Il Giornalista Ruzzle

VitoCrimiRobertaLombardi-Blog

E’ dura la vita del Giornalista Ruzzle. Bisogna sforzarsi costantemente di ignorare il significato evidente di quello che viene detto. Bisogna avere fantasia e reinterpretare più e più volte le stesse parole, disponendole in ordine diverso, magari anche casuale, finché non assumono possibili significati originali. L’importante è segnare punti, tirare fuori le dichiarazioni più improbabili tra tutte quelle possibili, quelle più adatte a farci titoli o didascalie.

 

Funziona così. Entra il conferenziere e mostra il nuovo tabellone delle parole. Fa cioè il suo discorso di base, dove in gran parte è già tutto chiaro e, all’apparenza, non ci sono significati diversi da quelli lapalissiani. Il conferenziere cerca di essere il più chiaro possibile: il suo scopo è quello di non farsi fraintendere. Se ci riesce, vince il banco e si ha un Paese migliore. Quando il conferenziere termina di esporre i concetti chiave, è il turno del Giornalista Ruzzle, che deve scomporre e ricomporre all’infinito le stesse frasi. Può cambiarle a piacimento quante volte vuole, facendo e rifacendo domande simili, cui viene alternativamente invertita la punteggiatura, l’ordine degli avverbi, la sequenza delle intonazioni e così via. Se il Giornalista Ruzzle riesce a confondere il conferenziere e a fargli dire qualcosa che abbia anche solo una possibilità di essere interpretato in un senso millimetricamente diverso da quello iniziale, segna punti. Ci sono concetti che raddoppiano i punti guadagnati. Per esempio, se il Giornalista Ruzzle riesce a rendere malinterpretabile una dichiarazione del conferenziere riguardo ai temi della democrazia, del fascismo (un evergreen), della fiducia e altre questioni sensibili, quando chiama in redazione per andare in stampa può anche triplicare il suo score.

I Giornalisti Ruzzle sono in competizione tra loro. Chi fa lo score più alto vende più giornali e non perde il suo lavoro precario. Il cittadino perde sempre.

 

 

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154 risposte a Il Giornalista Ruzzle

  • 71
    novecento

    Ecco perchè Grillo si inc**za quando qualcuno dei suoi parla davanti a una telecamera.

    L’informazione non è libera ed è disonesta e corrotta intellettualmente.

    Ogni frase è interpretata con un cervello sistematicamente delinquenziale e vomitata sui cittadini attraverso i media. Questo atteggiamento si che è tipico dei regimi dittatoriali.

    Uno dei punti fondamentali deve essere assolutamente quello di levare ogni finanziamento ai giornali: priorità assoluta. Dovranno campare con i giornali che vendono e non con i finanziamento ricevuto dei loro padroni.

    GRANDE CLAUDIO TI VOGLIAMO BENE!!

  • 70
    Roy

    piccologabri ha scritto :
    ” Quoto Massimo Fini” ci sono 2 titpi di fascisti, i fascisti propriamente detti e gli antifascisti”.

    Fini sbagliava, ora ce ne sono tre tipi: il terzo è piu’ subdolo, perchè si nasconde dietro una facciata di populismo (esattamente come l’originale).

    Però i suoi esponenti faticano a star zitti, e ogni tanto qualche porcata scappa, per fortuna… chi non è ipnotizzato, capisce subito chi ha di fronte.

    • 70.1
      TrollBuster

      Che brutto lavoro che fai… che pena…

    • 70.2
      capitanharlock

      E infatti il 25% degli italiani l’ha (direi finalmente) capito.

       

    • 70.3
      Roy

      @Trollbuster: Sara’ bello il tuo di lavoro, che non fai altro che trollare tutto il giorno… ma vai a lavorare, barbone

      @capitanharlock: Non era esattamente quello che intendevo io… spero di sbagliarmi, ma i primi segnali (leggi: elogi al fascio) non dicono niente di buono. Auguri!

  • 69
    Roy

    Valente Spirito ha scritto :
    Roba da matti ! il 90% dei commenti qua ,tutti sul fascismo e antifascismo ! Anche stavolta hanno vinto i giornalisti !

    Guarda che, fino a prova contraria, è stato uno del M5S a tirar fuori l’argomento senza apparente motivo (anche se il motivo c’era, eccome se c’era)! Ma quel che dice il Guru non si discute, vero? Non sia mai!

    Voi continuate a seguire la sua linea, vi portasse anche al fascismo più becero (ma stavolta non vi illudete, le corna ve le spaccheremo prima noi), dai che andate bene… col cervello spento si fanno figure da peracottari, però è taaaaaanto più comodo. Avanti così!

    • 69.1
      TrollBuster

      Ma ci sei o ci fai?

      Per neuroni diversamente sviluppati divedo il problema:

      1 – il problema dei 5 stelle che devono gestire la comunicazione esterna perchè ci sono qli squadroni di balilla La Repubblichini e metastasi varie (tipo te, caro trollino piddino) che generano flame per portare cara disinformazione molto amata dalle lobby (fasciste per definizione) 

      2 – il problema storico del giudizio di merito del ventennio fascista di cui francamente ci avete scassato pesantemente le gran casse visto che il fascismo ancora opprime i popoli con l’aggravante dell’uso della neolingua: gli unici GURU sono quegli pseudo intellettuali FASCISTI (tipo ScalfariGentile o FerraraCroce) che attuano comportamenti sociopatici a causa del loro ritardo morale

      …ci sei …ci sei….

  • 68
    Luca S.

    Lo confesso: ho votato M5S (Camera e Senato) il 24 febbraio, e non sono neanche pentito.
    E’ stato un voto dato “sulla fiducia”, con molte remore e perplessità di fondo. Del resto, ora li aspetto al varco della prova Parlamento…
    Poi sono andato a dare un’occhiata al blog beppegrillo.it, giusto per curiosare, ma con sorpresa ho scoperto che lì vige un regime di censura da Russia anni ‘30, o da spionaggio OVRA, che poi non fa tanta differenza…
    I post indesiderati, specie quelli critici verso atteggiamenti verbali e/o ideologici esplicitamente fascisti, vengono spudoratamente tagliati, vale a dire o cancellati o non pubblicati del tutto. Roba da denuncia penale alla Magistratura e di sequestro immediato del sito.
    Visto che il blog è gestito dalla Casaleggio Associati, mi sono andato quindi a informare meglio su cosa si muova all’ “ombra di Grillo”, magari anche “a sua insaputa” , non saprei, non sarebbe neanche il primo dopo la lunga serie degli Scaiola nostrani.
    E’ così che ho appena finito di leggere il libro (acquistabile a meno di 3 Euro su Amazon.it) dal titolo “Chi e cosa c’è dietro Grillo” di Michele Di Salvo.
    Vi si riportano alcune testimonianze di ex grillini “fuoriusciti”:
    N. 1) “Una delle cose che la Casaleggio ricorda sempre ai giovani candidati che assiste, è di evitare confronti e dibattiti con gli “antagonisti”. Grillo si è spinto oltre, ed in coerenza con i VDay ha detto – in uno dei suoi spettacoli – “se vi pongono questioni come la democrazia interna, il funzionamento del movimento… voi mandateli a …”
    N. 2) Dice un fuoriuscito del Veneto:
    Il Movimento funziona come il Vaticano. Hai il Papa, Grillo, e i cardinali, la Casaleggio. Poi ogni prete nella sua Chiesa può dire quello che vuole. Però devi stare nei canoni dettati dal Vaticano.
    D.: Altrimenti vieni scomunicato?
    R.: Esatto. E’ una vecchia regola, nulla di nuovo: sono i cardinali a comandare. E infatti i responsabili dei meetup a volte, soprattutto nei posti chiave, sono messi lì da Casaleggio. E’ una specie di Kgb dei poveri.
    D.: Casaleggio tiene anche incontri a porte chiuse, che è vietato riprendere, dove istruisce i candidati su cosa dire, e come?
    R.: Ah, le famose riunioni di marketing.
    D.: Quando ha cominciato a farle?
    R.: Molto tardi, alle ultime amministrative. Ma con quelli che io chiamo ‘i balilla’ del Movimento, gente con cui non ragioni in alcun modo, non ce n’è nemmeno bisogno: basta la sudditanza psicologica. Sono dei ‘berluscones’ dall’altra parte, niente di diverso. Chi ha il coraggio di andare contro a uno che ha vinto?
    D.: Tra i militanti quanti la pensano come te e quanti sono ‘berluscones’?
    R.: Sono tantissimi che la pensano come me, ma hanno paura che gli venga tolto il marchio.
    D.: Ma tra gli eletti ci sono solo i ‘balilla’, i talebani o anche persone indipendenti da Grillo?
    R.: No, sono praticamente tutti talebani. Quando Beppe arriva e ricatta stai tranquillo che tutti stanno al loro posto. Certo, la gente è stata scelta dal basso. Ma come? Con il famoso sistema di cui ti ho parlato: ‘è sempre stato lì, l’ha sempre fatto’. Guardi che alla riunione di Bologna, per buttare fuori Tavolazzi, c’erano 20-30 persone, mica tutto il Movimento.
    D.: I nodi verranno al pettine, prima o poi?
    R.: Assolutamente sì. Io l’ho capito quando ho visto che Grillo ha registrato il marchio in Italia, a marzo 2012. Fino ad allora aveva solo la registrazione europea. Sta cercando di fare più marketing possibile. Aveva bisogno di tenere ben stretto il marchio, ma Grillo appena il Movimento inizia a sgonfiarsi se ne va. E avrà fatto un Movimento dal basso, lasciandosi il modo di dire “I ragazzi ora sono liberi di andare”.
    —-
    Dalle testimonianze sopra riportate viene fuori un quadro sociologico da “Fattoria degli animali” di George Orwell.
    Per esempio quando si racconta:

