando-scendera-ancora/

    Non è che mischiando insieme cose vere e cose false poi diventa tutto vero, anzi, è più facile che diventi tutto falso.


    Comunque hai scoperto l’acqua calda: è l’istituzione di una moneta complementare. Una cosa che può sicuramente aiutare le persone ma che non risolve la situazione perché non tocca i problemi di fondo.

    Da trenta anni a questa parte stanno lavorando per distruggere la nostra economia e tu te ne esci con la “riforma morbida”? Ma chi vuoi prendere in giro? Dobbiamo toglierci dal collo il cappio dell’euro, utile solo alla Germania per la sua politica mercantilistica, e dobbiamo rimettere sotto controllo pubblico la banca d’Italia. Senza di questo qualsiasi rimedio è un pannicello caldo.

    • 16.1

      E’ deprimente vedere che, in questa situazione dell’Italia, persino sui siti web indipendenti c’è un atteggiamento distruttivo che crea confusione gratuitamente attraverso commenti sparati a casaccio. Non ho mai scritto su forum e blog (eccetto il mio) per mancanza di tempo, ma rattrista vedere che non si riescono a spiegare concetti economici elementari nel mezzo della disinformazione e caos coltivato da tanti media e che la nostra economia vada a rotoli senza nessuna discussione seria su come rimetterla in sesto. Bisogna fare uno sforzo ora e sostenere proposte pratiche come questa, che sono in grado di rovesciare la situazione

      La proposta di Cattaneo è estremamente  PRATICA e anche se chiara, logica e lineare ha come unico difetto che richiede un poco di riflessione per essere compresa bene.

      Questa proposta di fatto elimina il difetto principale dell’Euro cioè i differenziali di costo e produttività perchè consente di abbattere del 20% ad esempio il differenziale di costo tra Italia e Germania riducendo appunto di altrettanto le tasse sul lavoro. L’euro non sarebbe un problema se fosse una valuta in comune tra paesi omogenei e simili. Olanda, Germania, Danimarca, Finlandia e Austria potrebbero avere una loro valuta comune senza nessun problema. Un Euro tra Spagna, Francia e Italia funzionerebbe.

      Ma nessun partito, nemmeno il M5S, propone di uscire dall’Euro perchè è obiettivamente rischioso e complicato come transizione da gestire e i sondaggi dicono che la maggioranza degli italiani ha paura di uscire dall’Euro per cui un referendum probabilmente confermerebbe l’Euro

      Con questo meccanismo di Cattaneo invece l’Italia, tagliando le tasse sul lavoro sotto quelle degli altri paesi nordici, ridiventa concorrenziale con loro e non soffre più del differenziale di produttività/costo. 

      Inoltre, una volta adottata dall’Italia questa politica verrebbe sicuramente copiata da Spagna, Portogallo, Grecia, Slovenia… e probabilmente anche Francia e l’Euro si deprezzerebbe rispetto ad altre valute. 

    • 16.2
      malsano

      Io non riesco a capire perché Piga sostiene che la sua tesi è giusta mentre quella di De Grauwe sbagliata, appena ho tempo lo rileggo, ma prendo il tuo commento come assist.

      Se guardiamo il grafico storico dello spread (ho preso il primo googlato):

      http://intermarketandmore.finanza.com/files/2012/10/spread_btp_bund_10yr_anaili_previsioni_grafico.png

      si nota che questo sale nel 2008 dopo il crash LB, poi cala per risalire dopo la dichiarazione di Merkozy che la Grecia potrebbe fallire, resta alto finché questa dichiarazione non viene contraddetta dall’iniziativa della BCE e successivamente cala ancora dopo che la Germania si allinea a Holland per il salvataggio della Grecia.

      In realtà, imho, Piga conferma la tesi.

      Soprattutto, non tanto Piga o De Grauwe, ma il grafico dice un’altra verità: che la CREDIBILITA’ dei governi non c’entra niente con lo spread, non è qualcosa che si vende al mercato. Basta guardare il suo livello fino al 2008, con 6 anni di Berlusconi+2 di Prodi alle spalle, nonché dell’ultimo (IN)CREDIBILISSIMO Monti.

      Quindi uno è libero di comprare questa balla (tendenzialmente Bersamontiana) ma sappia che è solo aria fritta.

  • 15
    Safonte

    La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie (JMK).

     

    Com’è finita la crisi degli anni ’30 lo sappiamo tutti.

  • 14
    manuelacapitanio77

    Direi semplicemente geniale!!!L’unico neo sará convincere i tre gruppi di pressione, ma se non sbaglio il potere di legiferare dovremmo ancora averlo. O no?

  • 13
    Snoopy66

    Domanda: Ma che se ne farebbe un dipendente medio, di un certificato che gli consente di pagare le tasse che già paga (più che integralmente) in busta paga con le ritenute alla fonte!

    Mi si dirà che lo può vendere … ma non al valore nominale, ma al valore che l’acquirente riterrebbe sufficientemente adeguato, quale risparmio sulle imposte da lui dovute … quindi alla fine si perpetuerebbe uno dei mali di questo Paese: é sempre il reddito da lavoro penalizzato e il reddito di capitale quelo più agevolato!

    Più concreta sarebbe l’ipotesi di usare certificati, a varie scadenze e rivalutati in base all’indice dei prezzi al consumo, per i pagamenti della P.A. eccedenti un certolimite minimo … per esempio 5 volte il valore della pensione sociale!!!! In tale modo i penalizzati sarebbero aolo coloro che percepiscono cospique rendite dallo Stato e le usano per creare altre rendite da capitale!

     

  • 12
    alfaomega

    Molto intelligente. Solo non sottovaluterei la risposta dell’establishment europeo che tutto vuole tranne che lasciare un minimo di potere alla periferia. Dopotutto noi siamo quegli italiani mezzi mafiosi e inaffidabili che non sanno governarsi da soli. Non possono certo lasciarci fare.

