Tecno-fascismi e purghe staliniane

Tecno-fascismo purghe staliniane

Nelle comunità primitive, l’appartenenza al gruppo era fortissima. C’era un motivo. Dalla coesione e dall’unità di intenti del gruppo dipendeva la sopravvivenza dei suoi stessi individui. Quando qualcuno la metteva in pericolo, la sua sorte era segnata. Una delle punizioni più severe era l’espulsione dalla comunità. In una ambiente primitivo e ostile, essere cacciati dal gruppo significava andare incontro a morte certa. Nel gruppo si viveva. Fuori dal gruppo, no.

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Qualcosa di simile avveniva nelle comunità più avanzate. Romeo fu cacciato da Verona perché aveva assassinato Tebaldo e venne esiliato (il fatto che si tratti di una tragedia di Shakespeare non rende l’esempio meno realistico). Certo, le conseguenze di un esilio erano meno traumatiche. Ma non del tutto indolori. In un mondo fortemente diviso per fazioni arrivare in un nuovo villaggio, un nuovo feudo, una nuova cittadella da esule, da forestiero, senza la protezione del gruppo, o addirittura provare a mettersi al seguito dell’esercito nemico, poteva avere le stesse tragiche conseguenze dell’espulsione da una comunità tribale.

Tra le espulsioni traumatiche c’è sicuramente quella messa in atto da una corte marziale, il tradimento della gerarchia e della fedeltà a un corpo militare, che in tempi di guerra costa frequentemente la morte. Analogamente (per intransigenza e per spietatezza), perdere la fiducia del gruppo in una organizzazione criminale significa andare incontro a una esecuzione. E incontro a morte certa andavano anche coloro che venivano giudicati cospiratori, anche semplici cittadini, che nella Russia di Stalin subivano esecuzioni sommarie (le Grandi Purghe), o i dissidenti sudamericani (i desaparecidos gettati in mare dagli aerei ad alta quota), o coloro che non si allineavano nel periodo fascista. La punizione era sempre la stessa: la reclusione o la morte. Spesso tra le due condizioni ve n’era una terza intermedia: la tortura.

Potremmo andare avanti a lungo, ma sono sicuro che ci siamo capiti. Perché vi racconto queste cose? Perché non è infrequente che alcuni commentatori in mala fede, su media compiacenti, si riferiscano alle espulsioni dal Movimento 5 Stelle come a episodi di tecno-fascismo, a purghe staliniane e così via, con l’unico limite dell’attitudine individuale al solipsismo verbale acrobatico (masturbazioni linguistico-paranoidi in cui il raggiungimento del piacere è legato all’invenzione dell’associazione di idee il più indecente e indecoroso possibile).

E’ utile disperdere la cortina di fumo sollevata ad arte e recuperare la giusta lucidità. Le democrazie moderne hanno superato il rito dell’espulsione fisica, codificando e sublimando la legittima necessità di preservare l’identità di gruppo attraverso una nutrita filiera di ordinamenti giuridici. L’arbitro che espelle un giocatore dal campo non lo condanna a morte, ma sanziona solo un comportamento scorretto rispetto alle regole scritte (come, immagino, il divieto di insultare il ruolo di chi svolge funzioni di garante rispetto al regolare svolgimento della partita) o non scritte ma semplicemente lapalissiane. E’ la giustizia sportiva. Allo stesso modo, un’assemblea condominiale può “espellere” un condomino per morosità, e una qualsiasi associazione privata può fissare le proprie regole e decidere, a maggioranza, sulla permanenza di un membro nel gruppo.

Non è un caso che un gruppo parlamentare sia, di fatto, una associazione privata e abbia uno statuto (o un “non statuto”). Inoltre, il carattere distintivo che lega un parlamentare al suo gruppo è di natura prevalentemente fiduciaria. Sono le regole delle quali la nostra democrazia si è dotata per sostanziarsi in istituzioni che tutelino sia i diritti inalienabili del singolo, sia quelli giuridici dei singoli che si costituiscono in gruppo e che hanno parimenti “diritto” a preservarne le intenzioni, lo spirito, l’attitudine. Cosa resterebbe di una cellula se i suoi mitocondri si mettessero ognuno a divorare ogni giorno un pezzo di dna a piacere?

