Difesa critica del Movimento 5 Stelle

GrilloCasaleggio

di Fabrizio Li Vigni

Iscritto al Movimento 5 Stelle dal momento della sua creazione, non sono un attivista ma un elettore critico che si rivolge ad altri elettori critici. Con questo articolo, sorta di vademecum non esaustivo delle critiche mosse al M5S dalla sua nascita fino a oggi, mi rivolgo soprattutto agli indecisi.

Prima critica: il M5S non ha un programma o, se ce l’ha, è incompleto.

Il programma nazionale c’è, ma è vero che è incompleto: si tratta di un insieme di linee-guida e macroproposte. Il M5S aspira alla democrazia partecipativa attraverso la rete e attraverso referendum. Il programma, e Grillo nei comizi, possono solo indicare le direzioni da prendere e quei valori fondanti che i detrattori accusano il Movimento di non avere. I dettagli vanno decisi insieme, di concerto, fra gli eletti, gli iscritti al M5S e i cittadini tutti. A livello locale, gli eletti del M5S sono gli unici che rispettano il proprio programma con una precisione che ha dell’ammirevole. Alla voce “Energia”, il primo punto del programma del comune di Parma, in sintonia con quello nazionale, si pone come obiettivo il risparmio energetico a partire dalla riqualificazione degli edifici pubblici. È una delle prime cose che il sindaco Pizzarotti ha fatto.

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Seconda critica: il programma nazionale non è stato costruito in maniera abbastanza partecipata, in particolare con il software Liquid Feedback che invece è stato adoperato per il programma siciliano, laziale e lombardo.

Vero. Quello che ha chiesto un giovane informatico, attivista del M5S, è del tutto sacrosanto. Andrea Scanzi, giornalista de Il Fatto e critico sostenitore del Movimento, ritiene che un certo accentramento nelle mani di Grillo e Casaleggio a livello nazionale sia necessario per evitare che il progetto venga snaturato da anime diverse approdate all’ultima ora (ho tentato di svelare la natura del Movimento enucleandone le tre principali ideologie. Si tratterebbe di Realpolitik, dettata dal fatto che non occorre peccare di eccesso di ottimismo: gran parte degli italiani continuano ad essere forse impreparati a una rivoluzione iper-democratica e online. Tuttavia il cuore degli attivisti e sostenitori del M5S è idealista ed esigente, e con loro sostengo che non bisogna cessare di migliorare: vogliamo il Liquid Feedback per discutere in modo perfettamente orizzontale ogni proposta di legge che i parlamentari avanzeranno una volta eletti. Ciò non toglie che il programma nazionale 5S rimanga quello più democratico disponibile sul mercato, dato che è stato il frutto di integrazioni, correzioni e ampliamenti dei frequentatori del blog di Grillo a partire da proposte stilate da lui e alcuni esperti. Gli altri partiti spesso non posseggono neanche un programma, e quelli che ne sono provvisti non l’hanno mai messo in rete per permettere a chiunque di avanzare delle migliorie.

Terza critica: i candidati del M5S sono inesperti e incapaci.

