Il referendum sull’euro? Si può fare!

Euro crepe

La questione del rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta all’interno della nostra organizzazione politica ed istituzionale è uno degli temi centrali del MoVimento. Strumenti che dovranno portare ad un rafforzamento della democrazia fondata sulla partecipazione attiva di tutti i cittadini, contro quel sistema di «democrazia dei partiti» (o partitocrazia) che è stata l’espressione più evidente della volontà delle vecchie forze politiche di spostare la sovranità dal popolo ad un particolare soggetto politico, il partito appunto. Uno dei punti programmatici del MoVimento è, in questo senso, costituito dall’introduzione del referendum propositivo senza quorum.  Come è noto, per realizzare questo obiettivo sarà necessaria una modifica della Costituzione, che non potrà non attuarsi attraverso tutti i passaggi previsti dal testo costituzionale.

La Costituzione prevede, per le leggi di modifica della Costituzione, due approvazioni successive, ad almeno 3 mesi l’una dall’altra, da parte di entrambi i rami del Parlamento (Camera e Senato). Nella seconda votazione, è richiesta, per l’approvazione, la maggioranza assoluta (metà più uno dei componenti dell’assemblea). A questo punto, secondo l’art. 138 della Costituzione, si devono distinguere due ipotesi:

  1. se, entro tre mesi dall’approvazione – lo richiedano 500.000 elettori, oppure 1/5 dei membri di ciascuna Camera, o, infine, 5 consigli regionali – la legge viene sottoposta a referendum popolare;
  2. se la legge, invece, è stata approvata nella seconda votazione con una maggioranza più alta di quella assoluta, pari ai 2/3 dei componenti dell’assemblea (maggioranza qualificata), essa è sottratta al referendum.

È evidente che questo procedimento richiede che, per la modifica della Costituzione, il MoVimento disponga di una forza, di una maggioranza parlamentare, che al momento non ha. Che fare, allora, di fronte ad un problema decisivo come l’Euro? Come rendere possibile e concreta la necessità di cui Grillo, pochi giorni fa, si è fatto portavoce («L’Europa va ripensata. Noi consideriamo di fare un anno di informazione e poi di indire un referendum per dire sì o no all’Euro e sì o no all’Europa»)?

L’Europa va ripensata. È vero: questa Europa dei banchieri e dei grandi gruppi finanziari non è certo l’Europa dei popoli, ma l’Europa che sta dividendo i popoli. La questione della moneta riguarda tutto questo, perché è il cuore di questa Europa che non vogliamo. Il MoVimento ha sempre mantenuto una posizione chiara e coerente: quella di far decidere agli italiani con un referendum se continuare a stare in questa  gabbia d’acciaio o uscirne. Nessuno ce lo ha chiesto. Siamo entrati nell’Euro con una decisione presa senza alcuna consultazione popolare (utili idioti all’interno di un patto tra Kohl e Mitterrand) e – non dimentichiamolo – il Governo Monti ci è stato imposto dalla dittatura di Berlino e Bruxelles per salvare la moneta unica.

Non ci sono alternative, dal momento che per ora un referendum abrogativo  è impossibile: non soltanto, infatti, l’art. 75 della Costituzione vieta esplicitamente che possa svolgersi un simile referendum sulle leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali ma, secondo una consolidata interpretazione della Corte Costituzionale, non sarebbe mai possibile interferire, attraverso referendum, con l’ambito di applicazione delle norme comunitarie e con gli obblighi assunti dall’Italia nei confronti dell’Unione Europea. Niente referendum abrogativo, quindi.

Eppure qualcosa si può fare. Esiste, infatti, un precedente, che potrebbe essere utilizzato. È da questo precedente che si può cominciare quella campagna di informazione e di dibattito pubblico contro il silenzio imposto dai giornali, anche in vista delle elezioni europee del prossimo anno. Veniamo, pertanto, al precedente che consentì, nel 1989, di evitare il “blocco” che la costituzione pone all’intervento diretto del popolo in materia di rapporti con l’Europa. Con legge costituzionale (3 aprile 1989, n. 2), fu allora indetto un “referendum di indirizzo” (ossia consultivo) sul conferimento di un mandato al Parlamento Europeo per redigere un progetto di Costituzione Europea (fu un plebiscito a favore dell’Europa, con l’88% dei sì). Fu necessaria, allora, una legge di iniziativa popolare promossa dal Movimento Federalista Europeo – successivamente sostituita dalla proposta di legge costituzionale presentata dal Partito Comunista – la cui approvazione richiese la doppia lettura in entrambi i rami del Parlamento, secondo l’iter necessario per le leggi costituzionali.

