Tutte le balle di Boldrin con la Napoleoni

NapoleoniVsBoldrin-BLOG

 Nel video, il confronto a Piazza Pulita tra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin.

di Alberto Bagnai, autore di Goofynomics

In un simpatico post del suo blog Paolo Manasse porta avanti un’argomentazione estremamente plausibile: quando si ha un problema, bisogna rivolgersi a uno specialista. Auguriamo al prof. Manasse di non aver mai un problema, soprattutto del tipo da lui evocato, perché leggendo il suo post si capisce quanto sia poco in grado di scegliere uno specialista.

Sì, perché la lezzzioncina (con tre zeta) dello stimato collega quale scopo ha? Quello di dimostrare che nel dibattito che si è svolto recentemente fra Loretta Napoleoni e Michele Boldrin, il telespettatore ignaro deve dar ragione a Boldrin, poiché questo ce l’ha più lungo (il curriculum), e quindi è più esperto. Il simpatico Manasse, col suo intervento a gamba tesa, commette però uno scivolone logico piuttosto evidente. Uno specialista, per definizione, è una persona dotata di competenze specifiche in un settore. Lo specialista non è tanto quello che possiede “molta” competenza, ma quello che possiede la “speciale” , “specifica” competenza utile al caso.

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Immaginiamo il prof. Manasse il giorno in cui, Dio non voglia, dovesse trovarsi nella spiacevole situazione che descrive nel suo post, quella di avere un tumore. “Presto, portatemi da uno specialista!” “Be’, ci sarebbe proprio qui, nel palazzo, lo studio di un internista…” “No, portatemi dall’ortopedico del terzo piano, ha molte più pubblicazioni, ed è primario di un reparto importante…” “Ma lui è esperto di rotule, tu hai un problema al fegato!” “No, no, fate come dico io, l’esperto di rotule si è sottoposto al severo vaglio della comunità scientifica internazionale”.

 Requiem aeternam

Ci siamo capiti, no? “Economista”, in realtà, non significa nulla, esattamente come “medico” o “musicista”. Puoi anche essere un clarinettista con 10 dischi di platino al tuo attivo, ma se ti chiamano a suonare un preludio di Chopin per pianoforte sicuramente ti mancherà qualche nota. E se hai un cancro non vai da un ortopedico, a meno che tu non sia Manasse.

Ora, io non so se Loretta Napoleoni si occupi di tumori. Sicuramente Boldrin non si occupa di economia internazionale: lo dimostra la sua copiosa produzione scientifica (tutta in altri campi dell’economia), e lo dimostrano soprattutto le perle che profonde a piene mani nei dibattiti televisivi. Quindi il povero Manasse incassa, con la sua deludente caduta di stile, un autogol di proporzioni cosmiche. E a noi piace ricordarlo così, muto di fronte a Claudio Borghi Aquilini

Non vorrei sottrarvi troppo tempo, ma due o tre dettagli vorrei farveli notare, ricordandovi le bellissime parole del padrone di casa: “chi non ha tempo, non ha neppure speranza”. Ecco, prendetevi un po’ di tempo, perché è utile capire che se ci affidiamo al clarinettista Boldrin, e alla sua compagnia di giro, il cancro dell’euro ci porterà tutti alla tomba.

Comincerei dalla fine.

Al minuto 10:50 del video si scatena una amena gazzarra su quanto abbiamo svalutato nel 1992 e su cosa sia effettivamente successo: è stato il 12%? È stato il 40%? E veramente non è successo nulla, come entrambi i contendenti affermano? O è successo qualcosa?

Guardate che il punto non è di dettaglio. Questo fatto storico, cioè l’uscita dell’Italia dal Sistema Monetario Europeo (SME) di cambi fissi nel 1992, viene regolarmente travisato dai media, con intenti terroristici. Volete un esempio? Sentitevi quest’altro espertone di economia internazionale, l’on. Tabacci, secondo il quale uscire oggi significherebbe dare “in una notte” una stangata del 50% alla nuova lira, “tosando le pecore”, perché il giorno dopo per andare a fare la spesa ci vorrebbe “la sporta doppia di monete” (argomento tipico dei nostri politici da avanspettacolo). Un po’ quello che dice Boldrin, il quale, con la coerenza alla quale ci ha abituati nei suoi interventi, prima ci dice al minuto 9:20 svalutare “sarebbe una tragedia per i lavoratori italiani” (si vede quanto gli stanno a cuore!), poi ci dice che l’ultima volta che lo abbiamo fatto non successe nulla. Tutto e il contrario di tutto in un minuto e mezzo.

Vi dico subito quali sono i due errori marchiani dei nostri due espertoni. Il primo è quello di voler veicolare il messaggio che la svalutazione sarebbe istantanea: 12%, 50%, 10000% (chi offre di più?) in una sola notte! Il secondo è quello di confondere sistematicamente la perdita di valore sui mercati finanziari internazionali (la svalutazione) con la perdita di valore sui mercati reali interni (l’inflazione). Ora, se occorrono più euro (o più lire) per acquistare un dollaro, non è detto che per questo occorrano più euro (o più lire) per acquistare un giornale o un filone di pane.

Vogliamo guardare i dati, così, per fare una cosa originale? La Fig. 1 riporta il tasso di cambio lira/ECU dal 1990 al 1998.

image001_500

Perché uso questo cambio? Vi ricordo che l’ECU, European Currency Unit, era una unità di conto costruita considerando una media delle valute aderenti allo SME. L’ECU serviva da punto di riferimento per i cambi dello SME e fu il precursore diretto dell’euro: il cambio di 1936.27 al quale entrammo nell’euro nel gennaio 1999 era appunto quello che ci legava all’Ecu nel dicembre 1998 (ma tutto questo Boldrin non lo sa, come ho documentato qui). Quindi, se parliamo di svalutazione della lira nel contesto dello SME, il cambio lira/ECU è la scelta più naturale.

Intanto, dai dati si vede che la fluttuazione della lira andò avanti dal settembre 1992 al novembre 1996, come ci ricorda l’ottima cronologia della Banca dei Regolamenti Internazionali.

Nell’agosto del 1992 ci volevano 1545 lire per un Ecu (vi risparmio i decimali) e dopo lo sganciamento, nell’ottobre, ce ne volevano 1731, cioè circa il 12% in più. Quindi il prof. Boldrin riesce in un pezzo di incredibile virtuosismo: mentire, dicendo la verità!

Perché è sì vero che nell’immediato la svalutazione fu del 12%, ma è pure vero che non fu un blip, come dice lui per fare l’amerikano, cioè un fenomeno transitorio. Al contrario, proseguì fino all’aprile del 1995, quando, per un Ecu, ci volevano 2295 lire, cioè il 48% in più che nell’agosto del 1992. Eh già! Nel giro di meno di tre anni svalutammo di quasi  il 50% rispetto all’Ecu (la cifra evocata dall’ineffabile Tabacci), e, se volete saperlo, del 55% rispetto al dollaro.

Chissà che iperinflazione, chissà che perdita di potere d’acquisto, chissà che “tosata” per i lavoratori, per dirla con Tabacci! Sicuramente il loro potere d’acquisto sarà calato del 50%, cioè i prezzi dei beni sui mercati interni saranno aumentati (a spanna) del 50%, visto che, con il dollaro più costoso del 50%, l’aumento dei prezzi delle materie prime avrà schiacciato l’economia italiana.

Invece no. L’impatto della svalutazione sui prezzi fu minimo. Lo vediamo nella Fig. 2, che riporta l’indice dei prezzi al consumo, la statistica che misura il costo della vita.

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Vedete? I prezzi al consumo seguirono una bella traiettoria liscia e regolare, per nulla influenzata dalla svalutazione del cambio: mentre questo si impenna e poi precipita (Fig. 1), i prezzi (Fig. 2) vanno su paciosi, col passo del montanaro. Se, come nel grafico, mettiamo pari a 100 l’indice nell’agosto del 1992, vediamo che nell’aprile del 1995, quando la lira si era svalutata di quasi il 50%, l’indice era aumentato di appena il 13% (giungendo a 112.7).

Quindi i lavoratori furono tosati del 50%, come afferma l’espertone Tabacci?

No, evidentemente no, né in una notte, come dice lui per farvi paura, né in tre anni. L’indice del salario reale, cioè dei salari divisi per i prezzi, e quindi del reale potere d’acquisto degli italiani, tratto dal database AMECO è piuttosto chiaro: dal 1992 al 1995 l’indice diminuì, ma del 4%, cioè più o meno di quello che ha perso negli ultimi quattro anni, ora che abbiamo l’euro che ci protegge. L’inflazione c’entrò poco o nulla, c’entrarono molto le misure di austerità, prese anche allora per il nobile scopo di entrare in Europa.

Chiaro, no?

Ora, i fatti sono questi, e magari ad alcuni di voi sembreranno stravaganti, convinti, perché siete stati convinti, che se, poniamo, il dollaro ci costa del 50% in più, immediatamente il petrolio costa del 50% in più, e quindi tutto costa del 50% in più, nel giro di una notte (come se tutto fosse fatto di petrolio…). In questo caso la svalutazione sarebbe inutile, perché è vero che i nostri clienti esteri pagherebbero del 50% in meno (a spanna) la nostra valuta, ma l’inflazione interna farebbe costare del 50% in più i nostri prodotti, e i due effetti si annullerebbero. Così, continuano gli espertoni, inutile tornare al cambio flessibile: è inefficace come strumento, e di converso, quindi, la rigidità dell’euro non è colpevole della situazione nella quale ci troviamo

Ma le cose non stanno così: lo ha chiarito nel 1997 Maurice Obstfeld dell’Università di Berkeley, sui Brookings Papers on Economic Activity, e lo ha confermato nel 2012 Alexis Antoniades, della Georgetown University, sulla  International Economic Review (se vi interessano i curriculum). Obstfeld, nel suo articolo intitolato “L’azzardo dell’euro”, chiarisce che l’aggiustamento del cambio è importante, anche se non si trasferisce ai salari reali, cioè anche se i lavoratori non vengono “tosati”, o magari “pagati come in Cina”. Il motivo è che se i produttori fissano i prezzi nella valuta del proprio paese (producer currency pricing), la svalutazione li avvantaggia comunque sui mercati esteri, anche a parità di costo del lavoro nazionale. Quindi, per un paese europeo rinunciare alla flessibilità del cambio ha un costo importante in termini di prolungamento delle crisi economiche (come stiamo vedendo). Il lavoro di Antoniades conferma che le imprese applicano in modo prevalente il producer currency pricing,  e conclude confermando quello che era facile capire anche prima, cioè che “le preoccupazioni espresse da Obstfeld sui benefici dell’euro sono fondate”.

Certo, voi avete il diritto di ignorare queste ricerche specialistiche. Ma il prof. Boldrin no, e certamente non le ignora. Anche perché, sempre nel 1997, a margine dell’articolo di Obstfeld, un altro economista rincara la dose: “Sono più pessimista di Obstfeld: secondo me, l’euro è un rischio che non dovremmo prendere”. Sapete chi era? Alberto Alesina, che oggi appoggia l’austerità montiana, a difesa di quello stesso euro da lui definito nel 1996 un bluff, per motivi che (se vi interessa il parere di uno che ce l’ha corto, il curriculum) trovo limpidi e tuttora validissimi. Vi pare possibile che il prof. Boldrin non conosca l’opera del prof. Alesina? La leggiamo perfino noi a Pescara!

 È vero invece quello che afferma nel dibattito la Napoleoni, cioè che le politiche di deflazione intraprese, quelle sì, stanno a riducendo a mal partito i cittadini italiani. Il motivo è semplice, e lo ha tanto limpidamente espresso uno degli economisti di punta del PUDE (Partito Unico Dell’Euro), Stefano Fassina: non potendo svalutare la moneta, si svaluta il lavoro. Vi sembra il contrario di quello che dicono Tabacci e Boldrin? Sì, è esattamente il contrario, ma è anche quello che sta succedendo, e lo vediamo tutti, anche voi: credete ai vostri occhi!

È inutile girarci intorno. Quello di ridurre il resto dell’Europa come la Cina, sbriciolando i redditi e i diritti dei lavoratori per contare su un serbatoio di manodopera a buon mercato, si sta ormai palesando come il disegno, più o meno lucido, della leadership tedesca. Guardate, non ci vuole molto a capirlo: vogliono fare con il resto dell’Eurozona quello che gli è riuscito con la Germania Est.

Ve lo ricordate?

Vi rubo ancora un attimo, vale la pena: il cambio fra marco dell’Est e marco dell’Ovest era di tre a uno, ma fu presa la decisione di fissare il cambio uno a uno, dotando i “cugini” dell’Est di una moneta tre volte più “pesante” di quella di cui disponevano. Risultato: i consumi all’Est aumentarono (e con loro le importazioni), ma la competitività delle imprese fu sbriciolata (e con lei le esportazioni). Quasi 1300 miliardi di euro passarono dall’Ovest all’Est, per colmare lo squilibrio commerciale e finanziare la ripresa, ma a distanza di vent’anni i risultati apparivano deludenti non secondo “il professorino di Pescara”: secondo lo Spiegel! Che vuol dire “deludenti”? Ma, ad esempio che nel 2008 il reddito di una famiglia dell’Est era ancora solo il 53% di quello di una famiglia dell’Ovest (sempre lo Spiegel). I greci, agli imprenditori della Germania Ovest, costeranno ancora meno, quando la loro economia sarà stata definitivamente distrutta. Poi toccherà agli altri, fra cui noi.

Solo sganciandoci dal giogo della moneta unica e ripristinando la flessibilità del cambio (come auspicavano il premio Nobel James Meade nel 1957, o Alberto Alesina nel 1997) si può garantire un futuro a questo continente. Non parlo di futuro economico: parlo di futuro e basta, perché l’irrazionalità economica dell’euro rischia di condurci alla catastrofe politica, come diceva, ancora una volta, Alberto Alesina nel 1997: “si può pensare che la probabilità di conflitti aumenterà se più paesi sono costretti a coordinarsi e a venire a compromessi su diversi argomenti a causa di una inutile unione monetaria”.

Quindi, quando difendono l’euro, Tabacci forse no (diamogli il beneficio del dubbio, visto che non è del mestiere e visibilmente non sa di cosa parla), ma Alesina e Boldrin sono certamente consapevoli di divulgare delle “lievi imprecisioni”. È la leadership degli eurocrati che vuole portarci a competere al ribasso con la Cina in tema di diritti e redditi, e questo loro lo sanno. Siamo certi che la loro convinzione nel sostenere questo progetto suicida per il loro paese gli spianerà la strada di una brillante carriera politica.

O no?

Dipende da voi…

 

 

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107 risposte a Tutte le balle di Boldrin con la Napoleoni

  • 17
    Andrea90

    “Ciao sfigatoooooo!” ? Ma quanti anni hai? O siamo solo un pò suscettibili quando arrivano le critiche?

    • 17.1
      Michele Terzi

      carissimo alberto, io vorrei criticare aspramente le tue idee economiche e le teorie che propagandi

       

      siccome hai appena detto di accettare le critiche lo accetti un dibattito in cui io ti critico e tu difendi le tue idee?

       

      il guanto di sfida è qui

       

      http://www.youtube.com/watch?v=6LqHd4RGedE

    • 17.2
      Alberto Bagnai

      Caro Andrea90, mi dispiace aver urtato la tua sensibilità, però ti faccio notare che il tipo in questione ha fatto delle insinuazione estremamente calunniose, avanzando l’idea che io manipolassi slealmente i dati per sostenere una menzogna.

      Ora, visto che gli è andata male (molto male), direi che “sfigato”, più che un insulto, è un dato di fatto.

      Quando arrivano critiche le accolgo serenamente e ci lavoro, fa parte del mio mestiere.

      Le insinuazioni calunniose di chi usurpa il ruolo di esperto non sapendo nulla (ma veramente nulla, come dimostro qui: http://goofynomics.blogspot.fr/2013/02/cross-rates-for-dummies.html) temo non possano essere considerate “critiche”.