Per esempio, Pizzarotti ha avuto bisogno di 45 giorni per costituire la sua giunta. In primo luogo, il sindaco pentastellato di Parma ha avuto bisogno di tempo perché, non avendo legami di potere pregressi, favori da restituire, né legami lobbistici, ha potuto scegliere i migliori assessori attraverso un’analisi attenta dei CV, andando a pescare incensurati capaci e con precedenti esperienze sul campo (non in partiti), mentre nella politica classica i giochi sono fatti ancor prima dell’esito del voto. Secondo, se parliamo d’inesperienza per quanto riguarda la macchina amministrativa e burocratica di comuni, regioni e parlamenti nazionali, esistono appositi funzionari che spiegano ai nuovi eletti come muoversi all’interno dell’intricata selva di faldoni, regole e usanze, e che si occupano di realizzare le iniziative di governo, quale che sia l’orientamento politico di quest’ultimo. Se parliamo d’incapacità intesa come ignoranza tout court, si sappia che tra i candidati 5S ci sono ingegneri, avvocati, imprenditori, filosofi, educatori, psicologi, operai, naturalisti, casalinghe, agricoltori, artigiani, disoccupati, e così via. Tutti hanno delle competenze e delle esperienze di vita, le quali rispecchiano molto di più le reali esigenze sociali, culturali ed economiche di ciò che c’è fuori da Camera e Senato rispetto a quanto non facciano i politici di professione. Chi ha detto peraltro che la politica debba essere appannaggio di avvocati, politologi, medici e giornalisti? Se parliamo di incapacità o inesperienza nel prendere decisioni politiche, il M5S ha una linea e dei valori ben precisi: le scelte che prenderanno gli eletti sono prevedibili. I neofiti dei partiti tradizionali hanno avuto e avranno vita facile solo e soltanto perché in quelle strutture vi è una linea calata dall’alto: è il problema rilevato da Grillo secondo il quale la gran parte di parlamentari e senatori si limita a pigiare un pulsante e a votare senza capire cosa vota. Infine, quando Grillo afferma, “Meglio un salto nel vuoto col M5S che un suicidio assistito con gli altri”, lo trovo onesto, modesto ma impietoso. Basta scorrere i CV dei candidati 5S per rendersi conto che non sono persone impreparate.

Quarta critica: il M5S è gestito da Grillo e Casaleggio e la tanto sbandierata democrazia dell’“uno vale uno” non è reale.

Se ci si riferisce al caso di Giovanni Favia e Valentino Tavolazzi, bisogna riflettere su un’ovvietà che in pochissimi hanno rilevato. Se io mi iscrivo a un movimento, un gruppo o un’associazione, diciamo Greenpeace, ne sottoscrivo lo statuto. Quest’ultimo contiene delle regole. Se non le rispetto, o vengo trovato ad appiccare fuoco alle foreste, vengo espulso. È una questione di rispetto nei confronti di coloro che restano: se mi mantenesse dentro, Greenpeace ci perderebbe in termini di credibilità vis-à-vis degli altri membri. Da che mondo è mondo, poi, la democrazia non è l’anarchia, ma è lo stabilimento (collegiale o meno) di una serie di regole. Tavolazzi e Favia volevano estendere il tetto massimo di due legislature posto da Grillo e Casaleggio (infatti Favia, giunto a due legislature, si sta ricandidando per la terza con Rivoluzione Civile). Espellerli perché non condividono questo precetto essenziale non è anti-democratico, significa evitare che il M5S si perverta e diventi qualcosa d’altro. Se i due attivisti “eretici” fossero riusciti nel loro intento, avrei votato altrimenti. Si può contestare certo che quelle regole siano state scelte da due sole persone, ma vien da dire: primo, senza un progenitore non c’è un figlio; secondo, a chi non sta bene che il M5S sia stato creato da Grillo e Casaleggio, non rimane che crearsi il proprio movimento o semplicemente non partecipare a questo.

Quarta critica bis: Grillo dice che il Movimento viene dal basso, ma in realtà ne è il creatore e leader politico.

Il M5S è stato ideato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio – questo è un dato di fatto. È ispirato alle cose che il comico ripete da vent’anni. È chiaro che chi partecipa al Movimento o chi lo vota deve avere simpatia, se non per il fondatore, almeno per le sue idee ecologiste, moralizzatrici e democratizzanti di cui parla immutabilmente dai primi anni ’90. Quando poi Grillo dice che il Movimento parte dal basso non dice il falso, perché sia i Meetup che, più tardi, le liste civiche nascono spontaneamente, senza il controllo né l’avallo di chicchessia. Quasi sempre Grillo conosce personalmente i candidati giusto un attimo prima di salire sul palco a presentarli, dopo essersi limitato a passarli al vaglio solo per quanto riguarda fedina penale ed eventuali tessere di partito.

Quarta critica tris: il video fuori dalle balle dimostra l’antidemocraticità di Grillo.