La Costituzione non prevede, nella sua lettera, un’ipotesi simile, ma nell’89 i partiti furono concordi nell’approvare questo strumento atipico (il “referendum di indirizzo”) mediante una legge costituzionale ad hoc, formalmente “in deroga” o “rottura” di quanto previsto dall’art. 75 della Costituzione, per legittimare con il ricorso al voto popolare l’accelerazione del processo di integrazione europea. Vi fu, allora, una «temporanea “rottura della Costituzione”», che servì a consentire agli italiani di esprimere direttamente la propria posizione su una decisione fondamentale per lo Stato e la sua sovranità. Nessuno, tuttavia, ritenne questa “rottura” incostituzionale.

La nostra stessa storia repubblicana ha dunque conosciuto – e non si vede perché ciò non possa ripetersi – “rotture” della lettera della Costituzione dirette a consentire al popolo di esprimersi direttamente su temi che mettevano in discussione alla radice la sua stessa sovranità. Si potrebbe, pertanto, lavorare per una nuova legge costituzionale ad hoc che consenta ai cittadini di esprimersi direttamente sulla possibile uscita dell’Italia dall’Eurozona. Questa volta non sarebbe neppure necessaria una iniziativa popolare, in quanto il MoVimento è già presente in Parlamento, ed i suoi deputati e senatori potrebbero, pertanto, presentare direttamente il progetto di legge.

A differenza di un progetto di riforma e modifica della Costituzione, questa legge costituzionale ad hoc – che, senza introdurre nell’ordinamento il referendum di indirizzo si limiterebbe a farlo entrare e, dopo il voto, subito uscire dallo scenario costituzionale – costringerebbe i partiti ad esprimersi non sull’istituto del referendum in generale, ma su una questione particolare e concreta: decidere se chiedere ai cittadini, direttamente, di esprimere la loro volontà sull’Euro.

Il MoVimento dimostrerà, con questa iniziativa, la propria volontà di andare avanti, con coerenza e forza, nei propri obiettivi: ridare la voce al popolo, ridare la sovranità ai cittadini.

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130 risposte a Il referendum sull’euro? Si può fare!

  • 61

    Ritornare non con la nostra liretta, ma con un’altra moneta chiamata diversamente, ma che abbia lo stesso valore dell’Euro. Questo non lo dico io, ma un economista e politico. Tornare alla sovranità monetaria, pur restando nell’Ue come l’Inghilterra sarebbe la nostra salvezza! Ma, c’è un grosso MA! Fare affidamento sugli attuali ministri o su Letta?
    La vedo non dura, ma impossibile. Preghiamo il cielo che ci liberi da questa prigione della Banca Centrale. Non ci resta altro da fare
    Gianna

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    • 61.1

      Chi vive di speranza disperato muore! Chi dice di uscire dall’Euro e rimanere nella UE o ritornare alla Lira con lo stesso valore dell’euro è solo uno che non ha ancora collegato il cervello con la bocca. Come d’altrode lo stesso Becchi. Non sa di cosa parla! E parla tanto per atteggiarsi! Studiare un po di elementi elementari di economia o di trattati internazionali non farebbe male!
      O il patto si rompe con un atto violento o non vi è nessuna possibilità legale per farlo!

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    • laumar

      Brutta cosa la presunzione…
      Fior di economisti che… non sanno che cosa dicono? Bah…
      Comunque, staremo a vedere.

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    • MI fai un solo nome di questi….fior di economisti che dicono che si può uscir dall’area euro senzu che la UE finisca a carte quartantotto e che occorre una lIra forte come l’euro, o che si può uscire dai patti di Lisbona legalmente? Naturalmente se ti riferisci a economisti dellivelli del Becchi o di Giannini….. beh Allora capisco!

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  • 60

    Purtroppo ancora troppo poche persone sono informate dei meccanismi dell’euro e delle sue problematiche. Temo che un referendum su questo tema in questo momento confermerebbe purtroppo l’Euro.

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  • 59

    Come al solito Becchi ne tira fuori una al giorno. L’argomento da lui esposto a supporto del referendum è stato oggetto di una disamina del ben piu noto costituzionalista Ferrara, qualche settimana fa. Becchi non fa che ripetere parola per parola ciò che espose il costituzionalista, ma con l’aggravante di non dire le conclusioni a cui giunge Ferrara. Si può fare , ma il referendum essendo consultivo e di indirizzo richiede poi una maggioranza governativa che prenda atto di ciò , la faccia sua e che , sopratutto la presenti presso il consiglio di europa ai 27 governi che ne fanno parte.
    Allora quale governo può fare una cosa del genere? Quello di Letta?
    E ammesso l’ìimpossibile come verrebbe presa dagli altri governi una proposta del genere sopratutto ora e con i governi europei attuali?
    Becchi faccia il piacere . Meglio che stia buono e zitto che così mette in cattiva luce anche il M5S. ( che ne ha già di suo)

