Gli spin doctor, i giornalisti e il frame

MarcelloFoa-Blog

di Marcello Foa

Sono Marcello Foa e sono un giornalista di scuola montanelliana. Oggi dirigo il gruppo editoriale del Corriere il Ticino, in Svizzera, insegno anche giornalismo e comunicazione sia all’USI di Lugano sia in Cattolica e ho incentrato le mie ricerche e la mia analisi, anche quotidiana, sul modo in cui i governi e le istituzioni riescono ad orientare i media, spesso all’insaputa sia dei giornalisti e sia dell’opinione pubblica. Sulla base di queste analisi, mi sono accorto di un’anomalia molto frequente, ovvero che i giornali e i media in generale ripetono tutti gli stessi errori, hanno la stessa visione della realtà, dei fatti. Senza mai differenziarsi, indipendentemente dal loro colore politico. Quando scoppia una grande crisi, quando c’è un grande evento, voi prendete il Corriere, il Giornale, la Repubblica, ma anche grandi giornali stranieri come la Neue Zürcher Zeitung, la Frankfurter Allgemeine, il New York Times, il Times, eccetera, e vi accorgerete come i fatti che vengono riportati siano quasi sempre gli stessi. Allora a metà degli anni 2000 mi sono chiesto: ma com’è possibile che i giornalisti, in democrazia, si comportino sempre tutti allo stesso modo? E ho trovato la risposta in una parola che negli ultimi tempi è diventata di moda, ma che fino a poco tempo fa non lo era affatto, ovvero negli spin doctor.

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Gli spin doctor

Gli spin doctor cosa sono, per la maggior parte del pubblico? Sono coloro che organizzano le campagne elettorali, e questo è tecnicamente giusto. Però c’è un passaggio che sfugge a quasi tutti i giornalisti e che è fondamentale: quando la campagna elettorale finisce, lo spin doctor in democrazia dovrebbe riconsegnare le chiavi dell’ufficio elettorale al suo leader e dirgli “ci vediamo tra quattro o cinque anni”. Questo non accade. Invece, lo spin doctor cosa fa? Entra nel palazzo con il politico. E questa è una sottigliezza. La maggior parte del pubblico dice “va beh, cosa cambia?”. Cambia tantissimo perché lo spin doctor è di fatto un manipolatore, colui che deve in una certa misura convincere l’elettore e il pubblico a votare per un candidato dandogli in pasto quel che il pubblico vuole sentirsi dire. Quando sei al governo però tu devi avere un approccio e un rispetto della verità istituzionale – la credibilità delle istituzioni di cui tanti si riempiono le bocche, spesso a sproposito – che lo spin doctor non rispetta. Lo spin doctor adotta dentro le istituzioni le stesse logiche della campagna elettorale. Ovvero è parziale, tende a manipolare, non rispetta l’oggettività dell’informazione e questo ha degli effetti devastanti, soprattutto se si considera un elemento che ancora una volta sfugge, quasi sempre, alla coscienza pubblica e anche dei giornalisti.

Oggi se voi andate ad analizzare quali sono le fonti a cui attingono i giornalisti, sono le agenzie di stampa, i comunicati stampa. Il che è formalmente corretto, però c’è qualcosa di più. Il 70, l’80, talvolta anche il 90% delle volte l’origine di una notizia è dentro alle istituzioni, anche per gli episodi più banali. Esempio: incidente a Milano. Il giornalista va sul posto, vede le due macchine che si sono scontrate. Poi chi gli dice che cosa è accaduto? Sono i vigili, sono gli infermieri degli ospedali, sono i carabinieri e, sulla base dei report che ottiene da queste persone, che sono rappresentanti delle istituzioni, scrive l’articolo e l’opinione pubblica viene informata. Questo è un esempio banale, ma viene applicato su larga scala anche a temi nazionali e internazionali. Abbinando il tutto a tecniche sia di conoscenza del modo in cui giornalisti operano, sia di psicologia sociale, ottieni un fenomeno di condizionamento esplicito delle masse che è abbastanza preoccupante e a cui i giornalisti stessi molto spesso non si sottraggono.

Prendiamo il mito delle donne che fumano. La donna che fuma è il simbolo di ribellione femminile. In origine, negli anni ’50, ma anche oggi nei paesi in via di sviluppo, quando volevi rompere gli schemi delle società conservatrici, le donne iniziavano a fumare e a portare i pantaloni e questo rappresentava un segnale molto forte di ribellione sociale. Io ero convinto fino a poco tempo fa che fosse un fenomeno sociale, che poi ad esempio i media, soprattutto il cinema, hanno propagato. Il fumo ha anche un ruolo sensuale. Ma dagli studi che ho fatto emerge che il fumo come simbolo di emancipazione femminile non è affatto un fenomeno spontaneo, ma fu impiantato ad arte dal padre degli spin doctor, Barneys, nel 1918. Se non ricordo male, su mandato di una grande fabbrica di sigarette che aveva voglia all’epoca di propagare e diffondere l’uso delle sigarette. All’epoca non c’era televisione e nemmeno il cinema: era agli esordi. Allora questo Barneys cosa fece? Poteva fare una campagna tradizionale, che all’epoca significava qualche articolo sui giornali e un po’ di cartellonistica, oppure inventarsi qualcosa di nuovo. Così, attese il giorno di Pasqua, perché c’era la sfilata delle varie comunità a New York, un po’ come accade ancora oggi in molti paesi da noi e in molti villaggi. Alla fiaccolata della brigata della libertà iscrisse e fece sfilare delle modelle bellissime, vestite in maniera molto provocatoria per l’epoca, cioè con dei pantaloni, camicetta, bretelle, un basco in testa reclinato. Bellissime, altezzose, affascinanti, e le fece sfilare fumando ostentatamente. Guardate anche il significato delle parole: la brigata ha una valenza positiva, la libertà nella società americana è un valore positivo, la fiaccolata evoca la sigaretta. Risultato: polemiche infinite, articoli infuriati sulla stampa, “è il decadimento dei tempi”, “dove andremo a finire?”, eccetera. Risultato immediato: quadruplicate le vendite delle sigarette e questa idea di ribellione associata al fumo che è entrata nella coscienza collettiva.

