Perché il Movimento Cinque Stelle non può dare la fiducia

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Il Movimento Cinque Stelle ha detto fin da subito che non avrebbe votato la fiducia a un Governo Pd. Questa posizione è stata ovviamente criticata dall’esterno, e forse anche da qualcuno all’interno. Per comprenderne le ragioni, bisogna capire bene cosa significa, questa benedetta “fiducia”. Non a tutti è chiaro. Oggi lo spieghiamo anche alla proverbiale casalinga di Voghera.

 

La nostra forma di Governo prevede, tra le altre cose, un bicameralismo perfetto (unico caso nel mondo. Ovvero – in soldoni – tutte le leggi devono essere approvate e possono essere modificate da entrambe le Camere) e il meccanismo della fiducia. La “fiducia” è introdotta dall’art.94 della Costituzione italiana (e no, non bisogna essere fini costituzionalisti per leggerla e capirne il senso: la Costituzione è stata scritta perché la comprendessero tutti).

Art. 94
Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

L’Italia è una Repubblica Parlamentare (e questo va ricordato, ogni volta che si fa una critica sulla proposta di prorogatio all’attuale Governo). Questo significa che l’organo titolato ad esercitare la potestà legislativa (fare le leggi) è principalmente il Parlamento. Il Governo ha semmai il ruolo di indirizzo politico: la sua iniziativa legislativa è sempre e comunque subordinata. Può cioè dare esecuzione a strategie politiche, che poi trasforma per esempio in decreti legge, i quali però devono sempre e comunque essere convertiti in legge dal Parlamento (entro 60 giorni), altrimenti decadono.

Per entrare in carica, il Governo deve farsi dare la fiducia, e siccome operiamo in regime di bicameralismo perfetto, la fiducia deve essere data sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica. Perché si fa questo passaggio? Senza bisogno di aprire un manuale di Scienza Politica (ce l’ho, se volete lo tiro fuori), diamo un’occhiata a Wikipedia che lo spiega bene. In relazione alla votazione della fiducia con “mozione motivata” e per “appello nominale”, si legge:

« Queste ultime due disposizioni hanno un preciso scopo: quello di creare una stabile maggioranza politica. L’obbligo di motivare la mozione fa sì che i vari gruppi si impegnino, se favorevoli, a sostenere il Governo in modo stabile. La votazione a scrutinio palese serve a far sì che i vari parlamentari si assumano la responsabilità politica personale di sostenere il Governo. »

Tutto chiaro? La fiducia non è un atto formale che permette ad un Governo di entrare in carica, come qualche commentatore interessato cerca di far credere per semplificare a proprio vantaggio il casus belli, ma un vero e proprio atto di corresponsabilità politica di fronte al Paese e agli elettori, che per di più  deve essere stabile. La fiducia non si dà e non si toglie come si sale e si scende dal tram: questo sì, sarebbe da irresponsabili.

Tant’è vero che per togliere la fiducia a un Governo in carica la procedura si complica. Il primo voto di fiducia, quello che permette a un nuovo Governo di entrare in carica, è infatti un atto propositivo sul quale tutte le forze politiche sono chiamate immancabilmente ad esprimersi. La revoca della fiducia, invece, si può avere solo se qualcuno ne fa proposta (mozione di sfiducia) e se questa proposta viene sottoscritta da un numero sufficiente di parlamentari (un decimo per Camera, dunque nel caso di Montecitorio almeno 63 deputati). Inoltre, qualora la mozione avesse i requisiti per essere inserita all’ordine del giorno, non potrebbe essere discussa prima di tre giorni, perché (come nei casi di divorzio matrimoniale), si deve dare l’opportunità a chi l’ha presentata di ripensarci, magari sfiancandolo con estenuanti pressioni. E infine, ovviamente, bisognerebbe avere una maggioranza che la vota.

Supponiamo ora che il Pd presentasse un programma di Governo in cui, per assurdo, ricalca tutto quello che vuole fare Grillo. Dico “per assurdo” perchè, a quel punto, tanto varrebbe avere direttamente un Governo a Cinque Stelle. Supponiamo anche che i 162 parlamentari pentastellati, colti da raptus o irretiti dalle reiterate richieste di “responsabilità”, dopo il discorso parlamentare di Bersani (senza conoscere i contenuti del quale non ha senso neppure interrogarsi sulle intenzioni dei cinque stelle, visto che prima si ufficializza una proposta e solo dopo la si può votare), votassero per questa benedetta fiducia. Dal giorno dopo, il Partito Democratico avrebbe il viatico per iniziare la sua azione di Governo. Rispetterebbe l’indirizzo politico dichiarato per ottenere la fiducia? Questo è il problema.

