Perché il Movimento Cinque Stelle non può dare la fiducia

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Il Movimento Cinque Stelle ha detto fin da subito che non avrebbe votato la fiducia a un Governo Pd. Questa posizione è stata ovviamente criticata dall’esterno, e forse anche da qualcuno all’interno. Per comprenderne le ragioni, bisogna capire bene cosa significa, questa benedetta “fiducia”. Non a tutti è chiaro. Oggi lo spieghiamo anche alla proverbiale casalinga di Voghera.

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La nostra forma di Governo prevede, tra le altre cose, un bicameralismo perfetto (unico caso nel mondo. Ovvero – in soldoni – tutte le leggi devono essere approvate e possono essere modificate da entrambe le Camere) e il meccanismo della fiducia. La “fiducia” è introdotta dall’art.94 della Costituzione italiana (e no, non bisogna essere fini costituzionalisti per leggerla e capirne il senso: la Costituzione è stata scritta perché la comprendessero tutti).

Art. 94
Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

L’Italia è una Repubblica Parlamentare (e questo va ricordato, ogni volta che si fa una critica sulla proposta di prorogatio all’attuale Governo). Questo significa che l’organo titolato ad esercitare la potestà legislativa (fare le leggi) è principalmente il Parlamento. Il Governo ha semmai il ruolo di indirizzo politico: la sua iniziativa legislativa è sempre e comunque subordinata. Può cioè dare esecuzione a strategie politiche, che poi trasforma per esempio in decreti legge, i quali però devono sempre e comunque essere convertiti in legge dal Parlamento (entro 60 giorni), altrimenti decadono.

Per entrare in carica, il Governo deve farsi dare la fiducia, e siccome operiamo in regime di bicameralismo perfetto, la fiducia deve essere data sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica. Perché si fa questo passaggio? Senza bisogno di aprire un manuale di Scienza Politica (ce l’ho, se volete lo tiro fuori), diamo un’occhiata a Wikipedia che lo spiega bene. In relazione alla votazione della fiducia con “mozione motivata” e per “appello nominale”, si legge:

« Queste ultime due disposizioni hanno un preciso scopo: quello di creare una stabile maggioranza politica. L’obbligo di motivare la mozione fa sì che i vari gruppi si impegnino, se favorevoli, a sostenere il Governo in modo stabile. La votazione a scrutinio palese serve a far sì che i vari parlamentari si assumano la responsabilità politica personale di sostenere il Governo. »

Tutto chiaro? La fiducia non è un atto formale che permette ad un Governo di entrare in carica, come qualche commentatore interessato cerca di far credere per semplificare a proprio vantaggio il casus belli, ma un vero e proprio atto di corresponsabilità politica di fronte al Paese e agli elettori, che per di più  deve essere stabile. La fiducia non si dà e non si toglie come si sale e si scende dal tram: questo sì, sarebbe da irresponsabili.

Tant’è vero che per togliere la fiducia a un Governo in carica la procedura si complica. Il primo voto di fiducia, quello che permette a un nuovo Governo di entrare in carica, è infatti un atto propositivo sul quale tutte le forze politiche sono chiamate immancabilmente ad esprimersi. La revoca della fiducia, invece, si può avere solo se qualcuno ne fa proposta (mozione di sfiducia) e se questa proposta viene sottoscritta da un numero sufficiente di parlamentari (un decimo per Camera, dunque nel caso di Montecitorio almeno 63 deputati). Inoltre, qualora la mozione avesse i requisiti per essere inserita all’ordine del giorno, non potrebbe essere discussa prima di tre giorni, perché (come nei casi di divorzio matrimoniale), si deve dare l’opportunità a chi l’ha presentata di ripensarci, magari sfiancandolo con estenuanti pressioni. E infine, ovviamente, bisognerebbe avere una maggioranza che la vota.

Supponiamo ora che il Pd presentasse un programma di Governo in cui, per assurdo, ricalca tutto quello che vuole fare Grillo. Dico “per assurdo” perchè, a quel punto, tanto varrebbe avere direttamente un Governo a Cinque Stelle. Supponiamo anche che i 162 parlamentari pentastellati, colti da raptus o irretiti dalle reiterate richieste di “responsabilità”, dopo il discorso parlamentare di Bersani (senza conoscere i contenuti del quale non ha senso neppure interrogarsi sulle intenzioni dei cinque stelle, visto che prima si ufficializza una proposta e solo dopo la si può votare), votassero per questa benedetta fiducia. Dal giorno dopo, il Partito Democratico avrebbe il viatico per iniziare la sua azione di Governo. Rispetterebbe l’indirizzo politico dichiarato per ottenere la fiducia? Questo è il problema.

Parliamo dello stesso partito che fa “parlamentarie” per definire liste di candidature in cui antidemocraticamente impone veterani vietati dallo statuto, come la Bindi. Parliamo dello stesso partito le cui ingerenze nelle fondazioni bancarie hanno portato alla situazione che sappiamo di Monte Dei Paschi, e che non ha mai pubblicato l’elenco dei mutui ottenuti dai suoi dirigenti/funzionari/parlamentari. Lo stesso partito del fiscal compact, del più Europa a tutti i costi, del conflitto di interessi che secondo Fassino non era una priorità degli italiani, e così via. Un partito che accusa gli altri di non essere democratici, ma che di democratico – visto l’establishment che non molla le redini – non ha poi molto. Un partito che insiste per governare perché sa benissimo che, se si tornasse alle urne, tutta la sua dirigenza verrebbe rasa al suolo e si farebbero avanti nuove leve, con tutto il loro entourage, come Matteo Renzi. E che per questo fa lanciare appelli su appelli a una presunta responsabilità, sia manipolando petizioni altrui e presentandole come se fossero della base del Movimento Cinque Stelle (Viola Tesi, esponente del Partito Pirata), sia lanciando i suoi intellettuali  su Repubblica.