      Sono degli attacchi rozzi e incivili, ai quali, se permetti, rispondere con uno sberleffo è il minimo. Su un altro blog avrei semplicemente citato per danni. Gli indirizzi IP esistono, chiariamoci anche questo, e la diffamazione non è un passatempo ammissibile. Comunque scusa (tu, ovviamente, non lo sfigato).

    • 17.3
      Michele Terzi

      carissimo alberto,

       

      innanzitutto permettimi di dire che sono stupito per questa tua risposta, non me l’aspettavo e devo dire che ho errato nel giudizio. mi fa piacere.

      come non hai mancato di sottolineare io mi definisco un economista “dilettante” e questo non perchè conosco poco l’economia ma perchè il mio lavoro non è fare il professore universitario quindi l’economia non è la mia professione.

      grazie al cielo come tu stesso affermi la conoscenza non si misura col numero di pubblicazioni. :)

       

      poi devo dire che tu hai errato nel giudizio su di me:

      innanzitutto erri riguardo al mio presunto disagio davanti alla telecamera, ti assicuro che è inesistente.

      non sono alla ricerca di un quarto d’ora di pubblicità, è che ritengo le tue tesi erronee e data la tragica situazione economica in cui versa il nostro povero paese vorrei evitare che diventino una credenza diffusa. 

      la mia propensione per un dibattito deriva dal fatto che, avendo l'”avversario” a portata di voce, è più facile comprendere i punti di disaccordo e sviscerarli, un dibattito cartaceo è più lungo e macchinoso. comunque comprendo perfettamente che sei una persona impegnata e quindi mi va benissimo anche la forma che mi hai proposto. in fin dei conti la sfida l’ho lanciata io quindi è corretto che sia io ad adeguarmi. 

      credo poi che non basterà un solo pezzo, dato che molti sono gli ambiti in cui le nostre idee non collimano. (mi verrebbe da dire il 70% dei tuoi post tecnici) spero che accetterai comunque i miei scritti anche se si limiteranno a criticare di volta in volta un singolo argomento.

      non capisco poi il riferimento al fascismo, anche perchè il liberismo ne è l’opposto.

      quanto poi al ritenere il liberismo datato beh… non credo che serva nemmeno rispondere siccome la bontà di un’idea non si misura dalla sua età ma dalla sua correttezza :)

      per quel che mi riguarda io abito a bologna, e se passi da qui non ho problemi ad incontrarti, in privato, in pubblico o nella maniera che preferisci.

      cordiali saluti

       

      p.s. mi fa piacere che tu sia curioso. è un buon segno

    • 17.4
      Alberto Bagnai

      Scusa però, chiariamo una cosa: se devi scrivere un romanzo d’appendice, allora ti apri il tuo di blog. Io ti posso pubblicare una decina di cartelle, mica una decina di decine di cartelle! Non per niente, sai, ma già faccio fatica a star dietro a tutta la roba che scrivo io. Sappi essere conciso, è il requisito che qualsiasi rivista ti chiederebbe.

      Grazie e buon lavoro.

      A.

    • 17.5
      Alberto Bagnai

      Carissimo,

      ma tu non sei quello che nel video dice di essere un economista, che nessuno però conosce, con zero pubblicazioni, segni particolari: un enorme nodo alla cravatta? Vedo con piacere che hai ripiegato su una visione più equilibrata: sei un economista dilettante, dici tu. Ecco, a me la precisazione non serviva, ma magari al grande pubblico sì. Non c’è nulla di male, va da sé. Sono contento che l’economia ti piaccia, torna a tuo merito

      Ora, vedi, tu sei un dilettante in cerca del quarto d’ora di celebrità, e io te la darei volentieri questa ebbrezza (ma attento, ti vedo a disagio davanti alla telecamera), solo che, sinceramente, non ho tempo. La mia agenda è piena fino a ottobre, e poi, per dirtela tutta, dove la troviamo una trasmissione disposta a ospitarti come difensore dell’euro? Nessuno ti conosce, a chi interesserebbe questo confronto?

      Guarda, se sei in buona fede, visto che questo deve essere un dibattito di idee, scrivile (lo saprai sicuramente fare) e io ti PROMETTO qui, di pubblicarle sul MIO blog. Così avrai il quarto d’ora di celebrità, farai la figurella che purtroppo ti tocca in quanto difensore di una ideologia datata e fascista, e non avremo perso tempo.

      Altrimenti, puoi sempre seguire il mio blog e venirmi a trovare quando passerò dalla tua città. Non so dove sei, ma ci passerò di sicuro: mi ha chiamato tutta Italia.

      A te no?

      Quanto è ingiusto il mondo!

      E perché mai, visto che difendi l’indifendibile?

      Bene: ora, se tu hai delle idee, la palla è nel tuo campo. Esprimile. Sono molto curioso (si fa per dire).

    • 17.6
      simo gari

      Andrea90 mi piacerebbe vedere te se dopo anni a farti il c**o e a tradurre il tuo lavoro in una divulgazione libera e indipendente ogni giorno qualche trollettino addestrato o più semplicemente qualche fenomeno improvvisato denigrasse il frutto del tuo impegno per malafede e/o ostentata ignoranza.

      Credo che a quel punto ti giustificheresti anche qualche caduta di stile. Ma anche se proprio a Bagnai non vuoi far passare queste parolacce imperdonabili e antidemocratiche (ben più di una sana e sistematica distrazione di massa), almeno giudica i contenuti, poi sappimi dire.

    • 17.7
      NeroLucente

      Io che di economia sono meno che dilettante, potrò sembrare più che ridicolo, ma rimango ancora molto perplesso quando sento che il liberismo non conduce al governo dei privati. Secondo i miei ragionamenti il libero mercato più sfrenato porta verso lo sterminio o l’annichilimento dei piccoli per dar vita a società enormi che inglobano tutto, con a capo pochi privati che decidono.

      Per i neofiti sfigati come me, l’esempio principe del liberismo sarebbero gli USA, e come si fa a dire che lì non risiedono le lobby più potenti del mondo?

      Come si fa a non vedere che il potere che ne deriva incide fortemente sulle politiche degli Stati?

      E’ il sopravvento della finanza e del mercantilismo sulla gestione dello stato sociale. Si potrebbe pensare che le società vogliono il bene delle masse, ma rimarrebbe la questione:”E’ giusto che a governare i paesi non sia più la democrazia ma privati non eletti da nessuno?”

  • 16
    lacasaincollina

    lacasaincollina ha scritto :
    ho letto davvero con attenzione questo articolo. Grazie! Anche chi non è un esperto riesce a capire quello che spesso non spiegano! saluti

  • 15
    gabriellab

    Storno ha scritto :
    Aggiungo solo che rispetto ad un tempo abbiamo perso l’autosufficienza alimentare e quindi se l’euro si svaluta paghiamo di più anche il cibo

    Cosa significa? che non abbiamo i campi coltivati, non alleviamo bovini, ovini e suini, non produciamo latte e formaggi?

    Secondo me potrebbe essere un’occasione per rivalutare la nostra industria alimentare rilanciando i consumi dei prodotti locali

    • 15.1
      malsano

      Se usciamo ci prenderanno per fame!

      Cara Gabriella, non credo che quello di Storno fosse un appunto economico, tu sei immune ai messaggi subliminali celati fra le righe.

    • 15.2
      NeroLucente

      Immagino che per quanto sia importante avere cibo da mangiare, la “partita” si vince con prodotti ad ALTO VALORE AGGIUNTO, quelli dove ci si guadagna di più, non certo con gli alimentari… (sebbene io sia convinto che avere l’auto sufficeinza è positivo).

  • 14
    tesla

    boldrin degno COMPARE di giannino , ho visto la trasmissione del bravo Paragone , con le stupidate che sto sblodrin diceva alla Napoleoni , non ce l ho fatta sono andato su twitter e ho detto quello che pensavo a sboldrin

    • 14.1
      Ronnie

      Ma signori, io forse mi confondo, ma Boldrin non lavora più da un paio di anni almeno per l’università americana o sbaglio? Mi sembra che lavori per le banche (gulp) Santander e MPS o qualcosa del genere. Ma forse mi sbaglio.

      Giannino, io ho quasi 60 anni, e lo vedo da sempre e so che ha sempre leccato il c…..o a Berlusconi, almeno una quindicina di anni. E adesso che la stella è caduta….. Lo avesse lasciato perdere prima, molto prima, allora sarebbe stato credibile, ma adesso. E poi quel master FINTO alla Chicago University…ma daiii! Di economia spara a vanvera in base a ciò che gli fa comodo. E poi l’ho sentito parlare in campagna contro il canone RAI, cose da 30 anni fa. I punti del suo programma sono bazzeccole e fumo negli occhi.

      Inoltre signori,  Giannino era per il nucleare e per privatizzare l’acqua. O sbaglio? Ergo…servo delle lobby. E’ lì per raccogliere voti dai non convinti (soprattutto da Grillo), come alternativa al disastro dei partiti principali. Come, da lui ha affermat,o tutti i grossi partiti gli hanno chiesto di candidarsi con loro, che una poltrono per lui e soci gliel’avrebbero trovata. Io vorrei dire a Giannino e atutti voi cheda queste cose ci sono già passato (ero candidato nelle liste de La Destra) e la Santanchè fece proprio il gioco che sta facendo Giannino: prima delle elezioni 2008 contro, di qui, contro di là, contro Berlusconi alla morte, contro Fine il traditore…ma alla fine ce lo siamo presi ner cu…o. Il gioco era quello. Finite le elezioni del 2008 La Destra non entrò in Parlamento ma si beccò i 2,2% e i rimborsi elettorali che spettavano sopra il 2% (credo che fra Camera e Senato 1,5 milioni di euro). Cose che ci scandalizzammo anche noi “puri” sebbene col naso turato.

      La riunione successiva alle elezioni la Santanchè ci comunicò che “avevamo scherzato” e si passava con Berlusconi. La Destra “cacciò” la Santanchè (che era candidata premier) e corse alle amministrative da sola. Dopodichè tutti noi che avevamo aderito al neo partito de La Destra – sebbene turandoci il naso, in quanto pur di andare contro Berlusconi (stando a dx) tutto andava bene – abbandonammo il partito. responsabili regionali provinciali e comunali compresi. Oggi infatti il rappresentante provinciale della mia provincia è un ex PDL.

      Una storia lunga, ma per me Giannino sta facendo lo stesso gioco per prendere rimborsi elettorali e patteggiare la sua percentuale di voti nel caso superasse lo sbarramento, è chiaro, altrimenti fa la fine della Santanchè. Il giullare di corte, che come costumi c’è già di suo. Ma daiiiii!

  • 13

    Ottimo articolo, grazie Alberto per aver messo insieme tante prezione informazioni!

  • 12
    rg3

    Ma come mai Borghi e Bagnai possono divulgare le loro tesi solo in Internet o in trasmissioni televisive RAI dopo mezzanotte oppure su la7, che vedono in pochi?

    Si vede che fanno più audience Boldrin con quel suo ghigno supponente-strafottente e/o Giannino con quel suo Master fasullo…

    Mah!

  • 11

    Sono lontani i tempi nei quali su questo blog c’erano due voci contrapposte. Oggi qui parlano sempre gli stessi: una che fa finta di essere una “professoressa” e uno che lo hanno relegato ad insegnare a Pescara. Visto che è stato chiamato in causa, si dia voce anche a Boldrin (o perché no, si faccia un dibattito tra i due). O perché non intervistare Alesina?

    Bagnai non si è mai (ad eccezione di una pubblicazione sulla Cina) occupato di economia internazionale. Come mai ne ne è occupata la Napoleoni. Personaggi, entrambi, ai margini della comunità scientifica, ma che si reputano all’altezza di criticare Boldrin e Alesina, che forse non sono il “Verbo”, ma che probabilmente qualche competenza in più ce l’hanno.

    Eppure individuare il “Galileo” di turno, l’uomo solo che combatte contro una scienza dogmatica, è facile. Peccato che finora di Galileo se ne conoscono ben pochi mentre su questo sito ne fioccano di continuo, come il mitico sismologo Giuliani (a proposito, che fine hanno fatto i suoi “incredibili” studi negli Usa?)

    Da semplice studioso di economia, dico solo una cosa: è colpa dell’euro se le nostre aziende hanno perso dal 1999 competitività? No, purtroppo il problema è politico e fiscale e non monetario. Negli anni 80 si svalutava per nascondere la polvere sotto il tappeto: si aiutavano le aziende senza correggere le loro inefficienze e quelle del sistema paese. Poi quando siamo entrati nella moneta unica, invece di affrontare i problemi strutturali (sfruttando questa opportunità), siamo rimasti inermi. E’ vero o no? Bagnai risponda su questo invece di difendere l’indifendibile Napoleoni e criticare i suoi colleghi

    • 11.1
      simo gari

      Adesso PaoloRibichini se scappi sei il classico coniglietto bagnato. Faresti più bella figura a riconoscere la tua disarmante superficialità di giudizio, che inquina il dibattito e quindi la tanto sventolata democrazia…

      Toglimi una curiosità: sei già uno dei poveri Troll finanziati dal parlamento europeo per contrastare gli euroscettici? Eddai tranquillo, mancano ancora 6 giorni alle elezioni e qualche mese alla maggioranza dei parlamentari del movimento 5 stelle per accorgersi qual è il problema prioritario del Paese e ti assicuro che lo faranno…

      A quel punto potrete scatenarvi, anche se per voi ci sarà sempre meno da fare ogni giorno che passa. Vedi, te lo spiego facile facile: non siamo la Grecia (per Boldrin sì, ma questo è un altro discorso) e possiamo permetterci con una relativa libertà di manovra di mandare aff***ulo questa bella Europa dei disinformatori, te in testa.

      Sento già il grido disperato e ben poco originale degli euristi: POPULISTI, DEMAGOGHI, ARRUFFAPOPOLI! Vi rimane solo quello, fatene buon uso ;)

    • 11.2
      simo gari

      Caro PaoloRibichini, non per ergermi a difensore di chi non ne ha nessun bisogno, ma anche lei non ha risposto ad una semplice domanda: perché c**zo ha esclamato che il professor Bagnai ha scritto un solo contributo di economia internazionale quando ciò è palesemente falso? Vuole rispondere alla domanda? Sennò, sa, qualche dubbio viene.
      Comunque mi presento: Simone Garilli, di Mantova, mi trova su facebook se le interessa anche la mia faccia o la mia morosa (quella non si tocca però eh!), se si riferiva a me, non sono né un fan del prof Bagnai né uno che si nasconde, sono semplicemente uno che vuole vederci chiaro e ha trovato in Bagnai e in altri (Brancaccio e Claudio Borghi fra gli altri, e un bel pò di economisti che transitano ad esempio su Micromega e in altri seri luoghi di informazione online) dei solidi punti di riferimento per farlo. Mi chiedo se lei, oltre a criticare legittimamente i toni di Bagnai, sappia anche difendere con i dati le scemenze di un Boldrin o delegittimare con gli stessi dati le conclusioni di Bagnai. Sennò, sa, stiamo perdendo tempo.

      Caro PaoloRibichini, non per ergermi a difensore di chi non ne ha nessun bisogno, ma anche lei non ha risposto ad una semplice domanda: perché c**zo ha esclamato che il professor Bagnai ha scritto un solo contributo di economia internazionale quando ciò è palesemente falso? Vuole rispondere alla domanda? Sennò, sa, qualche dubbio viene.
      Comunque mi presento: Simone Garilli, di Mantova, mi trova su facebook se le interessa anche la mia faccia o la mia morosa (quella non si tocca però eh!), se si riferiva a me, non sono né un fan del prof Bagnai né uno che si nasconde, sono semplicemente uno che vuole vederci chiaro e ha trovato in Bagnai e in altri (Brancaccio e Claudio Borghi fra gli altri, e un bel pò di economisti che transitano ad esempio su Micromega e in altri seri luoghi di informazione online) dei solidi punti di riferimento per farlo. Mi chiedo se lei, oltre a criticare legittimamente i toni di Bagnai, sappia anche difendere con i dati le scemenze di un Boldrin o delegittimare con gli stessi dati le conclusioni di Bagnai. Sennò, sa, stiamo perdendo tempo.

