Che fine ha fatto “Informare X Resistere”?

Che Fine Ha Fatto Informare Per Resistere

 Conosco Helene fin dal lontano 2009, quando con la mia videocamera amatoriale giravo l’Abruzzo, incoraggiato dagli aquilani, sorretto dalla loro disperazione e armato di entusiasmo, alla ricerca di qualcosa che assomigliasse alla verità. Posso testimoniare del suo impegno, della sua passione e dell’abnegazione con la quale cercava instancabilmente di darsi da fare per dare un’alternativa a un popolo che troppo spesso si muove solo quando perde tutto. Per questo pubblico volentieri il suo sfogo riguardante un progetto di informazione dal basso, la pagina pubblica “Informare X Resistere”, che nel tempo, anche grazie ai suoi insostituibili e preziosi sforzi, si è ritagliata un numero di iscritti notevole. Le tributo lo spazio che merita una combattente, indomita e impavida, dopo avere ricevuto io stesso molte segnalazioni circa la svolta editoriale di quello che lei chiama “la sua creatura”, perché le eventuali derive di un progetto così importante e così seguito non meritano di passare nell’indifferenza. Ovviamente, nel segno e nello spirito della libertà di informazione, verrà dato spazio di replica a chi ne facesse richiesta.

Di Helene Benedetti


In questi giorni, in molti mi chiedono: “Cos’è accaduto a Informare per Resistere??”. Mi stupisce che, solo ora, ci si sia accorti di ciò che sia diventata quella pagina. Da diversi anni ormai, una pagina un tempo quotatissima si dedica a pubblicare articoli di complottismi idioti, senza un minimo di veridicità. Per farvi capire realmente cos’è accaduto, bisogna partire dall’inizio.

Com’è nata Informare per Resistere? Io, per esempio, venni contattata da Stefano Alletti che mi chiese se volevo creare, con lui, una pagina di “contro informazione”. Inizialmente ero scettica. Pensavo che nessuno ci avrebbe letti. Poi, però, accettai. Sentendoci su Skype scegliemmo insieme il nome ed il logo. Lui era più pratico di me del mondo dei social network e di Facebook. Così aprì lui la pagina, creò un indirizzo email ed il 16 luglio 2009 nacque “Informare per Resistere” su Facebook.

Non farò i nomi di tutte le persone presenti su Informare per Resistere perchè so che alcuni non vogliono essere nominati, per loro motivazioni personali: per rispetto e per affetto ne manterrò l’anonimato. Ma per farvi capire cos’è accaduto devo dire che insieme a me e Stefano sono subentrate altre due persone. Senza chiedere il mio parere, me le sono trovate a bordo ed inizialmente la cosa mi ha dato molto fastidio. Non chiesi spiegazioni ma, se quella era la nostra pagina, non capivo perchè erano arrivate persone piovute dal cielo di punto in bianco! Non solo non mi era stato chiesto alcun parere, ma non mi erano state nemmeno presentate. Ricevetti un messaggio da una di loro (poi li ho conosciuti strada facendo e mi sono anche molto legata).

Lo scopo di “Informare per Resistere” era quello di divulgare analisi di articoli per far capire meglio al popolo dei social cosa stesse accadendo nel nostro paese. “Informare per Resistere” è nata per dar voce non solo ai blogger, ma anche ai piccoli cittadini che subivano ingiustizie. Nessun motivo al mondo sarebbe andato bene per bannare utenti, né si dovevano cancellare i commenti, neanche quando erano offensivi, perchè noi eravamo cittadini dal basso che volevano cambiare l’Italia.

Lavoravo giorno e notte. Crescevamo in modo spaventoso…  Ricordo che a 100.000 utenti dissi “mammamia, io non mi rendo nemmeno conto di quante sono 100.000 persone!”. E Stefano mi rispose “Pensa ad uno stadio pieno!”. Le regole di “Informare per Resistere” erano semplici e inviolabili: dovevamo essere assolutamente apartitici: non dovevamo sostenere candidati né partiti. Le informazioni dovevano essere verificate con tutte le ricerche possibili e, cosa più importante, noi eravamo la voce di chi non aveva voce, la cassa di risonanza di tutti, soprattutto delle categorie più deboli. Dovevamo lottare per i diritti e la libertà di tutti i cittadini perchè era questa l’Italia che volevamo.

Ci furono periodi pesanti. Spesso ero sola a pubblicare per mesi interi. Cominciavo la mattina e finivo la notte. Stefano aveva sempre cose più importanti da fare: il lavoro, la famiglia… Io pubblicavo come un mulo. Inizialmente si pubblicava manualmente dalla pagina, articolo per articolo. Poi Facebook permise di mettere le note in bozze e iniziai a respirare un po’: dopo l’inserimento delle note bastava cliccare il tasto “pubblica” ogni 15/20 minuti. L’impegno, tuttavia, era e restava costante. Ci passavo le mie giornate, su “Informare per Resistere”. Quando venivo lasciata sola passavo dalle 15 alle 18 ore a cliccare il tasto “pubblica”, ogni 15 minuti, dopo aver inserito tutti gli articoli, con un figlio piccolo, una famiglia… Vi lascio immaginare. E allora non esistevano neanche gli smartphone! La scelta di vita era talmente vincolante che la sola idea di trovarmi un lavoro mi spiazzava, perchè “come faremo su Informare per Resistere?”. Ma lo facevo con piacere perchè quella era, in parte, la mia creatura; la mia creatura meravigliosa che cresceva spaventosamente e da cui prendevano spunto anche Repubblica e Il Fatto Quotidiano. Pensate per un cittadino comune che bella soddisfazione. Giravo l’Italia a mie spese perchè ci chiamavano per dibattiti, incontri vari ed interviste in radio e andavo io, perchè per le persone ero diventata un punto di riferimento. Stefano viveva in Francia e per lui era più difficoltoso, gli altri amministratori erano anonimi per scelta, quindi il compito di metterci la faccia restava a me, un compito che assolvevo con orgoglio e con piacere. Eravamo diventati un punto di riferimento sia per i cittadini che per gli organi di stampa. Io non ci guadagnavo nulla, oltre alla soddisfazione immensa. ANZI! Ci rimettevo di tasca mia: mi spostavo a mie spese, ma lo facevo per la mia creatura che di soddisfazioni me ne dava tante.