  • 11
    Morganion

    Oggettivamente non mi pare che risolva granchè… Bisogna uscire dall’Euro e ripartire con la ns moneta sovrana..  

    Vedrete che allora non mancherà l’occasione di ritrattare ed eventualmente ricostruire una UE umana  … Ma bisogna dire un chiaro e forte No a questo Euro. 

     

  • 10
    Met

    Cattaneo parte dal presupposto che questi certificati una volta monetizzati aumentaranno le entrate e i redditi di aziende e cittadini, andandoli previamente a scontare in banca (prima dei cosidetti due anni necessari allo stato per far partire l’operazione). Della serie: con quei “buoni” ci pago subito un pò di tasse e così mi rimarrà qualcosa in più in tasca del mio normale stipendio da spendere per far ripartire i consumi. Bene, il ragionamento mi sembra buono, però ho alcune domande da fare:

    1)Queste agevolazioni saranno lineari o proporzionali? cioè, verranno segmentate per fascie di reddito, oppure saranno uguali per tutti? Chi ha un basso reddito con un bonus di un 10% ci fa ben poco e considerando il fatto che gran parte della ricchezza, in italia, è in mano a pochi questa operazione se non tiene conto della distribuzione pro capite della ricchezza, non avrà un’enorme successo, credo.

    2) Ammesso che i consumi aumentino, e quindi sappiamo che maggiori consumi equivalgono a maggiori introiti  da parte dello stato, siamo sicuri che questo compensi le uscite, ovvero gli sconti sottoforma di crediti fiscali, che lo stato “perde” in favore dei propri cittadini? Non cè il rischio di dover ricorrere alla leva del debito pubblico, per coprire queste mancanze di liquidità in cassa, o in alternativa, al ridimensionamento della cosa pubblica, tagliando e eliminado enti, servizi sociali, sanitari ecc.. ? Questo è un punto che andrebbe approfondito, oppure non ho capito bene io..

    3) Questa operazione, di fatto di riduzione della pressione fiscale, come si pone nei confronti di trattati tipo ad es. il Fiscal Compact? Trattato ratificato in parlamento e ampiamente dibattuto anche qui su byoblu, che prevede la riduzione del debito. Ergo manovre lacrime e sangue che sottintendono all’aumento delle tasse e non alla riduzione..non cè una contraddizione? 

     

    Mi piacerebbe che il Sign. Cattaneo rispondesse alle mie domande, per il resto sull’analisi macroeconomica generale, il suo ragionamento non fa un piega.

    Saluti!

  • 9
    Albaro

    Altra complicata ricetta per cucinare l’euro, a me l’euro non piace, preferisco ripartire con pane olio e sale , semplice e genuino.

  • 8
    Claudio R.

    Commento inviato sia a Bagnai che a Grillo a cui non ho mai avuto risposta.

    Spero che nel blog di Claudio abbia migliore fine.

     “Non sono un professore di economia e quindi non ho nessuna convinzione di avere una soluzione innovativa ad un problema vecchio. Cercherò di essere breve per non annoiarla troppo e spero che trovi il tempo di rispondere (mi auguro in modo articolato) a questa mia domanda che è una semplice curiosità.

    Vorrei infatti sapere se questa soluzione che le esporrò potrebbe essere una buona sintesi tra le esigenza di tornare alla Lira (Alberto Bagnai), vendere cespiti dello Stato per diminuire il debito pubblico (Oscar Giannino), diminuire il debito pubblico in mano agli investitori stranieri (Giulio Tremonti) e fare pagare il conto della crisi anche alla così detta “Casta” (Beppe Grillo).

     

    Dal momento che viviamo nell’era dei fondi e molti signori della “Casta” ,come il signor Mussari, sostengono che la “tracciabilità” sia “una battaglia di civiltà” ecco che forse si potrebbe accontentare chi vuole fare delle battaglie di questo tipo in questo modo:

    Si potrebbe forse fare un fondo bilanciato, gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti che contenga le seguenti categorie (spero si chiamino così):

    • Immobili di Stato (Oscar Giannino)

    • Titoli di Stato a breve, medio e lungo termine (Giuglio Tremonti)

    • Partecipazioni statali (Finmeccanica, Enel, Eni, municipalizzate, ecc…). (Oscar Giannino).

    • Liquidità della CDP e quella ottenuta dalla parziale vendita dei Titoli di Stato.

     Ogni quota del fondo dovrebbe avere un valore nominale di un centesimo di Euro, ma ogni quota potrebbe aumentare o diminuire di una frazione di quota tipo 1/5, 1/10, 1/100. La stessa quota potrebbe essere frazionabile nella vendita o nell’acquisto.

    Bene questo fondo potrebbe essere venduto per un 30% a investitori istituzionali nazionali. Il restante 70% dovrebbe fare parte di una carta di credito chiamata Titoli Italiani in Euro (TIE ). Con questa carta di credito lo Stato Italiano dovrebbe pagare i seguenti debiti.

     

    • Il valore eccedente di stipendio per tutti quei dipendenti statali (manager, politici, magistrati della consulta, i ragionieri di Stato ecc…ecc…) che hanno uno stipendio superiore ai 3500 euro mensili. In pratica sino a 3500 euro lo Stato paga in Euro e l’eccedenza la paga in TIE. (Spero di essere stato chiaro)

    • Il 40% del debito verso un fornitore. 60% in Euro 40% in TIE. Stesso discorso per i finanziamenti pubblici (tipo quello all’editoria, ma anche quelli comunali, provinciali e regionali).

    • Il valore eccedente di pensione per tutti i pensionati che hanno una pensione superiore ai 3500 euro mensili (19 miliardi di euro se non ricordo male). In pratica sino a 3500 euro lo Stato paga in Euro e l’eccedenza la paga in TIE.

