Il rispetto delle regole

Massimo Artini e Paola Pinna - Espulsi?

Cercherò di essere obiettivo e distaccato. E soprattutto, ricordo a tutti che parlo a titolo personale, non avendo io incarichi di nessun tipo all’interno del Movimento 5 Stelle.

Più volte, su questo blog e nel corso di interminabili discussioni con giornalisti e affini, ho sostenuto il concetto che il Movimento 5 Stelle fosse essenzialmente un metodo di Governo, ancora prima che un contenuto. Il metodo era necessario per togliere l’arbitrarietà dalle mani degli eletti e lasciarla in quelle dei cittadini, che poi è essenzialmente il motivo per cui il Movimento è nato: smantellare una classe dirigente ormai totalmente autoreferenziale e fuori controllo.

Ovviamente, tra il dire e il fare c’è di mezzo il canonico mare, anche perché questo è un grande esperimento di rinnovamento nella storia della politica, per cui ci sta che certe declinazioni del “metodo” possano nascere strada facendo, sotto l’egida di un garante di cui uno si fida oppure non si fida. Per esempio, non c’era scritto da nessuna parte che qualora la rete si fosse espressa a favore di una legge sull’immigrazione più morbida, tale legge si sarebbe dovuta applicare solo a partire dalla legislatura successiva. Non c’era scritto però aveva un senso:

  1. il Movimento 5 Stelle prende i voti di 9 milioni di cittadini sulla base di un programma;
  2. manda dei meri portavoce ad attuarlo nelle sedi istituzionali;
  3. finché tali portavoce si muovono nel solco dei principi che hanno ispirato il programma (a tutti gli effetti un contratto con i cittadini), allora hanno discrezionalità di manovra, ma laddove volessero introdurre nuove linee politiche che si discostino sensibilmente da quelle presentate durante la campagna elettorale, allora tali linee dovrebbero passare da una nuova legittimazione popolare.

E’ coerente con il principio ispiratore della democrazia diretta: decidono i cittadini, non il governante. E anche se un referendum online ratifica, magari con 90mila voti, che la legge sull’immigrazione deve prendere una direzione diversa o non prevista dal programma con cui si è stati eletti, ciò non è sufficiente per imporre a una parte di quei 9 milioni di persone che hanno votato M5S alle urne di subire una decisione di così radicale importanza, che se fosse stata dichiarata all’inizio forse li avrebbe spinti a esprimere preferenze diverse. In sostanza: sui punti coerenti con il programma elettorale (il contratto con gli italiani) si possono prendere decisioni sul portale, mediante ratifica online, che possono entrare in vigore da subito, mentre sui punti non coerenti o non previsti con il programma (cioè non previsti contrattualmente al momento del voto), si possono prendere decisioni che però entreranno obbligatoriamente nel capitolato di un nuovo contratto (un nuovo voto: le elezioni successive). Ecco, questo ragionamento non era scritto da nessuna parte, se non nella testa dei garanti. Però ci stava, era logico e coerente. E non contraddiceva il “Metodo” per come era stato declinato.

Oggi sul blog appare un referendum online dove si chiede di rispondere alla seguente domanda: “Sei d’accordo che Pinna e Artini non possano rimanere nel Movimento 5 Stelle?”. Si chiede, sostanzialmente, una ratifica di una proposta del blog sull’allontanamento dei due portavoce dal Movimento. Le basi su cui poggiano le motivazioni di questa richiesta sono sostanzialmente la mancanza di utilizzo del portale di rendicontazione ufficiale. Paola Pinna, sulla sua pagina Facebook (ma mi sarebbe piaciuto sentire le loro campane anche contestualmente alla consultazione online) sostiene di avere sempre versato la sua quota derivante dal taglio dello stipendio al Fondo di Garanzia per le PMI, in linea con tutti gli altri, e di avere destinato le eccedenze della diaria alla Caritas di Roma. Massimo Artini, anche lui su Facebook, sostiene che le sue rendicontazioni siano disponibili sul suo blog. Entrambi i blog risultano irraggiungibili al momento, probabilmente a causa dell’eccessivo carico di richieste. Sembra che i due, unitamente ad altri 16 portavoce, non utilizzino il portale ufficiale delle rendicontazioni perché ci sarebbero “dubbi sulla sua gestione”.