Durante il periodo del terremoto a L’Aquila leggevo dai blog degli aquilani una situazione differente da quella che veniva raccontata su giornali e televisioni. Parlando con il gruppo di “Informare per Resistere” decidemmo di prendere una piccola fotocamera e di partire per L’Aquila. Chi? Ovviamente io. Dovevo far sapere cosa accadeva e così iniziai a fare la reporter. E questa novità incrementava i click sulla pagina: agli utenti piaceva molto il fatto di vederci attivi. Entrai così a far parte delle Agende Rosse (il Movimento creato da Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla Mafia nel 1992). Organizzai manifestazioni come “Una degna seplotura per Andrea Gagliardoni” (un giovane operaio, morto sotto la pressa della tipografia presso cui lavorava), e con me portavo sempre lo striscione di “Informare per Resistere”: il mio attivismo era pubblicità, la pubblicità portava adesioni, la pagina cresceva e con lei crescevano anche le richieste di aiuto. Persone come il maresciallo Lo Zito, della Croce Rossa Italiana, che anche grazie a noi ha fatto sapere a tutta Italia ciò che gli stava accadendo, uscendone vincitore. O come la famiglia Manca, che voleva far sapere al mondo intero che il figlio, ucciso dalla mafia, stava venendo fatto passare per suicida dal tribunale di Viterbo e da quella classe politica che aiutò Bernardo Provenzano durante la latitanza. Correvo su e giù per l’Italia, perchè era giusto che una pagina che aveva tutta quell’attenzione facesse sapere quali ingiustizie si consumavano nel nostro Paese. Anche altri amministratori si muovevano, ma eviterò di citarli senza il loro permesso: quella che voglio raccontarvi oggi è solo la mia versione dei fatti.

Passava il tempo e Stefano, senza chiedere alcun parere, cominciò a far entrare personaggi di dubbio gusto che persino lui conosceva pochissimo e che portavano problemi nel gruppo. In un gruppo ormai divenuto una famiglia, mi ritrovai persone sconosciute che pubblicavano cose abominevoli: litigavamo giorni e giorni ma non c’era verso di togliere queste persone dal gruppo perchè Stefano (autonominatosi capo indiscusso) diceva che “Informare per Resistere” non cacciava nessuno. Lo aveva deciso da solo, forse pensando che io non potessi obiettare o ritenendomi una schiavetta presa dal web che amava passare la sua vita su internet a far crescere qualcosa di cui, poi, si sarebbe impadronito con prepotenza. La parola della cofondatrice non ha mai avuto alcun valore.

Nel 2012 cominciai ad allontanarmi, dopo aver visto questa intervista a Stefano Alletti (non ancora convertito al cattolicesimo fanatico, in un tempo in cui il suo complottismo era ancora a tratti sostenibile, data la sua lontananza dalla pagina. I suoi due post al mese potevano ancora essere coperti dal nostro lavoro duro). Chi avrà la pazienza di ascoltare l’intervista potrà notare che Stefano si sentiva totalmente padrone della pagina e unico fondatore: vi dichiara esplicitamente di non avere molto tempo per seguirla e che in quegli anni si era solo preoccupato della traduzione di un paio di video. E grazie! Mentre il lavoro duro lo facevamo io e altre persone, lui faceva “il fondatore”, “l’unico”. Facile così! Sfido chiunque a lavorare dalle 15 alle 18 ore al giorno senza alcun riconoscimento finanziario e decisionale su una pagina su cui poi si vedevano uscire post che andavano contro ogni buon senso e contro le linee di pensiero delle persone che avevano messo il like. Una volta ogni tanto (2 o 3 volte al mese), Stefano prendeva da qualche blog post sempre più assurdi e li sbatteva sulla pagina contro il parere degli altri che invece lavoravano solo per far crescere la pagina. E a noi toccava sopportare queste che, senza avere la pretesa di avere studiato a Oxford, chiamavamo“figure di merda”. Ogni tanto, sempre senza chiedere il parere degli altri, Stefano pescava il peggior complottista di Facebook e lo metteva fra gli amministratori e io, che tenevo davvero tanto al nostro equilibrio e alla linea che avevamo sempre deciso di avere, ingoiavo rospi come se piovesse. Attenzione: non cito gli altri amministratori ma il voltastomaco era generale nell’intero gruppo. Ovviamente mi stavo allontanando, sempre di più, ma quando cercavo di riavvicinarmi, sperando che le cose potessero tornare come prima, trovavo puntualmente situazioni insostenibili, quelle stesse che nel tempo hanno finito per rendere la pagina quella che oggi è: un covo di falsità e complottismi degni del blog di un adolescente. A titolo di esempio, cito uno dei tanti articoli che si voleva fossero pubblicati sulla pagina. Non ricordo il titolo ma era un post di “denuncia”: l’abbaiare dei cani non è un’azione a caso, ma i cani sono mandati dalla massoneria ed è la massoneria ad aver fatto diventare i cani “animali domestici”, che con il loro abbaiare provocano delle onde a sega che distolgono le nostre menti. Ricordo che in quel post c’era di tutto: con l’abbaiare dei cani erano citati anche i gay, le adozioni da parte dei gay e chi più ne ha più ne metta. Un miscuglio talmente complottista che forse solo l’On. Borghezio all’europarlamento, con gli ufo, seppe fare di meglio.