Parliamo dello stesso partito che fa “parlamentarie” per definire liste di candidature in cui antidemocraticamente impone veterani vietati dallo statuto, come la Bindi. Parliamo dello stesso partito le cui ingerenze nelle fondazioni bancarie hanno portato alla situazione che sappiamo di Monte Dei Paschi, e che non ha mai pubblicato l’elenco dei mutui ottenuti dai suoi dirigenti/funzionari/parlamentari. Lo stesso partito del fiscal compact, del più Europa a tutti i costi, del conflitto di interessi che secondo Fassino non era una priorità degli italiani, e così via. Un partito che accusa gli altri di non essere democratici, ma che di democratico – visto l’establishment che non molla le redini – non ha poi molto. Un partito che insiste per governare perché sa benissimo che, se si tornasse alle urne, tutta la sua dirigenza verrebbe rasa al suolo e si farebbero avanti nuove leve, con tutto il loro entourage, come Matteo Renzi. E che per questo fa lanciare appelli su appelli a una presunta responsabilità, sia manipolando petizioni altrui e presentandole come se fossero della base del Movimento Cinque Stelle (Viola Tesi, esponente del Partito Pirata), sia lanciando i suoi intellettuali  su Repubblica.

La verità è che, con tutta probabilità, il Partito Democratico continuerebbe a fare quello che ha sempre fatto, ovvero i suoi interessi speculari e complementari a quelli del centrodestra, con la sola differenza che a permettergli di farlo, questa volta, sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle, con il viatico del suo voto di fiducia. Cosa accadrebbe infatti dei punti condivisi con i parlamentari del Movimento? Si arenerebbero nelle sabbie mobili dei ministeri, dove Berlusconi stesso sosteneva che non si può spostare neanche una pianta. Basta vedere come sono riusciti a prendere in giro gli italiani con la legge per la riduzione degli stipendi dei parlamentari: fecero una commissione per valutare la media ponderata degli stipendi dei loro colleghi negli altri paesi d’Europa, parametrata al costo della vita e, poiché era troppo complicato derivarla, il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, posto a capo della commissione, dopo mesi e mesi dovette dimettersi e dichiarare un nulla di fatto. Ragion per cui gli stipendi rimasero quelli che sono. Sarebbe bastato restituire al Tesoro la parte eccedente a una quota prefissata, per esempio i 5 mila lordi dei “grillini”, o in alternativa fare una legge di un articolo solo, e avrebbero evitato di prendere in giro tutto il Paese. Ecco, quella è la stessa gente che oggi vorrebbe la fiducia su quegli stessi punti.

Di contro, potrebbero fare decreti legge sulle materie che più a loro interessano, sicuri di una conversione parlamentare che otterrebbero con una maggioranza questa volta estranea al Movimento Cinque Stelle, da realizzarsi sui singoli punti di interesse comune tirando dentro di volta in volta i montiani e il pdl. E cosa potrebbe fare, il Movimento Cinque Stelle, per opporsi? Nulla, perché anche qualora proponesse una mozione di sfiducia, non avrebbe la maggioranza per approvarla. Il Paese continuerebbe esattamente come prima, solo che, per la definizione di fiducia data sopra, ad assumersi la responsabilità politica personale di avere sostenuto il Governo questa volta sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle. Questo sì, sarebbe un tradimento dell’elettorato. Non è evidente?

Obiezione: ma allora perché, se gli scenari per le due coalizioni più votate sono quelli, non partono direttamente con una fiducia Pd-Pdl su un Governo di larghe intese? La risposta è semplice ed è ancora una volta implicita nella definizione di fiducia. La fiducia è una dichiarazione di intenti. Sarebbero costretti a dichiarare un programma ed un’alleanza preventiva che li inchioderebbe di fronte al Paese e all’elettorato, mentre i singoli voti sulle singole leggi successive non avrebbero tale valenza incontestabile e potrebbero essere giustificati di fronte all’opinione pubblica dalle circostanze e dalle opportunità politiche (la grave situazione del Paese e così via…).

Qual è, dunque la soluzione al rebus? Bisogna partire da un assunto chiave: qualsiasi governo si formi, non sarà stabile. Al Senato della Repubblica non c’è una maggioranza dello stesso colore politico di quella che, grazie al Porcellum, domina la Camera. Questo è fuor di discussione. Per questo si naviga a vista e si circoscrive il programma di indirizzo politico a un piccolo numero di leggi o riforme necessarie e facili: la legge elettorale, gli sprechi e i costi della politica, la legge sui rimborsi elettorali e poco altro. Addirittura – sospetto per non consegnare il Paese a Grillo – il Pd vorrebbe anche solo la legge elettorale e poi al voto.

Domanda: visto che l’orizzonte politico è questo, è proprio necessario un Governo per realizzarlo? Ovviamente la risposta è no. Sono cose che (lo dissi, e Tremonti era più d’accordo di me, due settimane fa a L’Ultima Parola) potremmo fare anche io e voi. Un’esempio? Ecco la nuova legge elettorale: “Art.1. Il Porcellum è abrogato. Art.2. La presente legge entra in vigore il giorno dopo della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”. Basta così poco? Certo: per il principio che l’Italia non può stare senza legge elettorale, perché risulterebbe impossibile formare parlamenti successivi (perlomeno senza una nuova costituente), automaticamente tornerebbe in vigore il Mattarellum. Si può discutere se fosse buono o cattivo, ma forse era un po’ meglio del Porcellum. Senza arrivare a tanto, in ogni caso, è il Parlamento (ricordate che siamo una Repubblica parlamentare?) che ha l’iniziativa legislativa: potrebbe semplicemente e in pochissimo tempo dividersi in commissioni, fare le sue proposte di legge e votarsele. E, visto che sarebbero state ampiamente discusse nelle varie assemblee, avrebbero un’altissima probabilità di recuperare maggioranze, anche di volta in volta diverse, per la loro approvazione.

