Europa, nessuna traccia dei nostri statisti

crisi-euo

da Londra, per Byoblu.com, Valerio Valentini
Mentre in Italia continuano i giri di valzer per la formazione di un governo, quello che sta succedendo a Cipro potrebbe cambiare la storia e gli equilibri europei e internazionali. O, quantomeno, aprire scenari di incertezza assoluta e pericolosa tensione. Il Guardian, ieri mattina, pur invitando a non cedere al catastrofismo, riportava gli allarmi lanciati da alcuni commentatori della City, secondo i quali la crisi di Nicosia rappresenterebbe l’apertura del vaso di Pandora; o, addirittura, andrebbe equiparata all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, nell’estate del 1914. Senza lanciarsi in previsioni azzardate, è comunque doveroso fare alcune considerazioni.

 

Cos’è, ormai, quest’Europa? Come giustamente ricordavano stamattina i quotidiani greci, l’Europa è stata creata con lo scopo di garantire “il miglioramento costante delle condizioni di vita e di occupazione dei loro popoli”, di “rafforzare l’unità” delle economie dei vari Stati “e di assicurarne lo sviluppo armonioso riducendo le disparità fra le differenti regioni e il ritardo di quelle meno favorite”. Questi, almeno, erano i nobili intenti espressi nel Trattato di Roma, nel 1957. Ora, quello che sta succedendo non solo a Cipro, ma anche in Grecia, in Spagna e in Italia, dimostra chiaramente che quell’utopico progetto degli ideatori dell’Unione Europea è stato del tutto stravolto fino a trasformarlo in un piano di salvaguardia del potere finanziario di altissimo livello, che se ne infischia dei popoli, e anzi è disposto ad affamarli pur di perseguire i propri obiettivi.

 A sentire i politici, soprattutto gli europeisti illuminati (l’ultimo, in ordine di tempo, Franceschini martedì sera a Ballarò), l’Italia avrebbe ancora un ruolo centralissimo e fondamentale nella decisione delle politiche comunitarie. A leggere i quotidiani stranieri, però, si ha tutt’altra impressione. E cioè quella di un Paese politicamente periferico e quasi ininfluente, che cerca di barcamenarsi tra i vari diktat imposti in cambio di flebili agevolazioni. I quotidiani anglosassoni, ad esempio, ieri mattina riportavano i commenti di ministri tedeschi, britannici, austriaci e danesi sulla crisi cipriota: nessuna traccia dei nostri statisti. Segno dell’incertezza politica che investe l’Italia, certo, ma anche di un progressivo spostamento del baricentro politico europeo a nord: non solo la Germania, ma anche i Paesi scandinavi, che stanno rivestendo una centralità ormai assoluta facendosi portatori della linea del rigore e dell’austerità.

 Semmai, l’Italia viene vista dall’estero come il centro dell’Europa di serie B, quella mediterranea, povera e in difficoltà. La capobranco dei PIGS, insomma. Per gli osservatori britannici, ad esempio, mancherebbero soltanto poche settimane prima che la situazione torni a precipitare nel nostro Paese. E anche il sistema bancario, che i nostri analisti giudicano da anni stabile e sicuro, non viene ritenuto poi tanto affidabile. Le nostre banche sono state tra le poche ad opporsi alla restituzione anticipata dei prestiti agevolati della BCE, quelli all’1%: segno che forse tanto bene non stanno. Non solo: Wolfgang Munchau, uno dei maggiori editorialisti del Financial Times, prima che fosse annunciato il “no” del parlamento cipriota al prelievo forzoso imposto da Bruxelles, scriveva che avrebbe ritenuto del tutto comprensibile se, in una situazione simile, i correntisti italiani e quelli spagnoli si fossero catapultati a ritirare i loro risparmi dalle banche. “Non è logico dare avvio ad un assalto agli sportelli bancari – affermava Munchau – Ma è logicissimo prendervi parte quando è già in corso”.

In Italia l’ipotesi di aprire un dibattito sull’Euro viene considerata un atto irresponsabile e criminale, perché devasterebbe la nostra economia (come se dieci anni di euro l’avessero rafforzata). Invece, in giro per l’Europa la situazione sembra un tantino diversa. In Germania è nato il primo partito dichiaratamente antieuro, che in poche settimana ha già raccolto consensi imprevisti: il 25% dei Tedeschi oggi voterebbe infatti per un partito che provvedesse all’abbandono della moneta unica. In Francia il 45% dei cittadini considera l’euro un handicap, mentre il 64% di loro oggi voterebbe contro il Trattato di Maastricht, che nel 1992 aprì la strada alla moneta unica. E se questi sondaggi sono del settembre 2012, c’è da scommettere che oggi l’euroscetticismo francese è ancora maggiore, visto che tra il 2011 e il 2012 è cresciuto in maniera considerevole (+11%). Poi ci sono tutti quei Paesi che l’euro non ce l’hanno e che si guardano bene dall’adottarlo. La Polonia, ad esempio, ha deciso di rinviare al 2015 l’entrata nella zona euro, precedentemente prevista per il 2014: “Niente fretta: prima bisogna calcolare rischi e benefici” ha detto il presidente Komorowski. Anche la Scozia, dove l’anno prossimo si terrà un referendum per separarsi dal Regno Unito, ha preannunciato che in caso (improbabile) di vittoria del fronte indipendentista, l’adozione dell’euro non verrebbe neppure presa in considerazione. Tutti pazzi e irresponsabili, questi Europei?

