La dimensione cosmica delle balle sulla disfatta del M5S

Innanzitutto deve essere chiara una cosa. Qualunque analista politico, non importa quanto serio, anche della categoria dei dilettanti allo sbaraglio, anche se di politica non capisce nulla, almeno una cosa la sa e la sa per certo. È una verità incontrovertibile, un dogma insuperabile, come è vero che due più due fa quattro. La verità è questa: l’unico raffronto che si può fare tra le diverse tornate di elezioni politiche è quello tra categorie territorialmente uniformi. Questo significa che le elezioni comunali le puoi confrontare solo con le elezioni comunali precedenti; le regionali solo con altre regionali; le politiche con le politiche e le europee con le europee. Non puoi usare il dato delle elezioni amministrative (cioè comunali e regionali) per argomentare un qualunque nesso propedeutico o predittivo sulle future elezioni politiche e quindi sulla tenuta delle rispettive rappresentanze politiche.

Il motivo è semplice, e se avete mai provato a partecipare ad una riunione di condominio potete intuirlo. In una riunione di condominio non valgono i massimi sistemi: lì si decide di numeri, millesimi, di tubi rotti, di ascensori che non vanno, di gente che stende i panni sul balcone e ti sgocciola sul davanzale, di gente che litiga per il posto auto. E soprattutto, si decide in base a simpatie o antipatie molto nette e radicate nel tempo: “mai con il vicino del piano di sotto che quella volta ha fatto una battutaccia sul fatto che eri in ritardo col pagamento di una rata“, oppure “mai con la pettegola che racconta alla portinaia a che ora rincasa tuo figlio“, mentre, al contrario, “sempre con il tuo dirimpettaio da cui bevi il caffè tutti i pomeriggi da anni e che ti spiffera tutti i pettegolezzi e le maldicenze che si dicono su di te“.

Le elezioni comunali sono un fatto fisico. Le famiglie storiche del paese hanno figli, parenti, vicini, il dottore di famiglia, il negoziante che gli vende la fettina, il parroco che fa la predica. Difficile svincolarsi facilmente da questi legami così stretti. I candidati sono tantissimi e hanno una conoscenza diretta con gli elettori. Anche perché poi i rappresentanti di lista vanno in sezione a contare i voti. E se i conti non tornano, inevitabile poi – anche se il voto è segreto – che i rapporti personali si facciano meno cordiali e che si sviluppino risentimenti da gestire.

Diversamente, più le istituzioni per le quali si vota sono distanti dalla vita quotidiana degli elettori, come ad esempio le elezioni politiche per il Parlamento, più i rapporti tra i candidati e i cittadini si fanno più radi, perché le parentele, le amicizie e i rapporti di lavoro in essere diventano meno vincolanti, e più si è liberi di votare non secondo una convenienza spicciola ma secondo un’idea o un principio astratto. Il massimo grado di libertà che si può raggiungere è ad esempio quello delle elezioni europee, dove i pochi candidati coprono aree vastissime, come “tutto il nord-est“, e quindi si vota innanzitutto per questioni e finalità che si percepiscono lontane, cioè con poche ricadute sulla vita quotidiana, e secondariamente per persone che con tutta probabilità nessuno ha quasi mai sentito nominare, e verso le quali difficilmente si sono sviluppate simpatie o antipatie personali. E poi nessuno può venire a farti le pulci e a controllare, grossolanamente, come hai votato. Questo è il motivo che, ad esempio, ha portato l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, nel 2009, a prendere l’8% alle elezioni politiche europee, quando su base nazionale, alle politiche dell’anno precedente, aveva la metà secca dei voti.

Tutta questa lunga premessa serve a farvi capire la dimensione cosmica delle balle che i media, da ieri sera, ci riversano addosso sul presunto tracollo del Movimento 5 Stelle. “Presunto” non soltanto perché, come abbiamo visto, paragonare i risultati percentuali delle comunali ai risultati percentuali delle nazionali è un atto di falsificazione volontaria, come se un fisico venisse a raccontarvi che la velocità della luce si può calcolare a partire da quella di una capra che corre in salita su un pendio roccioso quasi verticale, e ogni tanto scivola giù di qualche metro per via dei sassi che franano. Ma anche perché danno una lettura dei dati completamente manipolata.

Chi vi scrive, a differenza di tanti esimi commentatori che si affrettano a spiegarvi chi ha vinto e chi ha perso, non ha nessun rapporto in essere con il Movimento 5 Stelle e nessun interesse in un suo possibile successo o insuccesso futuro, quindi può permettersi di guardare i dati nudi e crudi e leggerli senza per forza di cose interpretarli piegandoli a un secondo fine.

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E allora vediamoli, questi dati. Come dicevamo, l’unico raffronto di un qualche valore che si può fare per le elezioni comunali del 2017 è con le precedenti elezioni comunali. E siccome abbiamo appena votato per oltre mille comuni, per una questione di praticità ci limitiamo a considerare solo i 25 comuni presi in considerazione anche dal Corriere della Sera nel suo riassunto generale, che pure da ieri sera, con ancora meno dati disponibili di questi, non ha esitato a scrivere di un M5S sconfitto, mentre altrove sui media si è parlato a cuor leggero di débâcle, di “Movimento che si sgonfia” e così via.

