Vogliono rifarsela con internet

Dunque ricomincia la stagione del “web sotto attacco“. Pensavamo di essercela lasciata alle spalle. E invece, a volte, ritornano. Come Giampiero D’Alia, quello che “tutta la rete voleva portarsi via” (cfr: post del 16 febbraio 2009), e che ora fa il ministro della pubblica amministrazione. Immaginiamo con quale lungimiranza e approccio nei confronti di internet. Ma il Ciak si gira! arriva nientemeno che dalla Boldrini, che apre le danze lamentando il trattamento indecoroso ricevuto in rete. Un sortilegio che risveglia d’incanto l’esercito dei pasdaran anti-web, da lungo tempo rinchiusi nel loro sarcofago a incartapecorire. Si invocano leggi severe, si prefigurano possibili aggravanti, si dipingono scenari di inasprimento. E’ un rito collettivo di esorcismo nel quale le vittime del nuovo mondo digitale cercano di vendicarsi del futuro che li ha travolti, come se potesse servire a riavvolgere il nastro catapultandoli come per magia nel loro confortevole status precedente.

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I risultati iniziano a vedersi. Poche ore fa, a “Uno Mattina”, uno che se non ho capito male si occupa di diritto si è messo a teorizzare che in fondo, in Italia, tutto questo “anonimato” su internet non serve. In fondo, questo è un grande paese democratico: non siamo mica in Cina. In Cina insomma avrebbe anche un senso, ma qui possiamo farne a meno. E quindi dovremmo legiferare in senso restrittivo delle libertà della rete, perché tutte queste conquiste non si possono mica trasformare in un luogo di impunità.

E’ sempre utile ricordare, tanto per mantenersi in allenamento, che la rete non è uno stato sovrano e non ha un suo ordinamento giuridico a parte. La rete è fatta di server, di software e di persone che vi interagiscono. I server, i software e le persone, se si trovano entro i confini nazionali, sono già soggetti al complesso di norme che regolano tutto il resto. Diffami qualcuno? Non è che se lo fai sul web non sia reato: lo è già. Anzi, è anche peggio, visto che ai sensi dell’art. 595 del nostro codice penale, comma 3, è prevista una aggravante quando la diffamazione sia recata “con il mezzo della stampa o con  qualsiasi altro mezzo di pubblicità”. Ed è innegabile che un blog o una pagina Facebook o un account Twitter siano un “mezzo di pubblicità”. Dunque bisognerebbe ricordare ai talebani anti-rete che il problema non è la legge ma, semmai, i tempi di applicazione delle sanzioni. In altre parole, la palla si sposta dall’avere una normativa più restrittiva (lanciandosi in più che incostituzionali aggravanti generiche per il solo fatto di avere utilizzato il web) all’avere un processo di “monopolio della forza legittima” più efficace (far rispettare la legge). Bisogna andare a giudizio in tempi ragionevoli, insomma.

Discorso a parte meritano i Don Chisciotte che lottano contro i mulini a vento dell’anonimato in rete, come il nostro esperto di diritto di “Uno Mattina“. Al di là di ogni considerazione filosofica sull’utilità o meno di potersi esprimere in forma anonima, bisognerebbe spiegare a costoro che l’anonimato in rete è un problema che non possono risolvere senza distruggere la rete stessa (e di certo, quest’ultimo è un obiettivo che un qualunque ministro di un qualunque paese periferico come il nostro non riuscirebbe a raggiungere neppure se il suo incarico durasse cento anni). In linea teorica, va chiarito che su internet già adesso nessuno è anonimo. Quando vi collegato al vostro provider, sia con un pc fisso che con un dispositivo mobile, questi provvede a rilasciarvi un indirizzo Ip (oppure lo fa la vostra azienda, che a sua volta ottiene un arco di indirizzi Ip da un provider). Tralasciando le amenità tecniche, si può semplificare dicendo che il vostro computer comunica questo indirizzo Ip in qualunque operazione che compiete in rete (consultare un sito web, inviare un’email, pubblicare qualcosa sui social network eccetera). Quindi, se diffamate qualcuno su Twitter, basta che la polizia postale richieda l’indirizzo Ip del mittente del tweet incriminato a Twitter, Inc (anche se i tempi possono allungarsi parecchio) per risalire al gestore che lo ha rilasciato. Il gestore a sua volta risale ai dati di intestazione del contratto che aveva in uso quell’indirizzo Ip all’ora del “delitto” e la polizia postale farà una visita in casa del tapino, restringendo la cerchia fino a identificare il responsabile finale. Se avevate impostato un’access point wi-fi aperto (senza un’adeguata protezione) sono affari vostri, perché la colpa del tweet molesto, o del download illegale, sarà comunque vostra anche se non siete stati voi. In condizioni di utilizzo ordinario della rete, insomma, non siete anonimi. Mai. La vostra identificazione è solo questione di tempo e di risorse disponibili, dopodiché si applicano le leggi esistenti. Ma del resto va da sè che, se non siete anonimi, il problema dell’anonimato in rete non si pone: ricadiamo di nuovo nel campo dell’esigenza di un’applicazione più puntuale ed efficace della legge.

Vero è che ci sono tuttavia altri sistemi per essere anonimi e per fare in modo che l’indirizzo Ip che viene registrato sul traffico dati non sia quello reale, cioè il vostro, ma uno fittizio. Ci sono i proxy, ci sono i servizi che consentono di inviare email anonime, ci sono le super-reti come Tor che, una volta installate sul proprio computer, rendono l’identificazione del computer fisico all’origine del traffico tanto lunga, complessa e difficile da risultare nella pratica impossibile, a meno che non si smuovano forze e risorse ingenti, che tuttavia vengono mobilitate solo in caso di interessi sovranazionali o economici di grande portata. I sistemi di “anonimizzazione” ci sono, e sono tanto più sicuri quanto più è avanzato il grado di conoscenza del cyber-spazio di chi li usa. Tuttavia, il nostro esperto di diritto di “Uno Mattina” non considera che a questa vulnerabilità (che in realtà rappresenta l’anima stessa della rete per come è stata concepita originariamente) nessuna legge potrà mai porre rimedio. Innanzitutto perché le guerre nel mondo digitale si combattono con sistemi sempre più sofisticati e mutevoli, che cambiano di giorno in giorno, perfino da un’ora con l’altra, mentre le leggi e i loro regolamenti di attuazione cambiano in un arco temporale che sta alla rapidità di evoluzione delle tecniche usate dagli hacker come le ere geologiche stanno alla durata della vita umana. E poi perché, per definizione, se uno ha le conoscenze per rendersi anonimo, hai voglia a fare una legge che lo sanzioni: sarebbe come dichiarare illegali i fenomeni paranormali (ammesso che esistano) e avere la pretesa di comminare sanzioni restrittive ai fantasmi. L’unico modo di avere il controllo totale di internet è chiuderla, cioè staccare i cavi dei dispositivi connessi.

Dunque chi invoca la fine dell’anonimato in rete è uno che vuole ragionare del sesso degli angeli. Ci provò anche la Carlucci che, appena eletta deputata, voleva che ogni singolo bit che transita in rete fosse corredato da una bella carta di identità di chi lo ha originato. Un indimenticabile comma di una sua memorabile proposta di legge recitava così (cfr: “Ucci Ucci… sta arrivando la Carlucci“): «E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima». La proposta di legge annegò tra i flutti tempestosi del mare del ridicolo, e nessuna spedizione di soccorso volle mai recuperarne il relitto.

Riassumendo: l’anonimato in rete, già oggi, per la maggior parte dei navigatori non è possibile. E per quei pochi che riescono ad ottenerlo con ragionevole approssimazione, c’è molto poco da fare: non senza immaginare una cura che uccida anche il paziente. Chi parla della necessità di regolamentare una cosa simile per legge non sa quel che dice. Ma questa davvero non è una novità, nel tristo (sì, con la “o”) panorama della consapevolezza digitale del politico medio.

Piuttosto, visto che siamo in tempi di “Convenzioni” per cambiare la Costituzione, sarebbe finalmente il caso di cogliere la palla al balzo e introdurre anche in Italia “Internet” come diritto fondamentale di ogni individuo direttamente nella Carta fondamentale della nostra Repubblica. Come in Finlandia. Se volete sapere a cosa serve internet e come potrebbe cambiare le sorti della nostra economia, se solo a qualcuno (magari a Letta?) venisse in mente di farci uscire dagli ultimi posti della classifica mondiale, leggete “A cosa serve internet“. Daniela Santanché non sembrava afferrarne fino in fondo l’utilità, quando provai a spiegarglielo a L’Ultima Parola. Il che da solo dovrebbe dimostrare quanto sia urgente darsi una mossa.

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88 risposte a Vogliono rifarsela con internet

  • 39
    Roberto

    x Remeron. Io intendo tutto il pensiero di Bene incentrato sullo “il significato è un sasso in bocca al significante”, cioè quella è per la mia sensibilità la parte più valorizzante. Per il resto, tutta la tiritera l’hai iniziata per negare la discriminazione contro i padri separati, che diventerà drammatica con l’introduzione della presunzione di colpevolezza anti-uomo generalizzata in ragione di lotta alla violenza. Nessuno di loro, anche se vissuti fino a pochi anni fa, ha mai considerato l’intervento della tecnica sulla sfera riproduttiva umana, perché quello è un argomento blindato di cui l’intellighentsia non si può occupare, se non in prospettiva “organica”.
    Io ho sempre pensato che siamo tutti ignoranti, e che fare sfoggio di quello che uno sa per dire all’interlocutore di tornare alla scuola dell’obbligo, sia la sola vera espressione dell’ignoranza.
    Tu puoi citare chi vuoi, ma l’omologazione tecno-riproduttiva, è contraria a ogni materia artistica.
    La partenogenesi è la auto-riproduzione femminile senza bisogno dell’uomo, tecnicamente allo studio ma già di fatto esistente nella auto-fecondazione con banche del seme. Per orizzonte partenogenico quindi si intende quel piano simbolico sesso-razzista che fa gridare all’Unità “Siete intutili!”, diretto agli uomini.