Per farla breve, fra un litigio e l’altro, dopo due anni di costanza assidua e dibattiti in tutta Italia la mia presenza sulla pagina divenne intermittente. “Qualcuno”, ovviamente,  descrive la realtà tentando di rovesciarla, precisando che sono stata “iper presente” SOLO per due anni. Avrei voluto vedere loro, questi personaggi, creare dal nulla qualcosa che diventa un colosso per poi vedere che viene lasciato morire nel peggior modo: schiacciato dalla sua stessa popolarità. Così hanno ucciso la “mia creatura”, la mia adorata pagina. E’ stato consentito l’approdo e la collaborazione di personaggi di un sito che alcuni conoscono come sito di complottismi idioti e bufale stratosferiche: “LoSai”. Stefano si convertì al cattolicesimo fanatico ed estremo più di quello divulgato dai Testimoni di Geova. Fra un litigio e l’altro per le varie pubblicazioni vergognose io mi allontanavo sempre di più, perchè la mia parola non contava assolutamente nulla. Negli anni arrivò un altro personaggio: napoletano, poi candidatosi nel M5S, che pretendeva di fare la sua campagna elettorale su quell’ “Informare per Resistere” APARTITICA che, assolutamente, tra i suoi capisaldi aveva proprio quello di non sostenere candidati di alcun movimento o partito, né tantomeno di imbarcarli. Gli utenti commentavano in malo modo quanto accadeva, dicendo che da apartitica la pagina era diventata “grillina nelle mani di Grillo” perché, proprio durante le votazioni, si pubblicavano solo post del blog di Grillo ed io che aprivo la “mia pagina apartitica” non potevo sopportare tutto quello che leggevo.

Stefano e i suoi nuovi amici cattocomplottisti cominciarono a remare pesantemente contro la pubblicazione di articoli riguardanti la pedofilia nella Chiesa o altri eventi che potessero intaccarne l’immagine. Contro l’aborto in ogni caso, anche se questo provoca il rischio di vita della madre anche se il feto può non vivere dopo la nascita. Contro i matrimoni omosessuali e contro le coppie di fatto, perchè la famiglia tradizionale deve essere l’unica famiglia riconosciuta. Contro le famiglie omosessuali perché questo è solo uno stratagemma per ottenere le adozioni da parte di famiglie omosessuali e quindi ASSOLUTAMENTE non si possono sposare. Contro l’utero in affitto, in generale anche per gli etero. Contro la fecondazione assistita, anche per gli etero. Faccio notare che, nella sezione “Chi siamo” ,sul sito, c’è scritto, in mezzo ad una bella pappardella: “Se non provi pena per chi soffre, se non hai un sentimento di fratellanza verso il popolo d’Italia e per il resto del mondo non leggere INFORMARE X RESISTERE. Se non te ne importa niente della povertà altrui, dei disagi, delle ingiustizie e dei soprusi, ti raccomandiamo di evitare accuratamente di leggere INFORMARE X RESISTERE…” . Quindi, schiacciare la categoria omosessuale (fra le tante ingiustizie che pubblicano) rispetta ciò che era “Informare per Resistere”?

Viceversa, comparivano articoli a favore della cura contro il cancro fatta con bicarbonato e limone o con piantine di montagna. A favore di qualsiasi post riguardante pseudo cure per malattie gravi come cancro o hiv. Ma per chi, come me, conosceva l’importanza virale ed il peso di “Informare per Resistere”, pubblicare post a favore di cure non certe produceva un grandissimo peso sulla coscienza: non potevo dormire la notte sapendo che qualche malato disperato avrebbe potuto abbandonare le proprie cure per affidarsi ai post di “Informare per Resistere” che spacciavano limone e bicarbonato.

Le liti diventarono presto insostenibili e io, cofondatrice, non avevo più alcun potere decisionale. Addirittura vedevo i miei post cancellati o coperti dall’ultimo arrivato, un fantoccio che doveva farsi la propaganda elettorale o che doveva pubblicare sulla pagina un post riguardante cure miracolose a mio avviso assassine o di propaganda contro le vaccinazioni, dopo che io stessa avevo rischiato la morte per un morbillo preso in età adulta.

Sin dagli inizi, quando non eravamo d’accordo su una linea editoriale o sulla pubblicazione di un articolo, si era deciso che avremmo risolto col voto democratico di tutti gli amministratori. E così si era fatto: prima di pubblicare un determinato articolo ci si riuniva per vedere se si raggiungeva o meno la maggioranza. Volavano via intere giornate, gli amministatori si riunivano nuovamente per votare, ma da un certo punto in poi, anche se c’era la maggioranza assoluta e solo il voto di Stefano era contrario, la “linea editoriale”…era la volontà di Stefano! Ma se gli si obiettava che la sua era una posizione “fascista”, la sua risposta era che non era vero, che lui aveva studiato, ma non in una scuola (perchè secondo lui oggi le scuole non hanno valore): su internet e sui libri aveva studiato!!!! Lui e tutti gli approssimativi di “Lo Sai”, che in fondo non sanno nulla ma si sentono grandi ricercatori e studiosi grazie chissà a quale “sacro blog“! Capite la malattia di questi individui che spacciano cure su Facebook e sui blog a che livello stanno? Roba da capelli bianchi, ve lo assicuro!!!!

Così è stato fatto per ogni scelta. Oggi mi rendo conto di esser stata usata. Tutto finì quando, un bel giorno, mi ritrovai fuori dalla pagina e dal sito, vinta dallo sfinimento e con sua grande gioia. Su Google il mio nome, Helene Benedetti, lo trovate ancora affiancato a qualche articolo (che si sono dimenticati di cancellare) o a qualche intervista rimasta su Youtube o sulla pagina e sui post dell’esaltata di Roma che mi diffamò quando non si dovevano assolutamente bannare o cancellare gli utenti da “Informare per Resistere”… Allora dovetti sopportare le conseguenze di una diffamazione atroce perché non volevo cancellare utenti e commenti, mentre oggi vi cancellano anche se scrivete “Siete vergognosi” (la realtà).

