Le “stelle di cacca cadente” viste col telescopio della comunicazione.

Luciana Littizzetto definisce "Cacca" il Movimento 5 Stelle

Facciamo un’analisi, dal punto di vista comunicativo, di quello che ha detto Luciana Littizzetto del M5S a Che Tempo Che Fa. Una riflessione che sia un po’ meno di pancia rispetto alla prima, istintiva reazione che in queste ore sta dilagando sul web. La Littizzetto è partita da questo articolo di Libero, nel quale si sostiene che ogni anno un astronauta in orbita attorno alla Terra produce circa 81 kg di feci che, ricadendo nell’atmosfera, si incendiano producendo un effetto simile a quello delle stelle cadenti. Quale occasione più ghiotta di legare tre concetti così potenti? Le feci, ovviamente, rappresentano ciò che è necessario espellere per conservarsi in buona salute, le stelle nell’immaginario politico rappresentano il Movimento 5 Stelle (e del resto Che Tempo Che Fa è una trasmissione che si occupa di politica, dunque il suo pubblico coltiva istintivamente questa associazione), mentre l’aggettivo cadenti restituisce il senso di un fenomeno in declino, avviato sulla strade del suo esaurimento naturale. Impossibile resistere.

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Infatti la Littizzetto parte definendo chiaramente l’oggetto del suo intervento: “volevo parlarvi delle stelle, delle stelle cadenti“. Immediatamente dopo aggiunge una falsità, ovvero: “ho letto che la maggior parte delle stelle cadenti – l’ho letto su Libero – pare che sia in verità cacca“.

Nell’articolo su Libero non c’è scritto – come si può verificare – che la maggior parte delle stelle cadenti siano “cacca”, ma solo che le feci degli astronauti possono incendiarsi somigliando a una stella cadente. Può sembrare una cosa di poco conto ma, essendo chiaro che in una trasmissione come quella di Fazio l’associazione istintiva si fa con il Movimento 5 Stelle, dire che “la maggior parte” delle “stelle” cadenti siano “cacca” è come affermare che nel Movimento 5 Stelle quasi tutto sia da buttare.

Aggiunge, la comica, che “sono secoli che chiediamo alle stelle di esaudire i nostri desideri. Ecco perché non si avverano mai: perché chiediamo a delle ‘cagate’“. Una volta che l’analogia si è instaurata nella testa del pubblico, facilitata dal contesto di riferimento della trasmissione, chiaramente la metafora è da leggersi come: “gli italiani hanno affidato ai 5 Stelle le loro speranze di cambiamento, ma le hanno affidate a degli incompetenti (eufemisticamente parlando)“.

Fino a qui, a dire il vero, uno può ancora permettersi di avere il dubbio di avere malinterpretato un pezzo di pura comicità estemporanea, utilizzando un filtro viziato dal proprio vocabolario mentale. Insomma, uno ancora spera di avere capito male. Senonché, ci pensa la stessa Littizzetto a sciogliere ogni dubbio residuo: “Quindi, da ultimo, quando c’è un movimento di pancia, come vogliamo chiamarlo? Movimento 5 Stelle!“. Voilà! Rien ne va plus, les jeux sont faits. Abbiamo appena detto, inequivocabilmente, su un canale televisivo del servizio pubblico, che un Movimento che rappresenta il 27% dei cittadini (secondo i sondaggi in continua ascesa) è “cacca”.

Ora, prima di chiederci se sia lecito, cerchiamo di capire quali sono le conseguenze sul piano dell’immagine che le parole di Luciana Littizzetto possono causare.

Iniziamo col dire che per Grillo e i suoi lettori questo è un inaspettato regalo, anzi due. Il primo: la narrazione del Movimento 5 Stelle è costruita intorno alla contrapposizione tra giornalisti servi, che lavorano per i media corrotti, e la crociata di liberazione dei gangli nervosi del potere dalla classe dirigente che li tiene a libro paga. Questa narrazione soffre quando il Movimento si integra al sistema (per esempio quando i suoi portavoce frequentano i salotti televisivi e sembrano godere di pari trattamento rispetto a quello riservato agli altri esponenti politici), mentre si rinvigorisce quando il Movimento viene fatto oggetto di una disparità di trattamento, viene osteggiato o addirittura vituperato (come in questo caso). Il pezzo della Littizzetto consente alla narrazione M5S di rafforzarsi, e dunque fornisce nuovo carburante al motore propulsore della sua politica.

Questo produce l’effetto collaterale di serrare le fila, che è il secondo regalo. Lo si vede nella reazione furiosa di queste ore: l’elettorato a Cinque Stelle, sentendosi offeso, subisce una sferzata di energia e si compatta. Pensate a quello che accade all’interno di una famiglia: genitori, figli, fratelli e sorelle possono darsele di santa ragione, ma se qualcuno dall’esterno osa fare anhe una piccola critica, apriti o cielo!