 La crisi di Nicosia porterà inevitabilmente all’aggravarsi della crisi all’interno dell’eurozona, ma inasprirà anche i rapporti – già abbastanza tesi, ultimamente – tra Russia ed Europa. Una delle soluzioni per salvare Cipro sarebbe quella di annullare il prelievo forzoso sui conti correnti più modesti e tassare del 15% quelli sopra ai 100mila euro. Ma ad opporsi è stato il Cremlino, dal momento che molti di quei conti correnti a sei e più zeri appartengono proprio agli oligarchi di Mosca. L’isola di Cipro è da sempre il paradiso fiscale prediletto dei magnati russi e delle organizzazioni criminali degli ex Paesi sovietici; l’agenzia Moody’s, inoltre, ha stimato che le banche russe hanno concesso prestiti all’industria cipriota per circa 40 miliardi di dollari. E sembra addirittura che la Gazprom starebbe pensando di pompare liquidità nelle casse Laiki, la seconda banca cipriota.

D a un lato, dunque, c’è la linea del rigore imposta all’Europa da Berlino, e del resto Angela Merkel, con le elezioni alle porte, farebbe fatica a spiegare ai cittadini tedeschi che i loro risparmi sono andati a finanziare i multimiliardari di Mosca e San Pietroburgo. Dall’altro c’è la Russia, che fa la voce grossa per tutelare gli interessi dei propri magnati, ma che probabilmente sta pensando alla crisi di Cipro come un’occasione per espandere la propria influenza nel Mediterraneo. Nel mezzo ci stanno i cittadini ciprioti. I quali, come molti altri cittadini europei, si sentono delle pecore da sacrificare sull’altare di un sistema di sviluppo impazzito e fallimentare, che non accetta di vedersi accantonato dalla storia.

 

 

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41 risposte a Europa, nessuna traccia dei nostri statisti

  • 5
    capitanharlock

    OT:

    In relazione alla nomina di Claudio a responsabile della (struttura della) comunicazione, vorrei fargli un sentito in bocca al lupo.

    Si dice sempre così, ma mai come in questo caso è così appropriato:


    Un lupo che aveva visto un agnello intento a bere presso un fiume volle divorarlo, accampando una motivazione che fosse plausibile. Perciò, nonostante si trovasse più a monte, prese ad accusare l’agnello dicendo che gli intorbidiva l’acqua, impedendogli di bere. Ma il lanuto rispose che stava bevendo a fior di labbra e che peraltro, trovandosi più a valle, non poteva sporcare l’acqua a lui.

    Il lupo, allora, visto fallire il pretesto addotto, disse: “Però l’anno scorso tu offendesti mio padre!”. E come l’agnello gli ebbe risposto che a quell’epoca non era ancora nato, gli fece il lupo: “Guarda che, pure se hai facili gli argomenti per scagionarti, non per questo rinuncerò a mangiarti!”.

    Ancora in bocca al lupo!

  • 4
    MaxP.

    Incomincerà questo governo a fare qualcosa…….

    Così finalmente TOGLIEREMO I FINAZIAMENTI PUBBLICI ALL’EDITORIA!!!!!!

    Basta dargli la possibilità di sparare a zero c**zate contro tutti gli oppositori che tanto poi non si possono difendere e loro la fanno sempre franca.

    SE GLI TOGLI I SOLDI POI VEDI COME CAMBIANO ANCHE LORO!

     

  • 3
    capitanharlock

    Prelievo forzoso del 10% sui conti correnti Ciprioti:
    Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, invita a non drammatizzare la situazione: “Cipro è una realtà molto piccola, non credo proprio che in Italia possa succedere una cosa del genere. ”
    Sempre per quanto riguarda il Belpaese si è fatta sentire anche l’Abi, che ha escluso “un rischio contagio” per le banche italiane. In una nota, l’Associazione ha ricordato come gli istituti di credito “hanno una posizione di grande solidità e dai dati della Bri risultano esposte verso Cipro in misura minima, sotto un miliardo di euro. Di qui la massima serenità nell’escludere il rischio contagio”.

    La Consob è quella che ha ben vigilato sul MPS.
    Il presidente dell’ABI è Mussari (ex-amministratore di MPS).
    Adesso sono davvero tranquillo.

  • 2
    Marte09

    capitanharlock ha scritto :
    Prelievo forzoso del 10% sui conti correnti Ciprioti:Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, invita a non drammatizzare la situazione: “Cipro è una realtà molto piccola, non credo proprio che in Italia possa succedere una cosa del genere. ” Sempre per quanto riguarda il Belpaese si è fatta sentire anche l’Abi, che ha escluso “un rischio contagio” per le banche italiane. In una nota, l’Associazione ha ricordato come gli istituti di credito “hanno una posizione di grande solidità e dai dati della Bri risultano esposte verso Cipro in misura minima, sotto un miliardo di euro. Di qui la massima serenità nell’escludere il rischio contagio”.La Consob è quella che ha ben vigilato sul MPS.Il presidente dell’ABI è Mussari (ex-amministratore di MPS).Adesso sono davvero tranquillo.

  • 1
    Andrea90

    Anche in Italia già da tempo ci sono economisti di valore (Barnard e la MEMMT, Bagnai,…) che esprimono non poche riserve sui benefici che l’euro avrebbe portato all’ economia italiana; poi ci sono i Boldrin e i Giannino che…vabbè quelli lasciamoli perdere.

    Sono d’accordo con l’articolo, ma bisogna dire che finchè non saranno i cittadini a interessarsi alle questioni economiche del proprio paese, studiandole da fonti imparziali e ascoltando il parere di professionisti seri, non potranno mai scegliere adeguatamente i propri rappresentanti nè riusciranno a esprimere giudizi obbiettivi sulle decisioni dei loro governanti. Al massimo si affideranno al guru di turno che parlerà alla loro pancia, senza che nessuno riesca a giudicarlo in  modo critico, facendo come i contadini di un tempo:

    “Ci pensi lei a queste cose sor commendatore,che io non ne capisco niente, al massimo posso darle il mio appoggio”.

