L’immigrazione? E’ una strategia Usa per controllare l’Europa – Fulvio Grimaldi

Fulvio Grimaldi, giornalista di guerra e documentarista indipendente.
Nel video, la sua videointervista con Claudio Messora.

Oggi sul Corriere della Sera il cardinal Bagnasco accusa l’Onu di non fare abbastanza per risolvere il problema dell’immigrazione. Immediatamente sopra, un articolo sulla Libia, dove molti stati membri della comunità europea, tra cui Francia, Spagna e Italia, che si candida a condurre l’operazione, si dicono pronti a intervenire militarmente. Le due cose sono legate?

Al cardinal Bagnasco vorrei innanzitutto chiedere a quale Onu intende appellarsi. A quell’Onu che ha legittimato la distruzione totale della Libia nel 2011? A quell’Onu che ha coperto la distruzione totale dell’Iraq, nel 2003? A quell’Onu che legittima la guerra di 14 anni contro l’Afghanistan? Insomma, quell’Onu che avvalla la famosa guerra contro il terrorismo che gli Stati Uniti utilizzano per poter togliere di mezzo paesi disobbendienti e avanzare nella loro conquista del mondo? Bagnasco, rivolgendosi all’Onu, lavora in sintonia con questi signori della guerra che si stanno preparando ad assaltare per l’ennesima volta la Libia, come se non avessero combinato abbastanza guai con la distruzione della Libia di Gheddafi, che allora era un paese prospero e con una notevole giustizia sociale, come dichiarato dalla stessa Onu nel 2011. L’Onu ha coperto tutte le guerre degli Stati Uniti e della cosiddetta comunità internazionale (cioè occidentale), che ora per andare in Libia dovrà avere il nulla osta dell’Onu, che lo darà senz’altro, come ha dato il nulla osta a tutte le guerre neocoloniali condotte in questi ultimi decenni dall’Occidente.

Cosa c’entra l’immigrazione in questo contesto? L’immigrazione è quella che deve convincere il popolo bue, decerebrato dal costante martellamento dei mezzi di informazione falsi e bugiardi, obbedienti e servili, tentacoli del potere, che per risolvere questo immane problema, fatto di tragedie altrui ma anche di fastidio nostro, ci sia bisogno di un intervento drastico. Non si è potuto bombardare i barconi perché la cosa era tremendamente idiota (si sarebbe potuto fare confusione con le barche da pesca e ammazzare un sacco di gente che non c’entrava niente). Non si è potuto combinare un accordo tra le due realtà libiche che si fronteggiano e in più hanno da affrontare anche l’Isis, opportunamente arrivato per evitare che la Libia potesse consolidarsi, riunirsi e diventare una realtà statuale, con poteri negoziali eccetera. L’Isis perpetua e approfondisce il caos, e quindi l’emigrazione, e quindi la disperazione di coloro che fuggono dai bombardamenti, dai massacri delle truppe imperiali oppure dei loro connazionali e, arrivando qua, spaventano a tal punto la popolazione che poi l’intervento militare appaia come una necessità addirittura umanitaria. L’escalation del fenomeno, pompato al di là della realtà da tutti i mezzi di informazione, ha il suo equivalente in accadimenti come l’11 settembre, che è stato il pretesto per lanciare la famosa guerra infinita al terrorismo, che permette ai circoli dirigenti internazionali del mondo di consolidare il loro potere.

Approfondiamo i motivi per cui queste masse migrano.