    D.: Tra i militanti quanti la pensano come te e quanti sono ‘berluscones’?
    R.: Sono tantissimi che la pensano come me, ma hanno paura che gli venga tolto il marchio.
    D.: Ma tra gli eletti ci sono solo i ‘balilla’, i talebani o anche persone indipendenti da Grillo?
    R.: No, sono praticamente tutti talebani.

    Non so se i “tantissimi” Benjamin (gli asini di Animal Farm) sapranno liberarsi dalla dittatura psicologica dei Napoleon (i maiali).
    Orwell era scozzese, noi invece siamo papalini. E anche questo conta, altroché.

  • 67
    capitanharlock

    Nel merito se ne potrebbe anche discutere, per me la Lombardi avrebbe fatto meglio a starsene zitta.Quello che è come minimo strano e di sicuro molto peloso, è questa ondata di indignazione…Ma come, ve (ce) ne hanno fatte di tutti i colori per decenni e tutti zitti, adesso, d’improvviso, monta l’indignazione, guarda caso in rete, per una dichiarazione, discutibile certo, pescata in un blog…L’Italia s’è desta!

  • 66
    aldo dice

    Scusate, ma è possibile avere una risposta nel merito? Io ho votato cinquestelle nelle ultime due elezioni, e mi piacerebbe sentire qualcuno dei miei prendere posizione sul merito e non limitarsi a scagliarsi contro i giornalisti che strumentalizzano. Certo, strumentalizzano, lo sappiamo bene. Ma non è questo il punto, però: nel merito della questione (e io qui sopra ho detto qualcosa nel merito) possiamo dire qualcosa? Possiamo dire che la Lombardi ha scritto una c**zata? Dovuta a un’ignoranza storica, e dunque ha sbagliato? Ragazzi, siamo forti, abbiamo il 25%, non possiamo continuare ad avere paura. Abbiamo il coraggio di dire le cose, e anche di criticarci a vicenda se è il caso. E questo, cristo, è il caso.

    • 66.1
      Virus

      Bhe… ho provato a dribblarti… :-)

      …sapevo che si finiva nella dialettica…ma ci sto ;-)

      Cerco di non perdermi niente (ciò che non riporto o è obiettivo o è opinione condivisa):

      1 – <<…L’antifascismo non può non essere un valore condiviso, inalienabile, una sorta di legge fondamentale…>>

      Qui riscontro il primo “problema” dialettico: l’ANTIFASCISMO NON è un VALORE di per se ==> Sono i VALORI acquisiti che portano ad essere ANTIFASCISTI (please, non è banale…)

      2 – <<…E la costituzione non è antifascista?…>> (giusto una nota)

      La Costituzione è antifascista per motivi storici, RELATIVI (tant’è che, ad es. la P2, durante la guerra fredda programmava di averla anticomunista, come avrebbe potuta averla la Russia dopo l’89…).

      In quel contesto storico il termine FASCISMO radicava perfettamente l’antitesi di LIBERTA’ e DEMOCRAZIA.

      3 – <<…I valori sono l’orientamento…>> (Nota dialettica)

      I valori NON SONO l’orientamento, i valori DANNO l’orientamento ==> l’orientamento è DETERMINATO dai VALORI e si torna al punto (1)

       

      4 – Qui entriamo in un campo minato:

           a) <<Certi valori sono costitutivi, e non sottoponi a maggioranza.>> ==> Se accetti il punto (1) ha ancora senso questa proposizione?

           b) <<Del resto, per fare il solito esempio estremo, la maggioranza del popolo tedesco era favorevole alla persecuzione degli ebrei. Se questo non è accettabile, ció è dato dal fatto che i valori non sono contestabili. Del resto il liberale Tocqueville diceva che il pericolo della democrazia era la dittatura della maggioranza. (la stessa cosa, per esempio, oggi vale sulla xenofobia: l’universalità dei diritti e l’inclusione non sono contestabili)>>

      ==> Problema dialettico che ha massacrato l’Italia negli ultimi 20’anni: non confondi XENOFOBIA (problema personale psicologico) con RAZZISMO (strumento politico, di controllo che fa leva, tra le altre cose, sulla xenofobia)?

      ==> Sei sicuro che i tedeschi non avessero valori? Non è che durante quegli anni di sofferenza sono stati completamente manopolati dalla PROPAGANDA RAZZISTA (razionale, lucida e spietata come il marketing di massa moderno)?

      ==> Il problema delle minoranze è un problema ANTROPOLOGICO o di tipo NAZIONALISTA (politico, di negazione dell’autodeterminzione dei popoli)?

      5 – <<…I tuoi valori politici sono di sinistra. A destra ci stanno valori personali…>>

      ==> Eppure riassumono abbastanza bene “il sentiment” degli elettori progressisti e conservatori: non è forse che da secoli il conservatorismo, che ha trovato sempre più ispirazione in quello anglosassone, ha radici nell’INDIVIDUALISMO?

      Non è che ciò che tu consideri (partigianamente) “valori personali”, per una fetta di elettorato sono stati invece considerati valori politici?

      Te la ricordi anche la propaganda del duce della mens sana in corpore sano?

      6 – LIBER*ismi… e qui si va all’apoteosi della dialettica…

      Gli anglofoni sono ancora più sfigati perchè hanno solo il sostantivo “liberalism”… non se ne libereranno mai! ;-)

         a) Il LIBERALISMO è una FILOSOFIA che mal si concilia con i credo liberisti…

         b) Il LIBERISMO è una teoria economica mai attuata che si contrappone al COMUNISMO (attuato e fallito): ogni volta che però ci si prova ad avvicinare crollano mercati e nazioni…

        c) Il NEOLIBERISMO semplicemente NON ESISTE: è un sostantivo che si associa ad una ideologicizzazione del LIBERISMO che propaganda ricette economiche strumentali ad un organizzazione globale di tipo feudale per il controllo delle risorse e dei cittadini governati da una TECNOCRAZIA (di tipo SOVIETICO?)