I gruppi parlamentari sono solo organizzazioni, interne al Parlamento, nate per semplificare e razionalizzare l’appartenenza degli eletti secondo i tratti distintivi comuni. L’eletto, essendo libero da vincoli di mandato, secondo il “regolamento condominiale” chiamato Costituzione (passatemela) è libero di passare da un gruppo all’altro, a seconda di quale sia quello nei cui valori si identifica maggiormente. Se non ne trova uno adatto, può continuare il suo percorso istituzionale nel Gruppo Misto. Allo stesso modo, se un gruppo ritiene che uno dei suoi membri non condivida più i tratti distintivi fondamentali condivisi dalla maggioranza, può decretarne l’esclusione al fine di preservare una chiara identità. E l’identità è tutto, sia nella psicologia individuale come, a maggior ragione, nella dinamica sociologico-politica. Tanto più se parliamo del Movimento 5 Stelle, che si picca di fare della coerenza uno dei suoi punti di forza.

Il Movimento 5 Stelle, nelle sue declinazioni parlamentari, è attraversato da opinioni estremamente diverse, e questo gli conferisce valore e costituisce la rappresentazione plastica degli ideali di democrazia partecipata che persegue. Quando tuttavia queste opinioni minano alle fondamenta la sua stabilità, i suoi valori chiave, i suoi punti di riferimento, rischiando di svuotarlo dall’interno e, soprattutto, di farlo avvitare su se stesso, disperdendo l’energia politica in interminabili discussioni di metafisica istituzionale e spezzando quel legame, quel patto di responsabilità politica basato sui programmi che lega l’elettore ai suoi portavoce, allora è legittimo che il gruppo decida, convergendo a maggioranza, di autopreservarsi, e in questo modo preservare le speranze e le intenzioni dei cittadini che lo hanno votato.

Un senatore o un deputato “espulso” da un gruppo parlamentare non va incontro a un destino orribile: perde solo il diritto di parlare a nome di quel gruppo che non si riconosce più nelle sue opinioni o nei suoi comportamenti, ma continua a portare avanti la sua attività politica nelle stesse aule, spesso senza cambiare neanche di posto (Mastrangeli molto di frequente siede vicino ai parlamentari M5S e chiede a loro come e cosa votare). Di contro, chi non riconosce a un gruppo il diritto di decidere a maggioranza su quali contenuti, valori e forme veicolare, disconosce la Costituzione repubblicana e il senso stesso della politica. E anche, francamente, il senso del ridicolo, visto che le espulsioni (per motivi ben più gravi come l’avere denunciato attività illecite dei propri capi di partito) sono all’ordine del giorno nelle grosse formazioni politiche.

Ma nessuno ne parla. E, soprattutto, nessuno usa termini come “tecno-fascismo” o “purghe staliniane”. E’ più fascista chi usa strumenti istituzionali per cercare di preservare la coerenza del patto elettorale, o chi sui media accusa di fascismo il legittimo utilizzo di una normale pratica codificata dai regolamenti parlamentari, omettendo sistematicamente di guardare alla trave negli occhi dei suoi referenti politici?

Non so se sia giusta l’espulsione individuale di questo o quel parlamentare, ma una cosa è certa: le dichiarazioni che alcuni di loro costantemente rilasciano in televisione e sulla carta stampata, spesso con un tempismo fenomenale, oscurano costantemente l’attività politica di chi alle lamentele e alle luci della ribalta preferisce i lavori delle commissioni e l’attività dell’aula. E questo, con la complicità dei media che si disinteressano dei contenuti (dichiarandolo apertamente, come ha fatto Corrado Formigli durante l’intervista a Nicola Morra) per sollevare cortine fumogene basate esclusivamente sul gossip metapolitico, rappresenta il vero cancro di questo paese.

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207 risposte a Tecno-fascismi e purghe staliniane

  • 97
    NeroLucente

    @ luca

    Nessun volo pindarico, la risposta è semplicemente andata fuori dal suo posto per via del adblocker.
    E tu o fai finta di non capire o la tua stupidità è superiore alla mia.