Basta dare un’occhiata ai paesi d’origine della maggioranza di questi migranti. Sono l’Afghanistan, sono la Siria, sono l’Iraq, sono la Palestina, la Libia… Poi sono anche alcuni paesi del nord Africa, in cui c’è stato il provvidenziale intervento della cosiddetta comunità internazionale, sotto la guida della Francia, Mali, Repubblica Centroafricana, Ciad, ma anche Nigeria, Senegal. il Congo che ci riforniscono di migranti a centinaia di migliaia. Ognuno di questi paesi porta il marchio dell’intervento del capitalismo occidentale e dell’imperialismo. Questi paesi sono stati aggrediti, colonizzati, depredati, spogliati dei loro averi, disgregati, fatti a pezzi con milioni e milioni di morti per mano delle potenze coloniali europee, le quali hanno costruito sulle rapine dei paesi del sud del mondo le proprie ricchezze. Il capitalismo occidentale è cresciuto, si è sviluppato, è fiorito in virtù del fatto che le ricchezze sono state tolte, rubate ai popoli dell’America latina, dell’Africa e dell’Asia. In più oggi si aggiunge l’escalation delle guerre. E’ veramente stupefacente, vergognoso, quasi osceno il fatto che 99 commentatori su 100 non menzionino, pur spargendo lacrime di indignazione o germi di paura, il fatto che per evitare l’alluvione che si sta verificando si deve chiudere il rubinetto da cui esce l’acqua. Ma chi controlla, chi ha aperto quel rubinetto se non l’occidente, in termini di guerra economica, climatica (ambientale) e militare? Tutti questi vengono da paesi che sono stati straziati da noi. Sono stati imposti dittatorielli obbedienti all’occidente che vendevano il loro paese alle multinazionali. Sono i paesi centroafricani, il Kenia, l’Uganda, anche in una certa misura il Congo, la Nigeria. Poi ci sono i paesi cui è stato imposto un sistema neoliberista strangolatore, immessi in un circuito di globalizzazione che li ha distrutti. La Grecia è un altro esempio.

Ma l’elemento più direttamente responsabile sono le guerre. Quando si parla di persecuzioni si allude ai famosi Gheddafi, Saddam, Assad… i dittatori che perseguitano. Peccato che tutti questi paesi stavano infinitamente meglio prima che arrivasse la nostra democrazia. L’elemento, lo strumento più importante, è quello della guerra, ma la guerra fatta dagli Stati Uniti, fatta dalla Nato, cui dà il suo contributo l’Unione Europea e quindi l’Italia. La guerra che se non utilizza direttamente i militari della Nato, interviene attraverso l’uso di spaventose bande surrogate di terroristi, addestrati allo scopo di creare la destabilizzazione più totale, la disgregazione sociale, nazionale e soprattutto il nostro terrore. A che cosa serve l’utilizzo di forze come l’Isis o Al Qaeda, oltre al fatto che devono disgregare paesi fino a quel momento uniti che ostacolavano la marcia dell’imperialismo? Servono a consolidare lo scontro di civiltà. Lo scontro di civiltà, formulato come teoria in corrispondenza dell’11 settembre, era quello che doveva demonizzare, satanizzare l’Islam. E allora la presenza di queste bande è anche un elemento che agisce sulla psicologia occidentale consolidando l’idea che noi ci troviamo di fronte i mori, i selvaggi, i barbari, che minacciano – li si fa minacciare – di arrivare a Roma, al Papa, di fare cose spaventose. Ogni tanto accadono cose come Charlie Hebdo e naturalmente rappresenta un ulteriore incentivo ad alimentare questo scontro di civiltà che serve a preparare il terreno alle guerre contro a questo cosiddetto mostro.

Tornando all’immigrazione, sono raccapriccianti le immagini che arrivano dalla Grecia, paese che già è stato scarnificato dalla comunità europea, con il concorso di tutta la comunità internazionale che ha assistito al martirio della culla della nostra civiltà. Su questo paese ridotto a pezzi si sta concentrando il maggiore afflusso di migranti che sta occupando le isole. Si trovano di fronte ad un paese già totalmente disarmato, impreparato a sostenere i propri abitanti, ma figuriamoci questi disperati che non hanno nulla. Quindi è proprio strategico investire i paesi europei più deboli, più esposti, di queste ondate di migranti provocate dagli stessi operatori di guerra perché ci mettano in difficoltà, perché suscitino apprensioni sociali e culturali, perché provochino, attraverso i minimi diritti che gli vengono concessi, le rivendicazioni, la gelosia, l’invidia degli autoctoni, e quindi guerre tra poveri.