2012 2017 Differenza
M5S PD M5S PD M5S PD
Trapani 9,38 12,00 12,06 12,00 2,68
Palermo 4,24 7,75 13,08 8,41 (*) 8,84 0,66
Taranto 1,86 16,04 9,97 11,66 8,11 -4,38
Oristano 10,51 7,07 11,48 7,07 0,97
Asti 8,17 18,82 14,55 9,69 6,38 -9,13
Catanzaro 0,00 10,30 3,55 5,05 3,55 -5,25
Frosinone 1,36 10,46 5,86 8,41 4,50 -2,05
Rieti 11,84 4,62 13,07 4,62 1,23
Genova 14,08 23,88 18,37 19,83 4,29 -4,05
Lecce 2,68 10,57 4,99 8,41 2,31 -2,16
Lodi 6,01 23,23 9,79 15,92 3,78 -7,31
L’Aquila 1,25 16,20 3,91 17,37 2,66 1,17
Lucca 6,94 22,00 7,33 21,24 0,39 -0,76
Alessandria 11,75 17,75 12,17 21,15 0,42 3,40
Como 4,99 15,77 5,43 14,21 0,44 -1,56
Verona 9,51 14,84 9,48 15,88 -0,03 1,04
Piacenza 9,97 26,60 9,18 18,50 -0,79 -8,10
Pistoia 9,88 33,71 8,86 23,18 -1,02 -10,53
La Spezia 10,37 27,20 8,69 15,30 -1,68 -11,90
Cuneo 7,98 9,38 5,61 19,77 -2,37 10,39
Monza 10,17 24,77 7,90 29,74 -2,27 4,97
Padova 8,85 24,93 5,48 13,48 -3,37 -11,45
Gorizia 8,97 17,10 5,19 9,47 -3,78 -7,63
Belluno 10,31 18,63 3,71 9,04 -6,60 -9,59
Parma 19,90 25,16 3,18 14,84 -16,72 -10,32

Nella seconda e terza colonna, tranne Lodi che ha votato nel 2013, avete i risultati in percentuale del M5S e del PD, affiancato giusto per fare un raffronto, nelle elezioni comunali del 2012. Nella quarta e quinta colonna avete i dati delle elezioni comunali di ieri, e nelle ultime due colonne il differenziale. Dove c’è un segno meno, c’è una perdita percentuale di consenso elettorale. Dove non c’è il segno (in realtà c’è un più ma non si vede), si apprezza un aumento del consenso. In tre casi (Trapani, Oristano e Rieti) il M5S non si era presentato alle scorse elezioni comunali, e dunque la percentuale di voti che ha preso è tutta differenza positiva.

Innanzitutto balza all’occhio che a Genova, rispetto alla tornata del 2012, il M5S ha guadagnato 4 punti percentuali, mentre il PD ne ha persi 4. E questo nonostante il 4,87 del fuoriuscito Paolo Putti e l’1,08 di Marika Cassimatis che, insieme, si può ben ritenere abbiano portato via un buon 6% dai risultati dei Cinque Stelle, che senza tutti i mal di pancia avrebbero avuto dunque un potenziale di crescita del 10%, e non solo del 4%, che comunque rappresenta pur sempre una crescita, in una situazione di oggettiva difficoltà. I giornali avrebbero dovuto titolare dunque “M5S tiene a Genova, nonostante le divisioni“, invece di inventarsi che Grillo aveva perso Genova, quando non l’aveva mai avuta.

A Palermo, altra città portata ad esempio come catastrofe generale, in realtà il Movimento 5 Stelle aumenta i propri consensi di quasi il 9%, mentre il Pd si è dovuto sciogliere in un’altra formazione che complessivamente ha preso l’8,41%, dunque singolarmente ha sicuramente preso ancora meno! A Trapani realizza un più 12% secco, visto che alla tornata precedente manco si era presentato. Anche a Taranto va oltre l’8% di crescita. E poi via via, Oristano, Asti, Catanzaro, Frosinone… La realtà è che quello che i numeri dicono è che in 20 grandi comuni su 25 M5S ha fatto o “strepitosamente” meglio, o “molto” meglio, o comunque sempre meglio del PD. Eppure nessuno parla del disastro del Partito Democratico, che in molti dei grandi comuni subisce emorragie di voti del 10% e oltre, fino all’11,45% di Padova e all’11,90% di La Spezia.

La situazione complessiva è quella mostrata dal grafico qui sotto.

Risultati Elezioni Comunali Crescita 2017

Le barre verticali rappresentano le variazioni in percentuale sui consensi del M5S e del PD in ognuno dei 25 comuni presi in esame nella sintesi del Corriere. Quelle blu rappresentano il M5S, quelle arancioni il PD. Se la barra si estende sopra lo zero, c’è una crescita di consensi, se si estende al di sotto, c’è una perdita (click sull’immagine per allargarla). Come vedete, in tutte le città dove il M5S perde consensi (9 su 25) li perde anche il PD, tranne Cuneo e Monza, dove il differenziale del PD rispetto al M5S, nel confronto con il 2012, sale al 12,76% e al 7,24%. Poi c’è Parma, l’unica grande débâcle del Movimento 5 Stelle in senso assoluto, anche se largamente annunciata: il M5S perde il 16,72% dei consensi ma anche il PD ne perde il 10,32%, che non sono bruscolini. In tutte le altre città (tutte) il Movimento 5 Stelle cresce, e solo in due delle venti città rimanenti cresce leggermente meno del PD, mentre nelle altre lo distrugge in senso letterale, arrivando a differenziali di oltre il 12%.

Questo è quello che dicono i dati, letti con il distacco di chi non ha interessi di parte. Resta quindi da chiedersi dove i giornali, le televisioni e i commentatori terzi (“diversamente” terzi) vedano il crollo del Movimento 5 Stelle, e perché non vedano invece, a maggior ragione data la sua scintillante evidenza, il crollo del Pd. Certo, si potrebbe argomentare che il Movimento 5 Stelle non è entrato nei ballottaggi delle grandi città. Ma per il solo il fatto che non sia riuscito a costruire un razzo che raggiunga la luna alla velocità della luce, cioè in 1,28 secondi, non si può trascurare con disprezzo il fatto che abbia costruito un razzo dalle prestazioni molto superiori a quelli che costruiva nel passato. Ovvero che nel complesso sia cresciuto moltissimo.