      CONCLUSIONE:

      ==> Ci troviamo a collaborare nello stesso Movimento culturale perché abbiamo scoperto nell’anonimato della rete che, tolte le VUOTE etichette, soffocata la VERA XENOFOBIA (quella intellettuale!!) abbiamo scoperto di essere tutti uguali nella SOSTANZA (e NON nella FORMA!)

      ==> Cosa ci rende uguali? Cosa è la SOSTANZA?

      I VALORI

       

      Bello, no? :-)

       

       

    • 66.2
      aldo dice

      Caro Virus, mi fa piacere che tu sia entrato nel merito, e sentire che sei d’accordo con me sulla questione specifica. Però il seguito del discorso non funziona. Ora, a me sta bene pensare che le categorie vecchie non si adattino più alla forma nuova. Ma i valori, quelli rimangono, non possono non rimanere. L’antifascismo non può non essere un valore condiviso, inalienabile, una sorta di legge fondamentale – e ripeto: non diciamo sempre che la Costituzione è la base? E la costituzione non è antifascista? Dire costituzione non significa dire antifascismo? Ecco, i valori non sono qualcosa di contestabile, ma qualcosa attorno a cui una comunità si forma. Perchè diciamo, “bisogna fare le cose, fuori dalle etichette e dalle categorie”: giusto: ma fare in relazione a che? A degli scopi – che sono appunto quei valori. I valori sono l’orientamento, e solo a patto che questi siano fissi possiamo rinunciare ad altre categorie. Certi valori sono costitutivi, e non sottoponi a maggioranza. Del resto, per fare il solito esempio estremo, la maggioranza del popolo tedesco era favorevole alla persecuzione degli ebrei. Se questo non è accettabile, ció è dato dal fatto che i valori non sono contestabili. Del resto il liberale Tocqueville diceva che il pericolo della democrazia era la dittatura della maggioranza. (la stessa cosa, per esempio, oggi vale sulla xenofobia: l’universalità dei diritti e l’inclusione non sono contestabili). Per passare alla tua partizione destra/sinistra. I tuoi valori politici sono di sinistra. A destra ci stanno valori personali. Be’, anch’io perseguo disciplina personale (pratico meditazione), dunque mentale e fisica, non bevo alcolici… ma questo che c’entra? sono preferenze personali. E infatti tu stesso dici non consumo droghe ma sono antiproibizionista. E’ l’antiproibizionismo il discrimine, per il resto sono cose tue personali. (Così come la famiglia: tu vuoi sposarti, io no, magari sono gay e voglio avere dei diritti insieme al mio compagno, al centro è sempre l’universalità dei diritti, non le preferenze personali) Dal lato destro rimangono due questioni, allora: il merito e la libera impresa. Ora, c’è una contraddizione tra libera impresa come cosa positiva e antiliberismo come tesi politica. La libera impresa va bene, ma nei limiti – come dice peraltro la Costituzione – dell’utilità sociale, e dei beni comuni, dovremmo aggiungere. Dire dunque libera impresa all’interno di questo contesto è cosa politciamente ben diversa, se non opposta, dal mito del self made men, che è proprio la mitologia del liberismo… Resta il merito. Che è un’altra ideologia formidabile! Anzi, è stato l’apparato ideologico dell’offensiva neoliberista! Per restare nel mondo della scuola (dove io lavoro), l’ideologia del merito è stata esattamente l’arma dell’offensiva contro la scuola pubblica. Se invece vogliamo dire che chi lavora di più e meglio deve essere premiato (entro certi limiti, s’intende: e del resto è lo stesso movimento a dire che i superstipendi devono essere drasticamente tagliata ecc), be’ questo lo diceva anche Stalin, e lo praticava, dunque si rischia di dire una cosa tutto sommato banale. (Quanto a Gesù Cristo, anch’esso attiene al personale, come per me Buddha. Peraltro Gesù Cristo fece il black block quando entrò nel tempio :) ) Insomma, io ho l’impressione che, per rispondere all’effettiva trasformazione radicale del mondo, che richiede nuove forme di pensiero e di pratica (ed è per questo che io mi sento del m5s), per marcare la propria diversità, si tenda a buttare via il bambino con l’acqua sporca, e delle categorie comunque essenziali.

    • 66.3
      Virus

      Carissimo,

       

      perdonami, ma dal feeback non mi sembra che tu mi sia venuto dietro…

      <<Eh no, mica tanto :) >>

      Non trovi bello trovare comunione ed inclusione nei valori sostanziali? Non credo…

      Questo avrebbe dovuto essere contrapposto alla cultura dell’IMMAGINE (della forma) della propaganda moderna che crea EX-CLUSIONE.

      Inoltre avrebbe dovuto sottolinere la possibilità di sfuggire alla propaganda che si fonda su TESI ed ANTITESI dell’abusato DIVIDE ET IMPERA…

      Come prima non riporto ciò che trovo obiettivo o condivido:

      1 – <<l’antifascismo è la condizione di possibilità stessa della democrazia, non si può non essere antifascisti…>>

      a)  questa affermazione cozza con il punto (1) delle argomentazioni precedenti: il motivo mi sembra che sia l’uso del sostantivo “valore” preso in un’accezione diversa.

      Così viene a cadere tutto la consecutio logica del breve sforzo dialettico

      b) la proposizione è (permettimi la paradossale semplificazione) falsificata nell’esperienza dalla stragrande maggioranza dalle carte costituzionali delle moderne società democratiche.

      Con tutti i limiti dell’esempio, la costituzione americana è nata quando il fascismo non era neanche stato concepito. E non mi pare che abbiano le libertà fondamentali molto più logore delle nostre.

      Capisco comunque (nella sostanza) la tua posizione.

      2 – <<…Ovvio che è il razzismo l’elemento politico, per quanto la xenofobia non sia solo un dato psicologico personale, ma anche collettivo…>>

      Perdona, ma se fosse così ovvio non avresti parlato dopo di ANTIRAZZISMO nei termini in cui dopo ne parli…

       

      3 – <<…Se il meetup di XY fosse formato da persone razziste in maggioranza…>>

      Tipo KKK? :-)

      I meetup sono gruppi di persone, legati al territorio che permettono la DEMOCRAZIA DIRETTA a TUTTI i CITTADINI: indipendentemente da orientameto sessuale, razza e IDEOLOGIA POLITICA (…e qui so di farti male ;-) 

      Il movimento politico è solo un ponte verso le istituzioni: la maggioranza parlamentare è quella che influenza il governo e, in democrazia diretta, dovrebbe coincidere con quella dei cittadini “attivi”.

       

      4 – <<…No, la vera xenofobia è quella reale dei razzisti, altroché…>>

      Magari fosse così…

      Parli del razzismo come fenomeno antropologico e, mi spiace non lo è, e questo è un dato scientifico, non un’opinione. L’unico che abbia avuto l’onestà intellettuale di dirlo è stato il vecchio Indro Montanelli.

      In italia tutta la propaganda “antirazzista” è stata fatta da una parte politica verso un’altra.

      E’ neolingua. Che piaccia o meno.

       

      Mi spiace ma con gli “ANTI” si possono fare solo dei disastri. E la storia ne ha i cimiteri pieni…

      Devo purtroppo confermare l’idea che mi ero fatto: le tue argomentazioni risentono profondamente dell’influenza della propaganda di una particolare lobby di potere.

       

      Queste sono MIE idee, MIE opinioni che per definizione NON possono essere considerate rappresentative della base “attiva” del M5S.

       

      In democrazia diretta, come ti ho fatto notare da subito, le ideologie non hanno senso.

       

      Queste sono le MIE idee…. ma so che c’è chi ha ben altro spessore culturale del mio che ne condivide la SOSTANZA, in Italia e nel mondo.

       

      Grazie per l’occasione di confonto.