La verità è che, con tutta probabilità, il Partito Democratico continuerebbe a fare quello che ha sempre fatto, ovvero i suoi interessi speculari e complementari a quelli del centrodestra, con la sola differenza che a permettergli di farlo, questa volta, sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle, con il viatico del suo voto di fiducia. Cosa accadrebbe infatti dei punti condivisi con i parlamentari del Movimento? Si arenerebbero nelle sabbie mobili dei ministeri, dove Berlusconi stesso sosteneva che non si può spostare neanche una pianta. Basta vedere come sono riusciti a prendere in giro gli italiani con la legge per la riduzione degli stipendi dei parlamentari: fecero una commissione per valutare la media ponderata degli stipendi dei loro colleghi negli altri paesi d’Europa, parametrata al costo della vita e, poiché era troppo complicato derivarla, il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, posto a capo della commissione, dopo mesi e mesi dovette dimettersi e dichiarare un nulla di fatto. Ragion per cui gli stipendi rimasero quelli che sono. Sarebbe bastato restituire al Tesoro la parte eccedente a una quota prefissata, per esempio i 5 mila lordi dei “grillini”, o in alternativa fare una legge di un articolo solo, e avrebbero evitato di prendere in giro tutto il Paese. Ecco, quella è la stessa gente che oggi vorrebbe la fiducia su quegli stessi punti.

Di contro, potrebbero fare decreti legge sulle materie che più a loro interessano, sicuri di una conversione parlamentare che otterrebbero con una maggioranza questa volta estranea al Movimento Cinque Stelle, da realizzarsi sui singoli punti di interesse comune tirando dentro di volta in volta i montiani e il pdl. E cosa potrebbe fare, il Movimento Cinque Stelle, per opporsi? Nulla, perché anche qualora proponesse una mozione di sfiducia, non avrebbe la maggioranza per approvarla. Il Paese continuerebbe esattamente come prima, solo che, per la definizione di fiducia data sopra, ad assumersi la responsabilità politica personale di avere sostenuto il Governo questa volta sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle. Questo sì, sarebbe un tradimento dell’elettorato. Non è evidente?

Obiezione: ma allora perché, se gli scenari per le due coalizioni più votate sono quelli, non partono direttamente con una fiducia Pd-Pdl su un Governo di larghe intese? La risposta è semplice ed è ancora una volta implicita nella definizione di fiducia. La fiducia è una dichiarazione di intenti. Sarebbero costretti a dichiarare un programma ed un’alleanza preventiva che li inchioderebbe di fronte al Paese e all’elettorato, mentre i singoli voti sulle singole leggi successive non avrebbero tale valenza incontestabile e potrebbero essere giustificati di fronte all’opinione pubblica dalle circostanze e dalle opportunità politiche (la grave situazione del Paese e così via…).

Qual è, dunque la soluzione al rebus? Bisogna partire da un assunto chiave: qualsiasi governo si formi, non sarà stabile. Al Senato della Repubblica non c’è una maggioranza dello stesso colore politico di quella che, grazie al Porcellum, domina la Camera. Questo è fuor di discussione. Per questo si naviga a vista e si circoscrive il programma di indirizzo politico a un piccolo numero di leggi o riforme necessarie e facili: la legge elettorale, gli sprechi e i costi della politica, la legge sui rimborsi elettorali e poco altro. Addirittura – sospetto per non consegnare il Paese a Grillo – il Pd vorrebbe anche solo la legge elettorale e poi al voto.

Domanda: visto che l’orizzonte politico è questo, è proprio necessario un Governo per realizzarlo? Ovviamente la risposta è no. Sono cose che (lo dissi, e Tremonti era più d’accordo di me, due settimane fa a L’Ultima Parola) potremmo fare anche io e voi. Un’esempio? Ecco la nuova legge elettorale: “Art.1. Il Porcellum è abrogato. Art.2. La presente legge entra in vigore il giorno dopo della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”. Basta così poco? Certo: per il principio che l’Italia non può stare senza legge elettorale, perché risulterebbe impossibile formare parlamenti successivi (perlomeno senza una nuova costituente), automaticamente tornerebbe in vigore il Mattarellum. Si può discutere se fosse buono o cattivo, ma forse era un po’ meglio del Porcellum. Senza arrivare a tanto, in ogni caso, è il Parlamento (ricordate che siamo una Repubblica parlamentare?) che ha l’iniziativa legislativa: potrebbe semplicemente e in pochissimo tempo dividersi in commissioni, fare le sue proposte di legge e votarsele. E, visto che sarebbero state ampiamente discusse nelle varie assemblee, avrebbero un’altissima probabilità di recuperare maggioranze, anche di volta in volta diverse, per la loro approvazione.

O, se proprio non si riesce a fare pace con l’idea che le leggi, in una Repubblica parlamentare, le fa il Parlamento senza problemi (e ci mancherebbe altro!), visto che i punti essenziali sono punti condivisi dai Cinque Stelle, si potrebbe affidare il Governo a loro. Non hanno esperienza? Non è rilevante: si tratterebbe solo di un atto formale per realizzare, con il contributo di tutti, poche cose. In primis, appunto, la legge elettorale. Tutti ci fanno un figurone e possono tornare al voto sereni.

Tutto il resto si spiega solo alla luce della perniciosa e disperata volontà di restare aggrappati alle leve del potere, trascinando con sé anche l’unica forza di reale cambiamento del Paese.

 

 

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191 risposte a Perché il Movimento Cinque Stelle non può dare la fiducia

  • 70
    giugno

    Condivido sia  l’analisi che  l’avvertimento di non cadere nella rete provocatorio e  ammaliante dei serpenti a sonagli.

    Forza ragazzi “portavoce” fatevi valere e rispettare, niente compromessi.

  • 69
    gs71

    Complimenti, ottimo articolo! Cerco di diffonderlo il più possibile fra chi ancora non capisce, o fa finta di non capire.

  • 68
    gios

    Abbiamo un papa Argentino!!! ….si fotta la Troika!

    • 68.1
      Andrea90

      Eh sì l’ europa stava diventando troppo laica, meglio il sudamerica dove la religione cattolica ha ancora una certa credibilità presso la popolazione.

      Certo che sto Spirito Santo ha un’ ottima mira eh ? ;-)

      PS Ammetto che quanto Ratzinger auspicò un papa “giovane” mi aspettavo qualcosa di meglio di un 70 enne.

