oltre al cuore che batte

L'Ultimo bacio prima di partire per il fronte

l’ultimo bacio prima di partire per il fronte

Ci sono tanti tipi di guerre. C’è la guerra lampo, c’è la guerra di movimento, ci sono le guerre di posizione, quelle di logoramento. Ognuna è caratteristica di un certo periodo storico ed è resa possibile dalla disponibilità o meno di nuove tecnologie. La prima guerra mondiale avrebbe dovuto essere breve ed indolore, ma la disponibilità diffusa e allargata a tutti gli schieramenti di nuove armi invalidò tutte le strategie belliche ancora legate a schemi e tattiche dell’800, come la battaglia campale. I generali fallivano. Il risultato fu che la guerra durò anni, morirono milioni di persone ma, soprattutto, nelle trincee si perdeva qualunque tipo di fede o convinzione. E si finiva per socializzare perfino con i nemici, spesso asserragliati a poche centinaia di metri. Fu proprio lì, in questo quadro confuso e demotivante, che nacque la propaganda, come teoria di ricondizionamento di massa avanzata inizialmente nei circoli intellettuali viennesi. Il contesto decadente permise l’infiltrazione dei “riprogrammatori”: preti e ufficiali che si aggiravano in maniera incontrollata tra i soldati, quasi sempre analfabeti, e leggevano proclami dove si enunciavano fatti e ragioni, non importa se falsi o inventati là per là, per i quali era buono e giusto odiare il nemico e combattere per l’onore della patria.

Una guerra ha bisogno di una forte motivazione, di chiarezza negli obiettivi e coesione d’intenti, di un popolo che la comandi e di un esercito che la conduca con freddezza e determinazione, di regole che impediscano a ribelli e disertori di condizionarne l’esito e, soprattutto, di tempi non estenuanti: ogni forma di logoramento allontana le speranze di successo. I dubbi e la paura sono elementi umani. Non solo: sono essenziali, perché arricchiscono e creano nuove forme di propulsione interiore. Purché vengano gestiti e risolti al di qua della trincea, con dignità e onore. Chi si agita scompostamente e fa rumore, chi al dialogo interno preferisce la solidarietà esterna, senza per questo avere la forza e la superiorità morale di abbandonare la linea di combattimento, mette a rischio gli obiettivi e la vita stessa dei suoi compagni. Chi logora l’umore e la motivazione delle truppe è pericoloso, per sé e per gli altri, perché a casa è rimasto un popolo che ha sacrificato i suoi affetti più cari, il suo lavoro, ogni certezza, pur di mandare i suoi figli a inseguire un sogno. E quel sogno, quella speranza sono più importanti della confusione personale di chi non sa risolversi. Rappresentano il destino di un popolo, la differenza che passa tra una comunità prospera e felice e una compagine di servi senza possibilità di redenzione. Chi semina confusione aprendo nuove vie di accesso al nemico permette agli incantatori di serpenti, alle sirene, agli officianti di nuove religioni, ai ‘dissennatori’ di ogni ordine e grado di approfittarsi della sua debolezza ed impadronirsi così delle speranze e del destino di milioni di persone. Perché una guerra si può fare in molti modi, è vero, ma una volta che è iniziata deve essere portata a termine: si vince o si perde, si vive o si muore, si diventa liberi o si resta prigionieri per sempre. E noi siamo in guerra: non possiamo dimenticarlo. Una guerra che oltre a lasciare cadaveri a terra, vittima di una concezione malata di economia, rischia di falcidiare anche sogni, speranze, illusioni, principi, desideri, ideali… ovvero tutto e solo ciò che serve per restare vivi, oltre al cuore che batte.

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81 risposte a oltre al cuore che batte

  • 37
    lucifero

    Ottimo articolo.

    Complimenti

  • 36
    NeroLucente

    Avevo scritto sia qui che nel Blog di Grillo che sarebbe accaduto.

    Perchè il comportamento umano è spesso imprevedibile, allora è normale mettere in conto la possibilità di ritrovarsi con persone che all’improvviso cambiano direzione o che hanno usato il M5S per raggiungere il proprio scopo.

    Il dramma è che i mass media colpiscono duro, riuscendo a far passare l’idea che Grillo e Casaleggio sono oltre che padroni anche cattivi e vendicativi.
    C’è chi invece si appella alla democrazia, sottolineando che il portale di Grillo non è il posto giusto per espellere, in quanto sono ancora pochi quelli che votano online.

    In questa situazione, con i giornalisti pronti a screditare il M5S anche senza buone ragioni, risulta difficile UN VERO DIBATTITO ALL?INTERNO DEL M5S.
    Diventa quasi impossibile fare una critica costruttiva senza che venga strumentalizzata. Insomma c’è un freno tirato che non lascia crescere il M5S. E’ quella pressione esterna cosi forte che schiaccia il M5S e l’unico modo per liberarsi è NON AVERE PAURA DI DISCUTERE DEI PROPRI LIMITI.

    • 36.1
      luca

      E’ vero che il M5S è attaccato dai media, a volte anche in modo spropositato.
      Ma , l art. 4 del non-statuto del movimento 5 stelle attribuisce agli elettori il ruolo di leader e riferimento del movimento.
      Gli elettori hanno votato Sì alle consultazioni. Questa scelta ha letteralmente stroncato grillo , il leader non-leader del M5S che solo grazie alla solita caciara è riuscito a salvarsi la faccia.
      I media solo approfittano e strumentalizzano proprio quella debolezza e contraddizione interna al M5S. Se grillo è il Leader che lo dica apertamente, magari cambiando l articolo 4 del non statuto e nessuno avrà più il diritto morale di contestare il suo operato e nessun giornale avrà più materiale per sobillare rivolte.

  • 35
    Clesippo Geganio

    nonostante siano acclarate le motivazioni per le espulsioni di quei deputati i media imperterriti continuano e godono a lanciare fango sul M5S e su Grillo per mistificare la realtà, una prova dello schifo di giornalismo becero e correo del declino italiano c’è stata ieri sera a Matrix.

    Quei 4 o 10 deputati hanno ottenuto ciò che volevano, far parlare di se cioè di nulla a scapito del MoVimento e di circa 9 milioni di elettori, motivo in più per espellerli, ma non solo, sarebbe da domandargli che tipo di “calcolo politico” abbiano fatto, non avendo un proprio bacino elettorale non sono appetibili a nessuna altra forza politica men che meno eleggibili alla prossima tornata elettorale, ma utili a questo sistema fallimentare che loro stessi s’apprestano a supportare in cambio di cosa?

    • 35.1
      luca

      quindi nell ordine:

      1- diffondere la falsità dell espulsione territoriale dei neo-epurati
      2- non dare alcun spazio per la difesa degli accusati
      3- descrivere gli accusati come letteralmente corrotti e mercenari ,senza nessuna prova (parole pesanti)
      4- fornire spiegazioni “dettagliate” solo DOPO l epurazione e su spazi marginali
      ( infarcite pure di contraddizioni e deboli argomentazioni)

      Questo per te significa “acclarare le motivazioni” ?
      Andiam bene.

      ” far parlare di se cioè di nulla a scapito del MoVimento e di circa 9 milioni di elettori”

      Anche tu come il Cittadino Paolo più sotto, svolgi la stessa argomentazione contradditoria.
      Il danno all immagine, non è certo ascrivibile agli espulsi ma a coloro che hanno messo in moto il meccanismo d’ espulsione durante gli ultimi lavori del M5S, provocando l oscuramento dei secondi. E’ l’ennesima scomunica che ha reso famosi gli orellana i bocchino ecc.

    • 35.2
      Clesippo Geganio

      @ luca

      parti dal presupposto sbagliato perché fai i conti senza l’oste, cioè le regole scritte e sottointese dei principi etici e morali verso i colleghi e gli elettori.

      nel M5S esistono delle regole dettate dal fondatore e sottoscritte da chi vi è entrato spontaneamente, nessuno è stato cooptato da Grillo che per lo stesso regolamento è il leader che decide le linee guida, considerato che una delle direttive base consisteva e consiste tutt’oggi d’evitare qualunque tipo di accordo e/o compromesso con gli altri partiti tradizionali, verso i quali il M5S per caratteristiche intrinseche si pone prima in contrapposizione e poi come alternativa politica e ideologica, dunque se le disposizioni, indicazioni, indirizzi, linee di condotta, orientamenti ideologici e comportamentali (chiamali come vuoi) dettati chiaramente dal leader non vengono rispettati da chi li ha sottoscritti è giusto che si prendano provvedimenti.
      Questo non significa che gli “ordini” del leader non si possano discutere, anzi si può dissentire facendo valere le proprie ragioni in una sede appropriata non rilasciando dichiarazioni ufficiali ed ufficiose in pubblico in tv per radio e sui giornali, evitando di screditare in primis la leadership del MoVimento e poi i colleghi che s’attengono alle regole, non che gli elettori che hanno votato quel preciso programma elettorale.

    • 35.3
      luca

      Scusa a parte che nel dire
      ” Grillo che per lo stesso regolamento è il leader che decide le linee guida” , stai praticamente negando l art 4 del non-statuto del M5S..a parte questo, non stai rispondendo e ripeti , con parole diverse, il solito slogan del “chi non segue le regole/direttive è giusto che sia espulso” , bene grazie siam tutti d’accordo. Il punto sarebbe un’altro..