       


       

       

    • 66.4
      Virus

      NOTA ancora sul punto (1), se non sono stato chiaro:

      tu non dimostri che l’ANTIFASCISMO è un valore di per se stesso (che appunto per me non lo è): dimostri che i valori che hanno portato all’ANTIFASCISMO tra le 2 guerre sono stati POSITIVI.

      Il rifiuto del termine da parte mia viene dall’altra (per me evidente) verità storica, che l’ANTIFASCISMO del dopo guerra è espressione di DISVALORI.

       

      REFUSO:

      <<Prima dell’avvento del nuovo fascismo piddino la parola Italia non “esisteva”>>

      ==> Non Italia… volevo dire “xenofobia” :-/

       

      :-)

       

       

       

    • 66.5
      aldo dice

      Scusa, ma c’è tanta di quella presunzione in quel che dici che non ho voglia e tempo di decostruirla. E’ presuntuoso e, perdonami, puerile, dire che basta la treccani per dire cos’è il razzismo: ma sì, teniamoci wikipedia, le scienze sociali a che servono, tutte p****nate piddine! Bibliografie, ma figuriamoci! I “rom sono popoli nomadi” punto e basta, Indro Montanelli dixit… Hai mai letto un libro sulla storia e sulla cultura del popolo rom? Uno, dico, uno solo. Ne esistono un sacco, se vuoi te ne indico qualcuno. Ma a te bastano le generalizzazioni luogocomuniste e una frase di Montanelli per sapere tutto. Su questa base, davvero, non ha più senso discutere. (Tralasciando che tutte le questioni concrete le hai saltate a pie’ pari. Ah, io frequento normalmente amici immigrati delle più varie provenienze).

      Direi che per questo thraed basta, comunque a parte l’impennata finale è stata una discussione decente.

       

       


    • 66.6
      Virus

      p.s. Mi è scappato l’ultimo commento più sotto…

      p.p.s.s.  Giusto per le risposte di merito che mi hai chiesto e che mi son perso:

      1 – a) meritocrazia: la penso come te. Tant’è che quando penso al concetto penso al settore privato

          Sono bene che la parola “meritocrazia” è usata dal mio odiato (neo)liberismo come uno delle chiavi inglesi per scardinare e screditare il sistema pubblico.

           b) libera impresa: amo la creatività e la libertà che può sperimentare chi rischia di cimentarsi in un progetto ambizioso – non mi riferivo a Smith

      2 – M5S: dalle mie esperienze nei meetup e nei forum, nonostante la trasversalità l’elettorato (e a questo punto mi arrendo :-) è spiccatamente antifascista e antirazzista. Questo è tanto più evidente nella componente più attiva (probabilmente perché l’attivismo è più un retaggio di sinistra… non so)

      NOTA: ho notato che l’inclusività (in senso generale) è stupefacente. Chiunque può presentarsi ai meetup ed esprimersi ed influenzare direttamente la politica. Io ho esperienza a livello comunale. 

      Altri movimenti, comitati che non sono riusciti ad avere eletti in consiglio ci chiedono di portare avanti le loro istanze, e vengono discusse insieme. Questo vale anche per i comuni cittadini.

      Sicuramente un sistema così aperto e non gerarchizzato può produrre notevoli timori per eventuali minacce: ma non saprei che altro dirti, stiamo facendo qualcosa che non ha un’esperienza storica.

      Attualmente il supporto maggiore arriva dagli attivisti più di vecchia data e dal network virtuale che si è formato tra i vari gruppi.

       

      Se il meetup del tuo comune è formato da gente che non ti piace, frequenta quello del comune di fianco. A livello regionale non so quasi niente, ma la struttura (che non c’è) è la stessa.

       

      Del parlamento non ne sa niente ancora nessuno. Neanche Grillo.

      :-)

      Buone cose.

       

    • 66.7
      Roy

      Ciao TrollBuster, io sto bene, e tu? Ormai a forza di discutere siamo diventati quasi amici… :)

      Mi dispiace deluderti, ma non sono ne’ un troll piddino, come li chiami tu, ne’ (fortunatamente, finché dura) un disoccupato, e non milito in nessun partito. Sono solo uno che cerca ancora di ragionare con la sua testa, se possibile.

      Come dicevo in un altro commento, molte idee del M5S mi piacciono, su altre se ne potrebbe discutere, se si trovassero interlocutori disposti a farlo. E il punto è proprio questo: c’è margine di discussione?

      Capisco il rifiuto della vecchia politica che ci ha portati sull’orlo del baratro, ma siamo ancora in democrazia, e la discussione è alla base della democrazia. Per quanto si possa aver ragione, un atteggiamento di chiusura totale verso gli altri non porta a realizzare i propri programmi, diciamocelo pure: non porta proprio a niente, a meno che non si disponga di una maggioranza schiacciante.

      E’ questo l’obiettivo del M5S, avere una maggioranza schiacciante per realizzare a pieno il suo programma? Per quanto si possano guadagnare consensi stando alla finestra e tirando m**da su chi deve decidere, mi pare piuttosto utopico.

      Senza contare che nel frattempo il nostro paese va a rotoli, e se la barca affonda, affondiamo tutti. Avere la maggioranza per governare su un cumulo di macerie, dev’essere appagante.

      Quindi, mi sembra più lungimirante accordarsi su alcuni punti essenziali di cui il paese ha assolutamente bisogno, dite che gli 8 punti del PD sono fotocopiati dal vostro programma, quindi dove starebbe il problema? Il passato del PD? Ci saranno tutte le ragioni per inc**zarsi a tempo dovuto, ma ora è il momento di agire. E da soli non si va da nessuna parte.

    • 66.8
      aldo dice

      Caro Virus, bene, cominciamo a discutere. Prendo questa frase, che mette insieme in un concetto tre concetti distinti:

       

      “Quindi se vuoi sentirti dire che abbia detto una tremenda c**zata e che in massa ci dichiariamo ANTIFASCISTI scordatelo: FASCISMO e ANTIFASCISMO sono espressione della medesima dittatura in cui ci troviamo in mezzo.”

       

      Tu parli di etichette, e paura che le etichette corrispondano al gioco delle parti imposto dal potere. Benissimo, ci sto. Io continuo a dichiararmi di sinistra, ma capisco la tua posizione.

      Qui però si parla d’altro.

      Non sto chiedendo di etichettare nulla. Sto parlando di un giudizio storico, e la storia non è così irrilevante e indifferente. Io chiedo di entrare nel merito, fin dal mio primo intervento. E’ vero o no che esiste un primo fascismo buono? E come può esistere, se il suo primo atto politico è stata un’aggressione squadrista? Su questo voglio risposte.

      (anche perché, diomio, il liberismo globale dei poteri forti è quell’intreccio che allora dette vita al fascismo! come si può oggi essere contro i poteri forti se non si sa riconoscerne la natura?)

      E poi, sull’antifascismo, che è un’altra questione ancora: se noi chiediamo oggi democrazia diretta, ovvero una VERA democrazia, che radicalizzi le potenzialità della democrazia, come si può non riconoscere che comunque tutto questo sta sulla base della Costituzione repubblicana (che NOI chiediamo di attuare e di apprendere anche a scuola!), e la Costituzione repubblicana è ANTIFASCISTA?

      Ma non ci rendiamo conto che c’è una contraddizione anche logica in tutto questo?

    • 66.9
      Virus

      Perdonami Aldo se insisto (e soprattutto non offenderti!)… ma a me sembra che sei andato per la tua strada…

      A questo punto ti prego di darmi la tua definizione di VALORI.

       

      Per speculare sullo stesso oggetto bisogna condividere almeno il codice: con “valori” io intendo quei principi CARDINE su cui si struttura il COMPORTAMENTO umano.

      Quindi parlo di FATTI: non si può PARLARE di valori, i valori si AGISCONO

      I valori sono quindi intimi nell’uomo e si esprimono nella collettività solo attraverso il comportamento e le azioni.