Il blog, per motivare la consultazione, fa riferimento più volte al “codice di comportamento” firmato dai parlamentari. In effetti, tale codice al capitolo “trasparenza” recita: “Rendicontazione spese mensili per l’attività parlamentare (viaggi, vitto, alloggi, ecc) sul sito del M5S“. Non rendicontare sul portale ufficiale del M5S destinato a tale scopo rappresenta una sicura violazione del “Metodo” (di cui il codice di comportamento è una declinazione regolamentare), e dunque a nulla vale sostenere la propria contrarietà sulla base di motivazioni personali (anche se possibilmente valide). Questo perché il principio ispiratore del “portavoce” implica che non si possano prendere decisioni personali che non siano prima state avallate dalla rete (la base, ovvero i cittadini, cioè gli attivisti certificati iscritti al portale beppegrillo.it). Non è una diminutio della dignità del parlamentare, ma un augmentum, cioè un “accrescimento”, della dignità dei cittadini.

Tuttavia, quello stesso codice di comportamento, alla voce “Espulsione dal Gruppo Parlamentare del M5S“, così recita: “I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza“. Quello stesso metodo che Artini e Pinna hanno violato, stablisce anche cioè come gli stessi debbano essere eventualmente sanzionati: i parlamentari fanno una assemblea congiunta Camera-Senato (tutti insieme), votano una proposta di espulsione per violazione del codice di comportamento e successivamente, se tale mozione passa, il blog chiede alla rete di ratificare la proposta dei parlamentari. In questo caso non solo tale mozione non è mai stata votata favorevolmente da un’assemblea congiunta, ma un’assemblea avente ad oggetto una simile votazione non ha mai avuto luogo.

Qualcuno potrebbe allora sostenere che la votazione online di oggi non riguardi “l’espulsione dal Gruppo Parlamentare del M5S”, ma l’allontanamento dei due dal Movimento 5 Stelle in quanto comunità, poiché non più espressione dei principi ispiratori dello stesso, sulla base di una valutazione autonoma del garante, Beppe Grillo. Tuttavia, questa interpretazione appare francamente un po’ forzata, e viene anche contraddetta dal senso proprio delle parole contenute nel post: “intollerabile per un portavoce del M5S“, seguite immediatamente dalla domanda: “Quindi valuta: Sei d’accordo che Pinna e Artini NON possano rimanere nel Movimento 5 Stelle?”.  Non si sostiene che il comportamento dei due sia “intollerabile per un attivista certificato iscritto al portale”, ma che sia “intollerabile per un portavoce del M5S”, ed è evidente che il senso della votazione è di far decadere Pinna e Artini dallo status di “portavoce M5S“. Certo si potrebbe, in linea puramente teorica e facendo un balzo quantico con triplo avvitamento carpiato e atterraggio su un piede solo, sostenere che Pinna e Artini possano comunque restare nel Gruppo Parlamentare alla Camera del M5S pur senza rappresentare più il Movimento 5 Stelle in quanto portavoce certificati, evitando dunque di ricadere nel caso regolamentato dell’espulsione di un parlamentare dal Gruppo M5S, ma è evidente che una tale ipotesi sia poco sostenibile da un punto di vista logico e politico. Si sta sostanzialmente votando per un espulsione mascherata, cui si è arrivati con una inversione delle regole del codice di comportamento dei parlamentari, dato che i parlamentari evidentemente non avevano nessun quorum sufficiente per richiedere l’espulsione di Artini e Pinna (anzi, Artini era stato recentemente a pochi passi dall’ottenere il consenso del Gruppo M5S alla Camera per diventare capogruppo). Se poi ci dovessero essere altri motivi, come sostiene Paola Carinelli sulla sua pagina Facebook, allora questi avrebbero dovuto essere esplicitati nel testo della richiesta di voto, per non correre il rischio di essere accusati di manipolazione delle informazioni.

Nel post di Beppe Grillo si legge “Nel Movimento 5 Stelle le regole vengono prima di ogni cosa“. Sono sempre stato d’accordo e lo sono a maggior ragione oggi. Per questo, credo che non attenersi strettamente a un codice di comportamento che è stato pensato e poi firmato a baluardo del principio più importante nel Movimento 5 Stelle, e cioè il rispetto di un metodo certificato che conferisce credibilità a tutto il progetto politico, possa danneggiare il Movimento stesso più di quanto possa fare una contestazione su un portale di rendicontazione.