Questo vale, appunto, per le comunali. Le elezioni politiche nazionali, come si diceva, sono davvero tutta un’altra cosa e qualunque raffronto è un azzardo senza né capo né coda. Se li fanno, potete immaginare il motivo.


update 14 giugno: 

Lucia Annunziata, conduttrice di In Mezz’ora su Rai Tre e direttrice dell’Huffington Post, risponde a questo post.

Il succo della sua critica è che non basta che che il M5S, come i dati che ho mostrato indicano, sia semplicemente cresciuto dalle scorse politiche ad oggi: avrebbe dovuto crescere di più, un po’ come una pagnotta lievitata ma non abbastanza da invadere tutto il forno.

Credo che si tratti del primo caso in cui una forza politica venga accusata di fallimento per essere semplicemente cresciuta. Un po’ come dire: “sì, hai migliorato i tuoi tempi e mi hai anche battuto, ma adesso ritirati“.

Qui l’analisi della Annunziata.

p.s. il suo articolo conclude chiedendosi se Grillo sia un leader adeguato al Movimento, lasciando sostanzialmente intendere che Casaleggio Sr. fosse meglio. Sappia, la Annunziata, che Gianroberto Casaleggio ha ragionato esattamente nella maniera che ho esposto in tutte le elezioni amministrative del passato in cui il M5S ha partecipato. In seguito alle quali – anche in quei casi – puntualmente arrivavano le accuse di fallimento. La storia si ripete, e gli italiani (soprattutto i giornalisti) hanno la memoria corta.

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62 risposte a La dimensione cosmica delle balle sulla disfatta del M5S

  • 36

    Se il primo partito d’Italia raggiunge questi risultati pessimi, la spiegazione sta nel fatto che non esiste alcun controllo del territorio, tutto lasciato al caso, anzi al caos.
    Come puoi radicarti nel territorio se basta una mera maggioranza di persone autoproclamati “attivisti” per accentrare il potere nelle mani del cacicco di turno che praticamente resetta tutto il lavoro fatto in precedenza?
    Non avrai mai risultati positivi in questo modo, è ovvio.

  • 35
    Antonio

    Per quanto riguarda le elezioni Comunali mi sento di sostenere la tesi di Claudio Messora, a conferma di questo porto ad esempio il caso del Comune di Montalbano Jonico in provincia di Matera: elezioni Regionali, il M5S risulta il primo partito del Comune superando di molto i 1000 voti;
    elezioni Comunali un anno dopo, il M5s prende solo un terzo dei voti presi alle Regionali. Le persone candidate non erano credibili e alcune anche antipatiche alla popolazione a cominciare dal responsabile di sezione.

  • 34
    Faustino

    Complimenti per l’analisi “fuori dal coro” mediatico. Vorrei sottolineare 1) che molti candidati sindaco al ballottaggio, spesso espressione di liste civiche, sono appoggiati da svariate liste sia di centro-destra sia di centro-sinistra rispetto a quelli sostenuti dalla sola lista M5S. E 2) che è cresciuto l’astensionismo, ovvero c’è stato un calo di affluenza alle urne rispetto alle analoghe consultazioni precedenti, a volte marcato, e forse le defezioni dei potenziali elettori pentastellati (per esempio nel caso di Parma e Genova) hanno avuto un peso. Inoltre 3) che l’alleanza centro-destra con la Lega, rispetto al 2012, sembra risulti vincente un po’ ovunque a questa tornata. A parte tutto questo ritengo che spiegare il voto degli italiani, specialmente in questo particolare periodo storico, sia una questione molto più complessa di quanto di solito vogliono far credere certi analisti titolati o meno durante la consueta passerella pre e post-elettorale.

  • 33
    Peter

    Scusami Claudio Messora ma per Trapani, Oristano e Rieti, per quanto riguarda il M5S, poichè non era presente nel 2012, ora non puoi mettere una differenza positiva rispettivamente del 12, 7 e 4. Non fà testo. Poichè la tua tabella è stata presa come riferimento anche da Alfonso Bonafede e la stà divulgando, sarebbe il caso di correggere subito e togliere quei valori di differenza positiva e sostituirli solo un segno.
    Altrimenti perdiamo di credibilità anche nei confronti degli stessi pentastellati. Quindi meglio essere sempre precisi e corretti fino in fondo, ci si guadagna sempre!

    • 33.1

      Veramente si può fare benissimo: se non era stata presentata una lista vuol dire che nel 2012 non c’erano le circostanze per farla nascere né per presentarla (quindi non c’era un consenso attorno a lista e candidati). Ora sì, dunque la differenza in percentuale non ha assolutamente alcuna pregiudiziale e descrive bene la crescita della “presenza” in termini di consenso del Movimento 5 Stelle in quei comuni, che passa certamente da “nessuna presenza” a quella indicata. Quello che stiamo guardando è se il Movimento 5 Stelle in una amministrazione comunale come forza politica sia cresciuta o meno. La domanda è chiara e la risposta lo è altrettanto. Vai sereno.

  • 32
    Greggan

    Forse si è tralasciata, nell’articolo, una considerazione che appare fondamentale: alle politiche (e anche per certi versi alle europee) gli elettori M5S hanno votato in pratica per Grillo in quanto garante di tutti gli altri sconosciuti, mentre alle amministrative Grillo non può garantire ogni singola amministrazione, e se è vero che prevalgono logiche diverse legate ai rapporti personali e al lavoro dei candidati sui territori è almeno altrettanto vero che i candidati m5s alle amministrative non sono stati paracadutati da Marte, ma anche loro avrebbero dovuto avere una serie di rapporti con gli elettori che avrebbero potuto apprezzarli per l’impegno profuso magari in altri settori (impresa, ambiente, volontariato ecc.). Mi sembrava che un vanto del m5s fosse proprio quello di voler mantenere un contatto costante con la cittadinanza, che nelle elezioni amministrative avrebbe dovuto avvantaggiarl, invece…

  • 31
    luca

    sarebbe interessante sapere i votanti per fasce d’età, ricordiamo che quelli del mov sono i piu giovani e si votava solo in una domenica molto “estiva” dal punto di vista climatico..