     

    • 1.1
      luca.manzoni

      ” Anche in Italia già da tempo ci sono economisti di valore (Barnard e la MEMMT, Bagnai,…) che esprimono non poche riserve sui benefici che l’euro avrebbe portato all’ economia italiana “

      il problema è che bisognerebbe capire pure i benefici o gli svantaggi della sua mancanza, nel contesto sociale italiano.. non in quello del paese delle meraviglie che non esiste.

    • 1.2
      Andrea90

      Vero, a questo servono i diabttiti tra esperti, infatti mi è piaciuta l’ idea fatta qualche post fa di organizzare una conferenza nazionale sull’ economia.

      Almeno potremo decidere con cognizione di causa tra le  scelte possibili :

      1-Decidiamo che non vale la pena contunuare a tenerci l’euro, quindi facciamo marcia indietro e torniamo alla sovranità monetaria.

      2-Decidiamo di andare avanti con l’euro e l’europa MA imponiamo nuove condizioni sul contratto in modo da eliminare gli evidenti svantaggi esposti nell’ articolo, in particolare il fatto vergognoso di dover andare a chiedere l’elemosina alla BCE per pagare i servizi ai cittadini con un tasso di interessse che ci costringe a pagare fior di miliardi l’anno.

      Di certo è evidente che le attuali condizioni dell ‘UE mettono in svantaggio alcuni stati rispetto ad altri. Queste sono le cose di cui discutere all’ interno del parlamento, invece che spulciare nelle tasche dei parlamentari (cosa giusta ed ETICA) ma che non risolve NULLA visto che i 70 milioni risparmiati andranno tutte a pagare i nostri debiti con le banche centrali.

      Un conto è tagliare i costi della politica perchè è giusto farlo (vero), un altro dire che così facendo si risolvono i problemi.

      Questa è demagogia bella e buona.

       

    • 1.3
      luca.manzoni

      sono d’accordo su tutto. Ecco perchè considero il referendum ( a prescindere dell esito ) sull ‘ euro un errore imperdonabile

  • 0
    Mario Pocket
    Senza proclamare un idiota antistorico bisogno di tornare alla lira, i parlamentari italiani circondino con una cintura umana il parlamento europeo e rimangano in quella posizione fino a quando l’Europa sbocchi le rigidità monetarie e permetta all’Italia di spalmare il proprio debito pubblico in 50 anni di differimento. Contemporaneamente aboliscano la “dichiarazione dei redditi” e restituiscano ai comuni il vaglio fiscale, sottraendolo all’attuale dominio dei “furbi” che ne approfittano, costringendo lo stato a soffocare i contribuenti onesti. Terminerà come per incanto il vergognoso criminale sfruttamento della gioventù sottopagata nei call-center e nelle occupazioni precarie e si apriranno infinite prospettive di lavoro sia intellettuale che operaio, dove? A fare che? C’è da digitalizzare ovunque, svecchiare la macchina dello stato, sfoltire la normativa, rinnovare l’insegnamento, togliere la zavorrra alle le attività produttive, rilanciare la scuola pubblica, preparare nuova classe dirigente, ecc.ecc. Non basta? Certo che non basta, ci sono i marciapiedi e le strade da rifare, gli edifici scolastici da sistemare, i rifiuti da raccogliere e smaltire, l’acqua da depurare e le zone da bonificare. Serve anche preparare veri operatori culturali che educhino una popolazione imbarbarita da decenni di ignoranza a valorizzare il patrimonio storico-artistico che l’Italia possiede in misura unica al mondo perchè venga preservato e diventi fattore economico. La maggioranza della vecchia generazione, quella dei meno giovani, non ha tutta la vita davanti ed è fisiologicamete incapace di pensare al futuro. I giovani di questo presente non hanno niente da perdere, possono solo ricreare il proprio domani.
  • -1
    grazi75
  • -2

    Cipro ha il PIL di Macerata. Dunque di che cosa stiamo parlando?

    Dovevano fare un esperimento, soprattutto la Germania le cui banche sono esposte su Cipro esatamente (guarda un po’) per 5,8 M.di di euro ossia la cifra che sarebbe derivata dal prelievo forzoso, imposto in cambio dell’aiuto della BCE.

    Quindi doppia operazione:

    1) Proviamo a inserire una patrimoniale in un paese che non conta un c**zo e vediamo cosa succede per poi regolarci con gli altri.

    2) Quelli di Cipro la devono smettere di chiedere aiuti a Putin. I soldi della UE devono rimanere nella UE

    Chiediamoci come mai non è stata fatta la stessa operazione nel vero casino del Mediterraneo e cioè la Grecia. Perchè soldi sui conti correnti non ce ne stanno e poi perché i russi non sono certamente andati a cercarsi la pace fiscale all’ombra del Partenone.

    Non fatevi fregare dal terrorismo psicologico; le Mercedes, BMW e le AUDI in Italia si vendono eccome.

    • -2.1
      Ronnie

      Hai ragione! Stiamo parlando di poco più di 1.100.000 persone. tuttavia, facessero come l’Islanda, no? Che poi vogliano provocare la Russia, questo è un altro paio di maniche.

      Già gli USA hanno provocato l’Iran, adesso la Corea del Nord, la Troika la Russia, ci manca che  rompano i c*****ni alla Cina (che non succederà mai, perchè quelli ti spazzano via in un attimo) che siamo a posto.

      Non sono mai stato per l’UE, anzi, ferocemente contrario per come l’avevano impostata, però una cosa che ho sempre sostenuto era che i piccoli Paesi non dovevano aderire alla UE, perchè le potenze maggiori li avrebbero spazzati via di sicuro, un giorno. Infatti, non per vantarmi, ma Irlanda, Malta, Islanda ora Cipro e Slovacchia, Slovenia. Spazzano già via nazioni medie come la Grecia e Portogllo. Non che fossi un preveggente, ma seguivo soltanto il saggio indiano che cita: “Non saltare mai in groppa alla tigre. Il difficile non è salire…ma scendere!”. E non MI RIFERISCO alla TigreCeltica.

