I motivi a favore del referendum sull’euro

Giorgio Napolitano Referendum Euro

Questa mattina è apparso un articolo sul Corriere a firma di Paolo Becchi, intitolato “Referendum sull’euro, fantascienza costituzionale“, nel quale sostanzialmente Paolo fa le pulci all’iter parlamentare cui una legge di rango costituzionale deve sottostare prima di essere approvata. La tesi è che a dicembre 2015 non si può fare il referendum: tutt’al più, anche ammesso che il Parlamento viaggi a passo militare verso la sua approvazione (e consentitemi di nutrire qualche dubbio), a Natale dell’anno prossimo potremmo sapere se un referendum ce lo lasceranno fare o no.

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Non c’è bisogno di avere una cattedra in filosofia del diritto per capire che Becchi non dice stupidaggini, altrimenti non l’avrei mai pescato dalle colonne di Libero dove scriveva di tanto in tanto prima che arrivasse la fata di Cenerentola a trasformare le zucche in carrozze e Libero nel Corriere. Del resto, con prosa meno formale, dicevo più o meno le stesse cose il 13 ottobre scorso. Tuttavia, atteso che sono tutti bravi a trovare i motivi per cui un referendum non va bene (difficile percorso istituzionale, tempi lunghi e incertezza sull’esito), devo ancora capire quale alternativa viene proposta.

Quelli che avversano il referendum dicono che non c’è tempo e che bisogna uscire subito. Bene, a meno di non voler imbracciare i fucili (no, Repubblica no, ti prego, non farci un titolo), mi risulta che non resti che percorrere una strada istituzionale. Per uscire subito dall’euro, dicono alcuni, il Movimento 5 Stelle dovrebbe allora trovare una convergenza con altre forze euroscettiche finalizzata ad uscire per decreto. Peccato che un decreto ha due trascurabili caratteristiche: deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri e deve essere emanato dal Presidente della Repubblica. Ora, anche sforzandomi con la fantasia, un Matteo Renzi che mi firma un decreto per uscire dall’euro proprio non riesco ad immaginarmelo (se ci riuscite voi, fatevi vedere da uno bravo), ma la vera fantascienza costituzionale sarebbe ipotizzare che un europeista più convinto di Altiero Spinelli, un vero e proprio integralista, fondamentalista dell’euro e dell’Europa come Giorgio Napolitano (che pur di preservare la marcia verso gli Stati Uniti d’Europa ha consentito e agevolato un’aberrazione politica e democratica come la formazione di un governo di destra e di sinistra allo stesso tempo) possa mai emanare un decreto che abbia ad oggetto l’uscita dall’euro. Se ci riuscite, uno bravo non vi basta: ci vuole un esorcista.

Dunque uscire subito non si può. Allora quando? Beh, se questo Governo e questo Presidente della Repubblica non vanno bene, ci vuole un altro Governo e ci vuole un altro Presidente della Repubblica. Ci vogliono quindi libere elezioni. Le quali non è mica detto che arrivino presto: Renzi spergiura che vuole andare avanti fino al 2018, nel qual caso il referendum di Grillo sarebbe l’unica cosa ragionevole da fare perché, se già oggi pensate che “non ci sia tempo” (mi ricorda tanto il “Fate presto” del Sole 24 ore con il quale non ci hanno fatti votare), allora nel 2018 saremo già morti e sarà tutto inutile, mentre se gli italiani dovessero decidere di uscire dall’euro già ai primi del 2016, questo dovrebbe costringere qualunque Governo a firmare un decreto o perlomeno a rassegnare le dimissioni e anticipare le elezioni.