Siamo nel 2013, è passato quasi un secolo e questo concetto è ancora molto forte. Perché vi dico racconto questo aneddoto, che è conosciuto agli esperti di comunicazione? Perché quando voi abbinate la conoscenza delle tecniche del giornalismo e della comunicazione con le tecniche della psicologia, create un’arma che è un’autentica arma di distruzione di massa, perché riesce a manipolare le masse senza che le masse stesse se ne rendano conto e provocando degli effetti a breve termine che sono devastanti sulla verità, e nel lungo periodo ti creano delle idee e degli stereotipi che difficilmente riesci ad estirpare.

La piramide dell’informazione

Oggi un esempio molto importante per far capire come funzionano i media, è appunto la piramide dell’informazione. Le notizie non sono tutte uguali. Se la notizia viene data da un grande media, mettiamo in Italia il Corriere della Sera piuttosto che il TG5, oppure in America il New York Times, ha un peso molto diverso rispetto al caso in cui la stessa notizia venga data da un giornale locale o da un piccolo sito sconosciuto. Perché questo?

il resto della trascrizione verrà pubblicato a breve. Intanto, potete guardare tutto il video.

 

 

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63 risposte a Gli spin doctor, i giornalisti e il frame

  • 12
    MaxP.

    Questa è una perla giornalistica!!!

    Si vede chi va alla richerca di vera informazione!!!!!!

    DA TRASMETTERE IN PRIMA SERATA SULLA TELEVISIONE PUBBLICA!!

    Spiegato in 40 minuti come avviene la coercizzione delle coscienze della popolazione, tramite distinzione delle notizie in “frame” CORNICI che racchiudono i vari interessi.

  • 11
    Scandalo

    Gli spin doctor, i giornalisti e il frame

    Trovo l’articolo interessantissimo, non so quanti lettori ne abbiano fatto un’attenta analisi. Non so se la mia ragione sia già stata precedentemente condizionata. So solo che se l’articolo era rivolto a far cadere anche gli ultimi baluardi dell’informazione, nell’inganno del condizionamento, con me di certo non c’è riuscito, forse. Questa Verità la colloco come “Un bel FRAME fatto da grande spin doctor”.

    PS: “Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”

    George Orwell

  • 10
    paopao

    Vero. I potenti hanno sempre cercato di condizionare il modo di pensare del popolo a loro vantaggio. I condizionatori più bravi sono stati i preti cattolici, usando la paura dell’aldilà (inferno).Come si combatte questo meccanismo? Con l’istruzione, la conoscenza, la conoscenza del sè – cnotes autòs –  conosci te stesso, i tuoi meccanismi inconsci e sarai un uomo libero. Una anche breve lettura di Jung, il padre dell’inconscio collettivo, può aiutare tantissimo.

    • 10.1
      Guit

      Secondo ma fa bene Messora a spaziare. L’economia è importante ma ci sono anche altre cose e l’una non esclude le altre. Meglio parlare di tutto.

       

    • 10.2
      Guit

      Scusate, la risposta qui sopra era per il post di Queequeg.

       

    • 10.3
      daliatreviso

      Secondo me il problema non sono i potenti che vogliono condizionare il pensieno del “popolo” (non è una novità)  ma quelli che glie lo permettono!!

  • 9
    mingo

    Anni fà ero nel direttivo regionale della FIOM,

    con un allora giovane Landini che dirigeva la FIOM di Reggio Emilia.

    Appunto a Reggio venne un giornalista a fare un corso di alcune sedute

    sulla manipolazione della verità e delle opinioni.

     

    Ora sono passati tanti anni e tanti lavori tra cui l’ultimo perso,

    vabbè non c’entra niente, ma ho solo un ricordo

    che mi fà SEMPRE dubitare di quello che scrivono i giornali:

     

    Se tu chiedi ad un prete:

    – posso fumare mentre prego ??

    – Assolutamente no !!

     

    Se tu chiedi ad un prete:

    – posso pregare mentre fumo ??

    – assolutamente si !!

     

    La sostanza non cambia, e il porre la domanda che condiziona la risposta.

    E se ci devi scrivere un articolo, come lo imposti ??

    divieto o permesso di fumare durante la preghiera ??

     

     

     

     

     

  • 8

    Anche noi qui a commentare …siamo ripetitori della notizia non vi pare? Il non commentare e farne tesoro  o spargela senza commento in altri luoghi ha la stessa funzione . Morale mi viene in mente l’intervento di Simone Perottiche è l’unica soluzione ovvero  non bisogna fare sapere allo spin doctor che lo abbiamo sgamato!

  • 7
    vinrin

    analisi lucida e correta, aspetto la seconda parte per un giudizio definitivo… ma sinceramente mi sorge un dubbio: fermo restando la bontà e l’inevitabilità di questa analisi se la applicassimo anche all’analisi stessa come ne usciremmo fuori?