    • 11.3
      Alberto Bagnai

      Ribichini: “ai margini della comunità scientifica…”

      I migliori articoli del convegno che ho organizzato tre anni or sono sulla Cina (http://chinaconference.unich.it/), con partecipanti da una ventina di paesi, sono stati pubblicati slla rivista leader nel settore a livello mondiale, China Economic Review (rivista Elsevier con impacct factor). Sto curando come guest editor per Comparative Economic Studies la pubblicazione dei migliori paper del seminario internazionale organizzato a giugno sulla crisi dell’eurozona (http://www.unich.it/docenti/bagnai/euro/index.html). Sono attualmente nel comitato scientifico del prossimo convegno annuale dell’International Network For Economic Research (qui: http://www.infer-research.net/conferece_details.php?id=7&id_conf=70, si guardi la liste dei keynote, se sa cosa voglio dire), e mi è stato chiesto di organizzare la prossima conferenza annuale a Pescara, dove porterò degli economisti di un certo spessore (le lascio la sorpresa)…

      Mi onorano della loro amicizia Roberto Frenkel (http://ideas.repec.org/f/pfr259.html), Tony Thirlwall (http://ideas.repec.org/e/pth51.html), Belton Fleisher (http://ideas.repec.org/e/pfl31.html), ecc.

      Certo che per essere ai margini ho il mio bel da fare…

      Mi fermo, perché lei non ha tempo da perdere: deve cercarsi qualcun altro da diffamare.

      Buon lavoro, magari col prossimo le va meglio!

       

      P.s.: sì, considero in effetti il risponderle un abbassarmi, per motivi ovvi, ma lo ritengo necessario perché occorre che la gente capisca bene qual è il livello degli attacchi che mi vengono portati. Niente di meglio per capire da che parte sta la verità. Non dalla sua (a lei sento di doverlo spiegare).

    • 11.4
      Alberto Bagnai

      A proposito di diffamazioni (e occhio perché ora cominciano a girarmi), il simpatico amico della disfida di burletta, l’economista dilettante, quando mi avrebbe sfidato “in privato”? Ci conosciamo? So chi sei? Non credo, perché non ho poteri divinatori, e chi tu sia mi pare non lo sappia nessuno. Attento, amico, non è un gioco, sai. Puoi provare di avermi “sfidato”, o anche semplicemente incontrato? Sai, a me non sembra, se del caso mi scuso, poi, nel merito, vedi sotto.

    • 11.5

      Vede, Simone, lei ha qualche anno in meno di me e da quello che sembra dal suo profilo facebook, pur essendo iscritto all’università, non fa studi economici (non lo dico con polemica, ovviamente). Ho studiato all’Università con il prof. Gian Cesare Romagnoli, diretto allievo di Federico Caffè. Il prof. Romagnoli, che ha un cv e un numero di pubblicazioni un po’ più lungo di quello di Bagnai (ma non va ospite nel salotto caciarone del venerdì sera), mi ha insegnato una cosa fondamentale: l’economia non è una scienza esatta. “La tesi che oggi vi ho espresso è condivisa anche da Alesina ecc… ma secondo altra letteratura questa tesi contiene un errore”. E non solo ci spiegava cosa sosteneva la controparte, ma invitava a non essere dogmatici. Quindi ora la invito io a non esserlo. Non esistono ricette uniche. Esistono ricette migliori di altre. Si legga altra letteratura, Alesina, per esempio. Il quale ha cambiato idea sull’euro. E con ciò? La scienza progredisce proprio grazie alle persone che cambiano idea. Dopo aver letto Alesina, potrà fare una sintesi con quello che ha letto di Bagnai. Così si forma il pensiero, anche quello economico, che troppo spesso si scambia per scienza esatta, quando si dimentica che si tratta di una scienza sociale che si basa su modelli irripetibili, come l’esempio della svalutazione del 92, date certe condizioni macroeconomiche, industriali e del mercato del lavoro che oggi sono ben diverse.

      Riflettendoci, poi, vorrei aggiungere anche un elemento all’idea che ritengo malsana di svalutare una nuova moneta nazionale. Si tratta di un problema legato alla politica internazionale. Alla fine degli anni 80 gli Usa ritenevano che lo yen fosse eccessivamente competitivo rispetto al dollaro. Così obbligarono il governo giapponese ad effettuare una rivalutazione del valore di questa moneta. Fu un disastro per l’economia giapponese che da quel momento smise di crescere. Un danno che il Giappone vive sulla propria pelle ancora oggi. Ma Tokyo non ha potuto ribellarsi a Washington che rappresenta per i giapponesi l’unico vero baluardo alla pace e alla ricchezza del Giappone in un’area del mondo in cui si vive una vera e propria guerra fredda. Allo stesso modo, l’Italia ha la forza politica per attuare oggi una svalutazione senza ritrovarsi per lo meno isolata nel contesto europeo, visto che un atteggiamento del genere sarebbe percepito come “concorrenza sleale” nel contesto della Ue? Non c’è il concreto rischio che la svalutazione possa venire contrastata con dazi, di fatto cancellando qualsiasi effetto? 

    • 11.6
      rg3

      …e poi i fiumi si coloreranno di rosso e le locuste ci invaderanno…

      Ma per favore!

      Andate a snocciolare le vostre opinioni dalla D’Urso, il suo pubblico di certo vi crederà.

    • 11.7
      Morris Vincent

      Audace e ben preparato Michele, dal momento che sono una persona molto curiosa potresti dirmi quali sono gli economisti premi nobel a cui ti riferisci ma soprattuto in che passaggi ritrovo le motivazioni per cui a questo punto, per un paese come l’Italia, sarebbe meglio restare nell’euro?

      Non vedo l’ora di leggere le teorie di cui parli!

      Attendo tue, grazie in anticipo!

    • 11.8
      RossCT

      La competività se si vuole fare un’unione europea è la strada sbagliata, perchè la competività non può essere messa allo stesso livello della solidarietà, ma la uccide! E’ risaputo che se si vuole migliorare si devono formare gruppi che si aiutano a vicenda!

    • 11.9
      Michele Terzi

      caro PaoloRibichini perdonami se te lo dico ma se speri che Bagnai faccia un dibattito con alesina o boldrin sei un illuso.

       

      io che sono economista per diletto e non ho una carriera accademica alle spalle (e quindi teoricamente dovrei essere più facile per un professore di economia da affrontare in dibattito) l’ho sfidato prima in privato e successivamente in pubblico 

      http://www.youtube.com/watch?v=6LqHd4RGedE

      naturalmente non ha mai accettato.

       

      ecco, se il nostro illuminato luminare di pescara ha così tanta paura di affrontare me, come speri che possa sostenere un dibattito con un professore universitario? chiaramente non lo farà mai.

       

       

    • 11.10
      Alberto Bagnai

      Ribichini, lei sta dimostrando di essere una persona infima, e me ne spiace per lei. Conosco bene Gian Cesare, ci ho collaborato, lo stimo, ma quello che lei dice non corrisponde al vero. I repertori internazionali non riportano sue pubblicazioni internazionali, e questo, badi bene, non lo considero una critica, ma il semplice portato del fatto che la generazione di docenti che ci ha preceduto non doveva confrontarsi in ambito internazionale. Qui il link: http://ideas.repec.org/cgi-bin/htsearch?q=gian+cesare+romagnoli

      Il mio punto è estremamente semplice, e spero lei faccia solo finta di non capirlo. Se si accetta la logica che bisogna rivolgersi a uno specialista (e a me sembra un’ottima logica), allora, quando hai un ascesso a un dente, vai da un dentista (magari non eccelso, se non ne hai uno migliore), piuttosto che da un ottimo oculista.

      Boldrin non ha una competenza in economia internazionale e lo ha dimostrato.

      Il prof. Alesina ha fatto una svolta a U sul tema, e sarebbe interessante capire perché. La mia ipotesi è che si sia fatto catturare da gruppi di interesse favorevoli all’euro (la teoria della cattura fa parte della politica economica, come dovrebbe sapere).

      Quello che le sfugge è che mentre Alesina ha scritto dei lavori scientifici contro l’euro, poi non mi risulta che le sue apologie dell’euro si siano svolte in sedi altrettanto prestigiose, ma questo comunque non darebbe loro forza di legge.

      Alesina la macroeconomia internazionale la sa, e quindi (tornando sopra) è almeno un dentista. Da questo non segue però che sia anche sempre un buon dentista. Bisogna entrare negli argomenti. Alesina è anche quello dei moltiplicatori negativi, sa? E si è preso mille pernacchie per quei suoi lavori.

      Bene.

      Detto questo: lei voleva solo diffamarmi. È stato smascherato. Io sono una persona caritatevole e mi limito a osservare che i suoi argomenti circa la permanenza nell’euro sono insulsi e contraddittori (paragona la rivalutazione dello yen alla svalutazione potenziale della nuova lire, parla di ritorsioni che farebbero male soprattutto a chi le praticherebbe, ecc.).

      Si legga qualche buon libro. Le consiglio il mio, le servirà. E guardi, non dia patenti di democrazia. Chi esordisce diffamando e dimostrando una quanto meno colpevole ignoranza questo diritto non ce l’ha. Lei cosa fa per lavoro, tanto per sapere? Perché sa, ci sono dei lavori nei quali certi svarioni non ce li si può permettere. La sua opinione, certo, la può esprimere, ma vale quello che tutti vedono: niente. Perché lei non solo non ha competenze sul campo specifico, ma nemmeno si informa!

      Lasci perdere. Le suggerisco, per il suo bene, di chiuderla qui.

    • 11.11
      Alberto Bagnai

      Grazie, non è necessario, conservo tutto. Tu sei quello che sosteneva che la deflazione sia un bene per l’economia. Senti, mi dispiace, ma non hai i requisiti minimi. Però guarda, un’opportunità te la voglio dare (oltre a quella, che mantengo, di pubblicare un tuo intervento sul mio blog). Se tu hai il coraggio di andare a spiegarlo alla moglie di un imprenditore che si è suicidato (la lista la tiene Cesare Ortis su Twitter), e la convinci, io poi, quando vengo al Nord, ti faccio fare da discussant in una delle tante presentazioni che dovrò fare. Mi semplifichi il compito se mi dici dove abiti (anche in privato, no problem). Però voglio vedere il filmato del tuo incontro con chi certe cose le ha capite sulla propria pelle, e quindi non ha tanta voglia di scherzare.

      Fammi sapere, e ricordati: se parti per confutare le “mie” idee, te lo dico con affetto e solidarietà, già dimostri di essere un po’ ignorante, perché le mie idee non sono mie affatto, come ripeto: sono quelle della maggioranza della comunità scientifica internazionale. Tu parti per confutare me, ma purtroppo ti trovi a confutare dei Nobel. Non ne faccio un fatto di prestigio, per carità. Volevo solo segnalartelo.

      E un’altra cosa: chi è per l’euro è contro l’Italia ed è contro l’Europa. Io non sono contro l’euro. Io sono per l’Europa.

      Possono sembrarti dettagli, ma se non si troverà una soluzione razionale al problema (e il mio testo ne propone una) ci sarà una tale esplosione di violenza che certi dettagli potranno diventare cruciali. Questo, ovviamente, non è un auspicio. Al contrario, ho il terrore di quello che potrebbe accadere e sto lavorando per evitarlo.

      Perdonami se in questo percorso non sei previsto se non nelle modalità che ti ho indicato. Da dilettante, sarai indulgente verso un povero professionista.

    • 11.12
      Stimato prof. Bagnai, sono onorato che un accademico del suo livello si abbassi a rispondere ad un “semplice studioso di economia”. Sono veramente sorpreso. Però mi faccia capire una cosa: lei critica Boldrin che non si è mai occupato di economia internazionale (almeno non con pubblicazioni scientifiche) però critica anche Alesina che forse qualche pubblicazione in più ce l’ha, o sbaglio? Non è forse lecito chiedersi se quello che lei sostiene trova effettivamente riscontro anche in altri economisti, i quali sicuramente sono critici verso il meccanismo della moneta unica, così come architettato. Ma gli stessi arrivano ad altre conclusioni, come per esempio una più forte integrazione che sia fiscale e finanche politica.
      Le avevo fatto una domanda nel commento precedente, ma vedo che per ora è rimasta senza risposta. Gliela ripropongo di seguito.
      “Da semplice studioso di economia, dico solo una cosa: è colpa dell’euro se le nostre aziende hanno perso dal 1999 competitività? No, purtroppo il problema è politico e fiscale e non monetario. Negli anni 80 si svalutava per nascondere la polvere sotto il tappeto: si aiutavano le aziende senza correggere le loro inefficienze e quelle del sistema paese. Poi quando siamo entrati nella moneta unica, invece di affrontare i problemi strutturali (sfruttando questa opportunità), siamo rimasti inermi. E’ vero o no?”
      Mi lasci poi esprimere il mio rammarico per il linguaggio, come dire, poco accademico, che lei ha utilizzato nei confronti di chi (a torto o a ragione) esprimeva una critica nei suoi confronti. Capisco che a frequentare certi salotti caciaroni del venerdì sera e ad ascoltare Beppe Grillo si diventa un po’ sguaiati, ma, me lo lasci dire con una frase fatta, lo stile non è acqua. E lei, al di là dello stile, ha anche una responsabilità nei confronti di chi la legge e la stima e che si sente legittimato ad indicare nel sottoscritto “Troll pagato dalla Bce”. Non è che se uno esprime una critica o un’osservazione è per forza un mercenario al soldi di potenti. Ci sono anche persone che pensano con la propria testa in questo paese e che ogni tanto un libro di economia lo aprono senza la presunzione di essere un “espertone”. Inoltre, diversamente da molte persone che usano uno pseudonimo, sono tra i pochi ad utilizzare nome e cognome. Ma se dò fastidio ai “turisti della democrazia” che popolano questo blog, posso sempre togliere il disturbo

      Stimato prof. Bagnai, sono onorato che un accademico del suo livello si abbassi a rispondere ad un “semplice studioso di economia”. Sono veramente sorpreso. Però mi faccia capire una cosa: lei critica Boldrin che non si è mai occupato di economia internazionale (almeno non con pubblicazioni scientifiche) però critica anche Alesina che forse qualche pubblicazione in più ce l’ha, o sbaglio? Non è forse lecito chiedersi se quello che lei sostiene trova effettivamente riscontro anche in altri economisti, i quali sicuramente sono critici verso il meccanismo della moneta unica, così come architettato. Ma gli stessi arrivano ad altre conclusioni, come per esempio una più forte integrazione che sia fiscale e finanche politica.
      Le avevo fatto una domanda nel commento precedente, ma vedo che per ora è rimasta senza risposta. Gliela ripropongo di seguito.
      “Da semplice studioso di economia, dico solo una cosa: è colpa dell’euro se le nostre aziende hanno perso dal 1999 competitività? No, purtroppo il problema è politico e fiscale e non monetario. Negli anni 80 si svalutava per nascondere la polvere sotto il tappeto: si aiutavano le aziende senza correggere le loro inefficienze e quelle del sistema paese. Poi quando siamo entrati nella moneta unica, invece di affrontare i problemi strutturali (sfruttando questa opportunità), siamo rimasti inermi. E’ vero o no?”