O, se proprio non si riesce a fare pace con l’idea che le leggi, in una Repubblica parlamentare, le fa il Parlamento senza problemi (e ci mancherebbe altro!), visto che i punti essenziali sono punti condivisi dai Cinque Stelle, si potrebbe affidare il Governo a loro. Non hanno esperienza? Non è rilevante: si tratterebbe solo di un atto formale per realizzare, con il contributo di tutti, poche cose. In primis, appunto, la legge elettorale. Tutti ci fanno un figurone e possono tornare al voto sereni.

Tutto il resto si spiega solo alla luce della perniciosa e disperata volontà di restare aggrappati alle leve del potere, trascinando con sé anche l’unica forza di reale cambiamento del Paese.

 

 

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191 risposte a Perché il Movimento Cinque Stelle non può dare la fiducia

  • 117
    gianco

    Perche potrebbe  essere un bumerang  che ci  porterebbe  a perdere parte del consenso di alcuni che anno votato movimento 5stelle. E Sarebbe  come rinnegare  il proprio programma.GIANCO

  • 116
    leopardogat

    SONO D’ACCORDO SULL’ARTICOLO SULLE ELEZIONI CARICHE DELLO STATO E FIDUCIA A UN NUOVO GOVERNO.LA SITUAZIONE MI SEMBRA PIU’ DRAMMATICA DI QUANTO SI DESCRIVE.E DOBBIAMO A BERSANI E AL SUO PARTITO DI AVERCI PORTATO IN QUESTA SITUAZIONE.BERLUSCONI GIOCA COME IL GATTO CON IL TOPO E LI ASPETTA AL VARCO IL MOVIMENTO 5 STELLE SICURAMENTE NON PUO’ VOTARE NESSUNA FIDUCIA A NESSUN GOVERNO,PUO SOLO FARE VALERE LE SUE PREROGATIVE,COME STA’ FACENDO DI ESSERE IL PRIMO PARTITO E QUINDI  CHIEDE CHE SECONDO CONSUETUDINI ACQUISITE CHE GLI VENGANO DATE QUELLE CARICHE CHE GLI SPETTANO.MA TUTTO QUESTO FATTO SENZA NESSUNA REALE CONVIZIONE,SOLO COME UN FATTO ACQUISITO,SENZA MOSTRARE QUEL PATHOS DI ATTACCAMENTO AL POTERE CHE INVECE IL PCIPD O IL PDL  IN MANIERA DIVERSA MANIFESTANO MA SEMPRE CON L’INTENZIONE DI MANTENERE POLTRONE E POTERE COME HANNO FATTO IN TUTTI QUESTI ULTIMI ANNI.E RENZI,CHE SEMBRA IL NUOVO, IN FONDO E’ COME LORO,ASPETTA ALLA FINESTRA CHE BERSANI CAPISCA CHE LA SUA ESISTENZA POLTICA E’ FALLITA ,FINITA,TOCCHI CON MANO CHE NON HA LA MAGGIORANZA AL SENATO E SE A LUI SUBENTRERA’ RENZI SARA’ LA STESSA COSA UNA LOTTA PER LE POLTRONE, AMMANTATA DI NUOV, QUANDO DI NUOVO C’E’ SOLO L’ETA.COME BRUTO PUGNALO’ CESARE,LUISENZA ESPORSI ASPETTA CHE CESARE-BERSANI VENGA FATTO FUORI DAGLI EVENTI PER PROPORSI POI COME IL SALVATORE DELLA PATRIA,MA DI QUALE PATRIA SEMPRE QUELLA DEL PCIPD RIVERNICIATA DI MODERNISMO,PERCHE’ LE SUE RADICI SONO SEMPRE DI BOTTEGHE OSCURE E’ IL SUO PARTITO CHE E’ FUORI TEMPO PERCHE’ IN QUESTI ANNI NON SI E’ SAPUTO FARE UN PARTITO RIFORMISTA CHE INTERPRETAVA I BISOGNI NUOVI DEL SUO ELETTORATO CHE ETA’ E AMBIZIONI ANDAVANO CAMBIANDO,BERLUSCONI, CREDO CHE ORMAI NE ABBIA PIENA LE PALLE DI RESTARE IN POLITICA LO FA’ SOLO PERCHE’ NON VUOLE FARE LA FINE DI BETTINO CRAXI  ,RESTIAMO NOI I COSIDETTI “GRILLINI” SPETTA A NOI NEL FUTURO DARE UNA PROSPETTIVA DI LUCE ALLA SOCIETA’ ITALIANA E PERCHE’ NO A MOLTE ALTRE REGIONI EUROPEE,CHE SI TROVANO NELLE STESSE CONDIZIONI DI DIFFICOLTA’ ECONOCICA E DI SVILUPPO,DOMINATI IN QUESTO MOMENTO DA UNA POLITICA DI INDIRIZZO E SCELTE CHE VIENE FABBRICATA IN GERMANIA.METTIAMO INSIEME QUESTI POPOLI,MANDIAMO I NOSTRI GUASTATORI A BRUXELLES,E NEL FRATTEMPO RESTIAMO PER FAVORE FUORI DAI GIOCHI E DAGLI INCIUCI E LASCIAMO CHE LA VECCHIA CLASSE POLITICA SI IMPICCHI DA SOLA.TROVERANNO UN MODO PD E PDL DI FARE UN ACCORDO MINIMO O FORSE ANCHE PIU LUNGO E NEL FRATTEMPO NOI ABBIAMO IL TEMPO DI CRESCERE,DI IMPARARE LE REGOLE DELLA LOTTA POLITICA DALL’INTERNO DELLE ISTITUZIONI,FACCIAMOCI UNA BASE DI ESPERIENZE E AVREMO DAVANTI UNA AUTOSTRADA CHE CI PORTERA’ LONTANO,VERSO QUELLA RIVOLUZIONE DEMOCRATICA DAL BASSO CHE LA GENTE COMUNE, OGGI, VUOLE VEDERE REALIZZATA.