Nel caso in cui invece il Governo cada e si vada a votare entro la prossima estate, allora è più che evidente che la campagna elettorale diventerebbe tutta uno scontro tra quelli che “dobbiamo uscire dall’euro” e quelli che “siete pazzi”, e in quel caso non riesco ad immaginarmi come il Movimento 5 Stelle, dopo essersi speso così largamente contro l’euro, possa non inserire il ritorno a una valuta nazionale al primo punto del suo programma di governo. A quel punto (sempre ammesso che Napolitano sia già andato in pensione o tutt’al più, come dice Crozza, sia partito per un buco nero nella costellazione di Andromeda), si danno due scenari possibili: il Movimento 5 Stelle (o una forza eurexit) vince le elezioni, e allora il referendum diventa obsoleto (perché si esce e stop) ma è servito per creare consenso, oppure non le vince, e allora il referendum continua a servire perché torniamo alla situazione attuale, con il vantaggio che nel frattempo ci siamo portati avanti.

Dunque, ricapitolando, per un eurexit convinto il referendum è l’unica strada se non si va a votare, mentre non fa male o fa guadagnare tempo se invece si va a votare, a seconda che le prossime ipotetiche politiche si vincano o si perdano.

C’è poi un ultimo argomento che i detrattori del referendum usano per dire che non va fatto. Tale argomento prevede che le masse siano poco informate, che i media manipolino e dunque che vi sia il rischio di perdere la partita, e una volta che gli italiani si siano espressi per la permanenza dell’euro, …beh, allora tanti saluti!

A parte che abbiamo già due precedenti illustri a dimostare che, anche in presenza di un’informazione mainstream fortemente orientata, gli italiani sono perfettamente in grado di decidere con la propria testa. E mi riferisco al referendum sull’acqua pubblica e a quello sul nucleare, dove in entrambi i casi siamo stati capaci di dire no, nonostante tutti i media spingessero spudoratamente per il sì. A parte questo, dicevo, mi viene difficile comprendere come si possa compendiare il sostegno dei principi democratici, i quali prevedono che su questioni di tale portata e rilevanza i cittadini vengano chiamati a una consultazione popolare, con la convinzione che i cittadini non siano titolati né abbiano gli strumenti per prendere una decisione simile, e quindi che sia lecito che “pochi decidano per tutti”. Se si crede nella democrazia e si passano anni a fare campagne contro le élite antidemocratiche che compiono scelte senza legittimazione popolare, poi non ci si può comportare allo stesso modo e sostenere che una legittimazione popolare in questo caso è pericolosa perché gli italiani non capiscono niente e quindi non vanno consultati. Non vedo molte differenze tra questo genere di approccio e quello della Commissione Trilaterale che, già decine di anni fa, nel rapporto Crisis of Democracy sosteneva che le masse devono restare in apnea, ai margini del dibattito pubblico, altrimenti la democrazia non funziona. In entrambi i casi sento una fortissima puzza di elitarismo di stampo paternalistico-autoritario. E per ogni sincero sostenitore della libertà di informazione e della sovranità popolare (che si fonda sull’essere proprietari innanzitutto delle proprie idee, prima ancora che di un territorio) questa è una cosa che proprio non si può sentire.

 

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20 risposte a I motivi a favore del referendum sull’euro

  • 13
    first em

    L’euro, così com’è oggi, è un’aberrazione totale perché tiene insieme realtà economiche assolutamente asimmetiche non prevedendo nessuna possibilità di compensazione tra di loro, ma anzi facendo il contrario, mettendole in competizione e aggravando le difficoltà dei paesi più deboli. L’euro è così oggi (forse non lo era quando è stato pensato o quando, 15 anni fa, è entrato in vigore, ma oggi è questo) uno dei mezzi con cui la finanza transnazionale asservisce e ricatta i popoli e nello stesso tempo uno dei puntelli del turbocapitalismo, grazie alle politiche messe in campo dalla BCE che, di concerto con le altre banche centrali, ha inondato di liquidità il sistema non per favorire l’economia reale ma per sostenere (e alimentare ancora di più) l’enorme bolla del debito generata dalla deregolamentazione finanziaria (chi ricorda più ormai che solo poco più di 10 anni fa il mercato dei derivati finanziari era sostanzialmente inesistente?). Quindi, se l’euro ci strozza è giusto togliercelo dal collo il prima possibile e, se un referendum può servire, ben venga; siamo già andati molto (troppo) in avanti senza correzioni di rotta. Vista la situazione, penso che su questo argomento il M5S si giochi una fetta importante della sua (incrinata) credibilità.