    • -2.2
      Andrea90

      Sì il problema è che non vengono vendute alla classe media (anche se con la moda del vippismo e dell’ apparenza c’è chi preferisce risparmiare per anni mangiando pane e cipolla pur di farsi vedere con un’ auto “esclusiva”).

  • -3
    capitanharlock

    Referendum sull’Euro, online.Questa è la proposta di Grillo.Apriti cielo: non tutti hanno internet, non si decide con la pancia…Consideriamo due aspetti:1) Non è ammesso un referendum sull’Euro SENZA modificare la costituzione.2) Se anche si modificasse un referendum online non avrebbe ALCUN valore attuativo.Vediamo allora la proposta come è in realtà.E’ un modo (a basso costo, perchè online) di FAR DISCUTERE gli Italiani del problema.Di informare.Di portare la cosa all’attenzione, volente o nolente della politca.Io questo “referendum” lo farei dopodomani.

  • -4
    capitanharlock

    Referendum sull’Euro, online.Questa è la proposta di Grillo.Apriti cielo: non tutti hanno internet, non si decide con la pancia…Consideriamo due aspetti:1) Non è ammesso un referendum sull’Euro SENZA modificare la costituzione.2) Se anche si modificasse un referendum online non avrebbe ALCUN valore attuativo.Vediamo allora la proposta come è in realtà.E’ un modo (a basso costo, perchè online) di FAR DISCUTERE gli Italiani del problema.Di informare.Di portare la cosa all’attenzione, volente o nolente della politca.Io questo “referendum” lo farei dopodomani.

  • -5
    capitanharlock

    Referendum sull’Euro, online.Questa è la proposta di Grillo.Apriti cielo: non tutti hanno internet, non si decide con la pancia…Consideriamo due aspetti:1) Non è ammesso un referendum sull’Euro SENZA modificare la costituzione.2) Se anche si modificasse un referendum online non avrebbe ALCUN valore attuativo.Vediamo allora la proposta come è in realtà.E’ un modo (a basso costo, perchè online) di FAR DISCUTERE gli Italiani del problema.Di informare.Di portare la cosa all’attenzione, volente o nolente della politca.Io questo “referendum” lo farei dopodomani.

  • -6
    capitanharlock

    OT:

    In relazione alla nomina di Claudio a responsabile della (struttura della) comunicazione, vorrei fargli un sentito in bocca al lupo.

    Si dice sempre così, ma mai come in questo caso è così appropriato:


    Un lupo che aveva visto un agnello intento a bere presso un fiume volle divorarlo, accampando una motivazione che fosse plausibile. Perciò, nonostante si trovasse più a monte, prese ad accusare l’agnello dicendo che gli intorbidiva l’acqua, impedendogli di bere. Ma il lanuto rispose che stava bevendo a fior di labbra e che peraltro, trovandosi più a valle, non poteva sporcare l’acqua a lui.

    Il lupo, allora, visto fallire il pretesto addotto, disse: “Però l’anno scorso tu offendesti mio padre!”. E come l’agnello gli ebbe risposto che a quell’epoca non era ancora nato, gli fece il lupo: “Guarda che, pure se hai facili gli argomenti per scagionarti, non per questo rinuncerò a mangiarti!”.

    Ancora in bocca al lupo!

  • -7
    luca.manzoni

    Qualcuno mi faccia capire… Se praticamente siamo sopraffatti e schiacciati dalla concorrenza dei paesi in via di sviluppo che hanno un costo del lavoro nullo, colpa dell euro ? Quindi se per questo le nostre aziende chiudono ogni giorno, colpa dell euro ?  La finanza mafiosa , collusa, colpa dell euro ? Se investiamo miliardi di soldi pubblici (pure finanziamenti europei ) che magicamente spariscono, colpa dell euro ? Se siamo un  paese con livelli di evasione e corruzione da terzo mondo , che drenano miliardi  ogni anno ( roba da 3 finanziarie ),  colpa dell euro ? Se la mafia è la prima azienda del paese, colpa dell euro ??

    Vogliamo correre da soli , pesci piccoli microscopici , un paese profondamentamente malato fino al midollo. Rimarremo soli, abbandonati da tutti, anzi accerchiati , con la nostra moneta scema.  Vedo  la stessa fine del venezuela, inflazione e parametri impazziti, incontrollabili, mercato nero delle valute..anzi peggio , il venezuela almeno è uno dei primi esportatori di petrolio , e con questo si garantisce la sussistenza e quel minimo di welfare,  noi manco l aria fritta possiamo esportare per garantirci la sopravvivenza. Rimarranno tutti lì a guardarci mentre sprofonderemo e ci scannerremo ma questa volta letteralmente. A quel punto saremo noi ad implorare le forze straniere di raccogliere le nostre ceneri  , ricostruirci il paese e finalmente…governarci e farci da sovrani.  

    • -7.1
      pandrake

      Condivido quello che dici nella pima parte, non quanto contenuto nella seconda. L’Italia ha moltissimi beni da esportare ed una buona autosufficienza, con la sola ed enorme esclusione del settore energia. Trovando il modo di approvigionarci in quel settore in maniera garantita l’uscita dall’euro non è desiderabile, direi piuttosto quasi obbligatoria.