    • 68.2
      novecento

      Quindi adesso si trasferiscono in argentina?

  • 67
    CP

    Se il M5S non ha il potere di sfiduciare un eventuale governo PD dopo averlo dapprima sostenuto in fase di presentazione alle camere perchè non ha la maggioranza, perchè dovrebbe fidarsi del sostegno del PD ad un suo eventuale governo a 5 stelle dato che al PD basterebbe la maggioranza assoluta che ha alla Camera per farlo cadere?

    Inoltre, chi ha la certezza che il PD continuerebbe a fare i suoi interessi, sostenuto come "tutta probabilità" ?

  • 66

    Sintesi chiara anche per me che sono un lavandaio declassato del Trullo.

    Peter Last era convinto di aver capito quale fosse il trucco del gioco delle tre carte e si era appuntato per benino tutte le mosse dell’imbroglione. Aveva persino capito quali erano i complici, e convinto di poterli battere per punirli della truffa a danno dei suoi amici, si azzardò a rischiare. Naturalmente perse soldi e faccia.

    Quello che Peter non aveva capito era che la banda dei truffatori contava proprio sull’evidenza dei suoi trucchi per attirare polli ben decisi a scommettere cifre più alte. Si è misurato con dei professionisti che maneggiavano con abilità un sistema collaudato ed efficace, dove le soluzioni per averla vinta su qualsivoglia Peterpollo del momento sono molte di più di quelle che lasciano trapelare.

    Non si disfa un sistema diventandone complici.

    Grazie a tutti i ragazzi dell’M5S.

    P.S. Qualcuno sa sesiste un widget o altro da inserire nel mio sito?

  • 65
    arixenon

    Devo dire che ha spiegato con molta chiarezza il concetto.

    Ognuno è libero di pensarla come vuole ma se i grillini riusciranno veramente a fare quanto sostengono allora si che l’Italia potrà essere cambiata e non la potrà cambiarla il PD da solo, forse potrà farlo solamente sotto stretta sorveglianza dei 5 stelle.

    E allora forza, cosa aspettiamo!! 

  • 64
    pepponcello

    Grazie Claudio per il Tuo apprezzamento al mio commento. Sono onorato

  • 63
    Dav1

    Dopo 20 anni di dittatura della maggioranza ci sembra impossibile che sia il parlamento ad essere sovrano. Ed inoltre in 20 anni abbiamo capito che un governo forte non vuol dire automaticamente avere un buon governo per il paese.

    Solo una cosa: ma come si concilia la riduzione dei parlamentari con la democrazia parlamentare? Voglio dire: se le leggi è bene che siano frutto di discussione e sintesi tra diverse posizioni, ridurre i parlamentari non implicherebbe sminuire la loro funzione? E non dite che è un problema di costi: il M5S ha mostrato che si possono ridurre stipendi ed indennità.

     

  • 62
    jan94vier

    luca.manzoni ha scritto :
    coerenza a cosa..nel programma e non-statuto , non c’è scritto niente a riguardo. Stiamo parlando di un diktat dall alto, forse fareste meglio a riconoscerlo piuttosto che continuare a negare l evidenza

     

    Pd : vai arileggerti tutto perchè dubito che tu l’abbia fatto, perchè come i tuoi padroni parlate senza sapere di cosa parlate, fare vento come nel tuo caso non serve a nulla : non apri una discussione (per mancanza di motivi validi, e in più passi per un mentecatto. dunque astieniti faresti più bella figura. E’ un peccato che ci si nasconde dietro un nik-name, bisognerebbe un po più pubblico e che la gente sappia cosa uno dice come sproloqui, ma forse è questa la vostra forza, nascondersi dietro il niente. E visto che hai scritto su questo blog, speriamo tu abbia letto verament di cosa si tratta, o fattelo spiegare.

    • 62.1
      luca.manzoni

      prima di dare del mentecatto al prossimo…mi citi il virgolettato in cui si trova ?  

    • 62.2
      novecento

      Quando i discorsi assumono toni violenti e maleducti non necessitano di risposta. Quelli sifatti non sono pronti ad una coesione civile ma sono lo strascico del passato.

  • 61

    Claudio,

    forse hai ragione ma è anche vero che se si fà una rivoluzione si possono anche cambiare le regole, il PD bloccherebbe le proposte del 5 Stelle votando leggi con il PDL? Che figura ci farebbe davanti all’elettorato? Le prossime votazioni prenderebbe lo 0%; la vera forza di Grillo non è in parlamento ma in quegl’8 milioni di Italiani che lo hanno votato. Se si votasse la fiducia, innanzitutto si partirebbe da una posizione del fare che sarebbe apprezzata dalla gente e se quel fare venisse bloccato basterebbe mobilitare 8 Milioni di Italiani ovvero fare la Rivoluzione.

    Dov’era la forza dei Montagnardi nella Rivoluzione Francese, nello studio bizantino dei regolamenti Parlamentari o nella forza e nella Rabbia del Popolo?

    ….”Cos’è una Rivolta?”, “No Sire è una Rivoluzione!”

  • 60
    robert callett

    qualcuno mi spieghi per bene il mattarellum

  • 59
    pragmatico64

    Zon ha scritto :
    Fassina ha anche ribadito in televisione, se ben ricordo, che non potendo svalutare una moneta nazionale, si è costretti a svalutare il mercato del lavoro (cioè un assunto ormai chiaro anche agl’incompetenti dell’economia come il sottoscritto), con tutte le conseguenze che ne derivano; meno male che sarebbe di sinistra. Che sia una nuova applicazione dei principi dell’eugenetica? I sopravvissuti alla crisi formeranno un’Europa “più bella e splendente che pria!” (citando Petrolini/Nerone). Forse il vizio della razza ariana (o dei gulag di Solgenitsin) non è andato in pensione del tutto.

    Il bello è che senza nemmeno spiegare da dove è nato il problema e chi  è colpevole

    di averlo creato ,credendo di essere un’intellettuale, non la chiama  svalutazione, ma “deriva materialistica” del mercato del lavoro. Un buon funzionario di quart’ordine.