    • 35.4
      Clesippo Geganio

      @ luca,

      le persone come te ed altri milioni di italiani non lo comprendono o fanno finta, cioè il rispetto delle regole piacciano o non piacciano vanno rispettate, il leader è Grillo e la base secondo il regolamento può decidere se condividere o meno.
      Il resto sono elucubrazioni mentali, ciò che sta avvenendo nel M5S è naturalmente fisiologico per una nuova compagine politica in crescita.

  • 34

    Premettendo che con ogni probabilità, a differenza che sul Monte Rushmore, sul Gran Sasso non avremmo mai visto volti dei 4 senatori espulsi…

    Ci troviamo alla vigilia di un’epoca di grossi sbandamenti collettivi e – conseguentemente – individuali, credo che la scelta più saggia da effettuare sia proprio quella di puntare sulla cosiddetta… congruenza. Carl Rogers, uno dei padri della psicologia umanista, definisce la congruenza come “la piena coscienza delle proprie reazioni, delle proprie emozioni e dei propri sentimenti. Essere congruenti significa essere pienamente in accordo con se stessi, saper esprimere i propri bisogni, i propri desideri, i propri sentimenti e far sì che tutto ciò che dicono il nostro atteggiamento e le nostre parole sia espressione del nostro pensiero e delle nostre emozioni.”
    Chi è congruente, oggi più che mai, avrà buone possibilità di successo. Tutti gli altri potranno fare due cose soltanto: aspettare o inseguire.

    Tratto da http://llht.org/2014/02/27/convergenze-e-congruenze/

  • 33
    roberto p.
    roberto

    Cerchiamo di intenderci.
    Sei stato votato con un mandato ben preciso : mandarli tutti a casa.
    Ora se vuoi trattare con questi personaggi, il problema è tuo che hai cambiato idea, non del movimento che ti ha cacciato via.
    Chi parla di democrazia ferita, parla a sproposito.
    Molto più semplicemente, si tratta di coerenza.

    • 33.1
      luca

      vaglielo a dire agli elettori del M5S che a maggioranza hanno votato sì alle consultazioni con renzi.

    • 33.2
      Clesippo Geganio

      @ luca,

      Renzi ha già dimostrato d’essere politicamente misero ed infingardo scrivendo (in Parlamento durante la fiducia) quel biglietto indirizzato al Deputato L. Di Maio (vice presidente della Camera), se Di Maio fosse caduto nel tranello non pubblicandone il contenuto Renzi avrebbe instillato il dubbio su tutti dell’onestà e coerenza non solo del Deputato, sapeva d’essere ripreso dalle telecamere mentre scriveva e indirizzava…… ed i giornalisti il giorno dopo avrebbero fatto carne da macello del MoVimento.
      Compreso con chi abbiamo a che fare? Con un giovane vecchio mestierante della politica, motivo in più per evitare i compromessi che in politica i furbi trasformano in ricatti a loro vantaggio.

    • 33.3
      luca

      Beh ma che c’entra chi e cosa ha fatto SECONDO TE renzi..ribadisco vaglielo dire al vostro stesso elettorato che a maggioranza ha votato sì alla consultazione. E gli elettori sono i veri e unici leader del M5S (cit. art 4 non-statuto), quindi di quale coerenza state parlando ? dai perfavore.

    • 33.4
      Clesippo Geganio

      la base è stata astuta, l’incontro ha provato che Renzi politicamente è nullo e fasullo, se avesse avuto veramente intenzione d’avvicinare convincere ed accordarsi con il M5S sarebbe stato sufficiente proporre a Grillo d’attuare insieme alcuni punti cardine del documento programmatico del MoVimento, a quel punto Grillo non avrebbe potuto dire di no.
      Esempio; noTAV, no finanziamento ai partiti, no ai condannati nelle pubbliche amministrazioni, vincolo di mandato, acqua pubblica, legge conflitto d’interessi, c’era l’imbarazzo della scelta!

    • 33.5
      luca

      Clesippo stai semplicemente ribaltando la realtà.

      ” sarebbe stato sufficiente proporre a Grillo alcuni punti cardine del documento programmatico del MoVimento” .

      Ma stai scherzando ?! ..Ma
      da quando una forza di maggioranza deve addirittura sottostare ai punti programmatici dell opposizione ?
      renzi ha cercato la mediazione ma sempre mantenendo , ovviamente e legittimamente, il ruolo del leader della maggioranza e quindi mantenendo come riferimento il suo programma , mica quello del M5S e ci mancherebbe anche altro.
      Semmai è Grillo che, come capo dell opposizione e della minoranza, avrebbe dovuto tentare di esporre riforme affini al programma del PD o che trovano consenso nell elettorato del PD ed eventualmente inchiodare renzi.
      Ma la storia non si fa coi se o coi ma,..A prescindere renzi appena ha incominciato a parlare di cose pragmatiche è stato interrotto da grillo con il fatidico “non sono qui per parlare di programmi” . Questa è la storia e non si cambia.

  • 32

    Ho l’impressione, sia dall’articolo di Claudio che dai molti commenti, di assistere alla rappresentazione di un dramma che nella realtà dei fatti non esiste o almeno personalmente non vedo. Analizzando le ultime vicende che hanno visto i cosiddetti dissidenti espulsi dal movimento mi pare di vedere, un gruppo di personaggi catapultati per caso nel Movimento di cui evidentemente non ha mai condiviso gli ideali fondanti che attuano il più classico dei salti della quaglia per assicurarsi un futuro politico che all’interno del Movimento stesso gli era giustamente precluso. Fine del dramma. E’ un problema che purtroppo il Movimento dovrà sicuramente affrontare ancora (la posta in gioco è allettante). I giornali non aspettano altro per spruzzarci addosso fango ignorando il lezzo addosso ai loro protettori politici (La solita pagliuzza contrapposta alla trave) Il fardello che i 5S si sono caricati addosso è assai pesante: riuscire ad ottenere la maggioranza dei consensi che ci porti al governo del paese. Difficile, di certo non impossibile anche perché esposti al cannoneggiamento continuo di chi vuol mantenere in piedi questo sistema. Sistema che accetta di buon grado corrotti, corruttori, mafiosi e amici degli amici, che se mai avesse profuso la metà dell’impegno per togliere di mezzo il pregiudicato di Arcore, ci saremmo sicuramente persi le grandi conquiste nel settore tricologico ma almeno ci saremmo risparmiati personaggi del calibro di Dell’Utri, Verdini, Previti, Cosentino, assistere incolpevoli alle tante cene eleganti, agli eserciti di olgettine sgambettanti, alle bandane sgargianti, alle folle prezzolate sotto il palco del Caimano e ai Dudù che non ce ne può fregar di meno, alla nipote marocchina del Presidente egiziano e a tutto il cucuzzaro che tanto fa divertire il mondo. In estrema sintesi la vera malattia di questo paese è Grillo e il M5S che tanto scandalizza i benpensanti, i giornali di partito e la “Preside” che ci ricorda quotidianamente l’obbligo di utilizzare un linguaggio più consono e non si rende conto che ad essere inadeguata e lei e chi l’ha proposta per quel ruolo. Buona giornata a tutti.

  • 31

    …… oltre al cuore che batte , il nulla !!!!!!

