Nino Galloni – Come ci hanno deindustrializzato

Nino Galloni Claudio Messora Deindustrializzazione

MESSORA: Nino Galloni, economista, ex direttore del Ministero del Lavoro; uno che di cose in questo paese ne ha viste tante. Nino, buongiorno.

GALLONI: Buongiorno!

MESSORA: Benvenuto su byoblu.com, a queste interviste volute dalla rete. Io ero rimasto molto colpito dalla tua affermazione in un convegno che ripresi e misi su Youtube, intitolando il video “Il funzionario oscuro che fece paura a Kohl”. Nel tuo racconto del processo con il quale siamo entrati nell’euro, tratteggiavi questa decisione assunta dalla politica italiana di un vero e proprio progetto di deindustrializzazione del nostro paese. E mi sono sempre chiesto: ma perché mai, alla fine, la politica avrebbe dovuto decidere questo strangolamento, questo inaridimento, la morte del nostro tessuto produttivo? Ho cercato, via via, delle risposte nel tempo, ma oggi che sei qua forse queste risposte ce le puoi dare tu. È un processo, quello di deindustrializzazione, che parte da molto lontano. Riesci a farci una carrellata di eventi e poi arriviamo al focus?

GALLONI: Credo che la data dalla quale dobbiamo necessariamente partire sia il 1947, quando al Trattato di Parigi De Gasperi cede una parte della nostra sovranità, ma in cambio ottiene il riassetto di certi equilibri. La componente socialcomunista esce dal governo, ma manterrà una grande influenza nel campo creditizio e questo, vedremo, sarà un fattore decisivo una trentina di anni dopo.

MESSORA: gli Stati Uniti hanno avuto un bel ruolo in questa decisione.

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GALLONI: Gli Stati Uniti hanno avuto un bel ruolo perché chiaramente gli aiuti del Piano Marshall erano condizionati all’uscita dei comunisti dal governo. In realtà Togliatti, giustamente, si lamentava del fatto che ci fosse questo ricatto, ma era perfettamente consapevole di doverlo fare di uscire dal governo, anche perché tutto sommato alla Russia stalinista non faceva comodo un Partito Comunista al governo, come poi trent’anni dopo non farà scomodo il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro, che tutto sommato era stato additato come interessato a fare avvicinare i comunisti all’area di governo, cosa che poi potrebbe essere sfatata.

Ma torniamo all’industria. Quindi nel 1947 la produzione industriale, per non parlare della produzione agricola italiana, è a livelli del 1938. Il paese è semidistrutto. Tuttavia inizia una ricostruzione. Ad un certo punto di questa ricostruzione, in cui hanno un ruolo le industrie energetiche, quindi Mattei, ma si comincia a sviluppare in modo sorprendente anche il nucleare, ci si trova già negli anni ’60 nel miracolo. Cioè piccole industrie, grandi industrie, industrie a partecipazione statale, soprattutto, e anche cooperative, trainano l’Italia in una situazione completamente diversa. Negli anni ’70 scopriamo che abbiamo superato l’Inghilterra, scopriamo che ci stiamo avvicinando alla Francia, scopriamo che possiamo, dal punto di vista manifatturiero, andare a dar fastidio alla Germania. Nel ’71 si sgancia la moneta dall’oro e questo rende teoricamente tutto più facile: gli aumenti salariali anche in termini reali, la spartizione dei guadagni di produttività che va in parte ai lavoratori e quindi aumentano i consumi, aumentano le vendite, aumenta il valore delle imprese. Questo è un concetto fondamentale che oggi è stato completamente dimenticato. Oggi la consapevolezza e l’orizzonte delle imprese – e di questo ha grave responsabilità la Confindustria – è ridotto all’immediato, al profitto annuale. Le imprese dovrebbero traguardare obiettivi di crescita del valore delle imprese stesse, in modo di contrattare poi con le banche tassi di interesse buoni e invece manca completamente questa consapevolezza.

MESSORA: Negli anni ’70 eravamo all’apice.

GALLONI: All’apice. Diciamo che forse l’anno di maggior crescita è proprio il ’78, che è l’anno, non a caso, del rapimento di Moro.

MESSORA: Cioè noi stavamo raggiungendo e superando le altre economie avanzate.

GALLONI: C’erano stati altri segnali gravissimi di attacco al sistema italiano, come appunto l’omicidio di Mattei, ordinato perché aveva pestato i piedi alle “Sette Sorelle” in Medio Oriente, trovando una formula che ci aveva dato una posizione nel Mediterraneo veramente ragguardevole dal punto di vista della politica estera. E non ci dimentichiamo che Moro era amico degli arabi moderati, quindi aveva contro Israele e aveva contro gli arabi estremisti. Poi abbiamo visto che aveva contro la Russia, che non voleva un avvicinamento del Partito Comunista Italiano al governo e anzi mal sopportava l’importanza in Europa di questo grande partito, e gli americani che temevano – questa è la versione non dico ufficiale, ma su cui concordano molti osservatori, che dobbiamo (va citato in questo caso) alla ricostruzione di mio padre, che era principale collaboratore di Moro a quei tempi – che  l’avvicinamento del Partito Comunista all’area di governo,  secondo i loro centri studi, i loro servizi, avrebbe potuto vanificare il principale piano strategico di difesa dell’Occidente nei confronti della Russia sovietica, che aveva una supremazia evidente di terra. Quindi un’avanzata dei carri armati sovietici attraverso la Germania orientale, poteva essere fermata prima che i carri arrivassero nella Germania occidentale solo con degli ordigni atomici tattici che erano necessariamente e solo piazzabili e piazzati nel Nord-Est dell’Italia. Quindi se non si poteva fermare con armi atomiche nucleari tattiche l’avanzata dell’esercito sovietico verso occidente, l’Europa era persa e quindi gli americani se ne sarebbero dovuti andare dall’Europa, conseguentemente dal Mediterraneo che – teniamolo sempre presente – è l’ombelico del mondo.

Ma questo è un quadro teorico.

MESSORA: Spieghiamolo bene. Cosa c’entra Moro in questo quadro? Cosa c’entra Moro con le bombe nucleari?

GALLONI: c’entra! Perché se Moro faceva riavvicinare i comunisti al governo, si pensava che i comunisti avrebbero posto un veto all’uso di ordigni nucleari, anche nel caso di un’avanzata dei carri armati sovietici verso occidente. Ma erano scenari che gli americani fanno continuamente, non è detto che le politiche si debbano ispirare a quello.

Però c’è un fatto di cui ci sono testimonianze certe, anche della famiglia di Moro: Kissinger gliel’aveva giurata, aveva minacciato Moro di morte poco tempo prima, Moro lo aveva riferito alla famiglia e la famiglia aveva detto “ritirati dalla politica”, cosa che poi lui non aveva fatto, ma non si sa poi che cosa avesse in mente di fare dopo quel fatidico marzo 1978.

MESSORA: Quindi le Brigate Rosse in realtà avevano avuto un ruolo…

GALLONI: Dobbiamo distinguere le prime Brigate Rosse, per capirci quelle di Curcio, che erano un fenomeno promanante dall’incontro tra l’estremismo, un certo tipo di estremismo marxista-leninista, che bene o male aveva un legame col Partito Comunista, anche se lontano, e forze che tutto sommato, partigiani ed ex partigiani che avevano conservato le armi, anche perché si sapeva che dall’altra parte c’era la minaccia; tutti gli anni ’70, e forse anche prima, sono stati vissuti con l’idea che potesse esserci un golpe di destra, quindi partigiani ed ex partigiani avevano conservato armi, soprattutto nel nord. Quindi una certa continuità col terrorismo si può anche vedere. Le seconde Brigate Rosse, quelle che – per capirci – rapirono Moro, eccetera, invece sono fortemente collegate con i servizi, con deviazioni dei servizi, con i servizi americani, israeliani; ci sono evidenze ormai incontrovertibili su questa lettura.

Torniamo all’industria. Il problema qual è? Il problema è che in pratica il gioco è: quanto e come ci avviciniamo all’Europa, quanto e come sviluppiamo l’economia italiana, che già appunto era arrivata a livelli, come abbiamo detto, di eccellenza. Allora ci sono due strategie, fondamentalmente. C’è la strategia più moderata che vuole l’Europa e che faceva capo anche a Moro, ma che faceva capo anche a Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia, e ad altri personaggi del mondo economico e finanziario italiano, e poi invece emerge una posizione più estremista, pro Europa, che praticamente fa propria l’idea che si debba combattere la classe politica corrotta e clientelare e tutte le sue espressioni facenti capo fondamentalmente alla Democrazia Cristiana e ai suoi partiti alleati, compreso il Partito Socialista, e che per questo si debbano anche cedere porzioni di sovranità, e si comincia con la sovranità monetaria.

MESSORA: Ma chi si faceva propugnatore di questa tesi?

GALLONI: Intanto era cambiata la dirigenza della Banca d’Italia ed era passata la linea, diciamo, più estremista sull’Europa, facente capo a Carlo Azeglio Ciampi. Poi la sinistra democristiana era divisa tra la sinistra sociale, che faceva capo a Donat-Cattin, che era su posizioni euromoderate, e la sinistra politica, che faceva capo a De Mita e soprattutto a Beniamino Andreatta, che invece era su posizioni euroestremiste e giustificavano questa rinuncia alla sovranità monetaria, cioè alla possibilità dello Stato di fare investimenti pubblici produttivi, per impedire alla classe politica stessa, corrotta e clientelare, di avere potere. Quindi per sottrarre potere alla classe politica, si cominciò a rinunciare alla sovranità monetaria, quindi agli investimenti pubblici. Quindi la classe politica poi si trovò ad occuparsi solo di nomine, di poltrone, eccetera, perché non c’era più da discutere gli investimenti pubblici che ormai dovevano minimizzarsi. Degli investimenti pubblici la componente più importante era sicuramente quella riguardante le partecipazioni statali, l’energia, i trasporti e via dicendo, dove l’Italia stava primeggiando a livello mondiale.

MESSORA: Mario Monti era molto vicino a De Mita, quindi potremmo dire che già da allora era un euroestremista.

GALLONI: Di Monti mi ricordo la posizione sulla scala mobile, che era stata considerata interessante da Donat-Cattin, però poi, per il resto, era sicuramente un rappresentante della scuola monetarista, non era un keynesiano. I keynesiani si stavano abbandonando. Anche Andreatta, pur essendo stato un keynesiano, era entrato in quella che noi chiamiamo “la corrente neo-keynesiana”, li chiamiamo anche “keynesiani bastardi”, di cui il maggior rappresentante era il premio Nobel Modigliani, i quali proponevano appunto questo passaggio rispetto alla moneta che impedisse alla classe politica di decidere investimenti in infrastrutture per lo sviluppo industriale, per lo sviluppo del paese. Ecco, questo è stato un errore cruciale che ha determinato poi l’esplosione dei tassi di interesse e quindi del debito pubblico, ma soprattutto l’accorciamento di orizzonte delle imprese industriali che assumevano sempre di meno perché dovevano valutare il profitto immediato e non potevano stare a fare grandi progetti industriali. Quindi quello che accadde per gli investimenti pubblici, accadde anche per gli investimenti privati, a causa degli alti tassi di interesse.

Io negli anni ’80 feci una ricerca che dimostrava che i 50 gruppi più importanti pubblici e i 50 gruppi più importanti privati facevano la stessa politica, cioè investivano la metà dei loro profitti non in attività produttive ma nell’acquisto di titoli di Stato, per la semplice ragione che i titoli di Stato italiani rendevano tantissimo e quindi si guadagnava di più facendo investimenti finanziari invece che facendo investimenti produttivi. Questo è stato l’inizio della nostra deindustrializzazione.

Il passaggio successivo però è molto più grave e riguarda appunto il periodo che va dalla fine degli anni ’80 all’inizio delle privatizzazioni.

MESSORA: Ci arriviamo. Ci spieghi però, a noi che non siamo economisti, come si lega questa nuova politica monetarista con l’esplosione dei tassi di interesse? Questo passaggio tecnico ce lo spieghi un po’?

GALLONI: Fino al 1981 la Banca d’Italia, se un’emissione di obbligazioni pubbliche che servivano per ottenere moneta da parte dello Stato non veniva completamente coperta, comprava lei il restante, quindi era la compratrice di ultima istanza, come diceva il mio maestro Federico Caffè. Questo faceva sì che se l’emissione avveniva a un tasso di interesse basso, mettiamo del 3%, e una parte non veniva comprata proprio perché il rendimento era basso, la Banca d’Italia comprava quello che avanzava e quindi emetteva moneta.

Con il divorzio tra Tesoro e  Banca d’Italia, era data alla Banca d’Italia la facoltà di non essere obbligata… Sembra un po’ un gioco di parole però, in fondo, lo stesso divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, di cui stiamo parlando, non è che obbligava la Banca d’Italia a non comprare titoli, le dava la facoltà di non farlo e la pratica, voluta da Carlo Azeglio Ciampi, fu di applicare questo divorzio in modo letterale. Per la cronaca, ricordo che l’Inghilterra aveva le stesse regole, perché noi copiammo quelle, ma non le praticava. Cioè la Banca d’Inghilterra, quando serviva, stampava sterline a gogò, mentre la Banca d’Italia si irrigidì su quella facoltà che le era stata riconosciuta attraverso una semplice lettera del Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta, e quindi la parte di emissione obbligazionaria che non veniva coperta, causava un aumento del tasso di interesse finché non si piazzava questo residuo, ma poi questo tasso di interesse andava ad essere applicato su tutta l’emissione della mattinata. Quindi in questo modo c’è stata una rincorsa dei tassi di interesse verso l’alto.

In effetti io feci un appunto e ci fu una discussione col Ministro del Tesoro, in cui dimostrai oltre ogni ragionevole dubbio, applicando semplicissimi tassi di capitalizzazione – come sanno tutti gli economisti – che il debito pubblico sarebbe raddoppiato e avrebbe superato il Pil. Addirittura mi dissero che il debito pubblico non poteva superare il Pil, se no il sistema saltava, al che io gli feci presente che non era così, perché il debito è uno stock e il Pil è un flusso. Ma avevano deciso una cosa e non volevano più cambiarla, non accettavano né le critiche di Federico Caffè né quelle di Paolo Leon, figuriamoci le mie! Per cui poi litigammo e io andai via da quella amministrazione. E siamo a metà degli anni ’80. Il peggio deve ancora arrivare.

MESSORA: Lo scopo era soltanto quello nobile di sottrarre alla politica la gestione dei soldi e quindi andare verso un’Europa che avrebbe potuto salvarli in qualche maniera, o c’era anche sotto una strategia che poi avrebbe portato al nostro processo non solo di deindustrializzazione ma anche di privatizzazione? Qual è  stata la road map successiva?