Perché si fa tutto questo? Io credo che sia un piano lucido, ottimamente organizzato. Quelli che hanno come obiettivo il dominio mondiale assoluto, che risiedono a Wall Street e rappresentano la cupola del grande potere finanziario, bancario, multinazionale essenzialmente americano ma anche europeo, utilizzano la nazione Stati Uniti, essendo la più potente sul piano militare, per attuare i propri propositi. Gli eventuali alleati, che hanno un carattere anche competitivo, concorrenziale come l’Unione Europea, devono essere tenuti in ginocchio, in difficoltà. Gli Stati Uniti hanno voluto l’Unione Europea. Attraverso le loro agenzie di spionaggio, la Cia in particolare, alla fine degli anni ’40 e negli anni ’50 sono stati i primi promotori delle prime organizzazioni di federazione europea. Hanno voluto creare questa confederazione per superare l’ostacolo degli stati nazionali che, soprattutto emergendo dalla guerra antitotalitaria contro il nazifascismo, avevano assunto delle costituzioni e dei caratteri statali molto democratici, molto progressisti. Cosa che agli ambienti conservatori, reazionari non poteva andar bene. Allora la proposta di una Unione Europea che superasse gli scogli degli stati nazionali e configurasse una struttura non democratica, dove il governo del continente fosse affidato a dei funzionari nominati, prodotti dal coacervo del potere finanziario, poteva liberare la strada a una struttura che fosse dominabile, assimilabile agli interessi degli Stati Uniti. Avendo un’Europa ridotta in questi termini anti-democratici, che man mano hanno fatto carne di porco delle sovranità nazionali, agli Stati Uniti è riuscito molto meglio il controllo sul continente. Un controllo che deve essere comunque e sempre mantenuto, come sempre deve essere mantenuta la subalternità del continente, che non deve rafforzarsi eccessivamente, non deve fiorire, non può essere troppo competitivo economicamente con gli Stati Uniti e, soprattutto, non deve essere attratto dalla sua tentazione naturale, data dalla sua collocazione geografica, culturale, storica, verso l’Eurasia, verso la Russia. Questo deve essere impedito. Mettere in difficoltà l’Europa a partire dalle sue appendici inferiori, cioè meridionali, creando questi subbugli, caricando le economie nazionali di questo sovrappeso, significa tenere l’Europa sotto ricatto. Io, attraverso le mie guerre, attraverso i miei strangolamenti economici, attraverso i miei surrogati, l’Isis eccetera, provoco profughi. Questi profughi li faccio riversare su di te, Europa, ed eventualmente la smetto se tu mantieni un ruolo subalterno, se non ti fai tentare da Putin e rimani un nostro tranquillo vassallo, a cui è concesso qualche giro di valzer, qualche spazio economico, ma sempre in termini di condizionamento.

Sia la tensione in Ucraina sia il grexit sarebbero dunque funzionali all’esigenza degli Stati Uniti di trattenere le potenze europee dall’espansione verso est.