    • Aggiungo solo oggi, visto il video, anche il 10% di rimborso all’azienda e al dipendente di cuneo fiscale

     

    Questo TIE non è tassabile ed ha ovviamente un rendimento.

    Chi lo riceve può fare una scelta. O venderlo dopo un certo periodo di tempo (3-5 anni) al valore di mercato (può essere di valore più basso, ma anche più alto) oppure utilizzarlo con il suo valore nominale per pagare tutte le tasse, dall’Irpef all’IVA sino all’accisa sulla benzina (Il possessore di TIE, fatto il pieno, userà due metodi di pagamento uno per pagare in euro il costo della benzina privata di accise e l’altra per pagare le accise in TIE con la carta di credito). Il TIE diventa quindi una moneta parallela all’euro.

    Il sistema è “retroazionato” perché compito del gestore (lo Stato) è battere il Titolo di Stato senza chiedere moneta alla BCE tramite le banche, pagando in parte i grandi manager di Stato (alla Befera o alla Grilli per intenderci) con il frutto del loro duro lavoro…cioè il debito pubblico… Sarà, per retroazione, compito del ricevente (il grande manager di Stato) dare sempre più valore al TIE rendendo la macchina statale sempre più efficiente e meno cara…insomma un po’ più europea…diversamente…TIE…

    Il TIE lo batte lo Stato italiano…non la BCE. Il gestore (lo Stato) inoltre avrà il tempo necessario per vendere o mettere a profitto i cespiti mobiliari e immobiliari in suo possesso.

    Lo Spred se il TIE viene usato come moneta mi sembra dovrebbe diminuire.

    Ovviamente anche i privati (commercianti, benzinai, GDO ecc..) saranno provvisti di TIE e dovranno farne lo stesso uso. Se qualcuno ha sede alle isole del caimano e non pensa di avere tasse da pagare…come si usa solitamente dire…sono c. suoi….

     I “pro” sono questi mi dica, se può, tutti i “contro” così mi metto finalmente l’animo in pace.

     Ringraziandola per l’attenzione distintamente La saluto.

     Claudio R.”

  • 7
    marco1212

    Idea buona però non capisco una cosa.I buoni saranno utilizzabili dal 2015… nel frattempo però ci sono 2 anni in cui comunque bisogna tenere duro. Si vuole aspettare 2 anni per una eventuale ripresa… e se non ci fosse? Ricordiamoci che al momento la disoccupazione è dilagante e se non c’è un intervento statale stile New Deal americano, le cose non possono cambiare in meglio nel breve. Occorre pensare a qualcosa anche per il 2013 e 2014 credo.

  • 6
    Clausius

    byoblu ha scritto :
    Io su questo blog “vi mostro” lezioni di personaggi autorevoli, ma ricordati bene che imparo da tutti, ma non prendo lezioni da nessuno.

    Il mio punto di vista: non si tiene abbastanza in considerazione il fattore psichiatrico.Che non è individuale ma di “massa”.Proveniendo da quell’ambiente posso dire,senza ombra di smentita,che quì,come su altri siti,dilaga la paranoia,l’ossessione,la nevrosi di massa.Non ne parlo mai mai pechè sembra un discorso fuori tema.E invece è il motore della nostra società.Sempre.

    La discussione si sviluppa o si inviliuppa su basi psichiatriche.L’unico che ha detto qualcosa in merito è stato Beppe Grillo parlando dei TSO.E lo ha spiegato molto bene anche se con parole semplici.

    I cicli storici non sono stati analizzati molto bene da Vico per il semplice motivo che di psichiatria non sapeva praticamente nulla.Sfugge il fatto che siamo immersi in una piazza dove l’IO si mescola e si rende indistinguibile,esattamente come negli stadi,degradandosi come ruggine ferrosa.

    Se non si prende in considerazione il fattore psicologico ogni tentativo di soluzione sarà vano.Claudio,se hai tempo,leggiti,o meglio,studiati,”Psicologia delle masse e analisi dell’io di Freud.

    Ogni volntà,se non si capiscono le dinamiche di massa,saranno vane.E come nelle ere geologiche ora siamo imersi nel periodo della paranoia,perseguitato e persecutore.

    Dopo c’è solo l’identificazione col dittatore.

    Altro che Bagnai! Se non si collabora su tutti i fronti la battaglia è persa. I persecutori li possiamo identificare bene…sono al lavoro da decine di anni e,attraverso i media hanno la loro cassa di risonanza.Un discorso lungo e difficile,lo so bene,ma ineluttabile.

    Forse l’economia merita più rispetto della psichiatria? Beh! Allora mi accontento del numero atomico di M.Plank e allora vuol dire che il blog non serve a un tubo di niente.

  • 5
    Robrizio

    Volevo chiedere una precisazione sull’argomento

    “Il differimento serve perché al momento dell’utilizzo i Certificati ridurranno gli euro incassati dallo Stato. Non è un problema se nel frattempo l’economia è cresciuta e i maggiori introiti compensano quindi l’utilizzo dei Certificati”

     

    non ho capito su quale base si prevede che, nei due anni successivi all’emissione dei certificati, l’economia sia cresciuta dal momento che lo sgravio non è immediato, grazie.

  • 4

    Io magari posso aver scritto cose giuste oppure sbagliate, ma tu evidentemente non hai letto il mio commento.

    Pazienza, me ne farò una ragione.

  • 3
    maghirko

    bah, il mio stipendio è fermo da 6 anni e con un pezzo di carta che mi restituirà il 10% tra 2 anni, OGGI non ci compro manco gli stracci

  • 2
    raybec

    Non è un pò simile a quanto sta avvenendo con gli SCEC?