  • 12
    luca

    Ecco…una cosa è sbagliata…se il M5S dovesse vincere,non si uscirebbe dall’euro automaticamente,ma si farebbe questo benedetto referendum…il M5S,vuole ridare il potere ai cittadini,quindi dà loro lo strumento per farlo…(il referendum propositivo)..poi che si voglia uscirne,è una cosa,ma che gli italiani a maggioranza vogliano farlo,è un’altra…e il M5S,nonostante sia a favore dell’uscita,dovrà in ogni caso seguire le direttive date dal risultato del referendum…..si chiama democrazia.
    P.S. io sono un sostenitore dell’uscita dall’euro e della sovranità nazionale vera.

  • 11
    Angelo Selvini

    La posizione non è attaccabile: o crediamo nella Democrazia in quanto tale o siamo già fuori Costituzione, il timore per un voto diverso dal proprio -seppure più che ragionevole- non è accettabile perché nega il dettame costituzionale che la Sovranità appartiene al popolo. Questa è la sua forza, oltre all’argomento valido -ma vediamo poi se incontestabile- che oggi chi dovrebbe firmare non lo farebbe. Ma è una proposta scorretta perché devia la natura del problema agendo (anche ma non solo) su un piano emotivo. L’euro è un errore tecnico documentato e spiegato dalla teoria economica, consideriamolo in questo discorso una verità di fatto, chi non è d’accordo somatizzi (ah quanto sono antidemocratico, ma si capirà poi il perché lo dico spero). E’ un’opzione per un popolo come la scelta del suo suicidio? Uso anch’io un’iperbole più emotiva, di fatto stiamo morendo di cambio fisso. Democraticamente non fa una piega, ma democraticamente uno stato che ha per Costituzione il benessere dei cittadini può prendere in considerazione qualcosa che nei fatti è contro? Se ho il serbatoio bucato ha senso proporre ai viaggiatori di proseguire rischiando di saltare in aria o non arrivare perché il carburante finisce prima? Certo, i pro-referendum per l’austerità avrebbero proposto di aggiungere o meno qualche l(i)tro :D, il problema però è il serbatoio rotto, non altro: deve fermarsi perché verrebbe meno la “costituzione” delle sue funzioni. Chi ha capito le ragioni per cui l’euro è un errore non può proporre un referendum perché ha capito che così non si risolve il problema. Sembra dispotico dire che non è un’opzione, sono forse io così antidemocratico da dire che il popolo non possa esprimersi? Certo che no! Posso accettare che un popolo si esprima per suicidarsi? E’ un altro popolo, non quello che la Costituzione delinea e io non vi appartengo. Quindi non considero nemmeno il problema che ci sarà se il referendum è legalmente fattibile, se vinceranno i sì o i no perché ci saranno in entrambi i casi problemi e il referendum non li risolve: il referendum non è un’opzione per Costituzione, seppure il referendum sia uno strumento costituzionale; è solo quello sbagliato. E nel frattempo la gente muore! Davvero non gioco sui sentimenti ora, ma per rimarcare la serietà del problema e chi legge la prenderà con la dovuta serietà. Le scorciatoie purtroppo non sono efficaci e un’alternativa ce la offre l’esempio di Asimmetrie che è arrivata a far cambiare espressione a un’esponente politico giusto del PD: da “uscire dall’euro è una p****nata” è passato a “è necessario un superamento dell’euro”. La soluzione è politica e da quei palazzi passa; parafrasando le parole di Prodi: “un giorno ci sarà una crisi e qualcuno sarà costretto a firmare”. E’ una storia già vista, stiamo solo allungando le nostre sofferenze.

