Qualcosa nel M5S sta cambiando.

M5S trattative Accordi Inciuci Consulta CSM
ll Movimento 5 Stelle nasce con due ambizioni fondamentali: spazzare via la classe dirigente attuale (forza moralizzatrice) e modellare un nuovo processo di formazione delle leggi basato sulla conoscenza condivisa (democrazia diretta in rete). Questi due obiettivi spesso collidono. Perché? Semplice: per mettere in atto buone idee cresciute a colpi di MeetUp e referendum online, bisogna avere un peso istituzionale e stare in una maggioranza, altrimenti – detta in soldoni – nessuno ti vota niente. Ma stare in una maggioranza composta da queste forze politiche contrasta con il principio moralizzatore che sfortunatamente agisce nella componente più ampia dell’elettorato. Basta confrontare i 9 milioni di voti delle politiche con le poche decine di migliaia di voti dei referendum online: il metodo, nelle sue declinazioni più cristalline, è un argomento scarsamente metabolizzato, mentre la forza moralizzatrice è di gran lunga prevalente. Dalla necessità di mediare tra queste due anime nasce l’apparente o sostanziale contraddizione che emerge ogni qual volta il M5S entra di peso nel ring delle trattative politiche. Ovvero: come concretizzare il grande lavoro della rete (che nella Costituzione a Cinque Stelle esercita l’iniziativa legislativa), senza essere accusati di inciucio e rischiare di legittimare una classe politica considerata responsabile del fallimento del Paese?

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Il caso dell’elezione dei giudici della Consulta e del CSM è esemplare: il M5S degli albori avrebbe messo sul piatto i suoi nomi e non avrebbe preso in considerazione null’altro se non quelli. Prendere o lasciare. Perché così vuole la rete. Perché così vogliono i cittadini, e i loro portavoce non sono autorizzati a mediare. Successe in questo modo, ad esempio, per l’elezione del Presidente della Repubblica. La rete scelse una rosa di nomi, tra cui Stefano Rodotà e Romano Prodi, e i cinque stelle presero in considerazione unicamente quelli. Il risultato politico fu servire su un piatto d’argento la rielezione di Giorgio Napolitano. Questo perché la politica, volenti o nolenti, è ancora di natura “rappresentativa”: i parlamentari vengono cioè investiti dell’incarico di mediare, agendo all’interno di un Parlamento che è per definizione un luogo di trattative e di accordi, nelle commissioni prima ancora che nei corridoi e negli uffici (l’aula è un teatrino dove i copioni arrivano già scritti).

Non avere “trattato”, in questo anno e mezzo, ha consegnato ai partiti due risultati fondamentali: il primo, la realizzazione indisturbata di un’alleanza altrimenti impossibile tra centro-destra e centro-sinistra, che ha relegato all’angolo i 160 parlamentari di Grillo e presidiato il corridoio sul quale transitava indisturbato il trasferimento della democrazia ai burocrati europei privi di legittimità popolare; il secondo, ha armato il sistema con una formidabile accusa, suffragata da innegabili evidenze, che addebitava al M5S una sostanziale irrilevanza politica, mantra che per lungo tempo è stato agitato in televisione, sui giornali, in rete, fino a radicarlo nelle convinzioni degli elettori, nascondendo il grande lavoro svolto nelle istituzioni e generando frustrazione tra i portavoce.

E poi, ecco arrivare l’elezione del candidato PD alla Consulta, Silvana Sciarra. La quale, anche se è stata convalidata con un referendum online, non è frutto di una proposta della base M5S ma il risultato di una partita di giro: l’accettazione del candidato Cinque Stelle al CSM Alessio Zaccaria (lui sì, scelto dalla rete). Un passaggio che segna l’inizio di una fase nuova all’interno del Movimento, ovvero: io prendo la volontà della rete e, sia pure chiedendo il permesso, ho facoltà di scambiarla con qualcos’altro. Da questo momento in poi, le votazioni online non sono da intendersi solo come espressione di una volontà autoreferenziale, ma si indicono anche a ratifica di accordi e trattative condotti nei Palazzi del potere, dando loro una nuova legittimazione. Trattative che andrebbero fatte almeno in streaming, certo, ma che si differenziano dagli inciuci (spauracchio dei 5 stelle) per il fatto che vengono successivamente spiegate e sottoposte alla vidimazione della base, palesando i criteri di scelta dei nomi, gli interessi in gioco, le concessioni fatte e i risultati ottenuti.