    Men Human Rights Movement – avoiceformen.com.

    Take the red pill.

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  • 38
    Virus

    @Roberto,

    mi piace molto la tua analisi.

    Ci ho fatto caso anch’io ma non ho avuto occasione di fare approfondimenti in merito: francamente le stesse “quote rose” mi hanno lasciato basito. Hai dei link da girare? Quali fonti conosci che fanno delle analisi indipendenti su questo fenomeno?

    Le persone più in miseria che abbia mai conosciuto sono gli uomini di “mezza età” divorziati.

    Ho postato anch’io dei commenti su come sia stata inquinata la discussione sulla grande immigrazione verso l’Europa stravolgendo il concetto stesso di “razzismo”.

    Il sospetto che vuoi comunicare lo possiamo descrivere in un tentativo di attacco al tessuto sociale teso all’asservimento delle popolazioni europee?

    Francamente non posso non notare che non sono quasi possibili discussioni “dialettiche” con chi ha un minimo di contatto con TV, giornali e non faccia un massiccio uso di Internet (che non sia FB).

    Le argomentazioni di queste persone non sono mai rielaborazioni di informazioni eterogenee ma seguono dei pattern ben definiti, scorrelati dal loro stesso sistema di idee e valori indipendentemente da intelligenza e livello culturale.

    L’opinione è squisitamente “backed” da emozioni intense accompagnate da proposizione semplici e direttamente identificabili con una gamma di slogan prefabbricati. Non vi è nè rielaborazione nè dialettica.

    Una curiosità: cosa ne pensi di questo dibattito sullo “ius soli”, hic et nunc in Italia?

    • 38.1
      Roberto

      Cerca “questione maschile” su google. Io faccio parte di un’associazione quemmista (da QM) di sinistra: uominibeta.org.
      Personalmente credo che lo ius soli sia un problema secondario, che il problema sia da un lato la denatalità italiana e dall’altro l’uso dell’immigrazione come compensazione demografica, due fenomeni mutualmente funzionali e “sponsorizzati” che conseguono in una modificazione antropologica dei popoli mediterranei. Secondo me si parla quindi di imperialismo e colonizzazione culturale mascherato da diritto civile, proprio come nell’uso che si fa dei diritti umani per la destabilizzazione dei paesi non allineati. Soft power. Il neo-femminismo ormai voce ufficiale di istituzioni e media e puro e semplice soft power.

    • 38.2
      Virus

      Grazie Roberto, direi che mi trovo allineato e le fonti che mi hai consigliato mi sono state utili nell’inquadrare nel medesimo archetipo di frame sia la propaganda “antirazzista” (che supporta evidentemente politiche razziali), sia quella “antisessista” che è obiettivamente condivisibile che sia in realtà smaccatamente sessista.

      Il risultato è che chi si oppone al razzismo o al sessismo viene automaticamente bollato come razzista o sessista.

      Gli spin doctor usano la tecnica di invertire dialetticamente tesi e antitesi viziando e sterilizzando qualsiasi dibattito in merito (si disintegra la dialettica e rimane l’emotività, il livore).

      Non posso non notare che queste politiche sono ampiamente da almeno 20’anni strumentalizzate dalla sinistra(?)…

    • 38.3
      Roberto

      x Virus. Uominibeta.org intende aprire la polemica dall’interno, dare luogo al contraddittorio nella sinistra rispetto alla trasformazione della lotta di classe in lotta di genere. Personalmente credo che destra e sinistra siano schemi di pensiero da aggiornare con una certa apertura mentale, che sappia andare oltre la tifoseria politica di oggi, priva di reali risposte alle sfide del presente. La QM è un’occasione di riflessione importante.

    • 38.4
      Virus

      Interessante Roberto.

      Condivido anche l’opinione su “destra e sinistra”; aggiungerei che, considerando che ritengo il duce più socialista e liberale di gran parte del nostro attuale “centro sinistra”, trovo che anche in questo dibattito siano invertite “tesi e antitesi”.

      E se posso chiosare: credo che in realtà tutti questi (pseudo)lotte siano stati in realtà parte integrante della lotta di classe. Quella che abbiamo subito.

      L’attuale trend della distribuzione del reddito e dei dati macroeconomici ci suggeriscono senza ombra di dubbio che abbiamo ampiamente perso, noi lavoratori, noi middle class, noi PMI.

      Credo che rivoluzionare dall’interno questa “sinistra europea 2013” sia qualocosa di simile a una “rivoluzione copernicana” per cui non posso che augurare a tutti noi un grande supporto dagli dei :-)

  • 37
    Virus

    @Envisigot

    Quando si parla di diritto inalienabile all’accesso ad Internet, OVVIAMENTE non si parla di accesso all’infrastruttura in quanto infrastruttura: il VALORE sottostante è l’accesso all’INFORMAZIONE e alla conoscenza (così come il diritto/DOVERE all’istruzione)

    I partiti dei Pirati avevano solo questo nel programma: proprio perchè tutto il resto deriva da questo, anche la “consapevolezza energetica”

  • 36
    Envisigot

    Mi sono meravigliato nel vederle postare un articolo col quale sono completamente d’accordo…e più lo leggevo e più ero d’accordo. E’ durata poco! Non so perché nei suoi post c’è sempre una proposta – che per quanto sia fattibile – è inutile e in questo caso anche tendenziosa, visto che lei ha incentrato la sua visibilità proprio sul mezzo che elogia.

    Si, infatti, internet è un mezzo e non un fine. D’altronde è proprio come mezzo che i militari americani l’hanno progettato – volevano un mezzo di comunicazione ridondante…ma questa è un’altra storia!

    Vediamo se ho capito bene. Siccome internet è il mezzo di comunicazione più usato nel mondo allora sarebbe giusto introdurlo come diritto inalienabile nella costituzione. Per lo stesso principio, quindi, siccome l’auto è il mezzo di locomozione più usato nel mondo perché non introdurre anche questo come diritto inalienabile? Oppure il caffè… E potrei continuare…

    Lasci perdere la Finlandia…altra storia. Una nazione con un undicesimo della nostra popolazione ma con le nostre stesse risorse se non di più…è quasi normale che internet lo possano anche regalare come diritto fondamentale…non crede?

    Io, se fossi in lei, userei la mia visibilità per cercare di introdurre in costituzione altri diritti fondamentali…ad esempio l’accesso all’energia. Le ricordo che se non si possono pagare le bollette si viene catapultati nel medioevo…altro che internet, il quale, tra l’altro, non esisterebbe senza energia.

    Dobbiamo stare tutti molto attenti quando, in Italia, parliamo di diritti fondamentali. Quasi sempre costano. Prenda in considerazione la casa: ce l’hanno fatta comprare, poi hanno inserito una rendita (che sulla casa in cui vivi è un assurdo einsteniano), poi l’hanno tassata a tal punto che è quasi più conveniente vivere in tenda in un campeggio.

    Aldilà del suo ben fatto articolo cerchiamo di essere tutti un pò più pratici nelle considerazioni e nelle proposte. I nostri problemi non sono cominciati e non finiranno certo con internet come diritto inalienabile.

    Cordialmente

    • 36.1

      è questa la mentalità catodica della borghesia che deve vendere, un concetto “per” mezzo: i-pod =musica, laptop=interconessione, suv=ricchiezza, mignotta/moglie =figa, il problema è che il sistema funziona diversamente, il problema è che il sistema supera se stesso; un sistemista(il ministro) di questo governo non sa usare il telecomando per la TV!!!
      internet non è un mezzo attraverso il quale trasla il messaggio INTERNET E’ IL MESSAGGIO. Sta riplasmando la nostra intera società, e quando sarà per tutti, ed acquisito da tutti tra 10-30 anni la nostra civiltà sarà a misura di internet. Come la nostra attuale è a misura di TV.
      E’ un gioco di prestigio, non ci vuole molto ;)

  • 35

    vedrai, vedraaaaai, vedrai che cambierà, non so dirti come e quando ma, un bel giorno cambierà.
    Luigi è sempre con noi, oggi ancora di più. Ricordiamocelo.

    • 35.1

      scienza della comunicazione, vi mancano le arti visive, i teorici dell’arte contemporanea, i culturologi, che hanno già previsto tutto nei minimi dettagli se vogliamo riferirci alla scienza moderrna occidentale(Cartesio), altrimenti come ho già avuto modo di dire civiltà preistoriche(o quasi) avevano prospettato il nostro presente, la decadenza nel vuoto in cui sopravviviamo(la placenta), attraverso una congiuntura stellare? il suggerimento di un dio, un bypass con gli alieni? chissà fattostà che erano riusciti ad essere molto più evoluti di noi senza lo specchietto industriale dell’elettronica, del petrolio mioddio, dei pannelli fotovoltaici ahahahahah ma davvero ci dobbiamo far prendere per c**o da civiltà che sono esistite 6000 anni prima di noi? ci avevano(vi) previsti già così subdotati, nel senso, ve lo rammento per l’ennesima volta perchè non ci arrivate, che in quest’epoca usiamo solo un 10% delle nostre facoltà mentali, per questo siamo 7 miliardi, come animali, porci allevati, Cristo fu(per sua scelta etica) il tramite tra il vecchio mondo e la contemporaneità, cercò di tradurla in parole semplici, di fare miracoli per essere credibile niente, lo crocifiggemmo. La storia c’insegna che l’erudizione non è cultura, che il pecoraro che ha preso la laurea resterà un pecoraro con la laurea.. magari ha imparato a fare qualcosa aldilà del già gravoso compito del pecoraro, ma la propria dimensione culturale non è variata perchè ha acquistato una laurea nel senso menmonico, senza comprendere un c**zo di quello che acquisiva, che dopo un mese se ne usciva, dunque, è dura veramente dura, la borghesia al potere aveva già previsto i suoi servi a far le veci, la rivoluzione francese è stato l’avvento di Lucifero in terra e tutti gl’angeli erano d’accordo. Avevano ragione!!!
      Non si può continuare co sta nobbbbiltà!!
      Meglio ‘a borghesia…

  • 34
    Roberto

    x Zon. Oltre a essere totalmente d’accordo aggiungo che le politiche di pari opportunità così come sono implementate, rispetto al nostro ragionamento sono doppiogiochiste: da un lato adottano il principio di diversità (opportunità in luogo di condizione) ma dall’altro falsificano le premesse sociali sulle quali elaborare la compensazione. La cosiddetta parità sembra uno strumento retorico sul quale giocare a fare i forti, sostanzialmente credo, per l’ottenimento del consenso e dell’adesione di massa a politiche contrarie ai veri interessi, sulla base della filogenetica del sesso sostituita alla filogenetica razziale del secolo scorso. E’ in virtù della bivalenza filogenetica e propagandistica che secondo me osserviamo quella “durezza d’orecchi assai diffusa” di cui parli.