      Mi lasci poi esprimere il mio rammarico per il linguaggio, come dire, poco accademico, che lei ha utilizzato nei confronti di chi (a torto o a ragione) esprimeva una critica nei suoi confronti. Capisco che a frequentare certi salotti caciaroni del venerdì sera e ad ascoltare Beppe Grillo si diventa un po’ sguaiati, ma, me lo lasci dire con una frase fatta, lo stile non è acqua. E lei, al di là dello stile, ha anche una responsabilità nei confronti di chi la legge e la stima e che si sente legittimato ad indicare nel sottoscritto “Troll pagato dalla Bce”. Non è che se uno esprime una critica o un’osservazione è per forza un mercenario al soldi di potenti. Ci sono anche persone che pensano con la propria testa in questo paese e che ogni tanto un libro di economia lo aprono senza la presunzione di essere un “espertone”. Inoltre, diversamente da molte persone che usano uno pseudonimo, sono tra i pochi ad utilizzare nome e cognome. Ma se dò fastidio ai “turisti della democrazia” che popolano questo blog, posso sempre togliere il disturbo

    • 11.13
      Storno

      Aggiungo solo che rispetto ad un tempo abbiamo perso l’autosufficienza alimentare e quindi se l’euro si svaluta paghiamo di più anche il cibo

    • 11.14
      Michele Terzi

      no, non ci conosciamo e no non ci siamo mai incontrati di persona. ti sfiadi in privato molto molto tempo fa, era il lontano novembre del 2012 ed utilizzi come mezzo di comunicazione la posta elettronica. siccome è passato molto tempo è plausibile che tu te ne sia dimenticato. nel caso non ti preoccupare perchè le mail le ho conservate quindi se sei interessato posso inviartele nuovamente.

    • 11.15
      furio23

      Visto che stimi Alesina quale versione del suo pensiero prediligi, quella che l’euro è un bluff nel quale non si dovrebbe assolutamente entrare, o quella odierna, montiana, che difende la moneta unica a spada tratta?

      E di Boldrin preferisci la versione che sostiene nel 92 non successe niente pur avendo svalutato o quella che sostiene che svalutando i nostri salari diverrebbero come quelli cinesi?

      Non capisci che se uno si contraddice, a distanza di qualche anno nel caso di Alesina o nel giro di un battito di ciglia e ripetutamente all’interno dello stesso discorso come Boldrin è un incompetente oppure in malafede?

    • 11.16

      Un breve estratto del mio curriculum disponibile sul mio sito e sui siti universitari:

      2012                “Small business industrial clusters in China and Italy”, China Economic Review, http://dx.doi.org/10.1016/j.chieco.2012.05.003 (with Alessandro Sarra).

      2011                “Crisi finanziaria e governo dell’economia”, Costituzionalismo.it, http://www.costituzionalismo.it/articoli/406/.

      2010a              “Twin deficits in CEEC economies: evidence from panel unit root tests”, Economics Bulletin, 30, 1071-1081.

      2010b              “Structural breaks, cointegration, and the empirics of Thirlwall’s law”, Applied Economics, 42, 1315-1329.

      2009                “The role of China in transpacific imbalances”, China Economic Review, 20, 508-526.

      2006b              “Structural breaks and the twin deficits hypothesis”, International Economics and Economic Policy, 3, 137-155.

      2003                “An aggregate model for the European Union”, Economic Modelling, 20, 623-649 (with F. Carlucci).

      1999a              “Current-account reversals in developing countries: a perspective on Asian crisis”, International Journal of Development Planning Literature, 14, 1999 (con S. Manzocchi).

      1999b              “Current-account reversals in developing countries: the role of fundamentals”, Open Economies Review, 10, 143-163 (with  S. Manzocchi).

      1996a              “Unit root tests of capital mobility in the less developed countries”, Welt­wirtschaftliches Archiv, 132, 544-557 (with S. Manzocchi).

      1996b              “Un’indagine empirica sulla mobilità dei capitali nei paesi in via di sviluppo”, Studi e Note di Economia, n. 1, 161-186 (with S. Manzocchi).

       

      Visto che lei è un espertone, saprà vedere che sono tutti lavori che si occupano di economia internazionale, e in particolare della dinamica del saldo delle partite correnti (ma certamente lei ignora cosa siano i deficit gemelli, ignora che se si parla di mobilità di capitali ci si riferisce alla mobilità internazionale dei capitali, insomma, ignora tutto). Queste informazioni sono liberamente accessibili, le può ignorare solo cho voglia diffamarmi, come lei evidentemente vuole. Purtroppo non attacca. Mi trovi lei altrettanti paper di Boldrin che ricadano nei codici JEL dell’economia internazionale (lei certo li conosce), se è bravo…

      Ma lei è solo uno di passaggio, che ne sa di questa cose…

    • 11.17
      Alberto Bagnai

      È scappato. Ma non mi sembra un buon motivo per rimpiangerlo. Ah, naturalmente ho citato solo gli articoli su rivista “referata”. Poi se volete c’è dell’altro.

    • 11.18
      Michele Terzi

      se un mio congiunto si fosse suicidato per problemi economici e qualcuno avesse l’indelicatezza di voler venire a discutere con me di economia e per giunta filmare il tutto, a prescindere da quel che mi potrebbe dire, io lo accoglierei a spingardate. detto questo non conosco la signora e non so cosa ha in animo, ma io mi son sempre fregiato del fatto che parlo con tutti e non intendo certo venire meno a questa mia abitudine. se tu sei in grado di combinare l’incontro spiegandole la situazione ed il perchè lo filmiamo e soprattutto SE LA SIGNORA ACCETTA di incontrarmi e un incontro come questo non le crea problemi per me va chiaramente bene. 

      (possibilmente durante il week end perchè ahimè ho il brutto vizio di lavorare)

       

      per quel che riguarda le “tue” idee non ti preoccupare, so bene che tue non sono.

      ma se le “tue” idee tue non sono ahimè nemmeno le mie posso considerarle del tutto mie perchè non fui io il primo a formularle, ma affondano le radici in più di due secoli di pensiero economico.

      e non ti preoccupare, non è mai stata mia intenzione confutare la persona alberto quanto piuttosto è mia premura confutare il professore alberto

      e se si contano nobel dalla “tua parte del campo” allo stesso modo si segnalano vincitori dell’ambito premio anche dalla mia, e come te nemmeno io ne faccio una questione di prestigio.

      non ti preoccupare, la tua posizione su euro ed europa la conosco assai bene. goofynomics è fin troppo chiaro.

      per quel che riguarda le tue preoccupazioni (che per inciso sono anche le mie) mi verrebbe da dire che sei fin troppo ottimista. ed il motivo per cui ti rivolgo la mia sfida è che sono convinto che la tua soluzione razionale al problema attuale non sia la soluzione corretta.

      io sono fermamente convinto che una persona in buona fede se si accorge di aver sbagliato cambia le sue idee ed io sono convinto che tu sia contemporaneamente in errore ed in buona fede. 

       

      p.s. ti mando i miei contatti per posta elettronica nei prossimi giorni.

       

       

       

       

    • 11.19
      simo gari

      Niente da fare, non risponde all’unica domanda che le ho fatto: perchè ha tranquillamente falsificato il numero di pubblicazioni di economia internazionale di Bagnai?

      Facendo finta che lei abbia risposto, respingo anche la velata frecciata sull’età. Sono giovane, ho letto (probabilmente) meno di lei e sicuramente (da quello che ho capito della sua formazione) meno di economia, che è stato il suo campo di studi ma non il mio (ciò non toglie che accanto al mio corso di laurea affianchi da due anni una quotdiana informazione economica), ma non mi sento privato per questo del diritto né della capacità di capire chi vende emozioni o ‘sogni’ e chi parla attraverso i dati:

      tra i primi, per quanto mi riguarda c’è Boldrin, tra i secondi Bagnai, e da lei non ho ancora sentito una difesa nel merito delle boiate che Boldrin propala nel video o una confutazione (se non molto alla buona e come al solito priva di dati) delle righe qui sopra di Bagnai.

      Quando e se risponderà alla mia domanda iniziale e magari metterà qualche dato (o almeno un ragionamento un pò più raffinato) a supporto della sua visione negativa della svalutazione della nostra moneta nazionale futura, sarò felice di riconoscere la sua superiorità, sempre che i suoi dati (o i suoi ragionamenti) mi convincano di più di quelli di Bagnai.

      Per quanto riguarda le mie letture le dico solo che ho avuto la sfortuna (o forse la fortuna…) di avvicinarmi per primo a Boldrin, un paio di anni fa. Se me ne sono allontanato presto e inorridito un motivo ci sarà. Bagnai, Brancaccio, Claudio Borghi, Messora (per metterci anche un blogger), sono arrivati dopo e quindi non li ho trovati più convincenti perché mi ero affezionato ma perché, banalmente, mi hanno convinto di più. Di Alesina non ho letto niente ma lo farò di certo. Boldrin, comunque, non è stato l’unico pro-euro che ho letto e neppure l’ultimo. Non si preoccupi della mia giovane età: di idoli non ne ho.

       

  • 10
    Ronnie

    Alberto Bagnai ha scritto :
    Ecco: qui ci sono i dati della Banca d’Italia, che sono annuali: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann/rel97/rel97it/appendice/app97_economia_int.pdf I dati mensili del Fondo Monetario Internazionale sono a pagamento, perché sono per gli esperti, mi dispiace. Dai dati Banca d’Italia vedi che su base annua la svalutazione del dollaro fu del 32%. Ovviamente su base mensile fu maggiore perché la base annua livella il picco del 1995 (visto che in quell’anno il tasso salì e poi scese). Se non capisci cosa sto dicendo non preoccuparti, è normale. Se poi usi i dati della Banca di Paperopoli, è un problema tuo. Del resto, che ne sai di dati tu? Quando uno, come te o Boldrin, non sa di cosa sta parlando, dovrebbe tacere. Ma naturalmente siamo in democrazia, anche grazie a Claudio (certo non grazie a te o a Boldrin). Volete venderci alla Germania? Va bene. Ma noi non siamo d’accordo e non ci arrenderemo senza combattere. Tutto qui. Studia, che ne hai bisogno. Sono stanco di ricevere commenti ingiuriosi e calunniosi. L’ECU era il sistema di riferimento dello SME, e usare quel tasso di cambio è la scelta più appropriata, ed è per quello che l’ho fatta. Infatti anche Boldrin la fa, quando parla di svalutazione al 12%, come avrai notato. Solo che lui si ferma al secondo mese, e la svalutazione andò avanti per 36 mesi. Se questa è l’onestà intellettuale alla quale sei abituato, capisco che la mia ti sembri disonestà. Ma a chi mi dà del disonesto, quando serve a chiarire il mio pensiero, rispondo per le rime. Stammi bene. Ci hai provato, ma è andata male. Non ritentare, non saresti più fortunato. Ciao sfigatoooooo!

     

    Concordo con te, anche se non ti conosco, ma è chiaro che so di quello che scrivi.

    Bravo Bagnai!! Inoltre bisogna spiegare a qul signore qui sopra che se è vero che con l’ ECU non si comprava niente, molti hanno però comprato ECU, per ritrovarsi, dopo essere stata spacciata come valuta sicura e forte, con la classica carta straccia. Intelligenti o fessi non sta a me dirlo. Ergo…..

    • 10.1
      Storno

      Credo basti il tono del tuo commento a spiegare che tipo di economista sei. Invito tutti ad andare semplicemente a vedere i dati e fare i conti

    • 10.2

      Li ho messi io i dati al povero, squallido, meschino, insulso troll. Qui trovate la dimostrazione che quello che lui dice non solo è falso, ma non avrebbe mai potuto essere vero…

      http://goofynomics.blogspot.fr/2013/02/cross-rates-for-dummies.html

      E questo vuole fare il professionista con me? Vai a farti dare i 50 centesimi di euro dalla Bce, finché dura, caro trollazzo… Io sono un economista che sa l’economia.

    • 10.3
      simo gari

      Storno bello, ma questi dati, avendoli tu così chiari in testa, perché non ce li metti a noi poveri disinformati con un bel link? Sai è la potenza della rete, se vuoi puoi linkare, linkare e linkare fino all’orgasmo. Allora aspetto i tuoi simpatici dati, intanto mi leggo quelli della Banca d’Italia, tu fai con calma, non scappo ;)

  • 9
    Giordano

    Mi sembra che Bagnai si sia rotto le scatole di rispondere sempre alle solite domande di chi  a sostegno delle proprie tesi non porta mai mezzo dato e in più vorrebbe insinuare l’incompetenza di Bagnai stesso.

    Ha aperto il suo blog da oltre un anno e mezzo. Riesce a parlare con semplicità di un argomento palloso e ostico come l’economia e non si limita a dire che le cose stanno in un certo modo perché lo dice lui, ma sostiene le proprie tesi con riferimenti a lavori e articoli di economisti più noti e importanti di lui stesso e con grafici e dati presi da organismi ufficiali come FMI, OCSE, ecc.

     

    Avete dei dubbi su inflazione, svalutazione, produttività, effetti dell’euro, debito pubblico,prezzo del petrolio, la Cina, eccetera ? Andate sul blog di Bagnai e troverete le risposte.

    Se le risposte che Bagnai da non vi garbano o pensate che Bagnai sia un incompetente o un falsario mentitore, aprite un vostro blog e demolitelo! Ma fatelo con dei dati, non con le chiacchiere.Su internet troverereste anche i vostri 15 minuti di notorietà.

    Altrimenti prendete atto di una cosa semplice: non ci avete capito una sega nulla perché siete vittime di oltre 30 anni di disinformazione. Non è mica una colpa essere stati disinformati e ingannati. Ma è una colpa voler chiudere gli occhi e insistere nelle proprie convinzioni sbagliate per puro orgoglio, perché pensate di essere cosi furbi e intelligenti da non poter essere fregati da nessuno.

    • 9.1
      Alberto Bagnai

      Perché i calunniatori sono di due tipi: quelli che odiano la verità perché continuano a propalare la menzogna, e quelli che odiano la verità perché non hanno avuto il coraggio di dirla loro.

      Ma la calunnia, in economia, non attacca: ci sono i numeri.

    • 9.2
      tupacamaru

      Nel settore privato (inteso come un sistema chiuso) ad ogni credito corrisponde un debito, ne consegue che un cittadino possa aumentare i propri crediti se qualcun altro aumenta i propri debiti della stessa quantità: è come la teoria dell’antimateria, se una particella di antimateria viene creata dev’essere creata anche una particella di materia corrispondente e contraria, in modo tale che l’equilibrio si ristabilisca. Cosi avviene nel settore privato considerato come un sistema chiuso dove la ricchezza totale non cambia ma può passare di mano. Naturalmente essendo l’economia di un paese un SISTEMA APERTO la ricchezza del settore privato può aumentare o diminuire, ma questo avviene perché la ricchezza può entrare o uscire dal settore estero. Bagnai sbaglia a mio avviso perché da troppa importanza a questo settore dell’economia, credendo che la svalutazione (rendendo più “competitiva” la nostra offerta di beni e servizi) possa aumentare l’afflusso di ricchezza dal settore estero, ma questo è vero solo in parte essendo questo flusso di ricchezza non diretto ad accrescere salari e servizi sociali. La conseguenza di questo ragionamento mi sembra evidente. Resta quindi il settore governativo più affidabile ai fini di una ripresa economica pianificata, diretta ad accrescere la ricchezza e il benessere della popolazione in generale.

    • 9.3
      tupacamaru

      Adesso ai rotto proprio le scatoline, qui non siamo nel tuo blog dove si viene sistematicamente censurati. Quale calunnia caro bagnino? Ho detto che condivido l’uscita dall’euro e condivido una buona parte delle sue idee, perché di questo si tratta vero………. Dopo di che, ho espresso le mie opinioni critiche, s’intende, che confermo e ribadisco, se lei ritiene di essere calunniato è semplicemente perché non tollera altre posizioni sulle modalità di uscita dall’euro e dell’utilizzo della sovranità monetaria che non corrispondano ai suoi diktat accademici. Non mi dilungo tanto nella polemica, resta il fatto che non è l’unico in Italia ad esprimere certe posizioni e nemmeno è colui che ne detiene il monopolio. Cresca, si liberi del suo solipsismo edonistico e si accorgerà di avere meno nemici di quanto pensa.