  • 6
    luk

    Elogio del Frame—————-Il frame è il quadro in cui i nseriamo le notizie, gli stimoli che ogni giorno riceviamo. È inevitabile, è necessario, è un positivo fattore di stabilità. Senza un frame di riferimento, i giornali dovrebbero ogni giorno occuparsi di migliaia di notizie senza fondamento, di teorie del complotto, di manie e maniaci. Perchè i giornali e tg non parlano ogni giorno dei negatori dell’olocausto o degli alieni tra di noi? Perchè fa comodo a Soros? No perchè il sistema di riferimento in cui viviamo ci ha insegnato che ipotesi straordinarie richiedono prove straordinarie, non un blog scritto da psicopatici. E meno male: altrimenti saremmo sommersi da rumore di fondo indecifrabile e pericoloso. Il frame è come la costituzione: idee e valori condivisi. È immutabile? No ma richiede uno sforso, un consenso maggiore di quello di una legge ordinaria. Sono sicuro che c’è chi ritiene la costituzione un complotto comunista massonico, e certamente gli americani hanno finanziato e appoggiato alcuni dei politici e dei partiti costituenti.Il frame è manipolato? . È costruito ad arte da banchieri e illuminati? In parte certo. Tutti provano a manipolarlo, dai governi ai fratelli musulmani, dai massoni ai casaleggio. Ed è bene che sia così perchè richiede l’intelligenza di tutti. Senza frame staremmo ogni giorno a ridiscutere l’unitä d’Italia e l’adesione alla UE, la democrazia e le radici occidentali. Sono temi da discutere ma guai a quel Paese che ogni giorno cerca la nuova rivoluzione, perchè prima o poi arriva Stalin.

  • 5
    Queequeg

    Riguardo alla questione dei Marò a cui ho accennato prima.

    Non è che si vendono i prodotti di un paese perché sono buoni o perchè costano poco, non basta.

    Occorre avere un potere politico o militare (vedi gli USA) sennò non entri nel mercato.

    Questo potere l’Italia da sola non ce l’ha e quindi ha bisogno di far parte di un sistema di alleanze con altre nazioni (fra cui almeno una di primo piano come la Francia) altrimenti si troverà esposta a una concorrenza “sotterranea” per la quale non ha né le dimensioni né i mezzi per competere ad armi pari.

    Il ricatto commerciale dell’India, al quale si è dovuto cedere dopo la penosa sparata iniziale, mi pare un’assaggio eloquente dei problemi a cui andrebbe incontro uno Stato “peso welter” come l’Italia di fronte ai pesi massimi vecchi e nuovi.

  • 4

    Caro Foa,

    fosse così semplice.

    Un vecchio aforisma diceva “Non avere alcuna idea e saperla esprimere. E’ questo che fa un giornalista”.

    Ma, per venire al suo sforzo del post le direi che magari potessimo dar la colpa agli spin doctor e comunque, anche se fosse, questo suo passaggio non doveva essere ospitato in un Blog filo 5 Stelle in quanto, se lo avesse dimenticato, un’opinione, che corre trasversale in tutto l’arco costituzionale estraneo al Movimento, è fondata sulla considerzione che Grillo, in quanto comico, ha bisogno di qualcuno che gli scriva i testi, tipo Casaleggio.

    E’ vero, la maggior parte dei giornali, perlomeno quelli italiani, lavorano con le notizie di agenzia e spesso escono addirittura con titoli uguali.

    E’ vero che la verità viene manipolata ma questo rientra nel gioco delle parti. Molto spesso si conta sul fatto che l’italiano legga soltanto i titoli visto che poi il testo degli articoli riporta i fatti come si sono svolti.

    Le faccio io un esempio. Metta di leggere un titolo di questo tipo:

    “BERSANI A p****nE !!!!”

    Se lei si fermasse al titolo, che idea avrebbe?

    Se invece, magari, leggesse l’articolo troverebbe scritto, per esempio, che il giornalista intendeva dire che Bersani finirà male nell’appena ricevuto incarico di formare il governo.

    Però non è questa la cosa grave e lei ha girato intorno al nocciolo della questione senza succhiare il nocciolo medesimo.

    La realtà politica dell’Italia, che si voglia ammettere o meno, è stata caratterizzata, negli ultimi 20 anni, dal metronomo della giustizia a orologeria. Le fughe di notizie criptate dal segreto istruttorio sono state migliaia. Se si pensa a questo e si ritiene che abbiamo vissuto il ventennio in una democrazia lo si fa per “partito” preso e non certo per una lucida analisi dei fatti.

    Non me ne frega nulla se i vigili urbani raccontano a un giornalista la dinamica di un incidente stradale, mi frega molto se dai tribunali si da in pasto, forse neppure gratis, a certa stampa notizie sulle quali i media ricamano per mesi.

    Lo ha notato anche lei, dica la verità…

    Saluti.

  • 3
    Ettore

    Trovo di una lucidità eccezionale l’intervento di Foa. Il messaggio è: occhio ragazzi che state entrando in un gioco più grande di voi, o vi attrezzate a saper volare a quelle altitudini oppure vi aspetta “la cadura disastrosa”!

    Per avere un’idea di ciò che può accadere gli esempi non mancano: guardate un pò la fine che ha fatto Bettino Craxi  o la fine che ha fatto Yasser Arafat.

    Da siciliano, già mi preoccupa (anche se ne sono fiero) il fatto che il movimento si sia opposto con tanta tenacia al MUOS di Niscemi, figurati l’ambasciatore americano che ha vantato Grillo quanto sarà contento di questa cosa … ragazzi, occhio ai BACI DI GIUDA!!!

  • 2
    Queequeg

    Tutto giusto ma per cortesia cominciate a parlare di economia.

    Guardate che per adesso soffrono solo le classi subalterne ossia quelle persone che non hanno nemmeno capito bene quali sono i loro diritti; quando toccherà alle classi medio alte, alla borghesia imprenditoriale e intellettuale le cose cambieranno “radicalmente” (fra virgolette); se vi sarete limitati solo alla “protesta” da sanculotti dell'”E’ ora di finirla” vi troverete in un vicolo cieco.

     

    Parlate di economia con proposte innovative che vadano al di là dell’improponibile uscita unilaterale dall’euro.

    Si può e forse si deve pure uscire ma non si può farlo da soli e la vicenda dei due Marò dovrebbe essere abbastanza significativa sotto questo aspetto.

    Spesa Pubblica, Fiscal Compact, MES, questi temi più urgenti.

    • 2.1
      Queequeg

      @Airenzo

      Esatto Airenzo e proprio per questo mi rivolgo a Claudio Messora, perchè lui sa l’importanza di quelle questioni.