  • 30
    AEffe

    NOOO, NOOOO, NOOOOOO!!! Il M5S era per me e per tanti altri –amici, conoscenti che vi hanno votato- l’ultima speranza ma non fate altro che autolesionismo!
    In democrazia e anche ed ancor di più nella nostra pseudo-democrazia per poter decidere occorre avere il consenso, ci vanno i numeri, i voti, altrimenti si resterà all’angolo a gridare in solitudine mentre gli altri continueranno a distruggere il nostro Paese; e nessuno ci sentirà perché i manovratori non faranno sentire alla massa le ragioni della nostra indignazione ma solo le urla, le parolacce, le bestemmie con abili montaggi appariranno come farneticazioni di poveri dementi. È dal giorno dopo la vittoria elettorale che tutti, o quasi, i media si sono attivati per distruggere il M5S e noi non abbiamo messo in atto nessuna contromisura!
    La massa, CHE VOTA, si (dis)informa alla TV, purtroppo questo è un dato di fatto di cui dobbiamo –oggi- farcene una ragione, su cui dobbiamo ragionare per attuare la nostra informazione, per far sentire la nostra voce, le nostre ragioni non solo al popolo internet –perlopiù giovane o culturalmente più evoluto- ma alla massa meno preparata e quindi più facilmente MA-NI-PO-LA-BI-LE; ed è una MASSA CHE VOTA!!! Agli altri non importa se sono voti convinti o no, importa solo avere tanti voti. Mi sento un imbecille nel dire queste cose ma ho l’impressione che ci sia qualcuno convinto che basti essere onesti, basti avere ragione per essere immediatamente compresi ed avere nuovi consensi. Diceva un insegnante al ragazzo che protestava per una ingiustizia: “…la giustizia non è di questo mondo ragazzo mio, se vuoi conoscerla suicidati”. Noi ci vogliamo suicidare? o vogliamo salvare il nostro Paese, per i nostri figli!
    Non basta avere ragione -che abbiamo tutta-, occorre provarla. Noi che non andiamo alla TV, che non facciamo una puntuale informazione di massa ma come faremo mai ad ottenere tanti consensi? Come facciamo a far conoscere le nostre idee, quello che abbiamo ottenuto in questo anno di parlamento? L’informazione che quotidianamente passa da tutti i media è che il M5S non ha portato a casa NULLA, che non ha idee, che ha solo gridato perchè ha paura di governare. Non è così ma chi lo sa?
    Usciamo dal nostro guscio, dal nostro mondo internet, non c’è solo quello, rischiamo di parlarci tra di noi, rischiamo di rimanere imbrigliati in una finta realtà, in convinzioni fasulle mentre il gregge sta scappando dietro ad un nuovo pifferaio. Ora è sufficiente che l’ultimo burattino di Bruxelles faccia una sola cosa di effetto –e la farà perché quelli non sono scemi vista l’aria che tira- per avere dietro di se il gregge da portare al mattatoio.
    Io non so quali dati abbiate voi ma credo che di questo passo altro che ottenere il 51%, di questo passo finirete, anzi finiremo –dato che sono un elettore del m5s- come la lega.
    Noi non facciamo altro che farci del male gestendo malamente gli avvenimenti, dalle espulsioni (immotivate agli occhi della gente) alla consultazione con Renzi. Dobbiamo mantenere alto lo spirito critico, liberi dentro; liberi di pensare senza obblighi di reverenzialità verso alcuno, capi movimento e leader che siano, anche se nel nostro caso come da statuto non ci dovrebbe essere alcun capo bastone. Nessuno, nessuno, nessuno è infallibile, ci va umiltà. Al proposito la consultazione voluta dalla rete –che è sovrana- a mio avviso è stata uno schiaffo alla rete stessa, poiché Grillo che non voleva andarci ci è andato dicendo sola che non voleva andarci; è stato un autogol, una sconfitta per il M5S, inconsciamente cercata da un insieme di leggerezze andate in onda da una diretta streaming, diretta voluta dallo stesso M5S. Se la rete ha decretato di partecipare alla consultazione, occorreva presentarsi preparati in modo da portare a casa una vittoria, agli occhi della massa. Bisognava sfruttare quel palcoscenico per illustrare il nostro programma, le nostre richieste, dettare la nostra agenda politica, fare in modo da metterlo all’angolo. Insomma stare al gioco e fare in modo che fosse lui a dirci di no. Grillo ha sbagliato tattica, si è fatto accecare dalla rabbia della verità ed ha attaccato ad occhi chiusi e a testa bassa un muro di cemento. Andare a Roma per non far parlare Renzi, per dirgli che non aveva tempo da perdere (era li per la consultazione), per parlargli sopra ed interromperlo di continuo, per farsi scappare quel “…io non sono democratico” e null’altro è stata una pura sconfitta.
    Manteniamo sempre vivo lo spirito autocritico per favore…

    • 30.1
      Alex

      Non fa una piega. Ma rischi di essere linciato.

    • 30.2
      luca

      “Bisognava sfruttare quel palcoscenico per illustrare il nostro programma, le nostre richieste, dettare la nostra agenda politica, fare in modo da metterlo all’angolo. Insomma stare al gioco e fare in modo che fosse lui a dirci di no.”

      hai perfettamente ragione…Grillo agli occhi di qualsiasi persona intelligente ha sprecato un occasione preziosa ed importantissima nel momento in cui ha pronunciato “non sono qui per parlare di programmi” (e per cosa di grazia ??!).
      C’è un meccanismo perverso e nichilista che consuma il M5S.. Se grillo non è leader non dovrebbe occuparsi di certe faccende e nemmeno dovrebbe essere inviato a consultarsi con le forze nemiche se invece è leader del movimento dovrebbe farsi carico della responsabilità del ruolo e potere ma soprattutto DOVERE prendere decisioni.
      Ogni qualvolta il M5S si trova in questa situazione grillo la risolve nel solito pastrocchio becero populista.

    • 30.3
      stefano

      Ma se il problema è Grillo o il M5S di cosa vi state preoccupando? Al governo c’è una solida maggioranza che verrà prontamente rimpiazzata appena se ne presenterà la necessità. La storia d’italia è un susseguirsi senza fine di inciuci che hanno logorato le più insospettabili e forti opposizioni. Volete un proseguio di questa storia? Io non so di quante prove avete bisogno per arrivare a capire il livello di fraudolenza di tutta la partitocrazia italiana. Cosa si deve trattare se ad ogni proclama di queste marionette non si vede mai l’effettiva realizzazione del pur minimo cambiamento di rotta?

  • 29
    first em

    Dico semplicemente una cosa: si sapeva che un secondo dopo la clamorosa vittoria alle elezioni del 2013 ci sarebbe stato un attacco concentrico del sistema contro il M5S. Proprio la violenza e la sistematicità di questo attacco hanno dimostrato la bontà delle istanze promosse dal movimento e la sostanziale assenza di compromissione con le centrali collusive e spartitorie di detto sistema. Detto ciò, secondo me, questa verità non può essere usata come pretesto per giustificare sempre tutto quel che succede, non si può declinare la contrapposizione solo in termini di guerra continua, mi sembra implicito che la leadership di un movimento che ha preso 9 milioni di voti debba imparare a saper gestire e far fruttare questo patrimonio a vantaggio di quell’elettorato e quindi, quando ce n’e bisogno, sappia usare la tattica, possa fare un passo indietro, si fermi a riflettere, non disdegni di maneggiare l’arte della composizione. C’è il rischio infatti che, proprio mentre si aprono praterie immense di affermazione al seguito dell’implosione sempre più evidente del sistema, i frutti vengano raccolti clamorosamente da altri, vecchi e nuovi zombie e mestieranti, o, dietro una riverniciatura a nuovo, si prosegua nell’opera di smantellamento della democrazia e di saccheggio sociale.

  • 28
    giovanni

    Se l’esercito è così diviso in guerra, cosa farà quando avrà vinto (cosa altamente improbabile), se non razziare i villaggi e spartirsi il bottino come i dominatori precedenti?
    Io avevo fiducia in questo esercito: sembrava forte, organizzato e legato all’opinione e al bene dei popolani, ma mi sbagliavo.
    Mentre si combatte in patria, gli eserciti stranieri minacciano il confine, e il “nostro” esercito non difende ma vorrebbe fare un improbabile referendum in caso di improbabile vittoria. Perché non difendere subito? Perché non chiedere subito ai simpatizzanti dell’esercito?
    La verità è che questo esercito non è né carne né pesce, ma uno dei tanti eserciti di vandali e lanzichenecchi, per non fare metafore più recenti…..

  • 27
    rg3

    Sono in perfetta sintonia col post di Messora.

    Adesso però, se davvero uno vale uno, bisognerà chiedere agli iscritti anche il parere sulla madre di tutte le domande: Euro sì, Euro no ?

    Le elezioni europee sono qui dietro l’angolo ma, ad oggi, non conosciamo la linea del MoVimento, tranne la proposta di un generico referendum.
    Il referendum è sacrosanto ma io, per rivotare M5S, ho necessità assoluta di conoscere la linea del MoVimento.

    Il di solito bravissimo Sibilia si è totalmente incartato a La Gabbia quando gli sono state fatte domande specifiche…

    Chiediamo agli iscritti e comportiamoci di conseguenza!

  • 26
    giovanni cooccia

    Bisogna resistere a qualsiasi attacco, anche dal fuoco amico ( se cosi si possono chiamare )siamo in guerra e tutto e’ lecito facciamoci coraggio e cerchiamo di portare a casa le nostre vittorie anche se minime ma di grande soddisfazione, siamo in guerra tappiamoci le orecchie e gli occhi e andiamo avanti, sperando di toglierci di torno tutti questi parassiti invertebrati, siamo in guerra e pertanto continueremo a combattere e a difenderci se necessario. SIAMO OLTRE.

  • 25

    Una guerra, come quella ai troll che anche qui dentro ci sguazzano.

  • 24
    lelamedispadaccinonero.blogspot.it

    oggi voglio ragionare come un elettore (per chi non lo sapesse non credo nello strumento del voto)

    se voto x pretendo che x si comporti da x e che quindi si tenga a debita distanza da y o z…

    se x si avvicina a y o z significa che c’è sotto una fregatura…

    non si tratta di estremismo, fondamentalismo o dogmi bensì di coerenza…

    l’ambiguità non mi è mai piaciuta

    concludo, chi si avvicina a y o z è una m e r d a

  • 23
    francesco

    Avete la mia fiducia, c’è qualcosa però che mi mette a disagio.
    Noi vogliamo essere maggioranza, vogliamo cambiare questo Paese.
    Vogliamo anche farlo con il 51% di teste che la pensano allo stesso modo? Con il 51% di sensibilità assolutamente uguali? E con l’altro 49% che ne facciamo? Non abbiamo la forza di accogliere voci leggermente differenti nella scelta dei modi?
    Però io sono fuori e non posso sapere la realtà delle cose che succedono quotidianamente, e ho fiducia in te, Dibattista, DiMaio, Taverna ecc.
    Spiegateci meglio, per favore. Noi non siamo talebani, vero?

    • 23.1
      Pierantonio

      No, non siamo talebani.

      Il 51% non DEVE pensarla allo stesso modo perché qualcuno gli suggerisce le risposte.
      Deve essere convinto della giustezza dell’idea e farla propria.
      Il restante 49% dovrà convincersi che quella della correttezza, trasparenza e coerenza con gli impegni presi è l’unica strada.

      Si volgano a guardare quelli che hanno votato sinora e vedano le differenze

  • 22
    MaxP.

    Io sono tra quelli che pensano che questi atteggiamenti “repressivi” siano semplicemente degli autogol.

    Però io non vivo giornalmente le vicende dall’interno, e quindi non posso neppure giudicare coerentemente proprio semplicemente perché non sono presente.