    • 9.4
      Albert_one

      Da buon keynesiano ritiene che le i saldi delle partite correnti devono essere in equilibrio, è lontanissimo da posizioni mercantiliste.Inoltre fa notare che il riequilibrio del valore della moneta farebbe ripartire innanzi a tutto il mercato interno e la produzione per soddisfarlo.E’ addirittura favorevole al ripristino di un sistema di indicizzazione dei salari, proprio non capisco perchè ti ostini a catalogarlo tra quelli che vorrebbero uscire dall’euro da destra.

  • 8
    lacasaincollina

    ho letto davvero con attenzione questo articolo. Grazie! Anche chi non è un esperto riesce a capire quello che spesso non spiegano! saluti

  • 7
    Rodion

    tupacamaru –  […]si liberi del suo solipsismo edonistico e si accorgerà di avere meno nemici di quanto pensa… […]

     

    Ma che è? Appena si parla di € i forum si riempono di malati di mente?

     

    Ma questo caputomaru è flippato!

    • 7.1
      tupacamaru

      Noto una vena critica, ma un po carente nel ragionamento.

      Continua cosi a proferire soltanto insulti, non farai altro che confermare la veridicità delle mie opinioni.

      Grazie!

  • 6

    Capeau. Aspettavo i numeri di Bagnai su quel video che ci hai riportato. Grazie a tutti e 2!

  • 5

    Venduti, schifosi, porci al soldo delle lobby.Pagherete caro, pagherete tutti.Tabaci non è più giustificabile, Dante lo avrebbe messo tra gli ignavi.

    • 5.1
      Ronnie

      Ma perchè a Tabacci, che non sa neppure cosa significhi fare la spesa, farsi un pieno, o fare la ricarica telefonica etc (perchè è lampante), nessuno gli dice che quando passammo all’Euro ci trovammo tutti con i prezzi raddoppiati, quasi dall’oggi al domani? Ricordo in fila al supermercato una signora che con 50€ si lamentava di aver preso solo “quattro cose”, mentre fino a poco prima faceva la solita spesa al completo. E tutti, poi, notammo in quella fila questa anomalia. Appena passammo dal parrucchiere, o a prendere qualsiasi cosa ci occorresse per la casa o il lavoro, noi poveretti ci accorgemmo subito che lo stipendio era rimasto inl £, ma i prezzi erano sparati al doppio. Infatti, io allora pigliavo 1.850 mila lire e mi ritrovai con i 950€ di stipendio, passati dieci anni dopo(dico 10 anni) a 1.150 e per un lavoro qualificato. Tutti allora gridarono allo scandalo, Associazioni varie, Diritti dei consumatori, i cittadini stessi etc, ma nessuno li ascoltò e continuarono a massacrare mentre i parlamentari e affini, si rapportarono i loro emolumenti all’euro. Raddoppiandoli di sana pianta. Tutti d’accordo.

      Adesso che c’è da tornare indietro sarebbero loro a dover “tornare indietro” e non i “poveracci” cittadini che in avanti non sono mai andati.

      Questi, “come dice quel tale…”, vanno spazzati via tutti! Di sana pianta. Non c’è altro da fare.

  • 4
    Storno

    A) Tutto il mondo, quando parla di svalutazione, la riferisce al dollaro. Il motivo è duplice:

    a) Evitare che scegliendo opportunamente la moneta verso cui si fa il confronto si possa dimostrare quello che si vuole

    b) Gli interscambi internazionali  (ai tempi, oggi c’è l’euro): gas, petrolio, alimentari dall’africa,… avvenivano esclusivamente in dollari.

    La svalutazione nei confronti del dollaro fu, arrotondando in eccesso, del 15%.

    Non ha molto senso parlare di svalutazione nei confronti dell’ECU (che comunque, scartando giustamente i picchi, come dice l’articolo, fu del 25%, lontana dal 40%) perché questa fu una moneta artificiale, usata solo per transazioni ufficiali. (ad es. finanzio il programma del satellite x in ECU ed ogni anno ti pago in lire l’equivalente.). Nessuno ha mai comprato una pera in ECU.

    Vero che i prezzi al consumo non sono balzati in avanti, ma questo perché nel luglio del ’92 fu abolita la scala mobile, sostituita dall’E.D.R.

    Temo quindi che Boldrin su questo punto avesse piena ragione.

    Non ho capito chi ha parlato di una svalutazione del 55% rispetto al dollaro in tre anni, da qui http://cronologia.leonardo.it/potere.htm si può vedere quanto sia falsa quesrta affermazione.

    Concordo sul fatto che un esperto di economia non possieda tutto lo scibile dell’economia, dalla macro alla micro: probabilmente questo non vale per la Napoleoni, che passa dall’economia internazionale al bilancio comunale (Parma).

    La cosa per me più brutta dell’incontro, data la mia stima per la Napoleoni dettata dalla lettura del libro “Economia canaglia” (“Terrorismo s.p.a.” non mi ha convinto) è stato vederla comportarsi da isterica.  Il finale, sulle parole assolutamente banali di Boldrin riguardo ai mutui, è stato semplicemente penoso.

     

     

     

    • 4.1

      Ecco: qui ci sono i dati della Banca d’Italia, che sono annuali:

      http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann/rel97/rel97it/appendice/app97_economia_int.pdf

      I dati mensili del Fondo Monetario Internazionale sono a pagamento, perché sono per gli esperti, mi dispiace.

      Dai dati Banca d’Italia vedi che su base annua la svalutazione del dollaro fu del 32%. Ovviamente su base mensile fu maggiore perché la base annua livella il picco del 1995 (visto che in quell’anno il tasso salì e poi scese). Se non capisci cosa sto dicendo non preoccuparti, è normale. Se poi usi i dati della Banca di Paperopoli, è un problema tuo. Del resto, che ne sai di dati tu?

      Quando uno, come te o Boldrin, non sa di cosa sta parlando, dovrebbe tacere. Ma naturalmente siamo in democrazia, anche grazie a Claudio (certo non grazie a te o a Boldrin). Volete venderci alla Germania? Va bene. Ma noi non siamo d’accordo e non ci arrenderemo senza combattere. Tutto qui. Studia, che ne hai bisogno.

      Sono stanco di ricevere commenti ingiuriosi e calunniosi. L’ECU era il sistema di riferimento dello SME, e usare quel tasso di cambio è la scelta più appropriata, ed è per quello che l’ho fatta. Infatti anche Boldrin la fa, quando parla di svalutazione al 12%, come avrai notato. Solo che lui si ferma al secondo mese, e la svalutazione andò avanti per 36 mesi. Se questa è l’onestà intellettuale alla quale sei abituato, capisco che la mia ti sembri disonestà. Ma a chi mi dà del disonesto, quando serve a chiarire il mio pensiero, rispondo per le rime.

      Stammi bene. Ci hai provato, ma è andata male. Non ritentare, non saresti più fortunato. Ciao sfigatoooooo!

    • 4.2

      Ehi, espertone, tu che sei fuuuuuuuuuuuurbo e che pensi che io voglia mentirti, si, proprio tu, che sai che rispetto al dollaro svalutammo solo del 15% perché te l’ha detto la Banca Centrale di Paperopoli, sì, parlo con te…

      Che fai, fai finta di non sentire? Be’, capisco, le figure di m**da non piacciono a nessuno.

      Ecco, allora sorridi, fallocefalo: sei su scherzi a parte:

      http://goofynomics.blogspot.fr/2013/02/cross-rates-for-dummies.html

      Questo serva di lezione a quelli che “Bagnai ha teorie strane ma io sono fuuuuuurbo”. Vatti a far dare la mancetta dall Bce, troll dei miei stivali…

       

       

    • 4.3
      Michele Terzi

      carissimo alberto,

       

      perdonami se per la terza volta ripropongo lo stesso commento ma voglio essere totalmente sicuro che tu lo legga.

      sono intenzionato a criticare in maniera profonda accurata e sistematica una buona parte delle tue teorie economiche e quindi ti lancio la sfida per un dibattito.

       

      il guanto di sfida si trova qui

       

      http://www.youtube.com/watch?v=6LqHd4RGedE

       

       

      la mia speranza è che tu accetti, anche se la mia convinzione è che non lo farai. naturalmente spero spero di sbagliarmi perchè un dibattito tra le tue posizioni ultrakeynesiane e le mie posizioni liberiste potrebbe essere molto interessante per tanti.

       

      cordiali saluti

       

       

       

    • 4.4
      NeroLucente

      @ Michele Terzi

      Premesso che sono ignorante in materia e ho appreso qualche nozione di economia solo in questi ultimi mesi tramite i numerosi blog e video che circolano nel web, visto che è diventato un tema dominante, mi sono fatto un idea abbastanza chiara in parte dettata da ragionamenti personali.

      Ho provato più volte ad immaginare i benefici del liberismo e sono sempre giunto alla conclusione che con il liberismo si giunge inevitabilmente sempre ad oligopoli o monopoli, dominati da grossi gruppi industriali che grazie al potere economico influiscono in maniera preponderante sull’azione dei Governi.

      E’ ovvio che il potere di queste lobby agisce spesso contro il benessere dei molti per favorire pochi.

      E’ un ragionamento elementare a cui chiunque potrebbe arrivare, forse perchè non è molto lontano dallo stato attuale di cose.

       

       

    • 4.5
      Albert_one

      Non vedo il problema, circa come ora, il 25% rispetto all’ euro, di meno rispetto al dollaro.

    • 4.6
      NeroLucente

      @Michele Terzi

       

      Quando assumi il pieno controllo del mercato fai quello che vuoi e il libersimo ha la sua naturale evoluzione in pochi grandi gruppi, che ovviamente inglobano i piccoli.

      Governi o non Governi, meno Stato sposta inevitabilmente il potere in mano ai privati e chi più è grosso e gestisce milioni di lavoratori e denaro, più incide sulle politiche.

      SE NE RICAVA CHE UNA VOLTA ASSUNTO IL CONTROLLO DEL MERCATO, LE RICHIESTE SARANNO INEVITABILMENTE A SFAVORE DEI LAVORATORI.

    • 4.7

      La svalutazione rispetto al dollaro fu del 55%, come specificato nell’articolo. Lei è un dilettante e un disinformatore. Si documenti prima di parlare. Grazie.

    • 4.8
      Michele Terzi

      ciao nerolucente,

      mi sa che stai facendo un po’ di confusione, quello di cui parli tu non è un sistema liberista, ma un sistema corporativo e sono perfettamente d’accordo con te quando dici che non funziona.

      in un sistema liberista è inutile per le aziende fare attività di lobby perchè il governo non può intervenire per favorirle :)

  • 3
    RossCT

    RossCT ha scritto :
    La competività se si vuole fare un’unione europea è la strada sbagliata, perchè la competività non può essere messa allo stesso livello della solidarietà, ma la uccide! E’ risaputo che se si vuole migliorare si devono formare gruppi che si aiutano a vicenda!

     

    Edit: volevo dire perchè la uccide

  • 2
    gabriellab

    La rete non perdona, chi ha il coraggio ancora di calunniare quelli che dicono la verità, chi vuole diffondere false informazioni, chi fa terrorismo psicologico, lo faccia nei media tradizionali, non in rete:

    le immagini in televisione appaiono e scompaiono, le parole lette nei giornali il giorno prima vengono usate per raccogliere l’immondizia nel giorno dopo, lì può essere detta qualsiasi menzogna.

    in rete no, le bufale prima o poi vengono smentite,

  • 1
    Matteo S

    Vorrei un chiarimento: da quello che so la svalutazione di una moneta produce come effetto primario un aumento del prezzo sugli importi e una convenienza nell’esportazione del paese che svaluta. Per questi motivi l’Italia nel periodo pre euro avendo una moneta debole rispetto all’estero e avendo il suo punto di forza nelle esportazioni, ha abbondantemente utilizzato questo strumento di politica economica per favorire la propria bilancia dei pagamenti. Come conseguenza infatti il nostro Paese ha avuto livelli di inflazione che viaggiavano anche sopra il 20% durante negli anni ’80..perchè sarebbe dunque sbagliato ritenere che una svalutazione, oggi, accompagnata dall’uscita dall’euro (area con la quale abbiamo i maggiori rapporti commerciali) non dovrebbe produrre gli stessi effetti, considerando per giunta che non siamo produttori più di niente e che importiamo energia, computer, cellulari..insomma, visto che non produciamo la maggior parte dei beni che consumiamo? Grazie per ogni commento

    • 1.1
      d.bortoletto

      quello che scrivi NON è vero ma puoi verificarlotrovi i dati sul blog di bagnai oppue se non ti fidi scarica i dati direttamente dai siti ufficialitrovi i link ai database sempre sul blog

    • 1.2
      Matteo S

      Scuasa, ma che cosa non è vero? Gli effetti della svalutazione? Che l’Italia ha avuto tassi di inflazione a più del 20%? O che abbiamo utilizzato laq svalutazione selvaggiamente? 

    • 1.3
      d.bortoletto

      quello che scrivi NON è vero ma puoi verificarlotrovi i dati sul blog di bagnai oppue se non ti fidi scarica i dati direttamente dai siti ufficialitrovi i link ai database sempre sul blog

    • 1.4
      d.bortoletto

      quello che scrivi NON è vero ma puoi verificarlotrovi i dati sul blog di bagnai oppue se non ti fidi scarica i dati direttamente dai siti ufficialitrovi i link ai database sempre sul blog

    • 1.5
      d.bortoletto

      l’errore consiste nel ritenere che dalla svalutazione derivi inflazione!in realtá per esempio nel ’92 dopo la svalutazione c’é stato un calo dell’inflazione.inoltre una moneta che si svaluta non é debole inteso come difetto, ma semplicemente converge verso il suo punto di equilibrio con le altre monete.inoltre la lira ha anche rivalutato in quel periodo.cmq se svalutare é “peccato”, significa che rivalutare é virtuoso, allora lasciamolo fare agli altri (che non dovrebbero inc**zarsi).in un mercato libero, anche le monete devono poter essere libere, ed avere un loro mercato, non credi?

  • 0
    tupacamaru

    Qui c’è troppa confusione e la fanno tanto i pro-euro, quanto gli anti-euro tipo Bagnai (certamente migliori dei primi). Perché il problema non è il cambio variabile in quanto tale, ne la svalutazione in sé che giustamente come indica Bagnai non sono elementi causalmente correlati all’inflazione. Fattori come il cambio variabile e la sovranità monetaria sono elementi necessari, ma non sufficienti a determinare una ripresa economica che necessita, ancor prima di una maggiorata competitività dovuta alla svalutazione della moneta, di una spesa a deficit del settore governativo per la piena occupazione al fine di riavviare lo sviluppo economico attualmente in fase recessiva. La spesa a deficit è la fonte primaria di creazione di nuova ricchezza nel settore privato: lo Stato può attraverso la spesa a deficit, con la creazione di moneta, finanziare un piano di lavoro garantito che incrementando l’offerta di beni e servizi non determini effetti inflazionistici significativi. Avere la sovranità monetaria è importante, ma per farsene che cosa? Svalutare, non credo sia questo l’obiettivo prioritario. Invece credo sia fondamentale puntare alla piena occupazione, non come effetto delle leggi del mercato (svalutazione) effetto incerto e per nulla scontato, ma come prodotto di una pianificazione iniziale dello Stato finanziata dalla spesa a deficit, occupazione che successivamente verrà assorbita dall’economia privata riattivata dalla nuova offerta di beni e servizi. Poi risulta evidente che questa strategia debba comprendere ed essere accompagnata da una riduzione della pressione fiscale e da una politica di credito a piccole e medie imprese possibili anche grazie alla sovranità monetaria e a una regolamentazione finanziaria appositamente impostata a tali scopi.

  • -1
    calimero

    Con questo mio commento vorrei lanciare un primo serio segnale d’allarme sui veri retroscena di questa campagna elettorale e che già, in un certo senso, sono stati disvelati da questi oramai frequenti scambi di amorosi sensi tra Monti e Bersani.