Aggiornamenti sul dopo voto:

Alberto Airola sulle espulsioni di Massimo Artini e Paola Pinna da Enrico Mentana

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35 risposte a Il rispetto delle regole

  • 22

    Io ero nel parcheggio della villa di Beppe.
    Mentre Samuele era con altri 3 a parlare cercavamo di avere notizie con sms:
    Fumata nera, abbiamo una visione distorta del movimento, il movimento sta crescendo.
    Quando sono tornati erano le 18, ci sono 20 milioni di visite sul sito, quindi il movimento sta crescendo…… gli ha detto Beppe.
    Ma i bonifici, le prove della rendicontazione? Come parlare ad un muro….
    Piano piano cercavamo di interpretare le parole, quello che era successo a Massimo che non aveva senso confrontandoci e riflettendo.
    Mi tornavano in mente tantissime frecciatine della campagna elettorale locale e dagli amici con cui sei andato a scuola, hai fatto sport, del PD PDL ecc.. la cosa che mi fa più male è che devo dire che avevano ragione. Che il progetto del movimento era per avere click sul blog gestito da casaleggio e che se qualcuno si faceva troppe domande venivano buttati fuori.
    Abbiamo avuto fino alle 21 per pensarci poi sono entrati altri 6 parlamentari..
    E dopo ci hanno raggiunto a cena..
    Io ho visto le loro facce fino alle 2.
    non me le scorderò mai..

  • 21
    vincenzo

    A mio avviso il problema non è Grillo, perchè Grillo è una persona con suoi pregi e dei difetti, e come essere umano puo sbagliare o essere portato a sbagliare dalle varie circostanze che possono presentarsi, fermo restando che giudico una forzatura delle regole, proporre l’espulsione come ha fatto, Alla fine penso che sia il male minore per il M5S, ma il grosso problema sta nel fatto che se la decisione non è passata dall’assemblea, e poi gli iscritti hanno votato a maggiorana per l’espulsione (come voleva Grillo), questo dimostra una sola cosa : il M5S non è abbastanza maturo, la cosa migliore sarebbe stata quella di non votare, il messaggio sarebbe arrivato a Grillo forte e chiaro (non puoi eludere le regole) e da li ripartire con i piedi a terra.

  • 20
    Sergio

    praticamente il movimento 5 stelle funziona così: se ha ragione Grillo siamo in democrazia, altrimenti decide lui per tutti perchè noi non siamo all’altezza di capire????
    Se ci saranno altre votazioni in Italia col cavolo che lo rivedete il mio voto, di duce ne abbiamo già avuto uno e di ventenni fascisti 2, io passo, non vorrei ritrovarmi a fare l’esperienza di un secondo duce e di un terzo ventennio…

  • 19

    Non facciamoci troppe seghe mentali: i portavoce ratificano la decisione dei cittadini, dov’è il problema?

  • 18
    Paolo Marani

    Anche dar sempre la colpa agli italiani, è un modo prettamente italico di “non” risolvere le situazioni e annacquare il senso di responsabilità.
    Non è che gli italiani sono riottosi a cambiare, è che in questo caso il cambiamento prospettato forse nemmeno funziona, anzi, probabilmente non funziona e basta. Quindi anche se si potesse fare forse sarebbe pure meglio non farlo.

    • 18.1
      stefano

      Ma a chi si deve dare la colpa, agli svedesi? E’ questo immobilismo di comodo un paravento prettamente italico, altroché. E’ questo non funziona a prescindere, un annacquamento della responsabilità.

  • 17
    Silvio

    Ricordo G.Gaber…..”un’idea un concetto, un’idea, finché resta un’idea é soltanto un’astrazione…..se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione”. Ecco, il problema sta tutto qui: l’idealizzazione, la teorizzazione. Nel teorizzare l’Italiano é geniale. Grandi teorici della política, del football, dell’azione. Poi, se quando c’é da mettere in pratica, nella política ci si astiene dal voto, nel football si guarda la partita invece di giocarla e nell’azione….beh, meglio che vadano avanti gli altri. Si delega, ci si fa le regole proprie (anche andando in rotta di collisione con le comunitarie), si cerca continuamente l’eccezione personale giustificandola con le piú rocambolesche e bizantine motivazioni. Dopo di che….avanti con la polémica, che diventa, cosí, l’unica azione “attiva”. Chi era convinto che il M5S avrebbe cambiato tutto non ha considerato che é fatto da Italiani, i quali sono maestri di teorie e supini nell’azione e i cambiamenti non sono ben accetti, perché presuppongono l’azione, sia nel personale che nel pubblico e cambiare produce fática, dolore (spesso) e rinunce e nessuno vuole rinunciare ai propri pezzetti bruciati.