      Quindi si parla di UOMO, di psicologia e non di politica e sociologia che vengono impattate solo nel momento in cui, per processo di ESEMPIO, (nel comportamento e nei fatti, non nell’insegnamento a parole) i valori si diffondono per CULTURA.

      L’antifascismo è un comportamento, nasce da certi valori e NON, come pare continui a sostenere, un valore in se. Almeno in questo contesto, con questa accezione.

      Non si DICE di essere antifascisti, lo si è.

      Io credo che la sinistra italiana post sessantottina e il suo ANTIFASCISMO tanto sbandierato sono stati l’espressione di INTOLLERANZA e LIBERTICIDIO peggiore dal ventennio mussoliniano.

      La struttura di POTERE dietro le sue espressioni politiche ha fatto una massiccia propaganda (tramite la radicalizzazione territoriale, una gran parte di artisti, persone dello spettacolo ecc) che ha influenzato e creato un’area di pensiero che potrebbe essere definita PENSIERO UNICO. Incarnata da quelli che io (e non solo…) definisco i piddini. Coloro che sanno di sapere.

      Non è un caso che proprio quest’area che si è sempre autoincensata antifascista abbia portato avanti posizioni ultra fasciste, liberticide e oppressive della classe dei lavoratori come l’UE e la moneta unica. Infatti abbiamo perso la lotta di classe.

       

       <<..in una cittadina, c’è una dominante emotiva e razzista forte…>>

      ==> questa proposizione (e tutto il suo corollario) non significa NULLA: non ti prender male, ma NON puoi aver studiato il razzismo, semplicemente perchè non sai cos’è.

      Questa (perdona il tono) ma è robaccia che arriva dalla TV.

      Non mi metto a discutere sulle dinamiche dei flussi migratori perchè, da ciò che dici, ho solo da imparare. Ma molla il razzismo.

      Il razzismo NON è un fenomeno antropologico, è un fenomeno squisitamente politico: per manifestarsi ci deve essere un regime autoritario, forti crisi sociali come nella Germania nazista e poi (di riflesso) nell’italia fascista, come nel Rwanda, come nell’Inghilterra e nella Francia coloniali.

      La gente che guarda in cagnesco gli zingari e gli immigrati non sono razzisti ma sono tutt’al più xenofobi.

      Sono gli amercani, che hanno avuto tutt’altra storia, che usano i termini come sinonimi (la dialettica!).

      La gente che ce l’ha con i rom non ce l’ha per pregiudizi raziali, ce l’ha perché questi nomadi, per cultura, disprezzano il lavoro, perchè generalmente rubano, sfruttano i minori. Se non lo facessero in Italia nessuno se li filerebbe.

      L’Italia è sempre stato un paese particolarmente tollerante, che ha digerito invasioni, flussi migratori… pacificamente. Durante le leggi raziali siamo stati il paese che ha nascosto e salvato più ebrei.

       

      Questa bufala del razzismo in Italia nasce circa 20’anni fa, molto prima dei grandi flussi migratori dall’est e dall’Africa ed è nata per fini propagandistici (te la ricordi la questione settentrionale? i primi cittadini che si mobilitano contro la partitocrazia? la Lega Lombarda che nasce da una costola della SINISTRA e ne erode i consensi?).

      Cerca delle fonti, studi sociologici, relazioni di comitati e organizzazioni che portano delle analisi di fenomeni di xenofobia in Italia. Prova. 

      Prima dell’avvento del nuovo fascismo piddino la parola Italia non “esisteva” e quando si parlava di razzismo si parlava di Shoah e di Apartheid. Non sicuramente di qualche gruppo di ignoranti e maleducati o di deliquenti sbandati che può aver riempito un trafiletto di giornale.

       

      Ma ti ripeto queste sono MIE opinioni. E rispetto le tue.

       

      Il M5S non è un partito, non è ideologicizzato: se vuoi trovare “militanti” monoconcordi su ciò che TU ritieni dei valori devi obbligatoriamente rivolgerti ad altri gruppi politici.

       

      Qui si concorda solo sulle 5 STELLE: tutto il resto è lasciato alla propria coscienza e libertà di pensiero.

       

      SINTESI: piuttosto che essere definito ANTIFASCISTA e ANTIRAZZISTA preferisco definirmi DEMOCRATICO e INCLUSIVO :-)

       

      p.s. tutto quello che so su sti benedetti chip è questo: https://en.wikipedia.org/wiki/Microchip_implant_%28human%29

       

      p.p.s.s. nota di colore: sono felicemente sposato da dieci anni con un’immigrata :-)

       

    • 66.10
      Roy

      Aldo, sarà difficile avere una risposta, qua non si muove foglia che il Guru non voglia… la maggior parte ripete sempre le stesse cose a macchinetta, il senso critico è andato a p****ne a favore del Verbo Sacro che scende dal cielo.

      Non critico le idee, certe sono più che buone, su altre ci sarebbe da discutere un attimo, se fossimo davanti a soggetti che pensano con la propria testa. Purtroppo dai commenti vedo che così non è, prevale l’esaltazione ed il lavaggio del cervello, tanto che se un fascistoide appena eletto nel movimento spara c**zate, ben pochi si soffermano a ragionare e criticare, ma prevale la chiusura a riccio contro la “strumentalizzazione”.

      Non c’è nessuna strumentalizzazione nel far notare che qualcuno sta sbagliando, come non ci dovrebbe essere nessuna vergogna da parte dei suoi compagni ad ammetterlo: sbagliando si impara. Perseverando negli errori, invece, si dimostra solo di avere i paraocchi.

      L’aver ragione su certi punti non autorizza a comportarsi come i fascisti un secolo fa: le idee non si impongono con la violenza, verbale o materiale che sia, che poi passare dalla prima alla seconda è un attimo.

    • 66.11
      aldo dice

      I valori, l’ho detto, sono i concetti di ciò che si desidera come “bene” sociale (ovvero come sommamente desiderabile), tale concetto è esso stesso una costruzione sociale, e orienta l’azione di un gruppo che lo persegue.

      Dire che il valore si fa e non si dice, è una contraddizione in termini, poiché appunto il valore è altra cosa dall’azione, e non c’è azione senza valori che la guidino.

      (Anche il paradosso mussoliniano del “La nostra dottrina è il fatto” restava comunque nel regime del valore: quella enunciazione stessa era un valore. Peraltro ricordare questo dictum mussoliniano dovrebbe mettere in guardia dal dire cose analoghe, o comunque dal rischio insito in un’asserzione del genere).

      Potremo dire allora che se ti definisci democratico e inclusivo, diciamo che antifascista e antirazzista è un attributo necessario della sostanza (sono una necessaria determinazione concreta di quel concetto), e se sei democratico e inclusivo non puoi non essere antifascista e antirazzista?

      (Quanto all’antifascismo come disvalore nel dopoguerra, è un’affermazione ancor prima che insensata, che resta inspiegata).

       

      Quanto al resto, continui a essere offensivo, sì, e me ne dispiace. Stando sul tuo tono, potrei risponderti che la tua è un’analisi superficiale, e contrapporti una considerevole bibliografia sull’argomento che conosco bene, per aver studiato e scritto sull’argomento (tutto quel che mi dici di fare l’ho già fatto, sai). Dici: “La gente che guarda in cagnesco gli zingari e gli immigrati non sono razzisti ma sono tutt’al più xenofobi.” Di grazia, visto che affermi con tanta alterigia queste cose, vuoi portarmi pezze di appoggio a questa apodittica enunciazione?