GALLONI: Nel mio ultimo libro “Chi ha tradito l’economia italiana”, infatti, affronto questo problema e identifico due tipi di personaggi, cioè quelli che in buona fede volevano fare i salvatori della patria, come hai ricordato tu, ma anche quelli che traguardavano nella possibilità di una svendita delle partecipazioni statali, nelle privatizzazioni – allora si chiamavano dismissioni – la possibilità di fare immensi profitti, come fu. Quindi c’è stata anche una parte di questa componente, diciamo così, anti-statalista, anti-italiana, anti-sviluppista, che ha fatto affari strepitosi e su cui qualcuno, infatti, ha proposto una commissione di indagine parlamentare.

MESSORA: arriviamo quindi, con questo ragionamento, all’inizio degli anni ’90.

GALLONI: Sì. Diciamo che c’è il passaggio successivo. È prima dell’inizio degli anni ’90, perché all’inizio degli anni ’90 avviene il crollo del sistema monetario europeo, perché non era sostenibile per la semplice ragione che produceva tassi di interesse più alti per i paesi deboli, che quindi si indebolivano di più, e tassi di interesse più bassi per i paesi forti, che quindi si rafforzavano di più.

Ad un certo punto il sistema è saltato, ma era prevedibile. Ma noi ci dobbiamo rapportare, raccontando gli eventi, al tempo in cui accadevano, perché col senno del poi siamo tutti bravi.  Nell’89 è emerso, qualcuno aveva detto – lì entra in gioco l’oscuro funzionario, probabilmente-,  l’apice della classe politica italiana, che tutto sommato faceva capo in quel momento a Giulio Andreotti, capisce che bisogna trovare una strada un po’ diversa, perché se no si compromettono gli interessi nazionali. Tra le altre cose, quindi, mi manda un biglietto, mi scrive Giulio Andreotti e mi dice “caro dottore, vuole collaborare con noi per cambiare l’economia di questo paese?”. Al che io entusiasticamente aderisco.

Per farla breve io mi trovo al vertice del Ministero del Bilancio, che era il ministero cruciale, alla fine dell’estate del 1989. Quindi in quel momento Andreotti era più vicino alle posizioni americane e più lontano dalle posizioni europeistiche estreme. Passano poche settimane, perché dalla fine di agosto dell’89, quando io ho ripreso servizio al mio ex ministero, fino a quando praticamente vengo di nuovo estromesso, che è novembre, passano due mesi praticamente. In questi due mesi io metto mano, e si sa in giro che io sto mettendo mano, ci fu anche un mio incontro molto in tensione con Mario Monti alla Bocconi. Io stavo appunto col mio Ministro e ci fu questo scontro piuttosto forte sul problema della moneta e del debito pubblico; avevamo posizioni completamente diverse.

MESSORA: La tua qual era?

GALLONI: La mia era che praticamente si dovesse operare per abbassare i tassi di interesse in qualunque modo e dimostrai appunto che la Banca d’Inghilterra aveva lo stesso regime nostro, cioè il divorzio, ma non lo praticava, quindi quando serviva al paese stampava sterline. Questo era il problema.

MESSORA: E la sua?

GALLONI: La sua, che si dovesse andare avanti su una politica di forte europeizzazione e quindi si dovesse continuare con questo forte debito pubblico. Dopo questo incontro alla Bocconi in effetti si scatena l’inferno, perché arrivano pressioni dalla Banca d’Italia, dalla Fondazione Agnelli, dalla Confindustria e vengo a sapere che persino un certo Helmut Kohl aveva telefonato al Ministro del Tesoro Guido Carli per dire “c’è qualcuno che rema contro il nostro progetto”, adesso le parole le ho ricostruite in base a delle testimonianze dirette, però vengono fatte pressioni sul mio Ministro affinché io venga messo da parte, cosa che avviene nel giro di un pomeriggio, nel senso che io ottengo dal Ministro la verità, mi rivela la verità, la scriviamo su un pezzo di carta perché lui temeva ci fossero dei microfoni, gli faccio vedere questo pezzetto di carta, dico “ci sono state pressioni anche dalla Germania sul Ministro Carli perché io smetta di fare quello che stiamo facendo?” e lui mi fece di sì con la testa. Per cui ho mantenuto rispetto per questa persona, però me ne sono andato.

Che cosa era successo? Che fino all’estate del 1989 Andreotti era contrario alla riunificazione tedesca e questo fatto impediva qualunque progresso, ovviamente, perché la Germania voleva fare la riunificazione.

MESSORA: e ci fu quella famosa battuta.

GALLONI: sì, sì. Infatti in quei tempi ad Andreotti chiesero “ma lei ce l’ha tanto con la Germania?”, dice “no, io amo la Germania. Anzi, la amo talmente tanto che mi piace che ce ne siano addirittura due!”. Questa era la frase.

Passano appunto pochi mesi e invece la Germania, pur di ottenere la riunificazione, si mette d’accordo con la Francia per rinunciare al marco, che era quello che faceva paura alla Francia. Però perché questo accordo tra Kohl e Mitterand regga, occorre deindustrializzare l’Italia e indebolire l’Italia. Perché se  no che fanno? Si passa a una moneta unica e l’Italia poi…

MESSORA: che stava fiorendo.

GALLONI: stava già perdendo colpi l’industria italiana, da vari punti di vista, però era una situazione ancora di dominio del panorama manifatturiero internazionale. Eravamo la quarta potenza che esportava. Voglio dire, eravamo qualcosa di grosso dal punto di vista industriale e manifatturiero. Bastavano alcuni interventi, bisognava riprendere degli investimenti pubblici e cose del genere. Dopodiché, ovviamente, si entra nella stagione delle privatizzazioni spinte, negli anni ’90, in cui praticamente quasi scompare la nostra industria a partecipazione statale.

MESSORA: Quindi decidono la deindustrializzazione. Dopodiché c’è qualcuno che si attiva.

GALLONI: Sì. La deindustrializzazione significa che non si fanno più politiche industriali. Non ci dimentichiamo che poi c’è stato un periodo in cui Bersani era Ministro dell’Industria, in cui, diciamolo, teorizzò che non servivano le strategie industriali. Adesso sta dicendo il contrario, ma poteva pensarci pure prima. Per dirne una. Non si fanno politiche per le infrastrutture. Questo è importante, perché è un paese che è molto lungo, quindi è costoso trasportare le merci da sud a nord, mentre il nord è già in Europa dal punto di vista geografico e infrastrutturale, il centro e il sud sono lontani, quindi potenziare le infrastrutture sarebbe stato strategico.

Poi, alla fine degli anni ’90, si introduce la banca universale, quindi la possibilità per la banca di occuparsi di meno del credito all’economia e di occuparsi di più di andare a fare attività finanziarie e speculative che poi avrebbero prodotto solo dei disastri, come sappiamo.

MESSORA: La fine del Glass-Steagall Act.

GALLONI: Sì, esatto. Poi la mancanza di strategie efficaci della stessa FIAT, dell’industria privata. Ripeto, in quegli anni la Confindustria era solo presa dall’idea di introdurre forme di flessibilizzazione sempre più forti – che poi avrebbero prodotto la precarizzazione – aumentare i profitti, quindi una visione poco profonda di quello che è lo sviluppo industriale, quindi perdita di valore delle imprese, perché le imprese guadagnano di valore se hanno prospettive di profitto che dipendono dalle prospettive di vendita. Questo è l’ABC. Se invece difendono il profitto oggi perché devono realizzare e devono portare ai proprietari una certa redditività ma poi, voglio dire, compromettono il futuro di un’azienda, questa perde di valore.

MESSORA: Si narra di questo incontro sul Britannia. Qual è stato il ruolo anche dell’Inghilterra, secondo te?

GALLONI: L’Inghilterra non è che avesse un interesse diretto all’indebolimento dell’Italia nel Mediterraneo, ma ha una strategia complessiva in Africa e in Medio Oriente, che ha sempre teso ad aumentare i conflitti, il disordine, e c’è la componente che fa capo alla corona, di cui sono espressione anche alcuni movimenti ambientalisti, che poi si debba puntare a una riduzione drastica della popolazione del pianeta; quindi è contraria ad ogni politica che invece favorisca lo sviluppo così come lo intendiamo comunemente.

MESSORA: Quindi è vero che sul Britannia si presero delle decisioni?

GALLONI: Qui dobbiamo capirci. Allora, Bilderberg, Britannia, il Gruppo dei 30, dei 10, gli Illuminati di Baviera, sono tutte cose vere. Gente che si riunisce, come certi club massonici, e decidono delle cose. Ma non è che le decidono perché veramente le possono decidere, è perché non trovano resistenza da parte degli Stati. L’obiettivo è quello di togliere di mezzo gli Stati nazionali allo scopo di poter aumentare il potere di tutto ciò che è sovranazionale, multinazionale e internazionale in questo senso. Dopodiché è ovvio che se gli Stati sono stati indeboliti o addirittura nei governi ci sono rappresentanti di questi gruppi, che siano il Britannia, il Bilderberg, gli Illuminati di Baviera, eccetera, negli Stati Uniti d’America c’era la Confraternita dei Teschi, di cui facevano parte padre e figlio Bush, che sono diventati presidenti degli Stati Uniti. E’ chiaro che dopo questa gente risponde a questi gruppi che li hanno, bene o male, agevolati nelle loro ascese.

MESSORA: Quindi alla fine decidono.

GALLONI: Ma perché dall’altra parte è mancata, da parte dei cittadini e degli Stati, una seria resistenza. Quindi praticamente questi dominano la scena.

MESSORA: Quindi non è colpa di questi ma è colpa di chi non si oppone abbastanza.

GALLONI: Questi si riuniscono, decidono delle cose, però rimangono lì. Ci sono sempre stati i circoli dei notabili che hanno deciso delle cose. Mica è detto che siano riusciti sempre a farle!

MESSORA: Però in questo caso ci sono riusciti.

GALLONI: In questo caso ci sono riusciti perché non hanno trovato resistenza.

MESSORA: Quindi è colpa nostra.

GALLONI: Beh, sì, un po’ sì, secondo me.

MESSORA: L’ignavia del cittadino che non rivendica il potere.

GALLONI: Sì. Ad esempio l’idea montiana che l’aumento della base monetaria produca inflazione è stato ciò che ha consentito di attrarre anche i sindacati in un’area di consenso per quelle riforme sbagliate che si sono fatte a partire dal 1981, quando invece si è dimostrato, anche in tempi recenti, che l’emissione e l’autorizzazione di mezzi monetari per migliaia, decine di migliaia di dollari e di euro non ha prodotto l’iper inflazione. Quindi evidentemente è qualcos’altro che genera l’inflazione, non è la quantità di moneta. La quantità di moneta può influire sui tassi di interesse attraverso le tensioni della domanda di essa, ma non è che influiscano direttamente sull’inflazione. Certo, paradossalmente potrebbe essere il contrario: se la moneta è poca e i tassi di interesse aumentano, quelli hanno effetti sui livelli dell’inflazione.

MESSORA: Quindi l’ignoranza degli attori sociali è stata o anche un certo tornaconto?

GALLONI: Una cosa non esclude l’altra. Diciamo che quelli che volevano avere un certo tornaconto facevano leva sull’ignoranza dei fatti monetari, dei partiti, dei sindacati, della classe dirigente e anche una certa scomparsa della scuola keynesiana dovuta a vari fattori anche oscuri.

MESSORA: Quindi privatizzazioni. Anni ’90. Cosa succede poi?

GALLONI: Dopo gli anni ’90 la situazione praticamente comincia a precipitare quando inizia questa crisi, che è il 2001. Quando gli operatori di borsa si accorgono che anche i titoli che avevano tirato fino a quel punto, e-commerce, e-economy, prodotti avanzati, eccetera, non danno più rendimenti crescenti, allora cominciano a svendere e comincia la speculazione al ribasso. In quelle condizioni le banche, che avevano preso grandi impegni coi sottoscrittori dei loro titoli, perché erano diventate, come ho ricordato prima, universali, per garantire questi rendimenti fanno operazioni di derivazione. Le operazioni di derivazione sono tipo catene di Sant’Antonio: tu acquisisci denaro per dare i rendimenti e quindi posticipi la possibilità di dare i rendimenti agli ultimi che ti hanno affidato delle somme. Questa cosa, si è fatta nel giro di due o tre mesi, perché dopo c’era la ripresa, era sempre stata fatta dalle banche, è un’operazione tecnica, diciamo così. Quindi di tre mesi in tre mesi si diceva che arrivava la ripresa. Centri studi, economisti, osservatori, studiosi, ricercatori, tutti sui loro libri paga, prevedevano di lì a tre mesi, di lì a sei mesi, la ripresa. Non si sa perché. Perché le politiche economiche volute per esempio da Bush, tipo la riduzione delle tasse, erano chiaramente politiche che non avrebbero risolto il problema della crescita. Poi tutte queste guerre americane, speculazioni, vanificavano la potenza di un dollaro che se fosse stato destinato a investimenti produttivi, alla ricerca, alle infrastrutture, eccetera, probabilmente avrebbe creato una situazione accettabile. Invece non si faceva niente di tutto questo, non si avviavano gli investimenti produttivi pubblici, perché i privati non investono se non c’è prospettiva di profitto; come avviene in borsa così avviene nell’economia reale.

Quindi siamo andati avanti anni e anni con queste operazioni di derivazione, emissione di altri titoli tossici. Finché si è scoperto, intorno al 2007, che il sistema bancario era saltato, nel senso che nessuna banca prestava liquidità all’altra, sapendo che l’altra faceva le stesse cose che faceva lei stessa, cioè speculazioni in perdita. La massa dei valori persi dalle banche sui mercati finanziari superava, per la prima volta, la massa di quello che le famiglie, le imprese e la stessa economia criminale mettevano dentro il sistema bancario. Di qui la crisi di liquidità che deriva da questo, cioè che le perdite superavano i depositi e i conti correnti.

A questo punto è intervenuta la FED e ha cominciato a finanziare le banche, anche europee, nelle loro esigenze di liquidità. La FED ha emesso, dal 2008 al 2011, 17 mila miliardi di dollari, cioè  più del Pil americano, più di tutto il debito pubblico americano, ha autorizzato o immesso mezzi monetari in qualche modo e poi ha chiesto all’Europa di fare altrettanto. L’Europa alla fine del 2011 ha offerto qualche resistenza e poi, anche con la gestione di Mario Draghi, ha fatto il “quantitative easing”, cioè dare moneta illimitatamente per consentire alle banche di non soffrire di questa crisi di liquidità derivante dalle perdite che superano nettamente le entrate. Ovviamente l’economia è sempre più in crisi, quindi i depositi che seguono gli investimenti produttivi sono sempre di meno e le perdite, invece, sono sempre di più.