    • -7.2
      luca.manzoni

      Firebat.
      il problema del debito è un problema di tutti i paesi avanzati o meno, la sua genesi è a monte dell euro. Non è uscendo dall euro e dall europa che si risolve, tanto meno si annulla (magari cambia valuta). 
      Non credo si tratti di essere “accompagnati” ma ormai di interdipendenza (magari più a vantaggio di certi paesi, quindi è necessario rinegoziare, riformare ecc e fin qua siamo tutti d accordo )  considerando la 
      situazione globale.  Tutte ( ma proprio tutte ) le aziende che conosco chiudono perchè “qualcuno” produce la stessa cosa in cina. Di fronte a questo scenario, mi risulta difficile convincermi che l origine dei nostri mali 
      siano i piigs , la legge biagi e la deflazione della germania. 
      La super macro regione lombardia-piemonte-veneto da sola ci salverà e sbaraglierà   india , il brasile e  cina  ?? probabilmente dovremmo attuare politiche forti se non fortissime, magari anche dazi,  contro tutti i paesi 
      in via di sviluppo ( ultima speranza per non essere distrutti ) e vogliamo farlo da soli  ?  Percarità tutto è possibile, ma io nutro un gigantesco dubbio. 
      Rikive 
      Io ho appreso quanto sia un paese di m**da anche leggendo il blog di grillo, non puoi trasformare la m**da in cioccolato (o viceversa ) quando fa più comodo. 

      Firebat.

      il problema del debito è un problema di tutti i paesi avanzati o meno, la sua genesi è a monte dell euro. Non è uscendo dall euro e dall europa che si risolve, tanto meno si annulla (magari cambia valuta). Non credo si tratti di essere “accompagnati” ma ormai di interdipendenza (magari più a vantaggio di certi paesi, quindi è necessario rinegoziare, riformare ecc e fin qua siamo tutti d accordo )  considerando la situazione globale.  Tutte ( ma proprio tutte ) le aziende che conosco chiudono perchè “qualcuno” produce la stessa cosa in cina. Di fronte a questo scenario, mi risulta difficile convincermi che l origine dei nostri mali siano i piigs , la legge biagi e la deflazione della germania. La super macro regione lombardia-piemonte-veneto da sola ci salverà e sbaraglierà   india , il brasile e  cina  ?? probabilmente dovremmo attuare politiche forti se non fortissime, magari anche dazi,  contro tutti i paesi 
      in via di sviluppo ( ultima speranza per non essere distrutti ) e vogliamo farlo da soli  ?  Percarità tutto è possibile, ma io nutro un gigantesco dubbio. 

      Rikive 

      Io ho appreso quanto sia un paese di m**da anche leggendo il blog di grillo, non puoi trasformare la m**da in cioccolato (o viceversa ) quando fa più comodo. 

    • -7.3
      firebat792

      La deflazione competitiva della Germania e’ senz’altro resa efficace dal cambio rigido: se avessero ancora il marco e noi la lira i benefici di una strategia del genere sarebbero di brevissima durata, nel senso che il surplus commerciale sull’estero farebbe aumentare il valore del marco rispetto a quello della lira ed i nostri prodotti tornerebbero competitivi. Infatti se ci fai caso questa bella strategia non l’hanno mica applicata quando i cambi erano pienamente flessibili (ovvero prima dello SME), ma guardacaso proprio nel 2002.
      Questa situazione lascia all’Italia la deflazione come unico strumento competitivo, e quindi via di precarizzazione del lavoro (leggi Biagi e Fornero) e disoccupazione alle stelle.
      Inoltre, con l’ingresso nell’Euro e quindi la fine del rischio di cambio, siamo stati travolti da un’ondata di capitali stranieri (indovina da dove arrivano la maggioranza) che hanno gonfiato a dismisura il nostro debito ESTERO PRIVATO, che e’ il vero problema della maggior parte dei PIIGS (il debito pubblico ne e’ la logica conseguenza).
      Quanto alla corruzione, se guardi ai dati OCSE e’ AUMENTATA in Italia dopo l’ingresso nell’Euro (e anche i tedeschi hanno avuto i loro begli episodi), grazie all’allocazione ad min***am di fondi europei erogati anche per i progetti piu’ strampalati.
      La solitudine dici? Meglio soli che male accompagnati, ti rispondo io! E’ ormai chiaro che l’UE non e’ un’alleanza ma un’estensione del potere economico della Germania e dei suoi amichetti del Nord sul resto del continente. O ce ne tiriamo fuori, o andiamo verso l’Anschluss 2.0. 
      Abbiamo tutte le capacita’ per recuperare terreno sull’export, dato che siamo in una situazione di eccesso di offerta, come abbiamo dimostrato dopo l’uscita dallo SME nel ’92, sempre se all’uscita dall’Euro si accompagneranno una serie di provvedimenti economici indispensabili (ritorno della Banca d’Italia sotto il controllo del Tesoro, sospensione unilaterale di accordi scellerati tipo MES, Fiscal Compact e anche alcuni articoli del Trattato di Maastricht), reintroduzione di qualcosa di simile alla scala mobile tanto per citarne alcuni.

      La deflazione competitiva della Germania e’ senz’altro resa efficace dal cambio rigido: se avessero ancora il marco e noi la lira i benefici di una strategia del genere sarebbero di brevissima durata, nel senso che il surplus commerciale sull’estero farebbe aumentare il valore del marco rispetto a quello della lira ed i nostri prodotti tornerebbero competitivi. Infatti se ci fai caso questa bella strategia non l’hanno mica applicata quando i cambi erano pienamente flessibili (ovvero prima dello SME), ma guardacaso proprio nel 2002.
      Questa situazione lascia all’Italia la deflazione come unico strumento competitivo, e quindi via di precarizzazione del lavoro (leggi Biagi e Fornero) e disoccupazione alle stelle.
      Inoltre, con l’ingresso nell’Euro e quindi la fine del rischio di cambio, siamo stati travolti da un’ondata di capitali stranieri (indovina da dove arrivano la maggioranza) che hanno gonfiato a dismisura il nostro debito ESTERO PRIVATO, che e’ il vero problema della maggior parte dei PIIGS (il debito pubblico ne e’ la logica conseguenza).
      Quanto alla corruzione, se guardi ai dati OCSE e’ AUMENTATA in Italia dopo l’ingresso nell’Euro (e anche i tedeschi hanno avuto i loro begli episodi), grazie all’allocazione ad min***am di fondi europei erogati anche per i progetti piu’ strampalati.
      La solitudine dici? Meglio soli che male accompagnati, ti rispondo io! E’ ormai chiaro che l’UE non e’ un’alleanza ma un’estensione del potere economico della Germania e dei suoi amichetti del Nord sul resto del continente. O ce ne tiriamo fuori, o andiamo verso l’Anschluss 2.0. 
      Abbiamo tutte le capacita’ per recuperare terreno sull’export, dato che siamo in una situazione di eccesso di offerta, come abbiamo dimostrato dopo l’uscita dallo SME nel ’92, sempre se all’uscita dall’Euro si accompagneranno una serie di provvedimenti economici indispensabili (ritorno della Banca d’Italia sotto il controllo del Tesoro, sospensione unilaterale di accordi scellerati tipo MES, Fiscal Compact e anche alcuni articoli del Trattato di Maastricht), reintroduzione di qualcosa di simile alla scala mobile tanto per citarne alcuni.