    Riconosco a Grillo un enorme forza d’animo, con una coerenza “politica” che non ha pari in altri leader politici del nostro paese, sicuramente lui è il motore del movimento, e la sua forza condiziona sicuramente tutto il movimento stesso nel bene e nel male.

    Ma penso che atteggiamenti così DIRETTI siano letti come un cattivo messaggio per tutti quegli Italiani che rappresentao il principale partito oggi: gli astenuti.

    Naturalmente saranno i fatti a dire da quale parte sta la ragione, e saranno le persone che con la loro FIDUCIA aumenteranno o diminuiranno la forza del movimento, da ciò poi si valuteranno i RISULTATI RAGGIUNTI!

    La mia speranza è sempre quella che prevalga il gruppo ossia le decisioni della maggioranza, a scapito dell’adorazione del leader!

    Ognuno alla fine deve valere UNO!

    • 22.1
      Dino

      Diamo tempo al tempo. Siamo stati definiti individui, Alla voce classe sociale C.Mills ha dato una bella definizione sui gruppi che si uniranno per affinità. può essere un’opportunità futura. Prima avevamo solo un’opportunita da offrire ed ogniuno la valutava rispetto a tutte le altre, Tra un pò si potrebbe offrire tra A o B cosa sceglierebbe? tra un pò si potrebbe aver verificato che la semantica politica è la stessa con variazione sul tema.Chiaramente noi viviamo le situazioni in maniera più diretta e spontanea rispetto a : http://www.nocensura.com/2014/02/renzi-era-tutto-deciso-ecco-svelato-il.html. E’ una considerazione magari fuori luogo, ci costrige a pensare,ogniuno arriva a comunicare con un’ottica derivata dalla sua esperienza supportata da un ideale diverso, Noi a differenza degli altri operiamo su un ordito che permette l’espansione, da noi è stato coniato il termine oltre. Gli altri sono costretti ad agire come espresso nel link.

  • 21
    Alex

    Mi fai paura

  • 20
    salviamoci

    Scusate in anticipo per la volgarità…

    Cari troll ma non vi sentite dei c*****nazzi? Forse perchè lo siete e nemmeno ne avete consapevolezza…mi spiace per voi!

    Forse non capite (poveretti) o forse fate finta di non capire, la realtà è solo una…

    Questa gente si è VENDUTA PER SOLDI…ERA GIA’ PREVISTO…

    Non solo sei un povero troll…ma sei pure un povero cerebroleso….

  • 19
    clausola

    A chi ha deciso di fare la guerra (senza interpellare nessuno) perché ha un unico obiettivo da raggiungere con qualsiasi mezzo:”VINCIAMO NOI”.

    A chi si dice democratico ma non lo è a partire da un leader santificato, non democraticamente eletto che si permette abusivamente di andare a rappresentare alle consultazioni 9.000.000 di elettori come me che hanno votato altri legittimi rappresentanti e sono stati presi bellamente per il c**o, per arrivare auna minoranza dissenziente definita “LIBERA” di andarsene fuori dalle palle (bella libertà quella di non poter dissentire: io sapevo che in democrazia la maggioranza decide ma la minoranza non viene uccisa e viene anzi onorata e rispettata; che chi dissente ha 2 diritti da che mondo e mondo: andarsene oppure reclamare – senza ulteriori limitazioni del tipo paternalistico “sciacquiamo i panni in famiglia – anche perché il parlamentare risponde innanzitutto ai cittadini tutti e all’opinione pubblica -vedi oltre.).

    A chi conosce a menadito i propri regolamenti interni ma non conosce un rigo delle nostre leggi – in particolare della nostra Costituzione – cui tali regole private associative dovrebbero ispirarsi e di suoi principi-cardine come il dovere di seguire un metodo democratico (art. 48) di rispettare il diritto l’opinione altrui (art. 21) il diritto-dovere di agire senza mandato imperativo nell’esclusivo interesse e rappresentanza della Nazione (art. 67).

    Voi credete di essere migliori di altri solo perché più onesti; credete che la vostra antidemocrazia e antilegalità siano giustificate machiavellicamente da un fine nobile che ancora vi differenzierebbe. In realtà siete solo socialmente molto più pericolosi.

    Buona guerra ai soldatini …

    Un ex iscritto al Movimento 5 Stelle che non è MAI stato un grillino

    • 19.1

      … essere “più onesti” non significa essere migliori di altri, questa è “una tua personale interpretazione”.
      “antidemocrazia e antilegalità” non sono capoversi dello statuto M5S, ne articoli della costituzione.
      Noto un pò di confusione, lungi da me il desiderio di polemizzare, ma se inverti i periodi del tuo commento, il tutto assume un’altra connotazione, e questo si contestualizza nel “distorcere il discorso” …
      Però posso aver capito male io, … lo rileggo, … tolgo le fette di prosciutto dagli occhi, ma ad occhio e croce mi sono già espresso, democraticamente, come hai fatto tu !!

    • 19.2
      Tore

      Che dire…tieniti pure la solita politica. Tanti Auguri

    • 19.3
      clausola

      Ci tenevo a firmarmi col mio nome e cognome

      Claudio Solarino

    • 19.4
      clausola

      Errata corrige: l’art. 48 è merato (quello giusto è il 49)

    • 19.5
      clausola

      Luigi non ho capito nulla di ciò che hai detto ma sarà sicuramente per colpa mia.

  • 18

    In guerra il nemico più infido è quello che ti è a fianco ma sempre un poco più indietro. Non puoi guardarlo negli occhi perché è sfuggente. Non puoi combatterlo apertamente perché si accascia subito a terra a mani giunte. Non potrai mai confidare sul suo aiuto nei momenti difficili perché sarà il primo a dileguarsi. Non puoi mai dimenticarti di lui anche quando ti stanno sparando addosso perché potrebbe schierarsi col nemico all’improvviso colpendoti alle spalle. Lo chiami “dissidente” per quel minimo di verità e valori che gli hanno concesso di essere vicino a te in uno schieramento ma è solo un meschino vigliacco.

    • 18.1

      hai vinto il premio speciale del miglior commento, più vicino alla realtà.

    • 18.2
      mikasasukasa

      See, poi c’è la pausa e tutti a fare merenda con pane e nutella. Ma vai va.

    • 18.3

      poi ti portano via , arrivano di bianco vestiti , ti sussurrano parole dal suono dolce e comprensivo . ti vestono di abiti comodi e ti caricano su un furgone con una grande croce verde . ti portano via , per il tuo bene e per il bene della collettività , ti portano via e tu , un giorno , capirai .

    • 18.4
      mikasasukasa

      No, davvero, sta metafora della guerra è delirante. Se non foste fondamentalmente comici ci sarebbe da temervi.
      E tu Gil Mosca, te stai già nella camicia di forza, e pensi pure de esse libero. Pigliate na pasticca e va a dormire va.

  • 17
    Paolo

    Per chi si vuole informare un pò meglio (due)

    Sono le 3.53 e sono qui amici miei, a letto, a scrivervi qualcosa che riguarda quel che sta accadendo al MoVimento.

    Alcuni di voi si informano solo in rete. Altri rete e media tradizionali.Spesso i vostri giudizi sono importanti per noi perché ci mostrate cose che non vediamo, ma altre volte sono chiaramente condizionati da questo tipo di lontananza, come è normale che sia, ed allora voglio darvi, se possibile, una visione interna di quello che accadendo.

    Da quando siamo arrivati qui nei palazzi del potere, la nostra battaglia è stata aspra e dura oltre ogni nostra previsione. Ogni piccolo risultato raggiunto, frutto di una fatica immensa.Ogni volta che si raggiungeva un risultato, anche di quelli più eclatanti, alcuni parlamentari e senatori puntualmente mettevano in atto una strategia di dichiarazioni ed eventi sulla stampa, affinché si spegnesse la comunicazione e centralità di questi risultati.

    Chiaramente i giornali, le tv, non aspettavano altro e quindi ci siamo sempre trovati a rincorrere queste fughe in avanti di colleghi.Fughe in avanti che hanno sempre più mortificato non solo il lavoro svolto in aula e commissione, ma anche nelle nostre assemblee.Assemblee lunghe e faticose con sforzi importanti, pur di giungere sempre ad una sintesi che però puntualmente alcuni soggetti disattendevano e disattendono ancora.Ed allora il tempo dei tentativi di porre rimedio con queste persone è terminato.

    Non è accettabile non potersi esprimere liberamente in assemblea, sulle mail, in un forum e in messaggi perché qualcuno di loro passa immediatamente tutto alla stampa.Non è possibile che venga Beppe per parlare con noi, anche di cose personali, ed il giorno dopo il suo intero stenografico sia sui giornali.Non è possibile far riunioni di commissione interna e trovarsi lo stenografico delle proprie dichiarazioni sulla stampa.Non è possibile far saltare alcune iniziative, faticosamente messe in piedi, perché alcuni spifferano tutto ai giornalisti.

    Questa gente non ha problemi col M5S,no!Ha problemi con se stessa!Ha la mia totale mancanza di fiducia!