    Ieri sera a Porta a Porta è successo qualcosa di veramente inquietante e che per chi ha orecchie capaci di ascoltare rappresenta la prima vera conferma di alcune teorie cd. complottiste in materia di “nuovo ordine mondiale” e “chip elettronico sottocutaneo”:

    Pier Luigi Bersani, richiesto di dare delle delucidazioni su alcuni punti del programma del PD, pubblicato dal Corriere della Sera, in materia di liberalizzazioni e di banche ha chiaramente sostenuto che secondo lui sarebbe opportuno che nell’arco al massimo di un triennio (il fantomatico 2016) si arrivi alla “moneta elettronica” e cioè ad una sostanziale e definitiva eliminazione della cartamoneta per tutte le transazioni, a prescindere dall’importo delle transazioni stesse.

    Ora, secondo alcune tesi cd. “complottiste” in materia di “nuovo ordine mondiale” e di controllo globale, ci staremmo avvicinando sempre di più all’ultima fase del controllo globale delle masse (almeno per quanto riguarda l’America e l’Europa) per il tramite dell’impianto prima facoltativo e poi obbligatorio di un chip elettronico sottocutaneo (sotto l’attaccatura dei capelli o al centro della mano destra; peraltro proprio negli stessi punti del corpo indicanti il marchio della Bestia, secondo l’Apocalisse).

    Secondo queste tesi “complottiste” i motivi dell’impianto sarebbero stati individuati da chi governa il mondo (TC, CFR, Builderberg ecc…) sulla base di giustificazioni diverse per l’America e per l’Europa e che già da anni stanno circolando grazie ai mass-media, controllati da questi criminali:

    mentre in America, già a partire dall’anno in corso, sta iniziando il progetto pilota dell’implantologia del Chip sottocutaneo per motivi sanitari (per la presunta necessità di avere un dispositivo che possa velocemente fornire tutte le principali indicazioni sulla salute del paziente che ha avuto l’impianto), in Europa la giustificazione che è stata ritenuta la più soddisfacente (oltre alla garanzia di una maggiore sicurezza) è stata quella di avere, UDITE UDITE, un dispositivo che si sostituisca alla moneta cartacea e che possa essere utilizzato come un modernissimo bancomat nell’era della MONETA ELETTRONICA !!!!!!!!!

    Non vi pare che siano tantissime le similitudini tra il ragionamento fatto da Bersani e quello delle tesi cd. “complottiste” ?

    Se a tutto ciò aggiungiamo che appare oramai chiaro che dalle urne non uscirà alcun vincitore al Senato della Repubblica e si viaggia spediti verso un governo “politico” sì, ma di larghe intese (PDL-MONTI-PD, senza la Lega e Vendola, Ingroia e M5S) che dovrà, in circa tre anni, varare le cd. “riforme di cui tanto ha bisogno l’Italia” (leggi: portare l’Italia al fallimento completo), si comprende che il dado è oramai tratto e come tutti questi signori continuino (tutti ma proprio tutti) a tradire il popolo italiano, divenuto oramai un agnello sacrificale nelle mani di chi controlla la politica, l’economia e l’informazione !!!!!!!!!!!

    Buon voto a tutti, anche se ritengo che il vero voto utile sia solo uno !!!!!!!!

    Ne approfitto comunque per ringraziare Claudio Messora per tutto quello che con questo Blog e con le apparizioni a L’Ultima Parola fa per cercare di diffondere un messaggio “vero” e “diverso” rispetto ai concetti massificati distribuiti da tutti i mass-media !!!!!!

  • -2
    luk

    sui mutui pero’ Boldrin ha detto una cosa giusta ancorche’ ovvia: se la banca non puo’ pignorarti  la casa e’ una cosa bellissima ma il rischio aumenta e i tassi che vi applicheranno pure. Se vogliamo che la casa non sia pignorabile il mutuo lo dovrebbe garantire lo Stato, con altri costi che saranno pagati da altre tasse. La ricetta dela Napoleoni su dove trovare i soldi e’ anch’ essa inaccettabile: se i 150 miliardi di tasse evase fossero usati non per abbassare le tasse per tutti ma per altre spese, il tasso di imposizione fiscale in Italia salirebbe alle stelle e le poche aziende rimaste scapperebbero anch’esse. Il recupero dell’evasione deve avvenire a saldi costanti (cioe’ meno tasse per tutti) non per aumentare le spese delo stato.

    Infine, se svalutare risolve tutti i [roblemi, perche’ l’Italia non cresce al passo degli altri Paesi dal 1992 (e non da quando c’e’ l’eruo)? e perche’ allora non fare una lira dle nord una del centro una del sud cosi’ abbiamo ancora piu’ liberta’ di manovra sui cambi? hai visto mai che risolvere il problema del sud era cosi’ facile?

    e se noi svalutiamo gli altri nostri concorrenti stanno li’ a guardare? se sono d’accordo (come piu’ o meno nel 1992)  forse si, ma oggi? la Spagna e la Francia si farebbero massacrare le esportazioni di vino e olio da noi?

  • -3
    Shank

    Prof. Bagnai, forse si é perso un commento di Michele Terzi nel quale lei é stato pubblicamente sfidato a dibattere sull’euro, qui il link al video di sfida: http://www.youtube.com/watch?v=6LqHd4RGedE

    Le confesso che l’idea di un dibattito mi intriga, come anche vedere per l’ennesima volta le teorie pro-euro sbugiardate.

    Infondo sto ragazzo é anche coraggioso, o forse solo molto ingenuo… pensa di accettare la sfida?

    Alberto Bagnai ha scritto :
    Bagnai

  • -4
    kthrcds

    @ PaoloRibichini (19 febbraio 2013 alle 16.13)

     

    Lei forse non se ne è reso conto, ma è incorso in alcune non lievi imprecisioni. A partire dalla competenza di Bagnai che può riscontrare qui:

    http://ideas.repec.org/cgi-bin/htsearch?q=alberto+bagnai

     

    Per ciò che riguarda, invece, la situazione derivante dall’adozione dell’euro, visto che non ritiene attendibile l’opinione di Bagnai, la rimando alle valutazioni espresse nel 1998 da Milton Friedman, che troverà qui:

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/30/Friedman_gioco_azzardo_troppi_rischi_co_0_9804307561.shtml

     

    e dove notiamo che la principale critica che Friedman muove all’euro «è che le matrici dell’euro sono politiche non economiche: “Avete messo il carro davanti ai buoi. Il vostro obbiettivo è di saldare insieme la Francia e la Germania, e creare le premesse degli Stati Uniti d’Europa. Ma l’euro avrà l’effetto opposto”. Il profeta del libero mercato e architetto della reaganomics, […] teme che la moneta unica “esacerbi tensioni che si sarebbero spente con un sistema flessibile di cambi”.

    [Gli europei] Avrebbero dovuto imparare la lezione del serpente monetario del ’92. L’Inghilterra lo lasciò e compì un miracolo economico. La Francia vi rimase, dovette deflazionare ed entrò in un periodo di disoccupazione e di ristagno che dura ancora oggi.

    […] è mia convinzione che l’equilibrio tra le varie economie debba essere raggiunto tramite il riallineamento dei cambi. Ne sapete qualche cosa voi in Italia: quando avete svalutato, le vostre esportazioni sono salite, e siete usciti dalla crisi. Potevate andare avanti cosi’ ancora un po’”».

     

    Per ciò che concerne Alesina, sarà interessante per lei prendere atto delle diverse valutazioni che l’Alesina esprimeva nel 1997 quando sul CdS denunciava “I quattro grandi bluff dell’unione monetaria”, sottolineando che «Con ogni probabilita’ i contrasti tra Paesi europei aumenteranno al crescere della tendenza a coordinare politiche monetarie, fiscali, di welfare eccetera. Costringere Paesi con culture e tradizioni diverse ad uniformare politiche di vario genere, soprattutto quando la necessita’ economica del coordinamento e’ alquanto dubbia, e’ un’operazione inutile e potenzialmente molto pericolosa».

    L’articolo lo trova qui:

    http://archiviostorico.corriere.it/1997/dicembre/15/QUATTRO_GRANDI_BLUFF_DELL_UNIONE_co_0_97121514176.shtml

     

    Noterà che mentre Bagnai è rimasto coerente con le sue valutazioni, Alesina, invece, si è prodotto nella più tipica delle svolte a U. Il che non depone a suo favore.

    Per concludere, se volesse approfondire gli argomenti qui trattati, potrei indirizzarla a questo articolo:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/17/dr-manasse-and-mr-monty-ovvero-quelli-che-ce-lhanno-lungo-il-cv/503324/

     

    e ovviamente al blog del professor Bagnai, ma temo che lei non abbia poi tutto questo interesse ad approfondire un argomento di cui, diciamolo, mostra di voler comprendere ben poco.

     

    Dimenticavo, qui:

    http://www.libreidee.org/2012/10/il-cnel-italia-in-declino-a-partire-dallavvento-delleuro/

     

    si fa riferimento all’ultimo rapporto sul mercato del lavoro curato dal giuslavorista Carlo Dell’Aringa per il Cnel in cui si rileva che «negli anni Settanta, l’Italia era al primo posto per crescita della produttività nell’industria rispetto ai principali Paesi nostri concorrenti nel mondo, mentre […] nel primo decennio del Duemila, cioè dopo l’introduzione dell’euro, […] la produttività nel nostro Paese precipita a un misero 0,4% in media d’anno, contro l’1,8% della Germania, il 2,5% della Francia, il 2,8% dell’Olanda, il 3% del Regno Unito. E meglio di noi ha fatto anche la Spagna (1,5%).

    […]

    “La perdita di competitività dell’Italia rispetto alle altre economie dell’area euro è stata significativa, oltre il 2% all’anno”, sostiene il professor Dell’Aringa nella sua ricerca.

    […]

    Fa riflettere che la massima espansione della produttività è avvenuta negli anni Settanta, all’epoca della lira sovrana e delle grandi battaglie sindacali per migliorare le condizioni dei lavoratori. Il declino italiano, avviatosi con il neoliberismo guidato a livello mondiale da Ronald Reagan e Margaret Thatcher negli anni Ottanta – meno Stato, più mercato – assume proporzioni catastrofiche soltanto dopo il Duemila, con il fatidico avvento dell’euro che mette in crisi l’intero sistema-Italia».

     

    • -4.1
      tupacamaru

      Ti sei dimenticato di aggiungere che il “profeta del libero mercato” è stato amico e sostenitore di Augusto Pinochet, uno dei più terribili e sanguinari dittatori che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto.

      Farei quindi la seguente considerazione: Josef Mengele sta alla medicina come Milton Friedman sta all’economia.

      Non dico altro, mi sono limitato a contestare quello ho trovato più vomitevole!


  • -5
    BatMan

    SONO CONVINTO DI QUANTO DICO:

    BOCCONIANI ECONOMISTI E MITOLOGI ILLUMINATI SPACCIATI ATTRAVERSO I MEDIA DA ECONOMORISOLUTORI SONO UNA GRANDE CANCRO DELLA SOCIETA’ ITALIANA E  DEL CUI VIVIAMO, OPS CHE CI INDUCONO A VIVERLA.A QUESTO PUNTO DAREI UN BEL COLPO DI SCHIENA USCENDO DAL SISTEMA MONETA EUROPEO ,CREANDO UNA MONETA CHE ABBIA UN TASSO DI CAMBIO POCO INFERIORE AL DOLLARO AMERICANO.

  • -6
    Giovi

    E’ vero che una svalutazione della lira negli anni che vanno dal 1992 al 1995 non ha prodotto grandi effetti nell’indice dei prezzi al consumo, però in quegli anni l’interscambio export import presentava un saldo positivo di 23.506 mln di euro per il 1995 (http://www.mincomes.it/quaderni/quaderno_1/parte_1/interscambio.pdf) quindi si esportava più di quanto si importasse, mentre adesso ci ritroviamo con un saldo negativo, per esempio del 2011 di -24.630 mln di euro (http://www.mincomes.it/opuscolo/aggiornamento_parteI/ultimoagg/interscambio.pdf) quindi importiamo più di quello che esportiamo. Per essere più obiettivi dovrei usare dei dati di quanto incidono le importazioni sui consumi ma la differenza export import è comunque a parer mio significativa e un valido metro di giudizio per dare l’idea di come sono composti i nostri consumi.

    I nostri consumi sono cambiati, in quanto una volta oltre a consumare quello che noi producevamo esportavamo ma adesso invece la situazione si è rovesciata, per consumare il necessario dobbiamo importare ed indebitarci.Una eventuale uscita del nostro Paese dalla zona euro e una svalutazione della nuova moneta porterebbe effetti duri sulla nostra economia perchè faremmo fatica a comprare materie prime e a restare al passo con altri paesi, in quanto i nostri imprenditori risentirebbero anche loro della difficoltà di andare a procurasi le materie per produrre, oltre alla difficoltà di ottenere capitali dalle banche, e taglierebbero i salari degli operai per prima cosa. Anche se è vero che dall’altra parte la svalutazione della moneta porterebbe nuovi incrementi da parte dell’export ma non so quanto in un’economia che a quel punto farebbe fatica a rimanere al passo con gli altri paesi dal punto di vista tecnologico, dell’innovazione e dell’approvigionamento delle materie prime. E l’eventuale svalutazione della moneta porterebbe nuovi investitori esteri.

    Credo che l’adozione di una nuova moneta porterebbe a sacrifici dolorosi e forse inutili. Sarebbe un tornare indietro per poi chissà, forse tra 40 60 anni tornare ai livelli odierni o magari raggiungere gli altri Paesi.

    • -6.1
      tupacamaru

      Guarda, non amo chi fa professione di modestia per sminuire il pensiero di altri…..

      Insomma sto sostenendo dal primo commento che la svalutazione non è l’unica alternativa possibile e nemmeno si tratta di una idea originale, infatti: http://memmt.info/site/programma/

      Poi non credo sia giusto che tu continui a travisare e distorcere quello che dico.

      Nel commento sopra mi ero solamente limitato a riportare i dati corretti, inoltre non è detto che la competitività ottenuta con la svalutazione abbia effetti positivi sulla capacità di spesa delle famiglie, se non altro considerando che la maggior ricchezza proveniente dall’estero anche se ottenuta con la svalutazione, probabilmente finirebbe nelle tasche di pochi lasciando a bocca asciutta i tanti cittadini di questo paese.

      Spiegami il motivo per cui la svalutazione dei salari, certa in regime di cambio fisso, non può esistere in regime di cambio variabile. L’unica assicurazione in tal senso è possibile solamente se esiste un settore governativo che si preoccupa delle diseguaglianze mettendoci denaro di tasca propria, con intelligenza s’intende, però senza temere disavanzi di spesa pubblica.

      Io partirei da qui, dal settore governativo, dalle sue potenzialità di spesa e politica economica, anziché ripetere fino allo svenimento il mantra della svalutazione, come se l’ideologia liberista secondo cui il mercato risolve tutti i problemi, non fosse stata responsabile della condizione in cui siamo finiti.

    • -6.2
      Ivan Il Mazzo

      Giova, perdonami, ma se non iniziamo a ragionare con la testa non ne usciremo mai. Se guardi l’andamento della bilancia dei pagamenti, andò in passivo anche tra l’89 e il 92 (una googlatina basta), momento in cui eravamo rigidamente legati all’ECU. Secondo il tuo ragionamento allora uscire dallo SME in quanto paese importatore avrebbe dovuto farci del male.

       

      Peccato che gli stessi dati che posti dovrebbero convincerti che hai torto. Infatti dopo il ’92 e l’uscita dalla banda stretta dello SME, la bilancia dei pagamenti ebbe un impennata. Riaccadrà se usciremo dall’Euro.

       

      Se posso aggiungere una osservazione, se non impariamo dalla storia meritiamo davvero questo Euro.

    • -6.3
      tupacamaru

      si esportava più di quanto si importasse, mentre adesso ci ritroviamo con un saldo negativo”

      BUGIA, BUGIA, PER PICCINA CHE TU SIA, SEI SEMPRE UNA BUGIA!