Sì, ma sono funzionali anche ad evitare una fuga della Germania, quella Germania rappresentata dalle posizioni del suo ministro delle finanze Schäuble. Schäuble, convinto sostenitore dell’egemonia tedesca che deve essere la prima in tutto il continente ed avere un ruolo mondiale, aveva addirittura vaticinato l’uscita della Grecia dall’Euro, per togliersi una zavorra che non poteva più essere ulteriormente sfruttata, dissanguata. I tedeschi dalla Grecia avevano già succhiato tutto quello che si poteva (ndr: oggi la notizia della vendita alla tedesca Fraport di ben 14 aeroporti). Appena è stato ventilato il grexit, c’è stato subito l’intervento del Fondo Monetario Internazionale, che sappiamo essere un organismo americano (risiede a Washington e i suoi direttori vengono nominati dal governo statunitense, in questo caso Christine Lagarde), il quale di fronte alla prospettiva di una Grecia fuori dall’eurozona ha frenato immediatamente. Subito dopo è intervenuto direttamente Obama, che ha fatto pressioni sulla UE per avere una considerazione più tollerante nei confronti delle difficoltà greche. Da quel momento in poi di grexit non si è più parlato. Se l’intento di Schäuble fosse andato a buon fine e se la Grecia fosse uscita, secondo il piano B predisposto da Yanis Varoufakis, allora Atene avrebbe dovuto appoggiarsi alla Russia, alla Cina, ai Brics e a tutti quei paesi del mondo che avevano teso una mano alla Grecia. Fare della Grecia un’appendice di questa realtà alternativa alla cosiddetta comunità internazionale globalizzante, avrebbe significato con ogni probabilità per la Grecia anche l’uscita dalla Nato. E questo era inaccettabile: intanto la Grecia è un grande acquirente di armi. Pensate che  il bilancio militare della Grecia era di oltre il 6%, quando la media europea in tutti questi anni era del 2%. La Grecia si è indebitata principalmente attraverso l’acquisto di carri armati e sottomarini tedeschi, di cacciabombardieri francesi e di armamenti di ogni genere (ndr: leggere “Perché la Grecia non può fallire”). Con la scusa della paura della Turchia, che non aveva ragione di essere, la Grecia veniva usata come un baluardo a cavallo del medio oriente, un membro della Nato che avrebbe potuto essere utilizzato in vista dello scontro finale con l’Eurasia, a partire dai Balcani fino alla Russia. La Grecia, in quella collocazione, era fondamentale. Obama, all’ipotesi che la Grecia avrebbe potuto uscire dalla Nato, è intervenuto direttamente.

[Dal minuto 23.09 si parla delle origini del debito, ma la trascrizione sarà contenuta in un post successivo]

"Il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta". ⏩⏩Leo Strauss (1899-1973) era uno specialista della filosofia politica. Costituì intorno a sé un piccolo gruppo di allievi, la maggior parte dei quali lavorarono poi a lungo per il segretariato della Difesa. Questi formarono una sorta di setta e ispirarono la strategia del Pentagono. 🔎#LeoStrauss #Usa #Nato #War #Guerra #Immigrazione #Immigration #byoblu #Messora #ThierryMeyssan #Libia #Democracy #Democrazia #Politica #Politics #Africa #Mediooriente #Colonizzazione #blog #vlog #videoblog #armi #military #army #guns #imperialismo #oil #gas #energy #philosophy

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14 risposte a L’immigrazione? E’ una strategia Usa per controllare l’Europa – Fulvio Grimaldi

  • 7

    Clesippo G@ (20 agosto 16.25)

    Se i trattati sono stati architettati e sottoscritti contro i popoli economicamente meno forti per ridurli nello stato di colonie, MI VUOI SPIEGARE UNA BUONA VOLTA COSA GLIENE IMPIPPA AI SUDDETTI POPOLI DI FARE LA “FIGURA”DI QUELLI CHE NON RISPETTANO I TRATTATI STESSI??? COSA DOVREBBERO FARE, FARSI DISTRUGGERE SOTTOSTANDO AD ESSI, ALLO SCOPO DI NON FARE UNA BRUTTA FIGURA CON I LORO CARNEFICI??!!

    • 7.1
      Clesippo Geganio

      se vuoi buttarla in caciara fai pure, ma i problemi si risolvono rimanendo sul campo di battaglia non scappando.
      Siamo parte integrante di un sistema politico economico orrendo desiderato costruito e applicato anche da noi, se la Grecia e altri si trovano in sofferenza lo è anche per colpe nostre, quindi per ritornare sui nostri passi cioè sciogliere la C.E. è necessario convincere anche gli altri.

      A questo dovrebbe servire il referendum proposto dal M5S, avere la “procura” da parte degli italiani per ridiscutere € BCE e UE per porvi radicalmente rimedio e in ultima soluzione optare per l’uscita.