    Quando parlo di questi soggetti non mi riferisco solo ai 4 espulsi, ma anche a tutti gli altri che vedete pian piano, ora, si stanno palesando.Eppure basterebbe seguire il nostro codice etico che specifica, che le decisioni in assemblea interna sono sovrane e se uno la pensa diversamente è libero di farlo e manifestarlo in assemblea. Invece questi colleghi sanno solo andare su tv e giornali sistematicamente o passare comunque la “velina” agli stessi.Non possono mettere in piedi una propria comunicazione alternativa a quella del gruppo che però compete con la stessa.Non possono mettere in moto la formazione di una corrente che spacca internamente il MoVimento, con l’obiettivo finale di farlo implodere, avendo già pronto addirittura anche un nuovo simbolo!

    Abbiamo tutti i partiti contro.Abbiamo tutte le tv contro.Abbiamo tutti i giornali contro.Logicamente con i giochini di questa gentaglia, i suddetti ci vanno a nozze in maniera vergognosa.

    L’ultimo danno? Occultare la fantastica vittoria odierna del M5S e del nostro Salvatore Micillo che è riuscito a far approvare la legge sull’inasprimento per le pene per i reati ambientali. La Camera non ne realizzava una da 20 anni(!!!) nonostante quello che accade ovunque e sopratutto nella terra dei fuochi, luogo dal quale Salvatore proviene, da cittadino ed attivista che fino ad un anno fa prendeva manganellate opponendosi alle discariche delinquenziali ed a sorprusi di uno Stato colluso.Questi sono i veri miracoli del MoVimento 5 Stelle!!!

    Infine consentitemi di dire a chi ritiene che le espulsioni siano un autogol mediatico, che al M5S della mediaticità è sempre importato poco, viste le nostre azioni contro media e giornali colpevoli al pari dei partiti dello stato disastroso della nostra democrazia.

    Visto quello che comunque i media ci confezionano ogni giorno, capite la nostra difficoltà estrema in questo anno.Noi non abbiamo mai pensato alla mediaticitá ma alla sostanza dei fatti ed adesso alla salvaguardia di un gruppo, il nostro gruppo, quello che i cittadini hanno voluto, coscienti di avere dalla nostra parte, la lenta ma forte, fortissima forza della verità.

    Non dobbiamo avere timori, usciremo da questa prova ancor più forti e liberi di prima!Vi abbraccio tutti col cuore in mano.

    Giuseppe D’Ambrosio – cittadino eletto alla Camera

    • 17.1
      lallo

      LOL! Cacciate la gente con la menzogna, di stenografici sulla stampa se ne son letti che provenivano da ogni direzione, avete tenuto una linea politica disastrosa che ha corroso massicciamente , in un anno, il consenso m5s ed oggi la colpa della mancata pubblicità dell’approvazione di un articolo è colpa di quelli che sono stati cacciati???? Siete malati di mente… irrecuperabili…..

    • 17.2
      luca

      Paolo..della serie prima facciamo espellere i soggetti descrivendoli come corrotti con gli avversari e giornali e come mercenari ( cit. blog di grillo)e diffondendo notizie false riguardo fantomatiche sfiducie territoriali (sempre dal blog di grillo) e poi vi operate a dare le spiegazioni e giustificazioni “realistiche” e dettagliate sulla vicenda al pubblico per “chi si vuole informare meglio”…peccato che in un mondo normale il percorso si dovrebbe compiere al contrario: prima si “informa meglio” (magari fornendo accusa e difesa attraverso l’ organo di informazione più incisivo e conosciuto come il blog di grillo) poi ci si rivolge agli elettori…senza offese : credibilità zero e comportamento da cioccolatai.
      Questo sarebbe il modo “nuovo” di fare politica ?

    • 17.3
      luca

      ” L’ultimo danno? Occultare la fantastica vittoria odierna del M5S e del nostro Salvatore Micillo che è riuscito a far approvare la legge sull’inasprimento per le pene per i reati ambientali. La Camera non ne realizzava una da 20 anni(!!!)”

      Questa è un ammissione di colpa o l’argomentazione più contraddittoria e irrazionale mai letta sul blog.
      Se davvero si può parlare di danno questo non è certo ascrivibile agli espulsi ma a coloro che hanno messo in moto il meccanismo d’ espulsione durante l approvazione della legge, provocando l oscuramento della seconda.

  • 16
    Paolo

    Per chi si vuole informare un pò meglio (uno)

    In qualità di elettore ho votato sì all’espulsione dal gruppo del M5S dei senatori Lorenzo Battista, Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella. Nulla di personale, sia ben inteso. Non critico le loro scelte, ma certamente ritengo di avere ben più di un motivo per ritenere che i quattro senatori in questione, si siano ritrovati eletti in un gruppo diverso dalle loro aspirazioni politiche. E perciò hanno lavorato a un lento e lungo logorìo per farsi dipingere come vittime di un gruppo apparentemente autoritario e non democratico. Niente di tutto ciò. Se avrete la pazienza di leggere il percorso di legislatura dei quattro, vi accorgerete che l’espulsione verso altri lidi, magari quelli dei partiti, per i quattro senatori sia stata la scelta giusta.Lorenzo Battista è il senatore che meglio di altri ha lavorato sul lento e costante logorìo per farsi portare all’espulsione. Per sostenere la candidatura di Gustavo Zagrebelsky al Quirinale, fa una dichiarazione politica, certamente contraria al principio del Movimento che decide di spingere Rodotà. Dice ai giornali: «Siamo venuti in Parlamento per tornare alle elezioni dopo sei mesi senza combinare nulla? Se è questa la nostra missione avrebbero dovuto dirmelo e non mi sarei impegnato». Ponendosi il tema temporale del suo ruolo nelle istituzioni, Battista dà l’impressione di essere un politico dei tanti a cui interessa la poltrona più che la mission del ricambio a costo di rinunciare alla carica. Si colloca tra gli “aperturisti” al Pd fin da subito, da quando Beppe Grillo sul blog denuncia le lungaggini sull’avvio delle Commissioni. Battista si smarca sui giornali con dichiarazioni se non compromettenti, quantomeno sospette: «Siamo divisi tra chi segue lo schema di distruggerli, e chi vuole fare qualcosa per il Paese, essere parte attiva di un cambiamento. Secondo me questa è una grande occasione, e chi vuole distruggere tutto non va da nessuna parte perché non penso che il Pd compia il suicidio politico di mettersi col Pdl. Non penso sia una grande strategia quella di andare al voto». Sconcertante il 20 aprile scorso, alla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale dopo quattro tornate di voto. Battista dice che se «Pd e Pdl hanno rivotato Napolitano, non c’è niente di illegittimo». La prima proposta di espulsione per Battista arriva a cavallo tra maggio e giugno, quando il senatore auspica al quotidiano Messaggero aperture al Pd qualora Berlusconi avesse fatto cadere il governo Letta. E’ proprio di quei giorni il primo plateale affronto a Grillo «Non capisco perché la stampa gli dia eco. Le cose che dice lui non sono la posizione del M5S». Linea che Battista tiene anche contro Dario Fo, quando dichiara che sarebbe da imbecilli allearsi col Pd. Contrario all’espulsione di Adele Gambaro che si era dissociata da Grillo in un’intervista televisiva, Battista si dice pronto a uscire dal gruppo nel caso della sua espulsione. Cosa che avviene ma che Battista non fa nonostante la promessa, rimangiata, sempre sui giornali, il 22 giugno 2013. Intervistato a Un giorno da pecora, Battista ironizza sulle espulsioni dal M5S smentendole con quella che sembra una stoccata a Rocco Casalino dell’ufficio comunicazione: «No, non credo, altrimenti qua…Ne resterà soltanto uno… Rischiamo di sembrare il Grande Fratello con le nomination». Ad agosto Grillo, rendendosi conto dell’impossibilità per mancanza di volontà dei partiti di cambiare il Porcellum, si augura sul blog che si torni a votare con quella legge elettorale. Ma Battista è contrario: «votare col Porcellum è una cosa che va contro tutto quello che abbiamo sempre detto. Spero che quella di Beppe sia una provocazione». Battista è il primo a chiedere il licenziamento di Claudio Messora dall’ufficio di comunicazione per il post condiviso da Grillo sui “piccoli onorevoli“, proposta che non vede d’accordo la maggioranza dei senatori pentastellati. A fine settembre ripete ai giornali di augurarsi un governo alternativo a Letta col sostegno del M5S. «C’è questa cosa che non facciamo alleanze, un Moloch insormontabile…». In aperto contrasto con Vito Crimi, uno dei pionieri del M5S, quando il senatore bresciano scrive in rete “Silvio non mollare”, Battista è lapidario su FB: «Crimi, facevi meno danni in giunta quando non ci arrivavi perché ti perdevi per strada». Si dissocia dalla decisione del M5S di non incontrare Napolitano per parlare di legge elettorale. Quando la Consulta boccia il Porcellum, Grillo dichiara il parlamento illegittimo per quella frangia di 140 deputati espressione della Legge incostituzionale. Battista, parlando di “provocazione” del comico, ribatte che “anche Fico alla Vigilanza Rai” potrebbe essere illegittimo essendo espressione di quella lottizzazione… Ultimamente si era detto dispiaciuto delle “pernacchie” rivolte a Renzi.