  • 10
    marina

    prima il friuli e abbiamo perso poi le europee vi ricordate griilo !!!!eravamo in vantaggio ma ha remato per far vincere il pd ora obama fuori gioco allora remiamo per la destra aiutiamo salvini del m5s non si parla piu perche il vompito assegnato a griilo e terminato ma siccome lo smantellamento deve essere lento facciamo un referendum BENE IL PROPRIETARIO DEL M5S E GRILLO ALLORA VADA LUI A RACCOGLIERE LE FIRME PERCHE NON CHIESTO NIENTE A NESSUNO MA UNA COSA SICURA ABOLIZIONE DEL PAREGGIO DI BILANCIO FISCAL COMPQCT ART?B1 NO SI VA CONTRO I PARTITI SI VADA A LEGGERE MATTIA CORSINI SU LIBERA CULTURA COSI SCOPRIRA COME SI ESCE DALL EURO SERIAMENTE QUESTA PAGLIACCIATA DEVE TERMINARE

  • 9

    Claudio, sicuramente la tua è un’ottima riflessione, ma prendiamo atto che in questo momento più che un referendum, occorre fare tre cose FONDAMENTALI :

    1) Informare la gente 24h su 24 in tutte le piazze, in tutte le TV e nel web;

    2) Per fare la prima sopracitata il M5S DEVE CANDIDARE E FAR PARLARE chi è in grado di informare la gente, chi da anni conosce l’argomento alla perfezione, e in questo momento in Italia abbiamo solo tre persone disponibili + un’organizzazione, ossia Bagnai, Rinaldi, Galloni; l’unica organizzazione che ha in mano un programma DECENTE e che è in grado di informare con dati di fatto alla mano è la ME-MMT.

    3) Il M5S deve presentare prima del referendum, un programma economico DECENTE e un programma per l’uscita dall’euro DECENTE.
    Questo è fondamentale; perchè? Perchè se esci dall’euro con gente incapace ci distruggono, ci fanno a pezzi.
    GARANTITO.

    Sia ben chiaro che queste tre cose devono essere PERFETTAMENTE in sintonia e ben coordinate tra loro.

    E in questo momento il M5S non ha NESSUNO dei requisiti sopracitati per procedere.
    Perchè?
    Perchè i vertici o sono dei deficienti o sono in malafede.

    E io ve lo dico, alle prox elezioni arriva la batosta, GARANTITO.

    Perchè?

    Perchè G&C ci hanno preso per il c**o, prima andando a sbattere i pugni sul tavolo che non c’è, per poi dirti ( guarda caso dopo aver preso la batosta alle europee) che vogliono uscire.
    Come?
    Con un referendum.
    E ricordo che è stata ignorata la seconda proposta più votata nel Forum Nazionale, ossia quella di Castellucci che prevede l’immediata uscita dall’Eurozona, moneta sovrana, applicazione della MMT.

    Ora il M5S si trova a rincorrere un partito che era morto, ossia la Lega.
    Perchè?
    Perchè mentre la Lega candidava e faceva parlare Borghi, il M5S andava in Europa a sbattere i pugni sul tavolo che non c’è.
    Benissimo.
    Sappiate che il problema nel M5S ha un nome e un cognome, GIANROBERTO CASALEGGIO.

    Distinti saluti.

  • 8
    Singsonghio1

    Una cosa è certa : L’entrata nell’€uro ne ha mandati e ne manda tanti alla n€uro…. Non c’è stata onestà all’inizio, nel cambio .Ricordate ?

  • 7
    luca

    Evidentemente esistono diverse accezioni per “democrazia”.
    Chi vuole il referendum sull euro , concepisce la democrazia come potere al popolo (compreso e soprattutto gli incompetenti ) di occuparsi in prima persona di problemi che necessitano invece alte competenze.
    Io per democrazia intendo potere del popolo di scegliere ed eleggere liberamente una classe di rappresentanti competenti che possano occuparsi e risolvere in modo efficace i problemi.
    Quella di operarci da soli , perchè fino ad oggi siamo stati vittime della malasanità, non ha niente di liberale è solo pura e semplice FOLLIA.