  • 1
    ancora co sti soldi

    … …. …… …….. ………

    ma se l’uomo è l’animale più intelligente del pianeta …..

    allora perchè per vivere deve pagare ??…

  • 0
    PaoloCaglio

    Tanti blà blà blà e una grossa banale ingenuità, caro Marco Cattaneo: Fraintendendo le origini della crisi, Monti ha agito su debito pubblico e spesa, quindi con tagli e tasse.” Fraintendendo?? Monti é un sostenitore, un fautore e un cospiratore della crisi, burattino senziente del Bilderberg e della Commissione Trilaterale.

  • -1
    thefury

    Sinceramente non capisco quale sia la differenza rispetto ad una mera riduzione della pressione fiscale.

    Mi spiego.

    Se i certificati si possono utilizzare solo per pagare le tasse avremmo come viene detto un minore introito fiscale in Euro per l’anno in questione.

    Di conseguenza dovendo lo stato pagare la sua spesa pubblica in EURO si avrebbe un disavanzo di bilancio peggiorando il debito pubblico. (che è tutto in EURO)

    Certo se il PIL cresce è vero che il debito si riduce, ma si riduce anche se non ci sono i certificati.

    La cosa avrebbe senso se i certificati venissero usati anche per pagare la spesa pubblica, ovviamente quella parte di spesa pubblica “italiana”. A questo punto avremmo praticamente creato una moneta parallela all’euro, il che equivarrebbe ad avere una LIRA in parallelo all’euro. 

    • -1.1
      Met

      “Se i certificati si possono utilizzare solo per pagare le tasse avremmo come viene detto un minore introito fiscale in Euro per l’anno in questione.

      di conseguenza dovendo lo stato pagare la sua spesa pubblica in EURO si avrebbe un disavanzo di bilancio peggiorando il debito pubblico. (che è tutto in EURO)

      Certo se il PIL cresce è vero che il debito si riduce, ma si riduce anche se non ci sono i certificati.”

       

      Esatto! Ammesso che i consumi aumentino (nel senso che uno, dopo un lungo periodo di crisi potrebbe anche decidere di non spendere e di risparmiare il reddito in surplus dato dai crediti fiscali), quindi sappiamo che maggiori consumi equivalgono a maggiori introiti  da parte dello stato, siamo sicuri che questo compensi le uscite, ovvero gli sconti sottoforma di crediti fiscali, che lo stato “perde” in favore dei propri cittadini? Non cè il rischio di dover ricorrere alla leva del debito pubblico, per coprire queste mancanze di liquidità in cassa, o in alternativa, al ridimensionamento della cosa pubblica, tagliando e eliminado enti, servizi sociali, sanitari ecc.. ? Questo è un punto che andrebbe approfondito, oppure non ho capito bene io..

  • -2
    chiaraped

    Posto che, come ammette l’autore, i rischi di un’uscita dall’euro – megainflazione e crollo dell’economia – sono fantasie , i vantaggi di rimanere entro la moneta unica non si capisce quali siano, a meno che l’autore non confonda i vantaggi del popolo italiano con quelli degli organismi europei, BCE banca privata in primis, dei creditori internazionali e e degli industriali tedeschi.

    L’euro è uno strumento antidemocratico finalizzato a spogliare i popoli di diritti e reddito, va abbandonato il prima possibile.

    • -2.1
      chiaraped

      Beato te che hai un sogno e che per perseguirlo passi sopra i dirittti dello stesso popolo di cui ti senti cosi’ vibrante parte: gli europei tutti.Anche ai tempi del feudalesimo per consentire la sopravvivenza stentata della popolazione la stessa si adattava ad una moneta alternativa che poteva per un minimo controllare: ti do una gallina per Sette patate. E’ a questo vuoi arrivare? Non minimamente dubitiamo di una moneta unica che ci strozza e, vedi goofynomics.blogspot.it , non puo’ fare altrimenti (a noi o ad altri popoli, i greci per esempio su cui mi piacerebbe che Claudio facesse un po’ di libera informazione, le cavie di Monti per capirci). Gridiamo tutti insieme W il PUDE! W il Partito Unico dell’Euro!Perche’? Forse perche’ e’ figo avere una moneta cosi’ forte, ma cosi’ forte da castrare la nostra produttivita’, alla faccia di quegli sfigati e spendaccioni di americani e giapponesi! Loro non sanno cos’e’ avere un fogno.

    • -2.2
      RobertDragon

      Stare in una moneta forte permette di acquistare materie prime e beni intermedi di cui le imprese italiane hanno bisogno a un prezzo inferiore.

      Siamo importatori netti di materie prime e di semilavorati.

      La svalutazione della moneta non è una soluzione di lungo e medio periodo ma solo di breve. Non si possono addossare all’euro colpe che sono della classe dirigente italiana (e in parte dei cittadini che non sono in grado di agire da consumatori informati e quindi con un peso sulle decisioni dei price makers). Vorrei capire come si può dire che non ci sarebbero effetti disastrosi sull’economia considerando che qualunque sia la svalutazione per un ritorno alla lira, ci sarebbe un effetto finanziario ulteriore di discredito dell’economia italiana, ed un effetto iperinflattivo dei soliti furbetti  itaGliani (quelli furbi con la G) che rifarebbero il cambio euro/lira arrotondandolo a svantaggio dei consumatori…

      Sarebbe bella una stima matematica di un passaggio alla moneta nazionale.

      Già ora, condividendo una moneta con economie più forti, l’Italia paga con una maggiore inflazione la differenza di potere commerciale, non potendosi regolare le differenze economiche attraverso il meccanismo dei cambi.

      ciò detto, è evidente che l’economia è contratta per effetto di scarsa liquidità del sistema (a cui aggiungerei la summa burocratica, le difficoltà di giustizia certa, una certa frustrazione e sfiducia in tutto) e io stesso da due anni vado in giro a dire a chi conosco che una soluzione sarebbe quella di battere moneta parallela. pertanto questi certificvati qui proposti sarebbero una bella situazione.