    Fabrizio Bocchino esordisce sui giornali nei giorni in cui decide di votare l’appoggio al presidente del Senato Pietro Grasso contro il parere del gruppo. Chiede su Repubblica di “aiutarlo a capire” per lo smarrimento. Si dice pronto a “trarre le conseguenze del mio comportamento” per aver agito “secondo coscienza con una mia idea“. Nel periodo delle consultazioni amministrative, Bocchino è tra coloro che riconosce “colpe” del Movimento per la mancata vittoria a sindaco di Roma del candidato pentastellato. Si chiede inoltre “perché non dovrei amare il dialogo con tutti pur senza allearmi?“. Quando Grillo definisce Rodotà un “ottuagenario miracolato dalla rete”, Bocchino dichiara ai giornali che «se oggi incontrassi per strada Rodotà non avrei neanche il coraggio di guardarlo in faccia, per dirgli, profondamente imbarazzato, “quelle parole che hai letto su internet non mi appartengono”». Quando per votazione il Movimento decide di espellere Adele Gambaro, Bocchino dice ai giornali che «La linea politica, l’ho detto e lo ripeto, non la decidono i post di Grillo. Siamo 53 fratelli, io non espello nessuno». Bocchino insomma, non riconosce a Grillo il ruolo di “capo politico” del movimento, di fatto escludendosi da solo dal movimento. Idem quando il gruppo dei 5 stelle decide di presentare la richiesta di impeachment per Giorgio Napolitano. Bocchino è tra i malpancisti che si chiede «Chi ha deciso di presentarlo, chi l’ha scritto?». Bocchino di recente, viene pure sfiduciato dalla base siciliana, soprattutto quando critica di nuovo la condotta di Grillo nell’incontro di consultazione avuto con Renzi.Luis Alberto Orellana, presentato come “Venezuelano antiprivilegi”, è inizialmente tra i favoriti al ruolo di capogruppo ma si defilerà presto, in quanto diventa il preferito dei “dialoganti” con i partiti benché si dimostri uno dei più attivi nel presentare progetti di legge soprattutto in materia di diritti civili. In giugno, nel merito di Adele Gambaro dichiara “Le espulsioni non mi piacciono“, in linea con Battista e Bocchino. Orellana viene criticato quando il M5S preferirebbe che si votasse soltanto la propria mozione contro gli F35 e che invece il senatore venezuelano di casa a Pavia, vota anche quella dell’ex magistrato del Pd Felice Casson, che chiede la sospensione dell’intero programma, attirandosi le critiche in primis di Paola Taverna. Della cui filastrocca contro i non ortodossi che Grillo posta sul blog in periodo di ferie estive, Orellana dice «voglio attribuirla al periodo estivo, agostano», di fatto dissociandosi e sancendo la sua posizione di dissidente interno al gruppo. Come Lorenzo Battista, Orellana nell’assemblea dei gruppi in diretta streaming attacca il capo della comunicazione Messora sui “piccoli onorevoli” cedevoli alle sirene dei partiti in violazione del codice di comportamento firmato all’atto della candidatura. Le intenzioni aperturiste di Orellana al Pd si fanno sempre più esplicite. Quando Grillo dichiara “siamo in guerra contro chi si guarda nell’ombelico” Orellana risponde che non bisogna avere tabù. «Possiamo avere un potere contrattuale fortissimo io sono per il dialogo come eravamo per il dialogo ad aprile, quando siamo andati a parlare col Pd…». Inutilmente il capogruppo Morra chiede a Orellana la rettifica di quelle dichiarazioni. Il 4 settembre 2013, Grillo equipara Orellana a Scilipoti. La rottura con la linea del gruppo è ormai evidente, tanto che lo stesso Orellana si dice (e poi smentisce) di ritenersi pronto a uscire dal Movimento 5 stelle. Da lì in poi, Orellana è di fatto isolato dalla linea del gruppo. Non esita a sollecitare che sia la rete a chiedere cosa ne pensano dei dialoghi del Pd, suscitando il distacco progressivo sia di Grillo che della stragrande maggioranza dei parlamentari pentastellati, rafforzato dall’editoriale di Marco Travaglio “Grillipoti” sul Fatto dell’8 settembre scorso. Seguono le critiche alla presenza di Casaleggio al meeting di Cernobbio (pubblico), critiche sullo stipendio lordo di Messora, contro il senatore Vito Crimi che è stato il primo capogruppo della legislatura, si ripete nella richiesta di una nuova maggioranza di governo «col Pd, con Sel, con chi ci vuole stare» per la riforma del Porcellum, guadagnandosi l’invito a “non sparare c**zate” da parte di Alessandro Di Battista, colui che si pone come leader giovane del movimento, papabile per una futura candidatura a premier. Orellana prosegue la sua opera di logorìo chiedendo che fine ha fatto la proposta della piattaforma, ripetendo: “ci prendono in giro?” riferito a Casaleggio. Nel mirino Grillo, definito “autoritario” nei confronti di Napolitano per la richiesta di impeachment. Orellana si distingue anche per aver criticato la contestazione organizzata dal M5S Viareggio contro la senatrice Granaiola (PD) senza essersi preso il disturbo di informarsi col meetup viareggino o i parlamentari della zona su come si sono svolti i fatti.Insomma, da elettore del M5S ne ho abbastanza per votare sì alla sua espulsione.

    Anche Francesco Campanella parte male: vota Pietro Grasso alla presidenza del Senato, mettendosi contro il gruppo parlamentare che aveva deciso di non sostenere l’ex presidente della Commissione antimafia. Non solo. Alle critiche che ne seguono, Finisce sui giornali per quello che scrive su Facebook: «Oggi mi ha chiamato Vendola. Mi ha fatto i complimenti per la mia scelta su Grasso e mi ha manifestato disponibilità ad accogliermi nelle fila della maggioranza laddove Grillo mi cacciasse». Sulla candidatura al Quirinale di Rodotà, Campanella si vuole smarcare: «Non conta solo il nome. Conta la proposta». Non solo. La rinomina di Napolitano che per Grillo è un colpo di Stato, per Campanella «non è un colpo di Stato. Bisogna distinguere tra democrazia formale e democrazia sostanziale». Il consigliere siciliano Venturino che vuole tenersi tutto lo stipendio, per Campanella “non è un pezzo di m**da” come dichiara Grillo durante la riunione dei gruppi parlamentari. Critico sul fatto che «dividersi per una questione di soldi non è nobile per un documento che abbiamo firmato prima delle elezioni che parla di rendicontazione delle spese ma non di restituzione della parte eccedente della diaria…». Contrario come gli altri all’espulsione di Adele Gambaro, per “uno stile del leader che non funziona” riferito a Grillo, “che non può avere un ruolo preminente“, Campanella viene descritto dai giornali disponibile a formare un intergruppo con “Pd e Sel” (siamo a fine maggio 2013). Il capogruppo alla Camera dell’epoca Riccardo Nuti, sempre ai giornali, denuncia “compravendite in atto” suscitando le risposte dei cosiddetti dissidenti, tra cui Campanella, che come se si sentisse chiamato in causa, chiede all’interessato di fare nomi. Quando in luglio si parla di ribaltone e Casaleggio mette in guardia da aperture ai partiti, Campanella dichiara che «Da una parte ho difficoltà a immaginare un Pd che interloquisca con noi. Dall’altra penso che il nostro obiettivo sia la risoluzione dei problemi dei cittadini, facendo tutto quello che serve». Allineandosi ai colleghi oggi oggetto del voto di espulsione. Ad agosto, Campanella sconfessa il capo politico Grillo sui giornali dicendosi “contrario ad ogni forma di leaderismo” auspicando di “stemperare il nostro grillocentrismo”. Il 4 settembre Campanella mette in guardia Grillo con un’intervista a Repubblica “Essere duri e puri non basta” e attacca la “presenza nelle stanze dorate dei potenti” di Casaleggio al meeting di Cernobbio, suscitando le reazioni contrarie di alcuni deputati “ortodossi”. Pronto con Orellana a fine settembre, per sostenere un esecutivo antiporcellum con i partiti, in particolare Pd e Sel. Posizione che mantiene in perenne isolamento Campanella e gli altri 3 senatori dal resto del gruppo, anche per il malpancismo dell’influenza di Grillo e Casaleggio sulla linea politica da tenere. Uno che “fa troppi calcoli” anche sulla linea tenuta con Napolitano. Campanella teme di perdere gli elettori moderati nonostante «il Presidente è andato oltre le sue prerogative…». La scissione è parsa inevitabile dopo l’ultimo v-day, quello di novembre, quando Campanella su Facebook scrive «Sant’Agostino disse felicemente “ama e fa ciò che vuoi”. Mi permetto di trarne, parafrasando, una regola per l’uomo politico: sii trasparente e fai (quasi) ciò che vuoi. I cittadini giudicheranno. Se sanno». Contrario alla presenza di Casaleggio in dualismo con Grillo, Campanella critica “il guru” milanese dopo il risultato della consultazione sul “reato di clandestinità” che la base ha deciso a maggioranza di abrogarlo nonostante Grillo e Casaleggio avessero preferito tenerlo per non dare la sensazione di un vuoto normativo in tema di immigrazione ai paesi esteri. Ultimo capitolo, quello con Renzi, per Campanella è una condanna all’irrilevanza del Movimento il mancato dialogo col sindaco di Firenze designato premier fuori dalle urne e dalle procedure democratiche.

    Ecco: credo non ci sia altro da aggiungere per affermare che i 4 senatori andassero espulsi.

    Daniele Martinelli – ex comunicazione M5S (dopo 3 mesi di prova è stato sostituito).

    • 16.1
      luca

      “Bocchino insomma, non riconosce a Grillo il ruolo di “capo politico” del movimento, di fatto escludendosi da solo dal movimento.”

      Ups..art.4 non-statuto movimento 5 stelle
      ” Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità direalizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi epartitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo” .

      Le comiche..