      Tu hai sentito un singolo rappresentante al parlamento del M5S parlare con cognizione di causa di economia e in particolare di quei problemi che ho segnalato?

      Spero vivamente che Claudio darà un nuovo impulso più propositivo e concreto alla linea del Movimento.

      Per adesso si sta giocando solo di rimessa puntando allo sfacelo dei vecchi partiti per le loro contraddizioni interne.

      Non basta, ci vuole altro e bisogna avere il timing giusto perché le occasioni sfumano presto.

    • 2.2
      airenzo

      Non credo si debba dire a Claudio Messora che importanza ha la battaglia contro il MES o il Fiscal Compact. Non fosse per lui non saprei neanche di che stai parlando.

      Tutto il resto ci sta e ha l’urgenza che tu reclami, per carità, ma qui c’è da riformare un intero sistema che purtroppo parte dall’errata convinzione che l’italiano ha delle istituzioni. La nostra conoscenza deriva da un indottrinamento capillare che parte dai primi giorni dell’asilo fino ai media mainstream di cui si occupa questo video.

      Ben vengano questi argomenti.

    • 2.3
      Queequeg

      @DanielePagini

       

      Giusto ma Claudio lo sa già.

      Il punto è che devono parlare di economia (e di Cipro, naturalmente) i rappresentanti al parlamento.

      Devono far sentire in qualche modo la loro voce sulle questioni urgenti.

      Non ci si può limitare a dire che la Casta è cattiva altrimenti battendo sempre sullo stesso tasto si diventa monotoni e la gente penserà che il M5S non sia altro che la disordinata protesta di un gruppo di sanculotti che ha poco da dire.

       

    • 2.4
      Queequeg

      @PiccoloGabri

       

      E appunto Gabri, appunto…

      Hanno agito di testa loro senza concordare una linea, nel tipico stile degli italianuzzi fanfaroni che poi devono abbassare le penne.

      Da soli senza Europa avremmo poche speranze.

      Non dico che bisopgna restare per forza nell’ euro ma bisogna capire che un’uscita sarà possibile solo se concordata con altri paesi periferici più la Francia.

      Il referendum proposto dal M5S è una cosa un po’ così, senza un reale contenuto né politico né economico.

    • 2.5
      spartako36

      Non siate DISORIENTATI. Calma ! I giusti propositi verranno attuati anche se  gli agitatori urlano. Un passo per volta. Certo, occhio a zio sem !

      Grazie Claudio. 

    • 2.6
      piccologabri

      scusa è, ma che aiuto hai avuto dall’europa unita nel caso marò? hai visto per caso l’ambasciatore europeo andare in india a protestare o sei piuttosto rimasto solo?

    • 2.7
      Queequeg

      @Spartak

       

      Scusa ma l’agitatore sarei io?

      Nel caso (mi auguro di no) fatemelo sapere che levo il disturbo immediatamente.

    • 2.8

      Interessante  ma l’Europa stà esplodendo, Cipro è una bomaba ad ologeria, Claudio  occorre che ti occupi quanto prima della questione…

  • 1
    capitanharlock

    Non mi sembra che nessuno abbia colto o commentato una (o la) parte che io ritengo centrale: i rischi che il M5S, e tutta la carica di innovazione (che può piacere o non piacere, ma è innegabile) che porta con sè.Dice bene Foa: il tempo adesso gioca contro. Adesso stanno combattendo con tutte le loro forze, su tutti i fronti.Una gran parte di risorse è dedicata al contrasto su internet, dove il Movimento è nato e dove trae la sua linfa.Quello che basta va prima ora non basta più.E’ stato fatto passare un messaggio fortissimo: il M5S è solo contro. Non sa e non vuole governare.Provate a chiedere a un amico a un conoscente, a qualcuno non addentro alle cose del M5S.Chiedetegli un difetto, una cosa che non gli piace del M5S: scommettiamo che questa sarà la risposta, 99 su 100?Per questo motivo è vitale pensare a qualcosa di nuovo, di diverso.Non basta più la (sacrosanta) posizione “non votiamo la fiducia”.Ci vuole un “non votiamo la fiducia e…”.Per questo motivo è importante un ingresso nel Copasir.E nelle principali commissioni.Ed è vitale presentare al più presto POCHI disegni di legge, sull’economia, e pubblicizzarli nel modo dovuto.E’ questa la grande sfida ora.Il rischio, lo conosciamo.Il M5S NON è l’uomo qualunque.L’uomo qualunque però deve iniziare a cambiare idea sul M5s.Non deludeteci.

    • 1.1
      aljade

      Sono d’accordo con te, ma sono fortemente convinto che saremo noi del movimento, eletti, attivisti, semplici elettori a poter trasmettere e pubblicizzare a dovere il nostro entusiasmo per questa rivoluzione democratica e culturale. Se mostreremo che rispetto agli altri elettori, siamo più consapevoli, coinvolti e appunto entusiasti, li contagieremo. Le motivazioni degli altri risulteranno tanto più false, quanto più vissute personalmente e singolarmente saranno le nostre. Ci attende un attivismo forte se vogliamo essere la maggioranza del paese. Se invece cerchiamo solo il delegato di turno, Beppe o un Senatore o Capogruppo o chicchessia per sostenerlo passivamente, non ce la faremo. IO CI CREDO!

    • 1.2
      capitanharlock

      Leggasi:Non mi sembra che nessuno abbia colto o commentato una (o la) parte che io ritengo centrale: i rischi che CORRE il M5S, e tutta la carica di innovazione (che può piacere o non piacere, ma è innegabile) che porta con sè.