    Già che ci sei confessa tutto e redimiti

     

     

  • 58
    martin quebec

    Robi65 ha scritto :
    Non è un diktat,a una scelta fatta in dall’inizio ,ovvero via tutti gli imbroglioni politicanti.QUindi perché adesso condividere qualcosa con pd o simili?

    sono daccordo con l’idea di non allearsi con nessuno, la partitocrazia è ricettacolo di furbi. Forza ragazzi!!!

  • 57
    Giancarlo T.

    Apprezzo molto la chiarezza di Claudio Messora nei suoi bei posts, ma io (che ho deciso di non votare perchè non mi sento rappresentato al meglio da nessuno) credo che coloro che chiamano a ragione Jovanotti e Benigni “pseudointellettuali” dovrebbero leggere bene l’articolo di Barbara Spinelli, come sempre lucidissima:

    http://www.repubblica.it/politica/2013/03/13/news/spinelli_draghi-54438054/?ref=HRER3-1

  • 56
    Misia

    Sottoscrivo al 100% l’articolo:  complimenti all’autore per la chiarezza e la precisione. MAI FIDUCIA NE’ AL PIDDI’ NE’ AD ALTRI! Sarebbe tradire più di 8 milioni e mezzo di elettori!

    Il piddì ha fatto ben poco negli anni in cui ha governato (se non qualcosina con la riforma Bersani del 2006, che però poi ha lasciato cadere nel vuoto, per non imicarsi tassisti, notai ecc) e, peggio ancora, non ha mai fatto opposizione in tutti gli anni in cui ha governato il piddelle. E’ vero che il piddielle aveva grande forza, ma anche il piddì non è l’ultimo arrivato e ha mani in pasta in tutti i luoghi del potere politico ed economico (MPS docet, ma è solo l’iceber), e nonostante  la sua forza elettorale e il suo radicamento sul territorio, non ci ha neanche provato timidamente a fare qualcosa che assomiglia a un’opposizione: non è che per caso i suoi notabili preferivano qualche poltrona o strapuntino in cambio della rinuncia all’opposizione? Ed ora  non si capacitano della voragine elettorale (loro che erano convinto che questo govero gli spettava per diritto di "primarie") e contrattaccano dicendo che il piddielle ha perso più di loro? Ma la micheli o di micheli ieri a ballarò…ma chi si potrebbe mai fidare di gente come quella?

    Per cui, di nuovo, il Movimento andrà avanti per la sua strada, incurante degli intellettuali "di peso" (Jovanotti effettivamente mi pare un po’ ingrassato o delle infiltrate viole che fanno sulla repubblica (proprietà personale di de benedetti) i loro appelli farlocchi.

     

    • 56.1
      luca.manzoni

      ” MAI FIDUCIA NE’ AL PIDDI’ NE’ AD ALTRI! Sarebbe tradire più di 8 milioni e mezzo di elettori! “

      e perchè mai ??..da nessuna parte il programma  sancisce il divieto a dare la fiducia a un governo. 

  • 55

    Se diamo uno sguardo al passato scopriamo che i governi hanno fatto un grande abuso della fiducia, non solo la chiedevano al momento del loro insediamento, ma  ogni qualvolta che presentavano una legge che trovava difficoltà di approvazione. In pratica i parlamentari venivano posti nella condizione di approvare in blocco una legge pena una crisi di governo e pena un possibile scioglimento delle Camere, la fiducia è stata in pratica estorta dal potere esecutivo a detrimento del potere legislativo. Per fare un esame obiettivo c’è anche da dire che molte volte in Parlamento venivano presentati migliaia di emendamenti su una legge proprio per impantanare qualsiasi tipo di decisione. Dialogare non è stata la caratteristica del Parlamento italiano, hanno avuto la prevalenza l’appartenenza di partito e i centri di interessi. Il potere legislativo si è andato delegittimando da solo. La fiducia, inserita nella Costituzione, sta a garanzia della prevalenza del potere legislativo, quella citata da Wikipedia è solo una interpretazione. Tanto è vero che tutte le proposte di legge del governo possono essere bocciate. 
     Oggi ci potrebbero essere tutte le condizioni per ridare al Parlamento il suo ruolo centrale nell’iniziativa legislativa;  una forza cospicua come il Movimento 5 stelle che dichiara di voler discutere tutti i provvedimenti uno per uno e di approvarli o non approvarli a prescindere da un programma concordato, può essere l’inizio di un provvidenziale cambiamento per ridare peso al potere legislativo da tempo adombrato da quello esecutivo. Ma va fatta una netta distinzione tra la fiducia al momento dell’insediamento di un Governo e la fiducia richiesta come ricatto per far passare una legge.
     Quando Grillo dice di non voler dare la fiducia a Bersani, sul piano della logica è comprensibile; ma sfugge alla logica quando dice che proporrà un governo a 5 stelle che dovrebbe avere la fiducia di Bersani. E’ evidente che una qualche differenza tra Grillo e Bersani esiste, e costringerli ad un matrimonio è innaturale. La soluzione può essere un governo di garanzia promosso dal Presidente della Repubblica con il compito di svolgere il suo ruolo esecutivo e che per le proposte legislative non usi la fiducia per far approvare leggi invise al Parlamento. In ogni caso però questo governo di garanzia dovrebbe avere almeno una fiducia iniziale. 
    Facciamo l’ipotesi che il Presidente della Repubblica Napolitano scelga  un simile governo di garanzia, tale governo dovrebbe presentarsi alle Camere e poiché non è frutto di un accordo politico dovrebbe chiedere la fiducia a tutto il Parlamento, i parlamentari dovrebbero votare secondo coscienza e non per imbeccata di partito. LO FAREBBERO!?!?!? 
    Oppure lasciare in proroga Monti. Ma Monti accetterebbe? E come  5 stelle può spiegare che una proroga a Monti è meglio di un qualsiasi mister x nuovo a cui dare la fiducia. 