Allora il problema qual è? Perché continua questo sistema? Questo sistema continua per due ragioni. La prima è che chi è ai vertici delle banche, e lo abbiamo visto anche al Monte dei Paschi, guadagna sulle perdite. Perché non guadagna su quello che sono le performance, come sarebbe logico, ma guadagna sul numero delle operazioni finanziarie che si compiono, attraverso algoritmi matematici, sono tantissime nell’unità di tempo. Quindi questa gente si porta a casa i 50, i 60 milioni di dollari e di euro, scompare nei paradisi fiscali e poi le banche possono andare a ramengo. Non vanno a ramengo perché poi le banche centrali, che sono controllate dalle stesse banche che dovrebbero andare a ramengo, le riforniscono di liquidità.

MESSORA: Non solo le banche centrali, anche i governi.

GALLONI: Sì, ma sono le banche centrali che autorizzano i mezzi monetari.

MESSORA: Ma i Monti bond? Chi ce li ha messi i soldi?

GALLONI: Sì, però i debiti pubblici sono bruscolini. Nel caso delle perdite delle banche stiamo parlando di decine di trilioni di dollari e di euro.

MESSORA: Sì, questo non lo discuto. Però quello che abbiamo dato di Monti bond, alla fine si sarebbe risparmiata forse l’IMU agli italiani. Per cui sulle singole famiglie questo discorso ha valore.

GALLONI: sì, sicuramente sulle singole famiglie. Certo, avremmo potuto risparmiarci l’IMU invece che darli al Monte dei Paschi. Però è una piccola cosa rispetto ai 3-4 quadrilioni di titoli tossici che oggi sono in giro per il mondo.  Sono tremila, quattromila trilioni. Un trilione sono mille miliardi. Quindi stiamo parlando di grandezze stratosferiche. Siccome le perdite si aggirano sul 10%, mediamente, che è quello che ovviamente questi titoli non rendono, avremmo bisogno a regime non di qualche decina di trilioni, come hanno dato oggi le banche centrali alle banche, ma praticamente dai 300 ai 400 trilioni di dollari. Cioè in pratica stiamo parlando di 6 volte il Pil mondiale. Sono cose spaventose.

MESSORA: Quindi come se ne esce adesso?

GALLONI: Se ne esce con un accordo tra gli Stati, Cina, India, Stati Uniti d’America, possibilmente Europa e qualcun altro, che congelano tutta questa massa, la garantiscono, la trasformano invece in mezzi monetari che servano per lo sviluppo. Quindi a quel punto poi il problema diventerebbe la capacità di progettare infrastrutture, voli su Marte, acchiappare gli asteroidi per farne delle miniere, voglio dire, se ci vogliamo allargare. Se ci sono queste capacità progettuali, industriali, produttive, forze disoccupate, eccetera, noi ne usciamo. Diversamente la teoria ci porta a pensare che potrà esserci una grande botta iperinflattiva che cancellerà tutti i debiti.

MESSORA: Traduci per i non capenti.

GALLONI: Allora, dai debiti si esce in vari modi. Primo, perché si hanno dei redditi che consentono di ripagare in qualche modo i debiti, e questa è la via maestra, quindi non ci si dovrebbe mai indebitare per somme che si sa che non si possono ripagare attraverso i nostri redditi; e questa sarebbe la regola numero uno. Quindi il debito non è un male, il debito è un bene se tu hai il reddito  (nel caso degli Stati il Pil) sufficiente per poi fronteggiare la situazione. C’è la remissione del debito, che è una possibilità anche parziale che io ho sollevato in una mia ricerca sulle banche italiane anni fa, quando ci fu la crisi del 2007-2008, che tutto sommato agevolerebbe anche le banche e ci metterebbe tutti in condizione di avere fondamentalmente, per 8 anni, un 5% in più di reddito, riducendo del 40% i crediti delle banche; questa è un’altra possibilità. E poi c’è l’inflazione che praticamente, se non ci sono indicizzazioni, si mangia il debito, perché decresce il valore della moneta e conseguentemente decresce l’importanza del debito. Queste sono le strade che si possono aprire a livello operativo nei confronti della gestione del debito.

MESSORA: A livello nazionale? Per esempio andrebbe bene per l’Italia o parli a livello europeo?

GALLONI: A livello nazionale c’è appunto chi parla di varie misure riguardanti il debito pubblico. In realtà la cosa migliore sarebbe riprendere il percorso della crescita e quindi minimizzare l’importanza del debito rispetto alla ricchezza nazionale. Non ci dimentichiamo che le ricchezze pubbliche e private in Italia sono 10 volte il Pil, quindi ovviamente ce n’è, non è che non riusciremmo a ripagare il debito. Però il debito non è che si deve ripagare, come credono alcuni, il debito sta lì. L’importante è ridurre i tassi di interesse e che i tassi di interesse siano più bassi dei tassi di crescita, allora non è un problema. Questo è il modo sano di affrontare il tema del debito pubblico. Diversamente può succedere, come è successo in Grecia, che per 300 miseri miliardi di euro poi se ne perdano a livello europeo 3.000 nelle borse. Allora ci si interroga: ma questa gente si rende conto che agisce non solo contro la Grecia ma anche contro gli altri popoli e paesi europei? Ma chi comanda effettivamente in questa Europa si rende conto? Oppure vogliono obiettivi di questo tipo per poi raggiungere una sorta di asservimento dei popoli, di perdita ulteriore di sovranità degli Stati per obiettivi poi fondamentalmente, come è stato in Italia con le privatizzazioni, di depredazione, di conquista di guadagni senza lavoro?

MESSORA: Adesso c’è un altro ciclo di privatizzazioni. Sembra che ci stiamo avvicinando a quello.

GALLONI: Il problema delle privatizzazioni è anche quello dei prezzi di vendita. Perché se ovviamente, come è successo negli anni ’90, ci si aggirava intorno ai valori di magazzino, voi capite di che truffa stiamo parlando. È chiaro che se poi i prezzi di vendita fossero troppo alti, nessuno comprerebbe. Bisogna trovare una via di mezzo. Ma in realtà bisognerebbe cercare di ragionare sulle capacità strategiche e sul mantenimento di poli pubblici di eccellenza che servissero per rilanciare la ricerca, il campo dell’acquisizione delle migliori tecnologie per il trattamento dei rifiuti, che per esempio in Italia avrebbe delle prospettive enormi. Non ci dimentichiamo che in Italia siamo depositari di due brevetti fondamentali, uno è dell’Italgas e l’altro dell’Ansaldo, per produrre degli apparati relativamente piccoli che consentono al chiuso, quindi senza emissioni, di trasformare i rifiuti in energia elettrica e in altri sottoprodotti utili per l’agricoltura e per l’edilizia.

MESSORA: E dove stiamo andando in Europa, in questo momento?

GALLONI: Io avevo identificato una spaccatura di impostazione, anche al momento in cui Monti era diventato Presidente del Consiglio dei Ministri, tra le posizioni americane e le posizioni europee. In Europa si diceva “lacrime e sangue. Prima il risanamento dei conti pubblici e poi lo sviluppo”. Questa strada si sa che è impossibile, perché tu non puoi fare il pareggio di bilancio o perseguire obiettivi ancora più ambiziosi se non c’è la ripresa. In condizioni di ripresa è facile ridurre la spesa pubblica, ma in condizioni recessive ridurre la spesa pubblica significa far aumentare la recessione con conseguenze sulle entrate e sulle uscite.

MESSORA: ma è possibile, secondo te, che questi non lo sanno?

GALLONI: Ma bisogna vedere quali sono i loro obiettivi.

MESSORA: Quali sono?

GALLONI: E che ne so quali sono i loro obiettivi?

MESSORA: Si possono immaginare?

GALLONI: Sono obiettivi anche di asservimento dei popoli, chiaramente. Mentre la posizione americana era una posizione di sviluppo, cercando di non peggiorare i conti pubblici, che già è una versione possibilista. Ma non è la concezione né di Monti né della Merkel né del polo europeo, chiaramente. Quindi al momento le uniche speranze sono quelle di una politica nuova che reintroduca la Glass-Steagall, che riproponga la sovranità monetaria a livello europeo o se no si torni alle valute nazionali o al limite alla doppia circolazione, che sarebbe assolutamente sostenibile.

MESSORA: Valuta nazionale più euro?

GALLONI: Sì. Terza cosa da fare è un gestione diversa dei debiti pubblici, tranquillizzante, perché ci sono tanti altri modi per gestire i debiti pubblici. In parte qualcosa, addirittura, è stato anticipato da Draghi che è intervenuto sul mercato secondario raffreddando gli spread. Quindi praticamente forse Draghi ha fatto una retromarcia rispetto alle decisioni dell’inizio degli anni ’80 dei cosiddetti divorzi tra governi e banche centrali. Poi in Italia dobbiamo assolutamente riposizionare la pubblica amministrazione. Oggi è piazzata in modo di creare un’alleanza tra irregolari e criminali. Questo ci porta a una sconfitta. La pubblica amministrazione si deve piazzare in un altro modo, si deve piazzare tra gli irregolari e i criminali. I criminali li deve trattare come meritano, con gli irregolari, invece, deve avere tutto un altro atteggiamento, cioè deve essere la stessa pubblica amministrazione che deve realizzare gli adempimenti previsti dalle normative e quando c’è scontro, perché spesso c’è scontro tra norma e diritto, tra norma e buonsenso, tra norma ed equità, il funzionario pubblico deve essere messo in condizioni di scegliere il diritto, l’equità e il buonsenso e vedere di tutelarsi rispetto alla arida applicazione della norma. Se non si fa questo non si va da nessuna parte. E poi, quello che è forse più importante e che riassume un po’ tutto, dobbiamo acquisire quelle strepitose tecnologie oggi a disposizione dell’umanità, che rimetteranno in gioco tutti gli equilibri geopolitici a livello internazionale e a livello locale, ma che sono la nostra più grande speranza per l’ambiente e per lo sviluppo, per esempio tutte le tecnologie di trasformazione e di trattamento dei rifiuti solidi urbani. Ci sono, ripeto, delle tecnologie, alcune sono già applicate, ad esempio a Berlino si stanno applicando. Tu vai a conferire i tuoi rifiuti e ti danno dei soldi, poi ricevi energia gratis, non inquini, non ci sono i cassonetti per strada, non ci sono i mezzi comunali o municipali che intralciano il traffico per trasportare l’immondizia, non ci sono cattivi odori, non ci sono emissioni nocive. Questo è fondamentale. L’azzeramento delle emissioni genotossiche e la limitazione di quelle tossiche nell’ambito dei parametri internazionali.

MESSORA: Facciamo un ragionamento sullo scenario geopolitico globale. Spiegaci come si bilanciano gli interessi degli Stati Uniti e quelli dell’Europa con quelli della Cina, se questi Stati Uniti d’Europa convengono oppure no agli Stati Uniti, se c’è una pressione, secondo te, da parte loro e in che modo la Cina può influire in questo processo, se è un influsso positivo o negativo. Lanciamoci in queste speculazioni.

GALLONI: Diciamo che dopo Kennedy gli Stati Uniti sono sempre più risultati preda dei britannici. È lì che c’è un nodo fondamentale da sciogliere. Peraltro gli Stati Uniti hanno drammaticamente cercato, in determinate situazioni regionali, come può essere la più importante il Mediterraneo, dei partner adeguati. L’Italia questa partita non se l’è saputa giocare dopo la caduta del muro di Berlino, per le ragioni che dicevamo all’inizio. La Cina si sta avvicinando agli Stati Uniti d’America sotto certi profili, ma è ancora lontanissima sotto altri profili. Non dobbiamo neanche sopravvalutare certi comparti manifatturieri, che se anche fossero totalmente ceduti alla Cina e all’India – ma c’è anche il Brasile, c’è anche il Sud Africa, ci sono tante altre realtà emergenti nel pianeta – non sarebbe un dramma. Il problema è che noi abbiamo un futuro, ad esempio nei nostri rapporti con la Cina, se capiamo che non dobbiamo andare lì in Cina per fare un business qualunque, ma se capiamo che cedendo anche parti delle nostre produzioni industriali e manifatturiere, otteniamo però una maggiore penetrazione rispetto ai nostri prodotti di qualità, di eccellenza, perché non ci dimentichiamo che stiamo confrontando un mercato di 60 milioni di persone con un mercato che è 20 volte più grande. Quindi è chiaro che se noi rinunciamo a qualche cosa, ma riusciamo anche ad esportare un po’, quel po’ moltiplicato per la domanda che in questo momento sta crescendo, ci dà tutto un altro risultato.

Però della Cina parlerei da un altro punto di vista. All’ultimo congresso del Partito Comunista Cinese è stato deciso un grande cambiamento di rotta, cioè di puntare di più sulla crescita della domanda interna e di meno sulle esportazioni. Questo potrebbe essere l’inizio della fine della cosiddetta globalizzazione. Non ci dimentichiamo che la globalizzazione è il sistema che premia il produttore peggiore, quello che paga di meno il lavoro, quello che fa lavorare i bambini, quello che non rispetta l’ambiente, quello che non rispetta la salute. Questa è la causa principale delle crisi che stiamo vivendo: che invece di premiare il produttore migliore, abbiamo premiato il produttore peggiore. Questo ha danneggiato le industrie europee e soprattutto l’industria italiana, chiaramente. E non solo l’industria, anche l’agricoltura.

MESSORA: Perché si demanda la questione della tutela dei diritti oltre il confine, dove non c’è un controllo.

GALLONI: Si deve rimettere in piedi l’economia, nel senso che deve avere tutta la sua importanza l’economia reale. L’economia reale deve avere una finanza che la aiuta. Poi se c’è un’altra finanza che va a fare disastri da qualche altra parte, che non influiscano sull’economia reale, sulla vita dei cittadini. Questo deve essere il primo punto che corrisponde alla reintroduzione della legge Glass-Steagall in pratica. Per questo possono essere utili le doppie e le triple circolazioni monetarie, le monete complementari e addirittura la reintroduzione di monete nazionali, pure in presenza di una moneta internazionale.

MESSORA: Ma per scontrarsi o per far fronte alla Cina è necessario avere gli Stati Uniti d’Europa o basta anche il piccolo guscio di noce italiano, come alcuni dicono?

GALLONI: Io non penso che ci si debba scontrare o frenare la Cina. Bisogna avere delle strategie industriali, e non solo industriali, in grado di difendere i nostri interessi, i nostri valori, i nostri principi, le nostre vocazioni. Dopodiché ci si confronta con i cinesi e si vede quali sono le sinergie che possono essere messe in campo. Si deve fare un discorso di carattere strategico, secondo me.

MESSORA: Ma la politica di Nino Galloni quale sarebbe? Uscire dall’euro e recuperare sovranità monetaria o puntare sul “più Europa”?

GALLONI: A me interessa che ci siano spese in disavanzo, perché se c’è crisi, se c’è disoccupazione è un crimine puntare al pareggio di bilancio. Ovviamente se gli Stati hanno pareggio di bilancio, è possibile che l’Europa faccia gli investimenti in disavanzo, e allora mi sta benissimo l’euro.