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  • 58
    Clesippo Geganio

    per Marco, non ho preconcetti su nulla per mia fortuna, qualunque idea sia migliore della mia la faccio mia.
    Mi è stato insegnato che la vera e corretta economia fautrice del benessere diffuso si fonda sul principio della libera e veloce circolazione del denaro, invece l’attuale inverecondo capitalismo trattiene ingenti quantità di denaro nelle “tasche o casseforti” di pochi “fortunati” creando costrizioni ed ostruzioni economiche e finanziarie alla maggioranza degli “sfigati” cioè noi. Dunque sappiamo con certezza che il denaro c’è non manca, non è sparito volatilizzato nel nulla in virtù del principio fisico, nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma! Ancora adesso in questo momento quell’invereconda macchina capitalistica (da non confondere con il consumismo anche se simultanei) sta trasformando il denaro in altre cose inanimate o non fertili, non potendo intervenire nel sistema economico-finanziario globale possiamo intervenire in Italia sapendo bene (tutti) dove e quando avviene questa criminale sottrazione ed efferata trasformazione di una cospicua parte di denaro pubblico.
    Non mi riferisco ai finanziamenti dei partiti, ai paradisi fiscali, pensioni d’oro e indennizzi dei politici perchè briciole.

    p.s. a scanso d’equivoci non sono comunista.

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  • 57
    francesco

    fare un referendum sull’ euro con il livello di informazione presente ora equivale a voler confermare l’euro …… meditate

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  • 56
    Clesippo Geganio

    ho votato M5S, sostengo la loro coerenza politica ma sul referendum per uscire dall’euro non sono d’accordo, sarebbe una follia ritornare alla Lira per svalutarla, conseguentemente svaluterebbe l’Italia intera finendo fagocitata dai Paesi emergenti definiti B.R.I.C., già ora vengono in Italia per fare “shopping” delle nostre aziende d’eccellenza, figuriamoci con una svalutazione del 20%. Quindi per contrastare il predominio dei Paesi emergenti BRIC e non solo bisogna rafforzare l’Euro consolidando la nostra macroarea europea politica, economica, finanziaria e produttiva affinchè non ci si trasformi da Paesi leader a colonie da saccheggiare.

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    • 56.1
      Marco

      Purtroppo siamo già ora una colonia della Germania, proprio grazie alla rigidità del cambio fisso che impedisce aggiustamenti valutari e ci costringe a lavorare con una valuta sovrastimata.
      Se sei interessato ad approfondire senza preconcetti, ti consiglio l’ottimo blog Goofinomics, che spiega tutto in modo rigoroso ma accessibile.

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    • 56.2
      Marco

      Rettifico: il blog Goofynomics.

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    • 56.3
      gabriele

      La storia e le teorie economiche mondiali non solo ci dicono che usicre dall’euro e riacquistare piena sovranità monetaria sarebbe la soluzione giusta, ma anche che sarà inevitabile. Prima lo capiamo e meglio è.

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    • 56.4
      Francesco

      Un’alternativa (una delle tante) è quella di riconsiderare la moneta come semplice unità di conto e non come merce; lo Stato potrebbe fin da subito, e senza dover ritrattare nulla a livello europeo (e senza uscire dall’euro), mettere in piede una sorta di camera di compensazione nazionale all’interno della quale aziende, cittadini e istituzioni pubbliche potrebbero scambiarsi beni e servizi utilizzando l’Euro come unità di conto; non si deve prendere nulla in prestito da nessuno tantomeno da banche private internazionali. Ci sono molti studi a riguardo, alcuni portati avanti anche da economisti italiani come Massimo Amato e Luca Fantacci.

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    • 56.5
      Marco

      Mi sembra che lei abbia un pò le idee confuse sulla svalutazione si informi le posso consigliare eccellenti prof. in economia tipo Bagnai,
      La saluto.

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    • 56.6
      Francesco

      Lo spiego subito a Krugman, Stieglitz, Friedman, Amartya Sen, Mirrless. I cinque premi Nobel per l’economia che giudicano l’Euro insostenibile per i paesi periferici,

      Gli dico che sbagliano perchè ci sono i BRIC.

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  • 55
    Francesco

    Carissimo Claudio,
    sono sempre stato d’accordo sul referendum per l’abolizione dell’Euro o meglio ancora per uscire dall’Europa, per il semplice motivo che è stata una scelta imposta e non decisa per volontà popolare. Non siamo cittadini ma s………i dell’Italia di pochi. Quando inizieremo questo referendum?