      Ma poiché voglio continuare il dialogo, passo sopra a questo tuo fraintendimento, e dico: poniamo pure che non possiamo chiamarlo razzismo, e parliamo di xenofobia ed esclusione sociale. Bene. Xenofobia ed esclusione sociale nei confronti degli immigrati pullulano in questa Italia. L’esempio che ti facevo di un paese – metti: Rosarno, Calabria. La maggior parte dei bravi cittadini, là, disprezzano i “negri” (non ti piace chiamarli razzisti? E va bene). Quei negri che raccoglono le arance e mandano avanti la loro economia agricola per dieci, quindici euro al giorno. Che però devono stare in capannoni abbandonati, a vivere come cani. Potrà un meetup di Rosarno esprimersi per l’esclusione di questi soggetti? (ovvero: che c’importa se li usiamo come schiavi, noi non muoveremo un dito per loro). Oppure: la Bossi-Fini è la legge più esclusiva di Europa quanto all’immigrazione, la cambiamo o no? E la cittadinanza ai figli degli immigrati, che sono italiani a tutti gli effetti?

      (Poi, citi i rom che “disprezzano il lavoro” e “rubano”. Vedi, io ho anche amici rom, e conosco bene quella galassia: certo, ci sono anche quelli che rubano, come altrove, e in misura maggiore magari tra i rom, anche per la miseria sociale che nasce da un processo storico ben determinato. La superficialità con cui parli di rom mi fa, sinceramente, rabbrividire. Vedi, il tanto inesistente per te razzismo si basa su generalizzazioni come questa. “I rom fanno…” ecc, senza considerare la complessità, le differenze… il razzismo è un processo metonimico. AH, non mi rispondere dicendo Ma io sono sposato con un’immigrata, perché si può essere razzisti verso un segmento di popolazione e non verso un altro, il razzismo è selettivo. E comunque, se non ti piace chiamarlo razzismo, torno a dire, chiamalo in un altro modo, ma il fatto è questo).

      Di sfuggita, sincerità per sincerità: sta p****nata di qualificare “piddino” tutto ciò che non ti piace della sinistra, anche basta, visto che io non ho MAI votato PD e l’ho sempre considerato la rovina della sinistra (e non solo). Io sto proprio da tutt’altra parte rispetto a loro. 

       


    • 66.12
      Virus

      Carissimo Aldo,

      capisco le tue motivazioni.

      Io cerco di indicarti la direzione per capire il Movimento ma, mi pare, che tendi a fissare il dito.

      Io, elettore con nick Virus, la penso molto più come TE sull’analisi e sul giudizio storico rispetto alla nostra neoeletta di cui, comunque, capisco le ragioni.

      Ma lo trovo irrilevante.

      Sono 3 nostre sensibilità personali che non hanno nessuna correlazione con un movimento culturale che affonda le sue radici e le sue ragioni in tutt’altro contesto e, fintanto che non nascerà una discussione e un dibattito collettivo (magari proprio su una modifica costituzionale?) per cui chi avrà più competenze e più sensibilità sul periodo in questione avrà più influenza (magari in questo caso io e te e quelli come noi… ;-).

      Se non esiste delega NON ha senso per definizione dire di essere di sinistra.

      In parlamento, se uno vale uno, aritmeticamte rimane  solo il “terzo stato”… e chi è di sinistra non può che essere comunque contento.

      1 – Io, di nick Virus, ho il cuore a sinistra: dei tre fattori produttivi posseggo solo il lavoro (il mio), non ho privilegi borghesi, sono liberale, antiproibizionista (totale) e antiliberista, sono keinesiano e fanatico democratico, ecologista e pacifista. (sinistra?)

      2 – Ma ragiono a destra: sono per la meritocrazia, credo nella disciplina “militare”, amo la libera impresa, mi piace la positività e la cultura del benessero fisico, sono contro l’uso di TUTTE le droghe e… sono ottimista. (destra?)

      3 – Gesù di Nazaret è il mio role model, sono spirituale, credo che la famiglia sia il nucleo centrale sia dell’uomo che della società. (centro? Democristiano?)

      Cosa sono: AMBIDESTRO??

      Liberati da certi retaggi: capisco che 70’anni di propaganda sono deleteri ma, fintanto che Internet sarà libera, abbiamo la possibilità di accedere a fonti e ad informazioni. E INFORMAZIONE e POTERE sono sinonimi.

       

    • 66.13
      Virus

      Caro Aldo,

      bhe, sottolineo ancora che questo è un confronto tra le MIE e le TUE opinioni e continua ad essere in gran parte OT (anche rispetto anche al tuo commento iniziale).

      Scusami per il tono, è un mio difetto, ho il problema di essere troppo assertivo e poco empatico, in particolare per scritto.

       

      Ci tengo a sottolineare che NON penso che tu faccia parte di quella fetta di elettorato che abbia abbracciato il pensiero unico. Se no non saresti qua.

       

      Ho cercato di argomentare che è mia opinione che un certo tipo di DIALETTICA (in rif. all’antirazzismo e all’antifascismo) è da associare all’influenza di una propaganda estremamente diffusa di una certa parte politica (preferisci che la chiamo debenedettiana?)

       

      Quello che tu definisci SUPERFICIALE , in effetti, io lo definisco BANALE: quello che tu (ormai praticamente tutti?) VIVI come il grave problema del razzismo io lo VEDO come un grave problema di ordine sociale dovuta alle ondate migratorie.

      Io, INSISTO, trovo nel tuo modo di ragionare UN’INVERSIONE di CAUSA ed EFFETTO: un problema DIALETTICO.

      E quello che ho imparato è che quello che mi sembra ovvio non è ovvio alla maggior parte dei cittadini a causa delle campagne propagandiste.

       

      Ti premetto, come devi aver già intuito, che io su sti temi sono avvelenato: sono 20 anni che mi ci batto e cerco di fare informazione.

       

      Comunque: sul PUNTO (1) mi hai dato, come ti ho fatto notare più volte, una definizione di VALORI diversa da quella con cui ho iniziato ad argomentare: l’hai scritto. Vedi che non coincidono?

      Come fai ad avere una buona confrontazione se uno adotta un sistema di calcolo decimale e l’altro binario? Si va avanti su due binari paralleli e lo scambio si limita (per dire un’eufemismo…)

       

      Qua ti ho perso completamente ma sapevo che ci saremmo arrivati: <<…Peraltro ricordare questo dictum mussoliniano dovrebbe mettere in guardia dal dire cose analoghe…>>

      E mi spiace, il messaggio che lasci intendere è infamante mentre l’argomentazione che facevo era, di nuovo, banale: “Io mi di chiaro ANTIFASCISTA e poi agisco in modo ANTIDEMOCRATICO, LIBERTICIDA”. Tu stesso hai ammesso alla fine di non poter vedere il PD: perché siamo, a quanto pare, ben consapevoli che hanno dei valori (nell’accezione usata da te) più destrorsi e totalitari degli (ex?)fascisti rifugiati nel PDL.

      Chi è più del PD ha apostrofato di FASCISMO metà delle espressioni di diversa cultura politica?

      Io, DEMOCRATICO del 2013, RIGETTO l’aggettivo qualificativo di ANTIFASCISTA e ANTIRAZZISTA perché SVUOTATI del loro più intimo e valoriale significato dalla PROPAGANDA del dopo guerra – e, in particolare, da quella degli ultimi 20’anni.

      Ne voglio adottare degli altri che non si prestano a vergognose pratiche di ingegneria sociale e manipolazioni.

       

      IO e TE ci comporteremo nello stesso modo davanti alla stessa situazione umana (prima che sociale e politica) perché abbiamo gli STESSI VALORI non perché ci appiccichiamo un’etichetta che ci categorizza in determinate IDEOLOGIE.

      Quello che ci rende “culturalmente” diversi (almeno che non smentisci) è che per me, il VALORE umano che un ragazzo di Casapound dimostra nel momento che aiuta un’anziana a far la spesa, è UGUALE a quello che possiede un giovane del Leoncavallo che compie il medesimo ATTO.

      Per me, chi sostiene il contrario, è lo XENOFOBO più pericoloso: quello intellettuale.