    • 7.1

      E come fa un popolo di incompetenti a scegliere la classe dirigente migliore? #incoerenze

    • 7.2
      luca

      In base a parametri che sono anche alla portata di persone incompetenti.
      Per scegliere un buon medico e capire se ci stanno curando bene non è necessario essere laureati in medicina, ma per curare i pazienti bisogna esserlo, eccome.
      Quindi per capire se la classe dirigente è quella migliore, basta guardare se certe promesse sono state rispettate, se paghiamo meno tasse, se il nostro stipendio ci permette di comprare più o meno beni rispetto a prima, se la nostra qualità della vita è migliorata o peggiorata in generale, tutte cose che non necessitano particolari competenze specifiche.
      Rilancio: se gli italiani non sono stati nemmeno in grado di riconoscere chi ha lavorato unicamente contro i loro interessi, come possono occuparsi in prima persona di questioni ben più complesse ?

    • 7.3
      luca (un'altro)

      Difatti,fino ad oggi,questi “incompetenti”,hanno scelto una classe politica assassina e mafiosa..che ha portato gli italiani a suicidarsi perchè stangolati dallo stato….se si vuole una democrazia,il potere va al popolo,compreso il controllo dell’informazione che non sarà di nessun partito (il famoso comflitto di interessi tanto sbandierato dalla sinistra negli ultimi 20 anni,ma mai fatto perchè sono i primi ad avere conflitti di interessi!!!)

  • 6
    next

    Paragonare un referendum sull’euro a quello sull’acqua pubblica o sul nucleare è fuorviante.

    Quello sull’acqua pubblica, in entrambi i casi, non avrebbe avuto un impatto paragonabile a quello che la disinformazione su una eventuale uscita dall’euro ha impresso, ahimè, nella mente di moltissimi italiani. Ossia una conseguenza devastante sull’economia di una famiglia: vedi costo del mutuo alle stelle, risparmi dissolti nel corso di una notte, ecc.

    Per quanto riguarda quello sul nucleare, beh, in quel caso è bastato un niente… e quel niente si chiama Chernobyl.

    La paura. La paura di perdere quello che si ha di più caro, salute, casa o risparmi, è dura da sconfiggere.

    E anche se ci fosse un dibattito razionale a forze pari (cosa impensabile vista la posizione dei media mainstream), sarebbe molto difficile far cambiare posizione a chi, oramai, ha maturato una credenza dettata dalla paura.

  • 5

    Io non sono un democratico. Sono un patriota e credo che il popolo sia eccome influenzabile dai media mainstream. Sull’acqua pubblica d’accordo che i media spingevano per il si, ma non con il furore con cui lo farebbero per un eventuale referendum sull’euro. Con i grandi mezzi di manipolazione delle masse, oggi non si può più contare sulle masse ma su persone consapevoli, decise, disintererraste che operano per il bene della nazione. Altro che favole sulla democrazia. Non c’è democrazia con questa informazione.

  • 4

    Se un referendum lo chiede un partito, specie di minoranza, non serve a niente; se un referendum lo chiede un popolo, cambia tutto. Il problema non è il referendum in sè; è il TIPO di referendum che si usa che ha valore. Se è “consultivo”, “propositivo” o “abrogativo” e col quorum la maggioranza ormai sa che si tratta di truffe di democrazia non partecipa. Se è DELIBERATIVO o LEGISLATIVO di iniziativa popolare senza quorum, il discorso cambia RADICALMENTE. Ma questo, a quanto risulta, Grillo e casaleggio non lo condividono. Peccato!

  • 3
    gios

    Si ma se volete fare il referendum allora gli Italiani vanno Informati a 360 gradi.
    Lo sanno gli Italiani che esiste una terza via, ovvero la possibilità di recuperare la sovranità monetaria anche all’interno dell’Euro? Lo sanno che se l’Euro venisse immediatamente affiancato e progressivamente sostituito da una moneta di transizione si ripristinerebbe la sovranità monetaria e si avrebbero i tempi per portare avanti il referendum e per fare informazione?
    Sicuramente Claudio Messora lo sa, visto che fu uno dei primi ad intervistare Marco Cattaneo l’ideatore della proposta dei Certificati di Credito Fiscale (CCF).

