Province? Come prima, più di prima.

Franco Bechis Province Delrio Matteo Renzi

“Come prima, più di prima…”. Questo in sintesi il motto che meglio descrive Renzi e il suo Governo, che “gira la ruota” per scegliere il prossimo provvedimento da presentare e dice cose vecchie con parole nuove. Paragonarlo a un imbonitore di televendite di casalinghi è offensivo per la categoria dei presentatori (quelli che “mi voglio rovinare“), ma anche per la stessa merce in vendita. Spesso, infatti, i set di pentole offerti la sera tardi da gente come Roberto Da Crema sono anche migliori di quelli che si trovano nei centri commerciali: danno di più e costano meno solo perché hanno una distribuzione più snella. Renzi invece costerà di più agli italiani e in cambio avrà dato solo fuffa. Il suo programma è come quelle scatole che si possono comprare per quattro peperoni nei vicoli del rione sanità di Napoli: li porti a casa credendo di trovarci il 32 pollici lcd che ti avevano promesso e ci trovi una pila di laterizi (se sei fortunato, li puoi mettere sotto a una gamba del tavolo della cucina). Vi ricordate la genialata della vendita su eBay delle auto blu, che frutterebbe cifre talmente irrisorie che a tenersele si risparmia?

Con la famosa “abolizione delle Province” è la stessa cosa, non foss’altro perché:

  1. le Province non verranno abolite;
  2. i centri di spesa non verranno ridotti;
  3. le poltrone non verranno eliminate;
  4. si tratta di un disegno di legge ordinario e non costituzionale (sai quanti ricorsi?);
  5. farà addirittura aumentare i consiglieri e gli assessori comunali (oltre 30mila in più);


La famosa “abolizione delle province” è l’ennesima dimostrazione della fuffa che il televenditore Renzi sta propinando agli italiani, dove “abolire” significa “lasciare così com’è” e dove “tagliare” significa “aumentare”. Questi sono i governi del Presidente e questo è quello che fanno. I governo dei cittadini invece, che alla parola “abolizione” attribuirebbero un solo ed unico significato, non sono designabili: farebbero davvero quello che promettono. Fino a quando la democrazia sarà la foglia di fico sotto alla quale uno sparuto gruppo di oligarchi tecnocrati fanno quello che gli pare, un governo dei cittadini non sarà mai considerato accettabile.

Ho chiesto a Franco Bechis, che di conti se ne intende, cosa ne pensa. Nel video accluso il suo intervento.

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6 risposte a Province? Come prima, più di prima.

  • 6
    Patrizia67

    Condivido che questa operazione sia stata solo un indifendibile imbroglio che tutti si sono bevuti. Lo sanno anche i bambini che i costi aumenteranno, così come la confusione ….non si fa che girare e rigirare dietro ad un argomento tabù: i dipendenti…. Grillo dice con il suo proverbiale disprezzo “verranno scaricati sui Comuni…”, certo, che cavolo vuole, che andiamo ad ingrassare le file dei disoccupati? Siamo pacchi “da scaricare”???? Io pacco non mi ci sento, con buona pace del Piero, ho faticato duramente per la mia formazione e checché ne pensi lui e tutti quelli tra le varie file dei vari partiti, nelle Province esiste molto personale altamente qualificato, che viene pure pagato di meno rispetto al personale tecnico di altri enti, es. la Regione (non temo smentite). Fatemi capire, noi che abbiamo lavorato con coscienza e dignità dobbiamo andare in mezzo ad una strada solo perchè abbiamo avuto la sfiga di lavorare nelle Province????? Bel pacco del cavolo che ci ha preparato Renzie, invece di colpire la casta l’ha premiata prorogando le giunte, personaggi che non sarebbero stati rieletti nemmeno con gli occhi bendati sguazzeranno fino a dicembre. Ci sentiamo beffati, prima di tutto come cittadini, poi come dipendenti… e ci sentiamo dire “siete ancora fortunati, c’è gente che ha perso il lavoro…” Ah, ecco come ci hanno collettivamente ridotto, fino al punto di doverci sentire fortunati di avere il lavoro ancora per qualche mese … “tanto da qualche parte vi ricollocano…” grazie ai sindacati come la CISL … chi di noi non ha letto i proclami della Volpato, dai toni trionfalistici, che trasudano mancanza di rispetto verso la nostra professionalità, parola scomparsa dal suo frasario (si ciarla infatti di RIQUALIFICAZIONE del personale, mentre mesi fa si parlava di SALVAGUARDIA DELLA PROFESSIONALITA’….), ci considerano come cani da parcheggiare in un canile. Francamente, a me che mi occupo di reati ambientali con alle spalle ventuno anni di formazione in materia di rifiuti, tutto ciò fa schifo, mi viene voglia di abbandonare questo paese irrimediabilmente fradicio, e non solo a me…. continuo a non capire quali siano i reali risparmi di questa operazione, a meno che la verità scomoda che nessuno ci vuole dire è che la maggior parte di noi verrà messo in mobilità e di seguito licenziato.