C’è chi pensa che Grillo abbia fatto quel controverso video per perdere voti deliberatamente, intimorito dalle dimensioni gigantesche che ha preso il Movimento. Io sto con quelli che sostengono che abbia preferito perdere voti pur di non snaturare la sua creazione. Il Non-Statuto detta alcune regole, cambiarle vuol dire stravolgere l’essenza stessa del progetto.

Quarta critica quater: le parlamentarie sono state fatte in maniera opaca.

Vero. Da un lato, condivido la severità con la quale si è determinato chi avesse diritto di voto o meno (gli iscritti fino a una certa data). Le misure prese da Grillo e il suo staff hanno cercato di tener fuori attivisti dell’ultima ora o infiltrati. In ognuna delle città o regioni dove il M5S si presenta, le liste civetta con il nome di Grillo o del Movimento nel titolo non si contano: non riconosciute dal comico, contengono trombati di PD, IDV, PDL e Lega, che tentano di essere rieletti sfruttando il potere novatore garantito dal nome M5S. Dall’altro lato, l’opacità dello svolgimento delle elezioni online (si sarebbe potuto rendere pubblico il numero di voti che ciascun candidato riceveva minuto dopo minuto) non mi può però far pensare a elezioni truccate dai vertici. Come possono due sole persone, aiutate da uno staff di massimo una decina di individui, conoscere e valutare ben 1400 candidati da tutta Italia ed essere sicuri di un centinaio di questi, in modo da favorirli? Il risultato di quest’esperimento, non privo di difetti, è stato la scelta di gente incensurata, per lo più capace e più della metà di sesso femminile (alla faccia del maschilismo di Grillo). Tuttavia il problema resta, e l’appello a fidarsi dell’onestà che il comico ha dimostrato nel corso della sua carriera va bene fino a un certo punto.

Quinta critica: il boom del M5S è stato possibile grazie al fatto che hanno aderito anche vaste fette di italiani che si sono lasciati “abbagliare” acriticamente da Grillo e che passano da un leader carismatico a un altro.

Avere carisma e dire cose sensate in modo semplice è una colpa? Le tecniche retoriche e comunicative non sono cattive in sé: sono solo un mezzo in mano a persone che possono essere più o meno in buona fede: in Francia, François Hollande sta portando avanti provvedimenti eccezionali, ma viene criticato dalla stampa perché non sa comunicarli al grande pubblico adeguatamente. D’altronde, non si può dare il voto solo ai colti. Non c’è occasione in cui Grillo non ricordi ai suoi elettori che il rapporto con il Movimento non deve limitarsi a una croce nelle urne. Occorre partecipazione. In occasione dell’incontro sull’inceneritore di Parma in piazza c’era molta meno gente che ai comizi di Grillo: il comico non le ha mandate a dire. Personalmente non ho mai sentito Berlusconi o chiunque altro offendere i suoi propri elettori tacciandoli d’incoerenza. Grillo sarà un populista, ma a metà.

Sesta critica: il M5S è destrorso.

Checché ne dica il comico – “Il M5S non è né di destra né di sinistra, siamo oltre, siamo avanti” –, i valori fondanti il Movimento sono inequivocabilmente di sinistra. Non bisogna pensare alle esperienze italiane del PD, dell’Ulivo, della Margherita o dei DS, ma alla Sinistra storica europea. Io penso agli intellettuali francesi del calibro di Cornelius Castoriadis, Ivan Illich, Andrè Gorz, Pierre Rosanvallon, al tedesco Ulrich Beck, ma anche agli americani della statura di Noam Chomsky, Joseph Stiglitz o più modestamente di David Graeber. Idee come quelle di comunità, solidarietà, reddito di cittadinanza, welfare, autogestione, nazionalizzazione e pubblicizzazione di autostrade, dorsali, acqua e televisioni, posseggono le loro radici nella tradizione più squisitamente di Sinistra, e sono all’opposto della tradizione reazionaria, conservatrice, elitista e accentratrice che è sempre stata quella di destra. È vero che destrorse sono le idee di meritocrazia e di giustizialismo, che il M5S porta avanti insieme a Rivoluzione Civile. Ma la meritocrazia viene compensata dal fatto che il Movimento ha per vocazione di “non lasciare indietro nessuno”. Mentre il giustizialismo viene stemperato dal fatto che il politometro non mira a mettere in galera i politici criminali, ma a renderli utili socialmente. La Sinistra più utopica – gli anarchisti in particolare – vogliono la soppressione delle carceri, perché pensano che chi delinque lo fa per indigenza o problemi psicosociali che una società sana e solidale può prevenire alla radice. Molte delle soluzioni a cinque stelle potrebbero andare in questa direzione. Infine, il M5S è l’unico che si rifà alla nuova avanguardia di sinistra, di cui alcuni intellettuali francesi e italiani sono i fautori: la Decrescita. Non è questa la sede per parlarne e mi limiterò a dire i nomi più importanti – Serge Latouche e Maurizio Pallante –: cercate in rete, il materiale non manca.