    Perchè bisogna essere ingenui e molto stupidi per non vedere come l’intento dei giornalisti sia trovare ogni piccolo appiglio per dimostrare che il M5S è peggio di qualsiasi partito mai esistito. Poi mi spieghi quando e dove farebbero interviste “CATTIVE” ai politici, che di solito è tutto un assist quando non una vera e propria maggiordomeria, fatte le dovute e rare eccezioni di pochi, per non dire unici, casi in cui c’è un giornalista indipendente a fare le domande, se ci riesce…

    E che a questo comportamento esistono più spiegazioni tra cui il legame che vede direttori di giornali e telegiornali direttamente collegati in primis a Pd e Pdl ma anche ai partiti minori che lottizzano da sempre tutta l’informazione tradizionale, i cui CDA sono infestati da persone di fiducia, o dai diretti interessati, che con molta gratitudine restituiscono tutti i vantaggi che ricevono dal loro ruolo prestigioso sotto forma di articoli su misura, che spesso servono ad infangare l’avversario politico, inutile negare che fuori dagli schemi il M5S è l’avversario di tutti e rispetto ai partiti .

    E chi sta scrivendo è un astensionista, che non ha interesse a difendere il M5S, in quanto ritiene il M5S non risolutivo della crisi macroeconomica che viviamo. E quindi puoi pure risparmiarti di attribuirmi parlamentari o etichette, grazie.

    E per chiudere, quella che tu chiami impropriamente CENSURA è invece una divergenza di pensiero e nessuno ti obbliga a rimanere in un movimento che non si lega più al tuo modo di vedere, se qualcosa non ti piace non è affatto necessario.

    E visto che sembra che le mie parole non rimangono visibili mi ripeterò fino alla nausea, PERCHE’ LA GAMBARO SI LAMENTA DI GRILLO, PUR SAPENDO CHE DA SEMPRE BEPPE ATTACCA TUTTI SENZA PELI SULLA LINGUA?

    Quella non è una critica, è la richiesta di un cambiamento, la Gambaro chide a Grillo di smetterla di usare la linea dura e di criticare perfino il parlamento. E allora perchè non lamentarsi direttamente con Grillo? Quella della Gambaro bene che vada sembra una richiesta di cambiamento della linea comunicativa, che equivale a ragionare in termini di assecondare le necessità di apparire piuttosto che di essere.

    Se hai letto tutto ti invito a non rispondere, perchè so benissimo che non ne usciamo, la tua è una visione immutabile quanto la mia.

  • 96
    NeroLucente

    @ Luca

    Sebbene risponderti significa ammettere di essere un pò idiota, perchè la risposta alle tue domande è già scritta sopra, per maggior chiarezza lo ribadisco.

    Se un giornalista ti chiede il perchè della debacle elettorale, la risposta più sensata non è fornire ad uno che non ha la minima intenzione di spendere mezza parola positiva per te ulteriori armi per distruggerti mediaticamente, perchè altrimenti significa che sta cercando di aiutare la stampa piuttosto che il movimento del quale fai parte.

    Quello che non ti va di Grillo, che urla o che attacca perchè ti andava bene prima?
    La linea è quella è conosciuta, se non ti piaceva perchè sei entrata nel movimento?

    Insomma qui c’è una coerenza estrema da un lato e molto ma molta voglia di fare STRATEGIA a seconda degli umori dell’elettore.

    Insomma la vecchia mentalità dei politici di inseguire gli umori del popolo, ma non per esaudire i loro bisogni, ma per sfruttarli al fine di continuare a stare piantati in parlamento.

    • 96.1
      luca

      Stai facendo voli pindarici..(sopra non c’è nessuna risposta a riguardo se non altri voli pindarici o superc**zole )

      ” la risposta più sensata non è fornire ad uno che non ha la minima intenzione di spendere mezza parola positiva per te ulteriori armi per distruggerti mediaticamente”

      cosa c’entra lo spendere “mezza parola positiva per te” ??
      Il ruolo del giornalista è fare le domande (anche cattive e maliziose ) non spendere parole positive. La gambaro doveva rispondere ( o meno ) , ed è proprio la risposta della gambaro che ha fatto scalpore, non c’è stata nessuna interpretazione delle sue parole, hanno semplicemente trasmesso in video o trascritto le sue parole testuali.
      Ritorniamo all’ obbligo di censura dei vostri parlamentari come ho detto prima.

  • 95
    Andrea

    In Italia si è sempre trattata la politica con un buonismo che non è proprio di nessun’altra realtà.

    Se tu sei l’allenatore di una squadra e la tua squadra non vince, il presidente cambia allenatore, se sei il manager di una azienda e la tua azienda non fa utili, vieni licenziato e viene assunto un altro manager, e non me ne frega niente se tua moglie è stata male, se la concorrenza era sleale, se l’anno prossimo ti impegnerai di più o qualsiasi altra scusa, io voglio che fai utili, se non fai utili… “avanti il prossimo!”