    • 7.2

      La migliore mossa per perdere una battaglia è quella di restare nel “campo di battaglia” prescelto e allestito dal nemico (sopratutto se questo ha armi infinitamente più potenti delle tue) .

      Se i greci soffrono è anche colpa nostra? “Nostra” di chi? Io non ho mai sostenuto, col mio voto, le maggiornaze che ci hanno traghettato nel tuo meraviglioso “sogno dell’Europa dei popoli” sottoscrivendo e ratificando i trattati di Maastrict, quello di Lisbona, il Fiscal Compact, il MES e compagnia cantando, Se hai votato costoro, parla per te e fà penitenza.

      Il “referendum per ridiscutere € BCE e UE per porvi radicalmente rimedio e in ultima soluzione optare per l’uscita”? Secondo te, ammesso e non concesso che un simile referendum riesca a passare (cosa assolutamente improbabile nell’attuale situazione di sistematica distorsione terroristica della verità da parte dei mezzi di informazione main stream controllati dalle elites pro-euro), i padroni del vapore se ne starebbero zitti e buoni, prendendo democraticamente atto della suprema volontà espressa dal popolo? L’hai capito o non l’hai capito cosa vuol dire che la BCE è un organismo “indipendente” dai Governi nazionali e dai popoli in nome e per conto dei quali i governi agiscono ? Prego ripassare il capitolo “referendum greco”.

    • 7.3
      Clesippo Geganio

      • non confondere i livelli, vorresti abbandonare il quartier generale UE ma non servirebbe a nulla se non peggiorare la situazione, il campo di battaglia è l’Italia casa tua!

      • nolenti o volenti contro ogni principio democratico un certo R. Prodi ignorantemente o scientemente firmò quei famigerati trattati per l’ingresso €-UE portandoci in “guerra” in quanto massimo rappresentante del Governo italiano decise sulle nostre teste come 70 anni prima un altro ci portò in un conflitto bellico.

      • il referendum è necessario per ripristinare la democrazia in questo Paese da troppi anni congelata per interessi partitici e lobbistici, qualunque sia l’esito saremo noi popolo a decidere della propria sorte prendendoci le proprie responsabilità.

      • la Grecia da sola ha un peso politico/economico esiguo rispetto al nostro che per potenziali economici e produttivi in Europa non siamo secondi a nessuno che che ne dicano i bilanci farlocchi di FR UK e D, se questi Paesi avessero subito le stesse pressioni spred a 550 punti come le subimmo noi sarebbero morte in sei mesi o sarebbe scoppiata la III° guerra in Europa, noi abbiamo resistito all’infame “bombardamento” di quei Governi “amici” USA UK FR e D, uscendone per il momento feriti e frastornati ma vivi! Cambiando politica nazionale potremmo rifarci senza sforzi e suonarle di santa ragione (se preferisci vendicarci) per far cadere quel castello di carte false costruito dalla finanza creativa utilizzato come arma per soggiogare stati e popoli.

      p.s.
      perdonate l’estrema sintesi dei concetti ma trattare argomenti così complessi in 30 righe è un impresa ardua.

  • 6

    Piano Kalergi?!?!?!?

  • 5
    a.tuttle

    Gli eventi greci dimostrano che la Ue ha fatto il suo tempo. Tra l’altro, le differenze tra gli interessi deii paesi del blocco baltico e quelli del mediterraneo sono siderali, Questi ultimi, i cosi detti PIGS, dovrebbero iniziare a fare delle serie riflessioni sull’opportunità di uscita dall’abbraccio mortale dell’Unione sposando una nuova visione che privilegi prioritariamente gli interessi geopolitici dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

  • 4

    Più a oriente i camerieri sono più professionali

  • 3
    Clesippo Geganio

    mentre da noi impazzano le sterili polemiche sul problema immigrazione montato ad arte dalla politica infame spalleggiata dai media nazionali prezzolati, la Germania fa shopping in Grecia comprando 14 aeroporti per due €, è in trattativa per acquistare il porto del Pireo e Salonicco, le ferrovie dello Stato oltre alla società Elettrica nazionale.