  • 115
    DavideBolognesi

    [continua]

    1)      Il bello = Grillo.   Il leader M5S e’ un signore energico, motivato e competente, che ha affinato doti proprie di communicativita’. Mi piacciono certe sue visioni, ma temo che sia bloccato ora nel suo ruolo di trascinatore. Deve per forza ‘caricare’ i sostenitori del M5S perche’ hanno provenienze e sentori diversissimi, ha incanalato la loro rabbia nata dalla crisi vissuta nel quotidiano in una rassegna di punti programmatici che ha raccolto di tutto e di piu’. Senza pero’ definire priorita’ ed emergenze, ed una strategia per piu’ lungo termine: ma e’ li’ che sta la Politica. Cosa vi impedisce di spacchettare il programma e negoziare collaborazioni a termine con (o meglio dentro) un governo che abbia sensibilita’ simili e possa effettivamente realizzarli, magari contribuendo a renderli piu’ efficaci e/o piu’ digeribili per tutti gli Italiani?

    Le affermazioni massimaliste del sig. Grillo e dei portavoci M5S sembrano solo un modo di tirare la corda: scaldano i supporter, irritano gli avversari, ma la diatriba resta verbale. A volte abusate anche voi del ‘falso’ nell’informazione come nell’accusare il PD di un “mercato delle vacche” e una settimana dopo scrivere sul blog del sig. Crimi che non ci sono state ne’ contrattazioni ne’ pressioni.

    Anche chi non vi ha votato, ci tiene che siate in Parlamento perche’ siate vigili sul fare e promotori del nuovo, contributori attivi in virtu’ delle vostre multiformi esperienze, del mandato e peso elettorale.

    Spero che i cittadini italiani alle prossime elezioni possano premiare chi piu’ e meglio avra’ fatto, non chi ha urlato piu’ forte o chi ci ha consolato meglio. Purtroppo, al contrario, sembra che le doti comunicative spesso soppiantino la serieta’ personale. Forse questo e’ proprio la dote che Bersani ha meno di altri, da Berlusconi a Grillo a Renzi.  E allora?! Continuate a denigrarlo se vi da’ piacere…

    2)      Governo = potere di facciata. E’ vero che il Parlamento puo’ legiferare indipendentemente e che negli anni del dominio del CD questo ruolo e’ stato oltremodo umiliato. Ma non si puo’ reggere uno Stato senza che il governo imposti strategie economiche e sociali, riforme dell’apparato pubblico, gestisca il bilancio, regga le relazioni con l’estero.

    Il post sopra, che intende giustificare il M5S nel NON prendere il rischio di partecipare o sostenere un governo, sembra piuttosto indicare la paura del M5S di ‘sporcarsi le mani’, come se temessero di non poter restare onesti e coerenti anche col portafoglio di un ministro. Questo purismo sa piu’ di studenti che proclamano idee rivoluzionarie, poi giocano con procedure e trucchi per organizzare assemblee ad oltranza. Avete l’energia, le idee e… la spinta. Usatele!  Fissate verifiche e condizioni, come per chiunque diventi partner in una nuova impresa: qui c’e’ da ricostruire l’Italia.