    In politica invece è 20 anni che si continua a giustificare nei modi più disparati i protagonisti della politica dicendo che era colpa dell’opposizione, del presidente della repubblica, del governo che c’era prima, dei traditori, dei magistrati che comunque non ti hanno ancora condannato definitivamente… Basta! O “fai utili” o vai a casa!

  • 94
    NeroLucente

    Io ho ben altri motivi per cui lamentarmi del M5S.

    E continuo a ritenere molto più stupida la dichiarazione della Gambaro data in pasto ai media pronti a sbranare il M5S che la decisione di Grillo di metterla fuori tramite votazione.

    Perchè io ho provato a mettermi al posto della Gambaro e se mi fosse venuto in mente di crticare Beppe non avrei di certo fatto l’errore di contribuire alla missione infamante dei pennivendoli. Avrei preso l’occasione del microfono per spiegare ancora una volta agli italiani che la contaminazione dei partiti è la denaturazione di un movimento antipartitico.

    Nella lotta contro tutti i media che non spendono mezza parola positiva per il M5S, mentre i partiti vengono trattati con i guanti di velluto, quello della Gambaro non è stato un errore ma un imboscata.

    Detto ciò un moveimento che vuol cambiare le abitudini di questo paese, NON HA BISOGNO DI VOTI E VITTORIE, perchè il vero traguardo è rendere l’elettore IMMUNE ALLE LOGICHE CHE VOGLIONO IDEOLOGIE CONTRAPPOSTE, UNITE PER SALVARE IL PAESE, e con la paura del baratro e del fate presto continuare quella vecchia politica di spartizione di posti e poltrone, lasciando immutati antichi privilegi, grandi congflitti d’interesse, pieno supporto a lobby e gruppi di potere.

    • 94.1
      Dr. Manhattan

      Analisi assolutamente condivisibile.
      È del tutto inutile inseguire voti e consensi, per poi ricomporre lo schieramento di regime.
      Siamo in emergenza economica da decenni: il pretesto per ogni nefando consociativismo è sempre buono e attuale. Per la serie: “avevamo l’occasione di…”.
      Il cambiamento può essere solo qualitativo: è inutile perseguire il 51% se poi, in nome della ragion di stato, ci si laica tappare la bocca e si diventa complici, oppure (se non ci si sta) si viene additati come responsabili della crisi.
      Oppure vogliamo diventare come il PD? Quanti lo hanno votato illudendosi che significasse davvero cambiamento e tutela dei cittadini?

    • 94.2
      luca

      Quindi se fai parte del M5S e un giornalista ti domanda quali sono le ragioni della debacle elettorale…anche se pensi che la colpa è dei toni di beppe grillo, non devi rispondere ??
      Si parla tanto di mettersi nei panni della gambaro, fatelo pensateci almeno.
      State semplicemente giustificando la censura. Legittimo percarità, ma una rettifica al regolamento dovreste farla, perchè non mi sembra una cosa normale e moderna imporre il silenzio stampa. La teoria della gambaro espulsa per aver offuscato lavori parlamentari fa acqua da tutte le parti. (se i media sono i vostri peggiori nemici di quale “danno” stiamo parlando ? )
      Poi se il problema sono i media , come ho detto altrove, non sarebbe più intelligente lavorare sui media piuttosto che sul bavaglio da mettere ai vostri parlamentari ??