Settima critica: Grillo tratta i suoi autoritariamente.

No, Grillo è spietato con gli eletti del Movimento perché non si dimentica che i “suoi” devono incarnare quell’idea tanto professata di politico come dipendente del cittadino e che quindi devono dare l’esempio. Il leader 5S applica quel rigore che vorremmo fosse imposto a tutti gli altri politici, ma noi italiani vi siamo così poco abituati che scambiamo questo comportamento per dispotismo.

Ottava critica: insomma, questa televisione?

Gli eletti del M5S possono (ovviamente) farsi intervistare, ma possibilmente non dovrebbero andare ai talk show. Se ci vanno, possono esprimersi a nome del Movimento solo per quello che li concerne nella loro esperienza politica locale. Se si esprimono su temi di rilievo generale, possono farlo solo a titolo personale. La consigliera emiliana Federica Salsi è contravvenuta a questa regola, partecipando alla famosa puntata di Ballarò. È un’altra volta conseguenza di un desiderio di rigore: siamo stanchi dei Gasparri, dei La Russa, dei Lupi, delle Bindi o dei Letta che passano tutte le loro serate in tv a sentenziare come tuttologi sulla qualsiasi. Quanto a Grillo, ha indubitabilmente cambiato idea sui talk show, ma meglio così. E sul suo ritiro all’ultimo momento dall’appuntamento dato a Sky lo scorso 17 febbraio, sia quale sia la ragione (strategia comunicativa, valutazioni dei sondaggi vietati ma che pur ci sono, timore di critiche di incoerenza), la cosa più importante è scardinare la critica secondo cui il comico evita il contraddittorio o la seconda domanda. Durante i suoi tour, Grillo rilascia interviste a tutti i giornalisti che quotidianamente lo incalzano prima e dopo i comizi, ma soprattutto non si sottrae mai alle critiche provenienti dal pubblico, rispondendo ai singoli giù dal palco o invitando sul palco stesso i (rari) contestatori.

Decima critica: Equitalia (o Serit, come si chiama al Sud) uccide le proprie vittime, la mafia no.

Questa battuta di Grillo, detta in campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Palermo, è stata vista come una gaffe, o un’uscita di cattivo gusto, o addirittura come un’apologia della mafia. Per me non è neanche una battuta. È semplicemente un dato di fatto: il paradosso non è contenuto nell’affermazione ma nella realtà dei fatti, e cioè che quello Stato che dovrebbe proteggere i suoi cittadini li condanna a mendicare o al suicidio. Significa che accanto al nemico massimo della mafia abbiamo un altro nemico non meno temibile, e che per certi versi è peggiore perché è un falso amico. A Grillo si potrebbe dire che frasi così provocatorie, seppur vere, forse non andrebbero dette per non sollevare inutili polveroni. Ma non mi sento di avanzare questo consiglio, perché la battuta-che-non-è-battuta mi piace e la trovo vera. Lungi da Grillo fare l’occhiolino alla mafia, avendo – tra le altre cose – proposto un’idea tanto geniale, per quanto simbolica, come il calendario dei santi laici.

Undicesima critica: Grillo fascista.