Renzi ha eroso l’esclusività dei Cinque Stelle facendone propri i temi, a partire da un cambio nel linguaggio del PD, passando per il tema dell’abbattimento degli sprechi, fino ad arrivare alla pubblicazione della lettera riservata della Commissione Europea, un leak ostentato e vantato, a differenza delle lettera ricevuta dal Governo Berlusconi che fu pubblicata dal Corriere della Sera senza che tuttavia venisse allo scoperto la gola profonda. Che Renzi lo abbia fatto perché la sua manovra economica è in difficoltà e ha bisogno di un capro espiatorio, o perché insegue i Cinque Stelle sul terreno della trasparenza (il che ne fa di per sé una delle vittorie politiche del Movimento), o per tutte e due le ragioni, resta il fatto che il tema dell’apertura della scatoletta di tonno è centrale nel M5S. Ora bisogna ripagare Renzi con la sua stessa moneta, con l’ingresso dei Cinque Stelle ai tavoli contrattuali. Le trattative non sono incompatibili con la trasparenza. Purché ci si ricordi di fare proposte chiare, esplicite e pubbliche, di realizzare incontri in diretta streaming e di consentire alla base di ratificare ogni concessione mediante referendum online. Diversamente, il rischio più consistente per i Cinque Stelle è quello di trasformarsi in un partito. E conseguentemente, esaurita la sua carica di innovazione, di consolidarsi fino alle sue dimensioni fisiologiche, per poi contrarsi fino a sparire del tutto.

Invece, il precedente della Consulta e del CSM rappresenta un successo che neppure i giornali hanno osato negare. Adesso, la nuova legge elettorale sarà un banco di prova fondamentale per consolidare il nuovo ruolo nella politica italiana del M5S, che dovrà dimostrare di saper ottenere i risultati che competono a una forza politica così consistente, costringendo nel contempo tutti gli altri interlocutori a giocare secondo le sue regole: indirizzo legislativo proveniente dalla base (e una legge elettorale votata online è già disponibile), trattative condotte all’interno di palazzi di vetro, con obiettivi chiari e figurine scambiate in maniera esplicita. E, infine, ratifica a posteriori dei risultati della mediazione, ad opera della base.

Qualcosa sta cambiando, cerchiamo solo di fare in modo che cambi in meglio.

 

 

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60 risposte a Qualcosa nel M5S sta cambiando.

  • 43
    Enzo

    “Basta confrontare i 9 milioni di voti delle politiche con le poche decine di migliaia di voti dei referendum online”.
    Oppure é perché le votazioni online vengono fatte fare con dei tempi molto stretti, sia per le votazioni, che per il tempo lasciato per votare! Oppure pensate che la gente stia sempre di fronte ad un computer o con un cellulare in mano?

  • 42

    Chi segue da sempre il M5S sa che esso è nato con l’ambizione, forse utopica, di entrare nel palazzo aprendolo come una scatoletta di tonno e con i tempi necessari cacciarli via tutti. Questo è il motivo per cui più di otto milioni di cittadini hanno votato il Movimento. Sappiamo tutti, essendo italiani che, come le organizzazioni criminali così anche i partiti politici di questo paese, quando si sentono attaccati da una forza esterna che può danneggiarli, si coalizzano. Sono usciti al naturale accordandosi con chi il giorno prima si fingeva di combattere ed insieme hanno messo in campo ogni arma a loro disposizione per delegittimare i nuovi arrivati, raccontando ogni sorta di falsità contro i pentastellati. Si sono inventati persino di un inesistente rifiuto a collaborare ad un Governo guidato da Bersani il quale poco tempo dopo dichiarava di non essere mica scemo ad accettare un alleanza governativa con il Movimento. Con i giornali e le tv asservite ne hanno dette di tutti i colori convincendo molti di noi che forse il voto lo abbiamo buttato nel cesso. E’ importante che i nostri rappresentanti tengano la barra dritta e non cedano al richiamo delle sirene che li induca ad accettare accordi di sorta: in fondo è questo che cercano: trascinarci nella cacca dove da sempre sguazzano – Lega docet – . Non farsi intimidire o accettare la favola del politicamente corretto: Dare battaglia sempre perchè, come diceva la nonna: “la guerra è guerra”. Se per loro è indecoroso sporcarsi la faccia e le mani di nero per noi è molto peggio allearsi e fare comunella con le mafie.