  • 114
    angelo galli

    Nel non statuto è scritto:”Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico.” Ora se si ritorna al voto, viene a mancare “lo scambio di opinioni e confronto democratico”

    Visto che alla camera i grillini sono superiori al 10%, sarebbe, nell’interesse del paese, concedere la fiducia al governo, SENZA NULLA chiedere in cambio, ma anzi dichiarandosi pronti a sfiducialo, se entro determinate date non venissero approvate leggi sui punti  proposti dal movimento 5 stelle.

    Un saluto a Voi tutti

    angelo da milano

    P.s. nel caso che il PD non mantenesse gli impegni, i cittadino che non erano andati al voto saprebbero come orientarsi nelle prossime votazioni.

  • 113
    samson

    In base al tuo articolo ,non capisco perchè un eventuale fiducia al PD la intendi alla tua maniera.Se si da la fiducia al PD quello che nascerà sarà un governo PD-M5S

    che nasceràù su alcuni punti inderogabili per il movimento.

    Quello che non mi è chiaro dal tuo discorso è che non capisco quale sia il problema se una volta che il PD viene meno oppure ostacola quei punti alla base dell accordo

    gli si faccia poi mancare la maggioranza al governo.In pratica come ha fatto bertinotti al primogoverno Prodi.Se il PD fa una legge contraria ai patti ,il M5S gli dice che non la fa passare ,se il PD ci tiene a quel punto  ci mette la fiducia ,oppure la deve ritirare .Perchè il PDl invece di prendere la palal al balzo e far cadere il governo dovrebbe

    invece appoggiare il PD ? E poi quale sarebbe il problema a fare una mozione di sfiducia ? Come la metti tu pare che una vota data la fiducia un partito non possa piu ritirarla .ma così non è .Se il PD non mantiee i patti mi sembra la conclusione più ovvia ,sarebbe il PD a dover giustificare il perchè viene meno ai punti prtogrammatici.

    Poi scusa,sarebeb la stessa cosa se al momento che il PD voglia ostacolare una legge del M5S ,se non vuole farla passare cosa fa ? la mozone di sfiducia ?

    Se si ,allora in quel caso sarebbero loro a venir meno all “atto di responsabilità”.

    Non capisco perchè se è il movimento a proporre qualcosa ,questo si dovrebeb perdere nei meandri del parlamento (come tu dici) ,mentre nel caso di una legge voluta dal PD e contraria ai principi del M5S ,inquesto caso solo la sfiducia (controproducente) ,potrebbe fermarla.

    Il tuo discorso mi sembra molto una forzatura .fai un analisi assai speculativa

    degli episodi a cui fai seguire possibilità molto diverse se avvengono per iniziativa del PD o invece del M5S. Il PDL poi,secondo te sta lì a dare appoggio esterno per tenere in piedi un governo PD ? invece di approfittare della mozione del M5S e farlo cadere ?

    LA TUA E ‘ DAVVERO FANTAPOLITICA.

    per carità ,non che non rientri nel mondo del “possibile” ,ma assai poco probabile.

    A parte il fatto che tante cose rientrano nel rischio di ogni alleanza (se non addirittura nel partito stesso).Allora che afi ? aspetti di avere la maggioranza del 50% +1 per poter governare?

    Oppure stai lì a desderare un governo di minoranza ? E chi te lo fa? pensi che il PD si arrischi in un tale tipo di legislatura ?

    Anxcora dici che nons erve per forza un governo ,dato che è il parlamento a caratterizzare la nostra repubblica .Verissimo,ma non è che a quel punto ,venendo meno “l atto di responsabilità davanti al popolo” cioè lòa fiducia ad un governo,allora si che si corre il rischio che il PDe PDL  si accordino per far passare solo le leggi che loro fanno comodo ,senza però esplicitare un alleanza, controproducente se  fatta per un governo vero ?

    Non è che certi aspetti puoi prenderli in considerazione solo quando fanno comodo a dimostrare la tua tesi ,se lo fai lod evi fare per ogni ipotesi,altrimenti diventa

    tutta una speculazione la tua.

  • 112
    yuva

    malsano ha scritto :
    Facciamo un’ipotesi: domani Grillo si sveglia e dice che per un senso di responsabilità l’M5S è disposto a dare la fiducia al nuovo governo. Hai un’idea di quello che succederebbe all’interno del Movimento?  A differenza di Pirro Bersani, Grillo ha il polso del suo elettorato, si esprime per loro e sa benissimo di non essere a capo di un esercito di cavezzati. Quello che all’esterno sembra un diktat è la volontà della maggioranza.

    poche,semplici e chiare parole di un vero grillino! anziché perdersi per ventanni e oltre in : è colpa tua è colpa sua, ma si ma no bla bla…….2000- duemila e passa miliardi di debito non ci sarebbero stati,! se non ci fosse stata la stessa massa di ignoranti che oggi “”qualcuno”” ( con turbe psichiche) vuole ancora sostenere, omologati e masochisti al punto da adorare il proprio carnefice.

    Straquoto ogni parola, viva la vera democrazia viva Beppe Grillo.

  • 111

    Grazie Claudio Messora per il tuo nuovo chiarissimo articolo.