  • 16

    Messora comunque ha spiegato bene perchè Grillo ha deciso di bypassare l’assemblea e cacciare pinna gialla e il “quasi” capogruppo. Si era convinto che li avrebbero graziati, e ciò sarebbe stato inaccettabile. Così la votazione non era se cacciarli o meno, ma SOLO se erano “degni” di essere portavoce. Come dire, se poi vince il si, ti devi suicidare da solo. Ridicoli.

  • 15
    Paolo

    Tutto questo mi porta a pensare sempre più decisamente, che il mito della ‘democrazia diretta’ è essenzialmente una gran cagata, un’utopia cioè non realizzabile come idea in grande scala. Utilizzabile per comunità,massimo regioni a statuti speciali, ma non per intere nazioni. Troppo forte è il depistamento dell’informazione per poter pretendere che la gente capisca la realtà e farsi un’idea- La ‘democrazia diretta’ come la intende il movimento, può essere addirittura dannosa se si ritiene che la maggior parte dei votanti non sia qualificata per poter prendere giudizi tecnici o di merito, deve quindi esserci una Regia al vertice del movimento che decide al di sopra delle parti. Tradotto è un partito politico come tutti gli altri dove il Segretario decide la propria condotta politica senza aver l’obbligo di dover seguire linee non gradite dettate dal resto della truppa-

    • 15.1

      La democrazia diretta è una gran bella cosa, il problema però è capire diretta DA CHI

    • 15.2
      luca

      Non è necessario ogni volta scomodare i soliti nemici: l’ informazione, i massoni , i poteri forti , l’europa ecc.
      La democrazia diretta non può funzionare in un sistema rappresentativo, la democrazia diretta non può funzionare in un sistema dove esistono delle istituzioni come i ministeri o come altri enti gestiti dallo stato…in breve la democrazia diretta potrebbe funzionare solo radendo al suolo il paese , ricominciando dalla jungla ,ecco allora se ne potrebbe parlare.

    • 15.3
      Cristina

      Ho umanamente sostenuto e apprezzato l’azione, la capacità e l’impegno di vari parlamentari 5stelle, in primis quelli dei nominati da Grillo in queste ore.

      Ma NON ho mai creduto nella “democrazia diretta”. Per questo non sono iscritta, per coerenza. L’unica volta che sono andata ad una assemblea post elezioni, mi si sono drizzati i capelli in testa, con “la base”… che con le sue frustrazioni e veleni (ma anche col suo ignorare) è manipolabile, infiltrabile etc etc…lo sanno bene i poteri forti che la manovrano da sempre, complici e schiavi i media mainstream.

      Io non credo da tempo, che si possa cambiare qualcosa da dentro lo stesso sistema che ha creato il problema. il M5S ha fatto e fa le sue prove e comunque ha aperto le finestre dei palazzi e ha fatto sentire (almeno a quelli che usano internet …) una opposizione.
      Per l’urgenza dei tempi, però, credo sia parso troppo poco.

      Quel che resta o la seconda fase del M5S spero non si trasformi in un rumoroso sopramobile, che sarebbe sempre piu’ usato dal mainstream per depistare dai veri problemi e dai giochini delle lobby. Frustrazione e ambizione umane sono ambite dal sistema di controllo, che manipola alla perfezione. Per questo serve diventare “individui”, non “gente”, per smascherare il loro gioco e la loro presenza.

      Il vero cambiamento è fuori dai palazzi ed è dentro di noi: è il CAMBIO di percezione personale, che da il via ad una conoscenza e ricerca fuori dai tracciati imposti dal sistema (pro domo sua) e consente di vedere chi e quel che ci viene incontro. Ma quando il crollo della società avanza, insieme alla minaccia della sopravvivenza, la “base” ritiene che ciò sia solo un salottiero parlare. Purtroppo.