  • 30
    Alessandra

    Cioe’, per non fare troppo brutta figura, paragoniamo il risultato del PD con quello del M5S. Bel confronto! Il primo ha perso, il secondo ‘ha non vinto’. LOL!!!

  • 29
    Giuseppe

    Buongiorno
    Scusate ma sono ignorante lo premetto, abito in provincia di Parma e Pizzarotti si è fatto un discreto mazzo per “raddrizzare” un comune che ha rischiato il commissariamento. Al di là della sua uscita da M5s per motivi suoi che io non voglio sapere, vi garantisco che tutti quelli che conosco mi hanno confermato di averlo ri-votato per la sua dedizione a governare con “cognizione”. È stato preso di mira da tutti i media provinciali e non, per cercare di distruggere il Movimento. A queste elezioni lo stesso M5s ha candidato un persona praticamente sconosciuta che non ha praticamente fatto nessun tipo di campagna; sono convinto che ci fosse la volontà di lasciar correre Pizzarotti per confermarlo. Forse dovremmo riflettere sul fatto che il Movimento vuole solo creare una buona gestione della cosa pubblica più che sbandierare il.proprio vessillo sui comuni Italiani. Si tratta di mentalità e non di bandiera. In Italia abbiamo solo bisogno di gente che ragiona pulita e non di etichette varie. Forse in questo consiste la vera vittoria del M5s, nessun tornaconto personale, come gli altri partiti, ma gestione oculata da buon padre di famiglia. Parma nel 2012 aveva un debito stratosferico, oggi ha cominciato a rialzare il capo. Questo è merito solo del Sindaco e del suo staff che gli fa onore, gente normale, come noi, che ci mette la faccia e la salute invece di “giudicare” numeri o altro. L’ho detto all’inizio questi si son tirati via dalla pelle 5 anni di mal di pancia ed ora si meritano di continuare per costruire una Parma diversa, anche senza banderuola bianca e gialla; forse questo è il nocciolo della questione, più che i numeri. Dobbiamo cambiare il modo di fare politica dei nostri rappresentanti questo è l’onere del futuro. Io sono di destra, e convinto, ma i M5s adesso rappresentano davvero i meglio politici che abbiamo, questo è quanto del resto non mi interesso. Grazie e scusate. Giuseppe

  • 28

    PS ogni luogo andrebbe analizzato caso per caso.
    Taranto, Lecce e Palermo, ma anche Parma, sono interessantissimi per capire come sono andate le cose e quali lacerazioni interne ha avuto il movimento cinque stelle, senza le quali forse oggi staremo discutendo di nuove importanti affermazioni in città importanti

  • 27
    Francesco Tarantino

    ci deve essere un errore, almeno per quanto riguarda le percentuali di Lecce:
    se hai considerato la percentuale di voti ottenuti dalla lista del PD (8,46%), devi considerare anche la percentuale della lista del movimento cinque stelle (4,99%) e non i voti al candidato sindaco dei cinque stelle (6,33%)

    non vorrei che questo errore fosse stato fatto per tutti i comuni….

    http://elezioni.interno.it/comunali/scrutini/20170611/G160410340.htm

  • 26
    Luca Scaglioni

    Questa volta, caro Messora, non concordo con te.
    Sarebbe come dire che con un 12% a Roma o Torino, invece che vincere, sarebbe stato un successo.
    Questa è un’analisi da prima repubblica, quando non perdeva mai nessuno.
    La verità è che alle comunali si vota per eleggere il Sindaco, se non ci riesci hai perso: vince solo uno.
    Se vai al ballottaggio in 2 comuni in tutta Italia hai straperso: il tuo elettorato si è astenuto.
    Questa è la verità, punto.
    Perché il potenziale elettorato 5 stelle si è astenuto (e, credo, lo avrebbe fatto anche per elezioni nazionali)?
    Io faccio alcuni esempi che non mi hanno convinto:
    1) La buffonata dell’improvviso cambio di gruppo in Europa, con porta in faccia e conseguente ritorno all’ovile, con figura di m… planetaria e strategia politica da giovani marmotte.
    2) La vicenda delle comunarie di Roma, con incoronazione di un personaggio equivoco come la Raggi e la sua corte dei miracoli.
    3) La gestione del caso Kassimatis, con l’invocazione della fede nel verbo e la “democrazia diretta” da blog, dove dalla sera alla mattina, come nel caso Europa, gli iscritti devono votare online il cambio radicale di strategia, valori e ideali sempre avuti.
    4) La prova finora deludente delle amministrazioni Roma e Torino.
    5) La chiamata a rapporto del candidato premier del mainstream Di Maio, presso Trilateral, Israele, USA, senza una parola contro i colonizzatori e a difesa del proprio sfruttato e vessato paese.
    6) La timidezza ed il silenzio di fronte al decreto orwelliano sui vaccini (con rare eccezioni come Sibilia).
    7) L’inciucio ed il pasticcio col PD su una porcheria di legge elettorale e voto in commissione contro le preferenze, la conseguente arrampicata sugli specchi e la logica conclusione finale.

    Io alle ultime politiche ho votato 5 stelle. Se continuano così, non credo di rifarlo.