  • 54
    luca.manzoni

    ”  E’ anche responsabilità accettare che nel paese non esistano solo le idee del M5S e che la maggioranza dei voti l ha presa il pd, nonostante tutto.” 

    precisazione: l ha presa la colazione guidata dal pd e bersani.  Ma il senso è lo stesso. 

  • 53
    capitanharlock

    Facciamo uin passo indietro.

    Le elezioni non sono ancora avvenute.

    Io, noi, voi abbiamo una mezza intenzione di votare il M5S.

    Siamo in piazza S.Giovanni, Grillo fa il suo ultimo comizio e annuncia:

    “Mi ha appena contattato bersani, e mi ha proposto questi otto punti, queste idee”.

    E le legge a voce alta.

    “Mi ha detto che se gli voteremo la fiducia in parlamento potremo realizzare tutti e otto questi punti!”.

    “Insieme abbiamo i numeri per governare! L’Italia sta affondano, che ne dite, gliela votiamo la fiducia?”

     

    Voi cos’avreste risposto?

    Io una lunga, sonora, roboante pernacchia.

     

    Invece, adesso, cosa è cambiato?

    bersani è diverso?

    Si è svegliato da un lungo sonno e, oltre a rinnovare gran parte degli eletti, ha rinnovato anche il vertice del pd, che poi è quello che prende le decisioni importanti?

    E’ successo questo?

    A me non pare.

  • 52
    Cilly

    #true->  “Tutto il resto si spiega solo alla luce della perniciosa e disperata volontà di restare aggrappati alle leve del potere…”

    ————–

    E alla fine ci si riduce sempre e solo a pregare il Dio Denaro !

    (che schifo !)

  • 51
    fabiodeg

    CHIARO, COMPLETO, PRECISO… come sempre!!!

     

    Grazie

  • 50
    cloc33

    secondo me, oggi imposti il problema in un modo più corretto che nei giorno precedenti.

    la posizione del M5S è rispettabile e coerente, e non può essere tacciata di irresponsabilità.

    Tuttavia, la scelta che va maturando sottende forse una interpretazione eccessiva e parzialmente forzata del carattere Parlamentare della Repubblica Italiana, che va al di là delle intenzioni e dello spirito della stessa Costituzione.

    Partiamo proprio dalla prima riga dell’artcolo che hai citato:

    “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.”

    a mio parere il testo non rimarca soltanto la dipendenza del Governo dal Parlamento, né solo l’attribuzione di responsabilità di cui le Camere sono investite tramite l’atto di fiducia.

    La Costituzione vuole prima di tutto definire la profonda relazione di interdpendenza tra le Istituzioni dello Stato, che sono chiamate a bilanciarsi e a riconoscersi reciprocamente le une con le altre. Se il Governo deve avere la fiducia delle Camere, è evidente altresì che le Camere devono accordare la propria fiducia a un Governo, o altrimenti il Parlamento finirebbe per arrogarsi una posizione dominante sulle altre Istituzioni che la Costituzione, provvidenzialemente, non vuole consentire.

    Dunque, se il Movimento 5 Stelle non ritiene (giustamente, ai miei occhi di elettore M5S) di stabilire accordi di governo con forse politiche di cui non si fida affatto, ma desidera, come tu hai detto, impostare un percorso di riforma legislativa a breve termine, finalizzato a porre in essere le condizioni di un ritorno alle urne, deve semplicemente esporre la propria volontà al Capo dello Stato per ottenere la nomina di un Governo di scopo, rigidamente finalizzato al perseguimento di quegli obiettivi che l’M5S ritiene raggiungibili nelle condizioni contigenti.

    Al contrario, il tentatiivo di imporre una situazione di stallo umiliante sia per gli avversari (odiosi, ma pur sempre rappresentativi di quote significative del voto popolare) sia per le altre Istituzioni (in particolare il Governo, costretto ad esistere in una dimensione atipica, priva di riconosimento Costituzionale) non è un comportamento corretto nè trasparente e potrebbe determinare complicazioni di cui forse, alla fine, sarebbe proprio il Movimento 5 Stelle a prenderne la responsabilità.

     

    p.s.: segnalo che ho problemi ad accedere con la mia solita identità.

  • 49
    vaipino

    Dare la fiducia al PD sarebbe come se Zio Paperone desse la chiavi alla Banda Bassotti

  • 48
    pepponcello

    Grazie Claudio per il Tuo apprezzamento al mio commento. Sono onorato

  • 47
    Alcat

    Questo articolo mescola cose vere con cose meno vere. Tra le ultime il meccanismo della sfiducia (di solito è sufficiente una dichiarazione di non appoggiare più il governo da parte di un partito che lo ha sostenuto per farlo cadere, sono le crisi extra parlamentari e sono la maggior parte) e il punto sulla abrogazione della legge elettorale ( la Consulta ha bocciato i referendum proprio per le stesse motivazioni che qui si denunciano essere inconsistenti).  Per il resto un po’ di fantasia non guasta e mi piace il modello della prorogatio per leggi specifiche ( riduzione delle province, taglio forte se non totale dei finanziamenti ai partiti). La legge elettorale ?  E’ sopravvalutata la sua importanza; del resto con il fatto che al Senato votano solo i 25enni nessuna legge elettorale potrà mai garantire a priori la governabilità.

     

  • 46
    Anas E.

    Velo spiego io in due parole in Arabo : ” لا يمكنك منح الثقة لشخص غير جدير بها

    Tradotto ” Non si può dare la fiducia a chi NON è degno ” PUNTO !!!