     

    Lo condivido fino all’ultima parola, sono elencati tanti elementi e motivi per non cadere nel tranello della fiducia ad un governo “altro” dal MoVimento 5 Stelle.

     

    Avanti tutta così come fino ad oggi, cari nostri rappresentanti del MoVimento 5 Stelle, non fermatevi ma continuate a correre, come faceva Forrest.

     

    Noi vostri elettori siamo con voi, non vi lasceremo soli. Buon lavoro!


  • 110
    carbrac43

    Credo che tutti coloro che hanno votato M5s, tranne coloro che sapeva quello che volevano, non hanno capito le vere intenzioni del Patron e del suo ideologo. Oggi in parlamento hanno dimostrato, in chiare lettere, che a loro dei problemi dell’Italia non gli importa proprio niente. Era una brigata di robot radiocomandati. Era palese il loro imbarazzo quando i giornalisti tentavano di sapere quello che pensavano della situazione volgevano lo sguardo lontano e partiva l’impulso del Patron: noi siamo coerenti con quanto abbiamo detto in campagna elettorale, non votiamo la fiducia a nessuno, null’altro in tutta la giornata. Solo uno di loro alla domanda del giornalista: ma di fronte alla grave situazione del paese cosa proponete di fare, risposta: ci pensino i partiti che hanno rubato per vent’anni noi staremo li a controllare. A loro è vietato pensare, dichiarare le loro idee e dialogare con il “nemico” specie la stampa. Mussolini andò prima al potere e poi annullò la stampa e la parola. Grillo lo fa prima per togliersi il pensiero. Lui ha dichiarato “ma quale fascista mio padre era un socialista” appunto anche Mussolini era un socialista

  • 109
    carbrac43

    Credo che tutti coloro che hanno votato M5s, tranne coloro che sapeva quello che volevano, non hanno capito le vere intenzioni del Patron e del suo ideologo. Oggi in parlamento hanno dimostrato, in chiare lettere, che a loro dei problemi dell’Italia non gli importa proprio niente. Era una brigata di robot radiocomandati. Era palese il loro imbarazzo quando i giornalisti tentavano di sapere quello che pensavano della situazione volgevano lo sguardo lontano e partiva l’impulso del Patron: noi siamo coerenti con quanto abbiamo detto in campagna elettorale, non votiamo la fiducia a nessuno, null’altro in tutta la giornata. Solo uno di loro alla domanda del giornalista: ma di fronte alla grave situazione del paese cosa proponete di fare, risposta: ci pensino i partiti che hanno rubato per vent’anni noi staremo li a controllare. A loro è vietato pensare, dichiarare le loro idee e dialogare con il “nemico” specie la stampa. Mussolini andò prima al potere e poi annullò la stampa e la parola. Grillo lo fa prima per togliersi il pensiero. Lui ha dichiarato “ma quale fascista mio padre era un socialista” appunto anche Mussolini era un socialista

  • 108
    Mattareo

    luca.manzoni ha scritto :

    Alex io non sostengo che il voto di un punto del programma sia la stessa cosa che dare la fiducia a un governo. Posso semplicemente dire che nel codice parlamentare non c’è traccia di questi elementi, visto che parla di  “punti condivisi”.  Anche ammettendo che  “punti condivisi” sia sinonimo di “punti presenti esclusivamente nel programma attuale del M5S”, il programma del movimento non affronta la questione della fiducia. Ho risposto al primo commento di forebase e da lì è nata la discussione sull interpretabilità del codice. Se il codice è largamente interpretabile, poco chiaro e lacunoso, non può essere usato per avallare certe ideologie o decisioni specifiche. La dimostrazione dell interpretabilità mi sembra logico passi per una breve analisi letterale.  Tu continui a liquidare la questione giudicandola “cavillosa”.

    Votare su punti condivisi non implica tutto ciò che implica votare la fiducia, questo è scritto chiaro nel post e vi è differenza sostanziale tra l’una e l’altra cosa; si ha libertà di votare o meno punti condivisi solo senza appoggiare un governo, altrimenti la scelta è decisamente più vincolata.

    Secondo te che il testo dica “si possono votare punti condivisi” vuol anche dire che si può votare la fiducia, secondo me invece, proprio aver scritto solo “votare punti condivisi” esclude ogni fiducia ad un governo che non sia un governo del MVS in quanto il testo parla di “ciò che non è consentito”, e pone eccezioni solo in un caso, cioè la votazione su punti condivisi che nella sostanza non è votare la fiducia.

  • 107

    Prego il sig. Messora o chi per lui è in grado di rispondere di darmi spiegazioni sulla vacatio legis.