    • -7.4
      luca.manzoni

      Mi piacerebbe essere così ottimista come te, pensarla uguale e lo dico senza malizia.

      Ma se sei d’accordo con la prima parte non puoi non considerarla , quando analizzi la seconda. 

    • -7.5
      Ivan Il Mazzo

      C’è un po’ da aprire gli occhi. Io capisco bene che ognuno possa farsi la propria opinione, ma dubitare degli errori di quest’europa è dubitare di economisti come Mundell, Krugman o Stiglitz che hanno preso nientemeno che premi Nobel. Mundell in particolare lo prese sulla teoria delle aree valutarie ottimali che se fosse stata presa in considerazione ai tempi avrebbe preventivamente mostrato i problemi a cui l’euro sarebbe andato incontro.

      E giustamente questo gli economisti di buon senso ce lo hanno ripetuto prima, durante e dopo.

      E’ ormai ovvio e noto a tutti, persino a buona parte dei politici nei partiti di maggioranza negli ultimi anni in Italia che l’Europa così non funziona, quel che taciono, o su cui ci ingannano, è che un’altra europa sia possibile. Io credo che il punto sia questo: nel nord un europa diversa non la vogliono, ma non perchè sono cattivi, semplicemente nessuno voterebbe un politico Tedesco o Finlandese che parlasse di solidarietà. A questo punto tanto vale ammettere la realtà, ossia che un’europa unita, o meglio gli stati uniti d’europa, prima di un paio di decenni non arriveranno, e per il bene comune studiare una via d’uscita possibilmente non unilaterale.

      Altrimenti quest’europa che doveva essere un’utopia per la pace, diventerà una distopia per la guerra.

    • -7.6
      Andrea90

      Una cosa è certa : non possiamo pretendere di fare concorrenza ai paesi in via di sviluppo solo basandoci sulla quantità di merce prodotta (a meno di non lavorare il loro stesso numero di ore o implementare nuova tecnologia che ci permetta di raggiungere la loro produttività); in ogni caso ogni battaglia combattuta badando solo alla quantità è persa in partenza.

      Una saggia alternativa sarebbe quella di puntare sulla qualità e l’ innovazione, nelle quali sono ancora carenti;certo se chi viene assunto con queste mansioni è precario e sottopagato forse non si sente molto incentivato a spremere le meningi.

    • -7.7
      RikiVe

      A molti piace dipingere l’Italia come un paese di m**da, ci godono come dei sorci nel letame, dimenticando di essere anche loro Italiani, forse siamo così perchè continuiamo a pensare di esserlo.

      Ma se siamo un paese così sfigato perchè con l’EURO dovremmo risolvere i nostri problemi? La BCE è forse un ente misericordioso creato per aiutare noi Italiani popolo di Mafiosi, Evasori, Ladri etc. ?

      L’EURO sta alimentando l’odio tra i paesi Europei. L’Unione MONETARIA Europea è nei fatti un fallimento, non occorrono i professori di economia per spiegarcelo.

      Comunque visto che vi piace parlare di competitività come pensate che faranno nei prossimi anni i Tedeschi a essere competitivi con Cinesi, Indiani, Brasiliani? 

      Delocalizzare, oppure tutti a 500 euro al mese, questa è la globalizzazione. Pensate che ai grandi gruppi industriali dispiaccia di ridurvi così male. Marchionne si vanta che i suoi Polacchi gli costano meno e producono più degli Italiani. Abbassiamoci gli stipendi così saremo più competitivi, questa è l’unica ricetta.

      Viviamo nel rispetto del Profitto e delle regole di Mercato, che palle…

    • -7.8
      RikiVe

      Francesi e Tedeschi galleggiano, noi stiamo affondando quindi non capisco come si possa ancora sperare che l’EURO sia una scelta obbligata per migliorare la nostra economia.

      Da quando siamo nell’EURO le esportazioni sono calate rispetto alle importazioni, sono dati reali. Quindi di cosa stiamo parlando. Il fratellone tedesco come ci sta aiutando? 

      L’EURO per l’europa del sud è stato un fallimento, perseverare è assurdo, i problemi rimangano, rimbocchiamoci le maniche, lecchiamoci le ferite e ripartiamo.

  • -8
    Grigio

    Forse a franceschini toccava fargli leggere questo:

    IL CICLO DI FRENKEL

    “Tappe di un Paese sviluppato quando aggancia la propria valuta ad un Paese più forte:
    1) Deregolamentazione del mercato interno;
    2) I capitalisti del Paese forte fanno confluire immensi capitali attratti da investimenti lucrosi (tassi ancora + alti) ed in assenza di rischio (moneta unica) con esplosione del debito estero a carico dei privati;
    3) Cresce l’economia, il PIL, l’occupazione, e con essa l’inflazione (che non sarà più compensata dalla svalutazione);
    4) L’inflazione peggiora la competitività ma ancora arrivano capitali che drogano i mercati delle abitazioni e delle azioni (illusione della ricchezza);
    5) Ad un certo punto le bolle spaventano gli investitori internazionali che si ritirano;
    6) Non essendo possibile scaricare le tensioni sui cambi, esse si scaricano sul mercato obbligazionario (partono gli spread);
    7) Partono salvataggi delle banche e tagli alla spesa pubblica, la recessione si avvita ed il debito estero si scarica sullo Stato;
    8) Gli attacchi speculativi raggiungono livelli impressionanti ed alla fine si rompe l’accordo di cambio fisso (Euro) e si svaluta.