Ho volutamente scelto di non entrare in dettagli lunghi, sfiancanti e “paraGomBlottisti”, perchè ho scelto di raccontare la mia immensa delusione, forse la più grande della mia vita.
Dopo che una persona si fa “il mazzo” per creare dal nulla qualcosa e si gira l’Italia intera, riscuotendo la stima di tutti, dopo che questo “qualcosa” effettivamente diventa grandioso, questa persona riceve un trattamento fascista e schifoso, ingiusto e ipocrita. Fa male, malissimo…

Ogni tanto riapro quella pagina e leggo i titoli e qualche post, e allora rido per non piangere. Sì, ho pianto tanto per quella pagina. Non chiedetemi più cos’è accaduto a “Informare per Resistere”: quella pagina su cui avete messo il “Mi Piace” è morta, non ne è rimasto più nulla. Ci è rimasto su un esaltato fasciocattolico, fanatico, che si è preso il sudore di chi ci ha lavorato con amore. Se questa è la resistenza, l’Italia che doveva cambiare dal basso, la democrazia, la meritocrazia e ciò che tutti volevamo, vi assicuro che il nostro paese è finito, perchè se dal basso accade questo riesco a giustificare anche i nostri politici dall’alto che non sono altro che lo specchio di questo popolo infame e finito, finito come “Informare per Resistere”.

In ultimo, non volendo tralasciare nulla, è giusto farvi riflettere sul meccanismo degli “Adsense”, perchè non ho nulla da nascondere, almeno io. Il circuito Adsense permete di inserire la pubblicità sul sito (i banner), in modo che quel sito possa guadagnare. I soldi – e parlo di soldoni – inizialmente andavano a finire sui conti di alcuni amministratori, in attesa di essere trasferiti su un unico conto. Dovevamo fare una società (mai aperta) che non doveva intascare i soldi di “Informare per Resistere”, ma doveva devolverli in beneficenza. Tuttavia, questo non è mai accaduto. Stefano ha infine deciso di farsi girare tutti i soldi su un suo conto bancario personale. Io avevo una piccola parte che inizialmente non versai, visto che servivano per recuperare un po’ delle spese da me anticipate per girare l’Italia e per lavorare 24 ore al giorno. Successivamente non li ho versati per le stesse ragioni, visto che il mio lavoro era stato sfruttato da altri e che della società non se ne vedeva neanche l’ombra.

Mi chiedo quanto ci sia di morale in tutta questa storia e mi chiedo anche quanto il Dio di Stefano e dei suoi amici cattocomplottisti sia orgoglioso di loro e del loro ingiusto comportamento. I vecchi amministratori hanno proposto più volte a Stefano di aprire un’altra pagina o di andare su “LoSai” a pubblicare ciò che non era in linea con “Informare per Resistere”, ma vista l’importanza acquisita dalla pagina, grazie al lavoro mio e di altri amministratori, era più allettante restare su una pagina pubblica di tale successo, non importa che non fosse il frutto del proprio lavoro ma di quello di altri; e non importa che si trattasse di un vero e proprio furto, perchè Stefano e i suoi non sarebbero mai riusciti con le loro becere idee a raccogliere tutto quel consenso e quegli iscritti: basti vedere che la pagina “LoSai” conta “solo” 152.000 utenti a differenza di “Informare per Resistere”, che prima che io abbandonassi ne aveva quasi 900.000 (oggi, mentre scrivo, sono scesi a 744.000).

Marie Helene Benedetti (facebook)
ex cofondatrice di un sito un tempo fantastico e morto da anni.

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55 risposte a Che fine ha fatto “Informare X Resistere”?

  • 33
    Andrea Alquati

    i “fasciobigotti complottisti di Lo Sai” denunciavano quello che accadeva in Medio Oriente assai prima che il mondo “scoprisse” l’Isis e l’emergenza globale veniva ritenuta rimuovere il “regime di Assad” tanto che qualche furbona partiva volontaria dall’Italia per sostenere gli “eroici ribelli siriani”…”Informare per Resistere” cosa ha denunciato? qualche leggenda metropolitana funzionale a portare acqua a un polo elettorale piuttosto che a un altro

    chi ha voglia di leggere sempre le stesse cose politicamente corrette è inutile che va a cercarsi la “controinformazione”

  • 32
    antimo
    • 32.1
      MERDE

      Caro il mio ritardato, apartitico non vuol dire che è vietato postare qualcosa detto da un

      vabè ma che c**zo te lo spieog a fare

      vai e vota Renzi e vaff***ulo

  • 31

    Comunque ragazzi tranquilli, c’e’ ancora il grande Fulvio Grimaldi, l’immenso Thierry Meyssan, Maurizio Blondet, Giulietto Chiesa, Megachip, tra l’altro da gennaio e’ nato Sputnik direttamente dalla Russia in tutte le lingue ed in tutti i paesi, vediamo se danno dei complottisti a tutto il cremlino.. non so, potrei nominarvene decine, irib per esempio, RT oppure global research, Pepe Escobar, i nostrani Byoblu, sito Aurora e Il faro sul mondo.. e non e’ da sottovalutare nemmeno cio’ che dice un certo Paul Craig Roberts. Forza ragazzi, la controinformazione o meglio, le notizie vere, oneste, stanno conquistando il mondo

  • 30

    ciao infatti anche io mi domandavo perché la pagina fosse caduta cosi in basso (col pallino di Putin eroe dei popoli (!!!) , contro aborto, matrimoni gay e abomini vari ) … da una pagina di controinformazione é diventata una pagina per promuovere tesi ideologiche di parte. un saluto e ti mando un invito a preseguire sulla strada della controinformazione

  • 29
    Dc

    francamente pubblicare notizie sui crimini di Gaza, sul ruolo degli USA nella nascita dell’isis e criticare il dominio incontrastato della finanza non mi sembra complottismo. Forse la signora voleva fare qualcosa di vicino al blog di grillo. Ma resistere significa schierarsi e credo che ipr lo stia facendo con coraggio

  • 28
    Andrea Alquati

    Chiedo scusa, ma quanti citano il “signoraggismo” come esempio di “bufala” su quali fonti si basano? Vi siete mai posti il problema di come si crea la moneta o avete visto qualche bel video convincente su YouTube che vi ha rasserenato che sono tutte “cattiverie”?

  • 27
    valery

    Helene (<3) io non sono una che ha speranza o fiducia, ma sinceramente mi sento di augurarti di proseguire immediatamente prima che sia troppo tardi, prima che..delusione cocente e ferimento possano prevalere spegnendoti. Cura le ferite ma non perdere tutto il resto… ! capisco come ti senti. Forza e coraggio… con stima.