MESSORA: Cosa che non c’è.

GALLONI: Cosa che non c’è, ma è il terzo passaggio che potrebbe essere favorito dalla gestione Draghi. Io non lo escludo. Perché chi immaginava che avrebbero dato mezzi monetari illimitatamente alle banche? Chi immaginava che sarebbero intervenuti per raffreddare gli spread acquistando i titoli pubblici sui mercati? Adesso il terzo e ultimo passaggio è quello di accettare di autorizzare mezzi monetari per la ripresa, per lo sviluppo, per gli investimenti produttivi. L’importante però è che questo non avvenga in una logica di quantitative easing. Cioè la politica monetaria sbagliata può impedire lo sviluppo, ma la politica monetaria giusta non produce lo sviluppo. Cioè la moneta è una condizione necessaria, ma non sufficiente dello sviluppo.

Quindi non basta approntare mezzi monetari a gogò e allora si acchiappa lo sviluppo. Questa è una visione di tipo liberista riguardante le emissioni monetarie. In realtà bisogna fare dei progetti di infrastrutture, di ricerca, di ripresa industriale, di salvaguardia della salute e degli interessi dei cittadini e soprattutto dell’ambiente, e sulla base di queste grandi strategie approntare i mezzi monetari che certamente non sarebbero scarsi. Quindi se io dovessi ripetere i miei punti fondamentali, immediati: una legge che ripristini la netta separazione tra i soggetti che fanno speculazioni finanziarie sui mercati internazionali dai soggetti che devono fare credito all’economia. Perché la prima cosa è il credito, la più grande componente della moneta, il 94% della moneta è credito.

Poi il discorso della sovranità monetaria, come ho detto prima. O gli Stati o l’Unione Europea devono fare spese in disavanzo per acchiappare la ripresa. Una diversa gestione dei debiti pubblici, che è possibile, un diverso posizionamento della pubblica amministrazione, perché il cittadino deve vedere un amico nello Stato, nella pubblica amministrazione, quindi fermare anche questo progetto di polizia europea senza controlli che potrebbe compiere qualunque azione senza dover rispondere a nessuna autorità.

MESSORA: Eurogendorf con base in Italia a Vicenza.

GALLONI: Quinto: acquisizione di tutte quelle grandi tecnologie che oggi sono a disposizione dell’umanità per migliorare veramente le condizioni di vita di tutti.

MESSORA: L’ultima domanda. Tedeschi cattivi? Amici o buoni?

GALLONI: I tedeschi sono posizionati nella storia e nella geografia in modo di doversi in qualche modo espandere. Se devono assumere una posizione di leader, devono anche accettare di rivedere le proprie politiche estere. Quindi un paese che voglia essere leader, come sono stati gli Stati Uniti d’America, importano più di quello che esportano. Se i tedeschi non accettano di importare più di quello che esportano, non possono neanche pretendere di essere leader.

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171 risposte a Nino Galloni – Come ci hanno deindustrializzato

  • 116
  • Pingback: Come rendere uno Stato una colonia | FreeYourMind!

  • 115
    Biondino Francesco Mercuri

    A guglielmo ho risposto (anche se in tre quattro messaggi) su tutto!
    Arrivederci anche a lei e buona vita!

  • Pingback: Come rendere uno Stato una colonia - Stato & Potenza

  • 114
    Biondino Francesco Mercuri

    Mjollnir, io ho risposto sempre punto su punto. Se voi non vi rendete conto che ho espresso concetti elementari di logica e matematica non è colpa mia.
    Mi linkate pure un testo, che parla di riforma del sistema monetario. Cosa cavolo c’entra con il bilancio di BCE (di cui parlavo) o col signoraggio non lo capisco. Se mi portate un testo scientifico che dice che “sono state approvate leggi che consentono a BCE di mettere la moneta in passivo”, vi giuro che mi brucio (era questo ciò che ho detto e lo riconfermo). Il bello è che non vi rendete conto che equivale a dire: ” se mi portate un asino con le ali, vi giuro che mi brucio”.
    Il bello è anche che voi non ci arrivate proprio a capire che quell’articolo parla di offerta di moneta e non della moneta ad alto potenziale o base monetaria (cioè quella emessa dalla BCE)… ma invece parla di moneta bancaria…

    Io non ho il tempo di leggermi l’articolo ma lo farò volentieri (che tra l’altro dice di rifarsi a Fisher che è uno dei padri dell’economia classica – liberista per come parlate voi in questo blog- ed il padre del MV=PQ), ma l’articolo del telegraph, in salsa giornalistica, richiama quell’articolo e dice che questo di voler mettere da parte la creazione della moneta da parte delle banche private (ma voi non ci arrivate a capire che questo significherebbe dire pure ridurre l’offerta di moneta -money supply-)
    La riserva frazionaria è nata con le banche italiane nel medioevo (non nel 1600). Le banche operano così… Moltiplcano la moneta, con il moltiplicatore dei depositi moltiplicano i debiti con i loro correntisti, ma moltiplicano i prestiti che possono concedere… Ciò che la banca ottiene dall’emissione di moneta della Banca centrale (ma potremmo far partire l’esempio con lei che porta in banca i suoi risparmi), una piccola parte per legge deve andare in riserva obbligatoria (da noi decide BCE e questa quota è ad oggi del 2%). il restante 98% viene riutilizzato per concedere prestiti. Questa moneta, prima o poi, ritorna nel sistema bancario. Le banche ne mettono il 2% (quindi il 2% di quel 98%) in BCE e riutilizzano la parte rimanente,,, Il loro guadagno sta proprio nella variazione di tasso d’interesse tra ciò che devono ai correntisti ogni volta che rimettono in banca la cifra in circolazione e ciò che prestano. L’operazione si ripete fino a quando l’effetto dell’emissione di base monetaria di una banca centrale si interrompe perchè esurito. ECCO A VOI UNO DEI MODI IN CUI LE BANCHE LAVORANO. LA COSIDDETTA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA.

    Quindi, per ogni emissione di una banca centrale, l’offerta di moneta che ne risulta è enormemente maggiore perchè le banche creano moneta. Una Banca centrale controlla però il fenomeno, con regolazioni del tasso di sconto, del tasso di riserva, e con operazioni di “sterilizzazione” che non sto qui a spiegarvi (praticamente ritira moneta).
    Se pensate che sia un paradiso, apritevi una banca e fatelo anche voi. Potreste poi accorgervi, tuttavia, dopo un po’ di studio, che comunque una banca ha capitale, passivi e attivi. Un’esposizione del rapporto di leva, dovute a perdite negli attivi, li può portare al fallimento. Il riferimento al bankrun è poi proprio appropriato. Senza moltiplicatore non ci potrebbe essere fallimento da crisi di “liquidità” (diverso da quello di crisi di solvibilità” che invece
    Una banca non ha tutti i soldi del proprio passivo (ciò che i correntisti gli hanno dato) perchè ricerca il profitto reinvestendoli…
    In caso di panico, o riesce a chiudere, o si fa aiutare da altre banche, o fallisce. Se tutte le banche sono vittima del panico falliscono tutte.
    Nel 1929, migliaia di banche USA fallirono in pochi mesi…

    Se lei mi spiega cosa c’entra questo discorso con tutti i messaggi che ho scritto io le sarei molto grato…
    Il fatto sa qual è? Che io ho cercato di essere il più semplice possibile, ma non si possono affrontare certi discorsi con gente che non ha mai aperto un libro. Praticamente mi sono illuso.

    Non mi interessa nulla cosa voi crediate… mi sono scocciato.

    Vi faccio un in bocca al lupo per tutto.
    (se dovessi scrivere ancora su questo blog, mandatemi a lavora e studiare,per favore… accetto gli insulti.)

    Un saluto

    • 114.1
      Virus

      @BiondinoTrollino

      Punto a punto? Guglielmo sta aspettando da una settimana delle risposte punto a punto….

      Che figuraccia Biondinoooo!!!!!!

  • 113
    Biondino Francesco Mercuri

    Chiedo scusa. Mi potete dire quale di quegli articoli dice che la BCE elude??? Grazie

  • Pingback: ITALIA, DA POTENZA MONDIALE A PAESE ‘PIIGS’ » Geopolitica

  • 112
    Biondino Francesco Mercuri

    Aveva messo link del IFM che dicono esattamente quello che ho detto in decine di messaggi. Però serve una base minima per capirlo. Lei non ce l’ha…
    La lascio veramente che Draghi ha fretta. Vuole che apriamo un altro champagne. Siamo io, lui, rothschild e una ventina di modelle russe.
    Alla faccia di voi poveri sfruttati.
    VIVA IL SIGNORAGGIO!
    VIVA il NWO!!!!
    ABBASSO QUELLI CHE CI HANNO SCOPERTI!!!!!!! …CHE TANTO NON GLI CREDONO!

  • 111
    Biondino Francesco Mercuri

    Ahh dimenticavo: Lo sapevo io che lei non capisce cosa legge…
    Così per curiosità ho aperto l’articolo della stampa.
    Ho beccato il punto dove dice che il 95-97% della moneta è creato dalle banche private. E questo è giustissimo!!!!!!!!

    E gliel’ho scritto io decine di volte!!!! Si sta riferendo al moltiplicatore dei depositi bancari!!!!
    Ieri le ho fatto l’esempio che se stampassimo 2000 miliardi questi verrebbero moltiplicati per una navantina di volte!!!!!

    Se la banca centrale crea 100, l’attività di creazione di moneta delle banche commerciali (per via del moltiplicatore) è 100 per 1/ 1- 0,02 (ho semplificato e tolto la domanda di depositi e la domanda di riserve).

    Alla fine della fiera creando 100 (che come le ho spiegato decine di volte si chiama moneta ad alto potenziale proprio perchè viene moltiplicata)quello costituirà soltanto una piccola percentuale (2% 4%, dipende dalla domanda di moneta…) della moneta che poi le banche creeranno per via dei depositi e prestiti (crediti e debiti che fanno con i clienti).

    Si chiama moneta bancaria e l’argomento è “moltiplicatore dei depositi bancari”

    Si compri un manuale!!!!!!!! Le ricordo che le chiedevo comunque “ARTICOLI SCIENTIFICI”!!!!
    … anche se lei non capisce gli articoli di giornale (che per gli economisti valgono meno della carta igienica… poi quelli nel web…) figuriamoci se ha mai visto un articolo scientifico.

    Dopo di questa ho chiuso…

    • 111.1
      Mjollnir

      Biondino,
      I suoi tentativi di sminuire le tesi argomentate degli altri sono patetici.
      Lei non è in grado di produrre un ragionamento logico e spesso cade in contraddizione.
      Oltre a questo, nonostante le sue apparenti conoscenze, non è evidentemente in grado di far fronte neanche alle tesi proposte dagli “amatori” della materia che frequentano questo blog.
      Il suo metodo comunicativo è sempre denigratorio (del resto non avendo validi argomenti non potrebbe essere altrimenti!) .
      Lei aveva chiesto un documento scientifico che tratta questi argomenti e le è stato fornito.
      http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12202.pdf
      Mi rendo conto che non è di facile lettura, comunque si può fare una veloce idea del contenuto leggendo il commento del Telegraph:
      http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/9623863/IMFs-epic-plan-to-conjure-away-debt-and-dethrone-bankers.html
      oppure (viste le sue difficolta con l’Inglese) leggendosi i commenti della stampa Italiana:
      http://www.lastampa.it/Page/Id/1.0.582846435
      In ultimo riportando quanto da lei scritto:
      “Se lei mi porta un testo o un articolo scientifico che dice questa cosa io mi brucio vivo con la benzina a piazza San Pietro.”
      e poiché il documento segnalatole da Mr. Age è di inconfutabile natura scientifica e di indubbia fonte affidabile (visto che è emesso dal dipartimento di ricerca del Fondo Monetario Internazionale),
      la prego cordialmente di procedere (virtualmente si intende) come ci ha promesso.
      Saluti

  • 110
    Biondino Francesco Mercuri

    Completo per chiarezza:
    Il primo passaggio nell’esempio tra attivo e passivi, se non si fosse capito è tra Banca centrale e banca commerciale (si chiama operazione sul mercato secondario). La BCE interagisce solo con le banche.

    – Lei conosce il significato di manuali e “ARTICOLI SCIENTIFICI”????????????????????????

    Rifacendosi a quanto si dice quando si spiega l’idea di Keynes sulla rigidità degli investimenti all’abbassamento del tasso d’interesse da parte della Banca Centrale:

    “Si può portare il cavallo alla fonte, ma non lo si può costringere a bere”

    Noi calabresi spesso invece diciamo:

    “quandu u ciucciu non ‘nvoli u bivi,avoglja u frischi”

    Chiudo con questo momento di alta cultura, la mia discussione con lei. Le auguro tante cose belle.
    Sii felice.

  • 109
    Biondino Francesco Mercuri

    1) si stila come per il panettiere, perchè ciò che il panettiere deve dare è il passivo, ciò che il panettiere deve ricevere è l’attivo…
    2) Le quote del capitale non c’entrano un ca..o (quando ci cuole ci vuole… sarà la decima volta che lo dico) con il fatto che sia pubblica. E’ la legge che dice quel che è pubblico o no!!!! La banca d’Italia è un ente statale strumentale. Si compri un testo di diritto amministrativo. Per cortesia…
    3) certo che è proprietaria della moneta!!!! E infatti io ho detto che la moneta è di proprietà di chi ce l’ha (come tutti i tioli di credito).
    – Attraverso l’acquisto di titoli, diviene propietaria dei titoli e cede in controprestazione la moneta. (per questo la moneta si computa nel passivo)
    – La banca diventa proprietaria della moneta (perché è un titolo di credito) e perde la proprietà del titolo (il titolo è il suo passivo e la moneta il suo attvio).
    – Quando lei va in banca a chiedere un prestito, la banca glielo concede e le dà la moneta (questa volta la moneta è il passivo della banca, mentre il diritto di credito l’attivo).
    – Lei diventa proprietario di quella moneta (perchè è un titolo di credito) ed in controprestazione promette che ne restituirà una somma pari ed evenutali interessi (la moneta diventa il suo attivo e il contratto che ha sottoscritto il passivo).
    – La Banca perde la proprietà della moneta e acquisisce il diritto di credito incorporato nel documento ch lei ha sottoscitto con essa.
    – Lei va al mercato e compra 1 kg di pomodori (i pomodori diventano il suo attivo e la moneta il suo passivo).
    Il commerciante diventa proprietario della moneta (la moneta diventa l’attivo e i pomodori il passivo)

    etc… Questa si chiama contabilità!