      Il metodo, non è la sostanza ma solo il mezzo, più utile possibilmente, per arrivare all’obbiettivo. Bisogna si incontri con l’etica e la scelta per non diventare freddo pragmatismo che già conosciamo.

      Credo sia tempo di guardare ad un’altra via. Con tutto il rispetto e ringraziamento per l’impegno dato in buona fede da molti parlamentari 5S.

      Il grado di manipolazione è strabordante e la “base” ne è spesso complice e i media sono al loro servizio. Forse qualcosa sarebbe ambiato se il 5stelle avesse usato il denaro ora fonte di veleni e bagarre, per fare un canale di controinformazione?

      Suggerisco una lettura:
      Risvegliarsi non è essere svegli: la prigione della percezione
      http://www.thelivingspirits.net/david-icke-in-ita/risvegliarsi-non-e-essere-svegli-la-prigione-della-percezione.html

      • Paolo Marani

        Ecco, vorrei iniziare a leggere da parte del movimento più argomentazioni di buon livello come questo di Cristina, e molti meno velenosi vaff***ulo e arroganti “senza di noi il diluvio”.

  • 14

    Che infinita tristezza. Un articolo di due pagine vuoto e privo di significato, che potrebbe essere sintetizzato in una riga.

    “Non rompete le palle con le regole, Grillo ha deciso come ci si deve comportare, e chi secondo lui non lo fa lo si deve allontanare”

    Mai più mi farò imbrogliare da gente simile, è proppo umiliante. Il movimento si è smarrito, morirà chiuso nel bunker in cui potrà fare valere la sua inossidabile purezza.

    Tristezza infinita. Post degno del migliore glass-climbing.

    • 14.1
      virgilio

      Non so se hai letto bene, ma Caludio in questo post mette in evidenza tutta l’aberrazione del metodo utilizzato da Grillo/Casaleggio. La democrazia diretta può esistere certo è che stanno perdendo di vista l’obiettivo

  • 13
    Michele

    come al solito cordate pianisti e talebani fanno le maggioranze al sentir le trombe che suonano e mandano all’attacco.

  • 12
    Massimiliano Pallotta

    Che molti portavoce abbiano uno stile molto poco da portavoce e molto da onorevole è un fatto arcinoto. Quello che stupisce è lo stillicidio con cui, quasi come una roulette russa, le persone vengano colpite a casaccio.

    Faccio un esempio realmente accaduto che riguarda sia l’On. Patrizia TERZONI che l’On. DAGA che la Consigliera Regionale alla regione Lazio Denicolò.

    Queste esponenti del M5S sostengono che, per quanto attiene gli impianti che utilizzano metano prodotto dalla fermentazione metanica della componente biodegradabile dei Rifiuti Solidi Urbani e assimilabili, il M5S è contrario… e basta. Affermano inoltre che il documento programmatico presente tuttora nel sito ufficiale beppegrillo.it sia superato e che sia le Regioni che i Comuni hanno deliberato un altro tipo di programma che esclude appunto quello che il programma nazionale consentiva.

    Innanzitutto, la lettura dei programmi regionali non riporta, contrariamente a quanto dichiarato dagli esponenti citati, il rifiuto dei processi di digestione anaerobica.
    Secondariamente, richiesto ai portavoce citati di fornire un documento che comprovasse quanto da loro dichiarato, essi non hanno mai dato seguito alla richiesta.

    Infine, durante la discussione, hanno più volte puntualizzato che i loro interlocutori fossero persone del PD, non fossero degni di restare nel M5S, li hanno invitati ad andarsene e li hanno invitati ad informarsi e studiare prima di dire stupidaggini.

    Peccato che i loro interlocutori fossero i membri del Tavolo Ambiente del M5S al Comune di Roma, costituito da professionisti (chimici, ingegneri, biologi, …) con un’esperienza lavorativa e di studio tra i 25 e i 35 anni, mentre gli onorevoli in questione, nell’ordine, sembrerebbero avere un’età anagrafica di circa 30 anni e diplomi di scuola media superiore in agraria e di perito aziendale le prime due, mentre una formazione di tipo amministrativo la terza.

    Due pesi e due misure?