  • 33
    Roberto

    La politica di questa epoca e in particolare le questioni di genere, danno ragione ai sociologi che parlano di un assoggettamento del principio di uguaglianza agli interessi del potere; della deviazione del suo significato, ovvero della ricerca di tale significato, in strategie tese da un lato a introdurre conflittualità e dall’altro a giustificare le nuove discriminazioni introdotte, per normalizzarle al marchio egualitarista di facciata.
    Così si può fare ingegneria sociale sesso-razzista, strumentalizzare foto di donne uccise per una campagna da estendere contro tutti gli uomini e contro tutti i padri, una campagna blindata dentro la giusta causa della lotta alla violenza.
    Sensibilizzare le donne al rischio di frequentare uomini, non affrontare la discriminazione divorzile-riproduttiva anzi armarla con nuovi strumenti di abuso legale, aumentare la conflittualità di coppia, elevare la latenza dello scontro e la sua degenerazione in atti violenti, ritorcerli contro il genere maschile; in un loop perverso contro gli interessi del popolo.

    • 33.1
      Zon

      Perfettamente d’accordo. Esiste propriamente una deriva sordida, invisibile e pericolosissima del concetto egualitario che si è spostato verso l’omologazione legale, democratica e paritaria e tenta, sulla base di questa finta e fraudolenta uguaglianza, di trarre a sé, assimilandole ed annientandole, le differenze costitutive del genere umano, nonché tutte le forme di minoranza sociale, etnica, culturale. Occorre ribadire che per uguaglianza può essere intesa solamente un’uguaglianza civile, poiché qualsiasi individuo, unico ed irripetibile, rappresenta di per sé una minoranza ed una diseguaglianza sulla base di ogni altro aspetto di cui sopra e non soltanto. Ed è solo riconoscendo, accettando, amando e rispettando il fatto inoppugnabile che siamo tutti diversi, e non forzatamente uguali, che si può far dialogare, incontrare e convivere queste diversità. Viceversa l’uguaglianza strumentale e fasulla che vuole invece uniformare le diversità, adottando proprio i concetti di democrazia, diritti e libertà, rischia, se già non lo è, di diventare una forma di totalitarismo strisciante ed ipocrita del presunto bene. E pensare che una simile drammatica constatazione era già stata fatta in tempi recenti, e tra gli altri, da scrittori come Vasilij Grossman e filosofi come Simone Weil e con lucida chiarezza. Evidentemente v’è una durezza d’orecchi assai diffusa o un generale estraniamento dall’osservar la vita con maggior attenzione.

    • 33.2

      no, è pro gl’interessi della specie, in una visione da Dr.Moreau “gli altri” hanno sdoganato l’omosessualità, ed ora siamo tutti fr**i(siete please).La decadenza della magna grecia ha permesso l’ingresso virile di Roma eppure c’era Sparta, scacciata via a calci verso occidente, quale occidente ci dobbiamo inventare oggi, L’america? siamo americani da 1945 suvvia!

    • 33.3
      Roberto

      x Remeron. Interessi della specie? Quando capita avrò piacere di parlarne, è un argomento difficile che ci porterebbe fori tema. Credo che viviamo in un sonnambulismo tecnologico che tutto è tranne interesse di specie. Bisogna vedere però da quale premessa partiamo: umanista o tecnocratica. L’intervento della tecnica sulla riproduzione per esempio è ammesso solo per gli umani mentre in altre specie animali o vegetali sarebbe stigmatizzato dal laicismo ecocompatibile come interesse delle multinazionali a trasformare alla mercificazione della natura. Esistono due visioni nel laicismo: una che vale per tutto tranne che per i sessi (o meglio i generi); e un’altra che vale per i generi e non per tutto il resto.
      Esempio? La criminalizzazione dei gruppi sociali: guai a sottolineare che l’assassino è un ghanese, sarebbe razzismo; però si può sottolineare che è un maschio, e non è sessismo.

    • 33.4

      @roberto
      la specie non conosce deroghe tecnologiche o tecnica, è quel sotterraneo strutturale che comanda apriori. Non saremmo 7 miliardi diversamente. anzi diversamente non saremmo, per quanto; noi non siamo ( come direbbero deleuze, foucault, bene).

    • 33.5
      Roberto

      x Remeron. L’idea che la marginalizzazione sociale e riproduttiva paterna abbia qualcosa a che fare con la strutturalità aprioristica di specie è una ragione strumentale. il “noi non siamo” di Bene si riferisce a un campo speculativo diverso, specificamente pragmatico, estetico evocativo, quindi opposto all’idea di omologazione riproduttiva tecnocratica che io denuncio. Oltretutto i tre citati non conoscevano l’orizzonte partenogenico moderno e le nuove specificità dell’intervento della tecnica sulla sfera riproduttiva umana.
      La tua argomentazione vista da qui, odora di femdominismo, di quella idea sesso-razzista che vuole l’umanità salva con l’eliminazione dei maschi, come per altri nella storia recente lo era l’eliminazione degli ebrei.

  • 32
    Roberto

    Fuocherello. Ci siete quasi: il ciak si gira non si basa su una generica diffamazione ma su una rivendicazione specifica, l’essere donna, che sta assumendo progressivamente priorità su ogni categoria del diritto e sullo stesso principio della sua equa applicazione a tutti i cittadini, prescindendo dal sesso eccetera eccetera … Adesso beccatevi la Convenzione di Istanbul e i braccialetti elettronici multipartisan anti-padre; poi, sempre facendo molta attenzione a non passare per maschilisti, ricominciamo a parlarci addosso di equità.

  • 31
    Virus

    Assolutamente compare Fratucello, Claudio fa pubblicità come opera di bene per le società sponsorizzate.

    Un po’ come Dalemino e Renzino con le fondazioni bancarie o come il Banana con i diritti TV.

    Siamo nell’era della “gift economy”, no?

    p.s. hai un pc pieno di cose interessanti ;-)

  • 30
    Andrea Fratucello

    guardando il video, ogni 7-8 minuti circa compare della pubblicità, è il mio computer infetto o Messora ha deciso di fare cassa attraverso la pubblicità?

    • 30.1
      Virus

      @Roberto, ci ho fatto caso anch’io ma non ho avuto occasione di fare approfondimenti in merito: francamente le stesse “quote rose” mi hanno lasciato basito. Hai dei link da girare? Quali fonti conosci che fanno delle analisi indipendenti su questo fenomeno?

      Le persone più in miseria che abbia mai conosciuto sono gli uomini di “mezza età” divorziati.

      Ho postato anch’io dei commenti su come sia stata inquinata la discussione sulla grande immigrazione verso l’Europa stravolgendo il concetto stesso di “razzismo”.

      Il sospetto che vuoi comunicare lo possiamo descrivere in un tentativo di attacco al tessuto sociale teso all’asservimento delle popolazioni europee?

      Francamente non posso non notare che non sono quasi possibili discussioni “dialettiche” con chi ha un minimo di contatto con TV, giornali e non faccia un massiccio uso di Internet (che non sia FB).

      Le argomentazioni di queste persone non sono mai rielaborazioni di informazioni eterogenee ma seguono dei pattern ben definiti, scorrelati dal loro stesso sistema di idee e valori indipendentemente da intelligenza e livello culturale.

      L’opinione è squisitamente “backed” da emozioni intense accompagnate da proposizione semplici e direttamente identificabili con una gamma di slogan prefabbricati. Non vi è nè rielaborazione nè dialettica.

    • 30.2

      @roberto
      posso accettare il neologismo creativo ma
      “l’orizzonte partenogenico” di qualsiasi cosa
      è già una speculazione da videogame in se stessa,
      Ora non mi permetto di rimandarti alla scuola dell’obbligo
      dato che sono un ospite in questo blogghe ma…
      Deleuze, Foucault e Bene vivevano, sono vissuti
      l’ultimo, bene è morto qualche anno fa, in questa
      realtà tecnologica(aveva 37 bypass), ti dirò di più,
      perché da quel che esprimi
      evidentemente non è fonte di conoscenza. ma acquisizione verbosa:
      Carmelo Bene ha portato in teatro
      la scienza(contemporanea e non moderna; moderne sono le sceneggiate dei futuristi,
      la tecnologia dell’amplificazione vocale dunque
      facendo riferimenti a mixer, equalizzatori, woofer
      subwoofer, un impianto di scena che farebbe paura
      ad uno dei tanti cinemini di provincia che promettono il
      Dolby Digital,
      Cosa c’entra Carmelo bene con Gile Deleuze e con Foucault,
      è facile si parla della nietzsche reincassane, ove l’individuo assume finalmente
      la sua dimensione e cioè il vuoto, non è una questione estetica, è un suggerimento
      all’etica dei politici, e non è neanche una forma o formalità pragmatica;
      Foucault era convinto che il punto estremo della scienza sarebbe giunto
      nella negazione dell’uomo, cioè che più la materia del dibattito fosse
      divenuta scientifica più si sarebbe discostata dall’uomo in quanto
      l’avrebbe considerato come l’esploso di un motore a scoppio
      con tutte le viti, le candele e le parti meccaniche descritte al millesimo
      ossia la negazione completa dell’uomo, che non può essere considerato
      come una ruota di scorta; un pezzo di ricambio, e nonostante gli
      orrori che si sono fatti grazie a tale illusione che Foucault denunciava
      prospetticamente(a proposito di orizzonti)
      è illusione ancora oggi
      i trapianti durano pochi anni, dunque, non SIAMO
      pezzi di ricambio, perchè ripeto:
      NON E’ VERO CHE NOI ABBIAMO UN CORPO
      NOI SIAMO UN CORPO, IN QUANTO NOI
      NON SIAMO.

