Zibordi – Come si esce dall’euro senza farsi fregare

Dopo le interviste a Claudio Borghi e ad Alberto Bagnai dei giorni scorsi, oggi è il turno di Giovanni Zibordi, che molti conoscono per le sue analisi finanziarie su Cobraf.

Zibordi e il team di economisti e imprenditori con i quali collabora hanno sviluppato un metodo per uscire dall’euro che potrebbe superare le paure dei cittadini che temono di perdere i loro soldi. Questo metodo utilizza i certificati di credito fiscale, già raccontati dal loro ideatore, Marco Cattaneo, su questo blog il 7 febbraio del 2013: “Certificati di Credito Fiscale: la riforma morbida del sistema monetario europeo“.

Per chi non avesse visto ancora il video, eccolo qua:

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27 risposte a Zibordi – Come si esce dall’euro senza farsi fregare

  • 16
    Giuseppe

    Da questo articolo sembra che Varoufakis non sia così incompetente e che fosse ben cosciente dei punti critici di cui si è parlato nell’intervista:

    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=121863&typeb=0&le-rivelazioni-di-varoufakis

  • 15
    Leonardo

    Credo che l’intervistato non sia proprio “preciso” (a voler pensar bene…) verso il minuto 36 dell’intervista: afferma di esser stato lui 3 anni fa a “portare” Mosler in Italia, quando invece mi pare noto a tutti che sia stato Paolo Barnard a sviluppare la MMT con Mosler in Italia già prima di 3 anni fa, corregetemi se sbaglio.

    • 15.1
      Leonardo

      un errore l’ho fatto, di battitura: “correggetemi” non “corregetemi”

    • 15.2

      Barnard ha coltivato di più la relazione con Mosler, ma prima di lui a batterlo sul tempo nello “scoprire” Mosler era stato Zibordi, all’epoca in cui Barnard coltivava relazioni con i “colleghi” di Mosler, poi rinnegati in seguito.

  • 14
    Clesippo Geganio

    @ NeroLucente 12.4

    no non ci siamo, forse sono io che scrivo in un italiano incomprensibile, tornare ad essere competitivi non significa licenziare persone, significa alleggerire lo STATO in quanto apparati politici, nel caso da me prospettato eliminare quelli delle Giunte regionali non comporta perdite di posti di lavoro ma togliere dalle mani bucate non meno di 80 MLD di euro all’anno da immettere come “sangue” nel sistema circolatorio economico e produttivo.
    Le funzioni delle Giunte regionali sono simili e in parte identiche a quelle delle Province che falsamente eliminate hanno portato ad un risparmio di centesimi di euro, fare il contrario invece porterebbe vantaggi certi e consistenti.
    Nel 2012 le 20 regioni bruciavano denaro per 171 MLD oggi dopo le finte purghe dei vari Governi ci costano ancora 150 – 160 MLD ancora TROPPI DANNATAMENTE TROPPI per il servizio che offrono.
    Ecco cosa intendo per trasformare l’euro in una nostra ARMA politica, immettere forti liquidità nel sistema nostrano abbassando di molto la pressione fiscale in tutti i settori (tasse dirette e indirette) per essere competitivi e attrattivi, esempio l’Olanda facilita con una tassazione bassissima (paesi bassi in tutti i sensi) le società S.p.A vedi Fiat e Ferrari scappate dove conviene, e con loro lo faranno altre industrie italiane e noi ci dissangueremo guardando gli altri Paesi che succhiano la nostra linfa vitale.
    Ahooo 80 MLD all’anno permettono di portare l’iva al 5%!!!! L’Italia ha potenziali eco-fin e produtt. giganteschi che all’estero invidiano, potenziali assorbiti dalla politica antinazionale, se volessimo spazzeremmo via chiunque cinesi compresi!!!

  • 13
    GP

    Onestamente non vedo il problema, ma vediamo se ho capito bene:

    1. Se da domani l’italia tornasse alla lira (diciamo inizialmente 1 nuova lira = 1 euro), la banca d’italia tornerebbe a stampare lire, tutti i prezzi e tutti i salari sarebbero convertiti immmediatamente in lire.