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  • 54

    io vivo in colombia ,e qui le materie prime si pagano in Pesos colombiano a prezzo uguale che in italia, e riusciamo a lavorare lo stesso perchè tutto è adeguato al costo della vita ,benzina,beni primari,salari minimo imposti dal governo mentre in europa usare l’euro e avere benefici tutti i popoli che adottano l’euro dovrebbero avere le stesse tasse,gli stessi guadagni gli stessi costi ,mentre quello che succede è che noi in italia viaggiamo ancora con il cambio lira e questo non fa che impoverirci guadagnando al vecchio cambio lira e pagando tutto in euro .per questo nessuno dei FORTI permettera avere nella area europa un paese come l’italia che potrebbe svilupparsi come la taiwan d’europa competendo con il mercato europeo non lo permetteranno mai piuttosto ci ammazzeranno economicamente con l’euro per questo va eliminato dall’italia ciao a tutti Hasta luego y suerte para todos

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  • 53
    F

    Mi spiego meglio, x tutti quelli che mi hanno risposto.
    Uscire dall’euro x alcuni risolverebbe tutti i mali, x altri (come chi l’economia la fa, quindi sa che vuol dire, per esempio, pagare le materie prime in euro o con una moneta debole, o chi semplicemente è abituato ad andare all’estero e constata quanto è bello andarci senza dover pagare le commissioni di cambio) sarebbe una catastrofe.

    Voi fautori dell’uscita dall’Euro conoscete il futuro, e sapete che quello sarà la soluzione a tutti i mali dell’economia (bene, la gente si ricorderà di voi, cosi se poi non sarà così saranno c**zi vostri).

    Io, a differenza vostra, non pretendo di conoscere il futuro, quindi non è che mi metto a tentare di convincere la gente su cosa succederà se…

    Parliamo quindi di ciò che è sicuro, ciò che è oggettivo.

    Una cosa è sicura, una cosa è oggettiva: sarebbe un tornare indietro invece che andare avanti. E io penso bisogna andare avanti.

    Se due commerciano devono commerciare con una moneta. E’ quindi un assurdo commerciare con due monete diverse, mentre è naturale commerciare con la stessa moneta. Le monete nazionali sono un retaggio di tempi antichi.

    Se, quindi –se si pensa che l’euro (chissà perché) danneggi l’economia bisogna– superarlo, ma progredendo, non regredendo.

    Bisogna, quindi, fare ciò che è naturale, creare una moneta tra soggetti che commerciano.

    Siccome ormai tutti commerciano con tutti bisogna, quindi, creare una moneta unica per tutti.

    Tanto alla fine, tra 100, 500, 1000 anni ci si arriverà, perché nel mondo alla fine vince il progresso, non il regresso, vince ciò che è naturale, non ciò che è artificiale.

    Quindi tanto vale impegnarsi da subito a unire più monete possibili.

    Magari si potesse unire l’euro al dollaro, e poi alla sterlina, e poi allo yen, e poi allo youan, e poi…

    Basterebbe fare il primo passo…

    Pensate che bella un’economia senza la variabile del cambio delle monete, senza il costo e la perdita di tempo del cambio delle valute. Un mondo con una moneta unica, come è naturale che sia.

    Tanto alla fine, ripeto, ci si arriverà. Non bisogna conoscere il futuro ma basta osservare la tendenza. Se non lo fanno i governi lo faranno i privati su internet. Lo stanno già facendo, vedi paypal, ci siamo quasi.

    Voi, invece, oggettivamente, rappresentate il regresso, il ritorno all’antico. Voi volete il permanere di una cosa che era già assurda (perché innaturale) secoli fa, figuriamoci oggi, che tutti commerciano con tutti. Figuriamoci domani. Che dirvi? Contenti voi.

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    • 53.1

      io vivo in colombia ,e qui le materie prime si pagano in Pesos colombiano a prezzo uguale che in italia, e riusciamo a lavorare lo stesso perchè tutto è adeguato al costo della vita ,benzina,beni primari,salari minimo imposti dal governo mentre in europa usare l’euro e avere benefici tutti i popoli che adottano l’euro dovrebbero avere le stesse tasse,gli stessi guadagni gli stessi costi ,mentre quello che succede è che noi in italia viaggiamo ancora con il cambio lira e questo non fa che impoverirci guadagnando al vecchio cambio lira e pagando tutto in euro .per questo nessuno dei FORTI permettera avere nella area europa un paese come l’italia che potrebbe svilupparsi come la taiwan d’europa competendo con il mercato europeo non lo permetteranno mai piuttosto ci ammazzeranno economicamente con l’euro per questo va eliminato dall’italia ciao a tutti Hasta luego y suerte para todos

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    • 53.2
      marco

      Sempre più confuso.
      Ti spiego… la moneta che si chiama euro o lira non è un problema il problema semmai è la sua gestione, mi spiego meglio. Oggi chi emette moneta è la BCE spa (privata) questa la vende ad altre Banche le quali la prestano agli Stati attraverso la compravendita dei ns titoli. Pertanto ogni volta che la BCE emette denaro ci indebita. Ma ti faccio una domanda, chi è il proprietario del denaro al momento dell’emissione da parte della bce.