  • -9
    Kalima

    C’è Qualcuno in grado di stimare quanto incidono alle PMI e alle aziende, il costo dell’attuale sistema burocratico/amministrativo, nacessario per ottemperare agli adempimenti, con i vari Enti dello Stato?  Lo Stato, ora considerato il socio di maggioranza per ogni attivita reddituale, salvo casi telematici frammentati,è ancora gestito con strumanti cartacei. Questo ha permesso in molti casi un “tipo di potere dando luogo alle attuali simmetrie e agli abusi di potere simili a culture mafiose. E’ possibile chiedere al parlamento:mettere in linea tutti gli Enti,dall’ INPS al Fisco affinchè si possa risparmiare quei costi, e poter dirottare le risorse, al lavoro produttivo?  Capannoni vuoti ce ne sono,personale preparato pure, oltretutto se troppa gente non lavora, è un ulteriore costo per lo Stato.

  • -10
    capitanharlock

    Stiamo sottovaluando la portata del caso Cipro.

    Quello che è importante notare e molto allarmante è che la UE, la BCE, e chi ha realmente peso nelle decisioni economiche che contano (a proposito, CHI ha preso materialmente questa decisione?), ha deciso che i soldi dovevano essere prelevati dai conti correnti dei CIprioti, in modo indiscriminato, e smentendo totalmente patti, tutele e norme assortite che avrebbero garantito i depositi al di sotto dei 100mila euro.

    Questo dimostra che, in caso di necessità, qualunque patto o norma pre esistente è carta straccia.

    Ci preleveranno quanto necessario, apriranno le nostre cassette di sicurezza, pignoreranno i nostri beni se serve.

    Sorrido quando leggo che Cipro è un piccoo stato, che in Italia non potrebbe accadere.

    Se per quei pochi miliardi di euro sono disposti a queste nefandezze pensate a cosa potrebbero arrivare per ilo debito pubblico Italiano.

     

    Un altro aspetto da tenere a mente è che un prelievo di questo tipo equivale a uno scippo, è un furto, un espoprio, un atto di inaudita gravità fatto passare per “necessità”.

    Un esproprio di questo genere giustifica il ricorso alla forza da parte di chi lo subisce, è come se uno sconosciuto entrasse in casa mia e mi derubasse di una parte di quello che trova.

    Io mi sentirei legittimato a imbracciare un fucile e a riprendermi quello che è mio.

     

     

  • -11
    Beppus

    ma togliamoci dall’euro una volta per tutte!

    chi avesse dei dubbi se l’Italia ci guadagnerebbe o no, vada a leggere qui:

    http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?reply_id=123517820#123517820

     

  • -12
    RikiVe

    E’ da quando siamo nell’EURO che ci fanno bollire a fuoco lento, ormai siamo quasi cotti. Usciamo dal pentolone e facciamoci urinare sulle bruciature, sempre meglio che essere cucinati, mangiati e fagocitati.
    Dopo averci trasformato in un popolo di consumatori finiranno di spremerci, poi si dimenticheranno di noi lasciandoci in macerie, perderemo ogni diritto conquistato. 
    La maggior parte di noi penserà (e pensa) che è stata colpa della crisi, che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità, che era inevitabile, “è il mercato che detta le regole” bisogna adeguarsi.  
    Hanno messo un seme nei nostri cervelli e lo hanno alimentato giorno dopo giorno con i loro mezzi d’informazione.

    E’ da quando siamo nell’EURO che ci fanno bollire a fuoco lento, ormai siamo quasi cotti. Usciamo dal pentolone e facciamoci urinare sulle bruciature, sempre meglio che essere cucinati, mangiati e fagocitati.

    Dopo averci trasformato in un popolo di consumatori finiranno di spremerci, poi si dimenticheranno di noi lasciandoci in macerie, perderemo ogni diritto conquistato. 

    La maggior parte di noi penserà (e pensa) che è stata colpa della crisi, che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità, che era inevitabile, “è il mercato che detta le regole” bisogna adeguarsi.

    Hanno messo un seme nei nostri cervelli e lo hanno alimentato giorno dopo giorno con i loro mezzi d’informazione.

    Ci vorrebbe più fantasia intesa come capacità di immaginare qualcosa di diverso dall’ordinario, un sistema alternativo da quello che ci hanno venduto e con il quale siamo cresciuti. Sono gli uomini dotati di immaginazione che hanno segnato il percorso dell’umanità, nel bene e nel male.

  • -13
    Ronnie

    La Repubblica di Cipro estende la sua sovranità su tutta l’isola di Cipro e sulle acque circostanti, tranne che su due piccole aree, Akrotiri e Dhekelia che, al momento dell’indipendenza, sono state assegnate al Regno Unito come basi militari sovrane.

    Cipro è tuttavia divisa de facto in due parti separate dalla cosiddetta linea verde: l’area sotto il controllo effettivo della Repubblica di Cipro, che comprende circa il 59% della superficie dell’isola, e la zona turco-cipriota a nord, che si autodefinisce Repubblica Turca di Cipro del Nord, che copre circa il 36% della superficie dell’isola ed è riconosciuta dalla sola Turchia. (da Wikipedia). E’ la terza isola (tutta, compresa la parte turca) più grande del Mediterraneo, dopo Sicilia e Sardegna.