  • 29
    novecento

    La Carlucci e la Sant’anchè sarebbero favorevolissime alla produzione di polistirolo e silicone. In quanto a cultura e dialettica in qualsiasi altro paese al mondo sarebbero censurate per attentato all’intelligenza del popolo. Non a Caso le trasmissioni di San T’oro; di Ballero’ ecc, sono sempre colme di queste signore col c**o di polistirolo e le tette di gomma, che cercano di adoperare faticosamente i due neuroni solitari, in quanto gli altri hanno deciso di fare sciopero a tempo indeterminato o si sono suicidati.

  • 28
    novecento

    Mattia, questa è un ottima osservazione, direi universale e inobiettabile. Bravo.

  • 27
    novecento

    Tutte ottime osservazioni. Mi prme sottolineare quanto sia importante la presidenza della repubblica che dovrebbe applicare la costituzione integralmente: si ripresenta ancora il problema drammatico della non elezione di Rodotà, che sui problemi della democrazia e del diritto costituzionale e civile rappresenta l’ideale, soprattutto in un momento drammatico per i continui attacchi alle libertà e alle sovranità dei popoli.

  • 26
    gisi

    Probabilmente loro vorrebbero rifare sul web quello che hanno fatto in TV. Con la scusa della par condicio spartirsi tutta l’informazione e gestirla a loro piacimento. Chiaro che con il web sara’ impossibile farlo. Anche perche’ credo che siamo agli ultimi posti per quanto riguarda la diffusione internet e quindi stanno gia’ facendo molto x limitare il web.

  • 25

    Beh che dire,a me hanno puntato per creare recessione.Il mio internet a casa equivale al tubo del water,pieno di filtri blocchi nei protocolli e sulle tratte mondiali ad ore prefissate nell’arco delle ventiquattrore..Nonostante abbia seguito le procedure dovute(associazioni consumatori, agcom) tutto resta intatto come se il sistema privilegia il no internet per me favorendo il clubs casta.Discutere di anonimato sarà giusto quando ci saranno le basi costituzionali per un internet libero.Siamo coscienti che lo stato istituzionale vuole un popolo in censura per ragioni di domino sulle masse.Internet è una finestra sul mondo ,spaventa il club dei non eletti dal popolo.
    Divulgate gli abusi censuratori imposti dal governo ladro.

  • 24
    Mattia

    Caro Claudio,
    le tue riflessioni sono tanto condivisibili da essere lapalissiane.
    Aggiungo che un paese privo di risorse naturali come l’Italia dovrebbe puntare tutto sullo sviluppo della rete e della banda larga, il che vuol dire cablaggio in fibra fin dove si può e tecnologie wireless innovative dove è impossibile.
    In tempi di crisi questo è uno dei pochissimi settori in grado di incrementare il pil e di creare nuovi posti di lavoro.
    Creiamo le autostrade (digitali). Le macchine arriveranno subito.
    Pertanto le iniziative “a la boldrini”, non sono solo sciocche, ma miopi e controproducenti.

    Tu citi la carlucci, la santanchè…
    Ma che si vuole pretendere da costoro?
    Non li abbiamo visti, a sufficienza?
    Ci siamo dimenticati chi siano?
    Questa classe politica, questa classe dirigente, per età ed estrazione culturale è refrattaria all’innovazione, al cambiamento.
    Vorresti che conoscesse le nuove (si vabbè, internet ha appena compiuto 20 ANNI!) tecnologie?
    Non le conosce, non le capisce, non le può controllare e pertanto le osteggia in ogni modo.

    Purtroppo in Italia si cerca di impedire ed ostacolare in ogni modo il ricambio generazionale, con la scusa meschina che esistono vecchi capaci e giovani cog*ioni.
    Quante volte ho sentito questa frottola.

    Doppia falsità.
    Alle leve del potere ci sono quasi solo vecchi cog*ioni purtroppo.

    E i giovani capaci devono emigrare.
    I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    Fino a che non ci libereremo di questi cialtroni, ipocriti, approfittatori, disonesti, mafiosi, clientelari, retrogradi, ottusi, provinciali, maledetti dinosauri che ci comandano, non esiste speranza ALCUNA di miglioramento.

    • 24.1

      mi chiedo a cosa possa servire la fibra ottica se la banda larga nazionale viaggia a 7 mega o i 10 della europea, è un po come per autostrade, ospedali(siamo malati perchè mangiamo m**da e viviamo in città ed in fabbrica, non è la malattia la normale costituzione dell’uomo) promettiamo, grandi imprese, infrastrutture, lavoro, poi alla fine il lavoro è solo per chi si “compra” l’appalto, e le imprese ciclopiche nella migliore delle ipotesi non vengono mai portate a termine(salerno-reggiocalabria) nella peggiore non servono a nessuno(fibra ottica e TAV) se non ad un elite che usa il mezzo per pavoneggiamento come fa coll’ultimo suv carrarmato, ma che nella cruda realtà, esso, il mezzo, non cambia non migliora le condizioni di vita di nessuno, se non ripeto di chi l’ha costruito e venduto, anzi, spacciato. Il politichese è un linguaggio che fa presa sui polli catodici, la rete è comunque un’emanazione della TV della scrittura, ma è un’anomalia, perchè implica il coinvolgimento diretto dello spettatore, che non è più tale ma diventa “Autore”, per quanto non si sia autori di nulla, come Pasolini e Carmelo Bene ci hanno fatto notare qualche tempo fa, ma, una cosa è l’ipnosi subliminale, un’altra è scrivere e leggere, anche c**zate, implica l’uso di un solo senso, la vista, Marshal McLuhan ci ha insegnato molto con la sua Galassia Gutemberg, il pensiero critico è nato in seno ad una società tribale grazie al media “stampa a caratteri mobili”(Gutemberg) che ha abbattuto il costo del libro(la conoscenza, dunque, dominata dal pope, dal prete, dallo shamano, dal raiss, perchè un testo era scritto da amanuensi e costava come un palazzo) ed ha creato il concetto di privacy, dunque l’Individuo, che poteva seduto sul cesso leggere il libro, e criticare attraverso la conoscenza acquisita, la politica, la religione, il mondo circostante, internet è Gutemberg Reloaded, non c’è bisogno che viaggi a 100mbit c’è bisogno di renderlo fruibile a basso costo per tutti, c’è bisogno di alfabetizzare tutti al nuovo media, e quest’incubo “politichese” finirà, forse. Grillo(come concetto) è il futuro, anche s’è già cadavere, ma è solo un mezzo, non è IL MESSAGGIO, il messaggio è internet a banda larga.

    • 24.2

      il media, scusate se ribadisco McLuan, E’ il messaggio, egli aveva previsto che l’eletrodomestico TV avrebbe rimodellato l’intera civiltà, lo diceva negli anni 60, considerava un tempo d’incubazione di 30-40 anni, Berlusconi al potere, in Italia è il portato mediatico di 30 anni di drive in, giornalai faziosi, di Fonzie etc etc, donne con le tette grosse e senza cervello, machoman che non si mantenevano in piedi, ma il berla non è la TV, è la TV ad essere s-berla, e si sarebbe manifestata con un altro qualsiasi, il medium è galeotto, quanti soldi ha fatto vanna marcia con la TV? e m**dock? dunque si deduce che è il media ad essere il messaggio e non latore dello stesso, quel messaggio subliminale senza il media di massa catodico non sarebbe mai passato, non avrebbe mai livellato le menti a livello di automi, negli anni 70 quando ancora l’elettrodomestico TV non era alla portata di tutti c’era una maggiore coscienza sociale, politica, civile, mafia e servizi segreti permettendo dopo 40 anni si vedono gli effetti. E c’è ancora gente che dice: l’ha detto il dottore al telegiornale; l’ha detto la televisione!!!! La TV è dio, usiamola per guardare films. Solo come home theater. Un pensiero non sarà ipnotico, quando si presta all’analisi di 5-5000 commentatori come accade su web, che non è dio ma neanche la regina,

    • 24.3

      attraverso l’encefalogramma di persone sottoposte alla visione televisiva si registra una prevalenza di onde alfa, ossia uno stato di semi-trance, lo stesso che si registra nell’ECG di un monaco buddista in meditazione, significa che in quel momento sei in uno stato semi onirico, come la fase rem del sonno, incoscente, una spugna raccattatutto, con la differenza che il monaco è sospeso nel silezio del monastero in Tibet, e tu sei davanti al padrone catodico.

  • 23
    Virus

    @Zon

    Bravissimo Zon, passo dopo passo ci stai arrivando.

    Hai visto cosa succede quando salta la “copertura” ad una fonte o si rinuncia all’anonimato?

    Ci si ritrova a Guantanamo o rifugiati politici con una “cavigliera elettronica” con TUTTI i maggiori governi del mondo a darti la caccia per aver, come hai detto tu, “Niente di radicalmente importante e rilevante”… ;-)

    Questa, che mi pare apprezzi, è la libertà di stampa dei paesi in cui vivi: la culla della democrazia occidentale.