    2. Il problema sono i depositi e i mutui. Dato che una svalutazione della nuova lira rispetto all’euro – che continuerebbe ad esistere come valuta estera – e’ praticamente annunciata, chiunque abbia euro in mano ha tutto l’interesse a tenerseli per almeno 6 mesi e scambiarli in lire quando sono aumentati del 30% di valore. Quindi, se il ritorno alla lira significasse una automatica conversione in lire di depositi e titoli di stato vari, si avrebbe una corsa agli sportelli e fuga di capitali senza precedenti (il minimo che faccio e’ richiedere il contante prima del passaggio alla lira), che porterebbe inevitabilmente al crollo totale del sistema bancario.

    Quindi non c’e’ dubbio: i depositi bancari (e anche i bot, bpt, …) devono restare in euro nel momento in cui l’Italia tornasse alla lira.

    3. Se i depositi bancari restano in euro, anche i mutui devono restare in euro. Altrimenti le banche avrebbero debiti in euro verso i correntisti, e crediti in lire verso chi ha un mutuo.

    E qui casca l’asino: chiunque avesse un mutuo si ritroverebbe con uno stipendio in lire ed un debito in Euro.

    Ma non mi sembra una situazione ingestibile, anzi.
    La cosa piu’ ovvia che mi viene in mente e’ di andare a tassare le rendite finanziarie di chi ha tratto vantaggio dalla svalutazione della lira, ed usarle per aiutare chi ha un mutuo.

    Esempio: Supponiamo che, al giorno X, 1 euro = 1 nuova lira, e che al giorno X+6 mesi 1 euro = 1.5 nuove lire. Ammettiamo che questo sia considerato da molti risparmiatori il punto di massima svalutazione della lira e che quindi decidano liberamente di scambiare i loro euro in lire. Significa che chi aveva 10000 euro in banca avra’ 15000 nuove lire, realizzando un utile di 5000 nuove lire. Bene, tassa del 25% su quell’utile (come e’ in tutta europa) e usa i proventi di quelle tasse per aiutare chi ha un mutuo.

    Non c’e quindi bisogno di stampare i crediti fiscali.
    Secondo voi funziona?

  • 12
    Clesippo Geganio

    rimango perplesso, premetto rispetto i professionisti dell’economia e finanza ma esiste un fatto fisico ineludibile, un debito rimane tale e va ripagato comunque in moneta (qualunque essa sia) o rispettivo controvalore in materie preziose, cercare di trasformarlo con tecnicismi in altra sostanza che sia virtuale o sostanziale non porta a nulla, il debito non si estingue, rimane sotto controllo del creditore che apporrà interessi in percentuali consone al proprio tornaconto.
    Nel caso la Grecia ha ottenuto una vittoria di Pirro, se non paga in €uro, pagherà a chi “comprerà” il suo debito in Dollari, Yuan in Rubli ecc… passando da uno strozzino a un cravattaro, l’esito nefasto non cambia!
    Per questo dicevo nel post precedente, anche per noi italiani rimane una terza via, adoperare diversamente l’Euro per trasformarlo nella nostra forza persuasiva se indispensabile coercitiva in ambito UE per cambiare trattati e condizioni fiscali tra Stati membri.

    • 12.1
      Clesippo Geganio

      @ Nerolucente, come sempre concordo in parte con le tue opinioni.
      Le briglie del debito sono nelle mani di cocchieri incapaci folli e delinquenti, quindi noi sulla carrozza condotta verso il baratro dobbiamo necessariamente prendere il comando, come? Abbiamo un ampio bacino dove attingere denaro, possiamo permetterci di chiudere per un tempo determinato o per sempre gli apparati politico-economici delle 20 regioni risparmiando dal costo annuo di 160 MLD complessivi oltre 80, da immettere nel nostro sistema e sufficienti per ridurre la pressione fiscale in tutti i settori produttivi e consumo, contemporaneamente con 20 MLD degli 80 ridurre il debito pubblico abbattendo gli interessi che ogni anno ci costringono a manovre finanziarie insopportabili, così generando un inversione di marcia verso una crescita di gran lunga superiore al 3% tale da diventare in UE politicamente persuasivi o coercitivi per cambiare condizioni capestro e trattati criminali per tutta l’eurozona, condurla fuori dalla crisi e dalla finanza criminale, se non fossimo in grado per l’intera comunità comunque servirebbe per salvare l’Italia.