      Questo esempio banale (portato da una persona superficiale) sarebbe stato, nei contenuti, difeso con la vita da un certo Voltair, a proposito di LIBERALI!

       

      <<…Di grazia, visto che affermi con tanta alterigia queste cose, vuoi portarmi pezze di appoggio a questa apodittica enunciazione?…>>

      Per questo basta la TRECCANI.

      (Ma giustamente mi potresti controbattere che è l’uso che fa la lingua e non viceversa… sarà, ma quando la lingua cambia repentinamente per motivi politici, il caro Orwell la chiamava in modo diverso…).

       

      <<La superficialità con cui parli di rom mi fa, sinceramente, rabbrividire>>

      Bhe, allora rabbrividisci per la superficialità degli studi antropologici sulla propensione al lavoro dei popoli nomadi (guerrieri) e rabbrividisci per la superficialità di Indro Montanelli (bhe, un fascista no?) da cui ho riportato l’esempio (sì, era una citazione, ed è l’unica PUBBLICA che io conosca… ma a 90’anni il brillante Indro poteva dire cio’ che voleva…)

       

      E alla fine hai “calato le braghe” e HAI DIMOSTRATO TU quello che sostengo:

      <<Ma io sono sposato con un’immigrata, perché si può essere razzisti verso un segmento di popolazione e non verso un altro, il razzismo è selettivo.>>

      Se ti dico che mi stanno sulle scatole i francesi sarei razzista? Non mi dovevi dire che ci hai fatto un dottorato di ricerca…

      E’ evidente dal contesto che la nota sul mio matrimonio era riferita in contrapposizione al fatto che vanti di aver avuto molte esperienza a contatto con immigrati e persone di altre culture per motivi di studio. Bhe, io ci sono completamente immerso da dieci anni, condivido gioie e dolori con il gruppo etnico di mia moglie e con tutti quei gruppi culturali che sono SOLIDALI nell’esperienza dell’immigrazione. Per me è usuale trovarmi a tavola con 5, 6 persone che parlano ognuno una ligua diversa. Sei mai stato in coda a fare il permesso di soggiorno?

      Risparmiami il tuo BUONISMO, la differenza tra me e te è la stessa differenza che c’è tra chi in altre culture ci vive e chi fa invece il TURISTA.

      Ma la cosa che trovo più intellettualmente spregevole nella precedente affermazione è che INSINUI il dubbio che io sia RAZZISTA!

      C.V.D. ==> Se non sei ANTIRAZZISTA sei RAZZISTA

       

      Benvenuto nel NUOVO FASCISMO.

       


       


       

       

       

       

    • 66.14
      TrollBuster

      Ciao Roy, come stai?

       

      Ma tu che sei aperto di mente (e non solo), è vero che sei andato al tuo TrollingJob con i tuoi camerati piddini cantando faccetta nera?

      A me lo puoi dire… su, dai… ;-)

       

       Comunqe ti capiamo… la disoccupazione causata dai FASCISTI-EURISTI-PIDDINI ci ha messo veramente in crisi… ti capiamo, lo sai, no?

       

    • 66.15
      aldo dice

      Certo che ti sono venuto dietro, però ti ho confutato e rilanciato :)

      Sto sulle tue obiezioni:

      a)  questa affermazione cozza con il punto (1) delle argomentazioni precedenti: il motivo mi sembra che sia l’uso del sostantivo “valore” preso in un’accezione diversa.

       

      Ma io ho specificato: l’antifascismo come evento- verità (che sta in relazione determinata e necessaria con il valore), dunque condizione di possibilità stessa della democrazia. Certo, la nostra democrazia italiana, stiamo parlando di quella. E’ ovvio che il riferimento antifascista sarà meno presente in altre realtà sociali (e però se in molti luoghi del mondo che non hanno attraversato l’esperienza fascista, il fascismo è percepito come l’anti-valore per eccellenza, qualcosa vorrà dire…)

       

      I meetup sono gruppi di persone, legati al territorio che permettono la DEMOCRAZIA DIRETTA a TUTTI i CITTADINI: indipendentemente da orientameto sessuale, razza e IDEOLOGIA POLITICA (…e qui so di farti male ;-) “

      Non è questione del KKK. E’ possibilissimo: in una cittadina, c’è una dominante emotiva e razzista forte. E la gente che va al meetup partecipa di quella mentalità. Magari perché c’è un accampamento rom nelle vicinanze, magari perché c’è un quartiere abbandonato dalla speculazione edilizia e popolato da maghrebini che peraltro sono lì a lavorare nei campi per una paga da fame. E ciononostante loro li attaccano. Ha senso questo all’interno del m5s? Vedi, per me è importante. E’ una questione di valori forti, questa, non c’è mediazione. E’ su questo che per me si deciderà la mia adesione o meno al movimento. Per adesso l’ho votato convintamente, perché credo che la classe politica fosse da spazzare via e siano cambiate le forme della politica. Ma non potrei mai condividere lo stesso spazio con gente che propugna politiche razziste. E questa non è ideologia: è questione di Valori.

       

      Devo purtroppo confermare l’idea che mi ero fatto: le tue argomentazioni risentono profondamente dell’influenza della propaganda di una particolare lobby di potere.”

       

      Ecco fatto. Siccome cominci a sentire una distanza intollerabile, e trovi forse troppo complesso confutarmi, allora ne consegue che sono influenzato dalla propaganda delle lobby. (Ma forse, dai, sarà mica il microchip sottopelle? :). Sorrido, ma trovo molto offensivo quel che dici. Vedi, io il razzismo l’ho studiato a fondo, ho fatto una tesi di dottorato su immigrazione in Italia e razzismo, e per ciò ho conosciuto e fatto amicizia con moltissimi immigrati, e l’argomento lo conosco molto bene, dunque per favore evita di avere questo linguaggio svilente nei miei confronti.

      Il razzismo nei confronti degli immigrati, e nei confronti dei figli degli immigrati – che sono italiani, anche se non gli si concede la cittadinanza (molti di loro li ho a scuola) – è un problema enorme, in questo paese. E non si può non farne una questione di valori.

    • 66.16
      Virus

      Carissimo Aldo,

      qui ognuno parla per se quando si parla di opinioni che non riguardano il contenuto sostanziale delle proposte politiche.

      Di quello che pensa personalmente la nostra eletta non me ne può fregar di meno fin tanto che agisce secondo il suo mandato.

      E’ stata eletta in un movimento per la democrazia diretta che è esattamente l’opposto del fascismo e del socialismo reale.

      Ha detto una c**zata? Forse, se fosse stata una PDina o una UDCina, dove si bada solo alla propaganda. La mia opinione è che in questo contesto è invece un’opportunità per rompere certi tabù propagandistici, è un’opportunità per mostrare come la stampa che si dichiara ANTIFASCISTA sia invece SQUADRISTA e FASCISTA.

      Quindi se vuoi sentirti dire che abbia detto una tremenda c**zata e che in massa ci dichiariamo ANTIFASCISTI scordatelo: FASCISMO e ANTIFASCISMO sono espressione della medesima dittatura in cui ci troviamo in mezzo.

      Il M5S non è ideologicizzato, per noi contano solo i FATTI e non ste CAXXO di ETICHETTE.

      Fino a prova contrario la nostra povera INQUISITA è attiva in un movimento che promuove una DEMOCRAZIA TOTALE, se poi dentro, in cuor suo cova delle mire fasciste e liberticide potrà sempre saltare sul carro del PD….

      Chiaro?

       

      p.s. il parallelo tra il PIDDINESIMO e il cattolicesimo medioevale hanno dei tratti comuni veramente inquietanti… ERETICA!! Bruciamo la STREGA!! PENTITI!!! Rinuncia alle tue TEORIE galileiane!!!