    Mi è stato ribattuto questo

     

    “La questione della riforma elettorale è una c**zata: la vacatio legis non ripristinerebbe il mattarellum, invaliderebbe la legge che abroga il porcellum.
    Ma il problema è questo: le cose non sono semplici, affatto, sono molto complesse.”
    e poi questo:
    “Quando è stato presentato il referendum abrogativo, con lo stesso identico contenuto di questa “legge”, è stato bocciato dalla corte costituzionale perché avrebbe determinato una VL.
    Non mi risulta affatto che ci sia una gerarchia retroattiva per le leggi, per cui, come un manifesto appeso al muro, se lo strappi è buono l’ultimo che c’era dietro…”

    “La questione della riforma elettorale è una c**zata: la vacatio legis non ripristinerebbe il mattarellum, invaliderebbe la legge che abroga il porcellum.Ma il problema è questo: le cose non sono semplici, affatto, sono molto complesse.”
    e poi questo:
    “Quando è stato presentato il referendum abrogativo, con lo stesso identico contenuto di questa “legge”, è stato bocciato dalla corte costituzionale perché avrebbe determinato una VL.Non mi risulta affatto che ci sia una gerarchia retroattiva per le leggi, per cui, come un manifesto appeso al muro, se lo strappi è buono l’ultimo che c’era dietro…”

     

    Grazie

  • 106
    oinotna

    Fiducia, non fiducia…il problema non è qui!!…Il quesiti di partenza deve essere,”chi ha votato Grillo? Da dove  vengono i più? Cosa vorrebbe la maggioranza dei votanti il m5s? In ipotesi che i più abbiano una visione meno rivoluzionaria, e che loro desiderio sarebbe di vedere Grillo dare la fiducia al PD per strappare l’attuazione dei punti più importanti in agenda, per Grillo, quale la soluzione politicamente più vantaggiosa per non perdere tutti quei voti alla prossima consultazione elettorale?…

  • 105
    paperpacchia

    Articolo chiaro, correttamente spiegate le ragioni del M5S.

    Ma credo che debbano essere viste le ragioni di tutti, di tutti gli italiani, anche di quelli che pur rimanendo ancorati ai vecchi partiti o che non abbiano nemmeno votato, avvertono comunque la necessità di un cambiamento. 

    Questo cambiamento è a portata di mano, in questo momento se il M5S vuole può veramente cambiare la storia di questo malandato paese sfruttando le altrui debolezze.

    Far uscire allo scoperto gli altri proponendo un Presidente del Consiglio scelto nella società civile, con un programma chiaro, limitato alla riforma elettorale, alle riforme costituzionali che tutti si aspettano.

    Per qualche partito sarebbe impossibile defilarsi, pena il suo completo ridimensionamento; continuare invece nel rigido arroccamento ai principi iniziali porta anche ad un arroccamento delle posizioni dei singoli cittadini. 

    Io credo che riforme come la riduzione dei parlamentari, riduzione dei benefit, regolamentazione dei rimborsi non sono state mai così vicine, merito della presenza del M5S, ma se si lascia passare questo momento rifiutando ogni approccio credo che queste riforme tornino ad essere dimenticate.  

  • 104
    carbrac43

    Credo che tutti coloro che hanno votato M5s, tranne coloro che sapeva quello che volevano, non hanno capito le vere intenzioni del Patron e del suo ideologo. Oggi in parlamento hanno dimostrato, in chiare lettere, che a loro dei problemi dell’Italia non gli importa proprio niente. Era una brigata di robot radiocomandati. Era palese il loro imbarazzo quando i giornalisti tentavano di sapere quello che pensavano della situazione volgevano lo sguardo lontano e partiva l’impulso del Patron: noi siamo coerenti con quanto abbiamo detto in campagna elettorale, non votiamo la fiducia a nessuno, null’altro in tutta la giornata. Solo uno di loro alla domanda del giornalista: ma di fronte alla grave situazione del paese cosa proponete di fare, risposta: ci pensino i partiti che hanno rubato per vent’anni noi staremo li a controllare. A loro è vietato pensare, dichiarare le loro idee e dialogare con il “nemico” specie la stampa. Mussolini andò prima al potere e poi annullò la stampa e la parola. Grillo lo fa prima per togliersi il pensiero. Lui ha dichiarato “ma quale fascista mio padre era un socialista” appunto anche Mussolini era un socialista

  • 103
    enzo.s

    Ho letto il tuo articolo e sinceramente non lo condivido per una semplice ragione: se si vota la fiducia ad un governo significa che si deve pretendere di partecipare al governo. E’ vero che esiste anche l’appoggio esterno, ma non credo sia il nostro caso.

    Si deve prende la responsabilità di goverare una nazione, quindi “ci si sporca le mani”. Si può anche pretendere di porre dei veti sulla nomina dei ministri (certamente non ufficiale visto che la nomina è del Presidente e non premier).

    Ma si deve portare avanti, pretendendo un governo che lo faccia suo, un programma di rinnovamento: cambio legge elettorale, modifica legge Fornero, interventi sul patto di stabilità, interventi sulle banche per l’attivazione dei mutui, etc.