      Infine una cosa: come per l’Italia, che bisopgna riprendersi in quanto cittadini, così per l’Europa, più Europa vuole anche dire fare rete tra cittadini europei e aver ragione delle corporazioni che fanno poco gli interessi degli Europei e molto quelli propri… ma non vedo strade percorribili verso un’altra Europa delel nazioni, che ha già propodtto sufficienti aberrazioni. Né è l’Europa la rappresentazione del male assoluto, dato che spesso vengono spacciate per europei dictat che non sono europei, ma nazionali, al solo scopo di scaricare sull’ultima della fila la responsabilità di atti di governo sciagurati.

      L’Europa agli Europei! non voglio dover distinguere ancora tra un Francese un Italiano, un Tedesco, un Ceco, un Polacco, siamo tutti Europei e dobbiamo costruire noi la nostra Europa!!!

  • -3
    proid

    Mamma mia un’altra proposta per complicare il già complicato scenario legislativo, fiscale e burocratica a cui siamo caricati.

    Basta complicazioni!

    Verrà mai il giorno in cui si potrà lavorare senza la necessità di pagare un consulente a tempo pieno!?!?!

     

  • -4

    È di fatto debito, che si impone ai cittadini di accettare allo 0% ma debito è. È qualcosa che immette soldi nell’economia oggi, ma li sottrarrà ai bilanci statali domani: è debito.

    E che davvero non perderebbe valore, è fantasia. Perché bisognerebbe fidarsi che accetti questi certificati tra due anni PIÙ di quanto ci si fida che ripaghi i BOT? Anche quelli sno “garantiti” …si deprezzeranno esattamente allo stesso modo, invece.

    Poi che possa essere un bel trucco per aggirare il vincolo contabile del deficit al 3%, se si giudica vantaggioso sfondarlo, non c’è dubbio.

  • -5
    ska

    ..il signor Cattaneo parla spudoratamente a vanvera il problema dei paesi che hanno ceduto la propria sovranità monetaria non hanno un problema esclusivamente di emissione di denaro ma anche di essere facenti parte di un sistema, l’eurozona, che toglie di fatto ogni diritto al cittadino, carbonizzando il futuro dei nostri figli, portando al suicidio i nostri padri.

    Svegliamoci. Non abbiamo bisogno di questi consigli. Bensì di riappropriarci della sovranità monetaria e conseguenzialmente del diritto ad essere e ad esserci 

  • -6
    Albert_one

    Ti consiglio di leggere la versione in Inglese. In sostanza il problema è che De Grauwe alla fine dichiara che le politiche di austerità siano state necessarie, e Piga in un commento ammette l’importanza del rischio di cambio per l’innalzarsi dello spread. Inoltre c’è un passaggio in più tratto dallo Spiegel, in cui si afferma che la Merkel accondiscese a dilazionare i tempi per la Grecia solo per aver valutato che sarebbe costato loro meno che la probabile frattura dell’euro. Insomma, si può anche concordare con Piga che politiche che aiutino i debitori a rimborsare i creditori siano ben accette dai mercati, ma la criticità del suo atteggiamento mi sembra la stessa della proposta che stiamo analizzando: l’Europa è già a guida teutonica, e non accetteranno mai soluzioni negoziali che ci rendano più forti, non almeno fino a quando la nostra rovina non gli costasse di più.

  • -7
    Vincenzo

    La proposta mi pare ben articolata e di certo attuabile anche se qualcosa di simile era venuto fuore qualche tempo fa. Del tipo: pagare i crediti dello stato con titoli (e non se ne fece nulla) o addirittura compensare i crediti con i debiti (e li a momenti il prof. Monti alzava le mani ad Alfano!). Mi sorgono ulteriormente dei dubbi: in primis non capisco come possa migliorare la situazione attuale se entrassero in vigore tra 2 anni. A maggior ragione condiderando che le aziende attive (che quindi pagano gli stipendi) sono sempre meno e pagano addirittura lo scotto di dover versare in anticipo l’IVA su un “presunto” fatturato. Inoltre, qualora davvero si potessero scontare come fossero cambiali, siamo sicuri che l banche accetterebbero senza nulla in cambio? cioè, se non sono fruttiferi, che vantaggi avrebbero? e qualora, fantasticando, accettassero la proposta, il tutto andrebbe a carico del bilancio dello stato aumentare il debito pubblico il che non mi pare sia possibile visti i vari trattati e accordi sottoscritti con l’Eurozona. Se fossse così semplice reimmettere liquidità, non sarebbe più auspicabile diminuire questa stretta creditizia delle banche nei confronti di aziende e famiglie, rilanciando così l’economia reale (e non una virtuale)?! da ignorante in materia quale sono, attendo risposte e lumi da chi certamente ne sa più di me

  • -8

    E’ un idea logca, intelligente e che funzionerebbe perfettamente. Inoltre non è un marchingegno di ingegneria finanziaria come quelli che inventano le grandi banche, ma ha dietro di sè il semplice buonsenso, al di là ovviamente di un minimo di dettaglii tecnici e di definizioni nuove. Il motivo per cui un meccanismo del genere funziona è semplicemente che fa leva sulla capacità dello stato, nel sistema monetario moderno, di creare moneta senza vincoli materiali

    Di questo tipo di soluzione esistono già tra l’altro in giro delle varianti secondo la stessa logica che è quella per cui si mette in giro “moneta” creata dallo stato e la garanza di questa moneta è che lo stato te l’accetta come pagamento di tasse. vedi ad esempio la proposta di Warren Mosler e Phil Pilkington di cui parlavo un anno fa http://cobraf.com/forum/postEdit.php?reply_id=123466178&topic_id=5731

    Per chi pensasse che sia un escamotage o un giochetto finanziario bisogna solo sottolineare l’essenziale che è questo: la moneta oggi non è (per il 97% circa) più un oggetto in quantità finita detenuto in forzieri o casseforti e trasportato da portavalori, ma un fatto contabile, una forma di contabilità. E questa contabilità ricade sotto i poteri dello stato che può ridefinirla come vuole. Da questo segue che lo stato non ha nessuna ragione di indebitarsi coi privati e pagare interessi su interessi per generazioni. Lo stato crea lui la moneta nel momento che indica che qualche cosa può essere usato per saldare le tasse a lui dovute.