    4) le ho già detto che Draghi possiede la moneta!!!!! Non capisco cosa c’è di strano. Draghi è il governatore della Banca Centrale Europea. E’ lui che possiede tutta la moneta (in realtà non è che ce l’ha in tasca e non la fa nemmeno lui, ma le varie zecche sparse per i 17 paesi). E’ lui (semplificando le procedure di scelta) che decide quanta moneta deve essere stampata.
    Questo è il mestiere del banchiere centrale. Glielo presento!!!!!!!!
    Questo compito glielo hanno dato i governi dei 17 paesi e quindi il POPOLO. Draghi è infatti stato scelto in sede di Consiglio Europeo (capi di stato e di governo) e ha dovuto ricevere il voto dei 2/3 del Consiglio UE (ministri delle finanze riuniti in sede di eurogruppo).
    Ha un mandato a tempo e dopo se ne sceglierà un altro sempre con lo stesso sistema.

    5) in cosa mi sarei contraddetto. L’inflazione ha diverse cause. L’emissione è una di queste. BCE ha da statuto un obiettivo inflazionistico preciso: un tasso nel medio termine al di sotto, MA VICINO al 2 %. Draghi regola l’offerta di moneta in modo da mantenere questo tasso.
    Sotto il 2 % perchè è una BC a sistema tedesco… vicino al 2% perchè un tasso controllato e basso di inflazione (seguendo una idea teorica proposta da Friedman) è qualcosa di positivo per l’economia.

    I link nemmeno li apro perchè se sono serie è logico che non li ha nemmeno capiti.

    E’ ovvio che con chi non ha mai aperto un libro non si può discutere.

    Sì, ha ragione lei, le banche ci fottono i soldi e si appropriano della moneta che la BCE stampa. La BCE stampa migliai di banconote al giorno, mai invece che tenersele aspetta che gli scadano i titoli che compra per potersele portare a casa. Quindi le stampa, le presta, aspetta 5/10 anni poi sono le sue. Nel frattempo ne ha stampate miliardi di altre…
    Tutti questi soldi vanno in mano ai banchieri e alla sera si riuniscono e brindano…
    Intanto hanno pagato i media, e gli economisti, per non dire sto truccherro. Hanno pagato pure me per poterla dissuadere.
    Poi appena si accorgono che lei ha capito tutto, cominciano a spiarla…
    Ora che sanno chi è hanno in mente di ucciderla (come hanno fatto con Giulio Cesare, con Napoleone, Con marylin Monroe, Con elvis, con Jimi Endrix con Moro, con Kennedy e con Mike Buongionro, aahhh dimenticavo il povero Simoncelli…)

  • 108
    Biondino Francesco Mercuri

    Ho visto errori marchiani. Una “z” in un “penzo” che è terribile e addirittura una “o” congiunzione a cui ho messo la “H”. Me ne scuso…
    Dopo aver scritto questo mostro non ho riletto.
    La saluto.

    • 108.1
      Mr. Age

      Salve Biondino Francesco Mercuri

      La ringrazio perché credo che abbia fugato gran parte dei miei dubbi.

      Guardiamo se ho capito bene, lei dice:
      “Il bilancio di BCE si stila esattamente come il bilancio del paneficio che ha sotto casa. Con le stesse precise regole.” Il Panificio produce una merce, ma come lei giustamente dice:
      “la moneta è un’attività finanziaria che serve per acquistare beni o servizi. Non è una merce ma appunto una semplice attività finanziaria “

      Lei dice:
      “Non riesce proprio a capire che la banca centrale è dello stato???”
      “Come si accorgerà da una breve ricerca, le quote di partecipazione a Bd’I un tempo appartenevano ad enti bancari e assicurativi pubblici, perchè partecipati IRI o addirittura in quanto enti pubblici economici. Con le privatizzazioni questi partecipanti sono divenuti privati e hanno seguto le vicende dei privati “

      Anche qui ha fugato tutti i miei dubbi!

      Lei dice:
      “la moneta è di proprietà di chi la possiede.”
      (Questo dovrebbe chiederlo ai correntisti ciprioti per vedere se sono d’accordo con lei).

      “La moneta è passivo di BCE e lei non riceve gli interessi della moneta che ha emesso, ma dei titoli (che sono l’attivo) che grazie all’emissione ha comprato (è una cosa PROFONDAMENTE diversa).”

      Se ne deduce, che avendo pagato i titoli che ha comprato, fosse proprietaria della moneta e che questa dovesse risultare tra gli attivi del bilancio.
      Ho capito bene?

      “Se domani mattina Draghi si sveglia generoso e decide di stamparci e regalarci 1 milione di euro a testa”

      Implicitamente ammette che Draghi(in realtà la BCE) possiede la moneta perché può regalarcela?

      Lei dice:
      “L’inflazione annua che abbiamo è proprio dettata al fatto che il governo sta godendo del signoraggio da emissione.”

      “ci sono tante cause dell’inflazione: c’è quella da costi (ed ecco quella del petrolio), ma anche da eccesso di domanda quando non vi è pieno impiego dei fattori produttivi (esempio per mancanza di investimenti e di accumulazione di capitale fisico) e pure da emissione di moneta.
      la svalutazione è un’altra causa dell’inflazione, anche se come correttamente dice Borghi non vi è una correlazione diretta tra le due cose.”

      Anche qui purtroppo cade in contraddizione con le sue stesse affermazioni.

      Devo ammettere che più scrive e più mi convinco del contrario e che le sue continue allusioni denigratorie fortunatamente convincono le persone che leggono qui che lei non abbia argomenti validi da sostenere.
      Le cose che dice lei sembrano infatti non avere logica e al contrario sembrano dei dogmi caduti dall’alto.

      Giusto per chiarire da dove arrivano alcune di queste tesi le aggiungo alcuni link del Telegraph, della Stampa su un documento del FMI che non credo sia un covo di rettiliani ufologi o signoraggisti.
      http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/9623863/IMFs-epic-plan-to-conjure-away-debt-and-dethrone-bankers.html

      http://www.lastampa.it/Page/Id/1.0.582846435

      http://www.imf.org/external/pubs/cat/longres.aspx?sk=26178.0

      http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12202.pdf

      Mi auguro sinceramente che non si dia fuoco in piazza San Pietro, ma che ne tragga spunto per ampliare i suoi studi.

      P.S.
      Una piccola nota: Lei ha distrattamente scritto murk-up mentre si scrive mark-up (scusi se la correggo ma ho pensato che, vista la sua futura carriera questo ci potrebbe costare un incidente diplomatico…).

  • 107
    Biondino Francesco Mercuri

    Allora, parto da quella “tesi”…

    1) “Nel corso del tempo sono state approvate leggi che hanno permesso alle banche cetrali di registrare come passivo la moneta emessa”…, mi spinge a dire la mia prima parolaccia in questo blog,
    perchè è una “c**zata” grande come la muraglia cinese.

    Il bilancio di BCE si stila esattamente come il bilancio del paneficio che ha sotto casa. Con le stesse precise regole…
    Le avevo già spiegato questo punto e spero che lei l’abbia capito, altrimenti vada a rileggerselo, oppure non so cosa fare…

    Da ciò ovviamente deriva che “ha portato alcuni economisti a sostenere che sia elusione fiscale bal bal bla” sia una seconda min***ata pazzesca.
    Se lei mi porta un testo o un articolo scientifico che dice questa cosa io mi brucio vivo con la benzina a piazza San Pietro.

    Questo signore della tesi spiega proprio la teoria signoraggista… cioè una “min***ata unica”. (altra parolaccia)

    2) Deve sapere signor AGE che una banca centrale non fa la banconota da 100 euro per guadagnare 99,30 euro. Fa la banconota da 100 euro perchè decide che l’offerta di moneta deve essere di un certo ammontare nell’economia, quando la moneta ritorna i Banca centrale la distrugge perchè ha deciso che deve ridurre l’offerta di moneta di quei 100 euro. Decide quanto deve essere l’ammontare di moneta nell’economia a seconda del tasso d’interesse che ha stabilito.
    Quindi NON guadagna affatto i 99,30 euro. L’unico guadagno che ha è il fatto che l’emissione avviene con operazioni di mercato aperto, e cioè attraverso l’acquisto e la vendita di titoli. Siccome i titoli hanno un interesse, nell’immettere quei 100 euro, lei incamera un titolo che le renderà ad esempio 103, 50 euro. Una volta scaduto il titolo, riimmetterà i 100 euro se vorrà mantenere l’offerta di moneta, li manderà al macero se vorrà ridurli. I 3,50 invece sono il signoraggio che appartiene allo governo. Non riesce proprio a capire che la banca centrale è dello stato??? Esattamente come l’ufficio delle imposte, come la procura, come il comune, come il tribunale, come la stazione di polizia, come la prefettura, come l’ospedale della ASL, ecc…

    Friedman sosteneva che questo sistema di emissione della moneta, attraverso l’acquisto di titoli delle banche, è troppo distorsivo. Facendo dell’ironia aveva proposto che da degli elicotteri la Banca centrale avrebbe dovuto buttare la moneta nelle strade.

    Io non so se lei ha capito il punto. Ma buttarla dagli elicotteri oppure comprare titoli è la stessissima cosa dal punto di vista della Banca Centrale… Solo che buttandola dall’elicottero sarebbe attivo e non passivo. Ma non ci frega nulla se è attivo o passivo (infatti le monete metalliche sono in attivo). Anche questa cosa dell’attivo e del passivo. Mi vuole spiegare cosa ha di tanto rilevante???
    Io non lo capisco.

    Un paio di anni fa la mafia russa era entrata nel processo di distruzione dell’euro. Praticamente gli euro che non venivano distrutti ritornavano nell’economia (comunque una roba minima, tipo qualche decina di milioni di euro). Questo, così come con la falsificazione delle banconote equivale ad avere una politica monetaria espansiva.
    Lei ad esempio si renderà conto che la moneta viene distrutta con i nuovi 5 euro. i vecchi 5 euro cominceranno a diminuire fino a diventare rarissimi. BCE li avrà tolti dalla circolazione (magari li metterà in vendita sotto forma di carta maciullatta).

    La vera smentita della teoria signoraggista è però l’inflazione. Se la moneta non venisse ritirata, ma ad esempio data agli ebrei barbuti. Non avrebbe senzo per gli ebrei barbuti non utilizzarla… Nel momento in cui la utilizzano la immettono in circolazione. I dati sull’infalzione e i dati su m1 invece ci dicono esattamente quanta moneta c’è in circolazione.

    Altra cosa, quella tesi riprendendo auriti (notissimo professore di diritto della navigazione ridicolizzato dall’avvocatura di Stato in una famosa causa) sostiene che lla banca centrale compra titoli di stato.

    Questa è una panzana epocale che può verificare direttamente lei andando all’articolo 123,primo comma del TFUE, che appositamente lo vieta. La BCE può acquistare titoli soltanto sul secondario, quindi soltanto titoli (anche statali) posseduti dai privati.

    Ma ora penso di aver capito quello che a lei non la convince. Mi dica se ho colto il punto. Lei dice… se il governo spende di più di quel che ottiene dalle tasse, perchè non se li stampa quei soldi invece di andare sul mercato e chiederli in prestito???

    E’ giusto??? Pensa questo???

    Se pensa questo le do subito la risposta. Se il governo stampa la moneta che gli serve, aumenta l’offerta di moneta. L’aumento dell’offerta di moneta diminuisce il potere stesso d’acquisto della moneta. Non ci si può finanziare con l’emissione. Ho meglio lo si fa e tuttora tutti i governi persino l’italia si finanziano con il signoraggio di BCE, ma non lo si può fare oltre un certo limite…
    L’inflazione annua che abbiamo è proprio dettata al fatto che il governo sta godendo del signoraggio da emissione.
    Pensi che persino in un momento di calo della produzione e dei consumi, abbiamo l’inflazione dell’ 1,9%.

    Le faccio un esempio di scuola. Non ci si può arricchire con la moneta. Se domani mattina Draghi si sveglia generoso e decide di stamparci e regalarci 1 milione di euro a testa (così, tanto per gradire una politica monetaria espansiva) lei crede che saremmo più ricchi??
    Beh, la risposta è che con quell’enorme massa di offerta di moneta e con una minima domanda di moneta (la domanda di moneta è la moneta che noi vogliamo detenere in forma liquida, banalizzando quella che vogliamo in tasca quando usciamo a fare la spesa) cominceremmo a usare quel nostro milione. L’enorme domanda di beni, titoli e servizi farà aumentare i prezzi. Già dopodomani mattina il panino costerebbe chessò 87500 euro. Come politica monetaria espansiva avrà ridato impulso all’economia, ma l’inflazione avrebbe mangiato il potere d’acquisto della moneta.
    Sappia che quando lo stato usa la moneta per finanziarsi sta utilizzando una tassa occulta a danno dei percettori di redditi fissi.

    Se la BCE non mandasse al macero la moneta sarebbe come se aumentasse infinitamente la moneta. Questa ritornata in circolo perchè data ad ebrei barbuti perderebbe il suo valore.

    Parliamo un po’ di banca dipendente e banca indipendente.
    Dal punto di vista teorico non cambia assolutamente nulla se la banca sia dipendente o indipendente dal governo.
    Ci potrà essere infatti un governo rigoroso che pure avendo a disposizione il signoraggio non vuole finanziarsi alle spalle dei suoi cittadini, e invece un banchiere centrale indipendente che vuole ubriacare il settore pubblico di liquidità.

    E’ ovvio che le cose sono diverse nella realtà. Quando il governo avrà a disposizione l’emissione per finanziarsi, preferirà 10000 volte finanziarsi mediante moneta che attraverso l’innalzamento delle imposte o il ricorso al debito. Si è mai chiesto perchè i prezzi tedeschi in 50 anni sono rimasti quasi identici e invece in Italia (sto sparando a caso perchè non mi va di andare a cercare i dati effettivi, comunque colga il concetto) una fiat costava costava 10000 lire nel 1950 e 10000000 di lire nel 1990 (non so se si rende conto che siamo mille volte di più in termine nominale). Perchè la canzone dice “se potessi avere mille lire al mese…”? Si sta domandando perchè invece nel 2003 una macchina costava 10000 euro e oggi costa 10000 euro????
    Il signoraggio di cui si giovava il governo però faceva perdere il valore stesso della moneta che stampava.
    Siano chiare due cose… anche ora il governo si giova del signoraggio (ed è proprio quella parte di signoraggio che BCE trasferisce annualmente alla bd’I e la banca d’Italia al ministero dell’economia e la finanza attraverso le imposte e attraverso il trasferimento diretto), ma ora non spetta più al governo stabilire quanta moneta deve essere immessa e soprattutto la decisione è affidata ad un’autorità che bada a 1) quale è lo scambio di beni e servizi nell’economia (un modo profano per dire domanda di moneta)
    2) quale deve essere il tasso d’interesse di riferimento (senza che si studi il grafico ho poco da farle, ma sappia che se ad esempio l’offerta aumenta i tassi si abbassano, se la BCE accelera la distruzione di moneta con cendita di titoli nel portafoglio i tassi si alzano).