     

    Ma ragazzi di cosa stiamo parlando? Siamo alla farsa. Non dico Putin, ma bastano quei quattro potentati cosiddetti mafiosi-lobbistici della Russia, per comprarsela la loro fetta della Repubblica di Cipro, senza battere ciglio. mah!?

  • -14
    Marte09

    Una possibile spieegazione sta nelle teorie di Giulietto Chiesa già descritte nel suo libro “La guerra infinita” 2002. Egli descrive un Superclan inteso come massoneria o lobby bancaria o finanziaria il cui cane da guardia sono gli Stati Uniti d’America. Quindi un’entità sovranazionale il cui intento è far fallire la creazione degli Stati Uniti d’Europa in quanto sarebbero l’unico ostacolo alla disputa finale tra USA e Cina per il predominio mondiale. Sembra fantascenza ma se analizzato con un metro temporale più lungo ci può stare abbondantemente. La disgregazione dell’Europa quindi fa parte di un disegno più ampio come la contrapposizione alla Russia e questi ne sono i segnali tangibili … questi complottisti italiani non sanno più cosa inventarsi

    • -14.1
      RikiVe

      Come in ogni buona sceneggiatura sono i fatti che portano avanti la storia, non le parole. Purtoppo i fatti li scopriamo quando accadono, prima sono solo teorie. Nessuno di noi è in grado di capire quali diabolici piani hanno in mente per il nostro futuro, ma guardando gli ultimi 2.000 anni di storia chi è stato al potere non ci ha trattato troppo bene.

      Forse ci aspetta qualche guerra o forse pacificamente arriveremo a poche multinazionali per le quali potremo-dovremo lavorare. 

      Comunque non bisogna mai dimenticare che da sempre esiste una lotta tra chi sta al potere (economico e politico) e il resto della popolazione, se abbassiamo la guardia sono pronti a massacrarci. L’hanno sempre fatto.

       

  • -15

    Cipro ha il PIL di Macerata. Dunque di che cosa stiamo parlando?

    Dovevano fare un esperimento, soprattutto la Germania le cui banche sono esposte su Cipro esatamente (guarda un po’) per 5,8 M.di di euro ossia la cifra che sarebbe derivata dal prelievo forzoso, imposto in cambio dell’aiuto della BCE.

    Quindi doppia operazione:

    1) Proviamo a inserire una patrimoniale in un paese che non conta un c**zo e vediamo cosa succede per poi regolarci con gli altri.

    2) Quelli di Cipro la devono smettere di chiedere aiuti a Putin. I soldi della UE devono rimanere nella UE

    Chiediamoci come mai non è stata fatta la stessa operazione nel vero casino del Mediterraneo e cioè la Grecia. Perchè soldi sui conti correnti non ce ne stanno e poi perché i russi non sono certamente andati a cercarsi la pace fiscale all’ombra del Partenone.

    Non fatevi fregare dal terrorismo psicologico; le Mercedes, BMW e le AUDI in Italia si vendono eccome.

  • -16
    novecento

    Cosa si puo’ fare adesso?

    L’unica cosa da fare è prendere MPS e farla divenire una banca del ministero del tesoto.

    Cominciamo a emettere moneta IL FIORINO, moneta sovrana dello stato Italiano con valore 1 a 1.

    QUESTA E’ LA PRIMA COSA  DA AFFRONTARE, NON C’E’ NEANCHE DA DISCUTERE SU QUESTO PUNTO!

     

     

     

  • -17
    matildeemy

    sono una semplive ed anziana “cittadina”, con cultura molto media, ma secondo me se di Italia, Gracia, Spagna, Portogallo, cioè i paesi periferici e del Mediterraneo non si parla, a livello internazionale, non potrebbe essere che siamo talmente importanti e vitali, in questo contesto geo-politico-economico che nessuno sa cosa dire? e la Libia, l’Egitto, la tunisia? e Sigonella e Niscemi, ecc…………???????????????,mi piacerebbe che qualcuno pensasse a quanto siamo IL CENTRO della Geo-politica mondiale.

    cordialmente

    Matilde

  • -18
    Marte09

    RikiVe ha scritto :
    Come in ogni buona sceneggiatura sono i fatti che portano avanti la storia, non le parole. Purtoppo i fatti li scopriamo quando accadono, prima sono solo teorie. Nessuno di noi è in grado di capire quali diabolici piani hanno in mente per il nostro futuro, ma guardando gli ultimi 2.000 anni di storia chi è stato al potere non ci ha trattato troppo bene. Forse ci aspetta qualche guerra o forse pacificamente arriveremo a poche multinazionali per le quali potremo-dovremo lavorare.  Comunque non bisogna mai dimenticare che da sempre esiste una lotta tra chi sta al potere (economico e politico) e il resto della popolazione, se abbassiamo la guardia sono pronti a massacrarci. L’hanno sempre fatto.  

  • -19
    gdk

    1) uscire dall’euro

    2) riprendersi la sovranità monetaria

    3) finanziare la reindustrializzazione e la ripresa economica per garantire un futuro ale prossime generazioni e per contare di più in europa. non dimentichiamo che solo qualche anno fa avevamo la stessa economia della germania

    4) riprendiamoci il paese. noi siamo stati colonizzati grazie alla nostra classe dirigente, che tutto può considerarsi tranne che  fatta di statisti, che ha svenduto il paese non certo a beneficio della gente

    5) siamo capaci di esprimere una industria di avanguardia, abbiamo un artigianato che non ha eguali nel mondo, possediamo il 60-70% del patrimonio artistico/monumentale del mondo, abbiamo avuto ed abbiamo importanti uomini di scienza, siamo al centro del mediterraneo, abbiamo bellezze paesaggistiche di prim’ordine. penso che potremmo campare di rendita se solo se solo avessimo  statisti all’altezza della situazione

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