    • 12.2

      Se il debito lo ripaghi con moneta svalutata rispetto alla quotazione che aveva quando è sorto (non sarebbe il caso del debito greco, ma di quello italiano verso le banche tedesche se l’Italia tornasse alla moneta sovrana), questo debito finisce per costare meno al debitore.

      In ogni caso, dire che l’€uro potrebbe diventare la “nostra forza” significa non avere capito che l’€ è stato ed è la condicio sine qua non per la costruzione di un sistema politico-istituzionale AUTORITARIO, nel quale una banca centrale totalmente autocratica e che non risponde a nessuno (viene definita “indipendente” dal governo comunitario e dai governi nazionali), avendo il monopolio del governo della moneta, decide e impone unilateralmente ai popoli degli stati membri e ai relativi parlamenti le linee di politica economica e fiscale, svuotando in questo modo le istituzioni democraticamente elette (ossia gli stessi popoli) di ogni potere di autodeterminazione.

      Se non si è capito cos’è l’euro e perché è stato ideato, è logico che non si riesce a capire granché del perché fino a quando ce lo terremo non avremo speranza di risollevarci.

    • 12.3
      Clesippo Geganio

      per Demetrio,
      il denaro è un mezzo come lo è l’€uro quindi di suo non è un male né un bene, in quanto mezzo di scambio dev’essere guidato controllato e gestito con civiltà e democrazia come i fondamenti politici originari sottoscritti dai Paesi membri stabilirono fosse per il bene di tutti.
      Se oggi l’€uromoneta è una follia un capestro lo è per volontà umana (non divina) di una orda di criminali in giacca e cravatta seduti dietro ad una scrivania a masturbarsi il cervello godendo della povertà degli altri.

      Ovvio a queste condizioni disumane meglio uscire dalla moneta unica.

    • 12.4
      NeroLucente

      @ 7.1 Clesippo

      Come ti ho già detto altre volte, sono certamente utili tagli agli sprechi, ma non bisogna dimenticare che equivale, (quando si parla di tagliare personale) a nuova disoccupazione, ad altre persone che non percepiranno alcun reddito e ovviamente meno persone che spenderanno.
      Questo tipo di provvedimenti sono consigliabili nei momenti in cui l’economia funziona, ora c’è una crisi di domanda, in questo momento abbiamo necessità che lo Stato immetta liquidità per consentire alle persone di far aumentare la domanda. Il problema è che ciò non è possibile perchè non abbiamo più la sovranità monetaria e nel momento in cui la BCE immette liquidità, questa rimane tutta nel sistema bancario.

      Ammesso per assurdo che la signora Europa decidesse di far spendere un pò gli Stati, che equivarrebbe a consentire di sforare un pò il 3%, come ha fatto la signora Spagna e anche Francia, la conseguenza che si avrebbe e che si sta avendo è che le suddette signore si ritroverebbero indebitate verso un paese in particolare. Indovina un pò chi sarebbe? Barvo! La sig. Germania, perchè la sua economia è predisposta all’esportazione, è in costante surplus è ha merci pronte per inondare nuovamente i paesi periferici. E quindi? E quindi saremmo punto e a capo, debito privato che si trasferisce agli Stati e la signora Germania che vuole fino all’ultimo centesimo, senza se senza ma.

      Non illudiamoci quindi di recuperare questa situazione impegnandoci più di quanto stiamo già facendo, perchè la conseguenza sarà cedere ancora diritti, tagliare la sanità, non sarà mai abbastanza, perchè cosi come andranno un pò meglio i conti noi andremo a comprare i competitivi prodotti tedeschi rimettendo la nostra bilancia dei pagamenti in rosso.