    La seconda cosa è che la l’Italia (anche quandoBd’I era dipendente da governo) non ha mai approfittato eccessivamente del signoraggio, Sì è vero un chilo di pane nel 60 magari costava 10 lire e nel 1996 1000 lire, ma comunque è una cosa che in 50 ci sta. Il governo non ha mai esagerato con l’emissione e tante volte si sono avute politiche di riduzione del deficit e di contenimento del debito (che infatti esisteva pur avendo a disposizione la “catoleria” ma che non superò mai soglie critiche)

    Gli esempi di vero sfruttamento della monetizzazione della moneta sono clamorosi e sono riferibili alle vicende del brasile dei primi anni 90 (19% di inflazione mensile!!!!!) dell’argentina prima che passasse al currency board (che poi si rivelò comunque causa del suo fallimento) dell’Ungeria del 1946 (con tassi 19800 % di infalzione mensile !!!! Significa che se oggi il caffè cosa 1 euro il 6 giugno costerà 19800 euro!!!!) Ma soprattutto i sempre citati casi dello Zimbabwe degli anni 2000, e la repubblica di weimar dall’agosto 1922 al novembre 1923.
    In particolare a Weimar, la giovane repubblica tedesca si trovò in una situazione esplosiva. La Germania di Guglielmo II aveva finanziato la prima guerra mondiale mediante l’emissione di titolidi Stato. Come tutte le potenze in guerra sperava che la vittoria le avesse garantito la possibilità di ripagarlo. Le cose andarono male. La guerra fu persa, il secondo Reich implose, Guglielmo riparò i Olanda e si formò la repubblica. Questa si trovò da un lato a pagare le riparazioni di guerra, dall’altro a dover rimborsare i titoli che aveva emesso. Senza contare il fatto che aveva milioni di soldati da reinserire, centinaia di migliaia di invalidi e estremismi di destra e comunisti a minacciare la solidità del governo. Nell’impossibilità di chiedere uno sforzo alla popolazione, decise di pagare il debito attraverso la “monetizzazione”. Dove prendeva i soldi per pagare la classe media che l’aveva finanziata? Signoraggio! Se li stampò. In questo modo l’inflazione raggiunse il 365% mensile. Supponiamo che lei (farmacista berlinese) del 1916 avesse comprato 1000 marchi di bund tedeschi a 10 anni, nel 1922 va a comprare il pane a 100000000 di marchi. Lo stato non avrà nessun problema a rimborsargli i marchi che lei gli aveva prestato. Con “l’irpef” di un calzolaio ora è capace di pagare tutto il debito. L’inflazione ha eroso il debito.

    Capisce perchè Krugman dice che l’inflazione sarebbe la nostra cura????? Certo mica weimar :-), però una bella inflazione del 7% all’anno eroderebbe il debito (che è uno stock nominale) del 7% all’anno. Ed in una decina di anni avremo il debito al 50% del PIl.

    Bisogna decidere chi deve pagare questo debito. Se stampiamo monetizziamo lo facciamo pagare ai creditori del debito (più o meno la classe media) e la classe più povera. Se falliamo la classe media ed il sistema bancario. Se decidiamo di onorarlo, tutti quanti…

    Ho detto tanto. Mi faccia domande se vuole sapere qualcosa.
    Io un po’ mi sono stancato. Non mi dovrebbe interessare tanto se un certo sig. AGE pensa che i banchieri si fottono moneta e si arricchiscono con l’emissione o se invece l’emissione è una prerogativa pubblica e svolge un ruolo necessariamente pubblico.

    Ahhhh una cosa… se le banche centrali fossero private. Nel vero senzo della parola (ci sono sistemi in cui l’emissione viene affidata a privati) non cambierebbe nulla, ma proprio nulla di nulla.
    Se infatti non si mantenesse una certa offerta di moneta e se ad esempio da 100 euro qualcuno si arricchisse di 99 l’offerta di moneta aumenterebbe enormemente e saremmo a Weimar.

    Se invece pensa che io non abbia fugato alcuno dei suoi dubbi… non mi risponda. cortesemente! Pensi che Draghi si arricchisce stampando moneta e arricchendo gli stati (spero lei sappia che la BCE è istituzione come ad esempio il parlamento) e continui sulla sua strada.
    Io non mi posso mettere a spiegare a tutti queste cose. Per uno a cui spiego le basi minime della politica monetaria 1000000 vedono un video di youtube che dice che i la moneta non è nostra, che il signoraggio va a finire a santa lucia o nel delaware, che non è vero che è Obama a scegliere Bernanke (con l’approvazione dei 2/3 del senato) ma che la fed è dei rothschild che dominano il mondo e via dicendo….

  • 106
    Biondino Francesco Mercuri

    Le risponderò appena trovo tempo. Sappia che quel pezzo di tesi è bufala!!! Bufala campana d.o.c. Fatto da un somaro e (come capita sempre) i professori neanche gli leggono le tesi… (sempre se non è un fake”.
    Proverò pure a spiegarle il perchè… Spero di farmi capire… Ma alla fine lei dovrà fare uno sfrozo mentale suo.
    Lei potrà sempre continuare a credere che sia in quel modo. Io le do la mia parola d’onore che non è in quel modo e che questa teoria non sta in piedi da un punto di vista matematico ma soprattutto da un punto di vista logico. Poi decida lei. Io spero che riuscirò a fugare ogni suo dubbio. Si vede che è una persona che ragiona. Se non sarà così, diverrà una questione di credibilità.
    Comunque provvederò ad essere puntuale e preciso.
    Mi scuso anche per il “banale”, volevo però effettivamente dire, che nessuno che abbia studiato bene la materia (ora con queste tesi scritte con i piedi mi si sta accapponando la pelle) ha i dubbi che lei ha.
    Ci sta. Lei sarà bravissimo nel suo campo e io magari (anzi sicuramente) sono una schiappa.
    Per ora la saluto
    PS: prima ho rivisto la voce signoraggio su wikipedia. Non è poi così complessa… anche se le ripedo che il Blanchard è il massimo (gli altri testi base di macro che ho letto la fanno un po’ più matematica come cosa).

  • 105
    Biondino Francesco Mercuri

    Salve ancora,

    1) la moneta è un’attività finanziaria che serve per acquistare beni o servizi. Non è una merce ma appunto una semplice attività finanziaria (come un assegno ad esempio), e quindi non ha senso ad esempio parlare di valore intrinseco. Può essere fatta di qualsiasi materiale, l’importante che garantisca le proprietà che la rendano “moneta”:
    deve essere “intermediario di scambi”
    deve servire da “unità di conto”
    Deve servire da riserva di valore nel tempo (non può essere un pesce che marcisce dopo tre giorn).

    2) La moneta ha valore per vincolo di legge. Il potere d’acquisto della moneta è invece funzione della domanda e dell’offerta di moneta.
    3) la moneta è di proprietà di chi la possiede. In diritto è infatti un titolo di credito, che gode di tutte le azioni giuridiche di tutela del suo possesso e della sua proprietà(es. azione reivindicatoria). Il titolo di credito appartiene a chi ce l’ha. Le banconote che lei ha nel portafogli sono sue. E le può utilizzare per fare quello che vuole.
    Non è questione di essere diplomatici (a parte che al concorso per diplomatico non c’è l’esame di avere pazienza con le persone), ma stiamo parlando veramente dell'”abc” dell’economia e del diritto, che chiunque abbia letto un libro di macroeconomia considera banali.
    Conosco benissimo la discussione sulla proprietà della moneta al momento dell’emissione. Non capisco a cosa cavolo serva.
    Al momento dell’emissione la moneta è di chi ce l’ha (è sempre il discorso del titolo di credito). BCE che è pubblica e quindi è parte del “popolo”, la usa per le operazioni di mercato aperto.Compra titoli (il suo attivo) che gli rende interessi, e cede moneta (il suo passivo perchè è quello che deve a chi ha venduto i titoli —— per la banca commerciale che gli ha venduto il titolo, la moneta diventa l’attivo, mentre i titoli il passivo). La dà a qualcuno (una banca) e la moneta diventa di proprietà della banca… la banca la dà a lei e la moneta diventa sua.
    Lei ha mai avuto dubbi della proprietà di una casa, solo perchè quella era appartenuta ad altri prima di lei???????

    4) gli stati al mondo hanno debiti perchè hanno fatto deficit di bilancio. Il debito (che si ha nei confronti di chi ti compra il titolo di stato, e anche lei può farlo se domani mattina lo decide), non è affatto qualcosa di negativo. L’importante è non far credere di essere nell’impossibilità di non poterlo ripagare. Se mi chiede il perchè gli stati hanno debito devo proprio averla sopravvalutata.
    Il nostro debito ad esempio è di 2000 milardi e rotti. Se domani decidiamo di fallire diviene 0.
    Se da dopodomani teniamo sempre pareggio di bilancio (o addirittura attivi visti che abbiamo già un avanzo primario) non ci indebiteremo più. Per sempre…
    Nel bilancio dello stato, approvato dal parlamento ogni anno, esiste una voce che si chiama “ricorso al mercato”. Purprotto per noi italiani è sempre pesante. Con il pareggio di balancio (effettivo, non strutturale come ora) il debito non può crescere. Con l’inflazione il debito (che è uno stock nominale) si erode. Con la crescita del PIL, il rapporto debito pil si riduce (se il debito cresce di meno della crescita).

    5) i creditori sono tutti i possessori di titoli di stato. La mia famiglia possiede 35 mila euro di titoli di stato. (avevo comprato i btp italia a maggio). Io sono uno dei creditori dello stato. Le ho risolto il mistero??? Come me centinaia di famiglie italiane e ovviamente banche (che gestiscono i depositi dei cittadini) italiane e straniere, fondi pensioni, fondi comuni ecc…

    6) con tutta la buona volontà la sesta domanda non l’ho capita… uno stato si indebita con tutti coloro che gli comprano i titoli che lui emette per coprire la differenza tra ciò che ha ottenuto dalle imposte e ciò che ha speso (deficit) e pure per per pagare gli interessi dei vecchi titoli emessi. BCE non può comprargli i titoli (perchè lo dice il tfue) altrimenti vorrebbe dire regarargli i soldi.
    Quando i titoli di Stato vengono comprati da una banca centrale, gli interessi tornano allo stato…
    Il problema è che questo giochino magico non si può fare a piacimento, perchè si altererebbe l’ammontare di offerta di moneta e avremmo il tasso d’interesse sempre a 0%.
    Se ad esempio BCE domani mattina comprasse tutto il debito italiano e ci restituisse tutti i proventi, noi non avremmo più debito pubblico. Peccato che per farlo dovrebbe emettere 2000 miliardi di euro che con il moltiplicatore dei depositi farebbero aumentare l’offerta di moneta di 2000 miliardi di euro moltiplicati una novantina di volte circa…
    Mi dispiace dovere essere io a raccontargli la triste realtà, ma non si può “monetizzare” un debito di 2000 miliardi di euro Oppure lo si può fare ma l’inflazione eroderebbe il valore di quella cifra e questo equivarrebbe a dichiarare il default.

    Chiedo scusa se mi sono rilevato indisponente, ma le assicuro che ha fatto domande banali, e dopo aver visto migliaia di video bufala fatti da gente che non ha mai letto una pagina di un libro di economia…

    Mi scuso ancora. Arrivederci.

    • 105.1
      Mr. Age

      Salve Biondino Francesco Mercuri,
      Non la voglio più tediare con domande banali per cui le darò delle risposte banali.

      La tesi di laurea che ho riportato mi risulta essere stata discussa nell’anno accademico 2006/2007 alla Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Facoltà di Economia
      Corso di laurea in Economia e Commercio.

      Per completezza aggiungo un stralcio di un’altra tesi discussa in un’altra facoltà di economia nel 2008/2009

      “Nel corso del tempo sono state approvate leggi che consentono alle banche centrali di registrare come voce passiva ( quindi come debito ) del proprio bilancio l’intero valore del denaro da esse stampato ( a costi irrisori ) e poi
      prestato allo Stato dietro corrispettivo ( obbligazioni di Stato e tasso d’interesse ) . Questo , però , costituisce a tutti gli effetti un incremento patrimoniale ragion per cui molti economisti additano tale procedura come elusione fiscale che affonda le sue radici in una precisa ragione storica ; nel periodo in cui le banche emettevano denaro a fronte delle
      riserve aurifere che ne garantivano la convertibilità in oro , le banche centrali riportavano , giustamente , all’attivo la riserva aurea posseduta e al passivo la quantità emessa di denaro : esse erano pertanto tenute a garantire tale convertibilità e le banconote costituivano effettivamente un debito ( a cui si aggiungeva il costo di stampa ) .
      A seguito della soppressione della convertibilità in oro le banconote dovrebbero poter costituire una voce attiva su cui pagare le tasse ovvero l’esatto contrario di quanto figura sui bilanci delle banche .”

      Ora se permette provo a rispondere alla sesta domanda:

      La moneta come lei ha ben precisato è un attività finanziaria e non ha valore intrinseco, ha infatti valore per vincolo di legge. Quindi è lo stato (che siamo noi!) che legiferando da valore alla moneta.
      Allora mi domando perché uno stato (e quindi tutti noi) si deve indebitare con una banca centrale quando è lui stesso che da il valore alla moneta.

      Spero di essere stato chiaro ed abbastanza banale!

  • 104
    Biondino Francesco Mercuri

    Ovviamente ciò che c’è scritto in quella tesi è assurdo!
    O è un fake, oppure è una tesi non corretta ancora da nessuno, oppure ancora è una tesi di una università di infermieristica.
    Non mi giudichi male, ma quelle righe sono un insieme di castronerie una appresso alle altre…
    Spero di averle fatto capire che gli interessi non sono “sulla moneta” che è un credito per chi la possiede (quindi anche le banconote che ha lei adesso nel portafogli sono un suo titolo di credito) ed un debito per chi lo emette. Ma sono gli interessi che maturano sui titoli che BCE possiede in portafoglio –> I suoi propri titoli (così come lei gode del maturare degli interessi sui titoli che ha o che può possedere).
    La moneta in circolazione (non solo le banconote ma anche la moneta bancaria che si crea per via del moltiplicatore dei depositi bancari) determina l’offerta di moneta. L’interesse che BCE percepisce dalle sue attività di mercato aperto (cioè questa compravendita di titoli) è il signoraggio.
    Da Statuto il signoraggio viene distribuito ai paesi UME per via delle loro rispettive banche nazionali (e io le avevo indicato la pagina del bilancio della Bd’I dove viene indicata la somma che Bd’I trasferisce al govenro).