    Se quindi lo stato definisce ora questi certificati come strumenti per pagare le tasse con questo atto crea moneta. E l’economia italiana sta soffocando essenzialmente per per mancanza di moneta

  • -9
    rg3

    Potrei sbagliarmi ma mi sembra una proposta molto simile (mutatis mutandis) ai certificati che, dopo la I guerra mondiale, i tedeschi ricevevano per ore di lavoro. La Germania fu costretta ad adottarli per risolvere il problema dell’iperinflazione creato solo ed esclusivamente dall’enorme risarcimento dei danni di guerra che gli Stati alleati gli imposero.

    Allora funzionò e non vedo perchè non dovrebbe funzionare anche per noi.

     

    P.S.

    Oggi ho ricevuto le schede elettorali per votare e ho messo le mie due belle crocette (per Camera e Senato) su un unico simbolo: M5S.

    Fra un paio d’ore uscirò per rispedirle al Consolato e questo diventerà il giorno più bello della mia vita, elettoralmente parlando, s’intende.

  • -10
    paola f

    Non male come idea. Dalla sua analisi parte un differenziale, dopo l’entrata in vigore dell’euro dovuto all’aumento dei prezzi nel sud piuttosto che nel nord Europa. Uno potrebbe agire anche in questo ambito ancorando i prezzi al potere di acquisto della moneta. Il concetto è che comunque con l’Europa siamo rimasti a mezza strada, o si continua l’unità degli stati membri con un nuovo impulso che parte dal basso con una moderna democrazia, o si torna indietro visto che l’euro messo così ci crea del danno. per questo  penso che sarebbe più importante agire sulle riforme dopo avere discusso a livello democratico che cosa sia meglio fare 

  • -11
    Albertoluigi

    I rattoppi non mettono l’abito a nuovo. L’EU e l’euro dopo Maastrik sono divenute solo l’espressione della grande finanza non dei popoli che compongono l’unione anzi direi che l’attuale Unione è contro i popoli. Gli oligarchi e i tecnocrati vanno cacciati, in sostanza l’UE va sciolta e l’euro dismesso si deve ritornare all’origine per poter eventualmente riformare una nuova Europa dei popoli sempre che questi la vogliono. Non debbono esserci sudditanze dove un popolo fa la guerra all’altro come avviene ora, Germania docet.

  • -12
    grivo

    Interessante. 

    Avrei una proposta similare, che mi frulla nella testa da un po’ di tempo. 
    Perfettibile, ma credo efficace nel ‘nocciolo, ne descrivo i passi principali.

    Tendendo presente che restando nell’euro non si può stampare moneta, e che l’uscita dall’euro avrebbe luci ed ombre ( si dovrebbe uscire dall’europa tout court e diventare come la svizzera…o come un paese nordafricano, dipende..) e probabilmente porterebbe a tali e tante pressioni sull’italia da renderla più che difficile (non mi stupirei persino dell’opzione militare!) ho pensato che si potrebbe trasformare il debito pubblico verso aziende italiane o comunque presenti in italia ( quindi fornitori dello stato, ma anche banche etc.) in bot in euro di piccolo taglio al portatore con scadenza medio lunga e resa zero o comunque molto bassa.  
    Una unica emissione di x-mila miliardi, tale da abbattere il debito pubblico, e dare liquidità alle imprese. 
    Tali mini-bot potrebbero circolare solo in italia e non essere negoziabili all’estero, ma in italia sarebbe obbligatorio accettarli come contante al loro valore nominale di emissione.  Quindi un mini-bot da 100 euro può essere speso ovunque come una banconota europea, con il limite dei confini di stato.
    Il tutto permetterebbe di ripartire, darebbe una enorme liquidità sul mercato interno (leggi consumi..e dai consumi…fiscalità..) ma avrebbe anche altri effetti.
    Ad esempio chi detenesse gorsse quantità di miniBot e avesse necessità di euro ‘veri’ dovrebbe negoziarli e cederli ad un valore proporzionale alla distanza dalla scadenza, esattamente come un BOT standard.  Quindi un calmiere alle importazioni.  Viceversa, chi avesse disponibilità di euro e volesse investire in Italia, potrebbe avere un grande vantaggio nel farlo, sia che si tratti di capitale italiano in rientro ( prodotto all’estero o scidato..) sia che si tratti di investitori stranieri.  Immaginate una azzienda che porta 10ml di euro in italia può investirne 12 o 13, con la conversione in miniBot,  E pagarci dipendenti, infrastrutture etc. 
    Ovviamente in questo contesto si dovrebbe comunque operare  per dare efficienza, razionalizzare la spesa e le tante altre buone intenzioni che vengono rispolverate nei periodi elettorali ma poi dimenticate, o peggio ancora inattuate per mancanza di liquidità. 

    A me sembra fattibile, se gestita correttamente e da figure adeguate. 

  • -13
    akirad

    Interessante, ma la vedo come un opzione di riserva all’uscita della moneta unica. Ad ogni modo il tuo ragionamento ha un difetto, a mio modestissimo avviso e a meno ché io non abbia frainteso, sarebbe un po come rivendere dei buoni sconto e siccome non ho mai visto esempi simili mi sorge una domanda: chi mai può essere interessato a rivendere dei buoni sconto?