  • 15
    Andrea Punzi

    …Chi logora l’umore e la motivazione delle truppe è pericoloso, per sé e per gli altri, perché a casa è rimasto un popolo che ha sacrificato i suoi affetti più cari, il suo lavoro, ogni certezza, pur di mandare i suoi figli a inseguire un sogno. …. Rappresentano il destino di un popolo, la differenza che passa tra una comunità prospera e felice e una compagine di servi senza possibilità di redenzione”

    “Compagine di servi”; “redenzione”, “chi logora l’umore delle truppe”.

    Io non ci credo che non vi scappa da ridere. Dài. La “comunità prospera e felice” vs. “la compagine di servi”. Quanti anni ha, Messora? 17? Il Gabbiano Jonathan Livingston, l’abbiamo già letto? Qualche cita dalla Smemo?

  • 14
    nunzia rosmini

    Ma nessuno di voi che criticate l’espulsione dei quattro senatori si lamenta della guerra imposta dalla casta su questo paese che ha causato il suicidio di quasi 200 operai, imprenditori e pensionati; siete solo una massa di ipocriti!

  • 13

    Sinceramente credo siano state espulsioni finte, diciamo propedeutiche ad un prossimo futuro alquanto incerto sotto il punto di vista delle elezioni, perciò della legge elettorale. Anche perché da fuori i danni che questi 4 senatori avrebbero fatto non si sono percepiti. Mi sa che o iniziate a dire veramente tutto fino in fondo, oppure tacete che è meglio.

    • 13.1
      giancarlo celeste

      le espulsioni sono state vere, non finte. che cosa vuol dire finte per te,che sono state un gioco?ma guardati allo specchio e se vedi un testa di c…. pensa di non essere tu

    • 13.2
      Paolo

      T’è scappato ben altro.

  • 12

    Allora, come elettore del Movimento, che continuo ad esserlo pur avendo votato No, stò vedendo che chi ha votato Sì ha molto da scrivere: perchè? Che cosa deve giustificare?
    Io ho votato No perchè le informazioni erano confuse e troppo approssimate, e pur di farmi un’idea il più possibile oggettiva ho confrontato su openpolis i voti di Morra e dei 4 senatori, e sono uguali quasi al 99%.
    Inoltre il metodo di espulsione deve essere assolutamente perfezionato. E’ necessario un approfondito confronto anche in rete su decisioni così importanti, altrimenti si rischia di prendere decisioni totalmente controproducenti ed in maggior parte fideistiche, e questa non può essere l’evoluzione del movimento.

  • 11
    Nic

    Qui
    http://www.lafucina.it/2014/02/26/cosa-penso-dellespulsione-dei-4-senatori/
    il pensiero di DiBattista.

    Questo un commento sul posto di C.Bertani:
    ” il dubbio che questi traditori abbiano manovrato per farsi espellere, non l’ha avuto? Io l’ho avuto, perchè è risaputo che i quattro meschini erano riluttanti a versare parte del loro stipendio e diarie, così come il codice di comportamento del movimento recita. Non potevano sp****narsi volontariamente, un pretesto gli serviva, ed hanno optato per l’incontro con renzi, ma se non era quello, ci sarebbe stata un’altra occasione”

    I votanti con quale criterio hanno votato per l’espulsione o meno?
    Sulla base di quanto hanno scritto i giornalisti prezzolati?
    Sulla base di quanto detto dai 4 ?
    Confesso che se io avessi dovuto votare non avrei saputo (o potuto) farlo per mancanza di “informazioni” su come siano andati veramente i fatti.

    l’Unica cosa che posso dire, e l’ho anche scritto sul blog di Grillo, è che, a mio parere, il Beppe non ha saputo sfruttare l’occasione per guadagnare ulteriori consensi lasciando parlare Renzi quel tanto che bastava perchè si autosp****nasse.

    E’ il caso che ci sia un chiarimeto da parte di tutti ?
    Vogliamo, come si suol dire, buttare il bambino con l’acqua sporca, per fare il “gioco” del nemico?

  • 10
    Gabriella

    Quello che scrivi è vero, ma una guerra ha bisogno di strategie che tengano conto della potenza di fuoco dell’avversario, ad es. TUTTI i media.
    Che ora vanno dicendo che i poveretti vengono espulsi perchè hanno osato dire “esprimo perplessità” sul comportamento di Grillo all’incontro con Renzi.
    Un po’ più di raffinata strategia – di cui la controparte è maestra – non guasterebbe…se Grillo avesse organizzato un incontro con i dissidenti facendo capire che non sarebbe più stati ammessi altri atti contrari alle posizioni del movimento, “dopo” avrebbe potuto dire che era stato tentato di tutto!

  • 9
    Clesippo Geganio

    dopo l’ennesima prova di coraggio e coerenza sostenuta dal M5S i più deboli hanno mollato, deboli di carattere nei principi d’unità e coesione politico-associativa da loro stessi sottoscritti nel documento programmatico prima d’essere eletti in Senato e Parlamento, ma come di consuetudine i più deboli lasciano il campo di battaglia quando lo scontro diventa duro.
    Ciò è un problema? Cosa volete che siano 4 o 15 deputati dimissionari in confronto a 60 milioni di italiani? Nulla! Meglio perderli che avere affianco persone poco convinte affatto idonee alla battaglia, così si sgombra il dubbio da eventuali defezioni indotte da altri motivi….i furbetti… lo gettar scompiglio nelle fila del M5S è un obbiettivo dell’avversario, quindi ai restanti deputati rammento, non date adito o prestate il fianco all’avversario politico per farvi massacrare.

    Esprimo un giudizio negativo su questi deputati inadatti al raggiungimento degli obiettivi prefissati dal M5S perché per logica e correttezza avrebbero dovuto responsabilmente anche a ragion veduta rivolgere eventuali rimostranze e dissensi al leader del MoVimento in separata sede non rivolgendosi ai media nazionali che non aspettavano altro per montare campagne diffamatorie contro l’intero M5S.

    La falsa mediocre e mistificatoria stampa nazionale attribuisce a Grillo l’espulsione dei Senatori tacciandolo di autoritarismo, quando in realtà la volontà è stata espressa da circa 40000 iscritti al M5S attraverso lo strumento del voto, UNICO sistema civile e democratico che G. Napolitano nega al popolo italiano da circa 3 anni per legittimare o delegittimare la politica italiana secondo Costituzione della Repubblica, e chi sarebbe il dittatore?

    • 9.1
      luca

      Clesippo ma che perfavore..
      ormai la retorica grillina raschia il barile.. sul blog di grillo è stata diffusa una FALSITA’ (che i dissidenti erano stati sfiduciati dal territorio). Diffamazione che ha ovviamente influenzato il voto sull espulsione.
      Se davvero volete parlare dell espulsione mantenendo un minimo di credibilità bisognerebbe incominciare da quel fatto.

      • giancarlo celeste

        io non ho votato ,perchè ancora non certifcato, ma i dissidenti sono stati sfiduciati dalla base,certo non da te e dai tuoi amici

  • 8
    salviamoci

    La linea ideologia è una ed è semplicissima…NON SCENDERE A PATTI COL DIAVOLO…

    Le espulsioni sono ingiuste per alcuni?

    Bene…sono solo curioso di vedere se gli “espulsi” continueranno a lasciare parte dello stipendio o iniziare a incassarlo tutto…

    Poi vediamo in che cosa non erano veramente d’accordo…

  • 7

    Cosa mi tocca leggere: la brutta copia della brutta copia della malacopia di un discorso fascista fatto contro il “nemico interno” .

    Pace: siete uguali a chi volete combattere, nelle parti migliori e in quelle peggiori. Il dissenso, che sarebbe anche il sale della democrazia, per il M5S ovidentemente e’ veleno.

    Si vedono cose buffe, come personaggi che parlano di “Testuggini Spartane” evidenziando in un solo colpo una malcelata ammirazione per la pacottaglia ideologica fascista, e una notevola ignoranza di storia generale, visto che le testuggini erano state inventate dai Romani antici.

    VI ripeto, abbiate pace. La guerra ve la state facendo da soli, ed il vostro capo autonominato sta perdendosi in un delirioauoreferenziale. Ci sono buoni libri sui meccanismi di embedding usati dalle sette religiose, e di come liberarsene per tornare a vivere. Fatene bon uso, non poss fare di meglio per voi.

    Purtroppo il M5S da possibile promessa di cambiamento fattivo e pragmatico, e’ diventata una altra e ancora piu’ terribile pietra al collo di questa sventurata Italia. Un accrocco settario dominato dal culto della personalita’ del capo e afflitta da una torma di sottopancia che mi ricordano gerarchi fascisti in sedicesimo.

    • 7.1
      giancarlo celeste

      pensa ai c**zi tuoi che i c**zi nostri ce li facciamo benissimo da soli

    • 7.2
      Clesippo Geganio

      ed infatti tu rappresenti una delle caratteristiche del disfacimento italiano, incapace di rimanere allineato con i compiti e responsabilità istituzionali condivise e sottoscritte.
      Se strada facendo un deputato s’accorge d’aver sbagliato non obbliga gli amici colleghi ecc.. a farsi cacciare, si dimette torna casa oppure se pensa d’aver sbagliato “fronte” passa al “nemico” non rimane nel limbo del gruppo fritto misto.

      Un motivo in più per votare il M5S per il vincolo di mandato elettorale.

    • 7.3
      mauro

      Hai tralasciato il concetto fondamentale del discorso.
      Qui non siamo in democrazia, siamo in guerra.