  • 93

    Credo che le analisi di Claudio e di altri che sono intervenuti nei commenti (mi riferisco soprattutto al commento n.24 di Simone Garbuglia) debbano efficacemente essere messe insieme per riprogrammare le strategie di lotta: il carisma e i toni di Grillo hanno funzionato egregiamente in campagna elettorale ma ora il sistema dei mass-media sta rispondendo con identica moneta, giocando più sulla forma che sui contenuti.
    I gruppi Mediaset e Espresso-Repubblica hanno tutti gli interessi a giocare contro Grillo per recuperare i voti che PDL e PD-L hanno perso a favore del M5S e lo fanno come hanno sempre fatto (e come Simone sottolineava), niente di nuovo sotto il sole…
    Ma l’aspetto “X” su cui stiamo perdendo la battaglia, non la guerra, è sull’elettorato inesperto che conquistato dal carisma di Grillo inizialmente adesso fa fatica (diciamolo così, fa fatica) ad andarsi a vedere via web i contenuti che l’M5S sta mettendo in campo con l’attività parlamentare: elettorato che fa ugualmente fatica a capire che in una ipotetica alleanza con Bersani il PD avrebbe fatto in modo di far rimanere l’M5S col cerino in mano (ed ho il sospetto di sapere anche quando sarebbe successo: quando gli avrebbe chiesto di rimandare la riforma elettorale a data da destinarsi).
    Evidentemente una grossa parte dell’elettorato che ha contribuito al successo, è ancora televisivo/stampato, ed è su questi media che va a prendersi le informazioni per il suo fabbisogno rapido quotidiano.
    Forse siamo stati troppo frettolosi nello scaricare completamente le apparizioni televisive (non avendo grossa carta stampata alle spalle tranne Il Fatto e parte di Micromega) a favore solo del web. E ribadisco: è stata una scelta coraggiosa che mi sentirei di riseguire, ma forse dobbiamo ammettere che è stata strategicamente avanguardistica per questo paese.

  • 92
    novecento

    @ Messora vaff***ulo (…..sapere chi c**zo sei?? almeno quando ti vediamo sul blog giriamo alla larga, ……devi essere contagioso piu’ dell’HIV).
    Pensavo che la sottospecie di neanderthal fosse una razza superata. Evidenzio un sentimento di vergogna correlato all’evidente presenza di soggetti “mente captum” che faticano a tenere a bada l’unica cellula cerebrale attiva nel deserto sconsolato e arido di una inutile scatola cranica(?) che il Signore Dio ha arbitrariamente deciso di creare senza precauzione alcuna.
    E’ difficile sentirsi Italiano quando scopri che l’italia è afflitta dalla presenza di personaggi squallidi come te. Il Prof. Alzheimer non avrebbe saputo qualificarti, ti avrebbe inserito fra le patologie rare monocellulari permianti soggetto di razza sconosciuta con sistema circolatorio a secrezione sierosa: …..si, tu non hai sangue nelle vene, ma liquame. “ora riesci a dormire la notte pensando a quello che stai facendo?”: Messora è in guerra come tutti noi contro un sistema di persone ampiamente e ben rappresentati da te. Forse siamo anche un po’ fessi se pensiamo che il frutto dei sacrifici immani come quelli che facciamo possano provocare beneficio anche alle amebe monocellulari affette da malattie del delirio.
    “un tempo eri una persona perbene”: Messora è una persona come tutti, ho invece seri dubbi che tu possa avere sembianze umane, da quello che scrivi è improcastinabile immaginare il reflusso da una fonte piuttosto rumorosa, un orifizio circolare con apertura anatomica posta forzosamente all’esterno e gestita da muscoli involontari che non riescono a fermare scorie tossiche prodotte dagli scarti di quell’unica cellula maligna e solitaria affetta da swine flu.
    Certo pernsare che in giro ci sono persone come te è difficile dormire la notte, io ho avrei gli incubi.

  • 91
    Clesippo Geganio

    questi accordi USA-Italia ed altri Paesi non sono soltanto di natura economica e finanziaria, ma assumono valenze di strategie geopolitiche internazionali, far sapere al mondo che l’occidente ricco ed opulento costruisce armamenti sofisticati e costosi nonostante la crisi economica significa incutere negli altri Paesi amici ed ostili attenzione, considerazione e rispetto.
    Purtroppo ancora nel terzo millennio mostrare i muscoli rende e funziona perchè propedeuitico all’applicazione della supremazia.

  • 90
    emar

    Comunque vorrei complimentarmi Con Grillo e’ propio un grande stratega della comunicazione.Se non avesse risposto e chiesto pubblicamente l’espulzione della Gambaro ma magari avesse chiaritole cose in privato dopo un giorno tutti si sarebbero dimenticati della cosa cosi’ invece i tg ne hanno parlato per giorni e giorni ed ora con la sua espulzione il caso Gambaro il movimento se lo portera dietro mesi o addirittura anni.Complimenti Beppe la tua opera di distruzione dell’unico movimento che poteva dare una speranza al paese procede molto bene per le prossime elezioni probabilmente sarai riuscito ad ultimare il lavoro.Dimmi Beppe di recente hai fatto visita ad ambasciatori americani? e Casaleggio quanto tempo e’ che non incontra Enrico Sassoon?.