  • 26

    Fai un blog e crea una nuova pagina, e con calma comincia a ripostare tutti gli articoli (a partire da questo).
    Fallo per gli altri, quelli che credono davvero nella giustizia sociale, e fallo anche per te stessa.
    E falla antifascista ;) .

    I like arriveranno, e ci sarà una fonte seria con cui informarsi.
    Sei una grande, ti auguro un gran bene.

  • 25

    in fin dei conti, il fatto che tu abbia preso le distanze dal letame complottista dovrebbe farti riflettere sul fatto che la speranza, anche per l’Italia, c’è ancora, Ti assicuro che c’è tanta gente che lavora con impegno ed entusiasmo per combattere questo veleno, che altro non è che l’ignoranza. Superata l’amarezza degli avvenimenti,, forse riuscirai a impegnarti con le tue capacità per favorire la cultura vera conscia che, da quella parte, non ci sono “mi piace” e “like”, ma solo la soddisfazione di fare la cosa giusta

  • 24

    Che tristezza.. non seguirò più nemmeno io questa pagina.. e dire che qualche anno fa mandai anche un articolo. Peccato, se crei qualcosa di nuovo informami!

  • 23

    Solidarietà ad Helene. Qualche giorno fa ho richiesto (e ottenuto) a IxR la cancellazione di tutti i miei articoli che anni fa avevo autorizzato a pubblicare sul loro sito. Peccato perchè era un buon progetto, andato poi alla deriva. La contro-informazione seria è cosa rara in Italia. Se posso consigliare due siti: thepostinternazionale.it e (il nostro) dolcevitaonline.it

  • 22

    Helene Benedetti, In 4 righe hai reso bene come ragioni e cosa abbia provocato il tuo distacco, il problema è che tu sei semplicemente pronta per far parte della sezione “donne di fatto” del fatto quotidiano, oppure della analoga sezione femminista de la repubblica e di tutti gli altri giornaletti italioti.
    Nella sez donne di fatto ti troverai alla grande, i principi cardine sono femminismo, inno all’omosessualità, li c’è lìinno all’aborto a palate. E’ il tuo ambiente perfetto, E’ l’angolo ideale per denunciare le uniche vittime di questo mondo, ovvero le donne e gli omosessuali, e’ un ambiente di persone fatte come te …che eticchettano “gomblottisti” tutti quelli che si fanno domande fuori dagli schemi capitalistici …, e che etichettano come “cattolici” coloro che si indignano se una donna va a farsi un figlio da sola all’estero, o se lo sceglie al supermarket con la sua amica lesbica, oppure etichettano cattoliche tutte le persone che se sono contrarie all’aborto..come se tutti quelli contrari all’omicidio di un bambino siano per forza credenti.

    • 22.1

      Care Tina,,. sorvolando sul suo stile linguistico alquanto, “discorsivo”, noto con piacere che se in 4 righe la signora Benedetti ha espresso chiaramente il suo pensiero lei in 17 righe non ha detto assolutamente nulla, e a parte vaghe, vaneggianti, trite, viete e sdate vaquità ha semplicemente insultato, senza tra l’altro cognizione di causa, perchè non capisco come possa, ne come possa arrogarsi il diritto di giudicare qualcuno non sapendo nulla di fatto.
      Lei signora Care tina, è o un profilo fittizio, (viste le premesse non lo escludo) o, e la prima non esclude la seconda, una persona rientrante nella categoria dei perdenti; dei fallimentari, di coloro che non hanno obiettivi, ma si limitano banalmente a lamentarsi, e criticare al di la di un monitor chi la pensa diversamente, sperando segretamente che falliscano la dove lei ha fallito.
      Ma non tema signora Care-tina, il mondo prevede anche questo, si chiama evoluzione, il mondo continuerà a girare e il tempo a scorrere, ma in questi tempi di benessere non sono più i geni ad essere scartati dalla selezione naturale, ma le idee perdenti, e lei all’operare della selezione naturale, verrà lasciata indietro, come è sempre stato fatto, a godersi il suo piccolo antro di mondo, dove potrà lamentarsi di tutto e di tutti.
      Affettuosi saluti signora Caretina.

    • 22.2

      Cara signora(?) posso risponderle semplicemente dicendole che nella mia lettera ho fatto alcuni piccoli degli esempi, esempi di ciò che il sito era dalla sua nascita “per i diritti di tutti i cittadini” e che dopo non lo è stato più per volere di uno. Ora, se lei si vuole attaccare ai particolari che le fanno comodo per screditarmi, faccia con comodo, qui, o su un giornalino cristiano di questo paese laico solo su carta.
      Buone cose.

    • 22.3

      Cara Helene,Non ho nessuna intenzione di screditare chichessia, non ho nessun motivo di astio o risentimento nei suoi confronti,
      Le ho solo fatto notare, che da quel poco che ho letto, intuisco un modo di pensare assolutamente in linea
      con il pensiero imposto dai media che via via con il loro potere enorme sta diventando il pensiero dominante.
      Mi pare ovvio che il suo tempo, in un giornale che dovrebbe cercare di offrire una visione diversa di cio’ che ci circonda, prima o poi sarebbe finito.
      Questo, al netto delle sue questioni personali e di gestione dei rapporti, che non posso commentare, ovviamente.

      E mi lasci dire…in un paese come l ‘italia, dove c’è un opera cosi immane di distruzione e omologazione (alla cultura anglosassone capitalista),
      sentire parlare di catto-complottisti e fascisti , mi fa orrore.
      E come essere sul ponte del titanic che affonda e preoccuparsi della multa presa qualche giorno prima,per una sosta vietata.Sono pensieri superflui.
      Gli stessi pensieri inutili che vedo nelle testate da lei citate con immeritata considerazione, come il fatto quotidiano e tutti gli altri mezzi di distrazione di massa, che con le loro menzogne o questioni inutili, fungono da veri e propri megafoni del potere.

  • 21

    La presunta “informazione corretta” che Helene Benedetti rivendica, non è mai esistita veramente, IxR ha propagato antivaccinismo, signoraggismo, criptorazzismo e teorie antiscientifiche fin dall’inizio, l’unica differenza è che sei anni fa c’era più ingenuità nel giudicare queste cose.