    • 26.1

      nessuno ha parlato di “successo”, ma l’articolo contesta chi parla di disfatta e fine del M5S, mostrando i numeri oggettivi e non le opinioni soggettive.

      p.s.: non sono 2 i comuni dove il M5S va al ballottaggio, ma 10

    • 26.2

      cit:”Se vai al ballottaggio in 2 comuni in tutta Italia hai straperso: il tuo elettorato si è astenuto.”
      ————————————————————————————–

      non si è votato in tutti i comuni d’Italia

      il M5S non era presente in tutti i comuni dove si votava

      i ballottaggi con i 5stelle sono 10, non 2

      • Luca Scaglioni

        Ho preso in considerazione i comuni di una certa entità e sono 2 (forse, Asti è in bilico), non mi sono avventurato nell’analisi dei microcomuni, dove valgono logiche diverse.

    • 26.3

      io “grillino” a uno come te rispondo… mavaff***ulo.

      • Luca Scaglioni

        Continuando a mandare aff***ulo il vostro elettorato non andrete lontano.
        Noto però una modalità di analisi, ragionamento e logica tipicamente “piddina”, nascosta sotto nickname….

    • 26.4

      Ma quante persone sono rimaste in Itaglia capaci di comprendere un testo scritto? Tu per esempio non sei nell’elenco di quelli capaci come ti è stato spiegato sotto. E anche nella risposta dimostri di continuare a non capire quel che leggi.

  • 25

    Visto che ho una laurea in statistica, credo di avere ogni credenziale per poter commentare questo articolo. Premesso ciò, ogni analista dovrebbe sapere che occorre partire da informazioni (che non sono ancora dati) valide. E qui nasce l’imbroglio dell’estensore dell’articolo. Infatti paragona i dati delle elezioni amministrative del 2017 con quelle delle amministrative del 2012. Dovrebbe essere corretto, salvo per dei particolari, volutamente tralasciati. Per prima cosa, nel 2012 M5S non era praticamente nato, ergo, TUTTE le votazioni successive sono SICURAMENTE migliori di quella del 2012. Come seconda cosa, si dimenticano VOLUTAMENTE i dati delle elezioni politiche del 2013 e quelle europee del 2014. E questa cosa ha un solo nome: disonestà intellettuale. Perché si vuol far passare una pesante sconfitta per un successo clamoroso. La realtà è che M5S ha perso due terzi dei suoi elettori che aveva avuto nelle ultime due elezioni, quelle che lo hanno fatto diventare il primo partito d’Italia. Se questi sono i successi di M5S, allora bisogna augurarli di ripetere questo successo anche nelle prossime elezioni!!

    • 25.1

      Sorvolando sulle tue puerili accuse di disonestà intellettuale, stai dicendo un tale cumulo di sciocchezze da far rabbrividire. In primis quando dici “Per prima cosa, nel 2012 M5S non era praticamente nato, ergo, TUTTE le votazioni successive sono SICURAMENTE migliori di quella del 2012”. Il M5S è nato nel 2009 e solo un anno dopo di quando tu sostieni che “non era praticamente nato” ha preso 9 milioni di voti. Il fatto che poi “SICURAMENTE” le elezioni successive avrebbero dovuto essere migliori deve derivare da una tua logica personale che non ha niente a che fare con quella sviluppata nel corso dei millenni e che si studia a scuola, visto che nella storia gli esempi di formazioni politiche nuove che si presentano e fanno flop sono statisticamente superiori, e in misura enormemente maggiore, rispetto ai casi in cui una forza politica nuova migliora.
      In secondo luogo, fai il parallelo tra i voti presi alle politiche nazionali e quelli presi alle elezioni comunali, dimostrando A) di non capire niente di politica (e questo ci può stare, non tutti se ne interessano se non quando c’è da fare il tifo; e B) di non saper neppure leggere, perché ho spiegato estensivamente il motivo per cui le elezioni comunali non sono in alcun modo raffrontabili, perché non omogenee e viziate da fattori completamente diversi, con quelle nazionali. Chiunque ti voglia convincere del contrario sta mentendo. Punto.

      • Lascio le tue considerazioni, degne di un attivista politico e non di un’analista politico, al dimenticatoio. Sai c’è una certa differenza fra le due figure. Tue sei interessato solo a giustificare il crollo di M5S, io ad analizzare il perché della sconfitta. Se fosse solo questo, basterebbe a spiegare il motivo del disaccordo. Certamente chi si presenta per la prima volta a queste amministrative può dire di aver aumentato i voti del 100% rispetto al 2012, quando non c’era. La falsità delle tue affermazioni sono evidenti perché invece queste amministrative io le ho confrontate città per città e non in tutta Italia. La realtà, al di là delle tue stupide insinuazioni (quale titolo di studio possiedi da darmi insegnamenti sulle metodologie statistiche?), è che M5S ha subito un crollo, non in tutta Italia (questo non l’ho affermato) ma certamente dove si è votato, città per città. Però, questo continui a nasconderlo, nonostante se ne siano accorti tutti gli italiani. Tutti meno quelli che, anche se sanno che è una c**zata, si sforzano di credere a queste puerili giustificazioni, degne della DC degli anni d’oro D’altronde degli insulti che hai fatto e di quelli che farai, semplicemente me ne sbatto. Ma non continuare a dire tu, a dire sciocchezze.

      • In qualunque caso, posso sempre mandarti presso il Gruppo di M5S al Senato qualche libro di Statistica Metodologica. Sai, io l’ho studiata al secondo anno d’Università e se avessi detto una minima parte di quello che hai scritto tu, non avrei preso mai la laurea (104/110 19 dicembre 1979, Facoltà di Sciente Statistiche ed Attuariali, Università la Sapienza di Roma). Scendi dal piedistallo, giovincello….

    • 25.2

      ”In qualunque caso, posso sempre mandarti presso il Gruppo di M5S al Senato qualche libro di Statistica Metodologica. ”

      Ma è così difficile capire che, in politica hanno senso le comparazioni tra ELEZIONI OMOGENEE? Perché se così NON fosse, allora M5S sarebbe morto già nel 2014 con le Europee in cui prese il 5% meno delle politiche dell’anno prima.