  • 22

    ma guarda caso…proprio un (ex) funzionario ONU…solleva il problema… è la prova che è stata messa in quella poltrona per raggiungere certi obbiettivi…ossia. non un incarico…a caso…!…Forse è da ripensare un momentino l’asserzione…”che la rete non è uno stato sovrano e non ha un suo ordinamento giuridico a parte.”…Certo che gli Stati periferici non possono…e oltretutto…non vogliono; ma forse c’è uno Stato sovrano “sovranazionale”…(e non parlo dell’Europa)…che ha messo in quella poltrona l’ onorevole Boldrini…e forse non a caso…e forse il suo primo compito…era proprio quello di…”sollevare” il problema; poi…per la “soluzione” c’è quell’Organismo “superior” (ONU…e satelliti)…che è pronto per le tre “equazioni”: PROBLEMA-REAZIONE-…”SOLUZIONE”…?!

  • 21
    Zon

    nOoxiNG dice: “…scopriremmo che siamo parte di una rete..”

    Attenzione a considerarsi soltanto come parte di una rete: è così che si continua, in un modo o nell’altro, ad essere presi come pesci in una rete…

    • 21.1
      nOoxiNG

      Mm….io mi riferivo ad altro, come dire…. Io piuttosto che Obama o anche lei mi caro Zon, facciamo parte di unico molteplice caos/cosa/caso, che fra le tante comprende anche l’andar di corpo ( chi + chi – ;-) ); tutti vanno di corpo…..indipendentemente da quanto potere si abbia. Altra cosa è il Potere Fare, Potere Guardare, Potere Dire e meravigliarsi ogni giorno, con occhi nuovi, di questo Potere.

      La conoscenza, lo studio, il buon senso…….questo può tirarci fuori da sto pantano, emarginare chi nn fa il bene di tutti…..tutto il resto è come le chiacchiere della nomenklatura politica — null pointer !

    • 21.2
      Zon

      Comprendo benissimo ciò a cui alludeva lei, nOoxiNG, e gliele sono grato, ma l’approfondire in questa sede ci porterebbe assai lontano e assai più in alto rispetto al tema attuale; è evidente che questa non sia la circostanza più indicata. E concordo pienamente con l’ultimo capoverso della sua cordiale e precisa replica. Ciò che intendevo esprimere è la messa in guardia dai possibili impieghi strumentali che di una simile visione, così semplicemente enunciata, si possano fare, e che costantemente si fanno per gettar fumo negli occhi e confondere ulteriormente le acque (il suo interloquire, ad esempio, mi suggerisce gradito che non sia quest’ultima la sua intenzione). Il percepire di far parte d’una rete, come la chiama lei, d’una unità più sottile, come preferisco definirla io, non solleva dall’onere di saper esercitare costantemente una veglia consapevole, tanto più attenta quanto più s’avverta quell’unità medesima. Poiché se viene meno questa attenzione, se essa è frutto più della propaganda e della suggestione collettiva che di autentica consapevolezza, ogni possibile distorsione o alterazione abile e fraudolenta della rete stessa rischia di venire registrata come tale quand’è ormai tardi, o non percepita affatto, con tutto ciò che di inconsapevolmente coercitivo ne consegue. Cordialmente.

  • 20

    Riguardo la normativa e l’inutilità di pretendere di imporre regole che già ci sono, come riguardo il diritto di libero accesso alla rete, rinvio a quanto ribadito in questi giorni da Stefano Rodotà

  • 19

    Era prevedibile che dovesse succedere. Chi non si adegua a questo… ops, pardon… loro sistema, va messo a tacere con ogni mezzo.

  • 18
    gianni terzani

    Non è certo mia intenzione schierarmi a favore di un Presidente della Camera facente parte di un parlamento che non mi rappresenta in alcuno dei suoi esponenti, ma devo segnalare che non è ben chiaro se le parole relative all’<> fossero state spese direttamente dalla Boldrini oppure se sono state messe nel titolo dell’articolo da colei che lo ha redatto, Concita De Gregorio (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/05/03/io-minacciata-di-morte-ogni-giorno-non.html ), stando a quanto scrive Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9372/ ).
    Tralasciando considerazioni in merito all’uso di parole a cui comunemente si dà un significato diverso da quello che dovrebbero realmente rappresentare (anarchia non significa mancanza di regole, ma semplicemente mancanza di governo), da quanto ho letto su Repubblica (quotidiano anch’esso non rappresentativo delle mie opinioni politiche), mi sembra che la Boldrini, nel momento in cui ha menzionato ciò che è accaduto in merito alle email trafugate a Giulia Sarti del M5S, si sia invece schierata a favore del rispetto della privacy.
    Se mi manca qualche ulteriore affermazione della Boldrini che invece possa dimostrare che ella è, in questo specifico argomento, in piena sintonia con D’Alia, fatemelo sapere. Casomai possiamo imputarle una grossa incoerenza, visto che, indirettamente (?), sostiene un governo che esprime ministri tra cui lo stesso D’Alia.

  • 17
    Beppus

    se questa Boldrini ricevesse una lettera anonima probabilmente farebbe mettere i carabinieri accanto a ogni buca delle lettere, o forse farebbe chiudere la Posta (e questo magari sarebbe un vantaggio:-D )

  • 16
    Patrizio Biolcati

    possono fare di tutto ma questi sono alla frutta, alla prossima tornata sono fuori.

    • 16.1

      la “prossima” tornata era questa ed alla fine il potere politico; l’elite, se n’è impossessato grazie all’indecisione ed ignoranza di una nazione di ultra 70enni, ove i surfers non contano nulla, oppure; credevamo di contare o cantare qualcosa col grillo(parlante), poi alla fine la frittura mist(ic)a l’han fatta loro. Letta…
      chi é?
      Quella faccia iinocente;
      innoqua;
      chi l’ha votata?!
      graurrrrrrrrrrrr

    • 16.2
      Envisigot

      tu credi?

  • 15

    UN ministro della camera, dal momento in cui riveste tale carica, non può continuare a manifestarsi sul web; tuiter, facebuk & co che sono di per se, così come i blogs; galeotti, cioè si prestano ad un passaparola, un battibecco da (volgare) balcone, da mercato coperto da piazza; non credo che questi signori, dei quali noi cittadini paghiamo fior fiore di stipendi ora che son giunti alla carica, si mettano il sbato in piazza per cercare lavoro come braccianti, con tutte le conseguenze del caso, ossia battibecchi, contrattazioni, pugli in faccia, sputi, ai quali chi deve cercasi la giornata di lavoro per il lunedì si piega nolente o volente, perchè altrimenti gli mancherà ,a pagnotta… se uno/a non conosce i media, oppure li conosce fin troppo bene e ci vuole speculare un po come la tassa sul tubo catodico, che è sull’elettrodomestico in quanto tale, è facile che finisca vittima del pettegolezzo, della pernacchia della rappresaglia di persone che stanno in piazza(il WWW) ci volete mettere una tassa anche sulla grequentazione della piazza del paese? del duomo? solo perchè QUANDO PASSATE VOI VI SPERNACCHIANO? QUESTO MODO DI FARE, O DI PENSARE è TIPICO DI TEMPI PASSATI NEI QUALI CERTA GENTE VESTIVA CAMICIE NERE.

    • 15.1

      si, intendevo presidente ma; al pari del ministro, non c’è tanto d’andare come maesrtini dalla penna(ottica) rossa a fare l’analisi l’ogica e grammaticale del concetto, punto io, al significato più che la significante: l’immagine.

    • 15.2

      negli anni 70 i Led’s cantavano questa lirica.

      Da quando t’amo(indotto per la figa)Since I’ve Been Loving You

      Lavorare dalle sette alle undici tutte le notti
      rende la vita un inferno, non credo sia giusto
      Sono stato per te il più bravo degli stronzi; il migliore?
      Ho fatto del mio meglio…
      Perchè t’hamo bambina, quanto t’ho amato, quanto.
      Come! ti amo bambina, mia piccola
      Ma.. da quando t’amo amore
      Ho perso la mia arte.

      Molti hanno cercato di dirmelo che
      tu non sei nulla di buono, per me
      ED io c’ho provato, Dio!! lasciami dire
      che ho fatto il meglio che potevo
      Ho lavorato per il nostro amore dalle 7 alle 23
      ciò ha reso la mia vita inferno tutte le notti
      non è giusto per dio
      da quando t’amo
      sto perdendo la poesia

      T’ho detto che piango!!
      Le mie lacrime cadono come pioggia
      Non le senti, non le senti!!
      Non le senti cadere!!??

      Ricordi madre, quando bussai alla tua porta?
      Ti chiesi se avevessi il coraggio di dirmi che non mi volevi più! si!
      Aprii la porta e me la sbattesti in faccia.
      Ora hai bisogno di un nuovo uomo a cui sbattere la porta sui denti.
      (io non ne ho più denti)

      quanto l’uomo lavora per sopravvivere?
      quanto lavora per la smorfia di una femmina?
      quanto l’uomo e la donna potrebbero campare senza mangiare e dunque consumare? Herbert Shelton ce lo spiega, insieme ad Heret, il 90% dei nostri problemi politici ed apparentemente vitali, sono fatui, l’uomo era destinato all’estinzione; è campatp solo perchè riusciva a digiunare per mesi… le nostre necessità contemporanee di cibo, di animali scannati, di abuffate, per le tribù dei nostri antenati erano eccezioni: i pellerossa si mettevano sulla rotta del cervo, del bufalo a digiuno, mangiando radici, noci se le avevano altrimenti digiuno, per settimane, la medicina tradizionale moderna traviata dalle bigpharma ci ha inculcato l’orbita dell’ingozzamento, anche durante la malattia; nessun animale in natura mangia quand’è malato perchè non ha la forza per muoversi, per procacciarsi il cibo, ,a nostra politica assistenzialista è tale solo nei confronti delle multinazionali non certo dell’individuo ove ancora esista, in quanto egli potrebbe essere “non consumatore” anche per un mese in ottima salute anzi meglio, dato che il digiuno non occupando il lavoro di stomaco ed intestini ricostruisce l’intero altro corpo, tutte le battaglie politiche di qualsiasi colore sono, occupano solo la catena alimentare del potere nella quale tu sei il bovino all’ingrasso che si batte per il diritto di mangiare fino a morire, ed anzi si fa anche imbottire di medicinali per risultare più grosso, convinto che l’SSN faccia il suo interesse e non quello appunto delle pigpharma e dei politici a pecora, dell’industria lattiero casearia della bovini coltura… che senso ha essere una rete indipente di polli? avrebbe senso essere una rete indipendenti di uomini coscienti, rispetto ai propri reali fabbisogni, e non delle marionette in mano al tale colore politico o ad una coperativa una mafia a delinquere, o barzelletta che dir si voglia che comunque si batte sempre per rimanere insaccato prosciutto nella stessa confezione di cellofan anzi! si batte perchè anche i propri figli e famigliari abbiano il diritto d’essere insaccati.
      Davvero se non avete capito queste “fasi” basilari del padrone forse è meglio mettere una regola cosicchè un figlio che domani s’accorga d’essere una mortadella non possa aver parola, non possa disturbare la quiete dei propri genitori e mentori che si battono per rimanere in una Matrix che supera la rete da prima ch’esistesse, e che l’ha decretata.