    http://youtu.be/iQUrAdHooX4

    Quelli dello staff del Blog invece sembra che ignorino questa proposta:

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/oltre-leuro-dentro-leuro-una-nuova-moneta-fiscale-per-vincere-la-crisi/

    Nel blog di Grillo ci sono post anti euro un giorno si e l’altro pure, e un bel post sui CCF non ci starebbe male. Qualcuno potrebbe anche informarli.
    Molto strano! eppure una variante dei CCF è già stata utilizzata (a loro insaputa?) dal deputato M5S Mimmo Pisano ed è anche finita nelle slide della cd “finanziaria buona” del M5S. Sicuramente ignoreranno anche che l’idea è stata giudicata “geniale” dalla responsabile norme e tributi dell’Associazione Bancaria Italiana.
    Qualcuno deve proprio informarli:

    http://www.girolamopisano.it/2014/08/06/labi-promuove-certificati-di-credito-fiscale-lanciati-da-pisano-proposta-geniale/

  • 2

    è quello che penso anche io e che ho cercato di spiegare in qualche modo su Twitter a Claudio Borghi. Spero che legga questo post fatto da ben più di 180 miseri caratteri.

    I NO€ hanno poco da storcere il naso davanti al referendum sull’euro. Possono stare a dire “Bisogna uscire IERI” quanto vogliono, ma, ora come ora, con il PD al governo, non si esce punto e basta. Solo un referendum può cambiare le cose nel breve-medio periodo.
    II M5S sarebbe da condannare senza se e senza ma solo se continuasse a proporre il referendum anche in un’eventuale quanto agognata campagna elettorale la prossima primavera.

  • 1

    L’analisi qui proposta mi trova del tutto concorde. A questo punto ci sarebbe da domandarsi come mai da un po’ di tempo il prof. Becchi remi contro le iniziative del M5S. Ci sarebbe anche da riflettere sul perche’ in campagna elettorale per le europee, pur avendo messo il referendum tra i punti del programma, Beppe e i suoi corifei (Di Maio, Di Battista ecc) non abbiano perso posizione sull’euro in maniera netta come stanno facendo ora ufficialmente trasformandosi da movimento euroscettico a movimento no euro (la conferenza di Bruxelles sancisce questa trasformazione).

    • 1.1

      DI Battista ha sempre detto in tutte le piazze che frequenta quasi ogni settimana di essere un sovranista.

    • 1.2
      Paolo Nobili

      Hai toccato il punto centrale, anche io sono d’accordo in linea di principio con la posizione di Claudio, tuttavia è abbastanza ridicolo che un movimento proponga un referendum su cui non ha mai espresso una posizione chiara (nascondendosi dietro la scusa pilatesca del “decideranno gli italiani”). Si dirà che adesso Grillo ha detto chiaramente che vuole l’uscita dall’euro, ma appunto si ha l’impressione che su questi temi fondamentali il m5s segua come un cagnolino gli ondeggiamenti isterici del grande capo, e questo non è accettabile per un movimento che ambisca a guidare il paese, tanto più un un passaggio così delicato che richiede competenza e autorevolezza assolute. Cosa impedisce ai 5 stelle di inserire già da ora in modo formale una proposta politica di uscita da euro e UE? Le proposte di gestione economica conseguente al recupero di sovranità (dal ruolo dello stato alla BC eccetera) non mancano, a partire da alcuni interessanti spunti offerti dalla MMT ma non solo. Sono proposte che fin da subito porrebbero il tema al centro del dibattito, e tra l’altro eviterebbero che sia monopolizzato dalle destre nazionaliste e leghiste, come già sta avvenendo.