      Se c’era una dimostrazione per cui tu, caro ‘professore’ o sei in malafede/trollante oppure sei un ignorante incompetente che non capisce nulla forse di statistica, sicuramente di politica, l’hai data ben chiara.

      • Adesso è arrivato l’altro professorino, quello che si permette di giudicare la competenza e l’intelligenza degli altri, senza capirci una beata fava di ciò di cui si discute. Mi sono stufato di parlare con gente che non ragiona, ma obbedisce solo a ciò che gli ordina Grillo. Volete insistere con la balla che avete, addirittura vinto le elezioni? Fate come vi pare, chi se ne frega….

      • P.S. Si scrive Italia, non Itaglia, come hai fatto tu nel post 26.4. E questa è la dimostrazione, ben chiara, di quello che sei.

  • 24
    Andrea

    Claudio, l’ articolo è scritto bene ma se devo esser sincero la tesi risulta un po’ forzata … Sostenere che il risultato non sia un insuccesso portando a raffronto i dati del 2012 quando il M5S non era ancora in Parlamento e non aveva l’enorme visibilità mediatica che ha avuto dopo, è un modus operandi tipico dei Partiti e spiace vedere Beppe Grillo , assumere la paternità, di post di siffatta specie. Io credo piuttosto che sia il fallimento di una idea ….. l’idea che l incompetenza (o la casalinga “portavoce”) possa governare il Paese . Roma in questo è stato un esempio deleterio, sono convinto che se il M5S avesse lavorato bene i risultati sarebbero stati ben diversi. Essendo di Roma posso dire che la situazione è anche peggio di come rappresentata dai media.

    • 24.1

      La visibilità in Parlamento incide molto poco nelle amministrative, dove il collante tra le vecchie “sedi di partito” e i cittadini è molto più forte, così come il tessuto economico e il motivo per cui si vota. Capisco che a un profano possa sembrare strano, ma è così. Nei comuni e nelle regioni qualunque crescita (fatte salve le rivoluzioni armate) è sempre più lenta e difficoltosa. L’importante è che ci sia una crescita. E c’è stata.
      Poi, questo non significa che alle prossime politiche nazionali il M5S non possa deludere le aspettative, ma se accadrà non sarà per una forma di correlazione con queste comunali, come la stampa e i commentatori di parte vogliono far credere.

  • 23
    PIERO CARDONE

    Forse bisognerebbe vedere i fatti che sono successi per arrivare a questi numeri. Dal M5S ci si aspettava dei numeri più alti invece non riesce ad arrivare ai ballottaggi quindi l’elettorato in un sistema come le amministrative non si fida del candidato M5s e non si riesce ad attrarre quella percentuale di votanti che è rimasta a casa.
    il Sindaco di Parma si è quasi riconfermato ….forse perchè è stato un buon amministratore del territorio mentre i vari Grillo, Di Maio etc. non hanno fatto altrettanto con il movimento ultimamente. il PD con le sue divisioni ricade negli errori del passato quindi ciò che aveva lo perderà,
    il Centro Destra grazie agli errori di M5S e Pd è stato riesumato nonostante tutti gli handicap(persone) che hanno.

    Come al solito in Italia vincono tutti ma alla fine il conto delle “belinate” fatte si ripropone sempre, in un momento dove chi va a votare è sensibile a tutto quello che succede.

    • 23.1

      Non è così: in un Comune si vota per fattori diversi rispetto al voto nazionale, e il peso politico del tessuto sociale, costellato di sedi e interrelazioni forti, e del consiglio comunale è molto più forte. Uno può tranquillamente votare M5S alle nazionali ma essere legato al Pd o al centrodestra nella sua sezione per il comune. La politica è fatta così e se non si capisce questo, si ragiona solo sui massimi sistemi che non si possono applicare ovunque. La crescita del M5S c’è stata. Ed è stata anche fisiologicamente lenta, come doveva essere (a meno di miracoli che tuttavia non sono la norma). Parlare di fallimento è non capire un’acca di politica o essere in malafede.

  • 22

    ok, statisticamente nulla da eccepire però vale no il pollo di Trilussa?
    Perché se vale, pur accettando il discorso dei confronti territoriali, si può osservare che confrontare il 2012 con il 2017 non ha lo stesso valore per il pd come per l’M5 essendo il pd radicato sul territorio e in calo mentre l’m5 non radicato ma in forte crescita. Le elezioni comunali avrebbero dovuto servire per radicare il movimento, se no che partecipi a fare?, cosa che non è avvenuta aldilà del risultato statistico che vede un 2012 con risultati minimali che raddoppiano o triplicano nel 2017 rimanendo però minimali. Dire quindi “successo” mi pare eccessivo, certamente vagheggiare la morte del mov. lo è anche di più.

    • 22.1

      non ho mai parlato di successo. Però avere 25 comuni su 20 in crescita mi pare “radicamento”. Le radici nelle amministrazioni crescono lentamente. A meno che non ci siano o una rivoluzione o una dittatura.