    Penso di averle fatto già l’esempio dei titoli greci: lo ripeto in ogni caso.
    Deve sapere che nel marzo 2012 la Grecia ha praticamente fatto un default tecnico. Tutti coloro che possedevano titoli greci hanno dovuto rinunciare al 57,3% del credito che vantavano nei confronti della Grecia (erano per lo più banche greche, e in quantità discreta banche francesi e tedesche, ma anche qualche migliaia di cittadini europei come me e lei). Per il restante 46,7% i possessori dei titoli hanno dovuto accettare che venisse spalmato in titoli a lunghissima scadenza (20 e 30 anni) a tassi d’interesse bassi o che venisse convertito in titoli dell’ESFF comunque a tassi d’interessi bassi.

    Orbene, anche la BCE aveva in portafoglio tanti titoli greci (le ricordo che Trichet aveva provato a tamponare lo spread tra titoli greci e bund con acquisto massiccio di titoli greci), ma Draghi non ha accettato che i titoli greci che BCE possedeva venissero dimezzati e convertiti. Ne andava, infatti, di mezzo la stabilità del bilancio di BCE. Ora non mi voglio fare tecnico, ma il discorso è quello dei bilanci delle banche e della leva finanziaria di una banca. In parole povere, se gli attivi (nel nostro caso i titoli greci che vengono meno) si assottigliano, aumenta l’esposizione del capitale. Certo, BCE non fallisce, ma si creano meccanismi che la spingno a politiche monetarie non volute, perdita di credibilità, limitazione della sua iniziativa. ecc.
    A controbilanciare questa scelta Draghi ha però deciso che tutti i profitti che BCE otterrà dai titoli greci (signoraggio) non verrano ridistribuiti agli Stati ma dovranno essere rigirati al solo governo ellenico. Il meccanismo deciso da Draghi è questo: come sempre il signoraggio andrà alle singole banche centrali e da queste ai governi, ma questa volta i governi dovranno girare la parte relativa ai profitti da titoli greci non convertiti, al governo di Atene.

    Un saluto

  • 103
    Mr. Age

    Salve Biondino si lamenta giustamente di essere stato denigrato e offeso, ma si comporta esattamente allo stesso modo denigrando e offendendo persone di cui ha ammesso di conoscere praticamente niente. Da per scontato che la mia fonte sia esclusivamente la rete e mi attribuisce letture fantascientifiche su rettiliani etc…
    Senza dubbio sarà un grande avvocato ma negli studi di diplomazia mi sa che deve fare ancora un pò di pratica.
    Si è mai domandato cos’è la moneta?
    Chi da valore alla moneta?
    Di chi è la proprietà della moneta?
    Perchè tutti gli stati al mondo(compresi i più virtuosi) hanno debito pubblico?
    Perchè tutti i debiti aumentano sempre?
    Chi sono i creditori?
    Quale motivo c’è che uno stato emetta moneta indebitandosi con una banca centrale?

    Mi fa piacere discutere di questi argomenti ma non essere oggetto dei suoi pregiudizi, la ringrazio comunque del suo apporto alla discussione.
    Arrivederci!

  • 102
    Biondino Francesco Mercuri

    Ovviamente intendevo tassi dello 0% alle Banche da parte di Fed.
    Non alle imprese :-).
    Sto rileggendo ora quello che avevo scritto. Ero proprio di fretta. Mi scuso..

  • 101
    Biondino Francesco Mercuri

    Non ho affatto tempo in questi giorni… le rispondo solo sul punto della BCE. (se andasse a vedere come si comportano le bance centrali per il mondo, Germania compresa, si renderà conto che tutte le banche centrali favoriscono e coprono le magagne delle loro banche— capisce perchè Draghi vuole lui la supervisione e la Bundesbank si oppone???????)

    La moneta è passivo di BCE e lei non riceve gli interessi della moneta che ha emesso, ma dei titoli (che sono l’attivo) che grazie all’emissione ha comprato (è una cosa PROFONDAMENTE diversa). Poniamo ad esempio che, facendo come Fed e BoE, cominciasse a fare “quantative easing” e comprare obbligazioni e azioni. Se queste si riducono di prezzo o appartengono a società che falliscono, BCE non otterrà alcun profitto dall’emissione.
    Sì, si arricchisce grazie alla moneta che essa stessa decide di emettere!!! E quindi??? Cosa c’è di strano???? Si Chiama Signoraggio! E invece che cercarlo qui e lì su internet se lo può studiare in maniera completa come argomento. Ho visto che su wikipedia è trattato in maniera troppo complessa. Si compri ad esempio il Blanchard (magari l’edizione “Macroeconomia, una prospettiva europea”) e vedrà che in maniera semplice semplice e con una matematica da scuola media riuscirà finalmente ad avere un quadro chiaro.
    Questi proventi (signoraggio) non se li mette mica Draghi in tasca!!! E nemmeno glieli da ad amici, banchieri ebrei o rettiliani!!!!!

    Vengono distribuiti tra i governi che adottano l’euro. Quindi vanno al popolo!!!!!! Il punto è che non si può mica approfittare del potere di signoraggio per spingere l’economia.
    Esiste un grande dibattito economico su ciò, e vedrà che in un buon testo le vengono spiegate tutte le idee e tutti i dibattiti a riguardo.
    Niente a che fare però con complottucoli e bufale stratosferiche.
    Guardi io non ho il coraggio di andare a vedere cosa dice Galloni sul signoraggio. Ma mi creda che quelle da web sono “palle stratosferiche”.
    Se invece Galloni (come spero per lui) dicesse frasi del tipo “dobbiamo riiniziare a sfruttare il potere di signoraggio…” sarebbe tutto un altro discorso.
    Questo avrebbe senso, perchè BCE è stata istituita sul modello della BudesBank che per 50 anni è stata indipendente dal governo (e qui mi verrebbe da dire: ” per l’Italia l’indipendenza sarebbe stata la rovina, quando invece per la Germania no?????”) e che si è posta esclusivamente l’obiettivo inflazionistico. Nel modello tedesco, come in BCE, lo stato, purtroppo per noi, deve avere bilanci solidi, perchè se fa deficit non può ricorrere alla “monetizzazione”, perchè la BC si deve solo curare dell’inflazione (loro dopo gli anni ’20 hanno sempre avuto paura di quella).Se quindi fai deficit puoi solo ricorrere al mercato per finanziarti, perchè sei monco dell’aiuto della BC.

    Frequentare certa gentaglia da strapazzo che da decenni si è fatta i soldi sfruttando la rabbia e l’ignoranza della povera gente, non è affatto nobile però. Gliel’ho detto. Mi sono cadute le braccia.

    E’ ovvio che questo sistema è parecchio rigido, e ci costringe a cambiare enormemente le nostre abitudini di politica economica, ma il sistema potrebbe funzionare.
    Draghi ha fatto proprio quello che i Galloni vorrebbero fare. Mettendo da parte “l’elmetto prussiano” si è reso conto che c’era bisogno di politiche monetarie espansive e di stampare moneta. Se c’è qualcosa che ha fatto è proprio quella di comportarsi come avrebbe fatto la banca d’Italia prima dell’indipendenza.
    Certo non ha potuto superare gli ostacoli che lo statuto gli imponevano, ma (purtroppo in misura nettamente minore) ha adottato politiche del tutto simili a quelle della FED. Anche la Fed infatti non può comprare sul mercato primario (cioè direttamente nelle aste del tesoro). Così come ha fatto Draghi (e prima di lui trichet con il SMP) compra titoli sul secondario (cioè titoli di stato già comprati dai privati).
    Non pensi neppure che le altre banche centrali non facciano “regali alle banche” con tassi bassi come ha fatto Draghi con i due LTROs (quelli avevano il doppio compito di far scentere gli spread- riuscito- e di ridurre il credit crunch – non riuscito ma per ragioni che magari le spiego in un altro post— secondo lei alle banche non converrebbe prestare alle aziende a tassi che sono ben al di sopra di quelli che si trovano nel mercato dei titoli????? ). La Fed fa tassi alle imprese pari a 0% (sì, proprio 0%) da tre anni… La BoJ è in trappola della liquidità da oltre un decennio!!!!!
    Il problema economico in Europa, in questo momento, non è affatto la politica monetaria. Sì, si potrebbero portare i tassi dallo 0,5% dell’altro giorno allo 0% ma non creda che si possa cambiare tanto. Pure gli spread sembrano ridurs(e quindi il rischio di default)i!!
    Il vero problema economico Europeo è la Politica di Bilancio.
    Se è vero che noi non ci possiamo permettere di riprendere a spendere ed indebitarci ancora di più, la questione si deve risolvere in altri modi.
    Ad esempio, come suggeriscono tanti economisti:
    Un grande piano Marshall per l’Europa. Il debito non lo facciamo fare ai singoli stati ma lo facciamo a livello europeo (così i nostri conti non peggiorano). Euro Bond e Project bond per centinaia di miliardi. (capisce bene che la Germania fa resistenze perchè non vuole pagare per quelli che a suo dire hanno fatto “lassismo fiscale” in precedenza)
    Perchè non lo vuole fare e perchè accanto ai fondi chiede le condizionalità e i compiti a casa???. Per il moral hazard. Praticamente la Germania dice (sfruttando una famosa teoria elaborata anche da stiglitz sulle asimmetrie infromative). Se noi gli diamo i soldi e se non non imponiamo delle condizioni, questi si mangiano i soldi, consumano il fondo e tra 5 anni torniamo punto e a capo (dobbiamo rimettere i soldi nel fondo e pagare noi per loro).

    Apro una piccola parentesi. Così come penso dica anche Bagnai, questa concezione è sbagliata e fortemente criticata da gran parte della teoria economica.
    Brevemente: i paesi fanno alti deficit (tenuto conto che un po’ di colpe ce le abbiamo) perchè la struttura difettosa dell’UME ci porta ad indebitarci nei confronti della Germania. I nostri deficit di bilancia commerciale si trasformano in deficit di bilancio…
    Quindi non è che lei dovrebbe pagare per noi, al massimo dovrebbe restituirci quello che il “sistema” le ha permesso di guadagnare…

    Ora devo riprendere, mi scuso se taglio il discorso…
    Spero di aver arricchito la discussione e, se vuole, non si faccia problemi a farmi domande…
    Sto preparando un articolo sui difetti dell’eurozona. E’ un po’ tecnico ma magari lo potrebbe apprezzare. Scoprirà che, senza essere maleducati e senza farsi venire il sangue al cervello, si può essere anche più critici di come fa Bagnai (e ovviamente non mi sto paragonando a lui che è 1000 e io sono 0, ma sto parlando di approccio, di carattere e di comportamento…)

    Un saluto

  • 100
    Mr. Age

    Salve Biondino Francesco Mercuri, mi fa molto piacere che mi abbia risposto perché mi ha chiarito meglio la sua idea rispetto alle risposte precedenti, a questo punto vorrei provare a chiarire meglio anche la mia.
    Non ho alcun astio verso le banche anzi penso che la base di ogni economia sia un sistema monetario e bancario sano, che è la benzina e il motore della macchina dell’economia. Ovviamente se il carburante non ha la giusta quantità di ottani la carburazione del motore sarà difficoltosa e ci obbligherà a molte soste dal meccanico, non permettendoci di affrontare viaggi lunghi e tranquilli. Questo è il motivo per cui da qualche tempo e con grande difficoltà mi sono dato allo studio di queste tematiche che non appartenevano al mio bagaglio culturale. Come lei io non la voglio convincere di nulla, anche perché non ho le capacità dialettiche per portare a termine un simile compito, quello che mi premeva era farle notare che certe teorie e studi monetari, se pur non condivisibili, hanno un fondamento serio e non sono tutte delle balle ho delle buffonate come lei asserisce in vari post. In mezzo a tanti “ciarlatani” ci sono persone serie e competenti (come il Prof. Galloni) che da decenni studiano nel profondo il sistema monetario con particolare attenzione alla natura e alla proprietà della moneta. Definirli tutti banalmente come complottisti e signoraggisti credo che sia limitativo e superficiale.
    Veniamo al merito delle questioni!
    Concordo con lei che non c’è stata “cessione” delle quote partecipative del capitale di Bd’I, in realtà è cambiata la natura dei partecipanti che da pubblici sono diventati privati venendo meno alle norme dello statuto, che non si riferiscono tanto alla vendita o alla cessione ma al possesso delle quote. Poco importa se questo determini tecnicamente un illegalità, sicuramente è una grave irregolarità che danneggia noi italiani e la nostra economia nei confronti di nazioni come l’Inghilterra o la Germania che invece hanno totalmente mantenuto pubblico il capitale delle loro rispettive banche centrali.
    Definire la Bd’I una S.p.A. credo che sia tecnicamente errato, credo altrettanto che il nuovo assetto proprietario sia in netto contrasto con la natura pubblicistica dell’ente che da statuto oltre che funzioni di vigilanza, continua a concorrere alla politica monetaria dell’area euro. Quindi quando dico che “abbiamo ceduto la nostra sovranità monetaria ai privati” è una semplificazione per dire che l’istituto di diritto pubblico che ha il potere di concorrere alle politiche monetarie dell’area EURO per conto del popolo italiano ha perso la sua natura pubblicistica e la sua indipendenza dal sistema bancario privato.

    Mi scusi ma l’esempio che riporta sul caso di Meredith Kercher non è perfettamente calzante perché nel caso in esame il controllore e il controllato sono la stessa entità. Lei incaricherebbe di portare avanti le indagini ai sospettati dell’omicidio?

    Riguardo al presunto falso in bilancio della Bd’I il mio intento era quello di farle porre l’attenzione sulla questione (quasi filosofica) della proprietà della moneta.
    Proverò a chiarire meglio quello che volevo dire aiutandomi con una tesi di laurea che circola in rete.
    “Dal punto di vista contabile, la BCE risulta debitrice della moneta emessa, per tutto il tempo della sua circolazione; rappresentando pertanto un debito, tale moneta viene inserita fra le poste passive.
    Allora, non ci si spiega perché percepisca interessi su di essa, pur essendo un debitore, visto che gli interessi andrebbero corrisposti al creditore, cioè al proprietario. Ne consegue che la BCE, essendo debitrice della moneta emessa, ne trae un utile non giustificabile, perché i veri creditori, cioè i proprietari, sono i popoli europei. Se poi si voglia assumere che la BCE è proprietaria della moneta
    emessa, anche prima del momento in cui la pone in circolazione si deve anche convenire che la medesima commette un illecito contabile allorquando la pone in bilancio fra le poste passive.”

    Spero di essere stato più chiaro e di aver contribuito alla discussione.
    Le faccio comunque i migliori auguri per i suoi studi e per la sua carriera diplomatica.

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  • 99
    Virus

    Hai ragione!

    Il link sarà al limite interessante quando da Bruxelles ci diranno ‘fate presto, fate presto’ comprate il vaccino… :-)

    Thread esaurito.