    • 12.1
      Sofia

      Peccato che siamo in un sistema ben collaudato di politici, professoroni, professionisti e industriali pronti a giurare sui figli di assoluta innocuità e beneficio per ogni lucroso affare che sicuramente vantaggi ne porta ma in poche tasche. O siamo nel migliore dei mondi possibile? Uhmmm, no, non direi…altrimenti ci sarebbe da chiedersi perché mai dei giovani trentenni poco esperti dovrebbero mettersi in gioco per contraddire e contrastare gente così qualificata e preparata.
      Riguardo al fatto di essere presenti nel “programma” del portale del Movimento, in realtà fanno parte di una raccolta di proposte non ancora presentate in campagna elettorale e quindi non votate e per fortuna, visto che i comitati di cittadini contro le centrali a biogas spuntate come funghi aumentano ogni giorno.

  • 11
    Luca Gianantoni

    Si ma qui Claudio non s’è capita una cosa, questi soldi li hanno restituiti o no? Perché sul Fatto Quotidiano sembrerebbe di si

  • 10

    Io so solo che chi viola le regole va punito secondo le regole. E mi nuoce enormemente lo scavalcamento del regolamento, finora SEMPRE seguito (assemblea parlamentare e poi consultazione web).

    • 10.1

      Ma scusami, e se poi l’assemblea li salvava, grillo che figura ci faceva ? E’stata proposta da lui in persona, se ho capito bene, questa espulsione mascherata da negazione del ruolo di portavoce. Il problema semmai è che nella posizione di questi due ce ne stanno altri 16 !!! Io sarei per cacciarli tutti, così almeno la facciamo finita con questa farsa.

    • 10.2

      (mi si scusi la lunghezza)

      Sia ben chiaro, io contesto il metodo, non il merito, anche se la vicenda Artini mi pare più complessa e ho dei dubbi.
      Ho sempre difeso il M5S e chi mi segue su Twitter e FQ lo sa benissimo, ma prima l’espulsione degli OccupyPalco, che chiedevano solo piena trasparenza, ora pure questa cosa raffazzonata e improvvisa…

      Se un meetup propone un’espulsione, l’assemblea parlamentare lo processa e poi si fa la consultazione online. Perché Grillo (leggi: Casaleggio) deve essere speciale e indire una consultazione online improvvisa senza nemmeno passare prima dall’assemblea come in tutti i casi precedenti? Messora ha spiegato la cosa, però che forzatura quella dei capi! E porterà altri casini al 100%. Non gli stavano bene i due (guarda caso proprio quei due che hanno rilasciato interviste sui risultati elettorali!)? Bene, assemblea e poi consultazione online. Invece no. Consultazione diretta senza un minimo di difesa per dare i colpevoli di turno in pasto alla base, ormai sempre più ridotta ai minimi termini, e che, in parte, a giudicare dai commenti, nemmeno si è degnata di approfondire i due casi perché tanto ai tifosi bastano le parole del Blog.
      Ahinoi, un movimento che ambiva a raccogliere menti critiche e liberi pensatori pronti a informarsi alla fonte ora è sempre più pieno di pigri tifosi simil-berlusconiani che si fidano di qualcunque cosa gli venga detto e che tacciano te, difensore storico del M5S, di essere troll/piddino/infiltrato. Malissimo.

      A tal proposito, ho trovato molto bello il post di Felice Marra su Facebook:
      “L’unica cosa che chiedo al blog… è… la prossima volta rendetevi inattaccabili… l’operazione di oggi, per come è stata fatta, ha fatto storcere il naso pure a me… difficile dar ragione, magari pur avendola, alla condanna di una violazione facendone una voi. Un po’ tutti gli intelligenti si son sentiti presi in giro oggi…
      Ieri dicevo che c’era bisogno di una scrematura.. ma dei tifosi, non delle persone con senso critico. Invece oggi mi sa che si è ottenuto l’effetto opposto.. i tifosi hanno urlato “siii yeee al rogoooo”.. quelli con un po’ di testa han detto “che è sta cacata?”
      Rendetevi inattaccabili.. perchè se il blog perde di credibilità.. tutto quanto perde di credibilità”

    • 10.3
      luca

      Caro danloor

      ” Ahinoi, un movimento che ambiva a raccogliere menti critiche e liberi pensatori pronti a informarsi alla fonte ”

      io non ho mai avuto questa sensazione..Dai è da quando grillo incominciò a gridare che il M5S aveva preso la maggioranza dei voti considerando i singoli partiti (palla colossale, berlusconi docet) che fu chiaro quali furono e sono le intenzioni attuali del magico duo.