    • 90.1
      Andrea

      L’alternativa è “chiudere un occhio”, permettendo così hai portavoce di diventare dei politici che operano solo su idee personali e non sulle idee degli attivisti e dei cittadini (il commento della Gambaro era puramente personale, non da portavoce).

  • 89
    Clesippo Geganio

    ci sono persone che non sono in grado di gestire cariche istituzionali, tantomeno lo stress relativo alle responsabilità che comporta, quindi succede che sfoghino il nervosismo come accaduto alla Gambaro, evidenziando di non essere all’altezza dell’incarico per la mancanza di furbizia (ammesso avesse ragione) di aver contrastato pubblicamente il leader, quando poteva farlo in privato lontano da occhi ed orecchie indiscrete di chi gode ed utilizza questi errori a proprio vantaggio per delegittimare il M5S, la Gambaro purtroppo ha concesso un clamoroso “assist” ai giornalisti stercorari e politici di cacca per screditare il MoVimento.
    In politica questi Orrori costano caro.

  • 88
    marco

    Non sarebbe ora di pensare ad altro? Quando una manifestazione di piazza contro l’acquisto degli F35? In Brasile un milione di persone scende in piazza perchè non vogliono buttare 30 miliardi nella Coppa del Mondo di Calcio del 2014 mentre il paese ha il 10% di analfabeti e il 21% di poveri. Quando ci sarà qualcuno che lancerà campagne di lotta politica anche fuori dal Parlamento sugli F35 e tanti altri sprechi ingiustificabili?

    • 88.1
      Virus

      @marco

      I servizi e i corpi militari dello stato non aspettano altro.
      Almeno che non parti dal presupposto che lo “stato” siamo noi…

      Tra poco ci saranno pure le milizie europee che avranno ancora meno remore a spaccare i denti di donne, vecchi e bambini.

      I greci e gli spagnoli cosa hanno ottenuto scendendo in piazza?

      I rentier sono tornati allo scoperto da molto oramai ed è quindi evidente che non temono più niente e nessuno. E di servi se ne sono comprati tanti.

      Bisogna usare l’intelligenza.

      E’ impensabile di opporsi in piazza ad una macchina bellica globale: o pensi veramente che sia Letta a decidere le linee guida di politica economica italiana? E’ vero che quando li senti parlare sembrano delle bestie immonde ma neanche un microcefalo accetterebbe di suicidarsi aumentando l’IVA.

      E’ necessario che la piccola borghesia e la classe lavoratorice, con l’aiuto di parte dell’intelligentia “illuminata”, ritrovi la propria identità di classe e che si riconosca in un tuttuno complementare (il terzo stato?) che deve opporre resistenza alla classe parassitaria dei rentier, all’aristocrazia attuale e futura. Chi CREA VALORE contro chi se ne appropria e lo brucia per mantenere ingiustificati privilegi (o meglio, giustificati dal sangue sparso dai loro padri).

      Deve essere riscoperto il senso di LOTTA di CLASSE.

    • 88.2
      Virus

      Questo non è però sufficiente che accada solo in Italia: deve accadere in TUTTI i maggiori paesi occidentali.

      Si deve creare un network come il M5S transnazionale, ANONIMO che rappresenti politicamente e PUBBLICAMENTE una rivolta di piazza collettiva in tutto l’occidente, con l’occupazione simultanea di TUTTI i parlamenti delegittimati e dei maggiori media.

      Dovremo essere un tutt’uno non solo a livello di classi produttive, ma anche a livello di identità culturali.

      L’unità del terzo stato deve partire comprendendo quella verità umana per cui sono le DIFFERENZE che UNISCONO, per quella complementarietà intrinseca della nostra natura: ovvero, l’OPPOSTO dei DISVALORI globalizzanti.

      Solo in quel caso il sangue versato potrà essere fonte del futuro che i nostri padri hanno sperato per le generazioni future.

  • 87

    CONCORDO PERFETTAMENTE. IL TUTTO NASCE ANCHE DAL FATTO DI ACCENTRARE TROPPO LA DECISIONALITA’ SUL DUO GRILLO-CASALEGGIO. OCCORRE PREPARARE I PARLAMENTARI PER GLI INCONTRI TV. IN ITALIA IL PENSIERO POLITICO PASSA ANCORA IN MANIERA IMPORTANTE DA Lì. GRAZIE
    STEFANO

  • 86
    novecento

    Ciao amico mio,
    do subito un ‘occhiata al tuo link, che come sempre sarà interessnte. In quanto alla tua proposta su Emergency……forse meglio di no, gli invalidi made in Italy sono superiori al made in Italy e questi soggetti sicuramente tornerebbero in patria privi di braccia e gambe, accessori utilissimi nel nostro paese visto che molti nascono con una scatola cranica precaria di materia grigia.