    • 21.1

      mi sa che hai letto ben poco di ciò che la Benedetti ha scritto consiglio lettura attenta e senza fango sugli occhi

    • 21.2

      La lista degli argomenti che ha citato erano per il volere di colui che si sentiva l’unico fondatore della pagina, non di certo per il resto degli amministratori che si battevano per i diritti di tutti i cittadini e per i post sensati.

  • 20
  • 19

    creane un’altro… sono sicuro che funzionerà

  • 18

    Il caso di #informarexresistere è da manuale: tutti, amministratori e seguaci, sono partiti dalla percezione che nella realtà in cui viviamo qualcosa non quadra. Iniziata dunque l’opera di ricerca, accade però che pian piano si prospetti un clamoroso (e doloroso) punto di svolta: posti davanti alla fatidica opzione alcuni si decidono per la pillola rossa e cominciano così a vedere, non senza un certo candore, quant’è profonda la tana del bianconiglio. Gli altri, quelli che ancora si cullano nella possibilità di scegliere la pillola azzurra, si indignano allora con questi, quasi che gli ultimi brandelli di verità costituita abbiano fatto scattare un sistema automatico di rigetto totale della ricerca stessa, e chiedono e danno manforte ai detrattori di sempre. Fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai.

  • 17

    Cara Helen, il tenore della maggior parte dei messaggi sotto la tua storia dice quanto ci sarebbe bisogno di autentica contro-informazione seria e documentata in questo paese, dove come vedi, lo sfacelo culturale ha ormai raggiunto un livello parossistico, al punto che impegnarsi, credere in qualcosa, sacrificare il proprio tempo ed energie per un progetto in cui si crede non è neanche concepibile: o sei ingenua/o (leggi stupida/o), oppure c’è qualcosa sotto, altro che, in realtà stavi facendo i soldoni.
    Che popolo brutto siamo diventato – o forse lo siamo sempre stati? Non siamo più capaci di attribuire un riconoscimento, non abbiamo mezzi per distinguere il falso dal vero, trasudiamo rabbia contro chiunque reclami di essere diverso, di volere fare qualcosa per gli altri. Questo è l’atteggiamento di chi non ha speranza, e che crede che tutto sia mercificabile, perché lo sono in promo luogo coloro che lo pensano.
    Io mi dissocio e ti faccio i complimenti per quello che hai cercato di fare e per la persona che sei.
    Un abbraccio.

    • 17.1
      Marcus

      La controinformazione non esiste, l’alternativa all’informazione è la c**zata.

    • 17.2
      Dario

      concordo, i commenti NON da animale da tastiera ormai si leggono sulla punta delle dita. stiamo passando da un popolo di ignoranti a un popolo di arroganti. in bocca al lupo, di gente ingrata è pienissimo il mondo, ahimè ognuno ha una storia, nel suo piccolo, molto simile.

    • 17.3

      Ti ringrazio Alessandra :)

  • 16

    Ovviamente sono sempre bufale, tutte caxxate… andatelo a dire ai “veri” danneggiati da vaccino, sono bufale anche loro?
    Per il resto: mi pare ovvio che mischiare st****te alle cose serie sia un’ottima strategia per confinare il complottismo tutto nello spazio dedicato alle cavolate alle quali non credere.

    • 16.1

      Beh, ti posso dire che io sono anche una vittima dei “non vaccinate i bambini” perchè grazie alle informazioni delle controinformazioni non feci vaccinare mio figlio che nel mese di aprile dello scorso anno prese il morbillo e lo passò a me che non ero stata vaccinata (ho 38 anni e quando ero piccola non si vaccinava contro il morbillo)…. risultato? Lo scorso anno stavo morendo di morbillo perchè il morbillo preso in età adulta può essere letale. Mi hanno ripresa in rianimazione per un pelo. Tutto questa pappardella per dirti semplicemente che quando divulgate determinate cure o il “no ai vaccini” sappiate che c’è gente che poi fa delle scelte che possono costare la vita di queste persone. Su Informare per Resistere c’era anche la regola di non pubblicare alcun post su medicine e cure per malattie serie… ovviamente non rispettate da uno solo.

  • 15

    Io non capisco proprio perchè ci sia da vederla negativamente quella di Helene non è una giustificazione e men che meno autoreferenza… il Signor No mi dica “STUDIA” se cosi è.. e visto che lui è falso non mi farebbe nulla. :P
    ma a parte l’ironia.. io stimo molto questa presa di umiltà e coraggio anche ha solo dimostrato la sua sincerita di una persona che si è sentita tradita e presa (perdonatemi il francesismo) per il c**o da una banda di Idioti perchè è questo che han fatto tornare la pagina una Idioti per resistere…. Complimenti Helene tutta la stima ti fa onore questo articolo

  • 14
    Barbara Mariani

    Se hai avuto forza e capacità di farlo una volta puoi farlo ancora. Le cose non sempre vanno per il verso giusto, la tua pagina o ex pagina h intraprso la strada del declino in modo inesorabile. Fanne un’altra! Ci sarà tanto lavoro da fare ma se ci credi davvero nulla è impossibile.
    Ciò che interessa gli utenti che seguono pagine di questo tipo è un’informazione libera, quella di sistema l’abbiamo già.. Se credi di poterlo fare io sarò una delle tue prime followers, ma che sia una cosa seria stavolta! Un bocca al lupo!

  • 13

    Bello come ora vi sia questa corsa alla “rivergination” degli ex amministratori di una presunta IxR dei “bei tempi”. Sì insomma, un po’ quella che “ha fatto anche cose buone”.
    Eppure, per chi ha memoria un filo più lunga di quella di un pennuto, non è arduo ricordare quanto il coefficiente bufalaro fosse altino sin dai primi tempi. Antivaccinismo ed antisemitismo (perché se i palestinesi obiettivamente erano dei poveracci, allora evidentemente era tutta colpa di “poteri forti” degli ebreacci cattivi), signoraggi e capriole geopolitiche che neppure nella sci-trash da tabloid. Non è che le bufale ed i complottismi siano brutti solo quando sono “di destra”, o comunque dello schieramento che ci sta antipatico, cara Helene: le c**zate autoreferenziali sono c**zate a prescindere.