    Mentre da noi i partiti litigano per le convenienze personali di Matteo, Silvio, Angelino ecc… l’ONU decide che l’Italia deve avere il comando militare per gestire il problema Libia in territorio libico!

    Complimenti al Governo IT che fa da cameriere agli interessi USA, UK, FR e D.

    • 3.1
      Mjollnir

      Come segnalato da Clesippo, una società pubblica tedesca ha acquisito strutture pubbliche Greche.
      Possiamo chiamarla invasione?!

      Oltre a questo segnalo che anche alcune strutture pubbliche italiane (Musei) sono passate sotto il controllo di direttori tedeschi.

      Fino a quando potremo tollerare?

    • 3.2
      Clesippo Geganio

      certo è un invasione anche peggio!
      Hanno creato i presupposti finanziari per piegare l’economia greca per comprare a basso costo asset strategici nazionali, è anche vero che i governi ellenici ci hanno messo del loro tra falsi in bilancio e ruberie varie prima e dopo essere entrati nella zona €, ma questo non da nessun diritto o motivo plausibile a nessun Paese membro UE agevolare il default di un popolo per depredarlo della ricchezza!

      Si chiama Comunità Europea in quanto i principi fondatori sono funzionali al mutuo soccorso in caso di difficoltà, sarebbe stato politicamente corretto oltre ad imporre al Governo greco una revisione strutturale della governance pubblica il commissariamento di quegli asset eco-fin strategici nazionali con AD professionisti scelti e imposti dalla UE-BCE affinché funzionassero per produrre ricchezza, a questo è chiamato uno Stato o insieme di Stati federati-associati-uniti a intervenire per salvare non affogare chi affonda!
      Cosi ci avremmo guadagnato economicamente tutti compresa la BCE se avesse investito direttamente nell’economia produttiva ellenica, invece per interessi nazionalistici tra nazioni europee il più furbo e cinico ha visto il business e come un avvoltoio ha aspettato che la vittima morisse dissanguata, mentre gli altri “soci” sciacalli e iene guardavano auspicando la loro parte di carne.

      Andiamo in UE per cambiare radicalmente quei trattati capestro per trasformare la Comunità in un consorzio umano non in un mattatoio dei popoli, se non dovessimo riuscire in questo allora avremmo il diritto oltre al dovere di mandare a f***ulo tutti Vaticano compreso.

    • 3.3
      Mjollnir

      Clesippo,

      Rivedere i trattati non serve a niente.
      La teoria delle are valutarie ottimali non e’ una barzelletta.

      Stati che hanno un approccio alla vita e quindi all’economia diversi non possono coesistere sotto la solita moneta altrimenti alcuni ne trarranno benefici a scapito di altri (e non e’ un problema di cambi)

      Ad ognuno serve la sua scarpa!

    • 3.4
      Clesippo Geganio

      Mjollnir sono d’accordo, ciò che intendo e sostengo è la corretta prassi politica per costringere anche gli altri “soci in affari” a considerare l’opportunità di sciogliere la società UE per non essere i soli a volerla e non essere indicati dalla storia come i responsabili del fallimento europeo, ricordando che siamo uno dei 3 storici fondatori dell’UE firmatari esecutori di questo mattatoio umano.
      Come fare? Formulare una controproposta nelle sedi UE appropriate per risolvere il problema che gli altri “soci” non potranno accettare, quindi lasciando a loro la responsabilità di dichiarare fallimento non solo della moneta € ma del sodalizio tra Stati sancito dopo la II° guerra mondiale.

  • 2
    peter

    InfoDirekt, Vienna: gli Usa finanziano il traffico di migranti
    http://www.libreidee.org/2015/08/infodirekt-vienna-gli-usa-finanziano-il-traffico-di-migranti/

  • 1
    Dolphin

    Con questi scenari, il comune cittadino, a qualunque nazione europea appartenga, farà meglio a cercarsi un altro pianeta, perché in futuro potrebbe rimpiangere di non essere morto prima.

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