    • -13.1
      Mr Age

      “chi mai può essere interessato a rivendere dei buoni sconto?”

      C’è una sostanziale differenza tra i buoni sconto e i CCF, con i primi non puoi pagarci le tasse mentre con i secondi si!

      L’Euro come moneta ha valore perchè è accettata dallo stato per il pagamento delle tasse, se domani il governo facesse una legge per cui si possono pagare le tasse con i “tappi di bottiglia” senza dubbio non troveresti più tappi in giro!

      Concordo con rg3 è un idea molto simile ai certificati di lavoro tedeschi o i Greenback americani.

      I CCF sarebbero come una moneta complementare emessa dallo Stato a credito e non a debito, quindi senza dare gli utili del signoraggio ai signori banchieri.

       

  • -14

    Premesso ancora che la proposta è perfetta e andrebbe diffusa e discussa il più possibile ovunque costringendo i candidati e i loro esperti a pronunciarsi può essere corredata e “blindata” anche meglio 

    I certificati proposti da Cattaneo puntano al fatto che in due anni il reddito nominale dell’Italia cresca di almeno 300 miliardi circa, per cui anche se lo stato perde 150 mld di tasse a regime lo compensi con l’incremento di reddito (di cui quasi metà finisce in tasse). Sto semplificando un attimo, ma è chiaro che dopo due anni lo stato si ritrova 150 mld in meno di incassi e Cattaneo conta che l’iniezione choc di 150 mld l’anno nell’economia produca un reddito NOMINALE addizionale anche di 400 mld (in ogni caso più del doppio dei 150mld annui persi di tasse).

    Questo è tutto corretto, ma può esserci una recessione nell’eurozona o anche nel mondo e il mercato finanzario può attaccare l’Italia lo stesso all’inizio o anche se l’economia in generale intorno a noi è debole perchè resta che vede lo stato italiano rinunciare a 150 mld su 714 di entrate contando sul rimbalzo dell’economia per recuperarli in due anni. Cioè puoi avere lo stesso un attacco speculativo sul BTP tanto per capirci

    Bene, puoi assicurarti anche meglio allora da questo rischio nel periodo iniziale che è quello critico se smetti di emettere BTP sostituendoli con BOT e fai un accordo con le banche italiane perchè li comprino loro all’1% ad esempio o ad un rendimento leggermente superiore al loro costo medio della raccolta. Questo riduce automaticamente il costo dell’indebitamento e taglia fuori il “mercato” perchè per due anni ad esempio sono le banche italiane che comprano i BOT. Possono farlo ? Sicuro, i BOT non richiedono capitale addizionale secondo Basilea ! E se gli offri un rendimento appena sopra il costo della raccolta non gli aggravi i bilanci… 

    (Questa è una versione, adattata, della proposta del 2011 di Richard Werner che preferirebbe prestiti diretti delle banche allo stato  http://eprints.soton.ac.uk/344803/)

     

  • -15
    Clausius

    Lei è una persona competente e fa la sua proposta.Mi chiedo quale schieramento politico abbia la forza e la volontà di porla in essere.E quì mi cascano i tasti dalla tastiera.

    Lei è in grado di dirmi se la sua proposta,al di là di ogni mio giudizio,è stata presentata e presa in considerazione a qualche forza politica?In secondo luogo,a parte il M5S che è fuori dal parlamento,chi crede possa prenderla in considerazione,secondo lei ovviamente?

    Questo mi sembra uno scoglio davvero difficile da superare (e non parliamo dei teocrati europei se no complichiamo la questione).Proposte ne ho sentite o lette altre.Il difficile è passare dal dire al fare (semprechè la sua proposta sia ritenuta valida almeno da quegli economisti non schierati col partito unico dell’euro).

    Lo so, è come decidere se mettere un Bypass o uno Stent medicato sul tronco comune aortico ad un individuo sotto infato acuto.

  • -16
    gianni terzani

    Mi piacerebbe sentire come la pensa in merito Alberto Bagnai che Messora ha interivstato, ma da cui, evidentemente non ha tratto alcun insegnamento. Primo tra tutti il fatto che Goofynomics parte da un concetto ben preciso: una salita vista dall’altra parte è una discesa.

    Ora vorrei capire come è possibile creare un credito privato (a mezzo di questi certificati) senza creare un debito pubblico. Anche coloro che poi si appellano alle teorie della MMT mi pare poco abbiano capito dei bilanci settoriali (privato-pubblico-estero) che questi economisti hanno ben spiegato.

    Il problema maggiore è evitare che con la stampa di moneta le banche si arricchiscano? Chiedete anche questo ad un economista serio e vedete cosa vi risponde. Faccio presente che i signoraggisti si riferiscono spesso ad una sentenza di un giudice di Lecce che ha riconosciuto ad un cittadino di recuperare ben 11 euro all’anno per 8 anni quali diritti da signoraggio di cui le banche si erano appropriate. Il vero signoraggio sta nell’inserimento delle banche nella metamorfosi merce-denaro-merce. Inserimento che viene ripetuto più volte al fine di lucrare sugli interessi presenti su ciascuna di queste operazioni. E’ anche grazie a questa libertà che le banche hanno che si creano derivati fino a 15 volte il PIL di un Paese e che si generano prodotti speculativi non regolamentati che distruggono le economie produttive.

    • -16.1
      gios

      “Chiedete anche questo ad un economista serio e vedete cosa vi risponde”

      a trovarlo oggi un “economista serio” anche Monti sembrava tanto tanto serio … eppure.

      sarò superficiale … ma preferisco ancora affidarmi al mio buonsenso.

    • -16.2
      gianni terzani

      Se il mio messaggio ti è sembrato arrogante, ti chiedo scusa. Per il resto confermo quanto da me detto senza che questo debba essere inteso come mia volontà di sminuire la libertà di informazione.