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    • 53.3
      Osvaldo

      In pratica il tuo cosiddetto ragionamento si limita a vantare la “bellezza” della moneta unica perché evita “fastidiosi” calcoli sul cambio. Prova a convincere gli inglesi che insistere ad avere la lira-sterlina è contro natura. O prova con gli americani, gli arabi, i russi, …
      Eh si, quanto è bello questo Euro, così “naturale” come una Terra piatta al centro dell’Universo. Diciamo che hai una visione “oggettiva” delle cose e del mondo abbastanza singolare. E dato che ti piace tanto una moneta unica mondiale ti propongo di usare le conchiglie: si trovano dappertutto e sicuramente verranno accolte con entusiasmo da tutti i popoli della Terra.

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    • 53.4
      Francesco P.

      Vorrei sapere che razza di economista sei,visto che parli di futuro come se fosse il sinonimo di benessere.
      Ho invece la convinzione che cerchi di convincerci(e forse convincere te) con teorie che non attaccano neanche ai muri.
      La verità è che devi essere un povero troll sennò sapresti che il valore della moneta dipende da quello del lavoro e dalla risultante della bilancia commerciale del un paese.
      E per quanto riguarda la tua difficoltà nel calcolare il valore del cambio,durante i tuoi viaggi all’estero, ti può essere d’aiuto un’applicazione che trovi anche nel tuo telefonino.
      Pensa al bene di molti e non a quallo di pochi

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  • 52
    paolaf

    Buongiorno. non so di cosa si stia parlando in questo post, Considerato lo stato attuale della compagine parlamentare penso che ci sia poco da parlare e tutto da subire perchè la maggioranza purtroppo l’ha il partito PD/PDL che in silenzio porterà molte modifiche alla povera Costituzione. Purtroppo ha i numeri per farlo. Mi sembra che l’unica carta nostra da giocare sia quella di dividere appunto PD/PDL ponendo all’ordine del giorno votazioni che mettono in difficoltà ambedue gli schieramenti

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  • 51
    Virus

    @ClaudioC

    Appunto, lo dici anche tu: “DOVREMMO”.

    tu hai partecipato alle discussioni su questi temi tamite l’unico movimento politico “APERTO A TUTTI SENZA TESSERA”?

    Credo che una parte d’Italia che conta dovrebbe avere meno spocchia e dare una mano direttamente. Almeno che non “remi contro” consapevolmente”.

    TUTTI i comitati che si sono aggregati sotto la propaganda grilliana sono attualmente in parlamento.

    Ma come caxxo è che non c’è ne è stato uno per l’uscita dall’euro che ha chiesto di essere promosso in campagna elettorale? Dove erano tutti sti professori quando eravamo in piazza ai VDAY?

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    • 51.1
      emar

      Che e’ l’unico movimento non e’ assolutamente vero molti si stavano aggregando in rete non si sono presentati alle elezioni perche’ non sono riusciti ad organizzarsi in tempo.Molti che sono contro l’Euro hanno votato il M5S perche’ le uniche due formazioni presenti nella competizione elettorale che trattavano il problema Euro erano il M5S anche se in maniera defilata ed ambigua da parte di Grillo e Forza Nuova con una posizione piu’ netta verso l’Euro ed anche nei confronti delle massonerie ma che rappresenta un po’ quello che alba dorata e’ per la Grecia, quindi di fronte a queste uniche due alternative molti hanno scelto il M5S ora pero’ e’arrivato il momento che il M5S dica in maniera chiara e univoca qual’e’ la posizione sull’Euro in modo che gli elettori possa decidere se impegnarsi in questo movimento oppure impegnarsi per rendere possibile che altri movimenti antieuro si presentino alle prossime elezioni

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    • 51.2

      Io partecipo e ho partecipato, ma conto zero. Da mesi scrivo queste cose anche sul mio blog ma – al meglio – ricevo delle accuse di trollaggio. Quello che mi limito a fare é segnalare che ci sono delle criticitá, che si sta facendo propaganda (riguardo a euro e non solo) e, anche se questo puó “pagare” elettoralmente (fa figo dire facciamo referendum), i nodi prima o poi verranno al pettine.

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    • 51.3
      Virus

      @emar @ClaudioC

      Il punto è che abbiamo un incredibile “ponte” in parlamento e non mi riesco a capacitare come negli ultimi 8 anni, molti movimenti ecologisti, comitati territoriali, NOTAV, NOMUOS e tutto ciò che era libero, indipendente e in minoranza è riuscito a far massa critica ed aver visibilità dietro al lavoro di Beppe che ha fatto da attivista numero uno.