    • 15.3
      Zon

      @Remeron

      Aggiungerei pure il fatto che gli anziani erano rispettati per la propria esperienza di vita, non trattati come imbecilli ormai inutili e improduttivi, da vezzeggiare ipocritamente con l’uso d’orpelli feticistici in compagnia dei quali si trascorre l’intera vita, fraintendendone il senso; e quando veniva l’ora, se ne andavano a morire virilmente da qualche parte, senza ingrassare il business del “caro estinto” o pagare un loc**o per contenere quattro ossa e un lacero vestito.
      Ma riconoscendo queste cose io e lei, Remeron, ci opponiamo al progresso e alla civiltà del benessere!!! Che razza di tribali sottosviluppati!!! Evidentemente nemmeno gli studi dell’antropologo Claude Levi-Strauss hanno contribuito granché a far comprendere che le società cosiddette arcaiche avevano invece un differente grado di civiltà, molto più attento ad altri elementi costitutivi dell’essere umano.

    • 15.4

      @zon
      io sono per gli ultaottantenni, quelli che hanno fatto la guerra e che hanno davvero rispetto per le proprie origini e progenie, i 60enni sono il governo, a parte gli immortali gome gelli ed il berlusca, “essi” non fanno trsto anche se hanno fatto la storia col patrocinio all’epoca dei socialisti craxiani, i quali figli oggi occupano cariche fininvest, questo dovrebbe farci pensare, molto, nonostante ciò devo a craxì da pronipote 300gr di sangue solo per la questione dell’achille lauro dove puntò i denti con gli americani, ammesso che non sia stata una sceneggiata, visto che l’america gli usciva anche dalle orecchie, ma è stato un attore di frontiera, almeno nel salvare le apparenze(se dicessi “politico” sconfinerei nel buffone di predappio) le apparenze nella nostra epoca giocano un ruolo enorme, una dimensione alla quale ormai le persone, senza nessuna colpa, per voleri altri, si sono assuefatti, guardiamo i reportage dell’esecuzioni in diretta rispetto alle varie guerre o regimi vigenti senza muovere ciglio, io non quarda la tv, ma l’80%degli italiani è suo malgrado assuefatto, all’horro, assuefatto anche al capo che gli dice col telegiornale cosa votare e cosa fare della propria vita; ossia essere inevitabilmente e tassativamente un consumatore, perchè non vi fosse alcun dubbio su come fare e dovee andare dopo 30 anni di educazione subliminale il cavagliere senza testa è salito in groppa e s’è fatto votare, questa non è retorica è storia, la storia di un paese del terzo mondo.

    • 15.5

      @Envisigot
      no; altrimenti non sarei qui a riscrivermi e
      non capisco com’è che mi ritrovi qui a digitare,
      e
      non lo chiedo certo a te.
      Lo chiedo a me; se
      vi meritate quello che Vi dico.
      S’è un bene far finta di non esser capito.
      O
      non aver capito.

  • Pingback: I pasdaran anti-web di nuovo all’attacco. #boldrini   – Sebastiano Montino |

  • 14
    Gabriella

    Vogliono portare i giornali nelle scuole per cominciare a condizionare i ragazzi fin da piccoli!!!
    Non c’è NULLA che questa malefica gente fa se non è nel proprio interesse!!!

  • 13
    gios

    Mi sa che a breve diranno che occorre mettere restrizioni ad internet perchè hanno trafugato le mail del M5S … tutto fa brodo.

  • 12
    LOT

    Logico: se sei libero sei un pericolo e allora ti mettono fili e guinzaglio. Su cosa credete si baseranno le lotte nel prossimo futuro? Se potete andate a vedervi Continuum

  • 11
    Vulka
  • 10
    Andrea

    Internet, ma con la parola internet cosa si intende? che tolgono la connessione ale persone, o che filtreno la rete chiamata internet con protocollo http ? perchè io crdo che tutti sappiano che internet è solo una tra le reti, vi sono altre sottoreti accessibili, quindi cosa viol dire bloccare internet?

    • 10.1

      Ti confondi con il “World Wide Web” (WWW). Il Word Wide Web è il nome popolare che sta ad indicare, principalmente, il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), che è quello con cui usi internet per interrogare (ricevere, sempre principalmente, ipertesti scritti in html, cioè le pagine web). Per internet si intende invece generalmente proprio l’interconnessione di reti di natura diversa.

    • 10.2
      nOoxiNG

      http://en.wikipedia.org/wiki/Internet

      Diciamo che i protocolli sono molti, quindi le castronerie che vengono dette in giro (in TiVi? non solo) sono frutto di una scarsa conoscenza della materia. Palesemente per una carenza eccessiva di CONOSCENZA (voluta o meno). Ed avviene in tutti campi dello scibile umano.
      Se fossimo in grado di vederlo, miopi mammiferi che non siamo altro, scopriremmo che siamo parte di una rete, di un network a dir poco FANTASTILIOSO di cui anche Internet è parte!!!!!
      “E’ nel piccolo che si nasconde il grande, ma è col grande che si percepisce il piccolo.” (cit. mia)
      L’insieme di tecnologie hw e sw, le persone (che hanno ideato quelle tecnologie), l’energia, il Tempo, etc…quello è Internet. Ed è distribuito…..perchè la CONOSCENZA non si può accentrare, incatenare, oscurare perchè ora come ora l’informazione, il sapere, è energia e l’energia è tale se scorre e fluttua.

      pS.: ci sarà mai un ministro delle comunicazioni che sappia distinguere il TCP dall’UDP ??? O avremo sempre dei simiL-gasparri???

      PsS:. Grazie Claudio.

  • 9
    Virus

    Ci tengo a sottolineare che Internet è “sotto attacco” anche in tutto il resto mondo occidentale da diversi anni.

    I PARTITI dei PIRATI, da cui ha trovato anche inspirazione il M5S, sono nati con UN SOLO punto nel loro programma: LA LIBERTA’ di Internet.

    L’ANONIMATO è un problema solo per i delinquenti con il colletto bianco.

    ANONIMATO = DEMOCRAZIA

    Non ci può essere libera discussione senza anonimato.

    I Cypherpunks, WikiLeaks, gli Anonymous (quelli VERI, non quelli ‘ufficiali’ ;-) – nascono da un movimento culturale che fa dell’anonimato l’unica garanzia di resistenza democratica al potere costituito.

    Quello che la maggior parte degli utenti non capisce è che, purtroppo, INTERNET NON E’ ANONIMO: gli strumenti che si utlizzano per scambiare informazioni in rete rilasciano una quantità inimmaginabile di dati sensibili. FACEBOOK ha dalla sua nascita nell’azionariato una società riconducibile direttamente alla CIA.

    Il POTERE vuole CONTROLLARE ma NON essere CONTROLLATO.

    I blog indipendenti come quello del nostro caro Claudio avranno vita “dura”… ma non avranno mai veri problemi Facebook o Google….

    • 9.1
      Zon

      Qualsiasi azione “sporca” di potere è già anonima, come l’infiltrare agenti nei servizi segreti o nelle strutture sociali dell’avversario, consiglieri militari che ufficialmente non esistono sul campo operativo, diffamazioni, depistaggi, preparazione ed assemblaggio di prove fasulle, inquinamento di quelle reali, terrorismo, etc. L’anonimato sarebbe dunque il principio della democrazia? Ma cosa stiamo dicendo? Sono proprio i ladri a muoversi di notte! Se non fosse possibile alcuna libera discussione che non sia coperta dall’anonimato sarebbe precisamente il contrario, cioè consegnare la democrazia e la libertà d’espressione alla delazione, alla mistificazione, alla impossibilità di verificare le asserzioni, risalendo a fonti documentate e comprovabili, cioè tutto quello che i delinquenti col colletto bianco fanno da sempre, sfregandosi le mani! Per favore, smettiamo di leggere i fumetti dei supereroi buoni che celano la propria identità dietro ad una maschera e una calzamaglia colorata…

    • 9.2
      Virus

      Potrebbe essere interessante fare una riflessione su come mai nei fumetti i “supereroi” portano quasi sempre una maschera.

    • 9.3
      Virus
    • 9.4
      Zon

      Secondo te ci si maschera meglio con una maschera visibile e identificabile o senza maschera, con la faccia di tutti i giorni? E’ sufficiente che il potere faccia credere che quella maschera celi il bene e il giusto perché i rivoluzionari da fumetti abbocchino, e questo perché il potere opera a due livelli contemporaneamente, uno evidente e l’altro nascosto: nell’evidente ti racconta una cosa, nel nascosto ne fa un’altra. Nell’evidente lascia credere che la maschera sia del supereroe e ne raccoglie i frutti a proprio beneficio nel nascosto; questo, almeno nel mondo, perché i fumetti restano fiction, ma vanno bene anch’essi per poter essere manipolati da chi conosce come farlo. La multinazionale Warner, ad esempio, sta facendo i soldi anche col business delle maschere di Anonymous: gliele paga chi vuole opporsi alle multinazionali. Molti altri esempi si trovano nel corso della storia intera. Curioso, no, farsi prendere per il c**o anche in questo modo?