      Dopo un anno di Governo Monti (adesso):

      ESPORTAZIONI +3,6%

      IMPORTAZIONI -8,2%

      SALDO DELLA BILANCIA COMMERCIALE +9,414

      Prima di inventarti i numeri pensaci almeno due volte, poi trattieni il respiro e vai a vedere i dati riportati dalle fonti ufficiali.

      Istat, Banca d’Italia, Eurostat, Fondo Monetario Internazionale.

    • -6.4
      Ivan Il Mazzo

      Premetto che è una sfida tra due pesi gallo, vuoi perchè io sono un dilettante, vuoi perchè tu dimostri tranquillamente di non essere da meno.

      Tralasciamo lo stile, su quello non posso farci nulla, ma ti potrebbe scioccare il sapere che anche la Grecia in questo momento ha una bilancia commerciale positiva.

      Il motivo? Abbiamo abbattuto diritti e salari per essere competitivi in questo sistema di cambio fisso, ed il risultato ha portato a sue cose sostanzialmente, le importazioni sono diminuite, le esportazioni aumentate.

      Se paghiamo le materie prime allo stesso modo, per deprezzare le nostre merci ed essere competitivi come l’europa chiede cosa si fa? Si svaluta il lavoro (o salario).

      La stessa identica cosa si sarebbe potuta ottenere di contro svalutando la moneta (essendo le merci in lire, svalutando la moneta, si svalutano le merci, almeno vista dall’estero), magari proteggendo dall’inflazione (che comunque in qualsiasi svalutazione non coincide mai con quanto si è svalutato, vedi la Polonia che svalutando del 30% passa dal 5% al 4% di inflazione), e l’effetto è esattamente quello di orientare i consumi interni a prodotti nazionali e rendersi più competitivi nei confronti delle altre nazioni. Costerà insomma pur di più l’Ipad, ma almeno i pomodori li si compra ancora allo stesso prezzo.

      Senza correre il rischio che corriamo ora di vedere un intero continente correre al ribasso sui salari per aggredire le economie vicine.

    • -6.5
      gabriellab

      Non per essere monotoni, ma Bagnai qui ha confutato le tesi dei cosiddetti “materiaprimisti” secondo cui l’Italia dipenderebbe dalle importazioni

      http://goofynomics.blogspot.it/2013/02/marshall-lerner-astenersi-piddini.html

      io poi non riesco ad immaginare dei sacrifici peggiori di quelli che stiamo attraversando.

       

    • -6.6
      Ivan Il Mazzo

      Falsa modestia? No ti inquadro con chi hai a che fare, perchè se mi spacciassi per “stoc**zo” con le mie relativamente scarse conoscenze rischierei una figura barbina. Come hai visto prima certe cose, seppur sapendole, non essendo economista non mi saltano immediatamente in mente (vedi la bilancia dei pagamenti degli ultimi tempi).

       

      Quanto alla svalutazione, condita, alla faccia tua che mi dai del liberista, dalla scala mobile, non credo affatto sia un idea nuova, come d’altra parte non lo è nemmeno la MMT, ma siccome in passato è ben funzionato come sistema anche con un certo interventismo da parte dello stato (i famosi diritti che temiamo di perdere li ereditiamo da quegli anni), che mi è sembrato efficace visto il relativo benessere con cui abbiamo convissuto. E qui non mi serve sapere nemmeno di economia, essendoci convissuto con quel sistema.

      Il problema che abbiamo in questo momento non è tanto che la svalutazione sia una cosa “vecchia” o che anche con la svalutazione si potrebbe lo stesso comprimere i salari (cosa difficile comunque per un governo da fare, dato che dovrebbe anche cercare voti), ma semmai il fatto che l’unica strada percorribile ora con l’Euro è quella di svalutare i salari: qualsiasi misura tesa a mitigare i disagi, o ad aumentare la protezione sociale, non farebbe che aggravare la nostra situazione in questo scenario, e chi dice il contrario mente spudoratamente, e specie sotto campagna elettorale vale la pena ricordarsene.

      Questo, mi concederai, è un mondo che è esistito, in cui il debito privato in Italia era allora poca cosa (non è vero come dice qualcuno che in passato abbiamo vissuto “sopra i nostri mezzi”), che conosco, e che non mi fa venire la benchè minima voglia di provare “vecchie” cose nuove come la MMT di cui sinceramente non sento il bisogno.

      So che non è il tuo caso, in fondo al tuo contrario un po’ di onestà intellettuale l’ho, e non ti metterei mai in bocca parole che non hai mai detto. D’altra parte non ho scritto da nessuna parte che temo in tempi di crisi dei deficit di bilancio, e se l’ho scritto ti sarei grato di indicarmi dove.

      In questo caso, seppur il cambio viene deciso dal mercato, non ho alcuna intenzione di fare il duro e puro rinunciando ad un principio che fa decisamente più comodo ai lavoratori che non a chi detiene capitali. Io, al contrario tuo, non ho guru, ho qualche maestro, e sempre al contrario tuo cerco almeno di capire quello che voglio imparare.

      Concludo chiedendoti una cosa: ma se importare è bello, e anche la moneta nell’MMT esiste ancora, il tasso di cambio quando l’Italia MMT vuole comprare un salmone affumicato norvegese, chi lo decide? Sempre il mercato? O i norvegesi vendono il salmone al prezzo indicato unilateralmente dallo stato italiano? Ammetto di essere ignorante in materia, ma la risposta mi incuriosisce parecchio.

       

  • -7
    Rodion

    Michele Terzi ha scritto :
    carissimo alberto,   perdonami se per la terza volta ripropongo lo stesso commento ma voglio 

     

    Visto che sei un esperto di marketting e sei giustamente titolato per la sfida con il Professore, supera te stesso, ottimizza il tuo tempo: sii più efficace, efficiente ed economico

    Affronta direttamente un vero guru dell’economia:

    http://eugeniobenetazzo.com/

     

    Se non sei un vile lancia a lui la sfida se hai coraggio!!

  • -8
    MaxP.

    Bene ora è arrivata anche la conferma del prof. Bagnai che Boldrin non conosce la materia di cui parla!!

     

     

     

     

  • -9
    Rodion

    Michele Terzi ha scritto :
    Terzi

     

    Visto che sei un esperto di marketting e sei giustamente titolato per la sfida con il Professore, supera te stesso, ottimizza il tuo tempo: sii più efficace, efficiente ed economico

    Affronta direttamente un vero guru dell’economia:

    http://eugeniobenetazzo.com/

     

    Se non sei un vile lancia a lui la sfida se hai coraggio!!

     

     

  • -10
    FitTizio

    Salve a tutti,

    ho una domanda da fare perché mi è venuto un dubbio.

    Premessa. Svalutare la nostra moneta, per quanto mi è dato capire, significa pagare di più le cose all’estero e, viceversa, per chi usa altre monete pagare meno le notre cose.

    Il dubbio che mi è venuto riguarda proprio le parole di Fassina e la possibilità di diminuire i nostri prezzi invece di svalutare la moneta ed ottenere gli stessi risultati.

    Lui ha parlato di svalutazione del lavoro probabilmente ritenendo che svalutando il lavoro, per la legge della domanda e dell’offerta, si avrebbe di conseguenza la diminuzione dei prezzi e il problema risolto.

    Il problema di questa operazione è la sua lentezza, il fatto che nel tempo necessario all’adeguamento dei prezzi molta gente si ritroverebbe povera.

    Sarebbe meglio un provvedimento del governo tale da svalutare contemporaneamente stipendi e prezzi della stessa percentuale, non credete?

  • -11
    NeroLucente

    A questo articolo manca solo una considerazione, ovvero che la lotta tra lavoratori e datori di lavoro, che nel corso della storia ha visto progressivamente vincere i lavoratori fino alla conquista di diritti fondamentali, sta negli ultimi anni mostrando una chiara ed evidente inversione di tendenza.

    Stiamo tornando indietro di decenni e la vita del lavoratore, nonostante le innovazioni tecnologiche e gli automoatismi,si fa stressante, persone costrette alla competizione, che potrebbe sembrare una cosa positiva, se solo non vi fosse puntuale la presenza di DOPING, che nell’ambito lavorativo consiste in una serie di leggi, inganni, persone disoneste e pronte a ricorrere ad appalti subappalti, cocopro etc. etc.

  • -12
    Giovi

    tupacamaru ha scritto :
    “si esportava più di quanto si importasse, mentre adesso ci ritroviamo con un saldo negativo” BUGIA, BUGIA, PER PICCINA CHE TU SIA, SEI SEMPRE UNA BUGIA! Dopo un anno di Governo Monti (adesso): ESPORTAZIONI +3,6% IMPORTAZIONI -8,2% SALDO DELLA BILANCIA COMMERCIALE +9,414 Prima di inventarti i numeri pensaci almeno due volte, poi trattieni il respiro e vai a vedere i dati riportati dalle fonti ufficiali. Istat, Banca d’Italia, Eurostat, Fondo Monetario Internazionale.

     

    Il respiro trattienilo pure tu, che mi sa che ti puzza il sederino. I tuoi dati sono delle variazioni su base annua, cioè variazioni rispetto all’anno precedente. Studia prima di scrivere! E vedo non rispondo neanche sulle tue accuse di bugia in quanto io ho riportato la fonte dei dati. Leggere prima di scrivere.

  • -13
    ilberse

    salve  e grazie per l’intervento molto chiaro.

    Volevo chiedere al prof Bagnai o a Messora una cosa che esula dal fatto puramente economico. Mettiamo che domani si esca dall’euro (cosa che non farebbe per niente piacere all’Ue) sul piano politico sarebbe possibile, nonchè “legale” imporre dei dazi sulle merci provenienti dall’Italia all’interno dell’Ue rendendo di fatto inutile il vantaggio di mercato dato dalla moneta debole e costringendoci al rientro nel sistema Euro?

     

    • -13.1
      roby67

      per fortuna facciamo parte del WTO

      leggi le regole:

      http://legxv.camera.it/cartellecomuni/leg14/RapportoAttivitaCommissioni/testi/03/03_cap15_sch01.htm

      se non abbiamo applicato dazi alla Cina come potremmo applicarli tra noi fratelli europei?

       

    • -13.2
      ilberse

      no stavo dicendo quello…

      da esposizioni del genere sono convinto che l’uscita dall’euro sia giusta, mi domandavo solo se fosse possibile a livello politico-economico aspettarsi delle “ritorsioni” e quanto queste fossero lecite, tutto qua…

    • -13.3
      amistad

      D’accordo! Però, sarei curioso di sapere come la maggior ricchezza proveniente dal settore estero e diretta al settore privato, possa essere in parte convogliata al settore governativo senza l’uso di una tassa sulle esportazioni.

    • -13.4
      Albert_one

      Tutta l’impostazione EU è liberoscambista. Inoltre sarebbe un autogol, visto che siamo un mercato importantissimo per la Germania.

    • -13.5
      d.bortoletto

      in italia si tassano iredditi, quindi chi esporta fa redditiinoltre avrávdei lavorori he vanno pagati (altri reddii)inoltre i lavoratori spenderanno i loro redditi che diventano così altri redditi (case cibo vestiti.)inoltre chi produce paga fornitorine servizi (ancora redditi, tasse, conumi…)si chiama moltiplicatore fiscale (positivo)

    • -13.6
      malsano

      Talmente improbabile da non essere nemmeno una delle catastrofi annunciate dai teuroristi.

      In ogni caso complimenti, se hai pensato a questo ti è chiaro che i nostri prodotti diventerebbero improvvisamente più appetibili all’estero.

    • -13.7
      d.bortoletto

      una nazione può decidere qualunque cosa ma deve aspettarsi almeno la reciprocitácmq ne parli ome se l’uscire dall’euro fosse una cosa cattiva, da punirela sovranitá monetaria, il mercato valutario, rivalutazione/svlutaione sono la norma!!!l’euro é anormale!!non ha precedenti nella storia dll’umanitá!

  • -14
    birbaf1

    Sarebbe bello se Claudio Messora invece del commento scritto, intervenisse con un video.

    Complimenti siete forti

  • -15
    tupacamaru

    Qui si batte in continuazione il chiodo sull’idea della svalutazione della lira, nell’ipotesi che l’Italia abbandoni l’euro per riesumare la sovranità della propria vecchia moneta.

    La svalutazione della lira però almeno teoricamente non sarebbe scontata, dipende dalla politica monetaria che lo stato intende fare. Non so se per il prof. Bagnai la svalutazione sarebbe un fatto “automatico” o “fisiologico”, quello che so è che si può dimostrare teoricamente che la lira potrebbe addirittura essere apprezzata sull’euro.

    Ora, immaginiamo di essere al punto zero, punto in cui l’Italia decidesse di adottare la lira come moneta di corso legale dello Stato (tralasciamo gli aspetti giuridici, inoltre come ho già detto, questa è una tesi, non voglio dimostrare che avere una lira più forte dell’euro è meglio, voglio dimostrare che è possibile e che non è affatto scontata la svalutazione della moneta).

    Al punto zero la lira sarebbe posseduta solo dallo Stato (settore governativo) l’unico autorizzato a stampare e per ora accreditare e spendere la nuova moneta. Al punto zero sarebbe lo Stato a fissare il valore di cambio della lira rispetto all’euro e potrebbe decidere (ripeto si tratta di una valutazione politico-economica di convenienza) di stabilire che per comprare una lira ci vogliono 2 euro.

    A questo punto nessuno potrebbe cambiare il valore della lira che sarebbe il doppio di quello dell’euro e questo è comprensibile se si pensa che per cambiare questo valore bisognerebbe comprare euro o altre monete a un valore superiore di quello stabilito nel rapporto di cambio fissato dallo Stato, ma siccome questo per il momento può farlo soltanto lo Stato sarebbe contraddittorio e probabilmente autolesionista farlo. Per proseguire il ragionamento però devo fare la precisazione di un concetto lasciato sottinteso e cioè che lo Stato ha adottato la nuova lira senza peraltro fare alcun cambio di euro in lire. Lo Stato non provvederà a convertire le lire in euro, ma lascerà che sia la domanda di lire offerta nel mantenimento del rapporto di cambio prestabilito a provvedere al ricambio “naturale della moneta”. Qualcuno potrebbe pensare che nessuno o pochi sarebbero interessati ad acquistare lire, ma questo non sarebbe vero visto che lo Stato ha imposto la lira come moneta di corso legale ed accetta soltanto lire per il pagamento delle tasse. Le imprese i lavoratori, insomma tutte le entità soggette a tassazione sarebbero costrette a vendere i propri euro alla Banca d’Italia (è una semplificazione, non posso scrivere un poema introducendo come argomento anche come dovrebbe funzionare il sistema bancario nazionale) per comprare lire al fine di espletate l’obbligo legale del pagamento delle tasse. L’essenziale consiste nel fare in modo che sia la domanda a provvedere alla CONVERSIONE PROGRESSIVA dell’euro in lire, questo garantirebbe il mantenimento del valore di cambio prestabilito che ricordiamolo è 2 euro per una lira. Quando la Lira finalmente comincerà a diffondersi nell’economia, le aziende cominceranno a pagare gli stipendi in Lire, i pensionati riceveranno le loro pensioni in Lire, i dipendenti pubblici possono fin da subito essere retribuiti Lire ecc, ecc, allora non sarà conveniente per nessuno vendere lire per acquistare euro ad un prezzo superiore a quello inizialmente stabilito, fare questo ridurrebbe il potere d’acquisto del possessore di lire e a meno che non si tratti di un autolesionista di certo non lo farà.

    Quello che ho cercato di dimostrare in maniera molto sintetica è che si può immaginare razionalmente una uscita dall’euro senza svalutazione, addirittura la possibilità di un percorso politico volto alla scelta di una nuova moneta nazionale più forte dell’euro e la convenienza di questo percorso ben si concilia con un’economia che considera le importazioni ricchezza per il paese.