  • 98
    Biondino Francesco Mercuri

    Io ho vissuto un anno tra Maplewood, Springfield e New Brunswick (NJ, USA). Un livello di educazione, di rispetto per le persone e per le istituzioni, di sentimento di comunità, di cura per gli spazi comuni che in Italia ce li sognamo la notte.
    In Austria ho visto distributori di giornali aperti. Ognuno passava, metteva il suo euro in una bustina aperta e prendeva una copia.
    In Italia ci saremmo “fottuti” tutti i giornali e tutta la bustina dei soldi.
    Studio francese, e mi rendo conto che hanno un livello culturale che ci surclassa. Centinaia di argomenti di diplomazia, geopolitica, storia delle relazioni internazionali hanno voci in francese e inglese su wikipedia e nessuna voce corrispondente in italiano.
    Ora la crisi ha colpito grosse parti dell’europa (e non so se Bagnai te lo ha scritto, ma i dati macroeconomici francesi sono peggiori dei nostri), ma affermare che in altri paesi non si sta meglio, scusa se te lo dico, ma è una affermazione priva di riflessione.
    Soprattutto in quanto a quei criteri che avevo considerato (educazione, cultura, rispetto).
    Se poi pensi che il NWO ci schiavizzerà tutti e che i media ci fanno vedere che all’estero ci sono i paradisi e invece lì la gente viene frustata e costretta a vivere vite buie, è tutto un altro discorso…

  • 97
    Virus
  • 96
    Virus

    Guarda che è la massa che la pensa come te. Come è la massa che pensa che negli altri paesi si stia meglio.

    I tuoi problemi di relazione li puoi risolvere tramite un percorso terapeutico.

    p.s. Affrettati prima che i tuoi amici del ‘più europa’ lo privatizzino del tutto.

  • 95
    Biondino Francesco Mercuri

    Hai ragione.In Italia chi parla di educazione, cultura e rispetto è un pazzo. Chi è scurrile, irrispettoso e maleducato è un genio e la massa gli va dietro.
    Poi ci chiediamo perchè negli altri paesi si sta meglio…
    Sono contendo di esser diverso da voi.

  • 94
    Virus

    Il prozac può essere una soluzione

  • 93
    Biondino Francesco Mercuri

    Ahh ho letto un articolodel blog di Bagnai. Ho capito chi è lo scostumato, maleducato, scurrile. Non è colpa vostra se gli avete copiato il liguaggio (proprio copiato, anche nelle espressioni, pedissequamente). Che grande dimostrazione di intelligenza quella di trasformarsi in replicanti mal riusciti.
    Ahahahahahahahahahahahahahahaha.
    Non apparterrò mai al mondo dei volgari. Non scriverò mai insulti…
    Preferisco leggere le valutazioni di chi rispetto a Bagnai è un gigante di teoria e civiltà (professori italiani come Rodano per dirne uno che ho visto poche volte). Gente con estrema cultura, sempre profonda, e con pari gentilezza.
    Chi dice parolacce e insulta l’altro non avrà mai le mie orecchie .MAI !!!! Sono fatto così, mi dispiace. Pensavo che l’educazione fosse un valore.
    Bagnai e i vari utenti “copia-incolla” forse pensano che l’insulto sia cool. Bella idea di italia che avete!!!!!!!! Questo è il progresso a cui ambite?
    E poi, Bagnai conoscerà anche Marshall-Lerner, ma deficita delle minime nozioni delle linee storiche della politica estera italiana (la politica delle alleanze, dal testamento politico di Cavour, all’opera di Visconti Venosta e alle linee di Mancini). Concetti ormai sopiti…
    Un paese che non conosce la propria storia non saprà mai dove andare.
    Sì, dall’uscita dell’euro (superato uno shock iniziale), così per come è ora e per ci sta danneggiando in questo arco di anni, potremmo ottenere benefici. Magari anche tanti.
    E poi?
    Che delusione. Povera Italia…

  • 92
    Biondino Francesco Mercuri

    C.V.D.

  • 91
    Virus

    Tristezza non devi avere mio caro rampante,

    forse son bono o forse gay come i nazifascisti

    o forse camerata del PD come un Gasparri tronfio e ruspante.

    Oh moderazione, TIPICO attributo degli estremisti,

    secondo almeno il profondo pensiero Biondino,

    lui che è figlio di Russeau ma illuminato dai jhadisti,

    si è trasformato in un becero trollazzo piddino.

    Europa, matrigna di cotanta kul-tura e nani rutilanti

    prendilo con te che di figli ‘de russò’ ne hai abortiti tanti.

  • 90
    Biondino Francesco Mercuri

    Mjollnir, no! Il mio era un periodo ipotetico dovuto al fatto che non trovavo nulla su di lui in qualsiasi uni italiana. Di fatti da ciò che ho visto io non gli assegnano una posizione dal 1998 o giù di lì… praticamente mi ero allarmato…

    Dissento pesantemente sulla valutazione ta lui e Borghi e Bagnai. Io penso che Borghi e Bagnai siano invece degli ottimi economisti e di una spanna (una spanna buona) sopra Galloni. Come le dicevo non ho mai letto un articolo scientifico di Galloni, ma dall’ascolto delle sue parole, mi pare sì un pratico ma affatto un teorico… poi non è nemmeno laureato in economia, ma in giurisprudenza.. e chi fa questo salto avrà sempre un gap rispetto a chi ha la “mentalità economica”. Ovviamente è una cosa che, facendo le dovute proporzioni, penso anche per la mia situazione.
    Il fatto che poco dopo abbia trovato sue compartecipazioni a iniziative del movimento dell’ “Avv”. Marra di lotta al complotto basato sul signoraggio, mi hanno fatto cadere le braccia…
    Mi avessero detto che si era inventato i titoli accademici e che millantava docenze a vanvera, l’avrei presa meglio…

    Virus
    1) Visto che sono facili da confutare le cose che dico perché invece che insultare non le confuta… A me chiede di rispondere punto su punto (cosa che progressivamente ho fatto) ma lei non lo fa…
    Ricordo che una volta ha affermato che io devo imparare che la domanda crea l’offerta ahahahahaaha. Questo è il punto. Lei non ce la fa a confutare. Per questo insulta. Quella, a parte essere una cosa che non c’entrava nulla, io la condivido benissimo già di mio (e magari ho studiato la legge del Say e tutte le posizioni critiche a riguardo di Marx, di Mathius, di Keynes…), ma la dava per scontata quando invece è una assunzione per nulla condivisa ed anzi al centro di dibattito. Mi sono fatto l’idea che lei non conosca la differenza tra ciò che in teoria è condiviso (e sono i modelli che ho utilizzato io per impostare le mie valutazioni e che infatti riconoscono tutti, dai comunisti trotskisti ai liberisti) da quello che invece non può essere utilizzato come base di confronto proprio perchè non accettato unanimemente.
    Legge commenti, articoli e assorbe acriticamente. Ha ragione quell’user sul fatto che io conosco decisamente meglio e che quindi apprezzo meglio il pensiero di Bagnai (professore brillante ma che ha un livello di boria pari alla sua grande intelligenza) di tanti che hanno il suo blog come homepage…

    2) posso immaginare cosa la sua testa intenda per mediocre (materie trattate) e servile (quell’inferno dell’Europa — il cui ordinamento e la cui tutela dei diritti lei non ha mai studiato) ma, di grazia, in che cosa sarei falso?

    3)Cos’è la verità? Quello che dice il “miglior blogger d’inchiesta” è la verità? Lei possiede la Verità? Borghi o Bagnai possiedono la verità?
    Se qualcuno possiede la verità è assolutista. Io lo penso dal primo momento che ho visto i suoi messaggi puerili e scurrili che lei sia un assolutista.

    4) La frase dell’esser moderato mi fa molto pensare al fascismo. Quella del ventennio è sicuramente la sua epoca storica ideale. A quel tempo gli avrebbero dato il manganello con tanto di autorizzazione a moderare i dissidenti che sono coloro che, negando la verità assoluta, inquinano la sacralità della verità.

    La volgarità però non le dà per nulla auctoritas… La sua volgarità è nulla in confronto alla sua arroganza ed alla sua prepotenza. Lei è il frutto dell’ignoranza di chi crede di essere nel giusto e che gli altri (quelli con altre idee) siano il maligno, il nemico, i servi del diavolo.
    Lei è tagliato per i totalitarismi… è un bigotto, è un talebano.
    Purtroppo è un esemplare di una specie in auge in questi tempi difficili. Sappia che io sarò sempre libero e che non mi modererà nessuno. Figlio di Russeau, esprimerò sempre e ovunque la mia opinione e lascerò gli altri lo spazio per dissentire e correggermi. Senza paura di essere minoranza e senza timore di rimanere persino solo.

    Provo sincera tristezza per lei… Magari in fondo è un buono…

  • 89
    Virus

    @BiondinoTrollino

    Sei ancora qua?

    Non ci capiamo: tu NON devi aver paura di infettarti. Tu sei già INFETTO come tutti i tuoi colleghi TROLL.

    Tu, come Andrea(.Manzoni), Emar e compari, siete TROLLAZZI PIDDINAZZI.

    Io non vengo qua a DISCUTERE di economia ma vengo a IMPARARE grazie al lavoro indipendente del miglior BLOGGER d’INCHIESTA italiano (sì, bravo, proprio quello che ne sa metà di te).

    Forse proprio perché ho fatto due università, continuo a fare ricerche e mi sono specializzato in un’incredibile ed eccitantissima disciplina, ho la CERTEZZA di NON SAPERE. E la mia curiosità mi divora.

    Quello che scrivi sono BANALI SCEMENZE che anche un dilettante come me trova SEMPLICE confutare e mostrare per le baggianate che sono.

    Vedi, poraccio il mio trollaccio, tu non solo non hai niente da insegnare ma NON HAI NIENTE da DIRE. Sei VUOTO.

    Hai tutte le proprietà per fare il funzionario di qualche istituzione europea: mediocre, falso, servile.

    Tu non sei degno di essere letto da NESSUNO. Però, come Mr.Age e Novecento, ti ho concesso l’onore di essere MODERATO.

    La tua INUTILE vita VIRTUALE disturba la passione e l’amore per la verità che anima questa community.

    ADDIO (ma anche da quelle parti dubito che ci vedremo…).

  • 88
    Biondino Francesco Mercuri

    Apposto, ho trovato qualcosa che fuga i miei dubbi.

    http://convegnostoria.blogspot.it/2011/05/nino-galloni.html

    Pare affidabile come fonte…

    • 88.1
      Mjollnir

      A mio avviso Galloni, in quanto allievo e collaboratore del Prof. Caffè rappresenta uno dei pochi esempi di economisti in Italia che ha conosciuto a fondo le politiche economiche dalla prima guerra mondiale in poi (grazie al suo maestro che era vissuto ai tempi di Keynes) e che ha vissuto le istituzioni dal suo interno (con diversi ruoli) senza però arrivare mai a un meritato riconoscimento ufficiale (con eventuale carica di ministro), proprio per le sue posizioni sul ruolo della moneta e della banca d’Italia in disaccordo con gli orientamenti politici/economici prevalenti da metà degli anni 70 in poi. Anche Mario Draghi e altri hanno avuto come maestro il Prof Caffè in seguito allentandosi, purtroppo, dai suoi insegnamenti.
      A quanto pare Mario Draghi e Giulio Tremonti hanno partecipato a seminari che Nino Galloni ha tenuto nel 1980.
      Nino galloni può vantare e raccontare una miriade di esperienze all’interno delle istituzioni sia nel ruolo di tecnico sia di dirigente e questo, per quanto mi riguarda, vale più di tante pubblicazioni o riconoscimenti che altri suoi colleghi possono vantare.
      Il Prof Borghi e Bagnai per quanto validi economisti secondo me non sono completi come Nino Galloni.
      Lei ha accostato il nome di Galloni a quello Giannino con un intento evidentemente denigratorio e questo fa venire il sospetto che lei sia un interlocutore o superficiale o di parte.

  • 87
    Biondino Francesco Mercuri

    Io di Federico Caffè, ne ho sentito parlare e l’ho dovuto studiare nella storia economica italiana. Di Galloni non ho mai letto una riga, e non ho mai trovato un articolo scientifico…Addirittura stretto collaboratore di Caffé! Quando Caffé è morto, Galloni non aveva nemmeno 35 anni. E magari si faceva guidare da Galloni.

    Poi io non ho denigrato nessuno. Ho constatato che ho fatto una discreta ricerca tra i docenti e non trovo traccia di lui in nessuna università italiana.
    Per ora ho capito che è un dipendente ministeriale…
    L’ho trovato pure tra i sindaci dell’INPS, grazie per la segnalazione.

    Quello che lei ha scritto ha una fonte? Mi può passare il link…
    Quali articoli scientifici ha scritto? Su quali riviste specialistiche? Mi può passare il link…
    In che corsi insegna (oppure ha insegnato, ma se fosse professore non sarebbe in pensione a 60 anni, a parte che su internet si trovano dati anche di 10 anni fa… e io non riesco a trovare nulla) il suo programma d’insegnamento? Mi può passare il link… (mi viene facile cercare quelli di Borghi e Bagnai — sto leggendo cose interessantissime di Bagnai, pur rimanendo sempre delle mie idee circa la strategia italiana—- perchè di Galloni non trovo nulla????)

    Il prof che mi aiuta, insegna anche a Cassino (e oltretutto è romano). Chiederò a lui…

    Sono sincero quando dico che sicuramente mi sbaglio e che vorrei avere materiale, mi sono messo a cercare su Galloni perchè ne volevo sapere qualcosa.Grazie

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Sgarbi vs Telese: Io non me ne vado, te ne vai tu!

Sgarbi Vs TeleseVittorio Sgarbi manda a quel paese la Costamagna e Luca Telese, e all'invito a lasciare lo studio risponde al conduttore di andarsene lui. Il tema è quello della legittima difesa dagli intrusori in ambito domestico. ...GUARDA

Becchi: la prova che la Germania ha creato l’euro per metterla in quel posto a noi

BECCHI PROVE EURO GERMANIA Paolo Becchi esibisce le prove in diretta tv del fatto che la Germania sapeva che grazie all'Euro "lo avrebbe messo in culo agli italiani". Potremmo svalutare la nostra moneta, e dunque tornare ad essere competitivi, ma ecco pronta la replica: svalutando crescerà l' inflazione. Vale...GUARDA

Diego Fusaro: ma quale new economy? Si chiama lavorare per niente!

Fusaro Diego Fusaro sulla cosiddetta "new economy". Dal caso Amazon in poi, è chiaro che si tratta di un nuovo sistema di sfruttamento dei lavoratori. Il lavoro prevede che ci siano dei diritti e che il lavoratore venga considerato alla stregua di un essere umano portatore di dignità e...GUARDA

Beppe Grillo a Sanremo 1989 – Le penali se dico che i socialisti rubano

Beppe Grillo Sanremo 1989 play Beppe Grillo a San Remo 1989, comunica il suo compenso in diretta e legge le penali previste dal contratto se dice che i socialisti che rubano....GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>