Dunque per chi vota Movimento 5 Stelle, lungi dal rappresentare un elemento di indebolimento, la sparata della Littizzetto è in realtà una boccata d’ossigeno che rafforza la comunità pentastellata. Viceversa, l’elettorato del Partito Democratico si sentirà soddisfatto, avendo potuto dare rappresentazione pubblica ai suoi sentimenti di avversità verso un avversario politico tanto temibile e avendo esorcizzato con un pesante accostamento la tensione continua del confronto politico. Qualcuno celebrerà le qualità artistiche di Luciana Littizzetto e rafforzerà la sua determinazione a confermarne il ruolo di prima donna della trasmissione, e tutti continueranno come prima a votare Partito Democratico. Per questo segmento di elettori, la comunicazione della Littizzetto è neutra.

Poi ci sono gli indecisi. Quelli che ad una prossima tornata elettorale potrebbero votare Grillo come il Pd oppure non votare affatto. Questo è un segmento particolare, perché non ha grossi pregiudizi e non applica dunque filtri apriori sulle parole della nostra comedian. Che tipo di impressione ricavano dalla “satira” della Littizzetto? Possiamo fare due considerazioni.

La prima: le cose che muovono l’elettorato sono i grossi scandali, oppure la ridicolizzazione degli elementi chiave di una narrazione politica, se applicata tuttava al merito delle dinamiche reali e ben riconoscibili. Per fare un esempio: alla Lega 1.0 (pre Salvini) hanno nuociuto tra le altre cose la storia dei diamanti in Africa (lo scandalo), il Trota in Regione Lombardia e le sue esternazioni (la ridicolizzazione). A Italia dei Valori hanno nuociuto la questione delle spese folli dei consiglieri regionali e quella delle case intestate a Di Pietro e date in affitto al Partito. La battuta della Littizzetto non contiene nessuno di questi due elementi. Al Movimento 5 Stelle non si può addebitare nessuno scandalo, perché oggettivamente non ha legami con il sistema di potere e opera uno stretto controllo sull’utilizzo dei fondi e dei rimborsi. E la ridicolizzazione sull’analogia con la “cacca” non entra nel merito di alcuna dinamica chiave, dunque vale tanto quanto una battuta al bar, perché si intuisce che è fine a se stessa.

Per capirci, la satira di Maurizio Crozza su Grillo è centomila volte più feroce e pericolosa di quella della Littizzetto. Nella messa in scena di Crozza, Grillo viene rappresentato come un padrone umorale, accentratore e vendicativo, che ripete sempre le stesse cose e tratta i portavoce come adepti (“son ragazzi meravigliosi“) che valgono solo fintanto che ripetono a pappagallo gli slogan del capo, mentre appena cercano di tirare fuori un minimo di personalità, vengono subito catturati dalla rete ed allontanati dal gruppo. In questo modo, Crozza ridicolizza le dinamiche di merito dei Cinque Stelle e i suoi capisaldi (la rete, le votazioni online, la politica dal basso) e indebolisce la forza narrativa del Movimento (quel “siamo in guerra” che sprona gli attivisti a combattere ogni giorno). Eppure, Crozza non suscita le stesse reazioni furibonde di quelle suscitate da Luciana Littizzetto. Probabilmente, sia perché viene percepito come un amico (nonostante graviti nell’orbita televisiva che ruota intorno al Partito Democratico – pensate a Floris -, esattamente come la Littizzetto), sia perché la sua satira prende in giro tutti, a 360°, e sia perché – diciamocela tutta – utilizza un linguaggio più raffinato di quello della sua collega ospite di Fazio, che basa la sua comicità su espedienti estremamente volgari e “fisiologici”.

La seconda considerazione che si può fare, analizzando la reazione del segmento dei cosiddetti “indecisi”, discende direttamente dalle riflessioni sul linguaggio appena citate: quando percepiamo che qualcuno viene offeso senza giusta causa – come nel raffronto completamente privo di qualunque critica nel merito tra le stelle di cacca cadente e il Movimento 5 Stelle – istintivamente (se non abbiamo pregiudizi di varia natura) siamo portati a prendere le parti di chi percepiamo essere ingiustamente aggredito. Possiamo dunque supporre che, laddove le battute della Littizzetto di sicuro non siano state efficaci per mettere in ridicolo il Movimento 5 Stelle nel merito, possano avere ingenerato nello spettatore neutrale addirittura un senso di protezione rispetto a un attacco così volgare, non supportato da valide argomentazioni di merito. Magari una risata l’hanno strappata, ma di quelle dove gli angoli della bocca subito dopo si piegano a segnalare un retrogusto amaro non immediatamente decifrabile.