      • Gentile Messora, osservo che in tutti i comuni dove m5s ha partecipato si sono create forti divisioni interne, posso portare Genova e Padova come esempio conosciuto, ma pare pure negli altri comuni le cose non siano state per nulla pacifiche. Il vero dato che emerge è che a fronte di un consenso del 30% e passa a livello nazionale in moltissimi comuni non è riuscito a presentare una lista e dove la ha presentata ha litigato al suo interno e spesso (ma è una opinione dello scrivente) ha scelto ovviamente il candidato sbagliato, quello che non rappresentava veramente la sua base elettorale. E lo sbaglio del candidato mi pare ovvio proprio considerando che quando hai 30% di media a livello nazionale e prendi molto ma molto di meno a livello locale può voler dire semplicemente 3 cose : o il tuo candidato non sa interpretare le istanze dei cittadini, oppure non hai una base (attivisti o finanziatori generosi) che ti supporti, (ovviamente nel caso dei 5stelle propendo per pochi attivisti), o entrambe le cose combinate. Se questo è indice di radicamento! A poco vale dire: ” ma ha raddoppiato o triplicato rispetto il 2012 ” dato che nel contesto se erano tre gatti oggi sono 6, 9 o 12 ma sempre percentuali misere sono mentre il mare degli astenuti si è allargato a dismisura. Faccio una affermazione buttata lì senza apparente base logica, ma mi viene spontanea: sembra che l’m5 non sia interessato al radicamento sul territorio. Forse ha paura perché questo presuppone l’attivismo organizzato e questo implica la mutagenesi da movimento a partito (per chi crede che sia ancora un movimento) e sopratutto implica la messa in discussione degli equilibri decisori? fatto sta che a me sembra rifugga dal radicamento e lo combatte, preferisce l’evento mediatico come arena fisica, l’arena virtuale, preferisce l’indirizzo del consenso più che la ragione del consenso, l’adesione allo slogan più che la convinzione delle ragioni…………….. questo si è un bel tema per il blog.

  • 21

    Un mero raffronto con le amministrative del 2012? Francamente mi sembra riduttivo. Certo, non siamo alla debacle annunciata dai media di regime ma credo che, dopo l’exploit di Roma e di Torino, la delusione (anche per chi come me ha smesso di essere un attivista CinqueStelle) per il risultato di queste elezioni sia innegabile.
    Forse varrebbe la pena di soffermarsi sui motivi che impediscono al M5S di “radicarsi sul territorio.
    Approfitto per segnalare un mio piccolo contributo:
    http://www.pecorarossa.it/2017/06/12/elezioni-amministrative-grillo-ora-si/

    • 21.1

      Ho letto le righe che hai scritto (linkandole). La tua breve analisi è di carattere politico (inteso come critica politica). Io mi limito a leggere i numeri. Ed i numeri non parlano affatto di un tracollo a 5 stelle. Non parlano di un successo inequivocabile, certo, ma di un lento processo di radicazione nell’elettorato. Del resto immagino che l’obiettivo di conquistare tutti i grandi comuni d’Italia sia un filino irrealizzabile, per un Movimento nato nel 2009.

  • 20
    kalamun

    Ma perché avete questo complesso con il PD, che vi dovete sempre confrontare con lui?
    I vostri risultati sono andati male, avete perso ovunque, non servono confronti.

    • 20.1
      Alfredo

      Dal vocabolario italiano, perdere significa diminuire di entità. Il M5S è cresciuto e i numeri lo dicono chiaramente. Il PD è diminuito e i numeri lo dicono altrettanto chiaramente. La matematica non è un’opinione.

  • 19
    Federico

    Riscossa Italia, nonostante le buone idee, altro non era che una lista di disturbo…
    Non parliamo della Cassimatis in smania da ex fidanzata isterica.

  • 18
    silvia

    Avrei preferito un articolo su Riscossa Italia…unica vera speranza per l’Italia
    M5S e PD sono due facce della stessa medaglia, ormai è così evidente che c’è da stupirsi che li votino ancora…

  • 17
    Harlock

    Dopo la parabola calante di Berlusconi, il M5S ha puntato a diventare l’alternativa politica al PD. Una alternativa dunque un po’ verso destra, visti gli orientamenti dei fondatori, anche per agganciare la nuova situazione politica europea, nazionalisti verso europeisti (su cui comunque la posizione del M5S non è ancora molto chiara).
    Per questo tutti i giorni bisogna dare contro al PD (sebbene i partiti di centro destra non siano meno corrotti): i voti in Italia si prendono molto di più “contro” qualcuno anziché “a favore” di qualcuno.
    In questo senso PD e M5S fanno un sistema che si mantiene da solo. Chi è contro uno vota l’altro, mentre il centro destra è ignorato da tutti e cadrà nell’oblio. Almeno questo era il piano, ma sembra che sia destinato ad essere rimandato ancora.

  • 16

    Brava hai fatto un’analisi obiettiva. I pentastellati sanno bene che per le amministrative è dura, anche perché concorrono con una sola lista.Aspettiamo fiduciosi le “politiche”!

  • 15
    Ermete

    Un enorme successo se paragonato alle elezione del 1820.
    Ma veramente, caro Messora, questa è la sua scientifica spiegazione dei risultati delle amministrative, si è posto ad esempio il problema che la Lega ha ripreso i suoi voti, visto dove si è votato, svuotando le liste del movimento con cui condivide idee ed elettorato, in ultimo mi deve spiegare come sia possibile che il partito primo in Italia (secondo i sondaggi) non raccolga consensi proprio nelle amministrative che sono la sua genesi. Il tutto ricorda molto la vecchia DC nessuno perdeva mai.

    • 15.1

      è proprio il contrario: è più facile raccogliere voti alle nazionali che non nei comuni. Ma la politica bisogna conoscerla, per parlarne con cognizione di causa.

  • 14
    Giuseppe Buccoliero

    Credo comunque, che a queste comunali il m5s paghi lo scotto di non assumere posizioni precise su certi argomenti, vedi immigrazione ed euro, oltretutto se sentiamo le ultime dichiarazioni di Di Maio veramente viene veramente la pelle d’oca non si sa se parla lui o Monti.

  • 13

    Ma scusate abbia perso voti in favore di forza italia, mi sembra evidente. Che c’entra il PD?