      Beppe è dagli anni ’80 che fa degli spettacoli contro la “castacorruzionedebitopubblico”: dov’erano i professori in questi anni? Perché non si sono mossi compatti in questi anni? Perché non si sono uniti a dare una mano e magari dare qualche consulenza in campo macroeconomico a Grillo e staff.

      Mi spiace per “i nuovi eroi” dell’economia ma se cerchi su youtube quel “semplice trader” di Benettazzo faceva già nel 2005 degli spettacoli in cui parlava di quel che sarebbe capitato a breve. Lo sapeva perché tutti quelli che operavano nel settore lo sapevano. E ha acquistato credibilità nel web.

      Questi “cuor di leone” scoprono Internet nel 2013? Qualcuno gli aveva negato di partecipare ai meetup?

      La mia “seconda università” l’ho frequentata a poco meno di un lustro fa e un professore mi “ammise” sommessamente” che erano anni che <>

      E io mi chiedevo: ma com’è che non dite niente? PUBBLICAMENTE, perché mia nonna non leggeva i paper…

      Questa è la triste storia dell’intelligentia italiana dai tempi di Machiavelli, sempre prona al padrone, che sia ciellino o che sia “de sinistra”.

      Che tornino pure ad “aspettare i cadaveri sulla riva del fiume”.

      In Italia l’unico con le PALLE è stato un comico. Che se ne facciano una ragione.

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    • 51.4
      Virus

      “…erano anni che mormoravano nei corridoi degli atenei… “

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  • 50
    Virus

    @ClaudioC

    Appunto, lo dici anche tu: “DOVREMMO”.

    tu hai partecipato alle discussioni su questi temi tamite l’unico movimento politico “APERTO A TUTTI SENZA TESSERA”?

    Credo che una parte d’Italia che conta dovrebbe avere meno spocchia e dare una mano direttamente. Almeno che non “remi contro” consapevolmente”.

    TUTTI i comitati che si sono aggregati sotto la propaganda grilliana sono attualmente in parlamento.

    Ma come caxxo è che non c’è ne è stato uno per l’uscita dall’euro che ha chiesto di essere promosso in campagna elettorale? Dove erano tutti sti professori quando eravamo in piazza ai VDAY?

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  • 49
    loredana vangelisti

    Egregio Sig, Becchi , vorrei un chiarimento . all’epoca del passaggio all’euro , un marco valeva mille lire . e’ vero che 1 marco è stato cambiato in 1 euro? e la lira come sappiamo 1927 lire = 1 euro!
    E’ vero questo? Se fosse vero la germania e tutta l’Europa dovrebbe ridarci la metà dei soldi.
    Se fosse vero il fallimento dell’italia è certo e programmato.
    Sono bene accette spiegazioni .

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  • 48
    emar

    Qualcosa si muove anche nel mainstream oggi libero e’ in edicola con un editoriale che parla dei benefici di una eventuale uscita dell’Italia dall’ euro
    http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1254114/Euro–dieci-buoni-motivi-per-uscire-dalla-moneta-unica.html

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  • 47
    Paolo Romanello

    Mai visto ,un Popolo,una nazione,far prima la moneta e poi il resto!Prima il resto e poi la moneta!Non lasciare emergere,poteri strani è il primo dovere di un Popolo!Mi sembra che più che informazione,ci voglia coraggio ad affrontare,personaggi per lo meni strani,coraggio a votare chi sbaglia in buona fede,coraggio a non votare partiti non etici!!!Coraggio a non votare chi si unisce con chi ha sempre criticato!Coraggio ad affrontare e non più condividere,sistemi di comando che guardano alle altre nazioni e non al nostro Paese!Io la penso così!Non sono il solo,per fortuna e ciò mi da un pò di fiducia! Auguri a tutti gli onesti!Paolo buon.

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  • 46
    Antonio Colombo

    Il referendum va preparato: occorre una campagna di controinformazione per spiegare alla gente cos’è l’euro prima ragione Dell’ impoverimento, del precariato, della disoccupazione e della mancanza di lavoro in Italia.
    C’è moltissima gente che non sa che la BCE e’ privata, che sono i privati a P stampare e prestare soldi agli stati.
    Senza che la gente sappia, a che serve un referendum?
    Anch’io non capisco come mai il ms5 non ne faccia il primo e più importante punto dell’azione politica e si continua giustamente ma molto parziale a parlare solo do costi della casta.

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    • 46.1
      moro

      Io credo che si potrebbe comunque organizzare attraverso la rete un “Referendum” interno pro forma per vedere qual e’ il risultato.