Dunque, i risultati in termini di comunicazione dell’uscita di Luciana Littizzetto sono stati controproducenti (dal punto di vista delle sue intenzioni) rispetto agli elettori del Movimento 5 Stelle, neutrali rispetto agli elettori del Partito Democratico e delle altre forze politiche, mentre non hanno sortito nessun cambiamento nel giudizio su M5S nel settore del non-voto, mentre in più di una persona possono addirittura aver suscitato un sentimento di solidarietà.

Ma allora, perché questa reazione furibonda? Perché la satira (da Wikipedia) è “caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento“. A differenza di quella di Maurizio Crozza, che tenta di evidenziare aspetti contraddittori del Movimento 5 Stelle entrando nel merito dei suoi processi interni e portandoli all’estremo, quella della Littizzetto non può essere definita come satira, ma assume i contorni della mera offesa, volgare e fine a se stessa, quindi ingiustificata e gratuita. Di più. l’addebito che viene mosso a Luciana Littizzetto è di non essere una professionista equidistante e obiettiva nella sua critica ai vari settori della scena politica, ma di usare “due pesi e due misure”, come spesso fa del resto il conduttore di “Che Tempo Che Fa” (ricordo una puntata dove tentava ostinatamente di mettere in crisi Roberto Fico, al di là di ogni ragionevole forma di contraddittorio, mentre non si contano le puntate dove i vari presidenti del consiglio e i ministri filo-PD hanno ricevuto un trattamento pseudo “reverenziale”).

Vi è inoltre un terzo motivo di risentimento, che paradossalmente viene introdotto proprio da coloro che, per giustificare la Littizzetto, chiamano in causa la battuta di Grillo a San Remo 1986:Se in Cina sono tutti socialisti a chi rubano?“. Bene: proprio per quella battuta, Grillo fu cacciato dalla Rai. E questo rappresenta dovutamente la prepotenza e l’arroganza del potere che si dimostra permaloso quando i suoi interessi vengono intaccati (pensiamo anche all’Editto Bulgaro di Berlusconi, con la cacciata di Santoro, Luttazzi e Biagi), mentre si fa agnellino, simulando innocenza e invocando libertà per gli artisti, quando può trarne un vantaggio materiale.

Il fatto che Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, non abbia invocato il Gulag per Luciana Littizzetto, dimostra che il Movimento 5 Stelle ha una concezione diversa del potere che non considera assimilabile al concetto di occupazione e di proprietà.

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19 risposte a Le “stelle di cacca cadente” viste col telescopio della comunicazione.

  • 12
    Clesippo Geganio

    complimenti alla Littizzetto che percepisce 20mila €uro a puntata mentre un Deputato del M5S percepisce 2500 €uro al mese.
    Praticamente 30.000 € all’anno per un Deputato/Senatore e la Littizzetto secondo contratto Rai 900.000 € all’anno, una bella cifra di soldi pubblici per offendere milioni di cittadini che l’arricchiscono!

  • 11

    Bella trovata del promoter della vecchina rinsecchita! Pubblicità! Una bella cagata dalla bocca per far parlare di lei! Noblesse oblige e la fottiamo! Pensiamo ad altro…

  • 10
    Clesippo Geganio

    grande Claudio!!!
    Non potevi scrivere di meglio per “tradurre” in parole semplici la cattiveria e nefandezza nascosta dietro una presunta satira proposta in metafora ma congegnata scientemente per offendere senza motivi un MoVimento politico composto da persone oneste e votato da 10 milioni di italiani.

    Ti rivolgo i complimenti non per piaggeria ma per aver evidenziato un aspetto culturale oso dire sociologico e antropologico tipicamente italiota, l’arrogante menefreghisimo di chi arrivato a guadagnare il benessere materiale offende milioni di connazionali che quel benessere non lo hanno raggiunto o raggiungerà mai.
    Quella donna se avesse coscienza quindi provasse vergogna per le offese proferite dovrebbe rescindere di sua spontanea volontà il contratto con la RAI che le permette di guadagnare denaro dalle tasse che quei cittadini da lei offesi pagano.

  • 9
    Mattia D.

    Prendiamolo come un complimento: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i Fiori!” (cit. Fabrizio De Andrè)

  • 8
    Aspettando Godot

    Libertà di parola…?? Libertà di espressione…?? Ma dove…
    In Italia si può essere arrestati per molto meno:
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/dice-evadere-non-reato-grave-pagher-milione-allagenzia-delle-1059544.html

    Non azzardatevi nemmeno ad essere fantasiosi e creativi:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/02/operazione-dei-carabinieri-contro-secessionisti-veneti-24-arresti/935262/

  • 7

    Mi sono imbattuto in questo breve “saggio sulla comunicazione”.
    Io da cittadino poco competente direi che mi sembra inchiostro sprecato.
    La signora in questione non è difendibile teorizzando ricadute positive “nonostante”le parole e il mezzo usato. Se io le dessi dello stronzo, quì ed ora, lei diffocilmente se ne farebbe una ragione soppesando “il messaggio e i risultati mediatici”. A meno che Lei non sia altro da quello che si rappresenta quì. Vedrà, lo scopo di quelle parole è il solito e lo ha annunciato la Littizzetto medesima chiosando: “è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo”. Sporco e pagato benissimo, a quanto pare.