    • 66.17
      aldo dice

      Eh no, mica tanto :)

      Con “i valori sono l’orientamento” intendevo ellitticamente quello che hai detto tu (ovvero che danno l’orientamento: nel senso che ci si orienta verso la realizzazione dei valori).

      Il punto è che di quei valori l’antifascismo è la realizzazione concreta. Relativa, certo, come relativo è ogni dato concreto e storico, ma in quanto evento di verità (direbbe Badiou), ovvero evento che si mette in relazione con un valore e che (posto che i valori stessi non sono idee platoniche ma essi stessi rappresentazioni, costruzioni sociali) quel valore realizza. Dunque, per realizzare un valore occorre passare necessariamente da certi eventi-verità, e l’antifascismo è il più importante evento-verità, nella nostra storia, di tutto il novecento, visto che da quella pratica (che tale è: una pratica) è nata la possibilità stessa della nostra democrazia. E se l’antifascismo è la condizione di possibilità stessa della democrazia, non si può non essere antifascisti.

       

       

       

      ==> Problema dialettico che ha massacrato l’Italia negli ultimi 20’anni: non confondi XENOFOBIA (problema personale psicologico) con RAZZISMO (strumento politico, di controllo che fa leva, tra le altre cose, sulla xenofobia)?

       

      Ovvio che è il razzismo l’elemento politico, per quanto la xenofobia non sia solo un dato psicologico personale, ma anche collettivo.

      ==> Sei sicuro che i tedeschi non avessero valori? Non è che durante quegli anni di sofferenza sono stati completamente manopolati dalla PROPAGANDA RAZZISTA (razionale, lucida e spietata come il marketing di massa moderno)?

       

      Mai detto che non avessero valori. Solo che erano valori opposti ai miei. E per questo certi valori devono essere afferamti a prescindere dalla maggioranza. Nella questione specifica, torno a dire, il m5s deve avere il coraggio di dire di essere contro il razzismo. Se il meetup di XY fosse formato da persone razziste in maggioranza, allora quel meetup può svolgere una politica razzista? Questo non è accettabile. Ancora una volta, è questione di valori fondativi inalienabili. Inclusività e diritti universali. Questo non è trattabile.

      ==> Non è che ciò che tu consideri (partigianamente) “valori personali”, per una fetta di elettorato sono stati invece considerati valori politici?

      Certo. Ma questo è l’inganno ideologico della destra (o meglio: uno dei), quello di confondere i piani e non tenerli distinti. Io voglio un movimento politico che li sappia tenere distinti. Che sappia che se uno non si droga, per stare sull’esempio, lascia anche la libertà agli altri di farlo.

       

      Sul liberalismo e il liberismo ritengo superfluo discutere, non è questo il punto di frizione e di questione.

      Mentre invece ti dicevo qualcosa di più sul merito, che secondo me è un altro punto critico, un equivoco ideologico in cui tanti del movimento cadono.

      CONCLUSIONE:

      ==> Ci troviamo a collaborare nello stesso Movimento culturale perché abbiamo scoperto nell’anonimato della rete che, tolte le VUOTE etichette, soffocata la VERA XENOFOBIA (quella intellettuale!!) abbiamo scoperto di essere tutti uguali nella SOSTANZA (e NON nella FORMA!)

      No, la vera xenofobia è quella reale dei razzisti, altroché…

      ==> Cosa ci rende uguali? Cosa è la SOSTANZA?

      I VALORI

      Appunto. Ed io chiedo che quei valori di inclusività e di universalità dei diritti vengano affermati anche nelle loro formulazioni storiche, concrete. Che si sappia bene che la condizione possibilità della nostra democrazia è l’antifascismo, e che dire inclusività e diritti universali significa essere recisamente antirazzisti.

  • 65
    Virus

    Perdona la mia escalation ma non disdegno la teatralità.

    In special modo quando è espressione di sentimenti sinceri: perché sono un appassionato, perché son vivo.

     

    All’inizio ho ammesso subito che ti avrei voluto dribblare: lo sai perché? te lo sei chiesto?

    Perché da come hai posto le domande nei commenti ho capito che c’erano dei tratti di ideologicizzazione.

    E sapevo che alla fine mi sarei sentito dare del fascista e del razzista.

    E sai come facevo già a saperlo?

    Perché discussioni simili le faccio da 20’anni e conosco i miei interlocutori.

    Non è stato neanche un caso che abbia da subito messo le mani avanti accennando alla “xenofobia intellettuale”.

    Ti assicuro che non è facile sentirsi dare del fascista-razzista per chi quotidianamente, da anni, lavora per veder realizzato il sogno della DEMOCRAZIA DIRETTA e che ogni volta che esce con la compagna deve viversi certi pregiudizi culturali.

    Sono masochista? Forse.

    Ma mi son fatto tirar dentro perché ho notato che sei persona di cultura…

    E ne sono contento perché il tuo contributo lo ritengo comunque PIU’ di decente ;-)

     

    Io sono certo che se entriamo nel merito dei problemi dell’immigrazione, della SPLENDIDA cultura gitana o del ventennio nero hai molto da insegnarmi. Sicuramente anche sulla Bossi-Fini.

     

    Ma, hai noi, non è neanche stato un caso che sono stato lapidario con la risposta della TRECCANI.

    Ritieni davvero che io pensi che la cultura si approfondisca nelle brevi pagine enciclopediche? Non credo.

     

    Quei giudizi di merito gli hai espressi perché sei stato ferito nell’orgoglio. Sei troppo preparato per non aver capito.

     

    Il punto è che già a quel livello ZERO di ricerca, ti accorgeresti che la mia affermazione è scontata: razzismo, intolleranza, xenofobia sono 3 concetti diversi. Non è un’opinione. E non è necessario nè essere un antropologo nè un sociologo per saperlo.

    Per capire perché é scorretta l’accezione con cui usi il termine (anti)razzismo bastano poche righe di vocabolario. E le implicazioni sostanziali che ne derivano sono micidiali.

    Come cambia la dialettica?

    Il razzismo viene utilizzato per creare xenofobia. Pensa al Rwanda.

    Certi popoli sono stati “spostati e mischiati” per creare situazioni di frizione  (intolleranza?): pensa a Stalin cosa faceva con le popolazioni nomadi (guerriere) nella steppa. Lo faceva per il controllo, per governare.

    La frustrazione per convivenze difficili (da tollerare?) e la paura della diversità sono sentimenti umani che, fino a che non sono agiti, non rivestono assolutamente carattere patologico.

    Il razzismo è invece qualcosa di mostruoso, inumano, terribile anche nelle forme più nascoste e meno evidenti.

     

    Cambiando il significato delle parole l’autorità va a manipolare il guilt system.

    Eppure duemila anni di teocrazia cattolica avrebbe dovuto insegnarci qualcosa.

     

    La mia tesi? Il razzismo non è una manifestazione di sociopatia collettiva che porta a comportamenti deprecabili: è una micidiale arma di lotta di classe. Fredda, lucida.

    L’apoteosi è l'”intolleranza razziale”: mi confondo solo a pronunciarla.

    Questa è la neolingua.

    Caro Aldo, ci hanno rubato le parole.

     

    Come fai ad articolare un sistema di pensiero strutturato se non hai le parole, che ne compongono il framework.

    Luogocomunismo? Sei ancora sicuro?

    Tesi e antitesi: e giù a darsi botte tra sanbabilini e trotskisti, mentre si preparavano a spogliarci di tutte le nostre conquiste sindacali.

     

    Il cristianesimo mi ha insegnato che nella parola si nasconde il demonio.

     

    Come pensi che abbiano inficiato la recente scolarizzazione di massa (oltre che con la marjuana e l’LSD)?

     

    La dialettica è per me una bussola nella confusione della manipolazione massificata, un’aspirina contro “l’influenza” :-)

     

    La cultura è complessa, liquida, profonda: la propaganda è un Virus. Semplice, efficace.

     

     

     

     

     

     

     

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