    • 1.3
      capitanharlock

      Una delle novità del M5S è la forte componente di “attivismo”, certo.Ma questo non basta.Non penso che gli entusiasti e gli attivisti possano molto contro un sistema mediatico ben organizzato, com’è quello Italiano e come lo diventerà sempre di più, adesso che la minaccia del M5S è divenuta concreta.E’ ingenuo pensarlo, la “battaglia” si svolge e si svolgerà su ben altri livelli.E’ necessario un sistema di comunicazione strutturato, che vada al di là di quello utilizzato fino ad ora e che peraltro ha funzionato benissimo.Non si può più prescindere dall’utilizzo dei media tradizionali, o perlomeno dal considerarne l’importanza.Il coinvolgimento di Messora e Martinelli significa che qualcosa si muove, ma non è abbastanza.E’ necessario anche che il M5S passi a un livello successivo: il programma c’è, ma va declinato, completato approfondito e tradotto in disegni di legge.Adesso che siamo in parlamento non possono più ignorare le nostre proposte.Ma queste devono essere precise, ben strutturate, puntuali e (soprattutto) BEN PUBBLICIZZATE.Arrivare fin qui è stato stupendo.Ma il difficile inizia adesso.

  • 0

    A proposito di ribellione femminile: anche il femminismo fu creato dai Rockefeller con due scopi principali, come spiega Aaron Russo in un’intervista:

    http://sporchibanchieri.wordpress.com/2013/03/20/il-femminismo-una-creazione-dei-rockefeller/

     

    Viviamo una grande illusione, totalmente manipolati dai media.

    Un saluto

     

     

    • 0.1

      esatto… manipolazione totale su tutti i fronti. E disinformatori presenti ovunque, nè?

      Sul tema manipoalzione e totale illusione di tutto segnalo da David Icke, in italiano:  http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=651&id_categoria=12&id_sottocategoria=73

      Ai grillini di buona volontà servirebbe ANCHE conoscere la natura del potere e il suo linguaggio (simbolico, non diretto e verbale) perchè li dove ora stanno, non si tatta solo di contrastare la buvette o la sauna a montecitorio o le beghe di corte, il tema è molto piu’…nell’ombra. Lo dico augurandomi che non diventino martiri INUTILI come farebbe comodo a molti

      Ottima intervista di Messora. Grazie!
      E finalemnte qualcuno del mainstream che parla chiaro.

       

       

    • 0.2
      Andrea90

      Certo che dovevano essere proprio amici del cuore se Rockfeller rivelò questi piani ultrasegreti a questo Russo (addirittura il microchippaggio mondiale poi)…Tra l’altro l’ unica prova di queste conversazioni è la parola dello stesso Aaron, un po’ autoreferenziale direi.

  • -1

    Icke ne parla da 20 anni, ma non si è mai centrato sullo “spin doctor”.

    Non che la cosa cambi in qualche maniera, il concetto di manipolazione dell’ informazione rimane sempre lo stesso.

    Cosa simpatica da notare è come “Reporter” sia molto vicino alla parola “Repeater”
    Ovvero, il giornalista,o la stampa in generale, non distribuisce una notizia subordinata  ad un evento e condita dall’ informazione reale che lo stesso recepisce, ma si limita a seguire uno schema ben preciso di informazione dettata dal superiore.

    Il superiore prende ordini dal capodirettore, il capo dal suo capo ed alla fine della piramide… c’e’ chi dice cosa si deve scrivere e come.

    Domanda che nasce spontanea :
    C’e’ veramente ancora qualcuno che compera giornali e guarda la TV ??

    Ne rimarrei strabiliato, ed ovviamente lo sono. Consapevole della verità

    Faggiano

  • -2

    Grazie a tutti per i vostri commenti e grazie a Claudio Messora per avermi invitato a parlare su Byoblu. In assoluta libertà e gliene sono grato. Sono rimasto colpito dalle riflessioni sul frame, alcune molto competenti. Il “frame” non è l’invenzione di uno spin doctor ma si tratta di un meccanismo psicologico naturale, che, a seconda dell’educazione, dell’apertura di spirito e della personalità di ognuno di noi, può essere più o meno accentuato.

    Il punto è che quando uno spin doctor unisce la conoscenza dei meccanismi che regolano il mondo del giornalismo con sofisticate nozioni psicologiche (quali il frame, ma non solo), si munisce di un’arma potentissima e invisibile.

    L’unico modo per rimanere liberi non è quello di negare l’esistenza del frame, ma di essere consapevoli delle tecniche usate degli spin doctor, che perdono la loro efficacia quando il pubblico ne è consapevole o perlomeno inizia a dubitare della veridicità di certe informazioni che sembrano assolute e provate.

    Ecco perché l’invito di Claudi mi ha fatto davvero molto piacere,

  • -3
    Myzael

    pubblicare questa intervista da parte di chi si occuperà della comunicazione M5S per il senato mi infonde la sicurezza che alla fine non siamo tanto inesperti in confronto ai nostri competitor

  • -4
    lucifero

    Uno dei più bei interventi che ho mai visto in rete.

    E’ iniziato come un diesel, parlando di argomenti che conoscevo e riconoscevo, poi è andato sempre più su…

    Complimenti a Foa, ma sopratutto…..

    Grazie Claudio.

  • -5
    SuperM

    Grande pezzo, nulla da eccepire.
    “Il potere della parola”….

    Ho smesso di fumare proprio a seguito di alcuni studi sulla comunicazione, alcuni dei quali parlavano proprio delle campagne degli anni ’20 sull’emancipazione femminile quale strumento pubblicitario.

    Con un quotidiano, se non sei in grado di pensare con la tua testa, prova solo ad accendere il fuoco. Oppure buttalo, insieme alla TV.

  • -6

    Ottima intervista su un’argomento molto interessante.In poche parole gli spin doctor non sono altro che dei “propagandisti soft”.L’esempio più lampante della loro influenza si può vedere nel come ci vengono presentate le  guerre moderne:non si usa più il termine “guerra”,ma si preferisce “missione di pace” per “l’esportazione della democrazia e libertà” per renderle accettabili all’opinione pubblica,o se proprio si deve usare il termine “guerra”,a questo stesso termine si aggiunge  un’aggettivo suadente e fascinoso,e quindi dagli alti richiami simbolici per le masse, come “umanitario”.

