Antonio Rinaldi lancia “Alternativa per l’Italia” al Senato e il “riscatto del Paese”.

Testo dell’intervento di apertura di Antonio Maria Rinaldi, al Senato della Repubblica, nella conferenza stampa che annuncia la nascita di “Alternativa per l’Italia” e della sua componente parlamentare.

E’ con profonda soddisfazione e determinazione che annunciamo per la prima volta in una sede Istituzionale dalla data di costituzione, avvenuta presso un notaio in Roma lo scorso 22 marzo, la presentazione del movimento politico: “Alternativa per l’Italia”. La nostra iniziativa è stata possibile perché un gruppo di cittadini liberi e indipendenti da altre forze politiche nazionali ha ritenuto che fosse giunto il momento di sintetizzare, sotto una unica formazione politica, tutte le istanze per il riscatto del Paese.

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Infatti Alternativa per l’Italia è stata costituita per garantire il rispetto dei diritti sanciti dalla nostra Carta Costituzionale nella sua versione originaria che prevedeva, fra l’altro, l’individuazione di un modello economico ben preciso a tutela dei cittadini e dell’intero “Sistema Italia”. Nella Costituzione Repubblicana è inserito un modello economico che specifica come si debba raggiungere il perseguimento della piena occupazione, di come debba essere salvaguardata la dignità del lavoratore e del suo salario, di come l’interesse pubblico debba costituire il limite invalicabile all’iniziativa privata che è libera, ma che non può svolgersi in contrasto con l’esigenza della crescita sociale generale, e per questo deve essere coordinata, di come la Repubblica debba attuare politiche di deficit che porteranno i loro frutti nel lungo periodo favorendo la diffusione del risparmio e del benessere della popolazione e di come debba svolgere il compito che la Costituzione le impone nella lotta alle disuguaglianze. Inoltre la nostra Costituzione prevede precise garanzie e tutele sociali attualmente ignorate e calpestate a causa dell’adozione di principi che si rifanno invece alla stabilità dei prezzi e al perseguimento del pareggio di bilancio (addirittura anteposte per norma al benessere e alla pace) in nome dei vincoli esterni sanciti dai Trattati Internazionali.

Riteniamo, in ogni caso, che il diritto comunitario è, e debba rimanere, sempre subordinato al diritto Costituzionale (vale a dire che non fa parte della normativa disponibile), così come ribadito più volte dalla stessa Consulta e come avviene ad esempio in Germania. Già da ora annunciamo che aderiremo con entusiasmo al Comitato per il No al Referendum Costituzionale previsto per il prossimo ottobre con il massimo impegno.

Siamo per il pieno recupero della Sovranità nazionale, non solo intesa come monetaria, come elemento imprescindibile e non negoziabile, poiché essa è da noi considerata la via per garantire il rispetto della democrazia. Stiamo assistendo invece a continue cessioni di sovranità non previste nella Costituzione, in quanto l’art.11 regola eventuali sue “limitazioni” a condizioni di parità con gli altri Stati solo se necessarie per perseguire pace e giustizia fra le Nazioni. Tali indiscriminate cessioni di Sovranità sono da noi considerate perseguibili penalmente a tutti gli effetti in quanto delitto contro la personalità dello Stato.

Vogliamo riattribuire al Parlamento nazionale la sua funzione di unico arbitro nella determinazione delle politiche economiche ad esclusivo vantaggio del Paese e non assistere più all’attuale ruolo affidatogli di certificatore passivo di decisioni prese altrove da una oligarchia autoreferenziale di burocrati non eletti. Desideriamo ardentemente riconsegnare ai cittadini il potere del voto sottratto in modo subdolo dai mercati.

Non ci identifichiamo nel panorama dei vecchi schemi previsti dalla politica, così come comunemente in uso nella dialettica politica. Siamo invece disponibili ad intraprendere e supportare iniziative comuni con chiunque persegua i nostri stessi obiettivi.

Ci batteremo affinché sia ripristinato il giusto equilibrio fra Democrazia, Stato e Mercato perché solo la corretta armonia fra questi tre elementi, che consideriamo alla base e cardine della società civile, è l’unica strada percorribile per ottenere giustizia, equità sociale e crescita condivisa ed inclusiva e non ad appannaggio di pochi. Sebbene conosciamo bene gli effetti non neutrali della moneta sul sistema economico, nella nostra visione essa deve essere solamente un mezzo da porre all’esclusivo servizio delle esigenze del cittadino e dell’economia reale e non un rigido dogma su cui decidere i destini di un Paese. L’economia deve essere uno strumento a disposizione della politica e non il contrario.

Le nostre iniziative saranno tese ad allacciare rapporti costruttivi con i partner europei affinché si proceda ad uno smantellamento concordato e pianificato dell’euro. In ogni caso, se non si giungerà ad accordi condivisi, ci batteremo per l’uscita unilaterale dell’Italia dalla moneta unica, senza se e senza ma, prima che fatti traumatici infliggano altre maggiori pene alla popolazione e al sistema delle imprese. Per ottenere questo risultato non siamo contrari all’introduzione di qualsiasi strumento, anche monetario, che consenta di agevolare il percorso che giunge al ripristino della piena democrazia in tutti i suoi aspetti.