    Scusate: la riduzione degli stipendi, del numero dei parlamentari, la modifica del finanziamento ai partiti, le biciclette, i bicchieri di plastica (anche se la plastica inquina, meglio il vetro), lo stolking dei giornalisti, etc. sono molto interessanti, anzi importanti, ma non importa al mio amico appena licenziato di 50 anni; all’esodato che sa più cosa fare; al piccolo artigiano che non può accendere un mutuo perchè le banche non si fidano per cui dovrà licenzia parte degli operai per ridurre i costi, sebbene abbia le commesse. Bisogna dare delle priorità: governo condiviso e azioni veloci. La campagna elettorale è finita!

    Troppo comodo dire mandiamoli tutti a casa, forse molti dei giovani eletti hanno i genitori che li mantengono o un lavoro che li aspetta, ma il modo dei precari, e molti sono anche grillini, dei dipendenti dei call center che chiudono, non ha più tempo. 

    Il dubbio che il M5S sia nato esclusivamente per la protesta. Non aveva forse previsto questa situazione e quindi non pensava di dover scegliere!  

    Inoltre non diamo ancora la possibilità a personaggi, come Berlusconi, Scilipoti, Brunetta, Razzi, etc. di alzare ancora la testa. Purtroppo parte degli italiani li ha votati (sic) ma lasciamoli relegati nelle loro postazioni a rubarsi ancora i nostri soldi. Tutto a tempo debito!

     

  • 102
    SalMessina

    Per il bene comune, per le nuove generazioni, per la libertà:”APRIAMO LE PORTE AL MOVIMENTO 5 STELLE…e non aggiungo altro!

    Saluti

  • 101
    alex.c

    Mattareo ha scritto :
     “cut

     

     Io ho letto il testo e mi dispiace dire che secondo me è sbagliato non votare la fiducia.

    Non sono neanche d’accordo al 100% col fatto che votare la fiducia è diverso dal votare i singoli provvedimenti. Mi spiego meglio: so perfettamente che a livello procedurale e costituzionale è profondamente diverso però se si guarda la realtà dei fatti la cosa importante ora per l’Italia sono le riforme ed in particolare, qui esprimo una mia opinione, è importante una legge elettorale, riduzione dei costi della politica e dei privilegi, conflitto d’interesse (per ora non mi viene altro).

    Secondo me dei punti in comune si potrebbero trovare tra PD e m5s. Discutono prima di tali punti, fanno una specie di accordo e sulla base di quello (reso pubblico ovviamente eh!) viene votata la fiducia ad un governo che può essere PD, m5s o PD-m5s. Se in seguito il PD si comporta bene allora abbiamo vinto tutti, altrimenti se il PD decide di “scartellare” allora il m5s svolge la sua funzione di garante dei cittadini sp****nando il PD. A me questo non sembra un inciucio o un’alleanza.

    Nel caso poi che m5s e PD discutano(prima della fiducia) e non trovino un accordo vabbé pace..almeno c’hanno provato e comunque sia, come dice del resto l’articolo, le cose importanti, come la legge elettorale, le può fare anche il parlamento da solo senza un governo.

    Riguardo la paura che, una volta votata la fiducia, il PD possa fare un governo di decreti legge e inciuci col PDL beh io sinceramente NE DUBITO perché, al solito, ci sarebbe il m5s a sp****narli e invece del 25% alle prox elezioni prende il 40, 50 o 60 mentre il PD è il primo che va a sparire.

    il m5s non dovrebbe sottovalutare il significato dello sp****nare, ancora, il PD perché ci sono ancora persone che, forse stupidamente, nel PD un po’ ci credono ma che comunque potrebbero cambiare idea.

    • 101.1
      samson

      Condivido il tuo commento.Purtroppo il PD (che pure ha tante colpe) viene troppo demoniazzato da tutti.menter bisogna riconoscere che è quello pià democraticamente strutturato.Sicuramente al suo interno cui sono dei posti di potere ,ma non esiste

      in esso una figura assimilabile a Grillo o berlusconi.

      trattarli alal stregua del PDL significa non fare alcuna differenza tra bersdani o berlusconi .Senza considerare tutti gli altri appartenenti al PDl .tra i 2 partiti c’è un abisso,e lo stesso M5S avrebbe molto da imparare dal PD su alcuni aspetti.

      Se il PD vuole trovare un intesa ,sbattergli la porta in faccia temo che il suicidio pèolitico lop stia facendo il M5s e non il PD.

      La gente non ne può più di strategie e parole ,vuole i fatti.

  • 100

    Prego Messora, o chiunque sappia rispondere di spiegarmi questa cosa sulla vacatio legis, mi hanno fatto notare che:

    “La questione della riforma elettorale è una c**zata: la vacatio legis non ripristinerebbe il mattarellum, invaliderebbe la legge che abroga il porcellum.”

     

    e

    Quando è stato presentato il referendum abrogativo, con lo stesso identico contenuto di questa “legge”, è stato bocciato dalla corte costituzionale perché avrebbe determinato una VL.
    Non mi risulta affatto che ci sia una gerarchia retroattiva per le leggi, per cui, come un manifesto appeso al muro, se lo strappi è buono l’ultimo che c’era dietro…

     

    Mi sapete dire come stanno le cose?

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