    Ma oltre a ciò, bella storiella. Il livello, per intenderci, è quello delle faide fra ragazzini che si contendono le “gilde” di qualche videogioco online, o che si fanno le faide sui forum dedicati ai cartoni animati. Per carità, tutto normale, s’intende, la gente (e soprattutto la ‘ggente) è quella che è, a qualsiasi età e di qualsiasi colore. E finché queste tipiche, infantili dinamiche di socialità di rete avvengono fra chi gioca, poco male. Ma che ciò avvenga fra chi per gioco invece si improvvisa “giornalista”, che pretende di fare informazione senza preparazione, controllo, e tantomeno responsabilità alcuna dovrebbe dare un bell’insegnamento ai teorici, di una parte e dell’altra, della carta stampata corrotta vs la rete libera come patria della verità e della credibilità “indipendente”.

    Certo, la stampa in Italia ha innegabili ed obiettivi problemi e conflitti di interesse (ma il fatto che si sia dovuta mettere, per restare competitiva, a rincorrere proprio questa superficialità della rete non ha certo aiutato), ma tanto per dirne una e fare il più banale degli esempi: un giornalista “vero”, che scrive su un giornale “vero”, se scrive una cagata anche molto meno pericolosa di quelle che IxR pubblicava in totale impunità si ritrova a dover far slalom fra le querele. Figurarsi: un giornalista “vero” quello slalom già lo deve fare quando svolge bene il proprio lavoro! E già questa è una dinamica che per forza di cose costringe la stampa vera ad andarci molto, molto cauta anche quando tenta di far propaganda spiccia.
    Voi (e come voi tante altre pagine simili) no, voi potevate tronfiamente pubblicare, simulando autorevolezza fantasma, più o meno inconsapevoli bambini che giocano di ruolo al personaggio del “giornalista”, quel che più vi pareva e piaceva. “Ma è in difesa dei più deboli”? Di buone intenzioni è lastricata la via per l’inferno, dice una massima che dovrebbe andare a genio ai cattivoni che ti hanno rubato la pagina. Ci voglio e posso anche credere alle buone intenzioni tue, Helene, ma mi spiace dovertelo dire: il peccato originale è anche proprio il tuo. Che le bufale dei cattofascisti mi stiano personalmente più sull’anima di quelle dei comunisti col c**o degli altri non cambia l’equazione: la strada gliel’hai aperta (anche) tu. E già solo non denunciando il problema – che tu stessa dici di aver riconosciuto da subito – ti sei resa complice di un crimine. Che poi il crimine sia “virtuale” perché la rete gode di un’impunità fattuale non cambia molto. Dici tu stessa di esser stata, ad esempio, consapevole che v’è chi avrebbe potuto farsi del male seguendo qualcuna delle “cure magiche” che alcuni tuoi colleghi propagandavano. E fra bambini morti di morbillo e malati di cancro che cercano di curarsi coi clisteri di succo skipper, insomma, fra IxR ed altre pagine simili direi che quel “avrebbe potuto” condizionale è eufemistico. Non denunciare a tempo debito quanto sapevi stava avvenendo si chiama complicità. Che ti garbi o meno.

    Quindi, magari, alla luce di ciò e di tutte le ingenuità che tu stessa hai raccontato, non ti auguro certo la galera, ma almeno di crescere. Direi che è anche l’ora. E piuttosto di cercare infantilmente di giustificarti, molto più semplicemente, chiedi scusa. O almeno abbi la decenza di tacere.

    • 13.1

      Piccola precisazione: le querele se le prendono tutti, non solo i giornalisti. Dipende solo dalla popolarità e dalla diffusione di quello che scrivono. Anzi: i giornalisti spesso hanno delle tutele rispetto alle querele (perlomeno quelli delle grandi testate) che chi scrive su facebook o su un blog non ha.

    • 13.2

      Dai, Claudio, è anche il mio mestiere, sappiamo entrambi di cosa si sta parlando.

      Certo di querela – e di denunce in generis – si può colpire chiunque, ma è fatto statisticamente inoppugnabile che i contenuti pubblicati in rete (ed a maggior ragione sulle piattaforme social) godano di un’impunità fattuale. In parte per diffuso anonimato, ma anche e soprattutto poiché è prassi – non del tutto ingiustificata – considerare la rete troppo vasta e caotica poiché tali misure abbiano effetto o senso. Non a caso, per fare un esempio, la denuncia a quello che aveva diffuso le bufale sull’ebola arrivato a Lampedusa è stata percepita come un mezzo miracolo. Ma per un caso come questo, ve ne sono altri mille che vengono lasciati passare. Se la stessa cosa negli stessi termini la pubblicassi sulla carta stampata, non la scamperesti tanto facilmente.

      Più o meno è come paragonare il furto alla pirateria informatica. Entrambi sono considerati reati. Entrambi sono perseguibili. Ma quante probabilità ci sono che io venga denunciato per aver rubato una macchina rispetto ad aver scaricato un film?

      Questo non significa che la carta stampata allora dica sempre la verità per assioma (magari!), ma si tratta di ordini di grandezza immensamente differenti, ed in questo caso la cosa funziona come un deterrente a 360°: certo, complica la vita a tanti giornalisti che a volte ci pensano due volte prima di rischiare di inimicarsi il tal politico, ma fa anche sì che tendano a pensarci due volte pure prima di riportare vaccate pericolose senza verificare *davvero* le fonti e comunque come minimo andandoci coi piedi di piombo in toni e presunzioni di certezza.

      Questa deresponsabilizzazione è uno dei principali problemi dell’informazione in rete odierna, che a ciascun caso di oggettiva eccellenza (claro vi siano anch’essi) ne accompagna 9 di becera propaganda, e se non ci decidiamo a stigmatizzarla da un lato ed a cercare di contenerla in maniera razionale dall’altro, finiremo davvero col beccarci prima o poi una vera “legge bavaglio” che farà di tutta l’erba un fascio. Zittendo anche chi questo mestiere lo fa con serietà e preparazione anziché condividere “quello che nessuno vi dice!!!undici!!”, professionista o meno che sia.