  • 9
    Giusseppe

    Nel codice di comportamento, alla voce “Espulsione dal Gruppo Parlamentare del M5S“, così recita: “I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, ” POTRANNO”( e non “DOVRANNO”) per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza.

    In ragione di ciò, questo codice alla Camera è stato modificato nel senso di lasciate direttamente alla rete la decisione.

  • 8
    Giusseppe

    Nel codice di comportamento, alla voce “Espulsione dal Gruppo Parlamentare del M5S“, così recita: “I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senat codice di comportamento, alla voce “Espulsione dal Gruppo Parlamentare del M5S“, così recita: “I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranzao, “POTRANNO” (e non “dovrann codice di comportamento, alla voce “Espulsione dal Gruppo Parlamentare del M5S“, così recita: “I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, ” POTRANNO”( e non “DOVRANNO”) per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza.

    In ragione di ciò, questo codice alla Camera è stato modificato nel senso di lasciate direttamente alla rete la decisione.

    • 8.1

      Il verbo ‘potrannno sancisce la facoltà dei parlamentari di avviare una porcedura di espulsione di loro componenti (che poi deve essere ratificata dalla rete); non stabilsce la non obbligatorietà del voto dei parlamentari prima del voto in rete. Se così fosse, secondo la sua interpretazione, la norma avrebbe un’incompletezza causa di impedimento attuativo: a chi è attribuito il compito di avviareuuna procedura di espulsione da ratificare o meno in rete? La norma stabilisce appunto che tale facoltà è attribuita ai parlamentari riuniti e mi sembra ovvio che sia così, è un principio procedurale di democrazia elementare. Violarlo, come spiega pregevolmente Messora, è un atto di grave insubordinazione al Codice di comportamento che mette a repentaglio la vita del Movimento. In senso tecnico, la votazione indetta sul blog deve considerarsi nulla e deve essere rifatta solo dopo l’eventuale passaggio dalla riunione dei parlamentari.

  • 7

    Il Movimento 5 Stelle è un Movimento magico un movimento di cui mi onoro di far parte… Peccato che si insinua in quasi tutti gli esponenti di livello, partendo dai fondatori, il virus del tafazzismo… Le provano tutte per servire su un piatto d’argento critiche insulti e denigrazioni da parte di tutto il resto dell’arco costituzionale che è sempre li con il lanternino per cercare motivi di critica… Quando capiranno che l’unico problema del Movimento è questo, unito alla comunicazione (pessima se continua con motivazioni più o meno valide ma sicuramente dannose, a rivolgersi all’elite degli internauti e di quelli che possono andare agli eventi) forse avremo una possibilità di eliminare lo schifo che sta distruggendo l’Italia onesta… se continuiamo così sinceramente la vedo dura… Basta un Matteo qualsiasi che di comunicazione e di psicologia del popolo sa, per spazzarci via e l’Italia sarà finita anche per colpa nostra a quel punto…

  • 6
    Stefano

    Aggiungo che qualsiasi contratto, cosi come ad esempio i contratti di lavoro, prevedono per il mancato ripsetto di “alcune” regole delle sanzioni o richiami e per altre inadempienze provvedimenti più gravi, ad esempio il licenziamento. Questo prinipio è logico, universalmente riconosciuto e applicato in qualsiasi contratto e in linea con il principio di commisurazioni tra infrazione della regola e sanzione. Proporre una espulsione per aver pubblicato sul proprio blog piuttosto che su quello “tirendiconto.it” mi pare una classicissima foglia di fico, assolutamente pretestuoso e al limite del ridicolo, Claudio. Un po come essere licenziati per aver fatto una telefonata privata con il telefono aziendale.

  • 5

    ma se vincerà il NO… Crimi, che sostiene pubblicamente il si,
    si dimetterà?

  • 4
    Angela

    Se c’è un sito dove rendicontare prima si usa e poi caso mai si contesta , cosa devo impiegare 2 giorni per controllare e cercare vari siti dove vedere cosa fanno e cosa spendono quelli a qui ho dato fiducia?? La serietá del movimento si basa anche su questo .. Ci mettono un attimo i giornalisti a controllare e a sp****nare anche solo uno dei ragazzi a discapito di tutto il movimento … Mi risulta che sono stati richiamati e che é da gennaio che comunicano altrove , voi zio padre , fare come ti dicono oh no?? Scommettete con me che vanno nel gruppo misto a prendersi quel bel stipendietto di14000,00 euro…. Che godono ancora per poco ma non si stupiscano poi se chi li ha votati incontrandoli gli sputa in faccia poi
    eh!!!