    • 42.1
      mex silvio

      La capacita’ –politica– di qualsiasi voglia fare politica .. e’ analizzare … ed adeguarsi … !!
      non di stare alla finestra a guardare o sbraitare … !!
      non serve ne ai nominati ne agli elettori … politica vuole dire compromesso .. con quelli che ci sono …!!
      altrimenti E’ DITTATURA …!!!
      pensare di arrivare oltre il 50% -senza aver deciso nulla e’ –utopia — e NON SERVE A nulla …!!
      a fine elezioni aveva possibilita’ politiche .. di –FARE– non di dire …!!!

  • 41

    sì d’accordo, sono analisi corrette su punti di forza e di debolezza. Ma se come credo il maggior punto di forza di M5S era ed è la NUOVA comunicazione, me lo spieghi tu, Claudio, che ca… ha detto oggi Grillo a Bruxelles? Non s’è capito niente! Non ci posso credere… Help me! Rgr

  • 40
    Diego

    Il Mov sta cambiando ? Vero, ma non riesco a vedere se in meglio o in peggio, quello che so di certo è che non tutte le voci vengono ascoltate, non tutti valgono uno e pretendere che le istituzioni siano case di vetro e lasciare alcune dinamiche interne fumose e poco chiare crea inevitabilmente sospetto e avvilimento, sopratutto tra quelli che si sono “attivati” per dar luogo a questa rivoluzione culturale.
    Chi decide le regole per candidarsi ? (es quella che ha escluso DeFranceschi)
    Chi lavora nello staff di Beppe Grillo? Cosa fanno? Come si contattano visto che non rispondono mai?
    Chi decide la linea politica? (e non ditemi la base per cortesia)
    Perchè non esiste ancora un sistema di controllo imparziale delle votazioni on linee?
    Perchè ho l’impressione che o la si pensa in linea con il blog oppure si è fuori dal Movimento?
    Caro Claudio, ho sempre letto il tuo blog e ti stimo, ho seguito il movimento da prima che nascesse e l’ho sempre votato, ho prestato il mio tempo come attivista nel gruppo del mio comune, ma se oggi dovessi essere chiamato a votare lo farei con forti dubbi e perplessità.
    Tu che hai lavorato per lo staff sei in grado di rispondere ai quesiti sopra descritti?
    Cordiali saluti. Diego.

    • 40.1
      denis

      Sono perfettamente d’accordo. Dubito voterò sncora m5s se non rispondono a queste e anche ad altre domande. Ma queste mi sembrano le fondamentali