  • 12
    Matteo
    • 12.1

      Ma min***a ma l’avete letto l’articolo o parlate a c**zo?
      Spiega dettagliatamente il fatto che l’admin principale era complottista e disinformatore fin dall’inizio e che lei e gli altri admin protestavano di brutto quando venivano fuori link del genere.

  • 11

    Ciao Helène, ti abbraccio.

  • 10

    Se la suona e se la canta la tipa, e intasca i soldi naturalmente ^^

  • 9
    matt

    Senza offesa ma… si è fatta prendere per i fondelli e sfruttare in maniera veramente INGENUA.
    O è stupida (e ne dubito fortemente) oppure c’è puzza di paraculata di qualche tipo.
    In ogni caso storia (e pagina) veramente imbarazzanti…

  • 8

    Prima di tutto complimenti per la tua (ex) creatura, davvero un lavoro fantastico, pagato con il tuo personale impegno e sudore quotidiano. Poi una curiosità: ma tecnicamente, come fondatrice ma soprattutto amministratrice del gruppo, non potevi disabilitare gli amministratori aggiunti senza il tuo consenso e pure chi li inseriva? Saresti rimasta da sola a gestire ma sempre meglio che male accompagnata. Ora quello spazio è irriconoscibile e becero, qualcosa che offende l’intelligenza di quanti ancora ne conservano un briciolo. Una vera distruzione di alternativa all’informazione colonizzata da vari cloni di personaggi noti o affiliati ai soliti. Da quella esperienza, purtroppo, ti rimarranno solo bei ricordi e la consapevolezza di aver costruito qualcosa di grande. Però anche l’amarezza di esserti fatta fregare da personaggi torbidi e meschini.

  • 7
    Andrea Alquati

    affermare che “LoSai” sia un sito che pubblica solo “bufale” significa essere in malafede o avere un’angusta visione del mondo dove è vero solo ciò che viene ripreso da “Repubblica” e il “FattoQuotidiano” e i social network andrebbero chiusi perché “danno la voce a legioni di imbecilli” (ipse dixit).
    “LoSai” ha sollevato la tematica della creazione della moneta fra i primissimi in questo Paese e la rilevanza della questione, alla luce delle evoluzioni della crisi finanziaria infinita, sta via via facendosi largo in dibattiti sempre più “autorevoli”, guadagnandosi il suo spazio sui media “rispettabili” (vedi l’articolo sul “FattoQuotidiano” dello scorso anno “Debito Pubblico: chi lo crea stampando moneta e chi lo paga con le tasse”).
    Non dimentichiamoci che il nostro Paese fino a 5-6 anni fa viveva ancora di un unico conflitto manicheo su “berlusconismo” e “antiberlusconismo”, cioè sul niente e l’anti-niente, ignorando le questioni di fondo dell’economia, della politica internazionale, della giustizia, dell’immigrazione, dei diritti civili ecc. sulle quali venivano aprioristicamente e supinamente accettate le “verità assolute rivelate” da organi tecnici e sovranazionali e, mi spiace dirlo, il primigenio “Informare per Resistere” era molto funzionale a questo teatrino incarnando più che altro una forma fanatica e non troppo attendibile di antiberlusconismo all’ennesima potenza

  • 6

    tutta la mia solidarietà, sono un webmaster e se hai ancora la forza di ripartire posso aiutarti con il sito

  • 5

    Ma io capisco la voglia di non abbandonare una esperienza che ci gratifica molto ma Helene che si è fatta il mazzo e quindi aveva il potere di fare una esperienza in solitaria o comunque come fondatrice di un ipotetico Informare per Resistere 2, per quale motivo ha continuato a stare in un gruppo senza tentare una secessione? Lo hanno fatto pure Fini, pure Civati, perché lei non c’ha tentato?

    Poi se io scrivo un articolo e lo metto in una certa piattaforma mi chiedo sempre di chi è il lavoro che ho fatto. In questo caso mi chiederei se FB è proprietaria o meno dei miei testi e poi mi chiederei se Stefano è il proprietario o meno del mio lavoro. Invece di lavorare 18 ore per FB o per Stefano per quale motivo non ha impiegato qualche oretta per fare una esperienza solitaria? La forza di un sito sono i contenuti e se lei sapeva farli era sicuro il successo.

    Possibile che l’unica soluzione fosse stare dentro un gruppo dove non condivideva la linea editoriale?

    • 5.1

      Ma anche no, la linea editoriale del gruppo era perfetta, tranne uno… e comunque ho scritto nella lettera che io stavo raccontando la mia personale esperienza non tirando in ballo nessuno ma dentro c’erano anche altre persone che lavoravano quanto me. IxR era una famiglia meravigliosa.

  • 4
    tururururu

    Che buffo, mi ricorda qualcosa… ah si, il “M5S”…

    • 4.1

      … Se per Te fosse stata Una “famiglia meravigliosa” , perche’ mai stai INFAMANDO e RACCONTANDO FALSITA’ ?…..VITTIMISMO , INTERESSE O semplice DENIGRAZIONE per CATTIVERIA ?….

  • 3

    Una pagina che ha puntato tutto su Facebook alla fine è stata fregata proprio dal social dell’americano. I continui cambi all’algoritmo hanno modificato la visibilità di ogni pagina. Le conseguenze? Ora su Facebook ottengono visibilità solo post idioti e bufale. Non è solo “Informare x Resistere” ad essere cambiato.

  • 2

    le finzioni finiscono, le cose costruite sulla fanaticheria volgono in breve al tramonto altro che combattenti fra fanatismo e altro ancora si sono fottuti da soli e questa pagina ha fatto la fine che meritava

  • 1
    Mimmo 1000

    Che patanzana per dire… Quella li la`:”Si! Ho fatto il lavoro “all`italiana”. Abbiamo iniziato mi sono fidata. Ho fatto tutto io e me lo sono preso in quel posto”. Mia madre mi dava anche il resto se avessi detto cosi`! Ci hanno cresciuto bene… E siamo dovuti emigrare

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