  • -7
    Euroleso

    Signor Foa, ho ascoltato con attenzione il suo intervento. Non è la prima volta che mi imbatto in uno stratega dell’informazione e quindi riesco a valutare la sua stoffa nel settore. Notevole. E’ un’opinione personale, quindi la prenda col beneficio dell’inventario. Credo che questa volta, col fenomeno M5S, ci troviamo in una configurazione più innovativa della solita manipolazione attraverso spin doctor, frame ed influencer. Anche se una certa parte dell’elettorato non fa testo in tal senso. Due fattori sono venuti, a mio avviso, a far parte del gioco. Il primo si chiama consapevolezza; un concetto profondo che sta coinvolgendo tutti gli aspetti della vita e della dimensione umana. L’aumento della consapevolezza fa aumentare in modo più che proporzionale la capacità di discernimento. L’altro, meno importante, ma altrettanto determinante, è la “massa critica”, che in analogia alla reazione atomica, è stata in grado di innescare la reazione a catena di cui siamo stati spettatori. Non discuto sulla capacità dei professionisti di mettere in atto mezzi capaci di fare implodere i sistemi dall’interno, ma dovranno necessariamente fare i conti con questi due nuovi fattori. Il primo è legato all’evoluzione ed è inarrestabile: Siamo entrati nell’era dell’acquario. L’atteggiamento figurativo dell’acqua nell’arte del kendo, nasconde una grande potenza per la sua adattabilità e per la sua inafferrabilità. Più si tenderà, per mano degli influencer, a ridurre la massa critica, più l’aumento della stessa sarà alimentato dalla consapevolezza. Mi fermo. E’ solo una riflessione. La parte finale del suo intervento mi trova pienamente d’accordo. Occorre provvedere a mantenere vivo il processo con mezzi che Beppe Grillo da solo non può più gestire, ammettendo però che nel movimento ci sono già dei gran rompi frame (oltre che gran rompibal), ma anche questi vanno organizzati.

  • -8
    nove9nove

    Gli argomenti di quest’articolo sono in un certo senso tutte cose risapute (a chi voglia ragionare un po’ sui fatti…)

    Ma, caspita! Che chiarezza, e che coerenza, di esposizione! Sono quasi invidioso dell’autore…

    Credo che lo stamperò e lo farò girare tra i conoscenti che per un motivo o per l’altro non usano la rete per informarsi:

    I miei complimenti a Marcello Foa per averlo scritto, e ovviamente a Claudio per averlo pubblicato.

  • -9
    luk luk

    si molto interessante, ma ci sono spin doctor di destra e di sinistra, spin doctor degli israeliani e dei palestinesi, delle banche e degli indignados, quindi alla fine le opinioni sono tante e non mi sembra proprio, ma proprio per nulla, che il Giornale e Repubblica dicano le stesse cose! Certo, nessuno scrive che bisogna far saltare per aria il Parlamento (anzi qualcuno l’ha detto ma lasciamo stare), si spera che un minimo di civilta’ sia ormai patrimonio di destra e sinistra e di tutti, ma da qui a far credere che esista una cospirazione internazionale degli spin doctors mi sembra ce ne corra parecchio. L’esempio delle donne che fumano e’ superficiale: fumare in pubblico era davvero trasgressivo! cosi’ come oggi e’ “trasgressivo”  per una donna americana voler fare il marine e per una donna saudita guidare la macchina: o anche queste sono  manovre dei guerrafondai e delle case automobilistiche?

     

  • -10
    aljade

    Grazie per aver articolato un mio pensiero, lei ha dato un senso pratico attraverso la sua analisi alle mie convinzioni a volte difficili da spiegare agli altri. Grazie per il suo impegno. Crista Alessandro

  • -11
    Pietro Lorenzetto

    Complimenti, poche volte ho ascoltato un’itervista così ben fatta, così ben spiegata, così ben analizzata, bravi!!!

  • -12
    Rebel

    Claudio,

    ti seguo dalle “origini” con vivace interesse pur non sempre condividendo le tue opinioni. Lo “sguardo” che offri sulle questioni è sempre e comunque interessante e le riflessioni intelligenti. Auguri ,auguri e auguri simpatico compagno del web. Mi hai regalato ore e ore di riflessioni interessantissime e sono un pò meno ignorante da quando ti seguo. Un abbraccio!!

  • -13
    Clausius

    Se si parla di Frame come non ricordare e citare Film come “Essi vivono”,”Matrix”,”Quinto Potere” e altri di cui adesso non ricordo.Ma prendo a prestito “il frame” cinematografico come paradigma,come modello per esemplificare un concetto: in un secondo ci sono 25 frame e sappiamo bene che se ne inseriamo uno a nostro piacimento,possimo condizionare l’inconscio delle persone fino a farne dei veri e propri plagiati a vita.A questo corrispondono i giornalisti che mostrano un’ossessività nevrotica nel far sembrare vero quel che è falso.E a cui si accodano coloro che non hanno uno spirito critico sufficientemente forte:le masse telespettatrici e i convinti assertori di concetti non provenienti dalle loro osservazioni ma ripetuti come una lallazione a qualsiasi domanda cerchi di renderli critici.Un grande esperimento che mostrava quanto le masse siano suscettibili di condizionamenti e irrazionalità fu quello fatto alla radio da Orson Welles con la sua trasmissione “La guerra dei mondi” che portò alla psicosi e al  panico centinaia di migliaia di americani.

    Nell’evoluzione della comunicazione del M5S ci sarà sempre la rete la quale permette di essere soggetti attivi,e quindi anche critici e non solo passivi come nei media tradizionali (in pratica sono essi stessi una dittatura!).