    • 7.1

      Ti sfugge cosa sia la Comunicazione. Io non ho ragionato sui “motivi” per i quali la Littizzetto abbia detto quel che ha detto. Io sto ragionando degli effetti che produce. Quindi non c’è analisi di merito né un giudizio etico, su cui invece ti stai concentrando tu in questo tuo commento.

  • 6
    Marco

    Dario la TV pubblica non vuol dire che tutti devono essere neutri, imparziali e non si può dire nulla che non faccia dispiacere a qualcuno. Inoltre la Littizzetto non ha detto “Il M5S è m**da”, che sarebbe un insulto puro, ma ha solo fatto delle associazioni che questo articolo spiega bene, e che rientrano nel sacrosanto diritto di fare il suo lavoro.
    Lei deve poter fare questo lavoro, così come a me farebbe piacere vedere altri comici fare battute altrettanto e più pungenti su altri personaggi. Renzi, Berlusconi, Mattarella, anche il Papa.
    La satira non è diffamazione, deve essere consentita e non censurata. Fa parte della libertà di espressione.
    Mi fa dispiacere che apparentemente nella base del M5S non sia prevalente una cultura della libera espressione, ma invece di censura.

    • 6.1

      no la Litizzetto ha proprio detto ““la maggior parte” delle “stelle” cadenti siano “cacca”, riferendosi al m5s, quindi in parole povere gran parte del m5s è cacca, e non c’è fraintendimento in questo è inutile che si arrampica su gli specchi

    • 6.2
      rey

      Nessuna censura. La mia non era una osservazione sulla littizzetto che può continuare tranquillamente a mostrare le scarpe con le zeppe e dire ciò che crede.
      La mia considerazione era per il blogger.
      Chiaro no? ;-))

  • 5
  • 4
    Marco

    L’editto Bulgaro di Berlusconi è stato giusto? Il fatto che i Guzzanti non si vedano più in televisione è una cosa positiva?
    No, non è stato giusto. Per favore smettiamo di ipotizzare la censura di chichessia, tantopiù che la Littizzetto ha indibbiamente fatto solo delle battute (la sua comicità volgare non piace neanche a me ma questo non c’entra).

    La Littizzetto ha tutto il sacrosanto diritto di ridicolizzare chi gli pare nel suo spazio, di essere faziosa e volgare (nei limiti del linguaggio televisivo).
    Se proprio vogliamo alzare il livello del dibattito parliamo invece delle scelte editoriali della RAI che ha scelto la Littizzetto e quindi propone questo tipo di satira senza avere in altri orari o canali alternative per una visione complessiva un po’ più bilanciata.
    Ricordiamo che i tre dell’editto bulgaro non sono MAI stati reintegrati. Ricordiamo che altri satiri valodissimi come i Guzzanti non lavorano più in televisione. Lo stesso Grillo…

    Il problema non è di mandare via un’altra persona. Poi ci lamentiamo che fa comicità volgare e di catrivo gusto. È perché quelli bravi sono già stati mandati via.

    • 4.1

      No, non è suo diritto ridicolizzare chicchessia in quel modo.
      Fosse in una TV privata, dove le scelte editoriali e di contenuti vengono premiate o bocciate dall’audience e dove non si prendono soldi pubblici, allora ben venga.

      Invece in una TV pubblica ci andrebbe QUALITA’. Non dei viscidi servi, per di più maleducati e cafoni.

    • 4.2

      lei a le idee confuse, quelle della litizzetto non è satira

  • 3
    monica

    quindi, la lettizzeto potrebbe pure cambiare nome a leccac**o e basta, mentre crozza no, crozza prima di tutto rispetta se stesso, ed quello che la gente più che altro cerca. La gente è stufa dai bugiardi e la lettizzeto, che tempo che fa e tutti quelli non sono altro che bugiardi

    • 3.1
      iris

      Crozza è funzionale al potere altrimenti non sarebbe in tv, Quelli che ritengono pericolosi, come ad esempio i Guzzanti o Luttatti, non ce li fanno andare, è semplice.

  • 2
    monica

    quindi, la lettizzeto potrebbe pure cambiare nome a leccac**o e basta

  • 1

    Refuso! :) “Al Movimento 5 Stelle non è può addebitare nessuno scandalo”

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