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  • 45

    Gentile Prof. Becchi e vertici di M5S,
    volete fare le persone serie? Bene, allora:
    1- “Il MoVimento ha sempre mantenuto una posizione chiara e coerente: quella di far decidere agli italiani con un referendum ” non è vero. Queste sono le ondivaghe dichiarazioni del “portavoce” Grillo sull’euro: http://www.laprimaveradellascienza.it/archivio-storico-delle-dichiarazioni-di-grillo-sullunione-europea/
    Mentre, se guardiamo al forum M5S, che dovrebbe essere l’organo decisionale del Movimento (o no? o sì? decidetevi) la proposta PIU’ VOTATA IN ASSOLUTO è uscire dall’euro senza alcun referendum. La VOSTRA proposta recita “uscita immediata dall’euro SENZA CONDIZIONI stracciando TUTTI I PATTI” (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/10/immediata-uscita-da-eurozona-moneta-sovrana-applicazione-mmt.html) a seguito di una analisi approssimativa propugnata a suon di punti esclamativi e teorie economiche poco convenzionali che vengono prese come una panacea universale (cito: “la unica teoria economica possibile è quella MMT!!!”). Con 23.000 like, 2428 voti e 8469 commenti è la proposta PIU’ VOTATA nel vostro forum, a discapito di altre meno propagandistiche e più ragionate (http://www.laprimaveradellascienza.it/notiziario-dal-fronte-m5s/) che pure si pongono il problema dell’uscita. Quindi questa cosa del referendum è FUFFA che si è inventata Grillo, la base di M5S DISCUTE DI ALTRO. Dimostratemi che non è così. O forse la base di M5S NON è in rete?

    2- Il referendum non credo sia uno strumento efficace, per tre motivi, spiegati qui: http://www.laprimaveradellascienza.it/3-ragioni-per-cui-un-referendum-su-euro-e-ingannevole-chiariamoci/
    E anche di questo, dovreste (dovremmo) discutere.

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  • 44
    Paolo

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  • 43
    NeroLucente

    Da quel che vedo la maggioranza di elettori, iscritti e simpatizzanti del M5S, è per l’uscita dall’euro.

    Perchè il M5S ha paura di presentarsi come partito No EURO?
    Perchè c’è questa necessità di chiedere ai cittadini, visto che su altri temi ciò non è stato fatto?
    Perchè sul tema corruzione vi sono decinde di post sul Blog di Beppe Grillo, mentre il tema macroeconomico è quasi del tutto assente?

    Se il M5S ha paura di presentarsi con le proprie idee, significa solo che non crede realmente all’abbandono dell’euro. Non vi è la stessa forza di intenti che invece è palesemente manifesta su altri argomenti.

    Come dice Bagnai: “..non si capisce cosa voglio fare..”

    Ed io che pure il M5S l’ho votato, soffro per questa lacuna e preferirei una consultazione interna (che è già stata fatta in passato) piuttosto che la proposta di un DIFFICILISSIMO referendum, con i falchi pronti a sparare.

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    • 43.1
      Fiorella Ciampa

      Concoro con te NeroLucente aggiungo ce non si può pensare veramente di contrastare il mainstream efficacemente nell’informazione. Esempio oggi ho visto una parte di omnibus, gli ospiti tutti contrari all’uscita, poi un pò del programma successivo, non ricordo bene il nome, c’è di mezzo il caffè, parlavano della disoccupazione giovanile, ma serpeggiava chiaramente il fatto che l’euro non si tocca. Quindi non ci si può accontentare magari delle trasmissioni serali dove faranno anche scontrare le due posizioni, pro e contro, perchè in tutte le altre ore di programmazione che rimarranno faranno come vogliono e indirizzeranno la discussione come meglio credono. Non mi venite a dire che però ci sarà la rete perchè non raggiunge tutto l’elettorato, un conto poi è parlare contro la casta o la corruzione, argomento in cui tutti sono d’accordo e che quindi è servito anche ad aumentare i voti al M5S un altro è l’euro di cui nessuno si è guardato bene di contestare se non in ore tarde sulla tv. C’è poi anche un altro argomento non si può pensare di fare un referendum sull’euro, perchè l’uscita va concordata magari anche con altri paesi favorevoli e attuata nel minor tempo possibile, se tu lo gridi ai quattro venti rendi probabili le fughe di capitali e non fai a tempo a creare condizioni favorevoli allo stato e ai cittadini più vulnerabili, detto in parole molto povere, non è conveniente per il paese che decide di farlo dirlo ai quattro venti prima di attuarlo.

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    • La rete non basta il M5s dovrebbe integrare L’informazione utilizzando la piazza è li che ha preso il maggior numero di consensi. Purtroppo Grillo non vuole impegnarsi sul tema Euro/Europa anche se questo mette in dubbio la sua credibilità quella dell’intero movimento. Dovrebbe dare spiegazioni

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    • 43.2
      Virus

      @Albertoluigi

      Ti quoto completamente.

      Lo staff non può non sapere come la pensa “la base che conta”.

      L’ultima volta che hanno proposto Benettazzo sono piovuti insulti da tutte le parti.