  • 45
    luca.manzoni

    Mi dispiace Cluadio l ennesimo post farcito con le solite teorie un po qualunquiste , sprezzanti e assolutistiche, accompagnate a poche argomentazioni valide ( è solo mio punto di vista e spero lo possa accettare ).
    1) ”  Rispetterebbe l’indirizzo politico dichiarato per ottenere la fiducia? Questo è il problema. ” ..problema che sussiste in qualsiasi democrazia , almeno che non vogliate arrivare al 100% delle preferenze o instaurare un regime dittatoriale. Rischi e vantaggi della mediazione politica nel sistema democratico. E’ anche responsabilità accettare che nel paese non esistano solo le idee del M5S e che la maggioranza dei voti l ha presa il pd, nonostante tutto.  
    2) ” Ecco, quella è la stessa gente che oggi vorrebbe la fiducia su quegli stessi punti “
    Continuare con questo qualunquismo sragionato non ha molto senso.
    Nel pd ci sono 408 deputati,  260 sono alla prima presenza, il 90% dei candidati sono stati scelti dal basso non per nomenklatura. 
    Mi sembra ci sia stato un rinnovamento notevole, oltre al leader. 
    3)   “Nulla, perché anche qualora proponesse una mozione di sfiducia, non avrebbe la maggioranza per approvarla” . Vero, ma il M5S ha un carico di parlamentari che può mettere in seria difficoltà il pd, considerando che ci sarà sempre l appoggio del pdl per far cadere il governo. Ovvero lo scenario e il buonsenso indicano che il governo avrebbe vita molto breve , se il M5S compattamente scegliesse di farlo cadere. 
    4) “ad assumersi la responsabilità politica personale di avere sostenuto il Governo questa volta sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle. Questo sì, sarebbe un tradimento dell’elettorato. Non è evidente?”
    Dipende cosa si intende per responsabilità politica e per tradimento. La responsabilità degli eletti sarebbe quella di lavorare per il bene del paese, non  seguire calcoli elettorali  e nemmeno il consenso del popolino. Ritirare la fiducia per un grave violazione dell accordo programmatico, non sarebbe un tradimento , sarebbe una logica conseguenza.
    Invece è piuttosto evidente che questo atteggiamento integralista e gravemente paralizzante rappresenti un “tradimento” per tutti coloro che auspicano l attuazione rapida di riforme importanti e giuste per il paese e non la distruzione totale al motto di “tanto peggio tanto meglio” , nel nome di certe ideologie. 
    5) ”  Senza arrivare a tanto, in ogni caso, è il Parlamento (ricordate che siamo una Repubblica parlamentare?) che ha l’iniziativa legislativa: potrebbe semplicemente e in pochissimo tempo dividersi in commissioni, fare le sue proposte di legge e votarsele. “
    Scusa Claudio ma questa è un ingenua speranza, oltre a contraddire il tuo pensiero precedente.  Giudichi il PD partito ignobile ed innaffidabile, tanto che non è  nemmeno possibile stringere un accordo programmatico, ma improvvisamente diventa un partito di responsabili pronto a cedere a qualsiasi istanza del M5S addirittura in “brevissimo tempo”, quando non c’è nemmeno in ballo la fiducia di governo e il M5S non ha nessun strumento per far valere le sue ragioni in sede parlamentare. 
    Oltretutto i punti di programma sono condivisi a livello generale ma non nel dettaglio, mancanza che senza una capace ed attenta mediazione tra le parti e senza una corresponsabilità di governo, può impantanare in modo esasperante le riforme.  
    6)  ” Bisogna partire da un assunto chiave: qualsiasi governo si formi, non sarà stabile”  Falso. Con un accordo serio potrebbero fare un governo solidissimo:  PD e M5S insieme hanno una maggioranza schiacciante. 
      

    Mi dispiace Cluadio l ennesimo post farcito con le solite teorie un po qualunquiste , sprezzanti e assolutistiche, accompagnate a deboli argomentazioni ( è solo mio punto di vista e spero lo possa accettare ).

    1) ”  Rispetterebbe l’indirizzo politico dichiarato per ottenere la fiducia? Questo è il problema. “ ..problema che sussiste in qualsiasi democrazia , almeno che non vogliate arrivare al 100% delle preferenze o instaurare un regime dittatoriale. Rischi e vantaggi della mediazione politica nel sistema democratico. E’ anche responsabilità accettare che nel paese non esistano solo le idee del M5S e che la maggioranza dei voti l ha presa il pd, nonostante tutto.

     
    2) ” Ecco, quella è la stessa gente che oggi vorrebbe la fiducia su quegli stessi punti ”  Continuare con questo qualunquismo sragionato non ha molto senso.Nel pd ci sono 408 deputati,  260 sono alla prima presenza, il 90% dei candidati sono stati scelti dal basso non per nomenklatura. Mi sembra ci sia stato un rinnovamento notevole, oltre al leader. 

    3)   “Nulla, perché anche qualora proponesse una mozione di sfiducia, non avrebbe la maggioranza per approvarla” .  Vero, ma il M5S ha un carico di parlamentari che può mettere in seria difficoltà il pd, considerando che ci sarà sempre l appoggio del pdl per far cadere il governo. Ovvero lo scenario e il buonsenso indicano che il governo avrebbe vita molto breve , se il M5S compattamente scegliesse di farlo cadere. 

    4) “ad assumersi la responsabilità politica personale di avere sostenuto il Governo questa volta sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle. Questo sì, sarebbe un tradimento dell’elettorato. Non è evidente?”  .   Dipende cosa si intende per responsabilità politica e per tradimento. La responsabilità degli eletti sarebbe quella di lavorare per il bene del paese, non  seguire calcoli elettorali  e nemmeno il consenso del popolino. Ritirare la fiducia per un grave violazione dell accordo programmatico, non sarebbe un tradimento , sarebbe una logica conseguenza. Invece è piuttosto evidente che questo atteggiamento integralista e gravemente paralizzante rappresenti un “tradimento” per tutti coloro che auspicano l attuazione rapida di riforme importanti e giuste per il paese e non la distruzione totale al motto di “tanto peggio tanto meglio” , nel nome di certe ideologie. 

    5) ”  Senza arrivare a tanto, in ogni caso, è il Parlamento (ricordate che siamo una Repubblica parlamentare?) che ha l’iniziativa legislativa: potrebbe semplicemente e in pochissimo tempo dividersi in commissioni, fare le sue proposte di legge e votarsele. ” Scusa  ma questa è un ingenua speranza, oltre a contraddire il tuo pensiero precedente.  Giudichi il PD partito ignobile ed innaffidabile, tanto che non è  nemmeno possibile stringere un accordo programmatico, ma improvvisamente diventa un partito di responsabili pronto a cedere a qualsiasi istanza del M5S addirittura in “brevissimo tempo”, quando non c’è nemmeno in ballo la fiducia di governo e il M5S non ha nessun strumento per far valere le sue ragioni in sede parlamentare. Oltretutto i punti di programma sono condivisi a livello generale ma non nel dettaglio, mancanza che senza una capace ed attenta mediazione tra le parti e senza una corresponsabilità di governo, può impantanare in modo esasperante le riforme.  