Il video che lo ritrae mentre parla con Simone Di Stefano di CasaPound (privo però di una parte in cui il comico dice delle frasi fondamentali contro la violenza), ha generato una valanga di critiche. I benpensanti non hanno colto il messaggio pacifico ed ecumenico del leader 5S che, ben lungi da averne lo spessore, si è probabilmente ispirato al Mandela di Invictus, a Gandhi o persino a Cristo. Per me Grillo ha sbagliato solo una cosa: farsi prendere sul momento da un eccesso di diplomazia e accondiscendenza (forse timore?) e non aver detto subito che è da sempre un antifascista e che in Italia non si può non esserlo perché lo dice anche la Costituzione: queste, per chi frequenta il suo blog da sempre, non sono delle scoperte. Sul resto, come non essere d’accordo: si vota insieme a chiunque condivida le stesse idee del Movimento, e chiunque può entrare a farvi parte, quale che sia il suo passato: anche perché, per fortuna, nella vita si può cambiare!

 

 

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61 risposte a Difesa critica del Movimento 5 Stelle

  • 43
    Ben
  • 42
    giopapy

    ho votato M5S per il fatto che una opinione diversa dal tutto gia scontato.

    Camera e senato, il movimento è giovane e deve crescere, gli ho dato fiducia!

    ora tocca a loro (gli eletti ) far in modo di comunicare con la sua base,per portare fuori i problemi dove trovare soluzioni.Sarà un lavoraccio da compiere,da qualche parte si deve pur cominciare. Forza M5S  tutti x uno e uno x tutti.

  • 41

    ARRENDETEVI TUTTI ED USCITE DAL PARLAMENTO CON LE MANI IN ALTO!

    FORZA M5STELLLE!!! ;-)

  • 40
    Vincenzobar

    Duccio A ha scritto :
    Questo articolo è solo difesa, di “critico” non ha proprio niente. Capisco la necessità di racimolare gli indecisi, anche io voterò m5s essendo simpatizzante e non avendo possibilità di votare la Rete dei Cittadini, ma lo voterò con l’onestà intellettuale necessaria ad ammettere che si tratta di un movimento le cui logiche interne sono totalmente anti-democratiche. I motivi non sto a ripeterli, li ha già scritti benissimo Pino Strano qui. Anche perchè, pur nella sua anti-democraticità, rispetto alla situazione attuale, il M5S costituisce comunque un qualche passo verso maggiore democrazia. Il che è tutto dire.

     

    Quoto tutto e aggiungo che questa è anche l’opinione largamente condivisa nel partito umanista. Giusto parlare di democrazia reale, ma per prima cosa uno la deve fare in casa propria. Altrimenti è un soltanto un “bluff”.

  • 39
    hmbirillo

    duedbis ha scritto :
    …, semplicemente perche’ era stata anticipata (ad arte) la data delle elezioni apposta per escluderci e i tempi erano veramente ristretti. .-….

     

     

    La data delle elezioni non è stata anticipata apposta…suvvia..non fate i bambini

    e non fate informazione distorta:

    “le elezioni non devono tenersi oltre il 70esimo giorno dallo scioglimento delle Camere e, contestualmente, entro il 45esimo dall’apertura ufficiale dei comizi”.

    le camere sono state sciolte il 22 dicembre. il 24 febbraio facevano 64 giorni.

     

     

    altro leitmotiv dei grillini: fanno prima le elezioni per impedirci di raccogliere le firme:

    http://www.legautonomie.it/Documenti/Attualita/Napolitano-firma-il-decreto-dimezza-firme-per-le-elezioni-2013

    (quindi monti e napolitano li dovreste ringraziare….)

     

    ecco perchè siete pericolosi: a forza di pendere da ciò che gira in internet avete smesso di usare la testa

    vi faccio un altro esempio: sulla Pagina facebook di un mio amico (vota grillo) e su quella di un meetup di grillo c’era quella notiziona del Senatore Cirenga e del “fondo per i PArlamentari in crisi”…e giù commenti sui ladri, a casa, vergogantevi, calci in c**o…e nessuno che si sia accorto che c’era scritto “257 voti favorevoli e 165 astenuti” al Senato…ma lo sapete quanti sono i senatori? >= 422?