  • 85
    novecento

    I TONI DI GRILLO:
    Beppe Grillo è stato ed è uno dei massimi conoscitori (direi al mondo) di comunicazione. E’ nel gergo detto un leone del palcoscenico e lo calpesta da circa 40 anni. Prima di criticare i TONI che usa bisognerebbe analizzare effetto e cause di azioni e reazioni che un sentimento interno fatto di sensazioni e sesto senso ti suggeriscono in tempo reale prevedendo in un decimo di secondo cosa dirai fra mezzo secondo e cosa si percepirà nell’ascoltatore nel restante mezzo secondo. Non so se sono in grado di far capire come funziona un palcoscenico e quali siano le elettricità che l’interlocuzione provoca e che il leone sa captare un po’ come fanno anche gli squali con il sangue. In ogni caso la velocità di pensiero e la percezione elaborata da un sesto senso sono i fattori determinanti diun successo o insuccesso. Naturalmente il discorso o la scena o la musica che si propone deve avere una certa validità altrimenti cade tutto e ti fischiano.
    Ecco: Beppe è questo con un programma valido, anzi eccellente.
    In mezzo a 63 milioni di persone è certo che ci sarà qualcuno che quel sentimento sconosciuto che arriva da dentro l’anima lo interpreta in maniera opposta anzi a folte fastidiosa e riluttante. Questo dimostra che il carisma (molti lo chiamano approssimativamente cosi’ ma si tratta di intelligenza preparazione e interpretazione in tempo reale della massa) di Grillo rappresenta uno dei pilastri fondamentali del movimento insieme al programma e alla volontà popolare. Le urla di Grillo spesso sono seguite da pianissimi, poi da espressività, poi dalla battuta, poi dal grido del sentimento trasversale del popolo, poi dalla ghignatina satirica ecc. Grillo è un eccellente direttore dell’orchestra sinfonica e difficilmente Puccini puo’ essere interpretato da un direttore tedesco o francese o austriaco o di qualsiasi altro paese al mondo. La conclusione è come dice la canzone “era già tutto previsto” e chi fa finta di non sapere o è ingenuo o è amico di Scajola.

  • 84
    giovanni greco

    mah, io non capisco, le tue parole più che confutare confermano le accuse di tecnofascismo e purghe staliniane, una visione così chiusa di gruppo, in cui ogni dissenso non trova spazio, ma addirittura viene eliminato è proprio di quei sistemi. il fondamento di una democrazia, e quindi ancora di più di una democrazia liquida è il dare spazio a opinioni e interessi di minoranza, che pur non determinando l’ azione(in questo caso politica) proprio perchè di minoranza, hanno comunque diritto a trovare spazio, a potersi esprimere e financo a esercitare una certa influenza, una democrazia liquida in cui il dissenso viene sistematicamente decapitato, diventa una dittatura liquida. e come aggravante aggiungo che, comunque la si voglia mettere, il motivo è stato la critica all’ Uno che vale più di uno. Ti ricordo anche, visto che hai tirato in ballo le questioni, che storicamente parlando le società di successo sono state quelle che sono riuscite a inglobare opinioni e esigenze differenti da quelle del gruppo dominante, e non quelle che hanno eliminato fisicamente e politicamente il dissenso; e che nei tanto vituperati partiti politici esistono comunque delle opinioni di minoranza, cosa che nel m5s pare sia vietato. Certo come dici tu l’ anarchia, dove ognuno può fare e dire quello che vuole è ugualmente distruttiva per un gruppo, ma il concetto di democrazia liquida, per come lo avevo capito io, avrebbe preferito il rischio di anarchia che quello di pensiero unico.

    • 84.1
      Sarah Cinti

      Piano.
      E’ una questione di termini.
      La Gambaro non ha CRITICATO.
      Non ha semplicemente “ESPRESSO DISSENSO”
      Bensi’ ha MISTIFICATO.

      E la cosa e’ profondamente diversa: tutto il tuo ragionamento si fonda sul fatto che la Gambaro abbia espresso un sano dissenso.
      Invece ha scientemente mentito.