  • 5
    Fiorella Ciampa

    Siceramente non capisco come tu Claudio Messora abbia pubblicato questo post. Tempo fa pubblicasti un bel garfico che evidenziava quali erano le vere spese del nostro Paese si iniziava con i partiti, poi il Senato, le regioni, i comuni le province e dulcis in fundo il fiscal compact e il mes. Dal quel grafico, che io ho ingrandito e appeso sul muro in ufficio, era evidente che le province erano il costo più basso tanto da non comparire rispetto alle altre colonne, mentre quelle più grandi che sovrastavano le altre erano ovviamente il fiscal compact e il mes. Mi chiedo che senso ha prendersela con le province quando il problema è ben altro? Un discorso più serio sarebbe stato un riordino di tutto l’apparato statale senza togliere nulla, perchè se le cose non vanno nell’assetto statale non sono le istituzioni di per se ma gli uomini che le gestiscono ed inoltre nella nostra Costituzione, secondo me, non ci sarebbe da cambiare nulla perchè è una delle migliori. Se però si vuole mettere mano per una riorganizzazione allora sarebbe stato più giusto:
    1) senza togliere il Senato diminuire i componenti delle due camere e i loro compensi e i vari benefit.
    2) Diminuire gli assessori sia regionali, provinciali e comunali ad un minimo rispetto alla popolazione (adesso si va da un minimo ad un max e il numero guarda caso è sempre il max.) ed invece di stipendiarli dargli il gettone di presenza.
    3) Accorpare i comuni lasciando alcuni uffici periferici per andare incontro alle esigenze delle popolazioni più anziane.
    In questo modo si sarebbe risparmiato di più rispetto a quanto si risparmierà con la cancellazione delle province.
    Ricordo se per caso qualcuno se ne fosse dimenticato che il nemico non è lo Stato ma i privati che vogliono mangiarselo. Se facciamo battaglie che non servono non facciamo altro che portare punti a chi vuole distruggere questo Paese.

  • 4
    luca

    Le province non saranno abolite ma trasformate in consulte dei sindaci, senza indennitä. Le loro funzioni ridotte all’osso (e senza l’emendamento SEL sull’edilizia lo sarebbero state ancora di più). La corte dei conti, che molti dicono falsamente abbia bocciato la legge, dice che si risparmieranno a regime 160 milioni annui. Aumentano nei piccoli comuni i consiglieri senza indennità: per quanto mi riguarda, nei piccoli comuni si potrebbero anche nominare tutti i cittadini come consiglieri, realizzando almeno lì una democrazia diretta. La legge poteva essere migliore? Certo, ma quando? il M5S farebbe di meglio? Certo, ma quando?

  • 3
    Virus

    Bene, continuiamo a insistere a tagliare la spesa pubblica e a distruggere la domanda aggregata: è la cosa giusta da fare in un momento di recessione.

    Infatti, per completare l’opera di desertificazione del Paese, in un’ottica decrescista ed internazionalista è necessario andare a chiedere gli eurobond: http://www.ilmoralista.it/2014/03/25/2084-bestie-di-ventotene

  • 2
    montaanri

    che cosa vuoi commentare ! se vogliamo uscire da sto casotto e ore di agire ma non sui social in strada fino alla fine

  • 1
    Clesippo Geganio

    cambiano i musicanti ma la musica è la stessa.

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