Siamo convinti che i popoli europei abbiano il diritto di non uniformarsi in modo coercitivo verso un modello che privilegia pochi a discapito di molti in quanto riteniamo che la sommatoria delle differenze di ciascun paese sia un valore aggiunto rispetto alla fusione forzata, obiettivo ultimo che l’Unione Europea sta maldestramente perseguendo senza il consenso dei popoli, avvalendosi di sistemi e metodi che non si ispirano minimamente ai più elementari principi previsti e sanciti dalla democrazia.

Alternativa per l’Italia (ALI) sostiene che la conduzione dell’Unione Europea e la sua moneta stanno privilegiano oltremodo la Germania a discapito degli altri paesi europei,ad iniziare proprio dall’Italia, mentre i presupposti che animano il partito politico tedesco Alternative fur Deutschland (AfD) si ispirano alla convinzione che la stessa Unione Europea, ed in particolare la gestione della moneta unica, è a danno della Germania e dei cittadini tedeschi che ne sopportano costi ed oneri.

Tutti i punti del programma che Alternativa per l’Italia intende perseguire sono riportati sulla propria pagina web e sul blog Scenarieconomici.it. In questi giorni si stanno moltiplicando velocemente in tutta la Penisola presidi locali e territoriali di supporto ad Alternativa per l’Italia.

Siamo per la difesa del Made in Italy e delle eccellenze italiane che consideriamo un patrimonio genetico preziosissimo da conservare a tutela del lavoro e della sopravvivenza delle PMI, vera forza del nostro Paese, da non disperdere o da sacrificare sull’altare delle regole europee e della globalizzazione selvaggia senza regole.

Probabilmente alcuni ci tacceranno di essere populisti economici. Ma il populismo economico non è una ideologia: esso e molto più semplicemente un grido di sopravvivenza delle classi lavoratrici sconfitte nella lotta avvenuta all’interno del processo di globalizzazione. Cercheremo di trasformare questo grido in maniera razionale per favorire un effettivo e radicale cambiamento.

Abbiamo le risorse per poter sostenere le nostre tesi in modo puntuale e scientifico e la capacità di divulgarle in modo semplice, comprensibile e fruibile da tutti i cittadini italiani desiderosi di garantire un futuro di dignità al Paese per il bene dei propri figli nel rispetto delle regole democratiche. Abbiamo solo la fortissima determinazione e volontà di raccogliere e sostenere le sacrosante e più che legittime istanze e aspettative di riscatto che i cittadini e cittadine italiane non intravedono in altre forze politiche.


I punti principali del programma di “Alternativa per l’Italia”:

  1. Ripristino delle originarie garanzie costituzionali.
  2. Perseguimento di politiche economiche tese al raggiungimento della piena occupazione.
  3. Priorità degli interessi del cittadino su quelli del sistema finanziario e dei potentati industriali nazionali ed internazionali.
  4. Primato del diritto nazionale su quello comunitario.
  5. Riscatto delle Sovranità nazionali perdute con il rispetto parimenti di quelle degli altri Stati.
  6. Puntuale verifica delle normative europee in contrasto con l’interesse nazionale ed eventuale abrogazione.
  7. Rilancio della politica estera italiana al fine di perseguire ruoli attivi e non più passivi nello scacchiere internazionale con particolare attenzione all’area mediterranea.
  8. Abrogazione del pareggio di bilancio in Costituzione (art. 81).
  9. Istituzione di una Commissione d’inchiesta indipendente per la verifica dei comportamenti dei politici e dirigenti dello Stato in relazione all’adesione all’Unione Europea, all’euro e ai Trattati Internazionali e valutazione dei profili di tradimento.
  10. Uscita dall’Unione Monetaria con ripristino di una nuova moneta sovrana, con il supporto di una Banca Centrale Pubblica le cui quote siano detenute dai cittadini italiani e revisione del sistema giuridico bancario italiano con separazione fra banche commerciali e banche d’investimento (Glass-Steagall act).
  11. Abolizione privilegi della classe politica, iniziando dalla revoca dei Senatori a Vita.
  12. Ripristino del sistema elettorale proporzionale, abolizione del premio di maggioranza e delle liste bloccate al fine di ripristinare la piena rappresentatività del Parlamento.
  13. Ribilanciamento del ruolo di coordinamento e controllo dello Stato sull’economia. (artt. 41-47 Costituzione).
  14. Nazionalizzazione dei servizi pubblici essenziali e delle aziende d’interesse strategico nazionale.
  15. Politica industriale che ampli i settori di produzione in Italia.
  16. Ripristino legalità in tema di immigrazione clandestina e programmazione dei flussi migratori.
  17. Imposizione fiscale in funzione dell’effettiva capacità contributiva, cioè del reddito effettivamente prodotto, abolizione di Equitalia, costituzione Commissione d’inchiesta per appurare eventuali soprusi ed abusi dell’Agenzia dell’Entrate.
  18. Responsabilità diretta dei dirigenti per i propri atti d’ufficio, anche con la possibilità di licenziamento diretto e pagamento danni.
  19. Regolamentazione e disciplina del gioco d’azzardo, della prostituzione e dell’uso di sostanze stupefacenti.
  20. Tutela e sviluppo della cultura italiana, dall’arte alla letteratura, dalla musica al territorio, con particolare attenzione anche nei riguardi delle specificità e tradizioni locali.
  21. Riforma del sistema giudiziario italiano con separazione delle carriere tra Magistratura inquirente e giudicante.
  22. Collaborazione con tutte le altre forze politiche che perseguono gli stessi obiettivi.
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12 risposte a Antonio Rinaldi lancia “Alternativa per l’Italia” al Senato e il “riscatto del Paese”.