    • 4.1
      Morris Vincent

      Se queste persone hanno dei motivi per comportarsi così sarebbe bene che prima di votare si sapessero no?

      E poi il punto non sono “gli scontrini” ma il modo di gestire il movimento 5 stelle. I parlamentari così non saranno mai più liberi di dire come la pensano o prendere decisioni indipendenti dal pensiero di una sola persona.
      Questa la chiamo Dittatura del Blog.

    • 4.2
      Daniele

      Cui si scrive con la C, ignorante

  • 3

    Chiaro, limpido, coerente e analitico. Grazie

  • 2

    Ho votato no, perchè la rendicontazione di Massimo Artini è stata fatta ed è presente su http://www.massimoartini.it/index.php/rendicontazione/ Ci sono anche le copie dei bonifici per le Pmi. Affermare il contrario è falso, come è falso affermare che se una rendicontazione non sia stata eseguita se non è presente su trendiconto (potrebbe essere in attesa di pubblicazione da parte dello staff, ad esempio). Piuttosto vi chiedo come mai la rendicontazione speditavi, seppur in ritardo, non sia stata pubbicata? Aggiungo, mettere alla gogna mediatica una persona attraverso un post in cui non gli è consentito uno spazio di replica è ingiusto e sleale, sia nei confronti dello stesso che dei votanti. Reputo inoltre errato chiedere di esprimere un voto su due o più persone nella stessa votazione. Per N persone (n= ad un numero intero maggiore o uguale a 2) ci vogliono n votazioni distinte. Per espellere qualcuno si DEVE passare per la delibera dell’assemblea. In italiano è chiaro: il presidente, su delibera dell’assemblea a maggioranza dei propri componenti, può provvedere all’espulsione di un membro dal gruppo. Quindi se l’assemblea delibera a maggiranza per l’espulsione il presidente ha la facoltà di espellere. Espulsione che va ratificata dalla base attraverso votazione on-line. Non c’è scritta altra maniera con cui effettuare una espulsione, per cui la scelta calata dall’alto dal blog è illeggittima.
    Parlando di sostanza mi chiedo, avendo Artini e Pinna rendicontato sui propri blog ed emesso i bonifici a favore delle PMI, si reputa sostanza o forma non averlo fatto anche su ti rendiconto.it come segnale di disobbedienza per non aver ricevuto risposte alle richieste di chiarimento del sito in questione? A me sembra un problema di forma, risolvibile con delle semplici risposte da parte dello staff e di una assemblea dei deputati.
    A proposito dei server mail ecco la versione della Terzoni che si contrappone a Paola Carinelli, Patrizia Terzoni Profilo Privato Paola perché non dici la verità? Perché non dici che è per colpa tua che si è piantato il server? Perché non dici che hai dato tu le password di modifica del server ad un perfetto sconosciuto andando contro le decisioni del direttivo? Perché non dici pure che il perfetto sconosciuto è stato segnalato da Casaleggio e lo abbiamo assunto noi come gruppo camera per 5 giorni con calusule di riservatezza quindi che non doveva rispondere allo staff ma solo a noi è così non è stato? Perché non dici che sei stata tu che a causa di questo un perfetto sconosciuto ha avuto accesso a tutte le nostre mail? Perché non dici che sei stata tu a non fidarti di Massimo ed Erich che ti avevano detto di non darle ed invece le hai date? Perché non dici che abbiamo chiesto che fossi immediatamente sollevata dal ruolo di capogruppo dopo tutto questo? Perché non dici che è stata l assemblea a dare il mandato a Massimo Artini di seguire il server? Questo perché non lo dici a tutti! Allora se dobbiamo iniziare a toglierci i sassolini dalle scarpe… Bene… Iniziamo a farlo tutti! Di anche perché la commissione difesa ha dovuto fare un sondaggio per conto suo e non sul blog? Di a tutti perché il blog non ha concesso il sondaggio? Perché queste cose non le dite???

  • 1
    Eugenio

    Bel commento Claudio. Un po’ tecnico ma istruttivo.

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