    • 12.5

      @Clesippo Geganio (7 luglio 2015 alle 16:04)

      Non te ne avere a male, ma se scrivi <>, significa che ignori alcuni “piccoli” particolari che non consentono di affermare che l’ € è una moneta come le altre, particolari che erano ben presenti agli economisti (molti dei quali premi Nobel) già da alcuni decenni prima che l’€ entrasse in circolazione (il progetto di una moneta unica europea è abbastaanza risalente).

      L’€ non poteva funzionare (come i fatti hanno ampiamente dimostrato) perché è “una moneta senza Stato”.

      Affinché una moneta unica possa funzionare per tutti i paesi che l’adottano, è necessario che questi costituiscano insieme quella che in letteratura economica si chiama una “Area Valutaria Ottimale – A.V.O.” (economie, istituzioni e sistemi fiscali omogenei fra i paesi dell’area; grande mobilità fra i paesi stessi dei fattori della produzione e in primo luogo del lavoro; esistenza di strumenti SOLIDARISTICI di compensazione degli squilibri fra i paesi) .

      In altri termini, perché una moneta unica funzioni è necessario che essa sia la moneta di un’entità geo-politica come, ad es, gli Stati Uniti d’America, dove i cittadini dei singoli stati membri parlano la stessa lingua, condividono la stessa Storia e le stesse tradizioni e dove, pertanto, è naturale (o più naturale) che ci siano le suddette condizioni tipiche che contraddistinguono una A.V.O.

      L’U.E. non è una A.V.O. Essa è non nata per unire politicamente gli stati membri in un superstato federale, non solo perché i paesi di maggior peso che avrebbero dovuto necessariamente partecipare a questa “unione” non avevano e tuttora non hanno la benché minima intenzione di farlo (due nomi a caso: Germania e Francia), ma anche perché fin dall’inizio era ben chiaro agli ideologi e ai caldeggiatori del progetto che anche le semplici differenze linguistiche fra i cittadini dei futuri stati membri non avrebbe mai consentito la creazione di uno stato federale (qualcuno ricorderà il pittoresco tentativo negli anni ’70 di diffondere una neo-lingua europea, l’Esperanto).

      Chi portava avanti il progetto, quindi, sapeva già perfettamente che l’€, non essendo destinato a circolare in una A.V.O., avrebbe inesorabilmente creato forti scompensi nella zona di circolazione fra paesi caratterizzati da “velocità” produttiva e da strutture istituzionali e fiscali diverse fra loro e che tali sarebbero rimaste (non sono riusciti neppure a unificare l’IVA a livello comunitario, figuriamoci il resto!).

      Morale della favola: l’€ non è “cattivo” perché è casualmente gestito da “cattivi” o in modo “cattivo”, ma perché non poteva e non può essere migliore di quel che è alla luce delle stesse premesse economiche che ne sono alla base e della finalità politica per cui esiste.

  • 11
    Paolo

    Ma nel periodo di transizione come verranno effettuati i pagamenti dei salari e degli stipendi? È il regolamento dei crediti e debiti tra le imprese avverrà in euro o anche con i certificati fiscali?

  • 10

    Il più grande ostacolo ad una informazione completa e oggettiva e ad una azione costruttiva sta nel fatto che coloro che studiano come raggiungere uno stesso obiettivo ma si dividono sul “come” raggiungerlo non si confrontano fra loro, come se fossero in concorrenza.

    Vorrei ricordare, se ce ne fosse bisogno, che Claudio Borghi Aquilini insegna economia della finanza e ha passato i migliori anni della vita come traider di importanti istituti finanziari (vedasi Deutche Bank).

    Lo dico senza alcun intento polemico, ma permettere che il dottor Zobordi (con tuttto il rispetto che gli si deve) possa, senza contraddittorio con il suddetto Borghi Aquilini, dire che lo stesso Borghi Aquilini ha ignorato o sottovalutato l’aspetto della “fuga dei capitali” in caso di ritorno alla lira non mi sembra un grande contributo alla chiarezza dell’informazione sul tema.