    Tutte le dittature hanno usato i mass-media come propulsori e divulgatori delle loro menzogne  (e la nostra pseudodemocrazia ne fa parte pienamente) e tutte sono ineluttabilmente crollate (coi disastri che hanno lasciato e che conosciamo bene).Ma come dice bene lei oggi siamo ad un livello più sofisticato.E l’unico esempio al mondo che è riuscito ad aprire un varco,tramite la rete,in un sistema e farlo democraticamente (con le stesse regole di chi si spaccia per democratico e non lo è)è stato il M5S proprio tramite Internet.

    Il pericolo che vedo io invece non è tanto nelle problematiche che il movimento mette in moto in tema di comunicazione ma nella resistenza che il sistema oligarchico e partitocratico oppone al cambiamento che chiede la società,anche di coloro che hanno votato diversamente.Questa resistenza al cambiamento è il pericolo più stringente che abbiamo davanti e non è una resistenza completamente italiana ma che ha come collaboratori anche potenti elite internzionali (che lei ha giustamente citato come esempi).

    Le vie percorribili sono solo due adesso: o cambia l’Italia sotto la spinta del M5S o andiamo a fondo tutti quanti (o quasi).Non c’è più tempo per decondizionamenti e i rinnovamenti e i cambi di strategie richiedono tempo prima di essere introiettati ed accettati anche all’interno del movimento che è comunque fatto di persone nromali,di cittadini più o meno informati (tra i quali mi ci metto anche io).

    E’ come affermare che siamo in una terra di mezzo,tutto può accadere,dall’evoluzione alle regressioni più bieche che sono storia e antropologia dell’uomo.E tutto passerà inevitabilmente dai media tradizionali.

    C’è tanto lavoro da fare,ma proprio tanto!E come ha letto su questo blog il dibattito è aperto e variegato.Bisogna portarlo nei media tradizionali e che diventi esso stesso un frame dove stavolta lo Spin Doctor non siano singoli personaggi oscuri ma un’intelligenza collettiva.

    Almeno…io ci spero.

  • -14
    Cesarito

    Il caso dei marò è esemplificativo della pochezza dei nostri politici. Esistono trattati internazionali firmati anche dall’India sui quali è scritto che in tempo NON di guerra se dei militari commettono dei crimini all’estero hanno diritto di essere processati in patria, non solo di scontare lì la pena come dicono i nostri bravi giornalisti. In più non è mai esistito nemmeno con Hitler e Stalin che si prendessero in ostaggio degli ambasciatori. Da un Paese che se ne frega dei Trattati internazionali cosa ti aspettavi, che rispettassero la parola data? (tra l’altro, con argomenti ridicoli come l’esclusione della pena di morte..). Infatti già i ministri indiani si smentiscono l’un l’altro. Piccolo dettaglio: perché l’esercito deve tutelare interessi privati di una nave privata commerciale in India? Non hanno risorse per pagare dei vigilantes armati? E poi: la vita di un ambasciatore vale di più della vita di due soldati? E poi ancora: gli inquirenti indiani hanno distrutto tutte le prove, dalla barca crivellata di proiettili (dicono loro) alle pallottole dei marinai italiani (dicono loro) al corpo del pescatore ucciso (cremato) ecc. ecc. In Italia o in un paese con una giustizia civile e democratica un processo del genere nemmeno si farebbe, senza uno straccio di prova.. Per non parlare di come hanno arrestato i due marò, cioé con l’inganno, facendo finta di doverli solo controllare.. Io avrei aperto un caso internazionale alle Nazioni Unite, come minimo.. Complimenti, indiani! ..e complimenti anche a voi, politici e diplomatici italiani!

  • -15
    capitanharlock

    Come utilizzare le parole:Fateci caso: il M5S viene SEMPRE associato a determinate parole chiave da parte dei principali media.Ve ne elenco alcune: INSULTI, VIOLENZA, EDUCAZIONE (cattiva), URLA, FASCISTI, DILETTANTI, ESTREMISTI.Di certo ne ho dimenticate altre, ma in ogni articolo, in ogni sito web di media istituzionali, quando si scrive o si parla del M5S, queste parole devono comparire.A forza di sentirle, di leggerle, l’associazione diviene automatica.L’ultimo esempio: il Corsera, a proposito del “caso” Pacifici, titolava: “SCAMBIO DI INSULTI fra Pacifici e Grillo”. Dopo decine di commenti di protesta da parte dei lettori adesso è diventato : “Botta e risposta fra Pacifici e Grillo”.Ma il trend è quello.Il messaggio che deve passare è preciso.Il M5S è pericoloso.

  • -16
    giangiulioutzer

    Il M5S si deve attrezzare per difendersi da questo tipo di attacchi, che già sono in atto a vari livelli, con metodi di comunicazione scientifici e con la denuncia costante dei tentativi di destabilizzazione del Movimento. L’America, cancro dell’umanità, in quanto si ciba delle risorse degli altri, è pericolosissima perche il solo interesse dell’America è l’America.

  • -17
    Clausius

    Ottima intervista,soprattutto quando spiega il funzionamente dello Spin Doctor di cui i capostipiti dell’informazione sono sempre passati dalla RAI (capostipiti nel senso di “più bravi” a disinformare scientificamente).Faccio un nome decisamente importante di questa sciagurata nomenclatura: Roberto Morrione,il quale ha creato una vera scuola di professionisti disinformatori,principalmente legati alla sinistra storica oggi legati al PD.Tecnica usata molto bene da Enrico Mentana che poi fu giustamente aggregato a Canale 5 (con risultati perduranti tutt’ora).

    Su questo blog ho commentato svariate volte come questi pseudogiornalisti usino tecniche psicosociali ben rodate.In effetti le reti RAISET sono organi di partiti politici.

    Complimenti quindi al Prof.Foa,convincente soprattutto nella prima mezz’ora,un po’ meno quando esce dal seminato e si lascia andare ad opinioni un po’ meno scientifiche legate ai rischi  che corre Grillo.Sono daccordo quando afferma che tenteranno di destabilizzare il M5S dall’interno,lo stanno già facendo a tutto spiano sia i partiti che i loro megafoni disinformativi ma si sono esposti ancora molto poco.Per loro il rischio di sbagliare è ancora troppo alto (vedi il caso Espresso).