    6)  ” Bisogna partire da un assunto chiave: qualsiasi governo si formi, non sarà stabile”  Falso. Con un accordo serio potrebbero fare un governo solidissimo:  PD e M5S insieme hanno una maggioranza schiacciante. 

     

    • 45.1
      luca.manzoni

      ”  E’ anche responsabilità accettare che nel paese non esistano solo le idee del M5S e che la maggioranza dei voti l ha presa il pd, nonostante tutto.” 

      precisazione: l ha presa la colazione guidata dal pd e bersani.  Ma il senso è lo stesso

  • 44
    ibra86

    La cosa triste è che il M5S non ha vinto le elezioni, e la coalizione che, anche se per pochissimo, ha vinto, è quella col PD e con quella del PDL a ruota. Ergo almeno 2/3 degli elettori non ha votato il M5S e questo va rispettato, proprio perchè siamo una democrazia. Il cambiamento ormai è in atto ed è inesorabile, la diga ormai è rotta e si va verso il cambiamento. Nessuno potrà fare dietro front ormai. Ma l’Italia non cerca la dittatura e il M5S non avrà mai le percentuali che vuole Grillo, perciò dovrà contribuire alla crescita del paese con questa consapevolezza e non fare ostruzionismo sperando che il PD si allei con il PDL (forse la cosa più irreaalizzabile). Il rinnovamento è in atto: sia PD che PDL hanno orde di giovani militanti in fermento e la vecchia,arrugginita e mai brillante gurdia ha cmq le ore contate. Grazie al M5S, ma grazie anche a tutti gli altri cittadini, soprattutto giovani, che sono entrati in politica per passione, e perchè credono nel paese e nella sua rinascita. Quando serve tifiamo tutti Italia, ma nel cuore siamo sempre, e ciò non cambierà mai, Juventini, Milanisti, Interisti ecc…. Mai tutti gli italiani tiferanno la stessa squadra, ed è giusto che sia così. La trasversalità del voto non durerà, soprattutto se non si cominciano a fare le riforme necessarie per far ripartire il paese. Ciò che va cambiata è si la classe dirigente, ma soprattutto la moralità dell’Italia, questo è il vero problema. Io conosco molte persone che pur avendo la possibilità non fanno la raccolta differenziata, o che sprecano la luce, l’acqua corrente, prendono le auto per ogni minimo spostamento. Molte di queste hanno votato 5S. Il problema è che finche l’italiano medio non comincierà ad adoperarsi e non lo faccia solo una parte di essi, se molti non vogliono essere loro stessi artefici dei cambiamenti a loro accessibili, l’Italia non cambierà mai.

  • 43
    Clausius

    E allora? Cosa c’è di nuovo? Queste cose son state ripetite da decenni dai Radicali.

    Quindi nulla di nuovo sotto i ponti.Ma sembra una novità.E perchè?

    Perchè lo “tsunami” disinformativo ha fatto,e continua a fare il suo “dovere”.

    Noi abbiamo una decina di anni di differenza,occhio e croce,e non dici proprio nulla di nuovo.Te lo dico con amicizia e critica costrittiva.Per i cardinalizi in conclave permanemte,gli italioti,le tue affermazioni sembreranno “il vulgo”.

    E’ da quando ho iniziato a postare qui che ripeto che il problema principale e’ l’informazione.E’ ci sono dati post voto incredibili.Li puoii postare per favore?

    Se ci sono i Bersani e le Berluscones che danno al danno incommensurabile son proprio le mamme,le casalinghe ricettare attavvate “ALLA TV”.

    Messora?…se hai tanta credibilità è per via dell’informazione che fai! Con onestà.Sei il contrasto,insieme ad altri,al regime dittatoriale che impera da quando sei nato.

    Ho sbagliato post?

     

  • 42
    opap

    Andrea90 ha scritto :
    Ancora una volta non si fa distinzioni tra partiti e componenti, questo non è un comportamento democratico, ma piuttosto quello della casta che si crede superiore agli altri. Intanto un certo rinnovamento c’è stato http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-03/parlamento-matricole-140436.shtml?uuid=AbXVZAaH Anche quelli nuovi sono tutti ladri ? Solo perchè appartengono a un certo partito ?

    ma se tutto il PD cambiasse il gruppo dirigente, cambiasse tutta la sua organizzazione rendendola più aperta e democrativa, cacciasse via tutte le persone che hanno svolto male per 20 anni il loro lavoro si potrebbe anche magari votare una fiducia, ma se il PD avesse fatto ciò il moVimento non sarebbe nato…e cmq l’influenza del movimento porterà tutti gli altri partiti a questa rivoluzione…per me grillo quando ha parlato di 100% del parlamento intendeva direttamente anceh quello che ho scritto…non è necessario che il movimento prenda il 100% ma basta che tutti gli altri partiti cambino completamente, diventando aperti e democratici e cacciando i vecchi incompetenti…

  • 41

    condivido, ma chiedo solo una cosa:

    mettete per favore tra le cose più urgenti da fare anche la riforma degli istituti di democrazia diretta – è l’altra metà della democrazia, quasi dimenticata e in ogni modo mal sviluppata. E non parlate solo di quorum zero e di referendum propositivo ma anche di referendum confermativo da realizzare su tutte le leggi, non solo sulle modifiche della Costituzione. Con l’iniziativa legislativa popolare (referendum propositivo) e il referendum vero e proprio, cioè quello confermativo si realizza la sovranità popolare. Non deve entrare in vigore una legge sulla quale il popolo non abbia potuto riservarsi il diritto di decidere esso stesso in una votazione referendaria e le leggi li deve poter fare anche il popolo!
    Stephan Lausch

  • 40
    vaipino

    Sono sconcertato ci sono dei personaggi che voterebbero la fiducia a Bersani in quanto il paese ha bisogno di un governo?!?!? Ma se il PD è parte integrante del problema come possiamo pensare che dopo anni e anni passati a rubare di colpo ritornino neo verginelli. Ricordate che l’attuale situazione è frutto dei governi che si sono succeduti nei ultimi 30 anni . Abbiamo mandato in esilio Craxi e a dei ceffi peggiori di lui dovremmo dare la fiducia? Capisco che l’idea comunista è dura a morire e molto spesso il compagno sostituisce DIO ,patria e famiglia con la bandiera rossa ma dare la fiducia è un suicidio!  