    • 13.1

      Il Pd è stato preso solo come termine di paragone perché ci sono stati ormai tre governi marchiati PD, e nonostante questo M5S ha fatto meglio in quasi tutti i casi del PD, ma nessun parla di fallimento del PD. Semplice.

  • 12
    Rino Galazzo

    Aria fritta. Valgono di più le percentuali del 2012 di un M5S appena nato, che le percentuali di ieri ottenute dopo un’escalation che aveva fatto sperare in numeri migliori. Il fatto che le varie elezioni dovrebbero essere confrontate nell’ambito della stessa natura, non mi trova d’accordo. Le amministrative sono la spia di una tendenza che puntualmente prende corpo con le regionali e le politiche. Forse dimentichiamo il giubilo di Grillo & Co per la vittoria a Roma e Torino . Aveva impartito l’estrema unzione al PD confermando quindi la mia teoria.

    • 12.1

      Non confondere le dichiarazioni politiche rese in campagna elettorale o subito dopo, che sono una cosa a sé e che logicamente, da che mondo è mondo, per tutti – nessuno escluso -, vanno nella direzione dell’esaltazione dei successi e delle aspettative di un successo spropositato oltre ogni ragionevole aspettativa, con l’aspetto dell’analisi politica che invece si basa su valutazioni più razionali.
      Qui non è questione di tenere per M5S o remargli contro: è questione di guardare i fatti.
      1) le comunali sono completamente diverse dalle nazionali
      2) guardando le comunali, si vede una crescita
      3) quelli che “il pd”, vedono in questa crescita un fallimento del 5 Stelle, ma non vedono nel risultato peggiore del PD un fallimento eventualmente ancora peggiore. Il che è molto curioso.

  • 11
    GP

    Oggettivamente, credo che quest elezioni comunali siano state un grosso flop per il M5S e spero che ne traggano insegnamento per non ripetere gli stessi errori in futuro.

    Il confronto di dati che fai tu lascia molto il tempo che trova: per un partito dell’eta’ dei 5 stelle 5 anni sono un’enormita’. E’ come se un bambino di 10 anni, dopo aver preso una insufficienza in italiano dicesse: “beh, ma 5 anni fa non sapevo neanche leggere”.

    Il discorso sulla non commensurabilita’ di risultati relativi a elezioni diverse ci puo’ anche stare, anche se secondo me la tua argomentazione e’ un po’ esagerata, soprattutto nei comuni di grandi dimensioni.

    Invece, un confronto molto piu’ sensato sono i risultati ottenuti a questa turnata di elezioni con le loro aspettative. Dal differenziale (molto negativo) si impara che cosa si e’ sbagliato e come correggere il tiro

    • 11.1

      Il ragionamento che fai sarebbe sensato se fosse normale che un partito (o movimento) avesse un aumento esponenziale di consenso elettorale nel tempo, ma così non è, soprattutto nel caso delle amministrative.
      A livello comunale, dove contano molto le facce e i nomi che si vedono sui quotidiani locali, non essere mai stati nel consiglio comunale o esservi stati solo con uno o due consiglieri non da molta visibilità: quindi un aumento come quello visto nell’articolo sopra in molte città (o l’exploit avvenuto al sud) è un segno di quanto il 5stelle sia stato apprezzato come idee generali (e proposte fatte in precedenza nei comuni) e/o quanto sia aumentata la sfiducia nei vecchi partiti.
      Basarsi sulle aspettative non ha senso: tutti si aspettano di vincere, ma solo alla prova dei fatti si può valutare chi è stato considerato più affidabile dalla popolazione.
      Senza contare che il 5stelle è vituperato quotidianamente su tutti i media…

  • 10

    Ottimo articolo. I numeri parlano chiaro.
    Dispiace che molti blogger della controinformazione si siano accodati al mainstream, senza prima verificare i dati delle amministrative di 5 anni fa negli stessi comuni.

  • 9
    toni ipnos

    Finalmente! Ho capito perfettamente come stanno le cose. La chiarezza di pensiero nell’esporre OBIETTIVAMENTE come stavano in realtà messi sia il M5S e sia il PD, ha reso tutto più semplice. Congratulazioni per il lavoro e grazie per averlo condiviso.

  • 8
    Paolo Nobili

    A me è dispiaciuto per Mori a Genova, sovranista vero e coraggioso. Un risultato così misero non me lo aspettavo. Del M5S, ormai ridotto alla parodia della parodia di Crozza, non è che me ne freghi molto.

    • 8.1

      Allora non hai capito ancora che l’unico che può portare avanti le istanze sovraniste o comunque patriottiche è il M5S: la lega ha dimostrato innumerevoli volte di essere falsa mentre le altre sigle non hanno speranze, sono nullità.

  • 7
    Laura

    Grazie per l’illuminante analisi. Davvero fuorviante la lettura dei media mainstream che già dai primissimi exit-poll martellava sul flop grillino. Vien da chiedersi sul serio quale sia la loro funzione, di sicuro non quella di aiutare a comprendere, studiando i dati.

  • 6
    franco tonietto

    bellissimo, ma sarebbe ancora piu’ interessante avere il conteggio materiale di quante persone hanno votato il m5s e quante non hanno votato il pd, in soldoni quanti voti numerici in piu’ o in meno, credo sarebbe interessante come lo sarebbe di coloro che non hanno votato, ciao e complimenti

  • 5

    Ottimo e chiaro!

  • 4
    andrea carancini

    Ottimo pezzo!

  • 3
    gabriele fontani

    la cosa è ancora più scioccante….ci sono ancora pesone che votano pd…..
    Cmq ottimo lavoro come sempre.

  • 2

    Com’è stato ottenuto il dato del Pd del 2017, visto che era nascosto in un’altra lista con Mdp? Perché se si è preso quel dato è molto generoso.

  • 1

    più chiaro e più elementare di questo non si può. grazie.

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