      Il M5S è da tempo “circondato” da due fronti: uno molto importante dai “donaldiani” che (per buona pace dei professoroni) grazie all’evento di Rimini dell’anno scorso ha smosso l’interesse di tantissimi attivisti e una sempre più in crescita e particolarmente preparata formata da Bagnai & Co.

      Il punto che chi ha “il potere reale” sono Beppe e Staff: senza di loro il nostro movimento culturale sarebbe rimasto in cantina come in gran parte degli altri paesi occidentali.

      Sono i professori che devono andare da Grillo e staff, NON viceversa.

      Ma chiaramente vorrebbe dire che finalmente l’intelligentia comincia a mettersi in gioco seriamente e inizia a tirar fuotri VERAMENTE gli attributi…

      Siamo in guerra e loro (a parte Becchi), mi spiace, l’elmetto non se lo sono messo in testa.

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  • 42
    Stefano

    Qualcuno mi spiega quali saranno le conseguenze per l’Italia una eventuale uscita dall’Euro?
    Si perchè credo che delle conseguenze ci saranno. Fuga di capitali all’estero, il debito di 2.000 e passa miliardi di Euro da pagare con una moneta, la nuova lira, svalutata, il rapporto tra debito e PIL, le importazioni di materie prime e dell’energia, gas e petrolio, da cui dipendiamo, da pagare in euro, sempre con la nuova lira che potrebbe valere quanto la pizza di fango del Burundi, inflazione e tassi di interesse al 25%. Sarà sufficiente la ripresa competitività per pagare tutti questi conti?
    E ancora, i cittadini con mutuo indicizzato e in euro, come dovranno comportarsi per mettersi in salvo?
    Non tutti hanno da esportare beni e servizi, a meno di non esportare mogli e figli.
    All’ora, allo stato in cui siamo, dov’è la convenienza? Ci conviene tornare indietro o remare fino al prossimo porto?

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  • 41
    NeroLucente

    E’ proprio necessario consultare i cittadini su una questione sulla quale un partito o movimento deve semplicemente dimostrare qual’è la sua posizione (dopo essersi consultati all’interno), farsi votare e mettere in atto la usa politica?

    Non capisco perchè su tanti temi vi è una decisione chiara (e spesso senza alcun referendum) NO INCENERITORI, NO RIGASSIFICATORI, NO ACQUA PRIVATA etc etc.
    E perchè la stessa cosa non accade con il TEMA MACROECONOMICO.

    Il M5S parli chiaro e dica cosa vuol fare, perchè tanti elettori come me si possono perdere.
    Sull’euro si ha paura di impostare la campagna elettorale? E poi cosa farà il M5S se andasse al Governo, consultazioni continue dei cittadini su questioni tecniche complesse? Lo ribadisco, vabbè la partecipazione diretta, ma c’è un limite, non si può consultare il popolo su materie che richiedono anni di studi ed esperienza.

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    • 41.1
      Vasco Piacentini

      Ben detto!
      Dieci milioni di persone non consapevoli e non competenti non fanno un solo Alberto Bagnai.
      Far decidere sulla permanenza o meno nell’euro tramite referendum, e quali debbano essere i modi e i tempi di una eventuale uscita, sarebbe come far votare su quale traiettoria far seguire a una sonda spaziale lanciata verso Marte.
      La qualità ha ben poco a che fare con la quantità.

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    • 41.2
      Virus

      @Vasco Piacentini

      Non posso essere d’accordo: un conto è l’analisi economica, un altro conto è l’efficacia politica.

      Politicamente Bagnai vale 1/50000000: un voto.

      In democrazia diretta 50 milioni di Italiani INFORMATI (grazie ANCHE a Bagnai) significa potere.

      Vogliono influenzare almeno 10 milioni di Italiani? Vadano da Grillo e staff.

      Se no vadano da Letta, Alfano o Maroni oppure si formino il loro MovimentoPerFermareIlDeclino e scompaiano dalla storia.

      Purtroppo la natura è avara ed intelligenza e “attributi” non li cede mai in coppia.

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  • 40

    Il problema e’ che il 70% degli italiani impauriti dai media di regime UE voteranno per il mantenimento dell’euro!
    Ci sara’ un bombardamento mediatico da Corea del Nord con slogan del tipo, “faremo la spesa con la carriola” “niente gas, niente benzina”
    E allora ci dovremmo tenere questa insanguinata moneta per 1000 anni!
    Le crisi rendono i popoli passivi e paurosi accettando qualsiasi imposizione dell’alto.
    Il referendum puo’ essere un arma a doppio taglio.

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  • 39

    1 mossa : la banca d’Italia agli Italiani
    2 mossa : Fuori dall’impero dell euro
    3 mossa : ritorno alla lira .
    scacco matto ai Bildenberg in tre mosse

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«12

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