      La Gambaro quando accusa Grillo di attaccare il Parlamento, non e’ assolutamente credibile.

      Chi mai – oltretutto facente parte del M5S – potrebbe pensare che Grillo abbia attaccato il Parlamento come istituzione?
      Sappiamo tutti benissino che Grillo, attaccando i parlamentari corrotti e ladri, ha voluto difendere il Parlamento.
      Quindi la Gambaro non ha criticato,
      bensi’ ha MISTIFICATO.

      MISTIFICAZIONE: Distorsione, per lo più deliberata, della verità e realtà dei fatti, che ha come effetto la diffusione di opinioni erronee o giudizî tendenziosi, sia in campo ideologico sia, per es., nel settore del commercio e della pubblicità, al fine di trarre vantaggio dalla credulità altrui.

  • 83
    dario

    Ho visto i post di precisazione del commento. Beh qui entriamo in questioni psicologiche. La tensione e frustrazione c’e’ da parte di tutti. A me interessa il programma: e la storia dell’espulsione ha tenuto banco e oscurato i lavori parlamentari molto di piu’ delle critiche della senatrice.
    Altre espulsioni cosi e il gruppo comunicazione si becca il tapiro d’oro per capacita comunicativa.
    Cercate di mantenere lucidita’ e pensare alle conseguenze delle azioni.
    E in merito al concetto di espulsione; capita che scappi lo scapaccione se tuo figlo la combina grossa, ma prima di cacciarlo di casa ce ne vuole. E i parlamentari del movimento politicamente e mediaticamente sono molto giovani.

  • 82
    dario

    MI spiace caro Messora, non ci siamo con le metafore. Quando penso a quello che e’ accaduto mi viene in mente il Bounty. Quello che si e’ rischiato era la dissoluzione del movimento provocata anche dalla cosidetta maggioranza. Mettila come vuoi ma il 50% non ha votato e il 15% voleva mantenere la senatrice nel gruppo. Mi pare piu’ un ammutinamento del gruppo che una scelta del gruppo. Per fortuna Grillo si e’ rinsavito. La critica va combattuta ma la persona va inclusa. Solo in casi di manifestata malafede si ricorre all’espulsione. capisco che sia difficile per grillo, ma deve sopportare anche gli sfoghi per poter far crescere il gruppo. Le regole si rispettano, ma la regola piu’ importante e’ fidarsi e aiutarsi l’un l’altro anche nell’errore ripetuto. E questa regola e’ stata disattesa da molti. Morra sta per fortuna mettendoci una pezza. Da ora basta espulsioni e invece inclusioni. Dobbiamo realizzare un programma. E da soli non si ottiene nulla.

    • 82.1
      Sarah Cinti

      Tu giustamente dici: ” Solo in casi di manifestata malafede si ricorre all’espulsione”.
      E questo e’ proprio il caso della Gambaro.
      Ti sembra possibile, soprattutto per una appartenente al M5S, che abbia creduto che Grillo avesse attaccato il Parlamento?
      Nel senso dell’istituzione Parlamento.
      Perche’ lo scandalo consiste nel fatto che Grillo abbia attaccato il Parlamento come istituzione.
      Quando invece sappiamo tutti benissimo che Grillo, attaccando i parlamentari corrotti e ladri, ha voluto difendere il Parlamento.
      Quindi la Gambaro non ha criticato,
      bensi’ ha MISTIFICATO.
      Questa e’ manifesta malafede.

      MISTIFICAZIONE: Distorsione, per lo più deliberata, della verità e realtà dei fatti, che ha come effetto la diffusione di opinioni erronee o giudizî tendenziosi, sia in campo ideologico sia, per es., nel settore del commercio e della pubblicità, al fine di trarre vantaggio dalla credulità altrui.

  • 81
    pippospano

    La sparata della Gambaro e’ cosi’ assurda che non sembra quasi vera!!
    La cosa ancora piu’ sconvolgente e’ il nummero dei senatori che hanno votato in favore della non espulsione!!

    Sulla base di questi fatti vorrei consigliare a Messora come responsabile del gruppo di comunicazione del M5S la visione del film “Runaway jury (2003) con John Cusack | Gene Hackman | Dustin Hoffman

    Sicuramente qualcuno ci avra’ gia’ pensato , comunque io la butto li!!!

    Saluti

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