  • -16
    Euroleso

    Tsunami Tour: Piazza duomo a Milano è stacolma 90.000 persone e 30.000 in steam.

  • -17
    Pierluigi R.

    Solo io penso che Boldrin sia uscito da una puntata di Centovetrine?

    Lo vedo bene a commentare l’inflazione del 2003 con i dati ISTAT in mano, a dire che non è cambiato niente tra lira e euro..senza dire che nel paniere ISTAT c’erano le scarpe da calcetto. E’ lo Sgarbi dell’economia, forse anche peggio.

  • -18
    tupacamaru

    Premetto questi punti perché so bene che ci sono alcune persone che spesso travisano le cose che io dico.

    1) Condivido molte cose dette da Bagnai.

    2) Sono favorevole all’uscita dall’euro.

    3) Sono favorevole alla “sovranità monetaria”

     

    MA QUANDO IL PROFESSORE DICE: “Al minuto 10:50 del video si scatena una amena gazzarra su quanto abbiamo svalutato nel 1992”. Io aggiungo, qui c’è un errore storico da non sottovalutare. No, guardate non dico che la lira non si è svalutata, quello che dico è che L’ITALIA NON HA SVALUTATO UN BEL FICO SECCO. Infatti la storia è diversa: la lira è stata oggetto di un attacco speculativo guidato dal criminale finanziato George Soros. Fu questo attacco finanziario a svalutare la moneta e a far uscire l’Italia dal cambio fisso con l’Ecu. Ben lungi dall’essere stata una scelta politica del nostro paese che ben si guardava dal voler abbandonare il rapporto di cambio stabilito dal Sistema Monetario Europeo.

    Questa precisazione io la faccio perché quando si propongono delle ricette spesso inconsciamente si nascondono dei particolari che possono incidere sul decorso di un ragionamento.

    Sento infatti battere il chiodo in continuazione su questa faccenda della svalutazione, ma credo non debba essere confusa con la questione della sovranità monetaria e dell’eventuale uscita dall’euro.

    Dai discorsi fatti da Bagnai infatti pare (e dico pare perché mi immagino le accuse di diffamatore che mi pioverebbero addosso) che le questioni dell’uscita dall’euro, della moneta sovrana, del cambio variabile ecc., ecc., siano esclusivamente strumentali all’obiettivo della svalutazione.

    Siccome io non condivido questo tipo di impostazione, non voglio però essere accusato di trollismo di diffamazione e di non volere tener conto dei dati (storici perché di questo si tratta).

    • -18.1
      Ivan Il Mazzo

      Perdonami Tucapamaru,

      ma temo che tu abbia capito relativamente poco. Probabilmente sei pure in buonafede ma dire che l’Italia non ha svalutato mi sembra obiettivamente qualcosa di assurdo.

      Cosa non ti è chiaro? Di Soros e lo Sme lo sappiamo credo quasi tutti, il cambio era mantenuto rigido dalla banca d’Italia per stare al rapporto concordato con l’ECU. Quindi per mantenere il cambio mentre Soros e altri vendevano Lire, la banca d’Italia vendeva Marchi. E finiti i marchi, ci toccò uscire dallo Sme (e rimpiango ora che con Euro non sia sufficente finire qualche valuta causa speculazione!).

      Poi, non si potè più difendere il cambio e la lira si svalutò… Ed andò pure bene, lo disse anche Monti in fondo, seppur oggi predichi l’esatto contrario. Cosa non ti torna nel ragionamento? Non era normale prima che il cambio fosse controllato da Banca d’Italia (e troppo forte!) con i relativi problemi, poi se ne andò per la sua bella strada (come sarebbe dovuta andare) e le cose funzionarono pià che dignitosamente per i cittadini fino all’idea di Prodi di entrare nell’Unione Monetaria.

    • -18.2
      Ivan Il Mazzo

      Con tutto il rispetto, qui più che una faccenda di guru è una questione di storia. Che andò esattamente come ti scrissi è praticamente storia, e la storia non può cambiarla un guru, ci vorrebbe un mago magari, ma ammetto che di maghi ne conosco davvero pochi.

      Quanto agli imbecilli di cui parli, probabilmente sarebbe più onesto dare dell’imbecille direttamente a Barnard, in quanto Mosler con tutta la manfrina credo volesse intendere in qualche modo che una bilancia dei pagamenti neutra dovrebbe essere una condizione normale. Fossimo tutti mercantilisti (con la bilancia dei pagamenti in attivo), ci sarebbe qualche piccolo problema, come direbbe Krugman, che giustissimamente ricorda su marte non possiamo esportare, e se una nazione ha un attivo, questo sarà iscritto a passivo da qualche altra.

      Se vuoi proprio saperlo non conosco e non mi interessa molto conoscere tutti i dogmi della MMT, per un motivo assai semplice: so che il mondo, prima della lotta all’inflazione ad ogni costo, e prima dell’unione monetaria che ha incentivato politiche mercantilistiche impossibili da contrastare proprio per l’assenza di un cambio flessibile andava bene, e tanto mi basta.

    • -18.3
      tupacamaru

      “ma temo che tu abbia capito relativamente poco. Probabilmente sei pure in buonafede”.

      Caro Ivan il Mazzo ti ringrazio per avermi concesso il beneficio del dubbio, cosa che sicuramente non mi ha mai concesso il prof. Bagnai, il quale mi ha subito etichettato come persona disonesta (diffamatore), e ti ringrazio anche per avermi dato dell’incapiente nel senso di una persona che manca delle risorse necessarie a capire il “verbo del profeta”.

      Non so proprio come risponderti, se non nel ribadire che senza l’attacco speculativo di Soros col cavolo che l’Italia sarebbe uscita dallo SME. Detto questo, voglio ricordare che ci sono altri “imbecilli”, i quali non ritengono necessario all’uscita dall’euro svalutare la moneta, inoltre sono sempre questi “imbecilli” ad asserire: “Il nuovo governo sovrano ha compreso il principio fondamentale della ME-MMT, secondo cui nell’economia reale le importazioni sono un beneficio, mentre le esportazioni sono un costo”.

      http://memmt.info/site/programma/

       

      Vedi, prima di insultare nello stile che contraddistingue il tuo Guru, pensa che ci sono altre persone che pur condividendo concetti come “uscita dall’euro”, “moneta sovrana, ecc, ecc, hanno progetti e visioni differenti dalle vostre.

      Cordiali saluti.

      Tupacamaru.

  • -19
    Calamar

    Ho visto lo “scontro” in diretta e ho sofferto come quando guardo una partita di calcio e la mia Roma si mangia i gol a porta vuota. Avrei voluto che la professoressa Napoleoni fosse stata incisiva come il prof. Bagnai è stato in questo articolo. Non era così difficile riuscivo a vederle perfino io (che il CV non ce l’ho per niente) le “piccole imprecisioni” di Boldrin… 

  • -20
    RossCT

    furio23 ha scritto :
    Visto che stimi Alesina quale versione del suo pensiero prediligi, quella che l’euro è un bluff nel quale non si dovrebbe assolutamente entrare, o quella odierna, montiana, che difende la moneta unica a spada tratta? E di Boldrin preferisci la versione che sostiene nel 92 non successe niente pur avendo svalutato o quella che sostiene che svalutando i nostri salari diverrebbero come quelli cinesi? Non capisci che se uno si contraddice, a distanza di qualche anno nel caso di Alesina o nel giro di un battito di ciglia e ripetutamente all’interno dello stesso discorso come Boldrin è un incompetente oppure in malafede?

    E’ in malafede, perchè facente parte del partito unico dell’euro deve mentire

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Ciao Salvo Ciao Salvo, da lassù, o in qualunque altro posto tu ti trovi, adesso finalmente riuscirai a vedere ogni cosa per come davvero è....--> LEGGI TUTTO

Vaccini: perché la “scienza” va presa con le pinze – Guido Viale

Guido Viale - Vaccini - perché la scienza va presa con le pinze - Play Intervento di Guido Viale, sociologo industriale e saggista italiano, nato a Tokio. Costituzione, Comunità e Diritti - Torino, 19 novembre 2017 La mia relazione riguarda il rapporto tra vaccini, integrità e diritti della persona, visto dal punto di vista di un sociologo. Non...--> LEGGI TUTTO

Vaccini: la Corte Costituzionale boccia il ricorso della Regione Veneto

Corte Costituzionale La Corte Costituzionale boccia il ricorso della Regione Veneto sull'applicazione del Decreto Lorenzin riguardo all'obbligatorietà dei vaccini. Questo il testo diramato dall'ufficio stampa. Ufficio Stampa della Corte costituzionale Obbligo...--> LEGGI TUTTO

Vaccini: la Corte Costituzionale rinvia la sentenza sul ricorso della Regione Veneto a domattina

Vaccini Corte Costituzionale Roma Byoblu Roma - 21 settembre 2017 - Manifestazione dei Gruppi Uniti contro il Decreto Vaccini davanti alla Corte Costituzionale, in attesa della sentenza sul ricorso presentato dalla Regione Veneto. (altro…)...--> LEGGI TUTTO

Salvini mostra il video di Byoblu su Bukovsky ai giovani della Lega.

Salvini mostra video di Byoblu - Play Oggi Matteo Salvini ha chiuso il suo intervento alla scuola di formazione politica della Lega con il video del dissidente politico Vladimir Bukovsky, tradotto e sottotitolato da Byoblu due anni fa su questo blog. Mi fa piacere che quel video, illuminante e anticipatorio dei gulag intellettuali...--> LEGGI TUTTO

Notizie dal web

Gli esperti di diritto sulla Catalogna? Sono dei pirla.

Catalogna Governo centrale di Paolo Becchi Eccoli alla carica sui giornaloni gli esperti del diritto, e più sono esperti e più sono dei pirla. Fantozzi docet. Il referendum per l’indipendenza della Catalogna è «illegale». Sì, lo è: è contro la Costituzione spagnola, contro l’«unità indissolubile» dello...--> LEGGI TUTTO

Due piantine di Cannabis per lenire dolori atroci: in prigione a 63 anni!

prigione malato cannabisTRENTO. Il ricorso in Cassazione è stato rigettato. L'uomo di 63 anni che a Trento era stato trovato in possesso di due piante di marijuana che coltivava per uso personale, per lenire i dolori atroci della sua malattia, è stato giudicato colpevole in via definitiva. Andrà in prigione. ...--> LEGGI TUTTO

L’ideologo di Putin: in Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione.

Dugin ideologo Putindi Giulio Meotti Roma. Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin...--> LEGGI TUTTO

CURIOSITA’

A Capodanno aggiungete un secondo extra al vostro orologio: la Terra rallenta!

A capodanno aggiungete un secondo extra al vostro orologio - la Terra rallentaUn "salto" di un secondo verrà aggiunto al conto alla rovescia di questo Capodanno per compensare il rallentamento nella velocità di rotazione della Terra.  Il secondo "extra" accadrà non appena l'orologio toccherà la mezzanotte e verranno "create" le ore 23:59:60, posticipando momentaneamente l'arrivo del Capodanno. Il secondo...--> LEGGI TUTTO

BIOMETRIA, IL FUTURO DELLA SICUREZZA

biometriaRiconoscimento dell'iride, facciale e del movimento della mano durante la firma: le nuove strategie per prevenire i furti e le loro possibili applicazioni Un uomo si avvicina a una stanza blindata. Per entrare niente password o codici di sicurezza, ma l'accostamento degli occhi a un...--> LEGGI TUTTO

Dai siti web agli oggetti web: la rete delle idee che sta per arrivare.

Libro digitale su una panchina internet delle cose Che lo crediate o no, c'è stato un tempo in cui per costruire un sito web di successo bastava conoscere un po' di html. Era la fine degli anni '90 ed è stato così anche per una buona parte degli anni 2000. Affittavi un po' di spazio...--> LEGGI TUTTO

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Realizzata la prima video chiamata quantistica intercontinentale al mondo

Chiamata quantisticaIl satellite cinese Micius torna a far parlare di sé e stabilisce un nuovo record, quello della prima videochiamata quantistica della storia tra Vienna e Pechino. Circa tre settimane è avvenuto un evento eccezionale che modificherà totalmente il sistema di comunicazioni come lo...--> LEGGI TUTTO

Il Messico a meno di 40 euro al giorno!

Messico Amo il Messico. E' pieno di vibrazioni, è un paese meraviglioso, pieno di gente amichevole, con una energia speciale che vi fa riscoprire l'amore per la vita, con un'architettura spettacolare, con una storia che affonda le radici nelle profondità dei millenni e... con un cibo davvero...--> LEGGI TUTTO

Negli Uffizi dei Medici: itinerario mediceo all’interno della Galleria più famosa di Firenze.

Scoprire Firenze La Galleria degli Uffizi è il sito museale più famoso di Firenze, nonché uno dei più frequentati d’Italia: quelli che riescono a superarlo per visitatori, infatti, si contano sulle dita di una mano. Gran parte dei turisti scelgono un hotel su portali come expedia proprio per...--> LEGGI TUTTO

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Video dal web

Diego Fusaro contro il Black Friday: l’apice della mondializzazione, come Halloween.

Diego Fusaro - Black Friday no grazie Analisi lucidissima e impietosa di Diego Fusaro sul Black Friday...GUARDA

L’ex capo di Stato Maggiore in Iraq: “Bush Jr e Berlusconi erano nella stessa loggia massonica, ma salvarono Nassiriya”.

NICOLO GEBBIA - L'invasione degli Ultra Massoni - Video Il Generale in pensione dell'Arma dei Carabinieri, Nicolò Gebbia, parla della pervasività delle infiltrazioni massoniche, a tutti i livelli, e rivela che persino durante la guerra del Golfo, la città di Nassiriya venne risparmiata grazie al fatto che Silvio Berlusconi e Bush jr. appartenevano alla stessa...GUARDA

Antonio Ingroia: “Fuori dai trattati, costi quel che costi”.

INGROIA - FUORI DAI TRATTATI - 1280 Per Byoblu, da Roma, Eugenio Miccoli Oggi alla Camera dei Deputati, Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa hanno presentato “Lista Del Popolo”, un’alleanza della società civile per il ripristino della sovranità nazionale, l’attuazione della Costituzione, la rinegoziazione o lo stralcio dei trattati europei, l’abolizione del Fiscal...GUARDA

Giulietto Chiesa: “La Mossa del Cavallo”

GIULIETTO CHIESA - LA MOSSA DEL CAVALLO Per Byoblu, da Roma, Eugenio Miccoli Oggi alla Camera dei Deputati, Giulietto Chiesa ha presentato "Lista Del Popolo", un'alleanza della società civile per il ripristino della sovranità nazionale, l'attuazione della Costituzione, la rinegoziazione o lo stralcio dei trattati europei, l'abolizione del Fiscal Compact,...GUARDA

Capocciate e Generali

Pappalardo Giornalisti OstiaGiornalisti che si prendono le capocciate dai capetti di Ostia... E Generali dell'Arma che se la prendono con i giornalisti che si prendono le capocciate... ...GUARDA

“Stretta di Putin sulla rete!”, ma i media non vi dicono che…

Stretta di Putin sulla rete Tutti i media denunciano la stretta di Putin sulla rete, ma di quello che varerà lunedì la Camera non vi dicono niente... (altro…)...GUARDA

Ecco chi sono gli europeisti “de coccio”, che vogliono gli Stati Uniti d’Europa subito.

STATI UNITI D EUROPA Ecco chi sono gli europeisti de coccio, che ancora adesso, ancora e sempre, nonostante tutto, e anche a queste condizioni attuali, continuano a volere a tutti costi gli Stati Uniti d'Europa. Le prossime elezioni politiche si giocheranno su questa battaglia esiziale. Mi piacerebbe...GUARDA

Il Generale Pappalardo contro tutti, anche in Tv.

pappalardo Dalla Vostra Parte Rete4 Il Generale Pappalardo contro tutti a "Dalla Vostra Parte", di Maurizio Belpietro, andato in onda stasera su Rete4....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>