     

    ecco. di quelli così ho paura, se devono fare delle scelte anche per me che non li voto.

     

  • 38

    sono d’accordo soprattutto coi punti fino al 6 poi gli altri argomenti li conidvido meno e ci sono cose che avrei detto in più, comunque più o meno è così

  • 37
    carmine d

    Tutto condivisibile. C’è solo una imperfezione. 

    Si dice: “Tavolazzi e Favia volevano estendere il tetto massimo di due legislature posto da Grillo e Casaleggio”

    No, la regola dei due mandati NON è stata posta da Grillo o Casaleggio ma era una delle proposte della legge di iniziativa popolare firmata da quasi 350.000 cittadini. Erano regole che avremmo voluto per il parlamento italiano, ovvio che sarebbero state le regole del movimento!


  • 36

    Vorrei che si capisse.


    Da più parti si sente dire: ”Come potrà esser governata un’Italia spaccata così”. Ci si chiede se gli uomini di Grillo sappiano davvero affrontare i problemi del Paese, sappiano davvero far funzionare la complessa macchina della politica… Si ironizza molto su questo, prendendo in giro quelle incredibili persone che, per la prima volta nella storia del popolo italiano, hanno deciso di impegnarsi per la nostra nazione rinunciando in anticipo a qualsiasi tornaconto personale.
    Vorrei che si capisse. L’unica strada era l’ingovernabilità, perché solo così poteva esser finalmente manifesto a tutti come la gestione della cosa pubblica da parte della gente sia completamente, inesorabilmente incompatibile con quella visione vecchia e conservatrice della politica che si ostina a considerare lo Stato un qualcosa che solo pochi “eletti” siano in grado di gestire. Solo così può ora risultare evidente, a tutti quegli italiani che si sono attaccati ancora una volta ai soliti carri per paura di fidarsi un po’ di più di loro stessi, che la vera democrazia nulla ha a che fare con le prostitute che ci siamo mantenuti in Parlamento per decenni e decenni, assetate di potere e ricchezza, avvinghiate avidamente alle loro turpi logiche mafiose, prive di ideali, morte a qualsiasi dignità.

     

    Vorrei che si capisse. Si dice: “Ma con chi si alleeranno, adesso, gli uomini del Movimento 5 Stelle?”. E con chi mai dovrebbe allearsi una forza nata come “tramite”? Con i vecchi parrucconi ancora convinti di costituire la sola elite in grado di governare? La loro puzza al naso, nel considerare il Movimento, è la stessa di quei giornalisti che hanno dovuto cominciare a chiamare, seppur con ironia, onorevoli persone che considerano troppo “normali” per essere adatte ai blindati palazzi del potere. Beh, che si abituino, quei giornalisti! Ogni uomo di questo nostro Paese dovrà tornare ad essere onorevole, se potrà ricominciare ad auto-determinarsi e ad impegnarsi politicamente, come accadeva nell’antica Grecia. Quella Grecia che è stata la culla della nostra cultura e che, emblematicamente, i cosiddetti “tecnici” ed i banchieri stanno radendo al suolo.


    Vorrei che si capisse, finalmente. Che gli uomini e le donne del Movimento 5 Stelle non abbiano ancora chiaro come comportarsi di fronte alle grandi decisioni che ci aspettano non è che un bene! Il popolo di Grillo non sbarca a Montecitorio per governare, ma per garantire, finalmente, un tramite tra il Parlamento ed il nostro popolo. Tramite Internet, tramite i blog, ognuno di noi potrà venir consultato, di volta in volta, sulle decisioni da prendere. I loro forum ospiteranno chiunque intenda esprimere una preferenza sul nuovo Presidente della Repubblica, sulla nuova legge elettorale, ecc.. Il Movimento 5 Stelle può davvero essere la voce di chi abbia voglia di parlare, dopo secoli di silenzio forzato.