    • 7.4
      Luca Tempra

      L’opinione deve essere accompagnata dalla coerenza. Se i senatori fossero stati coerenti, si sarebbero accorti che le loro opinioni divergevano totalmente da quelle del M5S. Allora se sei coerente esci dal M5S e vai al gruppo misto o al PD. Non ci sarebbe stato nessun problema. Qui il problema è di coerenza dei 4 senatori. Scusami io non posso iscrivermi a un corso di chitarra e poi presentarmi sempre con il flauto, lamentandomi che il corso è fatto male. Dopo 10 mesi che mi lamento alla fine mi devo stupire se i compagni mi dicono “Mo basta, noi siamo qui per suonare la chitarra, vai in un altro corso”..li devo chiamare fascisti perchè non mi permettono di esprimere la mia opinione? O forse la mia opinione l’ho sempre espressa , ho verificato che era sempre contraria ma non ho mai avuto il coraggio di lasciare il corso? Comportarsi come Orellana e co vuol dire comportarsi come Civati: “Vorrei ma non posso”. Non puoi?? Potresti benissimo, ma i soldi fanno gola a tutti!

    • 7.5
      Sebastiano Valenti

      A quanto pare la disinformazione funziona a meraviglia e chi vi si abbevera si avvelena e – sicuramente – in modo inconsapevole,pensando di esprimere pensieri obiettivamente sopra le righe, avvelena gli altri. Caro Pierluigi, proprio perchè sono consapevole della disonformazione creata ad arte da chi la propone da una vita, non voglio entrare in contrasto con te, ma voglio essere propositivo: informarsi, informarsi, informarsi. Dopo di che nessuno potrà più giocare con la nostra mente. Offendere non serve a niente. Bisogna discutere e discutere con santa pazienza, per far capire che nei programmi del M5S non c’è mai stato nessun tipo di possibilità di contatto con chi questa nostra povera terra l’ha avvelenata e continua a farlo alla faccia nostra, compresi i cosiddetti nuovi giovani politici, ma figli di quella stessa politica che si sta cercando di abbattere. Se vivi nel Movimento e conosci le regole e le hai accettate, firmando, non puoi pensare di fare di testa tua. Ma nessuno vieta a nessuno di candidarsi con altre forze politiche che fanno di questi tipi di inciucio il loro modus (sopra)vivendi. In bocca al lupo, Pierluigi.

    • 7.6
      Alessandro Vito

      Esponi il fatto come una vittoria: -Visto? il 5stelle è come e peggio degli altri, serve per sgravare la coscienza? come se ci fossero alternative… Parli di cultura storica, il sistema partitico ci ha portato nella situazione attuale. Non altri, io non torno da un meccanico incompetente e costoso, neanche da un barbiere o peggio da un medico: tutti loro (tranne forse il medico -.-) se lavorano male perdono clienti. Questi si ripresentano a noi per risolvere le catastrofi da loro create. Ecco cosa è l’autoreferenzialità!
      Beppe teme con ragione di non poter controllare i deputati una volta a Roma, Se non capite che è una guerra, forse dovreste scendere dai vostri attici e vedere la vita reale.

    • 7.7
      Paolo

      Alè, e te pareva, direttamente dalla war room. FInché dura…

    • 7.8

      Quanta voglia di avere ragione, un attivismo degno di miglior causa. Non staro’ certo a predicare, non vi serve e non mi serve.

      Ma devo scusarmi, sono io che non avevo capito una cosa fondamentale in tutta questa storia. Ed e’ che sta arrivando il vostro momento. Vi consiglio la lettura di questo blog
      http://thearchdruidreport.blogspot.it/

      Parla dei fascismi nella storia, e non parla in particolar modo del nostro del ventennio scorso, sebbene abbiamo coniato noi il termine.

      Dopo aver letto le tre parti del suo lungo saggio, ora comprendo certe cose che proprio non mi riusciva di spiegarmi.

      Il fascismo, o quel genere di attitudine e sistema che lo incarna di volta in volta, e’ un fatto naturale.

      Il fascismo del ventennio era un movimento di avanguardia, che rompeva gli schemi, ed occupava il centro lasciato competamente deserto dai vecchi partiti tradizionali, un centro dove gravitavano i problemi del cittadino comune, sarebbe a dire il lavoro, i problemi economici, ecc ecc. Il fascismo si faceva carico di aspettative enormi di cambiamento, e proponeva di spazzare via il vecchiume, la corruzione e il malgoverno dell’epoca.

      Il terzo paragrafo del saggio in particolare tratta di quello che potrebbe succedere in amercia nei prossimi anni. Per una volta tanto, fatto ironico, siamo noi in anticipo rispetto a loro.

      Una cosa pero’ vi manca di capire: voi parlate di guerra, ve ne riempite la bocca, ma di guerre vere non ne avete la minima esperienza. Parlate di cose che non conoscete. Purtroppo noi tutti l’avremo questa conoscenza, garantito al limone.

      Non parlo certo di guerra politica, ma della cara vecchia storia di gente che si ammazza a vicenda, ne’ piu’ ne meno come in siria. Qui, in Italia, e nemmeno tra moltissimo tempo.

      Un giorno, se vi capitera’, ripensate a questi tempi felici in cui potevamo parlare di guerra finta, come tanti stupidi boriosi bambini.

  • 6
    lallo

    Altro che guerra. Qui c’è già stata la Caporetto. Quando si usa la menzogna e la sopraffazione per combattere le opinioni divergenti (senza aver mai concesso, al naturale dissenso, una struttura politica ove regolare i conflitti e strutturare una linea politica democraticamente condivisa) si è già finiti. Non solo a livello elettorale ma sopratutto a livello di credibilità. Puoi avere (seconda persona singolare generica) al tuo seguito migliaia di troll internet, ma la gente che conta, quella preparata, quella necessaria per governare un paese, giorno dopo giorno, te la sei giocata e non si impegnerà certo per un organizzazione che non ha un organizzazione e che va oltre: applica tecniche sovietiche di silenziamento del dissenso. Altro che Caporetto…. una Waterloo….

  • 5
    maria

    non e’ semplice, e’ una guerra di astuzie, prevaricazioni sottili, informazioni alle masse pilotate, infiltrazione, confini sottili.. no niente armi ma una carta di credito per pistola.. occorre pulizia, purtroppo a qualcuno puo’ sembrare eccessiva.. ma e’ necessaria..

  • 4

    e io che avevo capito fossimo contro le guerre…

  • 3

    La guerra che prendi ad esempio non è paragonabile in nulla all’azione che sta portando avanti il M5S per il semplice motivo che quelle con le armi del secolo scorso venivano fatte da uomini obbligati per legge. Poi non capisco se dai al termine propaganda un valore positivo in quanto ritengo che proprio quella è la causa delle terribili condizioni in cui versa la nostra specie. Nazionalismi, fascismi, comunismi, fanatismi religiosi sono il risultato della propaganda il risveglio dell’intelligenza è tutt’altra cosa. Ho votato per l’espulsione dei quattro senatori ma non perché ribelli o quant’altro. Il paragone espresso nel post lo trovo profondamente riduttivo di quanto avvenuto. Il M5S ha messo a disposizione dei propri iscritti uno strumento democratico ovvero tramite quello ha richiesto agli stessi se si sentivano ANCORA rappresentati da alcuni Senatori.
    La guerra ai partiti la si fa con il risveglio delle intelligenze e non attraverso la creazione di una nuova identità.

    • 3.1

      Ah, si? E chi garantisce la correttezza e veridicidita’ di quel voto, visto che i padroni del server sono in totale conflitto di interessi, oltre a poter maniplare i risultati a piacimento senza lasciare traccia?

  • 2

    scusa la correzione, ma questa è una guerra che lascia qualche buon migliaia di migliaia di cadaveri, invece. Come si fa a dire che non lascia cadaveri? non sono morti veri quelli che si muovono in cerca di salvezza nella scatola chiusa dei continenti, a causa di guerre soprattutto finanziate dalla nazione italiana?

  • 1
    Andrea

    Condivido tutte le considerazioni e soprattutto riguardo gli errori dei generali commessi nella prima guerra mondiale che si pensava dovesse durare poco invece durò tantissimo a causa degli errori dei generali che avevano pensato di combattere ancora con le armi dell’800. Facendo dei parallelismi con la situazione attuale direi che la situazione potrebbe essere la stessa considerando che questa “guerra” soprattutto mediatica viene combattutta con armi pressochè sconosciute fino a qualche anno fa. L’errore più grande che si può fare a mio parere con queste tecnologie è pensare che “noi” siamo più bravi a prescindere con queste tecnologie. Tra l’altro noi ci possiamo permettere solo queste armi del web mentre dall’altra parte c’è anche la televisione i giornali e la radio che forse è il mezzo più potente. Se poi consideriamo una guerra quello che sta succedendo sarebbe il caso di leggersi almeno una volta sun-tzu l’arte della guerra ma soprattutto sfruttare meglio le occasioni che ci capitano.

    • 1.1

      Armi mediatiche come la macchina del fango ed il silenziamento del dissenso il M5S ci ha messo davvero poco a impadronirsene. Provati a dire qualcosa che rompe un po’ le balle sul blog e ti vedrai istantaneamente trrasformato in un nemico e bannato. In un blog si puo’ fare, ma applicare le regole naziste dei blog alla vita civile e’, diciamo, forieri di guai.

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