    • 9.5
      Virus

      TRASPARENZA per i potenti, PRIVACY per i cittadini.

      Direi che nella distopia orwelliana in cui siamo immersi, le cose stanno proprio messe al contrario.

      Ricordo il tema del denaro contante in particolare. La direzione è ben precisa e i risultati macroscopici.

      Ricorderei anche che solo attraverso l’ANONIMATO che WikiLeaks in pochi anni è riuscita a divulgare informazioni riservate (quelle che quando ancora esistevano i giornalisti d’inchiesta si chiamavano scoop…) più di tutte le testate giornaliste della storia moderna messe insieme.

    • 9.6
      Zon

      Peccato che il soldato americano che ha girato i documenti a Wikileaks abbia un nome e cognome noti e ora mi risulti stia impazzendo in una cella d’isolamento, nel disinteresse dell’opinione pubblica che si preoccupa più di Assange (libero e anch’egli noto). E poi: perché i documenti riservati di Cina, Iran, Corea del Nord e Russia non sono mai comparsi sul piatto? Quelli americani pubblicati, poi, sembravano scoop da giornalista di tabloid, che sbircia dal buco della toilette per vedere se il Presidente la fa fuori del vaso. Niente di radicalmente importante e rilevante.

    • 9.7
      Virus

      @Zon

      Bravissimo Zon, passo dopo passo ci stiamo arrivando.

      Hai visto cosa succede quando salta la “copertura” ad una fonte o si rinuncia all’anonimato?

      Ci si ritrova a Guantanamo o rifugiati politici con una “cavigliera elettronica” con TUTTI i maggiori governi del mondo a darti la caccia per aver, come hai detto tu, pubblicato “Niente di radicalmente importante e rilevante”… ;-)

      Questa, che mi pare apprezzi, è la libertà di stampa dei paesi in cui vivi: la culla della democrazia occidentale.

    • 9.8
      Zon

      Anche l’attribuirmi cose che non penso, ma che invece pensi tu è tipico della libertà di stampa della democrazia occidentale, che certamente non apprezzo. Se nemmeno tu l’apprezzi, mostri tuttavia d’impiegarne gli stessi metodi; in genere lo si fa quando si è a corto d’argomenti, allora si montano indizi e dicerie, guarda caso anonimi e suppositivi. Se ad operare alla luce del sole si rischia certamente di finire a Guantanamo, com’è accaduto a un tale anch’egli “anonimo”, come si chiamava, ah sì, Nelson Mandela, che è finito in galera tutta la vita per la libertà del suo paese, bene, questo significa avere il coraggio di portare avanti le lotte senza nascondersi dietro le ambiguità di comodo. Dopotutto anche Wikileaks ha bisogno della odiata stampa libera che pubblichi i dati sottratti, altrimenti chi li legge? È un gioco che si chiude, caro mio, alla faccia delle anime candide che non vogliono riconoscerlo, oppure lo fanno quando torna loro utile. Ed è un gioco squallido, tanto per intenderci, da qualunque parte lo si guardi. Forse ora sono stato più chiaro. Sai invece l’anonimato alla lunga cosa mantiene e incrementa? I conti correnti nei paradisi fiscali, il riciclaggio internazionale, il traffico di droga, la corruzione pubblica e privata, la massoneria deviata, nonché i pizzini e l’omertà di cui quell’altro tale era maestro; come si chiamava? Ah sì, Bernardo Provenzano. Lui sì aveva tutti gl’interessi a restare anonimo e c’è riuscito per un bel po’ di tempo. Sarebbe questa la privacy che auspichi per il privato cittadino? È questa la “novità” per cambiare il sistema? Contento tu… ma almeno non attribuire agli altri una vista poco lunga e compiacente.

    • 9.9
      Virus

      Zon, non ho asserito niente e quindi non posso averti “attribuito” assolutamente nulla, a differenza tua che sei assertivo nell’esprimere giudizi.

      Non penso tu abbia “una vista poco lunga” ma noto che non sei molto “ferrato” sull’argomento e soprattutto sono quasi certo che tu non abbia dato un’occhiata al link che ti ho girato.

      Probabilmente non sai chi è Jacob Appelbaum e non sai perchè è invitato in tutto il mondo a dare il proprio contributo in questo genere di conferenze: https://en.wikipedia.org/wiki/Jacob_Appelbaum

      Provenzano? Paradisi fiscali? Credo tu abbia una grande confusione in testa.

      Wikileaks ha sempre pubblicato sulle sue di piattaforme: i giornali avevano solo la possibilità di diffondere le notizie maggiormente avendo un bacino di lettori di diversi ordini di grandezza più ampio (sigh).

      E come l’hanno fermata? Indovina… Bloccando le donazioni tramite Paypal, Mastercard, Visa… monopolizzate dalla finanza made in USA.

      Capito perché non si vuole più in giro l’anonimo contante?

      Capito la differenza tra la sfera privata personale e il segreto di stato, militare o di chi può usufruire dei paradisi fiscali?

      Mandela si è fatto il carcere, come la stragrande maggioranza degli attivisti che ci hanno messo la faccia e che non sono morti ammazzati prima.

      Pensi abbia fatto tutto da solo? Mi dai la lista dei nomi di chi lo ha supportato nella sua lotta? O chi ha combattuto a fianco di M. L. King o Gandhi?

      L’anonimato salva la vita ogni giorno a migliaia di attivisti in tutto il mondo che vivono in paesi in cui non non è necessario pubblicare segreti di stato per venire torturati o uccisi.

      Cosa c’entrano la “massoneria deviata” e il “riciclaggio”?! Che stai a di’!?

      Sembra la retorica che ha usato la Carlucci per promuovere un “HADOPI” italiana con la scusa dei pedoterroristi.

      Poi nei metadata del file del decreto legge che ha pubblicato in rete si leggeva il nome di Guido Rossi della Univideo…

    • 9.10
      Zon

      Un conto è mantenere l’anonimato per operare e raccogliere informazioni (ma è una strategia necessaria vecchia come il mondo, si chiama “incognito” o “copertura”), un altro equiparare la democrazia all’anonimato e quello che leggo nel tuo primo intervento è proprio questa asserzione. Che l’anonimato salvi la vita a migliaia di attivisti era vero ai tempi del fascismo, dello stalinismo, del Cile di Pinochet, della Cuba di Castro ed ancor prima nel corso della storia: lo scopri adesso? Puntuale… Però nessuno s’è mai sognato di dire che la democrazia è anonima: i componenti del governo Allende non lo erano, a maggior ragione quando i carri armati attaccarono la Moneda. Anche il voto alle elezioni è anonimo, ma corrisponde a ogni singolo cittadino con tanto di carta d’identità che si assume la responsabilità (o perlomeno dovrebbe..) di far eleggere dei propri rappresentanti non anonimi. Ripeto: dov’è la novità? E ancora una volta l’esercizio della democrazia non coincide con l’anonimato. I rappresentanti M5S in parlamento, come qualsiasi altro parlamentare, sono forse anonimi? Vediamo dunque di non generalizzare con proclami ad effetto cose che fanno parte del normale ed assodato senso delle cose, rischiando però di stravolgerlo. Inoltre, e ti rispondi da solo: se le donazioni vengono effettuate tramite un sistema inventato dai controllori (le carte di credito), è ovvio che gli stessi intervengano coi sistemi che hanno creato: e ti stupisci? Coloro che hanno creato Matrix acconsentono che si rivolti loro contro? Lo controllano, è una loro creatura; e infatti il cambiamento viene progettato al di fuori di Matrix. Viviamo in un sistema rodato che si arricchisce con ogni pallottola gli venga sparata contro, poiché le produce esso stesso, è questa la vera tragedia che bisogna risolvere e dissolvere. Chi ha ucciso i due fratelli Kennedy, un rapinatore di passaggio? Dovevano restare anonimi pure loro? In merito alle ovvietà su Mandela e M. L. King nemmeno ci provo. Invece riguardo alla massoneria, alla mafia e al riciclaggio ripeto il concetto che forse ti sfugge: l’anonimato è una costante fondamentale per queste attività criminali. Saluti.

    • 9.11
      Virus

      Noto con soddisfazione che stiamo arrivando ad una convergenza…

      Rimane ancora un nodo: perché pensi che mi “sfugga” il problema della criminalità?

      Fai giustamente accenno al VOTO.

      Ma il voto è SEGRETO! L’elettore si fa identificare tramite carta d’identità e tessera elettorale ma la CORRELAZIONE tra VOTO e l’IDENTITA’ non ESISTE: non è possibile associare l’espressione politica all’identità. QUESTA E’ LA BASE DELLA DEMOCRAZIA!

      *** La certificazione della volontà popolare preserva l’anonimato! ***

      Non penserai forse che me lo sono inventato io la relazione ANONIMATO e DEMOCRAZIA? Per questo sono stato assertivo.

      La maggioranza dei paesi del mondo al di fuori di quelli “occidentali” sono governati ancora da regimi autoritari. Quindi l’anonimato per esprimere il libero pensiero è assolutamente indipensabile per non subire ritorsioni da parte delle autorità.

      Le cosiddette democrazie occidentali si fondano sui pilastri della libertà di espressione e della libertà di stampa. E proprio tu fai cenno ad Assange! Pensi che sia costretto a essere RIFUGIATO POLITICO nell’ambasciata dell’Ecuador perché non ha usato il preservativo?

      Il problema delle carte di credito sono il monopolio e quindi il CONTROLLO (del circolante il contante ne è un infima parte e si sta già lavorando per farlo sparire…).