  • 39
    novecento

    Caro Claudio,
    la tua assenza dal blog non è stata una cosa positiva.
    Nè l’informazione del Blog di Grillo è stata all’altezza della situazione.
    Ci siamo dati, insomma, la zappa sui piedi, perchè non è possibile soprassedere per cosi’ tanto tempo sulla sovranità monetaria.
    Dopo la campagna elettorale, pre elettorale (quasi tutta impostata sull’argomento essenziale la possibilità di stampare moneta) e dopo gli innnumerevoli spettacoli di Grillo, abbiamo ricevuto una quantità di voti che nessuno avrebbe mai immaginato. Io allora scrissi che il M5S sarebbe arrivato al 24% (non fui molto lontano dalla realtà nonostante tutti continuavano a darmi del pazzo).
    Oggi la situazione è cambiata notevolmente:
    mentre noi discutiamo di cose pressochè inutili, il mondo accademico di destra e sinistra (escluso il centro perchè quella è la vera mafia) si impegna in una maniera impressionante.
    Ad esempio:
    sono stato al Goofy3 oragnizzato da Bagani a Pescara. C’era una valanga di gente tra accademici, imprenditori, semplici cittadini, politici, tutti armati fino ai denti di argomenti grafici e numeri scientificamente elaborati.
    C’era dunque l’intenzione di guardare alla luce del sole l’aspetto macroeconomico e l’aspetto monetario del tempo in cui viviamo.
    L’uscita dall’euro è ormai alle porte e il M5S ha perso una valanga di consenso sottovalutando una presa di posizione netta rispetto a questo fondamentale e primario aspetto democratico ed economico che riguarda ormai il mondo e non piu’ solo l’europa.
    Era presente un unico rappresentante del M5S che fra l’altro non era preparato come un rappresentante polito dovrebbe essere.
    Al Goofy3 c’era il necessario: rappresentanti della Grecia, della Spagna, della Russia, numerosi nomi illustri italiani.
    L’unico aspetto che non è potuto passare inosservato è stato l’aspetto politico eurodelinquenziale.
    Noi dove eravamo?
    Dove eravamo quando abbiamo eletto alla consulta un liberista eurista senza battere ciglio?
    Abbiamo evitato Violante si dice. Ma questo è come dire di scegliere di morire sotto un TIR che volando dal balcone dal 50° piano.
    Le mie statistiche che ritengo giuste oggi come allora prevedono un crollo del consenso, siamo al 13-14% e questo è dovuto alla sottovalutazione del fattore europolitico.
    Persino Salvini ha dichiarato di abbandonare qualsiasi idea politica di corrente e unirsi per un solo momento sul problema euro per poi tornare ognuno ai suoi programmi e alle sue idee, ma il M5S non ha accettato nemmeno di incontrarlo.
    Beh questa è la fine di un bellissimo inizio.
    Nascono associazioni politiche e nuovi partiti come funghi che porteranno via al M5S una valanga di voti e a quel punto conteremo meno di quello che contiamo adesso.
    Errore clamoroso di Grillo e Casaleggio che non vogliono uscire dall’euro ma fare un referendum inutile.
    E’ cosi’ difficile capire che in questo momento il problema è: o noi o loro? e non è un problema di destra e di sinistra?

    • 39.1

      Mah…Farò un po’ di generalismo, ma sinceramente non mi pare che il M5S si sia comportato semplicemente come chi l’ha votato si aspettava: La politica è un gioco anche di compromessi, e solo chi non è abituato a farla può pensare di non allearsi mai intestardendosi su una strada (per quanto giusta) senza uscita…

  • 38
    Ezio D Alessandro

    Un bel parlare del niente, di ciò che non venne ad esistenza per scelta e che invece sarebbe esistito per altra scelta insieme ad una maggioranza PD e M5S che non ci è stata.

  • 37
    Marco

    Se vuoi dettare legge devi iniziare a giocare ad un gioco che non è il tuo devi impararne le regole, e vincere con le regole del tuo avversario, solo dopo la vittoria potrai dettare le tue e stare molto attento, in guardia, perche il tuo avversario sta sempre in aguato.
    E noi sappiamo di cosa sono capaci.

    • 37.1
      PIPPOSPANO

      L’elezione della Sciarra alla consulta e’ appunto un piccolo passo nella direzione del “rovistare letame” in maiera piu’diretta .
      Ha il M5S i vestiti giusti per difendersi dalla sporcizia !?!?
      Ha il M5S i detergenti giusti per potersi pulire qualora si sporcasse.La via intraprese, di cui parla Claudio, alla luce della situazione esistente, sembrerebbe l’unica percorribile.
      Un doppio salto mortale al trapezio senza rete di sicurezza.

      PS:
      Pur sostenendo la nuova linea adottata dal M5S, rimane un po’ di amaro in boca per il modo in cui ci e’ stata presentata.

  • 36
    Clarita Bona

    Mi sembra davvero un buon risultato ma il sistema di votazione va migliorato, ampliato nel tempo, onde non venga a sembrare che la ratifica della rete sia come dire pilotata. Sull’elezione della Prof. Sciarra, ad esempio pur rapprensentando un successo rispetto a personaggi come Violante, … secondo me è pur sempre una persona di area socialista vicina ad un personaggio come Amato (dio ce ne scampi). Personalmente avrei preferito, avere un’opzione fra più nomi…. staremo a vedere come si comporta. Certo se il Pd l’ha individuata avrà avuto le sue buone ragioni.

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