    Riguardo al merito della proposta del dott. Zibordi, a prescindere dal fatto che egli parifica i certificati di creddito fiscale ad obbligazioni pubbliche senza interessi (mentre queste corrispondono ad un credito del sottoscrittore che ha trasferito denaro allo Stato, i c.c.f. sarebbero emessi dallo Stato a fronte di zero introito di denaro ricevuto dagli emissari), il video mostra chiaramente che il dottor Zibordi ha (un po’ goffamente) “svicolato” sulla fondamentale questione (postagli da Messora) relativa alla compatibilità col vincolo del pareggio di bilancio del sistema da lui ipotizzato (che darebbe luogo ad una drastica riduzione degli introiti fiscali nelle casse dello Stato, con la conseguente nessità per il Governo di “drenare” da qualche altra parte – immaginiamo tutti come e da chi – la mancata entrata necessaria a fare fronte al debito pubblico e relativi interessi).

    A meno che non si sia espresso male (o di avere io preso fischi per fiachi), francamente non mi pare un grande idea e, comunque, ritengo che per capire se si tratta di una proposta meritevole di considerazione sarebbe necessario che fosse illustrata in un pubblico confronto con i sostenitori delle proposte che Zibordi sostiene essere sbagliate (in primis Claudio Borghi Aquilini).

  • 9
    Francesco65

    Tutto questo significherebbe comunque passare per un sovvertimento delle attuali imposizioni sul pareggio di bilancio.
    La BCE nel creare moneta può produrre un passivo, lo stato, in base ai trattati europei, non può farlo e il certificato di credito fiscale, suppongo, sarebbe considerata una voce passiva…
    Il problema non è solo l ‘euro ma anche il suo contorno legislativo!
    P.S. visto che sono stati citati, sarebbe interessante un parere di Borghi e Bagnai…

  • 8
    roberto

    Forse mi sono perso un passaggio, perchè lo stato dovrebbe stampare i crediti fiscali e poi riscuoterli, non potrebbe direttamente far pagare meno tasse?

  • 7
    Lap

    Grande confusione sotto il cielo e nelle parole di Zibordi, c’è da chiedersi a chi giovano queste sciocchezze. certo non all’italia nè alla grecia. Possiamo dire che il problema è politico e non finanziario, ma provate ad accendere un prestito presso una banca a piacere e poi a non restituirli. Oppure provate a dire al direttore della banca che egli non è stato votato da nessuno e quindi non restituite il debito.

  • 6
    marcello

    A questo puntoera praticabile anche la soluzione assurda di berlusconi che voleva stamparsi gli euro da solo. In fin dei conti anche in quel caso bastava fare un decreto e poi andare dalla merkel e dire ‘noi abbiamo bisogno di fare cosi’…
    Scusa Claudio ma certe interviste fanno scadere non poco il livello del blog,

  • 5
    gios

    Da come dice Zibordi sembra che i Crediti fiscali servano solo per pagare le tasse, ma non è cosi! Non sono SOLO “una riduzione di tasse”. Il loro principale vantaggio consiste nel fatto che sono crediti fiscali AL PORTATORE. Cioè possono essere scambiati tra i cittadini, come la moneta.
    Se io ricevo un Credito fiscale di 100 euro lo posso usare per fare la spesa al supermercato, il supermercato la userà per pagare un suo creditore, e cosi via fino a quando l’ultimo portatore li userà per pagare 100 euro delle sue tasse. In questo modo tutti i soggetti coinvolti lavorano, producono reddito, e pagano tasse.
    In pratica si riattiva l’economia che sta morendo per mancanza di liquidità.

    • 5.1
      Gp

      Commento mplto intelligente, infatti sembrava soltanro uno sconto sulle tasse da come lo diceva ziborghi.

      Ma due punti non mi sono ancoraa chiari:

      1. In che modo cio` comporterebbe il ritorno alla lira?
      2. In che modo questi crediti fiscali risolverebbero il porblema della svalutazione della lira e della fuga di capitali da parte dei risparmiatori in euro?