  • 8
    edoardo

    Immagino che adesso si dimettano per ripresentarsi con il loro programma alle prossime elezioni;o rimangono con il c**o sulla poltrona?

    • 8.1

      Non ho capito. Chi si deve dimettere e quale poltrona? Rinaldi, Galloni, Mori etc non hanno nessuna poltrona e non possano dimettersi da nulla.
      Se ti riferisci alla De Pin, come tutti i fuoriusciti (espulsi) dai Cinque Stelle, sono lì da parecchio (anche anni), quindi se intendi che dovrebbero dimettersi, non è “adesso” che avrebbero dovuto farlo, ma subito. Cioè le due cose (questa conferenza stampa) e le eventuali dimissioni non sono elementi collegabili. La De Pin, tra l’altro, aveva già una sua realtà che si chiamava “Euro Exit”.

  • 7
    eraora

    Buongiorno

    Il programma lo trovo convincente. Punti programmatici seri e davvero condivisibili. Trovo il punto 12 sul sistema elettorale proporzionale davvero la chicca. Purtroppo allora mi trovai dalla parte dei perdenti. Agli scettici al riguardo direi: abbiamo fatto l’esperimento e si è dimostrato fallimentare. Chiaro no?

    Buone cose

  • 6

    Dividi et impera: avevamo giusto bisogno di un nuovo soggetto politico fondato su valori come “coerenza”, “dignità”, “onore”… 4 gatti divisi in 8 gruppi…

    • 6.1
      eraora

      Buongiorno

      Scusi ma lei vede da qualche parte in Italia anche un solo soggetto politico fondato su valori come “coerenza”, “dignità”, “onore”? A me sembra l’unico e le assicuro che non sono un disinformato.

      Per quanto riguarda i quattro gatti…. Magari per ora ma comunque competenti. Se riesce a trovarne altri con la stessa competenza e chiarezza professionale nel nostro panorama politico la prego di rispondermi facendo l’elenco dei nomi così magari ne riparliamo con serenità.
      Buone Cose

    • 6.2

      bastava non sbatterli fuori, quei gatti, e il gruppo sarebbero stato uno. :)

  • 5
    giacomo

    E la domanda è: come si finanzia ?

    • 5.1
      eraora

      Buongiorno

      Beh direi che si finanzia con la moneta: la nostra Moneta.

      Io le suggerisco di andare a guardare su YouTube qualche intervento di Galloni o altri che lo spiegano molto chiaramente. Io ho iniziato così saltando di quà e di la. Liberisti, Keynesiani, neoquesti, neoquelli e alla fine lo si capisce.

      Buone Cose

  • 4
    Marco

    Punti tutti ampiamenti condivisibili e da intendersi come una partenza per un ritorno alla dignità dell’Italia e degli italiani (sempre che ne sia rimasta da qualche parte).
    Aggiungerei uno strumento che potrebbe essere enormemente efficace per la ripresa dell’economia interna e del tessuto sociale, un reddito di cittadinanza universale gestito da una moneta complementare.
    Lo proposi tre anni fa anche al M5S ma c’era già la proposta del farraginoso progetto del Movimento e non lo presero in considerazione.
    Se qualcuno vuole darci un’occhiata, la bozza è disponibile a questo indirizzo http://lirae.it, in attesa del completamento del sito esplicativo, c’è un PDF da scaricare con la proposta, per chi fosse interessato.

  • 3

    ehm… e nessuna presa di posizione sul chiedere la fine della “colonizzazione” americana e del trattato di pace impostoci nel 45?

  • 2
    edoardo bettazzi

    Anche io d’accordo su tutti e 22 punti, aggiungo anche : eliminazione degli interessi usurai sulla nuova moneta sovrana, invenzione degli ebrei nel primo medioevo e perpetuata dalle 13 famiglie sioniste massoniche che controllano tutte le Corporation , Mass media e petrolieri.
    Buon cammino a tutti !
    Ad maiora
    ALOHA <3

  • 1
    Giampiero Manconi

    Pienamente d’accordo e pronto a impegnarmi in prima persona. È da tanto che sogno un movimento che chiamerei ITALIANI PER L’ITALIA. Comunque anche il vostro mi sta bene.

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