    • 1.3

      Non ci sono ondeggiamenti isterici del grande capo. Grillo è sempre stato anti€, come la stragrande maggioranza degli iscritti al M5S. L’ambiguità sull’euro è da attribuire a Casaleggio che forse sperava che questa strategia permettesse al M5S da un lato di prendere voti da ogni parte (cosa che è accaduta sicuramente) e crescere molto nelle percentuali (cosa che non è accaduta affatto) e, dall’altro lato, di evitare il massacro da parte del sistema di potere cui il M5S sarebbe andato incontro al 100% se si fosse subito dichiarato NO€ in tempi purtroppo ancora prematuri. Può apparire una strategia vigliacca, lo so, ma senza soldi non si canta messa, ovvero: se non vinci, non togli l’euro, e se per vincere devi starti zitto, allora meglio stare zitto. Se io fossi capo di un partito messo molto bene non direi nulla sull’euro in presenza di una popolazione in maggioranza ancora scioccamente cieca. Vincerei le elezioni e poi lo toglierei a tradimento il 23 dicembre. Non ci vuole una mente eccelsa per capire che i media asserviti non si fanno scappare alcuna occasione per accanirsi contro il M5S. L’euro sarebbe stato un eccellente pretesto per una campagna terroristica senza precedenti che contro la Lega non verrebbe mai lanciata dato che col suo 7-10% è un misero chihuahua di fronte al quale il Sistema si fa una fragorosa risata di sberleffo.
      Se ora i tempi sono pienamente maturi non lo so, ma di certo la propaganda terroristica eurista sarebbe meno efficace perché i tempi sono più maturi di anche solo un mese fa e, per carità, di questo ringraziamo pure Salvini che ormai vive in TV.

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Barbara Lezzi Luigi Marattin Barbara Lezzi (M5S) si confronta duramente con Luigi Marattin, consigliere economico della Presidenza del Consiglio, sui dati della disoccupazione che vede l'Italia, nonostante la "cura Renzi", aumentare il distacco rispetto alla media europea. Ricordati di VOTARE Byoblu ai Macchianera Internet Awards...GUARDA

Ilaria Bifarini – L’Ocse dice che tra 60 anni siamo fritti

Ilaria Bifarini, nota al pubblico di Byoblu per la sua intervista di esordio "Neoliberismo e Manipolazione di massa - storia di una bocconiana redenta", approda a Coffee Break, su LA7. "Il modello a tendere degli economisti dell'OCSE da qui a 60 anni, in un report che ho visto personalmente, sarà sempre peggiore: salari sempre più passi e sempre più disuguaglianza". Ilaria Bifarini, nota al pubblico di Byoblu per la sua intervista di esordio "Neoliberismo e Manipolazione di massa - storia di una bocconiana redenta", approda a Coffee Break, su LA7. "Il modello a tendere degli economisti dell'OCSE da qui a 60 anni, in un report che ho...GUARDA

Diego Fusaro: il Sacro Romano Impero della finanza e delle banche

Innanzitutto siamo entrati in un Sacro Romano impero della finanza in cui il sistema bancario detta legge, e noi sventurate plebi europee dobbiamo fare i sacrifici: "sacrum facere". Appunto qualcosa di religioso in nome del sistema bancario, una divinità demiurgica: le sofferenze sono sempre quelle del sistema bancario...GUARDA

Primarie Pd: il confronto Sky tra Renzi, Emiliano e Orlando – Integrale

Confronto Sky Renzi Emiliano Renzi Primarie Pd Integrale - PlayIl confronto Sky tra Matteo Renzi, Michele Emiliano e Andrea Orlando per le primarie Pd - Versione Integrale. ...GUARDA

Fusaro Vs Friedman – L’immigrazione è deportazione di massa: nuovi schiavi contro vecchi schiavi.

Fusaro Vs Friedman Diego Fusaro: "La storia delle ONG che vanno a prendere i poveri migranti che rischiano di annegare è la grande narrazione edulcorante con cui si mettono in pace le coscenze. Il compito della filosofia però è pensare altrimenti e criticare l'esistente, rovesciando le mappe dominanti. Continuiamo...GUARDA

Sgarbi vs Telese: Io non me ne vado, te ne vai tu!

Sgarbi Vs TeleseVittorio Sgarbi manda a quel paese la Costamagna e Luca Telese, e all'invito a lasciare lo studio risponde al conduttore di andarsene lui. Il tema è quello della legittima difesa dagli intrusori in ambito domestico. ...GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>