  • 4
    MiDera

    Non capisco perché stampare lira (o scellino, o fiorino… una moneta sovrana e nuova insomma) dovrebbe portare una svalutazione del 40 % ed invece stampare crediti fiscali no.
    Innanzitutto la svalutazione me la dovete dimostrare e poi, di grazia, una volta che questi crediti fiscali vengono stampati e cmq una volta che i cittadini pagano le tasse con questi crediti, gli stessi crediti non vanno ad aumetare la base monetaria? Ed i debiti con l’estero li paghi con i crediti fiscali?
    Questo porta fiducia nei mercati? Questo non porta svalutazione? Questo è cosi diverso da stampare mobeta sovrana?

    • 4.1

      Perchè la lira sarebbe utilizzata come moneta di scambio nel commercio internazionale, mentre i CCF no.

      Questi avrebbero una circolazione puramente interna e su base esclusivamente facoltativa e fiduciaria; va da sè che, a differenza della divisa ufficiale nazionale, che ha corso legale forzoso, i CCF difficilmente sarebbero accettati nelle transazioni internazionali.

      Questo comporta che, essendo il valore di cambio di una moneta il potere di acquisto di altre monete che essa ha in un determinato momento storico (sicché può rivalutarsi, svalutarsi o mentenere la parità rispetto a tali monete), i CCF, non essendo una moneta vera e propria, non determinerebbero la svalutazione della moneta ufficiale del paese che li adotta (la svalutazione potrebbe essere un effetto solo indiretto della circolazione dei CCF).

  • 3
    Gabriello savarese

    Il privato compra i crediti fiscali chiamiamoli fiscal-btp quindi io darei allo stato i miei euro,con quale interesse?
    E poi userei questi titoli quotati 100 per pagare imu?
    Nel frattempo le tasse sono aumentate …
    il dottor Zibordi dovrebbe essere un po piu chiaro spiegando pedestramente i meccanismi.
    da inizio operazione alla fine.grazie

  • 2
    Carlo p.

    Scusate, vediamo se ho capito. Noi andiamo dalla Merkel e le diciamo ” attenzione attenzione, noi dobbiamo fare assolutamente questa cosa con i crediti fiscali perché se non la facciamo continuiamo ad andare a picco” e se la Merkel ci dice di si…okay….tutto a posto, ma, come dice sempre Bagnai, se ci dicono di no ?????
    E come ancora dice Bagnai, questo signore esordisce dicendo ” io non sono un economista, ma..” frase che fa’ mettere mano alla pistola al cavaliere nero.
    A me sembra una soluzione fantasiosa, impraticabile e assolutamente dilettantesca, ma io non sono nessuno per dirlo. A voi che effetto fa’ ?

    • 2.1

      No, io sono meglio di un economista, nel senso che ho studiato 5 anni dopo la laurea in economia politica a Modena, 3 anni a Roma e 2 a Los Angeles, econometria e finanza, poi ho lavorato in consulenza di strategia e poi lavorato sul mercato finanziario per 15 anni. Per cui conosco abbastanza la teoria economia, ma anche gli aspetti pratici….

      Bagnai ad esempio manca di senso della realtà quando racconta che si possa una mattina “all’alba”, di sorpresa, convertire tutti i conti, contratti, debiti, crediti, parcheggi…. derivati…ecc.. che esistono legati all’Italia dall’Euro alle Lire

      Non ha il senso della realtà pratica

  • 1
    Clesippo Geganio

    Rispetto gli economisti, ma è possibile che esistano solo due possibilità o fuori o dentro? Una terza via ci sarebbe, trasformare la moneta €uro in una nostra forza come arma di persuasione verso il resto d’Europa è così difficile? E’ una guerra il “nemico” brandisce l’€uro come lo abbiamo noi italiani! Ergo, non sappiamo adoperarlo per farci rispettare!