      Il vero potere, in quanto tale, ha sempre la possibilità di agire in segretezza, in barba a qualsiasi sistema normativo, per definizione: PUO’.

      La privacy e l’anonimato sono strumenti che permettono di sfuggire al CONTROLLO che permette al potere di perpetuare se stesso.

      Siamo già nella Matrix di cui fai cenno! Con Internet i costi del “controllo” si sono azzerati rispetto al volume di informazione che si possono ottenere con i metodi classici (ricordo lo scandalo SIP, lo scandolo TELECOM, le cimici nei ministeri e nelle stanze del potere, ecc. – piuttosto costoso alla vecchia maniera, no?).

      Giustamente fai notare come nelle “sacche di anonimato” si nascondano anche i criminali: certo! La LIBERTA’ è proprio la possibilità di scegliere di agire ‘bene’ o ‘male’.

      Il sistema giuridico e punitivo delle società democratiche sono nati per difendere questa libertà.

      Tu insisti con i ‘servizi deviati’ e la massoneria: nel link che ti ho girato Appelbaum fa proprio riferimento a come hanno fatto negli USA a fermare il COINTELPRO e gli abusi dell’FBI verso i cittadini americani alla fine degli anni ’60. E’ stata proprio l’associazionismo SEGRETO di comuni cittadini a bloccarlo e a portarlo alla luce! Questi cittadini sono ad oggi rimasti anonimi.

      Infatti ‘the dominant social class behind the autority’ propaganda proprio le MEDESIME argomentazioni che tu stesso proponi: proprio come nell’esempio già citato della (dis)on. Carlucci.

      Meglio 99 criminali liberi che un solo innocente in galera.

      Sono i cittadini che DEVONO CONTROLLARE il potere e NON VICERSA. Il controllo è inversamente proporzionale a quello che abbiamo chiamato ANONIMATO.

      Questa è la differenza tra un regime autoritario e la democrazia.

  • 8

    faranno un buco nell’acqua,come sottolineato da più parti le leggi ci sono, vanno applicate,ma se non sono in grado di applicare le leggi che ci stanno a fare al governo del paese? Internet non è arginabile..né controllabile,chi ci ha provato si è scottato e ha dovuto fare marcia indietro….

  • Pingback: Vogliono rifarsela con internet » NUTesla | The Informant

  • 7
    Squonk

    E’ bene che continuino a fare battaglie a favore del loro totalitarismo, può servire per far aprire gli occhi ad altre più persone e ad aumentare la loro già devastante impopolarità.

  • 6

    Costoro vivono nei Secoli bui ma tengono per certo di essere nella luce. Ignorano (o fingono di ignorare) che il web non è arginabile. Ci hanno provato in tanti a farlo, ma la rete trova sempre nuove vie è come l’acqua che quando gli si ostruisce una via, si fa strada per altre direzioni. E spesso fa marcire fondamenta e corrode anche l’anima di metallo del cemento armato. Tentare di arginare il web potrebbe essere la mossa suicida finale. Significherebbe togliere la spoletta alla bomba già innescata. Chi si prenderà la responsabilità di farlo? Quasi quasi infondo spero che qualcuno lo faccia.

    • 6.1
      Marco

      In Cina arginano internet, eccome.
      Questi tristi figuri nostrani mi fanno paura, al pari di tutti i violenti ignoranti. La storia ne è piena.
      Detto questo, spero vivamente di avere torto e che abbia ragione Frank.
      Buona giornata a tutti :)

    • 6.2

      Questa cosa della Cina che argina internet è essenzialmente una bufala. Può oscurare dei dns e c’è sempre qualcuno (diverse centinaia di migliaia visti quanti sono i cinesi) che passa comunque. E sono milioni i ragazzini che cercano e si scambiano sottobanco video e film vietati dal regime che deve far finta di non vedere e si limita ad intervenire su presunti illeciti politici. La repressione è sempre possibile, ma scatena sempre una reazione, una resistenza. Ed è questo che io mi auguro accada nel nostro Paese. Buona giornata.

    • 6.3
      Virus

      Frank, mi piace e condivido il tuo ottimismo ma purtroppo devo constare che Marco non ha tutti i torti.

      Chi si occupa seriamente di questo argomento non condivide affatto la nostra posizione e i nostri sentimenti.
      Le previsione sono pessimiste pure per chi ha parametri orwelliani e definiscono Internet la ‘più grande trappola’ mai fatta ai danni dei cittadini.

      In Cina il grande firewall non è una bufala: è la più complessa infrastruttura geografica per il tecnocontrollo esistente. Nei domini cinesi la censura è TOTALE.

      E, purtroppo, sul miliardo e mezzi di cinesi sono statisticamente pochissimi coloro che hanno le competenze per sfuggire al filtro completo verso anche quelli che sono i domini esteri.

      Ti assicuro che se hai anche ottime competenze in materia e riesci ad accedere ai server di youtube, un bel video in HD è ben difficile vederlo…

      Non pensare di installarti TOR e navigare beato come faresti qua…

    • 6.4

      Lavoro in questo campo da oltre 14 anni, sono stato in Cina varie volte e ci ho vissuto anche per 4 mesi. So quello che scrivo.

    • 6.5
      gianni

      pensare di arginare internet per i nostri politicanti è impossibile; o meglio: impensabile ! come spiega molto bene C.Messora si può fare solamente staccando “”il cavo”” e…., se devo essere sincero…….anche io vorrei tanto che “”qualcuno””…. se ne assumesse la responsabilità e lo facesse; questo web è una indecenza, non fai in tempo a raccontare una balla in TV che già sei scoperto in rete! e per giunta dai cittadini comuni!!

    • 6.6
      Virus

      @Frank

      Si dà il caso che in Cina ci abbia lavorato anch’io e qualcosina della materia ne capisca anch’io.

      E’ interessante la tua sicurezza: potresti citarci a quali fonti ti rifai per dire che “il grande firewall è una bufala?”

      Lasciamo stare Google che, “esasperato”, ha dovuto spostare i server a Hong Kong. E’ un colosso, si potrebbero obiettare presunzioni di “calcoli politici”.

      Il punto è che io una lista di nomi eccellenti che dicono esattamente il contrario di quello che sostieni te la posso fare: e possono vantare nel CV qualcosa in più di un generico “14 anni di lavoro nel settore”.

      Grazie mille.

    • 6.7
      Virus

      @Frank

      E’ curioso poi che qualcuno che si dice “esperto del campo” parli di banali filtri DNS in China (forse in Italia…).

      L’infrastruttura Cinese è come “una Internet dentro Internet” e tutto il traffico verso “il mondo esterno” è filtrato in tutto lo stack dal III al VII layer tramite “mega proxy”.

      I certificati ssl dei loro domini permettono al governo di “sniffare” anche il traffico HTTPS.

      Dall’anno scorso gli ISP riconoscono e bloccano pure il traffico cifrato.

      Altro che semplici filtri DNS!

      Per chi è interessato ad approfondire la bufala (!?!):

      https://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_the_People%27s_Republic_of_China

    • 6.8

      Guarda caro virus non ci tengo ad entrare in competizione su un post he parla di tutt’altro e neppure ad aprire una inutile coda di pavone snocciolando concetti base di teoria delle reti o citando wikipedia, per cui io la pianto qui. Resta pure della tua convinzione, poco interessa. Le mie esperienze e referenze purtroppo non posso postarle qui per motivi di riservatezza professionale. Le cose che tu scrivi sono quelle dichiarate dal governo cinese stesso e da multinazionali che col governo cinese fanno TANTO business e che quindi sono parte integrante della censura ufficiale. Ma non c’è affatto censura totale, anzi. E ne sono molto molto preoccupati. Se tu avessi un’idea di quello che entra ed esce dalla Cina (specialmente su voip ma non solo…….) a dispetto dei soldi spesi dal governo per “arginare” la rete, forse cambieresti idea. Anzi no, perché quelli così in genere si iscrivono al cicap.

    • 6.9

      @Virus… consentimi solo un’ultima inutile coda ma non per te, che dubbi non ne hai, quanto piuttosto per aprire un dubbio in chi ha avuto la pazienza di seguire la conversazione fin qui. Vedi questo articolo? http://www.guardian.co.uk/world/2011/feb/18/china-great-firewall-not-secure-internet è di 2 anni fa. It’s cat and mouse game. E in 2 anni ti assicuro che le cose sono ancora più complesse. Altro che censura totale. Buona giornata.

    • 6.10
      Virus

      @Frank

      Dai, non fare il permaloso… hai fatto un’affermazione forte asserendo che il “Grande Firewall è una bufala” e, invece di linkare delle fonti a supporto hai preferito portare presunte competenze in merito quando già la dichiarazione sui DNS lasciava intendere diversamente.

      L’articolo del Guardian tratta di un argomento pacifico che dall’inizio ho dichiarato di condividere.

      Mi stupisce poi la sufficienza con cui tratti il link di wikipedia (altra stranezza per chi si dovrebbe occupare di sistemi informativi, sicurezza e censura): a differenza di ciò che fai tu in calce sono linkate una miriade di fonti eterogenee. Da ricerche a livello accademico a inchieste di organizzazioni per i diritti umani.

      La censura e il controllo totale (quindi generalizzati a livello di sistema e non in funzione di particolari obiettivi giudiziari) NON comportano l’impossibilità assoluta di accedere a delle minoranze a informazioni non gradite alle autorità. Ovviamente!

      Anni fa delle statistiche avevano mostrato come il 30% del traffico su the Pirate Bay fosse generato da indirizzi cinesi.

      Inoltre la tecnologia per il controllo massivo di Internet è estremamente poco costosa rispetto ad altri sistemi.

      Al limite è interessante osservare il trade off tra interessi economici e il controllo totale. Questo sì che è un fattore importante.

      Nelle democrazie occidentali, ad esempio, gli ISP hanno sempre opposto resistenza.

      Saluti

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