    Si espongono con Claudio,coi Deputati e Senatori 5***** e chiunque gli capiti a tiro,anche personaggi ambigui o per niente attinenti al moVimento pur di continuare il loro sporco lavoro.

    Ma aspetterei a parlare dell’evoluzione del M5S.Motivo…sono convinto che la legislatura non durerà molto e che l’ondata di rivolta non sia ancora terminata.E’ bastato ascoltare Napolitano nelle sue dichiarazioni di oggi nel momento in cui ha conferito l’incarico a Bersani.Più PUD€ di così non si può essere.E con questi numeri parlamentari è difficile fare analisi convincenti sul futuro.Tireremo i conti fra qualche mese.

    Se riescono a fare l’ammucchiata bisognarà fare molta attenzione a ciò che cercheranno di fare sia in materia elettorale sia in maniera costituzionale.Questo si è un pericolo ipotetico.

    Non posso invitarti a mangiare una pizza ma fai conto che l’abbia fatto. ;)

  • -18
    NeroLucente

    Un pò come chi spinge su CASTACORRUZIONEBRUTTO.

    Mentre ti sottrae la sovranità monetaria, mentre prende tutto il risparmio privato accumulato al tempo della lira e continua a farti credere che tutta la crisi sia dovuta a politici corrotti, al debito pubblico (senza fare distinzione tra debito estero e debito interno).

    Ora la popolazione bombardata mediaticamente, è convinta che ridurre gli stipendi ai politici, ridurre al spesa pubblica sia risolutivo ai fini della crisi che stiamo vivendo. E se dici il contrario sei UN COMPLOTTISTA.

     

  • -19
    Ulrich Realist

     RECESSIONE

     

    Dom. : L’economia tira il fiato.   Quanto durerà la recessione ?

    Risp.: Perché lamentarci se noi Italiani l’abbiamo voluta le recessione ?

    Infatti non abbiamo fatto niente; dopo l’unificazione del territorio (1861) per “fare gli Italiani”, dopo fatta l’Italia, come suggeri d’Azeglio !  Non abbiamo neanche ascoltato Mazzini, il quale disse : “La Patria non è unione di territorio e basta. La patria è concordanza, unione di sentimenti, unione del disegno e del destino di Nazione !”

    Siamo pertanto (lo scrisse Prezzolini) un “gregge di pecore anarchiche”. Per di più non abbiamo i cani pastori (i valori positivi).

     

    In poche parole, non esiste un senso delle stato e un disegno di nazione, nel quale tutti si riconoscono…. Lo stato italiano sembra un tavolo con una gamba rotta, di cui un’altra gamba è di legno marcito !

     

    Esiste il patriottismo, la coscienza civile ? C’è qualcuno che si occupa degli interessi del Paese ?

     

    Se non si fa, subito, una riflessione realista, per capire cosa va fatto …….., allora povera Italia !

     

    Ulrich Realist

        —————————————

    Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi continuano a promuovere. (Bossuet).

     

  • -20
    Andrea90

    Analisi lucida e obbiettiva, una bella intervista a una persona competente che spazia dall’ informazione “ufficiale”, alla rete, alla politica, all’ Europa…Fa vedere le cose da un’ altra prospettiva, inoltre mi è piaciuto molto il modo in cui ha descritto certi fenomeni politici in modo distaccato, si vede che è un buon giornalista !

    • -20.1
      persio_flacco

      Fino al minuto 27:40. Dopo è un tentativo di applicare le tecniche di manipolazione che lui stesso ha descritto.

  • -21
    paprika

    Claudio Messora!

    Non è, per caso, che stiamo assistendo alla nascita di un prossimo giornalista de il Giornale o di Libero?

  • -22
    MaxP.

     

    La seconda parte dell’intervista ci spiega come se si vuole dare e “garantire” lunga vita al movimento bisogna “staccarsi” dal concetto di unico UOMO FORTE, esempio più semplice il PDL che senza Silvio non conterebbe nulla in confronto ad ora.

     

    Uomo forte, mostrato dai media, che però è debole sul lungo periodo o facilmente attaccabile o facilmente semplice da deleggittimare ( basterebbe far trovare “qualcosa di illegale” tra i suoi oggetti).

     

    Bisogna invece distribuire il governo del movimento verso più persone, coordinate al punto giusto che permetta la continuazione del controllo, tramite la presenza dei cittadini, che siano disposti a tenere in piedi i principi fondanti del movimento anche senza la presenza del leder di riferimento storico.

     

    Ancora una volta la cosa che non solo terrà in vita questa esperienza, ma la crescerà, sarà necessariamente la famosa APP di collegamento tra eletti ed elettori, che trasformarà gli elettori in persone importanti e sopratutto DECISIVE in tutte le fasi decisionali, politiche della gestione della cosa pubblica.

     

    Corrompere poche centinaia di cittadini in parlamento è cosa molto facile, ma corrompere MILIONI di cittadini che dal loro PC seguolo e decidono le varie fasi politiche del governo del paese, diventa impossibile!

     

    Il difficile è riuscire ad aggregare e coordinare questa immensa forza che è nella gente.

     

    E’ per questo che secondo mè bisogna incominciare a diffondere video come questi insieme a interviste come le tue Claudio tramite televisione pubblica, con tutti quei personaggi FUORI DAL SISTEMA, al fine di            E D U C A R E le M A S S E  ad una coscienza democratica, e civile, nell’interesse generale di tutti i cittadini comuni.

    Mai prendere la via della determinazione forte e totalitaria, con il culto dell’UOMO FORTE, M A I!!!  ma convincere la gente ad una partecipazione di massa, condivisa, istruita dal punto di vista sia politico, che economico che nell’ambito finanziario.

    E vedrete che allora sarà difficile delegittimare un PENSIERO COMUNE come quello del M5S.



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