      Non avevo nessuna intenzione di generare polemiche (che ritengo distruttive) ma solo di sollecitare il senso critico (che ritengo costruttivo) dei lettori che invece nulla hanno obiettato nel merito delle mie affermazioni.

      Comunque, buona fortuna.

    • -16.3

      "che Messora ha intervistato ma da cui non ha tratto alcun insegnamento".

      Cosa vuoi da me, bello? Che razza di commento è? La proposta è di Marco Cattaneo, che è l’autore del testo. Ascoltala, discutila, approvala o smontala, ma se vuoi far passare il principio che non si può più pubblicare niente senza chiedere il permesso tuo o di altri blog in rete, o che non ci si può più neppure azzardare a dare spazio a persone che vogliono mettersi in gioco senza sollevare gli strali della nuova Santa Inquisizione che grida alla censura ma che ha poi uno strano rapporto con l’informazione libera, allora devo dirti che hai sbagliato blog. Altri, molto più autoritari di questo, fanno al caso tuo.

      In ogni caso, tanto per darti uno spunto che ti farà magari riflettere, la proposta di Cattaneo ha suscitato ammirazione e stima in Claudio Borghi, che me l’ha segnalato e che mi ha suggerito di dagli spazio. Borghi, mi pare, è un altro economista molto conosciuto da queste parti, così come Bagnai, di cui è amico. E dunque non sarebbe molto d’accordo con te e con il tuo tono un po’ sconcertato.

      Detto questo: prima di commentare leggetevi bene le policy: non sono consentiti "messaggi il cui contenuto rappresenta un’aggressione alla persona e non alle sue idee". Dire: "non sono d’accordo su questo o quello per questo o quest’altro motivo" è legittimo e incentivato. Fare battutine incomprensibili, che sviliscono la libera informazione prima ancora di me, invece no. Io su questo blog "vi mostro" lezioni di personaggi autorevoli, ma ricordati bene che imparo da tutti, ma non prendo lezioni da nessuno.

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Il Messico a meno di 40 euro al giorno!

Messico Amo il Messico. E' pieno di vibrazioni, è un paese meraviglioso, pieno di gente amichevole, con una energia speciale che vi fa riscoprire l'amore per la vita, con un'architettura spettacolare, con una storia che affonda le radici nelle profondità dei millenni e... con un cibo davvero...--> LEGGI TUTTO

Negli Uffizi dei Medici: itinerario mediceo all’interno della Galleria più famosa di Firenze.

Scoprire Firenze La Galleria degli Uffizi è il sito museale più famoso di Firenze, nonché uno dei più frequentati d’Italia: quelli che riescono a superarlo per visitatori, infatti, si contano sulle dita di una mano. Gran parte dei turisti scelgono un hotel su portali come expedia proprio per...--> LEGGI TUTTO

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Video dal web

Diego Fusaro contro il Black Friday: l’apice della mondializzazione, come Halloween.

Diego Fusaro - Black Friday no grazie Analisi lucidissima e impietosa di Diego Fusaro sul Black Friday...GUARDA

L’ex capo di Stato Maggiore in Iraq: “Bush Jr e Berlusconi erano nella stessa loggia massonica, ma salvarono Nassiriya”.

NICOLO GEBBIA - L'invasione degli Ultra Massoni - Video Il Generale in pensione dell'Arma dei Carabinieri, Nicolò Gebbia, parla della pervasività delle infiltrazioni massoniche, a tutti i livelli, e rivela che persino durante la guerra del Golfo, la città di Nassiriya venne risparmiata grazie al fatto che Silvio Berlusconi e Bush jr. appartenevano alla stessa...GUARDA

Antonio Ingroia: “Fuori dai trattati, costi quel che costi”.

INGROIA - FUORI DAI TRATTATI - 1280 Per Byoblu, da Roma, Eugenio Miccoli Oggi alla Camera dei Deputati, Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa hanno presentato “Lista Del Popolo”, un’alleanza della società civile per il ripristino della sovranità nazionale, l’attuazione della Costituzione, la rinegoziazione o lo stralcio dei trattati europei, l’abolizione del Fiscal...GUARDA

Giulietto Chiesa: “La Mossa del Cavallo”

GIULIETTO CHIESA - LA MOSSA DEL CAVALLO Per Byoblu, da Roma, Eugenio Miccoli Oggi alla Camera dei Deputati, Giulietto Chiesa ha presentato "Lista Del Popolo", un'alleanza della società civile per il ripristino della sovranità nazionale, l'attuazione della Costituzione, la rinegoziazione o lo stralcio dei trattati europei, l'abolizione del Fiscal Compact,...GUARDA

Capocciate e Generali

Pappalardo Giornalisti OstiaGiornalisti che si prendono le capocciate dai capetti di Ostia... E Generali dell'Arma che se la prendono con i giornalisti che si prendono le capocciate... ...GUARDA

“Stretta di Putin sulla rete!”, ma i media non vi dicono che…

Stretta di Putin sulla rete Tutti i media denunciano la stretta di Putin sulla rete, ma di quello che varerà lunedì la Camera non vi dicono niente... (altro…)...GUARDA

Ecco chi sono gli europeisti “de coccio”, che vogliono gli Stati Uniti d’Europa subito.

STATI UNITI D EUROPA Ecco chi sono gli europeisti de coccio, che ancora adesso, ancora e sempre, nonostante tutto, e anche a queste condizioni attuali, continuano a volere a tutti costi gli Stati Uniti d'Europa. Le prossime elezioni politiche si giocheranno su questa battaglia esiziale. Mi piacerebbe...GUARDA

Il Generale Pappalardo contro tutti, anche in Tv.

pappalardo Dalla Vostra Parte Rete4 Il Generale Pappalardo contro tutti a "Dalla Vostra Parte", di Maurizio Belpietro, andato in onda stasera su Rete4....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>