    • 1.1
      NeroLucente

      Ammettiamo di essere capaci di persuadere l’Europa, cosa chiederemmo? Basta austerità? Non serve a niente, anzi serve a far ripartire l’indebitamento dei paesi periferici, compreso il nostro.

      Chiedere alla signora Germania di spendere un pò di soldini pubblici? Questa volontà non esiste e ne abbiamo avuto ampia dimostrazione, piuttosto si farebbero ammazzare i politici tedeschi che hanno venduto ai loro elettori la virtù del surplus.

      Unione fiscale? E se non si è fatta fino ad ora ci sarà un motivo, benedetta la lira! L’attuale situazione favorisce alcuni a danno di altri ed è l’unico motivo per cui sta in piedi. Tolto il vantaggio, l’avvantaggiato (aka finanza) non ha convenienza perchè perderebbe il controllo.

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Giulio Sapelli CondizionalitàL'economista Giulio Sapelli, dopo la mossa della BCE che non ha concesso tempo a MPS per la ricapitalizzazione, aprendo così la strada agli aiuti di Stato (e quindi al MES, con il commissariamento che ne deriva), inizia a parlare di MES e di pesanti condizionalità da sopportare. Ma il conduttore...GUARDA

Massimo Fini invoca i Cinque Stelle e un “dictator” per governare su tutti.

scontro-ronzullo-de-sanctis-si-vergogni Massimo Fini invoca un "dictator" per governare su tutti. Poi dà del delinquente a Berlusconi (e chiama "Saluzzi" la De Sanctis), con il plauso di Vittorio Sgarbi. Licia Ronzulli se la prende e offende Federica De Sanctis, Sky Tg24: "Si vergogni, come conduttrice e come donna!...GUARDA

Giulietto Chiesa: ultima chiamata contro il commissariamento

Giulietto Chiesa: ultima chiamata contro il commissariamento Giulietto Chiesa parla del dopo Renzi, richiama l'attenzione sulle insidie del ricorso al fondo salva stati (volgarmente detto Esm o Esm) e lancia la sua proposta per impedire ai ladri di sovranità di portare a termine i loro piani sulla pelle dei cittadini. (altro…)...GUARDA

Claudio Messora su RadioRadio: “Okkio alla Troika”

claudio-messora-radioradio-radio-radio-okkio-alla-troika Questa mattina alle 10 ho informato gli ascoltatori di "Un giorno speciale", in onda su RadioRadio, della necessità di restare in guardia sulla possibilità che un Governo (doppiamente illegittimo, oggi come oggi) chieda di fare ricorso all'Esm, commissariando di fatto l'Italia e imbrigliando qualunque Governo a...GUARDA

Film, libri e Dvd

Il ritorno alla bellezza passa anche dall’acquisto di un oggetto di design

Design e bellezza Ci sono oggetti che devono semplicemente funzionare, non importa quanto siano brutti. E, soprattutto, devono rompersi in fretta, in maniera da poter essere acquistati nuovamente, e poi ancora, e ancora, infinite volte. Tante quante bastano a soddisfare le esigenze del sistema produttivo. Altri devono semplicemente essere...==> GUARDA TUTTO ==>

Le cuffie migliori per la musica

Cuffie Pryma C'era un tempo in cui il mangiadischi la faceva da padrone. La cosiddetta alta fedeltà era un lusso per pochi, spesso riservata agli studi di registrazione dove le celebrità registravano le loro nuove hits. Poi vennero gli Hi-Fi, prodotti consumer ma con la capacità di riprodurre un'ampia...==> GUARDA TUTTO ==>

Lights Out: Terrore nel Buio – Trailer Hd ITA ufficiale #NonSpegnereLaLuce – film horror

LIGHTS OUT TERRORE NEL BUIO TRAILER ITA HD UFFICIALEIl trailer HD ITA (in italiano) di Lights Out: terrore nel buio. #NonSpegnereLaLuce I migliori film horror a casa tua: Film Horror al Cinema. Dal produttore James Wan (“L’evocazione-The Conjuring”), è in arrivo il racconto di un terrore sconosciuto in...==> GUARDA TUTTO ==>