    Vorrei che si capisse. In un mondo i cui gli artisti stanno imparando a prodursi e proporre da soli la propria arte scavalcando agenzie e case editrici che pensavano solo più al proprio guadagno, in un mondo in cui gli scrittori stanno imparando a pubblicare il proprio libro senza farselo sbranare da editori avidi e assetati di facili successi commerciali. In un mondo i cui le musiche ed i film che ti piacciono te li scarichi e l’informazione libera, indipendente, te la cerchi in giro per la rete, in questo mondo, dicevo, anche e soprattutto per quanto attiene alla politica dobbiamo imparare a recuperare la nostra autonomia, smettendo, una volta per tutte, di delegare ad altri la responsabilità di far funzionare il nostro Paese. Oggi dev’essere l’inizio della fine.
    La fine di una politica gestita da una casta, di una religione e di una morale gestite da una chiesa, di un’arte gestita da un mercato, di una ricerca scientifica gestita dalle multinazionali.
    Oggi dev’essere l’inizio di una nuova società di persone autonome, responsabili e concentrate.

    L’inizio, per noi, di una vera, autentica stagione di libertà.

    Pietro Ratto – 25 febbraio 2013 http://www.boscoceduo.it

  • 35
    Il Ministro

    Quarta critica TER, non TRIS :-)

«12

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Diego Fusaro: il Sacro Romano Impero della finanza e delle banche

Innanzitutto siamo entrati in un Sacro Romano impero della finanza in cui il sistema bancario detta legge, e noi sventurate plebi europee dobbiamo fare i sacrifici: "sacrum facere". Appunto qualcosa di religioso in nome del sistema bancario, una divinità demiurgica: le sofferenze sono sempre quelle del sistema bancario...GUARDA

Primarie Pd: il confronto Sky tra Renzi, Emiliano e Orlando – Integrale

Confronto Sky Renzi Emiliano Renzi Primarie Pd Integrale - PlayIl confronto Sky tra Matteo Renzi, Michele Emiliano e Andrea Orlando per le primarie Pd - Versione Integrale. ...GUARDA

Fusaro Vs Friedman – L’immigrazione è deportazione di massa: nuovi schiavi contro vecchi schiavi.

Fusaro Vs Friedman Diego Fusaro: "La storia delle ONG che vanno a prendere i poveri migranti che rischiano di annegare è la grande narrazione edulcorante con cui si mettono in pace le coscenze. Il compito della filosofia però è pensare altrimenti e criticare l'esistente, rovesciando le mappe dominanti. Continuiamo...GUARDA

Sgarbi vs Telese: Io non me ne vado, te ne vai tu!

Sgarbi Vs TeleseVittorio Sgarbi manda a quel paese la Costamagna e Luca Telese, e all'invito a lasciare lo studio risponde al conduttore di andarsene lui. Il tema è quello della legittima difesa dagli intrusori in ambito domestico. ...GUARDA

Becchi: la prova che la Germania ha creato l’euro per metterla in quel posto a noi

BECCHI PROVE EURO GERMANIA Paolo Becchi esibisce le prove in diretta tv del fatto che la Germania sapeva che grazie all'Euro "lo avrebbe messo in culo agli italiani". Potremmo svalutare la nostra moneta, e dunque tornare ad essere competitivi, ma ecco pronta la replica: svalutando crescerà l' inflazione. Vale...GUARDA

Diego Fusaro: ma quale new economy? Si chiama lavorare per niente!

Fusaro Diego Fusaro sulla cosiddetta "new economy". Dal caso Amazon in poi, è chiaro che si tratta di un nuovo sistema di sfruttamento dei lavoratori. Il lavoro prevede che ci siano dei diritti e che il lavoratore venga considerato alla stregua di un essere umano portatore di dignità e...GUARDA

Beppe Grillo a Sanremo 1989 – Le penali se dico che i socialisti rubano

Beppe Grillo Sanremo 1989 play Beppe Grillo a San Remo 1989, comunica il suo compenso in diretta e legge le penali previste dal contratto se dice che i socialisti che rubano....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>