     

     

  • 39
    feliz

    Questo era veramente l’articolo istruttivo che attendevo. Anzi ti chiederei di approfondirlo indicando quali sono i fondamenti e i problemi in cui si incorrebbe, se mantenendo il governo attuale, i parlamenti legiferassero su quanto di interesse, indicato nell’articolo. Questo per smontare qualsiasi accusa.

  • 38
    clc33

    secondo me, oggi imposti il problema in un modo più corretto che nei giorno precedenti.

    la posizione del M5S è rispettabile e coerente, e non può essere tacciata di irresponsabilità.

    Tuttavia, la scelta che va maturando sottende forse una interpretazione eccessiva e parzialmente forzata del carattere Parlamentare della Repubblica Italiana, che va al di là delle intenzioni e dello spirito della stessa Costituzione.

    Partiamo proprio dalla prima riga dell’artcolo che hai citato:

    “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.”

    a mio parere il testo non rimarca soltanto la dipendenza del Governo dal Parlamento, né solo l’attribuzione di responsabilità di cui le Camere sono investite tramite l’atto di fiducia.

    La Costituzione vuole prima di tutto definire la profonda relazione di interdpendenza tra le Istituzioni dello Stato, che sono chiamate a bilanciarsi e a riconoscersi reciprocamente le une con le altre. Se il Governo deve avere la fiducia delle Camere, è evidente altresì che le Camere devono accordare la propria fiducia a un Governo, o altrimenti il Parlamento finirebbe per arrogarsi una posizione dominante sulle altre Istituzioni che la Costituzione, provvidenzialemente, non vuole consentire.

    Dunque, se il Movimento 5 Stelle non ritiene (giustamente, ai miei occhi di elettore M5S) di stabilire accordi di governo con forse politiche di cui non si fida affatto, ma desidera, come tu hai detto, impostare un percorso di riforma legislativa a breve termine, finalizzato a porre in essere le condizioni di un ritorno alle urne, deve semplicemente esporre la propria volontà al Capo dello Stato per ottenere la nomina di un Governo di scopo, rigidamente finalizzato al perseguimento di quegli obiettivi che l’M5S ritiene raggiungibili nelle condizioni contigenti.

    Al contrario, il tentatiivo di imporre una situazione di stallo umiliante sia per gli avversari (odiosi, ma pur sempre rappresentativi di quote significative del voto popolare) sia per le altre Istituzioni (in particolare il Governo, costretto ad esistere in una dimensione atipica, priva di riconosimento Costituzionale) non è un comportamento corretto nè trasparente e potrebbe determinare complicazioni di cui forse, alla fine, sarebbe proprio il Movimento 5 Stelle a prenderne la responsabilità.

     

    p.s.: segnalo che ho problemi ad accedere con la mia usuale identità.

  • 37
    giubbe

    io continuo a non capire come faremo a canbiare l’Italia. Abbiamo una reppublica parlamentare, ma da 20 anni a questa parte tutti, giornalisti e politici compresi, se ne sono dimenticati. Tanto è vero che spesso il poltico di turno incolpa un determinato governo quando invece dovrebbe guardare se stesso che tale legge l’ha votata in parlamento! Ovviamente il giornalista se ne guarda bene dal fare notare l’incogruenza.

    E’ questo quello che ci blocca? La paura di venire indicati uguali agli altri? Noi facciamo nascere un governo, ma votiamo solo le leggi che seguono il nostro programma. Abbiamo paura che l’elettorato, dopo anni di disformazione, dia la colpa a noi anche se in parlamento la legge (o la conversione in legge da decreto)  passa con i voti dell’opposizione finta (PDL)? Capisco che questa paura è reale perchè è quello che succederà e quando faremo notare che noi detta legge non l’abbiamo votata, appariremo uguali agli altri!

    Questi sono i danni alla democrazia di 20 anni di Berlusconi e di giornalisti venduti!!!

    Come uscirne? Non lo so (forse)! La via facile è negare la fiducia, ma così come faremo a cambiare l’Italia? Con questa legge noi non avremmo mai il 50%+1, candidiamo il paese all’ingovernabilità o noi stessi all’opposizione eterna.

    In un paese civile noi faremmo nascere il Governo e a nessuno verrebbe mai in mente di addittarci a complici per legge mai votate, perchè apparirebbe chiaro che la legge farlocca X è stata votata da soggetti diversi da coloro che hanno dato la fiducia.

    Un’idea effettivamente ce l’avrei per uscirne a testa alta: votiamo una legge elettrorale a doppio turno con conferimento della maggiornaza al vincitore (come accade alle comunali). In tal modo alle prossime elezioni uscirebbe una maggioranza del m5s che potrebbe governare e cambiare l’Italia.

    Secondo me proporre questa legge è l’unico modo per dimostrare a quella parte dell’elettorato del m5s che vorrebbe la fiducia al PD, che il m5s vuole davvero cambiare l’italia. Altrimenti si da l’idea di un movimento che si nasconde dietro a paure di omogenizzazione politica (come indicato prima) per non governare mai!

     

     

     

     

     

  • 36
    ruote51

    sono d accordissimo a non dare nessuna fiducia a nessuno di quelli che hanno portato il paese a questo sfascio , il PD non sà enon ha ancora capito cosa vuol dire trsparenza perchè nel loro vocabolario questa parola non esiste. ciao e grzie

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